Occhiuto ha informato il Consiglio regionale sulla Vertenza Calabria

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha portato la Vertenza Calabria in Consiglio regionale, il prezioso documento frutto dell’incontro con i segretari generali nazionali e regionali di CgilCislUil da sottoporre al Governo.

Nel corso dell’informativa, il Governatore si è soffermato sui temi al centro del confronto con i sindacati, nel corso del quale sono state fissate cinque priorità: la realizzazione della Strada statale Jonica 106, lo sviluppo della Zes di Gioia Tauro, l’Alta Velocità ferroviaria, la semplificazione burocratica nella produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sblocco delle assunzioni nella sanità.

Sulla Statale 106, «su cui qualche tempo fa il Consiglio regionale ha votato una mozione all’unanimità, perché su questi temi non può esserci solo un’azione del governo regionale», ha ricordato Occhiuto, spiegando che «ho chiesto al governo di inserire nell’allegato Infrastrutture del Def una parte specifica sulla Statale 106, una parte che la qualifichi come un’opera strategica non solo per la Calabria ma per tutto il Mezzogiorno e per il Paese. Nei mesi passati, con l’assessore Dolce che ringrazio per l’impegno, ho avuto diverse interlocuzioni con i vertici dell’Anas, con il ministro delle Infrastrutture, con la Ragioneria generale dello Stato, per chiedere che il governo designi alla Statale 106 oltre alle risorsa già a disposizione almeno altri 3 miliardi, e spero che il governo accolga questa richiesta, ma se anche dovesse farlo non riterrei l’impegno del governo sufficiente».

L’auspicio di Occhiuto, dunque, è quello di «anche dopo il voto del Consiglio regionale, è che la Statale 106 possa essere finanziata con un’apposita norma in legge di bilancio che stabilisca fin da subito di destinare tutto il finanziamento necessario per la conclusione dell’opera fino a dicembre» che, sempre per il Governatore, «sarebbe un risultato straordinario».

Per quanto riguarda la Zes, «ho chiesto al governo che ci sia chiarezza sugli investimenti, e ai sindacati e a tutti gli attori sociali di fare un’azione di moral suasion presso il governo» ha proseguito Occhiuto nell’informativa, spiegando che, secondo lui, il progetto del rigassificatore a Gioia Tauro «sia importante per sviluppare l’aerea retroportuale di Gioia Tauro».

Il Governatore, poi, ha ricordato di aver rispolverato, subito dopo il suo insediamento «questo progetto che è in pancia a Sorgenia, che oggi è una società di fatto di proprietà dello Stato essendo partecipato al 72% da F2i che è il fondo di Cassa Depositi e Prestiti, e ho verificato che le autorizzazioni sono stranamente tutte valide e operative. Si tratta di un investimento che va da 1,3 a 1,8 miliardi, produrrebbe un terzo del gas che attualmente l’Italia importa dalla Russia, ed è una infrastruttura che ha collegata a sé la piastra del freddo».

Alta velocità. Occhiuto, ricordando della necessità di «garantire tutte le risorse occorrenti per l’Alta Velocità ferroviaria», ha riferito che «insieme ai sindacati abbiamo chiesto di dare certezza per la dotazione finanziaria di queste opere».

Per quanto riguarda la sanità, Occhiuto ha spiegato che «credo che l’opera di rifondazione che stiamo facendo dalle ansi, dal piano operativo alla ricognizione del debito, produrrà risultati: nella sanità ci sono mille micro centri di potere amministrativo, all’interno delle aziende sanitarie e nel nostro sistema, che se non funzionano rendono difficile produttore risultati».

Il Commissario ad acta, poi, ha spiegato un problema ricorrente: che si potrebbero fare i concorsi senza aspettare i Ministeri, «ma il fatto è che non si presenterebbe nessuno, perché i giovani medici che escono da un policlinico universitario possono scegliersi il posto di lavoro, e ovviamente sceglierebbero una sede meno complicata della Calabria. Ecco, su questo è utile che ci sia un impegno di tutti: io ho verificato che spesso i commissari fanno procedure a tempo determinato e non a tempo indeterminato perché queste ultime hanno tempi molto più lunghi. Noi siamo una regione commissariata».

