CROTONE E SALINE SICURE OPPORTUNITÀ
DI RIGENERAZIONE AMBIENTALE E MARINA

di EMILIO ERRIGO –Dalle previste, approvate, in parte finanziate e da molto tempo attese opere di completamento, riguardanti la realizzazione degli urgenti e non più rinviabili interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale delle aree contaminate private e pubbliche, dalla riqualificazione e valorizzazione ambientale dei territori, delle acque di falda ora contaminate, dalla caratterizzazione delle aree e dei fondali marini da attualizzare accertando lo stato della reale contaminazione, dal completamento infrastrutturale delle banchine e delle due vasche di colmata situate interne al Porto, dall’adeguamento funzionale e  dalla realizzazione degli interventi di dragaggio dei sedimenti portuali, dalla messa in sicurezza permanente di alcune individuate aree Cic, fosforite e Cubilot ancora presenti in molti ambiti territoriali di Crotone, partirà la crescita economica imprenditoriale e industriale, sia della Provincia di Crotone che della compromessa realtà costiera marittima e portuale di Saline Joniche, rientrante nel Comune di Montebello Jonico della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Le azioni e gli interventi necessari e urgenti, pianificati, programmati e in parte assistiti da copertura finanziaria, da completare e realizzare, andranno a totale beneficio economico e occupazionale, non solo della Città di Crotone, ma anche di tutte le altre province della Regione Calabria e delle regioni del meridione d’Italia.

Prevedo un positivo riposizionamento strategico nel Sud Italia, con particolare riferimento alle due aree portuali e industriali di Crotone e Saline di Montebello Jonico in Calabria. 

Realtà territoriali costiere similari sotto diversi aspetti, da ritenersi uniche al mondo sotto il profilo storico, archeologico, architettonico e paesaggistico, ma anche con gli stessi punti di debolezza, che possono diventare sicure opportunità per la rigenerazione urbana e la riqualificazione economico – ambientale.

Senza addentrarci in fuorvianti analisi statistiche e volgendo lo sguardo con attenzione, direttamente ai due contesti ambientali similari, sento di poter affermare senza rischiare di essere smentito dai fatti, che, proprio il loro storico degrado ambientale e, a mio modo di interpretare gli scenari ambientali, a forte rilevanza economica, possa trasformarli in due centri di forza produttiva e di futuro benessere generale per il Meridione d’Italia.

Due aree industriali simili e con differenti complessità ambientali e urbanistiche, da gestire unitariamente, nel segno del cambiamento, con mirate azioni programmatorie rilevando in analisi di contesto, un reale potenziale di forza economica industriale, non ancora strategicamente espressa.

Si è convinti nel sostenere che in un prossimo e medio futuro, la crescita economica complessiva omnidirezionale delle due aree grecaniche joniche sarà intensa.

La realtà post industriale della antica Kroton, patria della Magna Grecia ed oggi città di Crotone, risulta positiva sotto ogni punto di vista economico, finanziario e sociale.

Osservando i dati espressi, in estrema sintesi, dell’area vasta peraltro ricadente nel perimetrato (Sin), Sito di Interesse Nazionale e contemporaneamente situato all’interno della Zona Economica Speciale Unica Meridionale, (Zes Unica Meridionale), si registrano dati significativi con molte opportunità da cogliere e valorizzare senza altri ritardi. 

Si legge nel commento della scheda di mercato una evidente bassa congiuntura economica, ingenti risorse di capitale umano in attesa della prima occupazione, un bassissimo reddito pro-capite, (ultimo o penultimo in Italia), una manodopera a basso costo, un eccesso di disponibilità di forza lavoro giovanile, qualificata e specializzata, una lievitazione crescente della base culturale individuale. 

La città di Crotone in particolare, oggi contesto ambientale degradato e deturpato, ma riparabile, recuperabile e riqualificabile, è da valorizzare a totale carico finanziario e in danno delle società multinazionali ora proprietarie delle aree, subentrate in ogni modo e a seguito di provvedimenti legislativi, giudiziari esecutivi, per volontà del Governo, al management delle società industriali storicamente presenti sul territorio crotonese. 

Realtà storiche, rivelatesi a posteriori pericolosamente insalubri e dannose, sia per la salute dei lavoratori impiegati nelle ex industrie metallurgiche e chimiche, che per i cittadini abitanti nei territori adiacenti alle industrie storiche, ex Pertusola, ex Agricoltura, ex Fosfotec ed ex Sasol. Tutte le società  fortemente impattanti per l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi terrestri e marittimi, risultati contaminati dai residui dei processi di produzione delle industrie metallurgiche dello zinco e suoi derivati, (Cic) e delle industrie chimiche sottoforma di prodotti dannosi residuali (Fosforite);  materie prime di base,  allora impiegate per la produzione di anticrittogamici, antiparassitari, diserbanti, detergenza e abrasivi, venduti sul mercato nazionale ed estero, che fino agli anni novanta del secolo scorso, cubavano una forza lavoro complessivamente intesa, tra ingegneri, chimici, amministrativi e manodopera qualificata e altamente specializzata, pari se non molto superiore alle 2500 unità di forza lavoro diretta e indiretta, creativa e produttiva.

L’ignoranza e l’errore umano, si dice che siano la madre e il padre dell’esperienza, così come l’intelligenza, possa essere definita come la capacità di risolvere nuove e complesse problematiche apparentemente irrisolvibili, in assenza di risorse culturali e tecnologiche.

