A Taverna grande successo per gli eventi di Armonie d’Arte Festival

Grande successo, a Taverna, per gli eventi organizzati per Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano e giunto alla 22esima edizione.

Il Festival ha avuto una straordinaria connotazione itinerante e, oltre al suo palcoscenico principale al Parco archeologico di Scolacium a Borgia, ha spaziato tra Catanzaro, Serra San Bruno, Montauro, Tropea e anche Taverna, patria di Mattia Preti, luogo di particolare valore storico e paesaggistico.

Nel chiostro del Complesso monumentale del Palazzo San Domenico di Taverna si sono susseguiti appuntamenti di grande pregio, tra musica e teatro, con il meglio dello scenario nazionale ed internazionale ed un occhio di sostegno per gli artisti calabresi.

Un’esecuzione da incisione quella della Cappella Neapolitana–  costituito da strumentisti e cantanti specializzati nel repertorio musicale napoletano antico e tra i massimi esecutori al mondo – che ha riportato indietro le lancette del tempo di 4 secoli con un rigore filologico e nel contempo una sapienza contemporanea senza uguali e che testimonia il profilo internazionale più blasonato dell’ensemble diretto e fondato da Toni Florio, che con questo lavoro ha portato per la prima volta in scena il più antico intermezzo comico della storia della musica.

E, poi, l’Inferno dantesco di Chiara Guidi con Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia. La Guidi, una delle figure più interessanti del teatro italiano, ha letteralmente incantato i presenti con un’interpretazione dei versi che diventavano via via magma non solo di senso ma anche di suono vocale che si aggiungeva a quelli prodotti con un contrappunto serrato sorprendente da Francesco Guerri.

A seguire, nella stessa serata, un concerto della Mediterranea Sinfonietta, compagine di musicisti calabresi di bel talento e che stanno scommettendo sulla permanenza nella propria terra, diretti da Marco Codamo che ha proposto un programma brillante e coraggioso di tutto Mozart con solista Marika Franchino.

Particolare, poi, l’ultimo spettacolo Na vota c’era, in collaborazione con Primavera dei Teatri: dittico calabrese ovvero riscrittura originale da Letterio di Francia, di e con Dario De Luca. Uno spettacolo coinvolgente, lieve e profondo insieme, da godere con sorriso e ricordare con riflessione, con una trascrizione magistrale tra sound classico, popolare, ed elettronico.

«Un primo esperimentom quello tavernese di Armonie d’Arte – ha evidenziato Giordano – che ha confermato tutto il valore e le potenzialità del luogo e, nel contempo, ha evidenziato tutto il lavoro da fare per abituare il pubblico a pensare a Taverna come luogo non solo di Mattia Preti ma anche di performance contemporanee».

«Siamo molto soddisfatti di questa sinergia creatasi con il Festival – ha sottolineato il sindaco di Taverna, Sebastiano Tarantino – Si è trattata di una collaborazione e coproduzione con il progetto “Cultura e Natura non solo una rima / Micro Festival prima edizione” del Comune che ho l’onore di guidare. Vogliamo portare avanti la promozione delle bellezze artistiche di questo borgo ma anche quelle naturalistiche e ambientali. Un’importante vetrina per Taverna ed è sicuramente l’inizio di un proficuo percorso con Armonie d’Arte». (rcz)

Armonie d’Arte si sposta a Taverna: Tantissimi gli eventi fino a domenica

Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano, da venerdì 9 settembre si sposta a Taverna, patria di Mattia Preti, con una serie di eventi.

Infatti, il 9,10,11, settembre, una programmazione raffinata anche per la sezione dedicata al Comune presilano. Il Chiostro del Complesso Monumentale del Palazzo San Domenico di Taverna accoglierà musica e teatro con il consueto altissimo profilo artistico e un occhio ad artisti calabresi già dello scenario nazionale ed internazionale.

Venerdi 9 alle ore 21.00, una produzione eccezionale: la Cappella Neapolitana, ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio inizialmente col nome di Cappella della Pietà de’ Turchini, costituito da strumentisti e cantanti specializzati nel repertorio musicale napoletano antico e tra i massimi esecutori al mondo, mette in scena la prima esecuzione moderna del più antico intermezzo comico ( 1673 – Bello Tiempo Passato ).

