Turismo, Occhiuto: Con nuove rotte aeree in Calabria 5-6 mln di presenze in più nei prossimi anni

«Vorremmo far aumentare le presenze attraverso l’aumento dei voli in Calabria nei prossimi 4-5 anni di almeno 5-6 milioni di passeggeri». È quanto ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso della Bit di Milano.

«Se vogliamo davvero sviluppare il turismo – ha evidenziato – dobbiamo agire lungo tre dimensioni. La prima, alla quale stiamo già lavorando, è quella di migliorare l’incoming turistico attraverso il potenziamento degli scali aeroportuali. Lo stiamo facendo. La prossima settimana verrà l’amministratore delegato di Ryanair a indicare e a descrivere quali rotte la compagnia farà dalla Calabria. Ci saranno molte rotte dall’aeroporto di Reggio ma anche altre dagli altri aeroporti calabresi».

«Dalle stime che ci trasmettono i vettori – ha proseguito – noi da aprile di quest’anno, avremo un aumento che nell’anno prossimo potrà raggiungere già un milione di passeggeri. La seconda azione che dobbiamo mettere in campo sarà quella di migliorare la mobilità interna alla Calabria. Se arrivano un milione di passeggeri, se ne arrivano diciamo 5-6 milioni fra tre anni, come si muovono dai nostri aeroporti? Quando arrivano nelle stazioni, come vanno al santuario di Paola se non si fermano alla stazione di Paola? O dopo essere andati al santuario di Paola, se volessero andare a vedere i Bronzi di Riace, come arrivano a Reggio Calabria? Allora noi dobbiamo potenziare il reticolo del trasporto interno alla Calabria».

«Io ci ho provato, ho fatto due leggi regionali e il governo nazionale le ha impugnate entrambe – ha ricordato –. Si tratta di leggi per aumentare il numero di licenze di Ncc. Ho chiamato l’amministratore delegato di Uber perché si installasse in Calabria, ma c’è questo problema della platea di licenze che non consente nemmeno alle grandi strutture di insediarsi in Calabria. Però questo è un tema che va risolto facendo ricorso al mercato. Io mi auguro che più presenze ci siano, più sia possibile far nascere micro iniziative imprenditoriali anche da parte di giovani che si impegnano per offrire questo servizio di mobilità ai turisti».

«Il terzo aspetto che va potenziato per sviluppare davvero il turismo – ha concluso – è proprio quello della ricettività. Diciamoci la verità, noi dobbiamo fare tutti quanti un salto di mentalità elevando la nostra ambizione, facendo elevare l’ambizione della Calabria che può davvero rappresentare un pezzo importante del turismo. Dobbiamo invece imporci come una destinazione turistica di primaria importanza. Però per farlo anche qui il mercato è importante». (rrm)

GENUINITÀ, UNICITÀ E TUTELA AMBIENTALE
ECCO IL PIANO TURISTICO DELLA CALABRIA

Genuinità, unicità e tutela dell’ambiente. Sono questi i tre punti cardine su cui verte il Piano regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile 2023-2025 con cui la Calabria vuole ripartire.

Un piano triennale, dunque, che ha come mission «quella di creare e alimentare un Capitale Reputazionale Positivo non solo attraverso attività promozionali ma anche puntando sul contributo di comunicazione e di ambassadors dei “repeaters”. Dal punto di vista della specializzazione turistica – si legge nel documento – si tratta di costruire una strategia articolata per fasi che ruoti attorno al turismo balneare, in quanto proposizione predominante della regione. In considerazione del fatto che i trend turistici attuali vedono una necessità crescente di mettere a sistema i diversi tipi di turismi e promuovere i «politurismi», emerge una crescente importanza del turismo esperienziale (viaggio come esperienza e strumento per conoscere se stessi), lento (meno attività ma più approfondite) e sostenibile (rispetto dell’ambiente)».

Ma non solo: Il piano vuole, anche, riconoscere nelle attività promozionali un necessario strumento operativo rivolto a definire l’immagine unica dell’offerta Burc n.25 del 01 febbraio 2024 fonte: https://burc.regione.calabria.it 4 turistica calabrese nel suo complesso; realizzare interventi regionali per il sistema del cinema e dell’audiovisivo in Calabria; rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione sociale e nell’innovazione sociale; romuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree urbane, Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi e, non meno importante, permettere ai cittadini, a imprese e organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione.

Insomma, un lavoro ambizioso quello prefissato dalla Giunta Occhiuto ma che sembra aver deciso, finalmente, di adottare un serio piano di rilancio, sviluppo e promozione per una regione come la Calabria che è quart’ultima per «arrivi turistici, con la Puglia e Sicilia, considerate come benchmark di riferimento per la Regione1 , che hanno registrato un numero di arrivi circa tre volte superiore a quello della nostra regione».

«Se si considera la quota di turisti stranieri – si legge nel documento – la Regione scala ulteriormente al terz’ultimo posto, con un’incidenza di visitatori stranieri pari al 15% del totale regionale, seguita solo da Abruzzo (12%) e Molise (9%). Puglia e Sicilia, al contrario, hanno registrato rispettivamente il doppio e (quasi) il triplo della quota di turisti stranieri della Calabria».

«La domanda di turismo nazionale verso la Calabria – viene spiegato – è caratterizzata da una elevata incidenza di “repeater”, la cui maggioranza proviene dalle regioni limitrofe. Secondo una survey realizzata da Unioncamere Calabria circa i canali di comunicazione che maggiormente influiscono sulle scelte del soggiorno, il 47,4% dei turisti sceglie di andare in Calabria perché ci è già stato o perché ha avuto esperienze pregresse sul territorio. Inoltre, circa 1/3 dei visitatori italiani vengono dalla Campania (con 1,7 milioni di presenze), con a seguire Lazio (636 mila), Lombardia (548 mila) e Puglia (502 mila)».

