A Serrastretta e Decollatura l’iniziativa “Un albero per il futuro” di Coldiretti Calabria

Il progetto Un albero per il futuro, con la collaborazione di Donne Imprese Calabria, farà tappa domani a Serrastretta e, giovedì 5 maggio, a Decollatura.

La manifestazione rientra nel progetto nazionale triennale di educazione ambientale “Un albero per il futuro” o “tree 4 future” messo in campo dal Ministero della Transizione ecologica con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità  ed è rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al patrimonio naturale e di biodiversità esistente, evidenziando i valori eco-sostenibilità puntando ad una maggiore qualità ambientale a vantaggio della salute dell’uomo e lo fa con la creazione di un bosco diffuso su tutto il territorio italiano.

Per i Comuni di Serrastretta e Decollatura, promotore del progetto è il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro che in partenariato con Coldiretti  Donne Impresa Calabria, rappresentata dalla dott.ssa Maria Antonietta Mascaro e in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Serrastretta nelle persone del Dirigente Scolastico il dott. Antonio Caligiuri e la referente del progetto la Prof.ssa Raffaella Pascuzzi e con la disponibilità dei sindaci Antonio Muraca e Raffaella Perri, saranno coinvolti circa 450 studenti e saranno messi a dimora nuovi alberi nei rispettivi comuni. Inoltre gli alunni della Secondaria con il supporto del prof. Giuseppe Caruso, metteranno in scena un coinvolgente spettacolo musicale a tema.

Sarà un’occasione per conoscere i tesori naturali, accrescere la biodiversità del nostro Paese e contrastare il riscaldamento globale, ed in questa ottica Carabinieri, Scuola e Comuni troveranno un forte contributo da parte di Coldiretti che della sostenibilità ambientale, dello sviluppo delle aree rurali, della tutela delle biodiversità, del contrasto ai cambiamenti climatici, della lotta allo spreco e alla fame e di molto, molto altro ne ha fatto dei capisaldi,  per portare avanti le attività didattiche che pone in essere quotidianamente,  per ampliare la comunicazione costante di modelli positivi di comportamento miranti alla tutela di diritti e di esercizio di cittadinanza attiva andando così a consolidare un’etica della responsabilità.

Coldiretti Calabria: Bene “Decreto Legge Aiuti” contro la crisi che colpisce gli agricoltori

Coldiretti Calabria ha espresso soddisfazione per il via libera, da parte del Consiglio dei ministri, dei fondi 180 milioni per l’accesso delle imprese agricole alla garanzie Ismea sui mutui nel “Decreto Legge Aiuti”, «una misura importante – ha spiegato – per salvare il Made in Italy a tavola in un momento di drammatica difficoltà per il settore, a causa degli effetti della guerra e dei rincari, che risponde alle richieste contenute nel piano anticrisi presentato dalla Coldiretti».

«Con più di 1 azienda agricola su 10 a rischio chiusura e oltre il 40% che si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in perdita – ha spiegato ancora la Coldiretti – con la Calabria che vede una  situazione è ancora più difficile, la misura varata dal Governo Draghi – spiega Coldiretti – consente alle piccole e medie imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che hanno registrato un incremento dei costi per energia, per carburanti o materie prime nel corso del 2022 di accedere alla garanzia diretta di Ismea con copertura al 100% per nuovi finanziamenti. Il tutto purché prevedano l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dalla erogazione e abbiano una durata fino a 120 mesi e un importo non superiore al 100% dell’ammontare complessivo dei costi e comunque non superiore a 35 mila euro».

«Per raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza energetica in Paese oggi legato al gas russo è importante anche la misura prevista dal Consiglio dei Ministri – ha continuato Coldiretti – per incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il settore agricolo che consente alle aziende del settore di installare impianti fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture produttive, permettendo anche di vendere l’energia prodotta».

«Il provvedimento – ha proseguito – si applica anche agli investimenti in corso di realizzazione inclusi quelli a valere sul Pnrr. Secondo uno studio di Coldiretti Giovani Impresa solo utilizzando i tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole sarebbe possibile recuperare una superficie utile di 155 milioni di metri quadri di pannelli con la produzione di 28.400Gwh di energia solare, pari al consumo energetico complessivo annuo di una regione come il Veneto».

