Il Sottosegretario alle Infrastrutture Ferrante: In estate al via lavori di elettrificazione della Linea Jonica

In estate partiranno i lavori di elettrificazione della linea ferroviaria jonica. È quanto ha reso noto Tullio Ferrante, Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, rispondendo al Question Time in Commissione Trasporti della Camera.

«Gli interventi di elettrificazione della linea ferroviaria – ha spiegato Ferrante – sulle tratte Lamezia – Catanzaro Lido e Catanzaro Lido – Sibari e Catanzaro Lido – Melito Porto Salvo, che riguarda circa 360 Km di linea e che rientrano nel progetto del Pnrr relativo all’aumento della resilienza delle ferrovie del Sud, avverranno attraverso 5 lotti funzionali, suddivisi in 1, 2 e 3, per quanto riguarda le tratte Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Catanzaro Lido-Crotone e Crotone-Sibari».

«Lo scorso mese di marzo – ha ricordato – Rfi ha concluso le procedure di valutazione delle offerte tecnico-economiche della gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’elettrificazione delle tre procedure di gara avviate a fine 2023. L’attuale cronoprogramma dei lavori dei singoli lotti prevede l’avvio dei lavori entro il terzo quadrimestre del 2024, traguardando in tal modo l’attivazione degli interventi ferroviari per fasi entro il 2026 in linea con gli obiettivi Pnrr».

«Il costo del progetto è di circa 438 milioni di euro – ha spiegato – interamente finanziato con i fondi Pnrr, risorse a valere sull’aggiornamento 2023 del contratto di programma 2022-2026, fondo per le opere indifferibili 2023 ed attivazione della cosiddetta clausola di flessibilità».

«Per quanto riguarda, invece, i lotti funzionali 4 e 5 – ha concluso – che prevedono l’elettrificazione della linea Jonica tra Catanzaro Lido – Melito Porto Salvo, è in fase di ultimazione la progettazione di fattibilità tecnico-economica». (rrm)

Itabus amplia la sua offerta in Calabria con nuovi servizi e destinazioni

Itabus, società che fa parte del gruppo Italo, ha ampliato la sua offerta in Calabria, introducendo nuovi servizi e destinazioni. Questo perché, come sottolineato da Francesco Fiore, amministratore delegato di Itabus, «La Calabria è sempre al centro del nostro network».

«Incrementiamo costantemente – ha spiegato – i servizi per garantire collegamenti ai cittadini verso tutta Italia: sia verso Sud che verso Nord. Le fermate in regione ottengono sempre grande consenso e per questo è nostra intenzione continuare ad investire sul territorio».

Tra queste, sono stati triplicatii servizi da e per Cosenza verso le principali città italiane: 6 servizi al giorno che collegano il capoluogo calabrese a Napoli, Roma, Bologna, Milano e Bergamo. L’offerta di Itabus vede quindi una partenza notturna da Cosenza alle 00:59 e due diurne alle 8:05 e alle 16:05, mentre gli arrivi a Cosenza alle 13:00, 21:40 e 5 del mattino.

Introdotte, anche, nuove fermate per ampliare il network che connette la Calabria al resto della rete Itabus. Per la prima volta, viaggi in direzione Salerno, Firenze e Siena.

Altra new entry la Sicilia: da Cosenza verso le località di Messina, Milazzo, Catania, Catania Aeroporto, Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo. 2 viaggi al giorno per unire Cosenza alle località sicule. Per incrementare gli spostamenti tra le grandi città del meridione, partono anche i servizi verso la Puglia con fermate a Taranto, Bari e Altamura: una partenza da Cosenza alle 15:40 per essere a Bari alle 20, mentre lungo la tratta inversa si parte da Bari alle 9:30 con arrivo a Cosenza alle 13:55.

Per Catanzaro è stato aggiunto  un nuovo collegamento verso le principali città del centro-nord Italia: direttamente connessa a Napoli, Caserta, Roma, Siena, Firenze, Bologna, Parma, Milano, Bergamo. Lamezia Terme, invece, sarà collegata a Napoli con 4 servizi giornalieri e a Roma con 6. Inoltre, da Lamezia attivi 2 servizi notturni verso Bologna, Firenze, Siena, Milano e Bergamo, a cui si aggiungono quelli verso la Sicilia e la Puglia.

