Senese (Fenealuil): Sbloccare lavori una volta acquisite perizie per Ospedale di Sibari

La segreteria generale di FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, ha proposto, una volta che la Regione ha acquisito i pareri nelle more di approvazione della perizia, «di iniziare a sbloccare i lavori, stante la volontà politica di completare l’ospedale della Sibaritide».

«La Regione Calabria ha trasmesso il 15 marzo 2023 l’ordine di servizio al concessionario – ha ricordato la sindacalista – ordinando di trasmettere entro il 29 maggio, la perizia di variante. La D’Agostino costruzioni il 29 maggio ha consegnato puntualmente la perizia. Perizia di variante che ha la funzione di evidenziare le variazioni di natura tecnica ed economica rispetto al progetto esecutivo approvato. Stiamo parlando dei lavori del nuovo ospedale della Sibaritide».

«Un’opera per la cui realizzazione definitiva i tempi stanno diventando stringenti – ha evidenziato – ed il rischio di trovarci di fronte all’ennesima incompiuta, all’ennesima cattedrale nel deserto, sempre più presente. Entro il 28 giugno, infatti, la Regione dovrà acquisire i pareri di alcuni enti, obbligatori per legge (ad esempio Vigili del fuoco e Asp). Le eventuali prescrizioni da parte degli enti indurranno la D’Agostino a fare integrazioni alla perizia. L’impresa ha 15 giorni di tempo, a decorrere dal 28 giugno, per fare le suddette integrazioni ma non solo, anche per consegnare gli elaborati economici analitici».

«Quindi un computo metrico di partenza è stato già fatto e consegnato insieme alla perizia di variante  – ha proseguito – ma è necessario aspettare le prestazioni degli enti per avere un quadro economico definitivo. Questi sono i passaggi fisiologici, forti di termini perentori. Ricordiamo che il quadro economico iniziale era di 144 milioni di euro per 376 posti letto ma ad oggi tale ammontare pare essersi quasi raddoppiato. Sbagliato dire che la realizzazione dell’ospedale della Sibaritide, sta scontando l’anomalo andamento dei prezzi e l’incremento del costo dei materiali da costruzione. Non è stato solo questo a determinare la lievitazione dell’importo iniziale dell’appalto ma è sopraggiunto il decreto covid il quale ha imposto una variante nel progetto già approvato legata ad un ampliamento della terapia intensiva.  Nella perizia di variante l’impresa ha curato anche l aspetto dell’efficientamento energetico alla luce della norma 2021».

«Sarebbe dannoso, in termini organizzativi, tecnici e soprattutto di risorse umane allungare i tempi di riapertura del cantiere – ha concluso –. Ricordiamo che la sospensione parziale dei lavori risale a marzo, pertanto occorre essere celeri nell’approvare quella perizia, soprattutto dal punto di vista economico/finanziario». (rcz)

Senese (Fenealuil): Non è stato fatto nessun censimento di ponti e viadotti

La segretaria generale di Feneauil Calabria, Maria Elena Senese, ha chiesto del censimento dei ponti e dei viadotti, annunciato nel 2021 dall’assessore regionale Catalfamo, ma di cui non si è più saputo nulla.

«Il progetto, pensato dopo il catastrofico crollo del ponte Morandi a Genova – ha spiegato Senese – che coinvolge l’intera rete viaria secondaria delle infrastrutture calabresi, è stato avviato dalla Giunta regionale con la delibera 207 del 23 luglio 2020, con uno stanziamento di 5 milioni di euro a valere sui fondi Pac 2014-2020».

«Successivamente, come si evince da note stampa ufficiali della Regione Calabria – ha continuato – è stato firmato un decreto del ministro delle Infrastrutture che prevede l’assegnazione di fondi pari a 1 miliardo e 150 milioni di euro alle Province e alle Città metropolitane per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti, in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza. Tale provvedimento ha assegnato complessivamente alle province calabresi l’importo di 65.337.754,45 euro, così suddivisi: Catanzaro: 13.609.888,57; Città metropolitana di Reggio Calabria: 14.297.774,57; Cosenza: 17.544.681,72; Crotone: 8.827.883,89; Vibo Valentia: 11.057.525,70».

