POLISTENA (RC) – Domani si parla dello scioglimento dei Consigli comunali

Domani, a Polistena, nel Salone delle Feste del Comune, alle 9, si terrà una giornata di studio sullo scioglimento dei consigli comunali per sospette infiltrazioni mafiose, organizzato da Comidea, società di formazione e servizi per la pubblica amministrazione, e il patrocinio di Avviso Pubblico, dell’Associazione dei Comuni Città degli Ulivi, dell’Associazione dei Comuni della Locride, dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto, e dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Tripodi.

L’incontro è strutturato anche come momento di dialogo tra esperti, rappresentanti delle istituzioni interessate, e intende proporre una analisi collettiva della situazione e provare a tracciare i punti di convergenza.

La normativa sullo scioglimento delle amministrazioni per sospetto di infiltrazioni mafiose continua ad essere uno strumento assai importante per il contrasto alla criminalità organizzata, ma deve essere migliorata e devono essere revisionate le modalità di concreta applicazione se si vogliono raggiungere importanti e permanenti risultati positivi e se si vuole evitare che vi siano realtà in cui queste forme di scioglimento si ripetono ciclicamente.

L’istituto è stato introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 1991.

Inoltre è da tempo in vigore un complesso sistema di norme finalizzate al rafforzamento della capacità di prevenzione e contrasto dei fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione e alla concreta attuazione del principio di trasparenza dell’azione pubblica. La legge n. 190/2012 (c.d. legge anticorruzione), così come modificata dal D.lgs. 97-2016 e ss.mm.ii, obbliga le Pubbliche Amministrazioni e anche gli enti locali ad adottare il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (PTPCT), nel Piao, nel cui ambito deve essere previsto anche un piano annuale di formazione del personale sui temi dell’etica e della legalità e sulla gestione delle attività a maggiore rischio di corruzione. Il contrasto alla corruzione infatti è prerogativa esclusiva di polizia e magistratura quando atti e malefatte son compiuti: i presidi posti a prevenzione dei rischi dell’attività amministrativa sono un aspetto rilevante dell’agire pubblico e la procedimentalizzazione degli ambiti amministrativi a rischio può attivare gli opportuni allarmi attraverso il monitoraggio e la prevenzione delle situazioni a rischio.

Anche alla luce della revisione del Tuel, emerge la necessità di esplorare la complessità insita nelle norme, la loro interazione, la necessità di una stretta integrazione, di riflettere sulla efficacia delle norme in materia di prevenzione del rischio corruzione, delle norme di contrasto ai condizionamenti ed alla infiltrazione mafiosa, tenendo conto delle esperienze fin qui realizzate, sui limiti dell’approccio tradizionale in termini di “malgoverno” e sulla possibile loro riforma con lo scopo di rafforzarne l’efficacia in termini di prevenzione e la capacità effettiva di permanenza degli effetti di ripristino della legalità.

La previsione di interventi “straordinari” per le amministrazioni locali in cui si registra la presenza di fattori di inquinamento mafioso continua ad essere necessaria e deve anzi essere resa ancora più incisiva sul terreno della organizzazione interna degli enti. Non si deve infatti dimenticare che l’esperienza dimostra che gli enti sciolti con questo strumento eccezionale sono quasi sempre assai deboli e carenti sul terreno del funzionamento delle macchine burocratiche e che, molto spesso, l’infiltrazione ed il condizionamento mafioso si concretizzano proprio anche attraverso debolezze e criticità della struttura burocratica.

La giurisprudenza amministrativa ha fissato in modo preciso gli ambiti entro i quali possono essere legittimamente assunti questi interventi straordinari: la fissazione e formalizzazioni di tali principi attraverso una modifica legislativa appare assai utile ed opportuna per meglio definire il punto di equilibrio tra gli spazi di apprezzamento discrezionale connessi alla natura di atti di “alta amministrazione” e la necessità di evitare errori ed utilizzazioni improprie di questo istituto. La previsione di commissioni di accesso quale momento di avvio della procedura si è rivelata come una scelta opportuna ed a cui apportare alcuni limitati miglioramenti.

