Il MArrC con la Testa del Filosofo protagonista al Salone Internazionale del Restauro di Bari

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria partecipa al Salone Internazionale del Restauro di Bari con la presentazione del restauro della Testa del Filosofo, capolavoro del MArRC che, insieme ai Bronzi di Riace e alla Testa di Porticello, costituisce uno degli esempi più alti della statuaria bronzea dell’età classica.

Un evento cardine nell’ambito del restauro a livello internazionale, che assume un valore ancora più significativo per il periodo di pandemia in cui si svolge. Il Salone del Restauro, come di consueto, pone l’attenzione sull’importanza della conservazione dei beni culturali e paesaggistici. Ma quest’anno, oltre ai tradizionali temi del restauro, un focus speciale è dedicato alla sostenibilità, uno degli assi portanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attraverso l’impiego di strumenti tecnologici, materiali e metodi innovativi nel campo del restauro. 

 Il restauro dellaTesta del Filosofo, sostenuto mediante l’Art Bonus, si è svolto nell’ultimo anno nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, in un “cantiere aperto” che ha offerto ai visitatori la straordinaria opportunità di osservare il “dietro le quinte” dell’intervento. Tre diversi video raccontano il contesto di ritrovamento della Testa, rinvenuta nell’ambito del relitto sommerso dinanzi alla spiaggia di Porticello; il delicato intervento di restauro, eseguito dalla ditta “Mantella Restauri Opere d’Arte”; e, infine, l’accurato studio diagnostico, che ha visto la collaborazione del Dipartimento di Scienza Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e della Terra dell’Università di Messina e del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dall’Università della Calabria.

«Siamo orgogliosi di poter presentare, in una manifestazione di respiro internazionale, i risultati di un progetto complesso, frutto di un grande lavoro di squadra – dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino –. A partire dai fondi utilizzati, messi a disposizione da un mecenate calabrese tramite l’Art Bonus. Intorno al progetto, durato circa due anni, si è costituita un’èquipe multidisciplinare di ricerca e d’intervento. Il restauro, affidato alla professionalità del calabrese Giuseppe Mantella e del suo staff, si è svolto sotto la supervisione dei funzionari restauratori e archeologi del MArRC, che ringrazio per il continuo impegno».

«Sono certo – ha concluso Malacrino – che la Testa del Filosofo, tornata a essere esposta nella sala dei Bronzi, con questo intervento conservativo e di ricerca scientifica assumerà anche una rinnovata forza attrattiva per il grande pubblico»

Particolarmente soddisfatti dei tanti risultati anche i restauratori e gli archeologi dello staff del Museo. «La Testa del Filosofo – ha dichiarato Barbara Fazzari, funzionario restauratore – è tornata a essere esposta dopo un minuzioso restauro, che ha evidenziato come la collaborazione multidisciplinare di varie professionalità possa condurre a risultati tecnici e approfondimenti scientifici di notevole interesse».

«Attraverso queste iniziative operate nei “cantieri aperti” al pubblico – ha concluso – si creano le opportunità per mostrare anche il dietro le quinte del funzionamento del Museo, in particolare le attività di catalogazione, studio e conservazione delle collezioni». (rrc)

 

Green pass, Malacrino chiede di attivare una postazione per test nei pressi del Museo

Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, ha chiesto all’Asp di Reggio di attivare una postazione per l’effettuazione di un test antigenico rapido nella zona antistante l’ingresso del Museo, per agevolare i visitatori sprovvisti di Green pass.

La richiesta è stata fatta a seguito dell’entrata in vigore del certificato verde Covid-19 e, per il direttore, si tratta di «una misura utile, per rispondere alle esigenze degli utenti sprovvisti del green pass, evitando disagi per chi volesse raggiungere lo Stretto desideroso di visitare il Museo e accedere alla sala dove sono esposti i magnifici Bronzi di Riace e di Porticello. Ringrazio le autorità competenti – aggiunge -, certo che non mancheranno nel trovare la migliore soluzione alla nostra istanza».

