Agricoltura, da Arcea pagamenti per oltre 46 mln

Sono oltre 46 milioni di euro la somma destinata a migliaia di piccoli e grandi agricoltori.  Negli ultimi giorni, infatti, infatti, a cura dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, guidata dal commissario straordinario Francesco Alberti, è stata avviata la fase di liquidazione di diversi decreti.

«Garantire con puntualità le immissioni di liquidità nel circuito produttivo – commenta l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – vuol dire consentire alle aziende agricole un minimo di serenità a fronte di una difficile congiuntura che non risparmia nessun settore e mettere in seria difficoltà anche il comparto agricolo».

Nel dettaglio, il decreto n. 154, dell’importo di 5.165.746,86 euro e riservato a 186 beneficiari, si riferisce a misure a superficie e strutturali del Psr: 14 “Benessere animali”; 4.1 “Investimenti nelle aziende agricole”; 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”; 19.2 “Sostegno all’esecuzione degli interventi nell’ambito della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo”; 8.5 “Sostegno agli investimenti destinati ad accrescere resilienza e pregio ambientale degli ecosistemi forestali”; 8.3 “Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici”; 11 “Agricoltura biologica”; 6.4 “Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”; 4.3 “Investimenti per la gestione della risorsa idrica da parte delle aziende agricole”; 6.1 “Aiuto all’avviamento di nuove imprese agricole condotte da giovani agricoltori”; 7.3 “Sostegno per l’installazione, il miglioramento e l’espansione di infrastrutture a banda larga”; 4.2 “Investimenti in aziende agricole in cui si insedia un giovane agricoltore”; 8.6 “Sostegno agli investimenti in tecnologie silvicole”; 8.1 “Sostegno alla forestazione”; 16.2 “Sostegno a progetti pilota”; 1.2 “Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione”. Con distinto provvedimento, invece, è stato autorizzato il pagamento – a titolo di Domanda Unica – della somma di 41.147.214,71 a favore di 41.549 beneficiari. (rcz)

In Regione la stipula del protocollo d’intesa sullo standard etico per il lavoro in Agricoltura

L’ “Evento conclusivo del progetto Piu Supreme”, organizzato dalla regione Calabria chiude il percorso di diciotto mesi di “Resto in Campo – Percorsi di diritti per migranti”che si inserisce nel Progetto interregionale P.I.U Su.pre.me, realizzato con il cofinanziamento dell’Unione europea, Pon Inclusione – Fondo Sociale Europeo 2014-2020 e inserito nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato. L’ente capofila del progetto è stata la Regione Puglia in partenariato con la Regione Calabria, che ha affidato il coordinamento del degli enti no-profit all’Associazione Comunità Progetto Sud Onlus.

Un progetto che si è esteso lungo tutto il territorio calabrese e che ha toccato le tre Piane della regione: Sibari, Lamezia Terme, Gioia Tauro e i territori interni tra Pollino, Sila e Valle del Crati, paesi della costa jonica da Crotone fino a Melito di Porto Salvo e il territorio della Locride.

Sono state coinvolte associazioni di categoria, cooperative sociali, imprese e reti di servizi professionali, con l’intento di promuovere condizioni di regolarità lavorativa e sistemi virtuosi di accompagnamento, formazione e riqualificazione professionale che hanno consentito ai beneficiari del percorso l’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro, con particolare riferimento al settore dell’agro-alimentare.

Lunedì 4 dicembre, in Cittadella, in occasione dell’evento voluto dalla regione Calabria, ci sarà la stipula del protocollo d’intesa sullo standard etico per il lavoro in agricoltura, la presentazione della ricerca sullo sfruttamento delle donne in agricoltura (il cui report è diventato un libro che sarà distribuito gratuitamente) e la proiezione delle attività svolte dal progetto “Resto in campo – percorsi di diritti migranti”. (rcz)

Differiti al 31 dicembre i termini per il pascolo, la Regione accoglie la richiesta delle associazioni di categoria

Salvaguardare gli allevamenti di bestiame e la pratica della transumanza. Questo l’obiettivo perseguito dalla giunta regionale presieduta da Roberto Occhiuto, che su iniziativa e proposta dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha deciso di differire al 31 dicembre prossimo i termini del pascolo nei terreni pascolivi montani, in accoglimento di una precisa istanza in tal senso avanzata, nelle settimane passate, dalle associazioni di categoria ed in particolare da Ara Calabria.

