Coldiretti Calabria: Buon riscontro per il mese di luglio dei turisti nei 322 piccoli borghi

Coldiretti Calabria ha reso noto che «è buono il riscontro in questo mese di luglio della presenza dei turisti nei 322 borghi calabresi che rappresentano oltre i tre quarti (79,7%) dei comuni della regione».

«Le aree rurali – ha spiegato Coldiretti – sono scelte sia come meta turistica vera e propria oltre che come destinazione per gite come completamento della vacanza al mare.  Anche un buon numero di stranieri, sulla scorta di una indagine negli agriturismi della rete di Terranostra Campagna Amica, che garantiscono l’ospitalità nei piccoli centri, scelgono la campagna e l’agriturismo per il bisogno di libertà, sicurezza e voglia di stare all’aria aperta e con la possibilità di passeggiate rigeneranti».

«Questo fenomeno è favorito anche – ha proseguito Coldiretti – dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico. Un paesaggio fortemente segnato – spiega la Coldiretti – dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali, dai verdi pascoli ai terrazzamenti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico».

«Ma l’interesse dei turisti per i piccoli centri è importante – ha commentato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – anche per la ricerca del buon cibo che aiuta a salvare una parte consistente del patrimonio agroalimentare Made in Calabria a partire dai 268 prodotti alimentari tradizionali coltivati da generazioni dagli agricoltori che non hanno solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale e garantiscono la sopravvivenza e reddito della popolazione anche nelle aree interne più isolate. Sono specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni».

«Gli agricoltori e le imprese a conduzione familiare – ha aggiunto Aceto – contribuiscono a consolidare, questo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza che sono il proprio patrimonio storico ed artistico, il paesaggio e il cibo. Certamente – insiste – si può e si deve fare di più e meglio con la riqualificazione di infrastrutture pubbliche e impianti per il tempo libero, lo sport e la cultura, al fine di migliorare e completare le condizioni strutturali e gli standard di qualità e offerta del patrimonio culturale e dei servizi aggiuntivi così come la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare in stato di abbandono e/o di sottoutilizzo».

«La consapevolezza dell’importanza del turismo per lo sviluppo economico e l’esigenza di incrementare l’occupazione – ha concluso Aceto – richiedono strategie turistiche sempre aggiornate, basate sulla qualità dell’offerta e orientate alla valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico». (rcz)

Longo (Cambiamo!): Tema turismo sia in cima alle priorità da affrontare per rilancio della regione

Per Filomena Longo, responsabile Provinciale Turismo e Territorio di Cambiamo Reggio Calabria, «infrastrutture, trasporti, programmazione, formazione, tutela e promozione del territorio, sostenibilità: sono queste le basi da cui far ripartire il turismo in Calabria».

«Occorre una volta per tutte – ha evidenziato – porre il tema del turismo in cima alle priorità da affrontare concretamente e seriamente per il rilancio della nostra regione. Non è sufficiente accogliere turisti solo nei mesi estivi o durante il periodo delle gite scolastiche, come non è plausibile dover accettare tariffe aeree oltremodo esose per raggiungere la Calabria o partire dalla Calabria alla volta, spesso, di Milano e Roma per motivi di studio, lavoro o salute».

«La Calabria – ha proseguito – è una terra rigogliosa, ospitale, piena di tante opportunità ancora da valorizzare pienamente. Mare, montagna, storia, arte, cultura, terme, enogastronomia, il tutto incorniciato da un clima mite che potrebbe consentire un turismo destagionalizzato, da godere per tutto l’arco dell’anno. Per rilanciare il turismo calabrese, è indispensabile investire anche nella formazione, creando figure professionali le cui competenze possano poi, essere impiegate per promuovere e valorizzare il territorio».

«Ritengo di fondamentale importanza – ha spiegato Longo – avviare una sinergia, che faccia dialogare la Regione Calabria e gli enti pubblici con le imprese, le strutture ricettive, le agenzie di viaggio ed i tour operator, al fine di sviluppare un modus operandi che faccia da volano ad un comune percorso di crescita, lanciato verso un futuro fatto di innovazione ma anche di tradizioni e patrimoni da tutelare.  Tavoli di concertazione interistituzionali permanenti per una visione e una strategia unica a livello regionale».

