Il Museo dei Bronzi a Reggio riapre tutti i livelli espositivi

Da oggi, martedì 4 agosto, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria riapre tutti i livelli espositivi «per raccontare la meravigliosa storia della Calabria antica attraverso i suoi “testimoni materiali».

Una decisione presa dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, a seguito del successo di partecipazione e di organizzazione della prima fase di riapertura, che ha deciso di aprire anche i livelli A e B delpercorso espositivo permanente, che ospitano le collezioni preistoriche e protostoriche, nonché le ricche sezioni dedicate alle città e ai santuari della Calabria greca.

«Il MArRC ha una missione importante – ha dichiarato il direttore Malacrino – di promozione culturale del territorio e di memoria storica della Magna Grecia. In un percorso su quattro livelli espositivi racconta l’affascinante storia della Calabria antica, concludendo con la magnifica sala dei Bronzi di Riace e di Porticello».

«Il bilancio di questo primo mese di riapertura è più che positivo – ha aggiunto – in termini non solo di presenze, ma anche di attenzione dei visitatori al rispetto delle regole di sicurezza, elaborate in un dettagliato protocollo anti-COVID. Insieme a tutto lo staff ho voluto dare un ulteriore segnale per la ripresa del territorio con l’apertura straordinaria nelle giornate dei lunedì di agosto con maggiore affluenza di turisti».

Nel rispetto delle norme di prevenzione e di sicurezza sanitaria, il MArRC sarà aperto al pubblico anche nei lunedì 10, 17 e 24 di agosto

Le visite al Museo sono contingentate per gruppi di 10 persone al massimo, in turni di ingresso ogni 15 minuti. La prenotazione obbligatoria può essere effettuata inviando una mail a info@koresrl.it, oppure chiamando al numero di telefono: 320.7176148, o direttamente presso il desk di biglietteria del Museo. 

È possibile acquistare il biglietto online(rrc)

Turismo, accordo tra il Museo Archeologico di Reggio e l’Autorità Portuale dello Stretto

Un accordo per avviare un percorso condiviso per lo sviluppo di attività di promozione, valorizzazione e comunicazione e di progetti volti al perseguimento delle reciproche finalità istituzionali dei due Enti sottoscrittori è stato siglato tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, guidato da Carmelo Malacrino e l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, guidato da Mario Paolo Mega.

«L’Accordo di Collaborazione con il MArRC – ha dichiarato il presidente Mega – si innesta perfettamente nel percorso che già dai primi mesi del mio insediamento abbiamo attivato con le Istituzioni di Messina, Milazzo e Reggio Calabria e che ha portato l’AdSP dello Stretto a partecipare anche al Tavolo Interistituzionale permanente sul Turismo su invito del Presidente della Camera di Commercio di Reggio».

«L’obiettivo – ha proseguito il presidente Mega – è sempre quello di incrementare il traffico crocieristico nei porti di competenza, ma la strategia innovativa è presentare l’Area dello Stretto come destinazione turistico-culturale unica e raggiungibile sia per i crocieristi in sbarco a Messina che per quelli che, ci auspichiamo, potranno presto attraccare numerosi a Milazzo piuttosto che a Reggio Calabria. Le attrattive escursionistiche del territorio sono di incommensurabile bellezza e di grande varietà e il Museo Archeologico con i suoi Bronzi di Riace rappresenta una delle principali icone dello Stretto e meta imperdibile per i visitatori provenienti da tutte le parti del mondo».

