Parte dalla Calabria l’Educational Tour Trenitalia

Un evento dedicato ai docenti per scoprire l’Italia con il treno. Parte dalla Calabria l’Educational Tour Trenitalia per le scuole, prima regione italiana a organizzare l’evento rivolto ai docenti degli istituti scolastici per illustrare fascino e potenzialità del treno nella scoperta delle bellezze del territorio.

Appuntamento alla stazione di Catanzaro Lido, dove Trenitalia insieme ad ArtCal ha incontrato 30 docenti degli istituti scolastici della fascia ionica, da Reggio Calabria a Corigliano, che hanno potuto verificare, all’andata, le comodità di un viaggio in Intercity e, nel ritorno, scoprire il modernissimo Blues, il primo treno ibrido del Regionale di Trenitalia.

Ospite d’eccezione, Emma Staine, assessore regionale ai Trasporti, che ha seguito in treno l’Educational Tour fino al Castello di Corigliano, prestigiosa location per questa giornata dedicata al mondo del turismo scolastico, una delle possibili mete raggiungibili con le visite scolastiche in treno.

Nella fortezza risalente all’XI secolo, uno dei castelli più belli e meglio conservati dell’Italia meridionale, la Direzione Business Intercity e il regionale di Trenitalia hanno presentato le offerte e i vantaggi di un viaggio in treno, mezzo di trasporto ideale per le gite scolastiche, in grado di garantire un viaggio in piena sicurezza e comfort contribuendo nel contempo a ridurre gli impatti ambientali.

A conclusione della giornata, la visita guidata del Castello ducale di Corigliano Calabro, patrimonio storico culturale calabrese, con la collaborazione dell’Associazione culturale White Castle, alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura Alessia Alboresi e dell’assessore al Turismo Costantino Argentino. (rcz)

La scuola come luogo di crescita culturale e umana, non di scontro

di LUCIO FRANCESCO GULLO – In un rapporto complementare che favorisce la crescita culturale e umana dell’alunno, la scuola dovrebbe essere il punto di riferimento di ogni famiglia e la famiglia il punto di riferimento di ogni scuola. Una relazione, dunque, che vede lo studente al centro di essa, ma che sembra essersi spezzata, nella mattinata del 15 gennaio, tra le mura del liceo “G.B. Scorza” di Cosenza.

Quello che sarebbe dovuto essere un dialogo sereno, tra il dirigente della scuola, Aldo Trecroci (ricoprente anche la carica di consigliere comunale) e il genitore di un’alunna dell’istituto in questione, si è trasformato in uno scontro acceso che non ha dato spazio a chiarimenti, prima che il padre della ragazza tirasse uno schiaffo al preside, facendolo cadere a terra.

Secondo quanto riportato dal preside, lo stesso avrebbe più volte subìto minacce durante la conversazione e il modo stesso di presentarsi del genitore sarebbe stato un po’ brusco, sin dal suo ingresso nell’ufficio scolastico. I motivi di tale gesto del genitore restano incerti: secondo alcune indiscrezioni, la reazione del genitore sarebbe stata causata della mancata possibilità di far accedere l’alunna al percorso di alternanza scuola-lavoro che desiderava intraprendere, per la mancata disponibilità dei posti, già esauriti. 

Sebbene sia fondamentale un organizzazione scolastica che promuova l’interesse degli alunni verso attività mentalmente stimolanti per ognuno di loro, grazie a dei docenti attenti e alle opportunità offerte dai percorsi scuola lavoro (PCTO), è necessario evidenziare come spesso molti adulti pretendano di interferire nell’organizzazione intrascolastica senza rispettare gli ambiti di operatività e le norme che permettono il funzionamento del sistema scolastico.

Un sistema che dovrebbe dare la possibilità alle famiglie e al consiglio d’Istituto di poter soddisfare le esigenze di ognuno nell’adempimento dei propri ruoli, garantendo una comunicazione chiara e serena e nel massimo rispetto reciproco. Dopo la caduta, il dirigente Aldo Trecoci è stato assistito da alcuni collaboratori scolastici che hanno avuto la prontezza di aiutarlo e si è recato all’ospedale di Cosenza per farsi refertare, in seguito in questura per sporgere denuncia.

