DIVARIO ANCHE NEGLI ASILI NIDO DEL SUD
L’89% DEI BAMBINI NON PUÒ USUFRUIRNE

Di ORLANDINO GRECO – Ridurre i divari tra cittadini e tra territori non è solo la priorità nazionale per un’Italia più unita e più giusta, è la vera opportunità per riavviare uno sviluppo forte e durevole, per riprendere ad investire attivando potenziali  di crescita e innovazione inespressi, per creare opportunità di lavoro buono, in particolare per i giovani e le donne.

Questo è quanto espresso dal Ministero per il Sud nel Piano Sud 2030 ed è ciò che sotto indicazione della Comunità europea emerge dal Recovery plan. Tra gli obiettivi d’investimenti primari del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ci sono quelli di agevolare l’accesso ai servizi sanitari, educativi e culturali di qualità, abbattendo qualsivoglia divario tra le due realtà del Paese.

Ma, nuovamente, possiamo dire trovata la legge trovato l’inganno, infatti proprio tra i primi bandi di gara del Next Generation Eu, quello relativo al servizio degli asili nido, il Sud ricade in quel perpetrato inganno che: «se non hai asili nidi in un territorio e perché non ne hai bisogno». Così è stato nel passato, così è oggi! Le graduatorie pubblicate dal Ministero dell’Istruzione confermano ciò che si temeva nella ripartizione dei fondi ridistribuiti secondo quei parametri premiali in funzione di chi ha più elevati servizi storici. Ed ecco che, come ha sottolineato su Il Mattino Marco Esposito: «Persino a Milano che insieme a Torino, Genova, Parma, Varese e Novara, sono inseriti tra i Comuni svantaggiati e beneficiari di speciali finanziamenti in base alle graduatorie pubblicate ieri dal Ministero dell’Istruzione».

Dall’inchiesta emerge, inoltre, che al Meridione l’89% dei bambini che avrebbero diritto all’asilo nido non ne possono usufruire. Eppure, la questione dei criteri di assegnazione dei finanziamenti dei 700 milioni di euro messi a bando per la costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per servizi alla famiglia, era già stata posta all’attenzione dello stessa ministra per il Sud e Coesione territoriale, Mara Carfagna, la quale aveva sostenuto che attraverso un esplicito vincolo di destinazione territoriale i comuni del Sud sarebbero stati aiutati a competere ad armi pari con quelli del resto del Paese.

Effettivamente, lo stesso Ministero dell’Istruzione sottolinea che il 54,4% dei fondi è comunque andato al Mezzogiorno. Una seria perequazione infrastrutturale è alla base di quella giustizia sociale su cui un Paese democratico si fonda, ancora di più quando ad essere chiamati in causa sono servizi primari come la scuola e l’istruzione. Sempre nel Piano Sud 2030 le azioni maggiori sono rivolte ai giovani, partendo proprio dal contrasto alla povertà educativa minorile che passa attraverso la rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Ad essere commesso, quindi, è sempre il medesimo errore: l’iniqua distribuzione di risorse tra Nord e Sud ed è ciò che L’Italia del Meridione lo dice ormai da tempo, sostenendo e accreditandosi battaglie che mirano a stabilire equità e soprattutto a riportare il Meridione tra le priorità dell’agenda politica del governo.

Il problema sostanziale, oggi, è assicurare sì l’uniformità di servizi attraverso quel principio riconosciuto dalla Costituzione della perequazione ma, per far ciò, bisogna abbattere quei divari accumulati nel tempo e che necessitano d’interventi atti al recupero del gap dei fabbisogni standard, vincolati ancora alla spesa storica e con la deduzione che se i comuni del sud nel tempo non hanno aperto gli asili nido o istituito il servizio di trasporto scolastico o pubblico e perché non ne hanno bisogno.

Per una giusta ripartizione delle risorse è necessario, dunque, ricalcolare i fabbisogni standard di riferimento evitando l’ennesima beffa e l’ennesimo impianto assistenzialistico che non risolve le questioni di fondo e che al contrario continua ad alimentare quella “Questione” sempre più “invenzione” e non reale. C’è bisogno di una grande stagione di interventi straordinari per la ripresa del Mezzogiorno e oggi è il momento e l’occasione giusta per abbattere realmente quei divari che hanno compromesso non soltanto la crescita e lo sviluppo del Meridione ma dell’intero Paese.