Alla base della scelta, le ripercussioni negative dell’andamento climatico negli ultimi anni, aggravato dalle torride temperature estive e dalle scarse piogge, causa di profonde modifiche alla situazione dei terreni adibiti a pascolo per il bestiame, in particolare di razza podolica, da sempre soggetto a transumanza.

«Intervenire nella direzione indicata – commenta l’assessore Gallo – consentirà agli allevatori di evitare un rientro anticipato ai pascoli di pianura, oggettivamente non in condizione di ospitare gli animali e perciò potenziale motivo di nocumento del loro benessere e di pesanti ricadute in termini economici e qualità delle produzioni. Il tutto a tutela di una pratica antica e di un settore già duramente provato dalla pandemia prima e – successivamente – dall’aumento dei prezzi di energia e materie prime».

Federacma Calabria scrive a Gallo per migliorare bando macchinari Pnrr

Federacma Calabria Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, ha rivolto all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e agli uffici regionali competenti una serie di spunti e suggerimenti al fine di migliorare l’efficacia della misura che conta una dotazione di 22 mln con cui gli agricoltori calabresi potranno sostituire i veicoli agricoli fuoristrada inquinanti con mezzi a zero emissioni e acquistare attrezzatura per l’agricoltura di precisione, con un limite di spesa pari a 70mila euro.

Entro il 2026, 15mila beneficiari dovranno ricevere il contributo come indicato dall’Unione europea.

«Dopo aver avviato le interlocuzioni con l’Unità di Missione Pnrr del Ministero dell’Agricoltura, dove sono state accolte numerose nostre richieste – ha dichiarato Andrea Borio, presidente Federacma – chiediamo ora ascolto alle Regioni che gestiranno questa misura».

«Tra le nostre proposte – ha illustrato – l’utilizzazione del modello operativo già sperimentato con i finanziamenti veicolati tramite il Piano di Sviluppo Rurale dove l’agricoltore può massimizzare la liquidità, a fronte di un prestito bancario, vedendosi sottrarre momentaneamente appena il 20% delle proprie risorse come acconto per prenotare i macchinari».

«Una impostazione che preveda i dealer svolgere un ruolo di anticipatori del finanziamento – ha proseguito – bloccherebbe di fatto la misura. Riteniamo opportuno, inoltre, prevedere tempi di consegna ragionevoli, stante lo scenario internazionale che complica il lavoro delle case produttrici, l’installazione di antifurti di ultima generazione, con rilevamento GPS e collegamento all’Interpol per scongiurare di sostenere con fondi italiani l’agricoltura di Stati esteri nonché eliminare chiaramente la possibilità di acquistare, come accaduto in passato, autovetture fuoristrada 4×4 elettriche o a biometano che nulla c’entrano col mondo produttivo».

Non mancano, infine, i suggerimenti sulla corretta procedura per la sostituzione dei vetusti veicoli inquinanti.

«Contrariamente ad esperienze del passato – ha detto ancora Borio – dovrebbe avvenire solo per mezzi marcianti e funzionanti e, possibilmente, con immatricolazione ante 1996 così da togliere dalle strade e dai campi trattori privi dei dispositivi di sicurezza più basilari come cintura e roll-bar. Basti pensare che ogni anno a causa di rovesciamenti di trattori si registrano almeno 120 decessi. Raggiungeremmo in tal modo – conclude il presidente di Federacma – un doppio risultato a beneficio dell’ambiente e dei lavoratori». (rcz)

Olivicoltura, presentato il progetto Triecol

Si chiama Triacol il progetto che ha l’obiettivo di valorizzare l’olivicoltura calabrese e che è stato presentato in Cittadella regionale.

