Nella Locride senza adeguati collegamenti c’è poco turismo

di ARISTIDE BAVA –  Uno dei problemi  più gravi che esiste sul  territorio della Locride è, certamente, quello della mancanza di adeguati collegamenti cosa che, soprattutto dal punto di vista turistico, continua a frenare lo sviluppo dell’intera zona. E stiamo parlando di collegamenti di ogni tipo a partire da quelli ferroviari.

Questa cronica mancanza di collegamenti è stata più volte evidenziata dagli operatori turistici che sono i primi che, soprattutto in occasione delle annuali Borse del Turismo, sono costretti ad ascoltare le lagnanze dei Tour Operator italiani e stranieri. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, poi, anche i costi di treni, e soprattutto degli aerei, cominciano a lievitare sensibilmente e pesano non solo per gli studenti che si trovano fuori sede o per i cittadini che lavorano altrove e vogliono passare questo importante periodo con familiari e amici ma anche per tanta gente che vorrebbe arrivare nella Locride per le vacanze.

D’altra parte non è che affrontare un viaggio verso la Calabria sia facile. Arrivare in auto spesso è difficile per le solite precarie condizioni delle strade e anche l’arrivo in treno (a Rosarno, a Gioia Tauro o a Lamezia) deve combaciare con collegamenti con pullman che sono molto risicati o  con mezzi di fortuna e/o amici che devono poi provvedere a farli arrivare nella fascia ionica reggina. E spesso sono in molti i forestieri che rinunciano alle loro vacanze in Calabria. In effetti il problema dei mancati collegamenti ferroviari, stradali o aerei  penalizza fortemente il territorio, questo è ormai indiscutibile.

Un problema che comincia ad essere molto pesante soprattutto in periodi lontani da quello estivo durante il quale  qualche collegamento in più, sia aereo che ferroviario, esiste.  Un problema che è viene evidenziato, sempre più spesso, dai Tour Operator, perché, paradossalmente, sono molti i turisti che ormai puntano su un turismo diverso, quello ambientale, che punta sui borghi antichi sulle potenzialità enogastronomico, sugli aspetti culturali. Quello, per intenderci, che proprio un territorio come questo della Locride non ha alcuna difficoltà ad offrire. Ed è, quindi un vero peccato che si debba  fare ancora i conti con la mancanza di adeguati collegamenti.

La stessa SS. 106, in questa fascia di territorio continua a rimanere l’eterna incompiuta, malgrado le tantissime promesse e le varia rassicurazione che periodicamente vengono fatte per tacitare gli assurdi ritardi che l’agognato completamento si porta appresso. Così come è un assurdo che una zona a larga vocazione turistica come questa della Locride non sia servita di treni a lunga percorrenza.

Il territorio si salva in qualche modo ma le presenze rimangono ancora limitate rispetto alle sue enormi possibilità  perché è appetibile e ricco di risorse di vario genere, ma riteniamo che questo problema debba essere preso in seria considerazione. Bisogna certamente fare qualcosa di concreto anche in fatto di costi. E non solo per i “ritorni” della nostra gente ma anche e soprattutto adesso   che molti turisti stanno scoprendo il territorio della Locride e con esso le grandi potenzialità della Calabria. (ab)

Presentato il progetto “Calabria Turismo per Tutti”

Si è tenuta a Praia a Mare, venerdì 10 novembre 2023, presso l’Hotel Calabria e il 15 a Roccella Jonica presso l’Hotel Kennedy la presentazione del progetto “Calabria Turismo per Tutti – Turismo Balneare in Calabria, Accessibile ed inclusivo”, finanziato dalla Regione Calabria, Dipartimento Turismo, Marketing territoriale e Mobilità.

Il progetto prevede una serie di interventi finalizzati a creare le condizioni per la competitività e la sostenibilità del turismo accessibile per soggetti con disabilità.

Il progetto consentirà alla Calabria di mettere in campo un’esperienza pilota che realizza un prodotto turistico-culturale capace di migliorare la fruizione delle strutture balneari e delle strutture alberghiere per turisti e residenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche fisiche.

L’attività in corso è rivolta ad una selezione di strutture alberghiere e lidi balneari (20 strutture alberghiere e 20 lidi balneari) ubicati in sei comuni bandiera blu dell’Alto Tirreno Cosentino (Praia A Mare, Santa Maria del Cedro, Tortora) e dello Jonio Reggino (Caulonia, Roccella Jonica, Siderno) attraverso l’attuazione di un processo di programmazione negoziata per rafforzare e qualificare il sistema di accoglienza accessibile ed inclusiva.

