A Bova gemellaggio Lions nell’ottica della rivitalizzazione dei borghi antichi

di ARISTIDE BAVA – Il Lions Club di Roccella, presieduto da Lorenzo Maesano e il Lions Club San Cosmo Albanese Arberia, presieduto da Angelo Viteritti, hanno organizzato una interessante visita “tra storia, cultura e tradizioni greche” a  Bova nel quadro delle iniziative promosse dal Lions International per la Valorizzazione dei borghi antichi, un tema che,  lo scorso anno, è stato inserito nel programma dell’interro Distretto Lions 108 ya (Calabria, Campania e Basilicata). 

Anche perché i Lions hanno preso atto che le molte aree interne hanno enormi risorse culturali, materiali e immateriali con forti specificità locali e il loro passa proprio  per la rivitalizzazione di borghi e dei centri storici minori soprattutto  se si sfruttano i vantaggi competitivi naturali, con la salvaguardia delle identità storico-culturale. Ovviamente tutto deve essere legato alla loro capacità di offrire livelli adeguati di qualità della vita, anche  attraverso nuove forme di rigenerazione che possano innescare processi di sviluppo, e possano costituire una preziosa risorsa per ricucire i rapporti con la dimensione rurale e per proporre nuove creatività: luoghi identitari nelle forme e innovativi nelle funzioni.

Bova è, certamente, un centro interno che offre tutte queste possibilità. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bova in collaborazione con l’Associazione dei Comuni dell’area grecanica, si accompagna ad un convegno  che ha per tema Rivitalizzare i borghi antichi: feste e tradizioni popolari.

Nel corso della giornata avrà luogo anche una cerimonia per suggellare un patto d’amicizia tra i due club Lions. La visita  a Bova prevede  un incontro  iniziale  in  Piazza Municipio alle ore 9.30 con il benvenuto del sindaco Santo Casile, in Grecanico, ai partecipanti. Subito dopo  una visita  guidata del borgo e più precisamente a Palazzo Nesci Sant’agata, al Museo della lingua greca-calabra “Gerhard Rohfs”, al Museo civico di Paleontologia e scienze naturali, alla Chiesa di San Leo, alla Cattedrale di Santa Maria dell’Isodia, alla Chiesa dello Spirito Santo e al Castello Normanno. 

Altra visita è prevista, quindi, in una bottega artigianale della lira calabrese, tipico strumento della musica popolare Grecanica. Poi la citata cerimonia del Patto di amicizia tra i due club. Il convegno inizierà alle ore 12.30 nello spazio cultura sulla lingua e tradizione grecanica con i saluti istituzionali  del sindaco Santo Casile e dei presidenti Maesano e Angelo Viteritti. Quindi, interverranno Domenico Leonardo, presidente Lions di zona 3, Antonio Mondera, presidente di zona 9 e i presidenti di Circoscrizione Giovanni Malomo e Sandro Borruto.

I lavori saranno introdotti da Orazio Violante e Leandra Crea e imperniati sulle relazioni di Pasquale Casile, docente e cultore della lingua grecanica e Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi e presidente dei paesi ellefonici dell’ Area Grecanica. Le conclusioni sono affidate all’immediato Past governatore Lions, Franco Scarpino, e al vicegovernatore Pino Naim. (ab)

Accademia di Belle Arti di RC e Bova fanno rete per valorizzare e promuovere il territorio

Promuovere e valorizzare il territorio. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto tra il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio, Pietro Sacchetti e il vicesindaco di Bova, Gianfranco Marino.

L’intesa vedrà la collaborazione delle due Istituzioni per incentivare la diffusione di conoscenze e competenze. All’incontro erano anche presenti il vice direttore dell’AbaRc Domenica Galluso, l’architetto e responsabile dell’ufficio tecnico del Comune bovese, Giovanni Malara e la professoressa Margherita Festa, direttore del Museo della Lingua G. Rohlfs e responsabile per i rapporti delle scuole e l’università

«L’Accademia prosegue quel percorso atto a progettare attività artistico-culturali e sociali per valorizzare il vasto e prezioso patrimonio del nostro territorio – ha dichiarato il direttore Sacchetti –. Grazie a questa incisiva interazione con gli Enti, la Scuola mette a disposizione le proprie competenze scientifiche, formative con la partecipazione attiva di studenti e docenti altamente qualificati. Questo protocollo d’intesa, valido per tre anni, è frutto di una sinergia con gli attori istituzionali e punta soprattutto a favorire e sostenere la trasmissione di competenze ai nostri ragazzi promuovendo crescita e lavoro».

Entusiasta il vicesindaco Marino che, nel mettere in evidenza «l’operato dell’Accademia, sede primaria di alta formazione artistica, specializzazione e ricerca del settore»,  si è soffermato «sull’importanza del fare rete e del sistema di scambi culturali ed artistici con soggetti pubblici, privati, nazionali ed internazionali».

