Biondo (Uil Calabria) e Sità (Uilca): Fermare desertificazione bancaria per rilanciare Calabria con il Pnrr

Il segretario generale di Uil Calabria, Santo Biondo, e il segretario regionale di Uilca, Andrea Sità, hanno sottolineato l’importanza di fermare la desertificazione bancaria e industriale per rilanciare la Calabria con il Pnrr.

«Nel rapporto annuale L’economia della Calabria – si legge in una nota congiunta – presentato da Banca d’Italia il 21 giugno scorso, si afferma che, nella nostra regione, “le ricadute della crisi pandemica sul mercato del lavoro sono state rilevanti, annullando il modesto recupero dei livelli occupazionali che si era registrato a partire dal 2016” (unica regione d’Italia in questa situazione). Ma “in prospettiva, l’economia regionale potrebbe trarre impulso dai programmi pubblici avviati in risposta alla crisi pandemica, tra cui in particolare il Pnrr, soprattutto qualora questi riescano a incidere sui ritardi che condizionano il sistema produttivo calabrese».

«Per la Calabria, quindi – continua la nota – il Pnrr rappresenta l’ultima occasione per uscire da una condizione di isolamento e sottosviluppo. Ma la possibilità di agganciare il treno della ripresa non è affatto scontata, viste le forti carenze progettuali che contraddistinguono in negativo la politica e la Pubblica amministrazione locale, oltre alla carenza di dialogo con le parti sociali. In Calabria, poi, l’infrastruttura creditizia e finanziaria è continuamente indebolita dal fenomeno della desertificazione bancaria, che rischia di comprometterne la capacità di analisi, programmazione ed erogazione dei flussi finanziari attesi. Il rapporto Banca d’Italia fotografa, infatti, una struttura bancaria ampiamente deficitaria che, nel primo anno di pandemia, ha comportato un aumento del grado di esclusione finanziaria. Nel 2020 i comuni calabresi serviti da banche sono scesi del 7% (contro il 2% del resto d’Italia), gli ATM del 7% (1,5% in Italia) ed i bancari del 4% (2,5% in Italia)».

«Se l’analisi – hanno detto i sindacalisti – viene estesa all’ultimo decennio i numeri diventano ancora più drammatici: nel periodo 2010/2020 le Banche con sede in Calabria si sono ridotte del 60%; il numero di sportelli bancari è sceso del 29%. Sono stati ridotti del 17% anche gli sportelli Bancoposta, i comuni serviti da almeno una banca sono scesi del 30%, gli ATM del 18% ed i dipendenti bancari sono stati ridotti del 35%. Il comparto bancario, peraltro, è l’unico settore produttivo che, nel decennio considerato, presenta indicatori costantemente negativi». 

«Tutto questo è inaccettabile – hanno sottolineato –. La classe politica deve prendersi in carico, con la massima attenzione, l’importante vertenza del sistema del credito in Calabria che, incrociando l’abbandono del territorio da parte dei grandi istituti bancari con il rischio di tenuta delle banche del credito cooperativo, rischia il default in un momento storico che, invece, potrebbe rappresentare la chiave di volta per il nostro territorio».

«C’è, infatti – hanno proseguito – attraverso il Pnrr la possibilità di colmare un divario territoriale divenuto insostenibile. Per farlo la Calabria non ha bisogno di interventi a pioggia, ma di strade, scuole, ospedali, sostenibilità, politiche per attrarre le imprese ed i giovani (sempre più in fuga dalla regione). Per realizzare tutto ciò serve un sistema bancario efficiente e coerente con questi obiettivi. Un sistema bancario che contrasti l’esclusione finanziaria ed aiuti Enti, imprese e famiglie calabresi ad uscire dalla marginalità attraverso l’implementazione dei progetti legati a Pnrr e Recovery Plan. Il punto di partenza di questa strada che conduce alla ripresa non può, quindi, prescindere dal contrasto alla desertificazione bancaria.  Un sistema bancario forte, radicato sul territorio, rappresenterebbe l’asse portante della ripartenza del territorio, delle famiglie che lo abitano e delle imprese che vi ci investono». 

