La sindaca Succurro: Pienone di capodanno conferma rilancio turistico di Lorica

«Il pienone di Capodanno conferma il rilancio turistico di Lorica, anche grazie agli speciali bus che la Regione Calabria, su impulso dell’assessore regionale Emma Staine, ha reso disponibili per seguire il concertone Rai di San Silvestro passando per la nostra Sila». È quanto ha dichiarato la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, sottolineando come «nel nostro territorio e in tutta la Calabria, il turismo sta conoscendo un grande sviluppo, ormai consolidato, sospinto dalle scelte del presidente Roberto Occhiuto».

«Siamo contenti, sia perché ne beneficia l’economia generale, sia perché l’aumento delle presenze ci spinge a migliorarci – ha aggiunto –, ad elevare la qualità dei servizi, a rafforzare le sinergie con tutti gli attori locali e a programmare le iniziative in un’ottica di area vasta».

«Concordata insieme, l’iniziativa in parola della Regione Calabria sta consentendo – ha precisato la sindaca di San Giovanni in Fiore – a tanti visitatori di scoprire i nostri gioielli di cultura, natura ed enogastronomia, i nostri posti e prodotti meravigliosi».

«Ringrazio molto l’assessore Staine – ha concluso – per la prontezza e l’efficienza messe subito in campo. Con una nuova mentalità e un sapiente gioco di squadra tra pubblico e privato, la Calabria – conclude Succurro – è sempre più protagonista». (rcs)

UN’OSPITALITÀ INNOVATIVA E SOSTENIBILE
BORGHI STORICI: ECCO L’ALBERGO DIFFUSO

di FABRIZIA ROSETTA ARCURI – È utile sottolineare l’importanza degli alberghi diffusi come elementi chiave nella conservazione e nella promozione delle radici storiche e culturali dei borghi, offrendo esperienze autentiche che vanno al di là della semplice vacanza. Gli alberghi diffusi vanno oltre il concetto di semplice ospitalità, diventando autentici custodi dell’anima dei borghi storici. In netto contrasto con i “non luoghi” descritti da Marc Augé, questi luoghi incantati di ospitalità incarnano una connessione viva con la storia, la cultura e l’autenticità delle comunità che abbracciano.

Ogni pietra racchiude millenni di narrazioni e offrono una prospettiva unica, permettendo una comprensione intima della vita e delle tradizioni locali.
Attraverso il restauro degli edifici, diventano il cuore pulsante delle economie locali, coinvolgendo gli abitanti nella conservazione e nel passaggio delle tradizioni. Oltre ad essere luoghi di soggiorno, questi alberghi incarnano autenticamente la storia e la cultura locali, trasmettendo autenticità in ogni dettaglio architettonico, simboli di un’ospitalità innovativa e sostenibile. E le esperienze offerte nutrono la mente e l’anima, lasciando memorie indelebili in chi li visita.

L’albergo diffuso, in costante crescita nel settore turistico, si configura come una risposta alle crescenti esigenze di un turismo sempre più attento all’esperienza e alle peculiarità dei luoghi visitati. Si adatta a forme come il turismo slow, che valorizza la scoperta lenta e autentica, e propone un’accoglienza e un’ospitalità mirate a soddisfare queste nuove tendenze di viaggio, offrendo coinvolgenti immersioni nella cultura locale.

La sostenibilità è un pilastro fondamentale nel funzionamento degli alberghi diffusi, rappresentando un impegno tangibile verso la conservazione dell’ambiente e delle risorse locali. Queste strutture adottano pratiche eco-sostenibili, come l’uso di energie rinnovabili, materiali riciclati e riduzione degli sprechi. Inoltre, promuovono un turismo responsabile, incoraggiando i visitatori a interagire rispettosamente con l’ambiente circostante. Quest’approccio protegge l’ecosistema locale e offre agli ospiti la possibilità di vivere un’esperienza turistica unica, unendo la scoperta della storia e della cultura del luogo alla sensibilità ambientale. I viaggiatori diventano attori attivi di un turismo responsabile e consapevole, contribuendo alla conservazione della biodiversità e del patrimonio del territorio. In questo modo, la sostenibilità diventa non solo un valore aggiunto, ma una parte essenziale dell’identità e dell’attrattiva degli alberghi diffusi.

Questa evoluzione rappresenta un trend in costante ascesa nel settore dell’ospitalità, evidenziato dall’aumento della domanda verso piattaforme di alloggio alternative come Airbnb. Questo fenomeno indica un significativo cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori riguardo al loro luogo di soggiorno.

La collaborazione sinergica tra enti pubblici e privati, sostenuta attivamente dalla partecipazione e dal coinvolgimento della comunità, costituisce il motore trainante per lo sviluppo delle strutture ricettive in generale.

