SALINE JONICHE (RC) – La Secondaria di primo grado alla Notte del Liceo classico

Le classi terza A e terza B della scuola secondaria di primo grado del plesso di Saline Joniche dell’Istituto comprensivo “Montebello J. – Motta San Giovanni” sono state invitate dal dirigente scolastico, professore Vincenzo Zappia, alla “Notte nazionale del Liceo Classico” presso l’Iis “Ten. Col. G. Familari” di Melito Porto Salvo.

Il tema scelto per questa giornata è stato: “La Donna, protagonista nella letteratura, nell’arte, nella musica”.

La Dirigente scolastica Prof.ssa Margherita Sergi ha accolto l’invito con entusiasmo e gli alunni, accompagnati dalle loro docenti di Lettere Prof.sse Zampaglione Tiziana e Rappoccio Francesca, sono stati felici di vivere un’esperienza a contatto con i compagni più grandi e sentirsi “liceali per una notte”.

In un clima gioioso e di grande partecipazione, tutti gli alunni hanno dato prova dei propri talenti teatrali, artistici e musicali, dimostrando competenza e maturità.

La classe terza A ha messo in scena la storia di Ipazia di Alessandria, una matematica, astronoma e filosofa greca antica, vissuta approssimativamente tra il tra il 355 e il 370 d.C. Donna degna di essere ricordata che si pone tra classicità e scienza, esempio di indipendenza e libertà di pensiero.

La classe terza B invece ha rappresentato l’eroina tragica di William Shakespeare, Giulietta, narrata in una veste diversa, che evidenzia carattere, determinazione e forza decisionale. La giovane Capuleti non è solo innamorata del rampollo della famiglia che le è nemica, ma è anche e soprattutto una ragazzina intraprendente, determinata e coraggiosa come poche, ed è in questa forza che sta la sua grandezza.

Inoltre, sulle note di “Another Love” una coreografia per riflettere insieme sul significato dell’amore contro ogni violenza di genere e ricordare la giovane Masha Amini, morta un anno fa in Iran. Questo brano è diventato la colonna sonora di un potente gesto di protesta digitale, utilizzato da molte donne come sottofondo mentre si tagliano una ciocca di capelli o riprendono le manifestazioni di protesta per strada in tutto il mondo.

La partecipazione alla “Notte dei Licei” delle classi terze della scuola secondaria di I grado di Saline J. si conclude con il canto a cappella” Le ragazze” dei Neri per caso, eseguito da tutti gli alunni riuniti sul palco.
Anche in questo evento che rappresenta un inno festoso alla classicità, gli studenti dell’istituto si sono distinti positivamente, dimostrandosi impegnati e soprattutto animati da vitalità e passione. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – Si presenta il progetto “Monte Vivo”

Sabato 2 dicembre, a Saline Joniche, alle 10, all’Istituto Comprensivo “Montebello J. – Motta S. G.”, sarà presentato il progetto Monte Vivo – Montebello Vivo nella Legalità.

L’incontro, aperto alla cittadinanza, consentirà il coinvolgimento attivo della comunità locale nel progetto di riutilizzo per finalità sociali di un bene confiscato.

All’evento interverranno: il sindaco di Montebello Jonico, Maria Foti; il dirigente dell’IC Montebello J. – Motta S. G., Margherita Sergi; il coordinatore dell’associazione “Emmanuel E.T.S.”, Daniele Ferrocino; il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro; il presidente della sezione misure di prevenzione e Corte d’Assise del Tribunale di Reggio Calabria, Natina Pratticò; il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri; il dirigente dell’Anbsc di Reggio Calabria, Giuliana Cosentino; il consigliere regionale Giuseppe Gelardi; il garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli; il direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia; il vicario generale della Diocesi Reggio Calabria-Bova, Monsignor Pasqualino Catanese; il presidente del Consorzio Macramè, Gianni Pensabene; il presidente di Calabria Crea, Roberto Gatto; il portavoce del Forum del Terzo Settore, Pasquale Neri; amministratore giudiziario e consulente dell’associazione “Emmanuel E.T.S.”, Rocco Egiziano. Modererà l’evento il giornalista Consolato Minniti.

La proposta progettuale presentata dall’Associazione Comunità Emmanuel E.T.S., partendo dall’analisi territoriale e dall’individuazione dei bisogni, ha proposto come obiettivo generale un aumentato benessere e una più compiuta coesione della comunità locale.

A tal fine ci si è proposti di operare sia attraverso riduzione delle problematiche connesse ai comportamenti di dipendenza patologica nel territorio con interventi di prevenzione e trattamento, sia attraverso interventi di socializzazione promozione del benessere nella popolazione stimolando la conoscenza e l’adozione di stili di vita e modelli di comportamento orientati alla valorizzazione delle risorse disponibili e improntati al rispetto del bene comune.

L’utilizzo del bene assegnato, confiscato in via definitiva il 18 febbraio del 2008, rappresenta anche un atto di giustizia, perché vengono restituite alle comunità locali risorse che la criminalità organizzata aveva sottratto alle normali dinamiche socio-economiche. Il bene è anche il frutto di strumenti volti a colpire direttamente gli interessi economici delle organizzazioni malavitose, impedendo loro di accumulare ricchezze che poi diventano ulteriori strumenti per rinforzare il proprio ruolo e la propria presenza nei territori. Ciò consente di consolidare la fiducia nelle istituzioni e promuovere l’economia sana ed il lavoro, rappresentando un’opportunità di riscatto e dignità. (rrc)

LA VIA DELLO SVILUPPO PASSA DA SALINE J.
E SI CHIAMA OFFICINA GRANDI RIPARAZIONI

di ALBERTO PORCELLI – C‘è un’area industriale gigantesca, ormai ex, abbandonata dalle Ferrovie a Saline Joniche, a pochi km da Reggio Calabria e c’è una realtà industriale  nella zona Sud della città, l’Hitachi Rail, che avrebbe necessità di allargare la produzione (Trenitalia ha già firmato con il gruppo giapponese una commessa miliardaria per la fornitura di 40 Frecciarossa ETR1000).