Ora le azioni amministrative e le attività necessarie per la realizzazione e completamento degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale delle aree allora industriali e oggi da decontaminare, sono in avanzato stato di risoluzione, grazie alla ferma volontà manifestata dallo Stato e dal Governo, che hanno cercato di favorire l’unione di intenti delle forze economiche industriali e imprenditoriali, con azioni propositive a Crotone e Provincia. Le attività legislative del Parlamento, la decretazione di urgenza del Governo Italiano e l’impegno costante dei Presidenti di Regione e di tutti i Presidenti e Consiglieri del Consiglio Regionale della Regione Calabria, hanno creato diritto nazionale e regionale idoneo per la crescita, ripartenza economica e lavorativa in Calabria, in aderenza e recepimento del diritto ambientale europeo e ratifica del diritto convenzionale internazionale.

Ora, a mia convinzione e analisi economica predittiva, ritengo che dobbiamo essere molto fiduciosi, in attesa di una vita in un ambiente migliore per tutti i Cittadini Calabresi, in particolare per quelli residenti e abitanti in quel centro economico industriale energetico di Crotone.

Non comprendere il vento economico Рfinanziario favorevole che ̬ in rotazione sul territorio, mare e porto di Pitagora, seguendo la Rosa dei Venti, a favore del territorio, non credo sia un accettabile segno di ottimismo pro sviluppo e rigenerazione urbana.

Le risorse energetiche rinnovabili e non, petrolifere e gessifere, idriche, idroelettriche, ambientali, agricole, la presenza dell’ “Area Marina Nazionale Protetta” di Isola Capo Rizzuto, considerata una delle più grandi e ricche di biodiversità d’Europa, le reti viarie intermodali sostenibili su ferro, gomma, potenziabili per vie aerea e marittima, le crescenti capacità ricettive portuali e retroportuali, in corso di potenziamento infrastrutturale, faranno della Provincia di Crotone del 2030, una realtà economica anche industriale e imprenditoriale, potenzialmente pronta per competere sul mercato euro mediterraneo ed internazionale.

Occorre crederci e compartecipare per un prossimo futuro migliore, credete in fede e diritto; il benessere generalizzato è possibile e raggiungibile a Crotone, convincersi che esistano buone prospettive economiche, non costerà nulla e consentirà di affrontare le realtà della vita con la forza invincibile dell’ottimismo.

Partendo dalla Stazione Ferroviaria, dall’Aeroporto, dal Porto di Crotone, o dalle strade in ampliamento, rese ancora più sicure e percorribili velocemente, si potrà decidere se dirigere in latitudine nord verso Taranto e il Mare Adriatico, oppure orientare la propria libertà di scelta, convergendo in direzione jonica, verso Reggio Calabria.

Immagino un viaggio in treno di ultima generazione tecnologica, veloce, in alternativa al più lento viaggio a bordo della tradizionale “Littorina”, su una linea finalmente elettrificata, seguendo il mare dei Greci, ammirando i luoghi e i paesaggi costieri della Magna Grecia. 

Uno spettacolo unico, travolgente, colmo di bellezze paesaggistiche a cielo aperto, come fu nell’antichità per la Sicilia e la Calabria colonizzate dai Greci, con i loro mille e forse anche molti di più, tesori storici e architettonici, solo per citarne alcuni, simboli della colonizzazione grecanica e tanti altri dominazioni di civiltà antiche; Selinunte, la Valle dei Templi e Teatro Greco di Taormina in Sicilia,  Squillace, Caulonia, Gerace, Stilo, Locri, Bova, Roccaforte del Greco, Roghudi borgo antico, il borgo millenario di Pentidattilo, Saline di Montebello Jonico in Calabria.

Giunti a Reggio di Calabria, dopo aver camminato per pochi centinaia di metri, fissare in religioso silenzio gli immortali Eroi ritratti nei Bronzi di Riace rigenerandosi poi, con la vista incantevole del Lungomare Italo Falcomatà, un giardino storico liberamente e gratuitamente fruibile, ricco di storia e considerato da Gabriele D’Annunzio, come il kilometro il più bello d’Italia.

Un viaggio ricco di testimonianze storiche delle numerose civiltà, colonizzatori e spesso anche predatori di ogni provenienza, che inevitabilmente, per fortuna, lasciarono ai posteri i segni artistici e architettonici del loro passaggio dominante. 

Durante questo viaggio virtuale però, chiedo di soffermare la vostra attenzione sul territorio e sul mare di Saline Joniche, realtà SIC (Sito di Interesse Comunitario), area di studio e ricerche scientifiche universitarie, considerata dai botanici e ornitologi unica al mondo, per la ricchezza di biodiversità e la imponente nidificazione della avifauna migratoria Mediterranea, oggi in via di estinzione.

Camminando in quei luoghi ci si rende subito conto che questo territorio, che nelle sole buone intenzioni, si doveva industrializzare e rendere produttivo, si trova a vivere, con molte similitudini, con lo stesso stato di incuria e di contaminazione ambientale – industriale di Crotone.

Sono due simboli emblematici dello stesso stato di degrado ambientale, concepito e prodotto da insediamenti industriali insalubri. Sono le tristi conseguenze, dannose e pericolose, di scelte di politiche economiche industriali per il Sud Italia, risultate a posteriori economicamente e ambientalmente, fallimentari.