I comuni, le associazioni locali e tutti gli attori del territorio fungono da promotori di queste iniziative. È cruciale diversificare le fonti di finanziamento: investimenti privati, fondi pubblici non solo per il turismo ma anche per sostenere l’imprenditoria locale e agevolazioni fiscali sono essenziali. L’impegno degli enti pubblici nel semplificare l’accesso a questi finanziamenti e nell’offrire agevolazioni fiscali è fondamentale per attrarre investimenti esterni e garantire la stabilità finanziaria e il successo dell’investimento. Inoltre, le amministrazioni possono agevolare la partecipazione a bandi sovvenzionati, offrendo consulenza per accedere ai fondi destinati allo sviluppo economico locale. Questa cooperazione non solo promuove lo sviluppo delle imprese locali, ma si integra profondamente con il tessuto sociale e culturale della comunità. L’attiva partecipazione e il coinvolgimento della comunità costituiscono pilastri essenziali per la solidità autentica degli alberghi diffusi, garantendo la loro continuità e l’integrazione nel contesto dell’intero territorio.

In Italia, da nord a sud, dai monti alle isole, emergono esempi di successo che valorizzano la bellezza e l’autenticità di luoghi unici. L’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi promuove questa forma di ospitalità unica, offrendo una scoperta autentica dei territori attraverso le voci dei suoi gestori. ‘Trulli Holiday’ nella suggestiva Valle d’Itria , in Puglia, offre l’opportunità unica di vivere in un trullo, mentre ‘Scicli Albergo Diffuso’, In provincia di Ragusa, richiama l’atmosfera di Montalbano. ‘Borgo Ospitale a Rotonda’, nel Parco Nazionale del Pollino, rappresenta un’immersione nelle bellezze naturali e culturali della zona. E ancora, in Calabria, solo per citarne alcuni che offrono esperienze autentiche e indimenticabili, immergendosi nei colori, nei profumi e nei gusti tipici di questa terra, troviamo il suggestivo ‘Borgo dei Greci’ a Buonvicino, ‘Eco Belmonte’ a Belmonte Calabro, la Casa Albergo ‘Il Nibbio’ a Morano Calabro, tutti in provincia di Cosenza, e ‘Il Miglio’ nel centro storico di Miglierina, Catanzaro.

La riapertura di porte e finestre nei borghi storici rappresenta la rinascita di comunità millenarie. Questi gesti vanno oltre la ristrutturazione degli edifici: risvegliano storie, tradizioni e memorie secolari, invitando a riscoprire un patrimonio culturale unico. È più di un atto fisico: simboleggia un legame col passato, offrendo nuove prospettive e infondendo nuova vitalità sociale sia per i residenti che per i visitatori. È una metafora visiva di un’imminente rinascita, trasmettendo un messaggio di speranza e rinnovamento ed è cruciale che la comunità, soprattutto le nuove generazioni, creda e valorizzi questo patrimonio. Gli alberghi diffusi non sono solo simboli di ospitalità innovativa, ma incarnano la speranza e la vitalità di una comunità che celebra la propria storia, permettendo a chiunque li visiti di connettersi con l’essenza di queste terre. In contrasto con i “non luoghi” descritti da Marc Augé, questi luoghi offrono una prospettiva unica: un’identità vera e profonda, plasmata dalla storia, cultura e autenticità della comunità che li abita. (fra)

L’OPINIONE / Giovanni Giordano: Senza vero rinascimento del Mezzogiorno non rinasce l’Italia

di GIOVANNI GIORDANO – Definitivamente archiviata la lunga estate e finalmente aperte le porte alla stagione invernale, è opportuno, per noi di Confapi e Maavi, fare qualche considerazione. Il primo dato rilevante è che il settore turistico non solo è in vita, ma gode anche di ottima salute!

Il trend dei primi sette mesi dell’anno è stato straordinario, salvo poi avere una significativa frenata, da agosto in poi, a causa di tristi eventi climatici seguiti da un’inflazione record, dal caro voli e dalla complicata questione del personale mancante. Un nodo, quest’ultimo che in alta stagione ha fatto fibrillare non poco l’intero settore. Stranamente sono stati gli stranieri i veri protagonisti della stagione estiva passata, trainando la ripresa del turismo e colmando – in un certo senso – il divario negativo dei flussi domestici orientati, invece, verso mete turistiche meno costose rispetto all’Italia. Le presenze straniere nei mesi tra giugno e agosto hanno raggiunto cifre ragguardevoli confermando l’Italia, e non solo il Sud, come meta ricercata dai turisti di tutto il mondo. Bando comunque a facili trionfalismi, resta indispensabile, ancor di più, un approccio pragmatico per capire cosa non ha funzionato e cosa fare per far ripartire al meglio la macchina turistica non ancora settata ai livelli pre-pandemici.