Fondamentale, allora, diventa la forza politica che il Sud riesce ad esprimere attraverso movimenti liberi come L’Italia del Meridione, che sono espressione nell’azione e nei progetti di concetti chiari per battaglie che devono essere condivise in virtù di quell’Unione di fatto e d’intenti di cui questo Paese difetta ma che non ha più scuse per rimandare. (og)

Orlandino Greco è segretario federale de L’Italia del Meridione

Alla Calabria 13 milioni di euro per l’avvio in sicurezza nelle Scuole

Per la Calabria, sono in arrivo oltre 13 milioni di euro per l’avvio in sicurezza nelle Scuole. Tale somma fa parte dei 350 milioni di euro stanziati dal decreto sostegni bis per garantire l’avvio dell’anno 2021/2022 in sicurezza, ripartiti con un decreto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Si tratta di risorse che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa.

I fondi si potranno utilizzare anche per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti, per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica. Si potranno acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.

Con il decreto firmato, ora al vaglio degli organi di controllo, viene resa nota la somma a disposizione di ciascuna scuola. L’assegnazione dei fondi avverrà nei prossimi giorni insieme all’invio di una apposita nota che il Ministero dell’Istruzione fornirà alle scuole con le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse. Sarà previsto un supporto attraverso l’help desk per l’emergenza. (rrm)

Basta Vittime sulla 106: Governo stanzia 13,5 miliardi di investimenti e alla 106 nulla

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha reso noto che il Governo ha stanziato ulteriori 13,5 miliardi di euro sulle infrastrutture, non è previsto «nessun intervento, nomina commissariale o finanziamento è previsto sulla Statale 106».

«Ciò – ha spiegato Basta Vittime – evidenzia, ancor di più, la totale incapacità e volontà politica del Governo, delle forze politiche che lo sostengono e di tutti i parlamentari calabresi d’intervenire sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria».

Il Governo, infatti, ha firmato i DCPM per 45 opere con la nomina di 20 commissari straordinari e, con la firma da parte del presidente Draghi, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, dei Dpcm relativi a 45 opere e con la nomina di 20 Commissari straordinari, salgono in totale a 102 le opere finora commissariate per un valore complessivo di 96 miliardi di euro.

«In particolare – ha spiegato l’Odv – delle 45 opere oggetto dei Dpcm firmati ieri, 18 riguardano interventi relativi alle infrastrutture stradali per un valore 4,2 miliardi di euro, 15 infrastrutture ferroviarie per 6,9 miliardi di euro, 2 interventi per il trasporto rapido di massa per 1,8 miliardi di euro e 10 presidi di pubblica sicurezza per un valore di 0,596 miliardi di euro), per un totale di 13,5 miliardi di euro»

«Complessivamente – ha concluso – gli investimenti oggetto dei diversi commissariamenti approvati quest’anno sono così distribuiti per area territoriale: al Nord 28 opere per 28,7 miliardi di euro (30% del totale), al Centro 29 opere per 27,1 miliardi di euro (28%), al Sud 45 opere per 40,3 miliardi di euro (42%)». (rrm)

Coldiretti Calabria: Il Governo ha approvato il decreto contro pratiche commerciali sleali

Coldiretti Calabria ha reso noto che il Governo ha approvato il decreto legislativo contro le pratiche sleali nel commercio alimentare.

«Si tratta – ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – di una svolta essenziale per combattere le speculazioni sul cibo dal campo alla tavola in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo. Questo porterà benefici nel rapporto tra imprese nella filiera agricola e alimentare».

Il decreto legislativo fortemente voluto  e sollecitato dalla Coldiretti contiene disposizioni per la disciplina delle relazioni commerciali e per il contrasto delle pratiche commerciali sleali nelle relazioni tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, definendo le pratiche commerciali vietate in quanto contrarie ai principi di buona fede e correttezza ed imposte unilateralmente da un contraente alla sua controparte, razionalizzando e rafforzando il quadro giuridico vigente nella direzione della maggiore tutela dei fornitori e degli operatori della filiera agricola e alimentare rispetto alle suddette pratiche.

