La presentazione del progetto del Tg Regionale ‘tradotto’ nella lingua dei segni

Domani mattina, alle 10, in Cittadella regionale, sarà presentato il progetto per il servizio di traduzione, nella lingua dei segni, del notiziario del contenitore mattutino di Buongiorno Regione, in onda su Raitre.

All’incontro prenderanno parte il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, l’assessore al Welfare, Gianluca Gallo, il direttore della sede regionale della Rai, Demetrio Crucitti, il caporedattore della Tgr Calabria, Pasqualino Pandullo, e il presidente regionale dell’associazione Ente nazionale sordi, Antonio Mirijello(rcz)

Intitolata la Cittadella Regione a Jole Santelli

La Cittadella Regionale porta il nome di Jole Santelli, la compianta presidente della Regione Calabria scomparsa recentemente.

La cerimonia di intitolazione è avvenuta alla presenza del presidente f.f. Nino Spirlì e degli assessori regionali, e ha visto l’inaugurazione di una targa  intitolata a Santelli, posizionata nell’ingresso principale della Cittadella regionale. La stele è stata benedetta dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone.

È stato il presidente Spirlì a pronunciare il discorso per l’intitolazione del palazzo del governo regionale.

«Oggi – ha esordito – è il compleanno di Jole Santelli. Avremmo dovuto festeggiare in altro modo, ma non ci è stato dato di poterlo fare. Ma questa giornata non poteva passare senza che ci fosse un regalo della Calabria al politico che, quanto e più di tutti gli altri, ha segnato un passaggio nuovo nel linguaggio, nell’approccio, nel disegno e nei risultati politici».

Intitolazione Santelli

«Come ha avuto modo di dire anche il procuratore Gratteri – ha continuato – Jole è e resta il politico su cui non si può dire una parola negativa. Lei ha sfondato dall’interno le porte di questo palazzo, è entrata con un sorriso e ha aperto le porte a tutti i calabresi. In questo palazzo non ci sono più onorevoli, ci sono amici che si stanno occupando dei diritti e delle necessità di tutti i calabresi con confidenza, con fratellanza».

«La Giunta – ha detto ancora – è formata da tutti noi che siamo orfani e vedovi di Jole. Allo stesso tempo, in queste settimane non l’abbiamo mai sentita lontana, perché lei ha segnato un solco talmente profondo e corposo, nella politica e in questa amministrazione, che non ci si può allontanare, da quel solco. Jole è stato un seminatore di grano buono, e abbiamo anche il piacere di vederne già i frutti. Noi continueremo ad amministrare con buon senso fino all’ultimo giorno: quello ci ha insegnato Jole, quello ci ha chiesto e quello faremo».

Monsignor Bertolone benedice la targa di intitolazione al presidente Santelli

«Jole – ha aggiunto Spirlì – è stato ed è un grande politico, perché le sue intuizioni non sono solo figlie delle conoscenze del passato, non sono rivolte solo al presente: la sua visione avveniristica era veramente geniale. Non è mai stata pregiudizievole, non si è mai allontanata da nessuna differenza: le ha accolte tutte perché Jole è stata un cristallo dalle mille sfaccettature. Lo ha dimostrato e lo dimostra ancora, perché il suo progetto non è morto».

«Jole – ha concluso Spirlì – è riuscita a spalmare questo suo amore dal Pollino allo Stretto. Non c’è un territorio che non l’abbia sentita “madre”, con quella sua capacità di essere dolce e nello stesso tempo forte. È sempre stata sorella: chi non l’ha sentita come tale era distratto. E questo la Calabria l’ha capito. Quando Jole si è allontanata da noi, non abbiamo avuto il minimo dubbio sul fatto che questa nuova Cittadella dovesse rimanere per sempre la casa di Jole. Sono convinto che lei sia molto felice di una decisione alla quale non avremmo potuto rinunciare, perché così è stato scritto dai calabresi, da tutti i calabresi».

La platea della sala verde con le autorità

«Jole Santelli – ha detto monsignor Vincenzo Bertolone – non è mai stata una donna di parte, ma ha fatto del dialogo il suo modus vivendi. Questo è l’esempio migliore che lascia alla classe politica regionale».

