Vertenza Fincalabra, Cgil, Cisl e Uil: Bene impegno di Orsomarso per risolvere problema in tempi brevi

Revoca del provvedimento adottato e il ritiro delle lettere recapitate a quindici dipendenti, facendo presente che esistono diversi percorsi alternativi esplorabili e praticabili attraverso il dialogo con il sindacato. È questa la richiesta avanzata da CgilCislUil Calabria al tavolo di confronto convocato a Catanzaro dall’assessore regionale al Lavoro Fausto Orsomarso, sulla vertenza Fincalabra riguardante la procedura di mobilità di parte dei dipendenti ex art. 25 D.L.vo 175/2016.

Al termine dell’incontro, i segretari generali regionali Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno espresso soddisfazione di fronte alla posizione dell’assessore Orsomarso che ha sostenuto l’assenza di una volontà di arrivare al licenziamento dei quindici dipendenti, impegnandosi a risolvere la problematica in tempi brevissimi, tenendo aperto il confronto con le Oo.Ss. (rcz)

Santo Biondo (Uil Calabria): Il Commissario Longo chiarisca su lentezza nel vaccinare personale sanitario

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha chiesto che il Commissario ad acta, Guido Longo, intervenga «per chiarire l’evidente corto circuito che si sta verificando nella nostra regione, sui dati relativi al processo di immunizzazione degli operatori sanitari».

«Che con l’arrivo delle prime dosi di vaccino – ha detto – non avremmo sconfitto la pandemia, lo sapevamo. Il tratto di strada per l’uscita dal tunnel, purtroppo, è ancora lungo».

«Tuttavia – ha proseguito – per evitare che la sfiducia abbia la meglio sulla speranza. In Calabria occorre, da parte della struttura commissariale, una parola di verità ufficiale, in ordine al numero di dosi di vaccino, che sono state somministrate al personale sanitario calabrese. Se l’andamento del dosaggio è lento, devono essere conosciute le ragioni di questa lentezza. Così come dalle nostre parti più che altrove, non ci possono essere dubbi sul numero di dosi inoculate». (rrm)

Uil sui precari Lsu/Lpu : i Comuni predispongano subito i concorsi

Con una nota a firma del segretario generale regionale Santo Biondo e del segretario generale regionale Uiltemp Gianvincenzo Petrassi, la Uil Calabria sollecita i COmuni a predisporre in tempi brevissimi i concorsi per stabilizzare i lavortaori precari ex LSU/LPU.

«Quello è accaduto in questi giorni per la stabilizzazione degli ex Lsu-Lpu calabresi – si legge nella nota – , ha assunto la forma di un vero e proprio pastrocchio all’italiana. La sorte di questi lavoratori non può scadere nel terreno della lotta politica, la proroga dei contratti fino al 31 marzo del prossimo anno non è e non può essere la soluzione per questi lavoratori che sono diventati fondamentali per la nostra pubblica amministrazione.

Ne è emerso l’ennesimo caso in cui i vari pezzi delle Amministrazioni pubbliche, procedendo in ordine sparso, hanno reso complicato ciò che complicato non doveva essere, ed il buon risultato del dicembre 2019, ossia le deroghe normative per consentire la stabilizzazione dell’intero bacino, non è stato appieno sfruttato per mettere la parola fine su una vergognosa vicenda che si trascina ormai da un paio di decenni.

Non dimentichiamo che, come previsto dalla stessa Legge di stabilità per il 2020, già nei primi mesi dell’anno, dovevano essere emanati i conseguenti atti amministrativi per consentire le procedure selettive e concorsuali, così come previsti dalla normativa per l’accesso ai ruoli della Pubblica amministrazione.

Ovviamente, ben sappiamo come l’emergenza pandemica ha colpito improvvisamente e con durezza il nostro paese, ma sinceramente, emanare i bandi di reclutamento e le relative procedure a metà dicembre ci sembra francamente poco legato all’epidemia e forse più connesso alla congenita attitudine tutta nostrana di fare le cose all’ultimo minuto. Con l’aggravante che il Ministero della Funzione Pubblica, in questo caso, è riuscito a sovrapporre l’emergenza lavorativa all’emergenza sanitaria in corso.

