Alla Bit il progetto della Regione da 137 milioni di euro destinati ai borghi della Calabria

La Regione Calabria ha presentato alla BIT di Milano un progetto da 100 milioni di euro (per i comuni) e da 37 milioni (per i privati) relativo alla valorizzazione dei borghi. A presentare il progetto Domenico Antonio Schiava, Dirigente Generale Dipartimento Urbanistica, che ha raccontato gli obiettivi del bando. «Il Progetto Borghi – ha spiegato Schiava – vuole partire dalle attività e delle persone, prima dai contenuti e poi dai contenitori, in un’ottica di filiera che coinvolge i comuni e i giovani che vogliono fare impresa: i primi perché possano recuperare il decoro e avere cura dell’estetica dei luoghi e i secondi perché offrano idee per rendere vivi e animati tali luoghi. La parte del bando rivolta ai privati è dedicata in parte ai giovani fino a 29 anni, consentendo il finanziamento di idee e progetti con bonus da 70.000 euro, oltre i 29 anni, con finanziamenti agevolati volti al supporto dei bed & breakfast diffusi, della ristorazione e dei servizi turistici, perché il viaggiatore che arriva in Calabria si senta sempre assistito e coccolato. È importante combattere la disgregazione sociale, favorire la formazione e, anche con il supporto delle nuove tecnologie a disposizione, incentivare la conoscenza del territorio calabrese anche da parte dei calabresi stessi, soprattutto da parte dei tanti giovani che oggi scelgono di migrare. Nei nostri borghi sono custoditi storia, valori antichi e culture che devono essere raccontati in maniera moderna e strategica per poter diventare finalmente prodotto turistico».

Tra i partecipanti alla Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano che dal 1980 porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo, ha partecipato l’imprenditore turistico Giuseppe Nucera. L’ ideatore del Movimento politico La Calabria che vogliamo, ha indicato alcuni percorsi di facile realizzazione per la valorizzazione dei borghi della regione. «I nostri borghi – ha detto Nucera – custodiscono una ricchezza immensa che non è valorizzata in modo adeguato, bisogna puntare in modo deciso sui giovani per ripopolarli. La mia idea, proposta nel corso della Bit  è quella di inserire nella prossima programmazione POR un finanziamento che consenta alla Regione Calabria di acquistare gli immobili disabitati. Queste case, successivamente, devono essere date in comodato d’uso gratuito a chi vuole tornare per fare impresa, che si tratti di giovani cittadini (calabresi e non) o di aziende che puntano a delocalizzare la loro attività e che in questo modo avrebbero la possibilità di assumere giovani disposti a trasferirsi in Calabria».

Sarebbe una perfetta sinergia tra tradizione e innovazione: i borghi selezionati potrebbero diventare così una sorta di ‘hub’ su un tema specifico: agricoltura, turismo, tecnologia, big data ecc. «Questi borghi – ha detto Nucera – possono rappresentare le bandiere di come la Calabria sa fare innovazione e migliorare la reputazione della nostra terra nel mondo. Si tratta di un progetto di fondamentale importanza, che assicurerebbe effetti positivi concreti sull’economia, creando un circuito virtuoso. Credo che le risorse naturali della Calabria possano diventare ispirazione per chi vuole fare impresa, lasciando così in cantina le valigie con le quali emigrare come tutti i nostri giovani. Ripopolare e trasformare i nostri borghi, culle della nostra cultura millenaria, è il primo passo da effettuare nel percorso di rinascita del nostro territorio. È un’idea semplice ma rivoluzionaria allo stesso tempo, un modo concreto per cambiare la Calabria nella Calabria che vogliamo».

Dopo l’incontro che ha chiuso la Bit, la chef stellata Caterina Ceraudo, apprezzata curatrice alla Bit di una serie di speciali showcooking, ha conquistato con le sue specialità i numerosi visitatori dello stand della Calabria. (rrm)

 

La Calabria al “Fruit Logistica” di Berlino con le sue eccellenze ortofrutticole

Un’occasione, per la Regione Calabria, per promuovere, a livello internazionale, le proprie eccellenze e consolidare la propria presenza sui mercati internazionali, oltre che per confrontarsi sugli aspetti dell’innovazione e della sostenibilità idrica del settore dei prodotti freschi.

Ed è per questo che, fino a venerdì 7 febbraio, la Regione Calabria, attraverso il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, insieme a nove tra organizzazioni di produttori, società cooperative e Consorzi di tutela, rappresentative di tutto il territorio regionale, parteciperà alla 28esima edizione della Fruit Logistica di Berlino.

La kermesse, infatti, rappresenta un appuntamento imperdibile per gli operatori del settore ortofrutticolo internazionale, in quanto luogo di incontro di buyer, fornitori di profitti e servizi internazionali, che ogni anno si scambiano conoscenze sulle tendenze e sulle innovazioni del comparto, sui prodotti e sui servizi.

