In Cittadella mercoledì incontro sul sistema integrato di educazione e istruzione

Mercoledì 12 ottobre, alle 10, in Cittadella regionale, è in programma un incontro tra la Regione Calabria, Anci, Comuni e Ufficio Scolastico Regionale per  verificare lo stato di attuazione in Calabria delle risorse del Piano nazionale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di Istruzione, per le annualità 2018, 2019 e 2020.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di continuare a supportare i Comuni nelle attività di caricamento delle schede di monitoraggio dei fondi ministeriali e regionali ricevuti per l’annualità 2018, senza le quali si rischierebbe di non ottenere i fondi ministeriali dell’esercizio finanziario 2022.

«Occorre proseguire senza sosta, e con la giusta attenzione, su quanto realizzato e quanto da programmare – ha evidenziato Giusi Princi, vicepresidente della Regione –, per fornire un compiuto supporto a tutti i Comuni al fine di potenziare i servizi educativi-integrativi per l’infanzia riducendo, così, le disuguaglianze tra bambini. Pertanto, abbiamo deciso di promuovere un questo incontro con l’Ufficio scolastico regionale, con l’Anci Calabria e con tutti i Comuni capofila degli ambiti territoriali, per capire nel dettaglio perché molti hanno utilizzato le risorse solo parzialmente e per inquadrare insieme le criticità da risolvere e le opportunità da cogliere nella programmazione futura dei servizi per l’infanzia».

«L’incontro – ha rimarcato la vicepresidente – sarà importante perché getterà le basi di una nuova strategia di programmazione delle future risorse destinate alla fascia 0/6, nonché di quelle non spese e quindi da riprogrammare, che saranno destinate non solo alla formazione del personale docente e degli educatori o alle attività di ristrutturazione dei locali che ospiteranno i bambini, ma anche, se non soprattutto, a nuove sezioni primavera alla creazione di poli per l’infanzia e all’abbattimento dei costi a carico delle famiglie attraverso la notevole riduzione delle rette scolastiche, un concreto supporto per le famiglie meno abbienti».

Parteciperanno all’iniziativa anche la dirigente generale del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, e la dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani(rcz)

Anci: vicinanza dei sindaci calabresi all’avv. Marcello Manna

I membri del Comitato Direttivo e del Consiglio Regionale di ANCI Calabria convenuti in riunione, già precedentemente indetta con altro ordine del giorno, hanno preso atto delle notizie di stampa da cui si evince che ieri, nell’ambito di una più vasta operazione giudiziaria, anche il Sindaco di Rende e Presidente dell’Associazione, Avv. Marcello Manna, risulta destinatario di un provvedimento cautelare che lo pone ai domiciliari determinandone così un temporaneo impedimento alle cariche e ruoli ricoperti.
Nel rispetto delle attività svolte dalla Magistratura, pur in assenza di elementi documentali conoscitivi delle contestazioni elevate, gli stessi avendo potuto apprezzare nella vita dell’Associazione la professionalità, la competenza e l’onestà intellettuale che hanno caratterizzato Marcello Manna gli esprimono sentimenti di vicinanza ed umana solidarietà.
Si reputano fiduciosi che lo stesso possa chiarire quanto prima la sua posizione dimostrando la propria innocenza ed estraneità dai reati contestati.
Auspicano un celere ed equilibrato corso della giustizia confidando che venga fatta chiarezza in tempi brevi.

La prima conferenza dei Comuni calabresi che hanno aderito al progetto Sibater

Domani mattina, alle 11, in Cittadella regionale, è in programma la prima conferenza dei Comuni che hanno aderito al progetto Sibater di Anci, di cui Legacoop Calabria è partner fondamentale nella creazione e nella promozione delle cooperative di comunità per la promozione del bene comune.

Si tratta di un progetto incentrato sulla conoscenza e l’approfondimento di nuovo modello di business che si profila all’orizzonte socio-economico, etico-culturale italiano, spingendo sul senso di appartenenza al territorio. Il progetto “Banca delle terre” è questo e molto altro: ha rappresentato una opportunità per tanti comuni che hanno potuto conoscere il proprio patrimonio territoriale, puntando alla creazione di reddito e occupazione per i giovani ma soprattutto generare sviluppo locale attraverso la creazione di servizi per la comunità.

