REGGIO – Il convegno “Adozione e Scuola”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 16.30, all’Auditorium del Centro Civico di Ravagnese, il convegno Adozione e scuola, l’inserimento scolastico dei bambini adottati. Il ruolo e la formazione dei Referenti dell’Adozione organizzato in sinergia dal Servizio Adozioni del Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria e dal gruppo dei genitori adottivi ed aspiranti. Presenti gli assessori Demetrio Delfino e Lucia Nucera.

Questo evento ed il Percorso di formazione dei Referenti per l’Adozione, nominati dagli Istituti Comprensivi, sono stati organizzati, in stretta collaborazione, dal Servizio Minori del Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria, rappresentato dalla Responsabile e coordinatrice dell’equipe adozioni e affidamenti, dottoressa Maria Grazia Marcianò, e dal gruppo dei genitori adottivi e aspiranti tali, nato nel 2009 ed operativo presso il Settore.

Esso, sin da subito, ha rappresentato una novità per il territorio, rispetto ai gruppi di post adozione, in quanto integrava il confronto tra le esperienze di vita dei genitori adottivi, con l’accompagnamento attivo del periodo di attesa delle coppie di aspiranti genitori.

Nel tempo, per richiesta degli stessi genitori, esso è diventato un gruppo in formazione permanente sui temi della genitorialità, avvertendo sin da subito l’esigenza di entrare in stretto dialogo con la scuola, per favorire l’inserimento scolastico dei propri figli adottati. Così, da questa sinergia, è nato un percorso di formazione sull’accoglienza a scuola dei bambini adottati, rivolto agli insegnanti della scuola primaria.

Tra questi, poi, i Dirigenti Scolastici hanno individuato i referenti per l’adozione. Quindi, grazie all’interesse e all’accoglienza che il mondo della scuola ha dimostrato rispetto a questa iniziativa, il gruppo dei genitori adottivi e aspiranti, sempre con il coordinamento degli operatori del Settore Welfare, ha proposto ai Referenti dell’Adozione, che intanto gli Istituti Comprensivi del Comune e della Città metropolitana di Reggio Calabria avevano provveduto a nominare per la prima volta, un percorso di formazione specifico, secondo quanto previsto dalle “linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” del Ministero dell’Istruzione.

Giunti al termine del secondo anno di questo percorso formativo rivolto ai Referenti, è stato organizzato il convegno che vedrà presenti, oltre ai referenti scolastici, anche i dirigenti scolastici e gli Assessori al Welfare, Demetrio Delfino, ed all’Istruzione, Lucia Nucera, del Comune di Reggio Calabria, che hanno sostenuto sin da subito questa iniziativa.

Questo modello è unico in Italia, in quanto ha attuato una virtuosa collaborazione tra Servizi Sociali, che hanno formato le famiglie adottive e le famiglie adottive che, una volta formate, sono diventate a propria volta formatrici e hanno offerto la loro collaborazione volontaria e gratuita alla scuola, che ha scelto di accogliere e far tesoro delle loro esperienze e competenze, attuando al meglio l’auspicato e fondamentale dialogo scuola – famiglia, con l’obiettivo di garantire il benessere dei bambini.

Tutto questo ha suscitato l’interesse del prestigioso Istituto degli Innocenti di Firenze che da sempre promuove servizi ed attività per affermare concretamente i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e dell’A.N.F.A.A., storica associazione nazionale di famiglie adottive e affidatarie che, a livello istituzionale, ha promosso nel tempo l’approvazione di leggi fondamentali per l’adozione e l’affidamento.

Entrambi hanno voluto essere presenti partecipando al convegno con due autorevoli relatori: Massimo Santoro per l’Istituto degli Innocenti, psicologo e psicoterapeuta che parlerà del tema: Il visto, ma non riconosciuto dell’Adozione, e Sara Saksida, presidente della sezione A.N.F.A.A. di Trieste, con la relazione dal titolo : Ascoltiamoci! La Scuola dal punto di vista delle famiglie adottive. (rrc)

FINISCE LA SCUOLA, I PROBLEMI RESTANO
FORTE IL GAP IN MATEMATICA NELLE MEDIE

di GUIDO LEONE – Con la chiusura dell’anno  scolastico fissata per giovedì 9 giugno arrivano le vacanze lunghe  per i 76.000 e più allievi delle  scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Calabria. L’ultima campanella sta ,dunque, per suonare  ma non per i novemila  e cinquecento piccoli allievi della scuola dell’infanzia che termineranno le loro attività educative il prossimo giovedì 30 giugno.

