Giusy Versace a Ballando con le Stelle con la piccola Angela Paolillo

Giusy Versace è tornata sul palco di “Ballando con le Stelle”, 9 anni dopo la sua vittoria in coppia con il ballerino Raimondo Todaro, questa volta per accompagnare la piccola Angela Paolillo: una bambina napoletana di 7 anni senza una gamba, che sogna di diventare ballerina e che si è potuta esibire in trasmissione, grazie alla protesi ricevuta in dono dalla Versace e dalla sua onlus Disabili No Limits.

L’esibizione di Angela Paolillo, oltre ad aver commosso tutti, è stata un forte segnale di speranza e di coraggio per tutti quei bambini e ragazzi che vivono nella sua stessa condizione.

Angela Paollilo è una bambina piena di vita, con due grandi occhioni vispi e un volto molto sorridente ma, come ricorda mamma Andreina, è viva per miracolo e quello che le è successo non dovrebbe mai accadere a nessuno.

Era il 22 maggio del 2022 quando la bambina stava festeggiando la Prima Comunione del cuginetto assieme alla sua famiglia. Tutti i bambini stavano giocando sulla terrazza del ristorante quando Angela, nel recuperare un palloncino di lattice che si era poggiato su un bancone da buffet instabile, si è sporta e una lastra di marmo non fissata le è caduta sulla gamba, causandole lo schiacciamento dell’arto inferiore destro e la conseguente amputazione.

Angela subì 5 operazioni per un totale di 30 ore di intervento e rimase in rianimazione 3 giorni, prima di risvegliarsi pronunciando la parola “mamma”.

Qualche tempo prima, Andreina era rimasta affascinata da un’intervista televisiva di Giusy Versace, e così decise di contattarla per chiederle aiuto e consigli. La richiesta fu subito accolta e presto esaudita perchè Giusy, assieme alla onlus da lei fondata Disabili No Limits, stava portando avanti un progetto dedicato ai bambini “piccoli eroi” assieme a Fondazione Mediolanum, per accompagnarli nel loro percorso di crescita, verso una maggiore autonomia.

Nel giro di pochi mesi la Versace, grazie alla collaborazione del centro ortopedico Ro.Ga di Enna (Ct), è riuscita a consegnare ad Angela una protesi transtibiale, adatta per svolgere attività ludiche come il gioco e il ballo. La protesi si compone di un piede Cheetah Xplore Junior della Össur, con cuffia in silicone e rivestimento con una grafica personalizzata con fantasia di ‘Unicorno’.

«Sono felice di poter contribuire a regalare un sogno alla piccola Angela – commenta Giusy Versace – una bambina che stimo molto per il suo coraggio e la sua forza di volontà. Non possiedo una bacchetta magica per poterle restituire la gambina, ma almeno posso renderle il percorso più semplice, perché tutti hanno il diritto di realizzare i propri sogni, a maggior ragione i bambini, e la mia onlus è stata fondata 12 anni fa proprio per donare ausili e dispositivi a tecnologia avanzata non previsti dal Sistema Sanitario Nazionale (Asl) e che permettono di svolgere anche attività sportiva».

«Tornare sul palco di Ballando con le Stelle – continua la Versace – è stato come un tuffo al cuore, perché i suoi studi sono stati la mia seconda casa per diversi mesi e poi perché grazie a questa trasmissione, che mi ha regalato immense emozioni, ho potuto dimostrare che anche una persone senza gambe può partecipare e (vincere) in una competizione dove le gambe sono protagoniste. Ringrazio di cuore Milly Carlucci e tutta la famiglia di Ballando con le Stelle che ci hanno permesso di mandare ancora una volta un messaggio importante: guardare alla disabilità con normalità». (rrm)

Giusy Versace da Papa Francesco per i 120 anni dell’Unitalsi

Era presente anche Giusy Versace all’udienza con Papa Francesco in Vaticano, organizzata e promossa dall’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), in occasione dei festeggiamenti per i 120 anni della fondazione dell’Associazione, e di cui la Versace è volontaria.

Il Pontefice ha rivolto agli unitalsiani un discorso in cui ha tracciato le linee guida dell’operato dell’Associazione, ha tratteggiato lo stile del servizio e definito, partendo dal pellegrinaggio e dai simboli del pellegrino raffigurati nel logo del 120°, la dimensione di quella “relazione di aiuto” che è la base del carisma della nostra associazione.