«La I Conferenza dei Comuni calabresi è l’occasione per tracciare un bilancio sullo strumento di “innovazione territoriale” che la nostra associazione ha messo in campo, le cooperative di comunità», ha dichiarato Maurizio De Luca, vice presidente Legacoop Calabria con delega alle Cooperative di Comunità che interverrà domani nella seconda sessione dei lavori che saranno conclusi dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

«L’accordo di partenariato tra Anci-Ifel e Legacoop, nell’ambito del Progetto SIBaTer, ha avuto il preciso scopo di applicare gli strumenti della cooperazione per la valorizzazione del bene comune – ha spiegato De Luca –. In particolar modo si è posta l’attenzione sul modello delle Cooperative di Comunità, che rappresenta un modello vincente per lo sviluppo dei territori fragili. Abbiamo lavorato in assoluta sinergia sui territori, condividendo temi e obiettivi, nel comune intento di sostenere politiche di sviluppo locale capaci di produrre risultati economici e sociali».

«Da una parte, l’esperienza di Anci e l’azione progettuale di SIBaTer – ha spiegato ancora – come azione di sostegno e di rafforzamento della capacità della P.A. locale di ascolto del territorio, di confronto e concertazione degli interventi territoriali con gli attori locali. Dall’altra l’esperienza di Legacoop nel definire scenari d’impresa capaci di mettere al centro le persone, i territori e la valorizzazione dei beni comuni».

«In questi anni ed anche grazie alle ultime esperienze, lo strumento della cooperativa di comunità è evoluto tenendo conto delle nuove normativa a livello regionale, di cui auspichiamo un tempestivo allineamento della nostra regione, dell’orientamento delle risorse del PNRR e dei bandi europei (FESR), del sempre più pressante protagonismo dei piccoli – ha concluso De Luca –. È evidente quindi che siamo in una nuova fase, il secondo tempo della “cooperazione di comunità”, bisogna avere una nuova consapevolezza ed un senso di responsabilità diverso, favorendo politiche di sviluppo che siano in grado di stimolare gli “imprenditori di comunità” ma anche gli “amministratori di comunità” affinché si possano ridisegnare le aree marginali del nostro territorio soprattutto attraverso un’allocazione della spesa pubblica in investimento di comunità». (rcz)

L’assessore Irene Calabrò alla riunione dei delegati alle Finanze delle grandi città: Governo sia risposte a necessità di Enti Locali

Il Governo si impegni a dare risposte, precise e puntuali, alle necessità degli enti locali e, nello specifico, «dia seguito al piano di ristrutturazione del debito dei Comuni così come sancito dalla legge licenziata nell’ormai lontano dicembre 2019». È la richiesta dei delegati alle Finanze delle Grandi Città, a cui ha preso parte l’assessore al Bilancio di Reggio, Irene Calabrò.

«In questi anni – ha detto la Calabrò – sono stati fatti dei passi in avanti, ma troppo piccoli per infondere stabilità e serenità alle casse dei Comuni. Il Governo deve impegnarsi seriamente a chiudere una partita che rischia, concretamente, di ingolfare le economie delle città italiane».
Risposte che «devono arrivare anche rispetto al mutato scenario economico internazionale che vede un aumento esponenziale per il rifornimento dell’energia elettrica».
«I bilanci dei Comuni italiani – ha aggiunto – risentono pesantemente di rincari che vincolano ogni impegno a previsioni di spesa difficilmente calcolabili. Un dato per niente affatto marginale perché si ripercuote, inevitabilmente, sui servizi offerti e sui costi imposti alle comunità».
C’e, poi, un’altra tematica molto delicata e legata alle conseguenze del conflitto russo-ucraino per i nostri territori: «La gestione dell’emergenza da parte dei Comuni, impegnati in prima linea nell’alleviare le sofferenze dei popoli in guerra, implica sforzi notevoli e imprevisti. Per questo motivo, il Governo dovrà affrontare la questione stanziando congrue risorse in favore dei singoli enti locali chiamati, ancora una volta, a fare gli straordinari». (rrc)

Caro bollette, Anci Calabria lancia la protesta dei sindaci calabresi: Si spengono le luci di un monumento pubblico

I sindaci calabresi hanno aderito all’iniziativa simbolica di protesta indetta dall’Anci, che prevede, per la giornata di domani, di spegnere l’illuminazione, alle 20, di un monumento pubblico contro il caro bollette.