L’’industria “Liquichimica Biosintesi” di Saline Joniche, realizzata negli anni ’70, con tanto di porto industriale-commerciale, non è mai entrata in esercizio lasciando sul territorio le infrastrutture metalliche, ora vistosamente arrugginite e pericolanti, compresa l’altissima ciminiera colorata visibile ai naviganti del mar Jonio.

Il porto Industriale di Saline Joniche non è stato mai utilizzato ed oggi, la sua bocca d’entrata è insabbiata; un’opera infrastrutturale inqualificabile di pessima qualità ed errata progettualità di ingegnera marittima. Si tratta in argomento, di un ambito costiero bruttissimo a vedersi per come è ridotto a causa di una pluriennale assenza di alcuna manutenzione infrastrutturale marittima.

Tutte le aree e le falde acquifere dei territori ex industriali di Saline Joniche, andrebbero sottoposte ad interventi di caratterizzazione per accertare, sulla base dei risultati, quali e quanti interventi di rigenerazione urbana e messa in sicurezza di emergenza, bonifica dei contaminanti, ripristino-riparazione ambientale e attività di monitoraggio, dovrebbero essere necessari e urgenti da eseguire. 

A poca distanza da questo cimitero metallico, sono state realizzate le imponenti opere e infrastrutture delle Ferrovie dello Stato, le “Officine Grandi Riparazione” di Saline Joniche.

Le officine furono inaugurate nel 1989 e vi vennero affidate le riparazioni di locomotive elettriche, nonostante la linea non risultasse allora elettrificata; dopo 12 anni di attività l’impianto fu soppresso nel 2001 in conseguenza del processo nazionale di razionalizzazione degli impianti di manutenzione. L’impianto è dunque rimasto cosi, in stato di totale abbandono. Una impattante realtà infrastrutturale in ferro e cemento armato, fatta costruire espropriando ai proprietari terrieri, migliaia di ettari di aree agricole produttive pregiate che occorre al più presto, se tecnicamente possibile e prima che sia troppo tardi, proporre quale area da perimetrale e far rientrare in un Sito di Interesse Nazionale, (Sin), da bonificare, rigenerare e riparare dai danni ambientali arrecati al territorio grecanico costiero dello Jonio. 

Un’area che doveva essere protetta, vincolata paesaggisticamente e dichiarata area Sic per via dei vicini Laghetti di Saline Joniche più noti alla generalità delle persone, come i Pantani di Saline Joniche. (ee)

(Emilio Errigo, docente universitario di Diritto Internazionale del Mare ed Europeo dell’Ambiente, è Commissario Straordinario Delegato di Governo del Sito contaminato di Interesse Nazionale di Crotone – Cassano e Cerchiara di Calabria)

SALINE JONICHE (RC) – Il partito socialista pensa al futuro dell’Area grecanica

Il 13 aprile 2024, nella sede del partito socialisti di Saline Joniche, si è tenuto una riunione dei socialisti sul tema: “L’Area Grecanica e le sue priorità”. Erano presenti: il vice segretario provinciale Totò Perpiglia e numerosi iscritti al partito e simpatizzanti e la partecipazione del rappresentante sindacale Uil della segreteria provinciale Santoro Romeo.

La prima considerazione, evidenziata da parte dei presenti è stata che in questi ultimi dieci anni non solo non si è riusciti ad arginare il fenomeno dello spopolamento, di quasi di tutti i paesi che compongono L’Area, ma in modo preoccupante c’è stato un forte arretramento delle condizioni di vita dei cittadini residenti.

E nel campo della sanità, della viabilità, del diritto all’istruzione e a quello del lavoro. A questo depauperamento, bisogna aggiungere l’indifferenza totale di tutti gli amministratori che, nonostante i ripetuti appelli, nel corso degli anni dei cittadini dei vari territori Grecanici, hanno mortificato e trascurato le bellezze naturali e soprattutto i desideri di cittadini che avrebbero desiderato trascorrere gli ultimi anni della loro esistenza nei territori natii.

Ciò non è stato possibile perché la lotta tra amministratori per il potere, è più forte dello spopolamento e dell’impegno di recuperare codesti borghi. Il caso Snai-Bagaladi è la chiara dimostrazione della disgregazione istituzionale che vige nell’Area Grecanica, e non permette nessun utilizzo delle risorse destinate all’area. I socialisti, se dovesse verificarsi la perdita delle risorse destinate, costituiranno comitati di protesta e chiederanno l’intervento delle istituzioni preposti.

Nel corso della riunione è stato evidenziato inoltre, che in questi giorni sta venendo nuovamente avanti, con forza, nel nostro paese, la questione morale e come spesso sosteneva il compagno Pietro Nenni c’è sempre uno più puro dei puri che ti epura. A parte ciò, lo spettacolo che si sta presentando, è veramente raccapricciante. Basta solo analizzare le dichiarazioni pronunciate a Bari durante il comizio del presidente della Regione, Michele Emiliano, che la politica ha acquistato un significato etimologico, diverso dall’originale.

Per questi motivi l’assemblea ha deciso di inviare al segretario nazionale Enzo Maraio una richiesta di convocazione di un congresso regionale urgente del Psi, dopo tanti anni di commissariamento apatico e selettivo, che ha prodotto solamente una perdita di iscritti e di quasi cancellazione del partito. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – Gli alunni del Montebello Jonico-Motta San Giovanni in scena con Aggiungi un posto a tavola

Gli alunni dell’istituto comprensivo Montebello Jonico-Motta San Giovanni di Saline Joniche hanno portato in scena Aggiungi un posto a tavola.

