Parentela, Nesci, Misiti (M5S): Bene mantenimento requisiti accreditamento del Sant’Anna Hospital

Il deputati del Movimento 5 StellePaolo ParentelaDalila NesciMassimo Misiti, in merito alla vicenda del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, hanno apprezzato la «scelta della commissione straordinaria dell’Asp del capoluogo, che con prescrizioni ha espresso parere favorevole, subordinato alle verifiche degli organi tecnici competenti, al mantenimento dei requisiti di accreditamento della stessa clinica».

«Ciò al fine, come si legge nella relativa delibera  – hanno aggiunto – che reca la data del 12 gennaio scorso, di tutelare la sicurezza delle cure, a garanzia dei pazienti e degli operatori sanitari e per non pregiudicare le correlate attività assistenziali».

«La mobilitazione – hanno proseguito Parentela, Nesci e Misiti – del personale della struttura, della società civile e delle parti politiche è servita a impedire la chiusura della clinica, che avrebbe comportato grossi problemi per i suoi lavoratori e pazienti. Insieme abbiamo dato il nostro doveroso contributo istituzionale all’individuazione, nell’interesse pubblico, di una soluzione corretta quale quella adottata».

«Ci auguriamo – hanno concluso i 5 Stelle – che da qui in avanti ci sia, in Calabria, una più attenta e corretta integrazione pubblico-privato, nel Servizio sanitario regionale, e che si faccia quanto possibile per evitare i viaggi della speranza dei malati calabresi, che hanno il diritto di ricevere buone cure nella propria terra. Continuiamo a tutelare il diritto alla salute, con l’impegno quotidiano e senza contrapposizioni politiche». (rp)

Sant’Anna Hospital, Cgil, Cisl e Uil: Trovare soluzione per i lavoratori e garantire servizio d’eccellenza

«La politica è l’arte del possibile: quello che chiediamo è che si arrivi celermente ad una sintesi delle posizioni istituzionali contrapposte per individuare una soluzione condivisa nell’interesse dei lavoratori e del mantenimento della qualità del servizio d’eccellenza che da sempre questa clinica garantisce» hanno affermato i sindacalisti Enzo Scalese e Franco Grillo, rispettivamente segretario generale e segretario della Fp Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone e Vibo Valentia, affiancati da Antonio Cristofaro della Fp Cisl Magna Graecia, e Franco Maltese della Uil.

I sindacalisti, infatti, si sono trovati al piazzale antistante la struttura, con una nutrita delegazione del 300 dipendenti della clinica, per fare il punto sulla drammatica vertenza aperta in seguito alla crisi di liquidità e al mancato accreditamento che hanno segnato lo stop alle attività sanitarie dallo scorso 24 dicembre.

Quello che chiedono in maniera unitaria sindacati e lavoratori è di «fare in fretta, affinché non si perda un solo posto di lavoro e vengano difesi i livelli occupazionali, e questo al di là delle competenze delle varie parti in campo».

«Parliamo – hanno aggiunto – di una struttura che garantisce almeno mille interventi cardiochirurgici l’anno, e già con la struttura nel pieno delle prestazioni è dimostrato che c’è un’ampia platea di pazienti costretti a migrare fuori regione, dimostrando che tre Cardiochirurgie l’anno non sono sufficienti. Continueremo a vigilare sullo svolgimento delle procedure e del confronto, affinché la soluzione individuata sia la migliore possibile e nel rispetto della legalità che è l’alveo da cui da sempre operiamo».

«Di cosa parliamo – hanno illustrato – accreditamento da parte della Regione al termine del procedimento burocratico che porterà l’Asp alla firma dei contratti? Parliamo di un commissariamento della struttura per consentire la ripresa delle attività oppure della reinternalizzazione dei servizi? Qualunque sia la soluzione, bisogna fare in fretta perché c’è il rischio di perdere la forza lavoro professionalizzata per tenere in piedi questo servizio di eccellenza».

«Martedì – hanno detto ancora i sindacalisti – avremo un incontro congiunto per valutare la richiesta dell’Azienda di cassa integrazione a zero ore per 240 operatori per una durata di 26 settimane: se così fosse parleremmo di una chiusura di fatto della clinica. La Calabria non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro, sarebbe una vera e propria bomba sociale».

