Coldiretti Calabria: Nella manovra del Governo 2 miliardi per l’agricoltura

Si tratta di una manovra finanziaria «nel complesso positiva», quella del Governo, che stanzia 2 miliardi per l’agricoltura.

Positiva «poiché il Governo è riuscito a dedicare la giusta attenzione al settore agroalimentare, attraverso importanti novità e la conferma di misure strategiche per il sostegno delle attività imprenditoriali agricole», ha spiegato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, sottolineando tuttavia che «avremmo tutti voluto certamente qualcosa di più ma occorre tenere conto dei limiti e della situazione economica del Paese».

Punto forte della manovra “agricola” è il fondo per la sovranità alimentare finalizzato a rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale anche con interventi per valorizzare il cibo italiano di qualità, ridurre i costi di produzione per le imprese agricole, sostenere le filiere e garantire la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari in caso di crisi di mercato. Per queste finalità sono stati stanziati 100 milioni nel triennio. Un budget di 225 milioni è messo a disposizione di progetti di innovazione, dalla robotica alle piattaforme e infrastrutture 4.0 mentre viene istituito un fondo di 500 milioni per il 2023 per sostenere gli acquisti di prodotti alimentari di prima necessità destinato ai soggetti con Isee non superiore a 15mila euro.

Contro il caro energia viene riconosciuto per il primo trimestre 2023 il credito di imposta in favore delle imprese agricole, della pesca e per i conterzisti, pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante per la trazione dei mezzi utilizzati, credito di imposta riconosciuto anche per la spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio e della benzina utilizzati per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi adibiti all’allevamento degli animali. Per aiutare i giovani e il ricambio generazionale in agricoltura previsto per il 2023 l’esonero contributivo, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, in favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a quarant’anni che si insediano per la prima volta in agricoltura tra il primo gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023.

Prorogata anche per il 2023 l’esenzione dalla determinazione della base imponibile ai fini Irpef dei redditi dominicali ed agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Sul fronte energetico vengono prorogati e potenziati i crediti d’imposta per le imprese “non energivore” con contatori di potenza superiore ai 4,5 kW (35% energia utilizzata nel primo trimestre 2023) e per le imprese per l’acquisto di gas (45% del gas consumato nel primo trimestre del 2023) e ridotta l’Iva sul gas metano usi civili e industriali (5%) per il primo trimestre 2023.

Vengono poi annullati gli oneri generali per il sistema elettrico e ridotti quelli di sistema gas. Ok anche alla riduzione dei costi relativi alla tassazione sui mezzi di trasporto agricoli. Alle imprese della pesca è riconosciuta una indennità giornaliera onnicomprensiva, pari a trenta euro per l’anno 2023, per ciascun dipendente, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante sia da misure di arresto temporaneo obbligatorio che di arresto temporaneo non obbligatorio, nel limite di 30 milioni di euro per l’anno 2023.

Infine è importante il rinvio al 1 gennaio 2024 dell’entrata in vigore dell’imposta sui manufatti in plastica monouso, la cosiddetta plastic tax e dell’imposta sul consumo delle bevande analcoliche, la “sugar tax”, l’istituzione del Fondo per il contrasto al consumo di suolo, il rifinanziamento dei contratti di sviluppo anche per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, la proroga della rideterminazione dei valori delle partecipazioni in società non quotate e di acquisto dei terreni posseduti al 1° gennaio 2023 mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva. (rrm)

In copertina, da sinistra, Borrello, Prandini, Aceto e Lavorata

Copagri Calabria incontra Gallo: Insieme per costruire opportunità del rilancio del comparto agricolo

Il presidente di Copagri Calabria, Francesco Macrì, ha incontrato, nella sede regionale della Confederazione, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

Al centro dell’incontro, le maggiori criticità delle filiere agricole regionali, con particolare riferimento ai comparti olivicolo e vitivinicolo, la questione dei danni da fauna selvatica e l’esigenza, fortemente avvertita da tutti gli operatori del settore, di mettere mano con sempre maggiore urgenza a una seria e strutturata riforma della governance, partendo da un efficientamento di Arcea e del dipartimento agricoltura della Regione e passando per il rilancio dei Consorzi di bonifica

«Abbiamo registrato la grande attenzione e sensibilità all’ascolto mostrata da Gallo – ha spiegato Macrì – che ha dimostrato di conoscere molto bene le numerose, e in molti casi ataviche, problematiche con le quali è da tempo costretto a confrontarsi il primario calabrese, che al pari del settore nazionale deve inoltre fare i conti con gli incrementi record dei costi di produzione e delle tariffe energetiche.

