COVID-19 – Il Bollettino del 17 settembre
Dati ufficiali della Regione Calabria

Il bollettino medico del 17 settembre, ore 17

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 178.292 tamponi.

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.757 (+16 rispetto a ieri), quelle negative sono 176.535.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: 11 in reparto; 1 in terapia intensiva; 34 in isolamento domiciliare; 187 guariti; 33 deceduti.

– Cosenza: 9 in reparto; 3 in terapia intensiva; 105 in isolamento domiciliare; 465 guariti; 34 deceduti.

– Reggio Calabria: 6 in reparto; 97 in isolamento domiciliare; 304 guariti; 19 deceduti.

– Crotone: 0 in reparto; 0 in terapia intensiva; 20 in isolamento domiciliare; 117 guariti; 6 deceduti.

– Vibo Valentia: 0 in reparto, 0 in rianimazione, 8 in isolamento domiciliare; 85 guariti; 5 deceduti.

Altra Regione o Stato Estero: 208. (nel totale è compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione).

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture e province che nel tempo sono stati dimessi.

I ricoverati del setting “Fuori regione” (8) e dei migranti (1) sono stati inseriti nei conteggi dei rispettivi reparti di degenza.

Complessivamente i ricoveri presso l’Ospedale di Catanzaro sono 13 di cui 5 sono riferiti a persone non residenti.

I ricoverati presso l’AO di Cosenza sono tredici; di questi tre sono “non residenti”, mentre la paziente dimessa a Cosenza è stata inserita nel setting “fuori regione”.

Oggi si registrano 9 nuovi casi di cui: un migrante del CAS di Amantea, un caso da rientro, tre casi riconducibili al focolaio di Cosenza (ristorante), due casi riconducibili al focolaio di Chianciano, un caso contatto del dipendente del Comune di Mongrassano, un caso di Corigliano Rossano con indagine in corso.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 1.720.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Ciclovia dei Parchi della Calabria, al via il bando per sostegno all’attività di impresa

È stato pubblicato il bando, che impegna quattro milioni di euro, per la selezione e il finanziamento di interventi per il miglioramento delle condizioni e degli standard di offerte e fruizione turistica della ciclovia dei Parchi della Calabria.

Il bando, infatti, sostiene due specifici ambiti prioritari di intervento: uno sul potenziamento e qualificazione dei servizi strettamente connessi alla fruizione della ciclopista dei Parchi della Calabria con 3 milioni di euro di finanziamenti; l’altro sul rafforzamento e qualificazione degli altri servizi turistici legati alla logistica (movimentazione cose e persone connesse alla ciclovia) e all’assistenza turistica con 1 milioni di euro.

«La ciclovia dei Parchi – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente Sergio De Caprio – è ormai una realtà. L’itinerario Appenninico ciclovia dei Parchi della Calabria che partendo dal Parco del Pollino, collega i 4 Parchi calabresi utilizzando prevalentemente percorsi viari di competenza provinciale, ha una pista ciclabile che si sviluppa per circa 545 km. È sostenuto con fondi del Programma Operativo della Regione 2014 2020. Pertanto, ora, con questo bando, intorno a questo progetto, si vuole il coinvolgimento del territorio, delle imprese, delle realtà sane che lungo questo tracciato potranno costruire realtà economiche e di accoglienza per la fruizione del patrimonio naturale, paesaggistico e culturale delle aree interne della Calabria».

«i tratta di un bando – ha spiegato l’assessore De Caprio – che, da una parte, assegna un punteggio alto alle imprese e persone che lottano contro la ‘ndrangheta e, dall’altra, esclude i soggetti responsabili di reati legati alla ‘ndrangheta e compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione».

«Su questo principio – ha proseguito l’assessore regionale all’Ambiente – si baseranno tutti gli altri avvisi pubblici del Dipartimento Ambiente. Sul principio e la convinzione che la legalità è partecipazione e si costruisce tutti insieme. Vogliamo contribuire alla costruzione di un’idea e di un’identità che respinge l’illegalità, con la convinzione che l’efficienza ecologica della Calabria, passa dalla lotta alla ‘ndrangheta, che sostiene chi denuncia la ‘ndrangheta, escludendo chi esercita la violenza nell’interesse della ‘ndrangheta, sempre».