Le ragazze e i ragazzi si sono esibiti nella celeberrima opera teatrale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini al teatro dell’Access point di Roghudi.

Grazie alla guida attenta delle professoresse Francesca Rappoccio e Tiziana Zampaglione e all’intuizione della dirigente scolastica Margherita Sergi, le allieve e gli allievi della secondaria si sono trasformati, per un giorno, in attrici e attori per far rivivere la storia che narra le avventure di don Silvestro, il parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale.

Ma ecco i nomi della “compagnia teatrale scolastica” che ha riempito il palcoscenico dell’Access point di Roghudi: Claudia Moschella, Sofia Ricciardi, Giusy Laganà, Francesca Caridi, Sara Sgro, Marta Dascola, Carmelina Manti, Gabriella Zaccuri, Ludovica Zampaglione, Francesca Fallara, Antonietta Ambrogio, Sofia Macheda e Natasha Verduci.

E, ancora, nel ruolo di Agostino: Antonio Filice; nel ruolo del gendarme Matteo Fallara; nel ruolo del cardinale Agenor Verduci; nel ruolo di Mustafà Paolo Foti.

E, poi, nel ruolo di Consolazione Asia Mangiola; nel ruolo di Toto Leonardo Pugliese; in quello di Ortensia Giulia Tripodi; nel ruolo di Crispino, sindaco del paese, Giacomo Manti; nel ruolo di Clementina Martina Fallara; nel ruolo di Dio Germano Verduci e nel ruolo di don Silvestro Vincenzo Verduci. Mentre Angelo Schiavone e Matilde Foti, infine, erano gli ospiti invitati e ospitati a tavola.

Tutti si sono alternati sulla scena davanti ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Roghudi, guidata dal sindaco Pierpaolo Zavettieri; dei docenti dell’Istituto comprensivo; del personale non docente; dei loro genitori e parenti e del parroco della chiesa del Santissimo Salvatore di Saline Joniche, don Danilo Nocera. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – La Secondaria di primo grado alla Notte del Liceo classico

Le classi terza A e terza B della scuola secondaria di primo grado del plesso di Saline Joniche dell’Istituto comprensivo “Montebello J. – Motta San Giovanni” sono state invitate dal dirigente scolastico, professore Vincenzo Zappia, alla “Notte nazionale del Liceo Classico” presso l’Iis “Ten. Col. G. Familari” di Melito Porto Salvo.

Il tema scelto per questa giornata è stato: “La Donna, protagonista nella letteratura, nell’arte, nella musica”.

La Dirigente scolastica Prof.ssa Margherita Sergi ha accolto l’invito con entusiasmo e gli alunni, accompagnati dalle loro docenti di Lettere Prof.sse Zampaglione Tiziana e Rappoccio Francesca, sono stati felici di vivere un’esperienza a contatto con i compagni più grandi e sentirsi “liceali per una notte”.

In un clima gioioso e di grande partecipazione, tutti gli alunni hanno dato prova dei propri talenti teatrali, artistici e musicali, dimostrando competenza e maturità.

La classe terza A ha messo in scena la storia di Ipazia di Alessandria, una matematica, astronoma e filosofa greca antica, vissuta approssimativamente tra il tra il 355 e il 370 d.C. Donna degna di essere ricordata che si pone tra classicità e scienza, esempio di indipendenza e libertà di pensiero.

La classe terza B invece ha rappresentato l’eroina tragica di William Shakespeare, Giulietta, narrata in una veste diversa, che evidenzia carattere, determinazione e forza decisionale. La giovane Capuleti non è solo innamorata del rampollo della famiglia che le è nemica, ma è anche e soprattutto una ragazzina intraprendente, determinata e coraggiosa come poche, ed è in questa forza che sta la sua grandezza.

Inoltre, sulle note di “Another Love” una coreografia per riflettere insieme sul significato dell’amore contro ogni violenza di genere e ricordare la giovane Masha Amini, morta un anno fa in Iran. Questo brano è diventato la colonna sonora di un potente gesto di protesta digitale, utilizzato da molte donne come sottofondo mentre si tagliano una ciocca di capelli o riprendono le manifestazioni di protesta per strada in tutto il mondo.

La partecipazione alla “Notte dei Licei” delle classi terze della scuola secondaria di I grado di Saline J. si conclude con il canto a cappella” Le ragazze” dei Neri per caso, eseguito da tutti gli alunni riuniti sul palco.
Anche in questo evento che rappresenta un inno festoso alla classicità, gli studenti dell’istituto si sono distinti positivamente, dimostrandosi impegnati e soprattutto animati da vitalità e passione. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – Si presenta il progetto “Monte Vivo”

Sabato 2 dicembre, a Saline Joniche, alle 10, all’Istituto Comprensivo “Montebello J. – Motta S. G.”, sarà presentato il progetto Monte Vivo – Montebello Vivo nella Legalità.

L’incontro, aperto alla cittadinanza, consentirà il coinvolgimento attivo della comunità locale nel progetto di riutilizzo per finalità sociali di un bene confiscato.