«Per far fronte al caro petrolio che incide sui bilanci delle imprese agricole è positiva – ha rilevato Coldiretti – anche la proroga fino all’8 luglio 2022 delle aliquote agevolate sull’accisa per il gasolio e la benzina utilizzati come carburante per usi agricoli (pari rispettivamente a 22% e al 49% dell’aliquota ordinaria), ma anche l’azzeramento dell’aliquota di accisa del gas naturale usato per autotrazione». (rrm)

Turismo, Coldiretti Calabria: Dopo il ponte pasquale si confermano segnali di ripresa

Coldiretti Calabria ha riferito che, «dopo il ponte pasquale, con questo fine settimana, che comprende la festa della Liberazione del 25 aprile, si confermano segnali di ripresa con quasi il 50% dei calabresi che trascorreranno la festa del 25 aprile fuori casa».

«Questo week-end dopotutto – ha confermato Coldiretti Calabria – segna il ritorno dopo due anni di festività primaverili rese difficili dall’emergenza sanitaria. Si segnalano anche – prosegue Coldiretti – un parziale ritorno di comitive di stranieri, in particolare nei borghi marini, la cui mancanza era stata uno degli elementi di maggiore criticità. Certamente questo è un buon aiuto per il turismo che ha avuto una forte contrazione nel 2020 e 2021 rispetto a prima della pandemia».

«A beneficiarne è l’intera filiera agroalimentare – ha spiegato – a partire dai consumi di cibi e bevande ai quali è destinato secondo la Coldiretti circa 1/3 della spesa turistica. Dopo le limitazioni legate alla pandemia, si registra peraltro anche a tavola – riferisce Coldiretti – il ritorno della convivialità con la voglia di stare insieme a parenti e amici nelle case, al ristorante, nei picnic all’aria aperta o negli  agriturismi  dove si registra una discreta presenza nelle circa  350 strutture calabresi operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto».

«Un sistema, quello agrituristico – ha proseguito Coldiretti – che alimenta e sorregge anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità..Dopotutto questa è una spinta verso un turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne che porta  le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre a suggerire e valorizzare attività culturali».

Con l’occasione – informa Coldiretti – riparte “La Domenica del Villaggio”nel borgo dei borghi a  Tropea (VV) dove farà tappa nuovamente il mercato di Campagna Amica dal 24 aprile e poi ancora il 1° maggio  nell’ambito del Festival della Cipolla Rossa “La Tropea Experience”.

Per due domeniche consecutive, nel contesto di Largo San Michele, nel centro storico di Tropea, dalle 10 del mattino gli stand delle aziende agricole di Campagna Amica riempiranno la strada con i loro prodotti cento per cento 100% made in Calabria. (rcz)

Coldiretti Calabria: i prezzi corrono e in Calabria si taglia il carrello della spesa

Coldiretti Calabria ha denunciato come, a causa dell’inflazione e dei rincari delle materie prime e dei costi energetici, oltre metà dei cittadini calabresi è costretto a tagliare la spesa nel carrello.

Questo sulla scia di un sondaggio che fa il paio con i dati Istat sull’inflazione a marzo 2022 dove  si evidenzia un aumento medio del 5,8% per i generi alimentari. A causa delle fiammate inflazionistiche un altro 13% dichiara di aver ridotto la qualità degli acquisti, costretto ad orientarsi verso prodotti low cost per arrivare a fine mese, mentre un 38% di cittadini non ha modificato le abitudini di spesa.

«A crescere sono anche i costi per il menu tradizionale di Pasqua con rincari che vanno – sottolinea la Coldiretti – dal 4,5% per le uova al +4,9% per la carne di agnello mentre al ristorante i conti sono in aumento del 3,6% ed i servizi di alloggio in alberghi e pensioni del +9,3%, per chi coglierà l’occasione per qualche giorno di vacanza. Poi c’è la verdura fresca, con i prezzi in salita del 17,8%.  Rincari– continua Coldiretti – anche per la pasta, così come per frutti di mare (+10,8%) e farina (+10%). A seguire nella graduatoria degli aumenti, carne di pollo (+8,4%), frutta fresca (+8,2%), pesce fresco (+7,6%), e il pane, in aumento medio del 5,8%».

«Se i prezzi per le famiglie corrono, l’aumento dei costi colpisce duramente – precisa la Coldiretti – l’intera filiera agroalimentare, con i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori che non riescono ormai neanche a coprire i costi di produzione. Più di 1 azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività e molte si trovano comunque costrette in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione. Uno tsunami che si è abbattuto a valanga sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che stanno mettendo in crisi i bilanci delle aziende agricole».

