DIAMANTE CAPITALE DELLA CULTURA 2024
UN SOGNO CHE RISCATTA CALABRIA E SUD

di SANTO STRATI – Diamante Capitale della cultura 2024: un’aspirazione, una promessa, un sogno. splendida cittadina tirrenica, famosa nel mondo per i suoi murales e, soprattutto, per il suo Festival del Peperoncino, ha tutti i numeri per potersi immaginare “capitale” di una cultura che le appartiene, per storia, tradizione millenaria, passione civile dei suoi abitanti. E l’entusiasmo di tutti i calabresi. 

Senza togliere nulla all’altra aspirante calabrese Capistrano (di cui molti, ahimè, ignorano persino la posizione geografica), Diamante rappresenta la sfida della Calabria (una nuova dopo quella di Tropea di qualche anno fa) all’Italia e al mondo. Il modello è Matera: da capoluogo pressoché dimenticato e citato esclusivamente per i suoi “Sassi”a cittadina esaltata e magnificata in ogni angolo del mondo, regina di un fermento culturale straordinario che ha raccolto consensi da ogni parte, convogliando migliaia (ma forse è meglio dire milioni) di visitatori a scoprire una città dal sapore antico, ma ricca d’un fascino eccezionale.

Così Diamante può spendere le sue energie migliori e puntare a un obiettivo non impossibile da raggiungere, soprattutto se al Ministero dovesse prevalere la logica di mettere in evidenza i borghi, le piccole città che conservano forti presenze di cultura rispetto a grandi capoluoghi che brillano già di luce propria. Un traguardo raggiungibile se, sopra ogni cosa, si mette insieme l’impegno della Regione con l’entusiasmo dei calabresi, il cui orgoglio, per fortuna, travalica sempre le rivalità di campanile quando si tratta di difendere il territorio nella sua interezza. E i calabresi capiscono bene che l’eventuale (possibile) vittoria di Diamante Capitale 2024 sarebbe la vittoria della Calabria, del Mezzogiorno che riscatta le sue grandi capacità soffocate dalla superficialità di molti governanti, la vittoria di una Regione che esalta le sue attrazioni naturali, materiali e immateriali che vanno a tradursi in ricchezza per  il territorio, per chi fa impresa, per i giovani che cercano occupazione nell’ambito del turismo culturale e religioso, per la popolazione tutta. 

Non è una medaglietta il titolo di Capitale della cultura: è il riconoscimento della capacità di proporsi come rigenerazione del territorio e delle sue ricche proprietà, dove accanto al tradizionale spirito, ineguagliabile, di accoglienza si pongono tesori inestimabili d’arte, architettura, storia, paesaggio, cultura. La millenaria storia magnogreca pervade ogni angolo di questa terra, persino Diamante, con i ruderi di Cirella, ha il suo particolare racconto di una civiltà che è partita da qui, dal Mediterraneo e ha fatto da faro al mondo intero.  

Ecco perché la candidatura di Diamante assume un significato forte nel momento in cui la Regione guidata da Roberto Occhiuto vuole voltare pagina su tutti i fronti, affrontando con la dovuta serietà e competenza non solo i gravi problemi della salute e del lavoro che affliggono i calabresi, ma anche individuare le risorse (esistenti) in ambito culturale e turistico per creare attrattori di alta promozione. La cultura e il turismo sono un binomio indissolubile e la loro valenza costituisce il vero punto di forza per un rilancio straordinario di questa terra, dove tra paesaggi di sogno, 800 km di costa, tesori archeologici unici, chiese, monasteri e conventi che raccontano una storia meravigliosa di fede, è possibile individuare un percorso di crescita e sviluppo senza precedenti.

Si tratta di utilizzare al meglio le competenze e le capacità, che in Calabria non mancano, e costituire una sorta di task force della cultura che sia in grado di instaurare una narrazione diversa con il mondo che ancora non conosce (o conosce poco) la regione. Ci sono fin troppe meraviglie ignorate, trascurate, dimenticate su cui puntare per poter contendere il titolo a più agguerrite e blasonate città, ma nessuna – diciamo la verità – può vantare il patrimonio e la testimonianza di cultura che la Calabria custodisce e di cui Diamante sarà portavoce. 

