Per l’infrastrutturazione della Provincia di RC sono rimaste le briciole

di MARIA ELENA SENESE E GIUSEPPE RIZZO – Per l’infrastrutturazione della provincia di Reggio Calabria sono rimaste solo le briciole. Il territorio reggino, sono gli indici Istat a confermarlo, sta invecchiando e, allo stesso tempo, si sta spopolando e, quindi, perdendo un bacino di competenze e professionalità determinante per vincere la sfida della sua tenuta economica e sociale, un bacino che sarà difficilmente ripristinabile.

Gli indici occupazionali fotografano un’area incapace di creare lavoro di qualità e l’Inps, a sua volta, ha certificato il sorpasso dei pensionati rispetto alla platea di coloro che hanno un lavoro.

In questo contesto si inseriscono i continui tagli a una sanità che non riesce a elargire le cure richieste e aspetta, da oltre dieci anni, che venga costruito il nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro, un progetto ancora lungi dall’essere realizzato e per il quale si prevede entro la prossima primavera solo la messa in opera del piazzale mentre per la struttura sanitaria i tempi si allungano ancora una volta. Questo mentre gli ospedali di Reggio Calabria, Polistena e Locri sono al collasso.

Per l’ammodernamento della Strada statale 106, relativamente alla tratta Reggio Calabria-Catanzaro, si parla ancora oggi, a distanza di più di 2 anni dalla presentazione degli interventi del commissario straordinario Simonini, di Piano di fattibilità tecnico economica, senza fare cenno alcuno a livelli di progettazione che  consentirebbero il finanziamento dei vari lotti.

La mancata progettazione del prolungamento della variante all’abitato di Palizzi verso Ardore, poi, rappresenta il sintomo evidente di quello che stiamo dicendo. Troncare un’opera viaria così importante appena fuori il centro abitato del piccolo paese dell’Area grecanica è un torto ai reggini, è uno dei segni più evidenti che si vuole condannare questa fetta di territorio alla desertificazione. Un deserto in cui spiccano numerose, anzi troppe, cattedrali come quelle che hanno deturpato e impoverito il territorio di Saline Joniche. Un comprensorio dimenticato e tradito dalla politica.

Il raddoppio e l’elettrificazione della tratta ferrata Monica è sparita dai radar governativi romani e regionali e verso Roccella Jonica e il catanzarese continuano a sferragliare vecchie littorine a gasolio.

Nulla si sa del cantiere per la realizzazione del nuovo tribunale di Locri e poco di quello del palazzo di giustizia di Reggio Calabria. La trasversale Bovalino-Bagnara pare essere finita, definitivamente, nel dimenticatoio. Una stasi inaccettabile.

Tutto questo mentre le altre province della Calabria ricevono un’attenzione particolare, segno di una volontà politica precisa che, quando vuole, i cantieri li fa aprire e li finanzia.

Amara è la nostra constatazione finale. Quello reggino è un comprensorio dimenticato, illuso e tradito dalla politica. Per questo crediamo sia determinante che il governatore Occhiuto  si ricordi di guardare verso lo Stretto di Messina, non solo per perorare la realizzazione del Ponte, ma per dare risposte concrete a un territorio, quello reggino, che non ha agganciato il treno della ripartenza. (mes e gr)

[Maria Elena Senese e Giuseppe Rizzo sono rispettivamente segretario generale di Fenealuil Calabria e segretario generale Uil Reggio Calabria]

Rosaria Succurro riceve la Consulta degli studenti

Un corposo dossier sullo stato delle scuole calabresi è stato consegnato alla presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro.

Nel palazzo della Provincia, la presidente dell’ente ha ricevuto la Consulta degli studenti della regione Calabria, accompagnata dalla referente dello stesso organismo, la docente Franca Falduto, e da Corrado Antonio L’Andolina, presidente della Provincia di Vibo Valentia.

I componenti della Consulta hanno consegnato a Succurro un dossier sulle necessità degli studenti che frequentano le scuole calabresi.

La presidente della Provincia di Cosenza, che si è congratulata per l’ampio e completo lavoro svolto dalla stessa Consulta, ha sottolineato che «200 milioni sono già stati stanziati per la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico delle scuole del Cosentino», aggiungendo che «il confronto delle istituzioni con i giovani è doveroso ed è prezioso per migliorare i luoghi e le dinamiche dell’istruzione e, più in generale, della formazione».