«Ma in Calabria – hanno detto Biondo e Sità – la ritirata delle banche non facilita la realizzazione di una infrastruttura creditizia che operi in questo senso. Le banche stanno chiudendo sportelli e riducendo il personale, perlopiù nelle zone meno ricche della regione che così, tuttavia, diventano ancora più marginalizzate ed a rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata che, facendo leva sulla debolezza del sistema bancario, mira ad acquisire interi settori dell’economia regionale».

«Davanti a questo stato di fatto – hanno detto ancora – non possiamo che chiedere al Governo di esercitare un’azione di moral suasion nei confronti dei grandi gruppi bancari ed industriali, per fermare la desertificazione economica e produttiva della nostra regione, evitare il rischio di una nuova pesante emorragia occupazione, allontanare la sventurata ipotesi di un blocco occupazionale di prospettiva e di regalare la Calabria agli interessi della criminalità organizzata». 

«Abbiamo iniziato a denunciare questa situazione da tempo – hanno concluso – ma occorre anche un intervento serio da parte della politica e delle Istituzioni che intraprendano un percorso di valorizzazione anche dei Confidi e delle partecipate che si occupano di finanza e sviluppo del territorio. Del resto, proprio la finanza responsabile offre gli strumenti in grado di perseguire un modello di sviluppo sostenibile in termini socio-ambientali. Il problema della desertificazione bancaria, in definitiva, non è solo il problema della categoria dei bancari, ma è il problema di tutti noi.  Affrontare questo problema faciliterà il raggiungimento degli obiettivi del Recovery Plan e consentirà di disegnare un futuro di speranza per la Calabria ed il resto del Paese». (rcs)

Rifiuti, la Uil “bacchetta” l’assessore regionale all’Ambiente De Caprio

La Uil calabrese, per voce del suo segretario generale Santo Biondo, “bacchetta” l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio sul problema – irrisolto – dei rifiuti. «L’assessore De Caprio – afferma Biondo – dica, prima di passare il testimone a chi ne prenderà il posto ai piani alti della Cittadella regionale, ai calabresi e al sindacato cosa ha fatto nel lasso di tempo in cui ha gestito l’assessorato competente e, soprattutto, quali siano i progetti futuri che la Calabria metterà in campo per mettere a sistema il settore dell’igiene ambientale.

La Calabria rischia, per l’ennesima volta, il default del sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti. Per sopperire alle carenze strutturali, ataviche e sino ad oggi ancora irrisolte, sono state avviate interlocuzioni per spedire i rifiuti lontano dai confini regionali.

Con l’arrivo della stagione estiva, poi, il problema potrebbe amplificarsi e lo scenario, già degradante, di città invase dai rifiuti potrebbe amplificarsi a dismisura. Soprattutto per i grandi centri della nostra regione è necessario un surplus di attenzione nei confronti del sistema dell’igiene ambientale.

Invece, ad oggi nessuno ha il quadro completo sul come chi ha la gestione della cosa pubblica in questa regione intende portare fuori il territorio da questo vicolo cieco, di come si intenda risolvere definitivamente un problema che pregiudica la qualità della vita della quasi totalità dei cittadini calabresi e mortifica la propensione turistica della nostra regione e rischia di aprire le porte al malaffare e di produrre lavoro precario e poco normato. Nel settore rifiuti migliaia i posti di lavoro calabrese, che sono messi sotto stress dai ritardi stipendiali e per via di un sistema ambiente inefficiente e che fa acqua da tutte le parte. Rispetto a questa importante ferra del mercato del lavoro privato calabrese, da molto tempo denunciamo forte la nostra preoccupazione

Ad oggi, ancora, non si è provveduto a risolvere la cronica carenza di impianti moderni ed efficienti in grado di smaltire – in maniera pulita e corretta – i rifiuti prodotti in Calabria. Si attende, poi, da sette anni che le previsioni della legge regionale numero 14 vengano applicate ed il sistema trovi una organizzazione ottimale. Gli Ato non sono stati ancora definiti e degli ecodistretti non si ha più notizia.