Con questo bando saranno finanziati esclusivamente progetti rivolti al potenziamento, la qualificazione e il miglioramento dei servizi strettamente connessi alla fruizione della ciclovia dei Parchi della Calabria ricadenti nell’area delimitata da un buffer di 5 km di distanza e che, nello specifico, riguardano l’accoglienza, la ricettività e l’accessibilità dei luoghi materiale e immateriale, l’innovazione di processi, di servizio, strategici ed organizzativi.

Tra questi, oltre ad aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte, ristorazione con somministrazione, noleggio di biciclette e di altre attrezzature sportive e ricreative, il bando prevede anche interventi finalizzati alla creazione di una rete di assistenza continua al cicloturista attraverso servizi di movimentazione di cose e persone lungo tutto il tracciato della ciclovia. (rrm)

Presentato il Bando Agricoltura: 21 milioni per gli agricoltori e Pmi

Sono 21 milioni di euro la somma stanziata per il Bando Agricoltura, presentato in Cittadella regionale per il «sostegno temporaneo ed eccezionale a favore di agricoltori e Piccole Medie Imprese particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19» dalla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

La misura, adottata con una rimodulazione dell’attuale Psr, prevede la dotazione di 15 milioni a favore degli agricoltori e 6 per le Piccole Medie Imprese.

Presenti, all’evento, numerosi imprenditori agricoli, i rappresentanti dei Gal e di alcune associazioni di categoria, alcuni assessori e consiglieri regionali.

«Credo in questo settore – ha ha dichiarato la Santelli – e credo nel fattore trainante che possa avere come marcatore culturale della regione. Stiamo affrontando un periodo veramente difficile. Ma la Regione ha lavorato al servizio degli agricoltori e di tutti i settori produttivi».

«Puntiamo – ha aggiunto – sulla valorizzazione della straordinaria multiformità dei prodotti autoctoni di cui la Calabria è ricca e sulla varietà delle nostre eccellenze. Importanti successi li abbiamo ottenuti quest’anno nel campo vitivinicolo. L’operato di questa Giunta si contraddistingue anche sull’aver privilegiato bandi piccoli e veloci che hanno consentito procedure snelle e trasparenti. L’immobilismo non è un elemento che ci appartiene e i 30 bandi messi in cantiere finora ne sono la dimostrazione».

«Avremmo anche voluto dare di più  – ha spiegato l’assessore Gallo – ma dobbiamo attenerci ai regolamenti comunitari. Su richiesta delle organizzazioni agricole abbiamo dichiarato lo stato di crisi per quattro i settori agriturismo, florovivaistico, lattiero caseario e vitivinicolo. Oggi con questa misura straordinaria diamo concrete risposte agli imprenditori che hanno subito gravi perdite. Per questo settore in questi mesi abbiamo già stanziato oltre 137 milioni».

«Ricordo che la Calabria – ha aggiunto Gallo – è tra le Regione d’Europa più biologiche per superficie, la sesta in Italia per produzione agricola, l’unica che non consente l’utilizzo di glifosato. Siamo la seconda Regione in Italia per quantità delle risorse stanziate con questa misura anti-Covid. Questo è soltanto il primo segnale contro il coronavirus. Stiamo lavorando, insieme alle organizzazioni agricole, per far diventare questo settore il traino dell’economia calabrese». (rrm)

 

La Santelli scrive a Conte: Sanità commissariata nega il diritto alla salute

La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha scritto al Premier Giuseppe Conte, in quanto la Regione, sul nuovo piano d’emergenza, non è soggetto attuatore in quanto la Sanità, in Calabria – e come in altre regioni – è presente il commissariamento in acta. Una condizione che lascia l’amaro in bocca alla presidente Santelli, che ha voluto specificare, nella lettera indirizzata a Conte, che scrive «da una Regione in cui i diritti dei cittadini sono troppo spesso calpestati. La Calabria è una terra che ha tante potenzialità ma anche troppi, troppi problemi irrisolti».