Villa San Giovanni, fermata strategica per la sua posizione, avrà 2 servizi aggiuntivi verso Bari, Taranto e Altamura (uno con partenza da Villa alle 13.10 e uno con arrivo a Villa alle 16:30). Per le altre località calabresi del network, inseriti collegamenti diretti tra Vibo Valentia, Rosarno, Gioia Tauro, Palmi con Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Bergamo, oltre che quelli sulla linea tra Vibo Valentia, Rosarno, Gioia Tauro, Palmi e la Sicilia con fermate a Messina, Milazzo e Palermo.

Confermata infine l’offerta di Itabus da/per Roma/Napoli e la costa Ionica calabrese con le fermate a Rossano, Cariati, Cirò Marina, Crotone e Sibari; per quest’ultima destinazione, si aggiungono inoltre collegamenti diurni diretti per Bari (partenza da Sibari alle ore 16:40 e rientro con arrivo a Sibari alle ore 12:55) e per la Sicilia verso le destinazioni di Catania, Enna, Caltanissetta, Agrigento. (rrm)

In regione riunione sul nuovo nodo intermodale di Cosenza

Si è svolta, in Cittadella regionale, una riunione sul nuovo nodo intermodale di Cosenza, coordinata dall’assessore regionale ai Trasporti, Emma Staine, e a cui hanno partecipato il dirigente della Regione, Giuseppe Pavone, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Cosenza Pina Incarnato, e in rappresentanza di Anas, Francesco Caruso, responsabile procedimento A2 e Pietro Silletta, responsabile centro manutenzione di Cosenza.

Nel corso dell’incontro si è discusso del nodo intermodale che sorgerà nei pressi dello svincolo autostradale di Cosenza Sud e dei progetti futuri di Anas per collegare lo svincolo ad altre zone dell’area urbana. In particolare, su sollecitazione dell’assessore Staine, il focus della proficua interlocuzione è stata la realizzazione del nodo intermodale di trasporto, che gioca un ruolo fondamentale nel facilitare il movimento efficiente di persone e merci su scala locale.

Nelle aree urbane, i nodi intermodali sono considerati un punto strategico dove diversi modi di trasporto convergono e si collegano tra loro per promuovere una mobilità integrata, sostenibile ed efficiente, migliorando l’accessibilità, riducendo i tempi di viaggio, mitigando l’impatto ambientale e contribuendo allo sviluppo economico delle città.

«È mia convinzione – ha dichiarato l’assessore Staine – investire nella modernizzazione e nell’ampliamento delle infrastrutture, promuovere la cooperazione tra i diversi attori del settore dei trasporti e adottare politiche di pianificazione territoriale che favoriscano una mobilità integrata e sostenibile».

«Ampliare i collegamenti intermodali – ha concluso – rappresenta una priorità assoluta per il futuro del sistema di trasporto locale. Ritengo che la strada per costruire una Calabria più prospera, inclusiva e connessa sia tracciata e su questa proseguiremo con massimo impegno». (rcz)

REGGIO – All’Aba il convegno di studi sulla mobilità equo-sostenibile in Calabria

Domani mattina, a Reggio, alle 10, all’Accademia di Belle Arti, si terrà il convegno di studi dal titolo Trasporti equo-sostenibili per la Calabria, organizzato dall’Associazione IndiCa – Ingegneri di Calabria.

L’Associazione, che ha finalità esclusivamente di promozione sociale, propone un confronto pubblico tra un gruppo di Ingegneri aderenti e rappresentanti delle Istituzioni su un tema di grande attualità. Il convegno si focalizzerà su proposte di interventi su infrastrutture e servizi di trasporto in relazione a princìpi di sostenibilità ed equità sociale.

Introduce Francesca Accardo. Modera il giornalista Francesco Romeo.

