Senese (Fenealuil): Istituire task force in Calabria per vincere sfida del Pnrr

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha ribadito la necessità di istituire in Calabria una task force «di progettisti e tecnici esperti in progettazione e rendicontazione da mettere a supporto degli enti locali ed aiutare gli stessi a vincere la sfida rappresentata dal corretto utilizzo dei fondi europei».

«Ai comuni – ha aggiunto – saranno destinate ingenti risorse e i capitoli sono tantissimi, dalla riqualificazione energetica, alla transizione ecologica, al dissesto idrogeologico fino all’edilizia scolastica».

«Solo in Calabria il Pnrr mette a disposizione del settore edile una cifra molto consistente – ha spiegato – attraverso la quale sostenere la rivoluzione verde e la transizione ecologica con un forte investimento nella riqualificazione e nella costruzione di beni immobili statali e nel rafforzamento dell’Ecobonus e del Sismabonus; senza contare le risorse messe a disposizione per l’inclusione e la coesione; per la salute, in particolare, per il rafforzamento della medicina territoriale e per le infrastrutture finalizzate ad una mobilità sostenibile».

«È una sfida da far tremare i polsi davanti alla quale, però – ha proseguito – la classe dirigente calabrese non può farsi trovare impreparata, non può chiudersi nel suo recinto di identità politica ma deve aprirsi al confronto e accogliere quelle idee, come potrebbero essere quelle da noi esplicitate, utili al cambiamento costruttivo del nostro territorio».

Senese, poi, ha ricordato come «il commissario UE Paolo Gentiloni ha invitato il governo a procedere rapidamente sulle sfide legate al Pnrr, perché altrimenti c’è il rischio di ritardi, e l’Unione europea non sarà benevola nei confronti dei Paesi che non rispetteranno i tempi europei nella programmazione dei fondi perché non è nell’interesse comune».

«Sappiamo bene – ha evidenziato – che il Pnrr è un’occasione unica per il rilancio dell’Italia e del mezzogiorno in particolare, per il superamento delle diseguaglianze territoriali, di genere e generazionali che gravano su tutto il Paese. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che nei primi 100 giorni di governo darà priorità assoluta al caro energia e alla manovra ma noi diciamo che  tra queste priorità, non può non esserci il Pnrr».

«La coalizione di centro destra – ha detto ancora – parla da tempo di rinegoziazione del Pnrr ed astrattamente non ci sarebbe nulla di sbagliato. Il problema è come si rinegozia e come si vuole cambiare il Pnrr, perché su questo, ad oggi, nulla è dato sapere ed intanto il tempo scorre».

«Per rinegoziare efficacemente il Pnrr – ha sottolineato – ci vorrebbero capacità progettuali importanti e autorevolezza con Bruxelles, al fine di colmare gli attuali ritardi di attuazione, di velocizzare sull’utilizzo dei fondi europei  in modo da poter garantire la piena attuazione delle misure previste per il nostro Paese. Al 2021 avremmo dovuto spendere 15.4 miliardi, ma a marzo ne avevamo speso solo 5,1 e di questi 2 miliardi e mezzo sono andati all’Alta velocità che era già un progetto  già esistente prima del Pnrr».

«Ciò vuol dire – ha detto ancora – che molti soldi del Pnrr vanno a finanziare progetti che non sono quelli per il quale il Pnrr è stato messo a terra. Dobbiamo capire che i finanziamenti da soli non bastano. Serve la capacità di utilizzarli bene e in tempi certi. Lo sviluppo economico delle regioni meridionali è fortemente condizionato da insufficienti infrastrutture e scarsa qualità dei servizi pubblici. E anche quando ci sono finanziamenti la situazione non migliora, in quanto per incapacità politiche e note difficoltà burocratiche i comuni del Mezzogiorno rimangono indietro aggravando il ritardo».

«Il metodo di allocazione dei finanziamenti Pnrr – ha concluso – è poi basato sulla competizione territoriale, che avvantaggia di fatto le più efficienti amministrazioni del Centro-Nord rispetto al sud e nel sud stesso ci sono regioni che hanno la meglio poiché amministrativamente più efficienti». (rcz)

Senese (Fenealuil): Sicurezza sul lavoro è una responsabilità comune

La segretaria genereale della Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha ribadito che «la sicurezza sul lavoro è una responsabilità comune. Serve l’impegno di tutti!».