L’attuale blocco forzato del settore crocieristico internazionale a causa del Covid-19 non ha demoralizzato l’Adsp che sta, invece, proseguendo con un’intensa azione di promozione, fra cui il lancio del nuovo logo e del brand Porti dello StrettoDove il Mare incontra la Cultura. Al contempo, stanno per essere avviati i lavori di adeguamento dell’attuale terminal crociere di Messina per assicurare che le future operazioni di imbarco e sbarco dei crocieristi avvengano in piena sicurezza e nel rispetto delle nuove prescrizioni in materia. Il nuovo layout e l’aggiornamento delle procedure sono stati preventivamente concordati con tutte le Autorità e le Forze dell’ordine operanti nell’area portuale e consentiranno la netta separazione dei flussi in imbarco ed in sbarco, il passaggio dei passeggeri in appositi tunnel di sanificazione e la realizzazione di aree coperte esterne per le attese precedenti alle operazioni di imbarco. Il Porto di Messina si prepara, quindi, a tornare a pieno titolo fra gli scali italiani impegnati in prima linea nel settore delle crociere nell’attesa di consolidare le nuove strategie di promozione dell’Area dello Stretto, allargando le attività anche agli altri porti del sistema portuale.

«Lavorare insieme per promuovere il patrimonio culturale e paesaggistico anche in chiave turistica – ha dichiarato il direttore Malacrino – è un obiettivo assolutamente prioritario. Il ministro Franceschini ha inteso legare fortemente i musei al loro territorio e il MArRC in questi anni si è aperto a innumerevoli forme di collaborazione per un percorso condiviso con Istituzioni, Enti e Associazioni».

«Abbiamo lavorato con entusiasmo – ha concluso il direttore del MArRC – per giungere a questo accordo con l’Autorità del Sistema Portuale dello Stretto, che porterà iniziative e progetti utili anche a incrementare il traffico crocieristico. Ringrazio il Presidente Mega e tutto il suo staff per aver voluto consolidare questo rapporto, che darà presto i suoi frutti a vantaggio delle due regioni unite dallo Stretto». (rrc)

Riapre il Museo dei Bronzi a Reggio: ingressi 10 alla volta, occorre prenotare

Oggi riapre le sue porte ai visitatori il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

«Ad accogliervi in Piazza Paolo Orsi – ha dichiarato il direttore Carmelo Malacrino – ancora per qualche settimana, la significativa esposizione Philía. Restauri sostenuti dai privati con l’ArtBonus, che ho avuto il piacere di curare».

La mostra, inaugurata lo scorso 6 febbraio, è composta da tanti reperti che sono stati presentati, per la prima volta, al pubblico dopo il loro restauro finanziato attraverso le elargizioni esterne.

Lo stesso direttore Malacrino, aveva dichiarato che la mostra assumeva «un significato tutto particolare. Lo stesso titolo, che dal greco si può tradurre con “amicizia” nel senso più ampio del termine, evidenzia il significato dei rapporti fra le attività del Museo e le azioni di mecenatismo da parte di soggetti esterni particolarmente sensibili alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Sin dalla sua riapertura nel 2016 si è inteso promuovere, accanto alla conoscenza degli straordinari reperti archeologici esposti nelle sale, anche le varie attività che si svolgono negli uffici e nei suoi laboratori per lo studio e la conservazione delle collezioni esposte o collocate nei depositi».

L’archeologo Maurizio Cannatà, responsabile anche dei servizi educativi del Museo, ha commentato: «Grazie allo straordinario lavoro di tutto lo staff del Museo, a partire da venerdì 26 giugno sarà nuovamente possibile accedere alla sala dei Bronzi di Riace. I due capolavori indiscussi dell’arte antica, preziosi e rari esempi della grande statuaria greca del V secolo a.C., potranno essere ammirati in piena sicurezza. Nel frattempo stiamo pianificando progetti didattici rivolti a bambini e ragazzi e alle loro famiglie, sia in previsione della stagione estiva che del prossimo anno scolastico».

L’archeologa Daniela Costanzo, responsabile delle Collezioni museali, ha dichiarato: «Sono in corso di definizione percorsi obbligati all’interno delle sale per garantire il distanziamento sociale e al tempo stesso una fruizione scientificamente corretta delle innumerevoli opere conservate al MArRC: dalle prime frequentazioni umane in età preistorica alle straordinarie testimonianze delle città della Magna Grecia, illustrate dai reperti dei più importanti santuari, impianti urbani e complessi funerari della regione, per concludersi con le testimonianze materiali delle popolazioni italiche che precedono la dominazione di Roma». 

