Metrocity RC consegna i lavori di riqualificazione del Parco Medma a Rosarno

Sono stati consegnati, alla ditta “Condelli Antonio”, i lavori per la riqualificazione del Parco Medma di Rosarno. Presenti, alla consegna dei lavori, l’amministrazione comunale di Rosarno, guidata dal sindaco Pasquale Cutrì e il vicesindaco della Metrocity RC, Carmelo Versace.

«Sulla strada già tracciata dalla Commissione Straordinaria – ha affermato il sindaco Cutrì – oggi scriviamo una pagina importante di storia della nostra città e, in collaborazione con la Città Metropolitana, l’area riqualificata sarà fondamentale per lo sviluppo di Rosarno, che vuole essere non solo città dell’accoglienza ma anche città della cultura. Ci attiveremo ad intercettare ogni risorsa possibile affinché il Parco Medma migliori nella qualità degli spazi e dei servizi da offrire alla collettività».

Soddisfazione espressa dal Vicesindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace che, a margine della consegna dei lavori, ha ricordato l’impegno della Città Metropolitana, titolare dell’area archeologica, per il rilancio del polo rosarnese come nuovo punto d’attrazione per cittadini e turisti.

«Con la consegna dei lavori si conclude l’iter burocratico che abbiamo avviato qualche mese fa, in linea con gli indirizzi dell’Amministrazione metropolitana guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà – ha affermato Versace – per una tappa fondamentale del percorso che segna un nuovo punto di partenza. Oggi insieme all’Amministrazione comunale di Rosarno e all’intera comunità avviamo i lavori che riqualificheranno un’area davvero importante per questo territorio, per lungo tempo privata dalla fruizione di cittadini e turisti».

«I lavori dureranno appena qualche mese – ha spiegato – e contiamo quindi di poter aprire l’area prima del periodo estivo, sfruttando questa positiva sinergia che siamo riusciti a creare con il Comune di Rosarno, con le istituzioni scolastiche e con la Soprintendenza. Un ringraziamento va quindi a tutti gli attori coinvolti in questa attività e da oggi si riparte, affiancando il lavoro della nuova Amministrazione comunale, per l’obiettivo condiviso di creare su sviluppo su un territorio tanto bello sul quale c’è ancora tanto da scoprire».

Il Parco Archeologico dell’antica Medma sorge all’interno del Comune di Rosarno. L’area è stata oggetto di scavi fin dalla fine dell’800, successivamente protagonista di indagini sistematiche che ne hanno portato alla luce tracce significative della civiltà medmea. (rrc)

ROSARNO (RC) – Operativa apertura pomeridiana dell’ufficio Postale

L’Ufficio Postale di Piazza Valarioti di Rosarno sarà nuovamente aperto anche il pomeriggio, con orario continuato dal lunedì al venerdì, dalle 8.20 alle 19.05 ed il sabato fino alle 12.35. Lo ha reso noto il sindaco, Pasquale Cutrì, assieme alla direttrice della Filiale, Teresa Cozzolino.

Il sindaco Cutrì, si è detto soddisfatto di questa apertura pomeridiana al pubblico che conferma, ancora una volta, la propensione di Poste Italiane verso le esigenze dei cittadini». 

«Rosarno è una Città di circa 15mila abitanti con un territorio vastissimo e – ha aggiunto – di concerto con i consiglieri di minoranza, abbiamo sostenuto vivamente il ripristino dell’apertura pomeridiana. I cittadini potranno da oggi usufruire a pieno regime di tutti i servizi offerti dall’Ufficio Postale di Piazza Valarioti».

«Ringrazio Poste Italiane nella persona della dott.ssa Cozzolino – ha concluso – per la sensibilità e l’attenta considerazione del nostro territorio ma soprattutto per aver risposto alle istanze che venivano dai cittadini e dal Comune. Sono convinto che gli utenti apprezzeranno questa estensione degli orari che vanno nella direzione di sempre maggiori servizi da offrire alla città». (rrc)

ROSARNO (RC) – Grande partecipazione ai festeggiamenti per il Carnevale

Grande partecipazione di pubblico per i festeggiamenti del Carnevale a Rosarno. Un grande successo andato oltre ogni aspettativa. Nel pomeriggio di domenica 18 febbraio, 18 carri e tante, tantissime maschere hanno sfilato per le vie principali di Rosarno nel classico tripudio di colori e musiche che ha sempre caratterizzato il Carnevale.