Nel frattempo, però, cresce il peso delle tasse sulle tasche dei calabresi, così come aumenta il dato relativo all’evasione delle Tari da parte dei contribuenti regionali. Vi è poi il rischio concreto che il peso delle tasse possa aumentare per la crescita dei costi legati allo smaltimento dei rifiuti fuori regione».  (rcz)

Intesa tra Regione e sindacati per l’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario

Una importantissima intesa è stata siglata, tra il commissario della Sanità, Guido Longo, il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Giacomino Brancati, e una delegazione delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario.

Secondo lo schema concordato con i sindacati, si prende atto che «è stata attivata, ed è tuttora in corso, la verifica puntuale presso ogni azienda sull’effettivo utilizzo delle somme, attività già programmata e che presumibilmente portata a termine entro il 10 luglio 2021, mediante confronto operativo con gli uffici contabili».

«Una volta rese disponibili le risultanze di rendicontazione – si specifica – saranno date indicazioni alle aziende per l’erogazione delle somme stabilite nell’accordo».In merito a questa vertenza, il dg Brancati ha anche evidenziato che «è già presente un preciso riferimento all’accordo sottoscritto in materia il 6 luglio 2020 negli atti regionali».

Durante il confronto, infine, sono stati affrontati anche altri temi del comparto: programmazione sanitaria, piano dei fabbisogni e assunzioni, precariato, sanità privata e accreditamento. (rcz)

La sfida di Uiltrasporti e Uil Calabria: Colmare le fragilità infrastrutturali della Calabria

«Occorre colmare le molte fragilità che emergono dal punto di vista infrastrutturale, e il Piano nazionale di resilienza e ripartenza ha lobiettivo di colmarle o ridurre fortemente.Serve un nuovo modello di sviluppo del Paese in cui sia affermata la centralità della qualità del lavoro». È quanto ha dichiarato Claudio Tarlazzi, segretario generale della Uiltrasporti, nel corso dell’incontro, a Cittanova, sul tema Post covid. Programmare e formare il futuro occupazionale nei trasporti.

Sull’argomento si sono confrontati dirigenti sindacali, amministratori locali e rappresentanti istituzionali come: Claudio Tarlazzi, segretario Generale Nazionale Uiltrasporti; Santo Biondo, segretario Generale Uil Calabria; Giuseppe Rizzo, segretario generale della Uiltrasporti Calabria; Fausto Orsomarso, assessore al Lavoro della Regione Calabria; Giuseppe Falcomatà, sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria; Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di sistema Portuale di Gioia Tauro; Aristide Vercillo, amministratore Unico di Ferrovie della Calabria e Francesco De Bonis, compound director della Automar Spa.

Per il Segretario generale della Uiltrasporti «bisogna offrire alle lavoratrici ed ai lavoratori che hanno perso il lavoro, e a tutti coloro che il lavoro devono mantenerlo, una formazione allaltezza dei fabbisogni necessari per ridurre il gap di competenze rispetto allevoluzione tecnologica in corso che sta trasformando la nostra economia ed il mondo del lavoro. Nessuno deve essere escluso da questo processo ma deve avere gli strumenti per poterlo affrontare. Il lavoro si difende attraverso una formazione continua per tutta la vita lavorativa della persona». 

«Nel contempo – ha concluso – occorre una attenta formazione per la prevenzione e sicurezza sul lavoro perché lo stillicidio di morti nei luoghi di lavoro continua e questo non è più tollerabile».