Le iniziative che sono in corso per il comune di Caivano devono essere considerate come un esempio da assumere quale punto di riferimento per dimostrare la presenza effettiva dello Stato e per prosciugare lo stagno da cui la criminalità organizzata trae linfa. E’ necessario, mutuando le iniziative assunte per tale comune, mettere in campo un complesso armonico di iniziative. Il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine, l’assunzione di progetti di integrazione sociale, il potenziamento delle scuole, la realizzazione di importanti infrastrutture, l’attuazione di investimenti produttivi, il rafforzamento della polizia locale, la crescita della macchina organizzativa: sono queste le iniziative da mettere in moto. In tale ambito, la revisione dell’istituto della sovraordinazione, puntando sul rafforzamento permanente della struttura burocratica; la presenza a tempo pieno di una commissione straordinaria; la possibilità di assumere iniziative straordinarie sulle strutture amministrative e sui suoi vertici costituiscono un complesso di misure ulteriori che devono essere concretizzate.

Una particolare cura deve essere dedicata all’assunzione di iniziative che puntino al coinvolgimento della società civile, sapendo che su questo terreno devono essere recuperati ritardi e sottovalutazioni che hanno portato ad una sostanziale indifferenza dei cittadini rispetto alle potenzialità insite nell’istituto. (rrc)

A Polistena il convegno sui “Valori religiosi e cittadinanza”

Si è parlato di Valori religiosi e cittadinanza, nel corso di un incontro organizzato dalla Federezione Islamica Italiana a Polistena, il cui obiettivo era quello di rappresentare i valori fondanti la Repubblica Italiana e favorire l’integrazione dei cittadini stranieri presenti in Calabria.

Nel corso dell’ incontro, il sindaco Michele Tripodi ha rivendicato i risultati raggiunti nel campo dell’ immigrazione e dell’ accoglienza nel suo comune ed ha affermato che la politica dovrebbe promuovere il c.d. “jus soli” ovvero l’ acquisizione della cittadinanza italiana per nascita.
Ha moderato il convegno il Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria, avv. Domenico Naccari, il quale ha letto in apertura un toccante messaggio inviato dalla piccola Yara, quindicenne nata a Polistena da genitori marocchini la quale ha voluto ringraziare le autorità  presenti per l’accoglienza e la solidarietà  ricevuta in occasione della perdita del fratello, a testimonianza della vicinanza della comunità  locale nei loro confronti.
Presente anche il sindaco di Rizziconi, Alessandro Giovinazzo, il quale ha elogiato il Comune di Polistena come modello di gestione amministrativa. È’intervenuto, anche, il Console Generale del Regno del Marocco di Napoli, M’hammed Khalil, ricordando le parole di condanna di Papa Francesco sulle guerre in corso.
Seguendo questo filo conduttore, il presidente della federazione islamica Hajraoui Mustapha  ed il segretario  Massimo Abdellah Cozzolino hanno evidenziato che il Corano promuove proprio la pace e la  fratellanza  di cui parla Papa Francesco,  ambedue valori fondanti l’Islam.
Don Pino de Masi  e Don Antonio Stranges, rispettivamente  Vicario Episcopale e Delegato della Conferenza Episcopale Calabrese per l’integrazione, hanno ricordato il non semplice percorso di emigrazione e integrazione dei cittadini marocchini dagli anni ’80 ad oggi, ed asserito che è necessario seminare valori sani per raccogliere in futuro frutti di pace.
Il Console Naccari ha rimarcato il perfetto inserimento dei cittadini marocchini nel tessuto sociale  Calabrese in generale e di Polistena in particolare, aggiungendo che i valori della persona prescindono dal credo religioso o dalla provenienza geografica.
Ha concluso il lavori l’avv. Giuseppe Saletta, membro del Consiglio dell’ ordine degli avvocati di Palmi, il quale ha proposto l’istituzione di un protocollo con università e associazioni di avvocati in Marocco, tendente a promuovere scambi culturali e sinergie tra le due realtà. (rrc)

A Polistena successo per l’iniziativa del Consolato “Mobile”

Ha riscosso grande successo l’iniziativa che ha visto il Comune di Polistena, per un giorno, diventare un “Consolato mobile” del Marocco permettendo, così, a circa mille cittadini marocchini provenienti da tutta la Calabria, di ritirare i documenti senza doversi spostare dalla Regione.