Migliaia le persone presenti, complice anche la bella giornata di sole: è stato un evento che ha mobilitato non solo i paesi limitrofi della piana, ma anche tanti paesi dell’area metropolitana, nel segno del più autentico di uno spirito di amicizia e voglia di divertirsi.

«Il Carnevale è una componente molto importante della cultura rosarnese che abbiamo voluto valorizzare agli occhi delle famiglie e in particolare dei bambini, con un’attenzione speciale alle maschere – spiega l’assessore comunale agli spettacoli Antonino Pronestì. È stato davvero emozionante vedere in piazza così tante persone come forse mai avvenuto fino ad ora. A conclusione di questa straordinaria manifestazione, sento il dovere di ringraziare tutte le associazioni, le scuole, le parrocchie, le scuole di danza e i tanti cittadini volontari che, di concerto con l’amministrazione comunale, hanno lavorato come sempre in maniera fantasiosa e impeccabile affinché tutti, dal più piccolo al più grande, potessero essere coinvolti e resi protagonisti della grande festa del Carnevale che fa parte tradizione e del nostro patrimonio culturale. Questo è solamente il primo di una ricca stagione di eventi che si svolgeranno, nel 2024, nella nostra Rosarno».

«In questa occasione – afferma il sindaco, Pasquale Cutrì – abbiamo avuto la conferma di quanto la città abbia voglia di momenti come questi, di socialità e festa. Abbiamo tutti bisogno di stare insieme, guardarci in faccia, ballare e divertirci. Grazie a tutti i coloro i quali si sono prodigati nella lunga fase organizzativa, ai partecipanti per l’invasione pacifica e soprattutto al prezioso lavoro delle forze dell’ordine che hanno garantito sicurezza e rispetto delle regole». (rrc)

ROSARNO (RC) – Una tesi di laurea per ricordare la vita e le opere di Adriano Fida

di CATERINA RESTUCCIA – La vita, la poetica artistica e le opere del rosarnese Adriano Fida diventano tematica trattata in una tesi di Laurea di una sua ammiratrice concittadina. È stata discussa per l’Università E – Campus, riscuotendo grande entusiasmo e grande risultato la Tesi di Isabella Cannizzaro.

È cosa rara che un artista così giovane prematuramente scomparso sia materia di indagine e di critica per la discussione di una Tesi di Laurea magistrale, quindi oltre alla novità è stata anche la curiosità di conoscere un talento nuovo, che nonostante l’improvvisa scomparsa ha lasciato un’importante e vasta eredità umana e culturale.

La giovane tesista aveva proposto da qualche tempo la novità dell’argomento e, superato il primo naturale scetticismo della relatrice critica e storica Chiara Canali, inizia così un’accurata analisi di tutto ciò che aveva segnato la vita dell’artista e la consequenziale produzione.

Notevole contributo alla ricerca è stato anche porto dai più intimi e cari familiari del Fida, ossia il padre Rocco ed il fratello Pasquale, fornendo materiali editi ed inediti per la ricostruzione completa del profilo di Adriano.

Si tratta di un omaggio e di una cura amorevole da parte di una concittadina, che, pur non conoscendolo direttamente, ne aveva seguito il percorso e i successi, le tappe artistiche e l’evoluzione.

La tesi, discussa dinanzi ad una Commissione di laurea costituita dalle chiarissime Iside Gjergji e Paola Mollo e dai chiarissimi Mario Pesce e Luca Montecchio, ha riportato il brillante risultato di 101/110 con enorme soddisfazione della candidata e soprattutto degli stessi familiari dell’artista.

Il giovane Fida, dopo una lunga lotta contro il male oscuro, era stato salutato con dolore e commozione dalla sua città di Rosarno nell’ottobre 2022, rientrando dopo una solida esperienza artistica vissuta prima a Torino e poi definitivamente a Roma. Della sua arte avevano scritto numerosi critici, che la stessa Cannizzaro cita e riporta a corona del suo lavoro, da Ferdinando Creta a Vittorio Sgarbi, da Francesco Creta a Misiano e Roberto Bilotti Ruggì d’Aragona.