A nostro avviso vogliamo evidenziare – fra i tanti – tre punti essenziali da eseguire: un tavolo operativo di concertazione e programmazione permanente, sia a livello regionale che nazionale e con la presenza opportuna di tutte le rappresentanze del settore; ripensare tutto lo sviluppo dell’Italia e soprattutto del Sud in ottica turistica. Promuovere le professioni vecchie e nuove del turismo, definendo i ruoli specifici di ciascuno e rivedendo i contratti dei lavoratori del turismo in una prospettiva di miglioramento e di adeguamento agli standard europei, per rendere anche più appetibili le stesse professioni.

Nello stesso tempo, non si può non alleggerire fiscalmente le imprese del settore e in particolari quelle stagionali soffocate da una esagerata e asfissiante pressione fiscale. Questi aspetti tecnici non sono dati secondari per la crescita turistica del nostro Paese. Essere una terra unica per bellezza, come confermato di recente al Forum Internazionale del Turismo di Baveno, non è più sufficiente, anche se oltre tale dato si aggiunge il fatto che il nostro Paese è tra quelli in cui tutti vorrebbero abitare. Le condizioni bioclimatiche sono uniche al mondo per effetto di una straordinaria biodiversità rappresentata per esempio da 7000 differenti vegetali, 58000 specie di animali, 1800 vitigni, 997 tipi di mele, 140 tipi di grano. L’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico e culturale, il rimanente 30% è sparso nel resto del pianeta. In poche parole, ci troviamo in un paradiso unico e sembriamo non accorgercene, dimostrando scarso apprezzamento e rispetto verso il nostro Paese. A questo si aggiunge la condizione claudicante in cui imperversa sempre il Meridione e in particolare la Calabria. Se da una parte il Pnrr ci viene in soccorso dall’altra sta a noi non sprecare questa ultima occasione.  

La presenza della Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Métsola, nelle aree del Sud, può essere un segno di vicinanza e di una volontà politica verso le regioni più in difficoltà. 

È da qui che deve partire il cambio di rotta, con un Mezzogiorno d’Italia finalmente risanato da una cultura spesso arcaica, recuperato da una esasperata differenza infrastrutturale e definitivamente unificato al resto del Paese, superati gli sterili antagonismi.

Senza un visibile rinascimento del Mezzogiorno non ci potrà essere un completo rinascimento dell’Italia.

È il momento di costruire un nuovo futuro per tutti. Custodire la nostra terra è il primo gradino tangibile della volontà di contribuire per parte nostra anche alla custodia dell’umanità e – di conseguenza – dell’intero creato. Voltare pagina è imperativo. (gg)

[Giovanni Giordano è Vicepresidente Nazionale Confapi Turismo e Cultura, Presidente Confapi Turismo e Cultura Calabria e Delegato Regionale MAAVI  (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane]

IL MARE CALABRESE “RAPISCE” I TURISTI
IL 43% DECIDE DI TORNARE IN REGIONE

di FRANCESCO CANGEMI – I turisti che giungono in Calabria preferiscono il mare, in particolare quello di Vibo e di Drapia. Il dato è emerso durante il “Focus group per la lettura condivisa dei dati sul turismo per la pianificazione, lo sviluppo e il monitoraggio del territorio Calabria” organizzato da Unioncamere Calabria, in collaborazione con le Camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Cosenza e Reggio Calabria, nell’ambito delle iniziative previste dal progetto “Sostegno del turismo” del Fondo di perequazione 2021-22, con il supporto tecnico-scientifico di Isnart, Istituto nazionale ricerche turistiche.

L’indagine svolta da Isnart per conto di Unioncamere e di Unioncamere Calabria, nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del turismo delle Camere di commercio, ha investito nel corso dell’estate un campione di 1253 visitatori italiani e stranieri (che hanno alloggiato sia in strutture ricettive che in abitazioni private) durante il loro soggiorno nella regione al fine di rilevare i comportamenti turistici e di consumo.

Secondo i primi risultati d’analisi, nell’estate 2023 la motivazione balneare si mantiene al primo posto (54%), seguita da quella culturale (30,4%; in linea con la media Italia).

Riguardo i canali di comunicazione, il ruolo forte di internet nella scelta del soggiorno (48%) si allinea al dato medio Italia; si rileva, come di consueto, un marcato fenomeno di repeating, cioè chi ritorna, (43,1%; quota, in proporzione, superiore alla media nazionale del 15%).