Gli ingressi saranno contingentati per gruppi di massimo 10 persone, in turni di visita (dalle ore 9.00 alle 20.00 , con ultimo ingresso alle 19.00), ogni 20 minuti, dal martedì alla domenica

Sarà obbligatoria la prenotazione, che può essere effettuata sul sito web della società che gestisce i servizi aggiuntivi museali, all’indirizzo www.koresrl.it, oppure telefonando al numero: 3207176148 o inviando una mail a info@koresrl.it. Sarà anche possibile acquistare il biglietto online. Tutte le informazioni sono sul sito web istituzionale del MArRC, all’indirizzo: www.museoarcheologicoreggiocalabria.it.

Per entrare al Museo, i visitatori dovranno essere provvisti della mascherina e avere una temperatura corporea inferiore a 37.5°. All’interno di Palazzo Piacentini, si dovrà mantenere la distanza minima interpersonale di un metro e mezzo(rrc)

La campagna social “Viaggiamo insieme” per scoprire il patrimonio di Reggio e dintorni

Si chiama Viaggiamo insieme – A Reggio e nel suo territorio l’iniziativa della Camera di Commercio di Reggio Calabria, che vuole raccontare e promuovere il patrimonio culturale e naturalistico custodico nell’area metropolitana.

A partire da domani, venerdì 8 maggio e ogni martedì e giovedì, saranno pubblicati e condivisi, con lo slogan Reggio ti aspetta, immagini, video, e racconti del territorio sui profili Facebook e sui canali social istituzionali, per presentare paesaggi, opere di valore storico, artistico, eccezionali testimonianze del passato, creazioni e lavorazioni di sapienti mani artigiane, straordinarie risorse enogastronomiche e tutta la bellezza della “punta dello Stivale”.

I partner dell’iniziativa, che lavorano già da tempo insieme nel Tavolo di Coordinamento per lo Sviluppo turistico della Città Metropolitana di Reggio Calabria sono: Camera di Commercio di Reggio Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Soprintendenza per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia (SABAP),  Direzione Regionale Musei Calabria con  Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Museo e Parco Archeologico di Kaulon, Museo Archeologico Metauros, Cattolica di Stilo e Museo e Parco archeologico Archeoderi.

In un momento critico per il nostro Paese, che coinvolge tutto il sistema economico e, in special modo, la filiera turistica, è necessario guardare avanti e costruire, con fiducia e in sinergia, le basi per una nuova struttura sociale sulle fondamenta solide del ricco patrimonio territoriale, affinché, a partire dai prossimi mesi, l’area metropolitana di Reggio Calabria, con i suoi meravigliosi borghi storici, abbandonati o ancora vissuti, la sua montagna, percorsa da fitti sentieri, le spiagge ampie e incontaminate e le straordinarie e uniche ricchezze culturali, sia la meta di tanti imperdibili e indimenticabili viaggi, da compiere in sicurezza. 

«L’iniziativa “Viaggiamo Insieme” e lo slogan “Reggio ti Aspetta” sono messaggi di fiducia che abbiamo voluto rivolgere agli operatori economici ed ai cittadini  – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio Antonino Tramontana. Nell’attesa di ricominciare a viaggiare, attraverso le nostre pagine social, vogliamo raccontare le nostre bontà enogastronomiche, le manifatture artigiane, le tante esperienze e ricchezze che il territorio offre e le emozioni  che sapranno sorprendere chi verrà a trovarci».  