Il lavoro adesso è un’opera di Tesi, nel Corso di Laurea in Letteratura, Arte, Musica e Spettacolo, dal titolo “Studio di un giovane artista realista scomparso: Adriano Fida”, che corredato da belle immagini delle sue tele e delle sue tavole renderà anche onore alla sua delicata figura di uomo e di Maestro.

Lo studio svolto è nell’intera struttura un vero viaggio nella memoria del passato e del presente del grande Maestro Fida ed è, senza ombra di dubbio, un grido d’amore della sua stessa terra alla sua testimonianza che va anche oltre quella vanitas da lui tanto celebrata nella sua pittura realista e allo stesso tempo onirica. (cr)

ROSARNO (RC) – Il Comune vuole accogliere i migranti ma chiede aiuto alle istituzioni

Il Comune di Rosarno vuole accogliere i migranti ma chiede aiuto alle istituzioni. «Il Comune di Rosarno – è scritto in un comunicato – come quasi tutti i Comuni della Piana, rilascia le carte d’identità: decennali a coloro che possiedono permesso di soggiorno regolare con dicitura “Lavoro subordinato” o “Ricongiungimento familiare”; Triennali e cartacee a coloro che hanno il permesso di soggiorno con la dicitura “Richiesta asilo” o “Richiesta protezione internazionale”; in sostanza, si limita ad applicare la Legge (Dl 130/2020), riguardante i richiedenti di protezione internazionale e i soggetti richiedenti asilo e protezione sussidiaria».

«Per quanta riguarda il Villaggio della solidarietà – continua la nota – possiamo dire che è pronto e che vi è un forte interesse da parte di questa amministrazione per l’accoglienza dei nostri amici migranti. Siamo però a corto di risorse economiche necessarie per la gestione, abbiamo infatti inviato una richiesta di aiuto al prefetto, che si è dimostrato sensibile al problema, tanto che ci ha convocati per lunedì prossimo, per cui siamo fiduciosi in una risposta positiva. Ci siamo anche attivati per il ripristino degli alloggi di c.da Serricella che al momento del nostro insediamento abbiamo trovati vandalizzati».

Conclude il comunicato: «Si rammenta, inoltre, come il Comune di Rosarno, sia uno dei pochi Comuni del comprensorio, ad avere istituito il registro dei “senza fissa dimora” creando una via convenzionale dove iscrivere gli aventi diritto, a dimostrazione dello spirito di accoglienza di tutti i rosarnesi. Ovviamente il ricorso a tale forma di iscrizione anagrafica, non può rappresentare la regola, ma costituisce l’eccezione.
Va sottolineato, inoltre, la grande disponibilità degli uffici demografico che quotidianamente si prodigano a risolvere i vari problemi degli immigrati (codici fiscali errati, nomi sbagliati, ecc.)». (rrc)

Non si placano le polemiche sull’incarico all’esperto dell’Ambito di Rosarno

L’Ambito territoriale 2 continua a fare discutere. Non si placano le polemiche sull’incarico all’esperto dell’Ambito di Rosarno. Alcuni Sindaci hanno contestato al Capofila l’avviso, sostenendo l’inopportunità della spesa e la mancanza approvazione della programmazione del Fondo povertà. Ma cosa si nasconde dietro tali polemiche? È quello che si chiedono alcuni gestori dei servizi, che nei giorni scorsi sono stati ricevuti, dapprima, dal sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio e successivamente dal sindaco di Rosarno Pasquale Cutrì, alla presenza degli assessori D’Agostino, Rossi e Lavorato.

I gestori sostengono che le contrapposizioni poste sull’incarico all’esperto, sono controverse considerato che, negli anni precedenti, proprio gli stessi sindaci avevano riconfermato, con analogo avviso e di pari spesa, la figura del rendicontatore retribuito con il Fondo povertà. Tra l’altro, dalle note stampa, emerge poca chiarezza, considerato che le competenze nette spettanti sono di € 500,00/gg, fissate da una circolare ministeriale, per un massimo di 10 gg/mese, al lordo delle imposte.

