LAMEZIA – Giovedì l’incontro sui Beni confiscati di Fondazione con il Sud

Giovedì 26 gennaio, a Lamezia Terme, alle 11.30, nel Salone dell’Oasi Bartolomea, è in programma il secondo incontro sulla gestione dei beni confiscati voluto da Fondazione con il Sud.

L’incontro è organizzato dal Forum Terzo Settore Calabria con Fondazione con il Sud e Comunità Progetto Sud e vede la partecipazione di associazioni, cooperative e operatori sociali impegnati nella gestione dei beni confiscati su tutto il territorio calabrese.

Il tour è partito lo scorso 22 novembre da Napoli e prosegue fermandosi in Calabria e aprendo, anche nella nostra regione, la discussione che mette al centro l’ascolto e il confronto sull’attualità, sulle problematiche, i progetti presenti e le proposte future sui beni confiscati alle mafie.

Introduce don Giacomo Panizza, presidente Comunità Progetto Sud. Interviene Luigi Lochi, coordinatore Gruppo di lavoro permanente sul tema dei beni confiscati alle mafie – Fondazione con il Sud. Partecipano Massimo Nicolò, dirigente sede secondaria dell’Anbsc di RC, Amalia Bruni, vicepresidente Commissione Consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta della Regione Calabria. Attesi il Procuratore Nicola Gratteri e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Modera Luciano Squillaci, portavoce Forum Terzo Settore. Conclude Carlo Borgomeo, presidente Fondazione con il Sud. (rcz)

Sisma dello Stretto, l’Istituto per la famiglia in campo con il progetto “Vicinati Volontari”

All’esercitazione Sisma dello Stretto, svoltasi nei giorni scorsi a Bova Marina, ha partecipato anche l’Istituto per la famiglia – sezione 55 (Condofuri) in collaborazione con l’Istituto per la Famiglia sez. 278 Ionadi (VV), con i volontari del progetto Vi.Vo – Vicinati Volontari, sostenuto dalla Fondazione con il Sud.

L’evento ha visto tutte le componenti del Servizio di Protezione Civile Nazionale misurarsi in numerosi scenari relativi ai rischi sismico e maremoto allestiti tra le province di Messina e Reggio Calabria (tra cui i centri di Bagnara Calabra e Bova Marina) con la campagna di comunicazione Io Non Rischio. 

Il Comune di Bova Marina è stato scelto dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio quale sito di accoglienza della popolazione (250 unità circa) nell’ambito della simulazione di un terremoto di magnitudo 6, con conseguente allerta maremoto, con un significativo livello di impatto su abitazioni e popolazione. I volontari IPF 55 di Condofuri, affiancati dai volontari del Progetto Vi.Vo., hanno supportato l’IPF 278, ente accreditato di Protezione civile, nell’informare la popolazione presente delle procedure da attivarsi in caso di rischio catastrofico.

Riferisce il Presidente Nadia Spinelli, «Questo periodo epidemiologico ci ha insegnato che non possiamo prescindere o fare a meno dell’aiuto del vicino, per questo abbiamo ritenuto indispensabile attivare un nuovo servizio di informazione e prevenzione rischi catastrofi che i volontari porteranno avanti e convoglieranno sui beneficiari del progetto. Con questa nuova attività vogliamo contrastare la disinformazione, l’isolamento, l’ansia, la paura che possono innescare reazioni sconsiderate e irragionevoli nella popolazione in occasione di eventi imprevisti e catastrofici».

Lo staff di progetto si rende inoltre disponibile ad organizzare ulteriori incontri formativi rivolti alla popolazione e a diffondere degli opuscoli informativi per ogni fascia d’età per delle situazioni tipo che possono verificarsi.

L’esercitazione ha visto la partecipazione di numerosi attori locali e stakeholders del Comune di Bova Marina (uno dei 56 comuni interessati dall’esercitazione) quali Esercito, Marina e Aeronautica unitamente alla Prefettura e ai comandi dell’Arma dei C.C. della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, dei VVFF, della C.R.I., delle Reti Televisive e degli Enti che presiedono alla erogazione dei servizi essenziali delle comunicazioni, elettrici, idrici, della viabilità, nonché la presenza numerosa della cittadinanza locale. L’evento nazionale è stato anche l’occasione per testare su una platea di oltre 500 mila persone il sistema di allarme pubblico IT-alert che ha inviato, sui cellulari dei cittadini presenti al momento della scossa in 22 comuni costieri delle due regioni, un messaggio di informazione sull’esercitazione in corso relativa all’allerta maremoto.

