COSENZA – Si presenta il progetto di restauro e conservazione della Fontana del Balilla

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18, al Museo dei Brettii e degli Enotri, sarà presentato il progetto di conservazione e restauro della Fontana del Balilla e la collaborazione tra il Comune di Cosenza e il Dibest dell’Unical.

Si parte con i saluti di Franz Caruso, sindaco di Cosenza, di Marilena Cerzoso, direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, e di Donatella Barca, prof.ssa ordinaria di Petrografia e coordinatrice del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro di Beni Culturali all’Unical.

Intervengono Antonio Barbera, prof e docente restauratore, gli studenti e le studentesse del I anno del corso di laurea in Conservazione e Restauro di Beni Culturali dell’Unical su Il restauro della fontana del Balilla e gli studenti del V anno dello stesso corso su Il restauro dei reperti custoditi nel Museo dei Brettii e degli Enotri, Mauro La Russa, prof. ordinario di Petografia applicata ai Beni Culturali e Francesca Stunpo, presidentessa Soroptimist Club Cosenza.

Venerdì 19, alle 15.30, sarà inaugurata la mostra fotografica Life Support, la nave di Emergency.

Al secondo piano del Museo è ancora visitabile la mostra Locus, Loci sul tema del paesaggio, mentre al primo piano del chiostro potrete vedere la mostra fotografica Enotri, con le fotografie di Biagio Tassone che raffigurano i luoghi degli Enotri e i reperti archeologici che ne raccontano la storia. (rcs)

COSENZA – Al Museo dei Brettii e degli Enotri il “Mese della Memoria”

Al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza torna, per il terzo anno consecutivo, il Mese della Memoria, che prende il via domani, alle 10.30, al Giardino “Sergio De Simone” con l’evento Esserci per non dimenticare.

L’iniziativa, infatti, terminerà il 26 febbraio, e prevede diversi eventi dislocati in più luoghi della città per sottolineare con tenacia, ora più che mai, la necessità di non dimenticare.

Sabato 27, poi, il Museo ospiterà lo spettacolo Il pianista di Dio, curato dalla Milleventi Associazione Culturale. (rcs)

La fotografa Paula Jesus a Cosenza

di MARIACHIARA MONACO – Un bambino che a bassa voce dice di esser solo, mi mostra le ferite e confessa di avere fame: tutto davanti ad un centro migranti finanziato dall’Ue. Cosa si può dire a un minore a cui è stata rubata l’infanzia?».

Inizia così il racconto di Paula Jesus, fotografa e documentarista, che a Cosenza presso il museo dei Brettii e degli Enotri, ha presentato uno dei suoi lavori, intitolato: “Rotta Balcanica e Pakistan: reportage dall’interno”.

Si tratta di un racconto intriso d’immagini e di testimonianze di persone che cercano rifugio e opportunità attraverso il mare, e di altre di cui si parla poco, che si affidano a vie terrestri altrettanto rischiose. Questi percorsi sono spesso costellati di ostacoli e pericoli , e chi li percorre affronta sfide significative. Perché  la migrazione via mare nel Mediterraneo è solo una parte della complessa rete di rotte migratorie che attraversano il continente europeo. La Rotta Balcanica, raccontata e percorsa dalla documentarista, merita attenzione e analisi, poiché continua ad essere uno dei principali corridoi di ingresso nell’Unione Europea. Solitamente i migranti partono dalla Macedonia del Nord per poi transitare tra i numerosi paesi della penisola balcanica, tra cui Serbia, Ungheria, Bosnia-Erzegovina e Croazia. Le persone in transito provengono principalmente dal Pakistan, dall’Afghanistan, dall’Iraq, dalla Turchia (Kurdistan), dall’India e dalla Siria.

Il viaggio verso l’Europa costa tra i 10 e i 15 mila euro a persona, senza garanzie: «Ma adulti e bambini hanno fame di vita e sono disposti ad attraversare il mondo scalzi e mangiare cibo per cani pur di riuscirci».