Diversi personaggi politici hanno tenuto a esprimere rammarico per quanto accaduto: Il sindaco Franz Caruso la sua massima solidarietà e condanna con fermezza il violento episodio senza uso di mezzi termini, il Presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mazzucca, ha criticato aspramente l’episodio, il vice capogruppo di Fratelli d’Italia Alfredo Antoniozzi ha dichiarato: «È un gesto che squalifica la nostra città e che va condannato senza remore. È impensabile che si arrivi ad aggredire fisicamente un dirigente scolastico o un docente».

Pino Assalone dell’USB ha condannato l’episodio senza usare mezzi termini e l’ex vice Sindaco di Cosenza, Maria Pia Funaro che ha fatto notare come questa tipologia di episodi sia ultimamente in crescita.

Parecchie sono le tematiche relative all’educazione che vengono studiate nelle aule scolastiche, non poca è l’importanza che viene data al saper parlare e riuscire a stare al passo col sistema,ma quello che sembra venire meno al giorno d’oggi è la concretezza più banale,ma comunque essenziale,di un comportamento adeguato e umano capace di costruire orizzonti e non di reclamare con prepotenza,una concretezza che prescinde da qualsiasi pensiero teorico fine a sé stesso.

A prescindere da quelle che possano essere state le motivazioni del genitore, il rapporto che sta alla base di un efficace dialogo sembra essere stato assente durante questa discussione, una discussione che dimostra ancora una volta quanto l’approccio adottato tra due adulti che ricoprono due ruoli diversi possa trasformarsi in un mezzo di sopraffazione da parte di uno sull’altro e, in ultimo, sull’istituzione. 

Dopo tutta questa violenza, non ci resta che augurarci che questa sia solo una triste parentesi e non diventi parte di una serie di episodi che preannunciano una società incapace di usare il buon senso e di dare il giusto esempio alle nuove generazioni. (lfg)

Riforma ITS, in Calabria il maggior numero di adesioni nazionali

La Calabria, come la Lombardia è, addirittura, in assoluto, meglio di altre regioni del Nord», per l’adesione alla riforma Its. Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, spiegando come «sono state 24 le scuole aderenti alla sperimentazione e 30 le filiere formative attivate in Calabria e costituite dagli istituti tecnici, professionali (4 anni) dagli Istituti Tecnici Superiori 2 anni (Its) con il coinvolgimento delle aziende e degli Ordini professionali e delle Università. Tanto interesse da parte di tutte le province calabresi e della Città metropolitana di Reggio Calabria, equamente rappresentate nelle adesioni alla sperimentazione. Questi gli esiti pubblicati dal Ministero a seguito della valutazione delle candidature pervenute dalle regioni».

La vice presidente con delega al ramo nelle scorse settimane si era fatta promotrice insieme alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, di un incontro informativo sul tema, tenuto presso la Cittadella regionale, con il coinvolgimento di tutto il partneriato calabrese e con la partecipazione dei massimi dirigenti del ministero e del ministro Giuseppe Valditara.

«Questi risultati – ha proseguito Princi – confermano quanto dinamismo, quanta democrazia partecipata si registrino negli istituti scolastici i cui Organi collegiali d’istituto, dopo ampio confronto, hanno deliberato le candidature aprendosi al cambiamento, alle opportunità di una formazione contestualizzata ai profili occupazionali richiesti dal mercato del lavoro calabrese per i prossimi anni. È importante che Regione funga da collettore interistituzionale perchè tutto il sistema ruoti intorno ad un obiettivo, affinchè non avvenga quanto è avvenuto in passato quando le scuole hanno subito dall’alto la riforma legata all’ alternanza scuola lavoro senza alcun accompagnamento o minima programmazione regionale».

«La filiera calabrese – ha spiegato – si arricchisce della partecipazione del sistema accademico. La Calabria è infatti, l’unica regione che ha sottoscritto apposito accordo tra Regione, Usr e Università calabresi (Magna Grecia Catanzaro, Unical Cosenza e Mediterranea Reggio Calabria), che permetterà agli studenti che completeranno il percorso negli Its di avere riconosciuti i crediti ai fini del conseguimento della laurea triennale. Le competenze tecniche sono molto richieste dalle imprese calabresi che assumono addirittura il 67% di personale in possesso di diploma secondario».