Al termine dell’incontro il presidente nazionale, Rocco Palese, ha espresso a nome di tutta l’Associazione il ringraziamento al Pontefice per il sostegno che da sempre offre all’Unitalsi, per l’ispirazione che dalle parole del santo Padre l’Associazione quotidianamente trae per essere strumento di pace, di amore, di giustizia e di speranza e per diventare sempre più operatori e testimoni credibili. Un saluto affettuoso il Presidente lo ha voluto rivolgere in particolare anche a Giusy Versace, Carlotta Mantovan e Annalisa Minetti amiche e testimonial che non hanno voluto mancare a questo importante anniversario.

«Dopo aver saltato il pellegrinaggio di settembre a Lourdes per via dell’intervento alla gamba che mi ha costretta in ospedale, non potevo e non volevo mancare a questo importante appuntamento, seppur con le stampelle. E’ stato un incontro magico, un’emozione fortissima – ha dichiarato la Versace – Non è la prima volta che incontro Papa Francesco, ma ogni volta è sempre un’emozione nuova perché quest’uomo ha un carisma naturale. Anche se è apparso sofferente, mi ha colpita la generosità con cui si è offerto a tutti noi, facendo persino il giro in sedia a rotelle per salutare tutte le persone presenti in carrozzina. Ringrazio per quest’opportunità l’Unitalsi, con la quale entrai in contatto per la prima volta nel 2006, l’anno dopo l’incidente, quando decisi di andare a Lourdes in pellegrinaggio. Ho conosciuto questa splendida realtà e subito è scattata in me la voglia di mettermi a loro servizio. Ho compreso che aiutare gli altri aiuta principalmente noi stessi, e sono davvero felice quando riesco ad unirmi ai volontari, occasioni ormai purtroppo davvero rare per via dei moltissimi impegni che mi vedono coinvolta. Anche questa giornata, che sono felice di aver condiviso con due donne straordinarie come Annalisa e Carlotta, mi ha regalato nuova linfa e ha impreziosito questi giorni di festa che ci approcciamo a vivere. Il mio auspicio è che con il Natale tutti possano imparare ad aprire i propri cuori». (rrm)

Giusy Versace dà il via alla staffetta paralimpica di Alex Zanardi “Obiettivo Tricolore”

E’ partita domenica 10 settembre da Cortina d’Ampezzo la quarta edizione di Obiettivo Tricolore, la grande staffetta ideata da Alex Zanardi come simbolo di ripartenza dopo il lockdown nel 2020.

Un entusiasmante viaggio di 22 tappe e 1.600 km, da Cortina d’Ampezzo a Parigi (arrivo domenica 1 ottobre), nei quali 70 atleti paralimpici si passeranno il testimone in sella ad handbike, biciclette, carrozzine olimpiche, di corsa e canoa per promuovere lo sport paralimpico.

Giusy Versace ha voluto dare anche quest’anno il suo contributo alla manifestazione, non solo per l’amicizia che la lega ad Alex Zanardi e alla sua famiglia, ma soprattutto per il grande valore di promozione sociale e culturale che Obiettivo Tricolore incarna.

«Sono felice di aver dato il via a questa manifestazione che ritengo essere molto importante per la sua capacità di promuovere lo sport paralimpico in tutte le sue forme. Quest’anno, l’evento assume anche un significato ancora più importante, perché unisce in un lungo abbraccio due città olimpiche come Cortina d’Ampezzo e Parigi, la prima sede dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali nel 2026 e la seconda di quelli estivi nel 2024. Faccio un grosso in bocca al lupo ai 70 atleti che percorreranno quest’affascinante viaggio e invito tutti a scendere lungo le strade e ad incitarli… ne avranno di sicuro bisogno!» – così Giusy Versace.

La staffetta è partita domenica 10 settembre da Corso Italia a Cortina d’Ampezzo, in direzione Conegliano (110 km) con i paraciclisti Michele Grieco, Massimo Salmaso e Jacopo Garrone. Gli atleti, in 3 settimane, attraverseranno Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta per poi oltrepassare le Alpi sul Piccolo San Bernardo e far ingresso in Francia nel dipartimento dell’Alta Savoia. A questo punto il percorso attraverserà le regioni della Alvernia-Rodano-Alpi, della Borgogna-Franca Contea e Ilê-de-France, con tappe a Bourg Saint Maurice, Annecy, Bourge en Bresse, Chalon sur Saône, Semur en Auxois (centro di preparazione del ciclismo su strada per i giochi olimpici del 2024), Auxerre, Sens, Brie Comte Robert e, infine, Parigi, il cui arrivo è previsto domenica 1 ottobre.

