L’OPINIONE / Domenico Mazza: La Statale 106 sempre più lontana dai piani del Governo

di DOMENICO MAZZA – Come sovente accade, anche nell’ultimo Consiglio dei ministri, la vicenda riguardante la Statale Jonica è rimasta al palo. Probabilmente i luttuosi eventi che, a ciclica cadenza, rimandano agli onori della cronaca la tristemente nota “Strada della morte”, non hanno sortito alcun senso di colpa nei riguardi di uno Stato che ha preferito trasformare un luogo, lo Jonio, in un non luogo.

Una strada che da Sibari in giù è patria di nessuno. Una roulette russa, dove bisogna affidarsi alla provvidenza prima di percorrerla. Ci vantiamo tanto di aspirare alla normalità eppure di normale sullo Jonio è rimasto poco, se non nulla.

Certo è che siamo in Calabria, una Regione che nei suoi 50 anni di vita ha fatto del compromesso la sua ragione di vita. Una Regione che ha svenduto, parte del suo popolo in cambio di qualche obolo. La stessa porzione di popolo che a furia di ricevere brandelli di scarti ora è talmente abituata agli avanzi, da scambiarli per succulenti piatti da portata. Un concetto di regionalismo deviato, distorto, volutamente sbilanciato e foriero di interessi centralisti opposti a periferizzazione di altre aree.

Eppure, basterebbe percorrerla quella striscia di catrame conglomerato per accorgersi di quanto sia intollerabile che nel 2021 oltre al meta del popolo calabrese sia trattato da pezzente.

Un milione di persone che da Sibari a Reggio Calabria, vivono l’indigenza della mobilità, non conoscono cosa sia la sicurezza, avvertono di essere trattati da inferiori, in virtù di una non meglio definita appartenenza a dinamiche avulse ai processi dei centralismi.

Solo pochi chilometri dei circa 350 che distanziano Sibari dallo Stretto, risultano adeguati ai moderni standard, per il resto la strada si presenta, per lo più, larga 6 metri e con svincoli ed accessi abusivi.

E, mentre altrove si programmava l’ammodernamento di una strada che già era a 4 corsie, sulla Jonica ci hanno infestato di rotonde, con la scusa di elevare così gli standard di sicurezza, ma con la consapevolezza di averla resa arcor più pericolosa di quanto non fosse un ventennio fa: una ginkana, una corsa ad ostacoli, una processione di dolore, un martirio di flagellazione degno del rito dei Battienti. Un cimitero senza nome, un olocausto di Stato. Ben 750 sinistri negli ultimi 25 anni con circa 1000 vittime! È come se la Statale Jonica avesse cancellato dalle mappe un borgo calabrese, mentre sulla A2, il dato dei sinistri, nello stesso periodo, scende a poco più di 75.

E, come se non bastasse, in ossequioso rispetto delle dinamiche centraliste, si destinano circa 10miliardi per l’Av SA-RC, mentre lo Jonio non è meritevole neppure di qualche centesimo.

Evidentemente, la vita delle popolazioni della Magna Graecia, vale meno di quanto non valga quella dei residenti nelle aree del centralismo, altrimenti non si spiegherebbe perché uno Stato, distratto ed assente, ed una politica accondiscendente ai desiderata dei centri del potere, abbia fatto di tutto per non fare niente.

Ed il risultato è che oggi lo Jonio è niente. È polvere! Nella più completa e totale ignavia dei più, nel menefreghismo delle elite multicasacca che hanno tutelato il piccolo particolare, dimenticando che il benessere della cosa pubblica è, di riflesso, il benessere di tutti, anche di costoro. (dm)

Basta Vittime sulla ss 106, dal Terzo Consiglio dei ministri neanche un centesimo per la Statale 106

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha denunciato che, nemmeno dopo il terzo Consiglio dei ministri, non ci sono fondi da destinare alla strada statale 106.

Il Consiglio dei ministri, infatti, nel corso della seduta – svoltasi in videoconferenza – ha approvato  l’aggiornamento 2020 del Contratto di Programma 2016-2020 tra Mims e Anas con le risorse assegnate al Fondo Unico Anas per 1,017 miliardi di euro e al Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese per 1,253 miliardi di euro, destinando tali risorse solo per la manutenzione peraltro già programmata di interventi di ripristino della viabilità nelle aree interessate dagli eventi sismici del 2016 e altri interventi.

