Coldiretti Calabria: Cibo ricchezza della regione con un valore sui 3 miliardi di euro

«È il cibo la prima ricchezza dell’Italia e anche della regione con un valore della filiera agroalimentare allargata in Calabria si attesta sui 3 miliardi di euro, e rappresenta per varietà e qualità il simbolo più noto del Paese all’estero». È quanto ha rilevato Coldiretti Calabria in occasione della Giornata del Made in Italy, celebrata al Vinitaly di Verona alla presenza del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, sottolineando come nella nostra regione sono sono 10.799 gli ettari vitati autorizzati  e la produzione è di oltre 117mila ettolitri di vino.

«Il settore – ha aggiunto Coldiretti – ha avuto un salto di qualità notevole negli ultimi anni, confermandosi la punta avanzata dell’agroalimentare “made in Calabria”. Una forte e costante azione di promozione ha contribuito alla crescita anche dell’export».

La Coldiretti intende valorizzare tutti i territori ed in anteprima al Vinitaly, ha presentato il video ufficiale della campagna nazionale di promozione dell’agricoltura e del cibo promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Fondazione Campagna Amica che coinvolge tutte le regioni italiane, nei centri urbani ma anche nelle aree interne, attraverso le strutture territoriali e la rete dei mercati contadini. L’obiettivo è la valorizzazione del Made in Italy agroalimentare e dell’educazione alimentare secondo i canoni della dieta mediterranea, della stagionalità e del prodotto a km0.

«I primati e la costante crescita – ha spiegato Coldiretti – vanno, però, difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, quello che tecnicamente si chiama codice doganale. In questo modo ad esempio, il latte straniero che diventa mozzarella italiana».

«Una frode contro la quale è partita dal Brennero una grande mobilitazione di Coldiretti con obiettivo la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola. al Brennero – ha aggiunto Ettore Prandini, presidente di Coldiretti –.  L’iniziativa del Brennero è stata di  trasparenza e di risposta nei confronti dei cittadini e dei consumatori».

«Non è una manifestazione di chiusura all’interno dei confini è vero esattamente l’opposto – ha concluso – partiamo dall’Italia per cercare di portare trasparenza sui mercati a livello mondiale e fare anche una lotta concreta al tema dell’Italian sounding che, costa alla Calabria oltre 1 miliardo di euro, tante volte si pensa essere solo fuori dei confini nazionali quando purtroppo l’abbiamo anche all’interno del nostro Paese quando ci sono queste storture». (rrm)

Il Terroir di Spadafora 1915 incanta il Vinitaly

Anche quest’anno Spadafora 1915 ha partecipato al Vinitaly di Verona, affascinando i visitatori col loro Terroir e le loro etichette.

L’azienda – che ha sede a Mangone nell’alta valle del Savuto in provincia di Cosenza, dove si estende su 20.000 metri quadri, di cui 3.000 coperti – partecipa da oltre 15 anni alla kermesse che si chiuderà domani.

«Questa scelta è certamente vantaggiosa per tutti – ha detto Ippolito Spadafora che, assieme al padre, Domenico Spadafora, dirige l’azienda –. Ognuno di noi, come produttori calabresi, ha rapporti che possono essere condivisi con gli altri. Il mercato è ampio e le produzioni calabresi sono ancora limitate, c’è dunque spazio per ciascuno di noi. Creare sinergie, d’altronde, significa crescere insieme. Siamo ancora in una fase embrionale di questo percorso, ma la scelta di riunirsi in un unico spazio della Fiera veronese rappresenta senz’altro un passo fondamentale in avanti e un chiaro messaggio: lavorare insieme è possibile».

Finalmente oggi si parla della Calabria vitivinicola in un modo diverso: con curiosità e minori criticità rispetto al passato. E il prodotto, ormai di qualità, si apre a nuove opportunità di espansione che prima erano proibitive.

«Noi, per esempio, siamo riusciti quest’anno ad avere una maggiore penetrazione anche sul mercato del Veneto, grazie a collaborazioni sul lago di Garda – ha sottolineato Spadafora – quindi il nostro marchio è ormai presente su quest’area. In Italia ci posizioniamo bene nelle aree con alta presenza di corregionali, come le grandi città di Roma e Milano. A livello internazionale, invece, oltre ai mercati tradizionali come Germania e Svizzera, stiamo conquistando nuove aree come il Giappone e la Cina. In questi Paesi, infatti, sta emergendo una maturità nel consumo di vini che li porta a valutare anche prodotti alternativi ai più rinomati».

In quest’ottica naturalmente il Vinitaly rappresenta una tappa importantissima per la visibilità e ulteriori sviluppi di mercato, ma con una nuova visione.

«Il Vinitaly non è più soltanto una splendida vetrina, ma è unoccasione soprattutto per consolidare certi rapporti, è un punto d’arrivo, nel senso che si lavora prima per arrivare poi al momento dell’incontro con una pianificazione, facendo degustare le nuove annate in esposizione e programmando le nuove interazioni», ha detto Spadafora.

Siamo molto soddisfatti – ha proseguito Ippolito Spadafora – per le presenze che abbiamo già registrato nella prima giornata di Fiera. Battezzata peraltro da un brindisi con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e con l’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ringrazio per la loro visita al nostro stand, ma soprattutto per il grande lavoro che stanno portando avanti per il settore agricolo calabrese, supportandoci anche con investimenti importanti nella Comunicazione».