Il presidente, in chiusura, ha espresso il desiderio «che ci fosse la partecipazione di tutte le forze sociali al processo di formazione delle soluzioni ai problemi della Calabria, vorrei che ci fosse anche all’interno di questo consiglio regionale» e ha espresso soddisfazione che «la politica, il Consigli regionale, i sindacati abbiamo colto la gravità della condizione della Calabria e si siano uniti per risolvere insieme i problemi».

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha riferito che «anche su questa bella pagina di politica e di relazioni sindacali, è pronto a fare la propria parte, ma anche perché consideriamo la sinergia tra Istituzioni e forze sociali, tesa a porre all’attenzione nazionale alcuni punti chiave per lo sviluppo della Calabria, positiva  e apprezzabile».

«All’indomani della Festa del 1 maggio – che quest’anno ha avuto come sfondo la crisi più profonda dal dopoguerra -, proprio questo modo di procedere unitariamente – ha proseguito il presidente Mancuso – per affrontare questioni decisive per lo sviluppo della Calabria,  ci pare essere il modo più utile per sottolineare che, accanto ai temi della pace e della sicurezza del lavoro, nelle aree più svantaggiate del Paese c’è la necessità   di intervenire con maggiore slancio e determinazione, per rimuovere i divari occupazionali, di genere e generazionali che al momento vanificano l’articolo 4 della Costituzione a garanzia del diritto al lavoro». 

«Ci attendiamo – anche da questa iniziativa che dà risalto alla condivisione del percorso di riscatto della Calabria e alla mobilitazione di tutte le energie positive – scatti in avanti – ha concluso – per la soluzione di questioni come l’Alta velocità, lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro e l’avvio della Zes, lo sblocco delle assunzioni della sanità e l’ammodernamento della SS 106 per la quale il Consiglio regionale ha approvato il 28 febbraio scorso all’unanimità una specifica mozione». (rrc)

Il 3 maggio si riunisce il Consiglio regionale: All’odg informativa di Occhiuto sulla Vertenza Calabria

Il 3 maggio si riunisce il Consiglio regionale e, all’ordine del giorno, l’informativa del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sulla Vertenza Calabria, da sottoporre al presidente del Consiglio, Mario Draghi e ai ministri.

«L’impegno del presidente Occhiuto e delle organizzazioni sindacali, finalizzato a porre all’attenzione nazionale alcuni punti chiave per lo sviluppo della Calabria, ma strategici anche per il Mezzogiorno e il Paese, è senz’altro positivo e apprezzabile. Ci attendiamo – ha detto il presidente Mancuso – anche da questa bella pagina di politica e di relazioni sindacali che mobilita le energie positive, scatti in avanti per la soluzione di questioni come l’Alta velocità, lo sviluppo del  Porto di Gioia Tauro e l’avvio della Zes, lo sblocco delle assunzioni della sanità e l’ammodernamento della SS 106 per la quale il Consiglio regionale  ha approvato (28 febbraio) all’unanimità una specifica mozione».

Tra le altre proposte legislative (incluse quelle che saranno nel frattempo esaminate dalle Commissioni) di cui la seduta del Consiglio si occuperà,  una (“a cui annettiamo – ha detto il presidente Mancuso – particolare rilevanza per l’impatto positivo che avrà per i minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale ovvero in esecuzione di pena”) riguarda  le “Strutture residenziali di tipo comunitario per l’esecuzione delle misure penali  integrate nel contesto sociale di appartenenza dei giovani”.

La proposta di legge, infatti,  mira a permettere al Centro per la Giustizia Minorile per la Calabria, “di collocare i minori e i giovani adulti all’interno del territorio di appartenenza, scongiurando la pratica del collocamento fuori regione, oggi – si legge nella relazione alla legge – largamente adottata per carenza di strutture specifiche, e di conseguenza la loro emarginazione, permettendo ai congiunti di poter mantenere costanti rapporti interpersonali non consentiti dalle attuali pratiche di collocamento fuori regione”.