Per Senese, infatti, «occorre un massiccio ricorso alla formazione, con un piano che preveda come punto di partenza di una nuova cultura del lavoro già dalla scuola dell’obbligo, offrendo alle ragazze ed ai ragazzi informazioni utili all’inserimento maturo e cosciente nel mondo del lavoro». 

«Non bisogna mai dimenticare, infatti – ha proseguito – che accanto all’aggiornamento professionale per gli operai e i tecnici, in una concezione di formazione continua, ogni Scuola edile svolge corsi di ingresso in cantiere, corsi per l’avviamento al lavoro, corsi per la sicurezza e formazione professionalizzante a carattere integrativo. Gli Enti scuola, poi, sono accreditati presso la Regione per la formazione professionale e per i servizi al lavoro. E, dunque, gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono ma vanno rigorosamente utilizzati».

«Lavorare non può significare porre a rischio la propria vita – ha detto ancora Senese –. L’affermazione dei diritti sui luoghi di lavoro, primo quello alla vita, oltre che essere un termometro della vita civile, è un generatore di valore per la società, per i lavoratori, per le imprese”

Queste le parole importanti e significative del Presidente della Repubblica in occasione della giornata nazionale delle vittime del lavoro che si uniscono al monito che come Uil facciamo da tanto tempo con la nostra campagna Zero morti sul lavoro».

«E come dice il nostro Segretario generale, Pierpaolo Bombardieri – ha ricordato – “non siamo disposti ad accettare una politica che ci dia semplicemente ragione. Noi vogliamo un impegno concreto a favore di un lavoro sicuro e dignitoso!”».

Poi, l’appello al presidente della Regione, Roberto Occhiuto: «affinché decida, rapidamente, viste le grandi risorse destinate alla formazione, di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione e creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati per riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore dell’economia».

«Non può esserci – ha evidenziato – una vera ripresa senza una decisa inversione di rotta degli incidenti sul lavoro. La collaborazione tra tutti i soggetti che ruotano intorno al settore edile è essenziale se si vuole porre fine a questa strage umana».

«La sicurezza nei luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà che riguarda tutti – ha ribadito –. Bisogna rafforzare l’idea che dietro un mercato del lavoro competitivo e concorrenziale in grado di garantire crescita e sostenibilità fa da sfondo un lavoro regolare delle giuste tutele in termini di formazione salute e sicurezza per i lavoratori nonché la spinta alla consapevolezza che solo il mettersi in gioco all insegna della legalità e della correttezza può sancire un mercato del lavoro sano».

«Di conseguenza – ha concluso – l’applicazione del Ccnl, l’interlocuzione con le istituzioni di governo, la definizione dei perimetri di attività degli enti bilaterali, che sono il fiore all occhiello del nostro settore edile, l’incremento delle visite dell’ispettorato del lavoro, nonché del nucleo ispettivo dei carabinieri e delle Asl sono tutti fattori determinati per porre fine a questa lunga tragedia umana». (rcz)

FenealUil Calabria: Maggioranza parlamentare non disperda provvidenze del Superbonus

La segretaria generale della Feenaluil Calabria, Maria Elena Senese, ha lanciato un appello alla maggioranza parlamentare affinché «non disperda le provvidenze del superbonus. Quanto fatto dal Governo uscente, racchiuso nell’emendamento al decreto legge Aiuti bis, è sicuramente un buon risultato che scongiura, almeno per il momento, il fallimento di centinaia di aziende calabresi».

«Il superbonus non va demonizzato ma corretto – ha ribadito – ne vanno corrette le storture al fine di migliorare la qualità del nostro patrimonio edilizio e creare occupazione. Appare chiaro, intanto, l’impellente necessità di porre un freno immediato alla crescita esponenziale dei costi delle materie prime e, in seconda istanza, pensare a rendere strutturale questo intervento almeno fino al 2026 dando certezza alle imprese, agli operatori economici, ai lavoratori e ai cittadini e, poi, prevedere l’attuazione di un dècalage del massimale detraibile legato a criteri soggettivi del contribuente».

«Non si può rinunciare a un provvedimento – ha proseguito – che consente anche alle fasce sociali meno abbienti di intervenire sugli immobili di proprietà per renderli più sicuri e sostenibili, riducendone i consumi senza anticipare spese troppo onerose per farsene carico in autonomia».