«Era stato anche fissato il cronoprogramma del progetto che, in fase previsionale – ha aggiunto – prevedeva entro dicembre 2021: attività di censimento, raccolta della documentazione esistente, la programmazione delle ispezioni visive, affidamento dei servizi (allestimenti di cantieri, fornitura dispositivi per ispezioni visive, supporto tecnico).  Entro giugno 2022 ancora: esecuzione delle ispezioni visive, redazione delle schede di difettosità, individuazione dei ponti da sottoporre ad ispezioni speciali e/o valutazioni accurate e di dettaglio. Entro il mese di dicembre 2022: determinazione della Classe di attenzione dei ponti gestiti dalle Province».

«A giugno 2023, poi – ha ricordato –. Programmazione di verifiche accurate su un campione di ponti in Classe di attenzione “Alta”, affidamento dei servizi per l’esecuzione di campagne di indagini conoscitive e, infine, a dicembre 2023: esecuzione di verifiche accurate su un campione di ponti in Classe di attenzione “Alta”. Ad oggi, però, di tutto questo non sono rimaste che le parole sprecate in conferenza stampa e le promesse fatte ai calabresi. Poco o nulla».

«Ai vertici della Cittadella regionale, a più riprese – ha concluso – abbiamo chiesto che fine abbia fatto il censimento di queste opere infrastrutturali che, dopo un primo clamore mediatico, pare essere sparito nei cassetti di una burocrazia distratta e insipiente. In Calabria è tempo di fare e non di annunciare. La nostra regione non può attendere, non può finire ingabbiata in una campagna elettorale senza fine, i calabresi pretendono che i loro problemi, dalla manutenzione delle infrastrutture viarie all’erogazione di qualsiasi tipo di servizio, vengano affrontati e risolti». (rcz)

Senese (Fenaluil Calabria): Regione rispetti impegni presi per realizzare Ospedale della Sibaritide

«La Regione rispetti gli impegni presi e consenta la realizzazione dell’Ospedale della Sibaritide». È l’appello lanciato da Maria Elena Senese, segretario generale della Fenealuil Calabria, a seguito del tavolo in Prefettura a Cosenza per la realizzazione dell’opera.

«Alla luce di tutte le problematiche emerse durante l’incontro precedente – ha aggiunto – nel quale è stato evidenziato il completamento delle opere strutturali per circa il 90%, abbiamo raccolto l’impegno della Regione Calabria che speriamo venga rispettato nei tempi previsti».

«La cifra da coprire è importante – ha evidenziato – mancano circa 50 milioni di euro. L’impresa presenterà entro maggio, alla regione Calabria, il progetto da approvare con l aggiornamento del piano finanziario. Non trovare questi fondi, non impegnare la Regione Calabria con concretezza nella realizzazione definitiva di questa opera pubblica di grande importanza, sarebbe uno smacco insopportabile per i calabresi e, in particolari, per le cittadine ed i cittadini di un territorio già ampiamente sacrificato sull’altare delle promesse politiche».

«Il presidente della giunta regionale, davanti al prefetto di Cosenza – cui va il nostro sentito grazie per la meritoria attenzione con la quale sta seguendo la vicenda – ha garantito l’impegno suo personale e del governo regionale – ha detto – finalizzato all’approvazione del nuovo Piano economico finanziario dell’opera, all’approvazione in tempi celeri del progetto di variante e, quindi, alla copertura economica dei costi dello stesso progetto di variante».

«Mantenere questo impegno – ha concluso – vorrà dire non solo dare un orizzonte certo al nuovo ospedale della sibaritica, la cui consegna precedentemente fissata non potrebbe essere altrimenti rispettata, e offrire le attese garanzie ai lavoratori di un’impresa che si è detta obbligata, per la lievitazione dei costi legati alle tante crisi, non ultime il Covid-19, la guerra in Ucraina ed i rincari spropositati delle materie prime con le quali è stata chiamata a fare i conti, alla chiusura del cantiere in tempi ristrettissimi». (rcz)

Senese (Fenealuil): Ratificato con la Prefettura di Cosenza protocollo migranti

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha reso noto di aver ratificato, con la Prefettura di Cosenza, il protocollo d’intesa siglato il 16 maggio 2022, tra il Ministero dell’Interno il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Ance e le organizzazioni sindacali FenealUil, Filca e Fillea, «per favorire l’inserimento socio lavorativo di cittadini stranieri richiedenti e titolari di protezione internazionale».