Inoltre si chiedono, come mai, dopo i buoni risultati ottenuti, solo ora, i Sindaci pongono questo problema? Perché, a tutt’oggi, le attività sono compiute dagli Uffici del Comune di Rosarno, a cui sono stati delegati quasi tutti gli adempimenti. E cosa sarebbe cambiato rispetto al passato? Perché è certo che anche nel periodo commissariale, anche grazie all’affiancamento dell’esperto e degli altri operatori del Comune capofila, sono stati attivati innumerevoli servizi e che tale figura è stata sempre confermata da tutti i sindaci.

Basti solo pensare che, ad oggi, l’Ambito di Rosarno è l’unico, tra i 32, ad avere speso, per la frequenza nei servizi per l’infanzia le risorse ministeriali assegnate. Cosi come, integralmente utilizzati, risultano i fondi Pac che hanno consentito l’attivazione di servizi a favore di anziani e minori. Analogamente, sono stati pubblicati dal Capofila tutti gli avvisi necessari per attivare le misure di contratto alla povertà, per i quali invece, paradossalmente, qualche sindaco ne chiede, addirittura, l’annullamento rendendo inutilizzabile le risorse e sfavorendo così, proprio, i cittadini più bisognosi.

La rinuncia alla figura dell’esperto congelerebbe, invece, le attività di rendicontazione, essenziali per consentire il pagamento dei crediti dei servizi presenti e futuri, oltre che influenzerebbe negativamente gli altri avvisi, recentemente pubblicati, a partire dall’abbattimento delle rette, tanto atteso dalle famiglie, come negli anni precedenti.

I gestori dei servizi temono, quindi, che questa querelle, in vero, nasconda altre motivazioni, forse di natura prettamente politica che, di certo, nulla hanno a che fare con i reali bisogni delle fasce più deboli.

«Dalla lettura degli articoli di stampa – confermano i gestori – riceviamo la percezione che alcuni non hanno sufficienti conoscenze delle procedure necessarie per fornire i servizi ai cittadini e garantire la continuità delle risorse e che, molto probabilmente, ignorano i ruoli e le professionalità occorrenti per il pieno utilizzo delle risorse. Abbiamo già vissuto con sofferenza” dichiarano “un precedente periodo nel quale la mancanza di tale figura professionale, prima, e di altri operatori del sociale, dopo, ha innescato il blocco dei pagamenti e la ricezione delle risorse, con gravi ripercussioni per le nostre piccole realtà. È necessario che i sindaci facciano chiarezza, perché fare contrapposizione è facile, poi, però, occorre dimostrare di avere soluzioni per garantire i servizi, altrimenti restano parole al vento come spesso è avvenuto nei territori comunali».

La discussione aperta fa intravedere margini discutibili di libera interpretazione e discrezionalità dell’organizzazione dell’ufficio di Ambito che, aggiungono i gestori, «senza il sostegno di un esperto difficilmente potrà garantire le azioni necessarie per il mantenimento dei servizi attuali e futuri da assicurare a famiglie, minori, anziani e disabili, oltre ad dovere assicurare il pagamento delle somme spettanti per la gestione dei servizi».

«Non è la prima volta che la politica influenza e condiziona negativamente la nostra vita quotidiana, ma siamo intenzionati a non lasciarci influenzare dai facili editti», e quanto dichiarano in conclusione i gestori, per questo, rimarranno vigili, in attesa della Conferenza dei sindaci, perché non sia distrutto, per motivi a loro sconosciuti, quello che invece a tutt’oggi funziona. (rrc)

ROSARNO (RC) – Noi moderati al fianco della protesta degli agricoltori

Noi moderati solidarizza con la protesta degli agricoltori che si sta tenendo in questi giorni anche a Rosarno come in altre zone del Paese. «Oggi il settore dell’agricoltura si trova ad affrontare sfide senza precedenti, come i cambiamenti climatici, la globalizzazione e i nuovi modelli di consumo – è scritto in una nota – A rischio un sistema produttivo che garantisce reddito e lavoro a centinaia di migliaia di famiglie e difende il territorio dall’abbandono, dal degrado e dallo spopolamento. Basti pensare che in Calabria la superficie agricola rappresenta circa il 37,6% dell’intera regione. Il settore contribuisce all’occupazione di circa il 15% degli occupati regionali totali, dato di 5 volte superiore a quello medio nazionale. Con 200.904 ettari, la regione Calabria ad esempio occupa il terzo posto dopo Sicilia e Puglia per importanza delle superfici biologiche in Italia».