Tutti coloro che sono in possesso della certificazione, cartacea o digitale, dovranno essere muniti anche di un documento di identità. Vale la pena ricordare, infine, che sono esenti dal green pass i minori di anni 12 e i soggetti per i quali non è prevista la campagna di vaccinazione. In questo caso dovranno esibire l’idonea documentazione che ne attesti l’esclusione. 

«Dopo il controllo al thermoscanner – ha ricordato Malacrino – durante la vista in Museo è necessario mantenere la mascherina e la distanza di sicurezza, nonché utilizzare il gel sanificante disponibile in numerose postazioni. Inoltre gli ingressi vengono opportunamente contingentati dal personale di vigilanza. Ringrazio tutto lo staff del Museo, per lo straordinario impegno nell’assistenza e accoglienza dei visitatori in questi giorni di adeguamento alle ultime disposizioni di legge». 

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso 19.30). Il giovedì e il sabato il Museo resta aperto fino alle 23.00 (con ultimo ingresso alle 22.30). Per queste aperture serali, che danno accesso anche agli eventi sulla terrazza panoramica del MArRC, dalle 20.00 il biglietto d’ingresso costa solo 3 euro.  (rrc)

Sabato la prima edizione del Premio Bronzi di Riace

Sabato 7 agosto, a Reggio, alle 21, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è in programma la prima edizione del Premio Bronzi di Riace, «un segno di riconoscimento a quelle figure che, nel loro percorso professionale e di vita, si sono impegnate in attività culturali o hanno operato per proteggere e restituire alla collettività le preziose testimonianze del nostro passato» ha spiegato il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino.

«È la prima iniziativa in vista delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario dal ritrovamento delle due celebri statue, che festeggeremo il prossimo anno – ha spiegato il direttore Malacrino –. Un evento, quello del 2022, al quale stiamo lavorando da tempo, immaginando una ricca serie di proposte culturali che possa promuovere a livello internazionale questi due capolavori dell’arte greca».

«Un progetto – ha aggiunto – che si avvarrà delle sinergie con le istituzioni, con il mondo universitario e con quanti vorranno portare il loro contributo alla valorizzazione del Museo, della città di Reggio e di questo straordinario territorio».

«Sarà, anche – ha proseguito – l’occasione per ringraziare gli enti e le associazioni che in questi anni hanno voluto costruire con noi la visione di una cultura d’insieme, condividendo un percorso di collaborazione che – conclude il direttore – ha trasformato il Museo in un luogo dinamico e inclusivo per tutto il territorio».

Il premio è diviso in nove sezioni, e precisamente: Nuove tecnologie per i beni culturali, Patrimonio culturale e legalità, Impegno professionale nelle Istituzioni culturali, Conservazione e restauro del patrimonio culturale, Tutela dei beni culturali e del paesaggio, Studi e ricerche sul patrimonio culturale, Archeologia e ricerca subacquea, Sinergie culturali tra le due sponde dello Stretto, Strategie per il patrimonio culturale. Concluderà la cerimonia la consegna del premio Bronzi di Riace 2021 per la carriera. 

Ed ecco i nomi delle istituzioni e delle personalità che riceveranno la targa del Museo: l’Archivio Diocesano di Reggio Calabria, diretto da Maria Pia Mazzitelli; la Fondazione “Antonino Scopelliti, presieduta dalla figlia del giudice prematuramente scomparso, Rosanna; Teresa Triolo, segretario Amministrativo del MArRC; Giuseppe Mantella, restauratore d’arte; Bartolo Taglietti, Capitano del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza; Fabrizio Mollo, professore di Archeologia classica presso l’Università di Messina; Barbara Davidde, soprintendente  Nazionale per il Patrimonio Subacqueo; Gabriella Tigano, direttore del Parco archeologico di Taormina e Giardini Naxos; Ludovico Solima, professore di Management delle imprese culturali e dei musei presso l’Università della Campania “Vanvitelli”; e Claudio Sabbione, già funzionario archeologo nella Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria. 

Nel corso della manifestazione riceveranno una Menzione speciale per la collaborazione nella promozione culturale il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, il Conservatorio di Musica “Francesco Cilea”, il Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria, il Club di territorio del Touring Club Italiano. Una Menzione speciale per la comunicazione andrà anche alla giornalista Emanuela Martino, per il suo continuo supporto al Museo. 

La partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo, che per l’apertura serale è di soli 3 euro a partire dalle ore 20.00. 

Ai sensi delle ultime disposizioni governative, per accedere al Museo è necessario il Green Pass per tutti i visitatori, ad eccezione dei minori di anni 12 e dei soggetti per i quali non è prevista la vaccinazione. Da qualche giorno sul sito del Museo è anche possibile acquistare il ticket online, con l’indicazione dell’orario di ingresso.

La prenotazione non è necessaria e il personale contingenterà gli ingressi nel rispetto delle norme di contenimento della pandemia.

Dopo i saluti del direttore Malacrino, presenta Emanuela Martino. Saranno presenti il prof. Pasquale AmatoFrancesco AlìEduardo Lamberti Castronuovo.

«Parteciperò a questa ottima iniziativa – ha detto Amato – con piena convinzione e motivato orgoglio, per coerenza con la mia trentennale azione di difesa ad oltranza della permanenza dei due capolavori nella loro casa del Museo reggino, contro tutti i tentativi di sloggiarli e di scipparli. Azioni concluse tutte con esiti positivi».

«La prima – ha spiegato – la condussi in solitudine, facendo saltare il folle progetto di farli diventare testimonial della ricerca anti-Aids in un folle viaggio in giro per il mondo. Seguirono le opposizioni ad altri tentativi sino agli ultimi due:
1. l’opposizione alla decisione di trasferirli a Roma per un restauro cui opponemmo, con il Comitato Bronzi e Museo assieme a Francesco Alì e Eduardo Lamberti Castronuovo, la controproposta che si sarebbe potuto fare, e difatti si fece, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella; 2. la campagna contro Il tentativo di trasferirli all’Expo di Milano come feticci».
«La ferma opposizione, sempre da parte del Comitato – ha detto ancora – corroborata da oltre 10.000 firme da tutta l’Italia e dall’estero, si chiuse con un duplice successo: a) il riconoscimento della Commissione Ministeriale che sono “Beni identitari e inamovibili” del Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria; b) Grazie a tutte le iniziative di difesa della permanenza dei Bronzi nel nostro Museo, vi è è stato l’inserimento di esso nella Riforma Franceschini come uno dei primi venti Musei a direzione autonoma in Italia. Direzione che per Concorso è stata affidata alla brillante guida dell’arch. Carmelo G. Malacrino». (rrc)

REGGIO – Notti d’Estate, sabato il concerto “Magiche Armonie”

Sabato 10 luglio, a Reggio, nella Terrazza del Museo Archeologico Nazionale, è in programma il concerto Magiche Armonie dell’Ensemble di Archi del Conservatorio di Musica “Francesco Cilea”.

L’evento apre il calendario delle Notti d’Estate, promosso dal MArRC, diretto da Carmelo Malacrino, che si è detto soddisfatto «per essere riusciti a organizzare una serie di eventi che ci vedrà impegnati fino al mese di settembre».

«Sarà la migliore risposta ai difficili mesi di chiusura del Museo – ha aggiunto – che ci hanno costretto a rinunciare a momenti importanti di condivisione, socializzazione e confronto. Il ricco programma nasce dalla proficua sinergia con le altre istituzioni e le associazioni del territorio, tutto incluso nel biglietto d’ingresso di soli 3 euro a partire dalle 20.00. Senza dimenticare la sicurezza; per l’accesso alla terrazza, infatti, sarà necessario il possesso del Green Pass, che dovrà essere esibito su richiesta al personale di vigilanza. Stiamo anche costruendo – prosegue il direttore – una grande sorpresa per il mese di agosto. Sarà il primo evento per il lancio nel 2022 delle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dei due capolavori del Museo, con l’istituzione del Premio “Bronzi di Riace” destinato a personalità che si sono distinte nel settore della cultura».