«Focalizzandosi invece sui turisti stranieri – si legge – emerge che il 67% proviene da Paesi di prossimità dell’Unione Europea, in particolare da Germania, Polonia, Francia e Austria (100.446 arrivi, il 44% del totale dei turisti stranieri in Calabria). Il restante 33% di stranieri proviene da Paesi extra-UE con particolare peso di Svizzera e Lichtenstein (17.980 arrivi), Regno Unito (13.429) e Stati Uniti (12.448 arrivi). Nel complesso, dai primi dieci Paesi di provenienza arriva il 72% dei turisti stranieri».

«Un’ulteriore caratteristica della domanda turistica della Calabria – viene evidenziato – è quella della “stagionalità”. I flussi turistici della Calabria, in linea con le altre Regioni del Sud Italia, sono caratterizzati da un’elevata concentrazione in determinati periodi dell’anno. Le conseguenze di tale dinamica si riflettono nella gestione dell’overtourism (l’elevata congestione delle strutture nel periodo di picco) e in una maggiore difficoltà per le aziende turistiche di ripartire le spese annuali/fisse».

Per essere precisi, l’offerta turistica calabrese rileva una predominanza del turismo balneare e domestico, ossia nazionale: Secondo la survey realizzata da Unioncamere Calabria, il turismo balneare, in linea con le tendenze dell’intera penisola, è quello maggiormente diffuso, con un’incidenza pari al 18,2% in Calabria (vs 24,5% di media nazionale)».

«Tuttavia – si legge – la Regione evidenzia una minore valorizzazione e promozione di “turismi” alternativi (primi tra tutti quello enogastronomico, naturalistico e culturale) rispetto alla media nazionale, che andrebbero opportunamente potenziati. Analizzando l’offerta ricettiva della Regione, si evidenzia come questa sia principalmente focalizzata su una tipologia di turismo medio spendente. Il numero di posti letto negli alberghi a 3 e 4 stelle corrispondente al 72% dell’intera offerta alberghiera regionale. Il turista medio spendente è anche il target delle strutture extra – alberghiere, con campeggi e villaggi turistici contenenti la maggioranza dei posti letto (60,4 mila)».

Anche le opinioni dei turisti confermano il potenziale dell’offerta ricettiva della Calabria. Il giudizio medio del soggiorno nella Regione per turisti stranieri e nazionali fa emergere un particolare apprezzamento nei confronti della qualità, accoglienza e costo degli alloggi. Sarebbe dunque opportuno andare a potenziare adeguatamente i servizi connessi al settore che, sempre sulla base delle opinioni dei turisti, sono inadeguati in termini di informazioni turistiche, e di costo ed efficienza del trasporto pubblico locale, in particolar modo per i turisti stranieri. Anche le competenze linguistiche degli operatori sarebbero da potenziare. Da questo punto di vista, in Italia il 23% degli addetti turistici presenta bassi livelli di formazione (13 punti percentuali in più rispetto alla media Ue); l’incidenza risulta particolarmente elevata nei settori della ristorazione (37%, ovvero 7 p.p. in più della media UE) e dell’hospitality (29%, 6 p.p. in più della media europea).

Dai dati sui flussi turistici in Calabria, è emerso poi, come ci sia un forte sottodimensionamento della domanda turistica regionale rispetto ai territori limitrofi. I gap di presenze turistiche esistenti tra la Calabria e le Regioni circostanti non si limitano soltanto agli stranieri. Anche considerando il numero di visitatori nazionali, la Calabria è in una situazione di “deficit” della domanda. Nel 2021 sono state registrate nella Regione 202,2 presenze di turisti italiani per km2 in meno rispetto alla Puglia. La magnitudine della perdita di domanda potenziale turistica diventa notevole se entrambi i deficit venissero sommati. In assenza dei gap esistenti relativi ai turisti nazionali, si stima che la Calabria avrebbe registrato 3 milioni e 80mila presenze aggiuntive nel 2022 (42% del totale delle presenze dell’anno).

Nel documento, poi, viene fatto un riepilogo di tutti gli interventi realizzati nel 2023, per un valore di 12,604 milioni di euro. Nonostante i buoni risultati ottenuti, sono rimaste alcune criticità, come l’assenza di diversificazione e quindi un ventagli più ampio di offerta che la Regione può offrire; una scarsa complessità e bassa differenziazione, una bassa specializzazione e un debole livello di integrazione con l’offerta del territorio.

Criticità che, sicuramente, la Regione vuole risolvere col nuovo piano triennale. Alcuni sono stati già anticipati dal presidente Occhiuto, come il sostegno alla creazione di Family Hotel, mentre gli altri sono migliorare la competitività del territorio attraverso, anche, un marketing digitale turistico «per incrementare  la competitività della Destinazione Calabria, sia a livello nazionale che internazionale. L’intento – riporta il Piano – è quello di intercettare i viaggiatori che utilizzano l’aereo quale mezzo di trasporto, con l’obiettivo di incrementare nell’arco di vita del progetto, almeno del 10% il flusso passeggeri negli scali calabresi».

Previsto, poi, il Portale Calabria Straordinario e l’Osservatorio Turistico, interventi per la promozione e comunicazione turistica, eventi e fiere nazionali e internazionali, iniziative cinematografiche e audiovisive. Spazio, poi, al Turismo delle Radici «per coinvolgere gli italiani all’estero e gli italo-discendenti non solo nella scoperta dei luoghi da cui provenivano gli antenati, ma anche nella conoscenza di tutti quegli elementi di cui si compone il patrimonio culturale italiano e, in particolare, quelli che non fanno parte dei circuiti mainstream del turismo italiano» e promuovere «viaggi delle radici” attraverso la creazione di un’offerta turistica nazionale e suddivisa per territori regionali per offrire una serie di esperienze finalizzate alla conoscenza della storia familiare e del territorio d’origine».

Un piano molto ambizioso, che sarà attuato dal Dipartimento “Turismo Marketing Territoriale e Mobilità” che dispone di un “piccolo” tesoretto pari a 30.0.693.900,00 di euro.