Poi sarà vacanza per i più fino al 19 settembre 2022 presumibile inizio del nuovo anno scolastico, (la Regione Calabria non ha ancora emesso il decreto), tre mesi pieni lontani da compiti, interrogazioni e libri. Però, non per tutti sarà così. Per i ragazzi di terza media la fine delle lezioni di fatto è sinonimo di esami di Stato. Per i quattordicenni le vere vacanze scatteranno il 30 giugno, ultimo giorno utile fissato dal Ministero della P.I. per gli esami di Stato. I diciottenni, invece, saranno alle prese con gli esami almeno fino a metà luglio.

Intanto, è già tempo di scrutini e i prossimi giorni saranno dedicati nelle scuole alle valutazioni finali: scrutini per le ammissioni alla classe successiva e agli esami di Stato.

A cominciare per primi saranno i quattromila e duecentocinquanta  alunni di terza della scuola secondaria di primo grado che affronteranno la loro ultima fatica, il conseguimento della cosiddetta ‘minimaturità’. A seguire i quasi cinquemilacinquecento maturandi circa delle scuole secondarie superiori che inizieranno i loro esami di stato mercoledì 22 giugno.

La minimaturità

L’esame, che ha carattere di verifica e certificazione degli obiettivi educativi e didattici a conclusione della scuola secondaria di I grado, rappresenta il primo banco di prova che gli alunni si ritrovano ad affrontare nel proprio percorso formativo. Nella scuola primaria, infatti, la componente valutativa è affidata ad un giudizio sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno e, solo in casi eccezionali e motivati, è prevista la non ammissione alla classe successiva (art.3 L.169/2008).

La valutazione rappresenta da sempre un momento di particolare rilevanza, non solo perché conclude un ciclo scolastico, ma perché al tempo stesso dà l’avvio ad un nuovo percorso di formazione culturale e personale per ciascuno studente.

L’ammissione agli esami di terza media compete al Consiglio di classe con giudizio di idoneità (espresso in decimi) per gli alunni che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ogni disciplina, voto sul comportamento compreso.

I requisiti di ammissione all’esame finale di terza media sono i seguenti: avere frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato secondo regolare ordinamento della scuola. Fanno eccezione situazioni legate alle particolari condizioni epidemiologiche.

E poi non essere incorsi in sanzioni disciplinari molto pesanti.

La votazione tiene conto del percorso scolastico compiuto , mentre le prove Invalsi svolte durante l’anno dallo studente non concorrono a definirne la valutazione.

L’eventuale non ammissione è deliberata a maggioranza.

Il calendario 

Gli esami iniziano dopo gli scrutini e le date variano da istituto a istituto. Tuttavia è presumibile che la riunione preliminare di insediamento delle commissioni avvenga subito dopo la chiusura delle lezioni tra l’11 ed il 13 giugno.

Le prove

Per l’Esame del primo ciclo sono previste due prove scritte, una di Italiano e una relativa alle competenze logico-matematiche; seguirà un colloquio, nel corso del quale saranno accertate anche le competenze relative alla Lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’Educazione civica.

Per i percorsi a indirizzo musicale, al colloquio è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

La votazione finale resta in decimi. Si potrà ottenere la lode. L’Esame si svolgerà in presenza, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022.

Per il solo colloquio, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il proprio domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata.

Il gap della Scuola Media

Le due aree principali su cui lavorare nell’immediato futuro sono gli apprendimenti in italiano e matematica; è un gap territoriale che parte sin dalla scuola primaria e si accentua nella scuola media, il ventre molle o se vogliamo l’anello debole del nostro sistema educativo.