Continua la nota: «La protesta nasce dalla visione di un’Europa lontana dalle esigenze e dal settore primario e di un’ecologia, capitanata dal Green Deal, che rappresenta una vera e propria punizione per tutta la categoria, perché troppo rigida, limitante e a tratti disarmante. L’aumento delle tasse, il taglio nei sussidi agricoli con l’eliminazione dei principali privilegi fiscali, tra cui quello sul gasolio, non poteva non provocare agitazioni».

«C’è in gioco la dignità degli agricoltori. La politica sembra aver dimenticato che dietro il lavoro ci sono famiglie con tutte le loro difficoltà. I malcontenti nascono da una serie di riforme europee che sembrano esclusivamente mirate alla transizione verso l’energia pulita, senza tener conto di tutto il contesto». Questo il commento di Cetty Scarcella, dirigente provinciale del partito Noi moderati.

«In particolare – continua il comunicato di Noi moderati – le nuove regole comunitarie impongono agli agricoltori di mantenere il 4% dei terreni incolti sopra i 10 ettari, una mossa che ha suscitato preoccupazioni tra i coltivatori di grano e mais. Mentre la manodopera non si trova, si vogliono introdurre carni sintetiche e farine di insetti, i mutui aumentano, i produttori sono oberati da tasse e cartelle esattoriali per dei servizi non forniti, si decide a tavolino di ridurre l’utilizzo di input chimici producendo di meno e paradossalmente inquinando di più, l’estremismo ambientalista la fa da padrone portando a un danno ambientale maggiore e un baratro economico per un intero settore».

«Bisognerebbe – prosegue la Scarcella – mitigare le scelte ecologiste comunitarie e superare la miopia politica europea che vuole fare di tutta l’erba un fascio con una revisione del Green deal europeo. L’Europa non può e non deve imporre regole uguali per tutti perché differenti produzioni in differenti superfici, necessitano di differenti esigenze. L’Europa dovrebbe anzi tutelare la specificità e la particolarità dei suoi territori. È necessaria una tutela a 360 gradi perché l’agricoltura è il cuore pulsante di questa terra. È necessario istituire un tavolo tecnico di veri agricoltori, perché per scrivere le leggi bisogna prima conoscere approfonditamente il tema». (rrc)

ROSARNO – LA PRECISAZIONE / Il sindaco Cutrì: «I poveri avranno di più»

di PASQUALE CUTRI’ – A chiarimento di quanto letto sulla Gazzetta del Sud del 30.01.2024 e del 01.02.2024 si precisa che: sin dal 2018, il Comune di Rosarno, appena subentrato quale Capofila a Gioia Tauro dell’Ats, ha individua-to un esperto per l’incarico professionale, per supporto e rendicontazione del Pon Inclusione.

Sempre la stessa Amministrazione, nel 2020, a seguito di un avviso pubblico, ha affiancato al già nutrito gruppo di operatori, a tempo pieno, un esperto senior “rendicontatore”.

A seguire, sia la Commissione Prefettizia che la Commissione Straordinaria, nel solco degli importanti risultati raggiunti dal Comune Capofila, ha riconfermato l’esigenza della figura dell’esperto rendicontato-re, attraverso avvisi pubblici. La Conferenza dei sindaci del 24.05.2022 e del 21.09.2023, prima del no-stro insediamento, ha approvato la programmazione del Fondo povertà, compresa la figura dell’esperto senior.

Il compenso dell’esperto è pagato con fondi totalmente ministeriali e non comunali ed è determinato se-condo direttive ministeriali (euro 634,00 al giorno lorde e per un massimo di 10 gg al mese).