L’anno è da poco iniziato, ma le premesse sono ottime e, se come scritto si darà ampio spazio alle sinergie tra soggetti pubblici e privati che operano nel settore turistico in Calabria, forse vedremo davvero una «Calabria Straordinaria e che non ti aspetti». (ams)

L’OPINIONE / di Tony Errigo: Dei consigli utili per preparare Reggio all’arrivo di nuovi turisti

di TONY ERRIGO – Con l’apertura del preannunciato nuovo Hub Ryanair presso l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” di Reggio Calabria e l’aggiunta di 8 nuove rotte, la città si deve preparare a ospitare un numero crescente di turisti.

Ecco alcuni consigli, che ho ricevuti da un amico, che vive da molti anni di turismo e turisti, per cittadini e istituzioni su come accogliere al meglio i visitatori.

Ospitalità calabrese: Richiamate la tradizionale ospitalità calabrese! Insegnate ai cittadini l’importanza di un sorriso caloroso e di essere disponibili per fornire indicazioni e consigli sulla città.

Informazione turistica accessibile: Assicuratevi che le informazioni turistiche siano facilmente accessibili. Cartelli, guide online e brochure possono aiutare i visitatori a orientarsi e a scoprire le bellezze locali.

Preservare il territorio: Valorizzate e preservate il ricco patrimonio culturale e storico della città. Musei, siti archeologici e attrazioni locali dovrebbero essere promossi per offrire ai turisti un’esperienza completa.

Servizi di trasporto efficienti: Ottimizzate i servizi di trasporto pubblico e private per agevolare gli spostamenti dei turisti all’interno della città e verso le destinazioni circostanti.

Incentivare il commercio locale: Invogliate i visitatori a sperimentare la cucina locale e a acquistare prodotti tipici. Collaborate con i commercianti locali per creare offerte speciali o sconti per i turisti.

Eventi culturali e ricreativi: Organizzate eventi culturali e ricreativi per intrattenere i visitatori. Concerti, festival e manifestazioni possono arricchire l’esperienza turistica.

Sostenibilità ambientale: Promuovete pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale del turismo. Incentivate l’uso dei trasporti pubblici, la raccolta differenziata e la sensibilizzazione ambientale.

Assistenza multilingue: Assicuratevi che ci siano servizi di assistenza multilingue in luoghi chiave come l’aeroporto, i centri informazioni turistiche e gli hotel per facilitare la comunicazione con i turisti internazionali.

Accogliere i turisti con entusiasmo e professionalità contribuirà non solo a migliorare la reputazione di Reggio Calabria come destinazione turistica, ma anche a creare un ambiente favorevole per il turismo sostenibile a lungo termine. (te)

MUSEI IN CALABRIA SEMPRE PIÙ AFFOLLATI
IL TURISMO DEVE PUNTARE SULLA CULTURA

di ANTONIETTA MARIA STRATI – È un vero e proprio riscatto culturale, quello dei musei calabresi. In tre anni, infatti, sono stati recuperati – e quasi raddoppiati – il numero dei visitatori rispetto al periodo pre-pandemia. Un dato significativo, che fa comprendere, ancora una volta, quanto la cultura e i tesori custoditi nella nostra regione siano fondamentali per il rilancio della regione.

Dopo i 162.178 accessi del 2019 si era scesi ai 75.519 del 2020 (anno del Covid) con un decremento pari a -53,43%. Una prima ripresa si era avuta già nel 2021 quando gli accessi erano stati 103.912 con un aumento rispetto all’anno precedente pari al +37,60%. Un trend di crescita che si è consolidato sia nel 2022 (con 208.235 accessi pari ad un aumento del +100,40%) e nel 2023 (con 250.080 visitatori e un nuovo aumento del 20,10%). Dati che raccontano di un (quasi) raddoppio dei visitatori rispetto al periodo pre-pandemia.

L’analisi degli introiti, allo stesso modo, rivela che nel 2022 dallo sbigliettamento sono arrivati nelle casse della Drm Calabria quasi 148mila euro (precisamente 147.595,90 euro) mentre nel 2023 quasi 250 mila euro (esattamente 253.925 euro). Confrontando i due dati ne risulta una crescita pari a oltre il 72%: numeri che raccontano di un trend, anche in questo caso, impressionante.

«Le immagini dei musei chiusi, dei parchi con l’erba alta e le manutenzioni in affanno, sono oramai alle nostre spalle», ha commentato con soddisfazione il direttore della Direzione Regionale Musei Calabria, Filippo Demma.

«Grazie ad un grande e importante lavoro di squadra – ha spiegato – i musei statali calabresi crescono in maniera decisa e costante. Siamo particolarmente contenti anche dell’aumento davvero corposo degli introiti che saranno reimpiegati sul territorio in progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio e di supporto al personale».

«Alla professionalità e allo spirito di sacrificio dei dipendenti della Direzione regionale Musei Calabria, in particolare – ha proseguito Demma – va il mio ringraziamento. Il loro lavoro ha consentito a tutti i luoghi della cultura di superare con successo un periodo caratterizzato da gravi carenze di organico solo recentemente attenuate da nuove immissioni in ruolo».

«Determinante è stato anche il sostegno centrale da parte della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e del professore Massimo Osanna che ne è a capo – ha concluso –. Guardiamo a questo 2024 come all’anno che confermerà definitivamente il trend positivo della cultura in Calabria».

Ma il 2024 non è solo l’anno del riscatto della cultura in Calabria: è, anche, quello del Turismo delle radici. Ovvero quel tipo di turismo per cui gli italiani emigrati nel mondo e i loro discendenti (circa 60/70 milioni di persone) vogliono tornare a visitare i luoghi natii.

Un bisogno molto sentito dai 6 milioni di calabresi residenti all’estero, tanto che da alcuni mesi si registrano, sempre di più, le visite e i racconti di chi è tornato per riscoprire i luoghi nativi dei loro antenati.