All’evento interverranno: il sindaco di Montebello Jonico, Maria Foti; il dirigente dell’IC Montebello J. – Motta S. G., Margherita Sergi; il coordinatore dell’associazione “Emmanuel E.T.S.”, Daniele Ferrocino; il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro; il presidente della sezione misure di prevenzione e Corte d’Assise del Tribunale di Reggio Calabria, Natina Pratticò; il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri; il dirigente dell’Anbsc di Reggio Calabria, Giuliana Cosentino; il consigliere regionale Giuseppe Gelardi; il garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli; il direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia; il vicario generale della Diocesi Reggio Calabria-Bova, Monsignor Pasqualino Catanese; il presidente del Consorzio Macramè, Gianni Pensabene; il presidente di Calabria Crea, Roberto Gatto; il portavoce del Forum del Terzo Settore, Pasquale Neri; amministratore giudiziario e consulente dell’associazione “Emmanuel E.T.S.”, Rocco Egiziano. Modererà l’evento il giornalista Consolato Minniti.

La proposta progettuale presentata dall’Associazione Comunità Emmanuel E.T.S., partendo dall’analisi territoriale e dall’individuazione dei bisogni, ha proposto come obiettivo generale un aumentato benessere e una più compiuta coesione della comunità locale.

A tal fine ci si è proposti di operare sia attraverso riduzione delle problematiche connesse ai comportamenti di dipendenza patologica nel territorio con interventi di prevenzione e trattamento, sia attraverso interventi di socializzazione promozione del benessere nella popolazione stimolando la conoscenza e l’adozione di stili di vita e modelli di comportamento orientati alla valorizzazione delle risorse disponibili e improntati al rispetto del bene comune.

L’utilizzo del bene assegnato, confiscato in via definitiva il 18 febbraio del 2008, rappresenta anche un atto di giustizia, perché vengono restituite alle comunità locali risorse che la criminalità organizzata aveva sottratto alle normali dinamiche socio-economiche. Il bene è anche il frutto di strumenti volti a colpire direttamente gli interessi economici delle organizzazioni malavitose, impedendo loro di accumulare ricchezze che poi diventano ulteriori strumenti per rinforzare il proprio ruolo e la propria presenza nei territori. Ciò consente di consolidare la fiducia nelle istituzioni e promuovere l’economia sana ed il lavoro, rappresentando un’opportunità di riscatto e dignità. (rrc)

LA VIA DELLO SVILUPPO PASSA DA SALINE J.
E SI CHIAMA OFFICINA GRANDI RIPARAZIONI

di ALBERTO PORCELLI – C‘è un’area industriale gigantesca, ormai ex, abbandonata dalle Ferrovie a Saline Joniche, a pochi km da Reggio Calabria e c’è una realtà industriale  nella zona Sud della città, l’Hitachi Rail, che avrebbe necessità di allargare la produzione (Trenitalia ha già firmato con il gruppo giapponese una commessa miliardaria per la fornitura di 40 Frecciarossa ETR1000).

Molti ci domandano “ma vi siete mai confrontati con i proprietari dell’Hitachi Rail di Reggio Calabria per proporre l’eventuale spostamento alle Officine Grandi Riparazioni di Saline Joniche? Al momento, l’areaè  totalmente abbandonata alle ortiche e utile solo a rappresentare una cattedrale nel deserto al pari della vicina Liquichimica o del confinante porto, costruiti ma mai entrati in funzione.

Le Officine Grandi Riparazioni delle FFSS sono state chiamate “Grandi” non a caso, ma piuttosto perché il sito che li ospita ha una estensione di mq 470.000 mentre l’attuale polo industriale occupato dall’Hitachi, a ridosso dell’abitato sud di Reggio Calabria, ha un’estensione di circa mq 40.000 (quarantamila) e nessuna possibilità di ampliamento.

Qualcuno forse più ottimista di altri e con la vista lunga si spinge anche ad ipotizzare  che certamente i Giapponesi, attenti più agli investimenti che non ai sentimentalismi, baceranno le mani a chi avrà la fortuna di prospettare loro tale possibilità.

Ma la triste realtà è che nessuno ha avuto l’ardire di bussare anche timidamente alle porte dell’Hitachi o di chiedere di poter conferire con i vertici della società.

Qualcuno in passato si è offerto di intervenire ma poi, forse non riuscendo a comprendere la lingua giapponese o forse temendo reazioni negative da parte dei propri concittadini o dei sindacati ci ha rinunciato.

L’economia mondiale ci insegna che quando un’operazione commerciale si rivela “interessante” si costruiscono ponti d’oro e si sollecitano tutte le istituzioni pubbliche ad intervenire per realizzare quello che si rivela utile sia per gli operatori commerciali che per la comunità, e questa idea, per quanto fantasiosa ed irta di ostacoli nel lungo periodo consentirà a tutti di uscirne vittoriosi

L’Hitachi, nella nuova location potrebbe aumentare le proprie esistenti linee di produzione, ma potrebbe anche produrre batterie, climatizzatori, proiettori, televisori, software, utensili elettrici e del tutto macchine movimento terra, ampliando così notevolmente i propri interessi commerciali.

Se ciò dovesse avvenire e se l’Hitachi dovesse manifestare la propria disponibilità ed interesse, non mancheranno certamente gli incentivi governativi, stante il prevedibile rilevante incremento di impiego di unità lavorative.