A tal proposito, il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, ha scritto ai parlamentari calabresi, «per sottoporre ed evidenziare la gravità venutasi a creare nei comuni calabresi – già fortemente sottoposti a crisi finanziaria pressoché strutturale – a causa dei marcati rincari, dell’energia elettrica in particolare, i cui effetti già in fase previsionale rendono difficoltosa la quadratura dei bilanci di previsione in corso di elaborazione».

«Tale problematica – ha spiegato – è stata oggetto di discussione in sede di Direttivo ANCI a Roma, alla cui riunione abbiamo partecipato e al termine della quale il Presidente Antonio De Caro, che ha lanciato l’allarme settimane fa, ha proposto come Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, di chiedere al Governo Centrale di provvedere a determinare urgenti misure a sostegno per le nostre amministrazioni, poiché il rialzo dei costi dell’energia rischia di colpire molto duramente non solo i bilanci dei comuni, ma avere una pesante ricaduta sui servizi erogati ai cittadini. In effetti, mentre le voci di spesa legate all’esercizio della pubblica illuminazione mettono fortemente a repentaglio la tenuta dei bilanci, i piani dei costi dei servizi rivolti ai cittadini lievitano con l’inevitabile effetto di aumenti tariffari che in questo momento di difficoltà legato al Covid determinerebbero inevitabili tensioni di carattere sociale».
«Chiediamo, dunque – ha concluso –  il Vostro impegno di Parlamentari per sensibilizzare il Governo ed assumere in sede legislativa provvedimenti atti a sostenere i comuni e fronteggiare le stringenti difficoltà attraverso la istituzione di un “fondo per la compensazione di maggiori costi sostenuti dagli enti locali per l’incremento della spesa di energia elettrica e del gas” così da evitare l’interruzione o la limitazione di pubblici servizi essenziali. Va precisato che, in atto, è previsto solo un parziale e limitato intervento che riguarda alcuni oneri di spesa e per il solo primo trimestre, mentre occorre assicurare certezza ai comuni per l’intero anno considerando che, nella elaborazione dei bilanci, occorre adeguarsi agli esosi preventivi di consumi presunti pervenuti a cura dei fornitori». (rcs)

Caro bollette, Il sindaco di Fuscaldo scrive ad Anci: Prospettiva disastrosa per i Comuni senza intervento

Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha scritto ad Anci Calabria e ai colleghi sindaci, ribadendo che «dobbiamo chiedere allo Stato di farsi carico di trasferimenti erariali straordinari e ad hoc, per compensare i costi in esubero conseguenti all’incremento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas».

«Urgono interventi tempestivi – ha evidenziato il primo cittadino – e mi appello a tutti Voi, affinché la nostra voce arrivi al Governo. Quanto sta accadendo è sconcertante e le misure fino ad ora adottate appaiono carenti ed insufficienti ed un nostro diretto interesse, volto a promuovere azioni a nostra tutela ed a tutela dei cittadini, diventa, a questo punto, indifferibile».

«È, infatti – si legge nella lettera – fin troppo evidente che, dinanzi a questo sconfortante “panorama”, due sono le strade che un Comune, in solitudine, può affrontare: tagliare risorse su settori strategici ed essenziali o aumentare la pressione fiscale sui propri concittadini. Ipotesi a mio avviso impercorribili, in quanto incompatibili con i bilanci comunali e con i princìpi di veridicità, attendibilità, correttezza, coerenza e congruità degli stessi». (rcs)

 

A Parma premiata la Polizia Municipale di Reggio con il Premio Sicurezza Urbana 2021

Prestigioso riconoscimento per la Polizia Municipale di Reggio Calabria, che è stata premiata con il Premio Sicurezza Urbana, conferito nel corso dell’Assemblea annuale dell’Anci a Parma.

Il Corpo reggino, infatti, è stato selezionato insieme a poche altre analoghe realtà, da un’apposita commissione composta da esponenti della stessa Associazione Nazionale dei Comuni e da funzionari del Ministero dell’Interno, tra centinaia di candidature pervenute. 

