Por 21-27, è online la piattaforma ‘Partecipa Calabria’

È online la piattaforma Partecipa Calabria, che si propone come uno strumento di ascolto e di coinvolgimento teso a rafforzare il senso di cittadinanza attiva in merito alle scelte strategiche per lo sviluppo della Calabria.

Per questo, per costruire il nuovo volto del Programma operativo regionale e orientare le risorse della Politica di coesione 2021-2027, la Regione ha deciso di rendere i calabresi protagonisti attivi e consapevoli del futuro della Calabria, attraverso, appunto, questo spazio di partecipazione digitale, che punta a realizzare il modello di democrazia dal basso, utile a individuare le priorità di intervento e le progettualità da attuare attraverso le risorse che saranno prossimamente destinate alla regione nel quadro delle politiche di coesione, in coerenza con le nuove sfide di carattere globale dettate dall’Agenda 2030 e in sinergia con il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Partecipare è semplice e intuitivo: cittadini e stakeholder avranno la possibilità, fino al 15 settembre 2021, di individuare e approfondire le iniziative di consultazione e i temi di interesse, fornire una opinione sulle priorità di intervento e le soluzioni. Le idee, la visione e i fabbisogni che emergeranno attraverso la consultazione online, unitamente ad altre iniziative di ascolto che la Regione ha programmato ai vari livelli, saranno raccolte ed elaborate per indirizzare e programmare le risorse del Por Calabria 21/27.

“Partecipa Calabria” diventa così una bussola per orientare e migliorare la qualità delle scelte e per rendere trasparenti le decisioni rinsaldando, così, il patto di collaborazione e di condivisione tra cittadini e amministrazione regionale, volto a costruire una Calabria competitiva e luogo in cui si realizzano opportunità per tutti. (rcz)

COVID-19 – Il Bollettino del 28 luglio: 145 nuovi casi in Calabria

Il bollettino medico del 28 luglio 2021

in Calabria + 145 casi

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 985.615 (+2.579).Le persone risultate positive al Coronavirus sono 70.542 (+145) rispetto a ieri.Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 109 (2 in reparto, 0 in terapia intensiva, 107 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.255 (10.111 guariti, 144 deceduti)

– Cosenza: CASI ATTIVI 1.457 (35 in reparto, 3 in terapia intensiva, 1.419 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22.131 (21.556 guariti, 575 deceduti)

– Crotone: CASI ATTIVI 133 (2 in reparto, 1 in terapia intensiva, 130 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.602 (6.501 guariti, 101 deceduti)

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 569 (17 in reparto, 0 in terapia intensiva, 552 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 23.102 (22.763 guariti, 339 deceduti)

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 30 (3 in reparto, 0 in terapia intensiva, 27 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.583 (5491 guariti, 92 deceduti)

L’Asp di Vibo Valentia comunica che in seguito a verifiche effettuate si comunicano 10 (dieci) soggetti positivi, già guariti, recuperati dalle schede in archivio e registrati oggi su ISS;L’asp di Crotone comunica che dei 35 positivi totali di oggi, 8 sono migranti e 2 da fuori regione; dei tre ospedalizzati uno è ricoverato presso AOU MaterDomini in terapia intensiva.

IL REPORT DI OGGI 28 LUGLIO

Al via a Catanzaro la tre giorni per la programmazione dei fondi europei 2021-2027

Sono iniziati, a Catanzaro, gli incontri partenariali sulla programmazione dei fondi europei 2021-2027.

La programmazione delle strategie e degli interventi per l’utilizzo delle risorse europee 21-27 offre grande attenzione e considera in maniera integrata le nuove sfide di carattere globale dettate dall’Agenda 2030, che punta alla evoluzione di sistema e alla realizzazione di azioni concrete verso una economia circolare e più verde, più resiliente al cambiamento climatico, efficiente nell’uso delle risorse e nella tutela del capitale naturale.

A luglio 2020, la Regione Calabria ha dato ufficialmente il via al percorso che porta alla stesura del nuovo Por con l’evento “Il Futuro è Calabria – 2021/2027 scenari e modelli”, una serie di confronti con cui l’amministrazione regionale si è aperta alla concertazione e alla condivisione con gli attori locali ai vari livelli. In quel contesto, la Regione ha presentato le direttrici generali e gli ambiti di intervento prioritari e ha istituito il Tavolo partenariale, con il coinvolgimento della rappresentanza istituzionale, economico e sociale della Calabria.