Se da un lato molti Comuni si sono attrezzati autonomamente, provvedendo ad espletare le procedure selettive nel corso dell’anno, altri lo stanno facendo, altri ancora non hanno potuto o saputo, ed ora sono in forte affanno, rispetto alle tempistiche divenute ormai stringenti, nonostante gli emendamenti presentati ieri al milleproroghe le estendano di qualche mese.

Anche in questi diversi casi, c’è chi sostiene una differenza di trattamento in ordine alla durata del contributo che gli enti percepiranno, quadriennale o fino a quiescenza.

C’è poi il problema degli Lpu, finanziariamente a totale carico della Regione, per i quali ancora oggi qualcuno avanza dubbi di equiparazione normativa ed economica, benché la cosa sia stata superata da tempo e con consolidati interventi normativi in tal senso.

Il risultato di tutto questo guazzabuglio andrà affrontato e risolto nei prossimi tre mesi, il tempo massimo che è stato concesso per definire la stabilizzazione dell’intero bacino.

Per questo avanziamo il pressante appello affinché ognuno faccia la sua parte con responsabilità.

In primo luogo i Comuni che dovranno procedere ad espletare le procedure selettive e concorsuali al piu’ presto e recuperare il tempo perduto.

I Ministeri della Funzione Pubblica, del Lavoro e la Regione Calabria, interloquiscano fattivamente per limare tutte le questioni giuridiche sul tavolo, senza lasciare indietro nessuno.

Infine, tutta la deputazione calabrese e non solo qualcuno, come successo in questi ultimi giorni, perché si mantenga l’impegno nel prevedere l’aumento dei fondi che consentano un orario lavorativo dignitoso di almeno 26 ore.

Insomma, non ci si ritrovi, trascorsi anche questi ulteriori tre mesi, ad affrontare gli stessi errori o gli stessi dubbi.

In tutto questo la UIL e la Uiltemp Calabria, come fatto anche nelle ultime settimane, saranno parte attiva affinché davvero si possa chiudere la vertenza in maniera positiva per tanti lavoratori e lavoratrici calabresi». (rp)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: La politica difenda il futuro della Calabria

Con alle porte l’arrivo dell’anno nuovo, Cgil CalabriaCisl CalabriaUil Calabria, in una nota congiunta a firma di Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, Tonino Russo, segretario generale Cisl Calabria e Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria, hanno ribadito che «l’anno che si sta concludendo è stato complicato per il Paese e, in particolare, per la Calabria».

«La nostra regione, infatti – hanno aggiunto – ha dovuto fronteggiare lemergenza sanitaria da una postazione più complicata rispetto a tante altre regioni italiane a causa dellinefficienza del suo Servizio sanitario regionale». 

«Durante il 2020, poi – hanno detto i segretari generali – il confronto con lamministrazione regionale è stato discontinuo e caratterizzato dallemergenza Coronavirus, segnato dalla morte prematura della presidente Jole Santelli. La condizione difficile della nostra regione esige, soprattutto da parte di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica regionale, un confronto proficuo e serrato con le forze sociali e produttive nel lavoro di risoluzione delle tante, troppe, problematiche ancora irrisolte in Calabria».

«Il precariato storico – continua la nota – la sete di lavoro e sviluppo, la cura dellambiente e del dissesto idrogeologico, l’innovazione tecnologica, le riforme istituzionali, i nodi della forestazione, quelli della sanità, la riprogrammazione del Programma operativo regionale, sono tutte richieste avanzate da Cgil Cisl Uil Calabria, che sono rimaste inevase. La Calabria, purtroppo, rimane la regione con il disagio sociale più alto. Il Covid-19, poi, ha messo in evidenza le inefficienze del Sistema sanitario calabrese».

«In questo momento di passaggio – hanno detto ancora i sindacati –riteniamo doveroso rivolgere il nostro ringraziamento a tutti i rappresentanti delle categorie più esposte  al rischio contagio, dai sanitari, al personale scolastico alle forze dellordine, alle lavoratrici e ai lavoratori della grande distribuzione, delligiene ambientale, dei trasporti e dei servizi pubblici essenziali, che diuturnamente hanno prestato il loro prezioso servizio il loro lavoro per la cura e la sicurezza dei calabresi, per la crescita dei nostri ragazzi e, in generale, per il funzionamento della macchina calabrese a servizio della cittadinanza».

