COVID-19 – Bollettino medico del 29 marzo
Dati ufficiali della Regione Calabria

Il bollettino medico del 29 marzo, ore 17

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 6.693 tamponi.

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 614 (+59 rispetto a ieri), quelle negative sono 6.079.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: 22 in reparto; 11 in rianimazione; 102 in isolamento domiciliare; 4 guariti; 1 deceduto

– Cosenza: 49 in reparto; 3 in rianimazione; 104 in isolamento domiciliare; 11 deceduti

– Reggio Calabria: 31 in reparto; 4 in rianimazione; 138 in isolamento domiciliare; 7 guariti; 9 deceduti

– Vibo Valentia: 3 in reparto; 1 in rianimazione; 31 in isolamento domiciliare; 1 deceduto

– Crotone: 19 in reparto; 0 in rianimazione; 59 in isolamento domiciliare; 3 deceduti

I soggetti in quarantena volontaria sono 8.198, così distribuiti:

– Cosenza: 2.203

– Crotone: 1.023

– Catanzaro: 1.037

– Vibo Valentia: 658

– Reggio Calabria: 3.277

Le persone giunte in Calabria che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 12.227.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

Anziché parlare di aria fritta e di Terzo settore
aiuti concreti alle imprese: non riapriranno più

di SANTO STRATI – La classica tempesta in un bicchier d’acqua: l’inutile e inoffensivo ordine del giorno votato nella prima riunione del Consiglio regionale sulla riforma del cosiddetto Terzo Settore (servizi sociali e affini) tiene banco e attizza la polemica tra maggioranza e opposizione, mentre ci sono cose più serie di cui parlare. Chiariamo subito che un odg non ha alcun valore legislativo, è una raccomandazione, nulla di più, come dire “se piove, prendi l’ombrello”, eventuali modifiche alla riforma votata lo scorso anno devono in ogni caso passare da Giunta e Consiglio. E quindi di cosa stiamo parlando? Di aria fritta, mentre migliaia di piccole aziende e artigiani sono già alla canna del gas, senza liquidità e con concreto rischio di non alzare più la serranda, quando finirà l’emergenza coronavirus.

Serve ossigeno, ovvero denaro fresco alle imprese, non rassicurazioni e promesse, né elemosine del tipo di sussidio (vergognoso) destinato ai professionisti. 600 euro a chi è stato costretto a interrompere il proprio lavoro (professionisti, operatori, autonomi) mentre a chi non lavora questo Stato (grazie alla logica populista dei 5 Stelle) ne dà 780. E alle imprese sposta di cinque giorni gli adempimenti fiscali. Possibile che nessuno si renda conto dell’enorme bomba sociale che si è innescata a seguito di questa sciagurata epidemia? Con tutto il rispetto dovuto alle vittime e soprattutto alle vittime del lavoro (medici, sanitari, infermieri) e fermo restando l’obbligo dello Stato di garantire la salute ai propri cittadini, qualcuno riesce a valutare cosa significherà in termini economici questo forzato stop alle attività produttive e alle imprese? Se in Italia i danni saranno enormi, in Calabria andrà peggio con una marea di nuovi senza lavoro (perché le aziende non riapriranno) che andranno ad aggiungersi ai tantissimi inoccupati (quelli che un lavoro non l’hanno mai visto nemmeno da lontano). Una crisi spaventosa che richiede interventi immediati: vanno messi i soldi nei conti correnti delle aziende, altro che rinviare le scadenze fiscali. Gli imprenditori che non hanno incassato un euro nel mese di marzo (e soprattutto gli autonomi: professionisti, ristoratori e baristi, artigiani, parrucchieri, estetiste, sarti, calzolai e via discorrendo) che non sanno come pagare già solo gli affitti a fine mese, figurarsi se si pongono il problema di versare con gli F24 tasse e contributi previdenziali.

Dice bene la presidente Jole Santelli che questo Governo sta prendendo in giro gli italiani: «I 4,3 miliardi di trasferimenti annunciati non sono altro che un anticipo delle risorse ordinarie che ogni anno lo Stato trasferisce agli enti locali. Tali risorse non possono essere utilizzate per il sostegno alle persone in difficoltà bensì per le spese di funzionamento dell’Ente come il personale e servizi essenziali. Rispetto all’annuncio roboante di 4,3 miliardi che rischia di ingenerare aspettative dei cittadini nei confronti degli amministratori locali, l’unico trasferimento destinato ai comuni per il sostegno alle fasce più deboli è rappresentato dai 400 milioni che la protezione civile suddividerà per gli 8100 comuni presenti sul territorio». Un’inezia, aggiungiamo noi.

E allora? Di cosa stiamo parlando se il grande carrozzone dell’INPS ha bisogno di trenta giorni (un mese!) per mettere in pagamento la miseria dei 600 euro di sussidio a chi – avendone diritto – ne farà richiesta? Neanche si dovessero compilare a mano le distinte di pagamento. Eppure così va. E le imprese costrette (giustamente, per carità) a chiudere “temporaneamente” che si sono rivolte alle banche hanno avuto la più classica delle risposte della nostra burocratica nazione: attendiamo istruzioni per erogare credito. E magari faranno compilare alle imprese i soliti questionari basati sulle norme di Basilea che non consentono di dare soldi a chi ne ha bisogno.

