Svolta per il settore agrituristico calabrese: annullata tassa di concessione regionale e disciplinato subentro nell’attività

È soddisfatta Coldiretti Calabria, per il grande risultato che si è raggiunto nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria, con la modifica della legge regionale che disciplina l’esercizio dell’attività agrituristica.

La norma, così come è stata modificata, disciplina, ora, il subentro e le sue modalità, anche in caso di attività svolta in forma societaria, consentendo comunque al subentrante l’iscrizione nell’elenco degli operatori agrituristici, pur non in possesso dell’attestazione al corso formativo, a patto di impegnarsi a conseguirla entro 6 mesi dalla domanda.

Un importante traguardo reso possibile grazie all’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo, ai consiglieri proponenti e alla disponibilità del presidente del Consiglio Regionale, Domenico Tallini, che ha dato risposta a quelle famiglie di agricoltori che rischiavano di non poter proseguire nella loro attività» ha dichiarato Coldiretti, spiegando che «la previgente normativa, infatti, non prevedeva  la possibilità di effettuare il subentro nella titolarità dell’azienda agricola da parte di coloro che hanno diritto di continuarla».

«Questa soluzione è dirimente – ha aggiunto Coldiretti – per esempio, in tutte quelle ipotesi di prematura scomparsa del titolare dell’attività, che altrimenti non avrebbe permesso la continuità aziendale. Per di più, è stato inserito all’interno dell’art. 2 della L. n. 14 del 2009, un comma ad hoc, che chiarisce definitivamente l’impossibilità di applicare agli agriturismi del territorio regionale, la tassa di concessione regionale sull’autorizzazione igienico-sanitaria per l’apertura e la vidimazione delle attività ricomprese nelle tabelle allegate al DLgs n. 230 del 1991».

«Con questa modifica – ha proseguito Coldiretti Calabria – termina definitivamente una “querelle” durata alcuni anni, che si è trascinata in alcuni casi sino alle aule giudiziarie e che vedeva la Calabria unica Regione d’Italia a dare applicazione all’illegittima interpretazione estensiva di tassare anche gli agriturismi. Una battaglia che ha visto impegnato in prima fila il presidente Interprovinciale della Coldiretti di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, l’avv. Fabio Borrello, nell’ottica di superare l’errata interpretazione tramite argomentazioni giuridiche inconfutabili».

«Questi interventi normativi, contribuiscono – ha concluso Coldiretti – a salvaguardare e sostenere le realtà imprenditoriali agricole, la valorizzazione il patrimonio rurale in zone agricole svantaggiate, nonché di contenere il tasso di spopolamento rurale e di garantire i livelli occupazionali». (rrm)

Coldiretti Calabria: Bonus ‘Salva Made in Italy’ occasione per ristorazione calabrese

Secondo Coldiretti Calabria, il bonus Salva Made in Italy, che mette sul piatto 600 milioni di euro per la filiera della ristorazione, potrebbe essere una buona occasione per la ristorazione calabrese pesantemente colpita, soprattutto in questo periodo di zona rossa.

«Un risultato ottenuto – ha sottolineato Coldiretti –  nell’ambito della nostra campagna di mobilitazione #mangiaitaliano per sostenere l’intero sistema agroalimentare nazionale che oggi con 3,6 milioni di lavoratori è diventato la prima realtà economica del Paese con la responsabilità di garantire un adeguato approvvigionamento alimentare all’intera popolazione di fronte alla pandemia»  e nell’invitare i cittadini «a privilegiare l’acquisto di prodotti alimentari Made in Italy per aiutare l’occupazione e l’ economia del proprio territorio».

«Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 – ha spiegato Coldiretti – sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp,  valorizzando la materia prima di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari, e il prodotto principale non può superare il 50% spesa totale sostenuta mentre il contributo non può mai essere superiore  all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000  euro ne superiore a 10.000 euro (esclusa Iva)».

