Giovedì si riunisce il Consiglio regionale della Calabria

Giovedì 30 giugno si riunisce il Consiglio regionale della Calabria.

All’ordine del giorno, proposta di provvedimento amministrativo n. 67/12^, di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2021, della relazione sulla gestione 2021 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi del Consiglio regionale della Calabria” – (relatore: consigliere Cirillo); proposta di provvedimento amministrativo n.64/12^ di iniziativa del consigliere Mattiani recante: “modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale ” – (relatore: consigliere Mattiani). (rrc)

Lo schiavo: In Consiglio regionale via libera per comprare le quote private di Sorical

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, ha reso noto che «in Consiglio regionale, con emendamento blitz della maggioranza, si è data autorizzazione a comprare, ad un prezzo simbolico di 1 euro, le quote del socio privato di Sorical Spa che, quindi, diventerà totalmente pubblica».

«Ho dovuto però ricordare – ha aggiunto – per smorzare facili entusiasmi, che si sta comprando a questo prezzo perché su quelle quote continuerà a gravare il pegno a favore del fondo governativo tedesco (creditore di decine di milioni di euro) che continuerà quindi ad esercitare il suo diritto di voto e di veto nell’assemblea della società nella sua nuova compagine. Ovviamente i tedeschi non mollano. Nonostante quindi il giubilo della maggioranza, ho dovuto riportare la discussione alla realtà dei fatti: Sorical continua ad essere azzoppata da debiti prodotti da chi ha consentito a fondi speculativi e ai privati di poter lucrare sull’acqua pubblica calabrese».

«Ancora deve iniziare la vera partita del risanamento della società – ha proseguito – che dovrà gestire il sistema idrico regionale e spero che tutti questi debiti alla fine non li debbano pagare come al solito i cittadini calabresi. Per questo ho ribadito al presidente Occhiuto che noi non rimarremo silenti o subalterni nel nostro ruolo di opposizione, ma che con lealtà ci troverà sempre dalla stessa parte nel dare il nostro contributo tecnico o politico a tutela dei diritti dei calabresi». (rrc)

Tavernise (M5S): Approvata mozione per continuazione collegamenti “fast” nella tratta Reggio-Cosenza

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha reso noto che «è stata approvata nella seduta del consiglio regionale calabrese del 6 giugno, la mozione che “impegna la giunta regionale ad assumere ogni utile e necessaria iniziativa nei riguardi di Trenitalia al fine di mantenere, sulla tratta ferroviaria Reggio Calabria – Cosenza i due collegamenti veloci”, trattandosi di collegamenti fondamentali per una regione come la Calabria con numerosi e strutturali problemi di trasporto pubblico locale».

La mozione è stata sottoscritta dai capigruppo: De Nisi, Laghi, Crino, Arruzzolo, Neri, Loizzo, Bruni, Bevacqua, Graziano. Da tutti i gruppi politici presenti nella massima assise regionale, che hanno poi votato in aula all’unanimità la mozione, un messaggio forte perché la Regione eviti, per come previsto a partire dal 13 giugno 2022, la cancellazione dei due collegamenti “fast”, nella tratta ferroviaria tra Cosenza e Reggio Calabria Centrale, espletati con convogli ETR 104 “Pop” di ultima generazione.

«La mozione – ha spiegato il consigliere regionale Tavernise – va ben oltre la missiva che nei giorni scorsi avevo inviato al Dipartimento turismo, marketing territoriale e mobilità della Regione, rappresentando un atto di indirizzo politico chiaro espresso dal consiglio regionale che impegna direttamente l’esecutivo calabrese. Una mozione, poi, rafforzata dal consenso trasversale di tutte le forze politiche, per cui mi aspetto nei prossimi giorni che la Regione, committente del servizio, indirizzi Trenitalia verso la permanenza delle due corse veloci, che hanno contribuito a migliorare il nostro trasporto pubblico regionale». (rrc)

PD Calabria: Continui colpi di mano della maggioranza calpesta dignità del Consiglio regionale

I consiglieri regionali del Pd Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti, esprimono il loro forte dissenso per quanto avvenuto durante l’ultima seduta di Consiglio regionale.