«È un passaggio importante – ha evidenziato la sindacalista – che potrebbe rappresentare una chiave di volta anche a livello occupazionale per una regione e un settore, qual è quello edile, che ha grande necessità di manodopera qualificata. Il protocollo – che dovrebbe essere replicato ed approvato su tutto il territorio regionale – è chiaro quando dice, riprendendo le parole della Commissione europea, che è necessario usare meglio le competenze e il potenziale dei rifugiati per rendere i nostri mercati del lavoro più inclusivi e contribuire alla prosperità e alla coesione delle società europee nel lungo periodo».

«In questo contesto – ha proseguito – noi ci siamo sempre impegnati per far crescere la cultura della formazione e della sicurezza sul lavoro, attraverso il nostro sistema bilaterale. Per questo siamo convinti che, in Calabria, sia necessario perseguire questo obiettivo e promuovere il percorso di formazione professionale di tutti coloro che scelgono la nostra terra per sfuggire dagli orrori della guerra e delle persecuzioni, facendolo attraverso le competenze presenti negli enti bilaterali per promuovere l’impiego dei talenti di rifugiati e migranti e, allo stesso tempo, dare concreto sviluppo a quanto sottoscritto con il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Interno».

«Per questo – ha concluso –chiediamo al presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, di sostenere questo percorso di crescita professionale, occupazionale ed umana e allo stesso tempo realizzare quel sistema sano ed equo di gestione della migrazione che, come sostenuto dai ministeri competenti, passa dall’assicurare a tutti coloro che si trovano legalmente nell’Unione europea di poter contribuire al benessere, alla prosperità e alla coesione della società». (rcz)

Fenealuil Calabria: C’è rischio concreto di perdere le risorse del Pnrr

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha denunciato come ci sia il rischio concreto di perdere le risorse del Pnrr.

«Sono sconcertanti – ha spiegato – i dati del Sole 24 Ore, che anticipano la relazione semestrale al Parlamento della Corte dei conti, relativamente alla spesa effettiva dei fondi del Pnrr. In base ai dati emersi dal sistema ReGis, il cervellone telematico della Ragioneria generale che censisce in tempo reale tutte le articolazioni del Piano, i magistrati contabili calcolano in 20,441 miliardi la spesa effettiva realizzata a fine 2022. Con un aggiornamento ulteriore al 13 marzo scorso, il contatore sale a 23 miliardi, legati a 107 (105 investimenti e 2 riforme) delle 285 misure elencate dal Pnrr. Il tasso di realizzazione si attesterebbe quindi al 12% delle risorse complessive messe a disposizione da qui al 2026».

«Si tratta di un dato basso ed allarmante! – ha evidenziato –. Ma il quadro effettivo dell’attuazione degli interventi è ancora più preoccupante in quanto  il valore complessivo della spesa è comprensivo anche dei cosiddetti “incentivi automatici”: ossia di quegli interventi già previsti in altri programmi, e trasferiti poi nel Pnrr, come i crediti d’imposta di Transizione 4.0, che hanno assorbito 2,3 miliardi più del previsto, e quelli relativi ai bonus edilizi. Interventi “automatici” e quindi non imputabili  alla capacità effettiva di spesa della pubblica amministrazione per gli interventi previsti dal Piano».

«La Corte dei conti – ha continuato – ha provato a depurare il dato degli incentivi stornando questa tipologia di interventi: il dato effettivo dei miliardi spesi è quindi sceso a 10,024 miliardi su 168,31, attestando la spesa al 6% del totale. Dalla relazione si evince che viaggiano particolarmente a rilento i pagamenti delle Missioni legate alle politiche agricole, all’istruzione scolastica, agli interventi per la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei comuni».

«È, dunque necessaria – ha continuato – non solo una revisione complessiva del Pnrr ma sopratutto occorre rafforzare le amministrazioni comunali, prive di personale e di tecnici competenti, con una task force di tecnici esperti anche avvalendosi dell’università. I problemi che ostacolano la partecipazione ai bandi del Piano di ripresa e resilienza sono tanti e monitorarli è difficile».

«I comuni del Sud – ha ribadito – sono in difficoltà con la partecipazione ai bandi del Piano di ripresa e resilienza. Molti i problemi che minano l’attuazione degli investimenti da 235 miliardi di euro e monitorarli è un’impresa complessa, specie per le amministrazioni del meridione».