Al centro dell’attenzione, infatti, ci sarà il risparmio idrico che, per il comparto ortofrutticolo rappresenta la vera sfida sia per quanto riguarda l’ambiente che per i costi. A tal proposito il Dipartimento Agricoltura ha organizzato un ciclo di seminari informativi/ dimostrativi dal titolo L’ortofrutta calabrese: l’uso sostenibile delle risorse idriche, con l’obiettivo di informare gli operatori del settore sugli aspetti relativi alle tecniche innovative, ai metodi di irrigazione in uso, ai consumi idrici ed ai relativi costi, allo sviluppo dei prodotti e alla sostenibilità, alla riduzione dell’impatto ambientale, alla conoscenza dei mercati di riferimento e alle produzioni di qualità certificata.

Il progetto, finanziato dalla Misura 1- Sottomisura 1.2 del PSR Calabria 2014/2020 “Sostegno ad attività dimostrative ed azioni di informazione”, mira a puntare l’attenzione sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sull’utilizzo responsabile della risorsa acqua e la conservazione delle risorse ambientali ad essa correlate. (rrm)

In copertina, il ministro Bellanova in visita allo stand della Regione Calabria.

foto di Michele Santaniello.

CATANZARO – Inaugurata la Galleria dei Presidenti della Regione Calabria

Inaugurata, questa mattina, nella Cittadella Regionale di Catanzaro, la Galleria dei Presidente della Regione Calabria.

«Si tratta di un momento storico – ha dichiarato il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio – in cui in questo luogo, che rappresenta la casa di tutti i calabresi, ricordiamo, con un’apposita galleria fotografica, coloro i quali hanno avuto l’onere e l’onore di essere eletti a presiedere la Giunta regionale della Calabria».

Inoltre, sono state intitolate le strade interne della Cittadella ai primi cinque presidenti dell’Ente dalla sua istituzione, avvenuta nel 1970.

«Il ricordo – ha aggiunto il presidente Oliverio – non è un fatto meramente nostalgico, ma è la ricostruzione della storia, quanto mai importante per il presente e il futuro di una comunità come la nostra. Ritengo che oggi più che mai sia indispensabile coltivare la nostra memoria collettiva, riannodare i fili della storia del regionalismo, che ha vissuto, in cinquant’anni, fasi alterne e delicate».

Oliverio si è poi soffermato sulle cinque figure politche scomparse che hanno presieduto la Regione, a cui vengono intitolate le strade interne del palazzo regionale.

«Si tratta – ha proseguito il presidente Oliverio – di cinque personalità di primo piano della storia politica calabrese: Antonio Guarasci, Aldo Ferrara, Pasquale Perugini, Bruno Dominijanni e Francesco Principe con cui ho anche condiviso tappe importanti del mio percorso politico e che hanno contrassegnato l’avvio e l’affermazione del regionalismo in una fase storica contraddistinta da grandi lacerazioni e crisi economiche».

Il presidente Oliverio ha voluto sottolineare anche l’importanza di essere riusciti a realizzare l’attuale Cittadella regionale. «Un momento di svolta nella storia della Calabria a cui tutti i miei predecessori hanno contribuito affinché la Regione si dotasse di un’unica sede, superando ostacoli e contrapposizioni».

Infine un pensiero ai familiari di chi ha rappresentato negli anni la guida della Calabria «assumendo un ruolo di grande difficoltà e sacrificio».

«Oggi – ha concluso il presidente Oliverio – siamo tutti insieme, senza distinzioni politiche, a dare dignità e tono alla nostra terra. Una terra che può vincere la sfida del futuro solo se si contrappone in maniera unitaria ad uno stereotipo che purtroppo negli anni l’ha danneggiata enormemente: quella di un luogo negativo, incapace di essere considerata come risorsa. Insieme dobbiamo invece tendere a una visione non più nichilistica, elevando quella parte di Calabria, la più consistente, che quotidianamente si rimbocca le maniche e opera con grande coraggio e professionalità».

Entrambe le cerimonie si sono svolte con la benedizione di monsignor Don Gregorio Montillo, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro e Squillace. (rcz)

Energia: perché i calabresi pagano 5 volte di più dei cittadini lombardi

Perché un calabrese deve pagare cinque volte di più l’energia rispetto a chi abita in Lombardia? Il prof. Domenico Gattuso e l’ing. Antonino De Benedetto, del Movimento 10 Idee per la Calabria, ci hanno inviato un articolo che fa chiarezza in questo ambito.