«Questa splendida iniziativa, dal titolo evocativo “Viaggiare insieme” è una finestra che si affaccia sulle nostre meraviglie rimaste intatte nella loro unicità e bellezza». Così il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, che aggiunge: «In tempi tanto strani, complicati e difficili, abbiamo voluto lanciare un segnale di speranza promuovendo il nostro territorio che, da solo, riesce a soddisfare tutti i sensi: dalla vista del mare o degli antichi borghi al profumo della zagara e del bergamotto, dal gusto delle eccellenze enogastronomiche fino al canto degli uccelli lungo i freschi sentieri montani. Presto torneremo a toccare con mano quello che, adesso, stuzzica l’immaginazione».

«Lavorare “insieme” è il miglior messaggio che si possa dare, anche per la promozione del territorio – dichiara il direttore del Museo Carmelo Malacrino. Una visione comune verso obiettivi condivisi dà il senso di una strategia che, se perseguita, rafforzerà la valorizzazione culturale a tutto tondo, dall’archeologia al paesaggio, dall’arte ai prodotti identitari e ai percorsi della fede. Non importa la meta, l’esperienza sarà nel viaggio che porterà alla scoperta dei mille aspetti della Calabria».

“La Direzione regionale dei musei della Calabria nell’aderire alla volontà comune di ricordare la ricchezza del territorio metropolitano di Reggio Calabria vuole evidenziare come tale patrimonio, al di là della valenza scientifica, possa svolgere significativamente un ruolo di attrattore culturale” questa la dichiarazione congiunta dei direttori dei musei ricadenti nel territorio reggino, afferenti alla Direzione Regionale Musei Calabria, che hanno aderito all’iniziativa. 

“La Soprintendenza ABAP RC-VV, impegnata sul territorio di Reggio Calabria nell’ambito della tutela dei beni culturali e paesaggistici, partecipa all’iniziativa promossa dal tavolo tecnico della Camera di Commercio in quanto la fruizione del patrimonio culturale, anche attraverso il turismo, è uno degli scopi della tutela stessa. Ora che l’Italia ha iniziato la fase di recupero dopo i momenti più critici causati dalla pandemia, anche i luoghi della cultura del nostro territorio – dalle aree archeologiche di Reggio Calabria al Parco Archeologico dei Tauriani di Palmi, dalla Villa di Casignana al Teatro di Marina di Gioiosa Jonica – tornano sicuri e pronti per essere riscoperti.”  (mp)

In copertina, La Cattolica di Stilo

REGGIO – L’appello del direttore Malacrino: Reggio e la Calabria ripartano dalla cultura

Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria, lancia un appello: «Reggio e la Calabria ripartano dalla cultura».

«In questi giorni – si legge in una nota del direttore Malacrino – l’emergenza nazionale sta mettendo a dura prova il nostro Paese in tutti i suoi settori cruciali, dalla sanità all’economia, dall’istruzione al sistema sociale. A nome di tutto lo staff del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, vorrei esprimere il più sentito ringraziamento a quanti stanno operando per affrontare la complessità del momento e costruire il prossimo rientro alla normalità».

«Il nostro pensiero – prosegue la nota del direttore Malacrino – non può non andare alla Calabria e a Reggio, città che mi ha accolto e che in diverse occasioni ha saputo emozionarmi, in oltre quattro anni di direzione del MArRC. Ai medici e agli operatori sanitari dell’ospedale cittadino, che con grande senso di responsabilità ogni giorno combattono per guarire e contenere i contagi da Covid-19. All’Amministrazione Comunale, alle Istituzioni e più in generale a tutte le risorse produttive che, in questi giorni di misure restrittive, ma necessarie, hanno dovuto rielaborare le loro attività per limitare i rischi della diffusione del virus».

«Un ringraziamento particolare – prosegue la nota del direttore Malacrino – va alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine, non solo per l’azione continua svolta in questa fase sul territorio per la tutela dei cittadini, ma soprattutto per quell’ “esserci sempre” che ci dà serenità. Un impegno che fa rete e che si rivolge anche alle altre Istituzioni, come il nostro Museo, che in questo periodo sarà sottoposto a maggiori controlli di sicurezza».