È il diritto alla Salute, quello più calpestato, ha scritto la Santelli a Conte, sottolineando che sia «necessario che i calabresi sappiano che il Governo si sta assumendo tutta le responsabilità della gestione sanitaria del Covid in Calabria e che la Regione è stata totalmente esautorata», in quanto «chi decide il commissariamento e di effettuare le scelte, poi deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità che ne conseguono».

«Mi spiace, dopo mesi di leale collaborazione – si legge nella lettera – ne prendo semplicemente atto. La responsabilità verso i calabresi deve essere però chiara, se viene ridisegnata la rete oncologica sul tumore alla mammella e, nonostante le proteste della Regione si va avanti per una strada che, purtroppo, porterà a una nuova e pesante emigrazione sanitaria, se vengono bloccate le radioterapie per esigenze di budget, rendendo impossibile ai calabresi di curarsi a casa propria e costringendoli ad andare fuori regione per terapie salvavita, i calabresi devono sapere che sono scelte effettuate dai commissari di Governo, con la totale contrarietà della Regione».

«Non credo che, Presidente Conte – prosegue la lettera – Lei sia al corrente di queste cose, ma è mio obbligo morale e politico porle in evidenza. Noi calabresi abbiamo diritto ad una sanità da Paese civile, non m’interessa fare guerra contro il Governo nazionale, ma non farò da parafulmine a scelte pesantemente penalizzanti per i miei concittadini. L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che esiste un destino di comunità. Nessuno si salva da solo. Non possono esserci divisioni strategiche e strumentali davanti a un diritto fondamentale come la salute. Io sono certa che vorrà ascoltarmi per trovare insieme una strada che faccia onore allo sforzo del Paese tutto di non lasciare indietro nessuno». (rrm)

 

LA CALABRIA NON SA SPENDERE I FONDI UE
EURISPES: HA RINUNCIATO A 1,125 MILIARDI

1 miliardo e 499.000 euro sono stati stanziati per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, e 430 milioni per il Fondo Sociale Europeo, ma Calabria «è riuscita a non spendere 951 milioni di euro del Fesr e 173 milioni di euro dell’Fse, per un totale di 1 miliardo 125.000 euro». Lo rivela, impietosamente, un’approfondimento di Maurizio Lovecchio, direttore della sede Eurispes Calabria, sui fondi destinati alla Regione.

«In pieno agosto – ha scritto Maurizio Lovecchio – abbiamo assistito a commenti e reazioni esaltanti per le performance della Regione Calabria circa gli obiettivi raggiunti e l’impegno della spesa (non l’attuazione della spesa) relativamente alle risorse del Por Fesr 2014-2020. Tuttavia, come emerge anche dal Rapporto Italia 2020, elaborato dal nostro Istituto, la percezione della spesa dei fondi europei sul territorio è molto bassa e soprattutto l’efficacia della spesa delle risorse europee sul territorio è molto scarsa».

Infatti, nonostante si debbano aspettare i dati di questo programma, il direttore Lovecchio ha rilevato come, analizzando i dati del programma 2007-2013, «i primi dati indicano un andamento simile, se non peggiore», sottolineando che «aver ottenuto risorse per coprire le spese certificate/impegnate, non significa quindi poter sostenere l’avvenuto impiego per la realizzazione di interventi e investimenti reali sul territorio».

Bocciatura, dunque, per la Regione Calabria, che ha dimostrato inefficienza della programmazione, l’inefficacia della spesa, gap nella distribuzione delle risorse tra i beneficiari pubblici e i beneficiari privati e i ritardi procedurali nell’attuazione dei bandi.

Per spiegare il primo punto, ossia l’inefficienza della programmazione, il direttore Lovecchio ha spiegato che la Regione, per il settennio 2014-2020, aveva individuato 14 assi prioritari sul Programma Operativo Regionale e, che 9 di questi (Promozione della Ricerca e dell’Innovazione, Sviluppo dell’Agenda digitale, Efficienza energetica, Mobilità Sostenibile, Istruzione e formazione, Tutela e Valorizzazione del Patrimonio ambientale e culturale, Inclusione sociale, Sviluppo delle reti di Mobilità Sostenibile e Promozione dell’occupazione sostenibile) erano stati indicati quali prioritari già nella precedente programmazione.