Il turismo delle radici, dunque, è un’occasione imperdibile per i piccoli Comuni calabresi per diventare parte integrante del turismo moderno. Lo stesso Giuseppe Nucera, nel corso dell’International Tourism & Travel Show di Montreal svoltosi lo scorso novembre, aveva ribadito come «il turismo delle radici è la chiave per il rilancio della Calabria».

«Sono milioni i calabresi che si sono creati una nuova vita all’estero, ma che hanno un legame intenso e indissolubile con la loro terra – ha ricordato –. Anche persone di terza o quarta generazione, avvertono la necessità di conoscere la Calabria, i luoghi che hanno visto nascere i loro cari».

«Alle bellezze uniche e meravigliose della nostra regione – ha evidenziato Nucera – si unisce il forte desiderio di una immensa comunità di ammirarle o riscoprirle. Al contempo, l’offerta turistica va fortemente proprio nella direzione del turismo delle radici, con la Calabria che possiede incantevoli borghi spopolati, che possono trovare nuova vita ospitando per un periodo di tempo anche prolungato gli emigrati».

Ma, se si vuole arrivare a questo obiettivo, è fondamentale risolvere i problemi atavici della regione, a partire dalle infrastrutture.

Nel nostro giornale, Aristide Bava denunciava come «uno dei problemi  più gravi che esiste sul  territorio della Locride è, certamente, quello della mancanza di adeguati collegamenti cosa che, soprattutto dal punto di vista turistico, continua a frenare lo sviluppo dell’intera zona. E stiamo parlando di collegamenti di ogni tipo a partire da quelli ferroviari».

«D’altra parte – continua a scrivere Bava – non è che affrontare un viaggio verso la Calabria sia facile. Arrivare in auto spesso è difficile per le solite precarie condizioni delle strade e anche l’arrivo in treno (a Rosarno, a Gioia Tauro o a Lamezia) deve combaciare con collegamenti con pullman che sono molto risicati o  con mezzi di fortuna e/o amici che devono poi provvedere a farli arrivare nella fascia ionica reggina. E spesso sono in molti i forestieri che rinunciano alle loro vacanze in Calabria. In effetti il problema dei mancati collegamenti ferroviari, stradali o aerei  penalizza fortemente il territorio, questo è ormai indiscutibile».

«Il territorio si salva in qualche modo ma le presenze rimangono ancora limitate rispetto alle sue enormi possibilità perché è appetibile e ricco di risorse di vario genere, ma riteniamo che questo problema debba essere preso in seria considerazione. Bisogna certamente fare qualcosa di concreto anche in fatto di costi. E non solo per i “ritorni” della nostra gente ma anche e soprattutto adesso che molti turisti stanno scoprendo il territorio della Locride e con esso le grandi potenzialità della Calabria», ha concluso Bava.

Un problema a cui, lentamente, la regione sta cercando di porre rimedio. È proprio di qualche giorno fa l’annuncio che l’aeroporto di Reggio Calabria sarà uno dei nuovi hub della compagnia Ryanair.

«Un evento storico», lo ha definito il presidente della Regione, Roberto Occhiuto che, allo stesso tempo, ha annunciato l’impegno nel cercare di tenere aperto, oltre l’orario stabilito, dell’Aeroporto di Crotone.

«L’investimento sulle nuove rotte è decisivo per il turismo – ha evidenziato –. Dobbiamo portare in Calabria milioni di visitatori facilitando l’accesso attraverso i nostri aeroporti. Ed è quello che sto cercando di realizzare».

E, tra i visitatori, sono incluse le famiglie. Il governatore, infatti, ha riferito di star investendo sugli alberghi e di aver creato un bando da 16 milioni per permettere alle strutture di attrezzarsi per essere a misura di bambino.

«Su questo abbiamo destinato delle risorse perché mi piacerebbe che da qui a un anno la Calabria potesse avere un ‘bollino’ e qualificarsi come regione dove il turismo è a misura di bambino», ha concluso.

Un piano molto ambizioso quello del Governatore, ma che sicuramente può funzionare. D’altronde, oltre al mare e alla montagna, nella nostra regione ci sono tantissimi Musei che, spesso, offrono laboratori creati ad hoc per i più piccoli per far scoprire loro, tramite il gioco, la storia e la cultura della nostra regione.

Un’occasione, quella offerta dai Musei, che non solo offre un momento di divertimento per i più piccoli, ma anche una scusa per i più grandi di visitare un luogo che custodisce un patrimonio storico, artistico e culturale non indifferente. Iniziative del genere andrebbero organizzate e promosse di più. (ams)

 

Le opportunità per le imprese derivanti dal turismo, Unioncamere Calabria a convegno

Quali opportunità possono giungere per le imprese calabresi dal turismo? Se ne parlerà domani, 23 gennaio, nell’evento in presenza dal titolo “Le performance turistiche calabresi e le opportunità per imprese e destinazioni”, che si terrà presso la Sala Conferenze di Unioncamere Calabria, a Lamezia Terme, con inizio a partire dalle ore 10.30.

Il convegno è organizzato da Unioncamere Calabria, in sinergia con le Camere di Commercio calabresi, e in collaborazione con Unioncamere e Isnart – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche.

Nel corso dell’evento, i cui lavori di apertura saranno affidati ad Antonino Tramontana, Presidente di Unioncamere Calabria, saranno trattati l’andamento e le tendenze del turismo calabrese a cura di Mariza Righetti, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche – Isnart e le opportunità della digitalizzazione del Turismo a cura di Daniele Donnici, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche – Isnart.

Un ampio spazio sarà dedicato, inoltre, alla presentazione delle opportunità offerte dall’Hub digitale del turismo italiano (Tdh), il progetto del Ministero del Turismo compreso all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che consentirà alle imprese turistiche aderenti, in maniera gratuita, di usufruire di programmi ad esse dedicate.