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, sottolineando come tale riconoscimento sia «una bella e meritata soddisfazione e soprattutto un grande motivo d’orgoglio per l’intera città».

«La Polizia municipale di Reggio Calabria – ha proseguito il primo cittadino – si conferma un’istituzione in grado di esprimere in ogni circostanza alti valori umani e indiscusse capacità professionali, svolgendo quotidianamente un’opera di prossimità di fondamentale importanza a tutela del cittadino, della sicurezza e della legalità. Un lavoro che negli ultimi due anni ormai di emergenza sanitaria, ha acquisito un rilievo e una centralità estremamente rilevanti in ragione delle nuove criticità che la pandemia ha generato, specie sul piano sociale e con riferimento alle fasce più fragili della nostra comunità».

«Al Comandante Salvatore Zucco, a tutti gli operatori e al personale che opera all’interno del nostro Corpo – ha concluso il primo cittadino – rinnovo pertanto le più vive e sentite congratulazioni a nome mio e dell’intera città di Reggio Calabria».

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore comunale alla Polizia Municipale, Paolo Brunetti, che ha evidenziato, in modo particolare, «l’impegno e la dedizione dimostrati dai nostri agenti, con in testa il Comandante Zucco, in occasione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, con attività di supporto alla popolazione e di controllo del territorio, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di alta tecnologia. Un lavoro incessante che merita di essere sottolineato e che oggi, non a caso, viene riconosciuto ed esaltato anche in ambito nazionale». (rrm)

Afghanistan, Magorno: Anci adotti iniziativa di solidarietà avviata a Diamante

Il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, ha rivolto un appello all’Anci, affinché adotti l’iniziativa di solidarietà per le donne afghane e il popolo afghano avviata a Diamante, ovvero uno striscione, esposto sulla facciata principale del Palazzo di Città, ispirato al murale di Cristina Paladino, realizzato nel corso della prima operazione murales del 1981.

«Si tratta – ha spiegato Magorno – di un gesto simbolico che vuole testimoniare la vicinanza della nostra comunità al popolo afgano, un gesto che sarebbe bello vedere in ogni comune italiano per questo propongo che Anci adotti ufficialmente questa iniziativa anche perché oltre al dovere dell’accoglienza abbiamo la necessità di non spegnere i riflettori su questa drammatica situazione». (rcs)

Fondi per la Coesione 2021-17, Falcomatà: Coinvolgere i Comuni nella programmazione

Il sindaco di Reggio e responsabile Anci per il Mezzogiorno e le Politiche per la coesione territoriale, Giuseppe Falcomatà, è intervenuto nel corso della riunione organizzata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione sulla bozza di Accordo di Partenariato per la programmazione delle risorse della Politica di Coesione nel periodo 2021-2027, e ha ribadito la necessità di coinvolgere i Comuni nella programmazione.

Il Sindaco ha definito “continua e proficua” la collaborazione fra l’Associazione dei Comuni Italiani ed il Dipartimento, subito dopo aver ascoltato e appezzato le parole della ministra Mara Carfagna, intervenuta in apertura della sessione odierna. 

«Come Anci – ha detto il responsabile per il Meridione – siamo molto contenti di partecipare a questo incontro, che segna una nuova tappa del percorso positivo portato avanti fino ad oggi con il tavolo di partenariato».

Entrando nel merito delle questioni ancora aperte, Falcomatà ne ha evidenziate cinque. La prima: «Rispetto al Pon Metro chiediamo che si confermi e si rafforzi il ruolo degli organismi intermedi. Nelle discussioni emerse nell’ambito del tavolo di partenariato si è parlato, giustamente, di una complementarità anche rispetto alla programmazione regionale. Ben venga, non si può lavorare a comparti stagni ma, allo stesso tempo, come Anci, rimarchiamo la necessità di mantenere autonomia decisionale sull’intero ammontare che l’accordo attribuisce ai fondi del Pon».

Il secondo punto, poi, riguarda prevalentemente le Città medie: «Se è da salutare con favore l’integrazione del Pon Metro con interventi destinati alle aree periferiche e svantaggiate dei Comuni capoluogo delle regioni sviluppate, occorre collaborazione nella definizione delle modalità di selezione delle aree target, e delle modalità di attuazione degli obiettivi stessi».