Una volta a destinazione, l’88,4% dei turisti fa gite al mare; il 48%, complice la natura anche montuosa della regione, si gode escursioni e gite nel verde. Seguono le attività culturali come visite ai centri storici (31,3%) ed a musei e mostre (13,4%).

Interessanti anche un 18% che si dedica allo shopping, “oliando” il sistema economico regionale, un 17% alle degustazioni enogastronomiche ed un 16% che partecipa alla rassegna di eventi tradizionali e folkloristici nel territorio (+12,4% sulla media Italia), rafforzando l’importanza del prodotto “cultura” nel periodo estivo, più congeniale.

In linea con quanto registrato a livello nazionale, nel 2023 si spende di più per l’alloggio (66,4 euro), diminuisce la spesa media giornaliera per gli altri beni e servizi acquistati sul territorio (51,4 euro).

L’interesse per il turismo balneare nella provincia ionica di Catanzaro si attesta a quota 13,3%. In questo caso, spicca un turismo abituale ovvero che è solito far ritorno nella località scelta: il 36,4% è ospite di amici e parenti, l’11% sceglie la località in base alla vicinanza geografica. Da notare che Catanzaro è percepita dai turisti come la provincia ideale per godersi una vacanza di relax (15,4%).

Anche la provincia di Cosenza attrae principalmente per il suo litorale (46%) ma anche per il patrimonio culturale (26%). Differentemente da Catanzaro, in questo caso incide maggiormente un turismo attivo e consapevole: la quota che è cliente abituale di una struttura ricettiva è pari al 38,3%.

Internet veicola le scelte del 38% dei turisti, oltre la metà (54%) torna a seguito di una piacevole esperienza trascorsa nella provincia.

A destinazione, si amplia l’interesse per gli aspetti naturalistici: non solo mare (9 turisti su 10) ma escursioni e gite in generale (61,1%).

Mare (60,3%), enogastronomia (38%) e cultura (33,1%) sono le motivazioni principali dei turisti in visita nella provincia di Crotone. Interessante il fatto che venga indicata come la destinazione ideale per chi ha bambini piccoli con sé (17%), rendendo appetibile il target “famiglie”.

La provincia di Reggio di Calabria registra l’interesse provinciale più marcato per mare (85,3%), cultura (63%), natura (43%) e shopping (17,2%).

Parlando di canali di comunicazione, appare predominante il peso di Internet, il quale influenza il 75,4% dei vacanzieri (quota provinciale più alta).  Parlando delle attività svolte a destinazione, è assai rilevante il “peso” dello shopping (56%).

Anche la provincia di Vibo Valentia attrae per il litorale (66,2%), il patrimonio arti-stico-monumentale (36,3%) e quello naturalistico (12,3%); emerge un interesse trasversale per eventi (14%) e divertimenti (11%), il che può contribuire a potenziare l’attrattività dell’offerta territoriale.

Isnart, attraverso la “Location intelligence”, un nuovo strumento per l’osservazione e la mappatura dei fenomeni turistici, che analizza i big data geo-spaziali per identificare le differenti tipologie del turista sulla base di interessi e preferenze (culturale, enogastronomico, naturalistico, sportivo o spirituale) ha sti-lato anche una prima graduatoria di livello nazionale che mette in risalto l’interesse per le attività svolte nei comuni calabresi.

Dall’analisi, emerge che il comune di Drapia (Vv) si posiziona al 5° posto nella graduatoria nazionale dei comuni cosiddetti “Family & Kids”; numerosa, in questo caso, la presenza di villaggi che offrono servizi dedicati al target “famiglie”.

Il Comune di Pizzo si posiziona al 18° posto tra i Comuni del Sud (isole escluse) classificati nel cluster “enogastronomia” grazie al suo famoso “tartufo”.

Il Comune di Reggio di Calabria è 10° nel cluster “sport” e 17° nel “cultura”, merito in primis dei Bronzi di Riace conservati nel Museo archeologico nazionale.

«Si conferma, attraverso la lettura dei risultati dell’indagine presentata, la forte incidenza turistica dei “repeater”, ovvero coloro che ritornano in Calabria (43%) – commenta Antonino Tramontana, presidente di Unioncamere Calabria – dato nettamente superiore al 15% della media nazionale. Internet influenza, inoltre, la scelta di quasi 1 turista su 2 (48%), quota che sale al 75,4% nel caso di Reggio Calabria. In linea con il dato medio nazionale, l’estate 2023 si caratterizza ad ogni modo per una spesa maggiore per l’alloggio (66,4 euro) che ha influenzato i consumi sul territorio (51,4 euro). Consumi, a macchia di leopardo, sui territori: si spende di più per acquisti di beni e servizi in provincia di Reggio Calabria, di meno in quei di Cosenza dove, però, è maggiore l’incidenza di chi soggiorna in strutture ricettive».