La Cappella neapolitana utilizza strumenti barocchi (il cembalo, la tiorba, il chitarrone, la chitarra spagnola il calascione, oltre a violini e violoncello). E così, con rigore e consapevolezza filologica, al pubblico sono offerti i suoni, le voci, i colori, i lazzi, insomma l’atmosfera di smodata allegria che si doveva vivere nei teatri del Seicento a Napoli. (Lorenzo Fiorito)

Sabato 10 vede, invece, 2 spettacoli: alle ore 19.00. Chiara Guidi, una delle figure più interessanti del teatro italiano, con Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia, un lavoro intenso e particolarissimo sull’ Inferno dantesco, dove Chiara Guidi – cofondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio, compagnia teatrale che si è distinta sul piano mondiale per la creazione di un linguaggio innovativo – si muove nel solco della sua personale ricerca sulla voce come chiave drammaturgica nel dischiudere suono e senso di un testo, ricerca che le è valsa diversi riconoscimenti e pubblicazioni; al violoncello Francesco Guerri traccia un percorso che cancella i confini tra musica classica contemporanea e libera improvvisazione, producendo invenzioni caratterizzate dalla fisicità del gioco virtuosistico e dal profondo legame emotivo che mantiene con lo strumento.

Sempre sabato 10, ma alle ore 21.30, la Mediterranea Sinfonietta diretta da Marco Codamo, una compagine orchestrale calabrese che merita attenzione per la passione e dedizione in un apprezzabile percorso di crescita, già molto interessante, e un programma di valore ma anche di bell’ascolto per tutti come le arie d’opera mozartiane che ben si armonizzano con il Chiostro e con solista Marika Franchino.

Domenica 11 alle 19.00, Na vota c’era, dittico calabrese ovvero riscrittura originale da Letterio di Francia, di e con Dario De Luca, lavoro per voce recitante e orchestra : uno dei migliori attori calabresi di teatro, un’orchestra brillante e inconsueta; una coproduzione con Primavera dei Teatri, un “transito “culturale pieno di spunti tra passato e contemporaneità, territorialità e scenario globale.

«Questi eventi – ha evidenziato il sindaco di Taverna, Sebastiano Tarantino – nasce da una proficua sinergia fra il comune di Taverna e Armonie d’Arte. Si tratta di una collaborazione e coproduzione con il progetto “Cultura e Natura non solo una rima / Micro Festival prima edizione” del Comune che ho l’onore di guidare. L’obiettivo è quello di promuovere le bellezze artistiche di questo borgo ma anche quelle naturalistiche e ambientali».

«Si terranno, infatti – ha concluso – al mattino escursioni e laboratori e al pomeriggio talk con esperti autorevoli calabresi. Si tratta di un’importante vetrina per Taverna che sfrutta il forte rilievo e considerazione che ha sul territorio una manifestazione storicizzata e di valore come Armonie d’Arte Festival che, da quest’anno, grazie alla sua programmazione itinerante ha creato una affascinante rete tra i Comuni calabresi». (rcz)

Armonie d’Arte, stasera la Wiener Philharmoniker

Questa sera, a Roccella di Borgia, alle 22, per Armonie d’Arte Festival è in programma il concerto dell’orchestra della Wiener Philharmonike.

E se il grande pubblico la ricorda per il tradizionale e famosissimo concerto di Capodanno dal Musikverein di Vienna trasmesso in mondovisione, per tutti gli amanti della musica, classica in particolare, rappresenta una vera e propria icona. Addirittura leggendarie alcune esecuzioni e le collaborazioni con direttori e solisti che hanno fatto la storia del concertismo dell’ultimo secolo, ed è la prima volta che la blasonata formazione orchestrale si esibisce in Calabria e, per l’occasione, in esclusiva italiana.

Eseguiranno un programma nel contempo ricercato e raffinato ma anche godibilissimo per pubblico non consueto alla musica classica, che va da Antonio Vivaldi (Concerto per 4 violini e orchestra d’archi in Si minore RV 580 e Concerto per due violini e due Violoncelli Sol magg. RV 575) ad Ottorino Respighi ( Antiche danze ed arie per liuto, Suite Nr. 3), al Liebeslieder-Walzer op. 52 di Johannes Brahms e alla Serenata Nr. 2 in Do magg di Robert Fuchs.

Per questo evento il Festival diretto da Chiara Giordano rivolge un invito particolare, con un ticketing dedicato, a tutti i musicisti calabresi, soprattutto ai giovani, ritenendo questo concerto un’occasione straordinaria e praticamente unica in questa regione, ancor più per i professionisti della musica.