«È con l’ascolto e la cooperazione – ha detto la presidente Succurro – che si costruisce un futuro migliore. Nella sede della Provincia di Cosenza – ha concluso – gli studenti saranno sempre i benvenuti». (rcs)

Tavernise (M5S): La Provincia di CS salvaguardi le minoranze linguistiche arbereshe con il dimensionamento scolastico

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise si è rivolto alla presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, affinché salvaguardi le minoranze linguistiche arbëreshë nel dimensionamento scolastico.

Ma anche «affinché cerchi di limitare i danni causati dal Governo Meloni, tutelando le minoranze linguistiche storiche calabresi, ma anche per combattere la dispersione scolastica contrastando una possibile diminuzione della qualità del servizio scolastico, soprattutto nelle situazioni di maggiore disagio sociale e lavorativo».

«Il Governo Meloni – ha spiegato – continua ad operare favorendo il Nord con normative che danneggiano i cittadini del meridione. Il piano previsto dall’ultima Legge di bilancio prevede, infatti, una serie di tagli e accorpamenti degli Istituti scolastici, stravolgendo le indicazioni del Pnrr, che, secondo i dati dei sindacati, farà sparire nei prossimi anni oltre 700 scuole, soprattutto al Sud. In Calabria, tra le regioni più penalizzate dalle nuove norme ministeriali, la razionalizzazione e programmazione della rete scolastica potrebbe portare alla chiusura di ben 79 Istituti, 29 in provincia di Cosenza».

«Le linee guida regionali possono, però – ha proseguito – opportunamente consentire di limitare i danni fatti dal governo di centrodestra nei confronti delle aree interne e disagiate e delle minoranze linguistiche della Calabria. E così, dopo le interlocuzioni con l’assessore Princi che mi ha rassicurato su questo, ho scritto al Presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, per invitarla a salvaguardare le attuali Istituzioni scolastiche che raggruppano 10 paesi arbëreshë del nostro territorio».

«Proprio gli enti provinciali e comunali, infatti – ha ricordato – saranno chiamati ad approvare i piani di dimensionamento, applicando le nuove linee guida regionali. I nuovi parametri non stabiliscono più un tetto minimo o massimo di studenti e così, a patto di garantire il numero delle autonomie calcolato sulla base della popolazione scolastica, la Provincia può individuare le aree in cui mantenere le dirigenze proponendo appositi piani».

«Sciaguratamente l’idea del centrodestra al Governo – ha detto ancora – è che anziché investire sulla scuola si debba tagliare, con una logica puramente ragionieristica, e questi tagli, a cui il Presidente Occhiuto purtroppo non si è mai opposto, causeranno la perdita di posti di lavoro, prevedibilissime difficoltà di gestione dell’offerta formativa e soprattutto mancanza di dirigenti in contesti sociali fragili. A pagarne le conseguenze saranno gli studenti e le famiglie, il personale scolastico e intere comunità, come quella interne della nostra provincia». (rcs)

LORICA (CS) – La presidente della Provincia Succurro prova nuova attrazione turistica

«Lorica continua a crescere grazie all’intraprendenza degli imprenditori locali e al proficuo gioco di squadra fra Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Parco nazionale della Sila, enti locali e privati. Ne sono fiera, Lorica e il suo circondario sono ormai mete turistiche consolidate in ogni stagione dell’anno».

Lo afferma, in una nota, la presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, che stamani ha inaugurato “Io volo sul lago Arvo”, «nuova esperienza – racconta la stessa presidente – a base di adrenalina e bellezza naturale che offre Lorica, la Perla della Sila, all’interno del parco divertimenti di Silavventura».

Succurro è stata la prima persona a compiere il volo sul lago Arvo, attraversando, legata ad un cavo di acciaio sospeso, l’insenatura del bacino idrico silano su cui si trova la nuova attrattiva, destinata ai maggiori di 14 anni. «Sono quasi 50 secondi – spiega la presidente della Provincia di Cosenza – di volo sicuro in un contesto stupendo, all’interno del Parco nazionale della Sila. Proprio il gioco è, ci ripetono grandi filosofi contemporanei, strumento principale di conoscenza delle caratteristiche dei luoghi. Anche in questo ambito, Lorica sta facendo passi da gigante. Oltre alla possibilità di praticare sport acquatici, invernali e di altro tipo, come all’opportunità di immergersi in una natura stupenda e ancora integra, a Lorica si può conoscere, attraverso il gioco, il fascino e la ricchezza della montagna silana, che danno emozioni uniche e salute». «Con tutti gli enti pubblici e gli attori del territorio, lavoriamo senza sosta – conclude la presidente Succurro – per rafforzare un sistema di sviluppo turistico fondato sulle peculiarità della Sila». (rcs)