Un progetto, dunque, che vuole dare «delle opportunità e delle soluzioni per un maggiori consumo dell’olio di oliva, per un miglioramento dell’oliveto e una diffusione maggiore della cultura tecnica del settore. Per cui più innovazione, cercando di valorizzare l’esistente», ha spiegato Stefano Vaccari, direttore generale Crea.

«Attualmente una gran parte del patrimonio olivicolo regionale è formata da impianti che hanno più di 50 anni. Noi dobbiamo rinnovare questo patrimonio perché non possiamo permetterci soltanto di difenderlo ma anche tentare di evolverlo affinché l’olivicoltura calabrese sia più competitiva e più produttiva», ha detto ancora Vaccari, sottolineando l’importanza dell’avere la consapevolezza «che la Calabria è un centro di ricerca per l’olio di oliva molto importante a livello mondiale. A Rende ad esempio è stata fatta la genomica di una delle varietà più importanti, il Leccino, e abbiamo sviluppato una serie di progetti che ci possono aiutare a migliorare la produttività dell’oliveto Calabria, parliamo di potature, irrigazioni e concimazioni mirate ma anche tutta una serie di ricerche per valorizzare lo straordinario patrimonio di varietà di olive in Calabria».

Presenti, oltre a Vaccari,  l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo; il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, il direttore del centro Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, Enzo Perri, la responsabile del progetto, la ricercatrice Elena Santilli e tutto il team di studiosi che ne ha curato le applicazioni in questo anno di attività.

Il progetto è stato presentato nel corso del convegno conclusivo di Triecol, il progetto relativo al “trasferimento delle innovazioni in agricoltura e sviluppo ecosostenibile per un’olivicoltura di qualità”, promosso dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) di Rende, con il Crea Politiche e Bioeconomia, che si è tenuto oggi nella Cittadella regionale di Catanzaro.

Un’iniziativa che ha avuto una durata annuale ed è stata finanziata dal PSR Calabria 2014/2020, attraverso l’intervento 1.2.1 “Sostegno per progetti dimostrativi e azioni di informazione”, con l’obiettivo di informare gli operatori del comparto olivicolo e i tecnici del settore sulle soluzioni e sulle innovazioni messe a punto dalla ricerca.

«Noi vogliamo investire sempre più e meglio – ha sottolineato l’assessore Gallo – nel comparto olivicolo perché la Calabria ha complessivamente 160mila ettari di ulivi, di cui oltre 70mila coltivati a biologico, che ci portano a essere i secondi produttori di olio del Paese. Il nostro obiettivo è dunque orientare queste quantità anche verso la qualità, che già c’è, ma che deve saper essere mostrata all’esterno e deve fare numeri significativi».

«Oggi gran parte del nostro olio – ha spiegato – viene ancora venduto sfuso mentre noi vorremmo che fosse integralmente imbottigliato e avere i parametri standard di qualità riconosciuti a livello internazionale per come meriterebbe. Da tempo diciamo che tradizione e innovazione sono fondamentali, per questo voglio ringraziare il Crea che ha voluto pensare attraverso questo progetto, per altro finanziato dalla Regione, al settore olivicolo calabrese, incidendo sull’aumento della qualità e della produzione del settore che si manifesta attraverso un ottimo olio».

«Tantissimi imprenditori calabresi del comparto – ha concluso – sono già pronti ad affrontare questa sfida sull’innovazione. Abbiamo tantissime varietà di olio e dotarci di un’azione di ricerca, che comporta un approccio anche scientifico e un sistema di pianificazione del settore olivicolo che stiamo sviluppando con il Crea, costituisce un valido punto di partenza per rilanciare il settore più importante della nostra agricoltura». (rcz)

Il consigliere Giordano (Metrocity): Trasmessi atti per riconoscimento stato di calamità per agricoltura

Il consigliere metropolitano all’Agricoltura, Giuseppe Giordano, ha reso noto che la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha trasmesso, ufficialmente, «la documentazione necessaria per la decretazione dello stato di calamità naturale per i danni subiti dalle coltivazioni sul territorio metropolitano dovuti alle estreme temperature riscontrate nello scorso mese di luglio e nel periodo precedente».