Ma i soliti detrattori si chiederanno a cosa serve tutto ciò, ritenendo che sia prioritario nella nostra città chiudere le buche presenti sulle strade o raccogliere i rifiuti sparsi un po’ dovunque o altro ancora, anche se tali aspetti hanno la loro innegabile importanza.

Ai ben pensanti desideriamo invece spiegare che tutto ciò potrebbe servire anche a destinare l’attuale sede Hitachi di via Padova, dopo il trasferimento dello stabilimento a Saline, per i servizi aeroportuali, ospitando la nuova aerostazione del Tito Minniti. L’attuale aerostazione, anche ristrutturata e rivestita d’oro, non avrà mai un significativo incremento di traffico perché non agevolmente raggiungibile sia dai messinesi che dagli abitanti della stessa città metropolitana.

La nuova aerostazione, se riqualificata con saggezza e maestria, da progettisti di chiara fama (a livello di Renzo Piano e altri archistar), potrebbe divenire un’opera d’arte, posta a sette metri dalla stazione ferroviaria ex O.ME.CA e a pochi metri dal mare dove si potrebbe realizzare un adeguato attracco per mezzi navali veloci, utili a garantire il collegamento con Messina, Taormina e con le Isole Eolie.

Questa possibilità di sviluppo, indurrebbe certamente le compagnie aeree a rivedere le condizioni di utilizzo dell’aeroporto, stante la possibilità di poter avere una movimentazione di circa 800.000/1.000.000 passeggeri. Numeri che porterebbero certamente all’incremento dei voli  e, soprattutto, a un auspicabile abbattimento del costo dei biglietti, ormai quasi inavvicinabili per i viaggiatori da e per lo Stretto sulle rotte di Roma e Milano (le uniche attualmente attive).

È importante comprendere che nessuna perdita di tempo ci potrà essere in quanto l’Hitachi di via Padova si trasferirebbe solo dopo aver riadattato i nuovi locali acquistati direttamente (“pochi spicci per il colosso ferroviario”) oppure eventualmente concessi in uso da un Ente territoriale lungimirante (Regione, Comune o Città Metropolitana) che con i propri fondi potrebbe provvedere all’acquisizione dalle Ferrovie dello Stato, odierne proprietarie. Le Ferrovie richiedono la modica cifra di € 4.500.000,00, pari a circa € 13,00 al mq, che comprende oltre all’intera superficie libera anche circa 75.000 mq di costruito.

In questo scenario, subito dopo il rilascio dell’area si potrebbe dare seguito ai lavori di riadattamento dei manufatti esistenti sulla base del progetto che nelle more sarà redatto, ragionato, valutato, approvato, etc, consentendo così alla città di Reggio di poter avere un aeroporto di tutto rispetto, raggiungibile velocemente con il treno, evitando così di utilizzare l’autovettura da lasciare poi in parcheggio a pagamento. 

Un aeroporto accessibile in tal modo anche ai messinesi dopo la realizzazione del ponte che favorirà il passaggio veloce dei treni, ma costituirà anche importante ed utile trampolino di collegamento  con  i paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo, nonché base logistica per le isole Eolie e  per Taormina, da cui deriverebbe un  innegabilmente un forte incremento per il derelitto turismo di tutta l’area dello Stretto. (ap)

VERSO LA RINASCITA DEL PORTO DI SALINE
AL VIA I PRIMI INTERVENTI DI RIPRISTINO

di FRANCESCO CANGEMI – Spiragli di futuro per l’abbandonato Porto di Saline Joniche. Si avvia, infatti, verso la fase operativa l’importante azione di programmazione e progettazione condotta dalla Autorità di Sistema portuale dello Stretto (Adsp), in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, per la messa in sicurezza del porto di Saline Joniche e la realizzazione dei primi interventi di ripristino della funzionalità dell’infrastruttura.

Nei mesi scorsi l’idea progettuale per una parziale rifunzionalizzazione è stata sottoposta all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici che ha ritenuto gli interventi eseguibili, sia pur in assenza di un Piano regolatore portuale di cui il porto non è mai stato dotato, in quanto finalizzati ad una prima messa in sicurezza dell’infrastruttura che altrimenti rischia un progressivo totale declino.

Nei giorni scorsi il dipartimento Diceam, sulla scorta della convenzione stipulata con l’Autorità di sistema portuale dello Stretto, ha consegnato gli elaborati definitivi degli studi meteomarini al largo e sotto costa per il porto di Saline Joniche, finalizzati al ripristino della funzionalità del porto stesso e della gestione dei sedimenti, elaborati da un gruppo di ricerca sotto la guida del prof. Felice Arena.

«Questi studi hanno consentito alla società Wevenergy.it Srl di Reggio Calabria, incaricata dalla stessa Adsp dello Stretto della prima fase di progettazione, di completare il progetto di fattibilità tecnico economica che ora è pronto per l’esame in conferenza di servizi al fine di ottenere l’acquisizione di tutti i pareri necessari. Si procederà poi con la verifica finale e l’indizione della gara di appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori».

Il progetto prevede i seguenti interventi: il dragaggio per il ripristino parziale del canale di accesso dell’imboccatura portuale; il rifacimento del cassone cellulare con messa in sicurezza della testata del molo di sopraflutto e collocazione di fanale di segnalazione; la realizzazione di un pennello “trappola” con massi artificiali per bloccare il trasporto di materiale solido che causa l’insabbiatura portuale; il rifacimento dell’impianto elettrico di alimentazione fanale e di illuminazione del molo di sopraflutto; la collocazione di un fanale di segnalazione sul molo di sottoflutto e di mede elastiche di segnalazione del canale di accesso portuale; la predisposizione di impianti per l’erogazione di acqua alla radice del molo di sopraflutto.

