L’Unical si arricchisce di uno sportello Csv sul Volontariato

di FRANCO BARTUCCI  – Al Centro residenziale dell’Università della Calabria è stato aperto uno sportello del CSV sul volontariato per educare i giovani alle buone politiche. A tagliare il nastro è stata invitata il Pro Rettore con delega al Centro residenziale, prof.ssa Patrizia Piro, con accanto il Presidente del CSV di Cosenza, Gianni Romeo, festeggiati nella circostanza da professori e studenti della stessa Università che si occupano di associazionismo, nonché da vari componenti che fanno parte dell’Associazione di volontariato che opera nell’intera provincia cosentina.

Il Centro servizio bruzio, oltre ad offrire servizi gratuiti agli enti di terzo settore e ai volontari di tutta la provincia, si occupa di diffondere la cultura del volontariato. Lo sportello attivato all’Università della Calabria sarà, infatti, un luogo in cui gli studenti potranno trovare informazioni sul volontariato e conoscere tutte le occasioni offerte dal terzo settore.

Lo spazio, concesso dall’UniCal al CSV, in comodato d’uso gratuito, ospiterà seminari e corsi di formazione per le associazioni che già operano nel Campus di Arcavacata e laboratori didattici su tematiche specifiche per consentire agli studenti di sperimentare pratiche di innovazione sociale.

Di questo si è parlato subito dopo la cerimonia inaugurale nella sala stampa del Centro Congressi Beniamino Andreatta nel corso di un incontro moderato dalla responsabile dell’ufficio stampa del CSV cosentino, Lory Biondi, con accanto il Pro Rettore, prof.ssa Patrizia Piro, il presidente del CSV di Cosenza, Gianni Romeo, nonché il vice presidente della stessa Associazione, Gregorio Crudo, dai quali interventi è scaturita una ricchezza di informazioni su quello che è stato e sarà il rapporto tra il CSV Cosenza e l’Università, che non sono nuovi a collaborazioni che vanno nella direzione di rafforzare la coesione sociale dell’area urbana. In particolare negli anni passati, sono state stipulate convenzioni sulla formazione di studenti e volontari e sono state realizzate ricerche sullo stato del volontariato cosentino.

Il CSV – è stato sottolineato – trova nell’Ateneo di Arcavacata un bacino di utenti significativo rappresentato dagli studenti che possono, non solo avvicinarsi alle pratiche di volontariato, ma anche cogliere le opportunità di formazione e di crescita professionale che gravitano attorno al mondo del terzo settore.

Di terzo settore ne ha parlato molto la prof.ssa Patrizia Piro, con delega al Centro residenziale, che negli ultimi cinque anni si è spesa con intensità e passione a dare un canale preferenziale di dialogo e collaborazione tra l’Università e la società del territorio, partecipando, come ha sottolineato la responsabile dell’ufficio stampa del CSV, Lory Biondi, lei stessa alle attività formative promosse dall’Associazione per viverne le motivazioni esistenziali.

«La terza missione dell’Università della Calabria è quella di aprirsi al territorio – ha dichiarato la prof.ssa Patrizia Piro – sviluppando un rapporto sinergico con esso e con il mondo delle associazioni che nell’Università sono tante. Il CSV può essere il punto di riferimento e coordinamento sinergico con tale mondo associativo che deve guardare con interesse e partecipazione al consolidamento della stessa Università nel contesto della Calabria e del Mezzogiorno per un suo sviluppo e crescita in ogni senso».

«Il CSV entra di diritto nell’Università, fortificato dalle sue esperienze maturate in questo ultimo decennio, dando il suo contributo di dialogo e collaborazione costruttiva nella scrittura di una nuova pagina della sua storia.  Il CSV può aiutare l’Università ad essere testimone nel territorio in modo autorevole per diventare, insieme, moltiplicatori di occasioni. L’Università – ha concluso – risponde così al mandato della terza missione rafforzando i legami con il contesto socioeconomico in cui opera».