«Ha espresso – viene spiegato in una nota – parere favorevole sull’aggiornamento per gli anni 2020 e 2021 del Contratto di Programma 2017-2021 – parte Investimenti tra il Mims e Rete Ferroviaria Italiana SpA confermando i nuovi interventi previsti che consentiranno di ridurre il gap infrastrutturale Nord-Sud, deliberando 9,4 miliardi per l’Aalta Velocità/Alta Capacità Salerno-Reggio Calabria. Ha approvato il nuovo progetto definitivo del “Completamento dello schema idrico Basento-Bradano (in provincia di Taranto): attrezzamento settore G”, ai fini del rinnovo del vincolo preordinato all’esproprio (VPE) e della dichiarazione di pubblica utilità (Dpu)».

«Informative importanti – ha spiegato l’Odv – sono state all’attenzione del Cipe, seppure non hanno comportato l’adozione di una delibera sul Terzo Valico dei Giovi, la Linea ferroviaria AV/AC Verona – Padova e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Il Direttivo evidenzia che, nel secondo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi, non vi è alcuna traccia relativa ad interventi, finanziamenti o proposte che possano riguardare in qualsiasi modo la strada Statale 106 in Calabria».

«Il Direttivo dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – conclude la nota – continuerà ad informare correttamente e con serietà tutti i cittadini calabresi – come accade ormai da anni – i quali hanno il diritto, oltre la demagogia politica e la propaganda della “politica politicamente” che strumentalizza il tema della Statale 106 in vista delle elezioni regionali, di conoscere gli atti ufficiali, formali e sostanziali e le scelte del Governo italiano che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria ed è per questo motivo che continueremo senza sosta a rendicontare tutte le future sedute dei Consigli dei Ministri affinché tutti, nessuno escluso, possano finalmente avere contezza della verità». (rrc)

Basta Vittime sulla 106, il Governo dimentica il Sud Soveratese: Non ci sono progetti

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha reso noto che «nell’ambito del summit l’Amministratore Delegato di Anas Gruppo FS Italiane (che è anche il Commissario nominato dal Governo per la Statale 106), ha innanzitutto affermato che dei 3 miliardi di investimenti previsti, ne sono ad oggi disponibili soltanto uno che riguarda il 3° Megalotto (ammodernamento tratto Sibari – Roseto Capo Spulico): gli altri 2 miliardi non ci sono e nessuno dice da dove e se arriveranno».

«Mentre – si legge in una nota – l’altro aspetto inquietante emerge quando vengono presentati gli altri interventi previsti:   Intervento CZ388 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 Radd. fra il Viadotto Coserie (Rossano) e la SS534 (Sibari): “Criticità: il tracciato della variante per gran parte della sua lunghezza è in affrancamento alla linea Ferroviaria e attraversa aree urbanizzate”. Persino l’Anas ammette quanto sia pericolosa questa proposta progettuale evidenziando che la criticità è legata all’attraversamento delle aree urbanizzate! Ci chiediamo: non era meglio finanziare e realizzare il progetto del Megalotto 8 realizzato i soldi dello Stato 20 anni fa? Intervento CZ372 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 fra il Km 309 (Mandatoriccio) ed il Km 329 (Rossano): “Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (in fase di avvio)”. Qual è il senso di presentare un “progetto” di cui manca persino lo studio di fattibilità?».

«‌Intervento CZ373 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 fra il Km 290 (Passovecchio – Crotone) ed il Km 309 (Mandatoriccio): “Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (da avviare)”. Stesso ragionamento: qual è il senso di presentare un “progetto” di cui manca lo studio di fattibilità? Intervento CZ391 – Variante al Megalotto 6 (Crotone – Simeri Crichi): “Progetto di fattibilità tecnico economica (in avvio). Criticità: l’opera non è ad oggi presente nella programmazione Nazionale”. In pratica il “progetto” non esiste perché ancora deve essere avviato lo studio di fattibilità e l’Opera su cui si sono già espressi i sindaci e due Province non è finanziato e non è presente nella programmazione Nazionale!».