La Regione ha l’opportunità di mostrare a cosa serve. Può prendere e attuare provvedimenti immediati a favore delle imprese e farle respirare: servono soldi sui conti correnti, lo ripetiamo, non crediti d’imposta o contributi in conto capitale su investimenti. Qui non investe più nessuno se non torna la normalità amministrativa, ovvero si ricreano le condizioni per pagare i dipendenti, affitti e bollette, ordinare merce, e soprattutto vendere: merci, servizi, beni di qualsiasi genere. Ci vuole un blocco totale anche delle spese: zero entrate? zero costi. Questo non è rischio d’impresa, ma emergenza nazionale. Non è l’errore dell’imprenditore che paga col fallimento soluzioni che il consumatore non gradisce o non richiede, ma è il forzato blocco dell’attività per evidenti ragioni di salute pubblica. Non ci sono giri di parole: lo Stato deve intervenire sul territorio e sul territorio ci sono le competenze della Regione che deve affiancare (se non sostituire) i provvedimenti adottati, soprattutto se risultano inadeguati.

In tutto questo, invece, assistiamo all’ennesima sceneggiata dell’ “insanabile conflitto” nel Consiglio regionale appena insediato su un ordine del giorno infilato più per dare certificazione della propria esistenza di consigliere  (Baldo Esposito) che per obiettiva esigenza di chiarezza. Riassumiamo a beneficio di chi non avesse chiaro di cosa stiamo parlando: dopo l’elezione del presidente del Consiglio Mimmo Tallini e l’intervento della Presidente Santelli, il consigliere regionale Esposito chiede di votare un ordine del giorno sulla riforma del Settore delle Politiche sociali. Il presidente uscente Nicola Irto si dissocia, il centrodestra vota compatto. A parte l’irritualità dell’odg in una seduta di insediamento, occorre rilevare che il documento votato è pura fuffa in termini legislativi: non modifica (né può modificare) un bel niente. Tutt’al più – come dice l’assessore alle Politiche sociali Gianluca Gallo – «ha semplicemente fornito un chiaro indirizzo politico alla Giunta: migliorare l’esistente e correggerne le storture». E gli fa eco il consigliere d’opposizione Francesco Pitaro (Io resto in Calabria): «La divergenza di vedute circa l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza  in Aula,  pur consapevoli che se un ordine del giorno non ha valenza amministrativa o legislativa tuttavia non è atto irrilevante, può essere volta in positivo, se, come credo, c’è l’intenzione da parte dell’assessore al Welfare Gallo, non di segare la riforma approvata nella scorsa legislatura, ma di agire affinché sia operativa e, ovviamente, perché lo diventi occorrono risorse e un approccio della politica e della burocrazia ai problemi dei cittadini del tutto rovesciato». Una dichiarazione intelligente e responsabile che dovrebbe smontare le polemiche.

Invece, c’è chi ha montato un caso. A cominciare dal commissario Pd in Calabria, Stefano Graziano che ha tuonato: «Arroganti e irresponsabili. La maggioranza di centrodestra ha gettato subito la maschera mettendo in atto un vero e proprio blitz per bloccare il regolamento attuativo della riforma del terzo settore». Per poi stigmatizzare che «La maggioranza Santelli ha paralizzato l’iter di un provvedimento atteso in Calabria da oltre vent’anni». Ma cosa raccontano a Graziano? Quale blocco? Dove sta lo stop? Graziano dice che il centrodestra ha cercato di minimizzare quanto accaduto in aula, ma cosa c’è da minimizzare? L’aria fritta? Anziché partire con uno spirito costruttivo, maggioranza e opposizione ricadono nel più avvilente gioco della politica: qualunque cosa faccia l’avversario va contrastato. I calabresi non sognano l’armonia tra le parti, ma amerebbero, in questo terribile momento, il superamento di stupidi giochetti di ruolo per un comune obiettivo. La presidente Santelli sta mostrando di fare bene sul piano sanitario, adesso pensi a risolvere i problemi di chi lavora. Con l’aiuto di tutti, nel nome dell’emergenza, ma – possibilmente – usando il dialogo e il confronto. Ne abbiamo tutti bisogno. (s)

Abate (M5S): Bene le misure della Regione per pesca e agricoltura

La senatrice del Movimento 5 Stelle e della Commissione Agricoltura, Rosa Silvana Abate, è soddisfatta delle misure della Regione Calabria per pesca e agricoltura.

«Nel dettaglio – ha spiegato la senatrice Abate – le misure interessate dal provvedimento sono quelle del kit numero 89, che comprende i pagamenti dei fondi per lo sviluppo rurale biologico e integrato per 10,796 milioni e che interessa 928 aziende. Dal sito dell’Arcea queste risultano già pagate mentre per il kit numero 90 e la domanda unica 2019 non risultano ancora corrisposti gli anticipi. Per questi, infatti, c’è una “promessa” di pagamento che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Ritengo sia opportuno, con una certa celerità, trasmettere gli elenchi dei beneficiari ad Arcea per consentire l’emissione dei pagamenti non ancora effettuati nel più breve tempo possibile di modo da dare alle aziende quella liquidità di cui hanno bisogno per andare avanti vista la grande crisi epocale che stiamo attraversando sia a livello nazionale che globale».

«Per quanto riguarda le misure strutturali, invece – ha proseguito la senatrice Abate – avevo chiesto e rinnovo a lui la mia richiesta di uno snellimento nelle procedure riguardanti la richiesta delle anticipazioni dei Sal e dei saldi finali per i progetti in itinere, in particolare per le Misure 6.1 e le Misure 4.1, con un ulteriore posticipo della chiusura, di almeno 60 giorni, degli attuali Bandi sulle Misure ancora aperte».