L’Ensemble d’archi, formato da 14 giovani musicisti, diretti dal Maestro Giuseppe La Malfa, offrirà all’ascolto un programma ricco e variegato, rivisitando musicisti quali Vivaldi, Mozart, Sibelius, fino a Bregovich e Morricone: musiche che nascono nel segno del disimpegno, con melodie facilmente orecchiabili e riconoscibili, adatte ad una esecuzione all’aperto, ma estremamente raffinate nella scrittura strumentale. 

«Abbiamo accolto subito e con gioia l’invito del direttore Malacrino a inaugurare gli eventi estivi in programma nella splendida terrazza del Museo – ha affermato il direttore del Conservatorio, Maria Grande –. Dopo tanti mesi di silenzio la Città ha bisogno di ritornare a vivere, di ritrovarsi, di condividere emozioni positive. Ed è compito delle istituzioni, delle associazioni culturali, degli enti lavorare in sinergia virtuosa per andare oltre la pandemia. Il Museo Archeologico e il Conservatorio hanno da tempo avviato una stretta collaborazione, che ha permesso di offrire ai nostri giovani di talento un prestigioso palcoscenico, agli appassionati l’occasione di scoprire i tesori dell’arte, a curiosi e turisti la possibilità di accostarsi al repertorio musicale classico. La cultura sarà una grande risorsa solamente se le realtà che la compongono metteranno in campo tutte le loro energie per fare sistema». 

Le aperture serali continuano a maturare i successi delle trascorse stagioni, complice anche la Giornata Europea dei musei dello scorso sabato 3 luglio, durante la quale oltre 200 tra turisti e semplici visitatori hanno gustato la visita dopo il tramonto delle collezioni del MArRC. 

«Grande interesse, infine, sta riscuotendo la mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”, allestita nello spazio di Piazza Paolo Orsi», ha concluso Malacrino. La mostra sarà visitabile sino al mese di gennaio 2022.

Il Museo, secondo le vigenti disposizioni ministeriali, è accessibile senza prenotazione dal martedì alla domenica; gli ingressi sono contingentati dal personale fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura, nel rispetto delle norme di contenimento della pandemia.   (rrc)

Dal 1° luglio al Museo Archeologico nazionale di Reggio tornano le “Notti d’Estate”

Dal 1° luglio, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, ogni martedì e giovedì, tornano le Notti d’Estate, le aperture serali del Museo, che permetterà ai visitatori di ammirare i preziosi reperti, dalle 20 alle 23, al prezzo di tre euro fino a settembre.

Tutta l’attenzione, poi, sarà rivolta alla data di sabato 10 luglio, quando riaprirà al pubblico anche la magnifica terrazza affacciata sullo Stretto, con un ricco programma di eventi inclusi nel biglietto d’ingresso.

«È una delle iniziative che, negli anni, ha riscosso più successo – ha commentato il direttore, Carmelo Malacrino –. La visita dopo il tramonto è carica di suggestioni. Un percorso espositivo di oltre 4000 grandi e piccoli capolavori, che racconta la storia di tutta la Calabria, dalla preistoria alla tarda età romana. A breve, ripartirà anche la programmazione estiva, con tantissime iniziative che troveranno spazio sulla terrazza del Museo, offerte in collaborazione con tanti partner culturali del territorio, che ringrazio». 

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Per la visita del museo non sarà necessaria la prenotazione; ma, ai fini del contenimento della pandemia, gli ingressi restano contingentati e resteranno obbligatori l’uso della mascherina e il distanziamento. 

«Ringrazio ancora una volta tutto il personale tecnico e di vigilanza del Museo – ha proseguito il direttore – per l’attenzione che rivolge al pubblico, garantendo loro di potere usufruire di una visita in sicurezza». 

Nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, sarà possibile visitare la nuova esposizione Salvati dall’Oblio. Tesori di archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, frutto delle operazioni del Nucleo T.P.C. di Cosenza che, negli ultimi anni, ha restituito alla collettività straordinari reperti, sottraendoli al mercato clandestino o alle collezioni private illecite. Tra le vetrine è possibile ammirare bellissimi reperti magno-greci databili dall’età arcaica al tardo ellenismo, insieme a falsi contraffatti che testimoniano quanto interesse ci sia nella compravendita illegale delle testimonianze del nostro passato. 