La scuola media, una terra di mezzo, è da molti anni alla ricerca di una sua identità, attratta dalla scuola superiore (il piano alto della “secondaria”), ma poi richiamata alla comune appartenenza alla scuola di base (il c.d. “primo ciclo” dell’istruzione). L’alternarsi di diverse denominazioni (scuola – di volta in volta – media, secondaria I grado, del primo ciclo, di base) da l’imprinting a questa vera e propria sindrome pirandelliana, nella non risolta ambiguità della sua secondarietà – di accesso ai saperi formali e al pensare per modelli – o di completamento della formazione primaria, quindi di consolidamento dell’alfabetizzazione strumentale.

Occorre affrontare presto e con energia questa profonda crisi della scuola media, che da molti anni ha smarrito la propria identità e il senso della sua missione. Occorre ridarle una missione chiara aggiornando le sua offerta pedagogica e didattica, attraverso  un forte orientamento alla personalizzazione dell’insegnamento da realizzarsi attraverso un’estensione del tempo scuola con una vera “scuola del pomeriggio”. (gl)

Bando nuove Scuole, la Calabria ancora sul podio per i progetti approvati

La Calabria, con 16 progetti approvati, è «seconda per interventi finanziati nell’ambito del bando indetto dal Ministero per il Sud per la costruzione di nuove scuole, che prevede in totale 98 interventi mettendo in campo 504 milioni di euro». È quanto hanno reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi e l’assessore ai Lavori Pubblici, Mauro Dolce.

«Così come – hanno aggiunto – per il bando sugli asili nido che ha visto i Comuni cogliere l’occasione su invito della Regione, anche in questa circostanza possiamo parlare di una Calabria che inverte trend, viaggiando ancora su numeri da record rispetto al passato, che si propone e che lavora su se stessa per migliorarsi».

L’ambito è quello del PNRR ed il contesto l’edilizia scolastica, con un bando fortemente voluto dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna che oggi dal portale istituzionale con orgoglio parla di “Risposta forte ed efficace dei Comuni meridionali”.

In particolare dei territori di Campania e Calabria, in passato spesso fanalini di coda di tante graduatorie nazionali, oggi invece sul podio dei progetti approvati, superando regioni generalmente più pronte come Sicilia e Puglia.

«Ben 16 gli interventi approvati per la nostra regione –  hanno precisato i due assessori regionali – con un importo di 49.483.856 euro su 504 milioni previsti per tutto il Sud che in cinque anni porteranno migliaia di studenti calabresi ad avere edifici scolastici più moderni, efficienti e interconnessi. Puntare sull’edilizia scolastica, dotando le scuole di ambienti al passo con i tempi, accoglienti e confortevoli, significa assicurare quel benessere integrale dello studente che ne garantisce uno stato d’animo più sereno ed un migliore rendimento. L’obiettivo indiretto ma consequenziale è arginare la dispersione scolastica e combattere la povertà educativa».

«Dal canto nostro – hanno concluso Giusi Princi e Mauro Dolce – stiamo mettendo in pratica quello che sin dal primo giorno del nostro insediamento il Presidente Occhiuto ci ha chiesto per la Calabria: attingere da tutte le opportunità di finanziamento garantendo una programmazione finalizzata a potenziare i servizi, a migliorare strutture ed infrastrutture. Così colmiamo i gap e diamo nuovi impulsi ai settori meno sviluppati». (rcz)

Cosenza è tra i pochi Comuni nel Mezzogiorno ad aver rispetto i termini per presentare progetti del Pnrr

Il Comune di Cosenza è tra i pochi Comuni, nel Mezzogiorno, ad aver presentato, nel rispetto dei termini previsti, i progetti del Pnrr. Si tratta, nello specifico, di 12 progetti di ammodernamento e ristrutturazione delle scuole cittadine.

«Un’attività non facile – è stato sottolineato – per la complessità delle “schede” ed in particolar modo per i tempi molto ristretti. Infatti -è notizia di queste ore- che tante altre amministrazioni, non riuscendo a presentare alcun intervento, hanno chiesto la riapertura dei termini”.