Ultra soddisfatto si è dichiarato il Presidente provinciale del CSV, Gianni Romeo, che ha ricordato la fattiva collaborazione già instaurata con l’UniCal negli anni passati con la pubblicazione di tre volumi e la firma di altre  due convenzioni finalizzati a percorsi  di formazione e

«Sono sicuro – da detto – che faremo insieme molte altre iniziative»; mentre Gregorio Crudo, vice presidente del Centro servizi, ha con orgoglio aggiunto: «Lo sportello appena inaugurato sarà la casa del terzo settore all’Università della Calabria. Ci rivolgeremo agli studenti non solo per promuovere l’opportunità del servizio civile, ma anche di valorizzare il volontariato».

Altri contributi sono stati portati al dibattito che si è sviluppato dai professori: Maria Teresa Nardo, Vincenzo Fortunato, Carlo De Rose e Antonio Samà, che hanno manifestato la loro disponibilità di collaborazione alla creazione di questo nuovo spirito di apertura al mondo esterno per uscire da quel sistema di autoreferenzialità in cui la stessa Università è apparsa alla società esterna cosentina.

L’apertura dello sportello del CSV coincide, come evento augurale, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura dei corsi di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia, nonché dell’avvio dei corsi di laurea in matematica, chimica e scienze naturali della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, avvenuta con l’anno accademico 1973/1974. Che sia di stimolo al CSV di saper giocare la sua presenza nella stessa Università in modo costruttivo creando uno spirito nuovo di conoscenza nella comunità universitaria, che n’è sguarnita, nello scoprire l’identità e la funzione dell’Università della Calabria partecipando attivamente nel percorso di crescita ben delineato e indicato dai padri fondatori.  Il lavoro da compiere è ancora molto ed è importante riscoprirne il valore costitutivo proprio entrando nella conoscenza della sua storia di origine, la cui memoria oggi è molto labile nelle nuove generazioni. (fb)

A Cosenza il volontariato calabrese a confronto sul cambiamento climatico

Si è svolto, alla Cittadella del Volontariato di Cosenza, un incontro a più voci sul cambiamento climatico, promosso da Cda Calabria Odv e Movimento Laudato Sì, di cui è referente regionale Graziella Catozza.

Ad affiancarla Francesco Torchia, in rappresentanza dei circoli del Movimento di Lamezia/Maida e Crotone/Marchesato; a far pervenire un messaggio di saluto anche il circolo di Reggio Calabria. Articolata e approfondita la dissertazione sulle esperienze di volontariato messe in campo nei rispettivi territori e le comuni esperienze di collaborazione tra i circoli del Movimento, realizzate a livello regionale. 

Nell’occasione, la referente ha raccontato l’esperienza del #PEP Polo Educativo e di prossimità di Maida che nasce dall’ispirazione dell’enciclica Laudato Sì e si conferma nella Laudato Deum.

«Un testo dall’alto valore pedagogico e dall’indiscussa capacità di esortazione all’agire educativo, in qualsiasi contesto di vita – ha evidenziato Graziella Catozza – un documento che coinvolge tutti e tutte, a qualsiasi età. Non solo le scuole e le università ma anche i nostri luoghi di lavoro e del tempo libero, le nostre parrocchie e le nostre associazioni. La storia che saremo capaci di scrivere – ha concluso la referente regionale del movimento – sarà il frutto delle scelte che oggi e nei prossimi anni saremo in grado di compiere». 

In rappresentanza della Chiesa locale ha preso la parola don Fabio De Santis, che ha affrontato la tematica degli sconvolgimenti climatici nell’ottica dell’attività pastorale svolta quotidianamente nella comunità ecclesiale di riferimento. Tanti gli interventi tra cui quelli di alcuni rappresentanti del gruppo Masci 1 di Cosenza; del presidente dell’Anteas di Cosenza Benito Rocca e di un rappresentante locale della Comunità di Sant’Egidio. 

Ascolto, rigenerazione, solidarietà alla base del presidio sociale: questa le tre ‘parole chiave’ che i partecipanti all’incontro hanno individuato per esprimere in maniera condivisa il senso della tematica affrontata alla luce dell’enciclica e dell’esortazione apostolica pubblicate dal Santo Padre. 