di DOMENICO GATTUSO e ANTONINO DE BENEDETTO

Da una ricerca approfondita relativa alla situazione energetica calabrese si possono trarre alcune considerazioni di carattere valutativo e propositivo sul futuro energetico della nostra regione. La Calabria si trova in una condizione di assoluto vantaggio in termini di produzione energetica ed in particolare di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La produzione complessiva è pari a 16.235  GWh  (GigaWatt-ora) nel 2016, a fronte di un consumo di 6.319 GWh, un valore più che doppio. L’energia proveniente da fonti rinnovabili ammonta già a circa 5.246 GWh, pari a circa l’83% dei 6.319 GWh richiesti.
Il fabbisogno energetico soddisfatto con fonti energetiche alternative risulta pari al 37,6% del totale, per cui risulta già ampiamente superata la quota del 30%, obiettivo fissato per il 2030 dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima presentato alla Commissione europea nel gennaio 2019.
Anche la produzione di gas dai giacimenti (area di Crotone) è tale da garantire un surplus rispetto il fabbisogno regionale; a fronte di una considerevole  quantità  estratta dal sottosuolo, pari a 556 ktep (kilotonnellate equivalenti di petrolio); essendo i consumi nel 2015, pari a 271 ktep, ne scaturisce un rapporto produzione/consumo più che doppio.

Il settore dei trasporti contribuisce per circa il 50% ai consumi complessivi, risultando il settore più energivoro ed inquinante; al secondo posto rientrano i consumi del settore civile calabrese (42%),  al terzo i consumi per fini industriali (6%), ultima l’agricoltura (3%). Il consumo energetico medio di un cittadino calabrese si attesta su 0,9 tep contro un valore nazionale di oltre 2,0 tep.

Nel complesso, quindi, la Regione è caratterizzata da un surplus di produzione consistente e da consumi modesti, se confrontati con la media nazionale. In un tale quadro sarebbe naturale credere che i calabresi siano avvantaggiati, invece il costo dell’energia elettrica è il più alto d’Italia e questo svantaggio è ancor più evidente per il settore industriale che nella nostra regione è praticamente inesistente in termini di consumi energetici. Persiste un perverso meccanismo del mercato, basato sul cosiddetto “parametro omega”, ovvero un’aliquota riconosciuta ai gestori dell’energia per coprire il costo del rischio di erogare energia elettrica a potenziali cattivi pagatori.

Per il biennio 2017-2018 alla società Hera (gestore che si è aggiudicato l’asta) un calabrese sottoposto a questa pratica  inaccettabile ha pagato 84,79 € a Megawattora (MWh) contro i 16 € di un cittadino residente in Lombardia. Il servizio è rimasto comunque il più caro d’Italia.
Bisogna porre fine a una tale ingiustizia al più presto.
Se la produzione di energia da fonti rinnovabili è effettivamente notevole, è anche vero che essa non si è sviluppata in modo diffuso ed ha privilegiato il fotovoltaico e l’eolico, sfruttando le centrali idroelettriche esistenti e tralasciando il solare termodinamico.

Nel dicembre 2018 è stata pubblicata la Direttiva Europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili. Gli articoli 21 e 22 della Direttiva definiscono principi e regole per gli auto-consumatori e le comunità energetiche di energia da fonti rinnovabili.

Si potrebbe avviare, nel prossimo futuro,  una nuova fase di sviluppo per la nostra regione, coinvolgendo  un sempre maggior numero di cittadini ed istituzioni per una produzione e gestione diretta e locale delle risorse energetiche, delle quali siamo particolarmente ricchi, evitando che queste siano gestite solo da pochi pseudo-imprenditori in regime speculativo e, paradossalmente, senza che i calabresi ne conseguano utilità.
Come sottolinea la Direttiva le norme nazionali devono elimi­nare barriere e discriminazioni, ostacoli finanziari o normativi ingiustificati, per chi autoproduce, accumula, vende energia da rinnovabili e favo­rire la partecipazione dei cittadini, delle imprese, delle autorità locali. ­

Un’azione significativa di governo potrebbe essere finalizzata anche al contenimento dei consumi nel comparto dei trasporti. La comunità calabrese sconta l’inadeguatezza delle infrastrutture e l’assoluta carenza di un servizio efficiente di trasporti pubblici e di trasporto ferroviario, alternativo al trasporto su gomma; una politica di riequilibrio in questo campo permetterebbe di incidere positivamente sul settore energetico a maggior impatto ambientale ed economico.

Occorre inoltre che la Calabria si riappropri delle proprie risorse produttive. È inaccettabile, ad esempio, che gli impianti idroelettrici, molti dei quali costruiti con fondi pubblici e operanti  dagli inizi del secolo passato, siano gestiti solo da operatori privati senza evidenti concreti vantaggi per i calabresi.
Un governo regionale serio dovrebbe porre fine a ogni tipo di speculazione. (dg – adb)

 

Elezioni regionali / Il punto di vista del Movimento 10 idee per la Calabria

Il Movimento 10 Idee per la Calabria, coordinato dal prof. Domenico Gattuso ha inviato una nota che puntualizza la propria posizione politica in vista delle elezioni regionali. È un documento che invita al confronto e può costituire una interessante base di discussione sul ruolo dell’imprenditore Pippo Callipo, che ha dato la propria disponibilità a candidarsi come Governatore su un programma comune che veda insieme grillini, Partito Democratico e liste civiche.