«Nelle campagne – continua la Coldiretti – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. Ad essere più penalizzati con i maggiori incrementi percentuali dei costi correnti – continua la Coldiretti – sono proprio le coltivazioni di cereali, dal grano al mais, che servono al Paese a causa dell’esplosione della spesa di gasolio, concimi e sementi e l’incertezza sui prezzi di vendita con le quotazioni in balia delle speculazioni di mercato. In difficoltà serre e vivai per la produzione di piante, fiori, ma anche verdura e ortaggi seguiti dalle stalle da latte».

«Contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e costanti è una necessità – conclude Coldiretti –. Pensare al futuro significa però lavorare per accordi di filiera con le imprese agricole prevedendo  bandi del PSR dedicati con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni». (rrm)

Coldiretti Calabria: Le aziende agricole possono chiedere il rimborso Iva

Attilio Salerno, dell’Ufficio fiscale della Coldiretti, ha spiegato che «le aziende che hanno un credito Iva, oltre a compensare tale credito, possono chiederlo a rimborso. Da anni la procedura per la richiesta dei rimborsi iva è più snella e con poca burocrazia. Difatti, per i rimborsi inferiori a 30mila euro, non è necessario presentare la polizza fideiussoria e anche i tempi si sono accorciati di molto, poiché in pochi mesi è possibile ottenere il rimborso sul conto corrente.»

«In un periodo contrassegnato da forti difficoltà per le imprese agricole, le  novità fiscali emanate negli ultimi decreti devono essere costantemente seguite e tra queste in particolare – evidenzia Coldiretti Calabria – spicca in primis il “Credito d’imposta per il gasolio agricolo”. Le imprese esercenti attività agricola e della pesca – illustra Coldiretti- è riconosciuto, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto di gasolio e benzina per la trazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca, un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto, al netto dell’Iva. A questo si aggiungono l’intervento del Governo che ha già determinato un riduzione del prezzo agevolato d’acquisto e un ulteriore intervento che dovrà essere perfezionato con i 5 miliardi destinati proprio ieri con una ultima manovra a vantaggio delle famiglie e delle imprese».

In base al Testo Unico Iva, nel caso del contribuente in attività, il rimborso del credito Iva derivante da dichiarazione annuale potrà essere richiesto dal contribuente solo nel caso in cui questi rientri in una delle fattispecie espressamente indicate: a) con aliquota media delle operazioni attive inferiore a quella delle operazioni passive; b) che ha effettuato operazioni attive non imponibili per più del 25% del totale; c) che voglia richiedere solo il rimborso dell’Iva versata per l’acquisto di beni ammortizzabili e di beni e servizi per studi e ricerche; d) con una prevalenza di operazioni non soggette a Iva.

Le aziende agricole, oltre a chiedere il rimborso iva per gli acquisti su investimenti, soprattutto a seguito dell’agevolazione del credito di imposta 4.0 e/o altre misure quali il PSR, possono chiedere il rimborso del credito iva per la fattispecie “contribuente con aliquota media delle operazioni attive inferiore a quella delle operazioni passive”.

Molte aziende agricole – sono con regime iva ordinario, vendono prodotti al 4% e/o al 10% con acquisti al 22%. «In questo caso,  – precisano gli esperti di Coldiretti – tali aziende hanno diritto al rimborso dell’iva che, considerato il periodo particolare, rappresenta una fonte nell’immediato di liquidità aziendale. Per ottenere il credito, la richiesta dovrà essere presentata attraverso il modello iva, che scade il 2 maggio 2022. Gli uffici della Coldiretti Calabria sono a disposizione per la necessaria consulenza per permettere un rapido inoltro della pratica». (rrm)

 

Coldiretti Calabria: Aumento costi ortofrutta preoccupano, servono interventi

Ha espresso preoccupazione Coldiretti Calabria, per l’aumento dei costi correnti per la produzione della frutta ad un +51% ma si sale addirittura al 67% per l’ortofloricoltura con un impatto traumatico sulle aziende agricole. Il settore ortofrutta, infatti, vede la Calabria sesta regionale in Italia per valore alla produzione.