Questa Amministrazione ha solo confermato quello che tutti i sindaci in precedenza avevano approvato anche in considerazione che in caso di annullamento i poveri di tutto l’ambito avrebbero perso la somma euro 1.195.472,00.
L’annullamento di questo avviso perché privo di approvazione programmatica dell’intero fondo, vorreb-be dire l’annullamento di tutti gli altri avvisi con conseguente perdita dei servizi per i poveri. La conferenza dei sindaci è stata già concordata e fissata per il 08.02.2024. (pc)

(Pasquale Cutrì è sindaco di Rosarno)

ROSARNO (RC) – Nino Foti costituisce il coordinamento provinciale di Noi moderati

E’ nato il coordinamento provinciale di Reggio Calabria di Noi moderati. La riunione si è tenuta a Rosarno. Fra i componenti del nuovo direttivo provinciale presenti, Pino Callà coordinatore cittadino di Rosarno, Maria Domenica Naso consigliera comunale di Rosarno, Gaetano Rao, già sindaco di Rosarno e assessore provinciale, storico riferimento della cittadina della piana, Saverio Anghelone già vicesindaco di Reggio Calabria, oggi consigliere comunale, Pino Dascoli già per tre legislature consigliere comunale della città dello stretto, Luciano Politi storico riferimento di Reggio Calabria, Francesco Celi, consigliere comunale a San Ferdinando, Angelo Colosi, presidente del consiglio comunale di Rizziconi, Nino Crea, vicesindaco di Ferruzzano, Mimmo Lia, già sindaco di Caulonia, Rosario Galluccio già assessore e vicesindaco di Cittanova, Giovanni Lollio delegato cittadino a Gioia Tauro.

Nei prossimi giorni, verranno definiti l’organigramma completo, che comprenderà gli altri componenti delle altre aree della Provincia, nonché le relative deleghe operative.

«Un ritorno al passato – è scritto in una nota – a quella passione mai sopita per la politica fatta di lealtà ed amicizia e, allo stesso tempo, la voglia di mettersi ancora in gioco nel nome di quei valori e quei principi sempre difesi e sostenuti. Sono questi gli elementi chiave che hanno caratterizzato il primo incontro del nuovo Coordinamento provinciale di Noi moderati a Reggio Calabria fortemente voluto da Nino Foti, membro dell’Ufficio di presidenza nazionale del partito guidato da Maurizio Lupi».

Continua la nota: «Un appuntamento molto sentito e partecipato quello svoltosi a Rosarno, dove fra qualche giorno vedrà la luce una nuova sede di Noi moderati guidata dal coordinatore cittadino Pino Callà, dove si è fatto il punto non solo sui prossimi impegni elettorali, in primis le elezioni comunali di Gioia Tauro e l’appuntamento delle Europee, ma anche sulle principali emergenze locali e nazionali. Non è mancato, infatti, un confronto sul progetto dell’autonomia differenziata, rispetto al quale sono state diverse le perplessità avanzate dagli amministratori locali presenti all’iniziativa, nonché, ad esempio, un focus sulle criticità relative al comparto dell’agricoltura calabrese. Al centro dell’incontro, inoltre, il tema del lavoro, con una particolare attenzione ai giovani nonché alle politiche per l’occupazione femminile e ai risvolti economici in tema di impatto sul pil della Calabria».

«Sono molto contento per l’entusiasmo che ho riscontrato rispetto a questa iniziativa e che sicuramente guiderà questo gruppo – ha commentato Nino Foti – così come sono altrettanto felice di aver ritrovato, oltre a tanti volti nuovi, tanti amici con i quali per tanto tempo abbiamo condiviso un percorso veramente importante, segno che in ogni caso, la buona politica, lascia sempre una traccia».

«Credo sinceramente – ha continuato Foti – che questo mix di esperienze e capacità possa costituire davvero un punto politico di riferimento per tutto il territorio anche perché conosco singolarmente le storie e il valore di ognuno e sono certo ci siano tutte le condizioni per fare bene e crescere». (rrc)

TOLTI I FONDI A 5 AREE URBANE REGIONALI
SI SALVANO REGGIO, CATANZARO E COSENZA

In una recente delibera di Giunta, la Regione Calabria ha depennato (almeno per il momento) i fondi di Agenda Urbana 21/27 destinati a 5 delle 8 Aree Urbane regionali. La spada di Damocle grava sulle sorti di Corigliano-Rossano, Lamezia Terme, Crotone, Vibo Valentia e l’ambito della Città Porto (Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando). Al contrario, invece, percorsi di prelazione favoriscono le tre Aree Urbane dei Capoluoghi storici (Rc, Cz e Cs-Rende).