Si sono riunite, infatti,  le Commissioni consiliari Pubblica Istruzione e Lavori Pubblici, presiedute da Chiara Penna e Concetta De Paola.  Alla riunione ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici, Damiano Covelli, esprimendo grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e sottolineando come tale risultato sia frutto di collegialità, sinergia e partecipazione tra i consiglieri comunali, i dirigenti scolastici e l’assessorato».

«Le scuole cittadine – ha dichiarato l’assessore – rappresentano una delle priorità del sindaco Franz Caruso. Abbiamo, quindi, inteso puntare ad una programmazione organica per rendere più sicuro, funzionale, accogliente e green il nostro sistema scolastico. I dodici interventi previsti in altrettante scuole, già annunciati nei giorni scorsi, prevedono non solo la messa in sicurezza degli immobili, ma la realizzazione di nuove mense, nuove palestre, nuovi asili nido all’altezza dei bisogni formativi e di crescita sana dei nostri bambini».

Alla discussione hanno partecipato i consiglieri Bianca Rende, Francesco Alimena, Francesco Caruso e Francesco Turco, i quali hanno espresso parole di soddisfazione per quanto è stato fatto, per nulla scontato, e, proprio per questo, molto apprezzato. La riunione si è conclusa con l’auspicio, espresso da parte di tutti, che i progetti presentati, per circa 12 milioni di euro, possano trovare accoglienza, al fine di fare delle scuole cittadine un fiore all’occhiello e motivo di orgoglio per l’intera comunità. (rcs)

 

Istruzione, dalla Regione quasi 14 mln per le fasce scolastiche fragili

Sono quasi 14 milioni di euro la somma che la Regione Calabria ha destinati agli svantaggi ed ai disturbi specifici degli studenti calabresi grazie al progetto A scuola d’inclusione. Lo ha reso noto la vicepresidente Giusy Princi, spiegando che si tratta di «una grande boccata d’ossigeno per le scuole, ma soprattutto un aiuto per le fasce più deboli della comunità scolastica calabrese».

Sono 106 gli istituti scolastici coinvolti, a cui sono state corrisposte risorse per un massimo di 170mila euro ad istituto. Un percorso formativo a tutto tondo della durata di due anni, che prevede al suo interno tre diverse direttrici: attività didattiche laboratoriali; supporto psicologico; formazione docenti.

È un intervento a 360° sull’inclusione, che mira ad intervenire su tutte quelle situazioni varie di svantaggio che interessano la popolazione studentesca, comprendendo una categoria molto ampia: dalla disabilità, ai disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia), passando per le situazioni di svantaggio economico, sociale, culturale, linguistico.

«Sono degli interventi strategicamente importanti – ha spiegato la vicepresidente Giusi Princi –. Basti pensare che, dai dati in possesso della Regione, sono circa 23mila i ragazzi calabresi che accusano bisogni ben determinati legati ai disturbi sopraelencati. È dunque dalla necessità di dare stessi diritti e possibilità a tutti che nasce la volontà di investire nel settore istruzione con questo percorso. Oggi più che mai necessari, in quanto l’emergenza pandemica ha accentuato nei giovani le varie forme di svantaggio, specie di carattere psicologico».

Per velocizzare l’iter burocratico e per consentire alle scuole interessate di avviare in tempi rapidi i percorsi formativi, l’assessorato all’Istruzione della Regione Calabria ha già coinvolto i dirigenti scolastici dei 106 istituti beneficiari del bando in un webinar a cui hanno preso parte, oltre al Vicepresidente Princi, il direttore generale Francesca Gatto, il dirigente di settore Anna Perani e il direttore generale Antonella Iunti per l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.

«Un ringraziamento particolare va proprio a loro – aggiunge Giusi Princi – per l’intenso lavoro di riprogrammazione, fondamentale affinché le risorse non venissero restituite alla Comunità Europea, bensì usate al meglio per garantire opportunità agli studenti calabresi».

Durante l’incontro telematico è stata virtualmente sottoscritta la convenzione tra Regione e scuole; contestualmente sono state fornite tutte le indicazioni operative a cura dell’ufficio tecnico, che si è impegnato ad accompagnare le scuole durante le fasi attuative del progetto.