«Si è davvero oltrepassato il limite – hanno detto in una nota congiunta –. Come se non bastassero le leggi approvate in fretta e furia durante gli scorsi mesi, senza rispettare le prassi e saltando i passaggi in Commissione e ogni dovuto approfondimento, stavolta la maggioranza di centrodestra si è superata e ha infilato in un provvedimento omnibus norme di rilevante portata che avranno impatto notevole sul futuro della Calabria e dei calabresi».

«Provvedimenti che incidono sulla gestione degli impianti termali calabresi, settore fondamentale per lo sviluppo del turismo, e sulla governance di Sorical e dunque sulla gestione dell’acqua – prosegue la nota del gruppo del Pd – non possono essere inseriti all’ordine del giorno con queste modalità».

«Quello al quale abbiamo assistito durante la seduta del Consiglio – dicono ancora i consiglieri del gruppo Pd di Palazzo Campanella – è stato un vero e proprio blitz che calpesta la dignità della massima Assemblea elettiva calabrese e degli stessi cittadini che hanno votato i loro rappresentanti nelle Istituzioni».

«Temi così rilevanti – concludono i consiglieri regionali del Pd – hanno necessità di essere approfonditi, discussi nelle sedi competenti e con un adeguato percoso di confronto e di audizioni prima di arrivare in Aula. In questo modo l’opposizione non può svolgere il suo ruolo di controllo, né ha la possibilità di proporre le opportune proposte emendative. E, onestamente, i consiglieri di maggioranza non tengono fede al loro mandato limitandosi soltanto a fare i passacarte di una giunta che ha scordato, evidentemente, competenze e ruolo che lo Statuto affida all’Assemblea legislativa regionale». (rrc)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Consenso da parte Consiglio regionale per Vertenza Calabria salto di qualità che auspicavamo

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno espresso soddisfazione per aver trovato, da parte del Consiglio regionale, «consenso propositivo e raccolto la volontà della stessa ad abbracciare questa dirimente azione di rivendicazione sindacale», sottolineando che «questo è il salto di qualità che da tempo abbiamo auspicato per la Calabria, per far ripartire la crescita economica e sociale e mettere alla prova le classi dirigenti».

«Sulle vertenze antiche – hanno aggiunto – non ci può essere divisione, sul futuro del territorio calabrese non ci possono essere colori ed appartenenze politiche, sul futuro delle giovani generazioni non ci possono essere campanili. Ora è giunto il momento che tutta la politica faccia squadra per trovare una soluzione condivisa e funzionale alla risoluzione dei cinque punti che i Segretari generali Landini, Sbarra e Bombardieri hanno individuato e condiviso con i vertici dell’amministrazione regionale calabrese. Cinque problematiche la cui risoluzione appare fondamentale per far fare il salto di qualità alla nostra regione».

«Adesso, però – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – è necessario dare concretezza alle richieste avanzate. E’ necessario fare prendere coscienza all’intero ceto politico locale e nazionale che il Governo deve fare il proprio dovere, deve rispettare la Calabria ed i calabresi a partire dalla risoluzione dell’atavica problematica legata al lavoro, all’arretratezza delle infrastrutture viarie e di collegamento con il resto del Paese. Sulla Strada statale 106, nello specifico, è necessario che il Governo, nell’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza, chiarisca non soltanto che l’opera è strategica, che l’opera va ultimata, ma deve anche dire in maniera formale, nero su bianco, che i tre miliardi che si pensa di destinare all’infrastruttura non sono congrui al completamento dell’intera opera ma solo a completare i tratti già cantierati».

«Noi, invece – hanno detto – siamo convinti che si debba pensare al completamento dell’intera opera e, quindi, Governo deve spingere su Anas al fine di stabilire, una volta e per tutte anche alla luce del rincaro dei costi delle materie prime, il peso economico complessivo dell’intera infrastruttura viaria. Il Consiglio dei ministri, poi, deve sostenere la progettazione totale dell’opera e, soprattutto, deve impegnare anche governi successivi su questo progetto attraverso lo stanziamento di un fondo pluriennale per il completamento di un’infrastruttura, la Strada statale 106, che con il suo inserimento nella rete Ten-t ha assunto un interesse non solo nazionale ma anche europeo».