«Il Direttivo dell’Odv – continua la nota – comprende bene che, ormai, tra due mesi in Calabria avranno luogo le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, ed è consapevole della forte perdita di consensi che, in questo momento, coinvolge la Lega ed il M5S, tuttavia trova mai tanto inaccettabili quanto oggi le strumentalizzazioni e la propaganda politica che i viceministri Morello (Lega) e Cancelleri (M5S), da settimane stanno promuovendo nell’assoluto contrasto con quanto afferma l’Anas Gruppo FS Italiane ed anche il Ministero delle Infrastrutture che nelle scorse settimane ad una circostanziata richiesta del nostro sodalizio ha categoricamente smentito l’esistenza di finanziamenti relativi alla Statale 106».

«Ad Alessandro Morelli ed a Giancarlo Cancelleri – continua la nota – vorremmo dire che, in Germania, i i viceministri si recano in uno dei sedici Land tedeschi solo quando c’è da inaugurare un’Opera o, quando, essa viene definitivamente finanziata: solo in Calabria ormai da un secolo assistiamo a passerelle di Vice Ministri che vengono ad annunciare il nulla ritenendo – lo ribadiamo – che i calabresi siano dei “coglioni”!».

«Il Direttivo dell’Odv “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – dice ancora la nota – intende, inoltre, evidenziare il degradante ruolo dell’informazione: incapace di proporre al “potente” di turno delle domande scomode; asservito ai proclami ed agli annunci di partito; interdetto nella sua capacità di approfondimento e di riscontro della verità. Con questa stampa in Calabria sarà davvero difficile far comprendere a chi ha il dovere ed il potere di cambiare le sorti della Statale 106 che i calabresi – lo ribadiamo per l’ennesima volta – non sono “dei coglioni”».

«Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, pertanto – conclude la nota – ribadisce l’assoluto totale dissenso nei confronti dei viceministri della Lega e del M5S che continuano ad offendere la dignità dei cittadini calabresi e conferma immutata la propria azione di denuncia ma, soprattutto, la determinata volontà di informare correttamente i cittadini calabresi che hanno il diritto sacrosanto di conoscere la verità oltre la propaganda, gli annunci, ed i fallimentari tentativi di chi al Governo vuole vendere fumo per raccogliere 4 voti alle prossime elezioni regionali». (rrm)

Pnrr, Nucera: Un furto senza precedenti che manda in fumo il futuro della Calabria e del Meridione

Il presidente del movimento La Calabria che vogliamoGiuseppe Nucera, ha criticato aspramente il documento ufficiale del Governo all’Unione Europea del Pnrr che, secondo un’analisi del prof. Gianfranco Vesti, destina al Sud soltanto il 10%, invece del 70% indicato inizialmente dalla Commissione, né il 40% ipotizzato in un secondo momento.

«Gli ascari romani, per usare l’espressione utilizzata da Giolitti, colpiscono ancora. Solo una classe politica così incompetente e del tutto asservita agli ordini che arrivano dal Governo, poteva permettere l’ennesimo scippo nei confronti del Mezzogiorno» ha detto Nucera, definendolo «un furto che non ha precedenti nella storia. Così si manda in fumo il futuro della Calabria e di tutto il Meridione».

«Il Movimento ‘La Calabria che vogliamo’, da mesi  – ha spiegato – conduce una battaglia forte e decisa sul tema del Recovery Fund e delle risorse che spettano al Sud, battaglia che ci ha visti arrivare sino alla Commissione Europea senza il supporto di alcun amministratore locale o deputato del Meridione».

«Il Governo italiano – ha evidenziato l’ex Presidente di Confindustria Rc – invece che favorire una rinascita del Sud, sviluppo utile a tutto il paese in un quadro di rilancio generale, pensa bene di saccheggiare il Mezzogiorno e portare al Nord le risorse che spettano alle regioni meridionali. Abbiamo una classe politica di accattoni, che come iene affamate si ciba dalla carcassa di un Sud sempre più abbandonato al suo destino».

«Se la riduzione delle risorse destinate al Meridione, dal 70% indicato dall’Ue arriverà davvero sino all’imbarazzante miseria del 10% – ha concluso – il Mezzogiorno naufragherà senza possibilità di appello. Con la responsabilità chiara ed inequivocabile di chi all’interno del Governo invece che recepire le indicazioni europee ha scelto in modo ponderato di condannare metà della popolazione italiana». (rrm)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Già erogati 60,5 milioni per sostegno attività aree interne

La sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «ad oggi stati erogati circa 60,5 milioni di euro sui 90 totali previsti per la prima annualità del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, che considero strumento fondamentale nella fase di ripartenza che stiamo affrontando».