Attraverso tali interventi si otterrà un miglioramento strutturale, ambientale e una nuova operatività seppur parziale del porto fermo da oltre dieci anni ed in stato di abbandono totale. Il dragaggio parziale dell’imboccatura, infatti, consentirà di dare nuova operatività alla struttura portuale consentendo l’accesso ad imbarcazioni da diporto e similari che potranno essere ormeggiate, a ridosso del molo di sopraflutto, in appositi pontili galleggianti che saranno realizzati da uno o più concessionari che l’Adsp individuerà a lavori ultimati.

Un’altra importante previsione del progetto è il riutilizzo del materiale dragato (stimato in circa 110.000 metri cubi di sabbie), previa verifica della compatibilità ambientale ed a seguito delle necessarie autorizzazioni, per ripascimenti puntuali lungo la costa reggina finalizzati a contrastare l’erosione costiera in siti da individuare d’intesa con la Città metropolitana e con la collaborazione dei Comuni interessati.

Il costo stimato è di 11.000.000 di euro con fondi che potrebbero derivare da specifici finanziamenti regionali o statali, che potranno essere individuati una volta attestata l’immediata cantierabilità dei lavori, ovvero da risorse proprie dell’Adsp.

Il presidente della Adsp dello Stretto, Mario Mega, ha così commentato la conclusione di questa prima fase di progettazione e l’avvio della conferenza di servizi: «Non è stato un percorso facile perché era necessario prima aggiornare tutti gli studi meteomarini e verificare l’efficacia degli interventi ipotizzati per non correre il rischio di realizzare interventi destinati ad essere compromessi da nuovi insabbiamenti. Gli studi condotti dall’Università di Reggio Calabria e le valutazioni positive del Consiglio superiore dei lavori pubblici ci confortano, confermando che ci sono tutte le condizioni per mantenere in piena operatività l’imboccatura che sarà parzialmente ripristinata».

«Ovviamente questo è solo il primo passo perché, non appena sarà approvato definitivamente il Dpss – ha continuato – si potrà avviare anche per il porto di Saline la redazione del nuovo Piano regolatore portuale che è la condizione posta dal Consiglio superiore dei lavori pubblici per realizzare tutti gli altri interventi di recupero delle infrastrutture di protezione e di banchina che sono state compromesse negli anni».

«In più potremo dare una prima risposta ai diportisti ed ai pescatori del territorio assicurando ormeggi che, a regime, – ha concluso —saranno comunque conservati sia pure in altra zona del bacino, atteso che l’obiettivo primario resta quello di recuperare il porto soprattutto per la funzione commerciale per lo sviluppo di traffici di merci alla rinfusa, in colli e su rotabili». (fc)

SALINE JONICHE (RC) – L’incontro sul tema “Opportunità idrogeno verde”

Giovedì 4 maggio, a Saline Joniche, alle 18, nel Salone Parrocchiale della Chiesa del SS. Salvatore, si terrà l’incontro di approfondimento sul tema Opportunità idrogeno verde, promosso dalla Consulta delle Associazioni.

Introduce don Daide Imeneo, direttore di Avvenire Calabria, relaziona la dott.ssa Mariachiara Benedetto. Le conclusioni sono a cura di Pierpaolo Zavettieri, presidente dei Sindaci dell’Area Grecanica, Maria Foti, sindaco di Montebello Jonico e Carmelo Versace, sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria. (rrc)

SALINE JONICHE (RC) – È nato il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo dell’Area Grecanica

A Saline Joniche è nato il Comitato (aperto) dell’Area Grecanica per il lavoro e lo sviluppo dell’Area Grecanica, che sarà coordinato dal dott. Giuseppe Nucera, presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi.

Il Comitato è composto da Caterina Rossi, Lembo Nunzio, Giuseppe Toscano, Antonio Perpiglia, Giuseppe Falduto, Domenico Rosaci, Domenico Vinci, Fortunato Tripodi, Carmelo Giuseppe Nucera.

La sua nascita è avvenuta nella sede della Delegazione Municipale di Saline, presieduta dalla sindaca di Montebello, Maria Foti, e a cui ha partecipato anche Pierpaolo Zavettieri, presidente del Comitato dei Sindaci dell’Area Grecanica. Nell’occasione i presenti si sono confrontati sui temi dello sviluppo e della contrarietà espressa alla linea del Governo sull’autonomia differenziata.

Il compito del Comitato sarà quello di supportare le Amministrazioni comunali nella quotidiana azione  tendente allo  sviluppo socio-economico-culturale dell’Area Calabrogreca con priorità alle problematiche della Sanità, delle Aree Interne e dei Borghi Storici, dell’Area Industriale di Saline e del Porto di cui si chiede l’inserimento assieme all’Area di San Gregorio nella Zes di Reggio Calabria, della viabilità minore,della SS106 e della metropolitana di superficie  con richiesta di incontro con le relative controparti.