Intervengono Domenico Gattuso, Eugenio Passarelli, Giuseppe Ranieri, Domenica Pellicanò, Claudia Rubino, Luciano Amodeo, Giancarla Cassone, Giuseppe Romeo. Partecipano Emma Staine, assessore regionale ai Trasporti, Carmelo Versace, vicesindaco Metrocity Rc e delegato ai Trasporti, Francesco Foti, presidente Ordine degli Ingegneri Provincia di RC, Salvatore Larocca, segretario regionale Filt-Cgil, Antonino Tramontana, presidente Unioncamere Calabria, Andrea Agostinelli, presidente Autorità Portuale Mar Tirreno e Ionio Meridionali, Enrico M. Pujia, direttore generale Mit. Conclude Domenico Gattuso. (rrc)

In Calabria arriva un nuovo treno blues e uno pop

Da qualche giorno sono in circolazione, sui binari della Calabria, un nuovo treno Blues e un nuovo treno Pop di Trenitalia.

L’arrivo dei nuovi treni rientra nell’ampio piano di investimenti complessivi previsti dal Contratto di Servizio con la Regione Calabria e ArtCal, finalizzato a migliorare l’offerta di servizi a favore di pendolari e viaggiatori, pari a oltre 300 milioni di euro, di cui 210 milioni per il rinnovo della flotta (circa 140 milioni a carico della Regione Calabria). Parte integrante del piano di investimenti la consegna di 27 nuovi treni: 14 Pop a 4 carrozze e 13 Blues a 4 carrozze; un rinnovamento della flotta che porterà l’età media dei treni calabresi dai 29 anni del 2018 ai 9 nel 2026.

Il treno Blues, il quinto sui binari calabresi, circola sulla linea ionica, da Reggio Calabria a Sibari e sulla linea trasversale Catanzaro Lido – Lamezia Terme Centrale. Progettato e costruito da Hitachi Rail, rappresenta un salto generazionale perché può viaggiare con motori diesel su linee non elettrificate, con motore elettrico su quelle elettrificate e con batterie per percorrere il primo e l’ultimo miglio sulle linee non elettrificate o durante la sosta nelle stazioni, così da evitare l’uso di carburanti, azzerando emissioni e rumori. La tecnologia ibrida consente di ridurre del 50% il consumo di carburante, oltre a una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel. Una tecnologia di nuova generazione che si traduce in massima flessibilità nell’utilizzo del treno e nel più efficace impiego dei convogli sulle linee. Il Blues dispone di circa 300 posti a sedere e un massimo di 12 postazioni per le biciclette; il treno è, inoltre, dotato di un innovativo sistema di climatizzazione, con ottimizzazione dei consumi in base all’effettivo numero di passeggeri trasportati. Grazie a queste caratteristiche, il comfort di viaggio ne risulta notevolmente migliorato.

Il treno Pop, l’ottavo per la Calabria, circola sulle linee elettrificate Cosenza – Reggio Calabria, Cosenza – Sapri, Sibari – Cosenza e Melito Porto Salvo – Villa San Giovanni.

Riciclabile fino al 97% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni precedenti, il Pop vanta elevati standard di affidabilità e sicurezza, con telecamere e monitor di bordo che effettuano riprese live. Tecnologicamente avanzati ed ecologici, i nuovi Pop a 4 carrozze consentono di far viaggiare 500 persone con circa 300 posti a sedere, con livelli di comfort senza precedenti. Inoltre, sono dotati di prese di alimentazione per pc, tablet e cellulari e un’illuminazione Led ottimizzata grazie ai grandi finestrini, che consentono un maggiore ingresso di luce naturale. Livello di rumore e vibrazioni sono ridotti al minimo per garantire un viaggio sempre più confortevole. (rrm)

Nelle prossime settimane sarà istituito il tavolo tecnico per migliorare la mobilità

L’assessore regionale alle Politiche Sociali e ai Trasporti, Emma Staine, ha reso noto che nelle prossime settimane sarà istituito il tavolo tecnico di lavoro per migliorare la mobilità e l’accessibilità del sistema dei trasporti.

L’annuncio è stato fatto nel corso della seduta della Terza Commissione regionale Sanità, durante la quale si è discusso delle persone con diagnosi dello spettro autistico e delle problematiche che riguardano la totale integrazione, l’erogazione dei servizi socio assistenziali e socio sanitari e il sostegno alle famiglie.