Molti ci domandano “ma vi siete mai confrontati con i proprietari dell’Hitachi Rail di Reggio Calabria per proporre l’eventuale spostamento alle Officine Grandi Riparazioni di Saline Joniche? Al momento, l’areaè  totalmente abbandonata alle ortiche e utile solo a rappresentare una cattedrale nel deserto al pari della vicina Liquichimica o del confinante porto, costruiti ma mai entrati in funzione.

Le Officine Grandi Riparazioni delle FFSS sono state chiamate “Grandi” non a caso, ma piuttosto perché il sito che li ospita ha una estensione di mq 470.000 mentre l’attuale polo industriale occupato dall’Hitachi, a ridosso dell’abitato sud di Reggio Calabria, ha un’estensione di circa mq 40.000 (quarantamila) e nessuna possibilità di ampliamento.

Qualcuno forse più ottimista di altri e con la vista lunga si spinge anche ad ipotizzare  che certamente i Giapponesi, attenti più agli investimenti che non ai sentimentalismi, baceranno le mani a chi avrà la fortuna di prospettare loro tale possibilità.

Ma la triste realtà è che nessuno ha avuto l’ardire di bussare anche timidamente alle porte dell’Hitachi o di chiedere di poter conferire con i vertici della società.

Qualcuno in passato si è offerto di intervenire ma poi, forse non riuscendo a comprendere la lingua giapponese o forse temendo reazioni negative da parte dei propri concittadini o dei sindacati ci ha rinunciato.

L’economia mondiale ci insegna che quando un’operazione commerciale si rivela “interessante” si costruiscono ponti d’oro e si sollecitano tutte le istituzioni pubbliche ad intervenire per realizzare quello che si rivela utile sia per gli operatori commerciali che per la comunità, e questa idea, per quanto fantasiosa ed irta di ostacoli nel lungo periodo consentirà a tutti di uscirne vittoriosi

L’Hitachi, nella nuova location potrebbe aumentare le proprie esistenti linee di produzione, ma potrebbe anche produrre batterie, climatizzatori, proiettori, televisori, software, utensili elettrici e del tutto macchine movimento terra, ampliando così notevolmente i propri interessi commerciali.

Se ciò dovesse avvenire e se l’Hitachi dovesse manifestare la propria disponibilità ed interesse, non mancheranno certamente gli incentivi governativi, stante il prevedibile rilevante incremento di impiego di unità lavorative.

Ma i soliti detrattori si chiederanno a cosa serve tutto ciò, ritenendo che sia prioritario nella nostra città chiudere le buche presenti sulle strade o raccogliere i rifiuti sparsi un po’ dovunque o altro ancora, anche se tali aspetti hanno la loro innegabile importanza.

Ai ben pensanti desideriamo invece spiegare che tutto ciò potrebbe servire anche a destinare l’attuale sede Hitachi di via Padova, dopo il trasferimento dello stabilimento a Saline, per i servizi aeroportuali, ospitando la nuova aerostazione del Tito Minniti. L’attuale aerostazione, anche ristrutturata e rivestita d’oro, non avrà mai un significativo incremento di traffico perché non agevolmente raggiungibile sia dai messinesi che dagli abitanti della stessa città metropolitana.

La nuova aerostazione, se riqualificata con saggezza e maestria, da progettisti di chiara fama (a livello di Renzo Piano e altri archistar), potrebbe divenire un’opera d’arte, posta a sette metri dalla stazione ferroviaria ex O.ME.CA e a pochi metri dal mare dove si potrebbe realizzare un adeguato attracco per mezzi navali veloci, utili a garantire il collegamento con Messina, Taormina e con le Isole Eolie.

Questa possibilità di sviluppo, indurrebbe certamente le compagnie aeree a rivedere le condizioni di utilizzo dell’aeroporto, stante la possibilità di poter avere una movimentazione di circa 800.000/1.000.000 passeggeri. Numeri che porterebbero certamente all’incremento dei voli  e, soprattutto, a un auspicabile abbattimento del costo dei biglietti, ormai quasi inavvicinabili per i viaggiatori da e per lo Stretto sulle rotte di Roma e Milano (le uniche attualmente attive).

È importante comprendere che nessuna perdita di tempo ci potrà essere in quanto l’Hitachi di via Padova si trasferirebbe solo dopo aver riadattato i nuovi locali acquistati direttamente (“pochi spicci per il colosso ferroviario”) oppure eventualmente concessi in uso da un Ente territoriale lungimirante (Regione, Comune o Città Metropolitana) che con i propri fondi potrebbe provvedere all’acquisizione dalle Ferrovie dello Stato, odierne proprietarie. Le Ferrovie richiedono la modica cifra di € 4.500.000,00, pari a circa € 13,00 al mq, che comprende oltre all’intera superficie libera anche circa 75.000 mq di costruito.

In questo scenario, subito dopo il rilascio dell’area si potrebbe dare seguito ai lavori di riadattamento dei manufatti esistenti sulla base del progetto che nelle more sarà redatto, ragionato, valutato, approvato, etc, consentendo così alla città di Reggio di poter avere un aeroporto di tutto rispetto, raggiungibile velocemente con il treno, evitando così di utilizzare l’autovettura da lasciare poi in parcheggio a pagamento. 