«La ripartenza delle attività economiche – ha sottolineato – è in cima alla lista delle priorità del Governo Draghi” sottolinea la Sottosegretaria On. Nesci. “Superate le iniziali difficoltà legate alla novità della procedura abbiamo dato seguito ai pagamenti per tutti i 3.101 beneficiari della misura, 1847 già eseguiti e 1.254 in corso di esecuzione. Nell’ottica di un rafforzamento della SNAI, nel Fondo per il triennio 2020-2022 sono stati stanziati un totale di 210 milioni di euro. Stiamo lavorando a pieno regime per trasferire l’ultima parte di fondi ai Comuni, predisponendo le operazioni previste per le prossime due annualità».

«Proseguiamo – ha concluso – a monitorare l’avanzamento nell’erogazione delle risorse e l’efficacia delle misure». (rrm)

Il Coordinamento uniche Strutture Psichiatriche chiede l’intervento del ministro Speranza

Il Coordinamento uniche Strutture Psichiatriche ha inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, chiedendo l’immediato intervento non solo del ministro, ma anche del presidente del Consiglio, Mario Draghi, per le problematiche che incombono nel settore della psichiatria in Calabria.

Ciò affinché si convinca «il Commissario ad accettare nelle immediatezze l’incontro e, soprattutto, ad adottare, di concerto con Regione ed ASP, tempestivamente i provvedimenti richiesti. In mancanza si chiede al governo di provvedere alla nomina immediata di un commissario ad acta».

Il Coordinamento, inoltre, ha ricordato che «ad oggi permane lo stato di agitazione che proseguirà con tutti gli strumenti di protesta civile non essendo tollerabile la scellerata sufficienza con cui le istituzioni hanno sinora risposto alle gravissime problematiche create dall’ente pubblico. Si preannuncia altresì che si è dato avvio alla raccolta delle tessere elettorali che, in vista delle prossime tornate, saranno restituite al Presidente del Consiglio a sottolineare la totale mancanza di fiducia ingenerata dai comportamenti sinora tenuti dalle istituzioni».

«Il Ministero della Salute – si legge in una nota – guidato dal ministro Roberto Speranza, ha indetto, pochi giorni fa, una conferenza: Per una salute mentale di comunità. Importantissimi gli obiettivi enunciati : riaffermare il principio, come sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non c’è salute senza salute mentale, e che essa è condizione per lo sviluppo economico e sociale delle comunità; ribadire la responsabilità pubblica delle politiche per la Salute Mentale, per garantire in modo uniforme sul territorio nazionale il diritto alla cura e all’inclusione sociale; analizzare in maniera partecipata e trasparente il funzionamento dei servizi per la salute mentale, i modelli organizzativi, le risorse umane ed economiche impiegate, la qualità delle risposte ai bisogni di salute della popolazione e le pratiche per il rispetto dei diritti di cittadinanza; ripensare le politiche future, anche alla luce delle vulnerabilità emerse nel corso della pandemia, valorizzando le buone pratiche e assumendo come cornice di riferimento la salute mentale di comunità».

«Principi sacrosanti che, purtroppo – continua la nota – stridono, in diverse circostanze, con una gravissima ed imbarazzante realtà. Come quella dell’affidamento della gestione della sanità, quindi della psichiatria, in Calabria, ad opera del governo Conte e dello stesso ministro Speranza, trasformatasi in una farsa tragicomica degna delle migliori rappresentazioni messe in scena dal mitico Eduardo. Alla fine dal “cilindro magico” del governo e del Ministro è uscito il nome del commissario: Guido Longo. A questi il compito (così ingrato da essere oggetto di diversi e clamorosi rifiuti) di risollevare le sorti della Sanità in Calabria, compreso, se non in particolare, il settore della psichiatria che certo costituisce una sorta di “cartina al tornasole” per misurare il livello della qualità della pubblica amministrazione in un territorio».

«E non vi è dubbio alcuno che, sul versante dell’assistenza psichiatrica – prosegue la nota – la Calabria recita il ruolo di cenerentola sul panorama nazionale, potendo al più risultare in competizione con i paesi del terzo mondo. Come si può giustificare, in un paese civile, il blocco dei ricoveri nelle strutture psichiatriche nell’Asp di Reggio Calabria che perdura da 6 anni?  Un atto di estrema inciviltà, accompagnato da altre gravissime omissioni: il blocco delle spettanze ai soggetti che erogano le prestazioni, la scarsa o nulla considerazione verso gli utenti, i parenti ed i lavoratori che operano in questo delicatissimo settore».