«Con il corpo docente e gli allievi dell’Accademia, guidati sapientemente dal direttore Sacchetti – ha detto ancora il vicesindaco – non vogliamo solo mostrare le bellezze e le potenzialità del Comune di Bova ma, puntare a quella ricerca correlata alla produzione artistica, anche in relazione alle tradizioni e peculiarità del territorio».

«Lavoriamo insieme per dare impulso a progetti innovativi, attività culturali e didattiche – ha concluso – che permetteranno uno scambio di competenze. Tutto ciò è indispensabile per la crescita intellettuale e professionale dei giovani creativi». (rrc)

Gli sportelli linguistici del Circolo Apodiafazzi riprendono la loro attività

A Bagaladi, Bova, Bova Marina, Cardeto, Condofuri, Melito di Porto Salvo, Reggio Calabria e Roghudi hanno ripreso la loro attività gli sportelli linguistici per la valorizzazione della lingua e della cultura dei Greci di Calabria, la cui gestione è affidata al Circolo Culturale Apodiafàzzi di Bova, presieduto dal dott. Carmelo Giuseppe Nucera.

Gli sportelli sono realizzati nell’ambito delle attività previste nella 19° annualità della Legge 482/99. “Conoscere e conoscersi: storia di una minoranza” realizzata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, integrata con l’atto di indirizzo del consigliere delegato Rudi Lizzi.

Gli sportellisti selezionati a seguito di avviso pubblico sono: Nocera Bruno, Romeo Patrizia, Volontà Maria, Rodà Debora Giuseppina, Ravenda Lorenzo, Nucera Letizia, Sioutis Cleopatra, Trapani Carmelo.

Gli sportellisti, oltre a promuovere la tutela, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio linguistico e culturale dell’“Area grecanica”, forniranno anche informazioni sulle attività che in detta area verranno svolte, per iniziativa della Città Metropolitana, dai comuni e dalle associazioni allo scopo di mantenere vivo l’interesse per la lingua e la cultura greca di Calabria.

«Va ricordato – si legge in una nota – che a questa cultura appartennero nel quattordicesimo secolo due illustri personaggi calabresi: Barlaam di Seminara e Leonzio Pilato, che sono considerati i promotori della rinascita della lingua greca in seno all’Umanesimo. Leonzio Pilato, su richiesta del Boccaccio, è il primo a tradurre l’Iliade e l’Odissea di Omero».

«I Greci di Calabria – conclude la nota – sono impegnati a cercare la propria lingua, la storia e le tradizioni che li legano al passato, consapevoli che la valorizzazione di questo grande patrimonio potrà diventare una risorsa non solo per l’Area Grecanica ma per l’intero Paese». (rrc)

BOVA (RC) – Successo per il Premio Letterario “Rohlf – Mosino – Karanastasis”

Si è svolto, nei giorni scorsi a Bova, la settima edizione del Premio Letterario Internazionale “G. Rohlfs – F. Mosino – A. Karanastasis”, promosso dal Circolo Culturale Apodiafazi.

Sabato 2 settembre si è tenuto l’interessantissimo convegno “Emergenza climatica, assetto idrogeologico, centri storici, il caso Bova, la cultura della legalità”, a cui hanno preso parte il presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi, dott. Carmelo Giuseppe Nucera, la segretaria del Circolo Valeria Maria Genua, il dott. Santo  Casile, sindaco di Bova, il dott. Domenico Penna, sindaco di Roccaforte del Greco – in rappresentanza del Comitato dei Sindaci dell’area grecanica –, il  prof. Ottavio Amaro, la prof.ssa Marina Tornatora della  Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, il geologo dott. Vincenzo Pizzonia, la dott.ssa Gemma Sorgonà segr. Cgil, il dott. Romolo Piscioneri, segretario Cisl, Capitano GianLuca Rosaci della GdF ed il Brigadiere Rosaci, Caserma CC di Bova. 

Nel pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa in cui si è data notizia della predisposizione del progetto per una legge regionale per la ricomposizione fondiaria e lo sviluppo dell’Agricoltura (AsFo – Associazione Fondiaria). 

Vi hanno partecipato il relatore, dott. Carmelo Giuseppe Nucera, il Dottor Pippo Paino, sindaco di Condofuri e Presidente Gal e, per i sindacati Cgil, Cisl, Uil, il dott. Romolo Piscioneri che ha condiviso la relazione e l’articolato di legge preparato. 

Il presidente Nucera, ha colto l’occasione per sollecitare il Consiglio Regionale della Calabria a riprendere la proposta di Legge di iniziativa popolare n. 273/10, recante norme in materia di valorizzazione dei centri storici calabresi e in materia ambientale. La proposta di legge era stata avanzata da un gruppo di associazioni “Prima che tutto crolli” il testo è stato licenziato dalla IV commissione “ambiente e territorio” nella seduta del 19/02/2019. Essendo la proposta di legge ancora attiva, si chiede al Consiglio Regionale della Calabria di volerla approvare per dare soluzioni al problema dei Centri storici. 