«A chi, da pochi giorni, ha sulle proprie spalle la responsabilità politica della Nazione, ma anche a coloro che gestiscono la cosa pubblica in Calabria – ha detto ancora – diciamo che se non si interviene subito assisteremo al blocco generalizzato dei cantieri, tanto delle opere private che soprattutto delle opere pubbliche. Il rischio concreto è quello di impedire ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza di dispiegare i propri effetti benefici sull’economia nazionale e, soprattutto, regionale».

«Lo ribadiamo, con rafforzata convinzione – ha concluso – ancora una volta: bloccare questo strumento che, in questi ultimi anni, ha creato nuova occupazione, rappresentato una boccata d’ossigeno per il Prodotto interno lordo nazionale e regionale e che, in prospettiva, rappresenta una misura concreta per perseguire l’obiettivo della transizione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio calabrese, sarebbe una mossa azzardata». (rcz)

 

Fenealuil Calabria: Il Superbonus una truffa ai danni delle imprese

È molto dura la segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese che ha definito il Superbonus, a due anni dalla nascita, «con un escalation normativa preoccupante, stiamo registrando, ad oggi, solo una sorprendente truffa perpetrata dallo Stato ai danni di imprese, professionisti ed operai».

«Problemi a conoscenza di tutti – ha detto – ma che ad oggi nessuno è riuscito a risolvere. Non può lo Stato continuare ad esser sordo davanti alle istanze rappresentate dal mondo edile, finendo così per penalizzare le imprese sane e strutturate che, peraltro, già pagano lo scotto legato alle difficoltà di approvvigionamento dei materiali, al vertiginoso rincaro delle materie prime, all’aumento incontrollato del prezzo dell’energia. Aumento peraltro sul quale non vi è stato alcun controllo da parte dello Stato! Una speculazione senza eguali, perpetrata davanti agli occhi indifferenti della politica!».

«Ora il rischio paventato alcuni mesi addietro – ha spiegato – sta diventando realtà: lo spettro della crisi del settore non è più dietro l’angolo ma davanti agli occhi inermi degli imprenditori. Davanti alla grave situazione prospettata o lo Stato interviene con estrema sollecitudine oppure il settore è destinato ad affondare mestamente, portandosi a fondo tutti gli onesti che hanno in buona fede fattivamente creduto nella ripresa economica del settore edile. Sono necessari correttivi immediati. In primis è necessario rendere strutturali i bonus edilizi e non più misure legate  al tempo, stante l’interesse superiore quale quello della riqualificazione energetica e della transizione ecologica».

«Serve intervenire tempestivamente – ha proseguito – per evitare il fallimento di migliaia di imprese che hanno immagazzinato i crediti ma che ora non riescono più a monetizzarli. Una situazione che mette a rischio il proseguimento dei lavori e la sopravvivenza delle stesse imprese. È necessario rivedere prontamente il meccanismo della responsabilità solidale che di fatto impedisce a nuovi acquirenti di accedere al credito. Non  c’è ragione per mantenere l’estensione del principio della responsabilità solidale anche ai successivi acquirenti bloccando di fatto il meccanismo della cessione del credito. Occorre ampliare la capacità di acquisto da parte degli istituti di credito che hanno in pancia grandi liquidità mentre le imprese sono in enorme sofferenza».

«Le frodi non si combattono certo facendo fallire le imprese e spingendo le stesse a licenziare tanta povera gente! – ha evidenziato –. La FenealUil ha più volte segnalato che bisognava regolamentare e normare esclusivamente i bonus facciate  perché li si insediavano le frodi ai danni dello Stato. Il Superbonus non è mai stato tra questi in quanto sufficientemente regolamentato dall’inizio».

«Occorre, ancora – ha rilevato – un meccanismo che consenta alle imprese di poter monetizzare crediti relativi a cessioni effettuate nel 2021 e nel primo semestre 2022 ad oggi non monetizzabili a causa del blocco degli acquisti da parte delle banche che dichiarano di aver esaurito il plafond delle compensazioni. Bisognerebbe, quindi, introdurre un intervento di controllo pubblico che eviti alle banche di fare cartello e di sottrarre risorse pubbliche a danno del provvedimento».

«Non è accettabile, infine – ha concluso – che la marginalità delle banche rischi di superare quella delle imprese che eseguono i lavori». (rcz)

Fenealuil Calabria: Siano portati avanti progetti professionalizzanti per il settore edile

La segretaria generale della Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha detto che «il bando per i lavoratori svantaggiati che la Regione Calabria ha promosso, per un importo finanziario di 35 milioni di euro, attraverso il programma “Gol” è una iniziativa lodevole, soprattutto, per i soggetti cui si rivolge».