«Per gli altri adempimenti autorizzativi – ha proseguito la senatrice Abate – necessari per il proseguimento degli impegni sulle Misure a Superfici, per i Patentini Fitosanitari abilitati alla vendita e all’acquisto dei presidi sanitari, con l’impossibilità di organizzare corsi e seminari (oggetto dei divieti dei DPCM) in caso di scadenza, chiedo di intervenire concedendo una proroga alla validità con scadenza al dicembre 2020. Lo stesso vale per la taratura delle irroratrici, attualmente in scadenza, derogando, il termine dei 5 anni fino alla scadenza del dicembre 2020».

«Come ho detto già nei giorni scorsi – ha proseguito la senatrice Abate – nessuno perderà il lavoro o rimarrà indietro a causa di questa crisi dovuta al Coronavirus e, sia a livello parlamentare che ministeriale e governativo, stiamo intervenendo in modo ingente a favore di Pesca e Agricoltura, due dei settori trainanti del Paese».

«Al momento, al Ministero – ha proseguito la senatrice Abate – c’è un fondo da 350 milioni di euro per l’agricoltura e di 20 milioni per la pesca ma stiamo lavorando per incrementare interventi e dotazioni. Proprio in queste ore, infatti, stiamo emendando al Senato il decreto “Cura Italia” che amplia i fondi stanziati fino a 25 miliardi di euro. Ma per far sì che tutte queste misure prese ai vari livelli siano efficaci ed evitino che le aziende del settore risentano ancora di più della crisi in atto bisogna attuare una grande sinergia istituzionale. È per questo che rivolgo all’assessore Gallo questo appello confermandogli la mia disponibilità a fare fronte comune contro l’emergenza».

«Con questa comunicazione – ha proseguito la senatrice Abate – colgo anche l’occasione per fargli gli auguri con la speranza che questo segni l’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione». (rp)

 

 

Mimmo Tallini nuovo Presidente del Consiglio
«Dopo l’emergenza, priorità al diritto al lavoro»

di SANTO STRATI – Non c’è stato bisogno di voto a distanza e di connessioni in teleconferenza: alla prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Calabria si sono presentati tutti e 30 i consiglieri, nonché la Presidente Jole Santelli e l’intera Giunta. Un momento importante, al di là della ritualità del voto per scegliere il Presidente e l’ufficio di presidenza, che dà un segno preciso di come l’emergenza coronavirus ci abituerà a insoliti presenzialismi di massa (nonostante il rischio contagio) ma soprattutto a un comune impegnarsi per una guerra inaspettata contro un nemico invisibile. Così, esattamente a 60 giorni dal voto del 26 gennaio, Palazzo Campanella ha potuto riunire i suoi vecchi e nuovi inquilini per avviare l’XI legislatura. Una consiliatura che si preannuncia carica di incognite ma che avrà l’opportunità di guardare avanti. Come ha detto la presidente Santelli invitata a illustrare la situazione dell’emergenza sanitaria, dietro e dopo la crisi ci stanno le opportunità: bisogna pensare alla Calabria del 2050 e qualunque considerazione sia stata fatta, qualsiasi progetto o programma di sviluppo fosse in pentola, va ripensato tutto. Con il vantaggio – ha rimarcato la Santelli – di poter imparare dagli errori degli altri, visto il ritardo con cui il virus ha aggredito il Mezzogiorno e la Calabria, e dai buoni risultati ottenuti da chi ha dovuto affrontare la drammaticità del momento.

Tutte confermate le previsioni della vigilia, Domenico – Mimmo – Tallini è il nuovo presidente del Consiglio regionale, suoi vice Nicola Irto (presidente uscente, dem) in rappresentanza dell’opposizione, e Luca Morrone (FdI), Filippo Mancuso (Lega) e Graziano Di Natale (Io resto in Calabria) segretari-questori. Non è stata un’elezione a primo colpo, si è arrivati al terzo scrutinio, ma segna ugualmente un successo per Tallini, decano di quest’assemblea, politico di lungo corso, che si farà notare per una presidenza che sceglierà molto di frequente la parola condivisione. Il suo discorso di insediamento, del resto, è stato di apertura a tutti i calabresi: ha ricordato che quest’anno sono cinquant’anni dalla nascita delle Regioni, ma non ha mancato di ricordare che sono anche cinquant’anni dalla rivolta di Reggio, eufemisticamente definita “i fatti di Reggio”, questo in un’ottica di avvicinamento e di superamento di ogni conflittualità latente tra le varie province. È l’obiettivo comune che deve coinvolgere tutti e fare in modo che l’impegno della Regione, dei suoi rappresentanti, al di là della rappresentanza politica e partitica, sia orientato al bene comune, al benessere, alla crescita di questa terra. «Il regionalismo in Italia – ha detto Tallini – è stato un elemento di modernizzazione, di coinvolgimento delle realtà territoriali, di forte rottura con l’impianto di uno Stato centralizzato e lontano dalla popolazioni. Ci sono stati errori, ritardi, storture, ma l’assetto regionale è una conquista irrinunciabile. Si tratta semmai di modernizzarne il ruolo, rendere le Regioni più autonome all’interno di un sistema solidale che assicuri a tutti gli italiani le stesse opportunità».  E quando sarà finita la pandemia – ha sottolineato – occorrerà pensare alla madre di tutte le battaglie in Calabria: il diritto al lavoro».