«La sua figura politica – ha aggiunto – mi ricorda Guareschi e i suoi personaggi, don Camillo e Peppone, che a Brescello litigavano per la loro diversità, ma che poi si univano con affetto dinanzi ai problemi: ecco, lei non ha mai litigato con nessuno ed è sempre stata disponibile con tutti».

«La famiglia Santelli – ha proseguito il presule – è fiera, e deve esserlo, per il fatto che il Corriere della Sera abbia inserito Santelli tra le 110 donne più influenti del 2020. Tutto ciò è avvenuto non solo per la sua morte, ma per la capacità di avere un’idea del futuro e di lasciare una traccia e un solco profondi nella nostra terra. La sua figura riporta alla mente le parole pronunciate da Papa Francesco nella giornata mondiale della pace del 2019, con l’esortazione alla politica di avere dei simboli di bene comune che rappresentino i bisogni di tutti senza particolarismi».

«L’intitolazione – ha detto l’assessore al Lavoro, Fausto Orsomarso – è stata una scelta doverosa, condivisa dal Consiglio regionale e dall’opinione pubblica. Intestiamo questa Cittadella, che non aveva ancora un nome, a chi ha espresso un modo nuovo di rappresentare la Calabria. Al di là delle appartenenze e dei colori, ha saputo rappresentare un sentimento che speriamo possa appartenere alle future generazioni».

«È una vittoria per tutti i calabresi che hanno conosciuto e amato il nostro presidente e che hanno voluto, fin da subito, che il palazzo della Regione le venisse intitolato. Il nostro lavoro – ha commentato l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo – è nato ed è cresciuto solo grazie a lei e alla sua lungimiranza, e questa consacrazione porta il suo nome, nel giorno del suo compleanno, indelebilmente nella memoria di tutti i calabresi che l’hanno amata per la sua diversità e la sua grande correttezza».

«Purtroppo – ha detto l’assessore all’Istruzione Sandra Savaglio – la vita è questa: si nasce e si muore e nessuno fa eccezione a questa regola. Fanno eccezione però quelle persone che lasciano un segno e che vivranno per sempre nella storia di tutti noi. Jole sarà per sempre una di queste persone speciali. Questa targa è il simbolo di quel che resterà per sempre nella storia della nostra regione».

«Quella di oggi – ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture Domenica Catalfamo – è una intitolazione alla prima donna calabrese che ha ricoperto il ruolo di presidente della Regione. Continueremo nella direzione condivisa con lei, nel segno di un entusiasmo travolgente. Opereremo con un fortissimo orgoglio di essere calabresi e di aver fatto parte della Giunta Santelli».

«Una giornata emozionante, un momento toccante che rimarrà indelebile nei cuori dei calabresi e nella storia politica di questa nostra regione. Quella di Jole è una figura decisa, determinata, che in questi pochi mesi aveva dato lustro anche a livello nazionale», ha evidenziato l’assessore al Bilancio, Franco Talarico. 

«Oggi – ha detto l’assessore all’Ambiente, Sergio De Caprio – non celebriamo solo la prima donna presidente della Regione Calabria, ma rinnoviamo il suo impegno e il suo esempio per la costruzione di una Calabria dei calabresi, fondata sull’uguaglianza nei diritti e nel lavoro, nel rispetto di tutti, con la partecipazione di tutti, per il bene comune. Questo è l’inizio di un giorno nuovo che appartiene alla Calabria».

«Da oggi a Catanzaro ci sarà la cittadella regionale Jole Santelli» ha dichiarato il deputato e capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto all’Agi, che ha aggiunto: «Intitolare il palazzo della Giunta alla prima governatrice della Regione Calabria, scomparsa prematuramente e tragicamente, è un gesto importante, dall’alto valore simbolico e che dà anche a livello nazionale la rappresentazione plastica del vuoto che Jole ha lasciato in tutti noi e nella sua terra».

«Oggi – ha concluso – avrebbe compiuto 52 anni, la sua vita è stata passione, coraggio, determinazione. La ricordiamo con sincera commozione, e con tanto affetto».

«La sede della Regione Calabria diventa ‘Cittadella Jole Santelli’. Un omaggio alla nostra Jole, la prima donna presidente della Regione che nonostante la malattia fino all’ultimo ha lavorato per la Calabria e per i calabresi. Oggi avrebbe compiuto 52 anni, avremmo voluto averla qui con noi» ha scritto su Facebook il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini.

