Turismo delle radici, gemellaggio tra Seniors di Siderno e Toronto

di ARISTIDE BAVA – Turismo delle radici, anche i Seniors del Centro di Aggregazione socio culturale di Siderno sono dell’opinione che questo tipo di turismo possa funzionare e portare sempre più nuova gente sul territorio.

E proprio in virtù dell’interesse che il Turismo delle radici sta portando nel nostro Paese il folto gruppo di pensionati sidernesi hanno firmato un accordo di  gemellaggio con i Seniors sidernesi di Toronto e sono pronti ad impegnarsi per favorire il “ritorno” dei tanti emigrati sparsi in vari Paesi del mondo.

Nei giorni scorsi, a questo proposito ha avuto luogo nella sede del Centro Aggregazione Socio-culturale di Siderno una emozionante cerimonia indirizzata a festeggiare due cittadini Sidernesi, Pino Correale e Vincenzo Reale, da tantissimi anni emigrati in Canada, che si stanno particolarmente distinguendo  per il continuo contatto che hanno mantenuto e mantengono con i Sidernesi emigrati a Toronto e nello stesso tempo per il legame stretto e  mai interrotto con Parenti e Amici che vivono nella  cittadina ionica. I due sono stati accolti dalla presidente del Centro, Cesira Sorace, da Mario Diano, presidente del Corsecom e dal folto gruppo dei seniors locali.

La notizia non assumerebbe particolari rilevanza se i due “Ambasciatori” come ci piace chiamarli, arrivati a Siderno dopo aver avuto contatti frequenti con i soci del nuovo Centro di Aggregazione ,rinato da meno di un anno, non avessero ufficialmente proposto un gemellaggio con il quale creare delle opportunità di diversa natura, soprattutto in considerazione del fatto che solamente nell’Area di Toronto risiedono oltre 6000 cittadini di origine Sidernese con i quali sia Correale che Reale  negli anni hanno creato e mantenuto conoscenze e contatti.

Questi contatti sono stati facilitati dalla presenza a Toronto della Storica e molto frequentata Associazione dei Sidernesi che ha visto i nostri 2 concittadini in veste di fondatori sempre in prima linea nelle varie attività sociali. Addirittura Vincenzo Reale per circa 6 anni è stato Presidente  Durante l’incontro sidernese Vincenzo Reale ha tenuto ad evidenziare come in in questi ultimi anni si e sviluppato maggiormente tra gli emigrati la voglia di viaggiare, e soprattutto  un grande desiderio di ritornare in Italia nella propria terra, in Calabria, per scoprire i luoghi di origine.

Per visitare quei posti dove ritrovare le proprie radici e che molti di loro portano sempre nel cuore. Per riscoprire vecchie tradizioni , ricordare la loro storia, la loro identità. Questo desiderio di venire in Calabria è maggiormente sentito dalle persone che oggi si trovano in pensione e che vogliono riappropriarsi della loro storia familiare e culturale. Pino Correale, dal canto suo, dall’alto della sua esperienza,,ha evidenziato, con piena convinzione, che è arrivata l’ora di creare le condizioni per incoraggiare e facilitare questo ritorno alla terra natia che occupa un posto speciale nel cuore di ogni emigrato.

Gli esperti chiamano questa nuova voglia dei nostri emigrati, appunto “Turismo delle radici” oggi decisamente di moda e recentemente celebrato in una corposa riunione organizzata a Roma dal Ministro Antonio Tajani che ha chiamato a raccolta tantissimi sindaci. Gli stessi esperti affermano che già in Calabria questo tipo di turismo si sta diffondendo dalle località marine e quelle interne, in particolare nei suggestivi  Borghi Antichi dove si creano e si sviluppano momenti di grande umanità, .socialità, e sopratutto intense attività culturali accompagnati da una importante attività economica e occupazionale.

Correale e Reale, alla luce della splendida accoglienza loro riservata dai seniors sidernesi si sono già messi al lavoro per far arrivare sempre più gente nel territorio della Locride e sono convinti che in sede locale non mancherà uno scatto d’orgoglio per non lasciarsi sfuggire questa storica opportunità che potrebbe finalmente segnare una svolta decisiva per il turismo e permettere ai  giovani che desiderano restare  nella loro terra di abbandonare l’idea di emigrare e di trovare nel loro territorio una dignitosa possibilità di lavoro oltre che una vita certamente decorosa.