«Con parametri dei servizi erogati (per numero e qualifiche degli operatori impiegati) fermi all’era ante Basaglia – dice ancora la nota –. Eppure, basterebbe poco per rimettere le cose in sesto: i pagamenti delle spettanze, così come lo sblocco dei ricoveri, rientrano nell’ambito delle prerogative costituzionalmente riconosciute, pertanto vanno attuati immediatamente e senza indugio.  È necessario portare a termine il processo di accreditamento in capo ai soggetti che da 30 anni gestiscono il servizio. Per la riconfigurazione dei servizi resi basterebbe ispirarsi ai modelli delle Regioni virtuose, attraverso un copia-incolla con ogni probabilità non confacente agli occulti obiettivi che hanno generato il teatrino dell’inefficienza, ma di certo sin troppo semplice da adottare».

«In atto gli interlocutori della vicenda – spiega la nota – sono il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, il Commissario dell’Asp, Gianluigi Scaffidi, ed il commissario alla Sanità della Regione Calabria, Guido Longo. Il coordinamento delle strutture psichiatriche ha chiesto più volte ai tre un incontro simultaneo, ai fini di stilare in unica riunione un documento programmatico condiviso sui temi in questione per la soluzione immediata delle problematiche emergenti».

«Ad oggi – conclude la nota – mentre i primi due interlocutori almeno hanno dato la loro doverosa disponibilità, permane il rifiuto all’incontro da parte del Commissario Longo. Non può essere accettato da questo coordinamento tale atteggiamento, proprio perché costituisce compito essenziale da parte del Commissario coordinare e rendere efficace ed efficiente l’azione della pubblica amministrazione nel settore. E la psichiatria in Calabria, proprio per colpa dei tre enti chiamati in causa, proprio per colpa del governo, compreso gli ultimi due esecutivi con Ministro alla Salute Roberto Speranza, è allo sfascio». (rrm)                                  

LA VERGOGNA DEI TIROCINANTI CALABRIA
BISOGNA SANARE SUBITO IL PRECARIATO

di PIETRO AMENDOLA – La situazione relativa ai tirocinanti in Calabria torna a far rumore. Oltre 7 mila lavoratori precari, “anomali”, continuano a non avere tutele previdenziali e retributive, in una condizione di incertezza che si protrae da parecchi anni. Negli ultimi giorni il tema è tornato di grande attualità, soprattutto in seguito ad alcune manifestazioni popolari di piazza.

La sede calabrese dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha pubblicato il 18 Giugno un comunicato ufficiale, nel quale viene evidenziata la preoccupazione per l’urgente questione relativa ai tirocinanti.  Per approfondire meglio l’argomento, abbiamo parlato con il presidente dell’Anci Calabria, Franco Candia, che ha tracciato il quadro attuale della situazione nella Regione.

Franco Candia
Il presidente ff. Anci Calabria Franco Candia

«Ci sono oltre 7000 tirocinanti che non hanno tutele e lavorano traendo reddito in forma parziale. Più di 5 mila sono impegnati nei Tirocini di Inclusione Sociale nei Comuni. In questo momento, evidenziamo nel nostro comunicato una carenza di personale. Noi, ancora, non abbiamo ultimato l’operazione di stabilizzazione dei lavoratori Lsu (Lavori Socialmente Utili ndr). Questa stabilizzazione porterà ad un abbassamento delle ore lavorative anche per questi ultimi, che venivano da un contratto a tempo determinato da 26 ore settimanali. Per inserire tutti i lavoratori nel percorso di stabilizzazione, si è scesi a 18 ore. Di conseguenza, ci sarà anche un abbassamento dei redditi per questi dipendenti e i Comuni registreranno una diminuzione della forza-lavoro. La nostra richiesta di poter studiare una contrattualizzazione per i tirocinanti va dunque incontro anche alla carenza di personale negli enti pubblici».

