SOVERIA MANNELLI (CZ) – Conclusa l’ottava edizione di Sciabaca

È stata un’edizione da record quella appena conclusa di Sciabaca, il festival dedicato a viaggi e culture mediterranei, organizzato da Rubbettino Editore, che si è tenuto a Soveria Mannelli, in Calabria, dal 21 al 24 settembre.

Tra i relatori ben due ministri, Roccella e Musumeci, decine di studiosi, scienziati, artisti, migliaia di persone nel pubblico e centinaia di studenti che hanno seguito con attenzione e interesse gli incontri.

Molte le iniziative e i temi che hanno attraversato il festival, dall’arte contemporanea alla storia, dalla politica all’emergenza climatica, dall’intelligenza artificiale all’ambiente e all’enogastronomia.

«Siamo davvero soddisfatti dell’esito dell’iniziativa – ha dichiarato l’editore Florindo Rubbettino – e non solo per il grande successo di pubblico. Sciabaca è il festival identitario della nostra casa editrice e, ovviamente, rispecchia il nostro modo di intendere la cultura e il mondo dei libri. Così come Rubbettino, Sciabaca vuole affermare un pensiero laterale, a volte persino scomodo, ama la libertà di espressione delle idee anche quando non coincidono con quelle della maggior parte delle persone, creando anzi occasioni di dibattito e confronto, nella consapevolezza che non si debba mai temere il confronto perché, come insegna Eraclito, “polemos è padre di tutte le cose”»

«Sciabaca – ha continuato l’editore – vuole anche affermare un nuovo modo di intendere i luoghi e il loro rapporto con il centro. In una realtà multicentrica come quella che stiamo vivendo, abbiamo avuto l’ardire di provare a ribaltare le vecchie logiche che hanno da sempre penalizzato le aree interne del nostro Paese, nella convinzione che la cultura e l’informazione possono superare i tradizionali vincoli imposti dalla geografia».

Così per quattro giorni, la cittadina di Soveria Mannelli, tremila anime nel cuore del Reventino, è diventata una sorta di palcoscenico – o sarebbe meglio dire di Agorà – su cui si sono alternati i vari ospiti, ognuno con un pezzo di storia o con frammenti di futuro che, intrecciandosi, hanno disegnato questa grande rete che è appunto Sciabaca.

Archiviata l’edizione 2023, la grande squadra Rubbettino è già al lavoro per il prossimo anno. (rcz)

La ministra Roccella allo Sciabaca Festival di Soveria Mannelli

«Serve un nuovo tipo di femminismo per combattere le nuove forme di oppressione contro le donne. È quanto ha dichiarato la ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, ospite dello Sciabaca Festival di Rubbettino a Soveria Mannelli.

«Ci sono nuove forme di oppressione – ha detto Roccella – che dovrebbero essere decodificate e interpretate da un nuovo femminismo, mentre invece il femminismo è un po’ finito sotto traccia oppure si è risolto nell’emancipazionismo, nell’idea del “Noi dobbiamo essere come gli uomini”, nella assoluta parità, che per certi versi va bene, alla quale però io preferisco la locuzione “pari opportunità”, che è diversa da “parità” perché non implica un’idea di uguaglianza ma di riconoscimento delle pari opportunità a partire dalla differenza, che va valorizzata».

La Ministra per la Famiglia e le Pari opportunità è intervenuta nella giornata conclusiva, parlando di molti temi connessi anche all’attualità. Per Rubbettino, la Roccella è autrice fra l’altro del libro “Una famiglia radicale”, in cui ricostruisce la storia della sua famiglia e della sua militanza all’interno del Partito Radicale.

Al termine della conversazione con il direttore editoriale di Rubbettino, Luigi Franco, la Roccella si è soffermata su temi legati alla maternità e all’importanza per le donne di rivendicare la propria libertà. Continuando il suo ragionamento, la Ministra, si è poi soffermata sull’utero in affitto considerato nell’economia del discorso come una subdola forma di sfruttamento e di mercificazione del corpo femminile.

«Non mi piace adoperare il termine “maternità surrogata” – ha detto la Roccella –, preferisco parlare di utero in affitto, perché questa è una definizione che mette in evidenza il punto fondamentale cioè il mercato, il passaggio di denaro. La disponibilità di una donna a portare avanti una gravidanza per conto terzi si realizza all’interno di un’organizzazione di mercato, molto dura, molto precisa».

«Non esiste, come qualcuno dice una surrogata solidale – ha aggiunto – perché tutto è inserito sempre in un’organizzazione di mercato, tutto diviene parte di un grande business transnazionale che tratta le donne come fornitrici di elementi utili a fare un bambino. Io credo che la maternità sia qualcosa di diverso».

«È un’esperienza – ha detto – che suscita sentimenti forti ed estremamente coinvolgenti, inscritti nel nostro corpo. Trasformare il rapporto madre-figlio in una compravendita è profondamente anti-umano. Facciamoci una domanda: cosa vogliamo mantenere della nostra umanità? Cosa vogliamo portare nel futuro del nostro essere “uomini umani”, come diceva Sciascia?».

Il seguitissimo intervento del ministro Roccella ha chiuso un festival giunto ormai alla sua ottava edizione e che ha visto la partecipazione di migliaia di persone e di centinaia di studenti un’occasione per riflettere sui grandi temi della cultura, dell’attualità e della politica e per mettere in rete luoghi, persone e idee. (rcz)

SOVERIA MANNELLI – Sabato con lo Sciabaca Festival si parla di intelligenza artificiale

Sabato 23 settembre, a Soveria Mannelli, alla Casa della Cultura “Gerardo Marotta”, alle 19, si terrà la lectio magistralis Può un sistema di intelligenza artificiale diventare un individuo? di Riccardo Manzotti e Simone Rossi.