L’iniziativa, fortemente voluta dalle autorità marocchine, ed organizzata in maniera ineccepibile dalla federazione islamica italiana per venire incontro alle esigenze dei circa 15.000 cittadini marocchini residenti nella Regione Calabria, ha  avuto come scopo quello di evitare un lungo e dispendioso viaggio fino a Napoli per la richiesta di documenti. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, che ha accolto i due Consoli del Marocco presenti: quello di Napoli M’hammed Khalil ed il Console Onorario Calabrese, avv. Domenico Naccari.

Erano altresì presenti alcuni funzionari del consolato ed  i rappresentanti della federazione islamica italiana tra cui il presidente nazionale Hajraoui Mustapha  e quello locale Karani Abdeslam.

Soddisfazione da parte dei Consoli Marocchini Khalil e Naccari per le circa 200 pratiche evase tra rilascio di passaporti e ceritificazioni varie.

Soddisfatto anche il sindaco per  il servizio offerto e per la circostanza che Polistena ancora una volta si distingue nel contesto regionale per una politica di accoglienza e di integrazione. (rrc)

Polistena sede del Consolato del Marocco per un giorno

Il Comune di Polistena domani terrà un servizio speciale e temporaneo, quello del Consolato Mobile.

Una possibilità resa possibile grazie all’iniziativa fortemente voluta dalle autorità marocchine, per venire incontro alle esigenze dei circa 15.000 cittadini marocchini residenti nella Regione Calabria, ha come scopo di evitare un lungo e dispendioso viaggio fino a Napoli per la richiesta di documenti.

Nei locali messi a disposizione del Comune di Polistena nella persona del suo sindaco Michele Tripodi, sarà possibile ritirare i documenti senza la necessità di spostarsi dalla Calabria. All’ iniziativa saranno presenti il Console Generale del Regno del Marocco a Napoli, M’hammed Khalil, ed il Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria, avv. Domenico Naccari. (rrc)

L’OPINIONE / Michele Tripodi: A Polistena ha vinto la partecipazaione

di MICHELE TRIPODI – Sono state migliaia di persone quelle che hanno partecipato alla manifestazione del 4 maggio Sanità Chiama,  promossa dall’Amministrazione Comunale di Polistena.

Oltre 100 le adesioni ufficiali di organizzazioni, scuole, sindacati, partiti, associazioni, oltre 30 le adesioni dei Comuni reggini e calabresi.

È stato un momento forte, democratico, di protesta che ha assunto forme variopinte e originali come l’iniziativa del flashmob con la scritta umana +Sanità fatta dalle ragazze. Non ci sono solo le parole importanti che rimangono come macigni, dette sui palchi, che il Commissario/Presidente Occhiuto non può ignorare.
Peraltro si sono alternati 20 interventi, segno che la democrazia è un qualcosa che non si sbandiera ai quattro venti, si compie quando si vuole. A Polistena è un esercizio ricorrente che si realizza ogni giorno. Il tentativo perfido è stato quello (ed è ancora in atto) di sminuire il successo e l’importanza della manifestazione. Negazionismo sciocco ma non solo.
I soliti quattro cretini nemmeno li consideriamo più… respingiamo invece con sdegno quanti ipocritamente fanno finta di battersi per l’ospedale ma vorrebbero che non esistesse, perlomeno a Polistena.
Questa città da fastidio, non a caso c’è pure chi vorrebbe eliminarla definitivamente dalla cartina geografica. Sono costoro, quelli dell’interregno, quello delle cordate politiche trasversali, quello del qualunquismo che in questi giorni hanno ufficialmente scritto o detto una cosa ma lavorato sistematicamente (dietro le quinte) per delegittimare la portata e il significato della manifestazione del 4 maggio.
Negare quanto contenuto nel Dca/78, un documento ufficiale a firma del Commissario Roberto Occhiuto, (questo sì), significa farlo per parte politica.
Ma non solo. Significa, cosa più grave, negare lo smantellamento della sanità pubblica in atto, significa negare l’attacco contro l’ospedale di Polistena e contro la città di Polistena. Mancano 70 unità di personale in ospedale nonostante i bravissimi medici cubani, gli operatori sanitari sono precettati, nessun investimento serio per la struttura è stato programmato.
Mentre all’ospedale spoke gemello di Locri si spendono 14 milioni per lavori, mentre per il l’ospedale di Palmi si mettono altri 150 milioni di euro, all’ospedale di Polistena dove le prestazioni sono il doppio rispetto ai numeri di Locri non si fa niente.
I 35 milioni dei fondi Inail in teoria previsti per Polistena sono tra i progetti valutabili ma per ora non esistono checchè ne dica Occhiuto.
Non esistono per Polistena nemmeno altri fondi concorrenti. E allora? Come la mettiamo?
Cosa vuol dire tutto questo?
Vuol dire semplicemente ciò che sta scritto nel Dca 78. Gli indizi sono fin troppo chiari. Per tutti questi motivi, la leggerezza dei giudizi sulle questioni al centro della manifestazione equivalgono a disinteresse o peggio ancora a complicità di chi vorrebbe decretare la cancellazione dell’ospedale di Polistena.
Per tali motivi per me, per noi la lotta non è finita il 4 maggio e non finirà quand’anche Occhiuto vorrà riscrivere il Dca 78 eliminando, speriamo presto, la stessa previsione che fu costretto ad eliminare (dalla protesta di Polistena) il Commissario Massimo #Scura.
Allora però non c’erano i bavagli di oggi è governava il centrosinistra la regione.
La lotta per l’ospedale di Polistena e per la sanità pubblica va dunque oltre i colori vivaci, oltre i volti indignati, oltre la musica bellissima della grande manifestazione del 4 maggio.
La lotta deve continuare. E continuerà. (mt)
[Michele Tripodi è sindaco di Polistena]