Un incontro, dunque, decisamente positivo che certamente non rimarrà isolato. (ab)

Al calabrese Biagio Vinci la massima onorificenza del Canada

di PINO NANO –  È Olivia Chow in persona, amatissimo sindaco di Toronto a firmare questa solenne dichiarazione di encomio per uno dei calabresi più famosi dell’Ontario. Lui è Biagio Vinci, uno dei padri della ristorazione in Canada, ma soprattutto uno dei calabresi più amati dalla comunità multiculturale di questa grande metropoli canadese.

Calabrese di Serra San Bruno oggi Biagio Vinci diventa anche una sorta di cittadino onorario della capitale dell’Ontario, una delle eccellenze italiane riconosciute dal Governo canadese e una delle massime personalità della città di Toronto. Ma non per via del suo ristorante che è uno dei più frequentati dalla Toronto che più conta, lo è invece per la sua straordinaria “bontà d’animo” che qui a Toronto è diventata ormai leggenda popolare.

Quello che il sindaco Olivia Chow gli consegna è la medaglia dell’Ordine dell’Ontario, l’onorificenza più prestigiosa che un civile possa ricevere nella provincia dell’Ontario, un premio solenne, alla sua generosità, alla sua capacità filantropica, alla sua eterna disponibilità verso gli ultimi di questa città così bella e così moderna, ma anche così piena di gente che non ha come vivere e di cosa sfamarsi. La massima onorificenza della città di Toronto ad un cittadino italiano, la prima volta che accade, ma soprattutto è la prima volta nella storia della capitale canadese che a ricevere la medaglia dell’ordine dell’Ontario sia un figlio di Calabria.

Qui a Toronto Biagio Vinci è per tutti l’Uomo della Certosa, perché tra i ricordi più belli che questo famoso ristoratore italoamericano racconta ai suoi ospiti più illustri c’è proprio la storia della Certosa di Serra da San Bruno, e del bosco di Santa Maria dove lui da bambino andava a giocare a pallone.

Il sindaco di Toronto lo ringrazia e lo cita più volte, perché Biagio Vinci e la sua famiglia sono qui a Toronto “quelli che hanno dato vita” al famoso programma “Christmas Cheer”, servendo ogni anno la cena di Natale a 400 senzatetto della città. Ma Biagio Vinci è anche l’uomo che ha avviato il programma “Out of the Cold”, iniziativa benefica che fornisce pasti caldi ai senzatetto durante l’inverno, ma è anche l’uomo che ha fondato “A Taste of Heaven”, iniziativa di solidarietà che ha raccolto oltre 3 milioni di dollari per le comunità più povere dell’Ontario. 

Straordinario figlio di Calabria, e soprattutto “eccellenza italiana” in Canada. Non a caso- ci ricordano i giornalisti del Corriere Canadese- dieci anni fa, maggio del 2013, gli venne assegnato dal dipartimento della polizia municipale di Toronto il primo “Hero Award annuale del 51 Division Community Police Liaison Committee (CPLC)”, anche qui un riconoscimento solenne per le sue qualità morali più che professionali, e di altissima considerazione per la polizia canadese. Ma meno di un anno fa Biagio Vinci aveva ricevuto dal Vaticano la medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, il più alto riconoscimento che la Chiesa Canadese assegna ogni anno per i “servizi umanitari resi alla Chiesa cattolica da parte dei laici e del clero dell’Ontario”.

Per gli appassionati dei numeri aggiungo anche che Biagio Vinci, in questa corsa verso l’Ordine dell’Ontario, è stato selezionato tra 110 candidati di altissimo profilo istituzionale, di questi solo 23 hanno ricevuto la massima onorificenza dell’Ordine dell’Ontario, e lui è in assoluto il primo italiano di origine calabrese a ricevere gli onori della città. 

Davvero, questa di Biagio, sembra una favola moderna da raccontare ai bambini delle scuole. Ma tutta la sua vita è stata quasi una favola, la favola di chi ha lasciato la miseria endemica di quello che era 50 anni fa Serra San Bruno e che qui in Canada ha realizzato quello che potrebbe essere il sogno di tutti noi, poter aiutare i più poveri e dare un senso del Natale anche a chi il Natale lo vive per strade e senza nessun futuro.