«Del bonus – ha detto ancora Coldiretti – potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. Considerando che l’oggetto del bonus riguarda il prodotto agricolo Italiano che produciamo, tale bonus incentiva la vendita diretta del nostri prodotti agricoli e pertanto è un’occasione da non perdere.   Nella lista dei prodotti sono compresi diversi prodotti agroalimentari calabresi».

«Latte 100% italiano, salumi vari da suino Dop e  Igp – ha concluso Coldiretti – da animali  nati  allevati  e macellati in Italia, salumi non  da carne suina  da animali nati, allevati e macellati in Italia, formaggi Dop o da latte 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o Dop, carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia, carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola  da animali  nati allevati e macellati in Italia, zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana, minestrone con verdure filiera e materia prima italiana, pasta secca con grano 100% italiano, riso da risotto con riso 100% italiano, preparati per  risotti  da materia prima italiana, passata, polpa e pelati di pomodoro 100% italiano, sughi pronti da materia prima italiana, verdure fresche o conservate in scatola o in  vetro  filiera  e materia prima italiana, verdure conservate in scatola filiera e materia prima  italiana formato per mense, legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana, macedonia di frutta o frutta  sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana, succo di frutta , crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano, vini Dop e Igp». (rrm)

Coldiretti Calabria chiede a Governo e Giunta regionale ‘due misure a presa rapida’ per le imprese agricole

Proroga immediata della moratoria dei debiti bancari che scade 31 gennaio 2021, almeno sino al 31 gennaio 2022 e l’ attivazione di un fondo di garanzia per permettere la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole con un ammortamento trentennale e un preammortamento di cinque anni.

Sono queste le due misure «a presa rapida – ha spiegato il presidente Aceto – e non tardive briciole di aiuti che sono lontanissime dal soddisfare i fabbisogni dell’economia già ampiamente compromessa» richieste da Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, la prima al Governo Conte, mentre la seconda alla Giunta regionale, guidata dal presidente f.f. Nino Spirlì.

«A nulla – ha commentato Aceto – sono valsi i sacrifici che le imprese e i cittadini calabresi che con responsabilità e senso del dovere hanno fatto in questi mesi per evitare il diffondersi del contagio da Covid-19. Con una decisione, le cui reali motivazioni non riusciamo a comprendere, la Calabria è stata inserita in “zona rossa”, potremmo dire nel girone dell’inferno».

«Le imprese e i cittadini – ha aggiunto – in modo mirato e intelligente hanno svolto un ruolo essenziale di sorveglianza attiva, dimostrato dall’evidenza che la Calabria è tra le Regioni con minor percentuale di positività sul numero di tamponi effettuati. Evidentemente questo non è stato fatto da altri che avevano il compito di monitorare e intervenire, non mettendo le toppe, bensì con interventi strutturali e duraturi soprattutto in ambito sanitario. La nostra concretezza di imprenditori, però, è concentrata su quello che bisogna fare subito! Adesso vogliamo guardare al presente e al futuro senza pregiudizi e sterili polemiche e proteste, arriverà – annota – anche il tempo di capire cosa non è andato e quindi diremo la nostra attribuendo le responsabilità sia alla gestione commissariale della sanità che alle decisioni o meglio le incertezze decisionali della politica».

« Gli effetti di questa ulteriore chiusura delle attività di ristorazione – ha proseguito il presidente Aceto – si faranno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, e le aziende come le innumerevoli testimonianze che ogni giorno raccogliamo, sono davvero in grande difficoltà con perdite economiche notevoli, svantaggio competitivo e difficoltà a programmare l’attività».

Da qui, la richiesta di azioni immediate al Governo e alla Regione Calabria da parte di Coldiretti che, tuttavia, lancia una sfida: «un impegno straordinario per fare uscire entro le due settimane previste la nostra regione dalla zona rossa. Questo va fatto al di la delle divisioni politiche, con ragionevolezza e determinazione, per salvaguardare le basi economiche della Calabria. Staremo a vedere! Una cosa è certa: l’agricoltura non si ferma e  le imprese agroalimentari continueranno a fare la loro parte». (rrm)

Coldiretti Calabria: con l’emergenza in corso a forte rischio il settore florovivaistico calabrese

Coldiretti Calabria, attraverso la testimonianza di due imprenditori del settore florovivaistico calabrese della Coldiretti, ha voluto denunciare la sofferenza e il rischio di chiusura che il comparto sta affrontando.