«Vantiamo prodotti ortofrutticoli a marchio in particolare IGP e la Calabria  della frutta – ha evidenziato la Coldiretti – primeggia con molte produzioni importanti: dalle clementine ai  kiwi, agrumi, fragole, nettarine,cipolla di Tropea, fino alle castagne e nocciole ma anche per molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, finocchi, patate della Sila».

«Un patrimonio – ha annotato Coldiretti – minacciato da crisi internazionali e cambiamenti climatici che ha causato una perdita della produzione regionale che purtroppo commercializza solo il 27% della produzione aggregata con Organizzazioni di Prodotto (OP) e il restante viaggia con il commercio tradizionale. A questo si è aggiunto il balzo dell’energia che ha fatto impennare i costi dal riscaldamento delle serre ai carburanti per la movimentazione dei macchinari, dalle materie prime ai fertilizzanti, con spese più che raddoppiate, fino agli imballaggi, con gli incrementi che colpiscono dalla plastica per le vaschette, le retine e le buste (+72%), alla carta per bollini ed etichette fino al cartone ondulato per le cassette (+77%), stesso trend di rincari per le cassette in legno, mentre si allungano anche i tempi di consegna».

Per difendere il patrimonio ortofrutticolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro – afferma Coldiretti  -nel sottolineare che «occorre lavorare per accordi di filiera con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali. Ma occorre investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità perché l’agricoltura di qualità ha bisogno di acqua». (rcz)

Coldiretti: In Calabria si possono recuperare alla produzione di materie almeno 8mila ettari

Sono quasi 8mila gli ettari che possono essere recuperati utilizzati per coltivare mais e grano in Calabria. È la stima fatta da Coldiretti Calabria, spiegando che per «aumentare produzione e le rese dei terreni, occorre investire investire su bacini di accumulo delle acque piovane per combattere gli inevitabili periodi di siccità».

Per l’Associazione, poi «serve anche contrastare seriamente sia l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica in particolare nelle nostre Università spingendo sull’innovazione tecnologica».

Coldiretti, poi, ha evidenziato come a causa dei rincari, «più di 1 azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività e circa 1/3 del totale si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi. I dati Istat, resi noti in questi giorni -sui prezzi alla produzione dell’industria – ha commentato Coldiretti – balzano del 32,8% a febbraio fortemente influenzati dai rincari dell’energia».

«Nelle campagne – ha proseguito la Coldiretti – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15mila euro in media ma con punte, paradossalmente, ancora più elevate per le aziende strutturate. Ad essere più penalizzati con i maggiori incrementi percentuali dei costi correnti – continua la Coldiretti – sono proprio le coltivazioni di cereali, dal grano al mais, che sono indispensabili a causa dell’esplosione della spesa di gasolio, concimi e sementi e l’incertezza sui prezzi di vendita con le quotazioni in balia delle speculazioni di mercato».

«In difficoltà serre e vivai per la produzione di piante, fiori, ma anche verdura e ortaggi seguiti che registrano incrementi dei costi – ha rilevato la Coldiretti – che rischiano, di aumentare la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti agroalimentari. Siamo costretti ad importare materie prime agricole – continua Coldiretti – a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che sono stati indotti a ridurre se non annullare la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque perché molte industrie per miopia hanno preferito continuare acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, approfittando dei bassi prezzi degli ultimi decenni».

«La Coldiretti – ha concluso – insiste molto per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali». (rcz)

Coldiretti Calabria: Bene prezzo minimo del latte alla stalla per produttori calabresi

Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha definito «una scelta responsabile» quella di Granarolo che, tramite la Cooperativa Granlatte, riconosce agli allevatori per i conferimenti un prezzo minimo alla stalla di 48 centesimi al litro per l’area nord e 48,50 centesimi per il centro e il sud, al quale aggiungere Iva e premio qualità che in Calabria ha standard elevati.

«Quasi 500mila quintali del nostro latte – ha spiegato – beneficeranno di questo aumento che compensa, seppur parzialmente, l’effetto congiunto dell’aumento dei costi energetici e dei mangimi nel comparto dei bovini da latte che ha subito negli ultimi tempi incrementi di costi pari ad oltre il 57%, portando nelle ultime settimane il costo di produzione alla stalla di un litro di latte a 53/55 centesimi, con il rischio concreto di chiusura per la maggioranza degli allevamenti che continuano ad essere costretti a lavorare con prezzi alla stalla al di sotto dei costi di produzione».