La reporter parte dall’ex stazione ferroviaria di Belgrado, il suo è un racconto al presente, come se fisicamente si trovasse ancora lì: «Su indicazione di due clochard, trovo una stanza che sembra una camera degli orrori. È agosto, il caldo fa fermentare l’odore di escrementi. Qui le persone dormono, mangiano e trovano riparo dalle minacce, i migranti sono facilmente individuabili: zaino, busta di plastica, ciabatte o scarpe consumate. Il volto è duro, spesso assente».

Paula narra di aver  incontrato un ragazzo e di avergli chiesto il nome: «Lui istintivamente alza le braccia e dice: Afghanistan».

Poi riflette: «Queste persone non hanno più quotidianità né amici, solo persone a cui si affiancano per superare confini e momenti critici». Arrivata al campo di Obrenovac ricorda di aver incrociato sguardo assente di molti minori soli, tra cui un bambino che le confessa di aver fame: «Avrei voluto potermi prendere cura di lui. È doloroso sentirsi inutili».

Un racconto ampio, pieno di particolari è stato anche quello riguardante la proiezione del mediometraggio “BluBlu”, prodotto da AOLE ASD e ideato con l’obiettivo di sensibilizzare la società sul tema della disabilità e mostrare attraverso delle singole biografie la possibilità di tradurre la difficoltà in nuove forme di risorsa, dove gli ostacoli diventano obiettivi e i limiti un punto di partenza. Per l’occasione è stata allestita la mostra fotografica, dal titolo “Sit- Down Babies”, dove la diversità viene intesa come la singolarità di ognuno, e viene sempre prima di ogni categorizzazione: “disabile”, “immigrato”, “omosessuale” e via dicendo. Non si vedono delle categorie, ma persone con dei nomi e dei tratti distintivi. Come Annalea, di 1 anno, rappresenta di spalle, oppure Giulio, 8 anni, o Arianna di 6.

E, se la società spinge a definire la diversità come ciò che rimane escluso perché le sue note caratterizzanti sono in contrasto da quelle definite normali, “Sit-Down Babies” vuole far vedere come questi bambini e bambine sono diversi tra loro, pur appartenendo e condividendo la stessa sindrome, ma anche caratteristiche uniche ed ineguagliabili, punti di forza e aspettative di crescita personali. (mm)

COSENZA – Giovedì al Museo dei Brettii e degli Enotri la sfilata dello stilista Mele

Giovedì 7 settembre, a Cosenza, alle 19, al Museo dei Brettii e degli Enotri, si terrà la sfilata del giovane stilista cosentino Valentino Mele, che presenterà la sua collezione primavera – estate 2024.

Lunedì 11 settembre, invece, alle 20, sempre al Museo, è in programma il concerto per clarinetto, contrabbasso e pianoforteBrahms, Bottesini, Schumann. Dal 14 al 16 settembre il Museo ospiterà il Nu Jazz Festival.

Domenica 17, il finissage del progetto installativo T(w)o Edge  due bordi_al limite. (rcs)

COSENZA – Gli appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri

Proseguono, per il mese di luglio, gli appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. Mercoledì 26 luglio, alle 19, è in programma il terzo incontro della rassegna Aperinchiostro con Olimpo Talarico e il suo libro Avrei voluto scriverti cantando.

Una storia di affetti, rapporti umani e amicizia, che racconta le vicende di una famiglia di Caccuri e soprattutto di un tragico amore, quello di Leonardo ed Elda, durante il ventennio fascista.

Giovedì 27, invece, alle 19.30, si terrà lo spettacolo Alla ricerca dell’isola che non c’è. Si tratta dell’esito del laboratorio teatrale della Compagnia della Pigna. (rcs)

COSENZA – Al via l’Aperinchiostro

Prende il via domani, al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, la seconda edizione di Aperinchiostro, la rassegna libraria promossa dall’Amministrazione comunale di Cosenza, guidata dal sindaco Franz Caruso.