I sindaci dell’Associazione “Città degli Ulivi” e dei Comuni della Locride a Polistena per difendere la sanità

Anche i sindaci dell’Associazione “Città degli Ulivi” e dell’Associazione dei Comuni della Locride scendono in piazza a Polistena per difendere la sanità.

Vincenzi Maesano, presidente Assemblea Associazione Comuni della Locride, Giorgio Imperitura, presidente Comitato direttivo Associazione Comuni della Locride, Michele Conia, presidente  Assemblea Associazione “Città degli Ulivi” e Marco Caruso, presidente Comitato Direttivo Associazione “Città degli Ulivi”, nel merito dell’azione politica intrapresa dalle Associazioni hanno rilevato che, da tempo, «grazie soprattutto al sapiente lavoro svolto dai delegati alla Conferenza dei Sindaci dell’Asp Aldo Alessio (sindaco di Gioia Tauro) e Mariateresa Fragomeni (sindaco di Siderno), si è sviluppato un dialogo costruttivo tra i vertici aziendali e la rappresentanza istituzionale dei due comprensori».

I sindaci hanno rimarcato, con forza, «le criticità e le carenze che affliggono i servizi territoriali, depotenziati negli anni con evidente danno a carico dei cittadini, i quali sempre più spesso sono costretti ad invocare risposte adeguate, anche in termini di tempestività e di qualità. Le Associazioni ha avuto un ruolo fondamentale nei processi organizzativi, chiedendo di partecipare alla progettazione degli interventi tendenti ad una programmazione a lungo, medio e breve termine».

«Si è obiettivamente – si legge in una nota – registrata un’inversione di tendenza rispetto al recente passato, anche per quanto concerne i rapporti dell’Asp con il territorio ed i loro rappresentanti, chiaro segnale di apertura e disponibilità Il costante impegno, rivolto sempre a garantire servizi efficienti ai cittadini dei due comprensori, ha prodotto risultati concreti con l’imminente realizzazione degli Ospedali di
Comunità, della Case della Salute e altri servizi territoriali che potranno fornire risposte immediate alle pressanti istanze che quotidianamente provengono dal territorio».

Tuttavia, i sindaci non considerano «soddisfacenti i risultati raggiunti e, per questa ragione – viene spiegato –, proseguiranno la positiva interlocuzione avviata con l’Asp per ottenere il rafforzamento e/o la riapertura dei Presidi attualmente operativi nella Piana e nella Locride, sempre nell’ottica di garantire servizi adeguati e quanto più possibile diffusi. In questa direzione le Associazioni danno atto al Direttore Generale di aver assunto, sul piano culturale, un diverso approccio alle problematiche anche attraverso un analitico lavoro di monitoraggio».