«Le maggiori difficoltà di reperimento di lavoratori si concentrano nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria. Basti pensare che, per il solo 2023, degli 8.300 assunti previsti, il 53% è stato di difficile reperimento. Le previsioni occupazionali di entrate, in diversi ambiti, per il solo 2023, sono state pari a 108.000 dei quali, 72.000 con livello di istruzione secondaria e con difficoltà di reperimento del 41%. La formazione garantita per i prossimi anni dalla filiera tecnico professionale sopperirà a tale fabbisogno, anche alla luce dei fattori che modelleranno i futuri bisogni occupazionali del mercato del lavoro calabrese, la costruzione del Ponte sullo stretto e l’istituzione della Zona economica speciale unica che richiamerà nuovi investimenti e la nascita di nuove imprese».

«Nell’ambito delle iscrizioni alle scuole di primo e secondo grado della regione, aperte fino al 10 febbraio, le famiglie potranno scegliere il nuovo percorso negli istituti autorizzati. Nelle prossime settimane  – ha concluso la vice presidente Princi – insieme all’Ufficio scolastico regionale, costituiremo apposito tavolo di lavoro, aperto a tutti i partner della filiera e al sistema datoriale calabrese, per accompagnare al meglio la riforma perchè il percorso sia foriero di opportunità conoscitive, formative e occupazionali per i nostri ragazzi». (rcz)

 

Rosaria Succurro riceve la Consulta degli studenti

Un corposo dossier sullo stato delle scuole calabresi è stato consegnato alla presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro.

Nel palazzo della Provincia, la presidente dell’ente ha ricevuto la Consulta degli studenti della regione Calabria, accompagnata dalla referente dello stesso organismo, la docente Franca Falduto, e da Corrado Antonio L’Andolina, presidente della Provincia di Vibo Valentia.

I componenti della Consulta hanno consegnato a Succurro un dossier sulle necessità degli studenti che frequentano le scuole calabresi.

La presidente della Provincia di Cosenza, che si è congratulata per l’ampio e completo lavoro svolto dalla stessa Consulta, ha sottolineato che «200 milioni sono già stati stanziati per la ristrutturazione, la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico delle scuole del Cosentino», aggiungendo che «il confronto delle istituzioni con i giovani è doveroso ed è prezioso per migliorare i luoghi e le dinamiche dell’istruzione e, più in generale, della formazione».

«È con l’ascolto e la cooperazione – ha detto la presidente Succurro – che si costruisce un futuro migliore. Nella sede della Provincia di Cosenza – ha concluso – gli studenti saranno sempre i benvenuti». (rcs)

Sperimentazione della Riforma negli istituti scolastici, conferenza stampa con Valditara

Domani, martedì 9 gennaio, alle ore 11, nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro, la vice presidente della Giunta regionale della Calabria con delega all’istruzione e all’università, Giusi Princi, e la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, terranno una conferenza stampa nel corso della quale sarà presentata la sperimentazione nazionale della Riforma quadriennale degli istituti tecnici e professionali.

La Calabria è tra le prime Regioni in Italia a dare un contributo per una più efficace declinazione formativa ed organizzativa della sperimentazione.

All’incontro con la stampa interverrà Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, che spiegherà la riforma nel dettaglio dei contenuti e delle finalità.

Le conclusioni saranno affidare al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Sarano inoltre presenti all’iniziativa, insieme a tutti i protagonisti della riforma degli istituti tecnici e professionali, i Rettori del sistema universitario calabrese: Giovanni Cuda (Unimg), Nicola Leone (Unical), Giuseppe Zimbalatti (Unirc), con i quali si andrà a sottoscrivere apposito accordo regionale che consentirà il passaggio dall’istruzione tecnologica superiore (Its) ai percorsi universitari, con il relativo riconoscimento dei crediti formativi e con conseguente possibilità di conseguimento della laurea triennale, per quanti studenti avranno concluso, la sperimentazione negli istituti tecnici o professionali prima e negli Its Academy dopo (4+2 anni).

L’incontro sarà l’opportunità, oltre che per illustrare il percorso di sperimentazione, anche per raccogliere contributi e proposte dai diversi organismi preposti che sono stati invitati a partecipare: dirigenti scolatici degli Istituti tecnici e professionali, presidenti delle Fondazioni Its della Calabria, Associazioni datoriali, enti di formazione accreditati dalla Regione per l’obbligo formativo, Ordini professionali, Unioncamere Calabria. (rcz)

L’OPINIONE / Teresa Carpino: La Lega ci riprova: Il ritorno delle gabbie salariali

di TERESA CARPINO – La nuova proposta della Lega mi ha lasciato l’ennesimo amaro in bocca perché riguarda il mio settore: la scuola. Lavoro come insegnante nella scuola pubblica dal 2005. 18 anni, di cui 14 in Lombardia e 4 in Umbria, nonché qualche periodo all’estero.