Da oggi Biagio Vinci è il miglior ambasciatore che la Calabria possa avere in Ontario. (pn)

Il Venerdì Santo dei calabresi di Toronto

di PINO NANO – La processione più bella della Settimana Santa di tutto il Nord America, è sempre stata la celeberrima Via Crucis che da più di mezzo secolo si organizza nella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Toronto. Almeno 200 mila persone, nel pomeriggio del Venerdì Santo, si riversavano per le strade della parte più vecchia di Toronto City, il quartiere storico di College Street, per seguire con grande partecipazione la “grande processione italiana” che si snoda dietro la bara del Cristo morto.

«Sarà così anche quest’anno – dice il giornalista Nicola Pirone, che sull’emigrazione dei calabresi nel mondo è diventato oggi uno dei punti di riferimento più informati e attendibili, e che in nome di questa sua passione per il mondo dell’emigrazione ha messo in piedi insieme al professore Giuseppe Cinquegrana il Museo dell’emigrazione di San Nicola da Crissa, in provincia di Vibo Valentia». Il suo ultimo libro dedicato appunto al Sogno Americano è già alla sua terza edizione.

– Nicola, che rapporto esiste oggi tra emigrazione e pietà popolare tra i nostri emigrati?

«L’emigrazione ha portato con se e ha trasferito oltre oceano anche le nostre tradizioni popolari più antiche, e tra queste ci sono i riti del Venerdì Santo che in Canada, rito questo che in Canada è diventata addirittura festa nazionale».

-In che modo si svolge la Settimana Santa dei Calabresi nel mondo?

«La Pasqua è uno dei momenti più intensi della vita religiosa dei Cristiani, è il Periodo più importante dell’anno soprattutto per i nostri emigrati. La Settimana Santa è appunto una festa che ogni calabrese nel mondo vive con molta intensità nella preghiera e in famiglia. Da Buenos Aires a New York, da Toronto a Sydney, il mondo cristiiano celebra la Pasqua ma per noi calabresi il fulcro della Pasqua all’estero rimane il Venerdì Santo».

– C’è una festa in particolare che può essere definita “tradizione calabrese” in senso assoluto?

«La processione del Venerdì Santo a Toronto è certamente il triondo della calabresità d’America. Qui si consuma una storia che arriverà ai giorni nostri, e che coinvolge varie associazioni di tutto il mondo cristiano».

– Come inizia questa tradizione?

«Siamo nel 1961, e a Toronto la Settimana Santa veniva vissuta con sporadici momenti di preghiera dalla comunità cattolica italiana nelle varie parrocchie della City. I fedeli si radunavano nella chiesa di Sant’Agnese, su Grace street nel cuore della Little Italy, dove già da qualche anno era attivo un gruppo di Azione cattolica a maggioranza sannicolese. Era la comunità calabrese che negli anni si era trasferita da San Nicola da Crissa in Ontario».

– Un nome per tutti?

«Di quel primo gruppo facevano parte in tanti: Rosario Iori, Toto Martino, Nicola Iori, Michele Sgrò, Michele Galati e Nicola Pirone, ex priore della confraternita del Santissimo Crocifisso di San Nicola, oltre a Vito Telesa che della chiesa era il factotum. Ma indimenticabile rimarrà il ruolo e il lavoro del cavaliere Giuseppe Simonetta che alla Processione del Venerdì Santo in College Street ha dedicato tutta la sua vita.Con lui anche i fratelli Riganelli, Felice Ferri, Tony Priorello, Salvatore Ceniti padre Primo Piscitelli, e tante altre persone che purtroppo non ci sono più».

– Come incominciarono?

«Nel 1961, appunto, Vito Telesa trovò in uno scantinato la statua della Pietà e informò il parroco del tempo, un certo Padre Cristoforo di Fiore, di origine napoletana. Che ne facciamo?. Da li nacque l’idea di riproporre la processione del Venerdì Santo che ognuno di loro faceva in Calabria prima di partire direttamente a Toronto, nel cuore più antico della città. Cosa che puntualmente poi si ripetè l’anno seguente. Prima, in forma ridotta, ma man mano che gli anni passavano la processione diventava sempre di più un vero e proprio fenomeno di massa».

-È vero che c’è chi la chiama la Processione dei calabresi?

«La verità è che il Venerdì Santo di Toronto è nato proprio dalla voglia e dalla tenacia  di alcuni emigrati calabresi di San Nicola da Crissa. È grazie ai calabresi che nasce questa tradizione oggi così imponente e così amata dal popolo canadese. La processsione del Venerdì santo non può non essere considerata la Processione dei Calabresi».

– È ancora cosi oggi, 2023?