«Come sappiamo – prosegue la nota del direttore Malacrino – il MArRC è chiuso al pubblico per le opportune disposizioni a tutela della salute. Ma rimane, ne sono certo, nel cuore di tutti i Reggini e dei Calabresi, che sentono questo Museo come un luogo proprio e perciò di tutti, uno spazio inclusivo e culturalmente dinamico, un simbolo identitario della tradizione e della storia di questa regione».

«Nella speranza – prosegue la nota del direttore Malacrino – che presto tutti potremo tornare ad ammirare i Bronzi di Riace e tutti gli altri straordinari reperti esposti, a visitare le mostre temporanee e a partecipare agli eventi culturali realizzati in sinergia con Enti e Associazioni del territorio».

«Il MArRC anche in questo periodo – prosegue la nota del direttore Malacrino – non resterà fermo. Proseguiranno quotidianamente le attività scientifiche, tecniche, amministrative e di vigilanza per assicurare continuità operativa e programmazione futura. A tutto lo staff, al loro continuo impegno e alla loro professionalità va la mia più sentita gratitudine».

«Il Museo c’è – prosegue la nota del direttore Malacrino -. E il successo dell’iniziativa Art you ready?, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo domenica 29 marzo e che ha visto la condivisione di tante foto sui canali social, conferma che ormai sono tanti gli “ambasciatori” che promuovono con entusiasmo il MArRC. Un Museo che è anche, e soprattutto, loro». (rrc)

REGGIO – Anche il MArRC partecipa al Dantedì

Anche il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, guidato da Carmelo Malacrino, celebra il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita su proposta del ministro del MibactDario Franceschini, per i 700 anni dalle morte del Sommo poeta.

Il Museo, infatti, nella giornata di domani, mercoledì 25 marzo, sui suoi social, saranno pubblicati post dal contenuto testuale e audiovisivo con la partecipazione dell’Ufficio Didattica e del Personale del Museo, insieme ai collaboratori per il progetto di valorizzazione del patrimonio culturale calabrese e museale, come il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto dalla poetessa, intellettuale e giornalista Loreley Rosita Borruto.

La professoressa Paola Radici Colace, docente di Filologia Classica all’Università degli Studi di Messina, presidente emerito del CIS, ha preparato un contributo clip su Dante e la Calabria, che sarà pubblicato sulla pagina Facebook del MArRC e sul sito web istituzionale.

«Alla Calabria – ha dichiarato nella clip la prof.ssa Radici Colace – ha riservato un posto in Paradiso, e questa è una bella notizia». (rrc)

REGGIO – L’iniziativa social “Il mistero dei Bronzi”

Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, guidato da Carmelo Malacrino, c’è una rubrica social, dal titolo Il mistero dei bronzi, che vuole «raccontare la storia e le storie dei meravigliosi capolavori dell’arte greca del V secolo a.C., i Bronzi di Riace, i cosiddetti Bronzo A e Bronzo B».

«Rinvenuti nella acque di Riace – si legge nel post del Museo – nell’estate del 1972, sono i protagonisti indiscussi della ricca collezione archeologica del MArRC, famosi nel mondo».

«I post per il format il mistero dei Bronzi – prosegue il posto del Museo – attraverso le differenti teorie degli specialisti, offrono alcune ipotesi di risposta alle tante domande aperte su chi siano i personaggi rappresentati, su chi li abbia modellati e perché, con quali strumenti e tecniche, in che stile e in quale periodo, da dove provenissero e dove fossero diretti, e per quale ragione si trovassero in quell’area dello Stretto quando la nave che li trasportava naufragò».

