Occhiuto incontra i sindacati: Focus su infrastrutture, Sanità e Pnrr

È stato un incontro proficuo, quello avvenuto tra il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, che hanno discusso di infrastrutture, sanità e Pnrr.

Un incontro, in cui il presidente Occhiuto ha ribadito quanto sia fondamentale il contributo delle organizzazioni dei lavoratori e che «incontri del genere sono utili e forieri di suggerimenti per il governo regionale».

«Abbiamo parlato delle infrastrutture – ha riferito il Governatore –dopo l’accordo stipulato qualche mese fa insieme ai segretari nazionali sulla vertenza Calabria, che credo vada rinvigorito anche alla luce del fatto che, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, si deciderà davvero sulle risorse da impegnare ad esempio per la statale 106 così come per le altre infrastrutture».

«Ho detto più volte – ha aggiunto Occhiuto – che non si può governare la Regione da soli e che il contribuito delle forze sindacali è fondamentale. Ho detto altre volte che ho sempre apprezzato la qualità della forza sindacale, per cui ritengo incontri del genere utili e forieri anche di suggerimenti per il governo regionale. È utile che alla voce del governo regionale si sommi la voce delle organizzazioni sindacali».

Occhiuto ha puntato l’indice sulla statale 106 e anche sul porto di Gioia Tauro «che – ha detto – rappresenta la principale infrastrutture nel Mediterraneo e il governo non può evitare di considerarne l’importanza. Nel corso della discussione si è parlato della necessità di trovare, anche attraverso risorse comunitarie, ciò che occorre per finanziare un grande piano per il lavoro in Calabria e che abbia per obiettivo la stabilizzazione dei precari assieme a politiche attive del lavoro allo scopo di creare occupazione per tanti figli di quegli stessi precari che hanno la volontà di rimanere a lavorare in Calabria».

«Abbiamo parlato – ha sostenuto ancora il presidente Occhiuto – anche delle criticità e delle cose che non vanno, soprattutto del rapporto che deve essere di maggiore interesse da parte del Governo verso i problemi della Calabria. Sono riconoscente ai sindacati anche per l’azione di stimolo che svolgono nei nostri confronti e, soprattutto, nei confronti del Governo nazionale che ha bisogno di qualcuno, oltre che del presidente della Regione, che ogni giorno ricordi ai vari ministri il credito che la Calabria ha acquisito nel corso degli anni passati».

Alle polemiche in merito all’Aeroporto di Reggio Calabria, Occhiuto ha ricordato di aver scelto come amministratore della Sacal Marco Franchini, «il più bravo d’Italia» e che «non ho fatto una nomina politica, come probabilmente si era abituati in Calabria qualche anno fa, ho scelto uno che è definito da tutti una autorità nel settore».

«Lasciatelo lavorare – ha ribadito – perché sono convinto che gli scali aeroportuali della Calabria saranno fortemente rilanciati, soprattutto lo scalo di Reggio Calabria, che è quello sul quale stiamo rivolgendo più attenzione e più interesse, insieme a quello di Crotone».

«Anche qui, io capisco che faccio il presidente da sette-otto mesi – ha proseguito – forse ho dato dimostrazione di voler determinare un cambio di passo e per questa circostanza forse molti ritengono che il presidente abbia la bacchetta magica: il presidente è uno che lavora assiduamente, cerca di scegliere i collaboratori migliori, come ho fatto per la Sacal, ma i risultati si costruiscono passo dopo passo, giorno dopo giorno, e non si può pensare che in otto mesi trasformiamo la Calabria nella California».

«Sono convinto – ha concluso – che questa regione possa essere governata, che abbia grandi opportunità, e soprattutto sono convinto che al termine del mio mandato la Regione che consegnerò al presidente che verrà dopo di me sarà una Regione migliore di quella che io ho ricevuto dai miei predecessori».

Il segretario della Cgil Calabria, Angelo Sposato, ha rilanciato la necessità che «il Governo centrale sostenga la Vertenza e il piano per il lavoro e per la Calabria».

Il sindacalista, poi, ha ribadito al presidente Occhiuto che «occorre dare segnali di concretezza alle emergenze ed alla vertenza Calabria».

«Al buon accordo fatto su piano regionale antincendi, sulle proroghe dei contratti della sanità Covid, occorre definire il contratto integrativo regionale sulla forestazione ed attivare il piano per il lavoro sugli assi della manutenzione del territorio, delle politiche industriali, infrastrutturali e del fondo sociale di coesione per le politiche attive del lavoro. Non vanno bene gli interventi parcellizzati del Cis», ha detto ancora Sposato.

