INFRASTRUTTURE AL MEZZOGIORNO: LA UE
SI PREOCCUPA PIÙ DELLA STESSA ITALIA

di ERCOLE INCALZA – Non ci siamo accorti che in tutti gli schieramenti politici che attualmente stanno dando vita ad una kermesse che spesso rasenta comportamenti kafkiani non compaiono programmi organici per il rilancio del Mezzogiorno; in tutti però c’è l’impegno nel garantire il 40% degli investimenti al Sud.

È davvero preoccupante che dopo una generica diagnosi su cosa sia oggi il Mezzogiorno, su cosa era ieri il Mezzogiorno, non compaia nessuna operazione, nessuna proposta capace di modificare un assetto che, come più volte ho ricordato, lo caratterizza con un solo indicatore che è quello legato al “reddito pro capite”. Ricordo sempre che dopo 75 anni dalla istituzione della Repubblica il reddito pro capite nel Sud non ha superato la soglia di 17.400 euro rispetto a quello del Nord che si attesta su un valore di 36.000 euro.

Non possiamo dimenticare che avevamo, già nel 1986 con il Piano Generale dei Trasporti e nel 2001 con il Programma delle Infrastrutture Strategiche approvato dalla Legge Obiettivo, denunciato che il motivo fondamentale del tragico congelamento della crescita del Sud andava sicuramente individuato nell’assenza di una sua adeguata infrastrutturazione e i due strumenti prima richiamati avevano riconosciuto che dopo la chiusura della Cassa del Mezzogiorno c’era stata quasi una sistematica sottovalutazione su quattro distinte aree tematiche: la portualità, gli assi stradali, la rete ferroviaria e la gestione dell’urbano. E Claudio Signorile Ministro del Mezzogiorno dal 1981 al 1983 e Ministro dei Trasporti dal 1983 al 1986 e attore fondamentale nella redazione del Piano Generale dei Trasporti, proprio pochi giorni fa in un suo articolo precisava: “La lettura critica dei programmi elettorali di tutte le coalizioni che si presentano al voto politico del 25 settembre porta ad una considerazione oggettiva: il Mezzogiorno non ha interlocutori politici; non ha interlocutori strategici; non ha interlocutori progettuali socialmente attivi; insomma non è presente nelle prospettive del Paese. Non soltanto nella pianificazione degli obbiettivi ma anche nella gestione del quotidiano: dalle emergenze energetiche ed ambientali a quelle sanitarie ed assistenziali, dal lavoro povero all’esodo giovanile; dalle mancanze infrastrutturali alla crisi dei servizi; il Mezzogiorno semplicemente non c’è. Anche le indicazioni imperative della UE sulle priorità per il Sud, accompagnate da una importante disponibilità di risorse, sono state silenziosamente disattese e ridotte. Il PNRR è la testimonianza in essere di un fallimento annunciato, almeno per il Sud. Non è possibile accettare questo stato di cose senza reagire. Non con le proteste, con le denunce, con le analisi, pure molto efficaci, con le documentazioni, che hanno dimostrato questa estraneità. Le azioni da compiere devono essere di grande spessore politico e di forte impatto. Senza il Mezzogiorno non possiamo sentirci Nazione”.

Questa indifferenza che tutti notiamo leggendo i programmi, o ciò che gli schieramenti politici annunciano come programmi, ci convince sempre più che la Unione Europea è stata più attenta e più interessata allo sviluppo del Sud. Invece, soprattutto negli ultimi otto anni il comportamento dello Stato nei confronti del Sud si è praticamente concluso assicurando percentuali di risorse e non garantendo la realizzazione di un impianto infrastrutturale che nel 1986 e nel 2001 il nostro Paese ha disegnato e che la Unione Europea (allora a 28 Stati) non solo ha legittimato ma ha cercato di attuare. Cerchiamo di ricordare a noi stessi quali erano le opere e le strategie che supportavano le scelte programmatiche concordate nella attuazione delle Reti Trans European Network (TEN – T):

  1. Il Corridoio Uno (Berlino – Palermo) nella edizione 2005 diventato Corridoio Helsinki – La Valletta nella edizione 2011
  2. Il Corridoio 8 (Taranto – Brindisi – Bari – Durazzo – Varna)
  3. La rilevanza dei nodi metropolitani ubicati sui Corridoi
  4. La rilevanza della logistica all’interno del nuovo assetto trasportistico comunitario