Il bando del ministero dei Beni culturali che assegna il titolo prevede una severa valutazione del dossier di presentazione. Tropea ha mancato il traguardo perché la documentazione mostrava qualche lacuna: oggi il dossier di Diamante 2024 è completo, intrigante e avvincente. Ma serve l’impegno – lo ripetiamo – prioritario della Regione. Il nuovo assessore agli “Attrattori culturali e allo sviluppo economico” Rosario Varì mostra di avere talento e capacità per affrontare questa sfida e siamo certi che giocherà ogni carta per sostenere l’impresa della candidatura. «Diamante e la Calabria – ha detto l’assessore regionale Varì non sono solo mare e spiagge e lo testimoniano i tanti progetti calabresi premiati nel 2021: Vibo è stata Capitale italiana del Libro, Tropea Borgo dei borghi e la Ciclopedia dei Parchi ha ottenuto l’Oscar italiano del cicloturismo».

La popolazione di Diamante, guidata da un caricatissimo sindaco, il sen. Ernesto Magorno, è entusiasta e si sente coinvolta. «Mi rendo conto – ha detto l’autrice del dossier della candidatura Lucia Serino – di aver dato parola alle dinamiche sociali di una comunità molto viva. La partecipazione  a questo tipo di progetto culturale non è mai un caso, arriva quando la comunità è pronta a partecipare. E Diamante ha tutte le carte in regola per concorrere con convinzione». 

A sostegno della candidatura, mercoledì scorso a Roma c’è stato un convegno a Palazzo Wedekind, tornato in possesso all’Inps, ed è stato il presidente dell’istituto il calabrese Pasquale Tridico a fare gli onori di casa, sottolineando come già la sola candidatura della città dei cedri e del peperoncino va ritenuta una prestigiosa vittoria dei calabresi. Un’occasione di valorizzazione del territorio e di tutta la Calabria. «Diamante – ha detto il presidente Tridico – è una città meravigliosa. Da calabrese sono orgoglioso di questa candidatura e auguro il meglio alla città e a tutta la Calabria».

All’incontro intitolato “Transizioni, rischi e opportunità del nostro tempo, il ruolo della cultura” hanno preso parte personalità del mondo politico e della cultura. A cominciare dal presidente della Commissione Cultura del Senato Riccardo Nencini (, al già magnifico Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio presidente del Comitato organizzatore di Diamante 2024, al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci (oggi vicepresidente del Consiglio regionale calabrese9 al presidente dell’Anci Calabria Marcello Manna, nonché il regista Mimmo Calopresti, particolarmente legato a Diamante dove ha girato un bellissimo film (Preferisco il rumore del mare), nonché il rettore del Santuario di S. Francesco di Paola padre Francesco Trebisonda e Stefano Caccavari, fondatore del Mulinum di San Floro, fresco di nomina di cavaliere da parte del presidente Mattarella. La sen. Liliana Segre che è nel comitato d’onore della candidatura ha inviato il suo caloroso saluto per tramite della portavoce Maria Paola Gargiulo, mentre il sindaco Magorno, visibilmente emozionato, ha fatto sentire l’entusiasmo della sua amministrazione, ma anche di tutta la città, per questa grande importante sfida. «La cultura non è solo accumulo di beni culturali, ma è la ricchezza che nasce dal confronto e dall’accoglienza e in questo, Diamante, con tutta la Calabria, è un archetipo. Greci, arabi, ostrogoti sono solo alcuni dei popoli che hanno attraversato questo territorio e che hanno lasciato la loro traccia, a partire dal cibo». Magorno, inoltre, ha voluto sottolineare il «forte legame con la Comunità ebraica, tanto che la presidente onoraria del Comitato Diamante 2024 è la sen. Liliana Segre. Un grande sogno – ha detto, concludendo il sen. Magorno–. Perché, se vince Diamante vince la Calabria, vince il Sud». Una premessa, una promessa. Un sogno da far diventare realtà. (s)