«Il 18 di luglio abbiamo chiesto un confronto su sanità e sociosanitario da fare alla presenza dei Commissari delle Asp e delle federazioni di categoria dei lavoratori pubblici e pensionati – ha spiegato –. Il 22 luglio, probabilmente, verrà convocata la cabina di regia del Pnrr per il monitoraggio della spesa e per un confronto sull’accordo istituzionale per la tracciabilità della spesa dei fondi pubblici (Pnrr e Por)».
«Abbiamo ribadito – ha detto ancora – la necessità del sostegno alla vertenza Calabria del Governo Nazionale che ad oggi, non ha fornito gli interventi previsti con un quadro di sostegno concreto a partire dalle infrastrutture e da politiche di investimenti pubblici nelle aree Zes e di politiche industriali anche nelle nostra regione che devono essere recuperati nella prossima legge di bilancio».
«Abbiamo chiesto – ha concluso – al Presidente Occhiuto un intervento per una riduzione dell’ addizionale regionale Irpef ed Irap ai cittadini calabresi che pagano le aliquote più alte d’Italia».
Tonino Russo, invece, si è soffermato sulla Strada Statale 106, ribadendo che è «una delle priorità assolute».
«Per noi – ha detto Russo – la vertenza va portata a completamento fino a Reggio Calabria, per cui lavoreremo in questa direzione».
Per quanto riguarda il precariato, Russo ha detto che «nelle prossime settimane sottoscriveremo la stabilizzazione del personale precario della sanità», mentre Biondo si è soffermato sull’opportunità rappresentata da Gioia Tauro «per la sua posizione baricentrica sul Mediterraneo» per lo sviluppo del territorio.
«Abbiamo chiesto al presidente di valutare la messa in campo di una legge regionale di attrazione degli investimenti che, traendo risorse dalle politiche di coesione, possa far arrivare attraverso l’attività di reshoring in regione, a Gioia Tauro, anche attraverso la Zes, degli investimenti provati importanti; ma vanno sostenute anche le aziende che sono già in essere». (rcz)

Accordo Regione-Sindacati su stabilizzazione personale covid

È stato sottoscritto, tra la Regione Calabria e le Organizzazioni Sindacali del Comparto e della Dirigenza Area Sanità, l’accordo per la stabilizzazione del personale covid.

Regione e Sindacati, nella comune consapevolezza della necessità di un rafforzamento strutturale del Servizio sanitario regionale, hanno condiviso l’iter procedurale finalizzato alla approvazione di Piani assunzionali potenziati rispetto alle dotazioni vigenti e alle stabilizzazioni del personale in possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni normative.

Il testo dell’Accordo sottoscritto prevede, inoltre, al fine di garantire la continuità dei servizi e non compromettere lo svolgimento di attività essenziali, strettamente connesse alle esigenze di tutela della salute pubblica, l’emanazione di apposita circolare volta a disciplinare il mantenimento in servizio del personale precario coerente e correlato con i Piani dei fabbisogni e delle assunzioni”. (rcz)

 

Tavolo tra Regione e sindacati per rilancio e prevenzione del comparto forestale

Un importante confronto si è svolto in Cittadella regionale tra la Regione Calabria e le segreterie regionali e confederali di Cgil, Cisl e Uil, dove si è discusso del Piano Antincendi e rilancio del comparto forestale.

Insieme al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, e all’assessore regionale alla Forestazione, Gianluca Gallo, si sono ritrovati i direttori generali del Dipartimento Forestazione e di quello di Protezione Civile, rispettivamente Domenico Pallaria e Domenico Costarella, il consulente del presidente Occhiuto, Agostino Miozzo, e il commissario straordinario dell’azienda regionale di forestazione Calabria Verde, Giuseppe Oliva.

Presenti, anche, per la Uil, il segretario generale regionale Santo Biondo e per la Uila Nino Merlino; per la Cgil, il segretario generale regionale Angelo Sposato e Bruno Costa, per la Flai Cgil; Tonino Russo, segretario generale regionale Cisl, e Francesco Ferraro per la Fai Cisl.

Nel corso dell’incontro grande spazio è stato riservato all’illustrazione del Piano antincendio boschivo che quest’anno sarà incentrato sulla prevenzione, con l’ausilio della tecnologia ed il coinvolgimento di Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, e degli Enti Parco, ma anche del mondo del volontariato, delle associazioni venatorie e persino dei pastori, in veste di sentinelle del territorio. Anche i progetti frutto della programmazione di Calabria Verde perseguiranno questa finalità, con l’obiettivo di assicurare un efficace ed intenso controllo attraverso una presenza forte e costante, tale da scoraggiare l’azione dei piromani.