L’evento rientra nell’ambito dello Sciabaca, il festival dedicato ai viaggi e culture mediterranee organizzato ogni anno da Rubbettino.

Chi sono io? O che cosa sono io? Una volta lo si sarebbe chiesto a un filosofo, poi a un neuroscienziato, oggi lo possiamo chiedere a una intelligenza artificiale, un IA, anzi una ia (in minuscolo). Ma la ia saprà che cosa è un io? La ia sarà un io? E l’io, poi, sarà qualcosa che si è o che si ha? Persi in questo labirinto di domande, un neuroscienziato e un filosofo della mente si confronteranno con l’intelligenza artificiale in un dialogo a due (o a tre?) e si interrogheranno sulla natura di noi stessi e dei nostri alter ego artificiali. In un momento in cui le intelligenze generative (ChatGPT, Dall-E, OpenAI) sembrano diventare capaci di creare contenuti paragonabili a quelli degli essere umani, ci sentiamo smarriti. Siamo diventati obsoleti? Il cervello sarà in grado di competere con i computer dotati di nuovi algoritmi? C’è qualcosa che le macchine non hanno? E se ci fossimo trasformati in macchine a nostra volta? In fondo anche il cervello non contiene niente che la fisica non possa spiegare. (rcz)

SOVERIA MANNELLI (CZ) – Torna lo “Sciabaca Festival”

Dal 21 al 24 settembre, a Soveria Mannelli, è in programma l’ottava edizione dello Sciabaca Festival di Rubbettino.

Quattro giorni di incontri, dibattiti, mostre e degustazioni, dal 21 al 24 settembre, che vedranno la partecipazione di ospiti di grande prestigio nonché la presenza, in qualità di relatori di ben due ministri: la Ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, che presenterà domenica 24 alle 19,30 il suo memoir “Una famiglia radicale” (edito da Rubbettino) e il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci che interverrà al dibattito, moderato da Giuseppe Smorto, sul tema “Il clima nel Mediterraneo. Analisi, rischi e prevenzione”, che vedrà la partecipazione, oltre a quella di Musumeci, del geologo e docente universitario Alberto Prestininzi che per Rubbettino ha curato la pubblicazione del libro “Dialoghi sul clima” e del giornalista Giuseppe Caporale, autore, sempre per Rubbettino, di “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica”.

Oltre a questi, saranno tanti altri i temi che attraverseranno questa edizione di Sciabaca.

Si comincia con l’arte e l’antropologia con l’inaugurazione, all’interno degli stabilimenti delle industrie Rubbettino, della mostra fotografica “I canti della Tonnara”, durante la quale verranno esposti gli scatti di Alan Lomax in Calabria e si potrà assistere alla performance vocale dell’Associazione Felici & Conflenti che riprodurrà dal vivo i canti di lavoro dei pescatori calabresi registrati dall’etnomusicologo durante il suo viaggio in Calabria. A introdurre e spiegare la mostra, il musicista ed etnomusicologo Danilo Gatto.

Tra arte e antropologia si muoverà anche l’incontro con lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino che si terrà sabato 23 alle 21 presso il Santuario Nostra Signora di Fatima su “Arti e tradizione nelle feste religiose di Calabria”.

L’arte sarà protagonista di un altro importante momento che si svolgerà presso il Parco Carta domenica 24 alle 17, con l’inaugurazione del secondo ciclo di opere che arricchiscono il parco: “The Garden of Banes” di Elisa Strinna e Low Voltage Communication di Giulio Saverio Rossi. L’inaugurazione sarà accompagnata da un dibattito che verrà la partecipazione, insieme agli artisti, dei curatori artistici del parco, Alessandro Fonte e Shawnette Poe; di Emilio Leo direttore artistico della Rubbettino nonché titolare e direttore creativo dello storico Lanifio Leo e del direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro Virgilio Piccari.

Carta è il parco d’arte Rubbettino, un luogo di espressione contemporanea, territorio e manifattura che si estende nei 12500 mq di verde adiacente allo stabilimento produttivo.

Nel parco, la cultura aziendale Rubbettino dialoga con l’arte contemporanea attraverso una collezione di opere permanenti di artisti internazionali, ospitati in residenza a Soveria Mannelli.

E di fabbriche, concrete utopie e sogni, si parlerà domenica mattina alle 10,00 al Lanificio Leo dove il giornalista del Sole 24 Ore Paolo Bricco, Emilio Leo, l’editore Florindo Rubbettino e il docente dello IUAV di Venezia Mario Lupano discuteranno della visione di impresa di Adriano Olivetti.

Ampio spazio sarà dedicato alla storia con tre importanti appuntamenti che si terranno tutti nella giornata di venerdì. Al mattino, alle 10,30, “Dal mito alla storia. Il racconto dei Bronzi di Riace” con Daniele Castrizio e Saverio Autellitano, un interessante incontro durante il quale verranno illustrate alcune ipotesi sull’aspetto originario dei mitici guerrieri e sul loro significato iconico.

Alle 16, il direttore del Museo Archeologico di Crotone, Gregorio Aversa, racconterà il mondo degli aurighi e cavalieri dell’antica Grecia attraverso uno straordinario reperto custodito nel museo crotonese, una museruola bronzea proveniente da scavi clandestini degli anni Settanta e poi recuperata dallo Stato. 