Tallini, nel sottolineare lo “scippo” di 61 miliardi l’anno perpetrato ai danni delle regioni del Sud, parlando di autonomia differenziata ha detto che «si ripartirà dalla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio a gennaio dello scorso anno con l’obiettivo di realizzare un federalismo solidale che da un lato assicuri i livelli essenziali in materie come la sanità, l’istruzione, e dall’altro esalti l’autonomia regionale nei campi dell’ambiente, della cultura, del turismo, dell’agricoltura, delle energie rinnovabili». Lo sviluppo della Calabria che s’immaginava prima della pandemia va orientato ex-novo nel suo modello, puntando sulla  bio-economia, l’economia circolare, le bio-tecnologie, la rivoluzione digitale che impatta sul turismo, sull’agricoltura, sull’artigianato, sulla cultura. «Il sole, il vento e anche il mare – ha detto il presidente Tallini – possono diventare fonti inesauribili di energie pulite e rinnovabili. Le applicazioni digitali possono trasformare l’agricoltura tradizionale in ‘agricoltura di precisione’ e l’artigianato tradizionale in ‘artigianato in 3D’. Il turismo dovrà cambiare volto e puntare sulla sicurezza e sulla salubrità dei luoghi. Dalla crisi la Calabria può trarre grandi opportunità».

Il neopresidente, dopo un commosso pensiero alle vittime del virus, ai familiari e agli “eroi” di questi crisi, medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, addetti ai servizi essenziali, ha espresso il proprio apprezzamento «per la determinazione, la serietà e l’autorevolezza con cui la Presidente della Regione sta affrontando tale emergenza che si inserisce in un contesto di generale fragilità del nostro sistema sanitario, ridotto allo stremo da anni di tagli e di politiche ragionieristiche dei Commissari nominati dai Governi. La battaglia è ancora lunga, lo sappiamo, ed ognuno è chiamato a fare la sua parte». E il primo atto del Consiglio – ha rimarcato Tallini – sarà «l’insediamento delle due commissioni più impegnate su questo fronte: la Commissione Sanità e la Commissione Bilancio alle quali chiederò uno sforzo straordinario per licenziare i provvedimenti che tutti si attendono. Il bilancio rappresenterà per tutte le forze politiche un banco di prova. Si tratterà di predisporre i primi strumenti per la ripresa sociale ed economica della nostra regione, anche in relazione alle misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’. Quando finirà l’incubo della pandemia, niente sarà più come prima. Ci ritroveremo in un mondo diverso in cui tutti i rapporti politici, sociali ed economici saranno cambiati. Cambierà anche il rapporto tra il Nord e il Sud del nostro Paese. Dovremo essere capaci di trasformare in un punto di forza l’interconnessione che sembra emergere tra la diffusione della malattia, l’inquinamento e la densità demografica».

Non ha risparmiato critiche Tallini ai guasti dei commissariamenti in Calabria: «A questo Consiglio regionale è affidato il compito di affermare la supremazia etica e rappresentativa della politica, contribuendo a superare la cultura del commissariamento che ha inondato in questi anni le istituzioni e gangli essenziali della vita sociale della Calabria, peraltro senza l’ottenimento di risultati significativi. Dovremo tentare di incidere più in profondità sul terreno dell’autoriforma dell’Istituzione e sulla semplificazione delle procedure amministrative, combattendo le lentezze e le inadempienze di una burocrazia che in molti casi appare essere non amica ma nemica della Calabria. Un vero ostacolo allo sviluppo».

Jole Santelli vota per il Presidente del Consiglio regionale
Jole Santelli vota per il Presidente del Consiglio regionale

La prima seduta del Consiglio è stata presieduta, prima dell’elezione di Tallini, da Pippo Callipo, rappresentante dell’opposizione, nella qualità di consigliere anziano, mentre le funzioni di segretario per le votazioni sono state affidate ai due consiglieri più giovani Luigi Tassone e Pierluigi Caputo, entrambi alla prima esperienza a Palazzo Campanella, ma quest’ultimo già presidente del Consiglio comunale di Cosenza col sindaco Mario Occhiuto. Alla prima votazione Tallini aveva riportato 18 voti, contando 13 schede bianche; al secondo 17 voti, con 12 schede bianche e un voto al consigliere Giuseppe Neri e un voto annullato espresso a favore della Santelli. Al terzo scrutinio Tallini ha riportato 20 preferenze, 4 voti sono andati a Baldo Esposito, uno a Neri e sei sono state le schede bianche.

«Ci accingiamo – ha detto Callipo in apertura di seduta – a scrivere una nuova pagina del regionalismo calabrese e abbiamo il dovere di salvaguardare il prestigio democratico di questa istituzione. Il mandato che i calabresi ci hanno assegnato comporta onori ed oneri e siamo chiamati a svolgerlo nel pieno rispetto della volontà popolare e dei rapporti istituzionali tra Giunta e Consiglio. Dobbiamo migliorare il rapporto con i cittadini lavorando quotidianamente per ripristinare la meritocrazia e garantire a tutti pari opportunità; è prioritario assicurare ai nostri giovani il diritto di restare, di costruire qui il loro futuro e di vivere in una terra libera dal malaffare e dalla ‘ndrangheta. In un momento storico difficile come quello attuale è necessario che la politica tutta dimostri senso di responsabilità e unità d’intenti per affrontare con serietà l’emergenza in atto. Siamo qui – ha rimarcato – unicamente per fare gli interessi della Calabria e dei calabresi. Ci è stata data una grande responsabilità e abbiamo il dovere di adempiere al nostro ruolo dimostrando sobrietà, mettendoci al servizio esclusivo della comunità e dando voce a chi non ne ha. Da questa sede dobbiamo onorare la Calabria e renderla un posto migliore».

Da un punto di vista politico, va notato che il tentativo di Gentile e Aiello (Casa della Libertà) di portare sul primo seggio di Palazzo Campanella il loro rappresentante Baldo Esposito è naufragato con grande delusione dello stesso aspirante presidente, che non  è riuscito in ben tre interventi a dissimulare il proprio disappunto e l’amarezza, senza capire che la politica, dopo il 26 gennaio, con la Santelli presidente non rispetta a pieno obblighi di riconoscenza ingessati o ineludibili. Bisogna prendere atto che la Presidente ha messo su una squadra che, pur mantenendo equilibri difficili, rivela soprattutto competenza e capacità. Vedremo, ovviamente, se nei fatti confermerà le aspettative.