A seguire, l’attenzione si è spostata sugli aspetti occupazionali: attualmente la forestazione calabrese conta su circa 4.400 addetti (buona parte dei quali avanti con l’età) a fronte di un patrimonio boschivo regionale di oltre 60.500 ettari che diventano 10 volte tanto se si considera l’intera superficie boscata presente in Calabria.

Numeri e situazioni che, nonostante gli sforzi e la dedizione profusa quotidianamente dai lavoratori forestali, sono causa di un momento di difficoltà che rende arduo garantire, con l’efficienza e la tempestività necessari, le attività di prevenzione del dissesto idrogeologico, come anche quelle finalizzate alla forestazione produttiva ed alla mitigazione e prevenzione del rischio idraulico.

Ragioni per le quali, su proposta del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo, si è deciso – di comune accordo con i sindacati – di istituire dei tavoli tecnico-operativi deputati ad affrontare le emergenze del comparto, a partire dalle prospettive occupazionali, con la elaborazione di un Piano di rilancio che, specie per le aree interne, può rappresentare occasione di tutela e crescita, secondo le linee programmatiche della Giunta regionale.

Infine, è stato già convocato per giovedì 9 giugno un tavolo per affrontare i temi inerenti il recepimento del nuovo contratto di lavoro dei forestali. (rcz)

Siglato accordo tra Confcommercio, sindacati e Provincia di Cosenza per il lavoro stagionale

È stato sottoscritto, tra  Confcommercio provincia di Cosenza e dai sindacati dei lavoratori Filcams Cgil Cosenza, Filcams Cgil Sibaritide Pollino, Fisascat Cisl Cosenza, Uiltucs Uil Cosenza, un accordo territoriale che consente di assumere dipendenti con contratti a tempo determinato per gestire meglio i picchi di lavoro legati alla stagionalità.

Unici requisiti imprescindibili per le imprese saranno l’applicazione del CCNL Terziario Distribuzioni e Servizi Confcommercio e l’ubicazione nelle località a prevalente economia turistica elencate nell’accordo.

L’obiettivo è promuovere la flessibilità in entrata, aumentare le garanzie e le tutele per i lavoratori e rendere le imprese più propense ad assumere, non solo d’estate, per esempio durante i saldi estivi, ma anche in occasione di festività natalizie, eventi locali e altri momenti topici.

I titolari di negozi al dettaglio, ma anche di imprese di servizi, potranno quindi rafforzare il proprio organico, nei periodi di maggiore concentrazione del lavoro, assumendo nuovi dipendenti con contratti stagionali a tempo determinato.

I lavoratori assunti a tempo determinato stagionale in applicazione dell’accordo godranno del diritto di precedenza rispetto alle assunzioni a tempo determinato di pari mansione a condizione che ne segnalino la volontà per iscritto entro 4 mesi dalla conclusione del rapporto. (rcs)

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil chiedono al Mise tavolo di crisi per chiusura stabilimento di Reggio di Lactalis

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno chiesto una convocazione urgente al Mise per l’apertura di un tavolo  di crisi per Bu Castelli, specialità Dop, di proprietà Lactalis, in quanto è stata annunciata la chiusura di due stabilimenti da realizzarsi entro il primo trimestre 2023: lo stabilimento di Reggio Calabria e di Ponte  Buggianese in provincia di Pistoia ed alcuni esuberi nello stabilimento di Santa Rita in provincia di  Grosseto. 

«Le segreterie nazionali – affermano Fai, Flai e Uila – hanno contrastato prontamente la decisione  assunta da Lactalis, che arriva a distanza di oltre due anni dall’acquisizione della ex Nuova Castelli,  invitando l’azienda a presentarci un piano industriale di rilancio dell’intero gruppo e a ritornare sui  propri passi in nome di quella responsabilità sociale che ha contraddistinto la multinazionale francese  nel nostro Paese. Un colosso del lattiero caseario come Lactalis non può pensare di mandare a casa  oltre 150 persone senza che ci sia stato un confronto di merito finalizzato ad individuare ogni  soluzione alternativa alla chiusura di due siti produttivi, che rappresentano un presidio economico e  sociale fondamentale per i territori coinvolti». 

«Coinvolgeremo a tutti i livelli le istituzioni perché sia evitata una bomba sociale che ha ricadute  dirette sull’intera filiera di una parte importante del nostro Made in Italy», concludono Fai, Flai e  Uila.

La posizione di Nuova Castelli: Riorganizzazione aziendale costretta dalla crisi economica

«Nuova Castelli – si legge nella nota della società – comunica di aver avviato un piano di riorganizzazione aziendale che prevede la razionalizzazione del numero degli stabilimenti della società Alival. Il piano industriale si rende necessario per garantire la continuità produttiva di Nuova Castelli concentrando gli investimenti sulle strutture economicamente sostenibili e interrompendo le attività produttive degli stabilimenti di Ponte Buggianese e Reggio Calabria».