«Tante domande e tante possibili risposte – conclude il post del Museo – in un mistero che non smette di affascinare con la sua infinita e complessa narrazione…👉 Stay tuned!». (rrc)

REGGIO – #InsiemealMArRC, l’iniziativa del direttore Malacrino

«Anche se il Museo è chiuso al pubblico, vogliamo fare di tutto per portarvi al MArRC con l’iniziativa #InsiemealMArRC» ha scritto su Facebook il direttore Carmelo Malacrino che, ogni giorno, farà un post dedicato alle tante mostre e iniziative offerte in questi ultimi anni dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Ovviamente, l’iniziativa è aperta a tutti, che potranno postare, sempre sul profilo del direttore Malacrino, le foto scattate ai reperti.

Il primo post del direttore Malacrino si è incentrato al livello D dell’esposizione permanente dedicata alla storia e all’archeologia di Rhegion e di Regium Iulium.

«La sezione conclusiva qui – scrive il direttore Malacrino – è dedicata alla media e alla tarda età romana e presenta, insieme alla nota tegola di Pellaro proveniente dalla tomba di Klemes, le anfore vinarie prodotte nel territorio reggino, identificate dagli studiosi nel tipo Keay LII, ampiamente diffuso fra il IV e il VI-VII secolo d.C.
A fare da magnifico fondale scenografico è il grande mosaico bicromo con scena di atleti, databile agli inizi del III secolo d.C. e rinvenuto nel 1922 lungo la via Marina, durante la costruzione del palazzo Guarna».

«Una curiosità – ha concluso il direttore Malacrino – questo mosaico è una delle novità del nuovo allestimento del #MArRC, esposto per la prima volta con l’inaugurazione del 30 aprile 2016».

Emanuela Martino, invece, ha voluto ricordare la mostra Dodonaios. L’oracolo di Zeus e la Magna Grecia con le fotografie dei reperti provenienti dalla Grecia: Marie Antoinette Goicolea, invece, posta la foto di un reperto che fa parte della mostra Tesori dal Regno. La Calabria nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli con la Pinax con Ade e Persefone.

«Pinax, Pinakes (πίναξ, πινάκιον) = tabula, tabella, da cui il termine pinacoteca – scrive la dott.ssa Goicolea -. I pinakes rappresentano uno degli esempi artistici più raffinati che il mondo della Magna Grecia ci ha lasciato in eredità. Così importanti che lo stesso Paolo Orsi, riferendosi ad essi, affermò: “Bastano i celebri pinakes, fonte inesauribile di indagini per gli studiosi della religione e dei culti per fare la gioia degli artisti e la gloria dei musei».

«Sono sottili tavolette rettangolari in terracotta – ha proseguito la dott.ssa Goicolea – decorate a basso rilievo con scene relative al mito di Persefone e ai rituali del culto nel santuario locrese della Mannella. Erano prodotte a matrice, completato con colori vivaci, e poi offerte nel santuario dove venivano appese sulle pareti o agli alberi sacri grazie ai fori praticati sul lato superiore».

«Il santuario – ha proseguito la dott.ssa Goicolea – dedicato alla Dea per antonomasia, Persefone, a Locri Epizefiri, definito da Diodoro Siculo “il più illustre santuario dell’Italia” (da intendersi come la parte meridionale della Magna Grecia) fu ritrovato da Paolo Orsi tra il 1908 ed il 1912 su un terrazzo al fondo dello stretto vallone che separa i colli di Mannella e Abbadessa. Era un piccolo edificio templare situato all’esterno della cinta muraria, dietro al quale fu scaricata una grande massa di oggetti votiva offerti al santuario: infatti quando le offerte diventavano troppo ingombranti, si usava affidare alla terra i materiali votivi seppellendoli all’interno del perimetro del santuario, dopo aver spezzato intenzionalmente gli oggetti, per confermare la precedente consacrazione e impedirne eventuali riusi profani».