«Sono queste le basi da cui si struttura il PST, Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 – ha detto ancora – che trovano pienamente riscontro nella nostra Calabria, dove tutti questi aspetti andrebbero solo valorizzati. Si comprende facilmente che, l’unica cosa che manca in presenza di una “ricca regione”, è la “programmazione” come fulcro di uno sviluppo turistico che porti a migliorare nel breve tempo il fattore global reputation, che ci vede enormemente al di sotto delle nostre potenzialità rispetto ad altri luoghi con equiparabile patrimonio culturale, naturale e territoriale».

«In questo delicato momento – ha concluso Filomena Longo – che sta attraversando il Paese, il nostro movimento politico Cambiamo! -/Coraggio Italia vuole tracciare un nuovo sentiero di politica attiva del turismo, soprattutto, in Calabria, dove le tante possibilità, con la giusta collaborazione, potrebbero diventare concretezza e crescita reale per l’intera regione. Il nostro obiettivo è cambiare con coraggio le sorti della nostra regione». (rrc)

Turismo, Fisascat Cisl: La Calabria si dà la zappa sui piedi tra rifiuti e mare sporco

Il segretario generale di Fisascat Cisl CalabriaFortunato Lo Papa, ha richiamato l’attenzione sulle diverse falle di sistema che fanno sì che soggiornare in Calabria possa essere un’esperienza difficile da dimenticare, ma non per meriti.

Per Lo Papa, infatti, «sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche e lavorare per tempo a questo e anche ad altri aspetti che possono influenzare negativamente un ambito di primo piano per la Calabria. Turismo, economia, occupazione, ambiente, commercio, sanità, infrastrutture, trasporti sono settori interconnessi sui quali non bisogna mollare».

«Come spiegare – ha dichiarato – a chi si appresta a godere delle nostre bellezze, la spazzatura per strada, i miasmi nauseabondi esasperati dalle alte temperature, a volte anche sulle stesse spiagge? Mentre il settore rifiuti continua ad essere in emergenza da anni, le istituzioni alternano la ricerca di soluzioni tampone al voltarsi dall’altro lato. Ecco il nostro biglietto da visita, monnezza e cattivi odori nel post Covid».

«A ciò si aggiunga il mare inquinato – ha aggiunto – le continue ed allarmanti segnalazioni dei bagnanti. Dalle bollicine alle chiazze marroni, fino all’acqua verde fluorescente ogni anno si ripropone la diatriba tra scarichi e fioritura algale. Perché questi fenomeni aumentano in estate? Dove sta il problema? E se si tratta di inquinamento, come si vuole intervenire?».

«Anche la sanità – ha proseguito – riesce ad essere ostile verso chi vuole venire in Calabria. Penso alle decine di dializzati che non possono essere sottoposti alle loro cure salvavita nei nostri ospedali e che rinunciano alle vacanze da noi. Nonostante le denunce e i gridi di allarme – rimarca il sindacalista –  ad oggi non si è fatto nulla per risolvere questa paradossale situazione».

«Persiste, poi – ha detto – il problema della sequela di cantieri stradali che rende ostico raggiungere le principali mete turistiche e non solo. File di ore per lavori in corso, tratti di strade e autostrade che da sempre sono oggetto di prestazioni di ogni tipo, anche a distanza di poco tempo».

«Manca una programmazione – ha concluso il cislino – mancano i controlli sui tempi di consegna, sul rispetto del cronoprogramma. Manca un coordinamento tra i vari enti a capo dei lavori da eseguire tale da impedire che diventino un ostacolo». (rrm)

 

Fisascat Cisl Calabria: Con cantieri stradali e lavori in piena estate si disincentiva il turismo

Fortunato Lo Papa, segretario generale della Fisascat Cisl, ha denunciato la situazione che vede le strade e le autostrade calabresi, in piena estate, piene di cantieri, deviazioni e blocchi stradali, chiedendo «come si possa ragionare di turismo e di strategie quando si dà un ulteriore affondo alle nostre già fragili infrastrutture con lavori che impediscono a chi vorrebbe godersi i nostri luoghi di farlo in tempi consoni».