All’inizio di agosto il Delegato, insieme alla Dirigente del Settore e ai funzionari preposti, aveva incontrato i rappresentanti delle associazioni professionali agricole per rappresentare la volontà dell’Ente di procedere speditamente alle verifiche per il riconoscimento dei danni a seguito degli eventi meteo climatici, chiedendo alle imprese agricole del territorio di documentare lo stato dei danni subiti per scottature da caldo, al fine di avanzare la relativa richiesta di risarcimento.

Successivamente, nel corso della seduta del Consiglio metropolitano di inizio agosto, il Consigliere Giordano aveva presentato ed illustrato una mozione, approvata all’unanimità dall’aula, in cui condivideva l’esigenza di avviare le procedure propedeutiche al riconoscimento della calamità naturale.

A seguito delle attività di indagine e dei sopralluoghi sul territorio svolti dal settore Agricoltura della Città Metropolitana, con il prezioso supporto delle associazioni di categoria del comparto e degli stessi Comuni interessati , alcuni dei quali hanno anche deliberato la richiesta di risarcimento, il danno economico accertato è stato pari al 72,28% dei previsti introiti della commercializzazione dei prodotti agricoli. Complessivamente le segnalazioni pervenute e verificate dagli uffici sono state oltre 500 in appena tre settimane.

I danni più consistenti si sono registrati, oltre alla produzione del bergamotto ridotta dell’80%, nel settore olivicolo e della produzione di olio, per una perdita pari al 68%, degli agrumi, per circa l’80%, dei frutteti e del kiwi, per circa il 70%, dei vigneti e degli ortaggi per il 65% e per le coltivazioni a carattere seminativo, per il 60%. Danni ingenti sono stati segnalati dalle aziende apistiche.
I Comuni interessati dalla perdite sono tutti quelli appartenenti al territorio metropolitano. I contenuti dell’accertamento, disposto dal Settore su impulso del Consigliere Giordano, sono culminati in una relazione complessiva, corredata da materiale fotografico georeferenziato, da schede tecniche e calcoli economici, che è stata trasmessa alla Regione Calabria affinchè sia riconosciuto lo stato di calamità e disposti i necessari ristori.

«È stato fatto un lavoro articolato e minuzioso – ha affermato il Consigliere Giordano – in un periodo certamente complesso come quello di agosto, gli uffici non si sono risparmiati nemmeno un istante per svolgere in maniera scrupolosa tutte le verifiche, i calcoli e le proiezioni, in tempi veramente ridotti. In sole tre settimane si è riusciti a monitorare l’intero territorio e le produzioni agricole danneggiate, giungendo alla stima puntuale di un danno pari a più del 72%».

«Una situazione oggettivamente disastrosa per i nostri agricoltori – ha detto ancora – cui va la piena e concreta solidarietà delle istituzioni territoriali per i danni subiti a causa dell’eccesso climatico. Proprio per questo abbiamo agito in maniera spedita, grazie al prezioso supporto della Dirigente del Settore e di tutti i funzionari impegnati nell’attività, che ringrazio per l’impegno profuso, per arrivare in tempi brevissimi alla stesura della relazione e della richiesta ufficiale che abbiamo trasmesso alla Regione. Adesso ci attendiamo dagli uffici della Cittadella la medesima solerzia, affinchè si pervenga al riconoscimento e al ristoro dei danni».

«Il settore agricolo – ha concluso – merita il pieno sostegno di tutte le istituzioni e su questo siamo impegnati a richiedere un intervento in tempi brevissimi. Già la prossima settimana incontreremo nuovamente le associazioni professionali agricole per eventuali ulteriori iniziative da condividere». (rrc)

Pubblicato avviso per contrastare il caporalato in agricoltura

È stato pubblicato, sul sito della Regione, l’avviso per interventi di outreaching per assistenza, trattamento e riabilitazione a tutela della salute e di promozione dell’inclusione sociale dei migranti nei territori delle Piane di Sibari e di Gioia Tauro.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, spiegandone l’obiettivo: «acquisire manifestazioni di interesse da parte delle associazioni del terzo settore e dare così continuità agli interventi complementari al progetto europeo che ha come obiettivo principale il contrasto e il superamento di tutte le forme di grave sfruttamento lavorativo e di grave marginalità e vulnerabilità dei lavoratori migranti presenti sul territorio calabrese. Si tratta di uno step fondamentale per il rispetto della legalità e dei tanti che sostengono, con il loro lavoro, la nostra economia».