«Ciò significa – ha spiegato – che in 7 anni (quindi dal 2007 al 2013) non solo non sono stati raggiunti gli obiettivi né impegnate tutte le risorse a disposizione; ma evidentemente non sono stati realizzati interventi tali da consentire di non considerare più come priorità ben 9 settori intesi come strategici per lo sviluppo socio-economico del territorio regionale».

Inoltre, Lovecchio ha rilevato come «se osserviamo le anticipazioni del prossimo Programma Regionale Por Fesr/Fse 2021-2027, le priorità sembrano essere ancora quelle degli anni precedenti».

Per quanto riguarda il gap tra beneficiari pubblici e privati, il direttore di Eurispes Calabria ha indicato come per la Pubblica Amministrazione siano stati stanziati 671 milioni 518.235 di fondi a fronte di 246 milioni 959.057 (dati riportati dal Siurp della Regione Calabria): «una discrepanza – ha commentato Lovecchio – che deve far riflettere soprattutto sul principio di solidarietà che è uno dei cardini su cui si fonda l’Unione europea e incide sulla percezione  dei cittadini e degli imprenditori».

«Seppure sia corretto – ha aggiunto – che gran parte delle risorse europee siano destinate alla spesa ed agli interventi diretti a favore delle Pp.Aa. in una Regione in perenne crisi di occupazione, inserita nell’elenco delle Regioni più depresse d’Europa, e che indica la Promozione dell’Occupazione tra i suoi Assi prioritari, tuttavia il mancato impiego da un lato e la mancata realizzazione degli interventi pubblici programmati, impongono una riflessione attenta in ordine alla programmazione futura ed alla destinazione dei fondi del nuovo Por».

Per quanto riguarda i ritardi procedurali nell’attuazione dei bandi, Lovecchio ha rilevato che «dal momento della pubblicazione del bando e fino alla erogazione del contributo passa molto tempo; troppo per chi (il privato) confida di avviare ovvero realizzare i propri investimenti mediante il supporto di finanziamenti pubblici», e ne riporta un esempio lampante: un bando su startup e spin off che, a distanza di quasi 3 anni, non ha ancora «pubblicato gli esiti, oggetto anche di una interrogazione prioritaria con richiesta di risposta scritta alla Commissione».

Un altro esempio, e anche più recente, è la protesta da parte dell’Associazione Operatori Turistici “Riviera e Borghi degli Angeli, spazientiti per la mancanza di notizie e/o nuove direttive ufficiali sul bando regionale Valorizzazione dei Borghi della Calabria e il Potenziamento dell’offerta turistica e culturale. Dopo quasi 4 anni dal varo dell’iniziativa, non se ne sa nulla.

Concludendo, Lovecchio ritiene che, «per la ripartenza e per la efficace programmazione serve, utilizzando una sola parola, “Efficienza”. Quell’efficienza matrice di buone pratiche amministrative e politiche; quell’efficienza che aiuta a comprendere quali siano le reali esigenze di un territorio e che, di conseguenza, indirizza verso scelte strategiche. Quell’efficienza che è soprattutto sapersi rivolgere a figure professionali adeguate, in grado di stilare un bando, valutare le proposte e anche presentare progetti che abbiano ricadute positive sulla collettività».

Un ingrediente fondamentale, che «è mancato e continua a mancare in Calabria, «fanalino di coda delle Regioni d’Europa che proprio nell’Europa (intesa come istituzione) avrebbe potuto trovare la chiave di volta per la propria rinascita, ma che invece non è riuscita a sfruttare quel tanto di buono che l’Unione “dona” ai suoi 27 “figli”».

Maurizio Lovecchio, dopo questi dati poco rassicurati, confida «nella nuova programmazione dei Fondi Strutturali e del Fondo di Coesione grazie ai quali viene finanziata la possibilità di investire per realizzare infrastrutture in diversi settori strategici, con la concreta prospettiva di crescita e miglioramento per il territorio».