Domenica 3 Settembre, nello Spazio Cultura, in Bova, ha visto lo svolgimento della cerimonia per la Premiazione dei vincitori del Premio Letterario internazionale Rohlfs – Mosino – Karanastasis VII edizione e si è entrati nel vivo del Premio con la lettura delle motivazioni dei conferimenti, con la presenza dei soggetti premiati e con il conferimento di benemerenze a personalità che si sono distinte nella valorizzazione della lingua greca di Calabria.

Sono intervenuti oltre al Presidente del Circolo, dott. Carmelo Giuseppe Nucera, la Segreteria dello stesso, Valeria Maria Genua, il dott. Michalis Karalambidis, politologo ateniese, l’avv. Marina Neri, la giornalista Samantha De Martin. Letti i messaggi del Professore Pasquale Amato Presidente del premio internazionale di Poesia Nosside e del prof. Paolo Martino, presidente del Comitato scientifico del Premio “Rohlfs – Mosino – Karanastasis”. 

A conclusione del dibattito dopo la lettura dei numerosi messaggi di saluto sono stati premiati: Paola Cecchini per  la Sezione: Il Lavoro in Emigrazione con l’opera: Carne da miniera (la sezione è nata dalla collaborazione tra il Circolo Culturale “Apodiafazzi” e l’Istituto nazionale Fernando Santi; per la saggistica Lucia D’Amore con l’opera: Le origini di Tropea Paleo Cristiana emigrazioni e profughi nel mondo tardo antico; ex equo Maria Battaglia con l’opera La Ruga (Commedia brillante) e Di me ricorderai il telaio (monologo) opere tradotte in calabro greco dal prof. Salvino Nucera; per la sezione Narrativa Gregorio Antonio Massara con il romanzo Storie della Piana; per la sezione Tesi di laurea  ex equo  Maria Grazia Serranò con la Tesi  Mutamenti e continuità di una Comunità Grecanica Calabrese Bova e Bova Marina ieri e oggi Univ. Torino; Francesco Mario Casile con il lavoro La Spiritualità Bizantina in Calabria, Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria.

Sono stati ricordati con  attestati di benemerenza alla memoria: il prof. Antonino Costantino, il prof. Agazio Trombetta, il dott. Sandro Casile e il signor Antonino Autelitano. Sono state assegnate benemerenze per  l’opera di promozione del territorio Grecocalabro a: dott. Sebastiano Stranges Ellesmere, dott. Carmine Verduci, dott. Giuseppe Toscano (Ass. Pro-Pentidattilo) dott. Concetta Romeo  (Ass. Pro Loco Reggio Sud), dott. Iaria Gianfranco, dott. Pietro Orlando, due riconoscimenti alla memoria, per il prof. Agazio Trombetta (storico) e il dr. Sandro Casile (anima d’Aspromonte già presidente del Gea).

Le serate di sabato 2 e domenica 3 sono state allietate da rassegne di musiche, canti e balli della cultura dei greci di Calabria. Domenica 3 settembre, invece, è stata la volta delle esibizioni del maestro Rocco Criseo, del maestro Franco Iiriti, del Maestro Aldo Gurnari, del Maestro Attilio Nucera, il gruppo dei quattro Fratelli D’Aguì – esperti suonatori della tradizione tarantella bovese, di Leo Luigi Comella suonatore di organetto (alunno della scuola media di Bova Marina), del maestro Orlando Pietro suonatore di zampogna e fischiotti.  Tarantella alla bovese, zampogna, organetto, tamburello e quel greco che sovrasta tutto e tutto avvolge nel mito da cui è nato.

Sabato 2 settembre, si è esibita una rappresentanza di scolari della scuola Elementare  ist. Comprensivo Montebello-Motta San Giovanni con l’insegnante Francesca Anglisano. Grande successo per i piccoli artisti che si sono cimentati nella esecuzione di antichi canti della tradizione dei calabro greci. 

Le iniziative sono proseguite a Bova fino a martedì 5 settembre con convegni ed omaggi al grande poeta bovese Bruno Casile che Pasolini definì “Il Poeta Contadino”. Il maestro Fortunato Violi ha presentato il progetto della realizzazione di tre sculture dedicate a Casile, a Mosino e a Karanastasis. Sempre giorno 5 Settembre ha visto la realizzazione dell’incontro “Interreg Italia Grecia 2021/2027 progetti per migliorare gli scambi e la qualità della vita nelle aree interessate “. Presenti il Sindaco di Bova, dott.  Santo Casile, padrone di casa dell’evento, il 

Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Ellenica di Atene, Panos Vamvakaris, dal componente del Consiglio di Amministrazione nonché rappresentante dell’antenna calabrese della Camera, Fabio Bruno Pisciuneri, il Presidente dell’Associazione “Apodiafazzi”, Carmelo Nucera, da Pietro Alessandro Polimeni in rappresentanza del Presidente del Gal “Area Grecanica”, Filippo Paino, e in qualità di responsabile del piano di azione che lo stesso Gal realizza sul territorio dei comuni dell’area greca di Calabria, dal Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria rappresentata dal prof. Giovanni Spampinato, dall’Associazione “eu20” che segue la Camera di Commercio Italo-Ellenica per il supporto tecnico, rappresentata da Silvio Rotundo. 