«Il culto di Persefone – ha proseguito la dott.ssa Goicolea – era largamente praticato non solo a Locri Epizefiri e nelle sue subcolonie Medma (Rosarno) e Hipponion (Vibo Valentia) ma in molte città greche dell’Italia meridionale e della Sicilia. Nel mito greco Persefone e la madre Demetra presiedevano all’agricoltura, in particolare alla coltivazione dei cereali. Hades, signore dell’oltretomba, invaghitosi della giovane dea, la rapì nel suo regno sotterraneo causando la scomparsa della vegetazione, finché le suppliche di Demetra ottennero la figlia per metà dell’anno alternativamente tornasse a viver sulla terra facendo rifiorire la natura, e poi riprendesse il posto di regina degli Inferi accanto a Hades».

«Nel pinax dell’immagine – ha concluso la dott.ssa Goicolea – numerosi sono gli attributi che alludono alla fertilità della natura: il gallo, la pigna, le spighe, i fiori». (rrc)

Il successo della mostra “Percorso Umberto Boccioni” al Museo dei Bronzi a Reggio

Dato il successo riscontrato, si sta rivelando una felice intuizione la mostra Il percorso di Umberto Boccioni al Museo Archeologico di Reggio Calabria, curata da Marisa Cagliostro e Antonella Cuciniello. È un piccolo ma suggestivo viaggio intorno al grande pittore futurista nato proprio a Reggio Calabria, che si realizza attraverso cinque opere grafiche e una scultura in bronzo. Le grafiche appartengono alla Collezione Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, e sono in atto in deposito presso la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone a Cosenza: è un modo inedito di presentare il Boccioni grafico del primo decennio del Novecento. Ancor più interessanti sono la scultura Sviluppo di una bottiglia nello spazio, che proviene sempre dalla collezione Bilotti, e lo Studio preparatorio al dipinto La città che sale, realizzato tra il 1910 e il 1911, conservato al Moma, il Museum of Modern Art di New York, considerata la prima opera futurista di Boccioni.

Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912, bronzo)
Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912, bronzo, collezione Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona)

L’iniziativa è stata caldeggiata dal direttore del Museo Archeologico di Reggio Carmelo Malacrino: «Con quest’esposizione dedicata a Umberto Boccioni, l’artista cui la città di Reggio Calabria diede i natali il 19 ottobre 1882, il Museo avvia, così, un nuovo percorso di valorizzazione rivolto all’arte contemporanea e ai suoi legami con le più profonde radici culturali del territorio calabrese. Con questo progetto, il MArRC entra a far parte della rete dei luoghi dell’arte contemporanea in Italia sulla piattaforma del MiBACT dedicata, appunto, al progetto “Luoghi del Contemporaneo”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana. Prezioso cammeo di questa mostra è lo Sviluppo di una bottiglia nello spazio, copia in bronzo di un modello in gesso realizzato dall’artista nel 1912, anch’essa appartenente alla collezione Bilotti. Si tratta di un vorticoso esempio di natura morta, tema assai raro nella poetica futurista di Boccioni e per questo significativa nel percorso espositivo».

La mostra sarà aperta fino al 7 marzo: è una grande opportunità non solo per i reggini, ma per tutti i calabresi. L’ultima mostra dedicata a Boccioni risale a 15 anni fa. La curatrice del progetto Marisa Cagliostro all’inaugurazione ha spiegato il significato e il valore di questo mostra-evento: «Dopo oltre quindici anni dall’ultima occasione espositiva, si presenta un nuovo omaggio a Umberto Boccioni, nella città che, per una fortunata contingenza dovuta agli spostamenti per lavoro del padre, gli diede i natali da genitori romagnoli. L’occasione si offre a giovani studenti e studiosi e ai visitatori tutti del nostro grande Museo, perché possano godere di piccoli brani della sua opera originale, per meglio comprenderne l’importanza nella storiografia artistica contemporanea e il suo personale contributo al sorgere e formarsi del Movimento Futurista, a fianco dei suoi maggiori esponenti, firmatari del primo Manifesto di Marinetti nel 1909, con Balla, Severini, Russolo e altri contemporanei e proseliti. Ci auguriamo che questa nostra proposta espositiva sia utile non solo per riportare alla memoria una delle personalità di maggiore rilievo mondiale dell’arte contemporanea, che ha portato il nome di Reggio Calabria nei maggiori musei del mondo, ma anche per sanare la “dimenticanza” di commemorare, nel 2016, il Centenario della morte di Boccioni. Vorremmo che questa mostra segnasse l’inizio di un rinnovato interesse per la storia della città di Reggio in quegli anni e per il ruolo nazionale del gruppo dei futuristi reggini». (rrc)