In sintonia con la linea tracciata dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, “A scuola di inclusione” si pone infatti come una sorta di progetto-pilota, nel solco degli obiettivi che il settore Istruzione intende raggiungere da qui ai prossimi anni, e che sarà ulteriormente approfondito nel corso dei prossimi tavoli tecnici dell’osservatorio scuola-inclusione. (rcz)

LA RIFLESSIONE / Giusy Staropoli Calafati: L’importanza di iscrivere i nostri ragazzi nella scuola del paese

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Domani sarà l’ultimo giorno utile per poter iscrivere i nostri ragazzi a scuola. Una scadenza importante per i bambini che dovranno frequentare la prima elementare, e i ragazzi che andranno in prima media e in primo superiore. Un viaggio che se per alcuni comincia, per altri prosegue.

Sappiamo bene tutti quanto la scuola sia un punto di riferimento nei paesi. E quanto essenziale sia che i paesi abbiano una propria scuola. Briatico ha la sua scuola. Ha dunque una sua identità, una propria casa del sapere. Un luogo preciso e definito dove far crescere i propri figli; dove farli diventare buoni cittadini del mondo. La stessa scuola in cui mi sono cresciuta io e lo avete fatto anche voi.
Ed è per questo luogo va mantenuto, preservato. E possibilmente arricchito. Reso immortale.
I paesi più belli sono quelli che da una parte hanno la scuola e dall’altra la chiesa. Due entità di cui non si riesce a fare a meno. Perché se anche solo una delle due mancasse, il paese rischierebbe di chiudere. Restando un inutile luogo, isolato dal resto del mondo.
Domani scadranno le iscrizioni per iscrivere i nostri figli a scuola per il nuovo anno scolastico. Dall’infanzia alla media. Briatico offre questa opportunità a tutti noi. E badate bene, non un servizio, ma un’opportunità, appunto, per i nostri ragazzi che, frequentando la loro scuola, diverranno loro stessi consapevoli d’essere cittadini attivi della comunità di cui fanno parte.
Purtroppo, molte famiglie hanno già iscritto e iscriveranno i propri figli altrove, con il buono proposito di offrire loro un servizio migliore. Permettetemi di dirvi, però, che non sarà proprio così. Iscrivere, se non per esigenze particolari e irreversibili, i nostri figli altrove, significherà arricchire altre scuole e quindi altre comunità, declassando noi stessi, quali cittadini del territorio, e in più privando i nostri ragazzi della possibilità di sentirsi parte attiva del proprio paese, collaborando e cooperando, come studenti, per esso. Per rendere migliore il futuro di una società unita che cresce. Perché vedete, se è forte la scuola, è forte tutto il paese. La scuola forma, crea, da, mette a disposizione, insegna, fa crescere, matura, modifica, trasforma, rende uomini e donne migliori.
I nostri figli, non ci porranno mai la domanda: dove?, nel senso di: quale scuola? Perché quel dove, per loro, corrisponde allo stesso posto in cui si cresce, e allora doverlo cambiare, deve avere un senso e un significato. E a loro va spiegato. Con sincerità. Anche se la scelta è frutto di un nostro piglio.
La scuola di Briatico, e per fortuna, ha formato negli anni grandi eccellenze, e ancora oggi continua ad eccellere. Sarà difficile che però avvenga anche domani, se noi continueremo a fare emigrare, già da piccolissimi, i nostri figli altrove. Per questa ragione abbiamo perduto l’autonomia, e dovuto ridurre finanche attività. Ricordo che l’orchestra della scuola media di Briatico, era arrivata a essere considerata un eccellenza italiana.
Non saranno dunque i luoghi diversi dal nostro ad elevare i nostri ragazzi, rendendoli figli migliori, come spesso crediamo possa accadere. Di questo passo l’unico risultato che otterremo sarà una tragica chiusura, a danno della crescita cultura e morale di Briatico. Sulla base dei numeri, aumentano o diminuiscono le occasioni e le opportunità. Ci sono scuole che si vanno ampliando e altre che invece ridimensionandosi rischiano di chiudere.
E sia chiaro, il genio del professore o della maestra che pensate di trovare altrove, c’è anche qui, così come il maestro o la professoressa di poco conto che potreste trovare qui, li troverete anche altrove. Nella vita, è questo quello che dobbiamo insegnare ai nostri figli, e di cui noi cittadini adulti dobbiamo ricordare: la nostra strada, siamo noi a tracciarla, chi incontreremo, come gli insegnanti, potrà darci una mano, nel bene o nel male ci aiuterà a crescere, ma essere o non essere futuri buoni cittadini del mondo, dipende da noi.
Pertanto l’invito, da cittadina briaticese, da madre, da Consigliere Comunale di questo paese, da scrittrice e intellettuale calabrese, è quello di riflettere. Dare a noi, ai nostri figli, e al paese sempre una nuova possibilità. Costruire insieme una buona scuola restando, e non fuggendo. Chi resta potrà dire di averci provato, chi va non potrà più dire nulla. Diamo forza e sostegno alle comunità in cui viviamo, e facciamolo partendo dalla scuola, coinvolgendo i nostri figli, e possibilmente lottando per le cose in cui crediamo, quelle che non vanno, le altre che non funzionano. Questo significa dare un futuro a chi da noi se lo aspetta. Ai giovani.
Partecipare alla vita della scuola è un dovere, far sì che essa cresca, si migliori e si solidifichi, un senso di responsabilità. Quello che i nostri genitori hanno fatto con noi, basta ripeterlo con i nostri figli. E la scuola crescerà e con essa tutto il paese.
Avete già iscritto i vostri figli altrove? Non è troppo tardi. A spostarli si fa sempre in tempo (andate dite che avete sbagliato, e con orgoglio ,e che sia visibile, intendete mandare i vostri figli nella scuola del vostro paese).
Non vuole essere un consiglio il mio, ma un invito alla riflessione sì.
Perché Briatico siamo noi, e nessun altro può fare per noi più di quello che Briatico si propone di fare. (gsc)