Un aeroporto accessibile in tal modo anche ai messinesi dopo la realizzazione del ponte che favorirà il passaggio veloce dei treni, ma costituirà anche importante ed utile trampolino di collegamento  con  i paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, nonché base logistica per le isole Eolie e  per Taormina, da cui deriverebbe un  innegabilmente un forte incremento per il derelitto turismo di tutta l’area dello Stretto. (ap)

VERSO LA RINASCITA DEL PORTO DI SALINE
AL VIA I PRIMI INTERVENTI DI RIPRISTINO

di FRANCESCO CANGEMI – Spiragli di futuro per l’abbandonato Porto di Saline Joniche. Si avvia, infatti, verso la fase operativa l’importante azione di programmazione e progettazione condotta dalla Autorità di Sistema portuale dello Stretto (Adsp), in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, per la messa in sicurezza del porto di Saline Joniche e la realizzazione dei primi interventi di ripristino della funzionalità dell’infrastruttura.

Nei mesi scorsi l’idea progettuale per una parziale rifunzionalizzazione è stata sottoposta all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici che ha ritenuto gli interventi eseguibili, sia pur in assenza di un Piano regolatore portuale di cui il porto non è mai stato dotato, in quanto finalizzati ad una prima messa in sicurezza dell’infrastruttura che altrimenti rischia un progressivo totale declino.

Nei giorni scorsi il dipartimento Diceam, sulla scorta della convenzione stipulata con l’Autorità di sistema portuale dello Stretto, ha consegnato gli elaborati definitivi degli studi meteomarini al largo e sotto costa per il porto di Saline Joniche, finalizzati al ripristino della funzionalità del porto stesso e della gestione dei sedimenti, elaborati da un gruppo di ricerca sotto la guida del prof. Felice Arena.

«Questi studi hanno consentito alla società Wevenergy.it Srl di Reggio Calabria, incaricata dalla stessa Adsp dello Stretto della prima fase di progettazione, di completare il progetto di fattibilità tecnico economica che ora è pronto per l’esame in conferenza di servizi al fine di ottenere l’acquisizione di tutti i pareri necessari. Si procederà poi con la verifica finale e l’indizione della gara di appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori».

Il progetto prevede i seguenti interventi: il dragaggio per il ripristino parziale del canale di accesso dell’imboccatura portuale; il rifacimento del cassone cellulare con messa in sicurezza della testata del molo di sopraflutto e collocazione di fanale di segnalazione; la realizzazione di un pennello “trappola” con massi artificiali per bloccare il trasporto di materiale solido che causa l’insabbiatura portuale; il rifacimento dell’impianto elettrico di alimentazione fanale e di illuminazione del molo di sopraflutto; la collocazione di un fanale di segnalazione sul molo di sottoflutto e di mede elastiche di segnalazione del canale di accesso portuale; la predisposizione di impianti per l’erogazione di acqua alla radice del molo di sopraflutto.

Attraverso tali interventi si otterrà un miglioramento strutturale, ambientale e una nuova operatività seppur parziale del porto fermo da oltre dieci anni ed in stato di abbandono totale. Il dragaggio parziale dell’imboccatura, infatti, consentirà di dare nuova operatività alla struttura portuale consentendo l’accesso ad imbarcazioni da diporto e similari che potranno essere ormeggiate, a ridosso del molo di sopraflutto, in appositi pontili galleggianti che saranno realizzati da uno o più concessionari che l’Adsp individuerà a lavori ultimati.

Un’altra importante previsione del progetto è il riutilizzo del materiale dragato (stimato in circa 110.000 metri cubi di sabbie), previa verifica della compatibilità ambientale ed a seguito delle necessarie autorizzazioni, per ripascimenti puntuali lungo la costa reggina finalizzati a contrastare l’erosione costiera in siti da individuare d’intesa con la Città metropolitana e con la collaborazione dei Comuni interessati.

Il costo stimato è di 11.000.000 di euro con fondi che potrebbero derivare da specifici finanziamenti regionali o statali, che potranno essere individuati una volta attestata l’immediata cantierabilità dei lavori, ovvero da risorse proprie dell’Adsp.

Il presidente della Adsp dello Stretto, Mario Mega, ha così commentato la conclusione di questa prima fase di progettazione e l’avvio della conferenza di servizi: «Non è stato un percorso facile perché era necessario prima aggiornare tutti gli studi meteomarini e verificare l’efficacia degli interventi ipotizzati per non correre il rischio di realizzare interventi destinati ad essere compromessi da nuovi insabbiamenti. Gli studi condotti dall’Università di Reggio Calabria e le valutazioni positive del Consiglio superiore dei lavori pubblici ci confortano, confermando che ci sono tutte le condizioni per mantenere in piena operatività l’imboccatura che sarà parzialmente ripristinata».

«Ovviamente questo è solo il primo passo perché, non appena sarà approvato definitivamente il Dpss – ha continuato – si potrà avviare anche per il porto di Saline la redazione del nuovo Piano regolatore portuale che è la condizione posta dal Consiglio superiore dei lavori pubblici per realizzare tutti gli altri interventi di recupero delle infrastrutture di protezione e di banchina che sono state compromesse negli anni».

«In più potremo dare una prima risposta ai diportisti ed ai pescatori del territorio assicurando ormeggi che, a regime, – ha concluso —saranno comunque conservati sia pure in altra zona del bacino, atteso che l’obiettivo primario resta quello di recuperare il porto soprattutto per la funzione commerciale per lo sviluppo di traffici di merci alla rinfusa, in colli e su rotabili». (fc)

SALINE JONICHE (RC) – L’incontro sul tema “Opportunità idrogeno verde”

Giovedì 4 maggio, a Saline Joniche, alle 18, nel Salone Parrocchiale della Chiesa del SS. Salvatore, si terrà l’incontro di approfondimento sul tema Opportunità idrogeno verde, promosso dalla Consulta delle Associazioni.