Quella dell’azienda Spadafora è una storia di quattro generazioni al lavoro da oltre 100 anni. Da quel lontano 1915, quando il patriarca Ippolito Spadafora iniziò a vendere il suo vino sfuso – nato sulle colline di Donnici, provincia di Cosenza, zona doc del magliocco – in tutta l’area circostante, facendo diventare familiare, tra consumatori sempre più numerosi, il suo nome di piccolo e appassionato produttore. Il figlio Domenico, nel 1968, impresse una svolta a quella produzione, iniziando a imbottigliare i vini e tirando su l’Azienda che porta il nome di famiglia e che oggi distribuisce in Calabria, in Italia e in molti Paesi del mondo: Spadafora 1915.

«La nostra forza risiede nel profondo legame con il territorio. Il vino è l’espressione del luogo da cui proviene, separati non avrebbero lo stesso valore. Quando si parla dei vini, prima di tutto si discute della loro origine, del clima, degli abbinamenti gastronomici. È quindi naturale e giusto che ogni vino racconti la storia del suo territorio», ha spiegato Ippolito Spadafora.

«Siamo la prima tappa della Strada del vino e dei Sapori”del Brutium e siamo molto felici di poter accogliere visitatori, appassionati e curiosi. È per questo che abbiamo investito – ha spiegato ancora – anche su una cantina molto attrezzata, oltre che, naturalmente e prima di tutto, sulla qualità nella produzione dei nostri vini».

Su circa 40 ettari in collina, tra i 400 e i 700 metri sul livello del mare, Spadafora 1915 usa la tecnica della spremitura soffice, per non maltrattare le uve.

Ma non solo: «La conformazione del territorio su cui nascono le nostre viti ad alberello e quella delle stesse piantine –  ha spiegato il direttore commerciale dell’Azienda – ci consentono solo la raccolta manuale, ma questo rappresenta certamente un “plus”. Abbiamo una minore resa per ettaro, in termini quantitativi, tra 500mila e 600mila bottiglie l’anno, ma sicuramente una maggiore qualità, che punta, come dicevo poco fa, sulla forte identità di ciascuna delle nostre etichette».

Ogni vino Spadafora si lega, infatti, direttamente a un personaggio o a una località della Calabria: il Telesio, dedicato all’illustre filosofo e scienziato cosentino; il Peperosso, per ricordare la tradizione enogastronomica legata al piccante; il Pandosia, per evocare l’antica città fortificata fondata da Re Italo e capitale dell’Enotria, e tutti gli altri, capaci di creare bellissime suggestioni, a partire naturalmente dal gusto.

«Noi vogliamo che i vini siano raccontati – ha concluso Spadafora – perché la degustazione è un’esperienza che inizia ancora prima dell’assaggio, coinvolge tutti i sensi e anche l’immaginazione, creando così l’emozione». (rrm)

L’OPINIONE / Roberto Occhiuto: Il Vinitaly occasione per dimostrare quanta eccellenza ci sia in Calabria

di ROBERTO OCCHIUTO – Quella del Vinitaly è una bella occasione per dimostrare al Paese quanta eccellenza ci sia in Calabria. Tante cantine alle quali la Regione, grazie al lavoro dell’assessore Gianluca Gallo, ha dato la possibilità di esporre i propri prodotti qui al Vinitaly.

Ed è bello che la Calabria abbia scelto questo slogan ’dove tutto è cominciato’, perché la nostra è la terra di Enotria, che ha tanti vitigni eccellenti e tante piccole cantine che necessitano di essere sostenute sui mercati internazionali del vino”.

Un comparto tanto importante perché è profondamente legato al territorio. Promuovere le nostre eccellenze del vino significa fare una grande operazione di marketing anche in campo turistico. Ricordo che molte cantine in Italia hanno fatto la fortuna dei luoghi in cui sono ubicate. Per questo è compito della Regione sostenere sempre meglio le nostre aziende vitivinicole.

Quest’anno al Vinitaly abbiamo cambiato strategia per quanto concerne i nostri spazi di esposizione. Un’operazione che ci consentirà di replicare questa formula anche nei prossimi anni. Eravamo abituati a fiere in cui si facevano allestimenti che poi si rottamavano, invece questo spazio bellissimo che presentiamo quest’anno diventerà proprietà delle cantine calabresi che lo utilizzeranno anche nelle prossime edizioni del Vinitaly.

Qui abbiamo abbiamo tantissimi produttori calabresi che fanno grandi sacrifici per dimostrare quanto sia eccellente la Calabria.
Tra questi voglio segnalare alcune piccole cantine che sono state costituite da giovani e che stanno contribuendo a dare maggiore innovazione ad un lavoro antico che la Calabria sta declinando finalmente in maniera decisamente moderna.

Quest’anno la nostra regione al Vinitaly, dai grandi ai piccoli produttori, si presenta unita in un’unica grande vetrina espositiva.
Un bell’esempio di massa critica, un’operazione importante e intelligente, che dimostra lo sforzo che stiamo compiendo per rendere visibile sia i grandi marchi sul panorama nazionale e internazionale che le piccole ma preziose cantine che producono in quantità più limitata prodotti di grande qualità.

Sulle politiche regolamentari europee relative alle avvertenze delle etichette sui vini, sto apprezzando molto il lavoro che sta facendo il ministro Francesco Lollobrigida. Un’azione incisiva su cui mi sono già confrontato ieri e con cui continuerò a farlo. Credo che tra il lavoro del governo regionale e quello nazionale sui temi del vino e dell’agricoltura ci sia una sintonia assoluta.

