Confindustria Cosenza: solo un’azienda su tre ha ripreso l’attività lavorativa

Nonostante siano passati due mesi dalla fine del lockdown, le imprese continuano ad avere difficoltà nel tornare alla normalità. Come ha rilevato Confindustria Cosenza, solo un’azienda su tre ha ripreso l’attività lavorativa. Un dato allarmante, sopratutto se c’è una «grande incertezza che alimenta un senso di sfiducia verso il futuro e frena la propensione a nuovi investimenti – ha dichiarato Fortunato Amarelli, presidente di Confindustria Cosenza –  anche perché entità ed efficacia degli strumenti messi in campo dal Governo non sempre sono stati tarati sui tempi e sulle reali esigenze di chi produce».

«È un momento davvero molto complesso – ha spiegato Amarelli – ed il sistema produttivo, se adeguatamente supportato rispetto al grande problema della mancanza di liquidità e dell’eccessivo peso della burocrazia, potrebbe dare una mano: sono le imprese infatti quelle realtà in grado di creare valore e ricchezza. Il reddito di assistenza e di cittadinanza è una misura di sussistenza utile e che può aiutare in periodi di crisi e con valenza temporale limitata, ma se non puntiamo sul lavoro, sulle imprese capaci di creare ricchezza, non riusciremo a superare questo periodo ed a recuperare una gap che aumenta invece di ridursi. La bassa occupazione, la scarsa qualificazione della forza lavoro destano molta preoccupazione sul futuro del nostro territorio».

«Occorrerà fare un salto di qualità – cha aggiunto Amarelli – verso una nuova normalità caratterizzata da più integrazione, più qualità dei prodotti e nei servizi offerti, più digitalizzazione, più sicurezza. Tutti i settori sono strategici, manifatturiero, edilizia, agroalimentare Ict, metalmeccanico, legno, servizi alle imprese, sanità, trasporti. In tutto il Paese ed anche in Calabria, anche la filiera della cultura può aiutare la ripresa: turismo, cultura, intrattenimento, beni culturali e paesaggistici possono determinare una nuova offerta integrata della straordinaria bellezza ambientale e culturale della Calabria. Occorre tornare ad avere fiducia e ad investire».

Nell’analisi proposta dal presidente degli industriali della provincia di Cosenza, un richiamo importante viene rivolto all’Europa: «Serve stabilità e l’Europa rappresenta per il nostro Paese l’unica dimensione possibile per garantirla e per affrontare le sfide future che sappiano parlare innanzitutto il linguaggio della sostenibilità. In un contesto globale è importante la strategia industriale dell’Unione Europea che è impegnata ad adeguare il quadro normativo in materia di concorrenza. Occorrerà prestare molta attenzione alle competenze, strategiche per gestire il cambiamento».

In riferimento al futuro, sempre più incerto, ciò che preoccupa di più il leader degli industriali è «l’esplosione di una possibile tensione sociale in autunno. Ecco perché occorre ben interpretare il disagio della gente, con un esercizio straordinario di comprensione che una comunità deve saper attivare per aiutare il sistema produttivo a garantire lavoro ed occupazione». (rrm)

Fase 2. Amarelli, Confindustria Cosenza: ripartenza a rischio in assenza di aiuti