«L’inclusione sociale – ha dichiarato l’assessore Staine – non può non tener conto di un sistema dei trasporti adeguato e snello che garantisca libertà di movimento e la partecipazione attiva alla vita sociale, civile e lavorativa. Dunque, è per me fondamentale rintracciare ogni soluzione possibile per migliorare il servizio di trasporto locale perché, come ripeto da tempo, il mio unico obiettivo è creare nel nostro territorio un sistema di trasporti che consenta a tutti, in particolare alle persone più fragili, la libertà di spostarsi».

Al Tavolo saranno chiamati a partecipare i rappresentanti del mondo della disabilità e tutti gli stakeholder che si occupano dei servizi di trasporto nei diversi contesti territoriali. Si lavorerà per gradi, partendo dall’individuazione e approfondimento delle problematiche nei diversi settori dei trasporti pubblici e privati, fino ad arrivare a soluzioni concrete al fine di garantire un miglioramento dei servizi per le persone con disabilità. (rcz)

Il sindaco di Reggio Falcomatà a confronto col Comune di Villa S. G.: Focus su infrastrutture e trasporti

Trasporti e infrastrutture nell’area dello Stretto e lo sviluppo di percorso sinergico che punti al coinvolgimento istituzionale del territorio, anche in vista dell’ipotesi di avvio dei lavori del ponte sullo Stretto sono stati al centro dell’incontro tra il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e gli Amministratori del Comune di Villa San Giovanni, guidata dal sindaco Giusy Caminiti.

Presenti, all’incontro, il consigliere regionale Giovanni Muraca, e una nutrita rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale villese.

Al centro del confronto, tra l’altro, anche l’ipotesi condivisa di uno spostamento degli attracchi per l’attraversamento dello Stretto nell’area a sud del porto storico di Villa San Giovanni, in una zona più idonea ad accogliere i flussi di traffico veicolare, consentendo inoltre la prosecuzione di un unico fronte mare cittadino, tra la periferia nord di Reggio Calabria e quella sud di Villa. Sul tavolo anche la sinergia tra i due Enti, e con gli altri Comuni del comprensorio dell’area dello Stretto, in vista delle prossime attività propedeutiche all’iter relativo alla realizzazione del ponte sullo Stretto, da affrontare con un approccio istituzionale condiviso che punti a rappresentare le istanze del territorio e le prerogative delle comunità residenti a Villa San Giovanni, a Reggio Calabria e complessivamente nell’area interessata dai lavori.

Al termine del confronto il sindaco Giuseppe Falcomatà ha ringraziato il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti e gli altri amministratori villesi presenti.

«Un incontro utile – ha affermato il sindaco – che rinsalda un percorso sinergico da tempo avviato e che consente alle nostre Amministrazioni di continuare a lavorare in piena sintonia, nell’ottica di una visione comune che riguarda principalmente gli aspetti legati alla programmazione ed allo sviluppo strategico territoriale».

«Il tema dei trasporti e delle infrastrutture – ha concluso il sindaco – riveste in quest’area un’importanza specifica, non solo per ciò che riguarda il ponte sullo Stretto, ma per l’intero sistema integrato, con l’ambito portuale, con il tema dell’attraversamento, della ricettività portuale a fini commerciali e turistici, con l’ambito aeroportuale ed il sistema intermodale di collegamento tra le diverse infrastrutture ad oggi presenti o ancora da realizzare».

Il sindaco Giusy Caminiti ha ringraziato il sindaco Falcomatà nella doppia veste di sindaco metropolitano e di sindaco della Città di Reggio Calabria, città con la quale, spiega Caminiti, è necessario aprire un unico tavolo di confronto sulle tematiche portuali e sull’area integrata dello Stretto: «La visione della portualità commerciale va integrata con quella crocieristica portata avanti dall’amministrazione di Reggio e con quella diportistica su cui sta puntando la nostra Città, liberando le comunità dall’assedio dei mezzi da e per la Sicilia e immaginando una continuità del nuovo waterfront che va progettato».