La parte reale – Full Scale –visto il coinvolgimento sul campo di circa 3.500 tra operatori, tecnici e funzionari delle Strutture Operative, delle Istituzioni territoriali, dei Centri di Competenza tecnico-scientifica e di oltre 3 mila volontari delle organizzazioni nazionali e locali. (rrc)

Al Centro calabrese di solidarietà la visita del direttore generale della Fondazione con il Sud, Marco Imperiale

Nei giorni scorsi, al Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro ha fatto visita il direttore generale della Fondazione con il Sud, Marco Imperiale, che è stato accolto dalla presidente Isolina Mantelli, dalla direttrice amministrativa Vittoria Scarpino, dal componente del direttivo Gianni Merando) alla presenza di alcuni amministrativi e coordinatori di progetto (Katia Vitale, Emanuela Trapasso, Claudio Falbo, Andrea Barbuto).

«Quella al Centro calabrese di solidarietà – ha dichiarato – è una delle realtà più importanti tra quelle che sosteniamo. La visita alla struttura e agli suoi organismi direttivi è una delle tappe del tour che sto svolgendo nel Mezzogiorno: una grande opportunità di conoscenza e confronto perché non è solo Fondazione Con il Sud che sostiene gli Enti del Terzo, ma sono anche realtà come il Centro calabrese di solidarietà che ci danno la possibilità di andare avanti nella mission della infrastrutturazione sociale del Sud del Paese».

La Fondazione con il Sud è un ente non profit privato nato il 22 novembre 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, cioè percorsi di coesione sociale e buone pratiche di rete per favorire lo sviluppo del Sud.

In particolare, la Fondazione sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, e in generale per favorire il welfare di comunità.

«Questa è l’occasione per fare il punto sui progetti ma anche per dare una maggiore visibilità nazionale ad Enti come il CCS e aiutare anche in qualche modo a fare rete nell’ambito delle organizzazioni che magari si occupano delle stesse tematiche valorizzando ciò che di buone viene fatto», ha aggiunto Imperiale che si è trattenuto piacevolmente con gli organismi direttivi e i responsabili di progetto in un articolato e utile confronto su contenuti e problematiche tecniche da approfondire legate alla progettazione.

«Siamo stati davvero orgogliosi di ospitare il direttore generale Imperiale. La sua visita ci ha dato l’opportunità di discutere dei punti di forza e delle criticità del nostro operato quotidiano – ha detto la presidente Mantelli –. Perché non è sempre facile impegnarsi e agire in maniera concreta per chi come noi è in prima linea sempre dalla parte di chi ha bisogno di una mano per tornare a sorridere, e ritrovare un futuro. Poter contare su Fondazione con il Sud ci fa sentire meno soli». (rcz)

QUATTRO MILIONI DI EURO PER FAR TORNARE I CERVELLI AL SUD

19 settembre – Non sono tanti, ma è un buon inizio: ci sono 4 milioni di euro di risorse messi a disposizione dalla Fondazione Con il Sud per far rientrare nel Mezzogiorno ricercatori italiani andati via da almeno tre anni e residenti al Centro-Nord o all’estero. Il progetto, esteso anche agli stranieri con le stesse prerogative dei “cervelli” italiani emigrati per mancanza di lavoro, prevede uno stanziamento massimo di 400mila euro a progetto per una durata complessiva tra i 24 e i 36 mesi. L’iniziativa vuole stimolare la ricerca scientifica in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, favorendo il rientro di competenze e professionalità locali.

Immagine dal sito Fondazione Con il Sud (foto di Elisa Riva)

Il bando “Brains to South – Cervelli in fuga verso Sud” (www.fondazioneconilsud) scade il 28 novembre. Secondo quanto ha dichiarato Carlo Borromeo, presidente della Fondazione Con il Sud«L’obiettivo del bando è duplice: da una parte promuoviamo al Sud la capacità di attrarre cervelli e dall’altra sosteniamo la costruzione di carriere indipendenti di giovani ricercatori, italiani o stranieri, che decidono di portare innovazione e competenze nei centri di ricerca meridionali come responsabili scientifici delle loro ricerche. Questo permetterà ai nostri territori di sperimentare processi di innovazione sociale e inciderà sui processi di sviluppoanche grazie ai risultati della ricerca applicata.
Secondo i dati della Fondazione, sono 700mila i laureati ne nel decennio 2001-2011 anno lasciato l’Italia e nello stesso periodo più di 170mila laureati si sono trasferiti dal Sud al Nord Italia con una crescita esponenziale. Dal 10,7 % del 2001 si è passati al 25% del 2011. Un’emorragia che impoverisce le regioni meridionali, oltre a mortificare le aspettative e le capacità dei giovani laureati delle università meridionali, che sono, peraltro, molto quotate e apprezzatissime. Non è un caso che i giovani calabresi, che escono da Cosenza, da Reggio, da Catanzaro, trovano subito opportunità di lavoro all’estero o nel Centro.Norde possono mettere a frutto le loro competenze turando esperienze e professionalità, ma non a vantaggio della propria terra.
La Regione Calabria, a questo punto di vista pare si stia svegliando: stanziati 128 milioni di euro per avere centri di alta formazione. (vedi in altro articolo di Calabria.Live). (rrm)