«La razionalizzazione degli assetti produttivi della società Alival – viene spiegato – si rende urgente e necessaria per riportare in equilibrio la gestione operativa dell’azienda, da tempo in sofferenza, e oggi aggravata dall’impatto sui costi di produzione dovuto al protrarsi della crisi pandemica e al nuovo scenario di crisi internazionale. L’azienda in data odierna, informando le O.O.S.S. dell’indifferibilità del piano industriale, si è resa da subito disponibile ad avviare un tavolo di confronto al fine di ridurre, per quanto possibile, il conseguente impatto sociale garantendo una gestione delle conseguenze occupazionali secondo le logiche di responsabilità sociale consolidate nel settore».

«La produzione non sarà delocalizzata – conclude la nota – rimarrà in Italia e verrà affidata e assorbita da altri stabilimenti dei diversi territori italiani con lo scopo di continuare a valorizzare sui mercati nazionali ed internazionali  prodotti di alta qualità ed emblema del Made in Italy». (rrm)

È ORA DI APRIRE LA VERTENZA CALABRIA
FRONTE COMUNE TRA SINDACATI E REGIONE

È stato deciso di presentare unitariamente al Governo, facendo fronte comune Governo regionale e sindacati confederali, al Governo la Vertenza Calabria: un documento composto da cinque punti chiave – che deve essere definito in un prossimo incontro – su cui l’esecutivo guidato da Mario Draghi si dovrà concentrare per risolvere le troppe e continue emergenze in Calabria.

Che sia l’inizio di una svolta? Di sicuro, lo è l’incontro da cui è nato questo documento, che ha visto, per la prima volta, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, confrontarsi, presso la sede di rappresentanza di Roma della Regione Calabria, con il segretario generale nazionale della Cgil, Maurizio Landini, il segretario generale nazionale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, e il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello (in rappresentanza del segretario generale nazionale della Cisl, Luigi Sbarra).

Presenti, anche i segretari regionali, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo che, in una nota congiunta, hanno ribadito che «la Calabria  non può rischiare la marginalità».

Occhiuto, invece, ha ricordato come «in Calabria abbiamo un’alta qualità della rappresentanza sindacale, l’ho sperimentato in questi primi mesi di governo. Nella mia Regione abbiamo tanti problemi, ma la nostra è anche una terra di grandi opportunità, e il mio compito non è quello di lamentarmi, ma di trovare delle soluzioni».

«Sono molto soddisfatto dell’incontro odierno – ha spiegato –. Coinvolgere i corpi intermedi, i sindacati, è per me un percorso ineludibile. Voglio cambiare la Regione che ho l’onore di governare, ma per farlo ho bisogno della partecipazione attiva di tutte le energie positive del Paese. Con Cgil, Cisl e Uil abbiamo affrontato tanti argomenti, dalle infrastrutture al lavoro, dal Pnrr alla sanità. Abbiamo stabilito un metodo di lavoro concreto, che, ne sono convinto, già nelle prossime settimane potrà far intravedere i primi importanti passaggi».

«L’obiettivo comune – ha proseguito – è quello di presentare al governo una ‘vertenza Calabria’, per chiedere al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e all’intero esecutivo uno scatto in avanti in merito ad emergenze la cui risoluzione non può più essere rinviata. Questa ‘vertenza’ avrà cinque punti chiave, indispensabili tanto per il governo regionale quanto per i sindacati. 1. Il rifacimento e l’ampliamento della Strada Statale Jonica; 2. Lo sviluppo e il reale finanziamento delle Zone economiche speciali, e in particolare della Zes incidente sul porto di Gioia Tauro; 3. Risorse certe per avere una linea ferroviaria ad alta velocità e ad alta capacità fino a Reggio Calabria; 4. La possibilità di investire più facilmente e con meno vincoli burocratici sulla produzione di energia da fonti rinnovabili; 5. Lo sblocco delle assunzioni e l’assorbimento del bacino dei precari per la sanità, e in particolare per i pronto soccorso».

«Queste le priorità individuate oggi – ha spiegato ancora –. La Regione costruirà nel più breve tempo possibile un cronoprogramma con costi, numeri e tempistiche per la realizzazione di questi punti. Sottoporremo il documento ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, e loro tramite fisseremo un nuovo incontro con i leader nazionali dei tre sindacati per stilare la versione definitiva della ‘vertenza Calabria’ da presentare al governo nazionale».