«La nuova visione – ha concluso Caminiti – va condivisa dalla politica che già con questo incontro si è espressa favorevolmente e va costruita in un tavolo permanente di confronto: un dialogo avviato con grande disponibilità dal sindaco Falcomatà, che ringraziamo per l’attenzione riservata ai problemi della nostra Città». (rrc)

L’OPINIONE / Franca Sposato: Le conseguenze dell’autonomia su trasporti e infrastrutture

di FRANCA SPOSATO – Con l’approvazione in Senato del Ddl Calderoli, avvenuta lo scorso 23 gennaio, l’iter di attuazione del progetto, a trazione leghista, dell’autonomia differenziata, è arrivato ad un giro di boa. Il disegno di Legge Calderoli che ha come obiettivo quello di attribuire alle regioni a statuto ordinario una maggiore autonomia legislativa in ben venti materie oggi di competenza legislativa concorrente (cioè di competenza dello Stato centrale e delle regioni), incassando il si di 110 senatori favorevoli, subisce nel suo iter verso la definitiva approvazione una forte accelerazione, che solleva da più parti forti perplessità e preoccupazioni.

Il disegno di autonomia differenziata, per come è stato congegnato, propone una significativa redistribuzione dei poteri e delle risorse in diversi settori, alcuni dei quali di importanza strategica per lo sviluppo dei territori. Le regioni potranno dunque negoziare con lo Stato l’attribuzione di nuovi poteri e prerogative e parallelamente alle competenze potranno anche trattenere il gettito fiscale, che non verrebbe più ridistribuito a livello nazionale in base alle necessità collettive, ma a livello regionale. Ciò che si cela dietro questo progetto che è stato dal centro destra salutato come una grande vittoria, in realtà è l’elevato rischio che aumenti l’iniquità esistente fra i territori e si inneschi, in questo modo, un sistema che anziché farle diminuire, aumenterebbe le diseguaglianze fra regioni del nord e regioni del Sud.

E il rischio è insito nella formulazione stessa del disegno di legge che subordina l’attuazione dell’autonomia differenziata alla preventiva definizione e cristallizzazione dei c.d. Lep, ovvero livelli essenziali di prestazione previsti dalla Costituzione e riguardanti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti a tutti i cittadini, in maniera equa su tutto il territorio. Ma i Lep non possono essere assicurati da un giorno all’altro, perché per assicurarli occorre eliminare i divari oggi esistenti nei servizi offerti ai cittadini da nord a sud, e per eliminare tali disparità sono necessarie le risorse.

Ma senza risorse e dunque senza la certezza di una convergenza dei livelli dei servizi, maggiori poteri alle autonomie locali, rischia di tradursi nel pericolo incombente di aumentare le disparità sociali e territoriali, favorendo le regioni del nord, più ricche e in grado di garantire uniformità di servizi, a discapito delle regioni del sud, più povere e con servizi garantiti a macchia di leopardo. La mancanza di un quadro uniforme che stabilisca a priori quali debbono essere le prestazioni essenziali, rischia di portare ad un indebolimento della coesione e dell’unità. Con una raffigurazione del paese che vedrà ampliare le sue diseguaglianze, con regioni che potranno beneficiare di servizi uniformi e di alta qualità, e regioni costrette a subire una drastica riduzione di servizi anche in quei contesti dove garantirli al minimo è già una fortuna.  Il progetto di decentramento e devoluzione di potere decisorio desta molte perplessità per le conseguenze che potrebbero derivarne, se prima non ci si preoccupa di livellare le prestazioni e i servizi.

Partendo da una situazione di sperequazione è inevitabile che chi ha di più continuerà ad avere di più e chi ha di meno continuerà ad avere di meno. Decentrare materie importanti come le grandi infrastrutture, i porti ed il sistema dei trasporti, ad esempio dimostra che l’intento del governo è quello di scardinare l’unità nazionale, valorizzando le diseguaglianze a beneficio dei territori più ricchi e già ben dotati di infrastrutture e reti di servizi eccellenti. Pensare ad una programmazione infrastrutturale e gestione delle reti di trasporto a livello regionale e non più nazionale, con connesso passaggio delle infrastrutture logistiche ma anche delle risorse e del personale,  significa aumentare il rischio della frammentazione. Significa rischiare di favorire uno spezzettamento dei trasporti tra le regioni, significa creare un vulnus negli investimenti, molti dei quali basati su fondi di investimenti nazionali che dovranno necessariamente essere ridistribuiti.