«Il Servizio sanitario regionale, in un caos devastante – hanno detto Sposato, Russo e Biondo – è uscito sconquassato dallemergenza pandemica e ha finito per mostrare al mondo il buco nero dei conti, sul quale crediamo sia giunta lora di individuare le responsabilità e sanzionare chi ha causato lo sfascio del sistema: un intervento necessario per dare un segnale a chi si appresta a gestire la macchina amministrativa regionale con il peso dellarretratezza strutturale e dellincapacità del suo ceto dirigente, quanto di quello capitolino, di gestire una partita delicata qual è stata quella della nomina del nuovo commissario ad acta per il piano di rientro».

«In questo magmatico contesto – continua la nota – Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno fatto quello che era giusto fare: presentare un esposto nelle mani del Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, chiedendo allo stesso di fare piena luce sugli interessi in gioco e individuare i responsabili di un simile sfascio. A ciò si aggiunge il caos politico di questi ultimi mesi».

«La Calabria – hanno spiegato – si appresta a vivere una nuova tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale scontando una carenza di confronto disarmante. Ciò che ci preoccupa è la totale assenza di programmi più che quella di candidati pronti ad assumersi lonere di guidare una terra dalle mille contraddizioni. Alla politica chiediamo di aprire con immediatezza un confronto sui contenuti, sui programmi per il rinnovamento politico ed il rilancio economico e sociale della Calabria. Un confronto che sia scevro dalla retorica del passato, che sia capace di mettere al centro della discussione i temi del rinnovamento etico e morale della classe dirigente, di mettere al centro limpegno anti ndrangheta, e sia in grado di prospettare un futuro certo e migliore per le calabresi ed i calabresi e per dare una possibilità di resilienza ai nostri giovani».  

«In una fase assai delicata – prosegue la nota – in cui la politica ha dimostrato difficoltà nel gestire la seconda ondata della pandemia da Covid-19 preferendo, durante il periodo estivo, tergiversare piuttosto che approntare la macchina dellemergenza per reggere allurto del Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno svolto un ruolo significativo prima con la sottoscrizione di diversi protocolli di sicurezza e, dopo, con lavanzamento di proposte concrete per favorire la ripartenza del sistema Italia». 

«Purtroppo – hanno detto ancora i segretari generali – la classe politica di governo italiana, con il quale il Sindacato è tornato a scontare delle serie difficoltà di confronto, continua a mostrarsi non adeguatamente attenta e non concentrata sulle reali necessità del Paese e rischia di non decidere su questioni importanti per il futuro della Nazione quale possono essere la gestione del Next generation Eu e del Recovery plan». 

«Anche per questo, anzi soprattutto per questo – hanno sottolineato – è necessario che la Calabria si doti di una classe politica in grado di avviare una interlocuzione costruttiva con il Governo al fine di imporre allo stesso una grande strategia di sviluppo della nostra regione. Una strategia, che non dimentichi le tante opere pubbliche incomplete o incompiute e già finanziate che, se sbloccate, possono mettere in moto una leva occupazionale importante. Una strategia che punti al miglioramento dell’assetto viario – stradale, ferroviario e aereo – di una regione che sente forte la necessità di connettersi con il resto del Paese e proiettarsi verso l’Europa ed il mondo senza difficoltà».

«La Calabria – hanno evidenziato – ha bisogno di una strategia che sia in grado di difendere il suo ambiente da un dissesto idrogeologico devastante e, allo stesso tempo, proiettare le strutture scolastiche verso un futuro di efficienza e modernità. Ma, soprattutto, questa regione sente forte la necessità di una nuova stagione concorsuale, finalizzata ad irrobustire una pubblica amministrazione regionale appesantita da un turnover bloccato da ormai troppo tempo».