Le indicazioni emerse dall’ascolto delle istanze dei territori e dalle visioni e progettualità condivise hanno consentito alla Regione Calabria di dotarsi di un Documento di indirizzo strategico regionale (Disr), che delinea le principali direttrici attraverso le quali realizzare la politica di coesione regionale e si propone come terreno di confronto su cui far proseguire il dialogo con cittadini e partenariato per la stesura del nuovo Por.

Il Disr definisce le opportunità su cui indirizzare gli sforzi per il prossimo ciclo di programmazione e le declina per ciascuno dei cinque obiettivi strategici (Op) della politica di coesione 2021-2027: Calabria più intelligente (competitività e innovazione); Calabria più verde (clima, energia, risorse naturali ed economia circolare); Calabria più connessa (reti, trasporti e logistica); Calabria più sociale (occupazione, competenze e inclusione); Calabria più vicina ai cittadini (sviluppo dei territori e capacità amministrativa).

«Quando, lo scorso anno, Jole ha indicato questo sentiero da percorrere, essendo rivoluzionario, sembrava immerso nelle nebbie, quasi impraticabile. Invece, ci siamo resi conto che quella straordinaria visionarietà era un cammino sicuro» ha dichiarato il presidente f.f. Nino Spirlì, augurandosi che «il lavoro di questi lunghi mesi possa dare alla Calabria quelle chiavi di volta in grado di risolvere, una volta per tutte, le grandi debolezze del nostro sistema».

«La prima chiave sono i calabresi – ha aggiunto –, poi i quattro regali che abbiamo avuto dalla creazione: l’aria e la qualità della vita, la nostra acqua, la terra e le energie che noi possiamo fare sprigionare dall’insieme degli elementi».

«Il lavoro lo farete voi – ha sottolineato il presidente rivolgendosi agli stakeholder –, lo faremo insieme nei tavoli di confronto. Non si può decidere sugli altri. Si decide assieme, ascoltandosi. Ho seguito l’evolversi di questa visionaria strategia della Calabria e mi sono reso conto che è la più pragmatica rispetto alle precedenti programmazioni. Non si può programmare costantemente guardando il campanile, bisogna farlo guardando oltre, anche a quell’alfabetizzazione digitale che sembrava impossibile fino qualche anno fa: la faremo insieme».

«Siamo partiti da una bozza di regolamento del giugno 2018, a cui – ha dichiarato il direttore generale alla Programmazione, Maurizio Nicolai – hanno fatto seguito i primi tavoli col partenariato nazionale nel 2019, prima del fermo totale del 2020. Infine, il riavvio l’estate scorsa, con la Giunta Santelli e gli incontri de “Il futuro è Calabria”. Ora siamo a un punto cruciale, perché è stato approvato dall’Ue il nuovo regolamento di programmazione».

«Nei mesi precedenti – ha aggiunto –, non siamo stati fermi, anche perché il programma andava scritto, almeno nelle sue componenti macro e di governance. Questa nostra programmazione avrà un documento a cui attenersi, che è l’accordo di partenariato, mediante il quale l’amministrazione centrale pone dei paletti fondamentali con i servizi della Commissione europea e vincola le nostre determinazioni. Ma, a differenza della precedente programmazione, ci sono alcune novità. Innanzitutto il modello è più snello, anche nella sua consistenza, introduce il concetto di brevità. Tutto viene schematizzato».

«La seconda nuova questione – ha dichiarato ancora Nicolai – è che il nuovo regolamento prevede che quelle “condizionalità ex ante”, ai fini dell’erogazione dei fondi, sono state sostituite in “condizioni abilitanti”, cioè che abilitano alla programmazione, passando da 41 a 20. Una di queste prevede che la programmazione non possa prescindere dalla strategia di specializzazione intelligente, la cosiddetta S3. Noi abbiamo già inviato una bozza all’Europa, introducendo elementi innovativi come l’agricoltura di precisione 4.0, ed è stata ritenuta ricevibile. Non era affatto scontato e per questo ringrazio tutto il gruppo di lavoro del dipartimento». (rcz)

Dalla Regione 360mila euro per realizzare eventi culturali per la conoscenza della volta celeste

Si chiama Esplorando lo spazio celeste l’avviso con cui la Regione ha stanziato 360mila euro destinato alle Amministrazioni comunali per realizzare eventi culturali di disseminazione della conoscenza dello spazio celeste, coinvolgendo le risorse locali e proponendo esperienze uniche difficilmente replicabili.