Grazie alle risorse del Pnrr, l’Hub consentirà alle imprese italiane del settore di raccontare la propria offerta turistica e renderla visibile a livello nazionale e internazionale tramite italia.it, beneficiando della forza promozionale delle campagne di comunicazione domestiche e internazionali che avranno inizio nel prossimo mese di marzo. Tramite la messa a disposizione di dashboard sui dati turistici, anche previsionali, e di servizi di formazione e di aggiornamento professionale accompagnerà la ripresa e la resilienza del turismo, comparto di punta del nostro sistema Paese. Le imprese accreditate sull’Hub avranno anche titolo preferenziale nei prossimi bandi ministeriali.

A termine dell’evento di presentazione, le imprese potranno avere un incontro individuale con Marco BORGESE, TDH promoter per la Calabria, per un’assistenza dedicata e supporto nell’accreditamento all’iniziativa in maniera appropriata.

La partecipazione all’evento che si terrà in presenza è gratuita, previa registrazione, attraverso il seguente link: https://een.unioncamere-calabria.it/polls/evento-37/. (rcz)

La sindaca Succurro: Pienone di capodanno conferma rilancio turistico di Lorica

«Il pienone di Capodanno conferma il rilancio turistico di Lorica, anche grazie agli speciali bus che la Regione Calabria, su impulso dell’assessore regionale Emma Staine, ha reso disponibili per seguire il concertone Rai di San Silvestro passando per la nostra Sila». È quanto ha dichiarato la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, sottolineando come «nel nostro territorio e in tutta la Calabria, il turismo sta conoscendo un grande sviluppo, ormai consolidato, sospinto dalle scelte del presidente Roberto Occhiuto».

«Siamo contenti, sia perché ne beneficia l’economia generale, sia perché l’aumento delle presenze ci spinge a migliorarci – ha aggiunto –, ad elevare la qualità dei servizi, a rafforzare le sinergie con tutti gli attori locali e a programmare le iniziative in un’ottica di area vasta».

«Concordata insieme, l’iniziativa in parola della Regione Calabria sta consentendo – ha precisato la sindaca di San Giovanni in Fiore – a tanti visitatori di scoprire i nostri gioielli di cultura, natura ed enogastronomia, i nostri posti e prodotti meravigliosi».

«Ringrazio molto l’assessore Staine – ha concluso – per la prontezza e l’efficienza messe subito in campo. Con una nuova mentalità e un sapiente gioco di squadra tra pubblico e privato, la Calabria – conclude Succurro – è sempre più protagonista». (rcs)

UN’OSPITALITÀ INNOVATIVA E SOSTENIBILE
BORGHI STORICI: ECCO L’ALBERGO DIFFUSO

di FABRIZIA ROSETTA ARCURI – È utile sottolineare l’importanza degli alberghi diffusi come elementi chiave nella conservazione e nella promozione delle radici storiche e culturali dei borghi, offrendo esperienze autentiche che vanno al di là della semplice vacanza. Gli alberghi diffusi vanno oltre il concetto di semplice ospitalità, diventando autentici custodi dell’anima dei borghi storici. In netto contrasto con i “non luoghi” descritti da Marc Augé, questi luoghi incantati di ospitalità incarnano una connessione viva con la storia, la cultura e l’autenticità delle comunità che abbracciano.

Ogni pietra racchiude millenni di narrazioni e offrono una prospettiva unica, permettendo una comprensione intima della vita e delle tradizioni locali.
Attraverso il restauro degli edifici, diventano il cuore pulsante delle economie locali, coinvolgendo gli abitanti nella conservazione e nel passaggio delle tradizioni. Oltre ad essere luoghi di soggiorno, questi alberghi incarnano autenticamente la storia e la cultura locali, trasmettendo autenticità in ogni dettaglio architettonico, simboli di un’ospitalità innovativa e sostenibile. E le esperienze offerte nutrono la mente e l’anima, lasciando memorie indelebili in chi li visita.

L’albergo diffuso, in costante crescita nel settore turistico, si configura come una risposta alle crescenti esigenze di un turismo sempre più attento all’esperienza e alle peculiarità dei luoghi visitati. Si adatta a forme come il turismo slow, che valorizza la scoperta lenta e autentica, e propone un’accoglienza e un’ospitalità mirate a soddisfare queste nuove tendenze di viaggio, offrendo coinvolgenti immersioni nella cultura locale.

La sostenibilità è un pilastro fondamentale nel funzionamento degli alberghi diffusi, rappresentando un impegno tangibile verso la conservazione dell’ambiente e delle risorse locali. Queste strutture adottano pratiche eco-sostenibili, come l’uso di energie rinnovabili, materiali riciclati e riduzione degli sprechi. Inoltre, promuovono un turismo responsabile, incoraggiando i visitatori a interagire rispettosamente con l’ambiente circostante. Quest’approccio protegge l’ecosistema locale e offre agli ospiti la possibilità di vivere un’esperienza turistica unica, unendo la scoperta della storia e della cultura del luogo alla sensibilità ambientale. I viaggiatori diventano attori attivi di un turismo responsabile e consapevole, contribuendo alla conservazione della biodiversità e del patrimonio del territorio. In questo modo, la sostenibilità diventa non solo un valore aggiunto, ma una parte essenziale dell’identità e dell’attrattiva degli alberghi diffusi.

Questa evoluzione rappresenta un trend in costante ascesa nel settore dell’ospitalità, evidenziato dall’aumento della domanda verso piattaforme di alloggio alternative come Airbnb. Questo fenomeno indica un significativo cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori riguardo al loro luogo di soggiorno.

La collaborazione sinergica tra enti pubblici e privati, sostenuta attivamente dalla partecipazione e dal coinvolgimento della comunità, costituisce il motore trainante per lo sviluppo delle strutture ricettive in generale.