L’Assessore Emma Staine presente all’incontro tenutosi a Praia a Mare ha sottolineato che, «non c’è nulla di più dignitoso nel poter dare indipendenza alle persone disabili». «Come Regione – ha poi aggiunto l’assessore Staine – siamo impegnati nel mettere in campo azioni, risorse finanziarie e tutti gli interventi necessari per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio turistico e culturale in ogni contesto». Il Dirigente Cosimo Caridi ha sottolineato che il dipartimento turismo considera questo progetto un punto di partenza importante per dare avvio ad una serie di interventi sistemici da realizzare su tutto il territorio calabrese.

Pietro Testa Presidente Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti della Calabria ha espresso grande apprezzamento per gli interventi realizzati nelle strutture alberghiere per migliorare l’accesso dei non vedenti e auspicato che questa esperienza possa a breve interessare tutto il territorio regionale.

Franco Greco – Consigliere, Unitalsi Sezione di Catanzaro si è complimentato con la Regione per l’iniziativa che certamente consentirà a soggetti disabili di poter vivere un’esperienza turistica soddisfacente e d inclusiva.

Luigi Santoro – Consigliere Anmil sezione di Cosenza ha espresso soddisfazione per l’azione intrapresa portando la propria esperienza e disponibilità a fare percorsi condivisi sull’accessibilità e l’inclusività per soggetti disabili.

Santoro Favasuli, Presidente Ens (Ente Nazionale Sordi) sezione Provinciale di Reggio Calabria, ha espresso l’apprezzamento per il progetto ed ha sottolineato l’importanza per i soggetti non udenti di avere ausili che gli consentino di vivere in sicurezza un’esperienza in strutture turistiche. (rcs)

Turismo, la Calabria al prestigioso Tt Warsaw

Il Dipartimento turismo, marketing territoriale e mobilità della Regione Calabria si appresta a partecipazione alla 29ª edizione di Tt Warsaw, la fiera internazionale del turismo in programma dal 23 al 25 novembre 2023 a Varsavia.

La Tt Warsaw si afferma come il principale evento dedicato al turismo in Polonia, rivestendo un punto di riferimento nell’Europa centrale per gli operatori del settore. La fiera vanta la partecipazione di numerosi partner internazionali e un ricco programma di iniziative, tra cui conferenze, workshop, panel informativi e incontri B2b e B2c.

In fiera, operatori turistici e strutture ricettive calabresi provenienti da tutte le province calabresi che avranno l’opportunità di presentare una vasta gamma di offerte studiate per attrarre viaggiatori con diverse esigenze, dalla tradizionale ospitalità familiare a strutture di lusso.

Saranno impegnati in attività di B2b, consentendo agli operatori del settore di stabilire collaborazioni e partnership strategiche.

Al contempo, le attività B2c offriranno ai visitatori l’opportunità di interagire direttamente con gli espositori, ottenendo informazioni dettagliate e creando esperienze di viaggio personalizzate. Presso lo stand della Regione sarà data ai visitatori l’opportunità di immergersi nei sapori autentici della Calabria attraverso degustazioni di prodotti tipici locali. Inoltre, saranno organizzati showcooking con la partecipazione dello chef Federica Ghio, che guiderà i visitatori con la preparazione di piatti tipici calabresi, evidenziando la creatività e l’eccellenza della cucina locale.

La partecipazione attiva della Calabria al Tt Warsaw 2023 si propone di promuovere le bellezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche della regione, contribuendo a consolidare la Calabria come una destinazione turistica di rilievo.

La Regione Calabria mira a condividere a livello internazionale l’ineguagliabile patrimonio della Calabria, aprendo le porte a un turismo sostenibile e consapevole. (rcz)

Valorizzare i borghi antichi fa bene al turismo

di ARISTIDE BAVA – La tendenza dei turisti, soprattutto stranieri, in quest’ultima estate,  ha confermato che i borghi antichi sono una grande fonte di attrattiva e fanno parte di una Calabria pressocchè sconosciuta, anche per molti cittadini del luogo.