Code di ore vengono segnalate nel tratto compreso tra Lamezia e Falerna, stessa cosa per quanto riguarda Soverato e Catanzaro Lido, Reggio Calabria e Vibo. Il tutto proprio ora che si sta saggiando un accenno di ritorno alla normalità e che iniziano a rimpinguarsi le prenotazioni nelle strutture e nei lidi.

«Da sempre soffriamo per una Salerno – Reggio Calabria interminabile, lavori continui da decenni – ha detto Lo Papa – sui quali la retorica si è sprecata. Al netto delle restrizioni che ci sono state imposte mesi scorsi e che hanno visto la densità di traffico calare, mi chiedo come sia possibile e quale ragionamento possa rispecchiare, sequestrare calabresi e turisti per ore in piena estate, creare ingorghi anche pericolosi, rendere ostico il raggiungimento di mete che magari in questi mesi hanno lavorato per cercare di diventare appetibili».

«Nelle arterie che portano nelle zone di mare o turistiche – ha proseguito – i lavori andrebbero programmati prima o dopo il periodo estivo. Non dimentichiamo, poi, la scarsa manutenzione delle strade, la mancanza di segnaletica orizzontale e verticale o i lavori fatti più volte a distanza di poco sulle stesse strade. Manca una programmazione sinergica, ma soprattutto mi chiedo chi debba vigilare sulla tempistica dei lavori, sui ritardi nelle consegne, su cantieri aperti spesso per lunghi periodi».

«Le lacune infrastrutturali della Calabria sono note – ha evidenziato Lo Papa – il bisogno dell’economia e del turismo di ritrovare ossigeno anche. Un po’ di buon senso permetterebbe di evitare di mettere in piedi nel cuore dell’estate condizioni che possano disincentivare il turismo. E non penso solo a quello da fuori regione, ma anche al tanto decantato turismo di prossimità. Una vera e propria opportunità per i calabresi ma che rischia di rimanere nel cassetto dei proclami e della chiacchiere senza l’impegno affinché possa realizzarsi».

«Rendere percorribili le strade – ha concluso – a meno che non si tratti di lavori indifferibili, credo sia la condizioni minima per la tanto agognata “ripartenza”».

L’OPINIONE/ Giorgio Castella: la vocazione turistica e il problema rifiuti

di GIORGIO CASTELLA – Chi ha avuto l’occasione di parlare con i turisti che hanno scelto di venire in Calabria, ha potuto constatare la loro contentezza. Sono stati incantati dalla bellezza che esprimono i territori calabresi, di vedere siti archeologici, borghi che sono stati crocevia di tanti popoli e conservano bellezza e storia, località marine e montane. I vacanzieri, hanno potuto  tuffarsi nell’acqua azzurra e cristallina del mare, scrutare i loro fondali, vedere le piccole isole e insenature mozzafiato lungo la fascia costiera.

Hanno potuto ammirare i tramonti incantevoli :quando il sole lentamente si allinea a livello  dell’acqua del mare, oppure, il fenomeno spettacolare del sole che si posa sulla bocca del cratere del vulcano Stromboli. Anche la cucina prelibata calabrese, ha un ruolo rilevante per accogliere i turisti. I loro occhi, hanno potuto osservare la ricchezza culturale e boschiva di cui è patrimonio la Calabria. 

Bisogna convincersi che l’asse portante dell’economia calabrese è il turismo.

Questo settore, può mettere in moto l’economia, rivitalizzare i territori, creare lavoro per i giovani. Serve un progetto organico di società, per sviluppare un turismo marino, montano, d’arte e religioso, capace di coinvolgere gli operatori nazionali e internazionali.

Sono parte integrante del progetto di società le scuole a indirizzo turistico e alberghiero, essi hanno il compito di formare i giovani operatori turistici.

Il Parco nazionale di Aspromonte deve, salvaguardare il patrimonio ambientale e paesaggistico, ma anche la quello di tracciare i sentieri e renderli percorribili in sicurezza.