Non ho mai insegnato nella mia terra, la Calabria, ma parte della mia famiglia e molti amici sì e conosco bene quindi le realtà delle varie “Italie” che alla fine si riducono sostanzialmente a due e non solo nel settore scolastico: Nord e Sud Italia. Considero il Centro come quel limbo in cui vivi bene ma fiuti qualche disagio nei servizi, che ti ricorda il Sud, solo leggermente però; c’è una sorta di equilibrio di cui, chi non ha esperienza altrove non si accorge.

Nel corso di questi anni al Nord ho sempre sentito aleggiare lo spettro della necessità di differenze stipendiali fra i lavoratori del Nord Italia e quelli del Sud Italia. Battute, discorsi, dissertazioni su quanto la vita al Nord sia cara e al Sud sia una pacchia fantastica, dove con pochi spiccioli si vive da nababbi sorseggiando cocktail sulle spiagge dorate.

Mi piacerebbe che le persone che hanno queste idee vadano a vedere cosa significhi vivere e lavorare nel Sud Italia, col sole in fronte e il mare splendente sì, ma con l’incertezza del domani, col treno che non c’è, con gli asili nidi pari allo 0,01%, con la Sanità disastrata, con le infrastrutture inesistenti, con le strade statali che fungono da autostrade e da corsia verso il Paradiso in maniera molto frequente, potrei continuare all’infinito…E quindi si pensa a differenziare lo stipendio perché al Nord costa tutto di più e al Sud non si pagano le tasse, ecco perché la vita costa di meno! Questo è il pensiero consolidato anche fra i molti meridionali impiantatisi al Nord e che, pur di farsi accettare dal collega del posto, sparano sentenze sui propri conterranei e sulla propria terra.

Ora, la proposta della Lega trova spazio in Parlamento e stavolta, forse, ci riesce ad attuarla. Il governo si è impegnato a valutare la reintroduzione delle gabbie salariali, perché di queste si tratta, dando un primo via libera, alla Camera, a questa scellerata proposta che il partito di Matteo Salvini porta avanti da tempo. Tutti gli altri gruppi Parlamentari di opposizione si sono schierati contro questa proposta di legge e scetticismo trapela anche nei banchi della stessa maggioranza dopo l’approvazione di un ordine del giorno senza essere stata concordata, con gli altri partiti della maggioranza, la linea da seguire per portare avanti questa proposta di legge.

Passare da stipendi uguali per tutti al potere d’acquisto uguale per tutti, tradotto, significa appunto reintrodurre le gabbie salariali, (abolite definitivamente nel 1972 grazie alle proteste sindacali), differenziare quindi i salari in base al costo della vita. Il meccanismo delle gabbie salariali era stato introdotto nel 1945, con un accordo tra Confindustria e Cgil, per tentare di trovare una soluzione all’aumento del costo della vita dovuto all’inflazione, visto che la Lira si stava pesantemente svalutando nel dopoguerra, portando a un aumento generalizzato dei prezzi.

Nel corso degli anni però il sistema generava molte ingiustizie perché, ci si accorse che un lavoratore del Nord Italia poteva guadagnare di più di uno del Sud, a parità di mansioni: a Milano un operaio specializzato nel settore metallurgico guadagnava 21 lire orarie, mentre a Reggio Calabria solo 18,05. Io stessa, quando ero ancora residente in Calabria ma lavoravo a Bergamo percepivo circa 80 euro in meno dei miei colleghi residenti in loco, tutto dovuto all’aliquota Irpef.

E oggi, nel 2023, il senatore Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega a Palazzo Madama, afferma che sia «…una proposta di buon senso tornare al sistema degli stipendi adattati in base al costo della vita. Il principio della parità retributiva non verrebbe meno. Parliamo infatti di trattamenti economici accessori, che possono essere così riconosciuti ai dipendenti valutando anche il diverso impatto che l’incremento dei costi dei beni essenziali ha sui cittadini. Si pensi alle grandi città – ha chiarito il senatore della Lega – dove l’inflazione ha degli effetti differenti rispetto ad altre zone del nostro Paese…».