Calabria.Live, come i nostri lettori possono verificare ogni giorno, mantiene la sua posizione di totale indipendenza nei confronti di tutti i candidati e gli aspiranti governatori, avendo il solo obiettivo di informare – come ha sempre fatto – con correttezza e terzietà sulle iniziative e i programmi di chi vuole contribuire a un vero e serio rinnovamento della nostra terra. Questo giornale, quindi, è lieto di offrire spazio a tutte le forze democratiche che rispettano l’ordinamento costituzionale e vogliono instaurare un rapporto dialettico con gli elettori e i nostri lettori, per il bene della Calabria. Rispetteremo posizioni e punti di vista senza partigianerie né finalità nascoste, con la serietà e l’autorevolezza che ci contraddistingue e che ci vede premiati con migliaia di nuovi contatti che ogni giorno di più mostrano di apprezzare questo quotidiano on line e ci incoraggiano a continuare nel nostro impegno per la crescita e lo sviluppo della Calabria. (s)

Ecco il documento di 10 Idee per la Calabria:

«Il nostro movimento – si legge nel documento inviato a Calabria.Live – è da tempo impegnato in un progetto di innovazione politico-amministrativa e di rinnovo della classe dirigente per dare un futuro alla Calabria. Il rischio di andare alla deriva per la nostra regione è molto serio, non possiamo stare con le mani in mano.

«Il nostro contributo non vuole essere di testimonianza, ma si propone in termini di azioni concrete per  voltare pagina rispetto alle pratiche disastrose delle forze politiche che hanno gestito il governo della Regione negli ultimi 25 anni. In questo senso abbiamo raccolto energie sane dal territorio, aggregato personalità credibili, competenti, con storie limpide e socialmente attive, suggerendo un approccio nuovo alla politica. Abbiamo costruito dal basso e con la partecipazione di gruppi di lavoro qualificati un Programma di riforme serio e fattibile, abbiamo costituito un pacchetto di progetti per tradurre l’iniziativa programmatica in fatti concreti. Abbiamo una squadra di persone di comprovata capacità ed esperienza, in grado di assumere ruoli amministrativi di primo livello e di contribuire a tirare fuori la Calabria dalle sabbie mobili in cui da troppo tempo è arenata.

«Ed abbiamo suggerito un percorso di resistenza e di progresso, consapevoli che non possiamo lasciare la guida della Regione nelle mani di chi ha contribuito a determinare il disastro, di chi ha conti in sospeso con la giustizia, di chi persegue interessi personali, di chi coltiva i privilegi del Nord in un’ottica marcatamente antimeridionalista come le lobby fascio-leghiste, di chi non possiede i requisiti fondamentali per rappresentare al meglio la storia, la cultura, l’economia, l’identità della Calabria, di chi vuole inibire l’opportunità di riscatto della nostra comunità. Abbiamo bisogno di una squadra operosa di persone, non di leader parolai avvezzi a vuoti spot televisivi. Servono figure nuove disposte a metterci la faccia, le competenze e la fatica, non dilettanti e menzogneri alla ricerca di poltrone, carriere e vitalizi personali.

«Fra le prime riforme che abbiamo in mente c’è il riassetto in chiave democratica e funzionale della macchina amministrativa: non più un governatore padrone, ma un assetto che ridia dignità e valore al consiglio degli eletti; una reale apertura alla componente femminile oggi impedita attraverso subdole azioni maschiliste; la fine dei vitalizi di casta trasversale assumendo le buone pratiche della politica responsabile vigenti nelle regioni migliori.

«In questo ottica, l’ipotesi di una coalizione fra tre componenti politiche rilevanti, come PD, M5S, Movimento civico 10 Idee per la Calabria e un Movimento di ispirazione cattolica, è praticabile purchè si considerino alcuni presupposti che abbiamo già avanzato in diverse occasioni: un PD rinnovato con protagonisti avulsi da vecchie pratiche e liberi da condizionamenti di correnti e personaggi non più credibili, un M5S che dia spazio alle persone più qualificate che militano nelle sue fila sul modello del nostro movimento, una figura di Presidente di prestigio riconosciuto a scala regionale e sovra-regionale, competente per il suo profilo professionale e credibile per la risalente partecipazione politica, non certo un alto funzionario dello Stato in pensione con prolungamento di carriera che connoti ancora di più la Calabria come una regione da gestire con approcci commissariali. La storia dell’imprenditore Pippo Callipo parla chiaro e sarebbe un peccato mortale non avvalersi, oggi, della sua disponibilità. Un candidato di ben altra caratura rispetto al caso dell’Umbria, sostenuto da una forza civica di spessore come la nostra, che in Umbria non era presente. L’Umbria non poteva rappresentare un test elettorale valido, d’altra parte: la Regione era già in mano alle destre. E la coalizione potrebbe essere allargata ad altre componenti costruttive e progressiste.