«Stiamo scrivendo una bella pagina di politica e di relazioni sindacali – ha concluso – Sono davvero felice che ci sia questa apertura di credito nei confronti della mia amministrazione e della nostra Regione. Lavoriamo per il cambiamento e per costruire la Calabria dei prossimi decenni».

«Il confronto, per il quale sottolineiamo la disponibilità del Presidente Occhiuto e delle Segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil –, dichiarano in una nota unitaria Sposato, Russo e Biondo – si è svolto in un clima costruttivo. Sono stati posti sul tappeto i temi della Zona Economica Speciale e del rilancio del Porto di Gioia Tauro, della realizzazione delle infrastrutture, della S.S. 106, dell’alta velocità ferroviaria, della sanità, del precariato».

«Il denominatore comune di questi temi centrali per la Calabria – hanno proseguito – è la creazione di nuovo lavoro insieme alla qualità e alla dignità del lavoro stesso, in una prospettiva di crescita e di sviluppo per la nostra regione. Il che comporta l’esigenza di qualificare la spesa, di avviare le opere previste e di monitorarne l’iter di realizzazione per scongiurare il pericolo dell’infiltrazione della criminalità negli appalti».

«Anche oggi, inoltre – hanno proseguito i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria –, abbiamo evidenziato l’esigenza di spendere e di spendere bene le risorse del PNRR. Urge, perciò, una riorganizzazione della pubblica amministrazione che deve essere messa in grado di affrontare le sfide che attendono la Calabria colmando i vuoti negli organici, stabilizzando le migliaia di lavoratori precari qualificati che ringiovaniscono la macchina amministrativa degli enti locali, le permettono di funzionare, la arricchiscono di competenze nuove».

«L’incontro di Roma – hanno spiegato ancora – si colloca in un percorso che da anni sta vedendo impegnate Cgil, Cisl e Uil non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale, come è accaduto ad esempio a Siderno nel luglio scorso, con la presenza dei tre Segretari generali Landini, Sbarra e Bombardieri, o nel giugno 2019 con la grande manifestazione di Reggio Calabria. La crescita del Paese nel suo insieme non può che ripartire dal Mezzogiorno. Apprezziamo l’apertura del Presidente Occhiuto al dialogo con le organizzazioni dei lavoratori: siamo convinti, infatti, della necessità di lavorare insieme sui programmi e di coesione».

«Ribadiamo, dunque – hanno concluso i Segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo –, la nostra piena disponibilità a proseguire nei prossimi giorni il cammino del confronto su priorità e scelte strategiche. È emersa la volontà comune di aprire una vera e propria vertenza Calabria che trovi alleanze e condivisioni, per presentare in tempi brevissimi al Governo un pacchetto di proposte concrete per sbloccare tutte le risorse destinate alla nostra regione, perché sia liberata dall’isolamento rispetto degli altri territori del Paese». (rrm)

 

Emergenza abitativa, il segretario regionale PD Irto e la deputata Braga incontrano i sindacati

Si p svolto il primo vertice regionale sul tema dell’emergenza abitativa, che ha visto protagonisti il segretario regionale del Pd Nicola Irto, la deputata Chiara Braga con Francesco Alì, Sunia-Cgil Calabria, Raffaele Rotundo, Sicet-Cisl Catanzaro, Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia – Nazionale e Alberto Frontera, Uniat-Uil Regionale.

L’emergenza abitativa diventata ancora più pressante dopo i due anni di pandemia, che hanno messo in crisi l’economia italiana, messo in grave difficoltà i cittadini e allargato le sperequazioni sociali. Indispensabile, a questo punto, rivedere le politiche abitative che devono diventare priorità sia per il governo nazionale, che per il governo regionale.  Dopo il primo confronto nazionale tra i rappresentanti sindacali e i vertici del Pd, si è trattato del primo vertice realizzato a livello regionale, confermando la massima attenzione del partito calabrese sul tema.

Ad introdurre i lavori è stato Francesco Alì, che ha descritto la preoccupante situazione che si sta vivendo in Italia e al lavoro svolto attraverso la piattaforma unitaria nazionale sindacale, confederale Cgil, Cisl e Uil e degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione degli inquilini.

«L’Istat nel 2020 – ha spiegato – aveva fatto una previsione di circa 866 famiglie povere che vivono in affitto che non riusciranno a pagare i canoni. Serve, dunque, un Piano strutturale pluriennale di edilizia residenziale pubblica per fronteggiare l’emergenza e implementare l’offerta di alloggi. Il 14 aprile l’Aterp regionale ha comunicato che il numero dei dipendenti è inferiore alle esigenze, 121 unità sulle 242 previste e, quindi, l’azienda non riesce a svolgere i servizi essenziali. Potrebbe essere questo un punto di partenza».