Si tratta di pratiche commerciali sleali da vietare, che vanno dai ritardi nei pagamenti e annullamenti di ordini dell’ultimo minuto per prodotti alimentari deperibili alle modifiche unilaterali o retroattive ai contratti fino al rifiuto dei contratti scritti fino al divieto di pagare al di sotto dei prezzi di produzione.

Un intervento normativo che rende più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evita che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato.

Ad essere colpito è anche il meccanismo delle aste al doppio ribasso che provoca forti distorsioni e speculazioni aggravando così i pesanti squilibri di filiera della ripartizione del valore. (rrm)

L’OPINIONE / Domenico Mazza: La Statale 106 sempre più lontana dai piani del Governo

di DOMENICO MAZZA – Come sovente accade, anche nell’ultimo Consiglio dei ministri, la vicenda riguardante la Statale Jonica è rimasta al palo. Probabilmente i luttuosi eventi che, a ciclica cadenza, rimandano agli onori della cronaca la tristemente nota “Strada della morte”, non hanno sortito alcun senso di colpa nei riguardi di uno Stato che ha preferito trasformare un luogo, lo Jonio, in un non luogo.

Una strada che da Sibari in giù è patria di nessuno. Una roulette russa, dove bisogna affidarsi alla provvidenza prima di percorrerla. Ci vantiamo tanto di aspirare alla normalità eppure di normale sullo Jonio è rimasto poco, se non nulla.

Certo è che siamo in Calabria, una Regione che nei suoi 50 anni di vita ha fatto del compromesso la sua ragione di vita. Una Regione che ha svenduto, parte del suo popolo in cambio di qualche obolo. La stessa porzione di popolo che a furia di ricevere brandelli di scarti ora è talmente abituata agli avanzi, da scambiarli per succulenti piatti da portata. Un concetto di regionalismo deviato, distorto, volutamente sbilanciato e foriero di interessi centralisti opposti a periferizzazione di altre aree.

Eppure, basterebbe percorrerla quella striscia di catrame conglomerato per accorgersi di quanto sia intollerabile che nel 2021 oltre al meta del popolo calabrese sia trattato da pezzente.

Un milione di persone che da Sibari a Reggio Calabria, vivono l’indigenza della mobilità, non conoscono cosa sia la sicurezza, avvertono di essere trattati da inferiori, in virtù di una non meglio definita appartenenza a dinamiche avulse ai processi dei centralismi.

Solo pochi chilometri dei circa 350 che distanziano Sibari dallo Stretto, risultano adeguati ai moderni standard, per il resto la strada si presenta, per lo più, larga 6 metri e con svincoli ed accessi abusivi.

E, mentre altrove si programmava l’ammodernamento di una strada che già era a 4 corsie, sulla Jonica ci hanno infestato di rotonde, con la scusa di elevare così gli standard di sicurezza, ma con la consapevolezza di averla resa arcor più pericolosa di quanto non fosse un ventennio fa: una ginkana, una corsa ad ostacoli, una processione di dolore, un martirio di flagellazione degno del rito dei Battienti. Un cimitero senza nome, un olocausto di Stato. Ben 750 sinistri negli ultimi 25 anni con circa 1000 vittime! È come se la Statale Jonica avesse cancellato dalle mappe un borgo calabrese, mentre sulla A2, il dato dei sinistri, nello stesso periodo, scende a poco più di 75.

E, come se non bastasse, in ossequioso rispetto delle dinamiche centraliste, si destinano circa 10miliardi per l’Av SA-RC, mentre lo Jonio non è meritevole neppure di qualche centesimo.

Evidentemente, la vita delle popolazioni della Magna Graecia, vale meno di quanto non valga quella dei residenti nelle aree del centralismo, altrimenti non si spiegherebbe perché uno Stato, distratto ed assente, ed una politica accondiscendente ai desiderata dei centri del potere, abbia fatto di tutto per non fare niente.