«Sulla realizzazione dell’Alta velocità, inoltre – hanno detto ancora – il Governo deve impegnarsi a prevedere futuri stanziamenti, attraverso il varo di un piano triennale, per la copertura dei tratti rimanenti rispetto a quelli già previsti aprendo così, di fatto, alla realizzazione di una infrastruttura ferroviaria capace di avvicinare la Calabria al resto del Paese e di inserirla nei circuiti economici virtuosi dell’Europa».

«Serve, infine – hanno concluso – velocizzare i tavoli di confronto settoriali su sanità, ambiente, lavoro, politiche sociali. Su questi temi ci aspettiamo un salto di qualità da tutta la giunta regionale». (rcz)

Occhiuto ha informato il Consiglio regionale sulla Vertenza Calabria

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha portato la Vertenza Calabria in Consiglio regionale, il prezioso documento frutto dell’incontro con i segretari generali nazionali e regionali di CgilCislUil da sottoporre al Governo.

Nel corso dell’informativa, il Governatore si è soffermato sui temi al centro del confronto con i sindacati, nel corso del quale sono state fissate cinque priorità: la realizzazione della Strada statale Jonica 106, lo sviluppo della Zes di Gioia Tauro, l’Alta Velocità ferroviaria, la semplificazione burocratica nella produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sblocco delle assunzioni nella sanità.

Sulla Statale 106, «su cui qualche tempo fa il Consiglio regionale ha votato una mozione all’unanimità, perché su questi temi non può esserci solo un’azione del governo regionale», ha ricordato Occhiuto, spiegando che «ho chiesto al governo di inserire nell’allegato Infrastrutture del Def una parte specifica sulla Statale 106, una parte che la qualifichi come un’opera strategica non solo per la Calabria ma per tutto il Mezzogiorno e per il Paese. Nei mesi passati, con l’assessore Dolce che ringrazio per l’impegno, ho avuto diverse interlocuzioni con i vertici dell’Anas, con il ministro delle Infrastrutture, con la Ragioneria generale dello Stato, per chiedere che il governo designi alla Statale 106 oltre alle risorsa già a disposizione almeno altri 3 miliardi, e spero che il governo accolga questa richiesta, ma se anche dovesse farlo non riterrei l’impegno del governo sufficiente».

L’auspicio di Occhiuto, dunque, è quello di «anche dopo il voto del Consiglio regionale, è che la Statale 106 possa essere finanziata con un’apposita norma in legge di bilancio che stabilisca fin da subito di destinare tutto il finanziamento necessario per la conclusione dell’opera fino a dicembre» che, sempre per il Governatore, «sarebbe un risultato straordinario».

Per quanto riguarda la Zes, «ho chiesto al governo che ci sia chiarezza sugli investimenti, e ai sindacati e a tutti gli attori sociali di fare un’azione di moral suasion presso il governo» ha proseguito Occhiuto nell’informativa, spiegando che, secondo lui, il progetto del rigassificatore a Gioia Tauro «sia importante per sviluppare l’aerea retroportuale di Gioia Tauro».

Il Governatore, poi, ha ricordato di aver rispolverato, subito dopo il suo insediamento «questo progetto che è in pancia a Sorgenia, che oggi è una società di fatto di proprietà dello Stato essendo partecipato al 72% da F2i che è il fondo di Cassa Depositi e Prestiti, e ho verificato che le autorizzazioni sono stranamente tutte valide e operative. Si tratta di un investimento che va da 1,3 a 1,8 miliardi, produrrebbe un terzo del gas che attualmente l’Italia importa dalla Russia, ed è una infrastruttura che ha collegata a sé la piastra del freddo».

Alta velocità. Occhiuto, ricordando della necessità di «garantire tutte le risorse occorrenti per l’Alta Velocità ferroviaria», ha riferito che «insieme ai sindacati abbiamo chiesto di dare certezza per la dotazione finanziaria di queste opere».