Tra le altre proposte di legge all’ordine del giorno: “Modifica all’articolo 16 della legge n. 9 del  2018 (“Interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘Ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile  e della trasparenza”), per consentire ai titolari delle sale da gioco, delle rivendite di generi di monopolio e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della legge, di adeguarsi alle prescrizioni circa la loro ubicazione entro il 31 dicembre 2024; “Norme per l’incremento, lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura calabrese” e  “Modifiche alla legge 14/2021 in tema di  concessioni per attività di acquacoltura”. (rrc)

Il presidente Mancuso consegna una “borsa di lavoro” a un giovane del circuito penale minorile

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha consegnato una “Borsa Lavoro” a  un giovane del circuito penale minorile, Francesco Maria Iorio, laureatosi in carcere, che, grazie a questa borsa, potrà insegnare musica, due volte a settimana, nella “Comunità Benedetta è la vita” di Reggio Calabria.

La consegna, nell’ambito del protocollo tra ‘Biesse’, la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta e il Consiglio regionale, è avvenuta nel corso dell’iniziativa dell’Associazione Biesse, presieduta da Bruna Siviglia, e a cui hanno  preso parte, oltre ad esperti del disagio minorile, la dirigente nazionale Comunità Ministeriali Minorili Isabella Mastropasqua.

«Per debellare il fenomeno della criminalità organizzata – ha detto Mancuso – occorre senz’altro l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, a cui non finiremo mai d’essere grati per il coraggioso lavoro che fanno, ma anche una reazione corale della società civile a favore della legalità e un’attenzione, altrettanto efficace, verso i minorenni che hanno commesso reati o che vivono in contesti difficili  e a cui va garantita la possibilità del recupero sociale, cosi come chiede la Costituzione».

«Deve essere un impegno comune, l’educazione dei giovani al valore della legalità e l’importanza di parlare ai giovani di giustizia e valori contro le barriere del silenzio e della paura.  In tal senso, apprezzo il Programma ‘Liberi di scegliere’ ideato dal magistrato minorile Roberto di Bella e  che ‘Biesse’ promuovere in Calabria e in Italia, per dare la possibilità a tanti figli di ‘ndrangheta di ricostruirsi una vita».

Infine il presidente Mancuso ha ipotizzato la possibilità di trasformare il protocollo “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere” in legge regionale. (rrc)

Il PD presenta la proposta di legge per istituire la figura dello psicologo di base

Il Consigliere regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, ha depositato in Consiglio regionale la proposta di legge per l’istituzione dello psicologo di base, di cui è stato il primo firmatario. Di questa importante figura, se ne è parlato nell’Agorà Democratica trasmessa su Zoom e la pagina Fb del partito regionale.

All’incontro hanno preso parte Simona Mungo, Santo Cambareri, Anna Pittelli, Felice Torricelli, le senatrici Caterina Biti e Paola Boldrini.

Si tratta di un’iniziativa di civiltà che punta a realizzare un’idea di medicina di base diversa rispetto al passato e attenta ai disagi di ogni genere. Il Covid ha accelerato i problemi e i bisogni dei cittadini e per questo il gruppo del Pd ha deciso di proporre un provvedimento legislativo efficace che possa fornire risposte immediate alle famiglie calabresi.

Santo Cambareri, coordinatore di “AltraPsicologia Calabria” e consigliere dell’Ordine degli psicologi calabrese, ha sottolineato l’importanza del testo di legge in discussione e invitato i consiglieri regionali a fare il massimo affinché il Consiglio possa approvarlo nel più breve tempo possibile. 