I comuni, le associazioni locali e tutti gli attori del territorio fungono da promotori di queste iniziative. È cruciale diversificare le fonti di finanziamento: investimenti privati, fondi pubblici non solo per il turismo ma anche per sostenere l’imprenditoria locale e agevolazioni fiscali sono essenziali. L’impegno degli enti pubblici nel semplificare l’accesso a questi finanziamenti e nell’offrire agevolazioni fiscali è fondamentale per attrarre investimenti esterni e garantire la stabilità finanziaria e il successo dell’investimento. Inoltre, le amministrazioni possono agevolare la partecipazione a bandi sovvenzionati, offrendo consulenza per accedere ai fondi destinati allo sviluppo economico locale. Questa cooperazione non solo promuove lo sviluppo delle imprese locali, ma si integra profondamente con il tessuto sociale e culturale della comunità. L’attiva partecipazione e il coinvolgimento della comunità costituiscono pilastri essenziali per la solidità autentica degli alberghi diffusi, garantendo la loro continuità e l’integrazione nel contesto dell’intero territorio.

In Italia, da nord a sud, dai monti alle isole, emergono esempi di successo che valorizzano la bellezza e l’autenticità di luoghi unici. L’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi promuove questa forma di ospitalità unica, offrendo una scoperta autentica dei territori attraverso le voci dei suoi gestori. ‘Trulli Holiday’ nella suggestiva Valle d’Itria , in Puglia, offre l’opportunità unica di vivere in un trullo, mentre ‘Scicli Albergo Diffuso’, In provincia di Ragusa, richiama l’atmosfera di Montalbano. ‘Borgo Ospitale a Rotonda’, nel Parco Nazionale del Pollino, rappresenta un’immersione nelle bellezze naturali e culturali della zona. E ancora, in Calabria, solo per citarne alcuni che offrono esperienze autentiche e indimenticabili, immergendosi nei colori, nei profumi e nei gusti tipici di questa terra, troviamo il suggestivo ‘Borgo dei Greci’ a Buonvicino, ‘Eco Belmonte’ a Belmonte Calabro, la Casa Albergo ‘Il Nibbio’ a Morano Calabro, tutti in provincia di Cosenza, e ‘Il Miglio’ nel centro storico di Miglierina, Catanzaro.

La riapertura di porte e finestre nei borghi storici rappresenta la rinascita di comunità millenarie. Questi gesti vanno oltre la ristrutturazione degli edifici: risvegliano storie, tradizioni e memorie secolari, invitando a riscoprire un patrimonio culturale unico. È più di un atto fisico: simboleggia un legame col passato, offrendo nuove prospettive e infondendo nuova vitalità sociale sia per i residenti che per i visitatori. È una metafora visiva di un’imminente rinascita, trasmettendo un messaggio di speranza e rinnovamento ed è cruciale che la comunità, soprattutto le nuove generazioni, creda e valorizzi questo patrimonio. Gli alberghi diffusi non sono solo simboli di ospitalità innovativa, ma incarnano la speranza e la vitalità di una comunità che celebra la propria storia, permettendo a chiunque li visiti di connettersi con l’essenza di queste terre. In contrasto con i “non luoghi” descritti da Marc Augé, questi luoghi offrono una prospettiva unica: un’identità vera e profonda, plasmata dalla storia, cultura e autenticità della comunità che li abita. (fra)

L’OPINIONE / Giovanni Giordano: Senza vero rinascimento del Mezzogiorno non rinasce l’Italia

di GIOVANNI GIORDANODefinitivamente archiviata la lunga estate e finalmente aperte le porte alla stagione invernale, è opportuno, per noi di Confapi e Maavi, fare qualche considerazione. Il primo dato rilevante è che il settore turistico non solo è in vita, ma gode anche di ottima salute!

Il trend dei primi sette mesi dell’anno è stato straordinario, salvo poi avere una significativa frenata, da agosto in poi, a causa di tristi eventi climatici seguiti da un’inflazione record, dal caro voli e dalla complicata questione del personale mancante. Un nodo, quest’ultimo che in alta stagione ha fatto fibrillare non poco l’intero settore. Stranamente sono stati gli stranieri i veri protagonisti della stagione estiva passata, trainando la ripresa del turismo e colmando – in un certo senso – il divario negativo dei flussi domestici orientati, invece, verso mete turistiche meno costose rispetto all’Italia. Le presenze straniere nei mesi tra giugno e agosto hanno raggiunto cifre ragguardevoli confermando l’Italia, e non solo il Sud, come meta ricercata dai turisti di tutto il mondo. Bando comunque a facili trionfalismi, resta indispensabile, ancor di più, un approccio pragmatico per capire cosa non ha funzionato e cosa fare per far ripartire al meglio la macchina turistica non ancora settata ai livelli pre-pandemici.

A nostro avviso vogliamo evidenziare – fra i tanti – tre punti essenziali da eseguire: un tavolo operativo di concertazione e programmazione permanente, sia a livello regionale che nazionale e con la presenza opportuna di tutte le rappresentanze del settore; ripensare tutto lo sviluppo dell’Italia e soprattutto del Sud in ottica turistica. Promuovere le professioni vecchie e nuove del turismo, definendo i ruoli specifici di ciascuno e rivedendo i contratti dei lavoratori del turismo in una prospettiva di miglioramento e di adeguamento agli standard europei, per rendere anche più appetibili le stesse professioni.

Nello stesso tempo, non si può non alleggerire fiscalmente le imprese del settore e in particolari quelle stagionali soffocate da una esagerata e asfissiante pressione fiscale. Questi aspetti tecnici non sono dati secondari per la crescita turistica del nostro Paese. Essere una terra unica per bellezza, come confermato di recente al Forum Internazionale del Turismo di Baveno, non è più sufficiente, anche se oltre tale dato si aggiunge il fatto che il nostro Paese è tra quelli in cui tutti vorrebbero abitare. Le condizioni bioclimatiche sono uniche al mondo per effetto di una straordinaria biodiversità rappresentata per esempio da 7000 differenti vegetali, 58000 specie di animali, 1800 vitigni, 997 tipi di mele, 140 tipi di grano. L’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico e culturale, il rimanente 30% è sparso nel resto del pianeta. In poche parole, ci troviamo in un paradiso unico e sembriamo non accorgercene, dimostrando scarso apprezzamento e rispetto verso il nostro Paese. A questo si aggiunge la condizione claudicante in cui imperversa sempre il Meridione e in particolare la Calabria. Se da una parte il Pnrr ci viene in soccorso dall’altra sta a noi non sprecare questa ultima occasione.  