Dai misteri della Grecia a quelli dell’Italia contemporanea. Il terzo appuntamento di venerdì, che si svolgerà nella Biblioteca Michele Caligiuri alle 18, vedrà un dialogo tra Giovanni Bernabei, curatore della ripubblicazione dei diari del padre, Ettore Bernabei, e il Presidente della Società Italiana di Intelligence Mario Caligiuri sul tema: “La responsabilità del potere: il triangolo Fanfani-Moro-Bernabei”.

Momento imperdibile di ogni edizione di Sciabaca è la tradizionale lectio magistralis del sabato. Quest’anno non potrà che avere come tema l’argomento di cui tutti oramai parlano (spesso a sproposito): l’intelligenza artificiale, tema che verrà declinato in chiave filosofica da due relatori d’eccezione, Riccardo Manzotti, filosofo ingegnere, docente di filosofia teoretica all’università Iulm di Milano e Simone Rossi, Professore di neurologia all’Università di Siena. Manzotti e Rossi sono autori per Rubbettino di un libro dal titolo “Io&Ia. Mente, cervello & GPT”. Titolo dell’incontro sarà: “Identità, persona e intelligenza artificiale”.

Sciabaca è anche l’occasione in cui Rubbettino fa conoscere ai partecipanti il suo lavoro di scavo e riscoperta di grandi autori spesso dimenticati per via della frenesia del mondo culturale italiano. Quest’anno sarà la volta di Giuseppe Occhiato, straordinario scrittore recentemente scomparso, accostato da molti a Stefano D’Arrigo. A Occhiato e al suo romanzo “L’ultima erranza”, sarà dedicato, venerdì 22 alle 19,30, un incontro con la studiosa Daniela Marro che vedrà la partecipazione dell’attore Luca Michienzi che leggerà alcuni passi del libro accompagnato dalle musiche di Gianluca Chiera.

Come ogni anno, grande attenzione sarà posta all’ambiente. Non solo il dibattito sul clima citato in apertura ma anche due momenti “ludici” che apriranno il sabato mattina: la tappa del Cammino di Gioacchino da Fiore, dal passo di Acquabona a Soveria Mannelli e la biciclettata “contromano”, della Ciclovia del Savuto che, proprio sabato alle 11,30, verrà inaugurata alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, del Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria Salvatore Siviglia, del Dirigente del Settore Parchi e Aree Naturali Protette del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria Giovanni Aramini e di numerosi sindaci e amministratori.

Un festival che si pone come obiettivo quello di riflettere sul Mediterraneo non può ignorare il grande tema dei migranti. Così nella giornata di venerdì 22, alle 15,00, Vitaliano Fulciniti, già  direttore del Regional Hub Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, terrà un incontro sui migranti minori non accompagnati dal titolo “Pollicino e il barcone”. A questo farà seguito la testimonianza di Mohamed Sesay, un giovane originario della Sierra Leone approdato in Calabria nel 2017 che a Soveria Mannelli ha potuto riprendere in mano la sua vita lavorando e dando origine a una nuova famiglia.

Sciabaca è infine anche enogastronomia. Appuntamento clou della rassegna è il pranzo domenicale alla Rosa nel Bicchiere che quest’anno avrà come protagonista il baccalà e che verrà introdotto da un’incontro sulla storia di questo pesce conservato che tanta fortuna ha avuto nella tradizione culinaria calabrese con l’antropologo e docente universitario Giovanni Sole.

Altro appuntamento da ricordare è quello con Slow Food che vedrà, sabato alle 12,30, la consigliera nazionale Marisa Gigliotti tenere un incontro dal titolo “Dalle rete alla tela”.

Durante il festival ci saranno infine vari momenti di degustazione di prodotti e vini con aziende produttrici del territorio.

Quattro giorni per tutti i gusti dunque. Un appuntamento da non perdere con un Festival che ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più significativo nel panorama culturale nazionale. (rcz)

 

SOVERIA MANNELLI (CZ) – Rubbettino organizza il Festival del lavoro nelle Aree interne

Dal 25 al 27 maggio, si terrà a Soveria Mannelli (Catanzaro), la città calabrese sede della casa editrice Rubbettino, la prima edizione del Festival del lavoro nelle Aree interne promosso dall’associazione Respro-Rete di storici per i paesaggi della produzione, dalla Fondazione Appennino ets e, appunto, dalla casa editrice Rubbettino. Il tema di questa prima edizione, inserita all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), è Il lavoro tra passato e futuro, fragilità e opportunità di un patrimonio nei territori interni dell’Italia contemporanea. Quasi tutti gli eventi avranno luogo presso la sede delle industrie Rubbettino.

La prospettiva del lavoro è centrale per rendere concreto ogni progetto di sviluppo delle aree interne che non sia basato solo ed esclusivamente sul turismo. Per riattivare processi in grado di fermare lo spopolamento e quindi per ridare centralità ai paesi dei territori interni delle Alpi, della dorsale appenninica o di qualsiasi altra area italiana considerata tale, è necessario attingere alle loro caratteristiche, ai loro paesaggi, ad assetti economici e sociali e ad attività produttive da secoli presenti nelle articolazioni di questi territori. Si tratta di recuperare un passato capace di configurarsi come una prospettiva inedita ed originale per il futuro, da declinare, quindi, nella dimensione del mondo contemporaneo; ma si tratta, nello stesso tempo, anche di evitare che le aree interne continuino ad essere oggetto di progetti calati dall’alto, esterni alle loro identità, omologanti e scarsamente efficaci.