«Al Sud – ha detto ancora – il 62 per cento dei comuni ha giudicato complessa la partecipazione ai bandi del Pnrr (contro il 57 per cento del Centro-Nord) e, secondo quanto ricostruito dall’Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno (Svimez),  ci vogliono nove mesi in più rispetto alla media nazionale per costruire le infrastrutture sociali».

«Riteniamo che la realizzazione del Pnrr – ha concluso – abbia di gran lunga la precedenza sulla flat tax e sul Ponte sullo stretto. Pertanto per non fallire servono tecnici esperti al servizio di cittadini e amministratori». (rcz)

Senese (Fenealuil): La cessione dei crediti bloccata rischia di far fallire le imprese

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha denunciato come la cessione dei crediti bloccata espone al rischio di fallimento le imprese: «parliamo di 150 mila licenziamenti».

«Il Superbonus 110% è, purtroppo – ha spiegato – diventato  un inaccettabile polemica politica che ha fatto perdere di vista la realtà dei fatti, trascurando aspetti importanti che invece una politica attenta dovrebbe ben analizzare prima di adottare scelte scellerate».

«Il blocco totale della cessione dei crediti – ha proseguito – in un momento in cui peraltro regna assoluta incertezza sulla monetizzazione dei crediti già maturati per lavori già eseguiti, rischia di affossare l’intero comparto. Come pure la decisione di impedire alle pubbliche amministrazioni di acquisire i crediti incagliati. Si sta deliberatamente e volutamente spingendo migliaia di imprese al fallimento totale».

«Un blocco deciso dal Governo per “salvaguardare i conti pubblici” – ha continuato – nonostante  numerosi studi rimarcano la convenienza di questo strumento da vari punti di vista. Si blocca la transizione energetica e l’adeguamento sismico di oltre 9 milioni di fabbricati, si stroncano le residue speranze di ottenere liquidità dagli enti locali per crediti incagliati da mesi. Sono già circa 90 mila i cantieri bloccati per mancanza di liquidità: 40 mila imprese devono cedere oltre 25 miliardi di crediti nei cassetti fiscali e sono a rischio fallimento».

«Il Superbonus – ha spiegato ancora – non solo ha impattato in maniera estremamente positiva sul Pil producendo sviluppo e ricchezza ma ha generato maggiore occupazione, il che vuol dire più redditi da tassare, ma anche maggiori consumi con tutto quanto ne consegue anche dal punto di vista degli introiti fiscali. Anche Nomisma ha evidenziando un impatto economico complessivo del Superbonus 110% sull’economia nazionale pari a 195,2 miliardi di euro, a fronte dei 65,2 di investimento al 31 gennaio scorso».

«È assolutamente fuorviante– ha evidenziato – soffermarsi sul deficit extra 2020-2022 per circa 81 miliardi provocato dal Superbonus, in quanto l’aumento del deficit per il 2021 e per il 2022 è dovuto al fatto che l’intero disavanzo generato dal Superbonus è stato tutto spalmato sul biennio e non nel quinquennio.  Intanto intervenga sollecitamente Cassa depositi e prestiti per smobilizzare i crediti e cederli poi alle banche».

«Le nostre proposte per il futuro? – ha detto la segretaria –. Si può pensare ad incentivi strutturali basati sul principio della progressività, oppure ad una cessione del credito proporzionale all’efficienza sismica ed energetica almeno per raggiungere la classe energetica D».

«Si può pensare – ha continuato – di erogare i bonus in base all’Isee. Secondo le nostre stime con un ISEE inferiore ai 30mila euro, ad esempio, la spesa per lo stato finirebbe per aggirarsi tra i 10 e 15 miliardi all’anno. Inoltre esclusivamente per i redditi bassi si potrebbe prevedere la possibilità da parte di CDP di anticipare la parte delle somme non coperta dai vari tipi di incentivi, su prezzi predeterminati di mercato da recuperare poi attraverso i risparmi in bolletta».

«Occorre – ha ribadito – dare strutturalità agli incentivi pubblici di riqualificazione edilizia, messa in sicurezza, efficientamento e risparmio energetico, consapevoli dell’importante effetto moltiplicatore che ogni euro speso nella filiera delle costruzioni genera: in termini di occupazione e quindi di gettito fiscale nonché come aumento del Pil».