– Dopo la riammissione di alcuni emendamenti per il decreto “Sostegni bis”, la problematica dei tirocinanti dovrà essere necessariamente affrontata con un confronto a livello nazionale. Il consigliere regionale Antonio De Caprio ha parlato di una discussione anche con il Governo, e ha evidenziato l’ottimo lavoro degli onorevoli Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto, che hanno permesso la riammissione degli emendamenti e la riapertura del dialogo sul problema tirocinanti.

«Noi ci rivolgiamo alle forze parlamentari e al Governo per iniziative che possano risolvere determinate situazioni. Un confronto può essere utile per individuare nuove soluzioni e per chiarire i ruoli. All’inizio gli emendamenti del decreto “Sostegni bis” erano stati bloccati per un problema di pertinenza con il tema del provvedimento. Noi abbiamo richiesto anche una proroga di alcuni tirocini, per evitare una paralisi delle occupazioni dei lavoratori e delle attività negli enti pubblici. Con queste continue proroghe c’è il rischio di rendere questi tirocini eterni? È chiaro che questa situazione incancrenita sia presente. È importante avere un occhio per chi ha meno possibilità lavorative, come giovani e donne. Il concorso pubblico è essenziale per le occupazioni nelle pubbliche amministrazioni, ma negli ultimi anni c’è stato un blocco del turnover generazionale nei posti di lavoro. Inoltre, i servizi principali negli enti erano garantiti dai bacini dei dipendenti anomali, coloro che non sono stati tutelati per molti anni».

– La nota dell’Anci Calabria evidenzia anche le richieste e le possibili soluzioni per arginare questi problemi. In particolare lei, Presidente Candia, parla dell’importanza della distribuzione delle risorse.

«Auspichiamo una distribuzione più equa delle risorse a livello nazionale, che al momento sfavorisce la regione Calabria. Questa avveniva in proporzione alla spesa storica recente. È, invece, necessario basarsi sul fabbisogno effettivo di servizi sul territorio per comprendere meglio come attuare una distribuzione più equa. È anche una questione di buon senso e solidarismo. Per un periodo potrebbe esserci un trattamento diverso tra le regioni, ma sicuramente cruciale per compensare le evidenti problematiche in alcune zone del nostro paese. Si tratta di una soluzione, sostenuta dall’Anci, che avrebbe sviluppi positivi per tutta l’Italia. Fare dei tagli alle risorse o utilizzare il commissariamento sono due manovre che non potranno mai portare all’abbassamento del debito storico o alla risoluzione delle crisi occupazionali».

– Il Comune di Rende, guidato dal sindaco Marcello Manna, ha mandato una lettera al Premier Mario Draghi, ricevuta anche dall’Anci, per segnalare nuovamente la situazione complessa per i 7000 tirocinanti.

«Anche noi dell’Anci abbiamo ricevuto la lettera di Manna, che è membro del direttivo. Abbiamo avuto una serie di deliberazione dai comuni, chiamate dai sindaci e richieste da parte dei lavoratori. Noi non ci siamo concentrati nel comunicato sui singoli casi, perché la situazione è simile un po’ ovunque. Le testimonianze delle difficoltà sono numerose».

• Come commenta, infine, i segnali degli ultimi giorni, nei quali si sta tornando a parlare dei lavoratori anomali anche sul piano nazionale?

«Noi guardiamo, con fiducia, l’impegno dei parlamentari calabresi, che si spendono per fare luce sulle questioni concernenti la Regione. Se si mobilitassero tutti, ci sarebbe un’incidenza maggiore sulle azioni del governo. In questi giorni si è mosso qualcosa, anche in seguito alla segnalazione di Anci Calabria. Si sono registrate prese di posizione molto determinate da parte di lavoratori e gruppi sindacali, che hanno portato ad agitazioni in piazza. Se i tirocini restano fine a se stessi e non offrono effettivi sbocchi occupazionali, con gli attuali tirocinanti che non vengono contrattualizzati, prevarrà un senso di sconforto con danni sociali. Invece occorre offrire una prospettiva utile ai lavoratori e agli enti ospitanti, quindi alle comunità che beneficiano dei loro servizi». (pa)

Il ministro del Turismo Garavaglia: Bisogna lavorare molto sulle infrastrutture e sulla promozione

«La Calabria è una terra che ha tutto: mare, montagna, boschi. Qui si può sciare guardando il mare. Il nostro obiettivo è di allargare l’offerta turistica nel tempo e nello spazio» ha dichiarato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, nel corso dell’incontro, in Cittadella regionale, con il presidente f.f. Nino Spirlì.