«Sul tappeto ci sono tante occasioni – hanno detto ancora –. Di certo, dovremmo portare a compimento unattenta azione di stimolo e proposta sulla riprogrammazione del Por Calabria 2014/2020 e sulla programmazione di quello in fieri, tutto al fine di evitare lo sperpero delle risorse in mille rivoli clientelari e, invece, puntare su pochi e ben definiti progetti di sviluppo e crescita come il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali della nostra regione. La pandemia potrebbe essere unoccasione per ripartire, per farlo, però, è necessario che la classe politica, nei fatti, si dimostri in grado di fare squadra con le parti sane della società calabrese. Ci prepariamo al 2021 con la consapevolezza che sarà un anno difficile». 

«Il confronto all’interno del partenariato economico e sociale  – continua la nota – il luogo deputato alla discussione informata e di merito, il ragionamento e il lavoro sinergico di tutte le forze sane di questa regione la discussione, devono essere gli strumenti utili per avanzare proposte serie e realizzabili, al fine di rimettere in moto il motore produttivo e sociale della Calabria». 

«Cgil, Cigl e Uil Calabria – hanno concluso – accentueranno lazione di confronto unitario al fine di chiedere alla politica di scendere in campo per difendere il futuro della Calabria». (rcz)

 

Grande successo per l’iniziativa di solidarietà ‘Buste piene di felicità’ dell’Adoc Calabria

Con la consegna di oltre 160 buste piene di felicità, si è conclusa, con successo, la campagna di solidarietà promossa dall’Adoc Calabria, guidata dalla presidente regionale Marilina Pizzonia e che ha raccolto grande partecipazione.

L’Ente, con il contributo fattivo della Uil Calabria, ha consegnato le buste a Cosenza, alla casa di accoglienza per ragazzi delle Suore minime della Passione. A Paola, invece, le buste e uno scatolone di giochi hanno raggiunto il locale orfanotrofio.

A Catanzaro, poi, l’iniziativa dell’Adoc Calabria ha portato la solidarietà natalizia presso la Caritas della Parrocchia Madonna di Pompei e Santa Maria Goretti. A Lamezia Terme, ancora, le buste sono state consegnate presso la Parrocchia di San Francesco di Paola insieme a pacchi contenenti alimenti.  La sede Adoc di Vibo, invece ha consegnato le buste alla Parrocchia San Nicola San Michele di Maierato e alla Parrocchia Madonna delle Grazie a Sant’Onofrio.

Sono state, poi, consegnate al “Siproimi” di Bianco e all’Associazione culturale scientifica “Inside” alcune delle buste raccolte presso la sede Adoc di Reggio Calabria, i cui responsabili hanno consegnato il resto delle buste alla parrocchia di San Francesco di Catona.

«Qualcosa che tenga caldo come sciarpe, o guanti, una cosa dolce, un passatempo, un prodotto per l’igiene e un pensiero col cuore. Tutto sistemato in una busta per la gioia di chi la riceverà». Erano queste le poche istruzioni dell’Adoc Calabria, per riempire una busta e donarla ai più bisognosi. Presso le sedi provinciali dell’Adoc, grazie alla solidarietà di tanti cittadini calabresi, sono arrivate decine di buste di ogni tipo.

«Una manifestazione di interesse e solidarietà – ha detto Marilina Pizzonia – che ci hanno letteralmente spiazzato, rendendo felici già noi. Siamo soddisfatti per la riuscita dell’iniziativa e ci stiamo preparando per nuovi momenti di vicinanza e supporto a chi in Calabria vive in povertà». (rrm)

Pierpaolo Bombardieri (Uil): «Sono cresciute le distanze fra Nord e Sud»

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, è intervenuto nel corso dell’incontro dell’esecutivo regionale della Uil, introdotto dal segretario regionale Santo Biondo, sottolineando che «le distanze tra Nord e Sud del Paese sono cresciute, così come le disuguaglianze».

«Davanti a tutto questo – ha aggiunto – noi abbiamo avanzato risposte concrete ma, sino ad oggi, il governo ha risposto solo con tante chiacchiere. La pandemia, purtroppo, ha accentuato questo stato di cose. Non riesco, però, ad accettare che in Calabria si sia deciso di realizzare degli ospedali da campo come se fossimo in un territorio piegato da una guerra. Questo mi indigna, così come mi indigna il ritardo di venti giorni accumulato per la nomina del commissario alla sanità. La nostra azione, a Roma come a Catanzaro, deve essere indirizzata a dare un segnale preciso a chi ci governa, per dire alla politica che ciò che accade in Calabria ci interessa e ci indigna, che è arrivato il momento di cambiare le cose, di avere una idea precisa del futuro di questo Paese».