Tuttavia, per la segretaria generale, «questa idea sarebbe perfetta se, vista la grande disponibilità di risorse economiche destinate alla formazione cui l’amministrazione regionale può godere, chi gestisce la cosa pubblica calabrese scegliesse, facendo cosa utile, di portare avanti dei progetti professionalizzanti destinati al settore edile sfruttando le capacità e la conoscenza del settore che sono insiti negli Enti bilaterali: enti in grado di fornire formazione costante ed aggiornata per il settore di competenza».

«Le richieste di formazione nel settore edile sono tantissime – ha rimarcato –. L’evoluzione tecnologica applicata al settore delle costruzioni ha aperto nuovi spazi professionali che, però, nella nostra regione ancora stentano a caratterizzarsi. Solo per fare qualche esempio, mettendo da parte ogni tipo di autoreferenzialità, si potrebbe pensare a  corsi per construction manager, ovvero tecnico specializzato nella progettazione esecutiva del sistema involucro-impianti o nella gestione del cantiere edile».

«O ancora: corsi per operatore edile per la realizzazione di opere in calcestruzzo armato, murarie, impermeabilizzazione, rivestimento ed intonaco. Ma non solo – ha proseguito – Ampi spazi di manovra, come dicevamo, viene offerta dall’avanzare della tecnologia applicata ai cantieri edili. E, così, anche in Calabria se la Regione decidesse di indirizzare una parte dei finanziamenti previsti nel campo della formazione alla crescita di uno dei settori trainanti dell’economia regionale, si potrebbe pensare di avviare, sempre con la fattiva collaborazione degli Enti bilaterali, in quanto enti accreditati alla Regione, corsi di fotogrammetria e termografia con l’uso del drone a supporto dei processi bim e sempre nel campo del Building information modeling, infine, prospettare la realizzazione di corsi professionalizzanti per gestire la rivoluzione digitale nel settore delle costruzioni».

«Formare lavoratori preparati alle moderne sfide del settore edile – ha concluso – è l’unica soluzione per non perdere l’occasione riservata alla Calabria dal Pnrr e per frenare l’emorragia di morti sul lavoro che sta segnando il futuro del nostro Paese». (rcz)

Fenealuil Calabria: Governo rifinanzi bonus per impedire collasso del settore edile

«Occorrono misure urgenti da parte del governo per rifinanziare i bonus altrimenti il settore edile andrà al collasso totale». È quanto ha dichiarato la segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, spiegando che «dei 33,5 miliardi stanziati, ad oggi sono stati ammessi alle agevolazioni lavori per 33.7 miliardi».

«Un sistema, quello dei bonus – ha aggiunto – andato già prima in tilt e poi in paralisi con le molteplici modifiche normative che si sono convulsamente succedute nei mesi precedenti. Come noto, i decreti anti-frodi e sostegni ter sono serviti al governo per rimediare tardivamente alle gravi lacune normative con cui i bonus edilizi sono partiti; il “pro” dei decreti è stato quello di frenare le frodi, ed estromettere dal sistema la nutrita platea di furbetti disonesti che, grazie alle lacunose normative di base sull’ottenimento delle agevolazioni fiscali, hanno facilmente conseguito illeciti guadagni».

«Altrettanto noto – ha proseguito – è il “contro” dei decreti citati che, a discapito degli onesti incolpevoli che nel nostro paese alla fine sono gli unici a pagare per tutti, hanno di fatto completamente paralizzato il sistema dei bonus e, segnatamente quello del superbonus 110, anch’esso incolpevole, in quanto, di fatto, si è rivelato estraneo alle frodi. A nulla sono servite le ulteriori modifiche contenute nel Decreto Aiuti, la cui conversione in Legge è, peraltro, prevista per il 17 luglio prossimo e gli emendamenti già presentati a riguardo sono molteplici, segno di ulteriori incertezze delle forze politiche e, pertanto, foriero di ulteriore diffidenza da parte delle banche e delle imprese edili».

«A tutto ciò – ha detto ancora – si aggiunge la criticità derivante dal comparto bancario che deve rispettare un meccanismo stabilito dalla Legge e che prevede un vincolo di compensazione che lo obbliga ad avere crediti fiscali non superiore al livello di imposte e contributi da versare all’erario nell’esercizio finanziario del periodo. In parole povere quasi tutto il comparto bancario ha esaurito il budget disponibile per acquistare altri crediti e sconsiglia ai clienti l’invio di nuove pratiche».

