Irto (PD): Prevenzione crimine, rafforzare e non accorpare Vibo e gli altri Reparti della Calabria

Il senatore del Pd, Nicola Irto, ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, chiedendogli «quali tempestive azioni di competenza intenda intraprendere al fine di scongiurare la chiusura del presidio di Vibo Valentia, garanzia di legalità, ordine pubblico e sicurezza».

Secondo il parlamentare dem, che nella propria interrogazione ha ricordato i timori già espressi dai sindacati della Polizia, «la paventata scelta della soppressione o del trasferimento di alcuni di questi reparti costituirebbe un segnale pericoloso per i cittadini calabresi che si aspettano, invece, segnali di vicinanza e sostegno sul tema della sicurezza».

Il senatore Irto, cui sta molto a cuore l’affermazione della legalità e la sicurezza dei cittadini, ha osservato che sono evidenti gli ottimi risultati ottenuti dai Reparti territoriali di prevenzione del crimine, fin dalla loro istituzione, motivo per cui in Calabria occorrerebbe «consolidare questi presidi ed eventualmente anche estenderli in altri territori».

«La strada che può garantire tenuta democratica, crescita civile e sviluppo diffuso – ha significato il senatore del Pd – è la presenza di questi avamposti fondamentali, la cui esistenza rafforza la fiducia nei confronti delle istituzioni».

«Sarebbe assurdo – secondo Irto – penalizzare il territorio vibonese e gli altri della Calabria in cui sono attivi questi reparti indispensabili». (rp)

L’OPINIONE / Fabio Celia: Dipartimento Pubblica Sicurezza ascolti richiesta per Reparto di Prevenzione Crimine a CZ

di FABIO CELIA – Il dibattito inerente la possibile istituzione del Reparto di prevenzione crimine della Polizia a Catanzaro, a cui stiamo assistendo nelle ultime settimane e che ormai ha assunto una dimensione regionale, ha posto l’evidenza delle motivazioni esclusivamente tecniche espresse dai rappresentanti sindacali della Polizia di Stato, il Segretario Generale Provinciale del Siulp, Gianfranco Morabito ed il Segretario Nazionale di Fsp Polizia di Stato, Giuseppe Brugnano.

Gli stessi hanno giustamente messo in risalto come la localizzazione del Reparto nel Capoluogo di Regione rappresenterebbe una risposta strategica del Governo in termini di sicurezza sul territorio in grado di rilanciare anche l’operatività dei vari servizi operativi della Questura e dei commissariati. Una scelta, quindi, che risponde puramente a ragioni di funzionalità della Polizia di Stato e che non concede spazi a sterili campanilismi da bar dello sport.

Non posso che sposare totalmente la proposta avanzata dalle Organizzazioni sindacali Siulp ed Fsp Polizia nei confronti del Dipartimento di Pubblica sicurezza. Le analisi prospettate dai sindacalisti sono legate alla visione di chi svolge questo delicato lavoro sul nostro territorio per garantire la sicurezza e la legalità dei cittadini. Per tale motivo, sarebbe opportuno che, nell’ottica di una imminente rimodulazione delle sedi dei Reparti prevenzione crimine su base regionale e nazionale, venga individuata la città di Catanzaro come localizzazione più opportuna e maggiormente rispondente ai bisogni di sicurezza e di presenza delle forze dell’Ordine. (fc)

[Fabio Celia è capogruppo del Pd in Consiglio comunale di Catanzaro]

L’OPINIONE / Annalisa Alfano: Paradossale chiudere Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale

di ANNALISA ALFANO – Nelle ultime settimane, nella Provincia di Cosenza, sta destando particolare preoccupazione la possibile chiusura del Reparto Prevenzione Crimine di Cosenza della Polizia di Stato. Tale eventualità è stata annunciata direttamente dal Capo della Polizia Pisani, durante l’ultima visita presso la Questura di Cosenza, in un incontro con le diverse sigle sindacali di categoria.