Un’iniziativa fortemente voluta dal Sindaco Franz Caruso che ha avallato sin dall’inizio l’idea e la felice intuizione della consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza che al chiostro del Museo dei Brettii ha trasferito, già dallo scorso anno, grazie anche alla preziosa collaborazione della direttrice Marilena Cerzoso, il format sperimentato con successo con “Librincomune”, con in più la possibilità di godere della bellezza del luogo, abbinandovi la possibilità di gustare anche un aperitivo. La rassegna libraria è frutto anche dell’importante sinergia tra l’Amministrazione comunale ed alcune librerie della città come la Mondadori e Raccontami.

Il primo appuntamento è alle 19, con la presentazione del libro di Piera Carlomagno L’estate dei ricchi, pubblicato da Love Edizioni. Giornalista e presidente dell’Associazione “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival, ne “L’estate dei ricchi”, Piera Carlomagno racconta una storia che ha le tinte del romanzo sentimentale mescolate con quelle del noir. Nelle pagine del libro risulta tratteggiata la figura di un’originale dark lady, uscita dal mondo degli ordinary people – la gente comune – ma capace di tessere, con sorprendente abilità, un gioco sottile e crudele.

La presentazione del volume sarà preceduta dai saluti istituzionali del sindaco Franz Caruso. Con l’autrice Piera Carlomagno dialogheranno la giornalista Rosa Cardillo e la scrittrice Assunta Morrone. Moderatrice della presentazione, la delegata del Sindaco alla Cultura, Antonietta Cozza.

La serata sarà intervallata dalle note musicali del “Quartetto Shameless Violas” del Conservatorio “Giacomantonio formato da Francesco Sbarra, Elena Corapi, Ada Iannuzzi e Carolina De Filippo. I successivi appuntamenti della rassegna avranno, inoltre, per protagonisti lo scrittore Giuseppe Aloe, con il libro, edito da Rubbettino, Le cose di prima, la cui presentazione è in programma il 18 luglio, sempre al Museo dei Brettii e degli Enotri, alle ore 19,00, e Olimpio Talarico, Presidente del Premio Letterario Caccuri, con il suo libro, edito da Aliberti, Avrei voluto scriverti cantando, che sarà presentato il 26 luglio.

Con Giuseppe Aloe, dopo i saluti del sindaco Franz Caruso, dialogherà la giornalista Aida Leone, mentre l’accompagnamento musicale sarà garantito dalla formazione “PercusSound group” (Diego Forte, Giorgio Gaudio, Matteo Barletta ed Emilio Porco).

Con Olimpio Talarico, invece, dialogherà lo scrittore, di Girifalco, Domenico Dara, che lo scorso anno fu ospite della giornata conclusiva di “Aperinchiostro”. (rcs)

COSENZA – Gli appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri

Sono numerosi gli appuntamenti in programma al Museo dei Brettiii e degli Enotri di Cosenza.

Si parte questa sera, alle 19, con la serata commemorativa dal titolo Un nome, un racconto, una vita, dedicata ad Antonello Antonante, storico fondatore del Centro Rat-Teatro dell’Acquario, ad una anno dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2022.

Sabato 8, alle 17.30, è in programma il saggio-concerto della Scuola di Flauto del maestro Pietro Guastafierro del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza; mercoledì 12, alle 19,d opo il grande successo dello scorso anno, ritornano gli appuntamenti con AperINchiostro, in cui alla presentazione di un libro si unisce il piacere di ascoltare buona musica e di gustare un buon aperitivo nel chiostro del Museo. Per questo primo appuntamento del 2023 si presenterà il romanzo di Piera Carlomagno, L’estate dei ricchi.

Si prosegue giovedì 13 luglio, alle 20, con la chiusura della mostra La Calabria per Dante, a cui seguirà alle 21 Phaleg in concerto. Venerdì 14, alle 18,  A-Head Project di Angelo Azzurro Onlus presenta il progetto installativo T(w)o Edge due bordi_al limite di Angelo Gallo, nato da un confronto con Piero Gagliardi, a cura di Simona Spinella e con i testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli. (rcs)

COSENZA – Il 14 luglio al Museo dei Brettii e degli Enotri la mostra “T(w)o Edge

Il 14 luglio, a Cosenza, al Museo dei Brettii e degli Enotri, alle 18, s’inaugura la mostra T(w)O Edge due bordi_al limite di Angelo Gallo a cura di  Simona Spinella e con i testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli.