«L’impatto delle misure anti-frode – ha detto ancora – introdotte nell’ambito della cessione del credito può ora essere valutato con dati concreti e attuali: al 19 maggio 2022 risultano in attesa di accettazione sul Cassetto Fiscale degli addetti ai lavori ben 4 miliardi di crediti derivanti da opzioni di prima cessione o sconto in fattura, importo pari a 1,1 miliardi per quel che riguarda invece le cessioni successive, per un totale che supera i 5 miliardi. Si tratta di importi anticipati dalle imprese che, a seguito delle molteplici modifiche introdotte, fanno fatica da mesi ad essere ora monetizzati e accettati dalle banche, con le rilevanti conseguenze sul fronte finanziario».

«Oltre 60mila imprese edili – ha spiegato – si trovano con il cassetto fiscale pieno di crediti dello Stato, ma senza liquidità per far fronte agli impegni commerciali assunti. Sono migliaia le aziende a rischio fallimento, e il blocco dei cantieri in corso è sotto gli occhi di tutti. Registriamo infatti, già da mesi il licenziamento di molti operai, numerose e conseguenti richieste di cassa integrazione, nonché un incremento delle istanze di rateizzazione delle imprese nelle casse edili».

«Che fine faranno – ha detto ancora – tutti gli operai edili impiegati nel settore? Dopo aver percepito la cassa integrazione andranno ad aggiungersi al folto stuolo dei percettori del reddito di cittadinanza? Che fine faranno le imprese insolventi con dipendenti e fornitori? Dopo il vano tentativo di ricomposizione della crisi aziendale, andranno a confluire nel calderone dei tanti fallimenti pendenti presso i tribunali italiani? Quanto saranno ingenti i danni economici per l’intero paese?Le ripercussioni sul settore edile saranno incalcolabili ed irrimediabili se il Governo non assumerà, in maniera tempestiva, i provvedimenti del caso».

«Occorre rifinanziare il superbonus – ha evidenziato – magari riformando il rdc, strumento di welfare questo da destinare solo alle classi più povere e indigenti del nostro Paese che, invero, ha tanto bisogno di lavoro, di rinnovata dignità del lavoro, molto più che di queste forme di assistenzialismo a pioggia che, in tanti casi, disincentivano l’occupazione e costano diversi miliardi di euro alla Stato. Il reddito di cittadinanza è uno strumento sicuramente da sostenere perché “ispirato a valori costituzionali, come l’eguaglianza e la solidarietà politica, economica e sociale”, ma allo stesso tempo da riformare perché manifesta “evidenti limiti sulle politiche attive del lavoro».

«Ora più che mai – ha concluso – la parte sana del settore edile va sostenuta fattivamente; occorrono importanti provvedimenti da parte dell’esecutivo che possano nel modo migliore fare uscire dal pantano tutto il comparto, mantenere l’occupazione e agevolare la nuova occupazione». (rcz)

Fenealuil Calabria: Spingere su Vertenza Calabria per le nuove infrastrutture

La segretaria regionale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha evidenziato come «in questo momento storico appare determinante sostenere la “Vertenza Calabria”, facendo capire al Governo che questa regione non ha più bisogno di promesse ma di concretezza».

«Mettere a frutto i fondi europei – ha ricordato Senese – completare le opere infrastrutturali utili a migliorare il sistema viario calabrese, a partire dal completamento della Strada statale 106, farebbe segnare una vera e propria rivoluzione economica, sociale e culturale. Questo dovrebbe essere l’obiettivo primario di una politica attenta ai bisogni del territorio, di amministratori sensibili alle reali necessità dei loro concittadini che, da troppo tempo, soffrono per colpa di un isolamento imposto e non più accettabile».

«Uno studio di Marco Alberto De Benedetto, ricercatore del Dipartimento Statistica ed economia dell’Unical – ha proseguito la segretaria generale – mette in evidenza le ricadute positive sul Prodotto interno lordo della regione Calabria legate al finanziamento – completo e concreto – ed alla realizzazione delle opere infrastrutturali legati alla realizzazione dei cantieri aperti ed in programma della Strada statale 106».