Non che la cosa ci meravigli, s’intende. Ormai la bieca visione regionale, volutamente schiacciata sull’accentramento di risorse e competenze esclusivamente verso i poli principali, è arrivata a tal punto da non scandalizzare nessuno. Tuttavia, spiace prendere atto che l’ennesimo scippo, nonché l’ulteriore mortificazione, consumata a scapito di talune realtà, passi quasi del tutto inosservata dalla pur folta Rappresentanza Istituzionale che fa capo ai contesti sibariti, lamentino, vibonesi e della Piana. Escludiamo dal nutrito elenco il Crotonese. Non già perché territorio non meritevole d’attenzione, anzi… Piuttosto perché ormai appare chiaro anche ai meno avveduti quanto impalpabile sia — numericamente parlando — la delegazione Politica dell’estremo levante calabrese.

Ad onor del vero, fatta salva la posizione del Sindaco di Corigliano-Rossano sulla tematica, non ci è parso di scorgere il minimo risentimento neppure da parte delle Istituzioni locali.

La vicenda, proprio per le caratteristiche su denunciate, assume connotati ancora più grotteschi, inquadrandosi in un contesto che definire surreale sarebbe un eufemismo.

È bene ricordare che l’Agenda Urbana per l’Unione Europea rappresenta una iniziativa intergovernativa lanciata dal “Patto di Amsterdam” il 30 maggio 2016. Obiettivo dell’operazione è quello di favorire — attraverso la partecipazione alla definizione delle politiche europee — uno sviluppo equilibrato, sostenibile e integrato delle Città europee. Con il fine ultimo di incrementare vivibilità, attrattività e per stimolare l’innovazione degli ambiti urbani.

Va de se che, quanto appena ricordato, debba (o almeno dovrebbe) facilitare il percorso di quelle aree marginali europee affinché si possano creare i presupposti per un’accelerazione dei processi di governance. Pertanto, una devoluzione di fondi finalizzata a favorire la crescita dei richiamati contesti per portarli a competere con aree già più emancipate ed allocate nei medesimi riferimenti regionali e macroregionali.

È altrettanto vero, però, che Il profilo di designazione delle Aree Urbane regionali nacque già viziato quando furono definiti perimetri, competenze e valenza degli ambiti urbani regionali. Nella prima decade degli anni 2000, infatti, si procedette alla classificazione delle polarità urbane calabresi. In quella circostanza furono riconosciute come Aree Urbane Principali (poli direzionali) i contesti di Reggio, Catanzaro e Cosenza-Rende. Per le richiamate Città fu applicato il principio 5.1a. Tale classificazione prevede spettanze di finanziamento che oscillano intorno ai 30 milioni di euro per settennio di programmazione per ognuna delle 3 Aree Urbane.

Per le rimanenti 5 polarità (l’Area Urbana degli estinti Comuni di Corigliano e Rossano, Lamezia Terme, Crotone, Vibo e la Piana di Gioia) si applicò la misura 5.1b. Quest’ultima classificazione fu parametrata con una previsione di finanziamento compresa tra 16 e 19 milioni di euro a contesto.

Tuttavia, le caratteristiche che venivano espressamente richieste dall’Europa per la identificazione e la classificazione delle Aree Urbane erano e sono rappresentate dai riferimenti di dimensionalità territoriale ed indice demografico. Ebbene, nonostante nel frattempo (2018) fosse intervenuto un processo di fusione che aveva sancito la nascita della terza Città calabrese e la creazione del più grande territorio comunale in Regione, non sono state apportate modifiche atte a riequilibrare un dato che già, originariamente, appariva scriteriato. Si pensi che oggi la città di Corigliano-Rossano condivide la misura 5.1b, quindi la quantità di finanziamenti spettanti, con contesti come Vibo V. o come “la Città porto della Piana”.

Tuttavia, le menzionate Città, rappresentano ambiti, demograficamente e territorialmente, più succinti rispetto quelli delle già Città autonome di Corigliano e Rossano. Nonostante le lapalissiane differenze acclarate dai numeri e l’ulteriore distanziamento conclamato dal processo di fusione amministrativa jonica, le richiamate Città restano destinatarie delle medesime spettanze di Corigliano-Rossano. A fianco tale scellerato ed iniquo sistema di valutazione, che — come dimostrato — partiva già da un grossolano errore di fondo, duole registrare la mancata applicazione di correttivi da parte della Politica regionale.