Raffaele Rotundo ha posto il problema relativo all’effettiva utilizzazione delle risorse per aiutare gli inquilini al pagamento degli affitti in caso di morosità incolpevole.

Stefano Chiappelli si è richiamato alle proposte unitarie formulate dai sindacati «proposte che abbiamo discusso con le varie segreterie dei partiti e che costituiscono la base da cui partire e sulle quali serve l’impegno del governo» e insistito sulla necessità di fornire aiuto agli inquilini, ma anche adeguati ristori per i proprietari».

Nicola Irto ha evidenziato il ruolo fondamentale che può svolgere la Regione. «Per il Pd calabrese il diritto alla casa è al centro del proprio impegno politico. Siamo un partito che vuole dialogare con i cittadini e tutelare i loro diritti. Su questo tema la Regione può fare molto. Serve intervenire sull’organico dell’Aterp, servono poi interventi molteplici che tengano conto, insieme all’emergenza abitativa, della necessità di riqualificare l’ambiente urbano, i sistemi di mobilità i quartieri in cui insistono le abitazioni di edilizia residenziale pubblica».

«La Regione deve sostenere le Amministrazioni comunali – ha evidenziato – in questo processo e mettere in campo iniziative di sostegno economico far funzionare l’Osservatorio regionale per le politiche abitative che dovrebbe avere un ruolo cardine nella programmazione degli interventi».

A concludere l’incontro è stata Chiara Braga. «Serve maggiore attenzione dei ministeri competenti sulle politiche abitative anche in vista dell’approvazione della prossima legge di bilancio. Sono convinta del fatto che l’attenzione al disagio abitativo deve stare all’interno di provvedimenti che affrontino il problema del caro vita e all’aumento dei costi per l’energia a tutto tondo. Nei prossimi mesi si rischia una situazione assai grave che potrebbe mettere a rischio la tenuta sociale del Paese. In particolare servono interventi sull’edilizia residenziale pubblica, per l’aumento dei fondi a sostegno del pagamento degli affitti e una nuova attenzione per il nuovo accesso alla casa dei giovani o delle persone anziane sole».

A conclusione del confronto, Nicola Irto ha invitato i sindacati ad un lavoro per formulare proposte concrete da discutere fra qualche settimana nell’ambito di una prossima Agorà Democratica. (rrm)

 

Infrastrutture e Sanità, Occhiuto incontra i sindacati e i commissari Asp e Ao

Vertenza Sacal, Pnrr e Sanità. Sono questi i temi cruciali su cui si è confrontato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, prima i sindacati (Cgil, Cisl e Uil Calabria) e poi i Commissari Ao e Asp.

Due giorni cruciali, dunque, dove il Governatore ha sentito la necessità non solo di convocare i tre segretari – Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo – per «confrontarmi sul complesso delle attività del governo regionale», ma anche di «tenere altre riunioni in futuro, con uno specifico ordine del giorno per ogni riunione e di organizzare dei tavoli con i diversi assessorati sulle singole questioni che riguardano l’attività del governo regionale ai quali ovviamente parteciperanno i responsabili dei sindacati delle diverse aree».

Per Occhiuto, infatti, il confronto con i sindacati è «assolutamente necessario e indispensabile per la mia attività di governo» e, per quanto riguarda la vertenza Sacal, dove la Uil poche ore prima aveva chiesto alla Regione di assumerne il controllo, il Governatore ha annunciato di essere piuttosto avanti nella trattativa con il socio privato e si stanno definendo dei dettagli che sono importanti e sostanziali».

Al centro dell’incontro, il decreto Milleproroghe e la questione del sub commissario Maurizio Bortoletti, dove Occhiuto si augura «che si chiuda al più presto questa vicenda perché sono tanti i problemi da affrontare nella riforma della sanità in Calabria. Io sto andando avanti da solo e con l’altro sub commissario, con la dirigenza del dipartimento, ma ho bisogno delle competenze e del profilo di Bortoletti».

Soddisfatti i tre sindacalisti, che hanno ribadito la necessità di fare pressing sul Governo per la Statale 106, che sarà oggetto di discussione del prossimo consiglio regionale, previsto per il 28 febbraio.

Altro proficuo incontro, è stato quello con i commissari Asp e Ao, dove si è fatto il punto della situazione su Pnrr e sanità, oltre che sull’erogazione delle indennità covid. (rcz)

 

 

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: Urge incontro per i precari del Piano di potenziamento dei Centri Impiego

Serve un incontro urgente per «avere informazioni certe riguardo alle risorse finanziarie disponibili da utilizzare per il finanziamento del rapporto di lavoro di questo personale e riguardo al loro futuro».