Introduce don Daide Imeneo, direttore di Avvenire Calabria, relaziona la dott.ssa Mariachiara Benedetto. Le conclusioni sono a cura di Pierpaolo Zavettieri, presidente dei Sindaci dell’Area Grecanica, Maria Foti, sindaco di Montebello Jonico e Carmelo Versace, sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – È nato il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo dell’Area Grecanica

A Saline Joniche è nato il Comitato (aperto) dell’Area Grecanica per il lavoro e lo sviluppo dell’Area Grecanica, che sarà coordinato dal dott. Giuseppe Nucera, presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi.

Il Comitato è composto da Caterina Rossi, Lembo Nunzio, Giuseppe Toscano, Antonio Perpiglia, Giuseppe Falduto, Domenico Rosaci, Domenico Vinci, Fortunato Tripodi, Carmelo Giuseppe Nucera.

La sua nascita è avvenuta nella sede della Delegazione Municipale di Saline, presieduta dalla sindaca di Montebello, Maria Foti, e a cui ha partecipato anche Pierpaolo Zavettieri, presidente del Comitato dei Sindaci dell’Area Grecanica. Nell’occasione i presenti si sono confrontati sui temi dello sviluppo e della contrarietà espressa alla linea del Governo sull’autonomia differenziata.

Il compito del Comitato sarà quello di supportare le Amministrazioni comunali nella quotidiana azione  tendente allo  sviluppo socio-economico-culturale dell’Area Calabrogreca con priorità alle problematiche della Sanità, delle Aree Interne e dei Borghi Storici, dell’Area Industriale di Saline e del Porto di cui si chiede l’inserimento assieme all’Area di San Gregorio nella Zes di Reggio Calabria, della viabilità minore,della SS106 e della metropolitana di superficie  con richiesta di incontro con le relative controparti.

Al Comitato è stato, altresì, conferito incarico di Sollecitare la Città Metropolitana a voler organizzare una Conferenza sullo Sviluppo dell’Area di Saline partendo dalle proposte emerse dal Concorso di idee per la qualificazione del Waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco naturale antropico del lontano 2011. (rrc)

SALINE JONICHE E LA COSTA DI METROCITY
QUANTE OCCASIONI MANCATE DI SVILUPPO

di EMILIO ERRIGO – In Italia siamo ricchi di acronimi, sinonimi e contrari. Quello che ancora credo che manchi, sia la buona volontà di fare il minimo indispensabile per garantire la produttività delle aree pubbliche espropriate, in parte pure infrastrutturate, con opere marittime, ferroviarie e industriali, poi inspiegabilmente e ingiustificatamente, abbandonate alle intemperie.

Opere Pubbliche pure consistenti e di buona fattura architettonica, lasciate deperire nel degrado più assoluto, in assenza delle necessarie manutenzioni ordinarie, straordinarie, riqualificazioni e bonifiche ambientali, come se tutta quella enormità di potenziale occupazionale, creato con ingentissimi finanziamenti pubblici non fossero serviti a quasi nulla, come si dice in tecnicismo giuridico contabile, una spesa o perdita passiva.

Ci sarebbe da ragionare e agire, in primis dovrebbero pensare cosa e come fare, i Manager in carica ben retribuiti, a capo degli Enti Pubblici Nazionali e Regionali, economici e non, i Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, il Commissario-Presidente del Comitato di Indirizzo della Zes Calabria, (ancora da riperimetrare e adeguare aree funzionali alla Zona Economica Speciale della Calabria), gli Alti Dirigenti Generali, delle Società Pubbliche Partecipate dal Mef (c.d . Aziende di Stato), poi a seguire il Corap, il Consorzio Regionale per le Attività Produttive, costituito con legge regionale in Calabria.

Mi viene da pensare che saranno in tanti coloro i quali, assolvendo o avendo assolto rilevanti incarichi amministrativi di alta responsabilità pubblica, si dovranno pur inventare qualcosa di credibile, quando e ci auguriamo che arrivi molto presto in Calabria, il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, on. Giorgia Meloni. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, siamo certi e speriamo di cuore, che in Calabria, arrivi senza preavviso, a sorpresa come un regalo tanto atteso da donare a persone care, venga in visita conoscitiva ed esplorativa, in assenza di alluvioni, dissesti idrogeologici o terremoti, senza alcuna fretta, solo per guardare negli occhi la popolazione residente nei Comuni della Costa Jonica della dimenticata Città Metropolitana di Reggio Calabria, iniziando dalle degradate periferie nord, est e sud, di: Arghillà, Rione Modena, San Gregorio-Mortara e San Leo.

Per una volta se lo ritiene possibile e sicuro questo itinerario, può dedicare un po’ di meno prezioso e sicuramente limitatissimo suo tempo, alle formalità istituzionali e si immerga con la sua nota concretezza d’azione, nei reali bisogni pubblici, chieda di visitare Signora Presidente del Consiglio, le aree mercatali e industriali di San Gregorio, iniziando il tour conoscitivo ed esplorativo, dalla visione dello stato dei luoghi e delle opere pubbliche incompiute, dall’Approdo Mezzi Navali Veloci e Stazione FS Aeroporto, della ex Fabbrica Arenella e di quello che fu il Consorzio del Bergamotto, c.d. Oro di Reggio Calabria.