È stato molto bello incontralo ieri mentre si festeggiava in piazza con i produttori calabresi durante la presentazione del nostre eccellenze. (rb)

[Roberto Occhiuto è presidente della Regione Calabria]

Al Vinitaly di Verona si racconta l’antico rapporto tra la Magna Graecia, il vino e la Calabria

«La grande ambizione è far sapere al mondo che tutto è cominciato in Calabria». È quanto ha dichiarato Filippo Demma, direttore dei Parchi Archeologici di Sibari e Crotone, nel corso di una conferenza sul tema al Vinitaly di Verona.

«Un’ambizione che stiamo coltivando insieme al Presidente Occhiuto, agli assessori Gallo e Varì – ha aggiunto –. Se sarà utile a questo scopo organizzare il Vinitaly nel Parco archeologico di Sibari ci lavoreremo e ci proveremo con tutte le forze, compatibilmente con le necessità di tutela del sito. Ci stiamo lavorando e probabilmente ci riusciremo. L’ambizione è raccontare al meglio la Calabria».

Per raccontare, appunto, Dove tutto è cominciato, sono stati esposti nello stand della Regione una selezione di reperti collegati alla plurimillenaria storia del vino nell’Italia meridionale ed in particolare nella Regione.

Assieme al direttore Demma, hanno partecipato alla conferenza anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto e l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, dove si è parlato delle antiche testimonianze archeologiche, delle moderne tecniche di produzione del vino in Calabria. Si è parlato di archeologia, di storia, di cultura in generale. Si è parlato, soprattutto, di sviluppo locale su base culturale e di una importante collaborazione che darà presto i suoi frutti.

Demma ha raccontato ai presenti che fosse già noto il fatto che le più antiche testimonianze di consumo e addomesticazione della vite sulla penisola italica provenissero dalla Calabria ma, «finalmente, – ha ribadito – proviamo a raccontarlo nei nostri musei, nei nostri parchi archeologici, e proviamo a raccontarlo a chi di vino si occupa e al Vinitaly».

La novità, soprattutto, è rappresentata dal fatto che le istituzioni stavolta fanno squadra per coinvolgere tutti, soprattutto agli stakeholder, per puntare allo sviluppo della Regione e di quella fondamentale area ricca di storia (ma non solo) posta tra Sibari e Crotone.

«La cultura di Sibari – ha aggiunto Demma – è la cultura della Magna Grecia. Abbiamo una profondità storica invidiabile, che trova in Sibari un suo punto focale. Il claim di questo Vinitaly 2024 dello stand della Regione Calabria è questo, “Dove tutto è cominciato”, è la prima volta che viene utilizzato, sappiamo da secoli che tutto è cominciato da noi, è un bel segnale di cambiamento».

La rivoluzione può dirsi iniziata è il Ministero della Cultura – guidato dal Ministro Gennaro Sangiuliano – ne è al centro. (rrm)

Cirillo: al Viniìtaly cambio di passo per i vini calabresi

Al Vinitaly 2023 di Verona si percepisce lo straordinario cambio di passo compiuto dal settore vitivinicolo calabrese, presente all’evento per esprimere la qualità, il valore e il prestigio di un lavoro svolto quotidianamente sia dai nostri agricoltori sia dalla filiera logistica, impegnati rispettivamente in un complesso lavoro teso a portare i nostri vini nel mondo». Ad affermarlo è il Consigliere regionale Cirillo tramite la condivisione di un post sulla sua pagina Facebook. Condivido questa sensazione con immenso piacere – continua Cirillo – perché è questa la direzione che dovremo continuare a percorrere da ora in avanti. Complimenti a tutte le Risorse Umane del Dipartimento agricoltura della Regione Calabria, in particolare all’assessore regionale Gianluca Gallo e al Direttore Generale del Dipartimento agricoltura Giacomo Giovinazzo. Insieme al Presidente del Consiglio regionale Mancuso – prosegue la nota – ho avuto l’onore di rappresentare la Calabria al Vinitaly 2023, condividendo tali soddisfazioni anche con l’europarlamentare Gianna Gancia e Nuccio Caffo, quest’ultimo impegnato da generazioni nella produzione dell’amaro del Capo e di altri pregiatissimi liquori. Osservare l’attenzione dei numerosissimi visitatori, impegnati all’interno di circa 120 stand allestiti dalle aziende calabresi e ascoltare i numerosissimi apprezzamenti è una delle più belle emozioni che porterò a casa, con l’impegno di continuare a lavorare mettendoci cuore e passione.

Infine – conclude Cirillo – non dimentichiamo che la regia di questo risultato è frutto della determinazione politica, impressa alla maggioranza dal Presidente Roberto Occhiuto. (rrm)

I vini della Città metropolitana conquistano consensi al Vinitaly

Dopo il successo delle prime attività a cura della Metrocity al Sol&Agrifood, con una conferenza che ha consentito l’approfondimento di temi quali la rigenerazione del territorio e la resilienza delle imprese reggine nell’agroalimentare e il cooking show dello chef Ferranti di interpretazione dei prodotti reggini, che è stato modo di raccontare le eccellenze enogastronomiche e il territorio al vastissimo pubblico presente, l’impegno della Città metropolitana continua con un focus sul settore vitivinicolo.
Attraverso il confronto con la Regione, con la quale si è inteso essere presenti congiuntamente alle manifestazioni veronesi, l’ente ha promosso, nella seconda giornata, una degustazione di finger food, curata ancora una volta dallo chef Ferranti, che ha arricchito il talk con Giovanna Pizzi “Vini reggini, il Mediterraneo dei vini calabresi” accompagnato dalla degustazione dei vini del Consorzio dei vini reggini Terre di Reggio Calabria.