«Attendiamo – hanno concluso i sindacati – risposte dal prefetto Luisa Latella che abbiamo incontrato nel giorni scorsi e ci ha assicurato che non appena avrà risposte su una serie di ipotesi messe in campo, visti che le abbiamo posto il problema della difesa del servizio di eccellenza e dei livelli occupazionali, ci avrebbe riconvocati». (rcz)

Furgiuele (LEGA): Il ministro Speranza intervenga sul caso del Sant’Anna Hospital

Il deputato della LegaDomenico Furgiuele, ha chiesto che venga istituito subito «un tavolo al Ministero della Salute per affrontare in maniera concreta la vicenda del Sant’Anna Hospital di Catanzaro».

«Il capoluogo di regione – ha sottolineato – non può rimanere orfana di questa eccellenza. Il ministro Roberto Speranza, che forse non ne ha avuto ancora piena contezza, deve sapere che il commissario ad acta Guido Longo e la triade commissariale che ‘governa’ l’Asp di Catanzaro, non sono assolutamente all’altezza del compito richiesto loro per il bene di una eccellenza sanitaria indiscussa e dei suoi 300 lavoratori, che non meriterebbero l’ulteriore umiliazione di doversi confrontare con burocrati freddi e scollati dalla realtà».

«E che siano tali – ha detto – lo dimostrano incontrovertibilmente le loro assenze, il loro palese atteggiamento ai limiti della insensibilità verso questo dramma, per non parlare della revoca insensata dell’accreditamento del Sant’Anna. Dispiace dirlo, ma al primo banco di prova il mega galattico commissario Longo ha già fallito riproponendo quella logica cotticelliana che il governo Conte aveva assicurato di voler superare, salvo seguitare a danneggiare i calabresi e il loro diritto alla salute, quanto mai ostaggio di un esercito di Prefetti che semplicemente non è in grado di apportare alcun risultato apprezzabile. Lo dico da sempre, perché da sempre lo dicono i fatti, anzi i misfatti». (rp)

Parentela, Nesci e Misiti (M5S): Manteniamo alta attenzione sulle difficoltà del Sant’Anna Hospital

I deputati del Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, Dalila Nesci e Massimo Misiti hanno incontrato il commissario ad acta Guido Longo per discutere della situazione del Sant’Anna Hospital di Catanzaro.

«Manteniamo alta – hanno detto – l’attenzione sulle difficoltà del Sant’Anna Hospital di Catanzaro e continuiamo a sostenerne i lavoratori, a batterci per difendere il diritto alla salute dei cittadini calabresi».

«A tale riguardo – si legge in una nota – abbiamo contestualmente sentito anche la commissaria dell’Asp di Catanzaro, Luisa Latella, che ha assicurato la sua vicinanza ai dipendenti della struttura e il suo impegno sul caso, che sta suscitando preoccupazione nel personale del Sant’Anna e nella comunità locale».

«Siamo consapevoli – hanno detto i deputati del Movimento 5 Stelle – che questa situazione è difficile e delicata anche perché sotto la lente della magistratura, che il personale della struttura non può pagare per errori che non ha commesso e che finora ha garantito, con costante professionalità, cure di livello a numerosi pazienti del territorio, evitando loro i drammatici viaggi della speranza, che comportano spese, disagi e sacrifici pesanti».

«C’è bisogno – hanno concluso Parentela, Nesci e Misiti – di uno sforzo dell’intera classe politica e di tutte le istituzioni interessate, in modo da individuare soluzioni possibili che consentano ai lavoratori del Sant’Anna di mantenere il loro reddito e ai malati di avere l’assistenza di cui necessitano». (rp)

CATANZARO – Sant’Anna Hospital, l’appello del Lions Club Cz Host: Fare rete per risolvere questioni in sospeso

Il Lions Club Catanzaro Host ha espresso la sua vicinanza al personale del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, per i momenti di apprensione che sta vivendo in queste ore riguardo al futuro di questa importante struttura ospedaliera.

«Il Sant’Anna –  ha dichiarato il presidente del club service, Antonio Scarpino – è un presidio essenziale per la sanità calabrese e per i cardiopatici dell’intera regione. È un punto di riferimento per il territorio sin dagli anni ’60, quando venne creato, su iniziativa del professor Francesco Frontera, come clinica ostetrico ginecologica, ed è poi cresciuto nel tempo, fino a diventare una preziosa risorsa».
«Perdere questa eccellenza – ha aggiunto Scarpino – sarebbe un’ingiustizia per i tanti pazienti seguiti e i 300 dipendenti che hanno sempre lavorato con passione e dedizione. Sino a 20 anni fa, si andava fuori per problemi cardiaci. Ora, invece, grazie a realtà come il Sant’Anna Hospital, possiamo farci assistere con serenità e sicurezza e, per questa ragione, è stato coniato il motto “Sant’Anna nel cuore”».
«Il Lions ha a cuore il San’Anna – ha concluso Antonio Scarpino –. Chiediamo alle istituzioni di far rete per risolvere al più presto le questioni in sospeso. È un dovere verso una squadra di eccellenti professionisti, dai medici, agli infermieri, dai tecnici agli operatori sociosanitari, è un impegno nei confronti dei calabresi che meritano una sanità di qualità, come quella del Sant’Anna». (rcz)
In copertina, il presidente Antonio Scarpino