Prosegua velocemente verso la vicinissima area ex Zona Industriale di San Gregorio, e poi chieda con determinazione al Capo Scorta di dirigere verso il nuovo Mercato Ortofrutticolo di Mortara-San Gregorio, dopo questa immagine di profondo degrado capirà tutto e potrebbe consapevolmente ritornare a Roma, col primo aereo disponibile.

Il suo sangue nobile tipico della forte e cara gente di Sardegna e di Sicilia, sangue arterioso e venoso da madre siciliana di messinese e padre sardo, le pulserà e la produzione di adrenalina benefica non riuscirà a contenerla. Arrivi fino al Porto di Saline Joniche e aree della ex Liquichimica, ex Grandi Officine Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, accompagnata da un elicottero delle Forze di Polizia, avrà modo di osservare molto meglio e bene dall’alto, ciò che non è tecnicamente possibile vedere recandosi via terra o mare.

Via terra le aree sono allo stato impraticabili e irraggiungibili, se non con molti pericoli ambientali da scarsa o inesistente manutenzione, da Mare, impossibile accedere al Porto perché da moltissimi anni , la bocca di entrata dentro lo specchio acqueo portuale è ostruita da tonnellate di metri cubi di sabbia bianca balneabile, in attesa di essere rimossa e di migliore destinazione e traslazione, per il ripascimento di quei tratti di litorali sabbiosi erosi dal mare.

Ritornando a Reggio Calabria per una breve pausa rigenerante e riossigenante, sono certo che durante i previsti incontri con le Istituzioni Regionali e locali, il caro Signor Prefetto, le consegnerà brevi manu, una compiuta nota informativa dei beni pubblici e infrastrutture ancora da completare a beneficio dei Cittadini dei 97 Comuni, della Comunità territoriale provinciale della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

L’attendiamo fiduciosi in Calabria, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, noi “Cittadini Calabresi” crediamo molto nella Sua concreta azione di Governo a favore anche del Sud Italia Presidente! (ee)

[Emilio Errigo è nato a Reggio di Calabria, Docente universitario e Generale in riserva della G.di F.]

REGGIO, SI REALIZZA IL FRONTE DEL PORTO
AUTORITÀ DELLO STRETTO: ECCO 72 MLN

È una vera e propria «autentica rivoluzione», quella di cui saranno protagonisti i porti di Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Saline Joniche, con l’importante piano di investimenti da 72 milioni presentato dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.

Il presidente, Mario Mega, nel corso della conferenza stampa svoltasi all’Hotel Excelsior di Reggio, alla presenza di Domenico Latella, segretario generale dell’Autorità di Sistema, Alberto Porcelli, membro del Comitato di gestione dell’organismo, ha spiegato che tale risorse sono disponibili per importanti opere di ristrutturazione e rilancio delle aree portuali delle due sponde dello Stretto.

Tra gli interventi previsti, l’elettrificazione delle banchine dei porti dello Stretto permetterà di ridurre in maniera significativa le emissioni e gli inquinanti atmosferici nelle aree portuali, in particolare i particolati e gli ossidi di azoto. Nello specifico, il porto di Reggio verrà attrezzata per le navi da crociera la banchina Nuova di Levante, mentre poi saranno attrezzate per i maxi yacht e per i mezzi le veloci la banchina Margottini ed il Pontile Eolie.

«L’intervento – si legge nel documento – prevede una manutenzione straordinaria dei fondali a garanzia dell’operatività portuale mediante la movimentazione di sedimenti in accordo a quanto previsto dal Piano triennale Dragaggi, redatto dall’AdSP dello Stretto. In particolare nel Porto di Reggio Calabria agevolerebbe la manovra delle navi da crociera di media dimensione».

Attualmente, viene spiegato nel documento, «sono in corso indagini e analisi propedeutiche alla progettazione ed al rilascio delle autorizzazioni ambientali per la movimentazione dei sedimenti».

Per un importo di 30 mln, è previsto l’intervento per realizzare nuovi ormeggi per navi traghetto e mezzi veloci e della stagione marittima passeggeri nel Porto di Villa San Giovanni: «L’intervento – viene spiegato – consentirà la costruzione di n.2 nuovi scivoli per navi traghetto, ricavati ampliando l’attuale banchinamento del porto, e di n.4 ormeggi per i mezzi veloci. Presso i nuovi banchinamenti è, inoltre, prevista la realizzazione di una stazione marittima che consentirà una migliore gestione dei flussi passeggeri dei pendolari dello Stretto e favorirà un agevole collegamento diretto con la stazione ferroviaria».

Sempre a Villa, previsti lavori di risanamento dello scivolo “0” nel Porto, che «non comporta modifiche alla destinazione delle aree portuali interessate quanto piuttosto risponde ad una razionalizzazione degli spazi oggetto dei lavori contribuendo al perseguimento di standard d’uso in maggiore sicurezza della struttura in questione».

 Al Porto di Reggio, previsti anche lavori di risanamento e consolidamento statico della banchina Margottini, compreso il ripristino dei piazzali e di tutti gli arredi di banchina con posa in opera di nuove bitte e nuovi parabordi e la realizzazione di nuovi impianti a servizio degli spazi portuali riqualificati».

Con 5 mila euro, saranno svolti lavori di riqualificazione delle aree del Molo di Levante, dove «insistono diversi fabbricati realizzati in periodi storici diversi senza alcuna pianificazione – viene spiegato – con volumetrie edilizie architettonicamente disomogenee».

«Queste aree – viene spiegato ancora – da destinare al diportismo di transito ed ai maxi yacht dovranno essere adeguatamente attrezzate, anche mediante la realizzazione di immobili da destinare alle attività commerciali, ricreative e turistico-ricettive».