Il Corridoio Helsinki – La Valletta è, a tutti gli effetti, il cordone ombelicale dell’intero sistema comunitario e nel 2011 nella sua definizione attuale prevede una antenna che da Napoli va verso Bari cercando di ridare ruolo ad un altro Corridoio strategico: il Corridoio 8. Questo Corridoio 8 si caratterizzava come asse trasversale dell’intero bacino del Mediterraneo in quanto si sviluppava da Taranto e raggiungeva Brindisi – Bari – Durazzo – Varna. Un vero lungo bridge tra il Mediterraneo ed il Mar Nero. Questo Corridoio non divenne operativo perché l’Albania non era all’interno della Unione Europea. Ma esaminando attentamente le opere del PNRR scopriamo che è prevista un’opera coerente con le finalità di questo Corridoio, mi riferisco all’asse ferroviario ad alta velocità Taranto Metaponto – Potenza – Battipaglia.

Tornando al Corridoio Helsinki – La Valletta ricordo che le opere chiave che la Unione Europea riconosceva essenziali per il rilancio del Mezzogiorno erano:

  • La realizzazione dell’asse ferroviario ad alta velocità Napoli – Bari
  • Il corridoio plurimodale (asse ferroviario ed asse viario) Salerno – Reggio Calabria
  • Integrazione funzionale tra il corridoio plurimodale tirrenico e quello Jonico in Calabria attraverso il completamento dell’asse 106 Jonica
  • La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina
  • Il completamento del sistema viario siciliano di supporto al Corridoio stesso come gli assi Trapani – Palermo – Messina, Catania – Siracusa e Palermo – Agrigento Caltanissetta
  • La realizzazione del sistema ferroviario ad alta velocità Palermo – Messina – Catania
  • La riqualificazione funzionale dei nodi metropolitani di Palermo, Messina, Catania, Reggio Calabria, Napoli, Bari, Taranto, Salerno che interagivano con il Corridoio
  • Il riassetto funzionale degli HUB portuali, interportuali ed aeroportuali del Mezzogiorno.

(Ricordo che la Regione Sardegna non era contemplata nelle reti TEN – T)

Emerge in modo evidente, leggendo questi interventi, che il PNRR ha trovato questa storia programmatica già definita dalla Legge Obiettivo e l’ha confermata integralmente.

Questo, quindi, è il quadro sintetico delle opere volute dalla Unione Europea e supportate dal Fondo TEN, dalla Legge Obiettivo e dal Fondo di Sviluppo e Coesione e fino al 2014 la incidenza percentuale delle risorse destinate al Sud si è attestata su una soglia del 28%. Dal 2015 ad oggi la percentuale non supera la soglia dell’11% e questo modesto dato è confermato dal fatto che dopo 22 anni disponiamo solo delle opere avviate ed in parte realizzate con la Legge Obiettivo e cioè:

  • Il completamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria
  • Il completamento dell’autostrada Palermo – Messina
  • La realizzazione dell’autostrada Catania – Siracusa
  • La realizzazione dell’asse ferroviario Napoli – Bari in corso di realizzazione
  • La realizzazione dell’asse viario Palermo – Agrigento – Caltanissetta (in corso di realizzazione)

E tutto questo è veramente poco e, soprattutto, tutto quello che con le Reti TEN la Unione Europea ci aveva imposto di realizzare, dal 2015 è rimasto solo un impegno a fare ma nei fatti è rimasto solo un impegno. (ei)

[L’ing. e arch. Ercole Incalza è stato dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché AD dell’Alta Velocità ferroviaria dal ’91 al ’97]

(courtesy Il Quotidiano del Sud – L’Altra Voce dell’Italia diretto da Roberto Napoletano)

DA ULTIMA A PRIMA IN ITALIA E NEL MONDO
LA SA-RC SCELTA PER ESSERE SMART ROAD

Da eterna incompiuta a gioiello ipertecnologico dell’intera Europa. È quello che diventerà la Salerno-Reggio Calabria, destinata a essere la prima smart-road in Italia «e forse la prima nel mondo coprendo 400 chilometri», come annunciato dal geologo Andrea Moccia, in un suo video su Geopop.

Un progetto, che è in stato di avanzamento, che rappresenterebbe una svolta storica per la nostra regione, diventando apripista per nuove tecnologie che potrebbero rendere più funzionale e più sicure le strade. Infatti, la nuova tecnologia «permetterà alle nuove auto, dotate di guida assistita e autonoma, di sfruttare al massimo le loro potenzialità e che nei prossimi anni sarà disponibile sui circa 3000 km di strade che attraversano il nostro Paese».