Gli escursionisti vogliono conoscere la natura nascosta della montagna: ruscelli, cascate, gole, pareti rocciose, piante, animali e rifugi. Questi luoghi incantati daranno maggiore impulso alle associazioni di trekking nazionali di venire in Calabria, per conoscere la bellezza dell’Aspromonte e della Sila.

Per rilanciare il turismo di qualità è necessario investire sul materiale umano, avere passione e competenze professionali, cioè formare imprenditori che amano la propria terra e hanno la voglia di mettersi in gioco. Sono loro a proporre l’offerta turistica ai vacanzieri.

Difronte alla prospettiva di un turismo professionale, gli enti istituzionali della Calabria si devono attivare per offrire ai turisti, qualità e bellezza. A cominciare dal decoro urbano del territorio, che rappresenta un fattore rilevante per l’accoglienza del turista.

Non si aiuta il turismo, quando la spazzatura invade i marciapiedi delle città, dei paesi, e persino di molte località turistiche di eccellenza. 

L’odore soffocante della spazzatura, giunge persino nelle case sottostanti che costringe i suoi abitanti a serrare porte e finestre.  Tutto ciò avviene nel periodo del Covid-19, dove  le autorità governative sollecitano i cittadini  a lavarsi spesso le mani, all’utilizzo delle mascherine per evitare contagi.

Responsabile della gestione per lo smaltimento dei rifiuti è la Regione Calabria.

È lei che deve proporre un piano organino, avvalendosi di soggetti con professionalità e competenze in materia di rifiuti; sarebbe opportuno recarsi in quelle città virtuose che  hanno trasformato la spazzatura in risorsa produttiva. Se ogni Provincia o Città Metropolitana avesse il suo impianto ecologico di ultima generazione che producesse energia e fertilizzanti, avremmo posto fine alla continua emergenza.

Non si può più nascondere gli sprechi di denaro pubblico e quali interessi si nascondono dietro la continua emergenza! 

Bisogna porre fine a tale scempio! Il problema dei rifiuti  in Calabria non può essere taciuto. Non si può stare passivi di fronte alle discariche che bruciano, e inquinano le falde acquifere, ciò rappresenta un  vero disastro per l’agricoltura.

Per monetizzare il bello della Calabria, servono paesi ordinati, spiagge e mare pulito, e un prodotto culturale turistico. La Calabria emoziona i turisti. Ciò può rappresentare un settore trainante per la nostra economia. 

La prospettiva di rilancio del turismo, non può lasciare indifferenti i cittadini. Basta  piangersi addosso! La Calabria ospitale e accogliente, deve uscire dalla solitudine; dobbiamo sviluppare nuove energie positive per dare una svolta al turismo calabrese. Si faccia avanti una nuova classe politica  degna di questo nome; siamo stanchi delle tante  parole! Abbiamo bisogno di un progetto ambientalistico di società, che sabbia coinvolgere istituzioni locali, mondo del lavoro e cittadini. La gente onesta e laboriosa della Calabria vuole costruire futuro! (gs)

 

L’assessore Orsomarso: La Calabria al centro dell’agenda di Governo

«Mai come oggi,questa terra, anche grazie a chi in questo momento rappresenta le istituzioni, sta al centro dell’agenda di Governo» ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, nel corso di un incontro con gli albergatori e operatori del turismo, al quale ha preso parte anche il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che si è svolto nel Museo del Mare di Tropea.

Presenti, anche il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, che ha evidenziato come «tanti italiani e tanti stranieri hanno scelto la Calabria per questa estate. Se le prenotazioni saranno confermate, e se ne arriveranno altre, sarà una stagione boom», il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, e il presidente di Federalberghi CalabriaFabrizio D’Agostino.

«Noi – ha aggiunto Spirlì – ci crediamo moltissimo e finalmente l’Italia ha un ministro del Turismo che crede profondamente nella ripresa dell’Italia attraverso questo settore. La Calabria ha una vocazione turistica di cui tanti hanno parlato per decenni ma che, alla fine, nessuno ha davvero portato avanti».