«Liberare la Calabria dalla trappola di trasporti inefficienti è una delle nostre priorità. Siamo convinti che per ottenere risultati sia necessario ricercare e trovare la massima collaborazione interistituzionale» ha dichiarato il segretario Biondo, aggiungendo che« l’Europa deve rendere permanente il Piano nazionale di resistenza e resilienza per sostenere le necessità dell’Italia di ripartire e superare i tanti gap che ne affliggono la crescita. Ma, soprattutto, adesso la nostra sfida, la sfida della politica deve essere quella di dare una consistenza autonoma e complementare a questi fondi, senza correre il rischio di sovrapporli a quelli già esistenti».

«La Calabria – ha proseguito il segretario generale della Uil Calabria – è una grande città che ha la fortuna di essere distribuita su un grande territorio, e per questo è necessario procedere ad un piano regionale dei trasporti che sappia interconnettere tutto il territorio regionale, lungo la tratta ferrata e su quella autostradale, e sappia dare alla Calabria la possibilità di aprirsi al resto del Paese e dell’Europa, magari realizzando la prima grande metropolitana leggera regionale».

Per Santo Biondo, poi, «bisogna investire una larga fetta delle risorse europee non spese per costruire nuove politiche di formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, qualificando le professionalità verso le nuove frontiere professionali. È necessario, quindi, attivare il tavolo del partenariato economico e sociale per rendere trasparente e coerente la spesa dei fondi europei della programmazione 2021/2027 e su ciò che resta da programmare del Por Calabria in scadenza». 

«Il 26 luglio da Siderno – ha concluso Biondo – insieme a Pierpaolo Bombardieri ed ai segretari generali di Cigl e Cisl, rilanceremo le nostre proposte, quelle che hanno contribuito a formare la nostra piattaforma programmatica, per il rilancio della Calabria e lo faremo unitariamente perché siamo convinti che sia necessario agire sinergicamente,  che sia fondamentale #ripartireinsieme».

Il “padrone di casa” Giuseppe Rizzo, segretario generale della Uiltrasporti Calabria, ha chiosato: «Questa nostra assise, vuole coinvolgere ognuno di voi e di noi con le nostre esperienze, per aprire il giusto contraddittorio, affinché le generazioni del futuro sappiano cogliere e sfruttare il risultato del nostro lavoro lasciatogli in eredità».

«Sono pienamente convinto che, oggi più che mai – ha concluso – siamo chiamati a guardare il prossimo futuro aprendo un confronto serrato, in questo contesto di politica economica, ambientale e di organizzazione amministrativa. Andranno valutati e assistiti i progetti imprenditoriali per creare le basi del rilancio occupazionale evidenziando che la programmazione e la formazione sono elementi imprescindibili per le infrastrutture e il trasporto». (rrc)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Si trovino soluzioni per precariato sia per il pubblico che per privato

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno sottolineato che «sul precariato la politica smetta di fare populismo: attraverso il lavoro, alle persone sia riconosciuta e restituita dignità. No al tentativo di creare e perpetuare sudditanze. Le persone non possono essere carne da macello elettorale».

«Da troppo tempo – hanno proseguito i tre sindacalisti – stiamo chiedendo un tavolo di confronto per affrontare le complesse problematiche relative alle diverse situazioni del precariato calabrese sedimentatesi nel tempo e per cercare, nel rispetto delle regole e non attraverso scorciatoie pasticciate che aggravano i problemi, le soluzioni più idonee per ognuna di esse. Soluzioni che devono essere trovate per il pubblico e per il privato. La dignità delle persone non può essere calpestata in un rimpallo di responsabilità che ha come unico risultato quello di mantenere i lavoratori nel limbo di una dipendenza alla quale coscienze consapevoli dei diritti non possono che dire basta».

«Siamo, ormai – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – alla vigilia delle elezioni regionali. Ai candidati designati per la Presidenza della Giunta faremo pervenire il testo della piattaforma da noi diffusa il Primo Maggio scorso, La Calabria si cura con il lavoro, che costituisce per Cgil, Cisl e Uil il punto di partenza per qualsiasi dialogo anche sul precariato. Il problema del precariato si risolve con un piano vero per il lavoro. A partire dall’ambiente, da politiche industriali che includono la Calabria, dalla necessità di promuovere iniziative con investimenti pubblici attraverso le partecipate nazionali e con un ufficio unico del piano che metta insieme Calabria Verde, la Protezione civile, i consorzi riformati, per una grande pianificazione della manutenzione del territorio, della depurazione delle acque e del ciclo integrato dei rifiuti. Utilizzare al meglio i fondi europei, il Pnrr, è la sfida che lanciamo alla politica regionale, se ancora esiste».