Il senatore dimentica che le grandi città esistono anche al Sud e omette in maniera del tutto sconcertante di dire che anche in quelle città, spesso, non esistono gli stessi servizi che esistono al Nord. Ecco che si può subito tornare al discorso dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) e citare un piccolo esempio che riguarda gli asili nido di due città pressoché simili: Reggio Emilia e Reggio Calabria, nella prima troviamo 60 asili nido nella seconda soltanto 3!

Oggigiorno le spese familiari sono un problema comune, indipendentemente dalla regione in cui si abita. La differenza sta tutta nei servizi garantiti dagli istituti scolastici tra il Nord e il Sud Italia. Mentre nel Nord esistono maggiori opportunità, come il tempo pieno, in regioni come la Puglia, o peggio ancora la Calabria queste sono ancora limitate. La situazione spesso costringe le famiglie meridionali a dipendere da supporto esterno o da un doppio reddito per gestire le esigenze dei figli.

Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita ha affermato: «Se ci sono docenti che meritano uno stipendio più alto sono quelli che insegnano in Calabria, in Campania, in Puglia, in Sicilia, in Basilicata. Sono i docenti-eroi che ogni giorno lottano in condizioni disagiate, in contesti sociali difficili, in edifici scolastici inadeguati, per portare avanti la loro missione educativa».

Il sindaco evidenzia le sfide straordinarie che i docenti del Sud affrontano quotidianamente, tra cui l’accesso a sedi impervie, viaggi in condizioni precarie e la gestione di situazioni di potenziale pericolo. «Che sfidano ostacoli, pregiudizi, ostilità per recuperare bambini e ragazzi ad una vita di studi e di legalità». aggiunge.

Ci auguriamo, che il sindaco Fiorita e i parlamentari del Mezzogiorno non si limitino a manifestare indignazione, ma che agiscano concretamente presentando un ordine del giorno per richiedere stipendi più alti per tutti i docenti italiani e, inoltre, incentivi economici per chi insegna nelle aree più difficili del Paese, in questo caso come Italia del Meridione siamo pronti a scendere in campo insieme a loro o ad iniziare un’altra battaglia, questa volta a difesa di tutti gli insegnanti italiani. (tc)

[Teresa Carpino è del Circolo Lombardia di Italia del Meridione]

La Cisl scuola Calabria riunisce il suo esecutivo e analizza la situazione

La Cisl scuola Calabria riunisce il suo esecutivo e analizza la situazione. Presso la sede regionale della Cisl Calabria si è riunito l’esecutivo della Cisl Scuola, per programmare le attività in vista delle prossime scadenze e per analizzare questo scorcio di inizio anno scolastico. Alla presenza del Segretario Generale Raffaele Vitale e dei componenti di segreteria Giuseppe Moio e Marisa Veltri, unitamente ai segretari generali territoriali Alfredo Silipo (Cz, Kr e Vv) e Enzo Groccia (Cs), a Giuseppe Cavallo (coordinatore dei Dirigenti Scolastici Calabria) e a Vincenzo Guida (Espero e Formazione Professionale) oltre al consueto supporto di Arcangelo Carbone già segretario generale, sono stati analizzati i dati del tesseramento 2023 che hanno testimoniato il grande impegno della Cisl Scuola Nazionale e di quella regionale (+ 4,26 % iscritti rispetto al 2022) a conferma del lavoro svolto e della vicinanza, del nostro sindacato, alle problematiche dei lavoratori nel mondo della scuola.

In attesa della firma definitiva del Ccnl (prevista per fine novembre/primi di dicembre) e delle novità del decreto anticipi (aumento dell’indennità di vacanza contrattuale), l’esecutivo regionale ha messo in programma una campagna di sensibilizzazione dei lavoratori della scuola in vista della manifestazione del 25 novembre a Roma, iniziativa ritenuta necessaria per dare un contributo per migliorare la manovra finanziaria e costruire un nuovo patto sociale. Sono state poi portate in discussione le novità riguardanti le recenti vicende giudiziarie sul discusso dimensionamento e dei possibili sviluppi che il piano regionale potrebbe riservare anche alle nostre istituzioni scolastiche, con preoccupanti ripercussioni sull’organizzazione scolastica periferica.