«L’esposizione – ha spiegato Malacrino – è il frutto della restituzione al patrimonio pubblico di tracce perdute dell’antichità, che vengono ora studiate e valorizzate. È stato infatti possibile, anche grazie al contributo del team di esperti dell’Università della Calabria, svolgere indagini di laboratorio per individuare la composizione dei reperti e distinguere gli originali dalle riproduzioni. Le ricerche scientifiche rappresentano l’inizio di ogni attività al Museo, accompagnate dalla documentazione e dal restauro delle opere».

«Allestire questa mostra è stata un’esperienza straordinaria – ha detto ancora – perché ha dimostrato la fattibilità di un’azione sinergica tra gli istituti museali calabresi del Ministero della Cultura, l’Università e le Forze dell’Ordine preposte alla tutela del patrimonio culturale. Ringrazio, in particolare, il Capitano Bartolo Taglietti e la squadra del Nucleo T.P.C. di Cosenza per l’incessante lavoro svolto e per le sinergie attuate con il MArRC per sensibilizzare il territorio su questi specifici temi della cultura».

«La mostra, che vede la luce dopo un anno e mezzo di chiusura dovuta alla pandemia – ha concluso Malacrino – è una gratificazione condivisa, dopo un periodo difficile vissuto da tutta la collettività». (rrc)

Al MArRC di Reggio s’inaugura la mostra “Salvati dall’oblio”

S’inaugura oggi, in Piazza Paolo Orsi del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la mostra Salvati dall’oblio, a cura del direttore Carmelo Malacrino, da Bartolo Taglietti, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e dall’Archeologo Maurizio Cannatà.

L’esposizione, composta da 150 preziosi reperti archeologici rinvenuti  illecitamente o pronti per essere venduti sul mercato clandestino, e recuperati dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, è visitabile fino al 9 gennaio 2022, ed è la prima mostra, dopo i mesi di chiusura a causa della pandemia, che viene realizzata all’interno del Museo.

L’inaugurazione di Salvati dall’oblio – realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria e della Direzione Regionale Musei Calabria – dunque, rappresenta la ripartenza delle grandi mostre al Museo di Reggio Calabria.

Mostra salvati dall'oblio

«La mostra, con il suo curato percorso espositivo, rende molto bene l’idea del grande lavoro svolto nel tempo dal Nucleo di Cosenza per la salvaguardia di un patrimonio straordinario, quello di una Regione ricca di storia e di cultura» ha spiegato il generale Ricciardi.

«Siamo onorati di poter ospitare in Museo questi manufatti – ha commentato il direttore Malacrino – non soltanto per il contributo archeologico e di ricerca, ma soprattutto per il valore civile che essi testimoniano nei confronti della collettività per la tutela dello straordinario patrimonio culturale italiano e calabrese in particolare. L’obiettivo della mostra non è soltanto quello di esporre reperti archeologici che, diversamente, sarebbero rimasti sconosciuti in qualche vetrina di collezionisti privati, ma anche quello di descrivere e comunicare al pubblico l’eccezionale azione di contrasto alle attività illecite e ai reati contro il Patrimonio Culturale condotta con orgoglio dai Carabinieri in sinergia con il Ministero della Cultura e con le sue diramazioni regionali».

«Ringrazio, quindi – ha concluso – l’Arma per le sinergie proficue messe in campo per la realizzazione di questa esposizione. Una mostra che vede la luce dopo i mesi di chiusura al pubblico determinati dalla pandemia e della cui realizzazione siamo fieri. Sono certo che essa rappresenterà un valore aggiunto alla collezione permanente del Museo, entusiasmando gli animi e la vista dei calabresi e dei turisti che attendiamo numerosi».

«La prima sezione tematica della mostra – ha spiegato Cannatà – evidenzia il valore identitario che il patrimonio culturale riveste per l’intera collettività, l’importanza della sua tutela e della sua valorizzazione come valori fondamentali della nostra Nazione, così come sanciti dall’art. 9 della nostra Costituzione. L’allestimento prosegue rimarcando il rapporto tra la Costituzione repubblicana e la moderna legislazione contenuta nel Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, sottolineandone la lunga tradizione derivante dalla normativa vigente negli stati preunitari. Nella seconda sezione della mostra sono descritti i compiti, le funzioni, le attività operative del Comando TPC e del suo Nucleo calabrese, che hanno permesso di salvare dalla distruzione numerosi siti di interesse culturale e paesaggistico, nonché di recuperare migliaia di opere d’arte trafugate illecitamente».