Il segretario generale, nel suo intervento conclusivo, ha spaziato dai temi nazionali a quelli regionali, passando in rassegna tutte le vertenze aperte per la risoluzione delle quali la Uil sta spendendo le proprie energie.

«Siamo sempre dalla parte giusta – ha detto Bombardieri – pretendiamo sempre di dire la nostra, pretendiamo che il Governo presti la massima attenzione ai lavoratori, ai giovani, alle donne, ai pensionati, ai più deboli. E in questo pensiamo di aver fatto quello che voi avreste voluto». 

Durante il suo intervento conclusivo dei lavori dell’esecutivo regionale della Uil Calabria, il Segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha affrontato temi nazionali: dalla scuola che «dovrà essere riaperta solo nella massima sicurezza», al Recovery Fund, passando per la riforma degli ammortizzatori sociali e dalla manovra, senza trascurare le pensioni ed il rinnovo dei contratti «perché innalzando la qualità del lavoro, elevando i diritti dei lavoratori, tu migliori il Paese e rimetti in moto i consumi», o la riforma degli ammortizzatori sociali. 

Quello con il Governo è un confronto che, spesso, non trova riscontro.

«Noi avvertiamo – ha detto Bombardieri – che nel Paese c’è insofferenza, che cresce la voglia di cambiamento, si avverte la necessità di nuovi investimenti, di una politica economica nuova, keynesiana, mentre a Palazzo Chigi di keynesiano mi pare che ci sia solo la moltiplicazione delle poltrone e non degli investimenti. Nella manovra, che noi abbiamo chiesto di modificare sostenendo diversi emendamenti, non c’è nulla per il lavoro, non c’è nulla per i giovani, non c’è una prospettiva di Paese. Siamo ancora alle chiacchiere e tutto questo è insostenibile».

L’esecutivo regionale della Uil Calabria, poi, ha girato al proprio segretario generale le istanze del territorio calabrese: da una forestazione che rischia di estinguersi, ad una sanità ancora incapace di curare, da un commercio in netta difficoltà davanti alle restrizioni da Covid, ad un tessuto sociale debole e disgregato.

Tutte istanze che sono state raccolte e rilanciate dal segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, durante il suo intervento.

«In questa fase – ha detto Santo Biondo – stiamo notando una disattenzione da parte del Governo rispetto ai problemi del Mezzogiorno e, in particolare, della Calabria. A questa terra servono investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, servono ospedali di cemento armato per curare i malati e combattere il Covid. Invece, ancora una volta, siamo costretti ad evidenziare, con preoccupazione crescente, la disattenzione della politica».

«Lo Stato – ha concluso il Segretario generale della Uil Calabria – non può permettersi che in questo Paese ci sia una Asp che non sia in grado di chiudere un bilancio a causa di conti onirici, che ci sia una Regione continuamente bacchettata dalla Corte dei conti per la tenuta economica del Sistema sanitario regionale o che non sia in grado di mettere a sistema la partecipazione pubblica regionale. O che, ancora, chi governa la Calabria si chiuda a riccio, rifiuti il dialogo sociale, sulle richieste avanzate dal sindacato rispetto alla riprogrammazione del Por. Tutto questo è inaccettabile». (rrm)

 

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I sindacati incontrano il Commissario Longo: si deve garantire discontinuità rispetto alle attuali gestioni

I segretari generali regionali di CgilCislUil Calabria Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno incontrato il commissario ad acta della Sanità in Calabria, Guido Longo.

L’incontro, avvenuto a Catanzaro, ha visto la partecipazione del dirigente generale del Dipartimento alla Salute della Regione, Francesco Bevere, un «segnale positivo di una nuova fase di collaborazione tra Regione e Ufficio del Commissario».