Dagli interventi raccolti durante l’incontro è emersa, inoltre, la necessità di promuovere una maggiore interazione tra le varie realtà associative attive sul territorio unitamente a nuovi incontri sulla pregnante tematica, molto sentita perché di grande attualità. (rcs)

Caulonia e il Veneto insieme nel segno del Volontariato

«Inizia un percorso di collaborazione che punta a stringere un patto di amicizia», quello siglato tra l’Associazione C.I.P.C.- Caulonia e il Coordinamento delle Associazioni dei Volontari Antincendi Boschivi e Protezione Civile “Brenta Monte Grappa”, nel segno del Volontariato.

Si tratta di «una pagina bellissima», ha dichiarato il sindaco di Caulonia, Franco Cagliuso, «perché si corona un progetto di collaborazione pensato 20 anni fa che si concretizza».

«Questo incontro segna una tappa importante per i volontari della Protezione Civile di Caulonia che negli anni hanno dimostrato sul campo la loro bravura nei momenti più difficili per il territorio», ha proseguito il sindaco Cagliuso, che ha aggiunto: «Il gemellaggio con il coordinamento “Brenta Monte Grappa” segna una tappa ulteriore di crescita per tutti, perché è attraverso lo spirito di collaborazione che si costruisce quella rete di cooperazione che incide positivamente sui rispettivi territori».

«Un ringraziamento speciale – ha detto ancora – va a tutte le associazioni di volontariato e alle Forze dell’Ordine per l’impegno costante in favore del territorio, un grazie va a tutti i coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo gemellaggio, in primo luogo a Pino Fuda, e ai sindaci dei Comuni veneti qui rappresentati da Cristiano Montagner, Sindaco di Mussolente».

«Caulonia – ha concluso il sindaco Cagliuso – è da sempre terra di accoglienza, è territorio di condivisione e di impegno sociale e culturale, è rispetto dell’ambiente e molto altro ancora. Caulonia ha lottato contro gli incendi, come ricorda il prof. Ilario Ammendolia qui presente. Abbiamo superato molte difficoltà ed oggi costruiamo un nuovo rapporto sinergico, con la consapevolezza che insieme possiamo percorrere iniziare un cammino che comprenda tutti i settori, anche pensando a scambi economici, attraverso un patto di amicizia».

«Caulonia ha un territorio particolarmente esteso che necessita di controlli finalizzati alla prevenzione dell’ambiente e l’obiettivo è quello di creare una coesione tra le Comunità sia per condividere le esperienze e le conoscenze nel campo della Protezione Civile, del servizio dell’Antincendio Boschivo e della salvaguardia ambientale», ha affermato Antonella Ierace, assessore con delega alla Protezione Civile e alle Associazioni, che ha evidenziato il ruolo strategico dei volontari dell’Associazione C.I.P.C.- Caulonia, presieduta da Lorenzo Mazzà, che si amplia grazie al gemellaggio che si è stretto ieri sera con i volontari veneti, che hanno conosciuto le bellezze di Caulonia, grazie ad Antonella Cursaro e alle ragazze del Servizio Civile.

«Il volontariato è parte integrante della tutela del territorio – ha concluso l’assessore Antonella Ierace – è un valore aggiunto di comunità che fanno rete e guardano in prospettiva a progetti di collaborazione e di crescita con scambi culturali e di politiche giovanili».

Il sindaco di Mussolente, Cristiano Montagner, ha ringraziato per l’ospitalità ricevuta ed ha dichiarato: «Da qui possiamo partire per creare un rapporto di collaborazione sempre più intensa. La Protezione Civile ci sta insegnando come fare rete in maniera differente e, anche se siamo distanti 1.200 km, possiamo operare insieme stipulando un’intesa per proseguire i nostri rapporti anche nel prossimo futuro».

Il sindaco Montagner ha portato i saluti dei primi cittadini dei Comuni di Bassano del Grappa, di Valbrenta, di Solagna e di Romano d’Ezzelino, questo ultimo sede del Coordinamento “Brenta Monte Grappa”, composto da otto associazioni di Protezione Civile, Antincendio Boschivo e salvaguardia ambientale coinvolge circa 300 volontari, per ha sottolineato il presidente Italo Ernesto Bettiati che, nel suo intervento, ha tracciato le linee direttrici di un progetto comune di salvaguardia dei territori, con scambi reciproci e con l’obiettivo di sostenere e far crescere il settore del volontariato.