Si tratta di Francesco Iantorno, responsabile amministrativo dell’azienda Florovivaistica Cavalieri &Papajanni srl di Bisignano (CS), 35 ettari in serre/vetro, e Andrea Santacroce, presidente della coop. Florencia di Pizzo Calabro (VV), 36 ettari di cui 20 coperti in serra. Due delle maggiori aziende calabresi strutturate, molto spinte, con produzioni biologiche, che esportano e hanno (meglio dire avevano) un florido mercato nazionale.

«Il settore florovivaistico calabrese – hanno dichiarato Iantorno e Santacroce – è in grande sofferenza e a rischio chiusura; è stato fortemente penalizzato dal lockdown per Covid-19, avvenuto proprio nei mesi primaverili in cui le aziende realizzano la parte più consistente del fatturato, ma nel quale hanno anche  spese notevoli per il riscaldamento delle serre. A distanza di mesi, la perdita secca subita dalle aziende calabresi del comparto è rilevante, sicuramente sopra il 40% e questo a costi invariati».

«Il comparto in Calabria – hanno spiegato – conta su numeri significativi, una forte innovazione, una capacità di penetrazione dei mercati e assicura lavoro a qualche migliaio di lavoratori tra stagionali e fissi, oltre l’indotto. Le aziende nella nostra regione sono oltre 160, tra grandi, medie e piccole e generano un valore alla produzione che nel 2019 si era attestato a circa 73milioni di €uro».

«Nel 2020 il calo – ha confermato Iantorno – è stato fino ad adesso e per quanto ci riguarda di oltre il 20%. Nei tre mesi primaverili – spiega – abbiamo letteralmente buttato fiori per un valore di 1,8milioni di €uro con un’inevitabile contrazione delle giornate lavorative. Ricordo, che diamo lavoro a 200 famiglie».

Andrea Santacroce descrive una situazione ancora più pesante, con una perdita del 50% che ha comportato un taglio per ora sulla  manodopera del 40% sui 120 lavoratori che l’azienda assume.

«Se le cose proseguiranno così – ha spiegato – siamo destinati a chiudere, anche perché siamo nell’incertezza più assoluta e in questo lavoro c’è bisogno di programmare».

«La regione Calabria – ha ricordato Coldiretti – per venire incontro alle aziende florovivaistiche causa emergenza COVID, ha strutturato la Misura 21 del Psr Calabria 2014-2020  che ha concesso premi forfettari alle aziende in crisi di alcuni comparti tra i quali quello florovivaisitico. Hanno avanzato domanda complessivamente 141 aziende (13 non ammesse)».

«Si tratta – ha confermato Iantorno – di 7mila €uro, una cifra insignificante che utilizzeremo per offrire il caffè ai clienti».

Simile è il commento di Santacroce che parla di pannicelli caldi e privi di significato. «E allora cosa bisogna fare? Le indicazioni sono precise: far slittare, ancora per qualche anno, il pagamento dei mutui  bancari e ripianare le passività perché questo genera liquidità. I mutui che abbiamo – aggiungono – servono per coprire le perdite e quindi senza un sostegno immediato non ce la possiamo fare».

«Se non si interviene con un sostegno immediato – ha dichiarato Santacroce – la situazione si aggraverà anche sul fronte dei livelli occupazionali».

A questo proposito, chiedono anche un credito d’imposta sulle perdite. «I nostri competitor olandesi – ha aggiunto Iantorno – sono stati aiutati moltissimo dallo Stato mentre, per quanto ci riguarda, abbiamo avuto dall’Agenzia dell’Entrate 40mila €uro».