Il festival prevede la presenza di oltre ottanta studiosi provenienti da varie istituzioni, fondazioni, università, associazioni, enti che da diversi anni, in Italia, si occupano dei temi del lavoro e delle aree interne e che per la prima volta daranno vita ad un confronto dal forte valore scientifico.

Il dibattito che in questi ultimi anni ha riguardato le aree interne si è concentrato su alcuni temi come lo spopolamento, la definizione stessa di area interna, la contrapposizione tra borgo e paese, l’individuazione di identità e relative rappresentazioni. Nell’ambito delle politiche e delle strategie pensate per il rilancio e lo sviluppo delle aree interne si mette sempre al centro l’economia di questi territori, coniugata con le articolazioni politiche e sociali e con le relazioni che si possono stabilire al loro interno, oppure con altri spazi, compresi i poli metropolitani. In questa riflessione si comprende sempre il lavoro, con particolare attenzione per i giovani, destinatari di specifici interventi.

Negli ultimi anni, però, così come è stata costruita una retorica del borgo montano, è stata elaborata anche una retorica dei giovani, come soggetti principali di attente politiche per il lavoro. Si parla di borghi felici e poi ci si accorge che questi, non solo non esistono, ma è anche difficile da rilanciare; si parla di giovani, ma poi concretamente non solo non si fa nulla per loro, ma nemmeno per tutte quelle persone più anziane espulse dal mercato del lavoro o in pensione.

Ciò che serve, dunque, è l’elaborazione di un’analisi più specifica e puntuale sul tema del lavoro, perché non c’è futuro per le aree interne senza l’individuazione di attività lavorative in grado di innescare solidi processi di crescita e di coinvolgere l’intera popolazione, dai più giovani ai più anziani. È una visione complessiva quella che serve e non settoriale o di genere. Nello stesso tempo, il lavoro non può fare riferimento a schemi generali o modelli standardizzati calati dall’alto, che possono funzionare, secondo le logiche dell’economia globalizzata, in ogni luogo e in tutte le realtà. Purtroppo, ciò è accaduto sia con la Strategia Nazionale Aree Interne, sia con i primi progetti per il Pnrr. È per questo motivo che la prima non ha prodotto gli esiti sperati, mentre il secondo rischia di essere un totale fallimento.

Le aree interne e in particolare gli spazi appenninici, hanno bisogno di interventi mirati e del tutto alternativi alle dinamiche dei modelli economici dominanti, basati su un concetto di sviluppo continuo e sul consumismo. Il lavoro deve essere declinato all’interno delle comunità appenniniche, tenendo conto delle loro caratteristiche, della loro cultura, del paesaggio e di un ambiente naturale da tutelare e valorizzare al tempo stesso. Tutto ciò significa tornare ad una vera, concreta e sincera pianificazione con dei programmi a lungo termine, attivando dal basso dei percorsi credibili, proposti da singoli paesi e territori mediante un solido processo di partecipazione.

Contemporaneamente, si rende indispensabile anche l’individuazione, nell’ambito del complesso e delicato dibattito sulle autonomie, di nuove realtà amministrative più omogenee in riferimento agli spazi montani, che vadano a riunire, rendendo ogni azione più forte e concreta, ciò che è stato separato dal punto di vista geografico da artificiosi confini regionali. È solo in questo modo che i paesi dell’Appennino potranno essere dotati di tutti i servizi sociali, culturali, sanitari e di tutte quelle infrastrutture di cui hanno bisogno.

Per andare in queste direzioni, con una visione dell’Appennino che sia meno teorica e distante dalla realtà effettiva, si devono cogliere quelle intime relazioni che lo hanno definito nel tempo. È necessario, cioè, fare riferimento alla sua storia. Allo stesso modo, anche per ragionare intorno al tema del lavoro, guardando al futuro delle aree interne nel loro insieme, è importante partire dalla loro storia plurisecolare e dai loro caratteri originari, così come essi si sono strutturati dal medioevo in poi. In definitiva, serve un’analisi che permetta di stabilire un collegamento, un ponte, tra i lavori del passato e quelli di un possibile futuro.

Gli eventi del festival saranno trasmessi sulla pagina Facebook Rubbettino (https://www.facebook.com/RubbettinoEditore) e su quella YouTube (https://www.youtube.com/@RubbettinoEditore). (rcz)

SOVERIA – Il vescovo Parisi ha presieduto la Messa alla vigilia della Festa della Madonna di Fatima

«La grandezza di Maria sta nella sua umiltà, nel suo servizio ad essere davvero alleata del Signore, Serva del Signore». Così il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, presiedendo la Santa Messa nel Santuario Diocesano Nostra Signora di Fatima in Soveria Mannelli, alla presenza di numerosi fedeli e dei sindaci del Reventino.

«La Vergine di Nazareth, Maria, la Madre del Signore che con il suo sì ha consegnato la sua vita alla volontà di Dio – ha aggiunto monsignor Parisi alla vigilia della festa della Madonna di Fatima – , ha dato la possibilità al Verbo Eterno, a Gesù Cristo, di entrare nella nostra carne umana, dentro la nostra vita. Questa è la grandezza di Maria: mettere a disposizione la propria vita perché si potesse compiere la volontà di bene, di redenzione, di amore e di salvezza di Dio». 