Una Calabria che racchiude spesso tesori artistici, strutture architettoniche, tradizioni e culture che fanno parte di quelle testimonianza della storia millenaria del nostro territorio. E se alcuni di essi sono già stati inseriti tra i borghi piu’ belli d’ Italia come Bova, Gerace e Stilo, ci sono anche, a fare da appendice a queste punte di diamante,  tanti centri interni ricchi di “tesori” e forti, anche, di una enogastronomia che è ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento di quello che gli addetti ai lavori chiamano “il nuovo turismo”.

Nel recente passato, nella Locride che è territorio ricco di borghi antichi, sono stati attivati vari progetti nati dalla sinergia di alcune associazioni e finalizzati proprio a permettere una fruizione dei borghi in periodi solitamente di scarsa affluenza turistica che miravano proprio a permettere una destagionalizzazione del flusso turistico attraverso una fruizione del territorio con approccio ecocompatibile, o sfruttando determinate iniziative contingenti ed ancora approfittando di manifestazioni legate all’enogastronomia locale, spesso legata alle tradizioni popolari. Iniziative che, riteniamo, dovrebbero continuare e svilupparsi maggiormente.

È di pochi giorni addietro il grande successo registrato a Benestare con “Catoja in festa”, manifestazione che si è sviluppata per cinque giorni e che, dunque, non è stato il tradizionale “mordi e fuggi” che si esaurisce in una sola giornata e che concretamente non può stimolare, più di tanto, il forestiero. 

La fascia ionica reggina, situata, con l’intera provincia, nel cuore del Mediterraneo, tra  mare e  montagna presenta proprio nei suoi tanti centri interni, numerose e importanti testimonianze del suo glorioso passato e proprio i borghi antichi sono principalmente gelosi custodi delle vecchie tradizioni che negli ultimi anni sono diventati una forza aggiunta per il settore turistico. Sfruttare di più le vecchie tradizioni locali non sarebbe molto difficile e la valorizzazione dei borghi antichi potrebbe dare una spinta decisiva allo sviluppo turistico di tante zone interne dove oggi, in molte di queste zone, lo spopolamento regna sovrano.

In qualche centro pilota, come Riace o come Camini, le iniziative di rivitalizzazione hanno funzionato e, dunque, la possibilità  di realizzare azioni per creare una corretta relazione del turista con questo tipo di ambiente e favorire uno sviluppo di questo settore che non può piu’ essere limitato a presenze occasionali ma deve puntare ai grandi numeri, può diventare fattibile e soprattutto concreta.

Questo tipo di iniziative potrebbero portare certamente anche economia, occupazione e sviluppo sociale. Sono considerazioni sulle quali sono doverose attente riflessioni. Il settore turistico, per il territorio, è l’unica “industria” possibile; e la valorizzazione dei borghi antichi è una strada che si dovrebbe percorrere senza eccessivi indugi. (ab)



Filmcams Cgil Calabria: Serve scrivere un “Testo Unico” sul turismo

Per la Segreteria regionale di Filcams Cgil Calabria «serve scrivere il Testo Unico sul turismo e bisogna ripartire proprio da inchieste come Malapianta affinché intrecci e commistioni, inquinamento dell’economia non debbano più ripetersi».

E proprio dall’inchiesta Malapianta, che descriveva un settore Turistico asservito e fortemente condizionato dalla ‘ndrangheta, che la Filcams Cgil ha fatto nascere la campagna Caffè Corretto.

«L’esito del processo d’appello con le condanne confermate ai clan – continua la nota – è sicuramente una notizia positiva che punisce chi ha commesso gravi reati ma che non restituirà a chi ha subito torti e vessazioni la dignità e il maltolto. Lavoratori e lavoratrici che sono stati sfruttati o che non hanno avuto possibilità di faticare perché quel posto toccava a qualcun altro, aziende tagliate fuori dal mercato per favorirne altre che non hanno potuto crescere ed offrire lavoro, tutto questo è quello che soffoca la Calabria e di cui la politica innanzitutto deve occuparsi perché alcune cose non succedano».
«La Magistratura ha fatto e continua a fare un lavoro prezioso per riscattare la Calabria – viene evidenziato – così come le forze dell’ordine che vanno sostenute e ringraziate ma l’obiettivo della Filcams Cgil e di “Caffè Corretto” rimane cambiare questo stato di cose, far prendere coscienza e costruire alleanze con chi vuole restare in Calabria e vivere dignitosamente attraverso il proprio onesto lavoro».
«Per questo non smettiamo di appellarci alla Politica, alle associazioni datoriali ed alle Istituzioni – viene ricordato – affinché si costruiscano assieme alleanze e strategie contro il malaffare e per il lavoro corretto. Come calabresi, come lavoratrici e lavoratori meritiamo di vivere dignitosamente e di crescere nella nostra Terra, di difenderne la bellezza e di tutelarla».
«La Filcams Cgil Calabria continua a battersi in prima linea contro la criminalità – conclude la nota – perché questo significa liberare il lavoro dal ricatto e dall’imposizione a regole non scritte che gente senza cittadinanza, come sono questi criminali, vuole e continua ad imporre». (rcz)