Sempre l’esecutivo ha messo in programma una serie di iniziative di formazione che vedranno impegnati i nostri relatori nazionali e regionali in vista dei futuri concorsi per Dirigente Scolastico e per Docenti, oltre a una campagna di attività con incontri territoriali per l’esame di specifici argomenti (Espero, Cir Ds, Diritto allo Studio). L’esecutivo ha concluso i lavori programmando di convocare un consiglio generale regionale, entro la fine di dicembre, per discutere degli impegni della Cisl Scuola Calabria per il nuovo anno, ormai alle porte. (rcz)

Caro scuola, Occhiuto e Princi illustrano il provvedimento che aiuta 36mila studenti

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e la vicepresidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, hanno illustrato in Cittadella, nel corso di una conferenza stampa, l’avviso pubblico “voucher caro scuola” riguardante l’erogazione di borse di studio regionali per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, nonché per l’accesso a beni e servizi di natura culturale, a favore degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

«Investire sulla scuola – ha affermato Occhiuto – significa spazzare via sistemi che hanno impedito lo sviluppo della Calabria. Sono fortemente riconoscente alla vicepresidente Princi che, qualche mese fa, mi ha proposto questa bella iniziativa che mette in campo 16 milioni di euro, da destinare a 36 mila studenti frequentanti gli istituti secondari calabresi, per aiutare le famiglie a fronteggiare i rincari delle spese scolastiche. Per quanto riguarda il dimensionamento scolastico, abbiamo deciso di adottare un modello per salvaguardare l’autonomia della scuola dei centri più isolati, dove è più presente il fenomeno dell’abbandono scolastico. Oggi ci sono aree metropolitane che comprensibilmente protestano per questo, ma io sarei più preoccupato se avessimo scelto un altro modello e se oggi a patire il fenomeno del dimensionamento fossero Platì, San Luca, Africo, comunità che vanno salvaguardate perché la scuola non è soltanto luogo d’istruzione ma presidio sociale. Tutto questo, inoltre, è ancora più importante in una regione come la Calabria dove sono più evidenti e drammatici i danni culturali e antropologici provocati della criminalità organizzata. Si tratta, quindi, di investimenti sulla legalità. Perciò, con questo importante provvedimento contro il caro scuola diciamo ai nostri studenti che la Regione vuole investire su di loro perché saranno loro a dover costruire la Calabria del futuro», ha sottolineato il presidente Occhiuto.

Presenti all’incontro con la stampa anche Giuseppe Greco, direttore regionale dell’Inps con cui sarà attivata una convenzione che permetterà il controllo massivo delle attestazioni Isee e, a campione, delle attestazioni di frequenza; Alessandro Zanfino, presidente di Fincalabra, attraverso cui sarà erogato il voucher; Claudio Venditti, presidente del Forum delle associazioni familiari della Calabria che si è fatto portavoce delle istanze delle famiglie.

Il provvedimento, deliberato dalla Giunta, è stato illustrato nel dettaglio dalla vicepresidente Princi.
«Con il voucher sul caro scuola – ha spiegato la vicepresidente – eroghiamo borse di studio regionali agli studenti delle scuole di secondo grado per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto e per l’accesso a beni e servizi di natura culturale. In totale saranno oltre 36 mila gli studenti beneficiari. Le risorse ammontano a 16 milioni di euro. L’entità del contributo è di 500 euro per ciascuno studente residente in Calabria, iscritto e frequentante un istituto scolastico di secondo grado e appartenente a nucleo familiare con un indicatore Isee fino a 15.748,78 euro. Gli studenti già beneficiari dell’importo di 200 euro del voucher “Io studio” – ha specificato Princi – percepiranno 300 euro, vale a dire la differenza dell’entità totale del contributo di 500 euro. Pertanto, saranno emanati in tempi brevi due avvisi pubblici, a valere sul programma regionale Fesr–Fse+ 2021-2027 per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024. Due le finestre previste: una nel mese di novembre rivolta agli studenti frequentanti le classi dal secondo al quinto anno di scuola superiore; una seconda finestra a giugno rivolta anche agli studenti del primo anno. Sono veramente molto soddisfatta di questo provvedimento – ha rimarcato Princi – che è storia positiva per la Calabria perché è la prima volta che si prevede una misura così importante, rispondendo anche al grido di allarme lanciato dal Forum famiglie calabresi, per contrastare l’aumento delle spese scolastiche a cui sono andate incontro le famiglie calabresi in questo nuovo inizio di anno scolastico. Il nostro obiettivo è di garantire a migliaia di studenti calabresi, frequentanti le scuole superiori e residenti in Calabria, pari opportunità di apprendimento e diritto allo studio, colmando i divari territoriali», ha detto infine la vicepresidente Princi ringraziando il dipartimento regionale istruzione e tutti i partner coinvolti nell’operazione.