Per Macrì «è fondamentale continuare a lavorare insieme per costruire le opportunità per il rilancio del comparto più importante della Calabria».

«Oltre alle criticità, abbiamo passato in rassegna – ha concluso – anche quelli che riteniamo essere i punti di forza dell’agricoltura e dell’allevamento calabresi, a partire dalla grandissima qualità e dall’eccellenza delle produzioni enogastronomiche regionali, quali ad esempio il vino, l’olio e la carne; è da questi elementi virtuosi che crediamo si debba ripartire per ridare slancio e prospettive e sui quali riteniamo fondamentale puntare, in sinergia con la Regione e puntando anche sul ruolo strategico dei Gal».

Coldiretti Calabria: In Calabria calo dell’occupazione in agricoltura del 2,2%

In Calabria c’è stato un crollo del 2,2% su un totale di 5.273.218,  le ore lavorate in agricoltura. È quanto è emerso dall’analisi di Coldiretti Calabria, sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro nel terzo quadrimestre del 2022.

Un calo della produzione, dunque, «dovuta anche al caldo eccessivo e siccità estrema, che ha costretto la pianta a sacrificare parte della sua produzione» a cui si aggiungono le difficoltà che il settore deve affrontare gli effetti del mix esplosivo tra aumento dei costi e cambiamenti climatici che hanno tagliato i raccolti.

I dati Istat relativi al mercato del lavoro indicato che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che invece evidenzia un aumento delle ore lavorate nel complessivo sistema economico (+2,7%).

«A rischio – ha commentato Coldiretti – ci sono le forniture alimentari anche per la difficoltà di reperire manodopera nelle campagne. Una situazione che va affrontata nella manovra di bilancio con le formule più adeguate che garantiscano maggiore semplificazione per le imprese e le necessarie tutele per i lavoratori agricoli attraverso il confronto con le Istituzioni e i sindacati».

«È necessario ripartire e quindi  – ha concluso la Coldiretti – occorre anche emanare immediatamente il decreto flussi 2023 per l’ingresso regolare di almeno centomila lavoratori migranti stagionali necessari al settore agricolo già dai primi mesi del nuovo anno per garantire la manodopera nei campi, combattere il caporalato, potenziare la produzione di cibo dell’Italia e difendere la sovranità alimentare nazionale». (rcz)

Dalla Regione oltre 50 mln per il comparto agroalimentare

Sono oltre 50 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione Calabria, a favore del comparto agroalimentare. Lo ha reso noto l’Assessorato regionale all’Agricoltura.

A titolo di anticipazioni per l’annualità 2022 (l’ultima del Psr 2014 – 2022), nell’ambito del sostegno allo sviluppo rurale attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), è stato effettuato un pagamento nel complesso pari a 50.537.355,83 euro, per misure a superficie e animali, in favore di un totale di 11.011 beneficiari.

Nello specifico, 12.616.512,23 di euro sono andati a 3.301 beneficiari della misura 10 “Agro-climatico ambientali” (produzione integrata, colture permanenti, preservazione biodiversità, conversione colturale, difesa suolo, bergamotto, salvaguardia razze autoctone, apicoltura). Altri 32.198.842,94 sono stati corrisposti a 3.699 piccoli e medi imprenditori per la misura 11 “Agricoltura biologica”.

Infine, 5.722.000,66 sono stati ripartiti tra 1.011 beneficiari della misura 14 “Benessere degli animali”. Rispetto all’anno precedente, i pagamenti delle anticipazioni (per l’anno 2022 possibili all’85%, come da regolamento di esecuzione UE 2022/1352 e 2013/1306), sono stati superiori di circa due milioni di euro.

«Ciò è stato possibile – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – grazie all’attività del Dipartimento Agricoltura attraverso il Settore “Ambiente e zootecnia”, che ha svolto un’attenta opera di coordinamento con gli organismi di certificazione e i centri di assistenza agricola Caa, affinché tutte le posizioni risultassero regolari sul sistema informativo agricolo nazionale Sian e quindi liquidabili con procedura automatizzata, sino alla determina ultima e recente dell’organismo pagatore Arcea. Un lavoro di squadra, utile a garantire certezze ad agricoltori, allevatori e produttori».