Ed il risultato è che oggi lo Jonio è niente. È polvere! Nella più completa e totale ignavia dei più, nel menefreghismo delle elite multicasacca che hanno tutelato il piccolo particolare, dimenticando che il benessere della cosa pubblica è, di riflesso, il benessere di tutti, anche di costoro. (dm)

Basta Vittime sulla ss 106, dal Terzo Consiglio dei ministri neanche un centesimo per la Statale 106

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha denunciato che, nemmeno dopo il terzo Consiglio dei ministri, non ci sono fondi da destinare alla strada statale 106.

Il Consiglio dei ministri, infatti, nel corso della seduta – svoltasi in videoconferenza – ha approvato  l’aggiornamento 2020 del Contratto di Programma 2016-2020 tra Mims e Anas con le risorse assegnate al Fondo Unico Anas per 1,017 miliardi di euro e al Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese per 1,253 miliardi di euro, destinando tali risorse solo per la manutenzione peraltro già programmata di interventi di ripristino della viabilità nelle aree interessate dagli eventi sismici del 2016 e altri interventi.

«Ha espresso – viene spiegato in una nota – parere favorevole sull’aggiornamento per gli anni 2020 e 2021 del Contratto di Programma 2017-2021 – parte Investimenti tra il Mims e Rete Ferroviaria Italiana SpA confermando i nuovi interventi previsti che consentiranno di ridurre il gap infrastrutturale Nord-Sud, deliberando 9,4 miliardi per l’Aalta Velocità/Alta Capacità Salerno-Reggio Calabria. Ha approvato il nuovo progetto definitivo del “Completamento dello schema idrico Basento-Bradano (in provincia di Taranto): attrezzamento settore G”, ai fini del rinnovo del vincolo preordinato all’esproprio (VPE) e della dichiarazione di pubblica utilità (Dpu)».

«Informative importanti – ha spiegato l’Odv – sono state all’attenzione del Cipe, seppure non hanno comportato l’adozione di una delibera sul Terzo Valico dei Giovi, la Linea ferroviaria AV/AC Verona – Padova e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Il Direttivo evidenzia che, nel secondo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi, non vi è alcuna traccia relativa ad interventi, finanziamenti o proposte che possano riguardare in qualsiasi modo la strada Statale 106 in Calabria».

«Il Direttivo dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – conclude la nota – continuerà ad informare correttamente e con serietà tutti i cittadini calabresi – come accade ormai da anni – i quali hanno il diritto, oltre la demagogia politica e la propaganda della “politica politicamente” che strumentalizza il tema della Statale 106 in vista delle elezioni regionali, di conoscere gli atti ufficiali, formali e sostanziali e le scelte del Governo italiano che riguardano la famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria ed è per questo motivo che continueremo senza sosta a rendicontare tutte le future sedute dei Consigli dei Ministri affinché tutti, nessuno escluso, possano finalmente avere contezza della verità». (rrc)

Basta Vittime sulla 106, il Governo dimentica il Sud Soveratese: Non ci sono progetti

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, ha reso noto che «nell’ambito del summit l’Amministratore Delegato di Anas Gruppo FS Italiane (che è anche il Commissario nominato dal Governo per la Statale 106), ha innanzitutto affermato che dei 3 miliardi di investimenti previsti, ne sono ad oggi disponibili soltanto uno che riguarda il 3° Megalotto (ammodernamento tratto Sibari – Roseto Capo Spulico): gli altri 2 miliardi non ci sono e nessuno dice da dove e se arriveranno».

«Mentre – si legge in una nota – l’altro aspetto inquietante emerge quando vengono presentati gli altri interventi previsti:   Intervento CZ388 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 Radd. fra il Viadotto Coserie (Rossano) e la SS534 (Sibari): “Criticità: il tracciato della variante per gran parte della sua lunghezza è in affrancamento alla linea Ferroviaria e attraversa aree urbanizzate”. Persino l’Anas ammette quanto sia pericolosa questa proposta progettuale evidenziando che la criticità è legata all’attraversamento delle aree urbanizzate! Ci chiediamo: non era meglio finanziare e realizzare il progetto del Megalotto 8 realizzato i soldi dello Stato 20 anni fa? Intervento CZ372 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 fra il Km 309 (Mandatoriccio) ed il Km 329 (Rossano): “Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (in fase di avvio)”. Qual è il senso di presentare un “progetto” di cui manca persino lo studio di fattibilità?».