«Se si vuole, sul serio – hanno concluso – dare una svolta a questa drammatica vicenda bisogna andare verso scelte perseguibili e risolutive. Il sindacato confederale è da sempre disponibile a un confronto vero e costruttivo per individuare, nel rispetto delle leggi e senza approssimazioni o espedienti populistici, le vie d’uscita verso un lavoro dignitoso e sicuro. Sia chiaro, una volta per tutte, che non si possono più accettare risposte vaghe a chi attende da anni un giusto riconoscimento per il proprio lavoro. Su questi temi non arretreremo di un millimetro, e non faremo sconti a nessuno». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Previste tante manifestazioni per vertenze irrisolte

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno reso noto che «gli ultimi giorni del giugno 2021  sono segnati in Calabria da una serie di manifestazioni relative ad alcuni gravi problemi irrisolti e che si aggiungono alla grande mobilitazione nazionale, articolata per territori, del 26 di questo mese».

I sindacati, infatti, hanno spiegato che a Bari, a Firenze e Torino saranno in piazza per «il lavoro, per la proroga del blocco dei licenziamenti, per la giustizia e la coesione sociale, per la salute e la sicurezza, per il confronto con le parti sociali nelle scelte che riguardano il PNRR e la ripartenza del Paese, per la concertazione come metodo che garantisce condivisione. Per Bari dalla nostra regione partiranno 500 persone, in una rappresentanza unitaria delle nostre organizzazioni, necessariamente molto limitata a causa delle precauzioni anti contagio da Covid-19», mentre i Calabria, «nel piazzale della Cittadella della Regione, con i lavoratori per sostenere i loro diritti nelle manifestazioni, assemblee e sit-in organizzati dalle federazioni di categoria: il 22 giugno per il comparto idraulico-forestale, il 23 giugno per la vertenza Corap, il 30 giugno per la sanità e per l’adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori del settore elettrico, gas e acqua».

«Si tratta di vertenze, in alcuni casi davvero incancrenite e di grandissima rilevanza – hanno spiegato i sindacalisti – non solo per i lavoratori coinvolti, per la tutela dei loro diritti e per il loro futuro occupazionale, ma anche per tutti i cittadini. Basti pensare, solo per fare qualche esempio, alla tutela del territorio e del bosco, al servizio anti incendio e al gravissimo taglio nelle risorse per la forestazione; alla depurazione, alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica; al diritto di tutti a fruire dei Livelli Essenziali di assistenza nella sanità in una regione in cui siamo addirittura al di sotto dei livelli minimi e non si investono risorse per riconoscere il lavoro dei medici e degli altri operatori sanitari, per stabilizzare il personale precario e per nuove assunzioni fondamentali alla riorganizzazione dei servizi».

«Saremo in piazza unitariamente, dunque – hanno concluso i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil – per difendere e sostenere diritti quotidianamente calpestati, per tutelare i lavoratori, le loro famiglie, tutti i cittadini di questa regione. Non ci rassegneremo mai in Calabria, soprattutto in una fase che deve essere di ripartenza per tutto il Paese, ad una deriva ingiusta e irragionevole alla quale intendiamo opporre la forza e la qualità del confronto vero e costruttivo sui problemi reali». (rcz)

Cgil, Cisl, Uil Calabria e Conferenza Episcopale Calabra: Preoccupazione per problemi della Calabria

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, e la Conferenza Episcopale Calabra, hanno espresso preoccupazione «dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