Attraverso gli eventi, infatti, si mira ad attrarre turisti e visitatori, appassionati e non, ai quali s’intende proporre una esperienza unica di crescita della cultura scientifica e, in particolare, dell’astronomia.

Con l’avviso si punta anche a sostenere l’economia culturale locale maggiormente compromessa dallo stato di pandemia Covid-19. Gli eventi, che saranno realizzati su tutto il territorio regionale, si sviluppano attorno a una tematica innovativa, rispetto alla tradizionale offerta turistico-culturale regionale, ovvero quella dell’osservazione dello spazio celeste.

Il programma, pur proponendo un tematismo innovativo, resta comunque uno straordinario strumento di valorizzazione delle specificità locali e del patrimonio culturale, materiale e immateriale, regionale.

La disseminazione della cultura scientifica, diventa così, come del resto per tutti gli eventi e attività che si realizzano nel contesto nazionale e internazionale, la motivazione del viaggio, l’esperienza turistica, attraverso la quale non solo si accresce la propria conoscenza in materia di astronomia, ma si contribuisce anche a conoscere il patrimonio storico culturale calabrese.

«Tramite questo avviso – ha spiegato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì – viene esaltata la conoscenza dello spazio e, allo stesso tempo, la conoscenza di figure storiche del passato e luoghi attuali della nostra terra. I planetari e i parchi scientifici pubblici possono così vedere potenziata la loro attività e rendere la cultura regionale sempre più fruibile. La Calabria è popolo di popoli, ma anche madre di straordinari geni. Basti pensare a Gioacchino da Fiore e Luigi Lilio, valorizzati con “Esplorando lo spazio celeste”, di cui i calabresi e i visitatori potranno apprezzarne la statura con mostre ed eventi di vario genere. Sta ai Comuni saper cogliere questa bella opportunità». (rcz)

Dalla Regione 1,4 milioni di euro per gestori di impianti terme storiche

Sono 1,4 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione Calabria, rivolto al rilancio a fini turistici del patrimonio costituito dalla rete storica delle terme di Calabria e con la finalità di contribuire alla riduzione delle perdite causate dalle misure connesse all’emergenza sanitaria Covid-19.

La misura regionale Rete delle Terme storiche della Calabria intende soddisfare il fabbisogno di liquidità determinato per effetto della pandemia – in conformità con le disposizioni comunitarie – e inoltre contribuire alla realizzazione di attività di promozione e comunicazione degli impianti termali.

«Si tratta – ha dichiarato l’assessore al Lavoro, Sviluppo economico e Turismo, Fausto Orsomarso – di una ulteriore misura attivata al fine di contrastare la crisi generata dalla pandemia. Con questo intervento, infatti, la Regione intende promuovere l’aggregazione delle imprese del comparto sostenendo progetti in grado di aumentare e migliorare la promozione del settore termale in Calabria e nel contempo garantire liquidità attraverso contributi a fondo perduto ai soggetti gestori».

«Nel caso di iniziative di promozione e comunicazione, in particolare – spiega l’Assessorato –, i gestori di impianti termali della Calabria sono tenuti alla presentazione della domanda progettuale in associazione temporanea di scopo. Il partenariato deve essere formalizzato mediante la costituzione di Ats da almeno quattro soggetti ammissibili».

«Nello specifico – è scritto ancora –, i contributi a fondo perduto concedibili, se richiesti per soddisfare il fabbisogno di liquidità determinato per effetto della pandemia Covid-19, variano in base alla classe di fatturato e l’importo massimo del contributo concedibile è comunque di 190mila euro. L’aiuto per la realizzazione di progetti di promozione e comunicazione, invece, è concesso nella misura massima del 100% delle spese ammissibili dell’avviso, con un importo massimo dell’aiuto concedibile all’Ats pari a 400mila euro».