«Il focus group ha inteso costituire un importante momento di condivisione tra i diversi portatori d’interesse del territorio sulle strategie prioritarie per lo sviluppo del sistema turistico regionale e per la qualificazione dell’offerta – aggiunge Tramontana – nonché un’opportunità di riflessione anche sull’azione di supporto che viene resa disponibile da parte del sistema delle Camere di commercio calabresi».

«Al fine di valorizzazione la messa a sistema delle risorse e delle competenze in tema di sostegno al Turismo regionale – conclude il presidente – diventa cruciale la capacità di stringere collaborazioni strategiche tra le Istituzioni, proprio in questa direzione Unioncamere Calabria ha sottoscritto due protocolli d’intesa con i Dipartimenti regionali Sviluppo Economico e Attrattori Culturali e Territorio e Tutela dell’Ambiente». (fc)

Nella Locride senza adeguati collegamenti c’è poco turismo

di ARISTIDE BAVA –  Uno dei problemi  più gravi che esiste sul  territorio della Locride è, certamente, quello della mancanza di adeguati collegamenti cosa che, soprattutto dal punto di vista turistico, continua a frenare lo sviluppo dell’intera zona. E stiamo parlando di collegamenti di ogni tipo a partire da quelli ferroviari.

Questa cronica mancanza di collegamenti è stata più volte evidenziata dagli operatori turistici che sono i primi che, soprattutto in occasione delle annuali Borse del Turismo, sono costretti ad ascoltare le lagnanze dei Tour Operator italiani e stranieri. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, poi, anche i costi di treni, e soprattutto degli aerei, cominciano a lievitare sensibilmente e pesano non solo per gli studenti che si trovano fuori sede o per i cittadini che lavorano altrove e vogliono passare questo importante periodo con familiari e amici ma anche per tanta gente che vorrebbe arrivare nella Locride per le vacanze.

D’altra parte non è che affrontare un viaggio verso la Calabria sia facile. Arrivare in auto spesso è difficile per le solite precarie condizioni delle strade e anche l’arrivo in treno (a Rosarno, a Gioia Tauro o a Lamezia) deve combaciare con collegamenti con pullman che sono molto risicati o  con mezzi di fortuna e/o amici che devono poi provvedere a farli arrivare nella fascia ionica reggina. E spesso sono in molti i forestieri che rinunciano alle loro vacanze in Calabria. In effetti il problema dei mancati collegamenti ferroviari, stradali o aerei  penalizza fortemente il territorio, questo è ormai indiscutibile.

Un problema che comincia ad essere molto pesante soprattutto in periodi lontani da quello estivo durante il quale  qualche collegamento in più, sia aereo che ferroviario, esiste.  Un problema che è viene evidenziato, sempre più spesso, dai Tour Operator, perché, paradossalmente, sono molti i turisti che ormai puntano su un turismo diverso, quello ambientale, che punta sui borghi antichi sulle potenzialità enogastronomico, sugli aspetti culturali. Quello, per intenderci, che proprio un territorio come questo della Locride non ha alcuna difficoltà ad offrire. Ed è, quindi un vero peccato che si debba  fare ancora i conti con la mancanza di adeguati collegamenti.

La stessa SS. 106, in questa fascia di territorio continua a rimanere l’eterna incompiuta, malgrado le tantissime promesse e le varia rassicurazione che periodicamente vengono fatte per tacitare gli assurdi ritardi che l’agognato completamento si porta appresso. Così come è un assurdo che una zona a larga vocazione turistica come questa della Locride non sia servita di treni a lunga percorrenza.

Il territorio si salva in qualche modo ma le presenze rimangono ancora limitate rispetto alle sue enormi possibilità  perché è appetibile e ricco di risorse di vario genere, ma riteniamo che questo problema debba essere preso in seria considerazione. Bisogna certamente fare qualcosa di concreto anche in fatto di costi. E non solo per i “ritorni” della nostra gente ma anche e soprattutto adesso   che molti turisti stanno scoprendo il territorio della Locride e con esso le grandi potenzialità della Calabria. (ab)

Presentato il progetto “Calabria Turismo per Tutti”

Si è tenuta a Praia a Mare, venerdì 10 novembre 2023, presso l’Hotel Calabria e il 15 a Roccella Jonica presso l’Hotel Kennedy la presentazione del progetto “Calabria Turismo per Tutti – Turismo Balneare in Calabria, Accessibile ed inclusivo”, finanziato dalla Regione Calabria, Dipartimento Turismo, Marketing territoriale e Mobilità.

Il progetto prevede una serie di interventi finalizzati a creare le condizioni per la competitività e la sostenibilità del turismo accessibile per soggetti con disabilità.