La partenza della quarta edizione di Obiettivo Tricolore è stata salutata anche da una serie di altri eventi collaterali come la presentazione del libro “Paralimpici” scritto dal maggior esperto di sport paralimpico, il giornalista della Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera Claudio Arrigoni, e il gemellaggio con l’importante rassegna enogastronomica “The Queen of Taste” e che ha visto la Versace brindare assieme al campione di discesa Kristian Ghedina.

«E’ sempre bello ascoltare l’amico Claudio Arrigoni quando racconta le storie di atleti e atlete paralimpiche che hanno scritto pagine importanti di questo sport e reputo che il suo libro sia stato d’ispirazione per molti ragazzi. Trovo che sia molto importante continuare ad ispirare i giovani e soprattutto stimolare le persone con disabilità ad avvicinarsi alla pratica sportiva» – conclude la Versace. (rrc)

Giusy Versace presenta in Senato la “Run for Sla”

Anche Giusy Versace sostiene la “Run for Sla”, la staffetta della solidarietà che raccoglie fondi a favore della ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica.

La vicepresidente della commissione cultura al Senato e atleta paralimpica Versace ha presentato ieri l’iniziativa al Senato, assieme a Marco Roma, cofondatore e responsabile dell’organizzazione e Fabrizio Amicabile, l’ultra runner mantovano, supporter dell’iniziativa e protagonista di molte imprese sportive benefiche.

La corsa partirà da Agrigento il 28 agosto e arriverà a Venezia 13 settembre, dopo aver percorso 1.800 km, attraversato 10 regioni e 16 tappe.

Protagonisti saranno oltre 340 runner di numerose associazioni sportive hanno già confermato la partecipazione all’iniziativa, con l’obiettivo di far conoscere la patologia e sensibilizzare un pubblico più ampio possibile, sull’importanza di sostenere la ricerca e i servizi di cura e assistenza, atti a migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie.

Ad ogni tappa saranno allestiti dei villaggi che coinvolgeranno esperti, testimonianze, associazioni, aziende e istituzioni del territorio con il supporto logistico anche delle forze armate.

«La Run for Sla è una bellissima iniziativa che ho voluto presentare ieri in Senato per ricordare quanto lo sport prestato al sociale aiuti a lanciare e rafforzare messaggi di speranza e inclusione. Una grande opportunità anche per un rilancio turistico e delle eccellenze enogastronomiche, artistiche e culturali del nostro Paese. Un ringraziamento speciale all’amica Donata Bertazzi che mi ha coinvolta, a Marco Roma organizzatore dell’evento e agli ospiti intervenuti come il Prof. Massimo Filippi, direttore dell’Unità di Neurologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, il Gen. Massimo Cicerone, comandante del Comando Supporti Enti di Vertice dell’ Aeronautica Militare, Giuseppe Messina del Csi Agrigento, Denis Cornello di Coldiretti Latina e Giovanni Gravili, referente parlamentare per la disabilità» – queste le parole di Giusy Versace. (rrm)

Giusy Versace premiata al Galà delle Eccelenze italiane

L’atleta paralimpica Giusy Versace è stata premiata al Galà delle Eccellenze Italiane, giunto alla quinta edizione e svoltosi nel ristorante La Pergola di Roma.

Il Premio, ideato dal giornalista e storytailor Piero Muscari, è dedicato a storie di coraggio, passione e identità dell’Italia che vale, è stato conferito, oltre alla Versace, anche ad Al Bano, Giovanni Fileni, Piero Lissoni, Paolo Tramontano e Bruno Vespa.