«Ma si propone qui un ulteriore elemento di confronto. Atteso che si è disponibili ad una composizione dialettica di programma (il nostro è quasi integralmente disponibile sul sito web www.10idee.it), sarebbe opportuno un confronto sin da ora anche sulla composizione delle liste elettorali. Ciascuna forza della coalizione individui un proprio Garante che “certifichi” la qualità dei propri candidati dal punto di vista delle competenze, del carisma, del potenziale elettorale, dell’integrità sul piano giudiziario in particolare, dell’esperienza in termini di capacità amministrativa e cooperativa. Si dia vita quindi ad un Comitato dei Garanti che definisca in modo rapido ed univoco i criteri di candidabilità dei singoli, sulla base anche delle esperienze nazionali. Si accetti una valutazione incrociata e serena dei curricula e del valore delle candidature. Si giunga alla composizione di una coalizione di liste quanto più possibile coesa, determinata, affidabile, battagliera.

«In Calabria si può vincere. Ma non c’è più tempo per sciocchi tatticismi. Non convergere sull’ipotesi di coalizione di cui sopra significa condannare la Calabria ad una nuova stagione scopellitiana, con l’aggravante leghista. Al M5S si chiede anche uno scatto di orgoglio: la gente di Calabria che ha creduto nella spinta al cambiamento alle elezioni parlamentari del 2018, dando un consenso straordinario a questa forza politica, non capirebbe il senso di una latitanza elettorale, e neppure il senso di una tendenza al suicidio politico, atteso che la sconfitta senza combattere in Calabria ed Emilia Romagna, potrebbe portare ad elezioni politiche anticipate, con elevate probabilità di chiudere l’esperienza del M5S alla dimensione di una meteora senza luce».   (rrm)

La UE sblocca i pagamenti del Por Calabria 2014/2020: arrivano 131 milioni di euro

Una buona notizia per la Calabria: la Commissione Europea ha revocato il blocco dei pagamenti sul POR Calabria FESR/FSE 2014-2020 (131 milioni), che stato deciso a seguito delle indagini sull’irregolarità di alcuni progetti presentati (vedi Calabria.Live del 4 ottobre scorso).

È un risultato atteso ma che oggi fa chiarezza e conferma la trasparenza delle procedure attuate dalla Regione Calabria nelle spesa dei finanziamenti europei. Un risultato di estrema importanza per la Calabria, non solo per la possibilità di veder onorate le richieste di pagamento intermedio degli ultimi 12 mesi, ma anche perché, come si afferma nella nota della UE, si dà anche atto alla Regione Calabria di aver posto in essere tutte quelle misure necessarie per poter assolvere in modo soddisfacente tutte le condizioni avanzate dalla Commissione al fine di procedere alla revoca dell’interruzione.

Nel corso di questi mesi, l’Autorità di Gestione del Programma ha avviato una serie di misure per migliorare e prevenire carenze ed irregolarità nei sistemi di gestione esistenti. Particolare attenzione, come richiesto dalla Commissione, è stata riservata al rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo nonché alla ripetizione delle verifiche su 152 progetti, per i quali si è proceduto a ricontrollare sia la documentazione amministrativa che l’effettiva realizzazione delle opere attraverso verifiche in loco sul 100% dei progetti presi in esame. Tali interventi sono stati anche oggetto di apposite verifiche da parte dell’Autorità di Audit, che ha profuso uno sforzo significativo al fine di espletare le attività nei tempi previsti.Si è proceduto inoltre al rafforzamento amministrativo del Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità, con l’incremento delle risorse umane dedicate all’attuazione dei progetti, al potenziamento delle strutture deputate al controllo di I livello con l’incremento delle risorse professionali e l’identificazione di profili mirati alla prevenzione delle irregolarità.I risultati e le evidenze del lavoro svolto, oltre che apprezzati dagli organi di Bruxelles, sono stati rielaborati per alcuni ambiti, in schede informative a livello di singolo intervento oggi rese accessibili a tutti i cittadini sul portale CalabriaEuropa.