E la Santelli, chiamata a riferire in assemblea, sulla situazione dell’emergenza sanitaria – pur non essendo all’ordine del giorno – non si è sottratta a esporre con grande e disinvolta autorevolezza i provvedimenti fin qui adottati e le strategie avviate per contrastare il contagio. Ha parlato a lungo, rispondendo puntualmente ai vari interrogativi che numerosi consiglieri di entrambi gli schieramenti avevano posto. Su un punto ha spiazzato tutti: la necessità di rimarcare che i fondi europei sono aggiuntivi alle risorse dello Stato. C’è il rischio che «vengano usati i fondi del Sud per gestire l’emergenza e la Calabria, questa Giunta, questa Assemblea non possono permetterlo» – ha detto convintamente. E su questo sia maggioranza che opposizione hanno dovuto concordare in pieno. (s)

Covid-19/ La Regione apre al confronto con il Terzo Settore

L’assessore regionale al Welfare e all’Agricoltura, Gianluca Gallo, propone di dare una mano a famiglie e a fasce deboli della popolazione attraverso misure straordinarie e un lavoro di concertazione e confronto con il Terzo Settore.

«L’emergenza sanitaria scatenata dall’avanzata della Covid 19 – ha dichiarato l’assessore regionale Gallo – ha aggravato le situazioni di precarietà e criticità preesistenti, aprendo nuovi fronti sui quali è necessario intervenire per arginare l’incedere della povertà e dello stato di bisogno».

«Nessuno, da solo, può farcela – ha proseguito l’assessore regionale Gallo -. Per questo quanto prima avvieremo un confronto con il Terzo Settore, con particolare riguardo alle associazioni di volontariato, alle cooperative sociali, alle associazioni di promozione sociale alle strutture socio-assistenziali ed a tutti gli enti attivi in questo ambito».

Unico l’obiettivo: definire insieme possibili strategie di intervento. «Le risorse finanziarie – ha proseguito l’assessore regionale Gallo – a disposizione della Regione nel campo del welfare, storicamente limitate rispetto alle tante esigenze da soddisfare, non sono state implementate dal Governo, col decreto Cura Italia, in maniera adeguata rispetto alle risposte che la crisi presente, diffusa e pervasiva, rende invece necessaria».

«Occorre, perciò – ha proseguito l’assessore regionale Gallo – sollecitare il Governo a fare di più, ma anche verificare la fattibilità di percorsi alternativi, quali ad esempio il disimpegno ed un diverso utilizzo di almeno parte dei fondi strutturali europei, per poter contare così con urgenza sui fondi che servono per far fronte alle mille necessità».

«In questo cammino – ha aggiunto l’assessore regionale Gallo – accidentato ma inevitabile, intendiamo avere come compagni di viaggio i soggetti da sempre in prima fila sul fronte dell’assistenza e dell’accompagnamento in favore di famiglie, bambini, anziani, persone con disabilità».

«Confidiamo che anche dalla rete dei centri servizi al volontariato – ha concluso l’assessore regionale Gallo – possa venire un contributo determinante. Nelle prossime ore, pur dovendo fare di conto con l’emergenza sanitaria, faremo in modo di aprire canali di dialogo e favorire modalità di confronto capaci di portare senza indugio alla definizione di percorsi unitari ed a misure idonee, nell’interesse della Calabria e dei calabresi». (rcz)

La Calabria lancia per prima un trattamento per la cura a domicilio

È la Calabria la prima regione che inizierà a trattare i casi sintomatici di Coronavirus a domicilio. La novità di questo protocollo è nel trattamento a domicilio dei pazienti positivi al Coronavirus e sintomatici, con lo scopo di arrestare la malattia nella sua fase iniziale, evitare il suo aggravamento e prevenire, così, il collasso delle strutture sanitarie pubbliche. Qualora le intuizioni dei ricercatori venissero confermate, si avrebbero importanti risvolti nel trattamento precoce e a domicilio di questi pazienti che attualmente sono sottoposti semplicemente a sorveglianza in regime di isolamento, senza alcun trattamento specifico. Il trattamento sarà fondato su recentissime evidenze scientifiche ottenute, però, in un piccolo campione di pazienti con l’uso di idrossiclorochina e azitromicina.

Tale iniziativa è stata resa possibile grazie all’Unità Operativa di Malattie Infettive e Tropicali del Policlinico “Mater Domini” e la Cattedra di Malattie Infettive dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, dirette dal prof. Carlo Torti, con la consulenza scientifica di Aldo Quattrone, che hanno steso un protocollo per il trattamento, a domicilio, dei pazienti sintomatici di Coronavirus.

Tali evidenze, che necessitano di conferme ulteriori in una più ampia popolazione, sono anche supportate da osservazioni personali del gruppo di Ricerca coinvolto. Si useranno farmaci a basso costo, somministrabili per via orale e gestibili al domicilio con un carico minimo di esami e di risorse. Il protocollo ha già ricevuto approvazione dal Comitato Etico della Regione Calabria e sarà supportato nel suo sviluppo dalla Regione Calabria, grazie all’interessamento diretto della Presidente Jole Santelli e del Direttore del Dipartimento della Salute Antonio Belcastro. (rcz)

 

Un’app di telemedicina per controllare chi è in isolamento

Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono chiare: «trova il contagiato, isolalo, testalo, tratta ogni caso e traccia ogni contatto». La tecnologia, dunque, può venire in aiuto in questo momento di emergenza sanitaria. A questo proposito, da segnalare l’interessante proposta, presentata alla Regione Calabria, dalla Medical Line Consulting che, in questo momento di crisi, propone un servizio di telemedicina con app integrata per monitorare, da remoto, i pazienti in quarantena.  Un servizio che potrebbe tornare utile: in Calabria, ad esempio, nel bollettino delle 17.00 della Regione Calabria del 24 marzo, risultano 195 le persone, affette da Coronavirus, in isolamento domiciliare e 6952 in quarantena volontaria.