Le domande dovranno essere compilate direttamente sulla piattaforma informatica specifica, secondo le istruzioni fornite e le procedure descritte nella manualistica d’uso dedicata, che sarà pubblicata sul portale istituzionale Calabria Europa. (rcz)

Coldiretti Calabria: La Regione ha approvato la delibera per contenimento cinghiali

Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha reso noto che la Regione Calabria «ha approvato la delibera 314 dello scorso 21 luglio che contiene “Determinazioni in ordine alle procedure di controllo dell’emergenza cinghiali”», e ha espresso soddisfazione per «la tempestività con la quale la Giunta Regionale su proposta dell’assessore Gianluca Gallo ha mantenuto gli impegni presi davanti agli agricoltori in occasione della manifestazione della Coldiretti dello scorso 8 luglio, davanti alla Cittadella Regionale. La delibera adottata consente la semplificazione per il contenimento e controllo dei cinghiali».

«Questo – ha proseguito Aceto – è un passo avanti importante nella possibilità di svolgere un’azione tempestiva ed efficace nel controllo della fauna selvatica, nel momento più delicato della campagna agraria. Ringraziamo il presidente della Giunta Nino Spirlì, l’assessore Gallo e i consiglieri regionali intervenuti che hanno dimostrato con i fatti la vicinanza e l’ascolto del mondo delle campagne ma anche dei cittadini e dei sindaci che hanno partecipato al flash-mob».

Coldiretti aveva fatto sentire la voce grossa sul fenomeno della fauna selvatica e, in particolare, dei cinghiali che stanno imperversando in campagna distruggendo terreni, colture, recinzioni, attaccando anche gli animali e spingendosi anche nelle città, conquistando anche spazi urbani mettendo in pericolo le persone.

«Di fatto – ha spiegato Aceto – si è introdotta la possibilità per le Regioni di autorizzare direttamente, se necessario, i proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo dei fondi in cui siano stati accertati danni, o i loro delegati, a svolgere le attività di cattura e abbattimento della specie cinghiale, con il controllo degli organi di Polizia locale e dei Carabinieri territorialmente competenti. Questo è un primo passo importante che dimostra l’oggettività del problema, sentito non solo nelle campagne ma anche dai cittadini e dalle istituzioni».

«Coldiretti – ha detto ancora – continuerà la battaglia affinché si torni ad una convivenza equilibrata tra imprese agricole e fauna selvatica. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali e, questo, ormai è certificato da studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali anche in aree di elevato pregio naturalistico dove ci sono notevoli criticità in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione».

«Una situazione – ha concluso – che ha visto arrecare notevoli danni alle produzioni e le aziende a lasciare a volte i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone con il rischio che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce anche la tutela dal dissesto idrogeologico». (rcz)

 

Servizi educativi e di istruzione, focus in Cittadella per superamento criticità degli Ambiti territoriali

In Cittadella regionale si è svolto un focus dedicato alla definizione delle modalità e delle strategie per il superamento delle criticità registrate dagli Ambiti territoriali nella spesa delle risorse assegnate e sblocco dei fondi in attesa di riparto.

Presenti, all’incontro, i rappresentanti dei servizi educativi e di istruzione (Fism – Fidae – Ciofs Scuola Italia Meridionale – Sud Infanzia in Rete – Comitato Calabria Servizi Educativi 0-6 – Gruppo Nazionale nidi e infanzia – Calabria infanzia in Rete 0-10 – Confcooperative Calabria – Fenimprese Uninidi) e l’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo.

Al centro del confronto, in particolare, le segnalazioni provenienti da associazioni e organizzazioni partecipanti all’iniziativa in ordine alle difficoltà dei 32 Ambiti territoriali nella spesa delle risorse rinvenienti dal fondo di azione pluriennale di educazione e istruzione per i bambini da zero a sei anni, relativamente alle annualità 2018 e 2020.

In proposito, è emersa la necessità di coinvolgere l’Anci nella programmazione delle risorse e di ottenere un incremento di personale competente nelle sedi specifiche, anche per attrezzarsi per le importanti risorse previste per la Calabria dal Pnrr. I rappresentanti del privato sociale hanno poi illustrato un documento che descrive lo stato dell’attuale situazione dei servizi educativi e di istruzione calabresi, evidenziando come, in relazione alla fascia d’età compresa tra zero e 3 anni, solo 11 bambini su 100 usufruiscano di un servizio per la prima infanzia (ben sotto la soglia minima del 33% stabilita a livello comunitario), anche perché soltanto il 25% dei Comuni calabresi garantisce l’erogazione dei servizi.