La Regione, nelle prossime settimane, completerà gli ulteriori adempimenti richiesti. E tuttavia, la decisione assunta dalla Commissione Europea è  la conferma sulla validità del lavoro svolto e la riprova che la Regione Calabria sta percorrendo una giusta direzione. «Esprimo la mia piena soddisfazione – ha commentato il Presidente Mario Oliverio –  per la piena conferma della correttezza e efficacia nella gestione dei finanziamenti e dei progetti del POR. D’altronde la regione Calabria in questi anni ha dimostrato di riuscire ad ottenere importanti risultati sulla gestione dei fondi strutturali, essendo in grado di raggiungere con anticipo i target di spesa e, da ultimo, riuscendo a conseguire, come indicato nella decisione della Commissione C(2019) 6200  del 20 agosto 2019, la riserva di una premialità grazie alle ottime performance del programma. Una premialità che vale per la Regione Calabria ben 142,7 milioni di euro.Questo importante risultato si tradurrà in ulteriori benefici  nei settori di intervento più sensibili per la comunità calabrese: il sostegno alle imprese, la trasformazione digitale, la mobilità sostenibile, la prevenzione dei rischi, le politiche per il lavoro, l’istruzione e la ricerca». (rrm)

Il disastro annunciato dei 5 Stelle in Calabria: l’idea più diffusa è non presentarsi alle urne

di SANTO STRATI – La famosa battuta di Nanni Moretti (nel film Ecce Bombo) «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?» sembra tagliata su misura per i Cinque Stelle a causa della crescente confusione sulle prossime elezioni regionali calabresi. Le riunioni, infuocate, si susseguono e, anche se nessuno lo afferma senza reticenze, il verdetto, implacabile, è coralmente contro l’attuale capo politico, Luigi Di Maio. Il quale, pensando a Via col Vento, «francamente se ne infischia» e procede con navigazione a vista, con un evidente fastidio: cosa sarà mai la Calabria rispetto al disastro annunciato in Emilia il prossimo 26 gennaio?

E, allora, quale atteggiamento assumere sulla Calabria? Presentarsi da soli, oppure in un indigesto (per tanti) neo-accordo sul modello governativo con il Partito Democratico guardando al territorio e alle possibili intese con le liste civiche, oppure ancora – come ha proposto polemicamente il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra – non presentarsi affatto? Quest’ultima ipotesi, in una sorta di apologia del suicidio politico non-assistito, per la verità sembrava una boutade con finalità tattiche (complimenti per la sottile strategia di cupio dissolvi), ma, incredibilmente, ha cominciato a diventare un’idea sempre più diffusa ai piani alti del Movimento, con grande disperazione dei parlamentari calabresi che si sentono pedine inutili di un gioco al quale non sono minimamente invitati.

Nicola Morra mostra, invece, una rudezza inusuale a difendere quella che forse voleva essere una semplice, anche se grave, provocazione. Il ragionamento è, tutto sommato, molto semplice: correre da soli, a un mese dalla presentazione delle liste, e sfidare il destino cinico e baro per ritrovarsi con un decimo dei voti raccolti a marzo 2018, può diventare l’elemento catalizzatore della prossima dissoluzione. Non partecipare alle consultazioni evita il rischio di dichiarare bancarotta politica (nessuno potrà addebitare al Movimento l’eventuale débâcle elettorale se non ci sono liste snobbate dagli elettori), ma, sicuramente, potrà creare un disastro sul territorio, dove i simpatizzanti si sentiranno traditi e abbandonati. Di contro, l’improbabile riproposizione governativa di un’intesa rosso-grillina, potrebbe ulteriormente minare alle fondamenta quel che resta del seguito pentastellato in Calabria. Assai poco, a dare ascolto a sondaggi riservati che indicano l’inizio della catastrofe. La soluzione potrebbe essere un’intesa allargata ai movimenti civici, affollati di seri professionisti e brillanti esponenti della società civile, che, però, proprio per la loro serietà, dovrebbero guardarsi bene da farsi abbindolare da patti scellerati, lontani da qualunque idea di rinnovamento. Con il solo obiettivo di raggranellare voti e mettere una pezza ai tanti buchi della coperta grillina che si restringe sempre di più, peggio di un capo di abbigliamento di dubbia qualità che viene lavato troppe volte.

Si diceva che a Di Maio, molto probabilmente, della Calabria interessa niente o poco. Nella sua visione (forse appannata?) della real-politick del Movimento, i parlamentari calabresi che hanno pur raccolto un consenso inaspettato  del 43,4% (che nelle previsioni di gennaio varrebbe appena il 10-15%) appaiono come  peones che non contano un beneamato… In più, gli stanno facendo la guerra, senza grandi chances di un pur minimo successo: quindi perché preoccuparsi? Le elezioni in Calabria, dunque, appaiono come un’incombenza da sopportare limitando al massimo eventuali fastidi. La pensano così anche i grillini di Calabria? Obiettivamente, è lecito avere molti dubbi.