«Il turismo – ha spiegato – va sempre di più verso l’esperienza all’area aperta e la possibilità, quindi, di avere una regione che offre tutto consente un’offerta a tutto tondo. Per quanto riguarda i borghi, servono due condizioni: poterli raggiungere e farli conoscere. Bisogna lavorare molto sulle infrastrutture e sulla promozione».

La Calabria – ha concluso Garavaglia – è particolarmente forte sulla promozione digitale. Questo settore dovrà essere coltivato e messo in rete nell’hub nazionale».

«È una giornata importantissima perché la grande industria del turismo aveva necessità di una boccata d’ossigeno, di una sferzata di energia e di una conferma di vicinanza da parte di questo governo» ha dichiarato Spirlì, aggiungendo che «il ministro Garavaglia  è stato così sensibile nell’accogliere fin da subito l’invito che gli abbiamo rivolto. È arrivato sui nostri territori, sta incontrando gli operatori del settore, si sta confrontando con questa Calabria che ha voglia, necessità e urgenza di attestarsi finalmente come una delle regioni più turistiche d’Italia».

«L’interesse, il lavoro, la grande competenza del ministro e la nostra disponibilità ci porteranno sicuramente – ha concluso Spirlì – a dare alla Calabria una effettiva strada da percorrere affinché il turismo, tanto decantato come sogno e progetto, oggi diventi una realtà e un risultato ottenuto». (rcz)

De Nardo (Fimmg Cz): Insensata la decisione di far stampare green pass ai medici di famiglia

Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro, ha criticato duramente la decisione del Governo «di riversare sui medici di medicina generale l’onere di stampare copie cartacee dei “green pass” Covid».

«Tale insensata decisione – ha precisato – non solo limiterebbe l’attività professionale dei medici di medicina generale, rivolta sia alla gestione del virus che alla presa in carico delle diverse cronicità, ma andrebbe a ledere e mortificare la loro dignità professionale. Le mansioni che prevedono la stampa delle copie cartacee dei green pass sono esclusivamente di natura impiegatizia, e non possono essere demandate al medico di medicina generale. E tale scelta scellerata cade proprio in un periodo in cui per la medicina generale i carichi di lavoro sono aumentati notevolmente, grazie alla disponibilità di qualificati professionisti che non lesinano energie e tempo per fronteggiare l’emergenza pandemica». 

«Pertanto – ha puntualizzato il dott. De Nardo – rimaniamo basiti di fronte a tali inopinate decisioni che attestano una palese carenza conoscitiva da parte degli organi decisionali, governo e funzionari, delle funzioni principali che la medicina generale è chiamata ad assolvere».

«Per tali ragioni, in sintonia con la segreteria nazionale, siamo pronti – ha concluso il segretario provinciale della Fimmg Catanzaro – ad intraprendere azioni volte a tutelare i nostri assistiti e la professionalità dei medici di medicina generale». (rcz)

Vono (IV): Elettrificazione linea ferroviaria jonica sarà completata entro il 2023

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha reso noto che l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica sarà completata entro il 2023.

«L’attenzione costante per il territorio – ha detto Vono — al di là delle promesse, garantisce valore alle nostre azioni. Ne è la prova la nomina da parte del governo di un Commissario per lo sblocco dell’elettrificazione della linea ferroviaria Jonica, frutto di un incessante lavoro di istanze e sollecitazioni dirette al ministro Enrico Giovannini durante le tante sedute delle Commissioni Lavori pubblici del Senato di cui sono vicepresidente».

La linea ferroviaria jonica, insieme a quella Trasversale delle Serre, rientrano tra le 44 opere che il Governo vuole sbloccare, per oltre 13 miliardi di euro, è stata inviata alle Camere per acquisire il parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti. Per accelerare la realizzazione di questa seconda tranche di opere è prevista la nomina di 13 commissari straordinari.

Lo schema di provvedimento, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili in attuazione della cosiddetta legge ‘sblocca-cantieri’ del 2019, segue la prima lista di 57 opere commissariate ad aprile scorso per un valore di 83 miliardi di euro e per le quali sono già online i rispettivi cronoprogrammi. Se il Parlamento esprimesse parere favorevole, diventerebbero 101 le opere commissariate, per un valore complessivo di 95,9 miliardi di euro, di cui 28,7 miliardi al Nord (30%), 27,2 miliardi al Centro (28%) e 40 miliardi al Sud (42%).