La Provincia di Cosenza pronta a collaborare con i geologi calabresi

La Provincia di Cosenza, guidata da Rosaria Succurro, è pronta a collaborare con i geologi della Calabria «sulle necessità della rete viaria provinciale, sulla sicurezza in caso di sisma e sull’efficientamento energetico delle scuole superiori del territorio, anche in considerazione della possibilità di prevedere impianti geotermici per la climatizzazione degli edifici».

«Per la professionalità e la disponibilità mostrate – ha detto Succurro – ringrazio il presidente dell’Ordine, Giulio Iovine, e i suoi consiglieri Anna Altomare e Rosario Biafora De Simone. Come Provincia abbiamo investito tanto, abbiamo ottenuto ingenti risorse pubbliche e abbiamo già attuato interventi significativi per garantire la sicurezza, il risparmio energetico e le migliori condizioni nelle scuole di nostra competenza. Con i Geologi calabresi intendiamo cooperare a fondo, con l’obiettivo di ampliare e potenziare le attività già intraprese».

«La presidente ci ha accolto con evidente apertura e – ha detto il presidente Iovine – ha manifestato interesse e sensibilità verso gli argomenti affrontati, su cui l’Ordine può fornire un contributo qualificato. Con la disponibilità di nuovi fondi, non soltanto del Pnrr, si può imprimere una svolta, anche coinvolgendo soggetti come il Cnr e l’Arpa Calabria, intanto per mitigare il rischio geo-idrologico. Il territorio cosentino è, infatti, soggetto notoriamente ad alluvioni e frane, di cui abbiamo visto le gravi conseguenze anche negli ultimi giorni».

«Vi sarebbe poi la possibilità di collaborare anche per gli studi sulla presenza di gas radon nelle scuole e nei luoghi di lavoro, problematica – ha concluso Iovine – rispetto alla quale la Provincia di Cosenza potrebbe fornire un supporto determinante».

«Sono certa – ha concluso la presidente Succurro – che inizieremo una collaborazione reciproca, fattiva ed estremamente utile alla collettività». (rcs)

La presidente della Provincia di Cs Succurro visita le strade di Scala Coeli

di ANTONIO LOIACONO –  Gli uffici di Piazza XV Marzo, a Cosenza, si muovono e raggiungono, nella giornata del 28 aprile, il Comune di Scala Coeli al fine di rendersi conto,” de visu”, dello stato dei luoghi interessati, nel periodo della Santa Pasqua scorsa, ad una frana lungo la ex 108 ter che, da Scala Coeli, conduceva (il passato è purtroppo d’obbligo) nel Comune di Terravecchia.

Ricordiamo che in località “Ponte di Arone” di Scala Coeli, nella mattina del, le forti precipitazioni piovose nonché lo stato di abbandono dello storico piano viario “Silana di Cariati”, collassò un tratto di strada: si è anche rischiata la tragedia allor quando un veicolo in transito su quel tronco stradale si è “unito” alla frana, precipitando nel burrone ma, per fortuna, senza alcune conseguenze per l’autista se non una grossa paura!

Presente anche il referente del Comitato Cittadino sulla Viabilità Provinciale e Comunale di Scala Coeli, Nicola Abruzzese, il quale ha così esordito:

«Ringrazio il Presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, per essere stata presente nel nostro piccolo borgo, onde verificare, di persona, il grave stato di abbandono in cui versa la SP 260: un’arteria di importanza vitale che collegava i Comuni di Terravecchia e Scala Coeli. Non è ammissibile che nel 2023, una comunità come la nostra, composta soprattutto da anziani, debba percorrere oltre 35 chilometri per raggiungere la SS 106. È necessario che i lavori inizino al più presto per poter riaprire dopo 17 anni, questa strada».