«E confidiamo che si dia corso, finalmente – ha concluso – ad una programmazione efficace, frutto di lungimiranza amministrativa, che impieghi competenze tecniche specializzate e valorizzi le risorse interne alla P.A., favorendo il passaggio dalla burocrazia asfittica ed inconcludente ad una azione di dinamicità e performance elevate, che agevoli la percezione della spesa pubblica e dell’impiego delle risorse europee per le reali esigenze del territorio, delle imprese e dei cittadini calabresi». (rrm)

La ricerca Eurispes Calabria

Lavoro, Orsomarso incontra i sindacati: riordino mercato lavoro e fine precariato

Il giorno tanto atteso è arrivato: l’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha incontrato in Cittadella regionale i sindacati per discutere delle politiche per il lavoro.

All’incontro, a cui hanno partecipato il segretario generale della Uil Santo Biondo; Enzo Musolino, Luigi Veraldi e Pasquale Barbalaco rispettivamente segretari regionali di Cisl, Cgil e Uil; il segretario generale Ugl Calabria Ornella Cuzzupi; Carlo Barletta per la Felsa Cisl; Gianvincenzo Benito Petrassi per la UilTemp; Antonio Cimino per la Nidil Cgil; Gianluca Persico e Giuseppe Mazzei per la Cisal; Antonio Lento per la Confsal, si è discusso dell’emergenza occupazionale legata al Covid-19, il piano di investimenti e le politiche attive per il lavoro, la stabilizzazione del precariato storico regionale e la situazione dei tirocinanti.

L’assessore Orsomarso, introducendo l’incontro, ha presentato in sintesi gli interventi che la Regione dovrà presentare al governo sul Recovery fund, ed ha chiesto ai sindacati la presentazione di proposte sulla direttrice dell’innovazione e della semplificazione.

Le parti hanno poi discusso del precariato storico, manifestando soddisfazione per la definizione dei bacini di lavoratori appartenenti alle leggi 12, 15, 31 e 40, e per le relative contrattualizzazioni e stabilizzazioni per chi ha già un contratto a tempo determinato.

Sul percorso di stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu, l’assessore Orsomarso si è impegnato a sollecitare al ministro del lavoro l’atteso decreto attuativo.

Più in generale l’incontro di oggi è stato finalizzato all’apertura di un confronto tra Regione e sindacati, strutturato e programmato che, attraverso l’operatività dei Tavoli tecnici, abbia l’obiettivo di riordinare il mercato del lavoro calabrese e chiudere la stagione del precariato pubblico regionale.

Per quanto riguarda il settore pubblico, si è discusso dell’apertura di una nuova fase di politiche attive del lavoro in linea con i fabbisogni professionali del mondo produttivo, al fine di costruire percorsi di lavoro privato stabile e di qualità.

Al termine, l’assessore e le organizzazioni sindacali hanno convenuto  sulla  necessità di mettere la parola fine al precariato in Calabria garantendo la fuoriuscita dal tirocinio dei soggetti interessati, consapevoli che tutti sono chiamati a dare il loro reale contributo in termini di chiarezza ed effettiva fattibilità dei percorsi di contrattualizzazione.

Infine, i sindacati hanno rappresentato la necessità di una calendarizzazione degli incontri sui temi delle politiche attive del lavoro. (rrm)

INFRASTRUTTURE CON IL RECOVERY FUND
PER LA CONFERENZA-REGIONI IL PONTE C’È

di SANTO STRATI – Lo abbiamo scritto domenica, lo ribadiamo oggi: c’è un’opportunità unica per la Calabria con i fondi europei del Mes e del Recovery Fund per realizzare quell’opera straordinaria che sarà il Ponte sullo Stretto. Servono progetti per avere i quattrini dell’Europa, diversamente li perdiamo. E, a questo proposito, risulta di massima rilevanza la decisione presa dalla Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni che, su proposta di Sicilia e Calabria, ha inserito il progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto nel Piano straordinario di infrastrutturazione. In altre parole, le Regioni italiane dicono sì alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, offrendo un assist eccezionale al dibattito che dovrà avvenire nei prossimi giorni in Commissione Bilancio del Senato.