«La transizione green – ha detto ancora – rappresenta il futuro ed il nostro settore non può che esserne protagonista, anche se, caratterizzato com’è da un’estrema frammentazione, con il 90% delle imprese che non supera i 9 dipendenti. Le nuove tecniche costruttive, i nuovi materiali, gli obiettivi su sostenibilità ed innovazione richiedono un forte investimento sui lavoratori e sulla crescita dimensionale delle aziende. Serve più qualificazione e formazione».

«Due aspetti – ha concluso – sui quali l’ultimo rinnovo contrattuale ha scommesso molto. Il tutto ovviamente inserito all’interno di una nuova stagione all’insegna della regolarità, che poi è sinonimo di più sicurezza, meno precarietà e migliori condizioni di vita e di lavoro. Su questi pilastri dobbiamo lavorare se vogliamo rendere questo settore appetibile anche per i nostri giovani che devono garantire il necessario ricambio generazionale». (rcz)

FenealUil Calabria: Governo dia risposta strutturale a problema dei crediti bonus edilizi

La segreteria generale di FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, ha chiesto che il Governo «trovi il modo di dare una risposta strutturale al problema al fine di sbloccare i crediti ed evitare l’esplosione di una tensione sociale inevitabile davanti ad un settore fatto di imprese e lavoratori disperati».

«Sui crediti relativi ai bonus edilizi – ha spiegato – pare profilarsi un conflitto fra il Governo e gli enti locali che hanno avviato, o stanno studiando il modo di farlo come succede in Calabria, l’acquisizione dei crediti fiscali. Se così fosse, purtroppo, non ci troveremmo soltanto di fronte all’ennesimo scontro di competenze ma dovremmo registrare il rischio di veder crollare un comparto, quello dell’edilizia, che è sempre stato un asse portante dell’economia italiana e che, adesso, si trova schiacciato da norme errate, da una applicazione delle stesse fuori controllo e da un rimpallo di responsabilità davvero inaccettabile».

«Le imprese finirebbero – ha proseguito – per fallire sotto il peso di una marcata assenza di liquidità e i cantieri rischierebbero un blocco che, drammaticamente, si ripercuoterebbe con immediatezza sulla tenuta economica di migliaia di famiglie e provocherebbe un’emorragia occupazione difficilmente arginabile. Sulla cessione dei crediti, come sottolineato dal Segretario generale della FenealUil, Vito Panzarella, siamo sicuramente contrari ad una eccessiva limitazione per questo riteniamo urgente intervenire per non limitare un meccanismo che può consentire anche ai meno abbienti di accedere agli incentivi e migliorare la qualità di vita propria e del Paese».

«La Calabria, che ieri ha visto approdare in commissione e immediatamente rinviare una proposta finalizzata a regolamentare l’acquisizione dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi – ha continuato Senese – è solo una delle regioni italiane che – dopo la provincia di Treviso – si è mossa su questo percorso che potrebbe essere condivisibile se partecipato con tutti gli attori sociali interessati. Quello che stupisce, invece, è il fatto che le organizzazioni sindacali di categoria – da sempre esplicitamente in campo per evitare pesanti ricadute occupazionali legati ad un sistema che si è inceppato bruscamente – non siano state convocate al tavolo della discussione davanti ai componenti della quarta commissione del Consiglio regionale».

«Riteniamo sbagliato – ha detto ancora – chiudersi al confronto, profondamente sbagliato non ascoltare le ragioni del Sindacato che vive, quotidianamente, le preoccupazioni di migliaia di lavoratori edili in tensione per il futuro delle aziende nelle quali prestano la loro manodopera e, di certo, potrebbe offrire spunti importanti per emendare un provvedimento che, sempre che il Governo non decida di mettersi di traverso, potrebbe rappresentare una boccata di ossigeno per un settore ad elevato rischio di rallentamento produttivo ed occupazionale». (rcz)

Senese (FenalUil): La Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali

La segretaria generale di FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, ha ribadito che la Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali. Il rischio – ha denunciato Senese – è che «quando verranno consegnati alla cittadinanza questi nuovi nosocomi rischiano già di essere vecchi e non più all’avanguardia come si diceva quindici anni addietro».

Sono «quindici anni – ha spiegato – quelli passati da quando venne sottoscritto l’accordo di programma integrativo che avrebbe dovuto portare in dote alla Calabria tre ospedali nuovi di zecca:  uno Vibo Valentia, uno nella Sibaritide e un altro nella Piana di Gioia Tauro».