«Da oggi e per sempre, la sede della Regione Calabria porterà il nome della Presidente Jole Santelli. È un orgoglio e una responsabilità partecipare a questa emozionante cerimonia di intitolazione, che rende Jole Santelli ancora più presente e prossima a ciascuno di noi» ha scritto il consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Sainato

Forza Italia Giovani ha ribadito che l’intitolazione della Cittadella regionale alla Santelli è «un piccolo grande gesto per una Donna che ha vissuto una vita intera al servizio della propria Comunità con immenso amore e dedizione».

Cerimonia di intitolazione Cittadella regionale a Jole Santelli

Cinzia Nava: La Crpo appoggia intitolazione del Palazzo della Regione a Jole Santelli

Cinzia Nava, presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, ha riferito che l’Ente «esprime piena condivisione per la scelta di intitolare il Palazzo della Regione Calabria alla memoria della governatrice Jole Santelli».

«Si tratta – ha aggiunto – di un’iniziativa meritevole che ricorda la figura di primo presidente donna alla guida della più importante istituzione della nostra regione, la cui elezione ha segnato quel decisivo cambio di passo verso l’affermazione della donna nel mondo del lavoro e delle istituzioni». (rrm)

 

La Giunta regionale ha detto sì: la Cittadella regionale sarà intitolata a Jole Santelli

La Giunta regionale ha approvato la delibera ufficiale, rendendo concreta la petizione partita qualche giorno fa: la Cittadella regionale sarà intitolata a Jole Santelli, la presidente della Regione Calabria scomparsa improvvisamente nei giorni scorsi.

La delibera approvata sarà inviata al al Consiglio regionale della Calabria per la relativa presa d’atto. La decisione di trasmettere gli atti all’assemblea legislativa nasce dalla volontà di coinvolgere tutti i gruppi istituzionali presenti.

Nelle motivazioni viene ribadito «l’altissimo impegno profuso da Jole Santelli in favore della Calabria, manifestando con tenacia e determinazione, in ogni sede istituzionale, la sua inequivocabile volontà di promuovere una nuova immagine della propria terra».

«L’amministrazione regionale – si legge nella delibera – intende onorare e perpetuare la memoria del suo presidente, prima donna presidente della Regione Calabria, che ha sempre amato e onorato la sua terra impegnandosi con tenacia e coraggio nello svolgimento delle sue funzioni sino al momento più estremo della sua esistenza in vita».Gallo, Talarico, Savaglio

«Il presidente del Consiglio regionale e tutti i consiglieri regionali – continua ancora la delibera approvata dalla Giunta – nel tradurre anche i desiderata della collettività calabrese e i segni di assoluta stima provenienti dalle più alte cariche dello Stato e, in particolare, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, dai presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, dalla Conferenza Stato-Regioni, nonché in considerazione delle espressioni di ammirazione che si sono registrate intorno alla figura del presidente Jole Santelli da tutto il mondo politico, dalle amministrazioni locali, e dalla società civile – hanno approvato una mozione affinché la Regione Calabria dia un segno tangibile, capace di commemorare la figura della presidente Jole Santelli, intitolandole il Palazzo della Cittadella regionale, quale simbolo delle Istituzioni e dell’unità della Calabria».

Spirlì, Borgo

La Giunta ritiene, dunque «doveroso formalizzare il predetto intendimento in un atto che lasci perennemente impresso nella memoria di tutti l’intenso impegno politico-istituzionale del presidente Santelli e il suo indiscusso esempio di orgoglio, forza e dignità nella guida dell’ente regionale, riportandolo all’attenzione e alla considerazione nel dibattito nazionale, anche in un periodo storico caratterizzato da una straordinaria emergenza sanitari».

«In termini burocratici – ha dichiarato il presidente facente funzioni, Nino Spirlì – direi un atto dovuto, ma in realtà non è così. È qualcosa di più. Pur essendo una delibera di Giunta, è stata fatta con lucido sentimento. Tutta la Giunta, sin dai primi istanti di questa tristissima pagina di storia della Calabria, ha deciso di personalizzare su Jole non solo i progetti, non solo i sentimenti, ma proprio questa casa dei calabresi che diventa tale e di Jole che i calabresi li ha amati e li ama».