Tale preoccupazione è stata espressa nel corso di un incontro, avvenuto a Lamezia Terme, dove i segretari generali hanno presentato alla Cec la Piattaforma Programmatica, «che, lo ribadiamo, rappresenta per noi solo la base di confronto con le forze sane di questa regione, con gli interlocutori pronti a confrontarsi per il futuro di questa terra» hanno spiegato Sposato, Russo e Biondo, aggiungendo  che la «piattaforma infatti, non rappresenta un monolite intangibile ma vuole essere il punto di partenza di una rinnovata azione di dialogo sociale utile a programmare al meglio il domani della Calabria, un domani che – alla luce dei tanti finanziamenti messi a disposizione da un’Europa meno austera – potrebbe cambiare finalmente in meglio il volto di questa terra martoriata».

Insieme ai vescovi calabresi, infatti, «abbiamo affrontato con i Vescovi calabresi le tante problematiche ancora aperte sul territorio, confrontando le nostre idee con quelle di chi rappresenta il clero ed il popolo calabrese. Ricordando che il 22 giugno del 2019 siamo scesi in piazza unitariamente a Reggio Calabria con l’obiettivo di trasformare le tante vertenze calabresi in un’unica vertenza nazionale».

«Riconosciamo, pienamente — hanno spiegato – il ruolo importante che la Chiesa calabrese sta svolgendo in una terra difficile, praticando una pastorale che ha fatto del contrasto alle diseguaglianze, della lotta alla criminalità organizzata e all’illegalità diffusa la stella polare del suo agire, guardando senza timore ai tanti problemi che ne assillano il presente e lavorando senza sosta per stimolare una loro conversione produttiva».

«Sul tavolo della discussione – hanno spiegato – che è stata ampia ed approfondita, abbiamo messo i temi della sanità, del lavoro, della scuola e della formazione delle giovani generazioni, dei trasporti, delle infrastrutture, della lotta alla diseguaglianze e delle povertà educative, trovando nei nostri interlocutori un’attenta e informata partecipazione al dialogo sociale. Dal tavolo della discussione è emersa la corale preoccupazione per la fase delicata che sta attraversando la Calabria. Questa regione, che sta facendo ancora i conti con la violenza pandemica del Covid-19 e si appresta ad aprire una fase politica delicata che la porterà al rinnovo del Consiglio regionale, sta attraversando questo periodo mettendo in evidenza una pericolosa assenza di discussione sui temi che potrebbero rappresentare la chiave di volta economica e sociale per tutti i calabresi».

«Siamo fortemente preoccupati, infatti – hanno detto – dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

«Quella che si potrebbe aprire, alla luce dell’ingente mole di finanziamenti messi a disposizione dall’Europa – hanno detto ancora i segretari generali – è una stagione nuova per la nostra regione, una stagione importante per costruire la nuova identità della Calabria. Disperdere questa opportunità, per colpa di biechi giochi di potere, sarebbe un peccato mortale che peserebbe sulle spalle della classe dirigente calabrese. Siamo fortemente preoccupati dal dilagare della povertà, dall’allargamento del gap fra la Calabria ed il resto del Paese, ed anche per questo abbiamo auspicato la coagulazione attorno ai temi esposti nella Piattaforma programmatica del Primo maggio di un’alleanza larga e virtuosa che sappia spingere con convinzione sul pedale del cambiamento».

«Anche per questo, infine – hanno concluso – si è convenuto di mantenere con la Cec un appuntamento permanente al fine di affrontare le problematiche ed offrire spunti di orientamento delle scelte politiche locali e, allo stesso tempo, rivendicare più attenzione dal Governo verso le istanze promosse dal territorio». (rcz)

Biondo (Uil Calabria): Alla Calabria serve una rinnovata spinta infrastrutturale

Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, ha ribadito che «alla Calabria, destinataria di importanti finanziamenti da parte dell’Europa, serve una rinnovata spinta infrastrutturale. Serve il potenziamento della logistica che può essere ottenuto solo attraverso il corretto sviluppo delle potenzialità ancora non totalmente espresse di hub portuali importanti nel panorama mediterraneo quale può essere quello di Gioia Tauro».