La gestione del paziente in service proposta da Mlc ha l’obiettivo di facilitare il monitoraggio in remoto dei soggetti in sorveglianza attiva e isolamento fiduciario che hanno contratto l’infezione da Coronavirus. Il monitoraggio avviene attraverso la propria centrale operativa basata su una piattaforma di telemedicina cui è integrata l’app Adilife C-19, in uso al paziente. La piattaforma è fornita da Adilife, partner tecnologico della MLC. Gli operatori sanitari della MLC avranno il compito di monitorare i dati che arriveranno direttamente dai pazienti tramite app e svolgeranno attività di recall nei confronti di tutti i soggetti che presenteranno uno scostamento anomalo dei parametri soglia definiti dalla ASL, per valutarne possibili errori di misurazione. Temperatura, frequenza cardiaca, saturazione d’ossigeno, pressione arteriosa vengono così tenuti tutti sotto controllo in tempo reale. L’operatore della MLC – assegnato al paziente per patologia o area geografica – farà da filtro per tutte le situazioni ritenute “anomale” e attiverà il warning verso l’operatore sanitario di competenza indicato dalla ASL. Il servizio sarà svolto da infermieri h 24×7.

«Grazie alla competenza di centinaia di medici e operatori sanitati liberi professionisti e al nostro servizio di telemedicina – ha spiegato l’amministratore unico di MLC, Lorenzo Bartoletti – la MLC è in grado di seguire direttamente i pazienti in isolamento e in sorveglianza domiciliare. Si potrebbe pensare che con il monitoraggio in remoto il rapporto fra la persona e i sanitari cambi o si annulli. Ma non è così. Quasi tutti pazienti monitorati si sentono presi in carico tramite un percorso che li accompagna nelle fasi della malattia. Il rapporto è rafforzato perché la persona sa da chi è seguita ed ha dei riferimenti concreti. Contro il Covid-19 – conclude l’amministratore unico della MLC – possiamo vincere, lavorando tutti insieme, pubblico e privato, per l’unico bene comune: il paziente». (rrm)

REGIONE / Prima Giunta a Germaneto, sospese le rate di rimborso delle imprese

Prima riunione di Giunta, al completo, oggi nella Cittadella regionale di Germaneto. Hanno partecipato la presidente Jole Santelli,  il vicepresidente Nino Spirlì e tutti gli assessori: Domenica Catalfamo, Sergio De Caprio, Gianluca Gallo, Fausto Orsomarso, Sandra Savaglio e Francesco Talarico.

La Giunta ha iniziato i lavori con le questioni legate all’emergenza coronavirus sulla quale la squadra di governo è impegnata in questi giorni; ha poi approvato, su proposta del Presidente, che la costituzione di parte civile della Regione in procedimenti legati a reati di mafia contro la pubblica amministrazione e di truffa contro la Comunità Europea, avverrà d’ufficio, quindi senza la necessità di passare ogni volta dall’approvazione della Giunta.

Su proposta dell’assessore al bilancio e al personale, Francesco Talarico, è stato approvato il Piano della performance: un documento programmatico che riguarda il personale della Giunta regionale, tramite cui vengono individuati gli indirizzi strategici e operativi e le risorse ad essi destinate. Il piano, che doveva essere adottato entro il 31 gennaio, sarà rivisto e adeguato entro la fine del prossimo mese di giugno, alla luce degli sviluppi dell’emergenza Covid-19.

La Giunta ha anche deliberato, su proposta dell’assessore al lavoro e alle attività produttive Fausto Orsomarso, l’accordo sulla cassa integrazione in deroga fra la parte sindacale e datoriale. La Calabria è tra le prime Regioni a chiudere un accordo cosi importante che riguarda il sostegno economico di tante famiglie e lavoratori, i quali in questa fase di emergenza coronavirus avranno a disposizione questo strumento di sostegno al reddito garantito da finanziamenti del Governo nazionale.

Inoltre, sempre su proposta dell’assessore al lavoro  e alle attività produttive, è stata approvata la sospensione del pagamento delle rate di rimborso degli strumenti di ingegneria finanziaria regionale e la sospensione dei termini di decadenza previsti dalle misure di aiuto in favore delle imprese fino al 30 settembre 2020. L’esecutivo calabrese ha dato indirizzo al Dipartimento sviluppo economico, attività produttive  per predisporre la sospensione sino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate di rimborso dei finanziamenti concessi dalla Regione Calabra anche tramite Fincalabra Spa – soggetto gestore in house – a valere sui Fondi di ingegneria Finanziaria preordinati all’erogazione di prestiti alle imprese: Fuif e Frif, Fondo regionale occupazione e inclusione (Foi), Fondo unico per l’occupazione e la crescita (Fuoc) e Fondo Garanzia Microcredito.