Il progetto consentirà alla Calabria di mettere in campo un’esperienza pilota che realizza un prodotto turistico-culturale capace di migliorare la fruizione delle strutture balneari e delle strutture alberghiere per turisti e residenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche fisiche.

L’attività in corso è rivolta ad una selezione di strutture alberghiere e lidi balneari (20 strutture alberghiere e 20 lidi balneari) ubicati in sei comuni bandiera blu dell’Alto Tirreno Cosentino (Praia A Mare, Santa Maria del Cedro, Tortora) e dello Jonio Reggino (Caulonia, Roccella Jonica, Siderno) attraverso l’attuazione di un processo di programmazione negoziata per rafforzare e qualificare il sistema di accoglienza accessibile ed inclusiva.

L’Assessore Emma Staine presente all’incontro tenutosi a Praia a Mare ha sottolineato che, «non c’è nulla di più dignitoso nel poter dare indipendenza alle persone disabili». «Come Regione – ha poi aggiunto l’assessore Staine – siamo impegnati nel mettere in campo azioni, risorse finanziarie e tutti gli interventi necessari per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del patrimonio turistico e culturale in ogni contesto». Il Dirigente Cosimo Caridi ha sottolineato che il dipartimento turismo considera questo progetto un punto di partenza importante per dare avvio ad una serie di interventi sistemici da realizzare su tutto il territorio calabrese.

Pietro Testa Presidente Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti della Calabria ha espresso grande apprezzamento per gli interventi realizzati nelle strutture alberghiere per migliorare l’accesso dei non vedenti e auspicato che questa esperienza possa a breve interessare tutto il territorio regionale.

Franco Greco – Consigliere, Unitalsi Sezione di Catanzaro si è complimentato con la Regione per l’iniziativa che certamente consentirà a soggetti disabili di poter vivere un’esperienza turistica soddisfacente e d inclusiva.

Luigi Santoro – Consigliere Anmil sezione di Cosenza ha espresso soddisfazione per l’azione intrapresa portando la propria esperienza e disponibilità a fare percorsi condivisi sull’accessibilità e l’inclusività per soggetti disabili.

Santoro Favasuli, Presidente Ens (Ente Nazionale Sordi) sezione Provinciale di Reggio Calabria, ha espresso l’apprezzamento per il progetto ed ha sottolineato l’importanza per i soggetti non udenti di avere ausili che gli consentino di vivere in sicurezza un’esperienza in strutture turistiche. (rcs)

Turismo, la Calabria al prestigioso Tt Warsaw

Il Dipartimento turismo, marketing territoriale e mobilità della Regione Calabria si appresta a partecipazione alla 29ª edizione di Tt Warsaw, la fiera internazionale del turismo in programma dal 23 al 25 novembre 2023 a Varsavia.

La Tt Warsaw si afferma come il principale evento dedicato al turismo in Polonia, rivestendo un punto di riferimento nell’Europa centrale per gli operatori del settore. La fiera vanta la partecipazione di numerosi partner internazionali e un ricco programma di iniziative, tra cui conferenze, workshop, panel informativi e incontri B2b e B2c.

In fiera, operatori turistici e strutture ricettive calabresi provenienti da tutte le province calabresi che avranno l’opportunità di presentare una vasta gamma di offerte studiate per attrarre viaggiatori con diverse esigenze, dalla tradizionale ospitalità familiare a strutture di lusso.

Saranno impegnati in attività di B2b, consentendo agli operatori del settore di stabilire collaborazioni e partnership strategiche.

Al contempo, le attività B2c offriranno ai visitatori l’opportunità di interagire direttamente con gli espositori, ottenendo informazioni dettagliate e creando esperienze di viaggio personalizzate. Presso lo stand della Regione sarà data ai visitatori l’opportunità di immergersi nei sapori autentici della Calabria attraverso degustazioni di prodotti tipici locali. Inoltre, saranno organizzati showcooking con la partecipazione dello chef Federica Ghio, che guiderà i visitatori con la preparazione di piatti tipici calabresi, evidenziando la creatività e l’eccellenza della cucina locale.

La partecipazione attiva della Calabria al Tt Warsaw 2023 si propone di promuovere le bellezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche della regione, contribuendo a consolidare la Calabria come una destinazione turistica di rilievo.

La Regione Calabria mira a condividere a livello internazionale l’ineguagliabile patrimonio della Calabria, aprendo le porte a un turismo sostenibile e consapevole. (rcz)

Valorizzare i borghi antichi fa bene al turismo

di ARISTIDE BAVA – La tendenza dei turisti, soprattutto stranieri, in quest’ultima estate,  ha confermato che i borghi antichi sono una grande fonte di attrattiva e fanno parte di una Calabria pressocchè sconosciuta, anche per molti cittadini del luogo.