Poi, proprio partendo dal sì incondizionato di Maria alla proposta di Dio, il Vescovo ha sottolineato che punti centrali perché una comunità possa crescere sono: offerta, servizio e disponibilità al Signore. Quindi, facendo riferimento alla prima lettura tratta dal libro del profeta Daniele, ha fatto notare come questo libro sia una sorta di «passaggio tra una visione profetica della storia ad una visione che viene chiamata apocalittica, potremmo dire avveniristica, cioè la prospettiva del futuro della storia». 

«Noi credenti – ha proseguito il Vescovo – siamo chiamati, proprio in forza del principio della resurrezione, a leggere, ad interpretare la realtà umana, sociale, nella quale viviamo, con il potere che ognuno di noi ha all’interno della storia. Quando, poi, si parla del potere, non si parla di concentrazione dentro una sola persona di tutto ciò che possa manovrare e determinare, a volte anche negativamente, la vita e la storia dell’altro. Il potere è la capacità di mettersi a disposizione dell’altro, è quella forza che è la capacità di fare in modo che il dono della mia vita, la consegna della mia esistenza, l’abbandono della mia abituale professione possa essere messa totalmente al servizio della crescita della collettività. Perché il vero dramma, la negazione del potere, altro non è che l’orientamento alla visione del singolo ed all’imprigionamento nell’attimo fuggente del presente».

«Il potere – ha proseguito monsignor Parisi – altro non è che il superamento dell’individualismo, il superamento della misura dentro i nostri ristretti confini individuali per fare in modo che tutta l’umanità con il sacrificio del mio tempo, con l’impiego della mia professionalità, con le condizioni della mia storia, anche della mia fede, possa essere orientata verso questo fine che è un regno stabile, un regno che possa essere davvero contemplato, vissuto da tutti, condiviso. Questo ci ha detto l’immagine del Figlio dell’Uomo che nel libro di Daniele viene presentato come la soluzione di colui che scende dentro la storia. Non rimane in alto, non rimane rinchiuso, non rimane isolato, ma scende dentro la storia e, condividendo la storia dell’umanità, la orienta verso la realizzazione piena, definitiva del suo destino che è la realizzazione dell’opera tenera, graziosa e misericordiosa di Dio che si chiama salvezza totale, piena, integrale dell’umanità».

Il Vescovo ha poi parlato della sincronia delle differenze grazie alla quale, «le particolarità, le singolarità vengono messe a servizio di tutta la comunità”  come, ad esempio, avviene con la musica dove “ognuno si esprime con le proprie capacità, intensità ed alla fine si realizza insieme una grande sinfonia”. Da qui, l’invito ad “avere gli stessi sentimenti gli uni per gli altri. Soffrire con chi soffre – ha aggiunto monsignor Parisi –. Ma, soprattutto, gioire con chi gioisce. Quando c’è una situazione di sofferenza siamo anche disposti a soffrire con l’altro, ma quando l’altro gioisce, a volte, è quasi come se ci dispiacesse e non riusciamo a farlo».

«Per cui è più difficile gioire della gioia dell’altro. Però, quando noi riusciamo a gioire della gioia dell’altro, abbiamo raggiunto davvero l’espressione piena della vita comunitaria condivisa».

Infine, partendo dalla seconda lettura del giorno «programma di vita di noi credenti», il Pastore della Chiesa lametina ha sollecitato tutti ad operare sempre liberi, “cercando di essere sempre in pace con tutti. Ecco il principio della resurrezione – ha concluso –: vincete con il bene. Quando entriamo nella storia, una volta che l’abbiamo letta, interpretata, e ci mettiamo al servizio di questa storia, il nostro servizio deve essere quello di vincere davvero il male con il bene perché, non solo la sofferenza, ma soprattutto la gioia sia condivisa e la gioia dell’altro possa essere motivo della mia gioia. Ed io lo auguro a tutti». (smg)

SOVERIA MANNELLI – Al via lo Sciabaca Festival

Prende il via oggi, a Soveria Mannelli, la settima edizione dello Sciabaca Festival – Viaggi e Culture Mediterranee, «la fitta trama di esperienze e culture, idee e scambi che qui e da qui, centro del Mediterraneo, convergono e si diramano» organizzata da Rubbettino Editore.

Un viaggio di tre giorni nell’arte e nella letteratura, nella natura e nella scienza, attraverso immagini, musica e parole. Un luogo e un tempo di incontri, ascolto e partecipazione con protagonisti della cultura e custodi della memoria.

Si comincia giovedì 22 con il vernissage della mostra di Pino Deodato “Aveva le mani d’oro”, dedicata alla figura di Peppino Leo, imprenditore che ha saputo traghettare lo storico Lanificio Leo da un modello arcaico a uno industriale, pur nel rispetto pieno della tradizione.

Venerdì 23 si apre invece con la lectio magistralis di Luigi Tassoni sul tema “Scrittori del Sud, scrittori d’Europa” durante la quale si parlerà della dimensione europea di alcuni scrittori calabresi quali Corrado Alvaro o Saverio Strati. Si continua nel pomeriggio con un originale laboratorio di lettura creativa tenuto da Romina Arena e, alle 17,00, con l’inaugurazione, presso la Biblioteca Michele Caligiuri, di una mostra su Giacomo Casanova, spia e libertino, che prevede, in collaborazione con ETT People & Tecnology, la fruizione in realtà virtuale di alcuni contenuti forniti dal Casanova Museum & Experience di Venezia.