Sono troppi i rischi di un inevitabile ritardo nella ripartenza per la cosiddetta Fase due: imprenditori, esercenti e commercianti hanno grosse difficoltà di cassa e il bilancio della prima settimana di riapertura delle attività commerciali e produttive non è brillante. Lo sostiene il presidente degli industriali di Cosenza Fortunato Amarelli secondo il quale «Le aziende devono gestire un ritorno non facile. Complicato perché denso di procedure, formazione, approvvigionamenti ed organizzazioni interne nuove. Il tutto con la difficoltà di dover affrontare queste novità dopo due mesi di fermo, con evidenti problemi di flussi di cassa. Con grande dignità gli imprenditori si stanno facendo carico di questa grave situazione in attesa di strumenti concreti che possano permettere di pensare al futuro in maniera positiva. La paura di non reggere quest’onda d’urto – denuncia il presidente di Confindustria Cosenza – rischia di indurre a ridurre costi, investimenti e progettazione. Questo l’Italia non può permetterselo. Le misure messe in campo dal Governo che riguardano la cassa integrazione o l’accordo sulla moratoria sui prestiti, hanno funzionato e sono fondamentali in questa crisi. Il decreto liquidità invece sta presentando non poche criticità nella gestione operativa. È stato chiesto alla banche – ricorda Amarelli – di fungere da intermediarie nell’erogazione per arrivare con rapidità a ristorare gli imprenditori. In realtà il sistema si è inceppato. Le banche, non sentendosi garantite a sufficienza, non hanno voluto cedere sulla loro discrezionalità. Quello che sembrava essere un ottimo strumento sulla carta, nell’attuazione pratica è servito quasi a nulla. La speranza è che attraverso le modifiche apportate possa tornare ad essere utile. In ogni caso, arriverà in forte ritardo».

In un’intervista all’Adnkronos – Amarelli ha detto che «La burocrazia non permette di porre in essere azioni che poi abbiano effetti immediati sul sistema produttivo. Gli strumenti messi in campo sono sufficienti, ma sulla capacità di arrivare presto nell’economia bisogna ancora lavorarci. I ritardi comportano la difficoltà delle aziende di far fronte alle proprie scadenze ed il rischio di fallire per il Covid-19. Non possiamo pensare – sottolinea il presidente di Confindustria Cosenza – che società già in difficoltà che stavano per cessare le attività si risollevino ora, però non dobbiamo far chiudere quelle che funzionavano. Se un’azienda muore, perdiamo la capacità di produrre ricchezza e di erogare stipendi. Il presidente di Confindustria in maniera decisa aveva chiesto ad inizio pandemia  di dare liquidità alle imprese, di poter sottoscrivere dei mutui trentennali garantiti dallo Stato, di saldare i debiti con i privati maturati dalle pubbliche amministrazioni e si sbloccare i 150 miliardi di euro stanziati per le opere pubbliche. Atti che se posti in essere in tempo sarebbero stati sufficienti per superare questo periodo creando anche posti di lavoro. Servono con urgenza strumenti nuovi di sostegno al consumo: imprenditori e cittadini devono essere incentivati ad investire nel futuro altrimenti tenderanno al risparmio. Ai miei colleghi – conclude Amarelli – dico di avere fiducia nel futuro perché gli imprenditori devono mantenere l’ottimismo che è alla base del nostro lavoro. Possiamo essere noi in questa fase a fare la differenza, se continueremo a progettare e a far crescere le imprese, risolleveremo l’occupazione e l’economia del Paese».  (ed)

La fotografia è di Luigi Salsini

Amarelli: l’impresa non riparte per decreto, servono le commesse

Nonostante sia già iniziata la fase 2, in Calabria sono ancora tante le aziende che non hanno ripreso a lavorare.

Il presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, ha dichiarato all’Adnkronos che «l’impresa non riparte per decreto, servono gli ordini, altrimenti è meglio restare fermi e risparmiare sui costi fissi».

«Nonostante la fine del lockdown, nella pratica sono tante le imprese – ha sottolineato Amarelli – che non riprendono la produzione “perché non hanno abbastanza commesse, e allora è meglio restare fermi aspettare che ritornano gli ordini, resistere risparmiando almeno sui costi fissi e utilizzare la cassa in deroga che è fondamentale in questo momento di difficoltà».


«A noi – ha proseguito il presidente di Confindustria Cosenza – alle imprese, ai lavoratori, al Paese servono atti concreti per guardare al futuro con fiducia. Solo se ogni parte del sistema sente il futuro come qualcosa di positivo si può ripartire. Servono atti concreti come il sostegno agli investimenti per le imprese ed il sostegno al reddito per chi in questo momento non ce l’ha».