Anna Pittelli, componente della direzione nazionale del Pd, ha ricordato come sia particolarmente importante «avere a cuore il benessere psicofisico delle persone dopo i due anni difficili contrassegnati dalla pandemia»

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto si è detto «Molto contento della discussione. Grazie a questi confronti siamo riusciti ad arrivare alla presentazione di una proposta di legge nata dal basso che poi ha conquistato l’attenzione di addetti ai lavori e non e ci hanno ribadito la necessità della figura dello psicologo di base ad una Regione che ha tantissimi problemi sanitari».

«Abbiamo individuato – ha concluso – le risorse necessarie e previsto la creazione di un Osservatorio regionale che  monitori la situazione del disagio psicologico in Calabria. Si tratta di una norma di civiltà e che ci consente di tenerci in contatto, come fa un partito federale, con la proposta di legge quadro che abbiamo presentato in Senato. Né possono essere accettate le provocazioni di chi ci ha accusato di avere presentato una legge che non tiene conto dell’emergenza sanitaria calabrese. E’ vero l’esatto contrario». 

La senatrice Caterina Biti ha evidenziato come sia «fondamentale intervenire sui disagi psicologi dei più piccoli alla loro prima manifestazione. Interventi fondamentali per evitare poi ulteriori costi per il sistema sanitario quando questi disagi dovessero poi continuare anche da adulti. Serve grande attenzione specialmente dopo i due anni di pandemia».

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Paola Boldrini. «Mettere al centro il diritto alla salute è fondamentale. E non si tratta di salute solo fisica, ma anche psichica. La proposta di legge al Senato l’abbiamo presentata nel 2020 nel pieno della pandemia. E non è accettabile dire che questo non sia un tema prioritario per la sanità: vuol dire avere ancora una mentalità arretrata. Nelle società complesse come la nostra e in un periodo come questo il supporto psicologico è fondamentale. Sono contento che questa proposta di legge abbia attirato l’attenzione di tanti giovani». (rrc)

 

Multiutility, Lo Schiavo: Un Ente che nasce già commissariato

Il consigliere regionale di De Magistris presidenteAntonio Lo Schiavo, ha evidenziato come la Multiutility è un Ente che nasce già commissariato.

««Siamo di fronte – ha spiegato – al rischio di un forte corto circuito istituzionale tra il comitato direttivo, costituito dagli enti locali e che ha importanti competenze tra le quali l’approvazione del piano d’ambito e le modalità di affidamento del servizio idrico integrato e dei rifiuti urbani, e la figura del direttore generale, nominato dal presidente della Giunta regionale, che ha anch’esso ruoli di gestione e che, soprattutto, con un’invenzione tutta calabrese e un’originale tecnica legislativa, assume la rappresentanza legale dell’ente sottraendola al presidente nominato del comitato direttivo d’ambito. Per questo la legge che istituisce la nuova Autority regionale su acqua e rifiuti creerà da subito un conflitto di funzionamento tra gli organismi previsti dalla stessa norma».

«Si tratta di un testo – ha proseguito Lo Schiavo – che svilisce fortemente il ruolo dei sindaci ai quali viene dato l’onere della gestione dei servizi idrico e dei rifiuti, la facoltà di nominare un presidente del comitato direttivo, senza ruoli né rappresentanza, ma, al tempo stesso, viene sottratta la nomina di un direttore generale che ha funzioni molto simili a quelle del comitato direttivo e, per di più, ha la rappresentanza legale dell’ente».

«Di fatto – ha concluso – il presidente della Giunta regionale esautora i sindaci e commissaria da subito l’Autority avocando a sé la gestione, assoggettandola anche in futuro alla maggioranza politica di turno. Se la scelta politica è chiara, meno lo è la scelta giuridica di escludere tra gli organi dell’ente il presidente del comitato direttivo composto dai sindaci, sostituendolo con un direttore generale a cui si dà forzatamente la rappresentanza dell’ente». (rrc)

Amalia Bruni presenta proposta di legge per borghi calabresi e smart working

La consigliera regionale e leader dell’opposizione, Amalia Bruni, ha depositato il disegno di legge sullo Smart working  per contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni calabresi, redatto dal prof. Francesco Maria Spanò, presso l’Ufficio Legislativo del Consiglio Regionale.