«Da questo momento – ha proseguito Spirlì – non c’è solo l’ufficio del presidente, ma ogni stanza, ogni salone, ogni scala, sottoscala o ascensore è Jole Santelli. Abbiamo condiviso questa decisione importante con il presidente del Consiglio regionale e con tutti calabresi e con tutti coloro i quali in questi giorni ci hanno affettuosamente inondato di questa richiesta, ma era già una decisione che avevamo assolutamente fatto nostra dai primi istanti».

Giunta

«Certo – ha aggiunto – si sentirà una forte mancanza, perché Jole non è qui con noi, ma non si sentirà la mancanza di quella meravigliosa atmosfera, di quell’aria così libera, così amica, così affettuosa, che Jole ha portato dentro la politica, dentro le istituzioni, nel cuore di tutte le case dei calabresi che l’hanno accolta con un amore immenso nei giorni del passaggio da questa terra. Ma ciò è arrivato anche fuori dalla Calabria».

«Le istituzioni ai massimi livelli, dal presidente Mattarella, al presidente Conte, ai presidenti di Camera e Senato, ai ministri, senatori e deputati, che sono intervenuti ai funerali in forma privata e in forma pubblica, a tutti i sindaci che l’hanno omaggiata con la loro presenza. È stato un momento incredibile e tanti calabresi che sono venuti a salutarla meritavano che fossero tempi brevi quelli dell’intitolazione di questo palazzo. Finalmente non sarà solo una Cittadella, ma sarà la Cittadella regionale Jole Santelli. In questo tempo che ci sarà consegnato fino alle prossime elezioni noi saremo sempre Giunta Santelli, amministrazione Santelli a tutti i livelli». (rrm)

Aperta la camera ardente della presidente Santelli in Cittadella

Il feretro della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, è giunto alla camera ardente, allestita nella Piazza di San Francesco di Paola della Cittadella regionale, accolto dalle note de Il silenzio intonate dal Maestro Alessandro Silvestro dell’Orchestra sinfonica della Provincia di Catanzaro.

Il picchetto d’onore in alta uniforme dell’Arma dei carabinieri, i Gonfaloni del Consiglio regionale, delle cinque Province della Calabria e della Città metropolitana di Reggio Calabria hanno fatto da cornice alla cerimonia per l’ultimo saluto alla governatrice della Calabria che, dopo la benedizione del presidente della Cec e arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, ritornerà nella sua Cosenza.

Accanto al feretro, insieme ai parenti di Jole Santelli, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini e l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio.

A comporre il primo picchetto istituzionale, i consiglieri regionali Baldo Esposito, Filippo Pietropaolo e Pietro Raso.

Il servizio d’ordine è garantito dalla Protezione civile regionale e dalla Croce rossa. (rrm)

Proposta del consigliere Francesco Pitaro: intitolare Cittadella regionale a Cassiodoro

È una bella proposta, quella avanzata dal consigliere regionale del Gruppo Misto Francesco Pitaro: intitolare la Cittadella regionale a Cassiodoro.

«Una cosa buona giusta» secondo Pitaro, per «onorare il compleanno della Regione intitolando la Cittadella a un gigante del pensiero quale fu Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, nato a Squillace tra il 484 ed il 490, grande nell’esercizio delle funzioni politiche che ricoprì e, insieme, “erudito poderoso”».

Il consigliere regionale, infatti, ha ricordato come per «avere il Palazzo del Consiglio regionale a Reggio Calabria nel 2000, intitolato al grande filosofo Tommaso Campanella dopo una consultazione popolare sono trascorsi 30 anni, e per avere la Cittadella Regionale a Catanzaro di anni ne sono passati 45. Fino al 2015 la Giunta regionale a Catanzaro era un inno alla dispersione delle ingenti risorse sciupate in fitti e all’inesistenza di ogni progettualità sistemica» e che quindi, l’intitolazione a Cassiodoro sarebbe «però cosa buona e giusta, ora che la Regione nel capoluogo ha una sede unica che dovrebbe simboleggiare l’unità della Calabria».