Al Comitato è stato, altresì, conferito incarico di Sollecitare la Città Metropolitana a voler organizzare una Conferenza sullo Sviluppo dell’Area di Saline partendo dalle proposte emerse dal Concorso di idee per la qualificazione del Waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco naturale antropico del lontano 2011. (rrc)

SALINE JONICHE E LA COSTA DI METROCITY
QUANTE OCCASIONI MANCATE DI SVILUPPO

di EMILIO ERRIGO – In Italia siamo ricchi di acronimi, sinonimi e contrari. Quello che ancora credo che manchi, sia la buona volontà di fare il minimo indispensabile per garantire la produttività delle aree pubbliche espropriate, in parte pure infrastrutturate, con opere marittime, ferroviarie e industriali, poi inspiegabilmente e ingiustificatamente, abbandonate alle intemperie.

Opere Pubbliche pure consistenti e di buona fattura architettonica, lasciate deperire nel degrado più assoluto, in assenza delle necessarie manutenzioni ordinarie, straordinarie, riqualificazioni e bonifiche ambientali, come se tutta quella enormità di potenziale occupazionale, creato con ingentissimi finanziamenti pubblici non fossero serviti a quasi nulla, come si dice in tecnicismo giuridico contabile, una spesa o perdita passiva.

Ci sarebbe da ragionare e agire, in primis dovrebbero pensare cosa e come fare, i Manager in carica ben retribuiti, a capo degli Enti Pubblici Nazionali e Regionali, economici e non, i Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, il Commissario-Presidente del Comitato di Indirizzo della Zes Calabria, (ancora da riperimetrare e adeguare aree funzionali alla Zona Economica Speciale della Calabria), gli Alti Dirigenti Generali, delle Società Pubbliche Partecipate dal Mef (c.d . Aziende di Stato), poi a seguire il Corap, il Consorzio Regionale per le Attività Produttive, costituito con legge regionale in Calabria.

Mi viene da pensare che saranno in tanti coloro i quali, assolvendo o avendo assolto rilevanti incarichi amministrativi di alta responsabilità pubblica, si dovranno pur inventare qualcosa di credibile, quando e ci auguriamo che arrivi molto presto in Calabria, il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, on. Giorgia Meloni. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, siamo certi e speriamo di cuore, che in Calabria, arrivi senza preavviso, a sorpresa come un regalo tanto atteso da donare a persone care, venga in visita conoscitiva ed esplorativa, in assenza di alluvioni, dissesti idrogeologici o terremoti, senza alcuna fretta, solo per guardare negli occhi la popolazione residente nei Comuni della Costa Jonica della dimenticata Città Metropolitana di Reggio Calabria, iniziando dalle degradate periferie nord, est e sud, di: Arghillà, Rione Modena, San Gregorio-Mortara e San Leo.

Per una volta se lo ritiene possibile e sicuro questo itinerario, può dedicare un po’ di meno prezioso e sicuramente limitatissimo suo tempo, alle formalità istituzionali e si immerga con la sua nota concretezza d’azione, nei reali bisogni pubblici, chieda di visitare Signora Presidente del Consiglio, le aree mercatali e industriali di San Gregorio, iniziando il tour conoscitivo ed esplorativo, dalla visione dello stato dei luoghi e delle opere pubbliche incompiute, dall’Approdo Mezzi Navali Veloci e Stazione FS Aeroporto, della ex Fabbrica Arenella e di quello che fu il Consorzio del Bergamotto, c.d. Oro di Reggio Calabria.

Prosegua velocemente verso la vicinissima area ex Zona Industriale di San Gregorio, e poi chieda con determinazione al Capo Scorta di dirigere verso il nuovo Mercato Ortofrutticolo di Mortara-San Gregorio, dopo questa immagine di profondo degrado capirà tutto e potrebbe consapevolmente ritornare a Roma, col primo aereo disponibile.

Il suo sangue nobile tipico della forte e cara gente di Sardegna e di Sicilia, sangue arterioso e venoso da madre siciliana di messinese e padre sardo, le pulserà e la produzione di adrenalina benefica non riuscirà a contenerla. Arrivi fino al Porto di Saline Joniche e aree della ex Liquichimica, ex Grandi Officine Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, accompagnata da un elicottero delle Forze di Polizia, avrà modo di osservare molto meglio e bene dall’alto, ciò che non è tecnicamente possibile vedere recandosi via terra o mare.

Via terra le aree sono allo stato impraticabili e irraggiungibili, se non con molti pericoli ambientali da scarsa o inesistente manutenzione, da Mare, impossibile accedere al Porto perché da moltissimi anni , la bocca di entrata dentro lo specchio acqueo portuale è ostruita da tonnellate di metri cubi di sabbia bianca balneabile, in attesa di essere rimossa e di migliore destinazione e traslazione, per il ripascimento di quei tratti di litorali sabbiosi erosi dal mare.

Ritornando a Reggio Calabria per una breve pausa rigenerante e riossigenante, sono certo che durante i previsti incontri con le Istituzioni Regionali e locali, il caro Signor Prefetto, le consegnerà brevi manu, una compiuta nota informativa dei beni pubblici e infrastrutture ancora da completare a beneficio dei Cittadini dei 97 Comuni, della Comunità territoriale provinciale della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

L’attendiamo fiduciosi in Calabria, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, noi “Cittadini Calabresi” crediamo molto nella Sua concreta azione di Governo a favore anche del Sud Italia Presidente! (ee)

[Emilio Errigo è nato a Reggio di Calabria, Docente universitario e Generale in riserva della G.di F.]