«‌Intervento CZ373 – Nuovo asse di collegamento in variante alla SS106 fra il Km 290 (Passovecchio – Crotone) ed il Km 309 (Mandatoriccio): “Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (da avviare)”. Stesso ragionamento: qual è il senso di presentare un “progetto” di cui manca lo studio di fattibilità? Intervento CZ391 – Variante al Megalotto 6 (Crotone – Simeri Crichi): “Progetto di fattibilità tecnico economica (in avvio). Criticità: l’opera non è ad oggi presente nella programmazione Nazionale”. In pratica il “progetto” non esiste perché ancora deve essere avviato lo studio di fattibilità e l’Opera su cui si sono già espressi i sindaci e due Province non è finanziato e non è presente nella programmazione Nazionale!».

«Il Direttivo dell’Odv – continua la nota – comprende bene che, ormai, tra due mesi in Calabria avranno luogo le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, ed è consapevole della forte perdita di consensi che, in questo momento, coinvolge la Lega ed il M5S, tuttavia trova mai tanto inaccettabili quanto oggi le strumentalizzazioni e la propaganda politica che i viceministri Morello (Lega) e Cancelleri (M5S), da settimane stanno promuovendo nell’assoluto contrasto con quanto afferma l’Anas Gruppo FS Italiane ed anche il Ministero delle Infrastrutture che nelle scorse settimane ad una circostanziata richiesta del nostro sodalizio ha categoricamente smentito l’esistenza di finanziamenti relativi alla Statale 106».

«Ad Alessandro Morelli ed a Giancarlo Cancelleri – continua la nota – vorremmo dire che, in Germania, i i viceministri si recano in uno dei sedici Land tedeschi solo quando c’è da inaugurare un’Opera o, quando, essa viene definitivamente finanziata: solo in Calabria ormai da un secolo assistiamo a passerelle di Vice Ministri che vengono ad annunciare il nulla ritenendo – lo ribadiamo – che i calabresi siano dei “coglioni”!».

«Il Direttivo dell’Odv “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – dice ancora la nota – intende, inoltre, evidenziare il degradante ruolo dell’informazione: incapace di proporre al “potente” di turno delle domande scomode; asservito ai proclami ed agli annunci di partito; interdetto nella sua capacità di approfondimento e di riscontro della verità. Con questa stampa in Calabria sarà davvero difficile far comprendere a chi ha il dovere ed il potere di cambiare le sorti della Statale 106 che i calabresi – lo ribadiamo per l’ennesima volta – non sono “dei coglioni”».

«Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, pertanto – conclude la nota – ribadisce l’assoluto totale dissenso nei confronti dei viceministri della Lega e del M5S che continuano ad offendere la dignità dei cittadini calabresi e conferma immutata la propria azione di denuncia ma, soprattutto, la determinata volontà di informare correttamente i cittadini calabresi che hanno il diritto sacrosanto di conoscere la verità oltre la propaganda, gli annunci, ed i fallimentari tentativi di chi al Governo vuole vendere fumo per raccogliere 4 voti alle prossime elezioni regionali». (rrm)

Pnrr, Nucera: Un furto senza precedenti che manda in fumo il futuro della Calabria e del Meridione

Il presidente del movimento La Calabria che vogliamoGiuseppe Nucera, ha criticato aspramente il documento ufficiale del Governo all’Unione Europea del Pnrr che, secondo un’analisi del prof. Gianfranco Vesti, destina al Sud soltanto il 10%, invece del 70% indicato inizialmente dalla Commissione, né il 40% ipotizzato in un secondo momento.