«A forte rischio c’è il futuro di un settore chiave e in decisa espansione del Made in Calabria agroalimentare, commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria –. Il florovivaismo è stato particolarmente colpito dal lockdown, è stato l’unico settore a subire il blocco della commercializzazione e risente ancora delle forti limitazioni per feste e cerimonie. Dovrebbe essere destinatario di maggiore attenzione e aiuti specifici. Per quanto ci riguarda continuerò a battermi per un provvedimento regionale sulla ristrutturazione finanziaria delle imprese con un ammortamento trentennale».

«Questa – ha concluso – è la madre di tutte le nostre battaglie». (rrm)

Coldiretti Calabria: arriva il vino novello, ma la produzione in Calabria è diminuita

Nonostante le circa 12mila bottiglie di vino novello che quest’anno sarà prodotto in Calabria, Coldiretti Calabria ha specificato che, purtroppo, sono in diminuzione rispetto all’anno scorso, che aveva registrato una produzione di 18 mila bottiglie.

«Sono ottenute – ha spiegato Coldiretti – dalla vendemmia 2020 che sancisce il primato mondiale italiano e la vittoria nella sfida delle vigne con la Francia, anche se le misure anti pandemia con bar e ristoranti chiusi alle 18 freneranno i brindisi che, però, saranno fatti a casa dai cittadini-consumatori, che accompagneranno il novello con i prodotti dell’autunno, in particolare funghi e castagne, ma che si abbina bene anche a salumi e formaggi».

«Il permesso di stapparlo – ha reso noto Coldiretti – è scattato a livello nazionale da oggi 30 ottobre, in pieno coprifuoco anti coronavirus. Questo è l’introduzione in attesa dei prestigiosi vini calabresi che si stanno affermando sempre di più sul mercato, e che quest’anno registrano un’altra buona annata in qualità».

«Il novello – ha spiegato Coldiretti – è il vino che sancisce da sempre l’avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del mondo delle vigne e delle bottiglie Made in Italy ma, che quest’anno, rischia di essere pesantemente penalizzato dall’emergenza coronavirus con l’ultimo Dpcm che vieta sagre e fiere, rassegne e incontri e limita l’attività della ristorazione».

«Il déblocage tricolore – ha sottolineato la Coldiretti – arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico, il “vino da bere giovane” deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12. La nostra produzione si basa da sempre su uve di qualità Doc e Igt, registrando negli anni un’espansione per poi ritagliarsi, negli ultimi anni, una stabile nicchia di consumo. Questi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata».

«Il novello – ha spiegato ancora Coldiretti – con la tecnica della macerazione carbonica che è più costosa di circa il 20 % rispetto a quelle tradizionali, è un vino dallo stile “spremuto e bevuto” con una limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco di 6 mesi».

«La tradizione – ha concluso Coldiretti – vuole che l’apertura del novello si festeggi a San Martino, l’11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro». (rrm)

Coldiretti Calabria: arrivano le prime castagne, in aumento raccolto e qualità

La stagione delle castagne, in Calabria, è lanciata in avanti, grazie anche al clima delle scorse settimane che ha favorito la maturazione.

Una buona soddisfazione ai raccoglitori, che archiviano al passato il ricordo degli “anni bui” del cinipide galligeno, il fitofago che aveva decimato, per anni, la produzione dei frutti resi da quello che Giovanni Pascoli definì “italico albero del pane”. La situazione, quindi, si presenta omogenea e di buona qualità con piante resistenti quasi come in fase pre-cinipide, in tutte le aree della regione, ad eccezione di piccole zone che hanno sofferto siccità e maltempo”.

A renderlo noto sono Maria Antonietta Mascaro castanicoltrice nel Reventino e delegata Regionale di Donne Impresa e Francesco Mancuso, delegato giovani impresa Cosenza dell’azienda Pascuzzo Rosa nella zona del Savuto. Se la produzione nazionale è in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi, anche la Calabria registra un trend in aumento tra il 20/25% rispetto allo scorso anno che si può dire sia stata l’annata della ripartenza dopo la terribile situazione castanicola calabrese flagellata, a partire dal 2009, dal temibile cinipide galligeno che ne aveva quasi azzerato l’intera produzione regionale, con il rischio di compromettere i maestosi paesaggi collinari e montani oltre che la stessa tenuta idrogeologica dei territori.