Alle 18, Antonio Polito e Gaetano Quagliariello terranno un incontro sull’Italia interna, i cammini e la “società calda”. Seguirà un dibattito sul calcio e l’importanza dello sport per i territori cui prenderanno parte Marco Rubbettino, Filippo De Cello, autore del libro “Garibaldina forever” e Annalisa Nicastro coautrice, insieme a Claudio Donatelli, preparatore atletico della Nazionale, del libro “L’invincibile estate”.

Nel corso della serata verrà trasmesso un videomessaggio di Roberto Mancini. Subito dopo la diretta live della partita Italia-Inghilterra insieme a uno show-cooking dei torronai di Bagnara. La giornata di sabato si aprirà con la tradizionale escursione finalizzata alla conoscenza degli antichi cammini e del territorio. Quest’anno si raggiungerà l’Abbazia di Corazzo con un percorso ad anello che avrà come tappa di partenza e di arrivo l’agriturismo “La Rosa nel Bicchiere”. Alle 16 invece un dibattito moderato da Gianfranco Manfredi con Piero e Gianni Lacorazza che muoverà dal volume “Buon Appennino. La cultura del cibo nell’Italia interna”, pubblicato nella collana “Civiltà Appennino”.

Alle 17.30, nei giardini di Palazzo Marasco, già Passalacqua, un incontro con lo scrittore Francesco Pileggi, autore del libro “Quando mia madre indossò la maglietta di Franz Beckenbauer” che dialogherà con Andrea Iovene. Altro tradizionale appuntamento di Sciabaca è la lectio magistralis del sabato sera che, quest’anno verrà affidata a Egidio Ivetic, docente di Storia dell’Europa orientale all’Università di Padova e che avrà come tema “Il Mediterraneo”. La serata si chiuderà con un concerto di Fabio Macagnino e Francesco Loccisano e, in contemporanea, una degustazione di vini “Terre di Cosenza”.

Domenica mattina secondo appuntamento al Lanificio Leo con la presentazione del libro “Aveva le mani d’oro” di Prashant Cattaneo che illustra le opere di Pino Deodato esposte in mostra. L’autore dialogherà con Paolo Manfredi, Sabina Melesi ed Emilio Leo. Seguirà, alla Rosa nel Bicchiere, un incontro con Antonio Fazari, Maurizio Pescari e Francesco Saliceti che avrà come tema “L’olio e gli altri ingredienti della vita”. Non poteva non seguire (visto l’orario e il luogo) un lunch buffet allestito dallo chef Antonio Torchia in collaborazione con Olearia San Giorgio che vedrà protagonista proprio l’extravergine d’oliva.

Nell’edizione 2020 di Sciabaca era stato annunciato l’allestimento nei pressi delle Industrie Rubbettino del parco d’arte contemporanea “Carta”, parco che verrà inaugurato proprio domenica 25 alle 17 con le due prime opere: “Time Cutouts” di Rachele Maistrello e “Control Beam” di Stefan Alber. Con l’occasione vi sarà inoltre il taglio del nastro delle celebrazioni per il cinquantenario delle industrie Rubbettino che videro la luce proprio a Soveria Mannelli nell’inverno del 1972.

Come da consuetudine il Festival chiude i battenti con un appuntamento dedicato alla spiritualità. Questa volta si parlerà, insieme al giornalista di TV2000 David Murgia, del mistero del quadro di Gesù più venerato al mondo. Un’edizione, quella di quest’anno, che vuole rappresentare non solo un ritorno alla normalità dopo gli anni bui della pandemia, ma anche un modo per ribadire la centralità delle zone interne, osso del Paese, da cui necessariamente ripartire per affrontare le sfide economiche e sociali che il mondo intero si troverà a fronteggiare in maniera sempre più decisiva nell’immediato futuro.

SOVERIA MANNELLI (CZ) – Si è insediata la Commissione Pari Opportunità

A Soveria Mannelli si è insediata la nuova Commissione Pari Opportunità, presieduta da Maria Paola Cardamone, mentre vice presidente è Angela Davoli.

La riunione – convocata, come da regolamento, dal Presidente del Consiglio avv. Alberto D’Arrò – ha visto la partecipazione delle dieci rappresentanti nominate dai due gruppi consiliari del civico consesso Soveritano. 

Per la quota “Uniti per Soveria” le rappresentanti indicate sono: la dott.ssa Maria Paola Cardamone, l’insegnante Delia Cerra, la sig.ra Elisabetta Cozza, la dott.ssa Chiara De Fazio, la sig.na Chiara De Luca, la sig.na Mariapia Grattaroti e la dott.ssa Chiara Pascuzzi, mentre le tre rappresentanti del gruppo “Fiore di Lino” sono: l’avv. Angela Davoli, l’avv. Maria Stefania Belmonte e la sig.na Maria Francesca Pascuzzi. 

Hanno partecipato alla riunione, senza diritto di voto, le tre consigliere presenti all’interno del Consiglio Comunale: l’avv. Simona Cavalieri, l’avv. Antonella Pascuzzi e l’avv. Angela Rita Colosimo. 

La neo Presidente Cardamone, a margine della riunione, ha espresso gratitudine per la fiducia accordata, ringraziando il Presidente uscente per il brillante lavoro svolto e con l’auspicio di un prosieguo lavorativo sereno e impegnato ai fini della valorizzazione della Donna a tutti i livelli e su tutti gli ambiti. 

Lavoro che verrà svolto in sinergia con tutti gli enti istituzionali del territorio e coinvolgendo in modo particolare in mondo della Scuola. 