Intanto, mentre già si lavora ad un ulteriore elenco di erogazione anticipi in forma centralizzata, per quanti adempiono agli obblighi previsti dai rispettivi bandi, implementando i dati necessari sul sistema, a cura del Dipartimento e di Arcea si sta procedendo all’autorizzazione di altro elenco per le annualità sino al 2021, sottoposto a controllo istruttorio da parte dei responsabili regionali. Infine, con decorrenza dall’1 dicembre prossimo, come da regolamenti UE, saranno elaborate le domande a saldo. (rcz)

Agricoltura, Fai,Flai, Uila: La Regione avvii un percorso di confronto sulla sicurezza

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, di convocare una specifica riunione regionale sulle tematiche riguardanti la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro nel comparto agricolo.

«Riteniamo non più procrastinabile – hanno scritto in una nota i Segretari Generali regionali Michele Sapia (Fai Cisl), Bruno Costa (Flai Cgil) e Pasquale Barbalaco (Uila Uil) – l’avvio di un percorso che metta al centro delle politiche regionali quegli aspetti che riguardano la vita e la dignità dei lavoratori del settore agricolo calabrese».

«Sarà fondamentale – viene evidenziato – fare rete per scongiurare morti bianche, infortuni e sfruttamento in un comparto strategico che in Calabria garantisce livelli occupazionali ed è fonte di reddito per migliaia di famiglie». 

«È necessario, tramite il confronto regionale – conclude la nota – avviare e sostenere azioni e iniziative finalizzate ad esaltare l’importanza della prevenzione, informazione e formazione in un settore fondamentale per l’economia calabrese ma purtroppo ancora con un’alta percentuale di incidenti mortali». (rcz)

Agricoltura, dalla Regione in pagamento oltre 44 mln

Sono in pagamento oltre 44 milioni di euro relativi alla Domanda Unica 2022 da parte della Regione Calabria. Lo ha reso noto l’Assessorato regionale all’Agricoltura.

«Si tratta – ha dichiarato l’assessore Gianluca Gallo – di un’importante boccata d’ossigeno per gli imprenditori agricoli calabresi i quali, a dispetto delle difficoltà economiche del momento, portano avanti con grande forza di volontà e resilienza le proprie attività ed i propri progetti. La Regione sostiene quest’opera, fondamentale per il settore primario dell’economia regionale, garantendo certezze e risorse indispensabili».

Nello specifico, il decreto in questione consentirà di distribuire risorse di importo pari, nel complesso, a 44.283.348,31 euro, in favore di 46.603 beneficiari. (rcz)

L’assessore Gallo: La Calabria si aggiudica la maggior parte delle risorse per l’agrosistema irriguo

La Calabria si aggiudica la maggior parte delle risorse messe a disposizione dell’agrosistema irriguo, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. È quanto ha reso noto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, spiegando che il dato è emerso a seguito dell’avvenuta approvazione della graduatoria dei progetti presentati in tutta Italia ed ammessi a finanziamento.

A disposizione, complessivamente, 517 milioni di euro, in misura del 40% (corrispondente a 217 milioni) destinati alle regioni del Sud, con la Calabria che fa la parte del leone, vedendosi approvare 13 progetti presentati da diversi Consorzi di Bonifica, per un controvalore pari a 139 milioni (ovvero il 27% della quota nazionale).

 «Un risultato – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura – che se da un lato premia l’ottimo lavoro svolto dall’Anbi Calabria e dalle singole realtà consortili in sinergia col Dipartimento Agricoltura, dall’altro carica di ulteriori responsabilità tutti i soggetti interessati: ottenuti i finanziamenti, bisognerà ora garantire efficienza ed efficacia della spesa».

Da qui, ad esempio, la volontà, «già condivisa con l’Anbi», sottolinea con l’assessore Gallo, di affidare la gestione delle fasi di gara alla Stazione Unica Appaltante e di seguire – in ogni caso – i singoli passaggi delle procedure necessarie attraverso «una costante collaborazione tra Anbi, Consorzi e Regione, per dar vita ad un percorso nuovo capace di portare, più in generale e nel solco delle indicazioni programmatiche delineate dal presidente Occhiuto, ad una ridefinizione del sistema consortile e dei suoi rapporti col mondo agricolo: per la nostra terra, una grande opportunità da cogliere e valorizzare adeguatamente».

Nello specifico, attraverso le iniziative progettuali destinatarie dei fondi del Pnnr, si procederà all’efficientamento ed alla modernizzazione delle reti irrigue, in molti casi risalenti nel tempo e carenti di idonea manutenzione. Il tutto, ad esempio, attraverso la sostituzione delle condotte, l’installazione di misuratori di portata, l’introduzione degli idranti a scheda.