Lavia e Domanico (Cisl): Pensare a politica comune per turismo e trasporti

«Occorre pensare ad una politica comune per turismo e trasporti, per costruire vere opportunità di  sviluppo e di occupazione». È quanto hanno dichiarato Antonio Domanico, segretario della Fit Cisl Cosenza e Giuseppe Lavia, segretario generale Ust Cisl Cosenza, nel corso del focus Il ruolo del sistema dei trasporti nel turismo invernale, svoltosi a Camigliatello Silano.

L’evento, promosso dalla Fit Cisl Cosenza, si è proposto di di dare rilancio al binomio trasporti-turismo quali asset strategici per rilanciare  l’economia di questi luoghi. 

I lavori sono stati presieduti da Antonio Domanico, Segretario della Fit Cisl di Cosenza e arricchiti dal  contributo del Segretario Generale della Fit Cisl Giuseppe Larizza, dal dibattito e dalle conclusioni di  Giuseppe Lavia Segretario Generale della UST Cisl Cosentina. 

«Il rinnovamento dei servizi di mobilità – hanno spiegato – deve puntare alla connessione tra  differenti modalità di trasporto per consentire una migliore accessibilità (strade più scorrevoli e meno  percorsi alternativi) al fine di recuperare turisti dalle regioni limitrofe.  Dopo anni di limitata operatività dell’impianto sciistico di Lorica e nelle more della revisione di quello  di Camigliatello auspicabile per inizio stagione, il settore turistico montano punta a ritornare ai livelli  pre-pandemia accogliendo quanti più turisti dalla vicina Sicilia, Campania Puglia e Basilicata. Servono politiche comuni ed un coinvolgimento di tutti gli stakolder per puntare ad un nuovo modello  gestionale che integri le strutture e le società di esercizio offrendo vere potenzialità di sviluppo, sia sul  piano occupazionale che di crescita economica». 

«Con il “treno della Sila” è possibile offrire un turismo lento – hanno proseguito – per condurre le persone tra i paesaggi  dell’altopiano, ricchi di storia e cultura. In una società frenetica, in Sila si può ancora scegliere con quale modalità viaggiare per riassaporare il  gusto del tempo per osservare e apprezzare le bellezze del nostro territorio». 

Il dibattito ha fatto emergere, a fronte di tante opportunità, diverse criticità, tra cui l’annosa e irrisolta  crisi di Amaco le cui difficoltà impediscono alla città Bruzia di avere un servizio efficiente,  compromettendo i diritti dei lavoratori. Pieno sostegno e vicinanza è stata espressa alla protesta dei due  lavoratori di Amaco ai quali non è stato rinnovato il contratto. 

«Serve ridare alla città un servizio adeguato ed ai lavoratori dignità – hanno ribadito –. Occorre convocare tutti gli attori e  il gestore della rete per uscire da questa impasse.  Bene, invece, i giudizi sulle società private di tpl della provincia, il Consorzio conferma solidità e rispetto  del Ccnl.  Le difficoltà a raggiungere queste aree di montagna e centri importanti, come San Giovanni in Fiore, sono legate viceversa alle necessità di manutenzione della SS107, che palesa anch’essa i suoi limiti di età. Gli interventi sui viadotti ammalorati dall’uso del sale in inverno comportano chiusure lunghe che  rendono difficile la mobilità». 

«Serve un cambio radicale, occorre ripensare una nuova viabilità nel contratto di programma tra Regione  Anas/Mit che includa anche quest’arteria», hanno detto, sottolineando come «anche il personale di esercizio si assottiglia sempre di più, occorre aggiornare il regolamento di esercizio  e servono necessariamente nuovi innesti di personale». 