E il rischio è che le regioni del sud, e la Calabria in particolare continui ad essere scippata di infrastrutture essenziali per garantire il diritto alla mobilità dei suoi cittadini, come l’Alta Velocità che rischia di non arrivare neanche a Praia, il che vuol dire escludere completamente la nostra regione. Questo quello che viene fuori dalla relazione conclusiva del dibattito pubblico sul lotto della nuova Alta Velocità Romagnano – Praia che alla domanda su quando entrerà in funzione il lotto fino a Praia, riceve dai tecnici Rfi come risposta «ad oggi non lo sappiamo. I fondi per arrivare fino a Praia non ci sono».

Al danno la beffa verrebbe da dire. Della serie illusi e disillusi. E così si continua a prendere in giro i Calabresi, e tutti i cittadini del sud costretti a subire le conseguenze di una distribuzione delle risorse che purtroppo guarda al nord, e non al Sud. E poi parlano di perequazione dei servizi. Per arrivare a questa perequazione ce ne vuole ancora, e i Calabresi lo sanno e lo vivono tutti i giorni sulla loro pelle. Dovrebbero saperlo anche i parlamentari calabresi di centro destra che, in nome di un servilismo partitico hanno voltato le spalle alla loro terra e votato a favore di una legge che condanna il mezzogiorno a vivere condizioni di marginalità che ci sembra votata a rimanere eterna, a discapito delle future generazioni che si sentiranno così sempre più legittimati ad abbandonare la loro terra. (fs)

[Franca Sposato è esponsabile Trasporti in Segreteria Partito Democratico]

 

Trasporti, dalla Regione 25 mln per acquistare 103 nuovi autobus

Sono 25 milioni di euro la somma che la Regione ha liquidato, nel mese di dicembre, per assicurare l’acquisto di 103 nuovi autobus che, nell’arco di circa un anno, andranno a sostituire altrettanti mezzi vetusti e più inquinanti. Un risultato reso possibile grazie all’intesa con l’Autorità di gestione del Pon “Infrastrutture e Reti” 2014-2020 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha permesso di accelerare l’utilizzo degli investimenti destinati ai trasporti.

È quanto emerso dall’incontro avvenuto in Regione tra l’assessore regionale ai Trasporti, Emma Staine, e il nuovo direttore regionale di Trenitalia, Francesco Berardi.

«Con Trenitalia è stata avviata una proficua collaborazione che sono certa proseguirà nella volontà di migliorare il servizio di trasporto pubblico. È mia ferma volontà – ha detto l’assessore Emma Staine – utilizzare tutte le risorse disponibili e intercettare nuovi investimenti per rinnovare la flotta di treni e bus per renderli sempre più efficienti e sostenibile».

Nello stesso mese di dicembre sono stati completati gli investimenti previsti sul Por Calabria 2014/2020, liquidando 15,7 milioni a Trenitalia per l’arrivo di tre nuovi treni elettrici Pop già in servizio da alcuni mesi, e ulteriori 12,7 milioni di euro per l’acquisto di due treni ibridi Blues, già operativi sulle linee non elettrificate.

Complessivamente, nel solo mese di dicembre 2023, sono state trasferite a Trenitalia più risorse di quante siano state erogate in passato nell’intero arco del contratto di servizio firmato nel dicembre 2019.