Al danno, quindi, si aggiunge la beffa! Non solo i tre Capoluoghi storici vengono incanalati in una corridoio preferenziale per ciò che attiene i fondi di Agenda Urbana, ma le rimanenti 5 polarità vengono “congelate” con la motivazione di aver  registrato avanzamenti poco significativi nella crescita e con risultati ancora ad uno stadio attuativo iniziale.

Peccato, però, che la Politica tenda ad obliare sulle modalità con cui le identificate “Aree minori” accedano ai fondi in questione. Ebbene, mentre nel caso dei poli principali le interlocuzioni  avvengono direttamente tra Comuni e riferimenti europei, nella seconda casistica, invece, a mediare fra le due Istituzioni è l’Ente regionale di riferimento. Nel caso di specie: la Regione Calabria.

Ed è lampante finanche ad un cieco quanto la Regione sia schiacciata da dinamiche centraliste che continuano, senza remora alcuna, a favorire taluni contesti. Vieppiù, marginalizzando e relegando in un angolo proprio quelle realtà che, seppur suffragate dai numeri, stentano ed arrancano a trovare la via dell’emancipazione.

Si persevera, quindi, in una visione di aree di figli ed aree di figliastri, mentre una Classe politica poco attenta, ma non stupida, finge di non accorgersi di questa iniqua condizione, solo per mantenere ruoli di privilegio. Gli stessi ruoli concordati ed assegnati direttamente dalle sedi dei Capoluoghi storici. Insomma, si continua a vedere un “film” ormai vecchio. Una moderna rappresentazione di servile vassallaggio che le Rappresentanze locali esercitano verso i rispettivi centralismi storici.

E, mentre nelle città di Lamezia, Vibo e Gioia si cercano soluzioni per accedere alle classificazioni importanti (Lamezia e Catanzaro pianificano da tempo la costituzione di un ambito metropolitano del centro Calabria, mentre Vibo e la Piana studiano percorsi comuni per aumentare l’appeal territoriale e demografico) l’opinione pubblica in Città come Crotone e Corigliano-Rossano risulta appiattita su se stessa. Non si riesce a fare di meglio, invero, rispetto a parlare di magnificenza degli eventi di Capodanno, restyling di piazze, aziende che rovinerebbero lo skyline di un lungomare, stemmi e gonfaloni.

Tale gioco al massacro si consuma mentre i tre Capoluoghi storici della Calabria continuano a recitare un ruolo di prim’ordine; non filtrato da altri Enti e a filo diretto con le Istituzioni europee.

Chiaramente, una siffatta condizione non fa altro che produrre aree sempre più sature di servizi (CS, CZ, RC) e lande sempre più desolate e depresse come Corigliano-Rossano e Crotone.

Invero, l’attuazione delle Zone Omogenee Territoriali (come già in essere in alcune Regioni del nord) avrebbe potuto favorire i processi di amalgama tra aree ad interesse comune. Sistemi amministrativi, i succitati, che avrebbero giocato un ruolo fondamentale nell’attuazione dei processi di modernizzazione europea. Del resto, e lo ripetiamo ormai da anni, continuare ad intendere la Sibaritide ed il Crotonese come territori separati, e marginali rispetto ai relativi contesti centralisti, non farà altro che continuare a scrivere la storia che ormai si ripete da oltre 50 anni: lasciare l’area dell’Arco Jonico in una condizione di sciocca e prona servitù ai desiderata dei centralismi regionali.

Solo quando le classi dirigenti joniche dimostreranno coraggio e determinazione nell’attuazione di programmi e progetti finalizzati ad elevare il proprio territorio — ponendolo in una condizione di pari dignità con gli altri ambiti regionali — si potrà riscrivere una nuova pagina di progresso ed emancipazione. L’idea di una nuova Provincia jonica a saldo zero per lo Stato e con due Capoluoghi alla guida, d’altronde, è nata proprio per questo: favorire una diversa visione del territorio, concorrendo al riequilibrio di tutti gli ambiti regionali. (Comitato Magna Graecia)