Il presidente Bettiati ha ricordato l’inizio dei rapporti con i volontari di Caulonia, grazie a Pino Fuda, il quale ha ringraziato il Sindaco Cagliuso e l’Assessore Ierace per aver realizzato quello che sembrava un sogno e che è divenuto un segno concreto di un legame tra Calabria e Veneto che, per come ha concluso il Vice Sindaco di Caulonia, Andrea Lancia, «le nostre comunità si arricchiscono con nuove relazioni che portano a nuove opportunità di crescita reciproca». (rrc)

 

ROGHUDI (RC) – Sabato la proiezione del documentario “L’umanità dei luoghi”

Sabato 18 marzo, alle 17, a Roghudi, all’Access Point, è in programma la proiezione del documentario L’umanità dei luoghi. L’iniziativa è promossa dal CSV dei Due Mari reggino e realizzato con il supporto di Med Media.

Il documentario coinvolge ventinove di gruppi e associazioni non profit e mette in luce legami e connessioni tra volontariato, territorio e comunità attraverso una trama cucita con eventi narrativi tratti da diverse esperienze di impegno gratuito, civico e solidale.

Il tema del cammino è il filo conduttore di questo storytelling sulla nostra terra, sulle sue ferite e sulle sue bellezze.

Un cammino che permette allo spettatore di percorrere la Città Metropolitana dall’Aspromonte al mare, dallo Jonio al Tirreno, dai borghi alle aree urbane, dalla Piana di Gioia Tauro all’area dello Stretto, attraverso le voci e le storie di tante volontarie e di tanti volontari che ne abitano i diversi luoghi e che, con il loro impegno e la loro opera, danno vita a una inedita e toccante geografia umana della nostra terra

Dall’Aspromonte al mare: da Pietra Cappa con Accademia Kronos 1991, passando per Bova con Nati per leggere area grecanica e Bruzzano Antica con il Circolo di Studi Storici Le Calabrie, fino a Brancaleone con il Centro Recupero Tartarughe Marine, sul versante ionico, e fino a Palmi con Prometeus e Aism – associazione italiana sclerosi multipla, a Villa San Giovanni con Ail – associazione italiana contro le leucemie, linfoma e mieloma sezioni di Reggio e Vibo Valentia e a Favazzina e Sant’Eufemia d’Aspromonte con Agape – associazione di volontariato cristiano, sul versante dello Stretto. Tappa anche a Campo Calabro con il Banco Alimentare della Calabria con sede a Reggio, a Castellace con Nasi rossi con il cuore e a Gerace con Club Unesco Re Italo.

Il viaggio prosegue fino a Polistena con Il Samaritano e con la Comunità Padre Luigi Monti e a Rizziconi con Solidal’è. Della città di Reggio Calabria raccontano Evelita, Polisportiva L’Aquilone, Scuola Italiana in Piazza, Avis comunale, La Compagnia delle Stelle. Prezioso il racconto delle periferie: a Condera con Fiadda – Famiglie per i diritti degli audiolesi, a Pellaro con Annunciamo la gioia e Ace Medicina Solidale, ad Arghillà con Cuore di maglia, Corredino Sospeso, Pandora Aps e associazione culturale Magnolia e ad Archi con il gruppo Archi è bello. Una menzione particolare alla Lega Navale di Reggio Calabria, che ha fatto testimonianza mettendo anche disposizione una barca a vela per le riprese, e all’Orchestra Giovanile dello Stretto diretta dal maestro Alessandro Monorchio, incontrata a Mosorrofa e a Reggio, che ha anche accompagnato con le sue note il racconto dei luoghi. (rrc)

Scuola per immigrati in piazza a Reggio: operazione perfettamente riuscita

di GIORGIO FURFARO – Sembra trascorsa un’eternità dal 17 agosto 2020, giorno in cui quattro insegnanti e una ventina di studenti si sono conosciuti nella piazza Mezzacapo (detta anche Sant’Agostino), al centro di Reggio Calabria, realizzando una scuola di italiano per stranieri all’aperto: la Scuola italiana in piazza.