«Al Prefetto Longo – hanno dichiarato Sposato, Russo e Biondo – abbiamo chiesto di procedere al più presto alle nomine dei nuovi manager di Asp e Ao. Gli attuali Commissari, infatti, nominati dal precedente Governo, hanno cessato il loro incarico a inizio novembre, con lo scadere della vigenza del primo Decreto Calabria. Il nuovo Decreto Calabria ha previsto una proroga non oltre l’11 dicembre. Sono stati, poi, confermati dal Commissario Longo, in attesa della conversione in legge del Decreto Calabria bis».

«Ora – hanno aggiunto – è necessario garantire discontinuità rispetto alle attuali gestioni che, soprattutto in alcune realtà, hanno segnato una totale immobilità nell’organizzazione sanitaria. Ad esempio, nell’Asp e nell’Ao di Cosenza di fatto c’è stata una paralisi: l’estate è trascorsa, nonostante l’incombere dell’emergenza pandemica, senza che venissero acquisite nuove attrezzature, senza assunzione di nuovo personale, senza attivazione di nuovi posti Covid. Il personale sanitario dell’Ospedale dell’Annunziata è allo stremo. Anche altre realtà territoriali sono in grande difficoltà».

«Per queste ragioni – hanno proseguito i segretari generali delle confederazioni sindacali calabresi – abbiamo chiesto un segnale di novità con la nomina di Commissari competenti e sensibili alle problematiche del territorio, che sul territorio si fermino acquisendo una consapevolezza del contesto e non stiano sempre con il trolley in mano».

«Abbiamo chiesto, inoltre – hanno aggiunto i sindacalisti – di sciogliere i nodi del personale, di procedere con la riorganizzazione della rete della medicina territoriale, dell’assistenza domiciliare e della rete ospedaliera. Da parte del Commissario abbiamo avuto assicurazioni sulla volontà di procedere in tempi brevi alla nomina dei nuovi manager e una grande disponibilità al confronto sugli ospedali e sulla medicina del territorio. Inoltre, il dottor Longo ha dato assicurazioni sulla proroga dei contratti in essere del personale precario della sanità».

«Sia il Commissario – hanno detto ancora – che il Dottor Bevere hanno poi evidenziato che si sta procedendo alla riorganizzazione della struttura del Dipartimento della Regione, finora sottodimensionato. Ci siamo salutati con l’impegno a rivederci subito dopo le festività natalizie, con la presenza delle Federazioni dei Medici e del Pubblico Impiego, per avviare un tavolo di confronto permanente sui temi della riorganizzazione delle reti territoriale e ospedaliera ai fini di una piena fruizione dei Lea da parte dei cittadini, anche in considerazione della campagna di somministrazione dei vaccini anti Covid, e per affrontare i nodi connessi e imprescindibili relativi al personale: lo scorrimento delle graduatorie esistenti, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione delle procedure concorsuali per le nuove assunzioni». (rcz)

 

Biondo (Uil Calabria): La Regione fermi i licenziamenti in Fincalabra

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha chiesto alla Giunta regionale di bloccare i licenziamenti in Fincalabra, in quanto servono «assunzioni e non licenziamenti di personale».

«Il governo regionale, poi – ha aggiunto – non vada avanti su questo percorso unilaterale, perché il blocco dei licenziamenti previsto nel settore privato, data la pandemia in atto, sino a marzo del 2021; non può essere certamente violato, paradossalmente, da una società partecipazione pubblica regionale.  La Giunta regionale, ancora, fermi gli esuberi di personale in Fincalabra, perché il tema della sua riorganizzazione rientra semmai, all’interno di piano più generale di riforma del mondo della partecipazione pubblica calabrese, piano che la politica calabrese deve affrontare in un confronto serrato con il sindacato».

«Riforma della partecipazione pubblica regionale – ha proseguito il segretario generale – che va sviluppato soprattutto, dopo la relazione di parifica del bilancio regionale della Corte dei conti calabrese. Infine, questo governo regionale nella fase conclusiva della legislatura, non può licenziare, perché può compiere solo atti ordinari e, non straordinari».