Il talk è stato un momento di interessante approfondimento delle caratteristiche dei vitigni autoctoni e dei vini reggini, raccontati con precisione e passione da Giovanna Pizzi, e delle potenzialità che si prospettano per il futuro, anche da un punto di vista commerciale.
L’importanza di fare rete tra le aziende è stata più volte sottolineata nei vari interventi del presidente del consorzio Vozzo, dalla vicepresidente Nesci e dai produttori aderenti, che ribadiscono l’importanza di lavorare insieme sia tra privati, che tra privati e istituzioni.

Il consigliere delegato all’agricoltura Giuseppe Giordano che, a margine degli eventi, ha incontrato tutte le aziende presenti per ascoltare, raccogliere suggerimenti e confermare l’attenzione dell’ente nei confronti dei comparti agroalimentari e vitivinicoli, è intervenuto durante il talk per complimentarsi con il Consorzio terre di Reggio Calabria, che secondo il delegato metropolitano “è un importante esempio di aggregazione che diviene, tra l’altro, ambasciatore dello straordinario valore del territorio. La Calabria non è seconda a nessuno – continua Giordano – e oggi rappresentiamo la costante crescita e il giusto spirito che, con una rinnovata attenzione all’ innovazione, ci guidano nella giusta direzione. La comunità metropolitana esprime aziende che raccontano un territorio straordinario e la sua storia millenaria e noi amministratori guardiamo con attenzione al percorso di crescita e di collaborazione, che si è ormai attivato e che deve consolidarsi con sempre maggiore convinzione”.

“Occasioni come queste – ha aggiunto ancora Giordano – sono fondamentali per farsi conoscere, per amplificare le eccellenti realtà di cui è ricca l’area reggina, ma sono anche un’opportunità per fare sistema e per innescare azioni virtuose di collaborazioni orientate a comuni obiettivi. La Città metropolitana ha già investito in importanti attività di marketing e di sostegno alle imprese del settore e sono già sul tavolo una serie di nuovi progetti che agiranno sia sul fronte della promozione che dell’innovazione tecnologica. Le potenzialità di un comparto in netto trend di crescita e i numeri incoraggianti ci suggeriscono che è il momento nel quale bisogna spingere ed accelerare. E nelle nostre analisi e nella nostra pianificazione non possiamo dimenticare che con l’agricoltura e la viticoltura si preserva l’ambiente e la biodiversità, che i nostri sono i luoghi della viticoltura eroica, e che l’importante realtà delle “donne del vino” e delle aziende che puntano all’innovazione, aprono a nuove suggestioni e a nuovi stimoli verso la crescita”.

VINITALY, IL SUCCESSO DEI VINI CALABRESI
OTTIMA VALORIZZAZIONE DEL COMPARTO

di FRANCESCO CANGEMI – I vini calabresi continuano, ancora una volta, a essere apprezzati protagonisti nel panorama nazionale. Le coltivazioni e le produzioni della nostra regione, infatti, stanno riscuotendo larghi concensi al Vinitaly in corso a Verona che si concluderà oggi mercoledì 5. C’è da dire che è di ottimo livello la valorizzazione del comparto da parte della Regione e dell’Assessorato all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo: ci sono pregiatissime produzioni e cantine storiche, ma esistono straordinarie realtà anche se piccole che andrebbero sostenute e incentivate adeguatamente.

L’industria del vino rappresenta sicuramente un asset vincente nell’ottica dello sviluppo della regione, quindi va tenuta in massima considerazione con opportune campagne di promozione (che aiutano peraltro in termini reputazionali il territorio). In poche parole, finito il Vinitaly occorre che la Regione si faccia parte diligente perché il vino calabrese venga conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, aiutando i produttori ad affrontare l’export (che comporta complesse procedure autorizzative pressoché impensabili per piccole aziende) e valorizzando non solo i marchi, ma anche i vitigni e le vigne. Alcune cantine hanno realizzato dei resort per ospitare degustazioni, ricevimenti, eventi: sulla scorta, per esempio di Napa Valley in California, non sarebbe male prevedere, col sostegno della Regione e nell’ottica del PNRR, un percorso delle “strade del vino calabrese”, che diventerebbe facilmente un notevole attrattore di turismo di alto livello.

Positiva, dunque la partecipazione al Vinitaly: gli stand della Regione Calabria sono stati presi subito di mira da curiosi e addetti ai lavori per conoscere le novità vinicole arrivate a Verona. Dopo il grande successo riscosso dallo stand calabrese a Vinitaly and the city, nel centro storico di Verona, si è aperto nel quartiere fieristico il tradizionale Vinitaly Agrifood & Sol, con la Calabria in primo piano: 120 le aziende presenti in uno spazio espositivo pari a circa 1400 metri quadri, curato nell’allestimento ed in ogni dettaglio, con la regia dell’assessorato regionale all’Agricoltura e dell’Arsac, in collaborazione con la Città metropolitana di Reggio Calabria, i Consorzi di tutela dei vini ed il Consorzio igp Olio di Calabria.

Migliaia, nel corso della prima giornata, i visitatori che si sono recati all’interno dei padiglioni 10 e 12 per degustare i vini calabresi, la cui qualità è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni. Grande successo, inoltre, per le aziende del settore olivicolo e dell’agroalimentare di qualità che hanno preso parte a Sol & Agrifood.

Grande soddisfazione hanno espresso il presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto e l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo. «I vini calabresi – ha detto Occhiuto – si stanno facendo apprezzare in tutta Italia. C’è una grande varietà di cantine, anche piccole, che dimostrano l’interesse di tanti giovani imprenditori verso la produzione vitivinicola. Sono molto contento che l’assessorato all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo, stia dando grande sostegno istituzionale a questi produttori, mettendoli nella condizione ideale di presentarsi a fiere importanti come questa del Vinitaly».