Auguri speciali a un grande Maestro: gli 80 splendidi anni di Gerardo Sacco

Il maestro orafo di Crotone Gerardo Sacco ha festeggiato oggi, domenica 24 maggio, i suoi “primi” 80 anni: auguri speciali gli sono stati fatti pervenire in primo luogo dai suoi più stretti collaboratori. «Oggi – hanno scritto su Facebook – vogliamo rendere omaggio a un uomo che, sempre pieno di voglia di fare dice: “ …a me sembra di non aver mai lavorato un giorno della mia vita!“. Vogliamo rendere omaggio a un uomo che ha fatto della gioielleria la sua ragione di vita, raccontando storie della Magna Grecia, la sua terra, attraverso di loro. Ha lavorato con grandi registi, Franco Zeffirelli in primis, “vestendo” con i suoi gioielli le donne più belle del pianeta: da Glenn Cloose a Mariagrazia Cucinotta a Monica Bellucci e molte, molte altre. Un’ arte, che è il suo talento, scoperta da giovanissimo. La sua prima collana è stata creata assemblando dei sassi di mare su un supporto in metallo rigido; ancora oggi rispecchia l’essenzialità della bellezza e della semplicità. Un uomo che è stato sempre un passo avanti ai tempi, girando il mondo e captando le storie che i suoi gioielli raccontano. Un augurio al nostro amato ragazzo 8.0 che continua sempre a sorprenderci con le sue amate creazioni. Grazie Gerardo, – hanno scritto i suoi “ragazzi” – ti vogliamo bene!».

Il video con gli auguri di Maria Grazia Cucinotta, Giò di Tonno, Michele Guardì, Alberto Matano, Rosanna Lambertucci, Michela Andreozzi, Giuseppe Zeno, Giulio Base, Sergio Cammariere, Massimo Proietto, Elisabetta Sgarbi,  Santo Versace e Tiziana Rocca:

Gerardo Sacco è anche l’autore della prestigiosa creazione orafa che il Premio Nosside assegna ogni anno nel suo festival mondiale della poesia. Il presidente e fondatore del Nosside, prof. Pasquale Amato, ha inviato un video di auguri al grande maestro, orgoglio della Calabria in tutto il mondo:

Grazie a Gerardo Sacco Crotone a capo della filiera dell’artigianato artistico

Crotone, grazie a Gerardo Sacco, è diventata la capofila della filiera dell’artigianato artistico della provincia. A promuovere la candidatura erano stati il presidente della Camera di commercio  Alfio Pugliese e il segretario generale Paola Sabella dopo il prestigioso riconoscimento assegnato al maestro orafo al Premio nazionale Mirabilia ArtinArt  dello scorso ottobre.

La Camera di commercio di Crotone aveva presentato, infatti, al concorso un pregevole vassoio realizzato da Gerardo Sacco in argento sbalzato e cesellato a mano con riproduzione dell’antico mosaico della pavimentazione di un edificio termale dell’area archeologica di Capocolonna Crotone (2^ metà del I sec. a. C.) detto anche di Paolo Orsi, dal nome dell’archeologo che lo scoprì, o dei Delfini per via delle quattro figure riprodotte. Il primo premio ottenuto da Sacco e le numerose eccellenze della provincia hanno permesso di raggiungere il traguardo di capofila della filiera creativa artigianale di qualità. Una qualifica che valorizza il lavoro artistico della provincia di Crotone e e agevola la promozione del turismo culturale e del territorio.

L’amministratore della casa orafa, Viviana Sacco ha commentato con soddisfazione l’importante traguardo raggiunto dalla città: «L’arte orafa della Gerardo Sacco è da sempre attenta al passato ma in continuo movimento: punta alla valorizzazione della propria storia guardando al futuro, coinvolgendo le giovani generazioni attraverso realizzazioni capaci di fare emergere la cultura e l’identità dei nostri luoghi e siamo orgogliosi di come la nostra opera sia il primo passo verso la promozione a livello nazionale e internazionale delle imprese del territorio». (mp)