«Qui, la cosa più importante – ha spiegato ancora il presidente – non è aspettarsi l’aiuto dal governo, dall’Europa o dalla Regione. È invece importante che ci credano gli imprenditori e i giovani con un progetto, con una proposta di impresa turistica. Perché l’imprenditoria turistica è quella che può arricchire la Calabria».

«Abbiamo – ha concluso – una grande ricettività garantita da hotel, b&b e palazzi patrizi; c’è una forte proposta enogastronomica, con ristoranti e punti di degustazione di eccellenti prodotti. Ma dobbiamo diventare competitivi: il turista, quando va via da qui, deve potersi collegare con un sito web per poter ricevere il prodotto che ha assaggiato a Tropea o nelle altre località calabresi».

«Si ricomincia, si riparte dopo questi mesi di pandemia. La novità – ha affermato il ministro – è che quest’anno ripartiamo e non ci fermiamo più. Ci sono i vaccini e, quindi, la stagione turistica finalmente si avvia e non si conclude a settembre-ottobre, ma andrà avanti anche nei mesi successivi. Quindi sarà una bella e lunga stagione».

«Questa regione ha la grinta, l’entusiasmo e il coraggio che ho trovato nelle parole e nei visi di tanti operatori calabresi. Alla Calabria – ha concluso Garavaglia – non manca niente. Lasciamoci alle spalle il brutto passato e ricominciamo».

«In questi mesi – ha rimarcato –, abbiamo dato il massimo e rivendicato un assessorato al Turismo. Il settore vale il 26% del Pil, ma l’obiettivo è di raggiungere il 40%. Abbiamo messo in campo azioni complementari a quelle del Governo nazionale, adottando misure di finanziamento per i nostri alberghi, anche fino a 250mila euro a fondo perduto. Altri due milioni di euro sono destinati ai tour operator, altri 10 ai lidi balneari».

«Abbiamo tante risorse – ha concluso Orsomarso – e la prossima settimana, a Milano, presenteremo “Calabria straordinaria”. Ci racconteremo in modo nuovo, attraverso i nostri cento marcatori identitari». (rvv)

Il ministro del Turismo Garavaglia: Bisogna lavorare molto sulle infrastrutture e sulla promozione

«La Calabria è una terra che ha tutto: mare, montagna, boschi. Qui si può sciare guardando il mare. Il nostro obiettivo è di allargare l’offerta turistica nel tempo e nello spazio» ha dichiarato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, nel corso dell’incontro, in Cittadella regionale, con il presidente f.f. Nino Spirlì.

«Il turismo – ha spiegato – va sempre di più verso l’esperienza all’area aperta e la possibilità, quindi, di avere una regione che offre tutto consente un’offerta a tutto tondo. Per quanto riguarda i borghi, servono due condizioni: poterli raggiungere e farli conoscere. Bisogna lavorare molto sulle infrastrutture e sulla promozione».

La Calabria – ha concluso Garavaglia – è particolarmente forte sulla promozione digitale. Questo settore dovrà essere coltivato e messo in rete nell’hub nazionale».

«È una giornata importantissima perché la grande industria del turismo aveva necessità di una boccata d’ossigeno, di una sferzata di energia e di una conferma di vicinanza da parte di questo governo» ha dichiarato Spirlì, aggiungendo che «il ministro Garavaglia  è stato così sensibile nell’accogliere fin da subito l’invito che gli abbiamo rivolto. È arrivato sui nostri territori, sta incontrando gli operatori del settore, si sta confrontando con questa Calabria che ha voglia, necessità e urgenza di attestarsi finalmente come una delle regioni più turistiche d’Italia».

«L’interesse, il lavoro, la grande competenza del ministro e la nostra disponibilità ci porteranno sicuramente – ha concluso Spirlì – a dare alla Calabria una effettiva strada da percorrere affinché il turismo, tanto decantato come sogno e progetto, oggi diventi una realtà e un risultato ottenuto». (rcz)

L’imprenditore Franco Falcone: Non c’è collaborazione istituzionale per turismo in Calabria

«Non c’è sinergia, non c’è coordinamento e collaborazione istituzionale» per il turismo in Calabria. È l’allarme lanciato dall’imprenditore e presidente del gruppo BuoneVacanzeFranco Falcone, che denuncia «una solita noncuranza e mancanza di collaborazione da parte delle istituzioni locali verso una delle fonti di sostentamento principali per i calabresi che è il turismo. Un turismo unico nel suo genere che mette insieme mare e monti e offre ai visitatori la possibilità di scegliere più Calabrie».