Secondo Occhiuto, «Questa è un’importante occasione per far conoscere la ricchezza e il valore del settore vitivinicolo calabrese. Lo stesso assessore Gallo mi ha riferito che i nostri vini stanno riscuotendo un grandissimo successo qui a Verona: siamo molto orgogliosi e speriamo che lo siano altrettanto gli imprenditori che fanno tanti sacrifici per ottenere questi risultati. Con il ministro Lollobrigida c’è un rapporto solido, intessuto anche col filo dell’amicizia. È un importante interlocutore istituzionale e dimostra quotidianamente l’attenzione che il governo nazionale ha verso la Giunta regionale della Calabria».

Un fiume in piena il governatore calabrese che ha dichiarato, in polemica con le politiche Ue, anche come «La filiera dei nostri vini va certamente tutelata, soprattutto dagli attacchi europei. Considerare i vini alla stregua delle sigarette è sbagliato, ciò che fa l’Irlanda non necessariamente deve essere fatto nel resto d’Europa. L’Ue dovrebbe, invece, sostenere al meglio il settore vitivinicolo che è una ricchezza per la Calabria come lo è per il Paese e anche credo per l’Europa. Bisogna intervenire poi per evitare che sulle aziende di produzione si riverberino i costi relative alle regole Ue sullo smaltimento delle bottiglie. Ci sono tante imprese che esportano vino in tutto il mondo e sarebbe davvero difficile riciclare, ovvero riavere indietro le bottiglie. A me sembrano cose lunari, e l’Europa invece che stare sulla luna dovrebbe stare più sulla terra, dove si produce l’uva e il vino», ha sottolineato Occhiuto.

A far tappa ai padiglioni Calabria anche il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida.

«È stato un anno di grandi investimenti – ha detto, dal canto suo, l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo – abbiamo ampliato i nostri spazi, abbiamo modificato l’allestimento del nostro stand, siamo andati all’esterno per “Vinitaly and the City” ed è stato un grande successo. In questi giorni ci saranno tanti influencer del settore vitivinicolo che faranno visita al nostro stand per raccontare la verità sulla Calabria. Una Calabria straordinaria. La Calabria che non ti aspetti».

Cosa devono temere, allora, i viticoltori calabresi? Devono stare attenti, e qui le istituzioni devono fare la voce grossa, affinché l’Unione europea non penalizzi le colture calabresi per privilegiare altri territori. Un mercato che va incentivato e che, con i panorami della Calabria, può diventare un attrattore turistico non indifferente per portare sempre più persone nella nostra regione. (fca)

 

 

A Vinitaly premiato Paolo Ippolito per la sua storica Cantina

«Due braccia strappate all’agricoltura e poi restituite». Scherza così Paolo Ippolito, vicepresidente dell’Azienda di famiglia allocata nel centro storico di Cirò, poco prima che la cerimonia di consegna del Premio “Angelo Betti – Benemeriti della viticoltura” al Vinitaly di Verona abbia inizio.

È visibilmente emozionato. L’Assessore regionale calabrese all’Agricoltura Gianluca Gallo ha segnalato lui per il prestigioso riconoscimento che si replica dal 1973, anno in cui fu ideato dal fondatore della più importante fiera del vino al mondo, e che, in ogni edizione, il Vinitaly assegna a venti imprenditori vitivinicoli, uno per Regione. La sua emozione è doppia, perché lo stesso premio fu vinto 33 anni fa dal papà Salvatore. «Ritrovarmi qui, oggi, pensando di aver ripercorso i suoi passi mi commuove e mi rende molto orgoglioso. Almeno quanto lo sarebbe lui».

Laurea in economia e commercio alla Sapienza, 15 anni vissuti tra l’Italia e l’estero per occuparsi di marketing e comunicazione per conto di grossissimi marchi nazionali e internazionali, dieci anni fa la decisione di rientrare in Calabria, nella sua Cirò, per prendere in mano le redini della cantina nata nel lontano 1845 dal trisavolo Vincenzo, quando il vino era ancora destinato al solo consumo locale.

Un ritorno che «era in fondo scritto», dice ancora, un richiamo delle radici in quella che era ed è la più antica – e più importante – azienda vinicola calabrese, 100 ettari nelle campagne cirotane, affacciati sul blu dello Jonio. Nella quale, con il padre e lo zio, avevano continuato a lavorare i cugini Gianluca e Vincenzo. «Noi tre siamo cresciuti insieme, vivevamo nello stesso palazzo, giocavamo a calcio nel cortile della cantina. Al mio rientro ci siamo ritrovati e abbiamo ricreato il nostro “dream team”». Un team, cioè, super affiatato, capace di dare al proprio marchio la spinta propulsiva necessaria per conquistare anche i mercati internazionali, portando in alto non solo il proprio nome, ma anche quello del doc Cirò. «Per questa edizione del Premio Betti abbiamo scelto Paolo – dice l’assessore Gallo – proprio per questo: volevamo dare un riconoscimento all’area del Cirò e a un giovane imprenditore che, dopo esser stato tanti anni fuori dalla Calabria, ha deciso di tornare e sta non solo gestendo con intelligenza e creatività il passaggio generazionale della sua cantina storica, dando lustro a tutti i calabresi, ma anche lavorando in maniera eccellente alla promozione dell’area di appartenenza con il Consorzio di tutela».