«Terzo elemento sul quale vorrei si riflettesse – ha proseguito Falcomatà – riguarda le strategie per le Città Medie a valere sulla programmazione regionale. In questo caso, chiediamo che si trovino soluzioni utili a ridurre la frammentazione nella pianificazione delle diverse regioni. Una maggiore coerenza, infatti, riteniamo sia indispensabile per il mutuo apprendimento e per il monitoraggio degli obiettivi da raggiungere».

Quindi, un passaggio dedicato alle Aree interne ed alle strategie di attuazione di finanziamento delle stesse: «Bisogna garantire un opportuno e congruo finanziamento per molti piccoli comuni che, in sinergia tra di loro, in questi hanno portato avanti le zone interne. Consentitemi di dirlo, da sindaco metropolitano di 97 Comuni spesso piccoli e incastonati nell’entroterra, l’idea di sostenerli attraverso i Por ed un ulteriore cofinanziamento andrebbe a risolvere diversi problemi e ad intervenire sul fenomeno dello spopolamento dei territori che è, di anno in anno, in crescita».

Nel segnalare, con favore, il Programma nazionale capacità per la Coesione finanziato con 1,3 miliardi in sostituzione del vecchio Pon Governance, Giuseppe Falcomatà ha affermato come, dai tavoli di partenariato, «non siano ancora emerse le modalità di attuazione dello stesso programma» ed ha chiesto, anche per questo, «un forte coinvolgimento di Anci». 

Infine, il responsabile per le politiche del Mezzogiorno ha rimarcato «il buon lavoro fatto dai tavoli di partenariato», ribadendo la necessità che i Comuni «vengano coinvolti non soltanto nella fase di destinazione delle risorse, ma anche nella parte strettamente legata alla programmazione delle strategia per l’indirizzo dei fondi stessi». (rrc)

Una proposta di legge per il ripopolamento dei Borghi d’Italia

di DEMETRIO CRUCITTI – Garantire lo sviluppo dello smart working nei borghi d’Italia, col fine di incentivarne il ripopolamento progressivo e permanente, e per migliorare la qualità della vita dei lavoratori. È questo l’obiettivo della proposta di legge per il ripopolamento dei Borghi d’Italia, ispirata e ideata da Francesco Maria Spanò, membro del Cts del club I borghi più belli d’Italia, presentato ieri mattina presso la sede dell’Anci, l’Associazione dei Comuni Italiani.

La proposta di legge si compone a partire da quattro pilastri, elaborati in tre articoli: il ripopolamento dei borghi d’Italia, una nuova e più versatile definizione di smart working, garanzia dei servizi essenziali e di incentivi volti alla migrazione presso i piccoli comuni, la valorizzazione del territorio e delle attività locali e artigianali.

«La rinascita dei piccoli borghi è vitale per la ripartenza del Paese ed è fondamentale il ruolo che può avere la tecnologia», ha commentato il senatore Bruno Astorre, primo firmatario del disegno di legge.  La proposta mira a creare un nuovo sistema cittadino grazie all’ausilio della tecnologia. L’obiettivo è rianimare i borghi grazie alla versatilità che il digitale garantisce: rendere i piccoli comuni dei centri innovativi per la vita lavorativa di tutti coloro che sceglieranno, grazie a incentivi per il lungo periodo, di risiedere lontano dalle città metropolitane ma in un ambiente «a misura d’uomo».

Secondo Astorre, «È ora di ripensare la morfologia dell’Italia come un sistema diffuso che valorizzi la nostra identità culturale. Sono i borghi del Paese i primi detentori di questa eredità ultramillenaria. Il ripopolamento dei piccoli comuni e dei nostri magnifici borghi rappresenta la principale sfida che abbiamo davanti, proprio per non disperdere quelle straordinarie ricchezze di cui essi sono fatti. E la pandemia, pur con tutti i disastrosi effetti che ha prodotto sul tessuto sociale ed economico del Paese, le centinaia di migliaia di vittime che ha mietuto, può offrire lo spunto per ripensare un modello di rinascita per i piccoli comuni. Comunità con meno di 5 mila abitanti, disseminate lungo la dorsale appenninica e sull’arco prealpino, comprese le isole maggiori, che rappresentano oltre il 70 per cento dei quasi 9 mila comuni italiani, con una popolazione di 11 milioni di cittadini.