Il presidente e direttore artistico del Festival, Chiara Giordano, sottolinea che «dopo il grande successo della programmazione 2022 fin qui realizzata, con consensi veramente lusinghieri, arrivati anche da contesti estremamente qualificati, a livello nazionale ed internazionale, nonché degli stessi artisti di più alto profilo, crediamo che il territorio, ovvero le istituzioni ma soprattutto l’impresa, l’associazionismo, gli operatori e così via, ora possano proficuamente riconoscersi in Armonie d’Arte, abbracciarlo e considerarlo uno strumento privilegiato di crescita e benessere, individuale e collettiva». (rcz)

A Montauro Armonie d’Arte Festival presenta il “Trittico” in prima assoluta

Armonie d’Arte Festival si sposta a Montauro, al Grangia di Sant’Anna, per presentare in prima assoluta il Trittico dedicato a Pier Paolo Pasolini, in occasione dei 100 anni dalla nascita.

Domani, infatti, sono previsti tre eventi dedicati all’attore, regista e drammaturgo, che inizierà con Le ceneri di Pasolini, con i versi di Igor Esposito, voce recitante di Peppino Mazzotta e ideazione e regia di Francesco Saponaro.

Si tratta di un’installazione visiva e una traccia  sonora della durata di 11 minuti ripetuta in maniera ciclica.
Una tavola imbandita, per banchetto, e alle una scritta che segnala la distanza che intercorre tra il luogo dell’installazione e il luogo della morte di Pier Paolo Pasolini, Ostia Idroscalo. La mattina del 2 novembre 1975, sul litorale romano, in un campo incolto in via dell’idroscalo, una donna, Maria Teresa Lollobrigida, scopre il cadavere di un uomo. È Ninetto Davoli a riconoscerne il corpo.

A seguire, il Porno-Teo-Kolossal di Pasolini, con voce recitante di Anna Bonaiuto e la regia di Francesco Saponaro.

«L’avventura picaresca di Porno-Teo-Kolossal, trattamento cinematografico di Pier Paolo Pasolini scritto per Eduardo De Filippo, è ancora più avvincente se la si legge come la confessione di un insaziabile desiderio di incontro tra arte e vita che attendeva solo di essere trasferito e impressionato su pellicola, se quella tragica morte non ci avesse privato di un’occasione straordinaria – scrive Saponaro –. Quello tra Eduardo e Pasolini è un incontro fondato sulla lucida complementarità di due sguardi che continuano a raccontare l’Occidente con le sue grandezze e le sue barbare miserie».

«Leggendo il trattamento – scrive ancora – mi sono chiesto come restituire, con la semplicità di una voce che serve la parola, la medianica potenza di queste visioni senza incorrere nel fraintendimento di una mimesi rappresentativa.
Ho chiesto ad Anna Bonaiuto, straordinaria interprete del nostro miglior teatro, di incarnare la lingua intima che Pasolini usa in questa scrittura complessa, carica di un abbagliante impegno ideologico e di esiti definitivi e testamentari, che migra dal tessuto narrativo di impianto epico-picaresco ai dialoghi più popolari del dialetto napoletano».

«Nella voce della Bonaiuto – si legge – c’è l’approccio sincero e dichiarato di un innamoramento materno che ci dà la possibilità di partecipare all’imponente costruzione drammatica di una lunga sequenza di immagini che esplodono in tutta la loro caparbia violenza, appena mitigata dagli sguardi comici e teneri di Eduardo e del suo servo Ninetto, nel quale Pasolini porta a uno dei punti più alti la densità metaforico-lirica del suo linguaggio».

Chiude la giornata Pasolini vs Warhol? un talk show multimediale di Francesco Saponaro grazie ad Alessandro Del Puppo.

«Nel 1975 – ha spiegato Saponaro – Pier Paolo Pasolini viene invitato a scrivere un testo critico su Ladies and Gentlemen, una serie di ritratti di travestiti newyorkesi realizzata da Andy Warhol ed esposta tra ottobre e dicembre dello stesso anno in una grande mostra a Ferrara. Quel testo comparve soltanto sei mesi dopo, in una mostra semiclandestina aperta dopo la morte del poeta».

«Nel 1975 Pasolini è al tempo stesso attuale e postumo – ha spiegato –. Accusa Warhol di essere privo di dialettica rivoluzionaria, mentre Warhol agisce già nel campo della cronaca, del vissuto, in una spettacolare messinscena di trasgressioni e successo, arti visive e omosessualità. I due nella realtà non si conobbero mai personalmente, ma questo match intellettuale tra due giganti del XX secolo è al centro di una vicenda intricata e affascinante. Intorno ruotano galleristi e critici d’arte rampanti, denaro, rock, flash e polaroid, sesso e droga, artisti e ragazzi, da una galleria all’altra, da un letto all’altro, tutti stregati dalle stelle evanescenti degli anni settanta. Pasolini e Warhol incarnano visioni opposte e inconciliabili della contemporaneità».