I vincitori sono stati selezionati da un comitato presieduto da Michelangelo Tagliaferri uno dei maestri della comunicazione italiana, e composta da Piero Muscari, dalla giornalista Rossana Luttazzi, da Daniela Rambaldi della Fondazione Carlo Rambaldi, dallo Chef Heinz Beck, da Maria Rosaria Gianni (caporedattore sezione cultura del Tg1), da Aldo Cingolani (Bertone Design), dall’ex campione di pugilato Patrizio Oliva e dal chitarrista dei Pooh e oggi solista di successo Dodi Battaglia.
Giusy Versace è stata premiata da Pierfrancesco Rimbotti, fondatore e Ceo di Infrastrutture Spa, e ha ricevuto in premio una preziosa scultura realizzata ad hoc dal noto artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo e un quadro con incisa la motivazione: «Anche se la tua vita si spezza a metà, non rammaricarti di quanto hai perso. Sii grato, piuttosto, di quello che hai e non arrenderti mai».
Intervistata da Piero Muscari, la Versace si è raccontata al pubblico, ripercorrendo i momenti più belli e i più difficili della sua ‘seconda vita’ (dall’incidente del 2005 nel quale perse entrambe le gambe ad oggi), con una narrazione ricca di pathos che ha commosso il pubblico e strappato molti applausi.
«Sono onorata di aver ricevuto questo premio al fianco di personaggi così illustri, le cui storie di coraggio e di successo – ha detto Versace – rappresentano uno stimolo importante anche per le nuove generazioni. Riconoscimenti come questi danno ancora più valore e significato al mio costante impegno, sia in politica che fuori, nell’adoperarmi per rendere la nostra società più inclusiva. Ringrazio Piero Muscari e tutto il suo staff per l’eccellente organizzazione di questa serata e per le grandi emozioni che ci ha regalato attraverso il racconto di ‘Eccellenze Italiane’».

Giusy Versace premiata al Festival di CulturaIdentità di Vibo Valentia

Importante riconoscimento per l’atleta paralimpica Giusy Versace, che è stata insignita del Premio CulturaIdentità per l’impegno nel sociale, nel corso della sesta edizione del Festival CulturaIdentità di Vibo Valentia.

Versace si è detta «felice di ricevere questo premio che avvalora ancora di più il mio impegno nel sociale, in una splendida cornice come il Porto di Vibo Valentia e insieme all’amico Edoardo Sylos Labini, che nel 2017 è stato anche regista del mio spettacolo teatrale Con la testa e con il Cuore si va ovunque».

«Durante la serata – ha proseguito – è emersa la forte identità della nostra Calabria, dalla Magna Grecia ad oggi, ma soprattutto sono orgogliosa di come abbiano ricordato Gianni Versace, del quale quest’anno ricorrono i 25 anni dalla morte, uomo che è stato capace di portare nel mondo l’influenza e la tradizione di questa terra e che ha avuto il coraggio di osare anche nelle sue collezioni, lasciando un’impronta indelebile. Mi sono allontanata dalla Calabria quando avevo vent’anni, andando a vivere prima a Londra e poi a Milano, ma appena posso torno a casa, non solo perché qui vivono i miei genitori, ma perché qui ci sono le mie radici e porto questa identità, con orgoglio, con me ovunque io vada».

La grandezza di Gianni Versace è stata rievocata in un video messaggio trasmesso sugli schermi dal fratello Santo Versace, che ha ricordato gli esordi nella sartoria della mamma Franca fino alla scelta della Medusa, figura mitologica greca, come logo del brand.

Nel corso del Festival è stato conferito anche il Premio CulturaIdentità Cinema a Giorgio Serafini, che nel 2007 diresse la serie di successo Rai ambientata sulle coste calabresi Gente di Mare e la serata è stato intrattenuta dalla comicità e dalla simpatia dell’attore calabrese Gigi Miseferi e dalla musica popolare di un gruppo molto amato sul territorio, gli Hantura. (rvv)

La onlus Disabili No Limits di Giusy Versace alla 35esima Venicemarathon di Venezia

La Onlus Disabili No Limits della reggina Giusy Versace ha aderito all’importante raccolta fondi legata alla 35esima Venicemarathon & 10K, in programma domenica 24 ottobre a Venezia, per continuare a donare protesi di tecnologia avanzata e ausili sportivi non concessi dal Servizio Sanitario Nazionale a persone con disabilità che vogliono iniziare a fare sport.