«La Calabria – ha proseguito Pitaro – è ricca di personalità eminenti cui guardare con attenzione nella scelta del nome da dare al Palazzo della Regione. Siccome una scelta va fatta, perché non Cassiodoro che fu un letterato, politico e storico fra i più illustri del regno romano-barbarico degli Ostrogoti e in seguito dell’impero romano d’Oriente? Un calabrese tutto d’un pezzo che seppe affermarsi grazie alle sue doti di ragionatore inflessibile e alla sua sterminata cultura. Fu un politico di rilievo sotto il governo di Teodorico il Grande e quando terminò la guerra gotica si stabilì definitivamente a Squillace, cittadina della terra di Calabria dove fondò il monastero di Vivario con la biblioteca».

«Ma ciò che colpisce – ha aggiunto – è stata la sua capacità di mettere assieme culture diverse, che è un tema di stringente attualità ai nostri tempi. Non a caso, Cassiodoro fu il trait d’union tra il mondo greco-latino prossimo alla fine e il Medioevo che vedeva la luce. Fu un religioso convinto, e la sua vita ascetica e monastica lo testimonia, ma anche attento ai fermenti della laicità».

«Naturalmente – ha concluso Pitaro – la mia è solo una proposta di partenza. Meglio sarebbe una consultazione dei calabresi da farsi in un paio di settimane, ma non si sprechi altro tempo per togliere l’imponente infrastruttura di Germaneto dal freddo anonimato che oggi la connota». (zc)

CATANZARO: SI STUDIANO I MARI CALABRESI

23 luglio – Si svolge domani, a Catanzaro, alle 10.30, presso la Sala Verde della Cittadella Regionale, una giornata di studio sui mari calabresi.
L’evento è stato organizzato dalla sede regionale della Stazione Zoologica, Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine “Anton Dohrn” con il supporto della Regione Calabria.
Introduce e modera Silvio Greco, direttore della sede calabrese della Stazione Zoologica, mentre sono previsti gli interventi di Antonella Rizzo, Assessore Regionale Ambiente, Gino Mirocle Crisci, Rettore dell’Università degli Studi della Calabria, Pasquale Catanoso, Rettore Università Mediterranea di Reggio, Maria Francesca Gatto, commissario Arpacal, Roberto Danovaro, presidente Stazione Zoologica “A. Dohrn” Napoli, Paola Del Negro, direttore Istituto Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, Franco Andaloro, dirigente di ricerca ISPRA afferente SZN, Ermanno Crisafi, Ermanno Crisafi, direttore Istituto Ambiente Marino Costiero CNR, Angelo Cau, dell’Università di Cagliari.
Conclude Mario Oliverio, presidente Regione Calabria. (rcz)

CATANZARO: DOMANI IL LIBRO KAJIN E LA TENDA SOTTO LA LUNA

6 luglio – Sarà presentato oggi, alle 10.30, presso la Sala Oro della Cittadella Regionale, il libro “Kajin e la tenda sotto la luna” di Enzo Infantino e Tania Paolino.
Moderati da Arcangelo Badolati, scrittore e giornalista della Gazzetta del Sud, partecipano Mimmo Lucano, sindaco di Riace, don Pino De Masi, referente di Libera, e Maria Francesca Corigliano, Assessore Regionale alla Cultura. Concludono Enzo Infantino, uno degli autori, e Mario Oliverio, presidente della Giunta Regionale.
Il libro è edito da Luigi Pellegrini editore. (rcz)