Nella foto: Il direttore Carmelo Malacrino, Antonella Cucciniello, Maria Cagliostro e l’assessore comunale al Patrimonio Irene Calabrò

Tesori dal Regno al MArRC: la Calabria nelle collezioni del Museo archeologico di Napoli

Questo pomeriggio, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, alle 17.30, s’inaugura la mostra Tesori dal Regno. La Calabria nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli a cura di Carmelo MalacrinoPaolo Giulierini. La mostra, che si potrà visitare fino al 21 giugno 2020, è stata fortemente voluta da Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, e realizzata con la collaborazione di Daniela CostanzoMaria Lucia Giacco. Questa occasione espositiva si presta per rinsaldare “antichi” rapporti culturali tra popoli e territori che hanno condiviso esperienze di vita ancor prima delle poleis magnogreche, e poi nel lungo periodo romano, fino all’età moderna. Il “focus” è sulla Magna Grecia, in linea di continuità con la mostra I Greci d’Occidente. La Magna Grecia nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del 1996, e con la recente riapertura della Collezione Magna Grecia al MANN. Con questa esposizione, il MANN ricambia la “cortesia” del prestito di uno dei capolavori più “preziosi” del patrimonio archeologico del Museo di Reggio, la cosiddetta “Testa del Filosofo”, insieme ad altri spettacolari reperti della collezione museale del MArRC, per la mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo”, a Napoli, fino al 9 marzo 2020.

Tesori dal Regno

L’esposizione è composta da numerosi reperti calabresi che, per la prima volta, tornano nella loro terra d’origine: questi, infatti, erano custoditi all’interno del Museo Archeologico di Napoli. La mostra rappresenta un momento di continuità nei rapporti tra i luoghi della cultura nelle due regioni del Sud d’Italia, in particolare da quando fu concepito il Museo di Napoli, nel XVIII secolo d.C., come “museo universale”, che è andato arricchendo le proprie collezioni con reperti provenienti da tutto il territorio delle regioni meridionali; queste, fino all’Unità d’Italia (1861), avevano fatto parte del Regno delle Due Sicilie. Le collezioni reali costituivano il nucleo originario, successivamente incrementato con acquisizioni, anche da collezioni private. Nel 1865, il Museo acquisì la grande collezione privata Santangelo, con oltre 1400 reperti, tra vasi, terrecotte, bronzi, e 43mila monete, insieme a stampe e dipinti. Molti materiali, tra questi, provenivano dagli scavi in Calabria.

I reperti esposti sono di eccezionale bellezza e pregio artistico. Tra questi, si segnala il Sarcofago di Eremburga, da Mileto, datato fine II secolo d.C. (quindi, realizzato in un periodo più antico rispetto al suo riuso per la sepoltura della seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla, Eremburga, da cui ha preso il nome).  Vi è raffigurata una amazzonomachia (lotta tra amazzoni e Greci), in una scena inquadrata in una cornice di due listelli, di cui quello inferiore con al centro una ghirlanda di foglie d’alloro (segno che il sarcofago era destinato ad accogliere le spoglie di un personaggio importante).

Tra gli oggetti che il pubblico potrà ammirare, anche un cratere (vaso utilizzato per mescere vino e acqua) apulo a figure rosse, da Ruvo, (360-350 a.C.), un grande cratere a figure nere, da Locri (VI secolo a.C.) e alcuni piccoli vasi configurati, tra cui un rhyton (boccale conformato a testa umana o di animale) a testa di ariete, di fine V secolo a.C. (rrc)