È quanto hanno chiesto il segretario aziendale di Fp Cgil, Ferdinando Schipano, il segretario aziendale Cisl Fp, Giuseppe Spinelli, il segretario regionale di Uil Fpl, Walter Bloise, il segretario generale di Fp Cgil, Alessandra Baldari, il segretario generale Cisl Fp, Luciana Giordano e il segretario generale Uil Fp, Elio Bartoletti, che hanno espresso preoccupazione per le mancate risposte al rinnovo contrattuale dei precari del Piano di Potenziamento dei Centri per l’Impiego della Regione Calabria, che hanno annunciato, in mancanza di «misure atte alla risoluzione della problematica da parte di coloro i quali hanno gli strumenti per intervenire, si preannuncia un’aspra contrapposizione sindacale, con l’attivazione dello stato di agitazione e che, inevitabilmente, si concluderà con lo sciopero».

«Ad oggi – hanno spiegato – non vi è alcun punto fermo e concreto che rassicuri sulla prospettiva d’impiego di tali lavoratori, l’unica certezza è la scadenza dei contratti a tempo determinato, fissata al 03.12.2021». 

«Con l’avvio della campagna elettorale – hanno detto ancora – tutto sembra essersi fermato, nonostante le rassicurazioni da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro, il quale dichiarava, ai tavoli di confronto sindacale tenutisi un paio di mesi fa, che la prosecuzione del loro rapporto di lavoro sarebbe stata una formalità. Anzi, lo stesso si è più volte espresso dichiarando che la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato sarebbe stato l’obiettivo da perseguire, nel rispetto della normativa vigente». 

«È appena il caso di ricordare – hanno evidenziato i sindacalisti – che i lavoratori impegnati in tale servizio, oltre che possedere lauree in discipline chiave per operare nel mercato del lavoro, hanno sviluppato percorsi di formazione e aggiornamento e maturato esperienze professionali di un certo valore all’interno della Pubblica Amministrazione; pertanto, la mancata prosecuzione del rapporto di lavoro arrecherebbe danno alla Regione Calabria che perderebbe un patrimonio di professionalità che lo stesso Ente ha contribuito a formare». 

«Inoltre – hanno proseguito – bisogna ricordare che i Centri per l’Impiego in Calabria, sotto organico da anni, sono in costante affanno, per condizioni di lavoro, disfunzioni organizzative e carenze strutturali fisiche e di sistema, condizioni che hanno reso l’erogazione dei servizi particolarmente critica, nonostante l’impegno di tutti i dipendenti che hanno dovuto fronteggiare, a causa dell’emergenza Covid 19, carichi di lavoro aggiuntivi sempre a condizioni date».  (rcz)

 

L’importanza delle competenze per la crescita e lo sviluppo

di FRANCESCO RAO –  L’occasione per il Sud. È stato questo il tema che ha riunito i vertici delle tre maggiori sigle sindacali Italiane a Siderno, Città di quella Locride che l’Europa indica come uno dei territori maggiormente segnati da una crisi sistemica che il tempo ha marcato con tratti apparentemente indelebili. 

Lunedì sera è stata l’occasione per intravedere da vicino e toccare con mano la futuribilità di un progetto che la Calabria in passato ha visto soltanto passare da lontano; respirare l’aria di ottimismo e incrociare gli sguardi delle persone che hanno scelto di trascorrere una serata per condividere un sogno comune che proprio il Pnrr può dare all’Italia e soprattutto alla Calabria è stato emozionante. Tutto ciò non è accaduto per caso.

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Visti i natali di Pierpaolo Bombardieri e di Gigi Sbarra, rispettivamente di Pazzano e Marina di Gioiosa Ionica, si è materializzata l’occasione per poter contare anche sulla presenza di Maurizio Landini ed avviare un confronto molto ampio, su temi delicatissimi che riguardano il futuro dei nostri giovani, della nostra economia e del nostro sviluppo. Risolvere la Questione Meridionale significa ancora risolvere le difficoltà dell’Italia. La discussione è stata colma di entusiasmo, alle domande dei giornalisti, le persone accorse ad ascoltare i segretari nazionali di Cigl, Cisl e Uil non hanno esitato ad applaudire ma soprattutto ad ascoltare attentamente quanto detto. Prima di dare inizio all’incontro, tenutosi in Piazza Portosalvo, i tre segretari hanno ascoltato la voce dei 42 sindaci della Locride durante l’incontro avvenuto nell’Aula del Consiglio Comunale di Siderno.