Pure per questo, dando preliminarmente atto all’assessore Gallo e al settore Politiche sociali di essere riusciti, in poco più di un anno di intenso lavoro, a recuperare antichi ritardi e a sbloccare, ad esempio, l’assegnazione di risorse in attesa di destinazione da almeno un triennio, il gruppo ha presentato proposte volte a stimolare prospettive di “co-costruzione e co-progettazione” in un’ottica di sviluppo del nuovo sistema integrato 0-6, manifestando la propria disponibilità a un’attività di affiancamento agli uffici di piano degli Ambiti territoriali per il pieno utilizzo dei finanziamenti disponibili e per evitare che molti Comuni non utilizzino tempestivamente i fondi messi a disposizione dal Pnrr.

«Un’iniziativa – ha commentato l’assessore Gallo – che non può che essere accolta favorevolmente, secondo quello spirito di condivisione che sta animando la definizione delle politiche sociali in Calabria nel percorso di apertura al futuro».

Al riguardo, nello specifico, la Regione si è resa disponibile a programmare un incontro online, in presenza dei rappresentanti degli Ambiti, dell’Anci e dei rappresentanti dei servizi, per verificare le attività amministrative sin qui espletate dagli Ambiti e, ove opportuno, offrire supporto tecnico per imprimere un’accelerazione alle procedure di programmazione e di pubblicazione dei bandi rivolti alle famiglie e ai gestori dei servizi.

Gallo, inoltre, ha reso noto che – grazie a un progetto di Capacity Building – presto gli Ambiti saranno supportati da nuove figure professionali, così da assicurare loro un giusto sostegno a garanzia di un più puntuale assolvimento dei compiti da svolgere, e ha altresì anticipato che nei prossimi giorni la Giunta regionale approverà – su proposta proprio dell’assessorato al Welfare – il cofinanziamento a valere sulle risorse del fondo di azione pluriennale, per l’annualità 2019, facendo contestualmente pervenire agli Ambiti la quota residua del cofinanziamento per l’annualità 2020.

«Un ulteriore impegno che assumiamo per l’avvenire – ha aggiunto Gallo – è implementare le risorse con l’utilizzo dei Fondi strutturali per le politiche di coesione 2021-2027, in una logica di integrazione delle risorse ordinarie, per raggiungere quanto prima la soglia minima comunitaria del 33% di copertura del servizio: la crescita, lo sviluppo sociale ed economico che ne conseguirebbero sono aspetti che la Calabria non può più trascurare». (rcz)

Successo per il workshop promosso dall’assessore Catalfamo sullo sviluppo sostenibile

Successo per il workshop tecnico Welfare urbano e città sostenibili, promosso dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, che ha rappresentato un primo momento di confronto sui temi della rigenerazione urbana e territoriale, in raffronto principalmente con i target del Goal 11 dell’Agenda 2030 Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

A introdurre è stata la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa Berti, che è anche presidente dell’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (Itaca), si è soffermata sulle potenzialità di crescita e sviluppo legate alle politiche e pratiche per l’edilizia sostenibile e ha ribadito l’importanza di una sostenibilità fatta di contenuti e azioni concrete, con un coinvolgimento del tessuto produttivo, delle istituzioni e della collettività.

L’assessore Catalfamo ha introdotto i temi legati alla pianificazione territoriale e alle infrastrutture a livello regionale, segnalando i collegamenti tra aree urbane e aree interne, in una visione integrata di pianificazione, gli obiettivi di decarbonizzazione e l’importanza della sicurezza stradale.

I lavori sono stati coordinati dal dirigente regionale del settore infrastrutture di trasporto e presidente del Comitato promotore del protocollo Itaca, Giuseppe Iiritano, e dal direttore generale del dipartimento Urbanistica, Domenicantonio Schiava.

Sono intervenuti il referente tecnico del protocollo Itaca per l’edilizia sostenibile, Massimiliano Bagagli, il rappresentante della direzione Urbanistica e Politiche abitative della Regione Toscana e referente del protocollo Itaca a scala urbana, Paolo Lucattini, il presidente regionale dell’Istituto nazionale di urbanistica Domenico Passarelli, e il funzionario della Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio per la provincia di Cosenza, Cristina Sciarrone.