«È fortemente auspicabile – ha proseguito – un immediato adeguamento dei compensi da parte di tutte le filiere che operano nel nostro paese. Ciò si rende necessario per salvare le nostre stalle che garantiscono la produzione di latte fresco che alimentano una rinomata filiera lattiero-casearia nazionale e regionale che crea occupazione diretta e indiretta con una ricaduta positiva in termini di reddito e coesione sociale».

«La stabilità e continuità della nostra rete zootecnica – ha concluso – ha notevole importanza non solo economica perché, quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate. Continueremo in questo difficile momento ad impegnarci su tutti i fronti aperti e a tutela di tutte le filiere agricole». (rcz)

Il calabrese Giovanni Benvenuto vince il Premio “Angelo Betti” al Vinitaly di Verona

Prestigioso riconoscimento per il calabrese Giovanni Benvenuto, titolare delle Cantine Benvenuto a Francavilla Angitola, che ha ricevuto il Premio “Angelo Betti” al Vinitaly di Verona.

Nell’intento di recuperare le tradizioni e i sapori tipici della Valle dell’Angitola, il giovane Benvenuto, dopo un lungo lavoro di oltre12 anni, ha riportato in vita lo “Zibibbo di Pizzo”, vitigno che qui affonda le radici nelle antiche rotte commerciali dei Fenici, facendo rivivere le originarie tecniche di vinificazione del posto, ormai estinte, vinificando lo Zibibbo IGP in Calabria. Opportunamente segnalato per il riconoscimento dall’Assessorato Regionale Agricoltura, poiché Benvenuto, con la propria attività imprenditoriale, ha contribuito e sostenuto, dando il massimo al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della Calabria tanto da farne un modello di riferimento.

«È sicuramente un’eccellenza e un talento del comparto – ha commentato Coldiretti – con produzioni ed etichette uniche ed esclusive, che fanno da bandiera e portavoce di delicati valori, tradizioni, creatività e ricerca, frutto del solido tessuto di capacità e doti personali che sanno leggere ed interpretare le potenzialità del territorio».

«A testimonianza delle sue capacità fortemente innovative e sull’idea dei viaggi commerciali degli antichi Fenici –ha concluso – è nata anche  l’unione tra pregiati malti e uve zibibbo, che hanno dato vita  in Calabria, alla prima birra allo zibibbo, “Sole Calabro”, in pieno stile italiano e in chiave moderna; una iniziativa imprenditoriale innovativa e di successo nell’entroterra di un territorio spopolato e con piccolissimi comuni che sta avendo apprezzamenti notevoli in campo nazionale e internazionale». (rrm)

 

Coldiretti Calabria: il Consiglio dei Ministri ha accolto le proposte di Coldiretti portate avanti durante la mobilitazione

Coldiretti Calabria ha riferito che il Consiglio dei ministriha accolto le proposte di Coldiretti portate avanti durante la mobilitazione.

Rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui a 25 anni con garanzia gratuita Ismea, rifinanziamento fondo dì sviluppo e sostegno alle aziende agricole, della pesca e acquacoltura, credito di imposta per la riduzione del costo del gasolio per pesca ed agricoltura, via libera a fertilizzanti naturali come il digestato prodotto negli allevamenti per far fronte alla carenza di quelli chimici, sono le misure del piano anticrisi della mobilitazione della Coldiretti consegnate ai Prefetti, e contenute nel “D.L.Ucraina” varato ieri sera dal Governo per affrontare l’emergenza del settore agricolo che ha bilanci in crisi e costi aggiuntivi tra mangimi, concimi, energia.

Questo quanto comunica Coldiretti che, assicura, continuerà dal livello nazionale a quello regionale, ad essere al fianco delle imprese agricole ed agroalimentari per portarle fuori da una situazione critica e di grande difficoltà, poiché le misure prese per adesso, sono importanti per invertire la rotta e non far chiudere le aziende agricole e gli allevamenti. Coldiretti sottolinea anche la possibilità concessa dall’Unione Europea di mettere a coltura complessivamente anche altri 200mila ettari di terreno a riposo sottraendoli quindi al set-aside e utili per rendere l’Italia più autosufficiente dal punto di vista degli approvvigionamenti di cibo, in un momento di grandi turbolenze ma garantendo però elevanti standard di sicurezza alimentare sia nella produzione interna che in quella importata a garanzia delle imprese e dei cittadini-consumatori. (rcz)