Poi, per «inserire il Porto di Reggio nel circuito crocieristico internazionale, occorre dotarlo di servizi per l’accoglienza e per il controllo dei passeggeri». Per questo, sarà realizzato nella banchina nuova di Levante, un terminal passeggeri dotato di spazi anche per la promozione turistica.

Tra gli interventi, si segnala la volontà di realizzare a Reggio, un collegamento ciclopedonale longitudinale al porto, improntato a favorire la mobilità sostenibile assicurando l’attraversamento del porto e il collegamento diretto tra la stazione marittina dei mezzi veloci e la stazione di Santa Caterina.

Un altro obiettivo che l’Autorità si è prefissata, la rifunzionalizzazione del porto di Saline Joniche. A tal proposito, è stato affidato al Dipartimento di Ingegneria dell’Università Mediterranea il compito di realizzare degli studi propedeutici che riguarderanno lo stato delle infrastrutture e il livello di degrado esistente, compresa la valutazione preliminare della massa di sedimenti da allontanare dal bacino portuale.

«Saranno, anche – si legge – eseguite indagini batimetriche, studi meteo-marini e geologici. Dette attività sono necessarie per definire  la fattibilità preliminare: del ripristino dei moli di sopraflutto e sottoflutto nei tratti soggetti a danneggiamenti e crolli; della ristrutturazione delle banchine nei tratti ammalorati e danneggiati; del dragaggio dei fondali e del piano di gestione dei sedimenti.

Tra le altre attività, previste operazioni di bonifica al Porto di Reggio Calabria e nelle aree demaniali limitrofe in località Candeloro, con la demolizione di superfetazioni e manufatti abusivi insistenti  sulla spiaggia, rimozione di ingenti quantitativi di rifiuti tra i  quali imbarcazioni abbandonate, copertoni, rifiuti urbani di  varia natura e messa in sicurezza di manufatti pericolanti; un “viaggio di familiarizzazione“ allo scopo di promuovere la destinazione «Reggio Calabria e la sua area metropolitana» ed i propri servizi tra gli operatori del settore. 

Lo scopo del meeting sarà quello anche si presentare i progetti di infrastrutturazione del Porto di Reggio Calabria e creare consapevolezza delle opportunità che il territorio può costituire per le compagnie da crociera. Allo stesso tempo cominciare a creare reti e costruire relazioni tra i tour operator internazionali e gli operatori locali. 

Il fam-trip sarà organizzato in collaborazione con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria e la Camera di Commercio e coinvolgerà tutti gli operatori turistici e culturali interessati. 

Grande soddisfazione, poi, è stata espressa dal deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro che, guardano il documento, ha evidenziato come «vedo prendere forma l’emendamento Cannizzaro, con cui dalla Legge di Bilancio dello Stato del 2021 abbiamo vincolato 15 milioni di euro ad opere infrastrutturali in favore del Porto di Reggio Calabria».

«Un impegno economico il cui obiettivo è cambiare i connotati alla principale porta sul mare della nostra Città. E mi sento profondamente orgoglioso che le principali opere saranno eseguite grazie anche alla mia attività parlamentare», ha spiegato.

I 15 milioni, prevedono la realizzazione di apprestamenti di security delle aree portuali, riqualificazione dell’area del molo di Levante,realizzazione di un terminal passeggeri per scalo crocieristico, riconversione di edifici disponibili nell’area porto in strutture funzionali ai servizi portuali, al crocierismo ed alla nautica da diporto, implementazione dei pontili di ormeggio e potenziamento della stazione passeggeri.

Il deputato, infatti, ha sottolineato come questi interventi «sono già programmati e finanziati: somme già disponibili e obiettivi di sviluppo chiari. Il nostro è un porto destinato ad aumentare il traffico passeggeri in maniera esponenziale, a cui si darà una forte identificazione per il turismo da diporto, sviluppando pure il settore crocieristico. Tutto ciò ovviamente in parallelo con il pendolarismo da e per Messina, spendendosi per dare maggiori confort agli utenti calabresi e siciliani».

«E sono felice che dalle carte, da mere cifre, si passi finalmente ai dati di fatto – ha concluso –. Il primissimo segnale è stato l’inizio della rimozione (finalmente!) dei silos per il cemento, che per legge ha dovuto eseguire a proprie spese la ditta privata. Quegli obbrobri per troppo tempo hanno deturpato il fantastico paesaggio offerto dal nostro Stretto. E di certo non sono compatibili con il nuovo layout del Porto di Reggio del domani. Così come non lo sono tanti altri aspetti di come oggi si presenta l’infrastruttura, che negli anni a venire sarà letteralmente stravolta». (rrm) 

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Saline Joniche; Gli affari pubblici e privati in danno del paesaggio costiero

di EMILIO ERRIGO – La Calabria inizia a riprendersi il maltolto a Saline Joniche. Un territorio costiero e un mare unici al mondo, violati, deturpati  e abbruttiti, con  due cattedrali in mezzo al verde, più verde che c’era!

Ricordo quando frequentavo quelle spiagge bianche come il latte fresco, un mare cristallino e un sole caldo gradevole.
L’imponente Capo dell’Armi, un promontorio alto a picco sul mare, dove sulla sommità svetta lo storico faro di Capo d’Armi, sicurezza  lampeggiante dei naviganti.

A meno di due miglia da questi scorci di paradiso terrestre e marittimo, ancora incontaminati e isolati, felicità dei diportisti, bagnanti e dei subacquei, esistono immobili da  diversi decenni, due triste realtà ambientali: i resti metallici e le opere costruite in cemento armato, brutti a vedersi in tutti i sensi, i beni  industriali  arrugginiti della ex Fabbrica della Liquichimica costruita a Saline di Montebello Jonico, realizzata con fondi pubblici e privati negli anni 70 e  le opere mastodontiche inutilizzate e impattanti,  di quello che doveva risollevare le sorti occupazionali della Calabria Jonica, le Grandi Officine Riparazioni delle Ferrovie dello Stato.