Tra i più ostili, oltre a Nicola Morra (prof ligure prestato a Cosenza dove insegnava storia e filosofia al liceo classico “Telesio”) c’è la pasionaria Barbara Lezzi, che non perdona a Di Maio la sua esclusione nella compagine governativa. Aveva il dicastero per il Sud (peccato che non abbia utilizzato durante l’incarico questa sua esuberanza) e l’ha perso nel giro di qualche ora, senza nemmeno un timido accenno di scuse. La vendetta – si sa – è un piatto che si serve freddo e la focosa senatrice leccese butta continuamente benzina sul fuoco amico contro il capo politico, trascinando con inaspettata foga dissenzienti (in crescita anche questi) e truppe sparse.

La verità, probabilmente, è che non è solo il disinteresse di Luigi Di Maio a trascinare verso il disastro le terre calabresi conquistate, in modo imprevedibile, dai grillini, ma probabilmente l’indifferenza del gruppo dirigente (ma  ce n’è uno?) verso la punta dello stivale d’Italia. Grillo e Casaleggio, anche se non lo danno a vedere, sopportano ogni giorno con più fatica l’inazione alternata a fremiti di protagonismo di Di Maio, ma non faranno mai la prima mossa per detronizzarlo. S’incarterà da solo – pensano, secondo qualcuno – e i peones faranno il resto. Perché, allora, questa politica palesemente suicida?

L'uomo qualunqueSe i nostri politicanti allo sbaraglio avessero studiato la storia o andassero a ripassarla, troverebbero molte analogie con la storia del movimento di Guglielmo Giannini che nel 1944 fondò Il Fronte dell’Uomo Qualunque. Anche Giannini era un uomo di spettacolo (commediografo e giornalista) e la sua antipolitica trovò fertile terreno nel primissimo dopoguerra ponendosi contro fascisti e comunisti sulla scia di un liberalismo che stava a metà tra conservatorismo e populismo. Durò nove anni, il qualunquismo di Giannini che, al contrario di Grillo (suo futuro emulo), si candidò e raccolse importanti percentuali alle elezioni della Costituente del 1946, mandando 30 deputati all’ Assemblea. L’uomo qualunque svanì ingloriosamente quando, avviato verso il declino dopo le elezioni politiche del 1948, tentò – senza successo – l’alleanza con lo scudocrociato prima e con il Pci di Togliatti, dopo. Al “Migliore” qualche anno prima aveva dato del «verme, farabutto e falsario». Vi ricorda qualcosa?

Il prof. Morra che la Storia l’insegna, probabilmente, è l’unico dei Cinque Stelle ad avere bene in mente questo precedente e si appresta a studiare attacco e difesa per restare in piedi in caso di diluvio. I parlamentari calabresi che non hanno ombrelli, pur non rassegnati, si preparino alla burrasca in arrivo. La deputata di Tropea Dalila Nesci, già da giugno, intuendo il pericolo imminente aveva lanciato la sua disponibilità alla candidatura rinunciando al sicuro seggio di Montecitorio: incosciente o temeraria? Certo non s’immaginava il fiele che, quotidianamente, qualcuno riversa sulle sue (legittime) aspirazioni, svalutando il lavoro fin qui svolto dai parlamentari grillini in Calabria. Un po’ opaco, per la verità, e senza fuochi d’artificio, ma non si può pretendere molto da “dilettanti della politica” lasciati da soli a improvvisare un mestiere inedito per molti, ma oggi più che mai abbandonati e condannati all’indifferenza. Tra domani e martedì un nuovo atto della sceneggiata in corso. Potrebbe essere una commedia divertente, ma rischi di diventare tragedia per i grillini di Calabria. (s)

La Calabria va in Canada: specialità regionali da gustare a Toronto

Una settimana all’insegna del gusto della Calabria: la Regione da oggi fino al 16 novembre è presente a Toronto alla quarta edizione di CENTItalia “Taste of Calabria”, una manifestazione promossa in collaborazione con la Camera di Commercio italiana dell’Ontario (ICCO, Italian Chamber of Commerce of Ontario).

Le iniziative promozionali in programma messe in campo dall’ente regionale fanno seguito agli ultimi incontri con la comunità dei calabresi in Canada ed i referenti ICCO. Per la fitta programmazione di CENTITalia a Toronto sono giunti in Canada direttamente dalla Calabria gli chef Antonio Abbruzzino (stella Michelin), Pino Barbino e Giovanni De Luca (della Unione Regionale Cuochi della Calabria), per una serie di masterclass, workshop ed eventi di degustazione rivolte ad operatori di settore, media e amanti della cucina autentica.