La presenza della Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Métsola, nelle aree del Sud, può essere un segno di vicinanza e di una volontà politica verso le regioni più in difficoltà. 

È da qui che deve partire il cambio di rotta, con un Mezzogiorno d’Italia finalmente risanato da una cultura spesso arcaica, recuperato da una esasperata differenza infrastrutturale e definitivamente unificato al resto del Paese, superati gli sterili antagonismi.

Senza un visibile rinascimento del Mezzogiorno non ci potrà essere un completo rinascimento dell’Italia.

È il momento di costruire un nuovo futuro per tutti. Custodire la nostra terra è il primo gradino tangibile della volontà di contribuire per parte nostra anche alla custodia dell’umanità e – di conseguenza – dell’intero creato. Voltare pagina è imperativo. (gg)

[Giovanni Giordano è Vicepresidente Nazionale Confapi Turismo e Cultura, Presidente Confapi Turismo e Cultura Calabria e Delegato Regionale MAAVI  (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane]

IL MARE CALABRESE “RAPISCE” I TURISTI
IL 43% DECIDE DI TORNARE IN REGIONE

di FRANCESCO CANGEMII turisti che giungono in Calabria preferiscono il mare, in particolare quello di Vibo e di Drapia. Il dato è emerso durante il “Focus group per la lettura condivisa dei dati sul turismo per la pianificazione, lo sviluppo e il monitoraggio del territorio Calabria” organizzato da Unioncamere Calabria, in collaborazione con le Camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Cosenza e Reggio Calabria, nell’ambito delle iniziative previste dal progetto “Sostegno del turismo” del Fondo di perequazione 2021-22, con il supporto tecnico-scientifico di Isnart, Istituto nazionale ricerche turistiche.

L’indagine svolta da Isnart per conto di Unioncamere e di Unioncamere Calabria, nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del turismo delle Camere di commercio, ha investito nel corso dell’estate un campione di 1253 visitatori italiani e stranieri (che hanno alloggiato sia in strutture ricettive che in abitazioni private) durante il loro soggiorno nella regione al fine di rilevare i comportamenti turistici e di consumo.

Secondo i primi risultati d’analisi, nell’estate 2023 la motivazione balneare si mantiene al primo posto (54%), seguita da quella culturale (30,4%; in linea con la media Italia).

Riguardo i canali di comunicazione, il ruolo forte di internet nella scelta del soggiorno (48%) si allinea al dato medio Italia; si rileva, come di consueto, un marcato fenomeno di repeating, cioè chi ritorna, (43,1%; quota, in proporzione, superiore alla media nazionale del 15%).

Una volta a destinazione, l’88,4% dei turisti fa gite al mare; il 48%, complice la natura anche montuosa della regione, si gode escursioni e gite nel verde. Seguono le attività culturali come visite ai centri storici (31,3%) ed a musei e mostre (13,4%).

Interessanti anche un 18% che si dedica allo shopping, “oliando” il sistema economico regionale, un 17% alle degustazioni enogastronomiche ed un 16% che partecipa alla rassegna di eventi tradizionali e folkloristici nel territorio (+12,4% sulla media Italia), rafforzando l’importanza del prodotto “cultura” nel periodo estivo, più congeniale.

In linea con quanto registrato a livello nazionale, nel 2023 si spende di più per l’alloggio (66,4 euro), diminuisce la spesa media giornaliera per gli altri beni e servizi acquistati sul territorio (51,4 euro).

L’interesse per il turismo balneare nella provincia ionica di Catanzaro si attesta a quota 13,3%. In questo caso, spicca un turismo abituale ovvero che è solito far ritorno nella località scelta: il 36,4% è ospite di amici e parenti, l’11% sceglie la località in base alla vicinanza geografica. Da notare che Catanzaro è percepita dai turisti come la provincia ideale per godersi una vacanza di relax (15,4%).

Anche la provincia di Cosenza attrae principalmente per il suo litorale (46%) ma anche per il patrimonio culturale (26%). Differentemente da Catanzaro, in questo caso incide maggiormente un turismo attivo e consapevole: la quota che è cliente abituale di una struttura ricettiva è pari al 38,3%.

Internet veicola le scelte del 38% dei turisti, oltre la metà (54%) torna a seguito di una piacevole esperienza trascorsa nella provincia.

A destinazione, si amplia l’interesse per gli aspetti naturalistici: non solo mare (9 turisti su 10) ma escursioni e gite in generale (61,1%).

Mare (60,3%), enogastronomia (38%) e cultura (33,1%) sono le motivazioni principali dei turisti in visita nella provincia di Crotone. Interessante il fatto che venga indicata come la destinazione ideale per chi ha bambini piccoli con sé (17%), rendendo appetibile il target “famiglie”.

La provincia di Reggio di Calabria registra l’interesse provinciale più marcato per mare (85,3%), cultura (63%), natura (43%) e shopping (17,2%).

Parlando di canali di comunicazione, appare predominante il peso di Internet, il quale influenza il 75,4% dei vacanzieri (quota provinciale più alta).  Parlando delle attività svolte a destinazione, è assai rilevante il “peso” dello shopping (56%).

Anche la provincia di Vibo Valentia attrae per il litorale (66,2%), il patrimonio arti-stico-monumentale (36,3%) e quello naturalistico (12,3%); emerge un interesse trasversale per eventi (14%) e divertimenti (11%), il che può contribuire a potenziare l’attrattività dell’offerta territoriale.