«Consorzi di bonifica, comuni, provincia e regione devono unire le proprie capacità e risorse per operare all’unisono con obiettivi comuni per far crescere insieme la propria destinazione turistica. Niente può essere lasciato al caso: strade, rifiuti, manutenzione del verde, illuminazione, sicurezza, servizi sanitari tutto deve essere curato» ha spiegato Falcone, aggiungendo che «questo non si è verificato nella località turistica di Sibari dove, in questi giorni, Consorzio di bonifica della Sibaritide sta ultimando la pulizia dei canali di scolo. Operazione di riordino che sarebbe dovuta essere fatta nel mese di aprile per evitare che i turisti a stagione iniziata trovassero in mare uno spettacolo indecoroso con l’acqua completamente sporca di detriti ed erbacce».

«Sarebbe necessario – ha concluso – maggiore impegno e amore per il proprio territorio, per garantire agli albergatori fonti di sostentamento e creare un turismo di ritorno. Bisogna venire in Calabria e grazie all’accoglienza e ai servizi suscitare la voglia di voler tornare. È necessario, per questo, una maggiore cura dei dettagli e dei servizi per poter competere con altre regioni che per certi versi hanno anche meno in termini di bellezze paesaggistiche, sapori gastronomici e storie da conoscere». (rrm)

Filcams Cgil Area Vasta: Una campagna informativa in Calabria centrale su irregolarità che subiscono i lavoratori

La Filcams Cgil Area Vasta, per la tutela dei lavoratori del settore turistico, che sono i più colpiti dalla crisi, ha deciso di lanciare una campagna informativa in Calabria centrale «volta a mettere in evidenza, anche attraverso denunce mirate, tutte le irregolarità che i lavoratori eventualmente subiranno  durante la  stagione estiva». Lo ha reso noto Armando Labonia, segretario generale della Filcam Cgil Area Vasta, Catanzaro-Crotone-Vibo, che ha sottolineato come i lacoratori del comparto del turismo, e quindi della ristorazione e dei pubblici esercizi, il tasso di irregolari è molto alto».

«I lavoratori del Settore Turistico – ha spiegato – sono quelli  che hanno sempre sofferto di più della violazione dei diritti più elementari: questo dipende da una molteplicità di fattori che vanno dalla stagionalità dei rapporti, dalla mancata conoscenza delle norme contrattuali da parte di lavoratori molto spesso giovani e alla prima esperienza, e soprattutto dal bisogno, quella urgenza di lavorare per guadagnare che spinge tutti ad accontentarsi. E questo mentre continuiamo ad assistere a desolanti e al tempo stesso sorprendenti  dichiarazioni di imprenditori ed associazioni datoriali, in merito alla difficoltà a trovare maestranze, che siano disponibili a lavorare nella stagione appena iniziata. Tutti elementi che fanno del settore Turismo uno dei più colpiti dai danni della crisi post covid».

«Sono migliaia i lavoratori del turismo che – ha proseguito Labonia – a causa della crisi senza precedenti del settore, si ritrovano senza occupazione da più di un anno o, nella migliore delle ipotesi, in ammortizzatore sociale ininterrottamente dall’inizio della pandemia. Parliamo di camerieri, baristi, receptionist, custodi, cameriere ai piani, cuochi, ai quali, oggi come nel settore del Turismo della pre-pandemia, vengono imposte forme di lavoro irregolari o in nero e condizioni di lavoro insostenibili, in termini salariali, di diritti e tutele e sul versante della salute e della sicurezza: all’ordine del giorno, turni di lavoro più lunghi rispetto a quanto attestato in busta paga, anche il doppio rispetto alle ore dichiarate; ferie non pagate; riposi non concessi».