«La Smart Road – ha proseguito il geologo – lo potrà monitorare in tempo reale lo stato di salute di tutta l’infrastruttura stradale, dai viadotti al piano stradale, così da procedere con interventi di manutenzione mirati per rendere sicuro il passaggio dei veicoli. L’autostrada sarà alimentata dalle Green Island che sono aree predisposte alla produzione pannelli fotovoltaici e pale eoliche e saranno anche installati sistemi di ricarica per veicoli totalmente elettrici».

Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione per «l’autostrada più discussa del nostro Paese», il cui costo complessivo – tra rallentamenti di varia natura, come rilevato dal team di Geopop – è di circa 8 miliardi di euro.

Interessante, poi, l’exursus proposto dal video su quella che, a termine dei lavori, è stata ribattezzata Autostrada del Mediterraneo: «lunga 436 km, parte da Fisciano (SA) e arriva a Villa San Giovanni (RC). Il 50% del suo tracciato attraversa gli Appennini lucani e calabresi e quindi, per oltre 200 km, ha le caratteristiche tipiche delle autostrade di montagna».

Inoltre, i tanti dislivelli hanno reso «il progetto molto impegnativo, rendendo necessario costruire 480 tra ponti e viadotti e 190 gallerie». Ma non è stato solo questo: anche la presenza delle rocce che – come ha rilevato il geologo – cambiano a seconda del luogo.

Insomma, diverse criticità che non hanno reso facile l’ammodernamento di una strada che inizialmente era priva della corsia di emergenza e a cui è stata aggiunta una terza corsia e che in un domani non troppo lontano sarà la prima smart road in Italia.

Chissà se la stessa attenzione e rivoluzione, un giorno, sarà data anche alla Strada Statale 106, conosciuta anche come la strada della morte(rrm)

 

Autostrada del Mediterraneo, Molinaro: le aree di sosta sono abbandonate

Il consigliere regionale Pietro Molinaro (Lega): ha chiesto all’Anas di intervenire sulle aree di sosta sulla A2 che si trovano in una situazione di degrado e offrono una brutta immagine per la Calabria.

«A seguito di numerose segnalazioni che mi sono giunte, che oggi ho verificato di persona– ha dichiarato Molinaro –, ci sono situazioni incresciose nelle aree di servizio lungo la tratta calabrese della A2-Autostrada del Mediterraneo in particolare da Morano Calabro a Firmo, proprio in una fase di  traffico intenso e afflusso dei  turisti con le famiglie. Di tale situazione ho informato l’Anas, Compartimento della Calabria, affinché, nell’ambito delle competenze assegnate e delle conseguenti azioni di vigilanza, intervenga, nei modi e nelle forme che riterrà,  presso i gestori delle aree di servizio per mettere in atto, sin da subito, un’opera di manutenzione e pulizia straordinaria degli spazi comuni nelle aree.

«Nello specifico, mi riferisco, – continua Molinaro – all’efficienza e pulizia delle toilette molte fuori uso, che non possono essere utilizzate, nonché all’accessibilità e la qualità delle strutture per gli utenti disabili, per non dire dei fasciatoi per neonati. Tale situazione, non essendoci minimi accorgimenti di sicurezza,  impensierisce notevolmente anche riguardo alla trasmissibilità del Covid 19. Anche i piazzali delle aree di servizio, sono pieni di rifiuti, che non vengono raccolti, non sono differenziati e gettati ovunque anche in ragione della mancanza della indispensabile organizzazione.

«Tale stato  delle cose, pregiudica sin dall’inizio in negativo, l’approccio dei turisti con la nostra Regione e offre di essa un’immagine assolutamente negativa. Sostanzialmente è come se ad un ospite che viene a casa nostra, facciamo trovare l’immondizia sulla porta! Questo permette anche una sottile non banale e  dovuta considerazione:  si rileva l’emblema e la dimostrazione plastica di una Italia spaccata in due con una situazione che peggiora decisamente a sud di Salerno. Proprio perché le aree di servizio svolgono un ruolo importante nei momenti di sosta – aggiunge – non possono limitare il loro compito solo a “vendere servizi”, bensì, ritengo che complessivamente devono provvedere al meglio a creare le condizioni per una sosta del turista che sia accogliente e rigenerante offrendo condizioni di decoro. Se l‘impatto che garantiamo è quello sopra descritto, e lo è,   – chiosa Molinaro – è evidente che, in una fase decisiva e importante di rilancio del turismo, non offriamo nemmeno le condizioni minime con i relativi riflessi negativi. Questa non è la Calabria bella che piace e vince!»