Storia e tradizione da un lato, innovazione e modernità dall’altro. Paolo Ippolito appartiene a quella nuova generazione di produttori con i piedi ben saldi nel passato, che hanno però la mente – e le azioni – proiettate nel futuro. Quegli stessi produttori che oggi compongono il Consorzio Cirò, di cui lui è uno degli undici componenti del direttivo e Presidente della Commissione promozione. «Anche nel Consorzio abbiamo formato un team affiatato – racconta ancora – c’è stato anche lì un ricambio generazionale e c’è molta coesione e armonia: siamo cresciuti insieme, in un paese di 15mila abitanti dove ci conosciamo tutti, quindi stiamo lavorando molto bene».

Ma non solo. Ippolito è stato anche uno dei più giovani “Ambasciatori del vino” nominati da “Città del vino”, che riunisce tutti i Comuni italiani produttori. Lo è dal 2019 e, anche in questo incarico, mette tutta la passione che lo contraddistingue e che gli è valsa i tanti successi conquistati, ultimo dei quali la “Gran medaglia di Cangrande”, che torna a casa Ippolito. Successi che lo rendono, oggi più che mai, ambasciatore non solo del vino, ma anche di quella “Calabria straordinaria” che, ogni giorno di più, si sta mostrando nella sua bellezza al mondo. (rrm)

La Calabria al Vinitaly di Verona

Saranno circa 120 le aziende calabresi che prenderanno parte a “Vinitaly and the City” e “Vinitaly – Agrifood and sol”, eventi in programma a Verona, in programma dal 31 marzo al 3 aprile e dal 2 al 5 aprile.

Una settimana decisamente intensa e ricca di appuntamenti, che rappresenterà una vetrina importante per i vini calabresi, che, negli ultimi tempi, hanno visto crescere notevolmente il proprio livello qualitativo e sono pronti a nuove sfide.

A promuovere ed organizzare la trasferta, la Regione Calabria e l’Arsac, in collaborazione con la Città Metropolitana di Reggio Calabria e Consorzi dei Vini.

«L’azione di promozione avviata nel settore agroalimentare – ha sottolineato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – prosegue secondo le linee tracciate nell’ambito della programmazione predisposta in seno alla Giunta regionale, su impulso del Presidente Occhiuto. Abbiamo investito molto e convintamente sulla manifestazione fieristica veronese perché l’impegno dei nostri imprenditori va premiato attraverso un forte sostegno».

«Negli ultimi anni – ha continuato – il settore vitivinicolo è cresciuto non solo nei numeri, ma soprattutto in qualità, specie sotto il profilo della ricerca e dell’innovazione. Oggi, quindi, oltre ad una straordinaria biodiversità e ad una grande capacità produttiva, c’è tanta qualità nei nostri vini e distillati e per questo bisogna fare in modo che le nostre aziende abbiano sui mercati internazionali lo spazio e la visibilità che meritano».

Dal generale al dettaglio: si parte venerdì 31 marzo con “Vinitaly and the City”, ovvero una quattro giorni nel centro storico di Verona con degustazioni, visite guidate, ma anche momenti di approfondimento con talk-show e masterclass. La Calabria sarà presente con un suo stand in Piazza Mercato, ma anche attraverso l’organizzazione di tre Masterclass, dedicati al vino e all’olio, che si svolgeranno nella Sala Consiliare, nella Loggia Fra’ Giocondo, ed in piazza dei Signori. Domenica 2 aprile, poi, prenderà il via “Vinitaly – Agrifood and sol”.

La kermesse si protrarrà fino a mercoledì 5 aprile. Tutto il padiglione 12 e parte del padiglione 10 saranno occupati dalle aziende calabresi del settore vitivinicolo e del food, impegnate nel confronto con buyers ed espositori oltre che in un fitto programma di iniziative laboratoriali, degustazioni, convegni, dibattiti. (rcz)

 

Vinitaly, la Calabria chiude la rassegna con record di presenze e si prepara al Concours Mondial de Bruxelles

È con un record di presenze di operatori – 88 mila, di cui 25mila stranieri provenienti da 139 Paesi – e grande partecipazione, che si chiude, per la Calabria, la 54esima edizione di Vinitaly, salone dei vini e dei distillati.

L’evento, che ha visto il Padiglione Calabria e Sol&Agrifood Calabria Straordinaria tra i più visitati, si è confermato un fondamentale incontro con il vino, l’olio extravergine e l’agrifood calabrese; seguitissima la conferenza stampa di presentazione del Concours Mondial de Bruxelles “Enotria, Viaggio alle Origini del Vino, che sarà ospitato quest’anno in Calabria. La Regione che ha accolto la sfida di organizzare un evento che farà bene ad un territorio che vuole crescere e camminare sulle proprie gambe.

La kermesse veronese si conferma un fondamentale appuntamento internazionale ed una grande occasione per le cantine calabresi di dimostrare al mondo l’incredibile crescita qualitativa che si è registrata negli ultimi anni. Grande soddisfazione per i produttori calabresi di vino e di extravergine che dopo tanto tempo hanno potuto rincontrare fisicamente persone che non vedevano da tre anni per via delle limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19.