 «Interventi essenziali – cha concluso Gallo – per confermare, insieme ad un ormai improcrastinabile processo di riforma, la strategicità del settore consortile all’interno del comparto agricolo ed agroalimentare calabrese pure in ottica di tutela dell’ambiente, con la riduzione degli sprechi ed un utilizzo più consapevole dell’acqua». (rcz)

Regione, oltre 11 mln per migliorare infrastrutture

Sono più di 11 mln la somma stanziata dalla Regione per il miglioramento delle infrastrutture delle aree rurali e forestali.

Sono disponibili, infatti, ul portale www.calabriapsr.it le graduatorie definitive relative ai due avvisi pubblici della misura 4.3.1 del Programma di sviluppo rurale, validi per l’annualità 2021, rivolti – rispettivamente – a Comuni calabresi con popolazione inferiore o uguale a 5000 abitanti ed a Comuni con popolazione maggiore. Considerato l’elevato numero di domande di sostegno pervenute, Dipartimento e Assessorato hanno deciso di incrementare la quota destinata ai piccoli Comuni, portandola da 2 a 9.217.168,30 euro. Grazie a queste nuove risorse, saranno così finanziate le 78 domande presenti nella graduatoria A, afferente ai progetti presentati da enti pubblici mai risultati destinatari di contributi relativi all’intervento 4.3.1 del Psr. Rispetto invece al bando rivolto ai Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, la cui dotazione finanziaria resta fissata a 2 milioni, saranno finanziati sia i 6 progetti risultati ammissibili della graduatoria A (presentati da Comuni che non hanno mai beneficiato dell’intervento 4.3.1), sia i 7 progetti della graduatoria B (presentati da Comuni che avevano già beneficiato delle risorse stanziate attraverso l’intervento 4.3.1), per una spesa complessiva di 1.545.962,25 euro. Da sottolineare, in proposito, gli sforzi compiuti per reperire le somme necessarie a finanziare le domande risultate ammissibili e tutelare le aspettative dei Comuni anche assicurando loro la possibilità di utilizzare – per le medesime finalità – economie e ribassi d’asta Non solo: su indicazione dell’Assessore Gianluca Gallo, in Cittadella si sta già lavorando al reperimento di altre risorse a sostegno di un ulteriore bando, per offrire una nuova opportunità ai pochissimi Comuni le cui istanze sono rimaste prive di copertura.  Intanto, attraverso i fondi già assegnati, gli enti beneficiari potranno procedere al miglioramento e potenziamento delle infrastrutture di base a servizio del mondo agricolo. Sarà possibile realizzare o mettere in sicurezza strade interpoderali o forestali e piste forestali carrabili, oltre che mettere mano all’elettrificazione delle aree agricole e forestali, spesso a elevato rischio di spopolamento. Gli investimenti in questione saranno finalizzati anche al collegamento alla viabilità pubblica asfaltata, nonché a facilitare le operazioni selvicolturali, la gestione delle superfici forestali e la creazione di infrastrutture verdi, opere accessorie per la mitigazione degli impatti generati dagli stessi interventi. 

Cisl: dignità e sostegno ai lavoratori immigrati stagionali occupati nei campi

Parte dalla Cisl Calabria un’iniziativa per dare sostegno e dignità ai lavoratori immigrati occupati stagionalmente nell’agricoltura. 

«Le elezioni politiche del 25 settembre prossimo – scrive in una nota Tonino Russo, Segretario generale della Cisl calabrese – costituiscono un appuntamento di enorme importanza per il Paese, per il Mezzogiorno, per la nostra regione. Siamo, infatti, di fronte a sfide decisive per la costruzione di un futuro diverso e migliore, a partire – come evidenziano sia il rapporto della Banca d’Italia sull’economia calabrese 2021 che le anticipazioni del rapporto Svimez 2022 – dal buon utilizzo delle risorse del Pnrr.

È necessario – lo sottolineiamo con forza – un patto per lo sviluppo dei nostri territori: un impegno condiviso tra politica, istituzioni, forze sociali, comunità, per puntare decisamente alla crescita, alla sostenibilità, al lavoro, alla lotta contro la criminalità organizzata. Sono queste per la Cisl Calabria le priorità verso cui indirizzare la programmazione e l’agire.