L’assessore Catalfamo: un vertice con l’Anas sugli interventi urgenti per l’A2 e la statale 106

L’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Domenica Catalfamo ha diffuso gli esiti dell’incontro con i vertici di Anas, avvenuto nei giorni scorsi, per fare il punto sugli interventi in corso e sulla programmazione dei nuovi interventi sulla rete stradale e autostradale della Calabria.

L’INTERVENTO SULL’A2 – «Sono attualmente in corso – spiega l’assessore Catalfamo – interventi di manutenzione straordinaria (project review), da nord verso sud, nei tratti Morano-Firmo/Sibari, Cosenza-Altilia, Pizzo-S. Onofrio per circa 330 milioni di euro complessivi. Gli interventi sono mirati al rifacimento delle parti ammalorate, all’allargamento di alcuni della carreggiata e al risanamento sismico dei viadotti più vetusti ed ammalorati».

L’assessore Catalfamo, dopo aver condiviso con i tecnici dell’Anas che «l’A2 costituisca una infrastruttura strategica di penetrazione e accessibilità e che i disagi causati dalla presenza di cantieri abbiano hanno anche rilevanti ripercussioni economiche e sociali», ha evidenziato «l’inderogabile necessità che in tutti i cantieri vengano ridotti i tempi di intervento attraverso il ricorso a turni di lavorazione notturna e festiva e che non vengano programmati interventi nei periodi di traffico intenso».

«L’Anas, – è scritto ancora – ha garantito ogni possibile impegno in tal senso partendo sin da subito nel tratto Cosenza-Altilia, uno dei tratti più pericolosi dell’intera autostrada A2. Negli oltre 20 km di cantiere vi sono lunghe interruzioni per l’esecuzione dei lavori in quanto solo in pochi punti è possibile programmare gli scambi tra le due carreggiate che corrono su piani sfalsati. In questo tratto si interverrà principalmente sulle zone non interessate dalle varianti in corso di avanzata progettazione che saranno oggetto di finanziamento specifico all’interno del prossimo contratto di programma».

IL TRATTO DI REGGIO CALABRIA – «La necessità di profondere ogni sforzo organizzativo per accelerare la conclusione degli interventi in corso – prosegue la nota – è stata particolarmente rimarcata per i cantieri in prossimità di Reggio Calabria, la cui accessibilità è ormai da troppo tempo inficiata dall’esecuzione dei lavori in corso. Anas ha rappresentato che l’intervento sulla carreggiata nord, su cui resta da completare la stesa del tappeto di usura, sarà completato entro la fine del 2020. Nel corso del 2021 dovrebbero essere realizzati ancora altri interventi di ripristino corticale di muri di sostegno, con un disagio certamente limitato rispetto a quello conseguente agli interventi massivi dell’ultimo anno. Per la carreggiata sud, rimarranno da completare nei successivi 2 mesi i lavori sul viadotto Catona, dove sono in corso i lavori di ripristino dei cordoli e di installazione di nuove barriere. Entro la fine di febbraio 2021 dunque l’intero tratto in prossimità delle Città di Reggio Calabria sarà ultimato e riaperto al traffico».

L’assessore Catalfamo ha sollecitato Anas anche «sull’intervento di ripristino della vecchia sede dell’autostrada tra gli svincoli di Scilla e Santa Trada, dismesso nel dicembre 2014. Si tratta di un importante intervento di riefficientamento e messa in esercizio che consentirà di riaprire al traffico locale questo tratto, importante asse di viabilità alternativa anche in caso di emergenza». Catalfamo ha anche ricevuto garanzia da Anas che l’apertura del tratto «potrà avvenire in tempi brevi».

LA STATALE 106 – «Durante l’incontro – ha detto ancora l’assessore – si è discusso anche dei lavori in corso o in programmazione sulla Ss 106. A seguito della registrazione del contratto di programma 2018-2020 da parte della Ragioneria generale dello Stato, avvenuta nello scorso mese di novembre, sono state sbloccate importanti risorse che consentiranno non solo di avviare la progettazione di nuove opere ma anche di procedere con la realizzazione di rotatorie per la messa in sicurezza di alcuni tratti, per un importo di 20 milioni di euro».