Il sindaco Michele Chiodo, intervenuto alla seduta, ha augurato a nome dell’Amministrazione e della cittadinanza tutta un buon lavoro al nuovo Presidente e all’intera Commissione, sottolineando l’importanza che il tema delle pari opportunità deve avere nella società odierna e dichiarandosi pronto a sposare le legittime osservazioni, proposte e consigli che la Commissione Pari Opportunità del Comune di Soveria Mannelli vorrà sottoporgli per indirizzare le attività dell’amministrazione da lui guidata. (rcz)

SOVERIA MANNELLI – Successo per le celebrazioni per San Giovanni Battista

Grande successo, a Soveria Mannelli, per le celebrazioni in onore di San Giovanni Battista, Patrono Primo e Principale della Città della città.

Tutte le manifestazioni sono state organizzate col Patrocinio dell’Amministrazione Comunale e col contributo del Comitato Festa di Soveria Mannelli che per mesi hanno lavorato sotto la guida del Sacerdote Roberto Tomaino.

Per la Solennità di San Giovanni Battista, l’Arcipretura di Soveria Mannelli retta da don Roberto Tomaino, ha organizzato un ricco programma di eventi religiosi, culturali, sportivi e musicali. Il 16 si è tenuto il solenne Inizio del Novenario, con una processione con l’immagine di San Giovanni verso il Cimitero Comunale.

Tra gli eventi sportivi in evidenza il torneo di tennis per onorare la memoria del Luogotenente Cariche Speciali della Guardia di Finanza “Antonio Cerra”, sulla cui recente morte sta indagando la Procura di Vibo Valentia. Emozionante la cerimonia di premiazione, con gli interventi delle varie autorità religiose, civili e militari a evidenziare la nobiltà d’animo del Luogotenente di cui si è fatta memoria e la sua lealtà elegante di tennista e di cittadino, nel perseguire la Giustizia e la Legalità.

I premi sono stati offerti dai numerosi sponsor, ed il ricavato delle iscrizioni è stato devoluto al rappresentante di Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie.

Il programma ha visto le giornate del 18 e 19 dedicate al Corpus Domini, durante le quali si è tenuta la benedizione dei mandorli che sono stati messi a dimora in ricordo dei giovani in cielo.

Molto partecipate sono state le giornate e gli eventi organizzati per gli sportivi, per i Compari, per gli Sposi, per l’Avis, per l’Unitalsi e per le palestre private.

Il 22 si è tenuta la quarta edizione del premio “San Giovannino, testimoni della giustizia e della pace”, con la consegna del riconoscimento a don Marco Yaroslav Semehen, direttore dell’Ufficio Migrantes dell’Esarcato degli Ucraini in Italia e rettore della Basilica di Santa Sofia a Roma, la chiesa dei cattolici ucraini di rito bizantino che ha visto qualche mese fa anche la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il 23, per la Veglia della Solennità di San Giovanni, si è tenuta la benedizione del fuoco di San Giovanni, dove sono stati invitati gli artisti, i musicisti, gli artigiani del legno, del tessile e di tutte le altre arti e mestieri

La processione in onore di San Giovanni Battista si è tenuta il 24 per le vie della Città con l’offerta del cero votivo da parte dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Michele Chiodo.

Due interessanti proposte musicali, i Dejavu, band specializzata in musica revival di piazza, e gli Hosteria di Gió, cultori del musica etnica in Calabria, curate dai promoter Gigi De Grazia e Pasquale Mastroianni, e seguite dal service audio-luci di Giuseppe Macrilló, stanno chiudendo i festeggiamenti il 25 e 26 in Piazza Bonini. (rcz)

SOVERIA MANNELLI (CZ) – Il Gruppo Consiliare “Uniti per Soveria” su approvazione bilancio riequilibrato 2021-2026

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Soveria Mannelli l’Amministrazione Comunale ha approvato l’ipotesi  di bilancio stabilmente riequilibrato per il quinquennio 2021-2026 unitamente al Documento Unico di Programmazione per  il triennio 2021-2023. 

Il capogruppo Consiliare Uniti per Soveria, Daniele Cardamone, in una nota ha spiegato che «si è trattato di un adempimento conseguente alla dichiarazione di dissesto adottata dalla precedente  Amministrazione a pochi giorni dalle elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021 ed a bilancio non approvato, sicché  l’Amministrazione subentrante si è trovata, e si trova tuttora, in condizione di dover operare sulla base delle previsioni  della seconda e terza annualità dell’ultimo bilancio pluriennale approvato che è quello relativo agli esercizi 2020-2022».

«L’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato – ha spiegato ancora – è stata approvata pur in presenza del parere sfavorevole dell’Organo  di Revisione, che per sua natura è obbligatorio ma non vincolante, previa controdeduzione alle specifiche osservazioni in  esso formulate e stante la necessità di rispettare la tempistica imposta dalla diffida prefettizia ad adempiere. Nel corso della seduta sia l’Assessore al Bilancio, Antonello Maida, che il sindaco, Michele Chiodo, hanno  evidenziato i motivi del ritardo con il quale si è giunti all’adozione del provvedimento individuandoli nello stato di confusione  e di disordine amministrativo e contabile in cui versa il Comune, nelle criticità rilevate nel software gestionale nonché in  alcune concomitanti circostanze temporali che hanno reso ulteriormente difficile il percorso di elaborazione dei documenti  da approvare». 