«Gli ascari romani, per usare l’espressione utilizzata da Giolitti, colpiscono ancora. Solo una classe politica così incompetente e del tutto asservita agli ordini che arrivano dal Governo, poteva permettere l’ennesimo scippo nei confronti del Mezzogiorno» ha detto Nucera, definendolo «un furto che non ha precedenti nella storia. Così si manda in fumo il futuro della Calabria e di tutto il Meridione».

«Il Movimento ‘La Calabria che vogliamo’, da mesi  – ha spiegato – conduce una battaglia forte e decisa sul tema del Recovery Fund e delle risorse che spettano al Sud, battaglia che ci ha visti arrivare sino alla Commissione Europea senza il supporto di alcun amministratore locale o deputato del Meridione».

«Il Governo italiano – ha evidenziato l’ex Presidente di Confindustria Rc – invece che favorire una rinascita del Sud, sviluppo utile a tutto il paese in un quadro di rilancio generale, pensa bene di saccheggiare il Mezzogiorno e portare al Nord le risorse che spettano alle regioni meridionali. Abbiamo una classe politica di accattoni, che come iene affamate si ciba dalla carcassa di un Sud sempre più abbandonato al suo destino».

«Se la riduzione delle risorse destinate al Meridione, dal 70% indicato dall’Ue arriverà davvero sino all’imbarazzante miseria del 10% – ha concluso – il Mezzogiorno naufragherà senza possibilità di appello. Con la responsabilità chiara ed inequivocabile di chi all’interno del Governo invece che recepire le indicazioni europee ha scelto in modo ponderato di condannare metà della popolazione italiana». (rrm)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Già erogati 60,5 milioni per sostegno attività aree interne

La sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «ad oggi stati erogati circa 60,5 milioni di euro sui 90 totali previsti per la prima annualità del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, che considero strumento fondamentale nella fase di ripartenza che stiamo affrontando».

«La ripartenza delle attività economiche – ha sottolineato – è in cima alla lista delle priorità del Governo Draghi” sottolinea la Sottosegretaria On. Nesci. “Superate le iniziali difficoltà legate alla novità della procedura abbiamo dato seguito ai pagamenti per tutti i 3.101 beneficiari della misura, 1847 già eseguiti e 1.254 in corso di esecuzione. Nell’ottica di un rafforzamento della SNAI, nel Fondo per il triennio 2020-2022 sono stati stanziati un totale di 210 milioni di euro. Stiamo lavorando a pieno regime per trasferire l’ultima parte di fondi ai Comuni, predisponendo le operazioni previste per le prossime due annualità».

«Proseguiamo – ha concluso – a monitorare l’avanzamento nell’erogazione delle risorse e l’efficacia delle misure». (rrm)

Il Coordinamento uniche Strutture Psichiatriche chiede l’intervento del ministro Speranza

Il Coordinamento uniche Strutture Psichiatriche ha inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, chiedendo l’immediato intervento non solo del ministro, ma anche del presidente del Consiglio, Mario Draghi, per le problematiche che incombono nel settore della psichiatria in Calabria.

Ciò affinché si convinca «il Commissario ad accettare nelle immediatezze l’incontro e, soprattutto, ad adottare, di concerto con Regione ed ASP, tempestivamente i provvedimenti richiesti. In mancanza si chiede al governo di provvedere alla nomina immediata di un commissario ad acta».

Il Coordinamento, inoltre, ha ricordato che «ad oggi permane lo stato di agitazione che proseguirà con tutti gli strumenti di protesta civile non essendo tollerabile la scellerata sufficienza con cui le istituzioni hanno sinora risposto alle gravissime problematiche create dall’ente pubblico. Si preannuncia altresì che si è dato avvio alla raccolta delle tessere elettorali che, in vista delle prossime tornate, saranno restituite al Presidente del Consiglio a sottolineare la totale mancanza di fiducia ingenerata dai comportamenti sinora tenuti dalle istituzioni».