Sant’Anna Hospital, Pitaro (Gruppo Misto): In Calabria difendere anzitutto ciò che funziona

Il consigliere regionale del Gruppo MistoFrancesco Pitaro, ha sottolineato che «la convocazione della Commissione Sanità del Consiglio regionale per il 4 gennaio sul Sant’Anna Hospital, ci aiuterà a fare chiarezza e ad individuare le criticità che rischiano di mettere in ginocchio un’eccellenza sanitaria la cui chiusura rappresenterebbe una sconfitta collettiva».

«È questa la sede più giusta – ha aggiunto – per approfondire con tutti i soggetti coinvolti le questioni sul tappeto e dispiegare un forte impegno, responsabile e condiviso, per l’attivazione degli opportuni percorsi amministrativi che mettano in sicurezza il presente e il futuro del Sant’Anna garantendo i livelli occupazionali».

«Al di là delle tante cose da farsi – ha concluso – in Calabria bisogna difendere anzitutto ciò che funziona. Ed il Sant’Anna, con la sua prestigiosa attività pluridecennale universalmente riconosciuta, può ben annoverarsi tra le infrastrutture sanitarie su cui fare affidamento». (rcz)

 

Sant’Anna Hospital, le proposte di Sapia (M5S) per evitare la chiusura della clinica

Il deputato del Movimento 5 StelleFrancesco Sapia, in merito alla vicenda che vede il Sant’Anna Hospital di Catanzaro al centro di una inchiesta giudiziaria, ha sottolineato che «va trovata una soluzione legale per garantire l’assistenza ai malati e il lavoro ai dipendenti della clinica».

«Tuttavia – ha aggiunto – bisogna essere chiari: in nessun caso si possono accettare deroghe alle norme in virtù di risultati chirurgici esibiti, il che è avvenuto per lungo tempo. La magistratura sta aiutando la Calabria ad andare nella direzione della legalità e della normalità. Non possiamo apprezzare il lavoro della squadra del procuratore Nicola Gratteri e, nel contempo, ignorarlo, voltando lo sguardo davanti ai fatti ricostruiti».

«Le istituzioni pubbliche si trovano, dunque – ha proseguito Sapia – davanti a un compito difficile: assicurare che i pazienti abbiano risposte e che i lavoratori non perdano il posto. Questo, però, richiede un approccio diverso, responsabile e razionale, che deve essere orientato dalla legalità, la principale garanzia del diritto alla salute e al lavoro, come del corretto funzionamento dell’integrazione tra pubblico e privato».

«Per quanto concerne il Sant’Anna Hospital, si dovrebbe sciogliere – ha concluso il deputato Sapia – il suo Consiglio di amministrazione e procedere con un commissariamento triennale della struttura, limitatamente alle prestazioni annuali erogabili in conto del Ssr, mediante ricorso a soggetto attuatore nominato dal commissario governativo Guido Longo. Inoltre, occorrerebbe restituire alla Regione Calabria i rimborsi illecitamente percepiti rispetto ai ricoveri nella inesistente Utic. Ancora, bisognerebbe verificare gli standard di dotazione organica e i requisiti di accreditamento della struttura, quindi definire i volumi prestazionali da erogare su base annuale, nonché i relativi budget. A stretto giro ne parleremo con il commissario Longo». (rp)

S. Anna Hospital: Nino Spirlì incontra il Commissario Longo e il sindaco Abramo

Il presidente pro-tempore della Regione Calabria Nino Spirlì si è occupato ieri del caso del Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Subito dopo l’intitolazione della Cittadella alla presidente Jole Santelli – dichiarato –, ho incontrato nel mio ufficio il commissario ad acta della Sanità, Guido Longo, e il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Ci siamo occupati a lungo del Sant’Anna Hospital e di tutto il suo personale, sanitario e non. Inutile nascondere che, in relazione al Sant’Anna – sottolinea Spirlì –, in queste ore si stanno intrecciando diverse questioni. Per quanto ci riguarda, abbiamo trattato a lungo due temi che, per noi, sono i più importanti: le sorti del personale e il contratto tra la struttura e l’Asp di Catanzaro. Ci sono competenze che non ci riguardano ma, da parte nostra, c’è la massima disponibilità ad aiutare chi deve decidere in merito alle sorti di una eccellenza sanitaria calabrese e al futuro lavorativo di 300 padri e madri di famiglia».