«Tra queste, la scadenza del rapporto di lavoro del Responsabile dell’Area Finanziaria con conseguente necessità  attivare una convenzione con altro comune; la scadenza del contratto di tesoreria ed il passaggio ad altro tesoriere  mediante espletamento di una nuova gara d’appalto; la scadenza del mandato triennale del Revisore ed il conseguente  recente insediamento di un nuovo Organo di Revisione. La deliberazione è stata assunta a maggioranza di voti e con il voto contrario del gruppo di opposizione che ha  motivato il proprio dissenso manifestando una forte preoccupazione per lo stato dei conti del Comune (sic!) facendo  riferimento al parere sfavorevole espresso dal Revisore e ad una pretesa assenza di “numeri” nel documento sottoposto  all’esame del Consiglio»,. ha proseguito Cardamone.

«Orbene, – ha detto – a parte il fatto che il documento approvato consta anche di qualche centinaio di pagine di “numeri”, come  è ovvio che fosse, non può non rilevarsi la singolare circostanza che il gruppo di opposizione “Fiore di Lino – Per Soveria” ha votato contro provvedimenti dallo stesso adottati durante la precedente consiliatura dal momento che l’ipotesi di bilancio  e lo stesso DUP riguardano anche l’esercizio 2021 e si fondano sui connessi documenti propedeutici approvati dalla  precedente Amministrazione alla cui responsabilità si riconduce anche la relativa gestione per 9 mesi su 12. Ma ciò che stupisce maggiormente sono le “preoccupazioni” manifestate sui conti del Comune, vere “lacrime di  coccodrillo”, come se fossero stati altri, e non loro, a determinare ed alimentare il disordine amministrativo e contabile che  ha generato il dissesto economico e finanziario dell’Ente che loro stessi sono stati costretti a dichiarare portando il Comune  di Soveria Mannelli al non invidiabile primato di essere, allo stato, uno dei 120 comuni italiani dissestati su un totale di circa 8.000». 

«Un dissesto – ha aggiunto – che dai loro stessi atti risulta ammontare ad oltre 5 milioni di euro di disavanzo di amministrazione ma  che dovrà essere esattamente quantificato dall’Organismo Straordinario di Liquidazione il quale sta anch’esso  incontrando, per i medesimi motivi, enormi difficoltà a comporre un quadro sufficientemente attendibile della situazione patrimoniale dell’Ente in termini di crediti e debiti. Un dissesto costruito nel tempo, mediante una serie di scelte irresponsabili e reiterate che hanno finito per  compromettere i conti del Comune come quella dell’affidamento in gestione ad una società privata (la Medical Sport Center  di Poggi – Parente), per un periodo di 30 anni rinnovabili unilateralmente, dell’ex carcere mandamentale, una struttura  pubblica realizzata a cavallo degli anni ’80-’90 e costata circa 7 miliardi delle vecchie lire, che a distanza di quasi 24 anni dalla stipula del contratto (11/11/1998) non ha prodotto nemmeno un centesimo di euro di introito per le casse comunali a  fronte di un canone annuo originariamente stabilito in 60 milioni di lire che oggi, con le rivalutazioni di legge, ammonterebbe  a circa 40 mila euro annui, senza, peraltro, che i cittadini abbiano potuto usufruire dei relativi servizi assistenziali se non per un breve periodo durato soltanto qualche mese e, peraltro con oneri a totale carico degli utenti». 

«Quando si è stati protagonisti di performance di questo genere – ha evideniziato – che non hanno bisogno di nessun commento, o  anche solo compartecipi più o meno diretti, o persino soltanto spettatori distratti di decisioni altrui, bisognerebbe avere il  pudore di astenersi dall’intervenire in una materia in cui non si ha nulla da insegnare a nessuno, né a Soveria né fuori  Soveria.  Sarebbe stato molto più apprezzabile, e lo sarebbe ancora, cogliere l’occasione per chiedere scusa ai cittadini  Soveritani per i danni causati in tanti anni di malgoverno i cui effetti nefasti oggi ricadono su tutta la comunità. Del tutto risibile, poi, appare il maldestro tentativo di coinvolgere nella responsabilità del dissesto l’Amministrazione  di “Uniti per Soveria” degli anni 2011-2016 (sindaco Giuseppe Pascuzzi) la quale ha invece avviato e portato avanti una  costante azione di risanamento, riconosciuta anche da specifici studi di economisti dell’Unical e comprovata dagli atti  che dimostrano come in quel periodo siano stati riconosciuti debiti fuori bilancio risalenti agli anni pregressi per centinaia  di migliaia di euro ripianandoli con le risorse degli esercizi di propria competenza». 

«In definitiva, il Gruppo Consiliare di “Uniti per Soveria” – ha concluso – dà atto al Sindaco ed alla Giunta Comunale, condividendone  le ragioni e le finalità, di avere tenuto finora un atteggiamento di grande responsabilità rispetto alle problematiche connesse  al dissesto, mantenendo fede alle dichiarazioni di impegno più volte rassegnate al Consiglio ed in altre occasioni pubbliche,  ma è evidente che non può accettare alcuna mistificazione della realtà da parte di una compagine politica incapace di fare  qualunque autocritica sugli errori commessi, dimostrando soltanto evidenti difficoltà di metabolizzazione di una sconfitta  del tutto meritata. Per quanto ci riguarda, avremo tempo e modo di fornire ai cittadini tutte le informazioni sul dissesto, sulle cause  che lo hanno generato e sulle misure necessarie per il suo superamento, consapevoli delle difficoltà che abbiamo di fronte  e delle connesse responsabilità che affrontiamo quotidianamente con grande impegno da parte di tutti». (rcz)