«Uno dei problemi che maggiormente assillano il Sud e la Calabria – ha spiegato Amalia Bruni – secondo analisi e dati precisi, è quello dello spopolamento delle aree interne, una questione che rischia di compromettere per sempre la rinascita di questa terra. Già nella scorsa campagna elettorale avevo ben presente quanto fosse importante per queste zone trovare una soluzione che ponesse rimedio alla desertificazione dei nostri borghi. Ecco perché, lunedì 11 aprile, abbiamo fatto una lunga e proficua riunione operativa organizzata con Francesco Liotti, Presidente dell’Associazione Calabria Condivisa, e con  il professore Francesco Maria Spanò».

«Per maggiore informazione – ha aggiunto – nell’incontro a cui hanno preso parte anche Ernesto Mancini, Andrea Casile, Guerino Nisticò e i tecnici della mia struttura, si è discusso articolo per articolo la norma proposta dall’Associazione a tutti i consiglieri, valutando anche le opportune modifiche/integrazioni con l’intento di migliorare il testo in relazione al contesto ed alla normativa regionale, così da poter concretizzare la possibilità di realizzare le attività in essa contenute».

«Siamo stati tutti d’accordo – ha proseguito – nel considerare l’implementazione dello smart working come strumento utile per una valorizzazione delle aree interne e per un contrasto efficace dello spopolamento di queste aree che rappresentano una parte importante del territorio calabrese. La misura, potrebbe sicuramente rappresentare un’ulteriore occasione di stimolo per potenziare tutte le infrastrutture, in particolare quelle che riguardano la connessione digitale, inserendosi all’interno di una programmazione più ampia che prevede diversi canali di finanziamento già in corso quali il Pnrr, il Por, i fondi della Snai (Strategia Nazionale delle Aree Interne), oltre agli altri Fondi Europei Diretti».

«In questa prospettiva, come più volte sottolineato – ha concluso – è fondamentale il pieno coinvolgimento dei sindaci (tramite l’Anci), delle comunità locali e di tutti gli stakeholders che potrebbero essere interessati, a vario titolo, e per i quali potrebbero essere previste delle premialità o incentivi. Nei prossimi giorni abbiamo già previsto altri incontri con l’intento di promuovere una riflessione quanto più possibile condivisa». (rrc)

L’OPINIONE / Filippo Mancuso: La sede del Consiglio regionale a Reggio è sancita dallo Statuto e dalla storia

di FILIPPO MANCUSOLa sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria è sancita dallo Statuto e dalla storia. In un periodo estremamente delicato, come quello che sta attraversando il Paese e in particolare la nostra regione, trovo fuorviante un dibattito politico su questioni che nulla hanno a che fare con i problemi della Calabria e con l’azione di governo che stiamo responsabilmente mettendo in campo con l’irrinunciabile compito di risolverli. 

Le questioni sui tavoli della politica regionale sono legate all’attualità e alle prospettive della Calabria e non contemplano l’assetto istituzionale della Regione definito cinquant’anni fa. Sono certo che il dibattito che ruota intorno alle elezioni comunali di Catanzaro ha come nodi la ricerca delle migliori soluzioni per i problemi della città capoluogo di regione, e non argomenti che riesumano antichi, laceranti scenari.

Al candidato sindaco di Catanzaro professor Valerio Donato, suggerisco, piuttosto che disperdere energie in questioni surreali, di convogliare le sue note e conclamate competenze per fronteggiare le emergenze del capoluogo calabrese, che non sono poche e hanno bisogno di grande concentrazione, spiccato senso della realtà e tanto appassionato impegno.