«Una volta conclusi i procedimenti giudiziari scaturiti dalle attività investigative – ha concluso – il patrimonio culturale di proprietà statale recuperato dai Carabinieri TPC viene affidato al Ministero della Cultura. La terza sezione – conclude Cannatà – descrive l’intensa attività dei tecnici del Ministero, Archeologi, Architetti, Storici dell’Arte e Restauratori, finalizzata a recuperare il valore culturale e storico dei beni». (rrc)

Dal 25 maggio il Museo Archeologico Nazionale di Reggio riapre il weekend

Dal 25 maggio, i visitatori potranno ammirare, anche nel weekend, i tesori del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

«Un ritorno alla normalità al quale ci stiamo preparando da tempo –  ha commentato il direttore Carmelo Malacrino -, desiderosi di poter finalmente accogliere il pubblico tra le nostre sale. In questi giorni stiamo lavorando per rendere più agevole la visita del Museo anche attraverso la riorganizzazione del servizio di biglietteria che a breve sarà erogabile anche online».

E mentre in Piazza Orsi è in allestimento il cantiere per una nuova grande mostra che vedrà il taglio del nastro prima dell’estate, si sta già pensando alla programmazione estiva, con l’auspicio di poter nuovamente offrire al pubblico il suggestivo spazio della terrazza del Museo.

«Godiamo – ha proseguito Malacrino – di uno meraviglioso spettacolo naturale rappresentato dallo Stretto tra la Calabria e la Sicilia, storico crocevia di popoli e di civiltà: uno scenario unico che, se le condizioni lo permetteranno, potrà nuovamente da sfondo alle iniziative culturali proposte dal Museo. I lunghi mesi di chiusura, infatti, hanno aumentato il desiderio di rincontrarsi e riprendere una “normale socialità” anche nelle attività culturali – continua Malacrino. In questo il Marrc intende offrirsi nuovamente quale luogo di incontro e di scambio, di cittadinanza attiva e di promozione sociale, anche grazie alla collaborazione delle associazioni e delle istituzioni cittadine».

L’accesso al Museo sarà contingentato dal personale all’ingresso in numero di dieci persone ogni quarto d’ora, nel rispetto della normativa di contenimento della pandemia. Al momento non è necessaria la prenotazione e sarà possibile accedere al Museo fino alle ore 19.30. (rrc)

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio riapre le sue porte ai visitatori

Da mercoledì 12 maggio, il Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria riapre le sue porte ai visitatori, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 20.

I visitatori, dunque, potranno nuovamente accedere nelle sale del MArRC e tornare ad ammirare, non solo i Bronzi di Riace, ma anche gli oltre 4000 reperti che costituiscono la narrazione più preziosa dell’antichità della Calabria, dal Paleolitico alla tarda età romana, prenotandosi online.

«Diventa finalmente realtà – ha commentato il direttore, Carmelo Malacrino – il nostro desiderio di poter riaprile le sale al pubblico. Dopo i mesi di chiusura forzata a causa della pandemia, l’idea di poter rivedere calabresi e turisti tra le vetrine del Museo, incantati dalla bellezza dei reperti esposti, ci riempie di gioia e di entusiasmo. In questo periodo le attività degli uffici non si sono fermate e presto potremo anticipare qualche notizia sulle tante iniziative in programmazione per la stagione estiva. Le esperienze di questi mesi sui canali social sono state un successo e continueremo a valorizzare e promuovere le collezioni anche sul web, certi di poter raggiungere un pubblico sempre più vasto e internazionale».