La settimana ICCO della cucina italiana offrirà a un pubblico di esperti e appassionati della buona tavola la possibilità di scoprire la tradizione gastronomica italiana attraverso le eccellenze agroalimentari e i vini della Regione Calabria, con particolare attenzione ai prodotti certificati a denominazione DOP, IGP e DOC. Come ogni anno, in occasione di CENTItalia verrà dato un contributo per la borsa di studio Power of Women, istituita dalla ICCO a favore di una studentessa meritevole della Scuola di Arti Culinarie del Centennial College.

Corrado Paina
Corrado Paina

«Tra gli eventi che la ICCO propone ogni anno, l’appuntamento con la cucina italiana regionale è tra i più attesi – spiega Corrado Paina, direttore della Camera di Commercio italiana dell’Ontario. Quest’anno siamo lieti di collaborare con la Regione Calabria – che ha reso possibile la realizzazione di questo progetto – per portare ai Torontini i sapori unici del Crotonese, della ‘Nduja, del Baccala, della Bomba e di molte altre squisitezze regionali. Queste iniziative contribuiranno all’inserimento sul mercato di nuovi prodotti agroalimentari che esaltano i valori della dieta mediterranea e di un’alimentazione sana. Il programma di promozione della Regione Calabria prevede anche corner espositivi, degustazioni e cooking demo presso alcuni punti vendita dei supermercati Fortinos e Longos. La cooperazione tra la Regione Calabria e la ICCO può contare anche sulla fattiva collaborazione di Unioncamere Calabria e su “Rosso Calabria”, brand regionale veicolato a livello internazionale per la promozione della cultura calabrese (nell’agroalimentare, nell’artigianato, nell’arte, e nelle eccellenze del territorio). (pa)

Oliverio intervistato dal “Corriere della Sera” chiede le primarie e oggi fa la sua Leopolda

Intervistato oggi da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, il presidente della Regione Mario Oliverio insiste nella sua determinazione a sfidare il partito che «non lo vuole più»: «Io mi affido alla ragione. – dice al giornalista – Spero lo facciano anche a Roma. perché senza la ragione, si determinano sfaceli. Vogliono farmi fuori? Io dico: facciamo le primarie, e poi vediamo».

Roncone, autorevole firma del Corriere ricostruisce la carriera politica dell’attuale Governatore: «Quest’uomo di 66 anni soprannominato “Palla Palla” – che è poi il nome di una contrada di San Giovanni in Fiore, il paese dei nonni – è un personaggione. Che cresce nel vecchio Pci. Quel partito che, negli anni Settanta, guidando il superamento delle lotte contadine calabresi, scende dalla Sila e, arrivato a Cosenza, crocevia di commerci e terziario, sogno di una concreta urbanizzazione, si accorge di un giovane dirigente:appunto, Palla Palla. Il ragazzo – determinato, empatico, appassionato – va portato a Roma, nella scuola politica delle Frattocchie. È l’inizio di una carriera importante: nel 1980, appena ventisettenne, è eletto consigliere regionale. Sei anni dopo, diventa assessore all’Agricoltura della prima giunta di sinistra presieduta da Francesco Principe. Nel 1990 viene eletto sindaco del suo paese d’origine, San Giovanni in Fiore. Poi: deputato per quattro legislature consecutive  (dal 1992 al 2006) e, per dieci anni filati, presidente della Proovincia di Cosenza. Al Nazareno ora dicono: grazie può bastare».

Oliverio, come ha ribadito nell’intervista a Calabria.Live del 29 settembre scorso, non recede dalla sua ricandidatura «Me lo chiedono i calabresi» – ha dichiarato al nostro giornale e oggi ha convocato a Lamezia, nell’ex stabilimento SIR una specie di “Leopolda” dove i suoi fedelissimi cercheranno di far sentire a Roma il “peso” degli oliveriani. A presiedere l’assise il socialista Luigi Incarnato nominato coordinatore della colazione che sostiene il Governatore uscente. Si discuterà su sette tematiche su tavoli coordinati da altrettanti autorevoli sostenitori di Oliverio per produrre un documento programmatico che, nelle intenzioni, dovrebbe far cambiare idea a Roma.

È un’ipotesi remota un retrofront di Nicola Zingaretti e direzione dem, dopo le infuocate dichiarazioni contro Oliverio del commissario Stefano Graziano e del responsabile del Mezzogiorno Nicola Oddati, ma in politica – si sa – tutto è possibile, persino un ripensamento del capo politico dei Cinque Stelle. Esperienza conclusa – ha dichiarato Luigi Di Maio, sull’intesa umbra che ha portato a una catastrofe di voti – non ripetibile né in Calabria né in Emilia. Non avendo “pace interna” Di Maio potrebbe optare a un nuovo accordo grillini-dem piuttosto che rinunciare alle liste (come propone il presidente della Commissione Antimafia sen. Nicola Morra) o accettare la candidatura di Dalila Nesciche affida le sue ultime chances a Beppe Grillo. La settimana si preannuncia abbastanza movimentata. (s)