La classe dirigente calabrese, mai come in questo frangente, dev’essere più unita, al di là dei ruoli e delle posizioni politiche, nel combattere e superare tutti gli ‘ismi’ –  campanilismo, centralismo, burocraticismo – che hanno per tanto, troppo tempo pesato negativamente sull’agire politico e istituzionale. Abbiamo tutti il dovere di affrontare e dirimere le criticità vecchie e nuove che rallentano il pieno sviluppo economico e sociale della regione, concentrandoci sulle sfide vere che debbono proiettare la Calabria nel  futuro, sfuggendo a disquisizioni divisive  che appartengono al passato e che non aiutano a unire e a rendere più coesa e sinergica  la nostra comunità. (fm)

[Filippo Mancuso è presidente del Consiglio regionale della Calabria]

L’opposizione dice no alla Multiutility

È stato chiaro e netto il no dell’opposizione, composta dal Partito Democratico, Misto, Movimento 5stelle e Dema, sulla legge sull’autorità unica per la gestione di acqua e rifiuti.

Soddisfatta la leader dell’opposizione, Amalia Bruni: «Tutta l’opposizione compatta (Partito democratico, Misto, Movimento 5stelle e Dema) oggi ha detto no al muro contro muro voluto dal residente Occhiuto sulla vicenda acqua potabile e smaltimento rifiuti. Abbiamo espresso ancora una volta il nostro fortissimo dissenso su una legge che riguarda la vita di tutti i calabresi ma il governatore vuole andare avanti senza ascoltare i territori, le comunità, i sindaci, gli amministratori e senza un confronto politico vero con le forze che rappresentano la minoranza in Consiglio regionale».

«Almeno per oggi  – ha proseguito – è costretto a fare marcia indietro di fronte a un’opposizione unita e compatta che costringe la maggioranza a rinviare al prossimo Consiglio la presentazione della legge. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo che non è giusto approvare proposte di legge che riguardano il futuro della collettività senza che tutti vengano coinvolti. La maggioranza ha certo i numeri dalla sua parte per andare avanti ma il buon senso e la ricerca del consenso più ampio possibile indicano che non è questa la strada giusta da seguire».

«Noi pensiamo che così come sono strutturati i servizi non funzionano – ha spiegato –, acqua e rifiuti sono i pilastri della civiltà e bisogna costruirli in Calabria con un inizio nuovo, diverso che abbia come protagonisti i comuni e il supporto reale della Regione in una traiettoria però, di innovazione e efficienza che ci spinga a diventare una delle migliori gestioni a livello nazionale nel rispetto delle direttive europee.»
«Occhiuto invece – ha concluso – sceglie di volere lo scontro frontale ma stavolta è stoppato da un’opposizione compatta che intende tutelare le comunità, i territori, i sindaci, gli amministratori, tutti i calabresi. I cittadini – conclude – sanno bene che non saremo mai complici di un altro fallimento annunciato». (rrc)

Indirizzo Fesr/Fse, Mammoliti (PD): Ancora un atto di Giunta che svilisce il ruolo delle commissioni

Il consigliere regionale del Partito DemocraticoRaffaele Mammoliti, ha dichiarato che è stata insufficiente la discussione sul documento di indirizzo strategico regionale Fesr/Fse Plus 2021/2027 che dovrebbe definire le priorità degli interventi per i prossimi anni in Calabria, in quanto non c’è stato nessun approfondimento concreto, «nonostante tale atto rappresenti il più importante documento dell’azione di Governo regionale e uno dei documenti di maggiore pertinenza istituzionale della Commissione».

«Un documento – ha spiegato – di poco meno di 800 pagine, assegnato alla II Commissione consiliare appena lo scorso 30 marzo e portato alla discussione nella seduta odierna, è stato approvato facendo prevalere soltanto la maggioranza numerica. Essere i primi ad approvarlo non ha alcun significato se non esiste una visione strategica condivisa. Procedendo in questo modo si è approntato soltanto un documento che rappresenta un mero elenco di possibili utilizzi delle risorse assegnate, senza un’anima e uno sguardo di insieme».

«Per tale ragione – ha detto ancora Mammoliti – esprimo la mia preoccupazione circa la capacità di affrontare con azioni mirate il deficit di sviluppo produttivo della Calabria e dei diritti di cittadinanza. Avevo chiesto il rinvio della trattazione di questo fondamentale provvedimento di qualche settimana, ma gli ordini perentori dalla Cittadella sviliscono il ruolo e la funzione delle Commissioni e strozzano di fatto ogni utile confronto democratico sul merito delle questioni». 