Incontro con lo scrittore Mimmo Gangemi alla Cittadella regionale

1° luglio – Successo dell’incontro alla Cittadella regionale di Germaneto con lo scrittore Mimmo Gangemi che ha parlato del suo libro “La signora di Ellis Island”, un delicato quanto drammatico affresco sull’emigrazione calabrese d’inizio secolo, un libro straordinario e ricco di suggestioni.
All’incontro hanno partecipato l’assessore alla Cultura Maria Francesca Corigliano, il vicepresidente della Regione Calabria Francesco Russo, Marcello Furriolo (ex sindaco di Catanzaro e fine intellettuale) e il presidente dell’Associazione “Progetto Gutenberg” Armando Vitale, moderati dal giornalista e scrittorer Filippo Veltri.
L’iniziativa odierna rientra in un ciclo di appuntamenti promossi dalla Presidenza della Giunta regionale sul tema della nuova letteratura calabrese che negli ultimi anni sta vivendo un momento di grande produzione culturale.
«Nelle prossime settimane – ha spiegato Veltri introducendo l’incontro – seguiranno anche altri incontri con scrittori e giornalisti calabresi, che con le loro opere, da diverse ottiche culturali, raccontano la Calabria attraverso un’immagine nuova e diversa dai soliti cliché. L’idea è di utilizzare la sede regionale come luogo di cultura, di incontri, dibattiti e approfondimento su temi legati alla realtà economica e sociale della regione».
Secondo il Vicepresidente Russo «non si può prescindere dall’apporto intellettuale nella ricostruzione di una nuova immagine della Calabria». «È vero – ha aggiunto – che i fatti economici cambiano i rapporti sociali. Nei tre anni di lavoro con il Presidente Oliverio abbiamo lavorato a una trasformazione radicale della regione da un punto di vista infrastrutturale. Penso alla nuova Linea Ferroviria Jonica elettrificata, soltanto un sogno al nostro insediamento; alle oltre seicento scuole in cui sono stati fatti interventi di adeguamento antisismico; alla Zes nel Porto di Gioia Tauro, all’approvazione degli appalti per la nuova statale 106. Tutte cose che non esistevano e che creano una modificazione strutturale della Calabria e la proiettano in una dimensione moderna e migliore della vita sociale. Ma resta prioritaria – ha ribadito Russo – l’importanza del messaggio intellettuale che si ottiene dai libri e da una narrazione diversa della realtà calabrese come nel caso del libro di Gangemi: un autentico capolavoro di quella tradizione letteraria del Mediterraneo iniziata oltre un secolo fa con Salgari».
L’Assessore Corigliano ha sottolineato l’importanza di questo ciclo di incontri con gli autori calabresi all’interno di un contesto istituzionale come la Cittadella regionale. «Andremo ancora a fondo con questo tipo di iniziative che arricchiscono il dibattito sulla Calabria. E ci avvicineremo sempre di più alle scuole perché proprio i giovani necessitano di emozionalità nella conoscenza della nostra storia. L’approccio con un libro capolavoro come questo di Gangemi può innescare nuove chiavi di lettura nel percorso sociale dei nostri studenti, talvolta poco stimolati dalla retorica scolastica di alcuni testi. Inoltre – ha aggiunto l’Assessore Corigliano – conoscere i fatti, non così lontani, dei nostri avi, attraverso un romanzo sull’emigrazione in America di fine 800, come “La Signora di Ellis Island” ci può far comprendere meglio l’attualità straziante dei tanti fratelli africani che oggi affrontano sui barconi lo stesso amaro e straziante destino dei nostri connazionali che scapparono in America cercando un po’ di fortuna».


Mimmo Gangemi ha voluto ringraziare la Regione e il Presidente Oliverio per questa iniziativa che dà voce agli autori calabresi. «Finalmente – ha detto – dopo oltre 30 anni, la letteratura calabrese vive un ottimo momento produttivo. Un risveglio che nasce probabilmente da una condizione sociale, per troppi anni profondamente degradata, che ha stimolato la nascita di una maggiore sensibilità culturale. Un libro non è di chi lo fa ma di chi lo legge. Anch’io di tanto in tanto scopro dai dibattiti inedite chiavi di lettura. Mi fa sorridere – ha aggiunto Gangemi – pensare a quanta ipocrisia esista oggi nelle espressioni del Governo italiano sul tema dell’accoglienza. Nel mio libro racconto ad esempio che uno dei principali motivi di respingimento dei nostri emigrati in America era determinato dalla pellagra, una malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, di cui soffrivano gli italiani del Nord a causa di un’alimentazione scarna fatta quasi soltanto di polenta».
Marcello Furriolo, riprendendo un’affermazione del giornalista Curzio Maltese, ha definito il libro di Gangemi «un autentico capolavoro della nostra epoca, quasi due romanzi in uno, una grande opera d’arte composita e complessa in cui risalta la grande umanità dell’autore e una straordinaria capacità descrittiva».
Vitale, infine, ha invitato la Regione a proseguire in questo corso di valorizzazione della letteratura moderna calabrese, integrandola sempre di più con un rapporto vivo con le scuole e gli studenti. (rcz)