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Al Museo Civico s'inaugura la mostra "Scavare Radici"

PALUDI (CS) – Al Museo Civico s’inaugura la mostra “Scavare Radici”

Mercoledì 10 aprile, al Museo Civico di Paludi, alle 18, s’inaugura la mostra Scavare radici. Il racconto della scoperta di Castiglione di Paludi, a cura delle archeologiche Donatella Novellise direttrice scientifica del Parco Archeologico di Castiglione e del Museo Civico di Paludi e Serena Guidone, funzionaria archeologa al Parco Archeologico di Pompei.

All’inaugurazione saranno presenti Filippo Demma, direttore del Parco Archeologico di Sibari, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza Paola Aurino, le curatrici della mostra.

L’esposizione, visitabile fino al 10 febbraio 2025, è il racconto della scoperta di Castiglione di Paludi”: un viaggio a ritroso nel tempo, dalle prime segnalazioni del rilevante sito archeologico ai primi del ‘900 sino alla sua messa in luce, tra il 1950 ed il 1956, che porta al tempo lontano della Magna Grecia e prima ancora. A guidare questo percorso di conoscenza e consapevolezza sono documenti d’archivio e reperti mai esposti prima: una selezione di vasi, oggetti in bronzo, statuine, elementi architettonici dall’abitato fortificato ellenistico (IV-III secolo a.C.) e alcuni reperti dalle necropoli: quella più antica enotria (IX-VIII sec. a.C.) e quella contemporanea all’abitato.

«Abbiamo voluto aprire la sezione archeologica del Museo Civico – hanno spiegato le curatrici – raccontando la scoperta del sito straordinario che è Castiglione, attraverso le indagini guidate dall’allora Ispettore Giuseppe Procopio e provando a ricreare l’atmosfera e la suggestione di quegli anni, esponendo una scelta dei documenti d’archivio. E poi i reperti, che raccontano ciascuno con la propria voce la storia di un luogo, di un territorio, le azioni di un tempo passato. Il titolo dato alla mostra non è casuale. Castiglione è spazio in cui una macchia mediterranea straordinaria custodisce l’archeologia. E abbiamo voluto che l’esposizione rappresentasse il legame forte fra natura e archeologia che caratterizza il sito, usando una pianta che a Castiglione cresce abbondante e spontanea: la liquirizia, attraverso la disponibile partecipazione del Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, tra i soggetti aderenti all’Accordo di valorizzazione promosso dal Parco archeologico di Sibari».

«A Castiglione le radici vegetali abbracciano quelle di una comunità, di un territorio, di una pluralità di popoli – hanno concluso –. Scavare radici vuole rappresentare un atto concreto di appartenenza e consapevolezza, attraverso la valorizzazione di quella bellezza del patrimonio materiale ed immateriale di cui il territorio è generoso».

«È un traguardo che tagliamo con grande, incontenibile gioia, frutto della volontà convinta dell’Amministrazione Comunale di valorizzare il patrimonio culturale di cui abbiamo il privilegio di essere custodi, ampliandone la conoscenza, attraverso le strategie migliori», ha dichiarato Stefano Graziano, sindaco di Paludi.

«Un traguardo – ha concluso – che diventa punto di partenza, per le prospettive che apre l’arrivo a Paludi – per la prima volta – dei reperti di Castiglione: occasione di formazione e crescita culturale, di conoscenza e fierezza della nostra identità. Un fare, costruire e promuovere cultura necessario, reso possibile dalla rivoluzione culturale contagiosa e coinvolgente promossa nella Sibaritide da Filippo Demma, direttore del Parco archeologico di Sibari, al quale siamo grati per aver reso possibile la realizzazione della mostra».

Che il Parco archeologico di Sibari voglia essere e costruire comunità è un dato di fatto, sempre più confermato da quanto avviene nella Calabria tutta, nonché dalle parole del suo Direttore Filippo Demma: «Solo pochi mesi fa abbiamo sottoscritto un accordo per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale della Sibaritide e del Pollino con quattordici comuni della Sibaritide, un’Arcidiocesi ed una Diocesi, un Museo d’impresa, tre Musei privati, un Parco Nazionale ed un Ente gestore di due Riserve ambientali, che porterà alla nascita della Rete dei Musei della Sibaritide».

«A distanza di pochi mesi – ha concluso – raccogliamo un frutto importante, senz’altro figlio di quell’accordo: l’apertura della mostra nel Museo Civico di Paludi, con reperti che escono dai magazzini del nostro museo, diventano patrimonio fruibile da tutti e tornano – ripetutamente e a rotazione – nel luogo in cui cono stati rinvenuti poco meno di cent’anni fa. Si concretizza la volontà di fare sistema, di valorizzare la bellezza che ci circonda, attraverso un impegno di comunità». (rcs)