«Per qualche settimana – ha concluso Malacrino – il Museo resterà ancora chiuso nel weekend ma entro l’estate si potrà tornare all’apertura dal martedì alla domenica in massima sicurezza e con ingressi contingentati grazie alla nuova piattaforma di prenotazione online che permetterà di passare all’acquisto esclusivamente digitale del biglietto e saremo anche in grado di conoscere, nel rispetto della privacy, provenienza, fascia di età e altri dati dei visitatori per monitorare l’affluenza e migliorare i servizi in un’ottica di maggior gradimento per il pubblico». (rrc)

 

Bronzi in tv su Geo: il bel racconto del direttore Carmelo Malacrino

È stato molto bravo ed efficace il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio arch. Carmelo Malacrino nella sua diretta con Geo, l’apprezzata trasmissione di Rai3 condotta da Sveva Sagramola. Un bel racconto sugli Eroi venuti dal mare, vanto e orgoglio del Museo reggino, testimonianza straordinaria dell’arte classica del V secolo a.C., tra le pochissime sculture arrivate intatte ai nostri giorni, messaggeri della civiltà millenaria della Magna Grecia.

Il direttore Malacrino non ha mai nascosto l’entusiasmo che guida il suo lavoro, con l’instancabile passione del ricercatore e del divulgatore che mette la propria competenza al servizio di tutti: non è stata, quella in diretta tv, una lezione noiosa di storia dell’arte, al contrario il suo è stato un magnifico racconto intessuto di curiosità e di dettagli che funzionano a stuzzicare interesse e curiosità.

Reggio ha un tesoro ancora pressoché sconosciuto al resto del mondo: servono, però, molte più trasmissioni come quella della Sagramola, le cui finalità divulgative raggiungono sempre un invidiabile successo, serve una narrazione, competente e “pulita” come quella offerta ieri dal direttore Malacrino, ma serve anche l’impegno di amministratori e forze politiche perché si possa costruire un turismo di cultura con il traino dei Bronzi. L’arch. Malacrino non nasconde, giustamente, l’orgoglio di custodire il Museo delle meraviglie della Magna Grecia (e non solo ci sono straordinarie testimonianze dell’antichità e delle ere geologiche che hanno lasciato segni indelebili): quando la pandemia lo permetterà – dovrà impegnarsi a raccontare la storia dei Bronzi e del Museo (che dirige in maniera eccellente) a tutto il mondo. E dovrà contare sul sostegno concreto della Regione, degli amministratori locali, dello stesso ministero del Turismo perché attraverso i Bronzi possa essere veicolato il messaggio del mediterraneo culla della civiltà del mondo moderno.

Fino ad oggi si è data scarsa importanza all’attrazione che i due Bronzi di Calabria (Riace è solo il luogo del ritrovamento) riuscirebbero a suscitare con un’adeguata campagna di comunicazione a respiro mondiale. Nel 2022 saranno 50 anni che i Bronzi vennero scoperti nelle acque dello Jonio: oggi meritano di diventare patrimonio dell’umanità. L’Unesco dovrebbe metterli sotto la propria tutela: sarebbe il giusto riconoscimento a un tesoro che il mondo merita di scoprire e condividere. Con la coinvolgente passione del direttore Malacrino – si può dire, senza sbagliare – non sarà un’impresa ardua. Grazie, direttore. (s)

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria protagonista nel programma “Geo” di RaiTre

Questo pomeriggio, alle 16.45, le telecamere del programma di RaiTre, Geo, curato da Sveva Sagramola, saranno al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, guidato da Carmelo Malacrino.

Il collegamento con gli studi della Rai avverrà dalla sala dei Bronzi di Riace e di Porticello, e sarà un’occasione straordinaria per parlare del MArRC e rilanciare la bellezza delle sue collezioni.

«Ringrazio tutto lo staff di Geo per avere scelto il nostro museo – commenta Malacrino. La trasmissione ci darà l’opportunità di parlare dell’archeologia e della storia della Calabria antica in un momento in cui la pandemia sta mettendo a dura prova tutto il Paese. Far conoscere il nostro straordinario patrimonio davanti alle telecamere della Rai rincuorerà, ne sono certo, gli animi degli italiani, con l’auspicio di poter presto accogliere di nuovo e a braccia aperte i visitatori provenienti da ogni parte del mondo attratti dalla bellezza dei Bronzi di Riace».