«La voce di Pasolini – ha concluso – che interroga e contesta l’immaginario visivo di Warhol è la parabola di un umanesimo novecentesco che si imbatte in quel mondo nuovo che il poeta delle Ceneri non volle o non poté capire fino in fondo».

«La vita di Pasolini, il suo pensiero, la sua produzione artistica – ha spiegato Chiara Giordano, direttore artistico del Festival – testimoniano tutta la capacità di utilizzare il concetto di “transito” immateriale come valore di rinnovamento tematico, di consapevolezza identitaria, di creatività e di visione del futuro. In tal senso il Festival, nell’anniversario centenario della nascita, non poteva che proporne un percorso di lettura contemporanea». (rcz)

Armonie d’Arte, Charles Lloyd “folgorato” da Scolacium

È rimasto “folgorato” dalla bellezza di Scolacium e dall’Armonie d’Arte Festival, il musicista Charles Lloyd, che si è esibito al Festival diretto da Chiara Giordano.

«Qui mi sento in Paradiso. Chiara Giordano ha realizzato un Festival bellissimo per il pubblico e per noi artisti» ha dichiarato Lloyd.

Da un lato una leggenda della musica jazz, accompagnato da artisti di primissimo livello – Bill Frisell, uno dei maggiori chitarristi americani dagli anni ’80 ad oggi, insieme a Reuben Rogers al basso e Kendrick Scott alla batteria – dall’altro la magia di un luogo che trasuda storia e antichità.

Il 28 luglio, a Teatro Comunale di Soverato arriverà lo straordinario musicista Paolo Fresu che terrà uno speciale omaggio sonoro dedicato a Lawrence Ferlinghetti, poeta, editore e libraio scomparso nel 2021.

Insieme a lui ci saranno: Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso, Carlo Maver al bandoneon.

In questo stile si proseguirà il 29 luglio a Borgia, a Palazzo Mazza, per un concerto frizzante che mette insieme artisti “mediterranei”: un ex enfant prodige oggi newyorkese e interprete vivacissimo del jazz internazionale, Francesco Cafiso, al sassofono, con Francesco Scaramuzzino (pianoforte), Riccardo Grosso (basso), Antonio Petralia (batteria),  musicisti che sanno accogliere e restituire gli input musicali contemporanei di più alto profilo. (rcz)

Armonie d’arte, Toni Servillo incanta il Parco Scolacium con il suo “Raimondo”

È con Raimondo, Vaniloquio non vano di Toni Servillo, che si è aperto, al Parco Archeologico di Scolacium la 22esima edizione di Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano.

Uno straordinario lavoro di squadra quello realizzato per una produzione di Armonie d’Arte, in prima assoluta, con la presenza di artisti eccezionali.

Il melologo inedito dello scrittore e critico letterario Silvio Perrella, le musiche originali del compositore Vincenzo Palermo, la partecipazione di Alfio Antico con i suoi tamburi siciliani, Maya Palermo solista al flauto, il coro femminile Ensemble Sententie Sonantes diretto da Alexandra Rudakova: una realizzazione perfetta che ha stregato il pubblico di Armonie d’Arte, esultante per la standing ovation finale.

Ha destato notevole suggestione l’opera ispirata dalla figura alta, controversa ma fascinosa, di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ricordato per la “sua” eccezionale Cappella con il Cristo velato a Napoli, e simbolo di pensiero libero, laterale, non omologato, non di propaganda, assetato di innovazione.

Raimondo-Toni Servillo prende la parola rivolgendosi a una donna fantomatica, che di volta in volta assume nuovi nomi. Parlandole Raimondo “sale”, cercando “vastità di sguardo”. Prima Sisifo, poi Prospero senza scettro, ma soprattutto Uomo-Cristo, si racconta a fiato perso, squaderna il suo mondo interiore, vela e svela chi sia, cosa voglia, perché per lui sia così essenziale essere liberi, capaci di correggere i propri errori, sempre pronti a rimettersi in gioco. La lingua usata da Perrella lo scolpisce, ne fa un essere sonante, s’insinua nella sua psiche. E da questa lingua parte Toni Servillo per dare voce e corpo sonoro a quello che possiamo definire un pellegrino della libertà d’invenzione. Il grande attore ne segue l’ascesa, punteggiata dal ritmo indiavolato di Alfio Antico, che trae dai suoi tamburi siciliani veri e propri terremoti sonori ed emotivi.

Sale, sale Raimondo fino alla radura da cui ogni cosa è visibile e lì viene preso “da formicolio di canto”. Il compositore Vincenzo Palermo – che dopo una introduzione, quasi viatico ad apertura del lavoro con un tema cinquecentesco su cui innesta un tessuto musicale di fattura tutta contemporanea – traduce questo suo desiderio in coro femminile e lunghe note di flauto; ne fa un isola di meditazione quieta, che anticipa la “discesa” di Raimondo. Lo stesso Servillo asseconda il desiderio della voce di librarsi nell’aria.