Vaccini nelle scuole, al via la fase 2

Gli Open Vax School Day passano alla fase due: da domani, su impulso del presidente Occhiuto, tutti gli istituti calabresi saranno messi nelle condizioni di fare da temporaneo hub vaccinale, ciascun istituto per la propria popolazione scolastica, estendendo quindi le somministrazioni anche agli over 12, calendarizzando gli interventi, in accordo con tutte le componenti organizzative.

Si sceglieranno giorni, luoghi e fasce orarie prestabilite e per tempo comunicate per smaltire gradualmente ma a ritmo serrato tutte le richieste che perverranno dagli studenti e dalle loro famiglie.

E c’è di più. La Regione ha ben ponderato il da farsi, per evitare intoppi e sperpero di tempo e risorse, mettendo già in atto un sistema nel sistema: i ragazzi potranno registrare la loro richiesta in maniera autonoma e anonima tramite piattaforma telematica gestita direttamente dalla Regione, così che l’Ente possa avere numeri certi per potersi organizzare ed al contempo non avere ostacoli dovuti alla gestione dei dati sensibili.

«Con una fava due piccioni, direbbe qualcuno – ha dichiarato la vicepresidente Giusy Princi –. In realtà abbiamo messo su un sistema informatizzato per la gestione di questa attività che ci fa essere l’unica Regione d’Italia ad intervenire in maniera studiata e strutturata, il che ci consentirà di ottenere il massimo risultato con il giusto sforzo di risorse umane. Ci avverremo anche del supporto preziosissimo del personale medico infermieristico messo a disposizione dalle scuole e individuato tra i genitori degli studenti. Tutto ciò sempre per il bene superiore, quello della Comunità».

«La Calabria fa squadra – ha concluso la titolare della delega all’Istruzione – e con questo sistema su cui si avvia la fase-2 si dimostrerà anche squadra vincente!». (rcz)

Lotta al Covid, i tamponi sono gratuiti per gli studenti

I tamponi saranno gratuiti per gli studenti. Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, entusiasta di questa «opportunità che pone ancora una volta la Scuola come solido punto di riferimento, nel solco già tracciato dalle vigorose politiche d’intervento in tema di vaccinazione e sensibilizzazione portate avanti con fermezza dal Presidente Roberto Occhiuto».