Da allora alta la preoccupazione sull’intero territorio provinciale. Appare paradossale chiudere un presidio di Polizia, istituito nel marzo 2008 nella Calabria Settentrionale con sede a Rende, con il compito specifico di controllare il territorio e la finalità di prevenzione e contrasto alla criminalità diffusa. Soprattutto, in un periodo in cui la provincia di Cosenza è interessata, in misura alquanto preoccupante, da una recrudescenza di episodi criminali che minano la sicurezza sociale e la legalità.
I sindacati di Polizia hanno chiesto, con voce unanime, l’intervento della politica e delle istituzioni. È necessario, quindi, oltre che doveroso, rispondere con forza e determinazione affinché la chiusura del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale, non solo, venga evitata ma che questo venga potenziato il più possibile per garantire maggiore sicurezza e controllo del territorio.
Italia del Meridione ha accolto, senza esitazione alcuna, l’appello dei sindacati di Polizia e invita istituzioni e parti politiche a fare fronte comune per tutelare ordine e sicurezza nell’intera Provincia di Cosenza ottenendo la permanenza del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale. (af)
[Annalisa Alfano è segretario provinciale di Italia del Meridione]

Reparto Prevenzione Crimine Vibo e Rende, il Pd Calabria presenta una interrogazione

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale presenterà una interrogazione alla Giunta regionale, guidata dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per «fare luce sulla situazione» e «capire quali iniziative intenda adottare la giunta per tutelare i presidi di legalità sul territorio regionale», quali sono i Reparti Prevenzione Crimine di Vibo Valentia e Rende.

«Stiamo per oltrepassare la metà della legislatura e il trend non cambia – viene evidenziato dai dem – il governo regionale annuncia investimenti e riforme, mentre sul territorio si registrano soltanto tagli e nuove crisi. Basta pensare a quanto sta avvenendo con il riordino dei Reparti di Prevenzione Crimine sul territorio calabrese. Dopo le polemiche di campanile in ordine al possibile trasferimento del Rpc di Vibo Valentia, che ha provocato una ferma presa di posizione dei sindacati di Polizia, adesso si paventa la chiusura del Rpc di Rende, inaugurato soltanto nel 2018».

Per i dem, infatti, «va fatta chiarezza su quanto sta avvenendo sul territorio senza alcuna concertazione con le forze sindacali e con i rappresentanti del territorio, rischiando di mettere a rischio la sicurezza del territorio e disperdere i brillanti risultati ottenuti fin qui dai Reparti di Prevenzione Crimine che erano stati dislocati con la massima attenzione dopo il decreto del Ministero dell’interno del2013, con il quale erano state fatte le più opportune valutazioni in ordine alla loro collocazione territoriale».

«Valutazioni che avevano portato il Ministero dell’interno a stabilire – prosegue la nota del PD – che il trasferimento nella sede di Vibo Valentia del Rpc di Rosarno, presso la struttura che ospita la locale Scuola Allievi Agenti, avrebbe consentito un più incisivo controllo del territorio, segnatamente nella Calabria, garantendo un più razionale impiego delle risorse e minori costi di esercizio. Così come era stato deciso di puntare sul Rpc di Rende per un presidio efficace sul territorio più a Nord della Calabria e che copriva così quasi il 50% del territorio calabrese».

«Ci attiveremo, dunque – conclude la nota dei dem – in tutte le sedi competenti per tutelare e difendere tali fondamentali presidi di legalità. Ben vengano ulteriori investimenti e insediamenti sul territorio che da parte nostra troverebbero consenso e condivisioni. Sarebbe grave se ciò avvenisse smantellando quelli esistenti: costituirebbe un segnale pericoloso per i cittadini calabresi che si aspettano invece segnali di vicinanza e sostegno, a partire dai temi legati alla sicurezza e al lavoro». (rrc)

 

Reparto Prevenzione crimine, Muraca e Mammoliti: «Pieno sostegno ai sindacati di polizia. Il reparto va mantenuto a Vibo»

Per i consiglieri regionali Giovanni Muraca e Raffaele Mammoliti, il Reparto Prevenzione crimine deve restare a Vibo Valentia.

«Condividiamo – sostengono i due consiglieri regionali del Pd – in pieno la presa di posizione assunta dai sindacati della polizia che in una nota congiunta tra Siulp, Sap, Siap, Coisp, Fsp e Silp Cgil hanno sottolineato come il Reparto Prevenzione Crimine sia patrimonio di Vibo Valentia e del suo territorio e non debba essere trasferito, nonostante le estemporanee proposte di qualche partito politico catanzarese evidentemente in cerca di consenso campanilistico».

«Peraltro la centralità del Reparto sul territorio vibonese e la sua funzionalità rispetto al sistema calabrese – proseguono Mammoliti e Muraca – è cristallizzata dal decreto del Ministero dell’interno dello scorso 2013 con il quale erano state fatte le più opportune valutazioni in ordine alla “necessità di riallocare il Reparto Prevenzione Crimine Calabria Sud Occidentale con sede a Rosarno presso una nuova sede maggiormente rispondente alle esigenze operative del Reparto”. Valutazioni che avevano portato il Ministero dell’interno a stabilire che: “il trasferimento nella sede di Vibo Valentia, presso la struttura che ospita la locale Scuola Allievi Agenti, consente di rendere più incisivo il dispositivo di controllo del territorio, segnatamente nella Calabria, garantendo un più razionale impiego delle risorse e minori costi di esercizio”».