Al Teatro Cilea di Reggio stasera in replica una grande Norma

4 novembre 2018 – Con la direzione di Viliana Valtcheva e l’Orchestra del Teatro Comunale Cilea la Norma in replica stasera al teatro Cilea di Reggio. La regia è di Renato Bonajuto, in scena Marily Santoro e Davide Ryu, con il prezioso apporto del Coro lirico “Francesco Cilea” diretto da Bruno Tirotta. Lo spettacolo fa parte del Rhegium Opera Musica Festival organizzato dall’Associazione Culturale Traiectoriae.
Marily Santoro, nel ruolo di Norma, è un soprano di Reggio che vanta una carriera internazionale. Il tenore Davide Ryu è Pollione; Francesca Romana Tiddi è Adalgisa; Evgeny Stanimirov è Oroveso; Stefania Campicelli è Clotilde e Nino Mauceri è Flavio. «Sono molto felice ed emozionata – ha detto la Santoro – perché questa Norma nasce e cresce con le risorse umane e creative di molte persone calabresi e vicine alla Calabria. Mi auguro di tutto cuore che i reggini che verranno a teatro si possano innamorare di questo personaggio che porto nel cuore e che cercherò di far conoscere al pubblico del Cilea».

Il direttore d’orchestra Viliana Viltcheva

Viliana Valtcheva (1980), di origini bulgare è una grande professionista del podio ed è considerata dai critici una grande promessa.
Il regista Renato Bonajuto (1979), ha iniziato la sua carriera di regista come assistente di Beppe De Tomasi affiancandolo nei più prestigiosi teatri del mondo con i più grandi nomi della lirica. Oggi ha al suo attivo oltre cento regie e quarantacinque titoli debuttati, e dal 2012 ricopre l’incarico di segretario artistico/casting manager del Teatro Coccia di Novara. Per l’allestimento di “Norma” a Reggio Calabria è affiancato da Teresa Gargano.
«La storia di Norma – dice il regista Bonajuto – ha tanto in comune con la vita di tutti i giorni ed è per questo che, a mio avviso, è assolutamente attuale. Importante è stato il lavoro sui singoli personaggi. Ho voluto far emergere, accanto alla donna sacerdotessa, il lato umano della protagonista, e ho cercato di rendere omaggio anche alla figura di Adalgisa che ho reso più consapevole e presente al suo destino. In questo spettacolo mi sono avvalso di proiettori hi-tech a 3D per dare un significativo effetto di profondità e per coinvolgere lo spettatore, puntando sul concetto di immersività, quasi cinematografica. Quella a cui si assisterà sarà la versione dell’opera belliniana con i tagli di tradizione, dove l’azione ritmica e visuale si trovano in una giusta sinergia con la direzione musicale. Abbiamo scelto con cura le voci, assolutamente adeguate alle necessità delle complesse partiture di Norma e Pollione, in particolare, e abbiamo curato l’orchestrazione vocale nel suo complesso che è risultata ben equilibrata. La musica sarà il vero sostegno per fare emergere la bellezza e la rotondità della vocalità presenti».
La Norma è la più celebre opera del catanese Vincenzo Bellini: opera in due atti, composta nel 1831, con il libretto firmato da Felice Romani, tratto dalla tragedia di Louis-Alexandre Soumet Norma, ou l’infanticide. L’aria più famosa dell’opera è Casta diva a metà del primo atto.
Il soprano Marily Santoro indosserà sui sontuosi costumi i gioielli di Gerardo Sacco. (rs)

Al Maestro orafo Gerardo Sacco il Premio Mirabilia

29 ottobre – Prestigioso riconoscimento al Maestro orafo Gerardo Sacco, a cui è stato consegnato il Premio Mirabilia ARTinArt – Artigianato in Arte 2018.
Il Premio fa parte degli eventi della Borsa Internazionale del Turismo Culturale di “Mirabilia”, la rete di 17 siti Unesco o candidati Unesco aggregata dalle locali Camere di Commercio e da Unioncamere, che si è concluso il 27 ottobre a Pavia.
Obiettivo della manifestazione – il cui tema era Viaggio attraverso le città dell’Arte – è quella di intercettare i flussi turistici con alto potere d’acquisto, mettendo in contatto 250 operatori e 90 buyers esteri del settore turismo e food & drink.
Il concorso, a carattere nazionale, doveva essere espresso attraverso le opere realizzate con tecniche e materiali scelti dagli artigiani selezionati come testimonial dell’eccellenza “culturale, artistica e artigianale Made in Italy”.
Il Maestro Gerardo Sacco, per il concorso, ha realizzato un vassoio d’argento, sbalzato e cesellato a mano con riproduzione dell’antico mosaico della pavimentazione di un edificio termale dell’area archeologica di Capocolonna – Crotone, che gli ha fatto conquistare il Primo Premio.