«Oggi, lentamente, grazie anche all’azione e l’impegno di valenti agronomi dell’Arsac – ha sottolineato Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – la situazione è senza dubbio migliorata con una capillare difesa biologica realizzata attraverso la diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale del cinipide. Di pari passo alla lotta biologica gli agricoltori, attraverso specifici eventi che abbiamo organizzato, hanno svolto interventi colturali necessari per ridare respiro ad una castanicoltura in crisi, focalizzando l’attenzione sulla tecnica della potatura del castagno e sui principi fisiologici che la governano».

«Ora – ha aggiunto Coldiretti – il problema riguarda gli effetti del coronavirus sul mercato. La chiusura di fiere e sagre colpisce pesantemente un consumo molto emozionale, legato allo stare insieme e alla convivialità all’aria aperta, anche se si registra un aumento dei consumi da parte delle famiglie. La castagna, prevalentemente, è un prodotto da evento e si rischia una guerra dei prezzi, anche alla luce della grande quantità di prodotto presente sul mercato europeo. Il rischio è quello di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori».

«Ancora peggiore – ha proseguito Coldiretti – è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, non è neppure dato a sapersi quante ne vengano importate. Comunque la Coldiretti consiglia i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o acquistare direttamente dai nostri produttori per fare acquisti di qualità e apprezzare e riscoprire la biodiversità delle varietà delle castagne calabresi». (rrm)

REGGIO – Coldiretti: Falcomatà ha trascurato settore agricolo e pesca negli incontri istituzionali

Pietro Sirianni, direttore di Coldiretti Calabria, in una lettera ha sottolineato come il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, nel corso dei vari incontri «con le categorie produttive, circa la decisione di eventuali chiusure a causa della pandemia ma ha dimenticato di convocare il settore agricolo e agroalimentare e della pesca».

«Probabilmente una disattenzione che però – ha precisato – fa il paio con quella sugli Stati Generali dove in un generico settore “natura” si voleva forse ricomprendere anche l’agricoltura. I numeri sull’importanza del settore agricolo e della pesca dicono altro riferisce Sirianni: sono oltre 600 le aziende agricole nel comune di Reggio Calabria e quasi 20 le imprese della pesca e dietro ogni impresa ci sono famiglie e lavoratori».

«Non si parla di Reggio Calabria – ha aggiunto – senza annoverare il bergamotto che la rende famosa in tutto il mondo, tanto quanto i bronzi di Riace e ancora, la pesca del pesce spada, l’annona, le arance di San Giuseppe, che danno lustro alla Città di Reggio Calabria che ha imprenditori agricoli ed industrie agroalimentari che per prime hanno prodotto l’aranciata con il 25% di succo d’arancia valorizzando la varietà Belladonna tipica ed esclusiva della nostra città ma anche viticoltura, olivicoltura e orticoltura».

Una categoria professionale – si legge – che lavora e ha lavorato per assicurare il cibo che, spero converrà, meriterebbe una particolare attenzione. Un settore continua la lettera –  che nella “fase uno” della pandemia, è quello che ha continuato a lavorare, portando la spesa dalle campagne direttamente a casa dei consumatori, che non si è dimenticato degli indigenti, che ha dato un contributo decisivo nel far ripartire l’economia. Grazie alle battaglie continue e incessanti di Coldiretti, con l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti, le nostre eccellenze ortofrutticole, i vini, gli oli, i succhi, arrivano sulle tavole dei consumatori e come comune di produzione e di origine, portano il nome di Reggio Calabria».

E poi, ancora rivolgendosi al sindaco, scrive: «ci siamo permessi di ricordare tutto questo, perché vogliamo continuare ad esercitare il ruolo che ci spetta: essere parte attiva della Calabria e delle nostre città. Coldiretti è una forza sociale che difende ogni giorno il Made in Italy, lotta per la tracciabilità dell’origine dei prodotti agroalimentari, denunciando ad esempio nella nostra città, le annone spagnole che vengono vendute per reggine, o gli agrumi extracomunitari che diventano italiani; è quella forza sociale che grazie ai suoi imprenditori interviene sulle zone alluvionate la mattina stessa dell’evento calamitoso per aprire la strada ai mezzi di soccorso, è quella forza sociale che oltre a rappresentare gli agricoltori tutela i cittadini consumatori incontrandoli ogni giorno nelle piazze».