Si tratta di un intervento finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per dare continuità all’azione di contrasto al caporalato in agricoltura promossa nell’ambito del progetto ‘Più Su.Pr.Eme’, a sua volta finanziato dalla Commissione Europea, con 706.500,00 di euro.

L’azione ha lo scopo di fornire una prima forma di assistenza e di monitoraggio delle condizioni sanitarie in cui si trovano i migranti che vivono negli insediamenti delle aree a maggiore vocazione agricola della regione e si inserisce nella strategia che la Calabria, insieme alle altre quattro regioni del Sud (Puglia Basilicata, Campania e Sicilia) sta sviluppando per contrastare la pratica dello sfruttamento, contribuendo alla crescita sana di uno dei maggiori settori produttivi della nostra terra. (rcz)

Agricoltura, Rapani (FDI): Gli istituti agrari calabresi potranno partecipare ai bandi Psr

Il senatore di Fdi, Ernesto Rapani, ha annunciato «con la norma approvata in consiglio regionale – ha spiegato – che si allinea alle direttive del governo, gli istituti agrari calabresi potranno approfittare delle grandi opportunità dettate dal Piano di sviluppo rurale».

«Il testo approvato consente a queste scuole, che hanno al proprio interno delle vere e proprie aziende agricole con una propria capacità produttiva, di partecipare ai bandi regionali per lo sviluppo rurale – ha aggiunto –. In tal modo si assicura l’equiparazione di queste aziende allo “status” di imprenditori professionisti e, quindi, sarà così possibile consentire di concorrere ai bandi regionali per l’ammodernamento delle strutture e dei mezzi dell’impresa agricola e beneficiare dei contributi pubblici per il rinnovo del parco macchinari o di quelle strumentazioni indispensabili, sia per migliorare la produttività dei propri laboratori, sia per aiutare l’attività didattica degli Istituti agrari e premiare l’imprenditorialità e la propensione allo sviluppo degli istituti di formazione superiore».

«Esprimo, quindi – ha detto ancora – apprezzamento per l’iniziativa legislativa supportata dall’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha recepito le istanze dei dirigenti scolastici. La misura ratificata a Palazzo Campanella contribuirà a far crescere ulteriormente una delle eccellenze del territorio, l’Istituto agrario di Corigliano Rossano diretto da Saverio Madera. Questo può essere considerato anche come primo passo verso la trasformazione degli istituti agrari nei Licei del Made in Italy, proposti dalla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni».

«Un inno alle produzioni bio, chilometro zero e, nel nostro caso – ha concluso – alle produzioni agricole di eccellenza Made in Calabria». (rp)

 

Il consigliere Billari: Servono investimenti in agricoltura per rilanciare economia in Calabria

«La Regione Calabria ed in generale i vari enti locali non dimentichino di potenziare il sistema di collegamento tra le aree interne dove tante piccole realtà possono rilanciare l’indotto della nostra regione puntando sull’agricoltura e sulla green-economy», ha dichiarato consigliere regionale Antonio Billari, durante il seminario Agricolture al centro, svolto presso la Camera di commercio di Reggio Calabria.

Il componente della commissione Ambiente in consiglio regionale si è soffermato anche sul ruolo dei consorzi di bonifica «Se da un lato è giusto parlare di una riforma complessiva serve ragionare su un principio per il quale ogni territorio merita una attenzione aggiornata e diversificata ed è conseguenziale 5 consorzi per 5 realtà territoriali presenti nella nostra regione possono essere una soluzione giusta e praticabile per come anche condiviso dalla Cia».

Il consigliere regionale si sofferma anche sul ruolo stesso dei consorzi di bonifica ritenendoli come enti attuatori di una serie di interventi necessari in un contesto paesaggistico ed ambientale complesso come quello presente in Calabria.