Riteniamo fondamentale per ridurre l’alta percentuale di astensione dall’esercizio democratico del voto una campagna elettorale in cui la comunità si senta coinvolta nell’elaborazione della proposta politica. La Cisl rivolge, dunque, un appello a tutti coloro che saranno candidati a rappresentare la Calabria affinché i temi che stanno a cuore ai cittadini della nostra regione siano inseriti e sostenuti nei programmi e siano davvero ai primi posti nell’agenda del prossimo Parlamento. Basta a un Sud e un Nord a due velocità: allo sviluppo del Mezzogiorno è legata la crescita di tutto il Paese.

Pensiamo, in una situazione gravemente caratterizzata da disoccupazione e precariato – prosegue Russo –, al lavoro dignitoso dei giovani e delle donne perché si argini la fuga dalla nostra regione. Ai divari territoriali da recuperare, nelle infrastrutture materiali e immateriali, rispetto ad altre aree del Paese. Alle strutture logistiche necessarie per migliorare gli accessi ai mercati, a partire dal porto di Gioia Tauro. A scelte che favoriscano processi produttivi innovativi. Alla grande preoccupazione per la debolezza della Pubblica Amministrazione rispetto all’urgenza di una gestione qualificata ed efficace delle risorse Pnrr. Alla valorizzazione del patrimonio boschivo e dell’agroalimentare e alla tutela delle coste e delle aree interne, anche attraverso la prevenzione, per incrementare il turismo e frenare l’abbandono dei territori.

Pensiamo ad un impegno vigile ed operoso perché si punti alla qualificazione della spesa pubblica anche per elevare la qualità dei servizi in una regione bellissima, ricca di risorse naturali e abitata da un popolo che chiede non assistenzialismo, ma lavoro dignitoso.

Su questi temi, nella disponibilità al dialogo e al confronto che è nel dna della Cisl, chiediamo si impegnino i candidati, mettendo da parte demagogia e populismo. Perché – conclude il Segretario generale della Cisl calabrese, Tonino Russo – su questi temi i cittadini sapranno giudicare». (rp)

Aumento dei costi, il Movimento Territorio e Agricoltura: Agricoltori costretti a lavorare in reddito negativo

Gli agricoltori sono sul piede di guerra. È quanto ha riferito in una nota il Movimento Territorio e Agricoltura, spiegando che «il motore economico della Calabria, l’agricoltura oggi si trova costretta a lavorare in reddito negativo per effetto dei costi di produzione che superano nettamente quanto pagato agli agricoltori e allevatori per i loro prodotti».

«Oggi – si legge nella nota – il costo dell’energia è aumentato del 120%, quello del gasolio agricolo del 50% e quello dei concimi del 140%. A questo vanno aggiunti i rincari delle sementi e dei mangimi dell’ultimo semestre, antecedenti al conflitto in corso e più legati ai cambiamenti climatici (Ismea) che  con il caldo anomalo di questo periodo stanno mettendo a rischio le produzioni agricole calabresi».

«La guerra in Ucraina rischia, allora – si legge – di trasformarsi in una “guerra tra poveri” per produttori e consumatori, amplificando le già drammatiche conseguenze della “guerra energetica” sulle famiglie italiane. Le imprese agricole per sopravvivere, infatti, dovrebbero scaricare gli aumenti dei costi produttivi sul prezzo finale. Soluzione non praticabile, soprattutto per i piccoli produttori, mentre intermediari e grande distribuzione ricaricano sul prezzo del cibo i rincari energetici, con effetti su povertà assoluta e disuguaglianze, già aumentate a causa del Covid».

«La situazione non è difficile e tragica  – si legge ancora – il grido d’allarme lanciato non può essere non ascoltato, diversi sono stati gli interventi, si chiede dignità per questo settore,  padri di famiglia non vedono futuro per le nuove generazioni, la crisi in atto rischia in Calabria di far chiudere diverse aziende».

«Ad i rincari economici ed energetici si aggiunge la situazione straordinaria di “Caldo”, si chiedono provvedimenti straordinari  ed urgenti per il settore. Ad una situazione che sembra surreale ma che purtroppo è reale si aggiungo problemi atavici, presenza spropositata di cinghiali che arrecano danni alle colture ed alla fauna presente sui territori, alla costante emissione dei ruoli della bonifica, che poco o nulla fa sui territori ed a questo ciliegina sulla torta si aggiunge l’Agenzia delle Entrate».

«Un vortice di rincari e di spese – ha concluso – che l’agricoltura calabrese non riesce a sostenere, il settore forgiato dalle difficoltà di questi anni ormai è al collasso non si può chiedere di sostenere la domanda interna di prodotto, potenziare le produzioni, senza  finanziare il settore con specifiche misure straordinarie di sostegno al settore agroalimentare calabrese». (rrm)