Il gruppo di lavoro si è riunito per creare una rete di partenariato con l’obiettivo di valorizzare il territorio calabrese e quello greco con iniziative e attività che possano coinvolgere e interessare le due realtà territoriali. I convenuti hanno evidenziato le opportunità esistenti e le azioni che possono essere intraprese nel prossimo futuro su vari temi e settori. Il gruppo, che si è riunito in presenza a Bova, proseguirà il suo lavoro di costruzione della rete con successive riunioni, anche online, coinvolgendo tutti i soggetti interessati dell’intera costa jonica calabrese e della zona ionica della Grecia. Nel pomeriggio, nella sala del Consiglio Comunale si è svolta la Conferenza “Radici greche e odierna presenza monastica nella Città Metropolitana di Reggio Calabria”. Hanno partecipato: padre Nilo, Santo Gioffré, il diacono Francesco Mario Casile, Antonio Albanese sindaco di Giffone e Carmelo Giuseppe Nucera.

Si è messo in evidenza che la presenza monastica in ogni tempo è stato un faro luminoso non solo per la Calabria Greca ma anche per l’Italia. Senza Barlaam da Seminara (insegnante di greco del Petrarca) e Leonzio Pilato, non saremmo entrati nell’Umanesimo europeo. Il presidente Nucera ha avanzato la proposta alle autorità di Reggio Calabria, per il recupero in copia del codice greco Patmiaco 33, uno dei più antichi codici, scritto a Reggio Calabria dal monaco Nicola nel 941, che conserva le omelie di san Giovanni Nazianzeno. Tale codice, il più antico della Calabria, si trova in Grecia nel Monastero di San Giovanni nell’isola di Patmos.

Giorno 6 settembre, giornata conclusiva del Premio, il testimone è passato alla città Metropolitana di Reggio Calabria con il convegno “La nuova questione orientale. La soluzione del problema turco. Ellade Umanista- Europa Umanista” a cui hanno partecipato, in qualità di relatori, il Prof. Daniele Macris, presidente della comunità greca di Messina, il dott. Michalis Karalambidis, intellettuale e politologo greco, padre Nilo, monaco cristiano ortodosso e il dott. Carmelo Nucera, presidente del Circolo Culturale Apodiafazzi. Le tematiche trattate hanno rappresentato una finestra aperta sulla situazione Politico/ sociale mediterranea con uno sguardo particolare alla Calabria crocevia di traffici commerciali e, vocazionalmente, territorio aperto all’accoglienza.

Lanciata la notizia di un ricorso giudiziale, quale minoranza linguistica riconosciuta in base alla legge 482/1999, avverso la legge elettorale che presiede alle operazioni di voto alle prossime elezioni europee, in quanto fortemente discriminante. Alla minoranza calabro greca, infatti, pur avendone i requisiti legali, non vengono riconosciute le stesse prerogative di rappresentanza politica delle minoranze linguistiche valdostane o friulane. 

Giornate intense con un unico filo conduttore: la salvaguardia del territorio e della lingua della Bovesia che, se lasciata languire nell’oblio, cancellerà se stessa ed una Storia millenaria. Il Presidente Carmelo Giuseppe Nucera e la Segretaria Valeria Maria Genua esprimono vivi ringraziamenti a quanti hanno collaborato per la buona riuscita delle Manifestazioni, ai Bar e Trattorie, alla Lestopitta, ai B&b per gli ottimi servizi resi agli Ospiti, ai gruppi canori che si sono esibiti, all’operatore fonico Roberto Romeo, all’Amministrazione Comunale di Bova con il suo Sindaco Santo Casile per la disponibilità e la fattiva collaborazione nel comune interesse di evidenziare il ruolo Culturale dell’antica capitale della lingua dei Greci di Calabria: La Città di Bova

Dal mese di novembre e fino al mese di maggio 2024 i termini per la presentazione delle Candidature per l’ottava edizione del Premio letterario Internazionale Rohlfs-Mosino-Karanastasis che avrà svolgimento sempre a Bova la prima Domenica di settembre 2024. (rrc)

A Bova un dialogo interculturale con il convegno “Giovani: costruttori di pace”

di VINCENZO MALACRINÒ – «La pace è rispetto, capacità di condividere il bene e di fare il bene», ha detto la prof.ssa Domenica Minniti, dirigente dell’Istituto d“i Istruzione Superiore “Euclide” di Bova Marina in apertura del Convegno Giovani: costruttori di pace che si è tenuto nell’aula magna dell’Istituto nei giorni scorsi.

Un incipit che ha segnato tutta la giornata di studio sull’importante valore, capace di accomunare ed accompagnare gli uomini verso la costruzione del bene comune.

Un dialogo interculturale voluto dalla stessa Minniti e sostenuto dal corpo docente perché si semini tra i ragazzi il germe della riflessione, del dialogo, dell’accettazione e della condivisione così come dalla stessa precisato.