«Le politiche di sostenibilità a livello urbano in Calabria – è scritto in una nota dell’assessorato – passano sia dalla mobilità sostenibile, su cui si sta concentrando il Piano regionale per i Trasporti, sia dalla diffusione e applicazione del protocollo Itaca per l’edilizia sostenibile».

«La sostenibilità – prosegue la nota – può essere raggiunta anche attraverso il protocollo Itaca a livello di scala urbana, che è stato da poco approvato e che individua 16 criteri di sostenibilità a supporto della pianificazione urbanistica. I criteri vertono su temi ambientali (biodiversità urbana, adattamento ai cambiamenti climatici) ma anche su temi sociali (housing sociale) e sull’innovazione (acquisizione e gestione di dati, verso un modello di smart city)».

«L’Osservatorio sul paesaggio che la Regione Calabria vuole istituire – conclude la nota – può avere un ruolo molto forte nel ripensare le politiche territoriali e urbanistiche, nell’ottica della cura del patrimonio e del recupero dei beni non utilizzati. È emersa infine l’esigenza di un rafforzamento della governance con un ruolo della Regione che individua le direttrici di sostenibilità ma che affianca anche gli enti locali nella attuazione dei vari strumenti urbanistici. Tutte le indicazioni emerse dal workshop saranno utilizzate per la elaborazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile con il coordinamento tecnico e istituzionale del dipartimento regionale per la Tutela dell’Ambiente e con il supporto di Formez Pa». (rcz)

Il sindaco Occhiuto scrive a Rfi e a Spirlì per ottimizzazione dei collegamenti tra Cosenza e le altre città

Il ripristino, attraverso il trasporto ferroviario regionale, della linea a scartamento ordinario esistente, al fine di integrarla con la rimanente parte di infrastruttura nazionale. È quanto ha chiesto il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, nella lettera indirizzata al presidente di Rfi, Anna Masutti, all’Amministratrice delegata, sempre di Rfi, Vera Fiorani, all’AD di Trenitalia Luigi Corradi e al Presidente della giunta regionale Nino Spirlì nell’ottica della ottimizzazione dei collegamenti della città di Cosenza con il resto della Calabria ed anche con altre regioni, come la Basilicata e la Campania.

«Da tempo – ha scritto Occhiuto nella lettera – stiamo ragionando nella direzione di attivare tutte quelle possibili soluzioni che possano consentire di utilizzare al meglio il sistema trasportistico ferroviario per accorciare le distanze, favorendo in particolare il collegamento del centro città con altre località della provincia di Cosenza, anche per disincentivare l’utilizzo dei mezzi privati che finiscono irrimediabilmente con il congestionare il traffico automobilistico».

«Come non sfuggirà di certo alla vostra attenzione – ha sottolineato ancora nella lettera Occhiuto – il sistema di trasporto regionale su ferro in Calabria è assicurato attualmente da due operatori: Rfi che gestisce i treni Regionali sulla rete ferroviaria nazionale in base ad un contratto di servizio con ArtCal, stipulato per il periodo 2018-2032; Ferrovie della Calabria S.r.l che gestisce i treni su rete ferroviaria a scartamento ridotto».

Occhiuto ha fatto presente, che «i volumi di produzione del servizio, misurati in treni.km, sono di circa 6,4 milioni per i servizi su rete nazionale e di circa 1 milione su rete regionale a scartamento ridotto. In questo contesto, la città di Cosenza è collegata alla rete dell’infrastruttura nazionale con la stazione di Vaglio Lise, inaugurata a metà degli anni ’80 in concomitanza con l’apertura della nuova linea Cosenza – Paola (galleria Santomarco) che ha consentito tempi di collegamento tra la città di Cosenza e la costa tirrenica molto più competitivi rispetto a quelli stradali. L’apertura della nuova stazione di Vaglio Lise ha coinciso, pertanto, con il passaggio della stazione posta nel centro abitato ad un utilizzo esclusivo della linea a scartamento ridotto ed esercizio di Ferrovie della Calabria».

La stazione di Vaglio Lise, seppur collegata al centro della città sia con servizi urbani gestiti dalla municipalizzata Amaco, che con quelli ferroviari (Ferrovie della Calabria) risente molto della sua posizione decentrata.