«Coldiretti in questa città è quella forza sociale che pure subendo i disagi e le penalizzazioni sul marketing e sulla promozione delle imprese agricole, dovuti spesso ad una emergenza rifiuti che deprezza le aree periferiche della città prossime alle aziende agricole, ha compreso che si tratta di una emergenza difficile da risolvere e non ha polemizzato o fatto proteste e comunque in grado di fare proposte. Insomma la mancata convocazione– insiste Coldiretti – la consideriamo una dimenticanza per cui questa sollecitazione vuole essere solo un promemoria per ricordare che può disporre del contributo di questa Organizzazione nei modi che riterrà più opportuni e nell’assoluto rispetto dei ruoli di rappresentanza».

«Noi – ha aggiunto nella lettera Sirianni – vogliamo svolgere bene e con responsabilità il nostro ruolo nei momenti di concertazione istituzionale e comunque invitiamo il sindaco a voler dedicare una giornata alle imprese agricole della città. Saremo  – conclude – ben lieti di accompagnarlo nelle aziende e presentare le eccellenze agroalimentari di questa splendida terra e le persone che contribuiscono ad esaltarne il valore». (rrc)

 

SELLIA MARINA (CZ) – L’evento “Calabria e Marocco insieme in cucina”

Questa mattina, a Sellia Marina, alle 10.30, alla Fattoria Didattica “Il Bruco d’Oro”, l’iniziativa Calabria e Marocco insieme in cucina, organizzata da Coldiretti Donna ImpresaCooperativa Donne Oltre l’Occidente.

Le agrichef di Campagna Amica si esibiranno individualmente, nella preparazione di ricette della tradizione calabrese, mentre le donne della comunità magrebina prepareranno pietanze tipiche, come “cous cous” e “tajine”, utilizzando prodotti del mercato di Campagna Amica.

La cucina quindi si apre e diventa un luogo di interscambio di pratiche gastronomiche e culturali, andando a rafforzare l’identità alimentare e a dare forme più definite nel momento in cui un prodotto o una ricetta si confrontano con culture e regimi diversi, condividendo così “gusti” apparentemente lontani e creando elasticità comunicativa e ricchezza nel percorso identitario della vita di ogni individuo.

Nel corso dell’iniziativa, Donne Impresa Coldiretti Calabria con la Responsabile Regionale, Maria Antonietta Mascaro e la Cooperativa Sociale Donne Oltre l’Occidente, rappresentata dal suo Presidente Latifa Azri, sigleranno un protocollo d’intesa per intraprendere un percorso condiviso di integrazione e interscambio culturale, che mira alla buona accoglienza soprattutto in un momento difficile come quello attuale, guardando anche oltre la necessità di assicurare il soddisfacimento dei bisogni primari per riscoprire, nella ricerca delle condizioni una equilibrata inclusione sociale, attraverso la bellezza e la generosità del mondo rurale.

Nel corso dell’iniziativa, sarà garantito il rispetto delle norme in vigore anticontagio. (rcz)

SAN DEMETRIO CORONA (CS) – La Filiera Madeo aderisce a Coldiretti Calabria

La Filiera Madeo di San Demetrio Corona ha aderito a Coldiretti Calabria.

L’adesione è stata formalizzata tra il presidente della Filiera Madeo, Ernesto Madeo insieme al management aziendale e il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto e il direttore Francesco Cosentini.

L’azienda Madeo presidia la filiera produttiva dagli allevamenti dalla produzione di salumi fino alla distribuzione del prodotto e costituisce un modello integrato e sostenibile di produzione che impatta sull’ambiente in modo estremamente limitato grazie ai costanti investimenti sugli allevamenti e sugli impianti di trasformazione.