La mostra, prima parte di un progetto che toccherà diverse città italiane ed europee, è promossa da A-Head Project  di Angelo Azzurro Onlus ed è un omaggio al curatore di A-Head, Piero Gagliardi. 

Il progetto si avvale del patrocinio della Città di Cosenza e si inserisce all’interno del Festival  Invasioni 2023 in programma il 13 e 14 luglio.  

«L’installazione T(w)O Edge due bordi_al limite è intimamente congiunta ad una parola, ovvero  dialogo. L’opera nasce da un confronto iniziale tra Angelo Gallo e Piero Gagliardi in relazione al  concetto di riproducibilità e tiratura della grafica d’arte. Nasce così “Studio della scultura dell’ala.  Opera unica di possibile tiratura illimitata».

[…] T(w)O EDGE due bordi_al limite è il frutto di una  serie di dialoghi che si sono fondati sul rispetto reciproco, è uno spazio ospitante di possibilità, è  un insieme di relazioni, in cui il sistema di lettura e di fruizione dell’opera sono dialoganti. Quando  parliamo di “possibilità” e di “relazione” ci rapportiamo alle due opere che compongono  l’installazione con riferimento al concetto di riproducibilità. Difatti all’incisione, può essere concessa  la possibilità di esser opera unica o di avere una tiratura illimitata, mentre l’istallazione opera unica,  si moltiplica grazie all’interazione.

Tra le due opere poste una fronte all’altra, il Cyan Carpet,  determina uno spazio, un luogo, un tratto di possibilità da percorrere; al centro c’è il ruolo del  fruitore che è spinto a confronto con se stesso in due modi completamente diversi. […] La scelta  del titolo T(w)O Edge due bordi_al limite quindi sta nel concetto del doppio che appartiene  all’opera poiché composta da due opere, ma anche nella relazione con il fruitore che sta al centro  nella dimensione biunivoca e genera l’alternanza dell’essere», si legge dal testo critico di Simona Spinella.

«[…] Fra scultura e incisione, atto performativo e installazione ambientale, l’opera T(w)O Edge due  bordi_al limite di Angelo Gallo inalvea e contiene le tensioni dell’artista sulla sua poetica, sul suo  linguaggio, sul suo pensiero – si legge nel testo critico di Capparelli –. L’artista imposta la sua ricerca su un elemento fondante, la  razionalità ammantata da un velo di indeterminatezza. […] Questo intervento artistico è composto  dal dialogo fra una serie di elementi interconnessi fra loro che gestalticamente sono presentati al  pubblico nella loro totalità, strutturata in modo organico, e non considerabili come elementi singoli  e indipendenti».

«Il principio fondamentale della Psicologia della Gestalt o Psicologia della forma – si legge ancora – si  fonda sul concetto che il tutto è superiore alla somma delle singole parti: secondo questa teoria ciò  che percepiamo non è la somma di elementi, ma una sintesi della realtà. […] L’artista ‘sigillando’ la  matrice di rame all’interno di un contenitore dichiara che l’opera è da considerarsi come lavoro  unico e irriproducibile, ma contestualmente consegna nelle mani del suo possessore una  possibilità: rompere il sigillo e aprire l’opera alla serialità, a reiterare l’atto artistico all’infinito». 