Sono stati proprio gli studenti i protagonisti della giornata considerato che tutto è iniziato con una frase sulla pace pronunciata da diversi studenti e studentesse appartenenti a diverse lingue, religioni e cultura.

Al tavolo dei relatori i rappresentanti di cattolici, ortodossi, ebrei, sikh, musulmani e così via. Tutti uniti per parlare della pace.

Presente il capitano Daniele Barbero, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Melito Porto di Salvo, sempre attento a queste iniziative che riguardano la crescita e la formazione dei giovani unitamente al Maresciallo Ordinario Giovanni Galletta, comandante della stazione dei Carabinieri di Bova Marina, così come anche il capitano Gianluca Rosaci, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Melito di Porto Salvo con l’ APS. QS. Milazzo Francesco.

Presente anche il Direttore della Casa Salesiana di Bova Marina, don Pasquale Rondinelli, le Suore della congregazione del “Preziosissimo Sangue” di Palizzi e molti altri.

Dopo i saluti della Dirigente che ha ricevuto grande plauso dal pubblico per questa sua non comune sensibilità tesa a meditare sulla radice della pace attraverso il dialogo tra le diversità, che rappresentano come ha sottolineato, “una ricchezza”, l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Mons. Fortunato Morrone, ha precisato come 1il bene si proietta verso l’unità, per questo, mai dobbiamo farci togliere la coscienza, bensì pensare sempre con la propria testa».

Un forte invito alla verità e alla libertà lanciato ai giovani con grande slancio ed umanità nella consapevolezza di quanto sia importante accompagnare con amore le nuove generazioni che si affacciano nella finestra della vita. Un invito ad essere «luce e scintilla della vita, senza mai seguire modelli sbagliati perché tutto va conquistato con il sudore della propria fronte».

Un richiamo forte alle responsabilità dunque poiché come affermato da Francesco Mario Casile, Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso, «mai retrocedere. Bisogna condividere e battersi per le proprie idee e per la pace e per tutto ciò in cui veramente si crede».

Ciò diventa fondamentale nella società “moderna” quando “nulla è scontato. Neppure la pace” come affermato dal dott. Roque Pugliese delegato della sezione di Palmi per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli per questo «poiché non sempre è spontanea dobbiamo seminarla e costruirla ovunque e soprattutto dove c’è diversità. Questo valore spesso va cercato».

Pace che va “cercata e seminata” come precisato dall’ Imam Hassàn Elmazial presidente del Centro Culturale Islamico di Reggio Calabria, «perché oggi va presentata ovunque».

Un valore che serve, che urge perché serve per far vivere bene l’uomo. Per costruirla dunque serve unità e ciò che unisce, ha affermato la dott.ssa Carmen Manti, presidente dell’Associazione Dialogo Interreligioso God is one, è la fede in Dio perché credere significa servire, aiutare ed ancora aprire le porte a tutti come precisato dal giovane Jashan Singh, componente della Comunità Sikh.

Un concetto ripreso poi da Saeid Sardazadeth, componente della Comunità Baha’i, il quale ha precisato come «l’unità è possibile se si vive serenamente la diversità».

La dirigente, Domenica Minniti, nelle sue conclusioni ha trasportato, ancora una volta, i presenti in un abbraccio di vere emozioni tali da ricordare le parole della canzone “il mondo che vorrei” presentata dallo studente Giovanni Mesiano.

Ai ragazzi è rimasto vivo l’invito ad essere cittadini attivi, costruttori di pace e ad essere sempre scintilla viva capace di illuminare il mondo. (vm)

 

BOVA (RC) – “Gente in Aspromonte” organizza una escursione sino ad Africo

L’associazione escursionistica “Gente in Aspromonte” ha previsto l’escursione “Le grandi vie dell’Aspromonte” per domenica 14 maggio. La prima tappa è il Cammino della fede da Bova a San Leo ad Africo. Tempo di percorrenza: ore 5.30. Il raduno sarà al campo sportivo di Bova alle ore 09:30 con partenza per il Villagio Carrà.

Dopo circa 15 minuti di auto si raggiungono i campi di Bova (Monte Grosso); si scende poi, sempre in auto, lungo la strada di Pedimpiso e, percorsi Km. 2,4, si giunge al bivio per Roghudi. Si prosegue sulla sterrata in leggera salita per Km. 1,8 fino a raggiungere il Bivio Carrà, da dove si continua sulla pista sulla destra proseguendo sulla sterrata per circa Km. 2.0 fino a giungere il Villagio Carrà.

Le difficoltà storiche degli spostamenti nell’area Grecanica si “leggono” tutt’ora nel suo paesaggio, un altopiano solenne e aspro, ricco di torrenti e di calanchi. Un bosco incantevole formato da secolari piante di querce e di una rigogliosa macchia mediterranea. Raggiungere, percorrere, attraversare questi luoghi è fonte di continue emozioni per gli ambienti diversificati, i segni del passato che trasudano in ogni tratto, i favolosi panorami che danno l’idea di avere improvvisamente aperto sotto gli occhi un bellissimo, illustrato, libro di geografia.