Secondo Amarelli, «il dl rilancio, da quanto abbiamo potuto leggere anche se ancora non c’è nulla di ufficiale, sembra essere un provvedimento corposo, capace di toccare tante esigenze di diverse le componenti della società. Nel decreto legge rilancio speriamo che si punti tanto sul credito d’imposta che potrebbe sostenere attraverso la leva fiscale gli investimenti delle aziende».

E una leva per fare ripartire il Paese sono per Amarelli le infrastrutture, «a partire da quelle opere pubbliche per 150 miliardi di euro che sono state già finanziate e che si devono solo far partire. Anche in Calabria la realizzazione di infrastrutture potrebbe far ripartire l’edilizia che ha perso 24mila lavoratori in 10 anni, 2/3 del numero degli addetti dell’Ilva, solo che nessuno ne ha parlato».

Ma il presidente degli industriali cosentini vede di buon occhio anche «il reddito d’emergenza che in Calabria sarebbe fondamentale per tutti quei lavoratori stagionali del turismo che quest’anno presumibilmente troveranno difficoltà a trovare occupazione, e che così avrebbero un reddito. Questi lavoratori, non essendo assunti in pianta stabile dalle aziende, non possono richiedere la cassa in deroga». (ed)

Il presidente Amarelli: sostenere la ripresa con aiuti a famiglie e imprese

Il presidente di Confindustria CosenzaFortunato Amarelli, ha dichiarato all’Agi – Agenzia Giornalistica Italia che bisogna «sostenere la ripresa aiutando le imprese, ma anche le famiglie per spingere consumi, compressi dall’emergenza sanitaria».

«Credo – ha spiegato all’Agi il presidente Amarelli – che le procedure di sicurezza siano adottabili, e sono convinto che nelle aziende sia difficile che avvenga il contagio. Dobbiamo stare attenti a preservare quella parte di personale che potrebbe essere più a rischio e dobbiamo essere attenti anche agli spostamenti che avvengono fuori dall’azienda, che l’azienda stessa non può controllare. I danni fatti da questa emergenza sono davvero enormi e ne vedremo i risultati probabilmente solo tra qualche anno e, ora, dobbiamo riuscire a ricostruire una società che abbia fiducia e speranza: se riusciamo a mantenere un certo livello di fiducia, allora la crisi diventerà temporanea, ma se si innescherà un circolo vizioso e resterà la sfiducia del consumatore, ma anche degli imprenditori a fare investimenti, questo non può che portare ad una diminuzione del livello occupazionale e ad un ulteriore momento recessivo, che non possiamo permetterci»

«Con la cassa integrazione – ha rilevato il presidente di Confindustria Cosenza – è stato dato ristoro a tanti lavoratori che avrebbero anche potuto perdere il loro posto, ma è importante anche sostenere i consumatori, perché se non si sostiene il consumo poi anche le aziende si fermano. E penso a soluzioni come quelle trovate per gli autonomi o altri mezzi come il reddito universale o di emergenza».

«Finora – ha proseguito – due strumenti sono stati fondamentali: quello delle moratorie e quello della cassa integrazione. Ma non è abbastanza: intanto bisogna fare tutto velocemente, ma oggi c’è una gran parte di imprese, sia in quelle grandi, più strutturate, ma anche quelle piccole, che hanno il contatto con i consumatori, tutte con grandi difficoltà, e abbiamo bisogno che siano aiutate. E gli strumenti devono essere di più».

«Io sono convinto – ha proseguito Fortunato Amarelli – che avremmo potuto fare un lockdown un po’ meno forte di quello che abbiamo avuto perché ci sono aziende che sarebbero potute restare aperte, ma non dimentichiamo che alcune si sono fermate per questioni di mercato, perché’ i loro prodotti sono magari di consumo più marginale, non di prima necessità, e sono state costrette a chiudere anche se il decreto consentiva loro di poter restare aperte».