Ora quei luoghi un tempo simbolo dell’ambiente agricolo ricco di agrumeti, orteti  e bargamotteti, sono dei veri e propri cimiteri di un disastro pubblico e privato, arrecato alla Calabria con il c.d. Pacchetto Colombo, con l’intento di anestetizzare il Popolo Calabrese, oramai pronto all’insurrezione popolare, in parte sfociata  nei moti insurrezionali di Reggio, denominati “Boia chi Molla”, innescati dalla decisione affrettata della politica nazionale e regionale,  di togliere  senza pensieri a Reggio Calabria,  la sede amministrativa e storica, del Capoluogo della Regione Calabria.

Andate su Google o sulla piattaforma e motore di ricerca You Tube e digitate Grandi Officine Riparazioni e Liquichimica Saline Joniche, vi renderete conto da soli quanti scempi ambientali e sperpero di ingentissime risorse pubbliche,  fanno bruttissima mostra delle incompiute di Stato, su un tratto costiero  un tempo di incomparabile bellezza, lungo oltre 5 km.

Si vedono chilometri e chilometri,  di  piloni a pochi passi dal mare e sovrastanti infrastrutture in cemento armato cadente con il ferro arrugginito  i quali, vistosamente denotano i segni di incuria e inqualificabile spregio della cosa pubblica. Oggi le cose parrebbero che iniziano a cambiare passo amministrativo e politico, tanto è vero che il Governo ha deciso di intervenire e  tentare di salvare il salvabile, manifestando la volontà di riqualificare il territorio di Saline Joniche.

Con il Decreto legge n.121 del 10 settembre 2021, art. 4, convertito in Legge n.156 del 2021, il Porto regionale di Saline Joniche è stato, considerato  giuridicamente e commercialmente di interesse nazionale,  e trasferito nelle competenze amministrative dell’Autorità di Sistema  Portuale dello Stretto. È di qualche giorno la notizia che le Autorità pubbliche competenti, alla presenza del Sindaco del Comune di Montebello Jonico, Comandante del Compartimento Marittimo di Reggio Calabria e il Presidente dell’AdSP dello Stretto Ing. Mario Mega, hanno sottoscritto il Verbale di Consegna demaniale ex  art. 28 e 34 del C.N., del Porto  di Saline Joniche e altre aree demaniali marittime ricadenti nel perimetro Portuale e Retroportuale.
Sono tantissimi i lavori e opere marittime che si renderanno necessarie e urgenti,  per la messa in sicurezza e riattivazione funzionale del Porto, ora insabbiato è bloccato, che si spera tanto possa essere destinato al traffico commerciale, peschereccio, turistico, crocieristico e diportistico.

Il Porto di Saline Joniche è posizionato al centro del Mar Mediterraneo, potrebbe costituire un porto rifugio sicuro  per i naviganti. Sarà sicuramente una vera manna venuta dal cielo per volontà di Dio Padre. Importante che tutti, dico tutti, si rendano conto che i miracoli economici hanno sempre bisogno di tanta fede e lavoro, altrimenti il nulla continuerà a regnare a Reggio Calabria e nei 97 Comuni metropolitani.

Contestualmente mi permetto in fede e diritto, di chiedere al Presidente  della Regione Calabria, di voler sensibilizzare il Presidente del Consiglio e i Ministri competenti, a riqualificare l’ambiente costiero, dichiarato per la maggior parte, Siti di Interesse Comunitario, (SIC -D.M. Ministro Ambiente e del Territorio 25 marzo 2005 , ai sensi  della Direttiva n. 92/43 CEE) che da Punta Sant’Agata, Punta Pellaro, Capo dell’Armi,  arriva  in  quel che fu l’area della gioia di noi  ragazzi  e Giovani di Saline Joniche,  decretando la completa bonifica e rimozione immediata in danno, delle diverse migliaia di tonnellate  ferraglie arrugginite, situate all’interno e all’esterno  delle  infrastrutture industriali da oltre un trentennio abbandonate a se stesse e al degrado della Liquichimica e Grandi Officine Riparazioni delle Ferrovie dello Stato.

Il sole  e la felicità possono così un giorno non tanto lontano, ritornare a splendere e leggersi negli occhi disorientati, tristi e rassegnati  dei Giovani Calabresi di Saline Joniche e di Reggio Calabria.

[Emilio  Errigo è nato a Reggio Calabria, Generale della Guardia di Finanza in ausiliaria, docente  universitario di “Management delle Attività Portuali” e “Diritto Internazionale e del Mare”]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Gli imbarcaderi, la portualità e la logistica a Reggio Calabria

di EMILIO ERRIGO – Gli Imbarcaderi, i Porti, la Logistica Portuale e Retroportuale, presenti  nella  Città Metropolitana di Reggio Calabria, (Reggio e Villa San Giovanni) AdSP dello Stretto, escludendo i porti e le aree demaniali, rientranti nella competenza amministrativa dell’AdSP, sede legale di Gioia Tauro, hanno  storicamente rappresentato quanto di meglio potessero offrire il mercato dei trasporti via Mare-Porto e la logistica portuale e retroportuale del Mezzogiorno.