San Leo d’Africo (Leone), denominato anche San Leo di Bova, nacque a Bova tra il X e l’XI secolo da una famiglia del luogo. Di temperamento umile, fin da piccolo si sentì attratto dalla vita monacale e a 12 anni entrò nell’ordine basiliano. Dedicò la sua vita alla contemplazione e alle opere di bene per i poveri. Morì ad Africo, nel monastero da lui stesso fondato. La ricorrenza di San Leo cade il 5 maggio a Bova e l’11 maggio ad Africo.
Storico: Il nome Africo deriva dal greco apricos o dal latino apricus, che significa arioso e soleggiato, proprio per la sua incantevole posizione, ma che paradossalmente però è stato abbandonato a causa di una terribile alluvione avvenuta nel mese di ottobre del 1951 (e poi un’altra nel 1953), che misero a dura prova sia Africo che la frazione vicina, Casalnuovo, avviando un’emigrazione verso il mare così come tanti altri piccoli paesi dell’entroterra calabrese che sono stati spazzati via dagli eventi naturali: gli abitanti dei due centri semidistrutti furono evacuati e dopo alloggi di fortuna e varie vicissitudini, molti furono trasferiti in un nuovo centro creato ad hoc, Africo nuovo, sul litorale jonico.

Una escursione che si è sviluppata in un’area dell’Aspromonte tra le più belle e ricche sul piano ambientale e paesaggistico, in uno scenario selvaggio di montagne, fitta vegetazione, dirupi e torrenti.
Dal Villaggio Carrà, piccolo raggruppamento di case popolari costruito dopo l’alluvione del 1951, con Emesso l’omonimo rifugio Forestale, inizia l’escursione seguendo per circa un chilometro una sterrata fino al bivio per Africo, si prosegue a sinistra su una vecchia mulattiera con qualche tratto scavato nella roccia che costeggiando il crinale del monte Puntone della Guardia porta al cimitero abbandonato di Africo e poi al Santuario di San Leo, piccola chiesetta situata su un crinale tra il Vallone Spasola, il Torrente Aposcipo e il Vallone Casalnuovo, in un suggestivo panorama distinto da diverse importanti cime, guardando da nord, come Puntone Galera, Monte Perre, Monte Iofri, Monte Scapparone, Portella di Ficara, Monte Grosso o Lestì, ecc.

Si riprende il cammino tornando indietro fino al Cimitero, dove al bivio si imbocca la sterrata a sinistra verso il borgo di Africo; scendendo lungo la sterrata si possono notare castagni secolari e un palmento scavato nella roccia. Giunti al borgo, dove gran parte dei ruderi sono ormai divorati dalla vegetazione, si sosterà nella piazzetta antistante la Chiesa di San Salvatore. Si riprenderà il ritorno tutto in salita passando davanti l’edificio del comune, la vecchia caserma, e le scuole elementari costruite durante l’epoca del fascismo, proseguendo verso le ultime case del borgo in località Campusa, da qui una breve salita ci porta al villaggio Carrà dove avrà termine l’escursione.

REGGIO – Alla Chiesa degli Artisti riunito il rito religioso e il rito tradizionale di Bova

Alla Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria, vi è stata la benedizione delle palme con Vittorio Luigi Mondello – Arcivescovo  emerito di Reggio Calabria – Bova e successivamente per la prima volta la benedizione della cosiddetta “Palma – Persefone” di Bova, rituale che è stato fatto per la prima volta a Reggio Calabria città, creando così, un suggestivo momento di condivisione e di recupero con le nostre radici e tradizioni popolari.

«La consegna è avvenuta – ha detto Giuseppe Livoti, presidente dell’Associazione Le Muse – grazie all’amministrazione comunale di Bova con la presenza del suo vice sindaco Ganfranco Marino. Il presidente Muse prima ella benedizione ha spiegato ai fedeli come tale palma è una figura antropomorfa femminile realizzata con foglie di ulivo intrecciate, applicate su supporti di canne selvatiche e decorate con nastri colorati, merletti, rami di mimosa, fiori, frutta e primizie di stagione tra cui olive, fave, bergamotto, mandarini. Sono i contadini (oggi anche laboratori) ad intrecciare con con maestria e pazienza le foglie e ad assemblare gli elementi vegetali con un laborioso procedimento in cui vengono anche differenziate madri e figlie per le dimensioni».

«Queste figure – ha proseguito – ricordano il mito greco di Persefone e Demetra e sono con tutta probabilità legate ad antichi riti e miti precristiani di origine magno greca a loro volta collegati al ciclo delle stagioni e che, con il passare del tempo dopo la presenza bizantina e la latinizzazione, vennero adattati alla liturgia cristiana della Domenica delle Palme. Ed è di questi giorni infatti la proposta di fare inserire nel patrimonio immateriale dell’Unesco tale tradizione, proposta che Le Muse farà in sinergia con il Liceo scientifico “Euclide” diretto dalla dirigente Carmela Lucisano. Il vicesindaco Gianfranco Marino, consegnando all’arcivescovo Mondello l’artistica realizzazione, ha spiegato come questo è un segno importante che riunisce Reggio e Bova all’insegna di una identità del luogo che arriva dall’area grcaenica per approdare in una funzione liturgica in una chiesa importante di Rc, dopo la precedente benedizione nella comunità bovese.   