L’inquilina del palazzo (risalente alla fine del ‘500, trasformato nei primi decenni del ‘700 in un vasto complesso monastico femminile) la presidente Rosaria Succurro, dopo aver inaugurato, nella stessa mattina, la strada provinciale n. 164 Civita – Cassano, che riapre al traffico veicolare dopo una lunga chiusura di circa 15 anni, ha fatto tappa nel comune jonico, visitando insieme al sindaco, Giovanni Matalone, alle le autorità militari del luogo ed alla presenza di un nutrito numero di cittadini; alla frana del “Ponte di Arone” a Scala Coeli.

«Questo Comune –dichiara la Succurro – non resterà sconnesso! L’intenzione della Provincia è quella di connettere tutti i territori dando loro maggiore attenzione oltre a dare la possibilità alle aziende, di lavorare. La mia presenza, oggi, non è una visita di facciata, porto con me risposte concrete alle esigenze di questo territorio. Come Amministrazione Provinciale abbiamo già destinato 450 mila euro per la problematica in questa area: avvieremo tutte le procedure ed i lavori inizieranno nei tempi più brevi possibili. Chiederò ai miei uffici di accelerare le relative procedure».

«Nel corso degli anni – prosegue la Presidente Rosaria Succurro – c’è stato sicuramente un po’ (è un eufemismo –n.d.r.) di abbandono in queste aree! Ora stiamo utilizzando i fondi del Pnrr e riorganizzando la viabilità di tutta la Provincia: parliamo di oltre 3.300 chilometri di strade sulle quali, da un anno, stiamo intervenendo in maniera abbastanza massiccia: lavoriamo con gli uffici per intercettare le risorse adeguate al completo ripristino della ex SS 108 ter!». (al)

Da Terranova da Sibari l’appello per mettere in sicurezza l’argine del Fiume Crati

In una lettera indirizzata alla Provincia di Cosenza, alla Regione Calabria e alla Prefettura di Cosenza, il vicesindaco di Terranova da Sibari, Massimiliano Smiriglia, ha chiesto di intervenire con lavori urgenti per mettere in sicurezza il Fiume Crati, a rischio esondazione.

«Da diverso tempo l’Amministrazione comunale – si legge – denuncia una situazione di allerta dissesto idro-geologico che interessa l’argine del Fiume Crati nelle zone di c/da Galatrella / c. da Sanzo Zona Carlo Curti c/da Paturso Località Terranova da Sibari, (come da allegata planimetria).  La scarsa manutenzione dell’alveo fluviale interessato, e i continui cambiamenti climatici con precipitazioni violente e fuori stagione, rendono il territorio esposto a pericoli di inondazioni come già accaduto purtroppo negli anni passati, mettendo a rischio non solo le colture del territorio ma anche minacciando un piccolo agglomerato urbano che è stabile in quelle zone».

«Oltre ai fatti avvenuti circa 2 anni fa – si legge ancora – che interessarono la zona di Thurio e Ministalla anche il quadro riportato dalle ultime cronache dimostra come la scarsa attenzione a tali problematiche non si limita a creare semplici disagi ma determina uno stato di pericolo costante. Tutto ciò comporta una preoccupazione continua per gli amministratori locali per queste specifiche zone, specificando che le misure di intervento e consolidamento non rientrano nelle nostre competenze e, peraltro, necessitano di enormi investimenti economici».

«Proprio in virtù di tale preoccupazione – si legge ancora – e stato di allerta avanziamo una richiesta di controllo e intervento, alla luce anche delle numerose segnalazioni a firma di diversi cittadini, disposti, tra l’altro, ad adire le Autorità giudiziarie per la tutela dei loro diritti qualora perdurasse lo stato di inerzia da parte degli organi di competenza. Si ricorda che le zone indicate, di cui alleghiamo documentazione necessaria, sono state già interessate da fenomeni alluvionali che hanno praticamente eliminato la protezione. Verificando attentamente le condizioni del luogo solcato dal fiume appare con tutta evidenza la situazione di grave pericolo qualora il fiume dovesse tracimare, con il risultato di lasciare indifeso un intero territorio che rappresenta il cuore agricolo del nostro paese».

«Accanto ad ogni forma di prevenzione e ripristino di condizioni di sicurezza – conclude la lettera – garantiamo la nostra collaborazione per qualunque livello di gestione del territorio che si rendesse necessario». (rcs)

Provincia di Cosenza, quasi 35 mln per messa in sicurezza delle strade

Sono quasi 35 milioni di euro la somma che la Provincia di Cosenza, guidata da Rosaria Succurro, ha ottenuto per la messa in sicurezza delle strade di propria competenza.