A ritirare il Premio è stata Paola Isabella, segretario generale della Camera di Commercio di Crotone, che ha ricordato come le opere e la sua arte siano conosciute in tutto il mondo.

Per tutta la durata degli eventi, l’opera realizzata dal Maestro orafo è rimasta in mostra, raccogliendo apprezzamenti da parte dei visitatori. Al termine di questi, l’opera sarà esposta spesso la Camera di Commercio di Crotone. (rkr)

FALERNA – Il grande successo di Edoardo Bennato

14 ottobre – Grande successo di pubblico per Edoardo Bennato nell’ennesimo appuntamento di “Fatti di Musica 2018”, la trentaduesima edizione del prestigioso Festival del Live d’Autore approdato nel Centro Storico di Falerna, in occasione dei tradizionali Festeggiamenti della Madonna del Rosario predisposti dal locale Comitato. Il concerto è stato preceduto da un breve intervento del parroco di origine messicana Padre Emilio Nahum e del promoter Ruggero Pegna, che hanno voluto ricordare le vittime dell’alluvione di San Pietro Lametino. «La comunità ha voluto confermare la Festa, affidando alla Madonna questa giovane mamma e i suoi bambini. Abbiamo pregato e pregheremo per loro», ha sottolineato Padre Naum.  «Siamo qui per fare tutti il nostro lavoro… Sono un devoto di Natuzza Evolo – ha detto Pegna – e sono certo che avrà già abbracciato i due bimbi con la loro mamma!». È seguito, quindi, un minuto di silenzio per commemorare le vittime del nubifragio.


Per tali circostanze, la cerimonia di consegna del Premio Riccio d’Argento del Festival nella sezione “Miti della Musica d’Autore”, realizzato dal celebre orafo crotonese Gerardo Sacco, non è avvenuta sul palcoscenico. Subito dopo, con il brano “Abbi Dubbi”, è partito il concerto davanti ad una marea di fan arrivati da tutta la Calabria. In oltre due ore di un live travolgente e spettacolare, grazie anche al grande schermo a Led che ha fatto da fondale scenografico, Bennato ha eseguito molti dei grandi successi tratti dai suoi innumerevoli album, a cominciare dagli storici e intramontabili Non farti cadere le braccia del ’73,  I buoni e i cattivi dell’anno successivo, e ancora: Io che non sono l’Imperatore, La Torre di Babele, Burattino senza fili, un autentico capolavoro senza tempo, Sono solo canzonette, fino a “Pronti a Salpare”. Tra cantautorato e rock’n’roll, con la sua consueta e incontenibile energia, Bennato ha infiammato il numerosissimo pubblico che ha invaso Falerna e che lo ha accompagnato con cori e applausi in ogni brano.


Il geniale cantautore napoletano, che ha pubblicato fino ad oggi ben trenta album, tra quelli registrati in studio e dal vivo, oltre a ben quattordici raccolte antologiche e due colonne sonore, è arrivato al Festival sull’onda dell’intramontabile successo della nuova edizione di “Burattino senza fili”, uscita a novembre dello scorso anno. Una edizione speciale dei celebri brani del 1977 arricchita dall’inedito ‘Mastro Geppetto‘.
Il concerto, con un Edoardo Bennato in gran forma insieme con la sua affiatata rock band, è stato ricchissimo di contenuti anche sociali. Bennato, con brevi monologhi introduttivi ad ogni brano, ha fotografato con la sua caratteristica ironia, diversi aspetti della nostra società, tra cui politica, famiglia, figli, futuro, amore, menzogna, senza mai dimenticare le proprie radici, a conferma di una storia musicale leggendaria giustamente premiata nel Festival.
Con l’occasione, Pegna ha annunciato per il 2019 il ritorno in Calabria di “Peter Pan”, il grande musical di Bennato, che andrà in scena il 24 aprile al Teatro Cilea di Reggio C. e il 27 aprile al Teatro Rendano di Cosenza. (rs)

REGGIO: DOMANI ROBERTO VECCHIONI IN PIAZZA DUOMO

18 agosto – Domani in piazza Duomo a Reggio l’attesissimo concerto di Roberto Vecchioni, unica tappa calabrese del suo tour. Il cantautore milanese sarà sullo stesso enorme palcoscenico allestito per il concerto di ieri dei Negrita, realizzato in sinergia con il Festival “Alziamo il Sipario” dell’Assessorato alla Cultura del  Comune di Reggio, nell’ambito del nuovo progetto “Reggio Live Fest”. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’ Assessorato Regionale alla Cultura nel quadro dei Grandi Festival Internazionali Storicizzati per la Valorizzazione dei Beni Culturali della Calabria.