Questo avviene al fine di assolvere a quanto previsto dal DL n. 1 del 7 gennaio 2022 – Art. 5 – comma 1, ovvero l’esecuzione gratuita di test antigenici rapidi per la rilevazione del virus SarsCoV-2 nell’ambito dell’attività di tracciamento dei contagi da Covid-19 nella popolazione studentesca delle scuole secondarie di I e II grado.

In sostanza, è disponibile la funzionalità della ricetta dematerializzata che consente ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta di effettuare la prescrizione per i tamponi in oggetto con il codice: 983790294 – esecuzione tampone rapido riconosciuto ue per covid-19 a studenti di scuole secondarie di I e II grado su prescrizione dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta (a carico Servizio sanitario nazionale).

«Alla robusta campagna di vaccinazione pediatrica che abbiamo avviato da giorno 7 in tutta la Calabria, si aggiunge adesso quest’ulteriore intervento atto a gestire meglio i tracciamenti e consentire un rientro nelle aule con maggiore serenità . Gli italiani, ma per quanto ci riguarda soprattutto i calabresi, hanno bisogno di risposte efficaci da parte delle Istituzioni. Ritengo che quest’azione oggi ufficializzata – ha dichiarato il Vicepresidente Princi – sia l’esempio di quanto forte e corposa intenda essere la risposta dello Stato a questa emergenza che ha colpito ormai ogni famiglia. La Regione Calabria c’è. E lo sta dimostrando con i fatti!».

Per tutti i dettagli tecnici, la Regione Calabria rimanda al portale web del Sistema TS in allegato, dove sono indicate le modalità operative. (rcz)

Vietina, D’Ettore, Mugnai (CI): Governo riconsideri norme e raccomandazioni su Scuola

I deputati di Coraggio ItaliaSimona Vietina, Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai, hanno depositato in Commissione Cultura una interrogazione per chiedere al ministro Patrizio Bianchi di riconsiderare le norme messe in campo per la Scuola.

«Le recenti disposizioni messe in campo – hanno spiegato i parlamentari – anche in base alle indicazioni del Ministro dell’Istruzione, prof. Bianchi, per gestire la pandemia sono, in alcuni casi, difficilmente applicabili e scaricano improprie responsabilità su dirigenti scolastici e amministratori locali, disattendendo, nei confronti di questi ultimi, il principio costituzionale di leale collaborazione».

A seguito di segnalazioni giunte da scuole e comuni anche calabresi e toscani, i deputati D’Ettore e Mugnai hanno ribadito che: «alcune norme contenute nel d.l. n. 1/2022 – in base anche alla Nota applicativa ministeriale, di recente emanata – sono da ritenersi difficilmente attuabili, in particolare nelle scuole dove la presenza delle mense non potrà consentire, per ovvi motivi di spazi e strutturali, il rispetto di distanze interpersonali molto rilevanti (almeno 2 metri, quando è accertato un caso di positività)».

«Inoltre – hanno aggiunto – le indicazioni prive di carattere prescrittivo e in via di raccomandazione, comporteranno un trasferimento di responsabilità a carico di coloro che organizzano le attività didattiche e le mense scolastiche, in una situazione già difficile per la ripresa dei contagi».

«In tali casi, infatti – hanno concluso – prevarrà la regola dell’applicazione più prudenziale da parte dei dirigenti scolastici e delle amministrazioni comunali, chiamati ad assumersi le responsabilità per l’applicazione di regole e raccomandazioni cautelari sempre più complesse, poco chiare e spesso discrezionali, con conseguenti possibili chiusure di mense e istituti scolastici». (rp)

Auddino (M5S): Procedere con altre vaccinazioni prima di tornare a Scuola

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha ribadito che «guadagnare almeno 15 giorni sulla pandemia ci darà la possibilità di far tornare i nostri bambini e gli insegnanti a scuola con maggiore sicurezza, con un maggior numero di vaccini e vaccinati».

«In queste condizioni – ha evidenziato il parlamentare – non si può tornare alla didattica in presenza il 10 gennaio. Il Ministro Bianchi farebbe bene a cambiare idea… È necessario tornare fra i banchi di scuola in piena sicurezza, perché in questa situazione è pericoloso!». (rp)