I TRATTI INTERESSATI – «Per il tratto tra Catanzaro e Crotone, la Regione Calabria si è resa disponibile ad accogliere la richiesta di Anas e dei Comuni interessati di deroga al dibattito pubblico, utilizzando una misura di accelerazione degli investimenti approvata con il recente decreto “Semplificazione”. Per il tratto tra Crotone e Sibari nelle prossime settimane saranno organizzati incontri con i comuni interessati per condividere le ipotesi progettuali in corso di redazione».

LE CARENZE DELLA 106 – L’assessore anche in questa sede ha ribadito «l’evidente grave carenza nelle precedenti programmazioni di interventi sul tratto di Ss 106 tra Catanzaro e Reggio che soffre di annosi problemi in termini di sicurezza e di capacità non adeguata agli elevati flussi di traffico. In merito a tale condivisa e ingiustificabile carenza Anas, ha assicurato che nel prossimo contratto di programma, in fase di predisposizione, sarà finanziata la progettazione di fattibilità complessiva propedeutica alla concreta programmazione dei relativi interventi. Nel “ripensare” l’ammodernamento della SS106 nel tratto da Catanzaro a Reggio si ripartirà dei vecchi “megalotti” individuati in passato e mai finanziati, Satriano-Roccella Jonica, Roccella Jonica-Ardore, Ardore-Palizzi, Palizzi-Melito P.S. Per tali lotti è stato evidenziato che le progettazioni dell’epoca prevedevano la realizzazione nella fascia pedemontana con costi molto elevati per la presenza di numerosi viadotti e gallerie; una rivisitazione delle scelte progettuali valuterà certamente l’ipotesi di realizzare le arterie in prossimità della costa, riducendo i costi e consentendo di servire anche il traffico locale e non solo quello di lunga percorrenza. In considerazione della complessa analisi e dei necessari approfondimenti, si è anche condivisa l’opportunità di concordare a breve un ulteriore confronto dedicato all’intero tratto Catanzaro-Reggio Calabria».«Gli imminenti incontri successivi – conclude la nota –, come già condiviso con Mit e l’Agenzia di Coesione, saranno mirati a monitorare l’efficace conduzione degli interventi in corso ma anche alla redazione del prossimo contratto di programma che dovrà essere pensato in un’ottica di un sistema dei trasporti integrato e basato su una visione unitaria di funzionamento dell’intera rete calabrese». (rcz)

Anas, proseguono i lavori programmati lungo l’Autostrada del Mediterraneo

Proseguono, nelle tratte Morano – Firmo Sibari, Cosenza – Altilia e Pizzo – S. Onofrio dell’A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, gli interventi di manutenzione programmata da Anas d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del project review.

Tali lavori, infatti, comporterà notevoli «vantaggi sia in relazione ai minori tempi di esecuzione dei lavori  – si legge in una nota – che ai benefici immediati all’utenza autostradale, oltre al minore impatto sull’ambiente e la viabilità, rispetto ad una politica di ricostruzione adottata in passato negli altri tratti» e hanno riguardato «il rifacimento di pavimentazioni, la sostituzione di giunti di dilatazione ammalorati, la messa in sicurezza delle pendici con l’istallazione di reti corticali e nuove barriere para massi, il restyling delle gallerie con posa di pannelli illuminotecnici, profili ridirettivi e rifacimento degli impianti elettrici con tecnologia a Led, la riqualificazione della segnaletica verticale, l’installazione di Pannelli a Messaggio Variabile e la predisposizione delle infrastrutture per la fibra ottica finalizzata alla realizzazione della prima Smart Road italiana ed europea».

Il rinnovamento in sede tra lo svincolo di Pizzo Calabro e lo svincolo di S. Onofrio in provincia di Vibo Valentia prevederà, invece, la riqualificazione e l’adeguamento delle barriere di sicurezza laterali di entrambe le carreggiate autostradali e dello spartitraffico centrale.

«In particolare – prosegue la nota – con il primo stralcio, contestualmente all’allargamento della piattaforma stradale, verranno istallate barriere tipo Anas con profilo salva motociclista, nel tratto compreso dal km 337,800 al km 348,600»

«Per l’esodo estivo – conclude la nota – è prevista la sospensione dei lavori lungo l’intera infrastruttura autostradale, per consentire il regolare deflusso del traffico e garantire il massimo livello di servizio per gli utenti. Nel contempo, verrà aperto il primo tratto dal km 337,800 allo svincolo di Pizzo, già adeguato con allargamento delle due carreggiate, montaggio delle nuove barriere tipo Anas e rifacimento della pavimentazione con tappeto di usura drenante». (rrm)