Tutto è partito da uno studio sull’esclusione sociale di bambini, ragazzi e genitori stranieri che stavo conducendo in alcune scuole del comune di Reggio prima e durante il corso della pandemia. Mi sono accorto delle difficoltà di numerose famiglie straniere a partecipare non solo alla vita scolastica, ma anche alla vita socioculturale della città. Per motivi dovuti a problematiche di diversa natura nell’avvicinamento e nell’accesso a strutture per l’apprendimento dell’italiano, molte persone risultavano totalmente o parzialmente escluse dalla società italiana.

Da allora la Scuola italiana in piazza si è evoluta, intraprendendo e sperimentando differenti sentieri nei campi dell’istruzione e della cultura: dalla promozione della lettura alla realizzazione di una piccola biblioteca all’aperto destinata alla collettività; dalla progettazione di percorsi interculturali alla creazione di corsi di lingue straniere, curati da alcuni studenti della stessa scuola. Questi ultimi, per le capacità di apprendimento e insegnamento dimostrate, sono stati invitati a svolgere lezioni della loro lingua madre e della propria cultura e hanno portato avanti lezioni di arabo, portoghese e russo che sono state seguite da studenti italiani. Uno studente italiano particolarmente competente con il tedesco ha a sua volta svolto lezioni della lingua di Goethe.

Si è trattato di un insieme di attività che ha generato i presupposti per offrire, in un luogo pubblico e gratuitamente, opportunità di scambio interculturale e occasioni di conoscenza reciproca mai visti in questa città del Mezzogiorno d’Italia. Del percorso sperimentale della scuola si è parlato dapprima in conferenze e seminari all’Università Mediterranea, all’Università di Messina e all’Università di Siviglia e in un convegno organizzato a Bari dalla regione Puglia e dall’Associazione Italiana Biblioteche. Dopo più di un anno di attività, la Scuola italiana in piazza ha ricevuto i primi riconoscimenti, aggiudicandosi il premio Maria Abenante 2021 dell’Associazione Italiana Biblioteche e l’onorificenza San Giorgio d’oro 2022 da parte del Comune di Reggio di Calabria, conferita a coloro che, mediante la propria testimonianza di vita e professionale, onorano la città, contribuendo alla crescita economica, sociale e culturale del territorio. Inoltre Piazza Sant’Agostino è stata dichiarata Civic place dalla Fondazione Italia Sociale proprio per il lavoro di rivitalizzazione del contesto da parte della scuola, la quale ha contribuito alla trasformazione della piazza da posto ormai malfamato in luogo d’incontro e conoscenza.

La valorizzazione della diversità linguistica e culturale è prioritaria per le scuole come la nostra, che la studiosa Graziella Favaro definisce “scuole di prossimità”. Sono contesti caratterizzati da percorsi di apprendimento che antepongono, alle formalità burocratiche e alla rigidità organizzativa, la cura dei bisogni sociali e formativi e l’attenzione alle vulnerabilità e ai rischi di esclusione degli studenti più svantaggiati sul piano linguistico. Ad esempio, i corsi d’italiano all’aperto della scuola hanno rappresentato un primo punto di contatto per tanti studenti stranieri che non hanno mai iniziato lo studio dell’italiano, favorendo il progressivo avvicinamento alla lingua e alla cultura del Paese d’accoglienza, che rimane il tassello fondamentale per rompere l’isolamento e per favorire l’integrazione sociale.

I volontari hanno svolto un lavoro tanto eccezionale quanto gravoso. Sono persone entusiaste che stanno crescendo, arricchendo considerevolmente il loro bagaglio di conoscenze linguistiche, culturali e di competenze interculturali. Alcuni di loro hanno già un lavoro stabile ma in maggioranza sono precari che svolgono con dignità questo secondo lavoro che purtroppo non gode di retribuzione. La scuola si  finanzia da sempre grazie a piccole donazioni di cittadini e di aziende che hanno creduto nel progetto. Solo così abbiamo potuto acquistare i materiali didattici di base: da lavagne a quaderni, dai libri di qualità per gli insegnanti alle penne per gli studenti. Alcuni materiali però si esauriscono, altri si usurano. 