«Un risultato importante – ha scritto su Facebook la presidente Jole Santelli – in vista del dibattito parlamentare sulla conversione del “decreto agosto”, che di fatto inserisce il Ponte nella programmazione delle opere da finanziare con il Recovery Fund. Un tassello significativo sulla strada della reale fattibilità di una infrastruttura strategica non solo per due regioni del Mezzogiorno: Calabria e Sicilia, ma per l’intero Paese. Un progetto chiave, capace di dare nuova centralità al Sud nell’ambito del Mediterraneo e dell’Europa». Analogo il commento del governatore della Siclia Nello Musumeci: «Finalmente il Ponte sullo Stretto di Messina assume una rilevanza strategica per le infrastrutture da parte di tutte le Regioni italiane».
Nel suo profilo facebook la Santelli ha registrato molti svariati commenti con una quasi fastidiosa ripetitività: “le priorità sono altre”. Vorremmo dire a tutti gli antagonisti del Ponte che prima di parlare a vanvera si documentassero: con i soldi dell’Europa non si possono riparare le buche delle strade né aprire ospedali, ma occorre realizzare opere infrastrutturali, sulle quali arriveranno – solo a fronte di progetti e di seria programmazione – i soldi del Mes o del Recovery Fund che altrimenti andrebbero altrove.
Per questa ragione – senza non tradire un certo entusiasmo per un’opera colossale che diventerebbe, oltretutto, un’attrazione turistica senza eguali – insistiamo a dire che è un momento irripetibile, un’occasione da non farsi sfuggire. Lo hanno capito i nostri cugini dell’altra parte dello Stretto che, dopo anni di ostracismo ingiustificato, hanno finalmente cambiato parere; sarebbe opportuno che lo capissero anche i calabresi.
Purtroppo, continua lo stillicidio di affermazioni campate sul nulla, con le motivazioni più assurde per “smontare” qualsiasi ipotesi di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. La Calabria, il Mezzogiorno, ma in realtà tutta l’Italia, ha bisogno di opere infrastrutturali importanti che producono da subito occupazione e lavoro indotto e, successivamente, lasciano un’impronta indelebile nello sviluppo del Paese. Con questa mentalità non sarebbe mai nata l’Autostrada del Sole, non saremmo mai arrivati all’Alta Velocità. Gli ambientalisti gridano al “paesaggio deturpato”, ma dove stavano quando qualcuno ha riempito il Mezzogiorno e gran parte della Calabria di quelle orribili pale eoliche che hanno – quelle sì – distrutto panorami e scenari da favola? Il progresso richiede di pagare qualche dazio, ma non è tollerabile che per il pregiudizio di pochi si debbano fermare le grandi opere.
Anche perché – scusate il ritornello – se non si fanno ora le grandi opere, con l’opportunità dei fondi europei, non si faranno mai più. Il Covid ha portato morte e distruzione e non sappiamo quante altre angosce ci farà patire, però ha rotto i rigidi schemi dell’economia dei più forti, ha interrotto la spirale negativa finanziaria che impediva all’Italia di accedere ai fondi europei col freno del disavanzo e le limitazioni di Maastricht. Si faccia il Ponte, si facciano le grandi opere, il che non vuol dire rinunciare alle altre cosiddette “priorità”: salute, welfare, lavoro. Tre punti che dovrebbero essere nell’agenda del Governo regionale, indipendentemente dalla realizzazione di grandi infrastrutture.
Il Meccanismo Europeo di Stabilità che sembrava un mostro pronto ad affossare le ambizioni di crescita del nostro Paese e, soprattutto, del Mezzogiorno, alfine offre opportunità da cogliere. I tantissimi calabresi intelligenti lo hanno immediatamente capito, agli altri bisogna spiegarlo: il futuro dei nostri ragazzi passa attraverso la ricerca, l’innovazione, la tecnologia, ma oggi occorre creare occupazione, far girare moneta, e quale migliore occasione per mettere mano a un piano straordinario per il Sud? Il ministro Peppe Provenzano, da buon meridionalista ex Svimez, ce l’ha pronto nel cassetto, con 100 miliardi di spesa prevista, approntato e presentato prima del covid: non si parla del Ponte, nel suo Piano per il Sud, ma l’indicazione della Conferenza delle Regioni è chiarissima: nel Piano straordinario di infrastrutturazione il Ponte c’è. Mettiamoci, allora, all’opera! (s)

Al via la stagione della Caccia 2020-2021

Prende il via, domani, in pre-apertura, la stagione della Caccia 2020-2021 in Calabria.