Armonie d’Arte Festival ha ripreso il suo luccicante corso per una stagione imperdibile, a detta degli spettatori. (rcz)

Al via Armonie d’Arte Festival

Prende il via questa sera, al Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia, la 22esima edizione di Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano.

Ad aprire la kermesse, Toni Servillo in Raimondo, Vaniloquio non vano: un melologo inedito dello scrittore e critico letterario Silvo Perrella, con musiche originali del compositore Vincenzo Palermo, e la partecipazione di Alfio Antico con i suoi tamburi siciliani.

Ad accompagnare, la solista al flauto Maya Palermo e il coro femminile Ensemble Sententie Sonantes diretto da Alexandra Rudakova.

Un lavoro ispirato dalla figura alta, controversa ma fascinosa, di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ricordato per la “sua” eccezionale Cappella con il Cristo velato a Napoli, e simbolo di pensiero libero, laterale, non omologato, non di propaganda, assetato di innovazione.

Raimondo di Sangro è universalmente noto come l’ideatore della Cappella Sansevero; e non c’è visitatore della città di Napoli che non senta la necessità di visitare e ammirare il Cristo velato, opera scultorea del Giuseppe Sanmartino. Ma chi era quest’uomo geniale che i dizionari definiscono un inventore? Quali pensieri attraversavano la sua mente? E soprattutto che sentimenti provava per il mondo in cui viveva? Imbattendosi nella Lettera apologetica, pubblicata dal principe nel 1751, Chiara Giordano, direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival, è partita da queste domande per commissionare un’opera inedita e originale sul settimo Principe di Sansevero.

Si è rivolta a Silvio Perrella, il quale ha subito accolto questa sorta di sfida, scrivendo un testo in versi che ha del melogogo e dell’oratorio laico, dove Raimondo prende la parola rivolgendosi a una donna fantomatica, che di volta in volta assume nuovi nomi. Parlandole Raimondo “sale”, cercando “vastità di sguardo”. Prima Sisifo, poi Prospero senza scettro, ma soprattutto Uomo-Cristo, si racconta a fiato perso, squaderna il suo mondo interiore, vela e svela chi sia, cosa voglia, perché per lui sia così essenziale essere liberi, capaci di correggere i propri errori, sempre pronti a rimettersi in gioco. La lingua usata da Perrella lo scolpisce, ne fa un essere sonante, s’insinua nella sua psiche.

E da questa lingua parte Toni Servillo per dare voce e corpo sonoro a quello che possiamo definire un pellegrino della libertà d’invenzione. Il grande attore ne segue l’ascesa, punteggiata dal ritmo indiavolato di Alfio Antico, che trae dai suoi tamburi siciliani veri e propri terremoti sonori ed emotivi. Sale, sale Raimondo fino alla radura da cui ogni cosa è visibile e lì viene preso “da formicolio di canto”.

Il compositore Vincenzo Palermo – che dopo una introduzione, quasi viatico ad apertura del lavoro con un tema cinquecentesco su cui innesta un tessuto musicale di fattura tutta contemporanea – traduce questo suo desiderio in coro femminile e lunghe note di flauto; ne fa un isola di meditazione quieta, che anticipa la “discesa” di Raimondo. Lo stesso Servillo asseconda il desiderio della voce di librarsi nell’aria. (rcz)

Il 22 luglio parte Armonie d’Arte Festival

Il 22 luglio, al Parco Scolacium di Roccelletta di Borgia, prende il via la 22esima edizione di Armonie d’Arte Festival, diretto da Chiara Giordano.

Ad aprire la kermesse, una produzione di Armonie d’Arte, in prima assoluta, Raimondo, Vaniloquio non vano, un melologo inedito dello scrittore e critico letterario Silvo Perrella, musiche originali del compositore Vincenzo Palermo, con la voce recitante di Toni Servillo e la partecipazione di Alfio Antico con i suoi tamburi siciliani.

Ad accompagnare, la solista al flauto Maya Palermo e il coro femminile Ensemble Sententie Sonantes diretto da Alexandra Rudakova.

Un lavoro ispirato dalla figura alta, controversa ma fascinosa, di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ricordato per la “sua” eccezionale Cappella con il Cristo velato a Napoli, e simbolo di pensiero libero, laterale, non omologato, non di propaganda, assetato di innovazione.