In ogni caso non si tratta di semplice volontariato: l’obiettivo dello studio connesso alla scuola è stato di individuare la presenza di un significativo vuoto nell’ambito delle azioni d’inclusione sociale che potrebbe essere facilmente colmato, come è stato dimostrato in due anni di attività. Ciò può avvenire non soltanto in una città in cui il rischio di emarginazione è elevato, dovuto anche alle difficoltà da parte della popolazione a trovare un lavoro, ma anche in altri contesti urbani. Basti pensare che il tasso di occupazione della popolazione attiva di Reggio Calabria risulta essere secondo l’Istat del 39,3%, nel 2020. In una città in cui l’emigrazione è un fenomeno che non si è mai fermato soprattutto per motivi economici, diventa di rilevante importanza offrire le condizioni di base ai neoarrivati per poter interagire con la società italiana. Si voglia o no, molti di coloro che ora definiamo stranieri saranno i futuri cittadini di questo luogo. Questi ultimi non riempiranno neppure il vuoto lasciato dagli italiani emigrati, perché il saldo migratorio di Reggio di Calabria (-8 per mille nel 2020) è nettamente negativo ed è il terzo tra i più bassi d’Italia: in altre parole, ci sono più emigrati che immigrati.

Un ringraziamento e riconoscimento doveroso va ad associazioni e realtà culturali che hanno concretamente sostenuto le attività della scuola con significativi contributi originali, nonché alla Rettoria della chiesa di San Francesco per aver fornito un deposito per i materiali didattici e gli arredi scolastici.

A questo punto sento il bisogno ringraziare, insieme ai docenti e agli studenti, due persone che hanno dimostrato un grande cuore e coerenza morale, entrambe trasferitesi a Reggio di Calabria in tempi relativamente recenti: la prima è Padre Sergio Sala, il quale a nome dei Padri gesuiti ha offerto una sede invernale per la scuola, un tetto sotto cui fare lezioni, in maniera del tutto disinteressata, consapevole del carattere aconfessionale della scuola e garantendo totale autonomia organizzativa e didattica; la seconda è una cittadina di origini straniere, che ha finanziato e offerto materiale didattico per la scuola, divenendone la principale benefattrice. 

Sinceramente mi ha fatto riflettere molto l’aspetto che proprio le persone che hanno prestato più attenzione ai bisogni della scuola per la sua sopravvivenza non siano nate e cresciute nel posto in cui la scuola è nata e opera.

Sarebbe bello poter garantire in modo permanente la presenza di questo punto di riferimento per l’istruzione e l’interculturalità in città, ma il rischio di dover abbandonare il percorso rimane dietro l’angolo perché dipende esclusivamente dalla disponibilità gratuita di persone che per vivere svolgono altri lavori. Siamo dunque consapevoli che la scuola, pur essendo un percorso il cui valore è sempre più riconosciuto, non potrà vivere per sempre alle attuali condizioni, ma speriamo che l’esperienza possa strutturarsi meglio un giorno anche da un punto di vista economico.

Intanto desideriamo mantenere il nostro entusiasmo e proveremo a sostenere lo svolgimento delle attività in corso e l’elaborazione di nuovi percorsi. (gf)

MAIDA (CZ) – Approvato il progetto di Servizio Civile

Per il terzo anno consecutivo, il Comune di Maida, guidato da sindaco Salvatore Paone, ha approvato il progetto di servizio civile con la collaborazione del Centro Studi Futura.

Il progetto, infatti, impegnerà per 12 mesi 6 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, e interessa il campo della cultura e, in particolare, la valorizzazione del patrimonio culturale locale e delle minoranze linguistiche. Integrare le potenzialità storico, sociali e culturali di Maida e valorizzarle ulteriormente con la presenza sul territorio di un’importante minoranza linguistica nella frazione di Vena, sono alla base di questo nuovo impegno culturale e civico.