L’arcivescovo durante l’omelia si è soffermato sul senso della  celebrazione come memoriale dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, divenendo celebrazione della benedizione, nella quale l’avvenimento della salvezza rischia di passare in seconda linea rispetto alla cosa sacra, alla palma benedetta. La celebrazione dell’ingresso e la celebrazione della passione continuano ad esistere una accanto all’altra come due blocchi indipendenti. L’unico collegamento tra i due momenti è il tenere i rami di olivo e palma in mano durante tutta la celebrazione. La processione delle palme anticamente fu caratterizzata dal desiderio di imitare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, oggi noi dobbiamo vivere questo rito come piuttosto la rievocazione della salita del popolo di Dio, la nostra salita con Gesù verso il sacrificio. Anche se la processione si connota con il carattere del trionfo di Cristo nella città santa, essa ci conduce verso il sacrificio della croce, reso presente nel sacrificio della messa che seguirà alla processione.

Allora in questa complessa celebrazione non si tratta di vedere solo l’entrata di Gesù in Gerusalemme, il suo ingresso trionfale, ma soprattutto dobbiamo vedere il cammino di Cristo con tutto il popolo al calvario e all’atto centrale della redenzione che culmina con la sua morte e risurrezione. Don Nuccio Cannizzaro si è soffermato sull’insieme della liturgia della passione della domenica delle Palme, che dona una prospettiva teologica completa del mistero di Cristo, che non si esaurisce nel mistero della sua morte, ma si realizza nel mistero trionfante attraverso la morte per giungere alla risurrezione. L’intento pastorale della chiesa è quello di far scoprire ai fedeli la dimensione vitale della celebrazione e l’unità del mistero della sofferenza e della glorificazione di Gesù, facendone risultare la ricchezza sacramentale.

Tutto è una profezia della passione e del trionfo del Signore, cammino che porta dalla croce fino alla gloria, cammino che assieme al Signore. Giovedì santo, in cui si ricorda l’istituzione dell’Eucaristia e del ministero ordinato, come pure la consegna ai discepoli del comandamento dell’amore, alle ore 21,15 si terrà l’adorazione del Santissimo Sacramento deposto all’Altare della reposizione con una veglia a cura de Le Muse con il Coro guidato dalle Maestre Enza e Marina Cuzzola e momenti di lettura eseguite dai soci del noto sodalizio reggino. (rrc)

 

BOVA (RC) – Si è concluso il progetto “Greko: una lingua di padre in figlia”

Si è concluso, a Bova, il progetto Greko: una lingua di padre in figlia, realizzato dall’Associazione Jalò tu Vua, sui cui risultati il sodalizio greco-calabro ha relazionato in una conferenza streaming.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al partenariato con la famiglia della poetessa Francesca Tripodi da Roghudi, il Comune di Bova, col Gal Area Grecanica, la scuola di Recitazione della Calabria “Pròsopon” di Cittanova, l’Associazione “Famiglia Ventura” di Reggio, l’Associazione “Apostrofì” e la Cooperativa “Campo Aperto”, con il patrocinio del Comune di Condofuri e del Comune di Roghudi.

Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione Calabria con l’Azione 3 del bando relativo all’annualità 2019 riguardante gli interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’offerta culturale in Calabria, ambito PAC Calabria 2014-20.

«La conclusione del progetto porta con se l’apertura di nuove prospettive di studio e ricerca per il futuro. I primi due obiettivi concretamente conseguiti sono la realizzazione di una piattaforma multimediale integrata alla pubblicazione di un libro con poesie inedite della compianta Francesca Tripodi. Lì si potranno trovare esercizi di grammatica con cui imparare il greko, il tutto con la possibilità di ascoltare i brani in lingua, messi in musica dal musicista Salvatore Familiari – afferma il presidente Pantaleone, Danilo Brancati –. Al centro di spettacoli teatrali sono state poi Bova, Gallicianò, Roghudi e la sua Rocca del Drako, con un canovaccio improntato sui racconti tramandati dal patriarca Carmelo Tripodi, padre della poetessa».