«Adesso – ha concluso Mammoliti – bisognerà concentrare la battaglia nella imminente discussione in Aula consiliare, per mettere a nudo le politiche prive di un orizzonte strategico e di una reale prospettiva di cambiamento per una Regione, purtroppo, in cui tutti gli indicatori dello sviluppo sono di segno negativo. Animeremo inoltre un confronto di merito a tutto campo, con gli attori economici, sociali, istituzionali territoriali e regionali al fine di avanzare proposte concrete e coerenti nell’interesse della collettività». (rrc)

Seconda Commissione Consiglio regionale favorevole a rimodulazione alcune misure Por 2013-2020 e Pac 2014-2020

La Seconda Commissione Consiliare Bilancio del Consiglio regionale della Calabria, guidata da Antonio Montuoro, ha dato parere favorevole alla rimodulazione di alcune misure del Por 2013-2020 e del Pac 2014-2020. Si tratta di misure che mettono in campo delle risorse importanti, tra cui quelle che riguardano il pagamento del personale sanitario impegnato nell’emergenza covid.

«Abbiamo approvato la rimodulazione del piano finanziario degli assi Por Calabria FESR-FSE 2014/2020 – ha spiegato – rimodulazione del PAC 2014/2020 per misure volte al sistema sanitario per l’effettuazione di interventi e finanziamenti degli stipendi a favore dei medici e del personale specializzato, in servizio durante l’emergenza sanitaria da covid-19. Ulteriore approvazione ha visto la rimodulazione del Piano Azione e Coesione PAC 2007/2013, all’interno del quale la Regione Calabria, in conseguenza dell’aggravarsi della crisi internazionale in atto in Ucraina, ha ravvisato la necessità e l’urgenza di avviare specifiche iniziative per far fronte alle eccezionali esigenze connesse all’accoglienza delle persone che arrivano sul territorio regionale, a causa del conflitto bellico».

«Di conseguenza – ha aggiunto – dopo l’avvio di una ricognizione sullo stato di attuazione delle somme in giacenza prive di impegni vincolanti, si è reso urgente destinare una parte di queste per finanziare l’intervento Emergenza Accoglienza».

Nella stessa azione, su richiesta del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente, è stato previsto, altresì, l’implementazione della dotazione finanziaria finalizzata all’attuazione di quattro interventi urgenti nell’ambito dell’azione di efficientamento e rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione delle stazioni di sollevamento dei reflui urbani nei comuni costieri.
Ultimo punto all’ordine del giorno della seduta di ieri l’informativa del Dirigente del Dipartimento Programmazione Unitaria, Maurizio Nicolai, relativa alla programmazione Regionale dei Fondi Europei per il periodo 2021-2027, e sul Pnrr. Al centro della discussione la bozza del nuovo programma che concentrerà le proprie risorse su cinque obiettivi di policy: una Calabria più intelligente, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini.

Questi obiettivi suddivisi ulteriormente in obiettivi specifici, approfondiranno, tra gli altri, le politiche dell’innovazione, dell’efficienza energetica, dei rifiuti e delle risorse idriche, con attenzione particolare alle politiche giovanili. Il programma oggetto di discussione, risulterà definitivo, dopo il negoziato ufficiale con le Direzioni Generali e la formulazione delle osservazioni da parte della Commissione.

«Il momento di confronto che abbiamo avviato in Commissione – ha proseguito – grazie al rilevante intervento del dottor Nicolai, è davvero importante. Una Calabria che funziona meglio deve passare attraverso un’attenta programmazione. Quella che ci attende è sicuramente una sfida fondamentale, forse l’ultima occasione per la nostra terra».

«Abbiamo la responsabilità – ha concluso – di mettere in campo una progettualità di livello, che sappia rispondere alle reali esigenze del territorio per fornire lo slancio definitivo alla nostra regione renderla competitiva». (rrc)