L’evoluzione delle così chiamate, Autostrade del Mare e l’affievolirsi del trasporto via reti autostradali su gomma, a favore delle reti trasportistiche ferroviarie e vie del mare, se da molti profili si è riscontrata una diminuzione di traffico veicolare su gomma dei mezzi pesanti(camion) e autoveicoli leggeri (auto), sulle Autostrade e interconnessioni costiere, da altro punto di analisi, si è assistiti a una saturazione delle vie di accesso e uscita agli imbarchi portuali, con conseguenze  economiche sicuramente  favorevoli per le attività locali imprenditoriali, turistiche, di contro problematiche ambientali  non gradevoli per gli abitanti delle Città e Comuni Portuali di riferimento.

I flussi di traffici veicolari e passeggeri, dalla Calabria verso la Sicilia e i movimenti registrati da Villa San Giovanni e Reggio Calabria, in direzione Messina, fanno dei due imbarcaderi multi task portuali,  tra i più importanti tra i porti  passeggeri e automezzi d’Italia per la continuità territoriale.

I costi e benefici economici e sociali, sono sicuramente di segno positivo verso i benefici economici e sociali, anche e soprattutto per il minor tasso di inquinanti presenti nei carburanti di ultima generazione. In questi giorni sono in corso di ultimazione le procedure amministrative per l’acquisizione ufficiale delle aree demaniali marittime a favore dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto.

Ho appreso da fonte qualificata attendibile, che tra breve  tempo, forse uno o due giorni lavorativi, avverrà la formale “Consegna Demaniale del Porto” e delle specifiche aree demaniali del Porto di Saline Joniche, situato a circa 20 chilometri  dalla sempre “bella e verde” Reggio Calabria.

A mio convincimento questa nuova acquisizione di una complessa e complicata infrastruttura portuale dormiente e aree retroportuali vicine, necessitano di un consistente e generalizzato impegno  amministrativo e finanziario da parte dell’AdSP dello Stretto.
Se come credo, il determinato, ben motivato ed  esperto Presidente dell’AdSP,  l’Ing. Mario Mega, sarà messo nelle migliori condizioni ambientali e operative, per poter iniziare il lavori di messa in sicurezza delle opere marittime soprattutto, compreso il dragaggio della sabbia balneabile che ostruisce l’entrata del porto , la navigabilità in sicurezza e la praticabilità delle esistenti banchine del Porto, necessarie e urgenti,  per la riattivazione funzionale  delle infrastrutture portuali e necessarie opere marittime ausiliarie, i benefici economici, occupazionale  e sociali,  per il territorio saranno rilevantissimi.

Io credo molto nella vittoria di questa importante scommessa pubblica economica marittima e portuale di Saline Joniche.
Occorre solo  sostenere e supportare politicamente, finanziariamente e amministrativamente,  tutte le iniziative volte alla realizzazione delle infrastrutture portuali,  finalizzate alla costruzione di opere strategiche, a cura del Presidente Mega e del suo  Comitato di Gestione dell’Autorità dello Stretto.

Come ha più volte affermato e sostenuto pubblicamente e nelle sedi istituzionali, la Parlamentare del territorio l’On. Maria Tripodi, sempre molto attiva e propositiva,  Saline Joniche può e deve rappresentare, per i 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, la più estesa area Logistica retroportuale disponibile e necessaria per la crescita economica  della parte ionica della Provincia di Reggio Calabria.

I presupposti logistici sono presenti tutti, ANAS è pronta per adeguare e ridondare le infrastrutture delle reti super stradali esistenti, il Management delle Ferrovie dello Stato, ha in corso azioni a favore  della manutenzione delle interconnessioni logistiche ferroviarie, via Reggio Calabria-Taranto, adeguando il tracciato ferroviario, già presente latitante  al Porto,  la nuova compagine societaria di gestione Sacal, voluta dalla Presidenza Roberto Occhiuto, dell’ Aeroporto “Tito Minniti” dello Stretto, situato  a pochi chilometri,  parrebbe che intenda creare un riposizionamento strategico e funzionale dell’Aeroporto di Reggio Calabria, aree retroportuali estese, libere da insediamenti  industriali inutili e comunque da liberare al più presto tecnicamente e amministrativamente possibile.

Tanti ettari di territorio demaniale marittimo e pubblico, da rendere fruibili a quanti intendono investire capitali privati e pubblici a Saline Joniche. Far rientrare  tutto il territorio di Saline Joniche nell’area Zes della Calabria, deve essere una priorità del Governo Regionale e Nazionale.

Importante che l’iniziativa privata nelle aree portuali e retroportuali sia veramente libera da condizionamenti criminali, sempre in agguato e in volo come avvoltoi affamati. Il moltiplicatore forza di reddito d’impresa portuale e dei servizi portuali annessi e connessi, sono rapportati su parametri di convenienza d’investimento  incentivanti.

Per semplificare e rendere più chiara l’idea, su 100 euro investiti  nelle Aree demaniali e Spazi retroportuali a Saline Joniche,  il coefficiente di tornaconto economico  sarà superiore  300/400 euro di incremento reddituale, sia  nelle attività d’impresa, che nei servizi  portuali, senza calcolare i sicuro vantaggio economico a beneficio degli operatori della logistica entro e retro portuale.

Il futuro di Saline Joniche  è complessivamente a somma economica e sociale sicuramente positiva. La vicinissima sorella Sicilia alla quale ci unisce il Mare Jonio, con le sue mete turistiche raggiungibili via mare, rendono appetibili agli Armatori navali e agli opetatori turistici, nazionali ed esteri, aprire linee di traffico pregiato e investire nella Calabria Jonica.

Occorre solo lasciare lavorare chi vuole fare e fare bene, in santa pace, senza interferenze dannose per la già fragile economia  dei Comuni Jonici e Grecanici  della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il presente e futuro dei Giovani Calabresi dello Jonio, si chiama Saline Joniche!

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario di Management delle Attività Portuali, e Consigliere Giuridico Economico Finanziario Internazionale]