«Piuttosto – ha concluso – la politica politica regionale, in questa fase assai delicata e straordinaria, pensi a lavorare a testa bassa per fermare la pandemia in Calabria e frenare gli esiti negativi della stessa sulla società e l’economia regionale». (rrm)

Biondo (Uil Calabria) su relazione Corte dei Conti: il debito sanitario lo stanno pagando i calabresi

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo ha ribadito che «chi sta pagando il debito sanitario sono i calabresi. Donne e uomini che, come sottolineato dai giudici della Corte dei Conti, da dieci anni non solo sono costretti a fare ricorso a cure extra regionali per uscire fuori dall’incubo della malattia, ma sono anche chiamati a colmare quella che i giudici contabili definiscono una “voragine finanziaria”».

«Se a ciò – ha detto Biondo – aggiungiamo il poderoso ritardo nella spesa dei fondi comunitari, con la Calabria che – stando alla relazione della Corte dei Conti – si piazza all’ultimo posto nel livello di attuazione del Por rispetto a quanto fanno altre Regioni meno sviluppate d’Italia, il quadro che emerge è a tinte fosche».

«Tutto questo è una vergogna – ha proseguito il segretario generale della Uil Calabria –. Alla luce dell’ennesimo richiamo della Corte dei Conti, e prima di lanciare la regione nella imminente campagna elettorale per le regionali, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano politica nazionale e calabrese in relazione a quanto segue: Verificare la coerenza tra il bilancio preventivo economico annuale, redatto dai singoli enti del servizio sanitario, e la programmazione sanitaria ed economico-finanziaria della Regione e quindi il bilancio di previsione della Regione stessa; approvare il bilancio preventivo economico annuale consolidato del servizio sanitario regionale, come previsto dall’art. 32, comma 5, del D. Lgs. 118/2011, assicurandone la coerenza con il bilancio preventivo della Regione».

«La zona rossa per la nostra Regione – ha concluso – non è legata alla sola pandemia.Prima che questa Legislatura si concluda definitivamente, sarebbe doverosa da parte della politica calabrese, una seduta ad hoc del Consiglio regionale della Calabria». (rrc)

Biondo (Uil Calabria): Le parole di Gino Strada su ospedali da riaprire denunciano lo spreco di risorse pubbliche in Calabria

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha evidenziato come «le dichiarazioni di Gino Strada sull’opportunità riaprire alcuni degli ospedali calabresi, che con la spending review avviata nel 2008 sono stati chiusi e non riconvertiti in Case della salute, rappresenta una denuncia allo spreco di risorse publiche perpetrata in Calabria da parte dello Stato».

«Intendiamoci – ha aggiunto – non siamo dell’idea dell’ospedale di “quartiere”. Ma in questi lunghi anni nel Servizio sanitario regionale, nel mentre da una parte si stringevano i cordoni della borsa pubblica chiudendo gli ospedali e bloccando le assunzioni di personale sanitario, dall’altra parte dalla stessa borsa si tiravano fuori risorse economiche a iosa per fare spesa pubblica improduttiva».

«Pertanto – ha proseguito il segretario generale Biondo – possiamo dire che: si è “risparmiato” sul debito buono, per creare poi debito cattivo. La fotografia scattata da Strada, icona nazionale, nelle prime ore dal suo arrivo in Calabria, è l’immagine più autentica di ciò che serve per rimettere sul binario della correttezza e della legalità il nostro servizio sanitario regionale.  Bisogna assumere e stabilizzare il personale sanitario che a sua volta serve per riaprire alcune strutture ospedaliere chiuse. Più ospedali con più personale insieme, poi, significa riordinare il rapporto con le strutture private, ridurre la spesa per mobilità sanitaria extra regionale, abbattere le liste d’attesa».

«Dunque – ha detto ancora – evitare spreco, far risparmiare denaro pubblico allo Stato, per curare meglio i calabresi.  Allora bisogna agire subito, e bisogna farlo non solo per fronteggiare l’emergenza, che è urgente ma, soprattutto, per programmare nella nostra regione la ripartenza sanitaria dopo la pandemia».

«Perché – ha concluso Santo Biondo – gli investimenti nella sanità vanno progettati e realizzati pensando anche al dopo Coronavirus. Lo diciamo da tempo riaprire gli ospedali che sono stati chiusi e non riconvertiti in Case delle Salute!». (rrm)