«Tenendo conto di criteri condivisi con le Commissioni parlamentari e con diverse istituzioni – si legge in una nota del Ministero – nell’istruttoria per l’individuazione delle ulteriori opere da commissariare sono state considerate prioritariamente quelle inserite in documenti di pianificazione strategica, in avanzato stato di progettazione, con un quadro finanziario definito e la cui realizzazione determina significativi impatti positivi dal punto di vista socioeconomico».

Previsti, dunque, 18 interventi sulla rete stradale,15 infrastrutture ferroviarie, 2 opere di trasporto rapido di massa per migliorare la mobilità urbana a Roma e Catania e 9 per presidi di pubblica sicurezza e, per quanto riguarda la ripartizione territoriale, 15 sono al Nord (per 7,1 miliardi di euro), 16 al Centro (2,4 miliardi di euro) e 13 al Sud (3,7 miliardi di euro).

«Con questa seconda lista che sottoponiamo all’attenzione del Parlamento, manteniamo l’impegno di avviare al più presto la realizzazione di opere ferme da tempo» ha detto il ministro Giovannini.

«Con questo secondo elenco presentato al Parlamento – ha spiegato ancora Giovannini – manteniamo l’impegno di velocizzare la realizzazione di opere attese da anni e di creare un sistema di verifica sullo stato di attuazione tramite la pubblicazione sul sito del Ministero dei relativi cronoprogrammi e degli stati di avanzamento. I Commissari, figure di alta professionalità tecnica e amministrativa e già attive in strutture pubbliche, potranno attivare procedure accelerate e semplificate, anche in deroga al codice degli appalti, ma nel rispetto delle regole a tutela dell’ambiente e del paesaggio».

«I Commissari – ha evidenziato il ministro – potranno contare sul supporto dell’unità di contatto creata presso il Ministero. Parallelamente, con il nuovo decreto sulle semplificazioni – ha aggiunto il Ministro – abbiamo aperto una nuova pagina velocizzando e ‘reingegnerizzando’ i processi autorizzativi e attuativi per realizzare le opere del Piano nazionale di ripresa e resilienza e non solo. In futuro – ha concluso il Ministro Giovannini – il ricorso ai commissariamenti dovrà essere un evento eccezionale, perché le nuove procedure dovrebbero permettere di realizzare le opere nei tempi previsti».

Il potenziamento del collegamento  Lamezia Terme – Catanzaro Lido, nella dorsale jonica, prevede il potenziamento infrastrutturale ed elettrificazione Lamezia-Catanzaro Lido Fase funzionale 1 – Potenziamento Lamezia Terme – Catanzaro Lido Fase funzionale 2 – Elettrificazione Lamezia Terme – Catanzaro Lido Elettrificazione Linea Jonica Fase funzionale 1 – Elettrificazione Catanzaro L. – Crotone Fase funzionale 2 – Elettrificazione Crotone – Sibari, per un costo di 315 miliardi. Il commissario straordinario indicato per l’opera è Roberto Pagone, dirigente Rfi.

Per quanto riguarda, invece, la Trasversale delle Serre, l’intervento prevede il completamento del collegamento Tirreno-Jonio e connessione delle aree interne con A2 Mediterranea e SS106 In particolare: – Tronco 2°: Lavori di costruzione della variante alla SS 182 – Lotto unico da Vazzano a Vallelonga – Tronco 5° – Lotto 3°bis – Bretella per Petrizzi – Riappalto a seguito rescissione contrattuale – Tronco 1° Autostrada A3 – Vazzano Lotto 1° Stralcio 1° completamento Superamento del cimitero di Vazzano – Tronco 1° Autostrada A3 – Vazzano Lotto 1° Stralcio 2° completamento Superamento del colle dello Scornari – SS182 Lavori di costruzione del Tronco 5 lotto 4 stralcio 1 e 2 compresa bretella di Satriano e del Tronco 5 lotto 5 dallo svincolo di Gagliato allo svincolo di Soverato, per un costo stimato di 292.483.137,88 miliardi di euro. Commissario straordinario dell’opera, è Eutimio Mucilli, dirigente Anas. (rrm)