«Ma rimangono numerosi nodi da sciogliere – viene specificato – che riguardano le strutture dei due comprensori, sempre più interconnesse tra loro, in nome dell’unicità dell’Asp di Reggio Calabria, più volte evocata dal dg Lucia Di Furia. Sono in corso di definizione gli interventi previsti dal Piano operativo regionale Pnrr per realizzare 5 Case Comunità della Piana, poste a Gioia Tauro, Rosarno, Taurianova, Cinquefrondi, Palmi e due Ospedali di Comunità che verranno insediati nelle strutture, già esistenti, di Cittanova e Oppido Mamertina per un investimento complessivo di euro 23.116.586,00».

«Altrettanto importanti – viene evidenziato – sono le opere già finanziate che riguardano gli interventi strutturali all’Ospedale di Locri, la Casa di Comunità (hub di Siderno), l’Ospedale di Comunità di Gerace e le Case di comunità di Antonimina, Bovalino, Gioiosa Jonica, Caulonia Marina e Monasterace, oltre ai Presidi di continuità assistenziale del territorio e le Centrali Operative Territoriali di
Taurianova, Locri e Palizzi. Tra l’altro non verrà mai meno l’impegno dei Sindaci per valorizzare i Presidi ospedalieri esistenti, mediante il loro rafforzamento e la creazione di nuovi servizi sanitari moderni ed efficienti. Nel merito ci sono finanziamenti programmati per: grandi apparecchiature – Ecotomografi – digitalizzazione – Ospedali Sicuri per un totale di € 11.830.525,00 Polistena, Gioia Tauro,
Rosarno, Palmi e Taurianova».

«Resta fermo – viene ribadito – l’impegno dei Sindaci ad operare quotidianamente per verificare il rispetto della programmazione concordata in merito alla creazione di servizi territoriali e di una rete ospedaliera consoni alle esigenze dei cittadini di questo comprensorio. Sono queste le ragioni che inducono le Associazioni a presenziare alla manifestazione del 4 maggio in quanto ritengono la presenza nelle piazze altrettanto importante quanto l’interlocuzione istituzionale nelle sedi opportune, come impone il ruolo dei Sindaci.

«Il problema della sanità, a nostro avviso – hanno spiegato i primi cittadini –  va affrontato a 360°, per cui le richieste da indirizzare a chi di competenza devono riguardare la difesa degli Ospedali di Polistena e Locri (sui quali peraltro vi sono state precise rassicurazioni da parte del governo regionale) così come il costruendo Ospedale della Piana, l’istituzione e il potenziamento delle guardie mediche, un
servizio adeguato di prevenzione che consenta di costruire un sistema sanitario moderno e completo».

«In questo contesto si vuole, altresì – hanno proseguito i primi cittadini – evidenziare la carenza delle strutture socio – sanitarie per la
tutela della salute mentale e del necessario supporto alle famiglie che “vivono” queste patologie. Questo l’intento e lo spirito che animano la partecipazione dei Sindaci alla manifestazione, consapevoli che servono le iniziative di piazza ma anche gli interventi nei vari livelli
istituzionali (con la richiesta di assoluta celerità delle opere già finanziate) ove portare le istanze per provvedimenti seri ed urgenti che consentano di realizzare una sanità a misura di cittadino». (rrc)

Piscioneri (Cisl Metrocity RC): Sosteniamo una sanità pubblica a garanzia dei diritti costituzionali

Il segretario generale della Cisl Metrocity RC, Romolo Piscioneri, la ribadito la necessità di sostenere una sanità pubblica a garanzia dei diritti costituzionali.

Il sindacato, infatti, ha aderito all’iniziativa programmata dalla comunità di Polistena a sostegno della sempre più complessa vertenza “sanità del territorio” in programma domani.

«Siamo – ha ricordato – non per una politica di soppressione di strutture e servizi, ma per una vera azione integrativa di attività mediche sanitarie di prossimità, ragionata in una visione innovativa e di radicale ripensamento di funzioni, discipline mediche e servizi ospedalieri utili ad una comunità vasta, come la piana di Gioia Tauro, alle prese con un crescente invecchiamento che necessita di particolare cure, mediante un più incisivo impiego della spesa pubblica per rispondere ai bisogni collettivi».

«Non si può non avere o non realizzare strutture ospedaliere di adeguato livello – ha proseguito – moderne, attrezzate, rispondenti alle esigenze della gente del  territorio, costretta alle conseguenze di una sanità lenta nelle decisioni e con  un’inclinazione prevalentemente dello scarto e del depotenziamento dei servizi ospedalieri e sanitari esistenti».