La raccolta fondi è già aperta e attiva sul circuito Rete Del Dono a questo link, e l’obiettivo di raccolta è di 5.000 euro. Le donazioni sono libere e spontanee, ma il principio che regola questo meccanismo di raccolta è il personal fundraising, ovvero runners che diventano ambasciatori della causa e si attivano, attraverso una rete di amici e parenti, per raccogliere il maggior numero di fondi.
Giusy Versace sta mettendo insieme una squadra di amici atleti dal cuore grande e dall’anima generosa. Molti sono gli sportivi, amputati e non, provenienti da tutta Italia che hanno accolto con piacere il suo invito.
La Disabili No Limits sarà presente con uno stand dedicato al Venicemarathon Exposport del Parco San Giuliano di Mestre, nella giornata di sabato 23 ottobre. Qui, tutti gli interessati potranno conoscere da vicino la realtà della onlus ed i progetti in corso, ma anche raccogliere uno scatto e un autografo di Giusy.
Tra questi, ci sono tante belle storie da raccontare, come quella di Moreno Pesce, il 48enne di Noale (Ve) che dopo aver perso una gamba in un incidente in moto all’età di 21 anni, ha ritrovato lo stimolo per vivere la vita appieno anche senza una gamba grazie alla montagna che lo ha profondamente ispirato e mostrato che non esistono limiti fisici. Moreno ha così iniziato a scalare le vette più alte: ultime in ordine cronologico sono la Marmolada, la Tre Cime di Lavaredo e il Monte Civetta. Nel 2020 è stato eletto atleta paralimpico dell’anno dalla Gazzetta dello Sport e nel 2018 ha partecipato alla Venicemarahon, in quella famosa edizione in cui l’acqua arrivava alle ginocchia e diventava un’impresa anche solo non perdere l’equilibrio e mettere un piede dopo l’altro.
Insieme a Moreno Pesce a Venezia correranno un gruppo di altri atleti amputati con la passione per l’alpinismo come il 64enne biellese Loris Miloni, il 48enne torinese Salvatore Cutaia e il 43enne milanese di origini moldave Constantin Bostan, atleta che nel 2016 ricevette proprio in dono dalla Disabili No Limits una protesi d’arto inferiore che gli permise di abbandonare le stampelle ed iniziare una nuova vita da maratoneta e trail runner. A loro, si aggiungono il 52enne milanese Massimo Cavenago ed il 46enne padovano Alessandro Vianello. Questi atleti sono noti nel mondo dei Trail e delle Vertical Race come “Team3gambe”.
Anche il molisano Nicola Di Silvio, podista dal grande cuore e vocato a trasformare ogni sua gara in una missione solidale, si è unito alla chiamata della Versace per formare una squadra di runners che correrà a favore del Disabili No Limits. Tra questi, c’è anche il 25enne corregionale Gianmatteo Punzurudu, amputato ad ambedue le gambe a causa di una meningite e campione paralimpico del lancio del peso, del disco e del giavellotto.
Saranno, inoltre, al via con t-shirt e pettorale della Disabili No Limits Rachele Sangiuliano, l’ex pallavolista azzurra di Noventa di Piave, l’ex assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, un gruppetto di atleti del Csi di Vicenza e alcuni dipendenti di Cattolica Assicurazioni.
«Torno sempre con piacere a Venezia e alla Venicemarathon – ha dichiarato Versace – dove ormai mi sento di casa e grazie alla quale nel 2019 ho raccolto più di 8.000 euro, fondi utilizzati per donare una protesi da corsa ad un militare con la quale ha iniziato a fare sport, e una protesi per uso quotidiano donata ad un ragazzo pugliese che aveva espresso il desiderio di cominciare a praticare attività sportiva».
«Quest’anno, tra l’altro – ha spiegato – la Disabili No Limits compie 10 anni di attività e proprio quest’estate, per festeggiare questo importante traguardo, abbiamo affiancato la grande staffetta ideata dall’amico Alex Zanardi, Obiettivo Tricolore, allestendo in 5 piazze italiane dei villaggi dello sport paralimpico per accompagnare e supportare gli atleti di Obiettivo 3 che hanno pedalato lungo lo stivale».
«È stato una sorta di tour promozionale – ha concluso – grazie al quale abbiamo avvicinato diversi curiosi e stimolato nuove persone. Anche la Venicemarathon sarà un modo per festeggiare il nostro decimo compleanno e lo faremo in compagnia di amici e appassionati sostenitori che in questi anni ci hanno dato fiducia e sostenuto i nostri progetti». (rrm)

Alla reggina Giusy Versace il premio “Candido Cannavò”: È la prima donna e atleta paralimpica a riceverlo

Prestigioso riconoscimento all’atleta paralimpica reggina Giusy Versace, a cui è stato conferito il Premio ‘Candido Cannavò’, dedicato all’ex direttore della Gazzetta dello Sport, istituito 10 anni fa su volontà dei Circolo per ricordare i principi morali da sempre sostenuti dal grande giornalista.