«Serve, inoltre, maggiore nel settore trasporti – hanno detto ancora – la sicurezza non è un costo ma un investimento per ogni  azienda.  Chiederemo nei prossimi giorni un incontro al Governo regionale per meglio capire l’evoluzione del  settore degli impianti a fune di Lorica e Camigliatello, anche alla luce della scadenza prevista il prossimo  30 settembre della convenzione tra Regione Calabria, Ferrovie della Calabria e Lorica Sky, che rende  incerto il destino dei lavoratori di quest’ultima società». (rcs)

Tirelli: «Turismo delle radici, investire anche fuori dall’Italia»

«Quello del turismo delle radici è un progetto intelligente ed importante nelle sue finalità. Bisogna soltanto stare molto attenti ad evitare che non prosegua esattamente per come impostato o addirittura che possa implodere e quindi fallire. Le risorse economiche previste per il suo sviluppo non possono essere investite, infatti, solo ed esclusivamente sul territorio nazionale o in pochi eventi massivi localizzati in alcune grandi città o capitali all’estero. Andavano prima e vanno urgentemente e necessariamente coinvolte adesso le federazioni ed i circoli di italiani nel mondo».

È quanto dichiara Franco Tirelli, già presidente dei Comites dal 2015 al 2022, deputato italiano eletto nel 2022 nella circoscrizione del Sudamerica nelle liste del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie), con 45 mila voti il più votato.

«Il messaggio che ci si sta sforzando di trasmettere dall’Italia – continua – potrà forse essere raccolto e tradotto da quanti magari in autonomia decideranno di organizzarsi e partire per l’Italia o di quanti avevano già deciso di viaggiare e recarsi nelle diverse regioni italiane per conoscere parenti e quindi ritornare alle proprie radici. Ma questo – scandisce – non potrà rappresentare, stando alle stesse intenzioni del progetto messo in campo, il successo di un’iniziativa che dovrebbe produrre effetti e risultati epocali per tutti quei territori dai quali sono emigrate diverse generazioni di italiani. Bisognava coinvolgere da subito, ad esempio, le federazioni ed i circoli di italiani in Argentina – spiega – a partire da quelli calabresi e piemontesi, che sono le più importanti in termini di numeri, storia, esperienza ed attività e che al momento, purtroppo, disconoscono del tutto il progetto del turismo delle radici. Eppure – aggiunge – la loro capacità di organizzarsi e guidare gruppi e di promuovere viaggi di ritorno nelle terre di origine dei propri avi era e resta considerevole».

«Allo stato – ironizza il parlamentare italiano eletto in Sud America – è come se fosse stato aperto un ristorante, con un menù pieno di proposte di qualità, ma senza alcuna comunicazione a tutti i potenziali target e clienti. Come si vuole riempire e portare successo a quell’attività?».

«È davvero interessante e strategico – aggiunge il deputato – il progetto dei Marcatori Identitari Distintivi (Mid) messo in campo dalla Regione Calabria. Pur mantenendosi infatti vivo lo spirito di comunità, nelle federazioni di italiani all’estero si assiste oggi ad un importante cambio generazionale. I giovani, nipoti e pronipoti di emigrati, non sono più i giovani di 50 anni fa ed oltre. Hanno e coltivano altri interessi, fanno altri tipi di lavoro, non coincidono insomma con i loro antenati. In questa cornice, la mappatura dei Mid della Calabria Straordinaria e la sua promozione soprattutto nelle comunità italiane e calabresi all’estero possono rappresentare quella chiave di lettura esperienziale della loro terra natia che mancava fino ad oggi; una narrazione diversa dal passato, oltre ogni cliché di qualsiasi tipo che può rivelarsi preziosissima per alimentare sano e ragionato orgoglio d’appartenenza ad un humus identitario e distintivo con effetti di marketing territoriale verso luoghi e destinazioni d’origine, da raggiungere in tutti i mesi dell’anno e soprattutto – conclude Tirelli lanciando un campanello su quello che egli ritiene un costante errore di valutazione nelle azioni di promozione turistica regionale all’estero – sulla base delle diverse stagioni e periodi di vacanza in emisferi diversi da quelli europei». (rcz)

Mercoledì 20 settembre il sit-in della Filcams Cgil “Mettiamo il turismo sottosopra”

Mercoledì 20 settembre, alle 11, davanti la Cittadella regionale si terrà il sit-in della Filcams Cgil Calabria per chiedere un confronto serio e di merito sul turismo e sui lavoratori del settore.