«Oggi più che mai. Oggi questa processione è la più importante del Canada, dove tutte le associazioni presenti a Toronto partecipano e sfilano in corteo lungo le strade della Little Italy. A volte anche 200 mila persone, otto chilometri di percorso, decine di bande musicali e migliaia di attori e figuranti. Persino decine di cavalli e di marshall.

– È vero che tutto è pronto per la Processione di quest’anno?

«La processione di quest’anno sarà ancora più solenne e più partecipata del solito, anche perché la tradizione si era fermata per via della pandemia che ha colpito il mondo».

– Ma non c’è solo la processione di Toronto mi pare di capire?

«Si è vero, non solo a Toronto il venerdì Santo è la festa dei Calabresi. Lo è anche A Marrickeville, sobborgo a est di Sydney, in Australia, dove i Calabresi dal 1967 partecipano alla processione che fu ideata da padre Raffaele Tresca, un Passionista, nella parrocchia di Santa Brigida, da veri protagonisti. Meno imponente e più sobria la processione che si svolge a New York, la bellissima processione della Santa Croce che arriva fino a Broadway dalla St. Andrew Catholic Church. Mentre invece è più sentita a Baltimore, dove nella Little Italy si svolge la Preghiera della Passione del Signore, seguita dalla Via Crucis all’aperto, allestita in vari ristoranti e nelle case dei residenti. E’ una processione di quartiere del clero e dei parrocchiani che segue il Corpus di Gesù per le strade e si ferma in ogni stazione per la preghiera e la riflessione».

– E in America Latina?

«In Argentina tra le comunità più attive nella celebrazione del venerdì Santo c’è quella di Longobucco, in particolare il Venerdì Santo della confraternita Maria Santissima Addolorata che ha sede nella parrocchia di Maria Ausiliatrice nel nord di Buenos Aires. Qui il Venerdì Santo dopo la celebrazione della Passione, le immagini del Cristo nella Vara e della Madonna Addolorata, escono in processione al suono della Tocca, per accompagnare la Via Crucis per le strade. Le funzioni in onore dell’Addolorata, qui davvero si celebrano come accadeva un tempo nei nostri paesi più interni.Ti ripeto, al suono della “tocca” che in Calabria credo non esista più».

– E la processione più caratteristica d’Argentina?

È quella che organizza la comunità di Vallelonga il Venerdì Santo a Buenos Aires. I calabresi si ritrovano nella cappella eretta in onore della Madonna di Monserrato e dopo le preghiere dei misteri, esce in processione con la statua della Vergine bardata di nero per una piccola Via Crucis.Anche qui ti parlo di un vero e proprio bagno di folla».

– Anche qui, solo calabresi?

«A queste processioni, spesso non partecipano solamente sodalizi religiosi che richiamano il Cristo e l’Addolorata, ma tanti altri gruppi cattolici.Non solo calabresi, dunque, ma con gli anni ai calabresi so sono aggiunti e aggregati altri popoli e altre etnie. C’è anche da dire che oggi in tutti questi paesi dei quali abbiamo parlato, il Venerdì Santo è giorno festivo, scuole chiuse e non si lavora».

– Da Buenos Aires a Sidney?

«Non ci sono dubbi. Pensa, per esempio, che in Australia sono molto attive e operative le associazioni del Santissimo Crocifisso di Terranova e di Grotteria,così come a Toronto con il Crocifisso e l’Addolorata celebrate dalla comunità di San Nicola da Crissa. Si tratta di comunità che a titolo personale partecipano alle attività religiose promosse dalla loro chiesa e dalla propria parrocchia, per mantenere viva la fede e tradizione».

– Parliamo solo di tradizioni religiose?

«La Settimana Santa tra gli emigranti Calabresi nel mondo, non è legata solamente ai riti della chiesa, ma anche alle tradizioni culinarie. In casa, infatti si continuano a preparare i taralli, le Cuzzupe, il pane con l’uovo. Si continua a rispettare il divieto di mangiare la carne al venerdì e qualcuno aggiunge anche io mercoledì. Alcune comunità, nell’emigrazione hanno portato con sé anche le pupazze de la Corajisima, che espongono nella loro casa tra la felicità di nipoti e amici provenienti da altre culture.Una festa e una tradizione che va letta sotto varie angolature diverse, e comunque una festa che all’estero a volte è più sentita e meglio vissuta di quanto non accada più oggi in Calabria». ν

Toronto in festa per la “grande bellezza calabrese” e il film di Demetrio Casile

Una magnifica festa per celebrare, insieme con le svariate migliaia di calabresi di Toronto la “grande bellezza della Calabria”. Un evento, ideato da InnocenzaGiannuzzi ed Enrico Mazzone rispettivamente vicepresidente e presidente di casa Calabria International, che ha rivelato, come del resto c’era da aspettarsi, il grande amore dei calabresi lontani per la propria terra.