«Il nuovo ospedale della piana, già finanziato e speriamo di prossima costruzione – ha ribadito – deve avere simili requisiti, proprio per sopperire alle odierne carenze, senza porsi come struttura sostitutiva all’attuale realtà ospedaliera presente sul territorio. Di buon auspicio sono le recenti correzioni alla rete ospedaliera approvata lo scorso 26 marzo, con l’inserimento di note a garanzia della permanenza dei presidi esistenti di Polistena, Oppido Mamertina, Gioia Tauro, passi importanti ma non sufficienti verso la riorganizzazione».

«Da sempre, noi – ha ricordato – rivendichiamo una sanità pubblica capace di fronteggiare i numerosi bisogni di cura della gente, con più posti letto e meno attesa, oggi, il più delle volte, costretta a quella emigrazione sanitaria, tra drammi e dolori, verso altre strutture del Centro Nord».

«Di certo non ha giovato il lungo periodo di commissariamento di tutta la nostra sanità – ha concluso – svilente e mai determinato per una gestione chiara, giusta ed equilibrata, funzionale a una doverosa riorganizzazione intorno a quei punti qualificanti, indispensabili per offrire risposte di qualità agli ammalati, a partire dal soppresso 118, da riportare con estrema urgenza  nell’area di competenza della città Metropolitana di Reggio Calabria». (rrc) 

POLISTENA (RC) – Concluso il Premio Cultura Cinematografica “Città di Polistena”

«In questi tre giorni Polistena è diventata una piccola Cannes e, possiamo tranquillamente affermare, che il cinema calabrese trova casa a Polistena». Si può riassumere con le parole del direttore artistico, Pietro Paolo Cullari, la 15esima edizione del Premio cultura cinematografica Città di Polistena, promosso dall’Associazione Culturale “Girolamo Marafioti”.

È tra applausi ed emozioni che si è chiusa Un appuntamento fisso nell’agenda dei grandi eventi della Calabria e che ha visto anche la presenza dei comuni di Polistena, Cinquefrondi, Taurianova, Melicucco, Monterosso Calabro, Cittanova con i loro sindaci e l’intera giunta nonché rappresentanti della Regione Calabria. Ma non solo: presenti, anche, tanti volti noti del mondo dello spettacolo, come Micaela Ramazzotti, Andrea Riso, Elisabetta Pellini, Andrea Dodero, Barbara Chichiarelli, Valentina Bellè, Simona Distefano.

Grande attenzione, poi, è stata data al trailer dedicato al Presepe di Polistena realizzato da Ilaria e Angela Tripodi e Antonio Aloisi, al trailer su Polistena prodotto dal Comune e realizzato da Alessandro Pecora e Gabiria Politanó.

«È stata una serata incredibile – ha detto il direttore artistico Cullari – meravigliosa e carica di emozioni. Magistrale la presentazione di Roberta Cullari, la musica di Matteo Setti, il meraviglioso interprete di Gringoire nel musical Notre dame de Paris e l’esibizione del giovane cantante di Melicucco, Michele Bruzzese. Continuiamo su questa scia per migliorare sempre più il prestigioso premio e per l’anno prossimo stiamo lavorando per la sezione dei cortometraggi realizzati dalle scuole».

Tanti sono stati i cortometraggi selezionati dalla giuria composta da validi professionisti del settore e in gara hanno partecipato per la selezione di corti calabresi “Esisto ma non vivo” e “L’ombra di Michelangelo” di Marco Martire, “Aldilà del mare” di Massimo Ivan Falsetta, “Le vite possibili” di Domenico Pisani. Per la selezione interregionale, “Bacoli Muta – Nun ancora muorte” di Stefano Carannante, “Manco morto” di Emma Cecala, “Klod” di Giuseppe Marco Albano e “Super Jesus” di Vito Palumbo.
«Ringrazio tutti coloro che sostengono ogni anno questa kermesse, tutti gli attori presenti – ha detto ancora Cullari – in particolar modo l’attrice polistenese Nicole Sorace, ormai una vera stella internazionale del cinema, il regista Mario Vitale e l’attore Alessio Praticò. In questa edizione, abbiamo omaggiato  il talento innovativo del professore ed artista Giacomo Triglia, del videografo Demetrio Caracciolo ma soprattutto, abbiamo voluto mettere in mostra il talento di professionisti che amano quest’arte». (rrc)

POLISTENA (RC) – Miss Mondo Italia in visita all’ospedale pediatrico

La Miss Mondo Italia, la ventenne Chiara Esposito, questa mattina ha fatto visita all’ospedale pediatrico di Polistena per donare tanti regali e soprattutto tantissimi sorrisi ai bambini ricoverati.