La strategia nazionale per le aree interne ideata e avviata un decennio fa proprio per contrastare la marginalizzazione e il declino oggi può trovare nel lavoro agile (smart working) un ulteriore elemento di forza. Vivere e lavorare nei piccoli borghi, rafforzando le reti digitali e sfruttando le potenzialità dello smart working, è una possibilità tutt’altro che remota e impraticabile.

Il lungo anno di pandemia ha favorito questo processo. Molti lavoratori in regime di smart working hanno scelto ed apprezzato il lavoro svolto nel proprio comune natale, contribuendo ad una oggettiva rivitalizzazione dei piccoli centri. Questa inversione di tendenza non solo va colta, ma va resa strutturale. Ed è proprio questa la finalità del presente disegno di legge di delega».

«Pendolari, studenti, o, più semplicemente, lavoratori in regime smart working – ha spiegato Spanò – hanno scelto di permanere, durante l’annus horribilis, nella città natale, favorendo il ripopolamento dei piccoli comuni a scapito delle aree metropolitane. Un’inversione di tendenza che dobbiamo accogliere: adesso abbiamo la possibilità di dare nuova linfa a quei borghi, gioielli italiani, fino a oggi troppo spesso dimenticati. Adesso è il momento di riappropriarci del nostro patrimonio culturale, fatto di queste piccole realtà, che hanno il potenziale per diventare hub di idee e creatività».

«I nostri territori – ha dichiarato Riccardo Varone, presidente Anci Lazio – hanno vissuto per anni il fenomeno dello spopolamento, una goccia cinese che ha solcato le tante piccole realtà che costellano il Lazio e l’Italia intera, fatta di borghi, di tradizioni antiche, di volti e personaggi che con il tempo rischiano di scomparire ed essere dimenticati, ora è il momento di invertire la tendenza, riappropriarsi delle proprie radici e ricostruire se stessi e quelle realtà che hanno solo bisogno di un soffio per spazzare via la polvere posatasi sopra di esse per tornare a brillare. Abbiamo un patrimonio importante, un tesoro unico che grazie alla sensibilità di leggi come questa può tornare ad essere un vanto e una modalità di vita nuova, un’occasione importante per cittadini e amministratori che Anci Lazio accoglie con estrema positività».

Il disegno di legge di Bruno Astorre prevede:

  • riconoscimento di incentivi fiscali e contributivi ai datori di lavoro che promuovono lo svolgimento nei piccoli comuni dell’attività lavorativa in modalità di lavoro agile, per un periodo non inferiore a cinque anni, nonché a quelli che avviano, nei piccoli comuni, progetti di riorganizzazione e riqualificazione degli spazi dell’impresa per favorire il lavoro condiviso tra lavoratori in lavoro agile, nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro;
  • riconoscimento di agevolazioni fiscali e di detrazioni delle spese documentate per favorire l’acquisto e il recupero di immobili abbandonati, nonché per favorirne, per un periodo non inferiore a dieci anni, l’abitazione a un prezzo simbolico e la ristrutturazione, prevedendo, altresì, a tali fini, procedure amministrative semplificate da parte delle sovrintendenze locali;
  • riconoscimento di agevolazioni fiscali per favorire l’insediamento di nuovi residenti nei piccoli comuni, con particolare riferimento ai nuclei familiari con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a euro 40.000;
  • concessioni di mutui agevolati per gli investimenti necessari a favorire lo sviluppo tecnologico dei piccoli comuni, con particolare riferimento alle attività finalizzate a consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità di lavoro agile;
  • riconoscimento di agevolazioni fiscali e di detrazioni delle spese documentate per garantire e completare la diffusione della rete a banda ultra larga per lo svolgimento nei piccoli comuni dell’attività lavorativa in modalità di lavoro agile;
  • adozione di misure adeguate a facilitare l’accesso dei servizi pubblici essenziali nei piccoli comuni.  (dc)