Per il concerto di Roberto Vecchioni sarà allestita anche una platea a sedere con posti numerati, che trasformerà Piazza Duomo in un grande teatro all’aperto, dotato di servizi igienici, sanitari e punti ristoro, compreso quelli dei noti locali  che si trovano all’interno dell’area. Come per i Negrita, si potrà accedere all’interno dalle ore 20.00, esclusivamente con il biglietto d’ingresso dai punti d’accesso previsti: Corso Garibaldi (lato biglietteria) e via San Francesco di Paola. A fine serata, Vecchioni sarà premiato da Ruggero Pegna con il “Riccio d’Argento” del Festival nella sezione “Miti della musica d’autore italiana”. Un premio ancor più gradito da Vecchioni che con la Calabria ha un legame particolare: il suo produttore e manager è di Lamezia: «Ho sempre amato questa terra, – aveva dichiarato il cantautore in un’intervista di Luigina Pileggi alla Gazzetta del Sud lo scorso anno – perché è bella, ma anche sfortunata, perché nessuno pensa a lei, se non persone non sempre a posto. L’amo perché ci sono ragazzi intelligentissimi, menti fervide. E poi perché la Calabria è la Magna Grecia, e i greci sono il mio passato e il senso della vita. E l’amo anche per Danilo Mancuso, una persona che ha rinnovato la mia vita artistica in modo essenziale e mi ha fatto conoscere l’anima dei calabresi. A lui devo la mia rinascita artistica e spirituale, attraverso la stessa Calabria». (rrc)

MATTHEW LEE, IL SUCCESSO DI MR. PIANOMAN ITALIA

30 luglio – Uno spettacolo eccezionale, all’Arena dello Stretto, che ha entusiasmato spettatori di ogni età: Matthew Lee, autentico genio del rock e pianista straordinario, ha travolto con la sua musica rivelando doti incredibili e una capacità artistica che pochi, nel suo campo, possono vantare. Ha incantato tutti, nell’incantevole scenario dello Stretto, con una performance di grandissimo livello: Matthew Lee col pianoforte fa quello che vuole, lo “strapazza”, lo accarezza, lo “addomestica” e lo trasforma in una imponente macchina di musica. In una contaminazione di stili che avvince e convince: così può passare da Concato a Gershwin, da Beethoven a Rossini, dal rock duro, al melodico-romantico, con una brillantissima frenesia da palcoscenico che rivela un grande artista dentro un completo rosso passione. E la passione per la musica Matthew Lee si vede che ce l’ha nel sangue, un talento innato che riesce ad affascinare ed entusiasmare. E d
Dietro lo pseudonimo inglesizzante si cela un italianissimo Matteo Orizzi, che mostra di essere a suo agio sia suonando e cantando brani di hard rock, sia personalizzando cover che metterebbero paura: lo scherzo su It’s Now or Never (O’ sole mio, nella versione di Elvis Presley) si traduce in un gioco di sonorità e vocalità grandiose, con la mescolanza di inglese pulitissimo a slang, con contaminazione di dialetto napoletano con accento pesarese. La sua presenza scenica è peraltro pari alle grandissime capacità musicali e vocali: per questo il pubblico, dopo un primo disorientamento (abilmente da lui guidato), finisce per adorarlo e si fa conquistare completamente dal suo show.