«Oggi, dopo quindici anni e diversi commissari ad acta, quella di assistere all’apertura dei tre presidi ospedalieri rimane una speranza» ha detto, spiegando che tra «cavilli, ritardi, problemi di varia natura, ancora oggi, impediscono di vedere realizzati gli obiettivi prefissati nell’accordo di programma. Il settore delle costruzioni e tutto il suo indotto potrebbe godere dei benefici, diretti e indiretti, di cantieri vivi ed operativi».

«Nel programma operativo, come è naturale che fosse – ha continuato – trova spazio un capitolo dedicato ai nuovi ospedali e, nonostante siano passati quindici anni da quando si è iniziato a parlare di queste importanti opere infrastrutturali, le azioni definite sono quelle della progettazione definitiva ed esecutiva dei nuovi ospedali; della realizzazione delle nuove strutture ospedaliere e delle opere connesse e complementari e dell’impatto economico che sfiora i 500 milioni di euro fra risorse statali, risorse regionali e private».

«Una mole rilevante di denaro – ha detto ancora – di cui non si vede all’orizzonte la concreta messa a terra. È la Regione stessa a fissare le scadenze temporali per la realizzazione dei nuovi ospedali, che difficilmente potranno essere rispettate guardando allo stato dell’arte dei cantieri, stabilendo nell’ottobre del 2024 l’entrata in esercizio del nuovo ospedale della Sibaritide (il cui cantiere, per la verità, pare essere in buono stato di avanzamento anche se pare manchi la copertura finanziaria di opere determinanti all’apertura dell’ospedale); nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 70% della spesa per quello della Piana di Gioia Tauro e, infine, nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 95% della spesa per la costruzione del nuovo nosocomio di Vibo Valentia». (rcz)

Senese (Fenealuil): C’è una speculazione inverosimile su Superbonus

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha denunciato come su Superbonus «c’è una speculazione in corso inverosimile da parte dei soggetti preposti a rilevare i crediti che per acquisirli chiedono interessi che variano dal 25 al 30%. Ci rendiamo conto che siamo fuori da ogni regola di mercato!».

«Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Aiuti quater – ha spiegato – stiamo assistendo ad una vera rivoluzione per quanto riguarda il Superbonus 110: dalla riduzione dell’incentivo dal 110 al 90%, alla proroga della scadenza per le unifamiliari al 31 marzo 2023, passando per la limitazione della platea dei beneficiari con l’introduzione del “reddito familiare” e, infine, all’impossibilità della cessione del credito d’imposta».

«Come prevedibile queste modifiche, ed il blocco nella cessione dei crediti – ha aggiunto – hanno di molto rallentato l’utilizzo della detrazione fiscale. Come rilevano i dati  Enea al 31 dicembre 2022 a livello nazionale il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammonta a oltre 62 miliardi di euro, dei quali 46,6 per lavori conclusi, ma ammontano ancora a svariati miliardi i crediti bloccati per le difficoltà legate alla cessione, e sono tantissimi i cantieri fermi, che non riescono a riprendere le attività. Che fine faranno queste migliaia di imprese il cui unico errore  è stato quello di fidarsi dello Stato? Che fine faranno tutti gli operai e le loro famiglie?».

«Tantissime imprese, strozzate da queste assurde pretese del sistema bancario e finanziario – ha proseguito –, non riescono più a stare nei costi e a garantire i lavori appaltati. È necessario e non più procrastinabile che si intervenga sollecitamente per rendere più agevole il meccanismo della cessione, ampliando il più possibile le possibilità di utilizzo dei crediti acquisiti, ma anche per frenare questa speculazione che equivale ad una sorta di tangente per le imprese disposte a rinunciare ad un fetta di fatturato pur di monetizzare crediti che altrimenti rimarrebbero nei cassetti e tutto ciò non potrà non avere una ricaduta importante sulla manodopera!».

«I dati Enea confermano che il Superbonus – ha detto ancora – è stato uno strumento utile nonché determinante non solo per il rilancio dell’edilizia, ma anche per il risparmio energetico, la sicurezza e il decoro del nostro patrimonio immobiliare. Ha dell’assurdo il fatto che una misura nata per migliorare la resa energetica degli edifici nel nostro Paese e per rilanciare il settore edile, sia ad oggi diventata un suicidio per  migliaia di imprenditori».

