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ROSARNO (RC) - L'Otto marzo celebrato nella biblioteca comunale

ROSARNO (RC) – L’Otto marzo celebrato nella biblioteca comunale

di CATERINA RESTUCCIA – «Mi sentivo come nella tela del ragno» si confessa così, parlando della sua esperienza e dello scampato tentato femminicidio a suo danno, l’avvocata Emanuela DeRito, che è stata la voce commossa, ma anche forte di testimonianza a chiusura dell’incontro dell’otto marzo nella cittadina medmea, presso i locali eleganti e curati della Biblioteca Comunale Foberti FaRo (Fabbrica dei Saperi a Rosarno).

Ad aprire la serata sono stati i gentili ed attenti Angelo Carchidi della Cooperativa Kiwi, associazione sensibile alle tematiche sociali sul territorio, e Michele Bruno, segretario provinciale Flc (Federazione Lavoratori della Conoscenza), sotto la spinta di Proteo Fare Sapere Calabria, mentre a chiudere con i saluti da padrona di casa è stata Maria Carmela Greco, presidente di NuovaMente, un’altra associazione attiva e operante sul campo rosarnese.

La festa della donna è stata così anche occasione di riflessione sui punti caldi del tema “donna” per i diritti negati, le violenze subite, i soprusi vissuti.

A moderare e coordinare sapientemente il dibattito è stata la professoressa Grace D’Agata, nonché segretaria regionale della Flc Cgil, dopo l’apertura istituzionale della giovane Amministrazione comunale. Gremita la sala di donne, ma anche di studentesse e di uomini sensibili, ha potuto fare da culla motrice ad una nuova atmosfera per poter celebrare la donna a 360°.

Il dibattito ha visto seguire, oltre alla testimonianza della giovane DeRito, anche gli interventi tecnici e magistrali delle relatrici invitate e sostenitrici dell’evento: l’avvocata Samanta Spinelli, presidentessa dell’assemblea provinciale Flc, l’avvocata Rosanna Certo, figura presente al centro antiviolenza “Angela Morabito”, la dottoressa Emanuela Sorrenti, psicologa operatrice presso lo “Sportello Ascolto” di Taurianova.

Notevoli e significativi i contributi offerti al pubblico da parte delle convegniste, per cui si è potuto documentare non solo una grande partecipazione cittadina, ma anche un forte stimolo alla crescita e alla rieducazione di una società ancora troppo violenta contro le donne. (cr)