«Nei prossimi giorni – conclude Spirlì –, continueranno gli incontri al fine di risolvere un problema che, in questo momento, sta preoccupando tutti noi». (rcz)

Sant’Anna Hospital, Anastasi (Iric): La Calabria ha bisogno di chi salva vite umane

Il consigliere regionale di Io Resto in CalabriaMarcello Anastasi, ha partecipato alla manifestazione dei dipendenti del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, in quanto «non ritengo accettabile che un’eccellenza calabrese venga lasciata soccombere assieme alla dignità lavorativa di 300 professionisti».

«Se le attività assistenziali oggi si fermano – ha aggiunto – è evidente che qualcosa nella catena di comando non ha funzionato, dunque in attesa di capire gli eventuali risvolti giudiziari di tutta la vicenda forse sarebbe opportuno un passo indietro da parte del management e un intervento unitario e risolutivo da parte della politica regionale». 

«Sono stato stamattina – ha proseguito Anastasi – al fianco dei dipendenti del Sant’Anna non certo per interessi elettorali, visto che sono stato eletto in un altro collegio, ma perché ho sentito il bisogno di testimoniare quanto la permanenza di questo polo cardiochirurgico sia indispensabile per la Calabria e per continuare a salvare migliaia di vite umane. L’ho fatto da cittadino, prima che da consigliere regionale, perché in passato sono stato anche io un paziente a cui la competenza e l’abnegazione di questi operatori sanitari hanno permesso di continuare a vivere».

«Se qualcuno – ha concluso Anastasi – ha commesso degli errori che hanno determinato l’attuale stato di crisi della struttura, deve assumersene le responsabilità di fronte alle autorità competenti; è altrettanto necessario che alla legalità vengano affiancate le garanzie occupazionali per chi, con il lavoro quotidiano, ha fatto sì che questa realtà divenisse un centro di alta specialità del cuore che deve continuare ad esistere e a salvare la vita ai calabresi». (rcz)

 

Sant’Anna Hospital, Centro Studi “D. F. Caporale”: Definire procedura di concertazione per salvare equilibri sociali e sanitari

Il Centro Studi politico-sociali “Don Francesco Caporale”, sul caso del Sant’Anna Hospital, ha sottolineato che «va assolutamente definita una procedura di concertazione per salvare equilibri sociali e sanitari».

«La vertenza aperta – si legge in una nota – a causa della crisi di liquidità che interessa Sant’Anna Hospital, interessa la città di Catanzaro e non solo: la clinica cardiologica che rischia di chiudere i battenti, è un patrimonio dell’intera regione per professionalità e umanità che emerge nel contesto sanitario compromesso da anni di mala gestione e commissariamento».

«Accanto alla grave problematica sociale – prosegue la nota – che interessa 300 dipendenti, si aggiunge l’indotto e soprattutto la capacità assoluta di questo presidio di risolvere problematiche cardiologiche di altissima specializzazione. E, quindi, i pazienti e le loro famiglie. Il Sant’Anna Hospital è diventato il luogo del miracolo laico risolvendo casi difficilissimi. Non si può chiudere un presidio che serve alla collettività, confondendo le responsabilità penali (che restano personali) di chi l’ha prodotta, con l’operato della struttura e di chi la anima con il proprio impegno e la propria professionalità».

«Va assolutamente – viene sottolineato nella nota – definita una procedura di concertazione per che l’Asp riconosca alla struttura il legittimo dovuto, chiarendo una volta per tutte la partita del mancato accreditamento e, soprattutto, dobbiamo garantire la continuità della funzionalità: in gioco ci sono equilibri importanti di carattere sanitario e soprattutto di carattere sociale».

«Questo lo dobbiamo  – conclude la nota – non solo per i dipendenti, ma anche e soprattutto ai futuri malati e alle emergenze che da domani possono diventare tragedie invece che soluzioni». (rcz)