«Può definirsi civile un Paese che truffa gli imprenditori, soprattutto le piccole e medie imprese del settore? – ha chiesto –. Ciò che è incomprensibile è che si parla tanto di transizione energetica e, poi, fattivamente si ostacola un provvedimento necessario non solo per il rilancio del settore edile ma soprattutto per la riqualificazione del parco edilizio nazionale. Uno dei rischi sottesi a questa inversione di marcia, naturalmente, è quello di aprire la porta all’illegalità, ad una corsa al subappalto di lavori già subappaltati».

«Quella che si sta formalizzando è una scelta che finirà per fermare proprio quella rivoluzione green tanto voluta dall’Europa – ha concluso – a scapito delle piccole e medie imprese per favorire, invece, i general contractor e le grandi multinazionali. Ci domandiamo, e giriamo il nostro interrogativo a chi di competenza, se l’obiettivo sotteso a questi interventi possa essere quello di favorire i grandi gruppi». (rcz)

Senese (Fenealuil Calabria): Utilizzare i fondi del Pnrr per rigenerare la scuola calabrese

La segretaria generale di Fenealuil Calabria, Maria Elena Senese, ha evidenziato come «per la scuola in Calabria, per rilanciarla sotto il punto di vista infrastrutturale, per metterla in sicurezza, è di fondamentale importanza spendere bene e subito la grande mole di denaro pubblico che l’Europa ha messo a disposizione con il Pnrr».

«Il Capo della Protezione civile nazionale ha ragione: per la scuola serve una rinnovata attenzione, sono necessari nuovi finanziamenti. Come non essere d’accordo con Fabrizio Curcio, le sue sono parole sagge e condivisibili. Ma noi vogliamo dire di più» ha detto Senese, spiegando che quelli del Pnrr «sono stati indirizzati all’ammodernamento delle infrastrutture, per il potenziamento dell’offerta formativa dagli asili nido alle Università, per la strutturazione del tempo pieno, per la messa in funzione delle mense, per la costruzione di nuove palestre, per sciogliere questi nodi e provare a recuperare quell’odioso gap fra Nord e Sud del Paese e non sentir più parlare di autonomia differenziata e di disuguaglianze. Per rimettere in moto, cosa non di poco conto, la macchina produttiva del settore edile».

«Sono 481 milioni di euro – ha spiegato – rimanendo ancorati allo sviluppo del solo settore dei servizi all’istruzione, subito disponibili e spalmati su tutte le province calabresi, la maggior parte dei quali indirizzati a migliorare i servizi di educazione e cura della prima infanzia (255 milioni di euro); per l’estensione del tempo pieno e delle mense (17 milioni di euro); per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola (24 milioni di euro) e per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’edilizia scolastica (185 milioni di euro)».

«A sostegno di quanto stiamo dicendo, poi – ha proseguito – arriva un recente monitoraggio realizzato dalla Cassa depositi e prestiti i cui analisti, proprio per offrire un quadro di supporto all’impiego delle risorse del Pnrr, hanno classificato la situazione degli edifici scolastici nel paese attraverso 4 parametri: presenza di barriere architettoniche, mancanza di accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici, assenza di impianti di riscaldamento e carenze nella progettazione antisismica. Ebbene, se su queste basi l’indice di carenza strutturale è in media in Italia dello 0,8, il dato cresce tantissimo in Calabria ed arriva all’1,5».

«Così come per il tempo pieno che se al Centro Nord è presente nel 60% delle scuole – ha continuato – vede precipitare questa percentuale al Sud al 18%. Un problema anche strutturale, se si pensa che per incrementare il tempo pieno occorre avere gli spazi in cui attivare il servizio mensa».

«Per questo siamo convinti, e chiediamo all’amministrazione pubblica regionale e locale – ha continuato Senese – di fare uno sforzo concreto in questa direzione, sia necessario – prima di parlare di altri finanziamenti che di certo non ci dispiacciono – mettere a terra quelli già esistenti e finalizzarli al potenziamento delle infrastrutture per lo sport, al miglioramento della didattica digitale, alla messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole, alla costruzione nuove mense e alla riqualificazione di quelle esistenti».

«Nella convinzione che – ha concluso – come sostenuto dal Capo della Protezione civile nazionale, “in tema di sicurezza delle scuole, c’è ancora molto, moltissimo da fare” e bisogna farlo con immediatezza partendo dal dato certo, ove questo fosse presente, in mano a chi gestisce la cosa pubblica in Calabria». (rcz)