Lo ha reso noto la presidente, spiegando che «si tratta di fondi ministeriali e regionali destinati al nostro territorio a seguito della presentazione di numerosi e puntuali progetti da parte dell’ente che ho l’onore di presiedere. Sin dal primo giorno del mio insediamento, ho scelto di occuparmi della messa in sicurezza delle strade provinciali, che è prioritaria».

«La nostra rete stradale – ha sottolineato Succurro – è di 3.300 chilometri, ma in quasi un anno mandato ho girato tutte le strade e tutti i Comuni della Provincia. Dunque, mi sono resa conto dei lavori che vanno fatti, ascoltando le problematiche e i bisogni espressi dai territori e dai singoli amministratori locali».

«Con le risorse ottenute abbiamo già pianificato le opere da realizzare, sulla base delle istanze – ha concluso la presidente Succurro – e delle esigenze che ogni volta ho raccolto. Pertanto, siamo nelle condizioni di aumentare la sicurezza stradale. Continuiamo ad amministrare con la prontezza e la fermezza necessaria a produrre fatti concreti. Diamo ai cittadini e ai sindaci le risposte che ci hanno chiesto». (dc)

Lunedì a Cosenza si presenta lo spettacolo Van Gogh Cafè

Lunedì 6 febbraio, nella Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, alle 11.30, si presenta lo spettacolo musicale Van Gogh Cafè, che andrà in scena il 24 e 25 febbraio al Teatro Rendano di Cosenza.

La commedia musicale sulla vita di Vincent Van Gogh, peraltro in concomitanza con il 170° Anniversario della nascita di Vincent Van Gogh, aprirà la 37sima edizione di Fatti di Musica, il Festival-Premio del Live d’Autore diretto da Ruggero Pegna e il nuovo format “Opere d’Arte”.

Interverranno all’incontro Rosaria Succurro, Presidente della Provincia di Cosenza, Antonietta Cozza, consigliere comunale delegata alla Cultura, e in collegamento video anche Andrea Ortis, regista e protagonista dell’opera.

Quattro gli spettacoli in programma: 2 matinée per le scuole alle ore 10:00 vicine al tutto esaurito e 2 serali per tutti alle ore 21:00, per i quali sono disponibili i biglietti sia online su ticketone.it e sia nei punti Ticketone. Trionfale è stata l’accoglienza del pubblico al debutto dello spettacolo a Tolentino, Milano e Torino, con lunghe standing ovation. Anche in Calabria la risposta è stata immediata, sia per i serali sia per le repliche del mattino.

Questi gli istituti che hanno confermato la presenza: I.T.C. La Palma di Corigliano Rossano, I.C. Rogliano di Cosenza, I.C. Fagnano/Mongrassano di Fagnano C., I.C. Perri-Pitagora di Lamezia Terme,  I.O. Polo Arbresh di Lungro, I.C. Rogliano di Marzi, I.C. Corrado Alvaro di Melito Porto Salvo, I.S. Pizzini/Pisani di Paola, Liceo Galilei di Paola, I.C. Rende Centro, I.C. Rende Commenda “De Coubertin”, I.C. Rende Quattromiglia, I.C. Parenti di Rogliano, I.C. Marvasi-Vizzone di Rosarno, I.I.S. LC-ITCG di San Marco Argentano, I.C. Rodari di Soveria Mannelli, I.C. Montalcini di Spezzano Albanese,  I.I.S. di Tropea.

Lo spettacolo realizzato dalla Mic – Musical International Company, con la produzione esecutiva di Lara Carissimi, già produttrice della straordinaria Opera La Divina Commedia, è scritto e diretto da Andrea Ortis, firma eclettica nel panorama del musical italiano, con la consulenza artistica di Gianni Musacchio, e racconta alcuni momenti della vita del celeberrimo pittore olandese e della sua arte pittorica. L’eccezionale spettacolo si avvale dell’ Orchestra dal Vivo diretta dal Maestro Antonello Capuano (chitarra), con Matteo Iannaccio al violino, Angelo Miele al pianoforte, Marco Molino alle percussioni, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso; inoltre, del corpo di ballo del coreografo Marco Bebbu, di uno spazio scenico allargato alla platea progettato da Gabriele Moreschi, di atmosfere luminose e visive di Virginio Levrio, con grandi proiezioni animate 3D che avvolgono spettatore e scena, trasformandola in una “Notte Stellata” o in un “Campo di grano”, altre volte coinvolgendo l’habitat scenico in una vera e propria trasformazione in giallo “Girasole” o in lilla “Iris”.