La visita, ideata e promossa dalla nota agenzia “andreacogliandroeventi”, esclusivista regionale del concorso di bellezza più antico e prestigioso al mondo e già promotrice di tantissime iniziative di beneficenza, ha fatto tappa nella città della piana con tanto entusiasmo: «Un’altra giornata fantastica assieme ai bambini – commenta Andrea Cogliandro – un ringraziamento all’ospedale pediatrico e alla Miss Mondo Italia che con tantissimo entusiasmo ha accettato l’invito a venire in Calabria e soprattutto donare un sorriso ai bambini – conclude il responsabile dell’agenzia – augurando a tutti una pronta guarigione». (rrc)

POLISTENA (RC) – Sabato in scena all’auditorium “Le Serve” con Eva Robin’s

In scena il 27 aprile alle ore 21 per la stagione “Teatro chiama Terra” promossa da Dracma – Centro sperimentale di Arti Sceniche all’Auditorium Comunale di Polistena “Le Serve” di Jean Genet con Eva Robin’s, Beatrice Vecchione, Matilde Vigna per la regia di Veronica Cruciani.

Capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta, Le serve è un perfetto congegno di teatro nel teatro che mette a nudo la menzogna della scena, «uno straordinario esempio di continuo ribaltamento tra essere e apparire, tra immaginario e realtà», nelle parole di Jean-Paul Sartre.

La storia scritta da Genet è quella di due cameriere che allo stesso tempo amano e odiano la loro padrona, Madame. Le serve hanno denunciato il suo amante con delle lettere anonime. Venendo a sapere che l’amante sarà rilasciato per mancanza di prove, e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano di assassinare Madame, falliscono, vogliono uccidersi a vicenda.

Genet presenta le due sorelle, Solange e Clare, nella loro vita quotidiana, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra gioco del delirio e delirio reale. A turno le due cameriere recitano la parte di Madame, esprimendo così il loro desiderio di essere “La Signora” ed ognuna di loro, a turno, interpreta la parte dell’altra cameriera, cambiando lentamente atteggiamento, dall’adorazione al servilismo, dagli insulti alla violenza.

La rivolta delle serve contro la padrona – spiega la regista Veronica Cruciani che cura anche l’adattamento con la traduzione di Monica Capuani – non è un gesto sociale, un’azione rivoluzionaria, è un rituale. Questo rituale è l’incarnazione della frustrazione, l’azione di uccidere l’oggetto amato ed invidiato non potrà essere portata a compimento nella vita di tutti i giorni, viene ripetuta all’infinito come un gioco. Tuttavia questo gioco non raggiunge mai il suo apice, la messa in scena che le due sorelle compiono viene continuamente interrotta dall’arrivo della padrona. Secondo Sartre questo fallimento è inconsciamente insito nel cerimoniale stesso che le serve mettono in scena; il tempo sprecato nei preliminari non porterà al compimento del rituale. Anzi questo rituale diventa un atto assurdo, è il desiderio di compiere un’azione che non potrà mai superare la distanza che separa il sogno dalla realtà. Una fallimentare ripetizione magica, il riflesso deformato del mondo dei padroni, che le serve adorano, imitano, disprezzano.

Il ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s, icona pop del transgender dall’originale percorso teatrale (ha recitato, fra gli altri, Cocteau e Beckett ed è stata candidata all’Ubu per Tutto su mia madre). A interpretare le bonnes, due giovani attrici cresciute alla Scuola dello Stabile di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta da Malosti, Martone e Muscato – e, Premio Ubu come migliore attrice Under 35 e finalista 2022 per il Miglior nuovo testo italiano.

La stagione teatrale di Polistena 2023/2024 è sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Calabria e Comune di Polistena. (rrc)