Il Segretario Generale della Filcams Cgil Calabria, Giuseppe Valentino, appena ricevuta l’autorizzazione a manifestare ha commentato: «Siamo in mobilitazione e non ci fermeremo fino a quando non otterremo i risultati auspicati, per questo il flash-mob organizzato sotto la Cittadella Regionale rientra a pieno titolo nel percorso di mobilitazione generale che porterà la Cgil e oltre cento associazioni in piazza a Roma il 7 ottobre».

«In Calabria, in maniera particolare – ha ribadito – occorre alzare l’attenzione della politica e delle Istituzioni, di chi decide come e dove si assegnano le risorse, sui problemi delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla loro condizione di precarietà e povertà. Il Turismo può essere un settore strategico per rilanciare l’economia calabrese se si fanno scelte coerenti ed investimenti di lungo termine, anziché continuare a devastare il territorio o sprecare risorse in mirabolanti campagne di comunicazione che non hanno alcuna ricaduta economica e sociale per la nostra Terra. Il Presidente Occhiuto si assumerà la responsabilità di continuare ad ignorare la gente onesta e laboriosa di Calabria o potrà decidere, come auspichiamo, che è venuto il momento di invertire la rotta e mettersi al lavoro seriamente». (rcz)

La necessità di allungare la stagione turistica

di ARISTIDE BAVA – Il turismo, quello vero, non può rimanere limitato a quindici/venti giorni all’anno. Purtroppo questo è quello che succede in molti centri della Calabria e in particolare nella Locride o Costa dei Gelsomini che dir si voglia. Un tempo, infatti era quest’ultimo il nome con cui si identificava la zona costiera della provincia di Reggio Calabria che si sviluppava in particolare da Brancaleone a Monasterace.   

La zona prendeva  il nome dalla tipica coltivazione della pianta di gelsomino diffusa in tutta la provincia reggina ma in particolar modo nel lembo di terra appena citato dove un tempo il profumato fiore veniva raccolto dalle donne (chiamate gelsominaie), venduto a peso ed esportato all’estero per preparare profumi. Quel tempo è finito e, adesso, la presenza del gelsomino si è particolarmente diradata e il nome più comune con il quale si identifica il territorio in questione è, appunto, Locride.  La bellezza di questo lembo di Calabria, d’altra parte, non era ancorata solo alla sua zona costiera che è sovrastata anche da colline di conformazione diverse con  la parte montuosa  ricoperta da boschi, e quando si scende verso la pianura la coltivazione prevalente è rappresentata da uliveti, vigneti e, più a sud dal tipico bergamotto. 

La forza trainante del territorio, soprattutto  dal punto di vista culturale e  turistico è rappresentato, non solo dal mare ma oggi anche e soprattutto  da siti di interesse archeologico e storico che risalgono all’epoca magnogreca e romana quali  gli scavi di Locri e di Monasterace, dalla villa Romana di Casignana e/o del Naniglio di Gioiosa Jonica e all’epoca bizantina con punti di forza la Cattedrale di Gerace e la Cattolica di Stilo o  il Monastero di Santa Barbara di Mammola.dove è presente il Parco Museo Musaba considerato dagli esperti uno dei più importati Musei di Arte Moderna a livello internazionale.

La Locride a parte di importanti centri balneari tra i quali spiccano Roccella, Siderno, Caulonia insigniti della bandiera blu  ma anche Marina di Gioiosa, Caulonia, Monasterace, Locri, S. Ilario, Bovalino, Ardore,  Bianco e Brancaleone che d’estate, sono anch’essi, molto frequentati si trova ad avere altre “ricchezze” che turisticamente potrebbero fare la sua fortuna. Una delle caratteristiche che accomuna la riviera con i centri interni, è infatti la presenza di interessanti borghi antichi che anno dopo anno stanno diventando la vera attrazione della Locride e che, ancora, non sono stati adeguatamente valorizzati e quindi conosciuti dal grande pubblico.