Per quanto riguarda la sanità, Occhiuto ha spiegato che «credo che l’opera di rifondazione che stiamo facendo dalle ansi, dal piano operativo alla ricognizione del debito, produrrà risultati: nella sanità ci sono mille micro centri di potere amministrativo, all’interno delle aziende sanitarie e nel nostro sistema, che se non funzionano rendono difficile produttore risultati».

Il Commissario ad acta, poi, ha spiegato un problema ricorrente: che si potrebbero fare i concorsi senza aspettare i Ministeri, «ma il fatto è che non si presenterebbe nessuno, perché i giovani medici che escono da un policlinico universitario possono scegliersi il posto di lavoro, e ovviamente sceglierebbero una sede meno complicata della Calabria. Ecco, su questo è utile che ci sia un impegno di tutti: io ho verificato che spesso i commissari fanno procedure a tempo determinato e non a tempo indeterminato perché queste ultime hanno tempi molto più lunghi. Noi siamo una regione commissariata».

Il presidente, in chiusura, ha espresso il desiderio «che ci fosse la partecipazione di tutte le forze sociali al processo di formazione delle soluzioni ai problemi della Calabria, vorrei che ci fosse anche all’interno di questo consiglio regionale» e ha espresso soddisfazione che «la politica, il Consigli regionale, i sindacati abbiamo colto la gravità della condizione della Calabria e si siano uniti per risolvere insieme i problemi».

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha riferito che «anche su questa bella pagina di politica e di relazioni sindacali, è pronto a fare la propria parte, ma anche perché consideriamo la sinergia tra Istituzioni e forze sociali, tesa a porre all’attenzione nazionale alcuni punti chiave per lo sviluppo della Calabria, positiva  e apprezzabile».

«All’indomani della Festa del 1 maggio – che quest’anno ha avuto come sfondo la crisi più profonda dal dopoguerra -, proprio questo modo di procedere unitariamente – ha proseguito il presidente Mancuso – per affrontare questioni decisive per lo sviluppo della Calabria,  ci pare essere il modo più utile per sottolineare che, accanto ai temi della pace e della sicurezza del lavoro, nelle aree più svantaggiate del Paese c’è la necessità   di intervenire con maggiore slancio e determinazione, per rimuovere i divari occupazionali, di genere e generazionali che al momento vanificano l’articolo 4 della Costituzione a garanzia del diritto al lavoro». 

«Ci attendiamo – anche da questa iniziativa che dà risalto alla condivisione del percorso di riscatto della Calabria e alla mobilitazione di tutte le energie positive – scatti in avanti – ha concluso – per la soluzione di questioni come l’Alta velocità, lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro e l’avvio della Zes, lo sblocco delle assunzioni della sanità e l’ammodernamento della SS 106 per la quale il Consiglio regionale ha approvato il 28 febbraio scorso all’unanimità una specifica mozione». (rrc)

Il 3 maggio si riunisce il Consiglio regionale: All’odg informativa di Occhiuto sulla Vertenza Calabria

Il 3 maggio si riunisce il Consiglio regionale e, all’ordine del giorno, l’informativa del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sulla Vertenza Calabria, da sottoporre al presidente del Consiglio, Mario Draghi e ai ministri.

«L’impegno del presidente Occhiuto e delle organizzazioni sindacali, finalizzato a porre all’attenzione nazionale alcuni punti chiave per lo sviluppo della Calabria, ma strategici anche per il Mezzogiorno e il Paese, è senz’altro positivo e apprezzabile. Ci attendiamo – ha detto il presidente Mancuso – anche da questa bella pagina di politica e di relazioni sindacali che mobilita le energie positive, scatti in avanti per la soluzione di questioni come l’Alta velocità, lo sviluppo del  Porto di Gioia Tauro e l’avvio della Zes, lo sblocco delle assunzioni della sanità e l’ammodernamento della SS 106 per la quale il Consiglio regionale  ha approvato (28 febbraio) all’unanimità una specifica mozione».

Tra le altre proposte legislative (incluse quelle che saranno nel frattempo esaminate dalle Commissioni) di cui la seduta del Consiglio si occuperà,  una (“a cui annettiamo – ha detto il presidente Mancuso – particolare rilevanza per l’impatto positivo che avrà per i minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale ovvero in esecuzione di pena”) riguarda  le “Strutture residenziali di tipo comunitario per l’esecuzione delle misure penali  integrate nel contesto sociale di appartenenza dei giovani”.