Lo spettatore si troverà, così, immerso nella Parigi di metà ‘800, nelle lande desolate del Borinage o nei parchi parigini dell’en plein air, nelle assolate campagne di Arles o tra i vicoli di una formicolante Montmartre. L’utilizzo di proiezioni animate 3D su diversi livelli del palcoscenico coinvolge lo spettatore all’interno di paesaggi multimediali e alle atmosfere pittoriche, portandolo dentro i quadri di Van Gogh, toccandone la filosofia, il costrutto, l’anima, le sue manie e le sue paure.

Oltre ad alcuni dei più famosi dipinti, le proiezioni riguardano anche molti schizzi e bozzetti originali presenti in alcune sue lettere; inoltre, favoriscono il cambio di paesaggi e la trasposizione in immagini degli stati d’animo dei protagonisti che, nel corso del racconto, si sovrappongono. Il viaggio nel tempo è scandito in tre macro-periodi importanti nella vita del pittore: quello Olandese, culminato con il dipinto “I mangiatori di patate”, quello Parigino e l’ultimo, quello dell’esplosione del colore ad Arles e della sua prematura scomparsa. “Van Gogh Cafè” è la storia di uomini e donne, parallele a quella di Vincent Van Gogh, narrata con la raffinatezza dello sfondo musicale dei più grandi parolieri e cantanti francesi, tra cui Edith Piaf, Charles Aznavour, Mireille Mathieu, Yves Montand. Il percorso sonoro e le coreografie di danza attingono, infatti, alla canzone classica francese degli anni 50/60/70. Nel cast, lo stesso Andrea Ortis (M. Luise Philippe), Floriana Monici (Madame Odille), Chiara Di Loreto (Mademoiselle Aline), Giulio Maroncelli (Luc); nel corpo di ballo, Lavinia Scott (Eugenie), Serena Origgi (Vanille), Rebecca Erroi (Juliette), Lucrezia Zizzo (Camille).

«Musica, danza, teatro, immagini, arte, alta tecnologia applicata allo spettacolo – ha dichiarato Pegna – in una commedia musicale affascinante, come altre grandi Opere presentate in esclusiva in Calabria. Un evento imperdibile, con forte valenza culturale e altissimo spessore artistico!». (rcs)

A Cosenza presentato il libro su Giovanni Falcone di Claudio Martelli

di MARIACHIARA MONACO – È stato presentato, nel suggestivo Salone degli Specchi, presso il Palazzo Arcivescovile di Cosenza, il volume Vita e persecuzione di Giovanni Falcone scritto da Claudio Martelli, ex guardasigilli e fedelissimo del leader socialista Bettino Craxi.

Ne hanno discusso insieme all’autore, Fabio Liparoti, Presidente Unione Giuristi Cattolici di Cosenza, Sergio Tursi Prato, Direttore Responsabile di Miga web TV, Sandro Principe, storico amministratore socialista rendese, e Giacomo Mancini.

«Abbiamo voluto fortemente la presenza dell’onorevole Martelli, uno dei maggiori protagonisti politici degli anni ’90, egli ricoprì il ruolo di Vice Presidente del Consiglio nel Sesto e Settimo Governo Andreotti, e di Ministro della Giustizia. La sua, fu un’azione incisiva per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata, basti pensare al decreto Scotti – Martelli, nel quale il 41bis venne modificato e ampliato ai detenuti reclusi per mafia. Questo volume mette in evidenza numerose zone d’ombra sulla strage di Capaci del 23 maggio ’92, e analizza da cima a fondo, periodi difficili per il nostro paese, dal Terrorismo, alla Trattativa Stato – Mafia», introduce Tursi Prato.

Un racconto avvincente, ma anche incisivo e rabbioso, nel quale l’ex guarda sigilli, ricostruisce minuziosamente gli anni della sua permanenza presso il Ministero della Giustizia, durante i governi Andreotti, e Amato (quest’ultimo dal giugno ’92 all’Aprile ’93), dal quale si dovette dimettere in febbraio, poiché raggiunto da un avviso di garanzia, arrivato probabilmente per la stretta collaborazione con il magistrato siciliano Giovanni Falcone, chiamato a dirigere l’Ufficio Affari Penali del Ministero, dopo un incontro, proprio a Palermo con Martelli.