«Se da un lato serve evitare gli sprechi e massimizzare le risorse – ha detto ancora – non possiamo tralasciare il fatto che i consorzi di bonifica quali enti pubblici economici possono intervenire su tutta una serie di materie legate alla bonifica ambientale ed alla corretta attuazione di una serie di progettualità in materia ambientale legata ai fondi che derivano dal Pnrr».

«Io credo che serve approfondire con estrema chiarezza anche quali siano state in Calabria le priorità nell’utilizzo o nel mancato utilizzo del Recovery fund perché con quei fondi – ha proseguito Billari – si dovrebbe procedere ad una rigenerazione del sistema agricolo ed alimentare attraverso il potenziamento delle imprese e delle filiere, alla sfida al dissesto idrogeologico, al potenziamento delle risorse non rinnovabili, alla tutela e valorizzazione delle foreste, alla tracciabilità e trasparenza sull’origine dei cibi e sappiamo quanto questo in Calabria possa essere importante e connesso alla tutela del lavoro e di chi opera in questo settore». (rrc)

Giordano (Metrocity RC): Politica agricola comune occasione da non sprecare

Il consigliere metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Giordano, ha ribadito che la politica agricola comune 2023-2027 è «un’occasione da non sprecare».

Giordano, infatti, ha partecipato all’incontro-seminario di Confagricoltura Reggio Calabria, dal titolo Piano Strategico nazionale per la Pac 2023-2027, le scelte e le opportunità per le imprese agricole” tenuto presso la Sala Trisolini di Palazzo Alvaro.

Il seminario è stato coordinato da Diego Suraci, direttore della sezione reggina dell’Associazione, il quale ha introdotto i relatori chiedendo agli imprenditori associati presenti nella sala gremita la massima attenzione per la preziosità e la rilevanza dell’argomento in vista anche di imminenti scadenze alle quali non si può arrivare impreparati. In scaletta previsti gli interventi di Daniela Simeone, ufficio tecnico Confagricoltura Calabria, Angelo Politi, Direttore Confagricoltura Calabria, ed Alberto Statti, Presidente Confagricoltura Calabria.

Nel merito della tematica, dopo i rituali saluti istituzionali, Giordano si è concentrato sul sottolineare l’importanza e la necessità di arrivare uniti a queste cruciali scadenze previste non solo dalla Pac ma anche dal Pnrr e proseguire assieme in un percorso che deve vedere protagonisti gli attori principali di tutto il settore e comparto agroalimentare: dai semplici coltivatori alle associazioni di categoria, la Camera di Commercio, l’Università ed ogni altro soggetto coinvolto in modo diretto o indiretto.

«Vogliamo seguire con attenzione, passo passo – ha affermato – ed approfondire aspetti tecnici e politici di ogni significativo appuntamento dedicato al tema della Pac, del Pnrr e di ogni altro strumento che possa consentire al nostro humus imprenditoriale territoriale di sfruttare al meglio quelle opportunità di sviluppo che coniughino sostenibilità ed economia con un processo virtuoso. Indirizzi individuati dalla Comunità Europea che pone al centro la questione ambientale, del cambio climatico, della biodiversità e finanche della preservazione del territorio in ogni suo aspetto».

«Nel nostro ruolo di Città Metropolitana – ha concluso – possiamo intervenire in modo limitato perché ancora, ci auguriamo per poco, non si è concretizzato l’auspicato trasferimento di funzioni da parte della Regione. Nondimeno devo e voglio rendere noto che abbiamo avviato un’ottima interlocuzione con l’assessore Gallo per raggiungere questo obiettivo che ci consentirà di attuare politiche di prossimità più efficaci garantendo una maggiore presenza sui territori. Il settore agroalimentare, da recenti report, vedi ad esempio quello di Camera di Commercio, risulta in assoluto quello economicamente più consistente e quindi trainante. Ecco perché dobbiamo compiere uno sforzo congiunto, ognuno nel suo ruolo, per valorizzare questo dato ed implementarlo ulteriormente». (rrc)