«La provincia che beneficia maggiormente dell’incremento di spesa per investimenti sulla Statale 106 è Cosenza – ha aggiunto – seguita da Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. In particolare, l’impatto congiunto degli interventi che riguardano le specifiche province calabresi è cosi suddiviso: € 1.113.138.000 e € 1.363.986.000 a 3 e 5 anni nella provincia di Cosenza, € 1.067.358.033 e € 1.307.889.421 a 3 e 5 anni nella provincia di Catanzaro,  € 361.153.333,6 e € 442.540.000 a 3 e 5 anni nella provincia di Crotone e € 211.698.540,2 e € 259.405.253 a 3 e 5 anni nella provincia di Reggio Calabria».

«Stando alle conclusioni di questo lavoro – ha detto ancora – per ridurre il fabbisogno finanziario c’è la necessità di utilizzare non solo i fondi del Pnrr, ma anche quelli di Sviluppo e coesione e del Por e il moltiplicatore fiscale è significativo solo se la spesa pubblica viene finanziata attraverso fondi europei, considerati come sostituti di altre fonti di finanziamento, come ad esempio quelle concesse direttamente dal governo centrale».

«Queste opere, ma solo attraverso il loro totale finanziamento ed il loro completamento – ha rilevato – possono rappresentare un moltiplicatore importante per l’economia regionale, sia attraverso la dote occupazionale che portano con se, sia per merito degli effetti positivi che gli stessi possono dispiegare sui settori economici interessati dalla realizzazione di queste opere».

«La politica, soprattutto quella che ha in mano la cosa pubblica regionale – ha concluso – non deve e non può commettere errori in questa partita così delicata». (rcz)

Senese (Fenealuil Calabria) chiede a Occhiuto impegno immediato nella programmazione della formazione professionale

Serve un impegno immediato nella programmazione professionale. È quanto ha chiesto Maria Elena Senese, che è stata riconfermata segretaria della Fenealuil Calabria, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

La riconferma è avvenuta nel corso dell’ottavo congresso regionale dell’organizzazione sindacale, a cui hanno portato il loro contributo  il Segretario generale della FenealUil, Vito Panzarella e il Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo.

Prima del dibattito congressuale, poi, hanno portato il loro contributo di idee: Marco Alberto De Benedetto, Ricercatore del  Dipartimento Economia Statistica e Finanza Unical; Marcello Ferraro Restagno, Presidente nazionale Federcave; Roberto Cosentino, Dirigente generale Dipartimento Lavoro e welfare della Regione Calabria; Giuseppe Patania, Direttore dell’Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria e Cosenza; Giovan Battista Pierciaccante, presidente di Ance Calabria ed i rappresentanti delle associazioni datoriali, degli enti scuola edile e delle casse edili.

Nel suo intervento, la segretaria ha ribadito che «è necessario che chi gestisce la cosa pubblica in Calabria decida di sostenere finanziariamente le nuove esperienze professionali, compartecipando ai costi della formazione per creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati. Al presidente Occhiuto, quindi, chiediamo che gli stanziamenti destinati alla formazione e alla formazione professionalizzante siano impegnati al più presto attraverso bandi ad hoc nel settore edile».

Vito Panzarella, Segretario generale della FenealUil, nel suo intervento si è concentrato sul Pnrr e sulla sfida di arrivare alla corretta spesa dei fondi europei per cambiare la narrazione della Calabria. Sul tavolo sono tante le dinamiche interne al Pnrr che rientrano nella sfera di competenza della FenealUil, in particolare quello delle infrastrutture.

«Bisogna avere un grande senso di responsabilità – ha detto Vito Panzarella – da parte di tutti per mettere a terra al meglio i fondi del Pnrr. Solo così si può cucire questo Paese, solo così si può far rinascere la Calabria. La politica, ora che si avvicina la scadenza elettorale, non deve distrarsi e non deve usare i fondi europei magari per fare campagna elettorale. E noi sulla corretta spesa di questi fondi vigileremo, puntando a creare nuove occasioni occupazionali, perché siamo convinti che per riqualificare il futuro bisogna valorizzare il lavoro».

La sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza è stata al centro dell’intervento anche del Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo. Una sfida, quella della corretta spesa di questi finanziamenti, che preoccupa il sindacato calabrese, soprattutto per quello che riguarda la capacità della pubblica amministrazione regionale, in particolare quella degli enti locali, per la ristrettezza numerica della sua pianta organica, di gestire la fase progettuale dei bandi.