Ricchissimo il programma di eventi che si sono succeduti nel padiglione Calabria, con degustazioni di approfondimento di tutte le zone produttive regionali che hanno visto la presenza di numerosi esperti, degustatori e professori universitari di settore, moderati dal giornalista enogastronomico Luca Grippo. Nomi altisonanti come Jacopo Cossater (Giornalista – Senior Editor Intravino), Raffaele Rio (Presidente Demoskopika), Giancarlo Gariglio (Curatore Guida Slow Wine), Francesco De Franco (Consigliere Nazionale Fivi), Matteo Gallello (Co-founder della Rivista Verticale), il Prof. Rocco Zappia dell’Università di Reggio Calabria ed Daniele Castrizio dell’Università di Messina, e l’inaspettata presenza di un amico del vino di Calabria, il noto giornalista del vino Marco Sabellico (Gambero Rosso) che in visita al Padiglione Calabria Straordinaria ha condotto con Luca Grippo l’entusiasmante degustazione Cirò in trasparenza: le mille sfumature del Gaglioppo, dichiarando: «Per molti anni la reputazione della regione è stata affidata a pochi marchi conosciuti a livello italiano ed internazionale; fortunatamente negli ultimi cinque anni abbiamo avuto una serie di straordinarie sorprese, sono nate tante piccole aziende orientate alla qualità, che lavorano sui vitigni della tradizione e sulle tipicità dei diversi terroir con risultati eccezionali. Speriamo che possano crescere e raggiungere dimensioni significative».

Si è registrato il tutto esaurito presso la Sala Iris del Palaexpo di Verona Fiere, dove nel corso del pomeriggio di ieri, moderata dal giornalista Luca Grippo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Concours Mondial de Bruxelles, che quest’anno sarà ospitato dalla Regione Calabria.

Un evento tra i più prestigiosi del mondo del vino animato da una competizione rigorosa dal respiro internazionale che vedrà coinvolti oltre 320 giudici e 8.000 vini degustati, da 50 nazioni differenti che si svolgerà a Rende in provincia di Cosenza dal 19 al 22 maggio 2022. Sarà un’occasione unica per far conoscere e raccontare il mondo del vino calabrese e la sua meravigliosa terra per molti versi ancora inesplorata, sebbene qui il vino lo si produca da tempi antichissimi.

La Calabria, grazie alla sua storia di produzione enoica millenaria, al suo clima unico e ai suoi terroir, oltre che all’inestimabile patrimonio naturalistico che fa da cornice ad ogni lembo di terra, rappresenta una culla per il vino di qualità. Ben 110 le etichette di vini calabresi che verranno prese in esame il prossimo maggio dalla giuria internazionale durante la quattro giorni di assaggi a Rende, nella manifestazione ideata dall’agenzia di comunicazione VinoPres con quasi tre decadi di esperienza alle spalle e rappresentata ieri dal direttore Generale monsieur Quentin Havaux e dall’ambasciatrice per l’Italia madame Karin Meriot.

Alla conferenza stampa erano presenti per conto della Regione Calabria l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e  Giacomo Giovinazzo, Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura. Come sottolineato da Giovinazzo: «la Calabria è onorata di poter accogliere il Concours, una regione che vuole proporsi sul panorama internazionale del mondo del vino, una regione che rappresenta un perfetto connubio tra ambiente, storia e territorio. Vi aspettiamo in Calabria, siamo pronti ad accogliervi per mettere in evidenza bellezze e peculiarità della nostra regione».

Nel corso della conferenza stampa, il Presidente dell’agenzia VinoPres Quentin Havaux, ha descritto al pubblico le modalità e tutte le fasi di svolgimento del concorso, in maniera dettagliata, rimarcando il rigore della competizione: «In tutti questi anni il concorso si è creato una fama internazionale, per le eccellenze e le rigorose selezioni che lo contraddistinguono. Siamo felici e onorati di poter entrare nel cuore della Calabria, per la sessione dedicata ai vini bianchi e rossi».

«Promuoviamo il territorio – ha proseguito – soprattutto attraverso i nostri giudici, circa 300 operatori di settore arriveranno in Calabria in occasione del Concours. Giudici con profili degustativi differenti, per riuscire ad avere il consenso di tanti palati e competenze, ed avere un vino pronto ad andare sui mercati esteri. Tutte le degustazioni saranno alla cieca, circa 70 commissioni composte ciascuna da 6 degustatori. Siamo fieri e onorati di poter portare oltre 300 giudici in Calabria e contribuire anche noi a promuovere e sponsorizzare questa meravigliosa terra, che ci ha accolti con tanto calore ed entusiasmo».

Molto applaudito dal pubblico e dalla stampa l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo: «Ringrazio per tutto il lavoro svolto finora e l’impegno preso da Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca Regionale di Calabria, il Bruno Maiolo, Direttore Arsac – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese e i presidenti dei Consorzi di Tutela dei Vini Calabresi».

«Siamo felici ed orgogliosi – ha aggiunto – di avervi in Calabria, una Calabria che è tornata a farsi sentire a gran voce anche al Vinitaly rendendo onore ai tanti viticoltori calabresi pieni di entusiasmo. Una Calabria che dovrà presentarsi nei giorni del Concours con il suo abito migliore, per mostrare al mondo la forza e le peculiarità della regione, fare in modo che se ne parli positivamente dopo aver vissuto una esperienza concreta e autentica in una terra che ha tanto da dare. Per noi è una occasione unica, vogliamo che sul territorio ci sia una partecipazione corale, l’evento si svolgerà a Rende, lo abbiamo trattenuto in Calabria e abbraccerà tutta la Calabria, tramite i tour e le escursioni sui territori che circondano la provincia di Cosenza e le province limitrofe, quali Vibo, Pizzo e Lamezia».

«Poiché riteniamo che tutti i produttori debbano essere coinvolti – ha proseguito – organizzeremo delle altre giornate che porteranno altrettanti giornalisti, blogger ed esperti di settore, a visitare zone che sono per la Calabria un fiore all’occhiello, quali gli areali di Cirò, Melissa e Reggio Calabria e Bivongi, grazie all’aiuto dei Consorzi di Tutela dei Vini Calabresi. Una festa per tutta la Calabria, una serie di eventi, manifestazioni e convegni a latere, che coinvolgeranno i calabresi, le aziende e tutti gli appassionati al mondo del vino. Un modo anche per i giovani, di avvicinarsi al mondo del vino, conoscerne le bellezze con consapevolezza ed essere guidati ad un saper bere bene».