Una Calabria che racchiude spesso tesori artistici, strutture architettoniche, tradizioni e culture che fanno parte di quelle testimonianza della storia millenaria del nostro territorio. E se alcuni di essi sono già stati inseriti tra i borghi piu’ belli d’ Italia come Bova, Gerace e Stilo, ci sono anche, a fare da appendice a queste punte di diamante,  tanti centri interni ricchi di “tesori” e forti, anche, di una enogastronomia che è ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento di quello che gli addetti ai lavori chiamano “il nuovo turismo”.

Nel recente passato, nella Locride che è territorio ricco di borghi antichi, sono stati attivati vari progetti nati dalla sinergia di alcune associazioni e finalizzati proprio a permettere una fruizione dei borghi in periodi solitamente di scarsa affluenza turistica che miravano proprio a permettere una destagionalizzazione del flusso turistico attraverso una fruizione del territorio con approccio ecocompatibile, o sfruttando determinate iniziative contingenti ed ancora approfittando di manifestazioni legate all’enogastronomia locale, spesso legata alle tradizioni popolari. Iniziative che, riteniamo, dovrebbero continuare e svilupparsi maggiormente.

È di pochi giorni addietro il grande successo registrato a Benestare con “Catoja in festa”, manifestazione che si è sviluppata per cinque giorni e che, dunque, non è stato il tradizionale “mordi e fuggi” che si esaurisce in una sola giornata e che concretamente non può stimolare, più di tanto, il forestiero. 

La fascia ionica reggina, situata, con l’intera provincia, nel cuore del Mediterraneo, tra  mare e  montagna presenta proprio nei suoi tanti centri interni, numerose e importanti testimonianze del suo glorioso passato e proprio i borghi antichi sono principalmente gelosi custodi delle vecchie tradizioni che negli ultimi anni sono diventati una forza aggiunta per il settore turistico. Sfruttare di più le vecchie tradizioni locali non sarebbe molto difficile e la valorizzazione dei borghi antichi potrebbe dare una spinta decisiva allo sviluppo turistico di tante zone interne dove oggi, in molte di queste zone, lo spopolamento regna sovrano.

In qualche centro pilota, come Riace o come Camini, le iniziative di rivitalizzazione hanno funzionato e, dunque, la possibilità  di realizzare azioni per creare una corretta relazione del turista con questo tipo di ambiente e favorire uno sviluppo di questo settore che non può piu’ essere limitato a presenze occasionali ma deve puntare ai grandi numeri, può diventare fattibile e soprattutto concreta.

Questo tipo di iniziative potrebbero portare certamente anche economia, occupazione e sviluppo sociale. Sono considerazioni sulle quali sono doverose attente riflessioni. Il settore turistico, per il territorio, è l’unica “industria” possibile; e la valorizzazione dei borghi antichi è una strada che si dovrebbe percorrere senza eccessivi indugi. (ab)



Filmcams Cgil Calabria: Serve scrivere un “Testo Unico” sul turismo

Per la Segreteria regionale di Filcams Cgil Calabria «serve scrivere il Testo Unico sul turismo e bisogna ripartire proprio da inchieste come Malapianta affinché intrecci e commistioni, inquinamento dell’economia non debbano più ripetersi».

E proprio dall’inchiesta Malapianta, che descriveva un settore Turistico asservito e fortemente condizionato dalla ‘ndrangheta, che la Filcams Cgil ha fatto nascere la campagna Caffè Corretto.

«L’esito del processo d’appello con le condanne confermate ai clan – continua la nota – è sicuramente una notizia positiva che punisce chi ha commesso gravi reati ma che non restituirà a chi ha subito torti e vessazioni la dignità e il maltolto. Lavoratori e lavoratrici che sono stati sfruttati o che non hanno avuto possibilità di faticare perché quel posto toccava a qualcun altro, aziende tagliate fuori dal mercato per favorirne altre che non hanno potuto crescere ed offrire lavoro, tutto questo è quello che soffoca la Calabria e di cui la politica innanzitutto deve occuparsi perché alcune cose non succedano».
«La Magistratura ha fatto e continua a fare un lavoro prezioso per riscattare la Calabria – viene evidenziato – così come le forze dell’ordine che vanno sostenute e ringraziate ma l’obiettivo della Filcams Cgil e di “Caffè Corretto” rimane cambiare questo stato di cose, far prendere coscienza e costruire alleanze con chi vuole restare in Calabria e vivere dignitosamente attraverso il proprio onesto lavoro».
«Per questo non smettiamo di appellarci alla Politica, alle associazioni datoriali ed alle Istituzioni – viene ricordato – affinché si costruiscano assieme alleanze e strategie contro il malaffare e per il lavoro corretto. Come calabresi, come lavoratrici e lavoratori meritiamo di vivere dignitosamente e di crescere nella nostra Terra, di difenderne la bellezza e di tutelarla».
«La Filcams Cgil Calabria continua a battersi in prima linea contro la criminalità – conclude la nota – perché questo significa liberare il lavoro dal ricatto e dall’imposizione a regole non scritte che gente senza cittadinanza, come sono questi criminali, vuole e continua ad imporre». (rcz)