«È necessario – ha concluso Santo Biondo – tornare a fare concorsi su base regionale per potenziare la pubblica amministrazione ed evitare di mettere a rischio l’occasione offerta dal Pnrr. La Calabria deve evitare la trappola del sottosviluppo. Una ipotesi inaccettabile che dobbiamo assolutamente scongiurare. Siamo convinti, perciò, che questo sia un meccanismo che bisogna rompere se si vuol far partire questa regione, emblema dei territori in difficoltà in tutta la nazione, sia necessario creare lavoro, sia determinante mettere in campo una nuova stagione concorsuale che riporti in patria i cervelli calabresi in fuga disseminati in giro per l’Italia e l’Europa». (rcz)

Incendio macrolotto ss 106, FenealUil Calabria: Convocare tavolo con prefetture per amplificare effetti Protocollo Legalità

La segretaria generale della FenalUil Calabria, Maria Elena Senese, ha evidenziato la necessità di «convocare il tavolo con la  Prefettura di Cosenza e con gli altri Uffici territoriali del Governo dei territori interessati dai lavori per amplificare gli effetti dei Protocollo di legalità».

«L’incendio, di natura presumibilmente dolosa – ha spiegato – ai mezzi dell’impresa impegnata nel cantiere per la realizzazione del terzo macrolotto della Statale 106 è un segnale bruttissimo. Oltre all’ingente danno economico patito dall’impresa, questo gesto odioso, vile e criminale rimanda all’opinione pubblica l’immagine di una Calabria che non riesce a cambiare registro, che non riesce a liberarsi dal giogo opprimente di chi, per proprio tornaconto, la vuole tenere schiacciata nel limbo del crimine organizzato».

«Quanto successo ad Albidona – ha concluso – ci deve spingere ad una riflessione profonda, ci deve stimolare al massimo impegno sul territorio per costruire un argine di impegno sociale contro chi vuole pregiudicare il completamento di una delle opere infrastrutturali strategiche per lo sviluppo della Calabria». (rcz)

 

Fenealuil Calabria: Servono formazione e collaborazione istituzionale per fermare le morti sul lavoro

Maria Elena Senese, segretario generale di Fenealuil Calabria, ha ribadito la necessità e il bisogno di formazione e collaborazione per fermare la strage sui luoghi di lavoro.

La segretaria, infatti, si è rivolta agli imprenditori chiedendo di  «utilizzare lo strumento delle visite tecniche di cantiere da parte dei nostri Enti bilaterali, in quanto trattasi di sopralluoghi preventivi mirati a verificare il rispetto delle misure di sicurezza con lo scopo di individuare e segnalare eventuali irregolarità e fornire alle imprese ed ai responsabili della sicurezza in cantiere le opportune indicazioni volte ad eliminare o ridurre i rischi rilevati». 

«Pertanto tale attività – ha aggiunto – svolta dai nostri Enti di formazione e sicurezza, può solo contribuire a migliorare l’ambiente di lavoro attraverso una consulenza continuativa e gratuita per la sicurezza e l’igiene sul lavoro, per tutta la durata del cantiere. Tant’è che le osservazioni, rilevate dai tecnici dell’Ente Edile, vengono fornite all’impresa per poter sistemare eventuali incongruenze con l’obiettivo di poter continuare a lavorare in totale sicurezza evitando pericolosi infortuni sul lavoro».

«Alla politica – ha proseguito – chiediamo di non fermarsi nell’opera di potenziamento degli ispettorati del lavoro, che ancora oggi sono costretti a fare i conti con una pianta organica notevolmente sottodimensionata rispetto alle necessità del settore, e di sostenere la nostra proposta di prevedere un ispettore dedicato al settore edile per ogni provincia della Calabria che sia di sostegno e stimolo alla necessaria azione di controllo che deve essere portata a compimento diuturnamente».

«Ed infine – conclude l’appello – chiediamo alla Regione, stante la disponibilità di somme considerevoli destinate alla formazione, di avviare bandi per la formazione professionale e per i servizi al lavoro». 

«Dunque – ha spiegato – gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono, basterebbe che chi gestisce la cosa pubblica decidesse di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione e creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati per riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore dell’economia». 

«Non può esserci – ha concluso – una vera ripresa senza una decisa inversione di rotta degli incidenti sul lavoro. La collaborazione fra tutti gli attori coinvolti è essenziale se si vuole porre fine a questa tragedia quotidiana». (rcz)