«Ma non solo. Lo scalo portuale senza un retroporto efficiente non può sviluppare pianamente le sue reali potenzialità. Cosa dire poi della Zes, il cui concreto avvio stiamo attendendo da tempo immemore» ha aggiunto, nel corso del suo intervento ai lavori del Consiglio territoriale della Uil Crotone.

 Il dibattito, introdotto e moderato da Mimmo Tomaino, ha registrato il contributo di diversi Segretari generali di categoria, di numerosi iscritti al sindacato ed è stato concluso dalla relazione finale di Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria.

«Ma tutto questo – ha proseguito Santo Biondo – senza il potenziamento delle infrastrutture viarie, senza l’elettrificazione della tratta ferrata Monica, in assenza di un puntuale completamento e rafforzamento dell’assetto viario sulla Strada statale 106, finirebbe per rappresentare il rischio di uno sviluppo monco, di uno sviluppo con il freno a mano tirato, di uno sviluppo inutile per una terra che vuole ripartire senza i lacci dell’arretratezza, che vuole una sanità in grado di curare i suoi cittadini, una scuola in grado di far crescere le sue giovani speranze». 

«Una Calabria  – ha concluso il segretario generale della Uil Calabria – che non può più attendere di vedere realizzata una concreta attenzione alle tematiche ambientali, che vuole vedere realizzata la riforma del ciclo integrato delle acque e che non vuole più dovere fare i conti con le inefficienze della macchina di raccolta dei rifiuti. È necessario saper mettere a frutto l’azione più solidale dell’Europa per ridare servizi dignitosi ai nostri concittadini, nell’ottica di un progetto che sia in grado di ridisegnare la Calabria».

Un processo di cambiamento radicale che, nelle idee di Santo Biondo e della Uil Calabria, deve essere perseguito con le buone prassi, con la massima sicurezza sui luoghi di lavoro, avendo sempre la legalità come stella polare, stimolando il confronto con la classe politica regionale e nazionale al fine di offrire alla Calabria, ed alla fascia jonica calabrese in particolare, lo slancio giusto per ripartire.

I tanti problemi irrisolti del territorio crotonese, le vertenze delicate come quella dell’Abramo customer care, le battaglie storiche come quella sulla bonifica o più recenti come quella per bloccare un atto aziendale dell’Asp non corrispondente alle necessità del territorio. Questi e tanti altri argomenti, invece, sono stati ripresi da Fabio Tomaino, Segretario generale della Uil di Crotone, durante il suo intervento.

«Uno dei problemi che abbiamo in Calabria – ha spiegato Tomaino – è quello di non saper spendere i tanti fondi che l’Europa ci ha messo a disposizione. Nel territorio di Crotone questo fenomeno è ancora più accentuato. Cominciamo, quindi, a spendere le risorse che giacciono nelle casse degli enti come quelli di Antica Kroton, dell’Agenda urbana o della bonifica e cerchiamo di cambiare in meglio il volto di questo territorio. Oggi è il momento di saper difendere ciò che abbiamo e riuscire a spingere su coloro che avranno l’opportunità di dover gestire i finanziamenti che arriveranno in Calabria, anche nel piccolo ma grande territorio di Crotone che sta vivendo momenti difficili e soffre dell’imbarazzante disattenzione della politica e delle istituzioni, mentre il territorio soffre e rischia di morire non riusciamo a fare fronte comune davanti ai tanti problemi che assillano il territorio».

Nel suo intervento, poi, Fabio Tomaino ha ricordato la piattaforma unitaria elaborata da Cgil, Cisl e Uil e presentata presso la Prefettura di Catanzaro: «Una piattaforma che non intende assumere il carattere dell’unicità ma, anzi, mira ad intercettare unitamente agli enti locali, senza dispersioni e frammentazioni, tutte le risorse economiche derivanti dai consistenti finanziamenti che l’Europa metterà a disposizione del Sud». 