«Con Raimondo – ha dichiarato Silvio Perrella – ho dato voce ai pensieri più intimi di un uomo geniale e complesso. L’ho trasformato in un inventore della propria psiche, prestandogli una lingua serpentina e sonante, fatta di ascese e discese. Ho accompagnato Raimondo, il principe di Sansevero, a decifrare e inventare alfabeti, facendo con lui un rito della conoscenza, dove quel che più conta è l’accettazione della propria insondabile solitudine».

«In questo mio nuovo lavoro –ha evidenziato Vincenzo Palermo – per interfacciarmi al fluido e visionario testo di Silvio Perrella, ho voluto ispirarmi a due grandi figure del passato, Palestrina e Leonardo Vinci, i cui temi si intrecciano con la mia musica in una costante rielaborazione in chiave moderna. Leonardo Vinci, nato a Strongoli, un piccolo comune a nord di Catanzaro, e formatosi a Napoli, ad un anno del termine dei suoi studi fu nominato nel 1719 “maestro di cappella” del principe Sansevero Paolo De Sangro, dando così lezioni di musica al di lui figlio Raimondo, incidendo direttamente sulla sua formazione. Nella musica di Leonardo si ritrova tutta la melodiosità tipica della scuola napoletana sintetizzata in quelle “pratiche” tecniche che l’hanno resa celebre per la qualità e la copiosa produzione».

«Il celeberrimo tema che ho scelto, tratto da un’opera di Vinci – ha proseguito – ne rappresenta degnamente questa sintesi avendo allo stesso tempo una forte connotazione con la musica del luogo. Palestrina, poi, è un fulgido esempio di quel concetto di bellezza inteso come verità e poetica dell’equilibrio, non solo come base della costruzione polifonica rinascimentale ma come base di tutti i saperi. La sete di acquisizione di questi saperi caratterizza il lavoro degli illuministi del ‘700 e Raimondo De Sangro, in questo senso, ne incarna alla perfezione lo spirito».

Alla musica si aggiungerà una sorta di contrappunto ritmico di Alfio Antico, musicista potente ed eclettico, che i tamburi li crea e li suona, e che saluta il pubblico di Armonie d’Arte Festival con questi versi: “Sciuscia ventu. Arrusbigghia li radichi funnuti di sta terra”.

Infine, la direttrice artistica ha reso noto una importante novità: «Il Festival si quadruplicherà e alla programmazione estiva, che resta comunque l’asset principale, si aggiungerà una stagione autunnale, invernale e una primaverile: tutte insieme comporranno “Le quattro stagioni di Armonie d’Arte”, dense di contenuti in linea con il nostro tempo e con il patrimonio del territorio»

Presentate le “Nuove Rotte Mediterranee” di Armonie d’Arte Festival

Nella Sala Oro della Cittadella Regionale, sono state presentate le Nuove Rotte Mediterranee di Armonie d’Arte Festival, giunto alla 22esima edizione e che prenderà il via il via il prossimo 22 luglio.

La kermesse, ideata e diretta da Chiara Giordano, quest’anno farà tappa anche al Parco della Scultura e della biodiversità mediterranea di Catanzaro, la Grangia di Montauro, la Certosa di Serra San Bruno, i teatri di Tropea e Soverato e i borghi di Squillace e Taverna.

«Transiti – ha spiegato Giordano – da intendersi come spostamenti forieri di sviluppo lungo cammini di terre di mare dense di positività, di incontri, di dialoghi, di opportunità. Un mood velato e sotteso ad un’azione festivaliera che continua a voler essere un attivatore di pensiero, un luogo materiale e immateriale dove arte, cultura e luoghi di valore trovano sintesi e armonia».

Transiti, infatti, è la tematica che animerà l’edizione 2022, e che fa parte del macro-tema Nuove Rotte Mediterranee. Dal 22 luglio al 17 settembre, in scena sarà la musica classica, jazz, lirica e di ricerca, danza e teatro contemporaneo, letteratura, arte e performance visiva, e con prime, esclusive, produzioni originali, con il consueto profilo nazionale ed internazionale.

«Dopo 2 anni di molte e diverse criticità – ha dichiarato Giordano – cui comunque il Festival nonostante tutto non si è fermato, e soprattutto ringraziando tutti coloro che a vario titolo hanno compreso e partecipato a consentire questa necessaria resilienza evitando il peggio, oggi si sta lavorando a chiudere una pagina complessa del recente passato, e poter così girare l’angolo guardando al futuro con nuova fiducia e con vecchi e nuovi partner, pubblici e privati».

«Crediamo – ha aggiunto – che attraverso anche una ristrutturazione sostanziale della Fondazione Armonie d’Arte, con una più intensa attività di networking, nonchè con l’attenzione alle nuove dinamiche socio culturali e socio economiche del mercato di settore e di quello generale, in un quadro locale ma anche nazionale ed internazionale, sarà possibile alimentare la sostenibilità e consentire di mantenere una qualità alta del Festival».