La proposta di legge, infatti,  mira a permettere al Centro per la Giustizia Minorile per la Calabria, “di collocare i minori e i giovani adulti all’interno del territorio di appartenenza, scongiurando la pratica del collocamento fuori regione, oggi – si legge nella relazione alla legge – largamente adottata per carenza di strutture specifiche, e di conseguenza la loro emarginazione, permettendo ai congiunti di poter mantenere costanti rapporti interpersonali non consentiti dalle attuali pratiche di collocamento fuori regione”.

Tra le altre proposte di legge all’ordine del giorno: “Modifica all’articolo 16 della legge n. 9 del  2018 (“Interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘Ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile  e della trasparenza”), per consentire ai titolari delle sale da gioco, delle rivendite di generi di monopolio e delle sale scommesse esistenti alla data di entrata in vigore della legge, di adeguarsi alle prescrizioni circa la loro ubicazione entro il 31 dicembre 2024; “Norme per l’incremento, lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura calabrese” e  “Modifiche alla legge 14/2021 in tema di  concessioni per attività di acquacoltura”. (rrc)

Il presidente Mancuso consegna una “borsa di lavoro” a un giovane del circuito penale minorile

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha consegnato una “Borsa Lavoro” a  un giovane del circuito penale minorile, Francesco Maria Iorio, laureatosi in carcere, che, grazie a questa borsa, potrà insegnare musica, due volte a settimana, nella “Comunità Benedetta è la vita” di Reggio Calabria.

La consegna, nell’ambito del protocollo tra ‘Biesse’, la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta e il Consiglio regionale, è avvenuta nel corso dell’iniziativa dell’Associazione Biesse, presieduta da Bruna Siviglia, e a cui hanno  preso parte, oltre ad esperti del disagio minorile, la dirigente nazionale Comunità Ministeriali Minorili Isabella Mastropasqua.

«Per debellare il fenomeno della criminalità organizzata – ha detto Mancuso – occorre senz’altro l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, a cui non finiremo mai d’essere grati per il coraggioso lavoro che fanno, ma anche una reazione corale della società civile a favore della legalità e un’attenzione, altrettanto efficace, verso i minorenni che hanno commesso reati o che vivono in contesti difficili  e a cui va garantita la possibilità del recupero sociale, cosi come chiede la Costituzione».

«Deve essere un impegno comune, l’educazione dei giovani al valore della legalità e l’importanza di parlare ai giovani di giustizia e valori contro le barriere del silenzio e della paura.  In tal senso, apprezzo il Programma ‘Liberi di scegliere’ ideato dal magistrato minorile Roberto di Bella e  che ‘Biesse’ promuovere in Calabria e in Italia, per dare la possibilità a tanti figli di ‘ndrangheta di ricostruirsi una vita».

Infine il presidente Mancuso ha ipotizzato la possibilità di trasformare il protocollo “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere” in legge regionale. (rrc)

Il PD presenta la proposta di legge per istituire la figura dello psicologo di base

Il Consigliere regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, ha depositato in Consiglio regionale la proposta di legge per l’istituzione dello psicologo di base, di cui è stato il primo firmatario. Di questa importante figura, se ne è parlato nell’Agorà Democratica trasmessa su Zoom e la pagina Fb del partito regionale.

All’incontro hanno preso parte Simona Mungo, Santo Cambareri, Anna Pittelli, Felice Torricelli, le senatrici Caterina Biti e Paola Boldrini.

Si tratta di un’iniziativa di civiltà che punta a realizzare un’idea di medicina di base diversa rispetto al passato e attenta ai disagi di ogni genere. Il Covid ha accelerato i problemi e i bisogni dei cittadini e per questo il gruppo del Pd ha deciso di proporre un provvedimento legislativo efficace che possa fornire risposte immediate alle famiglie calabresi.