Secondo Amarelli, nella fase 2 ci saranno aziende che non riapriranno «per evitare di aumentare costi fissi. I nostri indicatori ci dicono che si sono fermate oltre il 70% delle aziende ed è vero che le attività dell’agroalimentare, molto diffuse in Calabria, sono rimaste aperte. Ma pensate a tutti i cantieri che sono stati finora fermi, e l’edilizia è il motore principale della nostra regione, dal punto di vista economico; pensate al turismo, che è un’altra fetta importante del sistema e che non riprenderà nella Fase 2, e neanche nella Fase 3».

«E se per le aziende – ha proseguito Amarelli – che hanno avuto una piccola flessione gli strumenti dei mutui a sei anni possono essere sufficienti, per chi perde il 70% del fatturato questi non sono sufficienti – sottolinea Amarelli – ed ecco perché è necessario che ci siano interventi proporzionati al livello di difficoltà che le aziende devono superare». 

Il prolungarsi della crisi ha fatto anche agitare lo spauracchio della criminalità organizzata, pronta ad entrare in campo per accaparrarsi aziende in crisi.

«L’imprenditore che si trova a dover scegliere per la sopravvivenza della propria azienda – ha sottolineato il presidente di Confindustria – potrebbe cadere in tentazioni, che sconsigliamo nel modo più assoluto ma che potrebbero dare un vantaggio ad un nemico che nella nostra regione c’è da sempre e che dobbiamo sempre combattere».

Gli imprenditori, sottolinea il presidente di Confindustria Cosenza, «sono disponibili a sopportare il peso di questa crisi ma se sanno che c’è un Governo che li aiuta. Le misure finora adottate dovranno essere estese, come la moratoria e la cassa integrazione. Va bene anche l’accesso al credito, ma la discrezionalità delle banche è ancora forte: probabilmente non sono garantite al cento per cento e bisogna dotarle delle giuste garanzie. Infine, dobbiamo entrare nelle case dei consumatori e a loro va data fiducia e capacità di spesa. Tutti gli interventi devono andare verso l’interesse delle aziende ma anche delle famiglie e del consumo». (rcs)

COSENZA – L’appello di Amarelli: contenere i contagi e salvare l’economia

Fortunato Amarelli, il presidente di Confindustria Cosenza, su Adnkronos, lancia l’allarme per la tenuta della fragile economia calabrese.

«Il 70% dell’industria italiana è fermo – ha dichiarato Fortunato Amarelli -. Si tratta di una perdita per tutto il Paese, è una parte importante di ricchezza che viene meno. Credo siano state disposte dal Presidente del Consiglio misure per contrastare l’emergenza con 25 miliardi immessi subito sul mercato e 200 miliardi come fondo di garanzia, ma non si può pensare ad un futuro roseo».

«In Calabria – ha dichiarato all’Adnkronos il presidente di Amarelli – ci sono settori estremamente penalizzati come il turismo ed i trasporti, che saranno gli ultimi a ripartire. Difficile immaginare una stagione estiva simile a quelle passate, sicuramente mancheranno gli stranieri. Ciò non ci deve fermare, dalla prossima settimana infatti insieme a questi imprenditori dovremo costruire dei meccanismi per migliorare l’offerta e recuperare quanto più possibile».

«Proprio perché la Calabria non ha il Pil e le industrie dell’Emilia-Romagna, – ha proseguito il presidente Amarelli – le ripercussioni saranno ancora più gravi. La nostra non è una regione a piena occupazione, ha un tasso del 55% di disoccupazione, soprattutto giovanile, e la perdita di ricchezza ne provocherà un ulteriore aggravio. Avremo un impatto più importante rispetto ad altre regioni».

«Il problema delle aziende cosentine, come nel resto d’Italia – ha proseguito il presidente Amarelli – in questo momento è quello della liquidità. Mancando gli incassi, si fatica a coprire le scadenze. Gli strumenti per venire incontro agli imprenditori sono ancora lontani dall’essere realmente attuati».