«Il Ministero della Salute – si legge in una nota – guidato dal ministro Roberto Speranza, ha indetto, pochi giorni fa, una conferenza: Per una salute mentale di comunità. Importantissimi gli obiettivi enunciati : riaffermare il principio, come sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non c’è salute senza salute mentale, e che essa è condizione per lo sviluppo economico e sociale delle comunità; ribadire la responsabilità pubblica delle politiche per la Salute Mentale, per garantire in modo uniforme sul territorio nazionale il diritto alla cura e all’inclusione sociale; analizzare in maniera partecipata e trasparente il funzionamento dei servizi per la salute mentale, i modelli organizzativi, le risorse umane ed economiche impiegate, la qualità delle risposte ai bisogni di salute della popolazione e le pratiche per il rispetto dei diritti di cittadinanza; ripensare le politiche future, anche alla luce delle vulnerabilità emerse nel corso della pandemia, valorizzando le buone pratiche e assumendo come cornice di riferimento la salute mentale di comunità».

«Principi sacrosanti che, purtroppo – continua la nota – stridono, in diverse circostanze, con una gravissima ed imbarazzante realtà. Come quella dell’affidamento della gestione della sanità, quindi della psichiatria, in Calabria, ad opera del governo Conte e dello stesso ministro Speranza, trasformatasi in una farsa tragicomica degna delle migliori rappresentazioni messe in scena dal mitico Eduardo. Alla fine dal “cilindro magico” del governo e del Ministro è uscito il nome del commissario: Guido Longo. A questi il compito (così ingrato da essere oggetto di diversi e clamorosi rifiuti) di risollevare le sorti della Sanità in Calabria, compreso, se non in particolare, il settore della psichiatria che certo costituisce una sorta di “cartina al tornasole” per misurare il livello della qualità della pubblica amministrazione in un territorio».

«E non vi è dubbio alcuno che, sul versante dell’assistenza psichiatrica – prosegue la nota – la Calabria recita il ruolo di cenerentola sul panorama nazionale, potendo al più risultare in competizione con i paesi del terzo mondo. Come si può giustificare, in un paese civile, il blocco dei ricoveri nelle strutture psichiatriche nell’Asp di Reggio Calabria che perdura da 6 anni?  Un atto di estrema inciviltà, accompagnato da altre gravissime omissioni: il blocco delle spettanze ai soggetti che erogano le prestazioni, la scarsa o nulla considerazione verso gli utenti, i parenti ed i lavoratori che operano in questo delicatissimo settore».

«Con parametri dei servizi erogati (per numero e qualifiche degli operatori impiegati) fermi all’era ante Basaglia – dice ancora la nota –. Eppure, basterebbe poco per rimettere le cose in sesto: i pagamenti delle spettanze, così come lo sblocco dei ricoveri, rientrano nell’ambito delle prerogative costituzionalmente riconosciute, pertanto vanno attuati immediatamente e senza indugio.  È necessario portare a termine il processo di accreditamento in capo ai soggetti che da 30 anni gestiscono il servizio. Per la riconfigurazione dei servizi resi basterebbe ispirarsi ai modelli delle Regioni virtuose, attraverso un copia-incolla con ogni probabilità non confacente agli occulti obiettivi che hanno generato il teatrino dell’inefficienza, ma di certo sin troppo semplice da adottare».

«In atto gli interlocutori della vicenda – spiega la nota – sono il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, il Commissario dell’Asp, Gianluigi Scaffidi, ed il commissario alla Sanità della Regione Calabria, Guido Longo. Il coordinamento delle strutture psichiatriche ha chiesto più volte ai tre un incontro simultaneo, ai fini di stilare in unica riunione un documento programmatico condiviso sui temi in questione per la soluzione immediata delle problematiche emergenti».

«Ad oggi – conclude la nota – mentre i primi due interlocutori almeno hanno dato la loro doverosa disponibilità, permane il rifiuto all’incontro da parte del Commissario Longo. Non può essere accettato da questo coordinamento tale atteggiamento, proprio perché costituisce compito essenziale da parte del Commissario coordinare e rendere efficace ed efficiente l’azione della pubblica amministrazione nel settore. E la psichiatria in Calabria, proprio per colpa dei tre enti chiamati in causa, proprio per colpa del governo, compreso gli ultimi due esecutivi con Ministro alla Salute Roberto Speranza, è allo sfascio». (rrm)