«Non accettiamo, che qualcuno possa insinuare che i nostri lavoratori privilegino il reddito di cittadinanza al lavoro – ha concluso Labonia – piuttosto si pensi a rispettare i contratti collettivi nazionali, gli inquadramenti e le condizioni salariali che possano  determinare finalmente un’occupazione regolare, stabile e dignitosa per quegli stessi lavoratori che sono stati privati per troppo tempo” dei loro diritti. Bisogna costruire un nuovo modello di Turismo, inclusivo e sostenibile, e può essere definito soltanto salvaguardando al contempo occupazione e professionalità. Sono questi i presupposti per consentire la ripresa delle imprese “virtuose” della filiera, che operano in un regime di legalità, tutelandole rispetto a quelle che  applicano Contratti pirata». (rcz)

Valanga di disdette nel turismo: le scelte discutibili del Governo

Mentre l’Italia inizia a ‘tingersi’ di bianco (da lunedì Friuli, Molise e Sardegna da settimana prossima Abruzzo, Liguria e Umbria e dal 14 giugno Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Emilia Romagna e Provincia di Trento), c’è la Calabria che, nonostante l’andamento della curva pandemica decisamente buona, rimane in un limbo di incertezza: non c’è una data precisa di quando dovrebbe diventare zona bianca.

In realtà una data ci sarebbe, o meglio, è stimata l’entrata della nostra regione tra il 21 e il 28 giugno, se i dati confermeranno, per tre settimane consecutive, un andamento al di sotto di 50 contagi ogni 100mila abitanti. Una incertezza che, tuttavia, crea un danno inimmaginabile a una Regione in cui il turismo vale il 25% del Pil e che, la scorsa estate, è stata scelta dal 5% degli italiani, come ha riferito l’Eurispes in un report di settembre 2020 di Enit e dell’Osservatorio nazionale del Turismo.

A parlare di «una decisione veramente assurda di rimandare ulteriormente il di zona bianca per la Calabria», è Pino Nisticò, scienziato di fama internazionale e già presidente della Regione Calabria, che ha avvertito che «ci saranno ingenti danni economici per gli operatori turistici e alberghieri in una terra dove da ogni parte del mondo arrivano richieste per le sue bellezze naturali, archeologiche, storiche, che nessuna regione può vantare in pari misura: c’è da prevedere una valanga di cancellazioni di prenotazioni per il mese di giugno».

«Mi auguro – ha aggiunto Nisticò – che il Governo ci ripensi alla luce del fatto che in Calabria il Covid ha dato un’incidenza di mortalità la più bassa rispetto a tutte le altre regioni d’Italia. Nonostante le terapie intensive non abbiano un numero ideale in caso di gravissime pandemie, pure hanno fatto fronte con grande dignità alle esigenze che si sono presentate durante tutta la pandemia. D’altro canto io sono convinto, anche in base a uno studio effettuato su mia richiesta dall’Unical che la Calabria per la sua configurazione geografica, una catena montuosa Pollino, Sila e Aspromonte, e il mare consente una continua brezza che mantiene l’aria la più pura rispetto alle altre regioni d’Italia, la più ricca d’ossigeno e la meno contaminata. Pertanto i burocrati e gli amici universitari dei comitati scientifici del ministero dovrebbero riflettere e usare di più la ragione, l’Etica piuttosto che formule matematiche e indici che creano soltanto danni prima di prendere decisioni avventate!».