«La sospensione del versamento dei contributi e l’attivazione della cassa integrazione sono misure utili – ha proseguito il presidente Amarelli – il danno però è molto più elevato rispetto agli importi che si riescono così a recuperare. L’agroalimentare calabrese è di alta qualità ed ha una grande forza con grandi prospettive di crescita. Rappresenta un pezzo importante del motore economico regionale, soffre di meno, ma non in tutti i settori».

«Un esempio – ha proseguito il presidente Amarelli – la fascia che si occupa della produzione di conserve ed ha come riferimento la grande distribuzione in questo momento ha avuto anche degli incrementi di fatturato, chi lavora con piccoli negozi ha invece subito un crollo verticale degli ordini».

«Nelle prossime settimane con una stretta maggiore – ha proseguito il presidente di Confindustria Cosenza – avremo non solo una sospensione del lavoro, ma una mancanza di ricchezza per tutti gli italiani. Ne vedremo gli effetti, per circa un anno, saranno mesi difficilissimi. Conseguenze che ricadranno sugli anelli più deboli della catena come i precari che verranno licenziati. Vale la pena essere attenti affinché si contengano i contagi, ma è bene lavorare con il bisturi e non con la mannaia».

«Dobbiamo cercare di salvare l’economia – ha concluso il presidente Amarelli – continuare per quanto è possibile a lavorare. Le banche in questo momento sono il nostro pronto soccorso finanziario e devono trovare il modo di velocizzare le procedure per erogare alle imprese le risorse messe a disposizione dal Governo. Le aziende calabresi non possono aspettare». (rcs)

 

COSENZA – Il seminario “Inclusiva e sostenibile. La cultura delle imprese”

Questo pomeriggio, a Cosenza, alle 16.30, nella sede di Confindustria, il seminario Inclusiva e sostenibile. La cultura delle imprese.

Intervengono Fortunato Amarelli, presidente di Confindustria Cosenza, Vincenzo Fortunato, docente al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all’Università della Calabria, Carolina Botti, direttore Ales SpA, Rosario Branda, direttore Confindustria Cosenza, Pina Amarelli, commissione Cultura Confindustria, Natale Mazzuca, presidente Unindustria Calabria, e Anna Laura Orrico, sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. (rcs)

COSENZA – La presentazione dell’iniziativa “La Scuola e il Cinema”

Oggi pomeriggio, a Cosenza, alle 16.30, nella sede di Confindustria, la presentazione del progetto La Scuola e il Cinema, promosso dalla Società CGC e dall’Associazione Anec-Calabria in collaborazione con l’Agiscuola nazionale.

Obiettivo dell’iniziativa, che vede coinvolti più di duemila studenti di 30 Istituti cosentini, e giunta alla 21esima edizione, quello di far diventare il cinema uno strumento didattico per inediti percorso interdisciplinari, offrendo ai ragazzi efficaci strumenti per la loro formazione.

Nel corso dell’evento, saranno presentati gli obiettivi e i contenuti del progetto. Un’edizione dedicata a numerosi temi di attualità: il recupero della memoria storica, il multiculturalismo, l’educazione alla legalità, i rapporti relazionali nell’epoca dei social e il sano valore dello sport.

Una rassegna rivolta agli studenti degli istituti scolastici cosentini e della provincia. In programma, film legati al mondo dei giovani di ultima uscita o prossimi nelle sale.

Il Premio Salvatore Branda- Cinema e Creatività è, invece, un’iniziativa a cui partecipano, durante l’anno scolastico, gli studenti delle ultime classi delle scuole secondarie superiori della provincia di Cosenza. Si tratta di un progetto giunto alla settima edizione.

A illustrare il lungo cartellone, che esordirà a novembre, e si protrarrà per tutto l’anno scolastico, Fortunato Amarelli, presidente Confindustria Cosenza, Rosario Branda, direttore di Confindustria Cosenza e Segretario Delegazione Calabra AGIS, il presidente dell’Associazione Anec-Calabria, Giuseppe Citrigno e il responsabile Agis Scuola Calabria, Giovanni Guagliardi. (rcs)