Isnart, attraverso la “Location intelligence”, un nuovo strumento per l’osservazione e la mappatura dei fenomeni turistici, che analizza i big data geo-spaziali per identificare le differenti tipologie del turista sulla base di interessi e preferenze (culturale, enogastronomico, naturalistico, sportivo o spirituale) ha sti-lato anche una prima graduatoria di livello nazionale che mette in risalto l’interesse per le attività svolte nei comuni calabresi.

Dall’analisi, emerge che il comune di Drapia (Vv) si posiziona al 5° posto nella graduatoria nazionale dei comuni cosiddetti “Family & Kids”; numerosa, in questo caso, la presenza di villaggi che offrono servizi dedicati al target “famiglie”.

Il Comune di Pizzo si posiziona al 18° posto tra i Comuni del Sud (isole escluse) classificati nel cluster “enogastronomia” grazie al suo famoso “tartufo”.

Il Comune di Reggio di Calabria è 10° nel cluster “sport” e 17° nel “cultura”, merito in primis dei Bronzi di Riace conservati nel Museo archeologico nazionale.

«Si conferma, attraverso la lettura dei risultati dell’indagine presentata, la forte incidenza turistica dei “repeater”, ovvero coloro che ritornano in Calabria (43%) – commenta Antonino Tramontana, presidente di Unioncamere Calabria – dato nettamente superiore al 15% della media nazionale. Internet influenza, inoltre, la scelta di quasi 1 turista su 2 (48%), quota che sale al 75,4% nel caso di Reggio Calabria. In linea con il dato medio nazionale, l’estate 2023 si caratterizza ad ogni modo per una spesa maggiore per l’alloggio (66,4 euro) che ha influenzato i consumi sul territorio (51,4 euro). Consumi, a macchia di leopardo, sui territori: si spende di più per acquisti di beni e servizi in provincia di Reggio Calabria, di meno in quei di Cosenza dove, però, è maggiore l’incidenza di chi soggiorna in strutture ricettive».

«Il focus group ha inteso costituire un importante momento di condivisione tra i diversi portatori d’interesse del territorio sulle strategie prioritarie per lo sviluppo del sistema turistico regionale e per la qualificazione dell’offerta – aggiunge Tramontana – nonché un’opportunità di riflessione anche sull’azione di supporto che viene resa disponibile da parte del sistema delle Camere di commercio calabresi».

«Al fine di valorizzazione la messa a sistema delle risorse e delle competenze in tema di sostegno al Turismo regionale – conclude il presidente – diventa cruciale la capacità di stringere collaborazioni strategiche tra le Istituzioni, proprio in questa direzione Unioncamere Calabria ha sottoscritto due protocolli d’intesa con i Dipartimenti regionali Sviluppo Economico e Attrattori Culturali e Territorio e Tutela dell’Ambiente». (fc)

Nella Locride senza adeguati collegamenti c’è poco turismo

di ARISTIDE BAVA –  Uno dei problemi  più gravi che esiste sul  territorio della Locride è, certamente, quello della mancanza di adeguati collegamenti cosa che, soprattutto dal punto di vista turistico, continua a frenare lo sviluppo dell’intera zona. E stiamo parlando di collegamenti di ogni tipo a partire da quelli ferroviari.

Questa cronica mancanza di collegamenti è stata più volte evidenziata dagli operatori turistici che sono i primi che, soprattutto in occasione delle annuali Borse del Turismo, sono costretti ad ascoltare le lagnanze dei Tour Operator italiani e stranieri. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, poi, anche i costi di treni, e soprattutto degli aerei, cominciano a lievitare sensibilmente e pesano non solo per gli studenti che si trovano fuori sede o per i cittadini che lavorano altrove e vogliono passare questo importante periodo con familiari e amici ma anche per tanta gente che vorrebbe arrivare nella Locride per le vacanze.

D’altra parte non è che affrontare un viaggio verso la Calabria sia facile. Arrivare in auto spesso è difficile per le solite precarie condizioni delle strade e anche l’arrivo in treno (a Rosarno, a Gioia Tauro o a Lamezia) deve combaciare con collegamenti con pullman che sono molto risicati o  con mezzi di fortuna e/o amici che devono poi provvedere a farli arrivare nella fascia ionica reggina. E spesso sono in molti i forestieri che rinunciano alle loro vacanze in Calabria. In effetti il problema dei mancati collegamenti ferroviari, stradali o aerei  penalizza fortemente il territorio, questo è ormai indiscutibile.

Un problema che comincia ad essere molto pesante soprattutto in periodi lontani da quello estivo durante il quale  qualche collegamento in più, sia aereo che ferroviario, esiste.  Un problema che è viene evidenziato, sempre più spesso, dai Tour Operator, perché, paradossalmente, sono molti i turisti che ormai puntano su un turismo diverso, quello ambientale, che punta sui borghi antichi sulle potenzialità enogastronomico, sugli aspetti culturali. Quello, per intenderci, che proprio un territorio come questo della Locride non ha alcuna difficoltà ad offrire. Ed è, quindi un vero peccato che si debba  fare ancora i conti con la mancanza di adeguati collegamenti.

La stessa SS. 106, in questa fascia di territorio continua a rimanere l’eterna incompiuta, malgrado le tantissime promesse e le varia rassicurazione che periodicamente vengono fatte per tacitare gli assurdi ritardi che l’agognato completamento si porta appresso. Così come è un assurdo che una zona a larga vocazione turistica come questa della Locride non sia servita di treni a lunga percorrenza.

Il territorio si salva in qualche modo ma le presenze rimangono ancora limitate rispetto alle sue enormi possibilità  perché è appetibile e ricco di risorse di vario genere, ma riteniamo che questo problema debba essere preso in seria considerazione. Bisogna certamente fare qualcosa di concreto anche in fatto di costi. E non solo per i “ritorni” della nostra gente ma anche e soprattutto adesso   che molti turisti stanno scoprendo il territorio della Locride e con esso le grandi potenzialità della Calabria. (ab)