«La decisione del Ministero – concludono Mammoliti e Muraca – era arrivata dopo un attento confronto con le Autorità provinciali di pubblica sicurezza e con le organizzazioni sindacali. Si capisce dunque che, per nessuna ragione, possa valutarsi un trasferimento del Reparto dal territorio vibonese nel quale rappresenta un fondamentale baluardo per l’azione di contrasto alla criminalità. Ci attiveremo dunque in tutte le sedi competenti per tutelare e difendere tale fondamentale presidio di legalità». (rvv)

Reparto prevenzione Crimine a Vibo, Lo Schiavo: Ipotesi trasferimento irrazionale

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha evidenziato come l’ipotesi del trasferimento del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia a Catanzaro sia «fantasiona e irrazionale».

«Nonostante la proposta abbia un chiaro stampo campanilista – ha aggiunto – è tuttavia un segnale da non sottovalutare che ripropone quella tendenza mai sopita a tentare di accentrare competenze e presidi a discapito dei territori che si considerano, evidentemente a torto, più marginali o periferici. Ma mai come in questo caso, però, l’obiettivo della “sottrazione” del reparto specializzato della Polizia di Stato appare del tutto immotivato se non paradossale. Lo stesso infatti è insediato a Vibo Valentia da oltre 10 anni sulla base di solide e ben ponderate motivazioni di carattere logistico, economico ed operativo».

«Come ricordano le stesse sigle sindacali – ha proseguito – il Dipartimento di Pubblica sicurezza, infatti, riconobbe, nel 2013, gli “indubbi vantaggi in termini di resa operativa e di economia di esercizio” nel trasferire tale reparto da Rosarno alla Scuola allievi agenti di Vibo Valentia dove oggi ha sede. Ogni altra ipotesi, allo stato, è dunque da ritenersi assolutamente fantasiosa e irrazionale e pertanto va rispedita al mittente. Da parte mia, massima disponibilità alle forze sindacali nella difesa di questo importante presidio di sicurezza nella città di Vibo Valentia». (rvv)

Mangialavori (FI): Il Reparto Prevenzione crimine deve rimanere a Vibo

Il deputato di FI, Giuseppe Mangialavori, in merito all’allarme lanciato dalle sigle sindacali della Polizia di Stato della provincia di Vibo Valentia, che paventavano lo spostamento del Reparto Prevenzione Crimine da Vibo verso Catanzaro, ha evidenziato come «il Reparto Prevenzione Crimine, come bene hanno affermato i sindacati di Polizia, è un patrimonio di Vibo Valentia e tale deve rimanere».

«Sono certo che non vi siano concrete intenzioni – ha aggiunto – di spostamenti verso il capoluogo di regione, ma qualora si dovessero ipotizzare scenari di questo tipo non staremmo certo a guardare».

«Non si tratta di questioni campanilistiche – ha concluso il parlamentare vibonese – ma della funzionalità stessa di una struttura di fondamentale importanza per il contrasto alla criminalità».

Sull’argomento è intervenuta, anche, la sindaca Maria Limardo, auspicando che «l’allarme lanciato dai sindacati di Polizia della provincia di Vibo Valentia finisca presto con uno scampato pericolo».

«Qualora ciò non dovesse accadere – ha ribadito –, la politica tutta è chiamata determinarsi per evitare che il Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato venga spostato da Vibo Valentia, dove ha sede da oltre dieci anni e dove deve continuare a stare».

«La sede di Vibo  – ha ricordato il sindaco Limardo – era stata scelta dal ministero dell’Interno nel 2013, tra l’altro, poiché qui era possibile ‘rendere più incisivo il dispositivo di controllo del territorio, garantendo un più razionale impiego delle risorse e minori costi di esercizio’».

«La centralità di Vibo Valentia nel bacino della Calabria centrale è indiscussa – ha concluso – oltre a rappresentare, la nostra, una città in prima linea che necessita della presenza concreta degli apparati dello Stato. Per tale ragione sono pronta ad assumere tutte le iniziative possibili per contribuire a mantenere qui quello che è un presidio di legalità oltre che un reparto di assoluto livello nel contrasto al crimine organizzato». (rp)