«Il necessario ricorso al cambio di mezzo pubblico per raggiungere il centro città – ha scritto ancora il sindaco Occhiuto – allunga, infatti, inevitabilmente, i tempi di spostamento, quasi vanificando i vantaggi che si sono avuti, nel tempo, grazie alla realizzazione della galleria tra Paola e Cosenza, finendo quindi per penalizzare l’utilizzo del mezzo pubblico, a vantaggio del mezzo privato. Alla luce di quanto esposto, al fine di collegare il centro della città di Cosenza, attraverso il trasporto ferroviario regionale, riteniamo ragionevole proporre il ripristino della linea a scartamento ordinario esistente fino alla modifica degli anni ‘80 , al fine di integrarla con la rimanente parte di infrastruttura nazionale».

«Questa soluzione – ha spiegato – consentirebbe il collegamento ferroviario del centro della città con altre località della provincia cosentina (si pensi alla straordinaria opportunità di collegamento diretto con la stazione di Castiglione Cosentino e quindi con l’Università della Calabria) con le altre principali città della Calabria e con i servizi regionali che raggiungono altre regioni (Campania e Basilicata) oltre che, attraverso la stazione di Paola, con il resto d’Italia. Associando, inoltre, a questa proposta la rivisitazione del modello di servizio, si potrebbero avere degli indubbi benefici derivanti da una condizione logistica molto più favorevole, con un indotto positivo chiaramente anche sull’economia del capoluogo».

Occhiuto ha chiesto, infine, ai vertici di Rfi e Trenitalia e al presidente Spirlì di sottoporre a valutazione, con le strutture preposte, primariamente Rete Ferroviaria Italiana, la sostenibilità tecnica di questo progetto, prevedendone, in caso positivo, il finanziamento all’interno dei piani di sviluppo della mobilità, in discussione a livello governativo. (rcs)

La Regione promuove il progetto “Calabria Riparativa” a sostegno delle vittime dei reati

Si intitola Calabria Riparativa il progetto promosso dall’Assessorato al Welfare, guidato da Gianluca Gallo, per sostenere le vittime di reato e, allo stesso tempo, favorire la rieducazione degli autori degli stessi, specie nell’ambito della giustizia minorile, che prevede un tesoretto di 78mila euro per garantire servizi pubblici per l’assistenza alle vittime di reato, nonché per lo sviluppo e realizzazione di programmi di giustizia riparativa.

Elaborato dal settore Politiche sociali, in collaborazione con il Centro di Giustizia minorile della Calabria, il Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria della Calabria, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, il progetto è sostenuto dalla Regione Calabria, con un cofinanziamento, e dalla Cassa delle ammende, l’ente istituito presso il ministero della Giustizia e finanziato con le somme derivanti dal pagamento di sanzioni disciplinari, pecuniarie o cauzioni.

«Due, in particolare – ha spiegato l’assessore al Welfare, Gianluca Gallo – le direttrici seguite».

Da un lato, anzitutto, «la creazione di sportelli gratuiti per l’ascolto delle vittime, all’interno degli uffici giudiziari minorili di Catanzaro e Reggio Calabria, onde impedire o ridurre al minimo, con il contributo attivo dell’associazionismo e degli ordini professionali, la marginalizzazione che la vittima di reato subisce all’interno del sistema giustizia e della comunità, in tal modo invitata ad avviare un processo dialogico con gli autori del reato stesso. Inoltre, saranno garantiti assistenza legale e psicologica, supporto emotivo, accompagnamento nonché, in situazioni di grave disagio economico, un aiuto economico utile ad affrontare spese sanitarie o riabilitative».

Per altro verso, ha sottolineato ancora Gallo, «puntiamo a promuovere percorsi di giustizia riparativa sia per minori sia per adulti ristretti nei penitenziari di Catanzaro, Paola, Laureana di Borrello, Castrovillari, Vibo Valentia, Rossano, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone, Locri, Palmi e nell’Ipm di Catanzaro: questa seconda azione progettuale tende a stimolare nei soggetti coinvolti competenze finalizzate alla socializzazione, anche a favore di quanti siano in fase di dimissione dal regime restrittivo».

Sarà altresì assicurata la prosecuzione delle attività del Centro di giustizia riparativa regionale. Il progetto è stato già sottoposto al vaglio della Cassa delle ammende per l’autorizzazione all’avvio delle attività programmate. (rcz)