Lavia e Domanico (Cisl): Pensare a politica comune per turismo e trasporti

«Occorre pensare ad una politica comune per turismo e trasporti, per costruire vere opportunità di  sviluppo e di occupazione». È quanto hanno dichiarato Antonio Domanico, segretario della Fit Cisl Cosenza e Giuseppe Lavia, segretario generale Ust Cisl Cosenza, nel corso del focus Il ruolo del sistema dei trasporti nel turismo invernale, svoltosi a Camigliatello Silano.

L’evento, promosso dalla Fit Cisl Cosenza, si è proposto di di dare rilancio al binomio trasporti-turismo quali asset strategici per rilanciare  l’economia di questi luoghi. 

I lavori sono stati presieduti da Antonio Domanico, Segretario della Fit Cisl di Cosenza e arricchiti dal  contributo del Segretario Generale della Fit Cisl Giuseppe Larizza, dal dibattito e dalle conclusioni di  Giuseppe Lavia Segretario Generale della UST Cisl Cosentina. 

«Il rinnovamento dei servizi di mobilità – hanno spiegato – deve puntare alla connessione tra  differenti modalità di trasporto per consentire una migliore accessibilità (strade più scorrevoli e meno  percorsi alternativi) al fine di recuperare turisti dalle regioni limitrofe.  Dopo anni di limitata operatività dell’impianto sciistico di Lorica e nelle more della revisione di quello  di Camigliatello auspicabile per inizio stagione, il settore turistico montano punta a ritornare ai livelli  pre-pandemia accogliendo quanti più turisti dalla vicina Sicilia, Campania Puglia e Basilicata. Servono politiche comuni ed un coinvolgimento di tutti gli stakolder per puntare ad un nuovo modello  gestionale che integri le strutture e le società di esercizio offrendo vere potenzialità di sviluppo, sia sul  piano occupazionale che di crescita economica». 

«Con il “treno della Sila” è possibile offrire un turismo lento – hanno proseguito – per condurre le persone tra i paesaggi  dell’altopiano, ricchi di storia e cultura. In una società frenetica, in Sila si può ancora scegliere con quale modalità viaggiare per riassaporare il  gusto del tempo per osservare e apprezzare le bellezze del nostro territorio». 

Il dibattito ha fatto emergere, a fronte di tante opportunità, diverse criticità, tra cui l’annosa e irrisolta  crisi di Amaco le cui difficoltà impediscono alla città Bruzia di avere un servizio efficiente,  compromettendo i diritti dei lavoratori. Pieno sostegno e vicinanza è stata espressa alla protesta dei due  lavoratori di Amaco ai quali non è stato rinnovato il contratto. 

«Serve ridare alla città un servizio adeguato ed ai lavoratori dignità – hanno ribadito –. Occorre convocare tutti gli attori e  il gestore della rete per uscire da questa impasse.  Bene, invece, i giudizi sulle società private di tpl della provincia, il Consorzio conferma solidità e rispetto  del Ccnl.  Le difficoltà a raggiungere queste aree di montagna e centri importanti, come San Giovanni in Fiore, sono legate viceversa alle necessità di manutenzione della SS107, che palesa anch’essa i suoi limiti di età. Gli interventi sui viadotti ammalorati dall’uso del sale in inverno comportano chiusure lunghe che  rendono difficile la mobilità». 

«Serve un cambio radicale, occorre ripensare una nuova viabilità nel contratto di programma tra Regione  Anas/Mit che includa anche quest’arteria», hanno detto, sottolineando come «anche il personale di esercizio si assottiglia sempre di più, occorre aggiornare il regolamento di esercizio  e servono necessariamente nuovi innesti di personale». 

«Serve, inoltre, maggiore nel settore trasporti – hanno detto ancora – la sicurezza non è un costo ma un investimento per ogni  azienda.  Chiederemo nei prossimi giorni un incontro al Governo regionale per meglio capire l’evoluzione del  settore degli impianti a fune di Lorica e Camigliatello, anche alla luce della scadenza prevista il prossimo  30 settembre della convenzione tra Regione Calabria, Ferrovie della Calabria e Lorica Sky, che rende  incerto il destino dei lavoratori di quest’ultima società». (rcs)