«Abbiamo deciso di aderire a Coldiretti – ha spiegato Madeo – ho trovato piena sintonia per le scelte e le battaglie che ha condotto in questi anni sulla distintività del cibo, del sistema agroalimentare, dei produttori e della trasformazione. Facendo forza sui valori comuni dell’identità territoriale, della trasparenza, dell’origine e della sostenibilità  svilupperemo un polo che punterà sul suino nero e bianco nell’ottica di valorizzare le produzioni perché entrambi abbiamo a cuore la Calabria».

«Siamo enormemente soddisfatti – ha commentato Aceto –per l’adesione dell’azienda Madeo che rappresenta una realtà fondamentale del sistema agroalimentare calabrese poiché interpreta una filiera di grande qualità del territorio e risponde in modo puntuale alle esigenze dei cittadini-consumatori informati e sempre più attenti a provenienza, qualità e genuinità dei prodotti».

«Questa – ha aggiunto – è una “perla”che si aggiunge ad una rete solida ed estesa di soci, a testimonianza che intorno al progetto economico di Coldiretti continuano a stringersi le migliori aziende, dalle più grandi, alle più piccole che lavorano, tutelano e valorizzano il vero Made in Calabria. Con questa ulteriore adesione a Coldiretti Calabria, il cibo calabrese continua a fare squadra».

La Filiera Madeo, industria specializzata nella produzione di Salumi D.O.P. e valorizzazione della razza autoctona di Suino Nero di Calabria, negli anni si è contraddistinta sul mercato con un approccio vincente e innovativo coniugando tracciabilità, salubrità, innovazione e sostenibilità. (rcs)

DECOLLATURA (CZ) – Al “Cava patate day” protagonista la patata viola

A Decollatura, si è svolto il Cava patate day, la prima scavatura delle patate viola in Calabria.

L’evento, gestito dal tecnico ColdirettiLuca Meringolo, ha visto l’azienda Talarico Michelangelo e di suo figlio Giuseppe ricevere, da parte del direttore interprovinciale di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone, Pietro Bozzo e del responsabile regionale di Campagna AmicaMario Ambrogio, il sigillo di campagna amica come custode dell’agro-biodiversità italiana e calabrese, in particolare.

La scavatura è avvenuta grazie anche alla collaborazione di altre aziende Coldiretti del luogo, del giovane Fabio Lucente, seguito e coadiuvato dal papà Angelo. Gli ospiti incuriositi hanno partecipato alla raccolta e sommerso di domande sia Giuseppe che Michelangelo, ma chiedendo anche informazioni specifiche alla dott.ssa Vincenzina Scalzo, divulgatrice Arsac, ente che ha fornito la semente al produttore.

L’azienda del reventino produce diverse e genuine colture locali: fagioli, zucche, mele, grano verna, tutte in pieno campo e realizzate con non poche difficoltà legate a molteplici fattori ambientali. La caratteristica principale di produzione dell’azienda vede la rotazione colturale, la nutrizione del terreno con sostanze biologiche e naturali quindi decisamente sostenibili e con l’uso di acque di irrigazione provenienti da sorgenti incontaminate.

Anche il metodo di raccolta è tradizionale, perché fatto a mano. Presenti inoltre numerose donne, che hanno partecipato al momento della raccolta. Di fronte alla ricca tavola imbandita a cura delle “donne di casa, le sig.re  Ornella e Debora, ci si è lasciati andare e ne è scaturito uno scambio di idee, usi e ricette pensando così nuovi possibili usi in cucina. Si è parlato del fondamentale e significativo ruolo delle donne all’interno dell’azienda con un approfondimento insieme a Maria Antonietta Mascaro, responsabile regionale Coldiretti donne impresa.

Uno degli impegni che è scaturito, da questa giornata, è la valorizzazione della patata viola anche con la creazione di ricette che scaturiranno dalla creatività, passione e innovazione degli agrichef di Terranostra-Campagna Amica, che anno portare in tavola quello che si produce. (rcz)