E, poi ci sono tante manifestazioni tradizionali che si accompagnano al periodo estivo e che costituiscono grande attrattiva per i forestieri, Tra le manifestazioni di maggiore richiamo possiamo ricordare il Festival Jazz di Roccella che  si svolge solitamente dopo ferragosto presso il caratteristico Anfiteatro che si trova ai piedi del Castello feudale. È considerato ormai  uno dei più antichi e rinomati festival internazionali, e non a caso richiama ogni anno migliaia di spettatori. Poi c’è il  Palio di Ribusa di Stilo, che si svolge anche in agosto e rappresenta la rievocazione storica della consegna della bandiera al Mastrogiurato della città da parte del delegato del Regno. Altra manifestazione di grande richiamo è il Tarantella Festival  che si svolge ogni anno, a fine agosto,  nell’antico borgo di Caulonia. Una manifestazione  animata da numerosi suonatori  che ballano e suonano la caratteristica Tarantella Calabrese, coinvolgendo il pubblico presente con numerosi artisti  nazionali ed internazioni.

Altra manifestazione di grande impatto pubblico è il Borgo Incantato  che si svolge a Gerace ed è considerato uno dei più grandi festival internazionale d’arte di strada del Meridione favorito anche dalla bellezza di Gerace inserita tra i borghi più belli d’ Italia. La manifestazione, nata agli albori de 2000 è animata dalla presenza di numerosi artisti che  alternano le loro esibizioni nelle piazze e per le vie del centro storico della città. La chiave di successo del Festival è legata all’utilizzo dell’arte di strada come mezzo per promuovere il patrimonio culturale del centro storico che ben si presta ad offrire ai suoi visitatori uno scenario suggestivo e magico.

L’evento oltre a promuovere la creatività e la bellezza del proprio patrimonio artistico, punta alla diffusione delle proprie tradizioni anche attraverso la cucina.  Infatti è possibile per tutta la durata dei tre giorni degustare i prodotti tipici del nostro territorio grazie alla presenza di punti di ristoro allestiti per l’occasione dai cittadini di Gerace. Manifestazioni, tutte queste, che seppure in gran parte si svolgono nel periodo estivo sono servite, e servono, a promuovere il territorio dell’intera Locride. resta la necessità, però, se si vuole realmente allungare la stagione sfruttare meglio le potenzialità esistenti e superare una eccessiva improvvisazione che penalizza fortemente la possibilità di uno sviluppo turistico concreto e duraturo. (ab)

Turismo, la Filcams Cgil Calabria critica nei confronti del lavoro del governatore Occhiuto

Giuseppe Valentino, segretario generale Filcams Cgil Calabria, attacca la Regione per quanto riguarda il turismo.

«Le notizie sulle brillanti operazioni che le task force ispettive stanno conducendo in giro per la Calabria rappresentano la conferma di quanto la Filcams Cgil sta affermando da anni, nell’indifferenza della politica, delle Istituzioni e delle imprese – dice – Se nemmeno in presenza di un bando regionale che incentiva le assunzioni nel lavoro stagionale e ordinario nel Turismo, risultato della contrattazione tra i sindacati e l’assessorato al Lavoro, si riesce ad invertire la tendenza rispetto ad illegalità e lavoro nero in questa Regione siamo davanti ad un baratro. Le responsabilità sono diffuse, a partire dalla mancanza di cultura del lavoro tra questi falsi imprenditori senza alcuna responsabilità sociale e civile, per finire all’apice della politica regionale, cioè il presidente Occhiuto che sul Turismo non intende aprire un confronto, più volte richiesto, sentendosi evidentemente soddisfatto di come si sfrutta il lavoro e si alimenta l’illegalità».

«Come Filcams Cgil – aggiunge Valentino – abbiamo pubblicamente denunciato le storture, che si consumano su spazi e concessioni pubbliche senza che vi sia un controllo preventivo sulla qualità del lavoro e il rispetto delle leggi. A nulla sono valse le morti di lavoratori, consumate sulle strade calabresi, come ogni stagione turistica estiva, nell’indifferenza generale. Quando un Paese, la tua Terra, ti offre solo sfruttamento e pene, sofferenza e violenza è tutto il tessuto democratico a soffrirne ed ad indebolirsi, imbarbarendo la convivenza tra cittadini che diventano esclusi per colpa di una società che tollera e non si indigna, non reagisce di fronte a queste barbarie».

«La Filcams Cgil Calabria – conclude – continua nella sua azione di denuncia e rappresentanza delle istanze e delle ragioni di chi lavora attraverso la campagna mettiamo il Turismo Sottosopra e continuerà a battere alle sorde porte del Presidente della Regione che sarà chiamato come è giusto alle sue responsabilità ed irresponsabilità nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici fragili della nostra regione». (rcz)