Tutto questo, mentre l’Italia intera veniva scossa dall’inchiesta Mani Pulite, dall’omicidio di Salvo Lima (marzo1992), e non solo, visto che nel gennaio dello stesso anno era arrivato al culmine il cosiddetto Maxiprocesso, iniziato nel 1986, che aveva visto condannare tanti boss, fra cui il latitante Riina, personalità di spicco nella gerarchia di Cosa Nostra.

Artefice di tale miracolo giudiziario, fu proprio Falcone, grazie al suo innovativo sistema di indagine che prevedeva forti collaborazioni fra le Procure e le forze di polizia, anche oltreoceano, in particolare con la Fbi e la Dea. Martelli, nel cuore del racconto ha messo in evidenza non solo le capacità investigative del magistrato, il sostegno massiccio dell’opinione pubblica e la fama anche negli Usa, di Giovanni Falcone, ma anche il ruolo della magistratura e della politica (come il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando), che lo avevano messo sotto accusa attraverso interrogatori e sedute speciali del CSM.

«Falcone ebbe tanti nemici, ma due furono quelli che cominciarono a farlo morire, e che poi effettivamente lo uccisero. Al primo posto c’è  la mafia di Totò Riina che lo massacrò col tritolo; al secondo, i non pochi magistrati che cominciarono a farlo morire, molto tempo prima della strage di Capaci».

C’è una frase di Paolo Borsellino, suo grande amico e collega, ucciso anche lui da Cosa Nostra, che ha tutte le sembianze di un j’accuse, e che Martelli acutamente riprende: «Lo Stato, la magistratura, che forse ha più colpe di ogni altro, cominciarono a far morire Falcone nel gennaio 1988. Giovanni si era candidato a capo dell’Ufficio Istruzione, solo per continuare il suo lavoro e qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno, il Csm ci fece questo regalo di preferirgli con motivazioni risibili Antonino Meli. Mi resi subito conto che nel volgere di pochi mesi Giovanni Falcone sarebbe stato distrutto… morto professionalmente nel silenzio senza che nessuno se ne accorgesse…doveva essere eliminato al più presto, Giovanni Falcone».

Parole che Claudio Martelli studia attentamente e parafrasa più volte nel suo libro-denuncia, scritto con la giusta distanza di chi ha poi compreso nel tempo, i misteri e i dubbi che ancora aleggiano sulla morte del coraggioso magistrato. È soprattutto quella frase, «la magistratura, che ha forse più colpe di ogni altro», a scuoterlo nell’intimo e a spingerlo a ricostruire la vicenda del giudice che, per la prima volta nella storia, aveva costretto i capi mafiosi alla sbarra, facendoli condannare sulla base di riscontri oggettivi, legati ad una lettura articolata di un potere criminale che, come spiegava, era diventata la più potente organizzazione criminale del mondo, non perché figlia del sottosviluppo, ma perché capace di approfittare di uno sviluppo distorto come quello che si era realizzato proprio in Sicilia.

Già dopo lo strano attentato dell’Addaura, il 21 giugno 1989, Falcone parlò di menti raffinatissime, e Martelli fa notare che non si riferiva soltanto a quelle dei mafiosi: «Nelle settimane e nei mesi successivi poliziotti che erano sul luogo e potevano fornire testimonianze decisive a chiarire l’identità degli esecutori, sono stati assassinati e gli assassini mai trovati».

Per non parlare dei depistaggi successivi alla strage di via D’Amelio, continua: «Con l’invenzione di rei confessi, poi creduti dai magistrati come oro colato quando si autoaccusarono, ma ignorati per tutti gli anni successivi in cui ritrattarono e rivendicarono la loro innocenza, accusando poliziotti e magistrati di averli forzati con metodi brutali e manipolati con false promesse».

Proprio da qui iniziano le domande, gli interrogativi, che l’ex guarda sigilli pone al centro della sua analisi, delle sue riflessioni, nel racconto forte e determinato di una verità che, a distanza di anni, tarda ad essere svelata.

«Sarebbe importante sapere – conclude – se anche i magistrati che congiurarono contro il giudice Falcone si sono pentiti, se riconoscono le loro colpe. Parlo dei magistrati che erano suoi colleghi, che l’avversarono apertamente, ma parlo soprattutto dei finti amici, giornalisti e politici, che l’ingannarono e lo tradirono». (mm)