Il presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride, Caterina Belcastro, ha illustrato ai segretari confederali un documento corposo e ricco di quelle puntualizzazioni destinate ad essere non il solito pianto della disperazione ma una mappa di criticità da tenere in considerazione per poter realizzare e consolidare in un futuro molto breve l’avvio di una inversione di tendenza. Il dato di particolare interesse, fornito nei vari interventi, si è materializzato nella diffusa consapevolezza dettata dalla necessità di guardare alle competenze ed alla capacità di predisporre progetti che siano in linea con gli indicatori europei. Personalmente, ho inteso la consistenza di questo passaggio, come un vero e proprio spartiacque rispetto al passato. Sappiamo benissimo che i ricordi dell’assistenzialismo sono ancora vivi nella memoria del nostro tessuto sociale.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi, attività all'aperto, folla e il seguente testo "Sud"

Sappiamo anche che è diffusa una resistenza sociale al cambiamento che passa proprio nel non percepire le opportunità, poste alla nostra attenzione dall’Europa, come una straordinaria opportunità di crescita strutturale. Proprio su questa linea si sta rischiando di bruciare il tempo, le occasioni e le opportunità.  Spesso si intravede nell’eccesso di confronti, proposte e discussioni animate la perdita di vista degli obiettivi. Questa volta, per la prima volta a mia memoria, non ci viene proposta l’idea di costruire una cattedrale nel deserto ma ci viene offerta l’occasione di rendere il deserto un piccolo arredo destinato ad arricchire la bellezza dell’opera. Insomma, se in passato era importante costruire opere per spendere soldi, questa volta saremo chiamati a progettare opere che dovranno generare opportunità concrete in tempi molto brevi.

Ci saranno anche importantissime riforme da presentare all’Europa e proprio su questo campo, bisogna iniziare a lavorare predisponendosi ad un diverso approccio nel quale le rispettive posizioni praticate dal mondo della politica, secondo una mia visione, dovranno pur mantenere le radici partitiche ma bisognerà riuscire a superare quei limiti invalicabili, paragonabili ai muri invalicabili che nel Secolo scorso chiamavamo ideologie ed aprire all’idea del bene comune. Proprio mentre gli interventi dei massimi rappresentanti sindacali si alternavano, il mio pensiero andava alle difficoltà quotidiane vissute dai Sindaci di questo territorio. Al costante assottigliamento della disponibilità di Risorse Umane negli uffici, alle difficoltà di poter avviare concorsi pubblici per assumere dirigenti ed impiegati preparati per poter affrontare le nuove sfide, principalmente quelle inerenti ai fondi destinati al Sud, pensavo alla macchinosità della burocrazia ed al numero di autorizzazioni, permesse e delibere per realizzare opere che nella media non verranno concluse prima di 15-20 anni dalla progettazione.

Pensavo alla necessità di poter dialogare con i giovani professionisti, facendo comprendere loro che questo territorio ha bisogno del loro entusiasmo, delle loro idee, della loro visione per poter diventare un modello competitivo. Pensavo a quanti commentavano le prime foto postate sui social, con lo stesso sarcasmo e sfiducia di sempre, sentimento che molto spesso questo territorio ha visto crescere perché il politico ha chiesto il voto in cambio di un favore poi non rispettato. Pensavo al magone di quei genitori che hanno visto partire i loro figli per studiare in altre regioni d’Italia e poi rimanerci per sempre perché questa terra non ha dato lavoro ma spesso ha costretto ad emigrare. Questa mattina pensavo alla bellezza dei sogni e soprattutto pensavo alla forza dei sognatori. Dopo il Piano Marshall, occasione che ha consentito all’Italia di rialzarsi, stiamo assistendo ad una misura che interesserà il Meridione, storicamente collocato in antitesi allo sviluppo avvenuto nel Settentrione. Se allora mancava il capitale intellettuale per compiere il salto di qualità, ricordiamo che nell’immediato dopoguerra il tasso di analfabetismo nel meridione aveva una percentuale a due cifre, oggi, seppur in presenza di un divario Nord-Sud, potremmo essere agevolati dall’occasione offertaci dall’Europa che ha individuato nel Meridione l’area con maggiore bisogno di investimenti.

Per raggiungere l’obiettivo, dovremo svolgere un delicatissimo ruolo di facilitatori di sistema. Se tale affermazione appare difficile, la renderò più semplice declinandola con una semplice indicazione: confrontiamoci, discutiamo ma cerchiamo di non litigare. Il divide et impera, ha condotto sempre alla miseria i popoli. È questa la grande occasione per il Sud. (fr)

In copertina, il sociologo Francesco Rao con Maurizio Landini, segretario generale Cgil