Dello stesso avviso il prof. Franco Romeo, cardiologo di fama internazionale, della task force sanitaria regionale anticovid: «Se andiamo ad analizzare i dati – ha detto a Calabria.Live – riscontriamo un numero di decessi molto basso (1165) rispetto alla altre regioni: una cifra, per fortuna bassissima, proporzionata a una regione con poco meno di due milioni di abitanti. È questo il dato che va preso in considerazione, eppure nonostante la bassa mortalità e l’ottima risposta delle terapie intensive, dal Mistero della Salute si è deciso di rinviare ulteriormente la classificazione regionale. Si poteva comprendere e giustificare quella sorta di pregiudizio nei confronti della Calabria all’inizio della pandemia, ma non adesso, dopo un anno con i numeri che sono sotto gli occhi degli esperti. In Calabria i pazienti sono stati ospedalizzati quando necessario e le terapie intensive si sono rivelate sufficienti. A Tor Vergata con otto posti di terapia intensiva ricovero 850 pazienti l’anno, quindi i 140 posti in Calabria appaiono più che sufficienti per gestire non solo la crisi da covid, ma anche altre patologie come infarti e ictus. C’è sicuramente un problema di organizzazione, ma si può immaginare che il clima di delegittimazione alimenti questa sorta di pregiudizio che si ha nei confronti della regione, non tenendo conto delle conseguenze sul piano economico e sociale».

Una decisa presa di posizione sul mancato riconoscimento di regione bianca viene dal presidente di Confcommercio di Cosenza Klaus Algieri: «Un anno fa di questo periodo – ha detto – eravamo tra le regioni con il più basso indice di contagio. Oggi le cose sono molto diverse rischiamo di essere tra gli ultimi a diventare zona bianca di chi è la colpa? Solo dei contagi o c’è altro?».

Secondo Algieri, «Come al solito sono sempre le imprese ad essere penalizzate. La stagione turistica è alle porte, ma senza la tranquillità del passaggio in zona bianca i turisti hanno timore a spostarsi e di conseguenza le attività rimangono ferme nonostante siano pronte. Si prevede un boom di presenze nel mese di luglio, ma a causa di questo ritardo nel passaggio a zona bianca giugno sarà un altro mese di lavoro perso. Ancora una volta un’occasione mancata per ridare slancio alla nostra economia. Tutto questo per colpa non di certo degli imprenditori, che credono nel loro lavoro e continuano ad investire nelle loro attività, nonostante la crisi economica li abbia messi a dura prova. I sussidi servono a tamponare, l’unica cosa che ci può salvare è poter lavorare. E mentre le imprese fremono, la nostra politica regionale sta a guardare. Neanche dopo il difficile periodo trascorso si sono attrezzati per adeguare il sistema sanitario all’emergenza. Tutto è rimasto come era prima. Vane promesse mai realizzate, solo spot promozionali rimasti parole al vento. Bandi, iniziative e tanto altro ma quanto di questo ha effettivamente aiutato le imprese?

«La colpa è anche di alcuni corpi intermedi che invece di sollecitare azioni hanno assecondato interessi di parte non pensando minimamente al benessere delle imprese. Penso ad esempio al protocollo per le vaccinazioni sui luoghi di lavoro, ormai diventato carta straccia visto che dal prossimo tre giugno tutti avranno la possibilità di vaccinarsi, a parte noi e pochi altri nessuno ha sollevato la propria voce per protestare, nonostante la vaccinazione dei dipendenti delle imprese avrebbe dovuto rappresentare la priorità assoluta dopo quella delle categorie a rischio. E invece ci ritroviamo di nuovo con nulla in mano.

«La Calabria merita di più – conclude Algieri – merita una classe politica organizzata e competente che ascolti i problemi e li risolva, invece di crearne. La Calabria è una regione morta se non ci sono le punizioni per chi sbaglia. Merita di essere la punta di diamante dell’offerta turistica, enogastronomica e culturale non degli sberleffi delle trasmissioni televisive. La Calabria è quella degli imprenditori che lavorano non degli assenteisti o dei politici che scaldano la poltrona. Siamo stanchi di essere tra gli ultimi per colpe non nostre è tempo che ci venga riconosciuto il nostro reale valore».

«Mentre tante Regioni d’Italia si apprestano a diventare zona bianca sentendo il profumo della libertà ormai da tempo persa, la Calabria resta ferma a guardare in quanto probabilmente sarà tra le ultime a effettuare il passaggio. Cattiva gestione della sanità, rallentamento nella somministrazione dei vaccini, incompetenza diffusa tra gli organi deputati a governarci tutti fattori che impediscono alla nostra Regione di stare al passo con le altre Regioni d’Italia»: il pensiero del presidente Algieri, in Calabria, trova molta condivisione. (rrm)

(rrm)