Per preservare l’efficacia delle misure pubbliche a sostegno del sistema imprenditoriale regionale, con la deliberazione – che è stata istruita dal dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, attività produttive Felice Iracà ed ha ottenuto ha ottenuto il parere favorevole, per la rispettiva parte di competenza, dall’Autorità di gestione del POR Calabria 14/20 Tommaso Calabrò  –  si stabilisce che il piano di rimborso delle rate oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

La delibera di giunta prevede altresì che, al fine di sostenere le attività imprenditoriali calabresi danneggiate dall’epidemia di COVID-19 e di preservare l’efficacia delle misure pubbliche a sostegno del sistema imprenditoriale regionale, il  competente Dipartimento sviluppo economico, attività produttive, disponga la sospensione, a decorrere dal 31 gennaio 2020 e fino sino al 30 settembre 2020, dei termini previsti dagli Avvisi pubblici per la realizzazione degli investimenti, per il loro completamento e per la rendicontazione finale. Sono sospesi, altresì, i termini per la presentazione delle domande di agevolazione relative al Fondo per il sostegno all’Artigianato.

«È una prima e immediata misura in grado di aiutare gli imprenditori calabresi – ha dichiarato l’assessore Orsomarso – che stanno attraversando una fase complessa e difficile in relazione all’emergenza sanitaria Covid. Abbiamo voluto dare, in tempi rapidi, un segnale di sostegno e vicinanza al mondo produttivo che opera nella regione puntando, prioritariamente, a non vanificare le finalità degli interventi pubblici destinati alle imprese. Nella consapevolezza che molte realtà non sarebbero state in grado di adempiere alle obbligazioni assunte con la sottoscrizione degli atti di adesione ed obbligo l’Amministrazione regionale ha voluto recepire le istanze provenienti dal tessuto imprenditoriale, chiamato a fronteggiare uno scenario di crisi che sul piano economico avrà ripercussioni che si protrarranno ben oltre l’emergenza sanitaria. Intendiamo mettere in campo ogni iniziativa volta a dare respiro alle imprese, affinché possano riprogrammare il proprio futuro e ripartire con maggiore slancio. La Calabria si rialzerà e crescerà anche insieme a loro». (rp)

Basta rinvii: si riunisce il Consiglio regionale
Serve il Presidente. Subito a votare il bilancio

Non ci saranno ulteriori rinvii, giovedì (e se serve venerdì) il Consiglio regionale della Calabria uscito dalle urne del 26 gennaio si riunisce, finalmente, per avviare “sul serio” l’XI legislatura. C’è da votare il nuovo Presidente del Consiglio, da scegliere i due vice (uno tocca alla minoranza) e i due componenti della presidenza, un segretario e un questore.

Le intese sono ormai al dunque, il catanzarese Mimmo Tallini – che prevarrà su Baldo Esposito della Casa della Libertà nonché riferimento di Gentile e Aiello – sarà eletto dall’assemblea Presidente, il vice che tocca alla minoranza sarà quasi certamente Nicola Irto, presidente uscente, l’altro vice dovrebbe essere Luca Morrone (eletto con 8.110 voti nella lista Fdi). Ma ci sono altre incombenze nell’ordine del giorno: prima di tutto il Consiglio è chiamato a validare la surroga di Raffaele Sainato che subentra a Domenico Creazzo, sospeso in quanto agli arresti domiciliari per l’inchiesta sul voto di scambio, poi dovrà nominare le commissioni per permettere il corretto svolgimento dei lavori. E in più c’è la principale scadenza da assolvere nel più breve tempo possibile l’approvazione del bilancio, per uscire dall’esercizio provvisorio che sta bloccando ogni attività amministrativa.

«La convocazione del 26 e del 27 marzo, per quanto mi riguarda – ha detto il presidente uscente Nicola irto –, è indifferibile e non presenta altre opzioni. È urgente che la massima assemblea della nostra regione eserciti appieno le sue funzioni. Per attendere ai propri compiti istituzionali e per esprimere un messaggio doveroso di rispetto verso chi, tra medici, infermieri, forze dell’ordine, militari e lavoratori dei servizi essenziali, sta combattendo contro un nemico invisibile esponendosi a gravi pericoli per la propria salute per difendere tutti noi».

Intanto, il neoassessore al Bilancio Franco Talarico, che di professione fa il commercialista e quindi è abituato a maneggiare i numeri, sta lavorando di buona lena sul bilancio, consapevole dell’urgenza anche di fronte all’emergenza coronavirus. «Nel più breve tempo possibile – ha detto l’assessore Talarico – bisogna procedere all’adozione del documento di economia e finanza regionale (DEFR) e quindi all’approvazione del bilancio per il 2020-2022. Gli Uffici stanno già lavorando celermente per approntare il documento contabile, anche alla luce di una serie di criticità che sono state rilevate dalla Corte dei Conti nell’ultimo giudizio di parifica. Si tratta di criticità – secondo Talarico – che vanno tenute in debita considerazione e che incideranno  sulla programmazione delle risorse disponibili. Ricordo che la Regione è ancora in esercizio provvisorio e il bilancio va approvato entro la scadenza del 30 aprile, al fine di evitare la gestione provvisoria. A prescindere da ogni termine di legge è comunque vitale arrivare con rapidità all’approvazione per sbloccare risorse e pagamenti e fare in modo che la Regione possa dare le risposte che servono ai calabresi, specialmente in un momento come questo».