Tra gli appuntamenti più importanti, spicca l’apertura del Festival, il 22 luglio, con una produzione di Armonie d’Arte, in prima assoluta, di parola e musica, un melologo inedito di Silvo Perrella, musiche originali di Vincenzo Palermo, con la voce recitante di Toni Servillo, e la partecipazione di Alfio Antico con le sue tammorre, per un lavoro ispirato dalla figura alta, controversa ma fascinosa, di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ricordato per la “sua” eccezionale Cappella con il Cristo velato a Napoli, e certamente simbolo di pensiero libero, laterale, non omologato, non di propaganda, assetato di innovazione.

Segue il 23 luglio una delle figure gigantesche del jazz, Charles Lloyd, in quartetto con la partecipazione di Bill Frisell. Quindi il 28 luglio Paolo Fresu con il nuovo progetto legato al documentario di Ferdinando Vicentini Orgnani per la ricorrenza dei 100 anni di Lawrence Ferlinghetti, focalizzando tematiche, valori e dinamiche che rendono l’esperienza del mondo perduto della Beat generation estremamente attuale e che ha portato a galla le contraddizioni della globalizzazione attuale; e il 29 luglio, per chiudere, attenzione al jazz di matrice calabrese con Francesco Scaramuzzino in duo con il siciliano oggi newyorkese Francesco Cafiso, straordinario ex enfant prodige con un’esperienza internazionale nei contesti di più alto rango.

La musica classica e lirica vedrà sul palcoscenico di Armonie d’Arte l’11 agosto uno dei quartetti più eleganti e apprezzati al mondo, il Quartetto di Cremona; poi il 13 agosto Vittorio Grigolo, tenore dalla verve appassionata che ha affascinato platee internazionali e da ultimo protagonista di una strepitosa Tosca all’Opera di Roma; e ancora il 17 agosto un’icona del violinismo internazionale quale Victoria Mullova, a cui segue il 22 agosto Giuseppe Gibboni, ultimo vincitore del prestigioso Premio Paganini, e il 29 agosto, nella compagine da camera, Wiener Philharmoniker. Trovano spazio in lineup altresì progetti particolari e raffinati di artisti in grado di attrarre pubblici molto trasversali, come Alice canta Battiato il 18 agosto, Vasco Brondi in un esplosivo “Va dove ti porta il cuore” il 9 agosto, ed Eduardo De Crescenzo con un lavoro tutto dedicato alla canzone napoletana classica anche per la sua matrice comune con la musica lirica settecentesca il 19 e il 21 agosto.

Per la danza lavori in prima assoluta, o ripensati per gli spazi del Festival, grazie alla presenza di Ater ( date in definizione ) e di Spellbound, sempre una certezza assoluta di qualità e profilo internazionale, oltre al “Turning_Orlando’s version” dell’eclettico e fecondo Alessandro Sciarrone, Leone d’Oro alla carriera 2019 per la Biennale Danza, il 26 agosto; e più giovani compagnie come la calabrese Createdanza, già però con bel curriculum ed esperienze nazionali.

La presenza di Romeo Castellucci con il suo “Terzo Reich” e Chiara Guidi, con date settembrine in definizione, sottolineano la vocazione del Festival anche per quel che riguarda il più interessante dibattito teatrale contemporaneo; mentre, il 9 settembre, con la raffinatissima Cappella neapolitana diretta da Toni Florio, in una chicca che è il primo Intermezzo musicale della storia, il Festival manifesta la propria convinta attenzione per la ricerca e per quella musica antica come presupposto ineludibile di tutto quanto a seguire. In programma anche residenze artistiche e in particolare quella dell’artista visiva Maria Luigia Gioffrè che esiterà il 24 agosto con una prova aperta al Teatro comunale di Soverato. Non mancheranno attività collaterali e sezioni speciali tra cui: le “visite bizzarre” ai luoghi Festival con passeggiate guidate da esperti di storia, paesaggio, archeologia, arte contemporanea, ed animate da interventi attoriali, musicali o coreutici a tema, le “Mediterranean conversation“ su temi globali sensibili legati anche al Mare Nostrum con autorevoli esperti di settore, ed infine ad “Armonie d’arte for young”, visite guidate per bambini e ragazzi, in forma di giochi di gruppo; Borgia Borgo Espanso come laboratorio di sperimentazione e formazione.