REGGIO – Milia (FI): Controlli della strutture scolastiche fermi da 20 anni

Il consigliere Federico Milia, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, in una nota stampa  ha chiarito i passaggi della seduta in Commissione.

«La Commissione controllo e garanzia ha preso in esame l’ordinanza n°79 del 09/10/2023, con la quale il Comune ha stabilito la chiusura temporanea del plesso scolastico Pythagoras, chiamando a relazionare l’ing. Giuseppe Mauro, responsabile unico del procedimento. Quanto emerso da questo colloquio è tanto drammatico, quanto assurdo», ha detto Milia.

«Al netto delle dichiarazioni rese dall’ing. Mauro– ha proseguito – il quale ha spiegato i motivi per cui si è ritenuto opportuno chiudere urgentemente la scuola Pythagoras, unico edificio, ad oggi, “in pessime condizioni e per il quale sono state segnalate forti carenze strutturali, con segnali di sofferenza nell’intera struttura” ho chiesto come mai non siano state effettuati altri carotaggi nel corso del tempo».

«La risposta dell’ing. Mauro – ha aggiunto Milia – è che le ultime indagini risalgono al 2004: una vecchia prova con carotaggi, con risultanze meno critiche di quelle riscontrate oggi, è documentata al 2004, 20 anni fa». 

«Per 20 anni, quindi – ha denunciato – non sono stati effettuati i dovuti controlli sulle strutture scolastiche, a scapito della sicurezza di centinaia di bambini. È inaccettabile».

«Alla luce di queste dichiarazioni rese – ha detto ancora –, ho ritenuto fosse urgente chiedere di convocare alla prossima seduta della commissione, con la massima urgenza, la dirigente Roschetti e l’assessore Nucera, così da iniziare a lavorare ad un piano alternativo».

«Le soluzioni ‘tampone’ fornite da questa Amministrazione, con il dislocamento dei ragazzi in altro plesso, mi convincono sempre più della mancata attuazione di una programmazione in grado di fornire soluzioni tempestive idonee su casi specifici – ha concluso – un’abitudine di questa gestione fallimentare della cosa pubblica portata avanti con ostinazione da questa Amministrazione, che oggi però ha un riflesso significativo sull’incolumità dei nostri ragazzi. Non possiamo più attendere». (rrc)







La consigliera Straface (FI) solidale con gli alunni dell’Ariosto di Corigliano-Rossano

«Questa mattina sono stata invitata da diverse mamme ed ho presenziato insieme aI genitori dei ragazzi che frequentano la scuola Ariosto ad un sit in di protesta per quella che a tutti gli effetti si qualifica come una violazione del diritto allo studio per una consistente parte di studenti coriglianesi».

Così in una nota stampa l’On. Pasqualina Straface Presidente della Terza Commissione Regionale Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative.

«Il plesso scolastico Ariosto è chiuso ormai da quattro anni per lavori che non sono mai partiti e gli studenti sono stati spostati in un palazzo che a sua volta è un cantiere a cielo aperto, senza certezze sulla sicurezza e sui tempi di ritorno alla tanta sospirata normalità. Una struttura sprovvista di uno spazio funzionale a svolgere attività motoria, sprovvista di una tettoia volta a riparare dalla pioggia gli alunni che ogni mattina devono attraversare la lunga gradinata che collega l’atrio scolastico con la strada, nonché la quasi totale assenza di parcheggi. Mi affianco alle preoccupazioni di questi genitori, che rivendicano condizioni dignitose per i loro figli, chiedendo che ci siano tempi certi e azioni concrete per risolvere, dopo quattro lunghi anni, finalmente questa problematica. I nostri giovani hanno il diritto di studiare in condizioni ottimali e sicure e deve essere fatto quanto necessario in tempi brevi per riaprire e restituire il plesso scolastico Ariosto agli studenti e alla comunità scolastica cittadina». (rcs)