Talarico mostra di avere le idee chiare: «Staremo vicini – ha detto – alle imprese e alle famiglie, sfruttando anche ogni opportunità che il Decreto ‘Cura Italia’ ha messo in campo per fronteggiare l’impatto economico del Coronavirus. I 25 miliardi previsti dal governo non sono certo sufficienti, ma costituiscono comunque un punto di partenza per cominciare a fornire puntelli al nostro sistema economico. Va poi nella direzione giusta anche la decisione della Commissione Europea di sospendere il Patto di Stabilità e consentire così agli Stati di poter dare risposte efficaci alla crisi che dovremo affrontare durante i prossimi mesi. La nostra regione ha necessità di avere al suo fianco sia il Governo nazionale che l’Unione europea per evitare conseguenze pesanti per il suo già fragile sistema economico e sociale. Il Governo regionale guidato con ferma mano da Jole Santelli – ha concluso – saprà dal canto suo mettere in campo tutte le iniziative e le risorse possibili, soprattutto quelle derivanti dalla programmazione nazionale e comunitaria, per fare in modo che la Calabria superi l’attuale momento di difficoltà e possa programmare il proprio futuro».

Intanto l’attività della Giunta sta suscitando i primi sorrisi: l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo ha annunciato il pagamento delle liquidazioni a favore degli agricoltori (quasi 11 milioni) nell’ambito per programma si Sviluppo Rurale e altri 7,5 milioni circa saranno disponibili a breve sia per il PSR e a saldo della Domanda unica, mentre – come già riferito in altra parte del giornale – l’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso si sta muovendo per sbloccare i fondi a favore dei 5900 tirocinanti calabresi ex percettori di mobilità in deroga impegnati in tirocini di inclusione sociale e di natura culturali. Il Governo – ha detto Orsomarso – «si faccia carico della difficile condizione economica che si trovano ad affrontare migliaia di famiglie calabresi,  alle quali deve essere garantito il sostentamento almeno finché non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». (rp) 

L’ex assessore Fragomeni: management a supporto delle Asp commissariate

L’ex assessore regionale al Bilancio e Programmazione economica Maria Teresa Fragomeni, in una lettera aperta alla Presidente Jole Santelli, suggerisce di affiancare un management specializzato agli organi di gestione delle Asp commissariate, anche alfine di velocizzare le evidenti difficoltà burocratiche che sono un controsenso in questa grave situazione emergenziale.

«Gent.ma Presidente – scrive la Fragomeni –, Le scrivo perché preoccupata per la drammatica situazione che stiamo vivendo in queste settimane. Una situazione che ha messo ancora più a nudo le criticità del sistema sanitario su base regionale e che ha fatto capire come ogni regione dovrebbe essere all’altezza di una sanità adeguata a quanto prescrive la nostra Carta Costituzionale. Le scrivo da ex amministratrice, ma anche da cittadina della Locride, zona in cui i servizi sanitari risultano carenti perfino rispetto al non elevatissimo standard calabrese e dove, per giunta, l’ASP di riferimento è stata sciolta per infiltrazioni mafiose.

«Qui nella Locride, storicamente, ma negli ultimi anni ancora di più, la soluzione più diffusa, quando si avevano dei seri problemi di salute, era quella di curarsi fuori ASP, se non fuori regione. In questa situazione di emergenza però, è venuta a mancare anche quest’unica “valvola di sfogo” e, al clima di confusione generato dalle molteplici e non univoche informazioni in tema di profilassi e diffusione del virus, si è aggiunto anche un comprensibile sentimento di angoscia per via del picco di contagi annunciato per fine mese.  Una delle principali fonti di preoccupazione deriva dal fatto che, a guidare tutti i percorsi di prevenzione, contenimento e gestione dell’emergenza, a livello provinciale, ci siano degli organi nominati per (e competenti a) fronteggiare un altro tipo di situazioni, anch’esse gravi, ma di tutt’altra natura. Senza voler entrare minimamente nel dibattito sullo scioglimento degli enti locali, bisogna prendere atto che una situazione eccezionale richiede delle misure eccezionali ed inoltre che, ciò che può andar bene per una regione o per una provincia, potrebbe non funzionare in un’altra realtà territoriale.

«In linea con ciò che è stato fatto a livello regionale (Task force), potrebbe essere d’aiuto affiancare un management specializzato agli organi di gestione delle ASP commissariate e, contemporaneamente, adottare una serie di protocolli che snelliscano e velocizzino sia la filiera gerarchica che le procedure burocratiche. Ciò sarebbe utile soprattutto nei casi delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale sciolte per ‘ndrangheta (come attualmente le ASP di Reggio Calabria e Catanzaro) nelle quali, gli organi di gestione straordinaria, individuati per al fine di arginare e combattere fenomeni di corruzione, potrebbero non avere, per evidenti ragioni, equivalenti competenze nella gestione di un’emergenza sanitaria di questa portata.

Ripeto, al netto di ogni altra valutazione, sappiamo bene che, nella la lotta contro questa pandemia, il fattore tempo ha un peso decisivo. La Calabria – la Locride in particolare – ha un ritardo strutturale ed organizzativo ultradecennale, mentre il virus, purtroppo, è maledettamente veloce. Serve quindi un piano anti crisi elaborato da personale specializzato ed in tempi brevissimi, in modo da rendere i percorsi ancora più sicuri nelle emergenze e tranquillizzare la cittadinanza.

«Accanto a richieste come quella dell’esercito (che personalmente ritengo necessaria per il supporto logistico e di personale) sarebbe utile avere un piano che preveda ad esempio la riapertura (o comunque la riqualificazione) di strutture chiuse di recente (nella provincia di RC, ad esempio, come Gioia Tauro o come l’ex ospedale di Siderno) l’utilizzo dei laboratori e delle strutture sanitarie private (e del relativo personale) in sinergia e supporto a quelle pubbliche. Un percorso più chiaro e definito potrebbe mettere in condizione, il personale sanitario, che già in questi giorni sta facendo degli autentici miracoli, di poter operare con maggiore efficienza e sicurezza, dando anche più tranquillità ai cittadini». (dc)