Al Veneto Centre, con una scenografia di altissima classe e da far invidia ai ricevimenti più sontuosi, hanno trovato posto i prodotti “Made in Calabria”, le eccellenze del territorio, con un ospite che ha conquistato il numerosissimo publbico. Il regista reggino Demetrio Casile ha presnetato il suo pluripremiato film Shocking Marriage (Il matrimonio più sconvolgente della storia), una divententissima satira del potere mafioso sotto forma di musical. Un film che ha fatto incetta di premi in ogni parte del mondo (sono quasi un centiniaio i riconoscimenti raccolti) che, a Toronto, è piaciuto moltissimo per il brio, l’ironia e allegria che riesce a infondere pur parlando di qualcosa di cui i calabresi non vanno fieri. Un modo diverso di affrontare lo spinoso tema del potere mafioso, facendo sorridere ma allo stesso tempo  invitando a riflettere sulla “pochezza” di certi boss (o che si sentono tali).

Casile, che da anni vive a Bologna ma non ha mai dimenticato le origini calabresi di cui va molto orgogliosamente fiero, divenne famoso tanti anni fa, nel 1987, nel mondo del cinema, per aver scritto la sceneggiatura di Un ragazzo di Calabria, il bellissimo film di Luigi Comencini interpretato da uno straordinario Gian Maria Volontè. Un film bellissimo con un altrettanto avvincente script. 

Casile, artista a tutto campo (insegna pittura figurativa), ha scritto libri e realizzato diversi corto e lungometraggi, ma Shocking Marriage caparbiamente portato a termine anche a costo di molti sacrifici personali di natura economica (è stato realizzato anche grazie a un riuscito crowfunding di tanti estimatori del regista), alla fine, lo ha consacrato tra i registi di maggior successo del 2021 e 2022. 

Il film è stato invitato dai principali festival mondiali di cinema sbaragliando, quasi sempre, agguerriti competitor. Anzi, in India è piaciuto talmente tanto che Bollywood ha deciso di farne un remake in chiave indiana.

Qual è il segreto del successo di Shocking Marriage? Innanzitutto la freschezza delle interpretazioni (bravissimi anche i tanti figuranti tutti rigorosamente calabresi) e l’impianto della storia, surreale e grottesca, per certi versi, ma adattissima a fare da sponda al musical che poi è venuto fuori. Girato interamente in Calabria, col polso e occhio da regista consumato, il film di Casile ha fatto due repliche a Toronto e andrà, sempre ospite delle comunità calabresi, a Calgary, in Australia  e a New York.

Nell’area di Toronto vivono quasi 430mila italiani (in tutto il Canada sono circa 1,3 milioni): l’evento della Grande Bellezza è stato un omaggio del governo canadese ai tantissimi calabresi che hanno scelto il Canada come seconda patria. (rrm)

La grande bellezza della Calabria a Toronto: apre il film di Demetrio Casile

Presentata a Toronto la due giorni dedicata alla “Grande bellezza” della Calabria. In anteprima, il regista reggino Demetrio Casile (il cui film Shocking Marriage aprirà la rassegna) con il Presidente di Casa Calabria International Enrico Mazzone, ha illustrato la sua opera pluripremiata in moltissimi festival cinematografici di tutto il mondo. Un film divertente, girato interamente nella provincia di Reggio, con largo utilizzo di figuranti e comparse locali. È una feroce satira del mondo mafioso, in chiave musical, talmente coinvolgente che in India hanno pensato di farne un remake per Bollywood.

Il regista Demetrio Casile ed Enrico Mazzone a Toronto

Dopo Toronto, Casile porterà, grazie al frenetico impegno di Innocenza Giannuzzi, vicepresidente di casa Calabria International, il suo film Calgary e Vancouver presso le comunità calabresi e italiane del Canada. Il tour internazionale del film di Casile proseguirà in Argentina, Cile, Texas, New York, Australia e Brasile, con il coinvolgimento delle Ambasciate e degli Istituti italiani di Cultura. La promozione del film è affidata a Irma Rizzuti per l’Argentina, Alex Martyniak per Calgary e Vancouver, con il coordinamento di Enrico Mazzone da Toronto. (rrm)