Lo prevede il calendario venatorio 2020/2021, approvato agli inizi di agosto dalla giunta regionale presieduta da Jole Santelli. Con il provvedimento adottato, in particolare, si definiscono le specie cacciabili, i limiti di carniere, le modalità di caccia, i periodi di addestramento ed allenamento cani. Inoltre, si fissano le date di apertura e chiusura al prelievo venatorio: sarà possibile cacciare nelle giornate del 2, 6 e 13 settembre prossimi in preapertura ed a seguire, dal 20 Settembre al 31 gennaio successivo, in regime di apertura generale.

Infine, dal primo al 10 febbraio 2021, sarà consentita esclusivamente la caccia ai nocivi.

«Il calendario – ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo – è scaturito da una concertazione ampia e proficua. Il positivo parere dell’Ispra e l’osservanza dei principi fissati nelle direttive 2009/147/Ce e 92/43/Cee consentono inoltre coerenza rispetto agli indirizzi del piano faunistico venatorio regionale vigente ed il rispetto delle stringenti norme dettate dal Ministero dell’Ambiente per l’esercizio venatorio nelle aree Sic e Zps».

Domani, per l’appunto, la prima delle tre giornate di preapertura, limitata alla caccia di specie predeterminate. Nel frattempo, si sottolinea dall’Assessorato, su altro versante proseguirà il lavoro dei selettori impegnati ad arginare l’emergenza legata agli ungulati, che rappresentano una seria minaccia non solo per le attività agricole e zootecniche, ma anche per la stessa incolumità dei calabresi. (rrm)

Maria Rachele Anita Aronica è il nuovo Procuratore regionale della Corte dei Conti

Maria Rachele Anita Aronica è il nuovo Procuratore regionale della Corte dei Conti per la Calabria.

«Il Procuratore Aronica – si legge in una nota della Procura regionale – proviene dalla Sicilia dove è stata titolare della Procura d’Appello presso la Sezione giurisdizionale d’appello per la Regione Sicilia».

Il sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, ha rivolto i propri saluti alla dottoressa Maria Rachele Anita Aronica che ha assunto l’incarico di nuovo Procuratore regionale della Corte dei Conti della Calabria.

«A nome personale e delle amministrazioni che ho l’onere di guidare – ha commentato Abramo – voglio rivolgere alla dottoressa Aronica gli auguri di buon lavoro per l’importante ruolo che si accinge a ricoprire, che sono sicuro svolgerà con grande senso di responsabilità e il giusto bagaglio di competenze acquisito nella precedente esperienza in Sicilia. Non posso che confermare la piena e totale disponibilità per una collaborazione fattiva nel prezioso lavoro di verifica e controllo dell’azione degli enti locali». (rrm)

L’AREA DELLO STRETTO, SOSPIRI SUL PONTE
IN CALABRIA QUESTO È IL MOMENTO GIUSTO

di SANTO STRATI – Il momento è questo, non si sprechi l’opportunità dei fondi europei e si metta finalmente mano al Ponte sullo Stretto. I calabresi sono stufi di sentir parlare di nuovi studi di fattibilità, di alternative suggestive (e irrealizzabili, come il tunnel) ma amerebbero vedere finalmente un’opera grandiosa che non creerebbe soltanto il collegamento stabile tra le due sponde, ma diventerebbe un’icona inconfondibile di un’area che richiede solo di essere valorizzata. Qualcuno obietterà questa presa di posizione a favore del Ponte, ma invitiamo a leggere il supplemento odierno a calabria.live dedicato al ponte, con gli autorevolissimi pareri di docenti universitari, ingegneri e progettisti. Da cui si può largamente desumere che il rischio sismico è oggi affrontabile con le nuove e innovative tecniche di costruzione su cui gli italiani  primeggiano nel mondo. E che si può costruire nel rispetto dell’ambiente, senza deturpare il paesaggio e sconvolgere l’ecosistema.