Un riconoscimento, quello assegnato alla Versace, in quanto è la prima donna e atleta paralimpica a ricevere il Premio per «non solo testa, non solo cuore, esempio poliedrico e indiscusso di successi, sempre pronta a nuove sfide per grandi traguardi» si legge nella motivazione.

A consegnare il Premio, al Circolo Navigli Artisti e Patriottica di Milano, il figlio Alessandro Cannavò e il giornalista Claudio Arrigoni. Era presente anche la moglie dell’ex-direttore, Franca Cannavò.

«Sono davvero onorata  – ha dichiarato la Versace – e felice di essere la prima donna a ritirare questo importantissimo riconoscimento e ringrazio per le belle parole spese nei miei confronti dai presenti, parole che mi ricaricano di energia. Sono molto emozionata, perché il libro di Candido E li chiamano disabili…, che mi fu regalato appena uscita dall’ospedale, è stato per me illuminante. Mi ha aiutata ad approcciarmi a questa nuova vita con occhi nuovi e diversi».

«Successivamente – ha aggiunto – ho avuto anche l’onore di conoscerlo di persona, un incontro che porto ancora nel cuore. Ritirare un riconoscimento in suo ricordo non può che inorgoglirmi e darmi ulteriore spunto per andare avanti su questa strada, nella speranza che quello che faccio, attraverso il mio impegno sportivo, polito e sociale, possa accelerare quel cambiamento culturale necessario nei confronti di chi vive con disabilità». (rrm)

L’installazione fotografica ‘I Muri del Silenzio’ della reggina Giusy Versace in mostra a Gorla Superiore (VA)

Fino al 29 maggio, a Palazzo Terzagli di Gorla Maggiore (VA), l’installazione fotografica I muri del silenzio realizzato dalla deputata reggina Giusy Versace e ideato dalla fotografa Mjriam Bon a sostegno delle donne vittime di violenza.

L’esposizione, dunque, composta da 21 fotografie che ritraggono in primo piano i volti di persone – note e meno note del mondo dello spettacolo, della politica, donne vittime di violenza e persone comuni – nel gesto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca a voler significare non vedo, non sento e non parlo, vuole essere uno strumento di denuncia verso ogni forma di omertà uditiva e visiva, che costringe a tacere chi subisce violenza. Sono i muri di chi non vede o di chi fa finta di non vedere, i silenzi di chi non parla perché ha paura, perché si vergogna.

«Siamo onorati – ha dichiarato il sindaco Pietro Zappamiglio – di ospitare la mostra I Muri del Silenzio, con cui vogliamo sensibilizzare i nostri concittadini e tutto il territorio su un tema così attuale quanto tragico. Girarsi dall’altra parte e fingere di non vedere o non sapere, ci rende complici e non aiuta a risolvere il problema. Un paese evoluto e che guarda al futuro non può tollerare i comportamenti di cui siamo testimoni quotidianamente anche attraverso i racconti dei media. Insieme, diciamo con forza no a qualsiasi forma di violenza sulle donne».

Felici anche di questa nuova occasione anche le ideatrici del progetto Giusy Versace e Mjriam Bon: «Questa installazione – ha spiegato la Versace – è il prosieguo di un progetto importante, nato nel 2019, che desidero far diventare itinerante per tenere accesi tutto l’anno i riflettori su questo grave problema sociale. Ringrazio per la disponibilità il sindaco Zappamiglio e gli assessorati convolti per l’accoglienza e la disponibilità. Sono felice che, grazie all’entrata in vigore della Zona Gialla’ in Lombardia, potremo dare la possibilità al pubblico di accedere alla mostra, seppur in maniera contingentata».