Inoltre Armonie d’Arte Festival collabora con l’Associazione italiana Persone Douwn coinvolgendo varie unità nel proprio staff, ed ha avviato le procedure per il riconoscimento di qualità certificazione ufficiale EcoEvents per eventi ecosostenibili garantita dalla partnership tra Ambiente e Salute e Legambiente Nazionale.

Emozionante l’intervento di Toni Servillo che è voluto intervenire live in video: “La Calabria è una regione che amo molto, ingiustamente dimenticata. Quando mi è stato proposto questo lavoro sono esploso di gioia. Creeremo qualcosa di straordinario per Armonie d’Arte e sarà il risultato di un lavoro profondo e accurato, perfezionato in loco con il mio arrivo già qualche giorno prima.”

È intervenuto l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso, perché il Festival è finanziato dall’Ente regionale in quanto rientrante nel progetto Calabria Straordinaria: «Siamo entusiasti – ha evidenziato –. Eventi come Armonie d’Arte meritano di essere valorizzati perché impreziosiscono la nostra Terra. Questa è una Calabria che in passato ha fatto tante cose, anche belle, ma spesso confuse. Basta finanziare attività senza senso. I frutti del nostro operato si stanno già vedendo. Questa estate le strutture sono tutte sold out. È il momento della Calabria e non vogliamo e non possiamo perdere questa opportunità».

«Abbiamo fatto un grande sforzo in questi mesi – ha dichiarato il direttore generale del Dipartimento Turismo, Antonella Cauteruccio – per far capire cosa intendiamo per grandi eventi: appuntamenti che provocano interesse da fuori regione e suscitano grande attenzione per i nostri luoghi e Armonie d’Arte risponde in pieno a queste peculiarità».

Significativa la testimonianza di Elisabeth Sacco, sindaco di Borgia: «Il mio Comune è cresciuto molto grazie al Festival che ci ha consentito di farci conoscere al resto d’Italia e all’estero e di allargare, quindi, i nostri orizzonti. Dobbiamo combattere, però, contro i territorialismi e puntare sulle sinergie. Ed è quello che sta facendo Chiara Giordano».

Il neo sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita ha inviato un messaggio con il quale ha sottolineato «il lustro del cartellone proposto da Armonie d’Arte e la visibilità che il Festival dà al territorio. Importante lo spirito di collaborazione che auspico per il presente e il futuro».

Presenti anche il sindaco di Montauro, Giancarlo Cerullo; il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari e l’assessore alla Cultura di Soverato, Emanuele Amoruso, a testimonianza della grande rete che Chiara Giordano sta tessendo sul territorio. (rcz)

Toni Servillo aprirà la 22esima stagione di Armonie d’Arte Festival

Sarà Toni Servillo ad aprire, il 22 luglio, al Parco Archeologico di Scolacium a Roccelletta di Borgia, la 22esima edizione di Armonie d’Arte Festival, fondato e diretto da Chiara Giordano.

Lo spettacolo, dal titolo Raimondo. Vaniloquio non vano, è una nuova produzione su un’opera inedita scritta per l’occasione da Silvio Perrella, con musiche originali dal vivo commissionate a Vincenzo Palermo.

Il lavoro è ispirato dalla figura alta, controversa e di certo di grande fascino di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, ricordato per la “sua” eccezionale Cappella con il Cristo velato a Napoli al cui mondo appartengono anche, e non per caso, proprio Toni Servillo, Giordano, Perrella e Palermo.

«Abbiamo voluto dedicare l’inaugurazione della XXII edizione a questa figura di intellettuale, scrittore, illuminista antitradizionale, per la forte portata di modernità che rappresenta – ha dichiarato Chiara Giordano – come simbolo di pensiero libero, laterale, non omologato, non di propaganda, assetato di innovazione, capace di visione, tutti temi quanto mai contemporanei e coerenti al grave dibattito nazionale ed internazionale in corso».

All’opera, oltre la voce recitante di Toni Servillo, fulcro dell’intero spettacolo, parteciperanno dal vivo l’effervescente e raffinato musicista Alfio Antico con le sue fascinose tammorre, la giovane talentuosissima flautista Maia Palermo e il coro femminile Ensemble Sententie Sonantes, diretto da Alexandra Rudakova.

1Dopo 2 anni caratterizzati da diverse criticità – ha concluso il direttore Giordano – in cui comunque il Festival non si è fermato nonostante le avversità, e ringraziando tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato a consentire questa necessaria resilienza evitando stop o default, oggi si sta lavorando per chiudere una pagina complessa del recente passato e per girare l’angolo guardando al futuro con nuova fiducia e con vecchi e nuovi partner. Ogni aspetto sarà declinato nell’imminente conferenza stampa di presentazione dell’intero Festival 2022». (rcz)