«Costruire una cultura attraverso eventi come questi ai quali teniamo moltissimo – ha concluso –. Un’azione di promozione per il settore vitivinicolo e per l’intero territorio calabrese. Ci aspetta una sfida importante, cercare di fare del nostro meglio, per un territorio che ha tanta voglia di camminare sulle proprie gambe, patria di elementi e produzioni vitivinicole ed enogastronomiche di grande qualità».

Alla conferenza ha poi portato i suoi saluti Gennaro Convertini, presidente dell’Enoteca Regionale di Calabria: «Ringrazio molto l’assessore Gallo per aver avuto la volontà di trattenere il Concours in Calabria, ringrazio VinoPres per la fiducia che ha riposto in noi e la voglia di portare il Concours in Calabria. Noi ci stiamo preparando anche ad accogliere il pubblico e i tanti wine lover e appassionati».

«Abbiamo osato – ha concluso – con questa edizione, prendendo sessioni d’assaggio anche per consumatori all’interno delle cantine, dove potranno degustare oltre ai vini calabresi i vini del Concours, con due mattinate dedicate il 21 e il 22 maggio, che anticiperanno gli eventi previsti nel pomeriggio. La Calabria è pronta ad accogliere a braccia aperte il Concours Mondial de Bruxelles».

A sottolineare il rigore e la serietà dell’evento Concours, tra i giornalisti presenti, Francesco D’Agostino di “Cucina e Vini” e Marco Sciarrini di “Cronache di Gusto”, che hanno definito l’organizzazione del Concours impeccabile, quasi militare, un evento che invoglia a partecipare e che incuriosisce giudici e appassionati desiderosi di assaggiare vini di territori meno conosciuti ma capaci di esprimersi con incisività e carattere.

A concludere la conferenza stampa l’assessore Gianluca Gallo: «Buon Concours a tutti, vi aspettiamo in Calabria, una Calabria che speriamo sarà all’altezza del Concours, noi ce la metteremo tutta per accogliervi al meglio, in una Calabria, che per citare il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, il mondo non si aspetta, una Calabria Straordinaria».

Molto partecipati gli eventi che hanno animato il programma di Area Sol&Agrifood, durante il quale, da domenica 10 a martedì 12 aprile , ono state realizzate sei degustazioni di extravergine durante l’arco della giornata, guidate dal capo panel Antonio G. Lauro, con la partecipazione di alcuni tra i nomi più noti del giornalismo di settore come Maurizio Pescari.

È stata un successo la conferenza stampa del Consorzio IGP Olio di Calabria, dove si è ampiamente parlato della nuova immagine e degli eventi che caratterizzeranno l’attività del consorzio. Cui è seguito uno dei tanti show cooking realizzati durante la manifestazione; di successo quello svolto in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Calabria (FIC), come pure quello di armonizzazione dell’olio Evo di Calabria con i piatti e le ricchezze agroalimentari regionali svolto in collaborazione con Nocciola Bio di Calabria con la partecipazione della chef stellata del Ristorante “Dattilo” di Strongoli Caterina Roberta Ceraudo, a cui è intervenuto il giornalista Alberto Grimelli, Direttore di Teatro Naturale.

A conclusione del programma, durante la giornata di martedì l’incontro show cooking “Dall’albero al piatto”, presentato dal giornalista e sommelier Tommaso Caporale con l’accostamento di un pregiato Evo calabrese ad una squisita tartare di razza podolica calabrese preparata dalla chef Roberta Ceraudo. Evento in collaborazione con Nocciola Bio di Calabria e con il Panestorto di Monica Florio.

Tutte le dirette degli eventi di Calabria Straordinaria Vino – Vinitaly e Sol&Agrifood sono visibili sulla pagina Facebook Calabriawine (@calabriawine.info).

Un’edizione di assoluto rilievo all’insegna non solo della qualità del vino e dell’Evo calabrese, ne sono testimoni i numerosi premi conferiti da Sol&Agrifood-ilGolosario, importante riconoscimento istituito da oltre 10 anni con l’obiettivo di individuare le eccellenze dell’agroalimentare italiano in mostra durante tutta la kermesse.

Una apposita commissione, dopo aver assaggiato i prodotti in esposizione, redige una propria classifica di gradimento, poi sottoposta al giudizio finale dei giornalisti della redazione de IlGolosario, Marco Gatti e Paolo Massobrio che a fine manifestazione proclamano i vincitori che saranno inseriti nell’edizione 2023 del best seller del gusto ilGolosario.

Di seguito i prodotti calabresi vincenti suddivisi per categoria: Ddolci Sgambelluri – Torrone di mandorle cioccolato fondente – Siderno (RC) Formaggi Apocc Calabrialleva – Ricotta affumicata – Cutro (KR) Pasta e pane a Mattra – Mattrasau (sfoglie di pane croccante) – Santa Domenica Talao (CS) Liquori Patea – Amaro Cardus – Brancaleone (RC) Ancora una volta la regione Calabria si attesta tra quelle più premiate da IlGolosario, una tra le più importanti riviste di settore. Prestigiosi riconoscimenti questi che ancora una volta evidenziano la grande qualità dei prodotti alimentari Made in Calabria e che rimarcano l’alta qualità gastronomica della regione. (rrm)