«Ciò che mi rende felice – ha detto Mjriam Bon – è l’idea di dare continuità ad un progetto che oggi più che mai, colpisce la parte più intima e fragile delle persone. Sono sicura che anche grazie alla forza della fotografia, attraverso una mostra itinerante che giri l’Italia e sensibilizzi gli italiani, partendo dai più piccoli, passando attraverso scuole e comuni, si possa riuscire ad abbattere l’omertà e la paura che circondano queste violenze».

Oltre alla stampa, erano presenti anche alcuni esponenti del centro d’ascolto ed accompagnamento per donne vittime di violenza Icore di Gorla e del servizio antiviolenza di Busto Arsizio E.va Onlus, che hanno sottolineato l’importanza di un’iniziativa come questa per mantenere alta l’attenzione.

I Muri del Silenzio è anche un libro fotografico in edizione limitata, legato ad una raccolta fondi destinata a donne che hanno subito violenza, per aiutarle a ricostruirsi una nuova vita. (rrm)

‘I muri del Silenzio’, l’installazione fotografica a Milano di Giusy Versace

Fino al 31 marzo, al Palazzo Lombardia, a Milano, si potrà visitare l’installazione fotografica I muri del silenzio ideato da Mjriam Bon e realizzato dall’atleta paralimpica e parlamentare reggina Giusy Versace.

Il progetto è stato presentato, insieme al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, e vuole essere uno strumento di denuncia verso ogni forma di omertà uditiva e visiva, che costringe a tacere chi subisce violenza. Sono i muri di chi non vede o di chi fa finta di non vedere, i silenzi di chi non parla perché ha paura, perché si vergogna.

Il progetto è nato nel 2019 sotto forma di mostra fotografica allestita alla Camera dei Deputati a Roma. Lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è diventato un libro fotografico in edizione limitata, che ha avviato una raccolta fondi da destinare a donne che hanno subito violenza, per aiutarle a ricostruirsi una nuova vita.

Sono 21 le fotografie esposte, che ritraggono in primo piano alcuni dei 75 volti protagonisti del libro. Persone note e meno note del mondo dello spettacolo, della politica, donne vittime di violenza e persone comuni nel gesto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca a voler significare non vedo, non sento e non parlo. Un’espressione unanime e trasversale per dire: basta alla violenza, all’abuso e al silenzio.

L’iniziativa vuole dare, quindi, continuità ad un progetto in costante evoluzione che cerca di mantenere i riflettori accesi su un problema sempre più attuale.

«Sono orgoglioso – ha dichiarato il presidente Fontana – di aver prestato il mio volto e gli spazi di Palazzo Lombardia per questa installazione. I Muri del Silenzio tiene accesi i riflettori sul dramma sociale della violenza sulle donne acuito, senza dubbio, dalle misure restrittive ma ancora figlio, purtroppo, di un retaggio culturale che dobbiamo abbattere con tutte le nostre forze. Questa è la giornata e l’occasione giusta per farlo! Buon 8 marzo a tutte le Donne».

«Questa installazione – ha spiegato la Versace – è il prosieguo di un progetto che ho a cuore e che ho contribuito a far crescere. Devo ringraziare per questo anche Regione Lombardia, che già lo scorso novembre aveva accolto favorevolmente il progetto del libro, e che oggi ci accoglie in una giornata così significativa come l’8 marzo. Per via delle misure restrittive, non è stato possibile allestire una vera e propria mostra aperta al pubblico, ma auspico, e non escludo, che si possa organizzare nei prossimi mesi, appena sarà possibile. Penso sia un dovere di ognuna di noi aiutare le donne che hanno subito violenza e continuare a parlare di quanta strada ci sia ancora da fare per una piena inclusione».

«Nel mio piccolo – ha aggiunto – lo faccio da anni assieme all’amica Jo Squillo per il progetto Wall of Dolls –  il muro delle bambole, un’installazione presente in sei città italiane ,e che continua a crescere, con lo scopo di sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni al rispetto per la vita, per se stessi e per gli altri».

Costante è anche l’impegno dell’artista Mjriam Bon: «Sono molto felice di dare continuità, attraverso i miei ritratti, ad una tematica che dovrebbe essere sotto i riflettori ogni giorno. Non dobbiamo mai abbassare la guardia. Mai far finta di non vedere o non sentire. Si deve parlare sempre. Abbattere il muro dell’omertà. Non ci deve più essere paura né vergogna». (rrm)

( credit foto; Lombardia Notizie)