«L’approvazione – ha dichiarato il sindaco Paone – per il terzo anno consecutivo di progetti di servizio civile, non può che essere un fatto positivo e di valore, frutto di un lavoro che è in linea con il programma amministrativo di dare opportunità formativa a nostri giovani laureati e diplomati. Come accaduto nei due anni precedenti, in stretta sinergia con il Centro Studi Futura e al direttore Carmelo Cortellaro, che ringrazio per l’impegno; faremo in modo che anche il nuovo gruppo di ragazze e ragazzi si ponga come obiettivo quello di assimilare le caratteristiche fondamentali del nostro patrimonio culturale».

Tutti i giovani interessati potranno presentare domanda entro le ore 14 di lunedì 8 febbraio 2021. Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it dove, attraverso un semplice sistema di ricerca con filtri, è possibile scegliere il progetto per il quale avanzare la candidatura.

Sul sito www.futuraweb.tv si trovano tutti i riferimenti dei progetti, le procedure di partecipazione ed ogni altra informazione utile a chi fosse interessato alla presentazione della domanda per vivere un anno di intensa esperienza con questa forma di volontariato. (rcz)

Attivata la Piattaforma Informatica Regionale per le Associazioni e i Centri di Volontariato

È attiva la nuova piattaforma informatica regionale per le associazioni e i centri di servizio per il volontariato.

Lo strumento è stato messo a punto dalla Regione Calabria, dopo un confronto con i centri di servizio per il volontariato ed il terzo settore.

La Regione, infatti, punta a garantire alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale di accreditarsi, ai fini dell’aggiornamento dei dati anagrafici e del deposito dell’atto costitutivo e dello statuto, in vista del passaggio al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), in riferimento al decreto ministeriale del 15 settembre scorso con cui si disciplinavano – per gli organismi operanti nel mondo del volontariato – le procedure di iscrizione, le modalità di deposito degli atti, le regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione del Registro.

Adesso, sulla base dello stadio di realizzazione del sistema telematico, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali individuerà con apposito provvedimento il termine a decorrere dal quale la Regione avvierà il processo di trasferimento dei dati al Runts, presumibilmente verso la fine di aprile 2021.

«Il portale – ha spiegato l’assessore Gallo – diventa, così, uno strumento a disposizione degli operatori del mondo del volontariato ma soprattutto per la Regione, quale cabina di regia tecnico-scientifica per la promozione e lo sviluppo delle linee strategiche e di politica economica per tutti gli operatori del volontariato in Calabria».

Scopo del progetto è assicurare supporto sia nelle relazioni tra sistemi locali – tra le Province e le organizzazioni di volontariato che spesso non riescono a interfacciarsi – sia tra amministrazioni e soggetti appartenenti a livelli istituzionali diversi, in una prospettiva di competenza sussidiaria. Inoltre, si punta a mettere in relazione i dati della domanda e offerta di servizi con quelli relativi ai costi, per parametrare i costi standard per alcune tipologie di servizi e ridurre le criticità insite nelle operazioni di raccolta ed elaborazione dati rispetto ai risultati prodotti da servizi/interventi/progetti e alla qualità.

Il servizio di helpdesk verrà fornito tramite i numeri dedicati 0961.85659 – 853725 – 853742, tramite email terzo.settore.lfps@regione.calabria.it o posta elettronica certificata (pec) terzo.settore.lfps@pec.regione.calabria.it. (rcz)

REGGIO – Si ricorda il terremoto/maremoto del 1908

28 dicembre 2018 – È in corso, a Reggio, l’iniziativa Terremoto/Maremoto 1908: le Associazioni di Protezione Civile ricordano.

L’evento è stato organizzato dalle Associazioni di Volontariato aderenti alla Rete Tematica-Protezione civile costituita presso il CSV dei Due Mari.

L’iniziativa, che prevede un trekking urbano, consentirà ai partecipanti di scoprire il centro storico, di coltivare e riscoprire la memoria storica di quei tragici fatti e di alcuni dei luoghi cari alla Città che ne furono colpiti.

Il trekking si concluderà all’Arena dello Stretto, alle 11.30. (rrc)