Santo Cambareri, coordinatore di “AltraPsicologia Calabria” e consigliere dell’Ordine degli psicologi calabrese, ha sottolineato l’importanza del testo di legge in discussione e invitato i consiglieri regionali a fare il massimo affinché il Consiglio possa approvarlo nel più breve tempo possibile. 

Anna Pittelli, componente della direzione nazionale del Pd, ha ricordato come sia particolarmente importante «avere a cuore il benessere psicofisico delle persone dopo i due anni difficili contrassegnati dalla pandemia»

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto si è detto «Molto contento della discussione. Grazie a questi confronti siamo riusciti ad arrivare alla presentazione di una proposta di legge nata dal basso che poi ha conquistato l’attenzione di addetti ai lavori e non e ci hanno ribadito la necessità della figura dello psicologo di base ad una Regione che ha tantissimi problemi sanitari».

«Abbiamo individuato – ha concluso – le risorse necessarie e previsto la creazione di un Osservatorio regionale che  monitori la situazione del disagio psicologico in Calabria. Si tratta di una norma di civiltà e che ci consente di tenerci in contatto, come fa un partito federale, con la proposta di legge quadro che abbiamo presentato in Senato. Né possono essere accettate le provocazioni di chi ci ha accusato di avere presentato una legge che non tiene conto dell’emergenza sanitaria calabrese. E’ vero l’esatto contrario». 

La senatrice Caterina Biti ha evidenziato come sia «fondamentale intervenire sui disagi psicologi dei più piccoli alla loro prima manifestazione. Interventi fondamentali per evitare poi ulteriori costi per il sistema sanitario quando questi disagi dovessero poi continuare anche da adulti. Serve grande attenzione specialmente dopo i due anni di pandemia».

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Paola Boldrini. «Mettere al centro il diritto alla salute è fondamentale. E non si tratta di salute solo fisica, ma anche psichica. La proposta di legge al Senato l’abbiamo presentata nel 2020 nel pieno della pandemia. E non è accettabile dire che questo non sia un tema prioritario per la sanità: vuol dire avere ancora una mentalità arretrata. Nelle società complesse come la nostra e in un periodo come questo il supporto psicologico è fondamentale. Sono contento che questa proposta di legge abbia attirato l’attenzione di tanti giovani». (rrc)

 

Multiutility, Lo Schiavo: Un Ente che nasce già commissariato

Il consigliere regionale di De Magistris presidenteAntonio Lo Schiavo, ha evidenziato come la Multiutility è un Ente che nasce già commissariato.

««Siamo di fronte – ha spiegato – al rischio di un forte corto circuito istituzionale tra il comitato direttivo, costituito dagli enti locali e che ha importanti competenze tra le quali l’approvazione del piano d’ambito e le modalità di affidamento del servizio idrico integrato e dei rifiuti urbani, e la figura del direttore generale, nominato dal presidente della Giunta regionale, che ha anch’esso ruoli di gestione e che, soprattutto, con un’invenzione tutta calabrese e un’originale tecnica legislativa, assume la rappresentanza legale dell’ente sottraendola al presidente nominato del comitato direttivo d’ambito. Per questo la legge che istituisce la nuova Autority regionale su acqua e rifiuti creerà da subito un conflitto di funzionamento tra gli organismi previsti dalla stessa norma».

«Si tratta di un testo – ha proseguito Lo Schiavo – che svilisce fortemente il ruolo dei sindaci ai quali viene dato l’onere della gestione dei servizi idrico e dei rifiuti, la facoltà di nominare un presidente del comitato direttivo, senza ruoli né rappresentanza, ma, al tempo stesso, viene sottratta la nomina di un direttore generale che ha funzioni molto simili a quelle del comitato direttivo e, per di più, ha la rappresentanza legale dell’ente».

«Di fatto – ha concluso – il presidente della Giunta regionale esautora i sindaci e commissaria da subito l’Autority avocando a sé la gestione, assoggettandola anche in futuro alla maggioranza politica di turno. Se la scelta politica è chiara, meno lo è la scelta giuridica di escludere tra gli organi dell’ente il presidente del comitato direttivo composto dai sindaci, sostituendolo con un direttore generale a cui si dà forzatamente la rappresentanza dell’ente». (rrc)