È veramente il mr “pianoman” italiano Matthew Lee e il suo spettacolo fa  il pari con l’altro ugualmente bellissimo del newyorkese Peter Cincotti, cui farà da chiusura stasera l’ungherese Peter Bence. Una rassegna di “solo piano” per Reggio Live Fest che solo l’intuizione magnifica di Ruggero Pegna, promoter e manager internazionale di spettacolo, poteva proporre e realizzare, con l’Assessore Grandi Eventi Nicola Paris e lo staff che si occupa di cultura per la Città di Reggio. Che
Matteo, anzi Mathew Lee, ha onorato con uno spettacolo degno delle grandi capitali. (s)

Anche Matthew Lee è stato premiato con il “Riccio d’Argento” realizzato dall’orafo crotonese Gerardo Sacco, storico riconoscimento di “Fatti di Musica” ai Migliori Live d’Autore. A  consegnare il premio del Festival, sul palcoscenico al centro del celebre Lungomare Falcomatà sono saliti il promoter e direttore artistico Ruggero Pegna, l’Assessore comunale ai Grandi EventiNicola Paris e Daniela Monteleone, in rappresentanza dell’Assessorato comunale alla Cultura.

UN NUOVO MUSEO PER IL BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA

28 luglio – Una nuova sede per il Museo del Bergamotto di Reggio Calabria: l’inaugurazione ieri sera nei locali dell’ex Mercato coperto di via Filippini. Un ambiente ideale per raccontare la storia dell’oro verde di Calabria, ma soprattutto del bergamotto di Reggio (l’esatta denominazione per contraddistinguere una produzione unica al mondo). L’ideatore, artefice e convinto sostenitore dell’iniziativa è il prof. Vittorio Caminiti, presidente dell’Accademia del Bergamotto, che ha speso una vita per la valorizzazione del bergamotto di Reggio e non risparmia energie perché questa “ricchezza” straordinaria abbia il giusto rilievo nel panorama internazionale. A sorreggerlo in questa fatica non da poco, oltre alla sua famiglia, le centinaia di testimonianze scientifiche in continua crescita che attestano le proprietà terapeutiche del Bergamotto di Reggio Calabria, oltre agli apprezzabilissimi menu e manicaretti al bergamotto che chef stellati e pasticcieri propongono con grande successo in ogni parte del mondo.


Il bergamotto è, accanto al turismo, la vera molla propulsiva per la crescita e lo sviluppo dell’intera provincia di Reggio e avergi dedicato un Museo significa creare partecipazione a un percorso di tradizioni e di gusto che i turisti mostrano di apprezzare molto. E c’è di più – come ha sottolineato il sindaco Giuseppe Falcomata incaricato di tagliare il nastro insieme con il maestro orafo Gerardo Sacco – questo museo fa parte della rete che il Comune di Reggio sta approntando con l’obiettivo di creare un’offerta culturale straordinaria e unica. Falcomatà ha parlato del prossimo polo culturale che sarà pronto per fine anno: il Monastero della Visitazione, che diventerà un polo d’eccellenza nell’offerta culturale cittadina. «Vogliamo – ha detto – che questo museo possa diventare un centro dinamico e un centro di formazione e approfondimento sul bergamotto rispetto a quelle che sono le tematiche che riguardano la storia del bergamotto ma anche a quelli che possono essere gli utilizzi del bergamotto nel comparto scientifico, economico, produttivo e gastronomico. Una formazione che possa guardare ai nostri ragazzi, ai nostri studenti, ai nostri giovani, ai nostri agronomi, a tutti coloro che possano trarre benefici dall’utilizzo di questo frutto».


La direttrice del Museo, Giulia Pezzuto, in apertura ha tracciato una breve storia del bergamotto, dalle origini ai giorni nostri: una prolusione necessaria per meglio apprezzare la grande quantità di attrezzi, macchine e strumenti d’epoca raccolti nel museo, accanto a una ricca biblioteca scientifica (dono del prof. Alfredo Focà) e una bella documentazione fotografica.
Il prof. Vittorio Caminiti, padrone di casa, ha raccontato le vicissitudini e le criticità nella realizzazione del Museo, ma il risultato si rivela in tutto il suo splendore: è un altro tassello importante nel panorama culturale e delle tradizioni della Città Metropolitana, che sarà comunque un cantiere aperto a contributi futuri, per valorizzare il bergamotto di Reggio e di riflesso tutta la filiera produttiva che può diventare importantissima data l’unicità del prodotto.


La serata, condotta dalla giornalista Eva Giumbo, con la partecipazione di Adele Brianti, ha registrato gli interventi del prof. Domenico Mollace, del maestro orafo Gerardo Sacco, del prof. Alfredo Focà e di altre personalità del mondo scientifico, culturale e imprenditoriale di Reggio. (rrc)