«Una delle grandi sfide – ha concluso Tomaino – sarà rappresentata da quella di mettere in equilibrio la sostenibilità economica, ambientale e sociale del territorio ed Eni, in questo caso, rappresenta l’interlocutore più indicato. L’altra è quella di rendere veramente equo ed universale l’accesso ai servizi sanitari e per questo ci batteremo». (rkr)

 

Cgil, Cisl e Uil Calabria organizzano banchetti per raccolta firme per “Nessun profitto sulla pandemia”

Si intitola Tutti hanno diritto alla protezione da Covid: Nessun profitto sulla pandemia l’iniziativa dei Cittadini Europei e a cui hanno aderito CgilCislUil Calabria, che hanno organizzato, in tutte e cinque le Province calabresi, dei banchetti per la raccolta firme.

L’obiettivo delle cento associazioni in campo, tra cui Cgil Cisl e Uil, e raggiungere il traguardo del milione di firme.

«Il covid-19 si diffonde a macchia d’olio – si legge sul sito –. Le soluzioni devono diffondersi ancora più velocemente. Nessuno è al sicuro fino a che tutti non avranno accesso a cure e vaccini sicuri ed efficaci. Abbiamo tutti diritto a una cura. Firma questa iniziativa dei cittadini europei per essere sicuri che la Commissione europea faccia tutto quanto in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte».

In Calabria, si potrà firmare a Cosenza, a Piazza Kennedy dalle ore 11,00 alle ore 13,00; a Reggio Calabria, a Piazza San Giorgio dalle ore 09,00 alle ore 13,00; a Catanzaro a Piazza Rossi (adiacente Prefettura) dalle ore 10,00 alle ore 12,30; a Crotone, sul Lungomare (altezza Bar Columbus) dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e a Vibo Valebtia a Piazza Municipio, dalle 10 alle 12.30.

Con questa iniziativa, dunque, si vuole chiedere: Salute per tutti: «abbiamo tutti diritto alla salute. In una pandemia, la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente, velocemente, in tutto il mondo. Un’azienda privata non dovrebbe avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. I brevetti forniscono ad una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la loro disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno»; trasparenza sui «dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci dovrebbero essere pubblici. I contratti tra autorità pubbliche e aziende farmaceutiche devono essere resi pubblici»; denaro pubblico, controllo pubblico, in quanto «i contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e trattamenti. Ciò che è stato pagato dal popolo dovrebbe rimanere nelle mani delle persone. Non possiamo permettere alle grandi aziende farmaceutiche di privatizzare tecnologie sanitarie fondamentali che sono state sviluppate con risorse pubbliche» e nessun profitto sulla pandemia: «le grandi aziende farmaceutiche non dovrebbero trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati. L’erogazione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe sempre essere accompagnata da garanzie sulla disponibilità e su prezzi controllati ed economici  . Non deve essere consentito a Big Pharma di depredare i sistemi di assistenza sociale». (rrm)

La conferenza su sicurezza, tutela, salute e prevenzione rischi nelle scuole della Cgil, Cisl e Uil Calabria

Domani mattina, alle 10.30, a Lamezia Terme, all’Istituto Superiore “Carlo Rimbaldi”, è in programma la conferenza stampa Per una cultura della sicurezza, della tutela, della salute e della prevenzione dai rischi nelle scuole, organizzata da CgilCisl Uil Calabria.

Alla conferenza stampa prenderanno parte: Angelo Sposato e Mimmo Denaro, rispettivamente Segretario generale della Cgil Calabria e Segretario generale della Flc Cgil Calabria; Tonino Russo e Arcangelo Carbone, rispettivamente Segretario generale della Cisl calabrese e della Fsur Cisl Calabria e, infine, Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria e Andrea Codispoti, Segretario generale della Uil scuola Rua Calabria.

La conferenza stampa potrà essere seguita anche in diretta Facebook sulla pagina: https://www.facebook.com/flccgilcalabria. (rcz)