A questa accelerazione sugli investimenti programmati si affiancano nuovi investimenti. Infatti, con il Dipartimento programmazione, è stata avviata la valutazione dell’acquisto di ulteriori treni sul Programma regionale 2021-2027, oltre il numero già previsto dal contratto di servizio. (rcz)

 

Rizzo (Uil RC): Potenziamento infrastrutturale della Calabria non può ridursi solo al Ponte

Il segretario generale di Uil Reggio Calabria, Giuseppe Rizzo, ha ribadito come «il ragionamento sul potenziamento infrastrutturale della Calabria non può ridursi al solo Ponte sullo Stretto, un’opera che trova da sempre il nostro favore, ma che non può rappresentare l’unica opera di cui il nostro territorio ha bisogno prioritario».

«La nostra regione ha bisogno urgente del concreto ammodernamento della Strada statale 106 – ha ricordato – del completamento dell’A2 del Mediterraneo, della realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria, del raddoppio con relativa elettrificazione della linea ferrata ionica e del potenziamento del trasporto aereo».

«Ma non solo – ha aggiunto –. La città di Reggio Calabria aspetta il completamento del Cedir e non può assolutamente rinunciare all’aeroporto, per il quale lo ribadiamo, ancora una volta, che va garantita la continuità territoriale: unico strumento in grado di dare al Tito Minniti lo spazio che merita nel piano di rilancio dei trasporti provinciali e regionali. La Calabria, la provincia di Reggio Calabria, vuole avere certezze sulla tenuta produttiva ed occupazionale del porto di Gioia Tauro, uno scalo centrale nell’area del Mediterraneo che macina record su record nella movimentazione di container ma la cui crescita è messa a repentaglio da scelte sbagliate maturata lontano dalla Calabria. Vorremmo capire quale sarà il destino della Zes Unica Sud. Come la stessa possa integrarsi con le Zes regionali o se le stesse saranno alternative o sovrapposte».

«È, infine, considerata la riunione di ieri (mercoledì 10 ndr) avuta dal ministro Raffaele Fitto con i commissari, se la stessa verrà potenziata e resa operativa, se l’accentramento delle decisioni a Roma, cosa peraltro che non abbiamo condiviso e che per noi porta con se alcuni dubbi primo fra tutti quello sulla possibile convivenza di esperienze territoriali e di esperienze centralizzate, possa rappresentare un pesante vincolo allo sviluppo dell’area che ancora aspetta il potenziamento del suo retroporto».

«Siamo stati molti attenti ai quesiti posti dal presidente di Confindustria Reggio Calabria Domenico Vecchio al vice ministro Edoardo Rixi, con il quale abbiamo avuto modo di scambiare qualche riflessione sulle vertenze che attanagliano il territorio – ha spiegato — ma altrettanto attenti alle risposte che riteniamo alquanto vaghe. Soprattutto per quanto attiene il territorio della provincia di Reggio Calabria. È vero, il vice ministro ha parlato dei fondi messi a disposizione per l’ammodernamento della Strada statale 106, che sono pochi sul piano regionale e praticamente nulli per quanto attiene il tratto che dovrebbe condurre da Catanzaro alla città dello Stretto, per il quale non si hanno notizie certe e la cui mancata messa in sicurezza pregiudica le attese di moderna ed efficiente mobilità di una grossa fetta del territorio calabrese e reggino in particolare».

«Quella dell’infrastrutturazione viaria e ferroviaria della provincia di Reggio Calabria – ha ribadito – è un tema fondamentale per la crescita economica e sociale del territorio. In questo senso è la vicenda della galleria della Limina a offrire degli spunti di riflessione, quanto sta accadendo sul valico fra il territorio della Piana e quella della Locride, infatti, ci insegna che per togliere dall’isolamento fette importanti del territorio provinciale sia necessario un piano di investimento, supportato dalle giuste risorse, per la messa in sicurezza delle arterie secondarie, la realizzazione di nuove trasversali e l’ultimazione di quelle i cui cantieri sono fermi da troppo tempo».

«Ancora oggi, poi, non ci sono risposte per quanto riguarda la trasformazione in una impresa portuale della Port Agency di Gioia Tauro necessaria al mantenimento dell’occupazione – ha concluso –. Noi siamo sempre stati convinti che Gioia Tauro non è concorrente ai porti nazionali anzi, con il pieno sviluppo del porto di Gioia Tauro l’intero paese chiamato Italia può diventare il più grande retroporto del mondo». (rrc)