  «Questo trasferimento di volontarietà, dall’autore al proprietario dell’opera, è la chiave di lettura di  tutta l’installazione. È l’elemento di incognita, di variabile di indeterminatezza che ci proietta in una  condizione di sospensione, di probabile perdita dell’‘aura’ – continua il testo – per dirla con Benjamin, che ne  determinerà la sua riproducibilità. […] Altra componente significativa dell’installazione è la  progettazione di uno spazio predeterminato entro il quale l’osservatore può muoversi e scegliere  autonomamente dove situarsi. Non è un caso che l’autore collochi all’interno dello spazio  installativo un piedistallo dove l’osservatore può posizionarsi e posare, interagendo e integrandosi  con l’installazione stessa. Lo spazio e il tempo di fruizione così intesi, decretano che l’installazione  ambientale si converta in luogo performativo dove il tempo del pubblico e la sua permanenza  all’interno di esso diventano elementi fondanti. L’osservatore descrive un percorso alternativo, nel  cui interno si percepiscono un senso di attesa e di scoperta, o meglio, di avvento, di qualcosa che  deve ancora accadere»

Il progetto A-Head nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei  disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro Onlus ed artisti e dj di  respiro internazionale: infatti con il progetto A-Head Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal  2017, mira a sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo delle malattie mentali attraverso  l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari  laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. 

Data la natura benefica del progetto, con A-Head la cultura, nell’accezione più ampia del termine,  diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di  progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica  prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del  progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a  pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.  (rcs)

COSENZA – Al Museo dei Brettii e degli Enotri si celebra la Giornata dei Musei

Anche al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza si celebra la Giornata Internazionale dei Musei, in programma domani giovedì 18 maggio.

E lo fa organizzando, in collaborazione con l’Associazione culturale Μεράκι e con l’organizzazione no-profit Ri-ForMap, un’attività pomeridiana dal titolo Rilass-Arti al Museo, scandita da due appuntamenti. Il primo, alle 16, con ingresso e visita guidata al prezzo speciale di 5,00 euro. Il secondo, previsto alle ore 17,00, con la partecipazione ad un laboratorio gratuito durante il quale i partecipanti verranno guidati alla conoscenza delle proprie risorse creative, in un percorso che trarrà ispirazione dai reperti custoditi nelle sale espositive del Museo.

Il laboratorio, della durata di 90 minuti e realizzato dall’arte-terapeuta Alessandra Bresciani, è rivolto a persone adulte: a curiosi, a chi lavora con passione, a chi danza, disegna, suona, a chi insegna e a chi educa, ai diplomati in discipline artistiche, a tutti gli operatori della relazione d’aiuto e a chi vuole avvicinarsi all’utilizzo di questi linguaggi per entrare in contatto con le proprie risorse creative.

Il 19 maggio, invece, sempre al Museo dei Brettii e degli Enotri, si terrà l’appuntamento conclusivo della rassegna Primavera Mediterranea, avviata in collaborazione con l’Associazione culturale Μεράκι lo scorso 21 marzo con l’inaugurazione della mostra “Mediterraneo” (ancora fruibile per gli ultimi giorni fino a domenica 21 maggio).

Per quest’ultimo appuntamento, sarà la musica ad essere protagonista, con la presentazione del libro Basta Tarantelle. Antropologia della nuova musica popolare di Danilo Gatto, docente di Etnomusicologia al Conservatorio “Tchaikovsky” di Catanzaro. Dopo i saluti della Consigliera comunale delegata alla Cultura, Antonietta Cozza, della direttrice del Museo, Marilena Cerzoso e della vicepresidente dell’Associazione culturale Μεράκι, Claudia Melicchio, l’autore del libro, profondo conoscitore della musica popolare calabrese, traccerà un excursus del contesto in cui si è mossa negli ultimi anni, tra festival, eventi e politiche turistico-culturali.

Insieme a Danilo Gatto, anche il cantautore Fabio Macagnino che, con Gabriele Macrì e Rocco Montepaone, accompagnerà la presentazione con una serie di interventi musicali. (rcs)

COSENZA – L’incontro su Kroton e Sybaris

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17, al Museo dei Brettii e degli Enotri, si terrà la conversazione su Kroton e Sybaris.

L’evento rientra nell’ambito della prima edizione della rassegna Primavera Mediterranea.

Dopo i saluti di Antonietta Cozza, consigliera comunale di Cosenza, di Marilena Cerzoso, direttrice del Museo e Giulio Rizzuto, presidente Associazione Culturale “Meraki”, intervengono Filippo Demma, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Sibari e Gregorio Aversa, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone. (rcs)