È u problema di volontà politica: lo abbiamo scritto tante volte, ma se prima ci poteva essere l’alibi della mancanza di fondi, oggi va sottolineato che i quattrini che l’Unione Europea ci mette a disposizione vanno spesi a fronte di progetti e di programmi di sviluppo. Abbiamo apprezzato la presa di posizione della presidente Jole Santelli a fronte del goffo tentativo di contrabbandare l’idea del tunnel come nuovo diversivo per prendere in giro i calabresi: il progetto è pronto, vanno solo adeguate alcune tecniche che dal 2011 (anno in cui il progetto esecutivo ha visto la luce) a oggi sono evidentemente superate da innovazione e ricerca. La storia del tunnel (se ne parlò la prima volta nel 1870, figuratevi) serve solo a deviare l’argomento e a prendere ulteriore tempo. Nè i calabresi né i siciliani sono disposti a sopportare tattiche dilatorie che non conducono ad alcuna parte. Sul tunnel basterebbe la dichiarazione del presidente degli ingegneri italiani Armando Zambrano che boccia l’ipotesi sottomarina a causa delle correnti e del rischio sismico che uno scavo al di sotto del fondo marino corre rispetto a un ponte sospeso.

Basterebbe pensare a come cambierebbe radicalmente l’area dello Stretto, con la creazione, intorno al Ponte, di parchi tematici naturali, e della fortissima attrazione che l’opera andrebbe a esercitare su milioni di turisti. Verrebbero da tutto il mondo solo per vedere il Ponte (oltre, naturalmente, già che ci sono, i magnifici Bronzi di Riace). Non si sottovaluti questa opportunità di attrazione: il Ponte sarebbe uno spettacolo destinato a diventare parte integrante del paesaggio. Il tunnel – largamente sconsigliato –– ci costringerebbe al buio: ma chi rinuncerebbe al meraviglioso spettacolo dello Stretto, là dove s’incontrano le correnti e convive il mito di Scilla e Cariddi? Chiunque scende in macchina in Calabria, fino allo Stretto, rimane già a bocca aperta di fronte a un paesaggio di sogno, figuriamoci se ci fosse il Ponte…

La cecità (ma forse più la stupidità) di una classe politica inetta ha fino ad oggi bloccato qualsiasi iniziativa e nessuno prova a immaginare cosa significherebbe in termini di occupazione e lavoro quest’impresa colossale. WeBuild, che è il nuovo nome di Impregilo, sono anni che aspetta di mettere mano al più straordinario manufatto architettonico e ingegneristico del mondo (non per niente ha chiesto una pena ultramilionaria in caso di totale cancellazione del progetto). Ci sarebbe lavoro e tornerebbe ad attivarsi l’economia reale. I disfattisti abbiano la pazienza di leggere quanto affermano i professionisti ai quali calabria.live ha chiesto di raccontare, con competenza e rigore, luci e ombre del progetto e, forse, cambieranno idea. È uno studio dedicato ai nostri governanti, ma destinato a fare chiarezza e a suscitare interesse e attenzione anche e soprattutto fra i giovani che non vogliono lasciare la propria terra. Il Ponte, lo ripetiamo, è occasione di crescita e sviluppo, e di stimolo anche all’industria culturale, quella che, con più facilità, potrebbe portare nuova occupazione e offrire maggiori opportunità di lavoro.

Serve allora uno sforzo comune di Sicilia e Calabria, dei due governatori, di tutti i consiglieri regionali, di tutti i parlamentari delle due sponde che mettano insieme impegno e volontà politica per raggiungere il risultato, costringendo il Governo a prendere una posizione netta e chiara, puntando sul Mezzogiorno e al suo futuro. Se non cresce il Sud, lo dice spesso il premier Conte, non cresce l’Italia. I fondi ci sono, il progetto è già esecutivo, si tratta solo di cominciare. E i nostri figli, siamo sicuri, ci diranno grazie. (s)

lo speciale si può richiedere gratuitamente a: calabria.live.news@gmail.com

oppure scaricare da qui: Calabria.Live_SPECIALE_PONTE SULLO STRETTO