«Nel corso dell’anno – ha proseguito – sono stati infine digitalizzati oltre mille e duecento frammenti di poesia in lingua greka di cui fu autrice la Tripodi, tutti facenti parte dell’archivio della famiglia Trapani-Tripodi, a cui si aggiungono un altro centinaio di lettere e carte del padre, testimonianza quest’ultima importantissima per tracciare la storia del movimento di rivitalizzazione linguistica, coagulatosi negli anni Sessanta in seno al circolo “La Jonica”, e per documentare il trauma subito dalla comunità roghudese dopo l’alluvione negli anni Settanta e conseguente diaspora. Tutto ciò sarà di certo fonte inesauribile di ricerche e studio per approfondire la conoscenza e la padronanza di questa nostra amata lingua. Ringraziamo nuovamente la famiglia Trapani-Tripodi per la fiducia accordataci e la splendida occasione di crescita offertaci». (rrc)

A Bova il confronto sulla Magna Graecia e la Calabria Greco-Bizantina

di GIORGIO NERI – A Bova nella seconda giornata di confronto sul tema La Magna Grecia e la Calabria Greco-Bizantina, con illustri accademici e l’Ambasciatore greco in Italia, Theodore M. Passas.

Una iniziativa che ha celebrato i 200 anni dell’indipendenza greca dalla dominazione dell’Impero Ottomano. Vi chiederete cosa centra la ricorrenza dell’indipendenza greca con la Calabria e la Magna Grecia. Lo hanno spiegato bene, il prof. Luois Godart, archeologo e filologo di fama mondiale, lo storico prof. Nuccio Amato, il prof. Giorgio Barone Adesi dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, l’archeologo Francesco Cuteri, il dr. Giacomo Oliva, direttore del Museo di Gerace, e Carmine Lupia, ideatore del “Cammino basiliano della Calabria”.

«Appartengono alla Grecia i valori fondanti della nostra Europa e valori fondanti di ogni società democratica – ha affermato Luois Godart – basati su due pilastri fondamentali della cultura greca: la centralità dell’uomo nella storia e l’invenzione della democrazia. Valori – ha aggiunto – perennemente celebrati dalla Grecia e trasmessi all’Italia, all’Europa, al mondo. Un popolo della libertà che ha fatto della resistenza una tradizione secolare».
Con la rivoluzione del 1821 che segnò l’inizio della fine del Congresso di Vienna, la Grecia dimostrò che era possibile contrastare il volere delle grandi potenze europee – ha ricordato il Prof. Pasquale Amato –. Fu la forza trascinante della storia di lunga durata di questo popolo – ha spiegato Amato – che aveva segnato millenni della nostra storia, non soltanto sua, ma europea, a capovolgere quel destino che sembrava segnato».
«Un segno comune con la nostra storia – ha sottolineato Amato, ricordando il no opposto dall’Assemblea dei reggini al tiranno Dionisio di Siracusa che pretendeva in moglie una donna di nobile stirpe della città, per accrescere il suo potere e controllo su Reggio –. Ed ancora con l’avvento del periodo romano, nel corso del quale Reggio, Napoli e Taranto continuarono a parlare, a pensare e scrivere in greco, come dimostrano le tante iscrizioni del II secolo rinvenute in quest’area contenenti la doppia dicitura: in greco e in latino. Cultura che i romani non contrastarono, anzi ne furono fortemente influenzati tanto che molti Stati si rifanno nei loro simboli istituzionali allo stile neo-classico greco».
Amato ha anche raccontato un episodio poco conosciuto riguardante l’ex Presidente francese Valéry Giscard d’Estaing che messo di fronte alla prospettiva di far uscire la Grecia dall’Unione Europea affermò che l’Europa senza la Grecia è come un bambino senza certificato di nascita.
Episodio poi completato da una testimonianza diretta rivelata dal Prof. Godart che allora, da consigliere del Presidente della Repubblica Ciampi sentì il Presidente francese aggiungere «Come facciamo a chiudere la porta a Platone”. (gn)

BOVA (RC) – Con le Giornate Fai riapre l’antica Giudecca di Bova

In occasione delle Giornate Fai d’Autunno, in programma il 16 e 17 ottobre, la Delegazione Fai di Reggio Calabria, guidata da Rocco Gangemi, aprirà, in via straordinaria, l’antica Giudecca di Bova.

La Giudecca è un quartiere di Bova che fu abitato tra la fine del XV secolo e gli inizi del periodo successivo, da una piccola comunità ebraica. Quasi del tutto dimenticata, questa suggestiva porzione di spazio urbano, è stata inserita all’interno di una sezione del Museo della Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs e valorizzata dall’installazione di arte contemporanea dell’artista Antonio Puija Veneziano.

Le prime testimonianze della presenza a Bova di una comunità ebraica risalgono alla fine del Quattrocento. Sappiamo, infatti, che nel 1502 la Regia Corte di Napoli lamentava di non aver riscosso i tributi fiscali che la Giudecca di Bova doveva all’erario fin dal 1497.

L’insediamento ebraico a Bova potrebbe risalire alla cacciata dei giudei dalle terre di Spagna, nel 1492. In quell’anno degli ebrei di Sicilia si trasferirono a Reggio, dove due anni dopo furono smistati in tutto il circondario. Il secondo editto di Ferdinando il Cattolico (1511), che decretò l’espulsione degli ebrei dal Regno di Napoli, determinò l’abbandono della giudecca di Bova. In quello stesso anno, le autorità locali chiesero la cancellazione dai ruoli fiscali della Giudecca di Bova. Ciò nonostante una cronaca bovese, redatta del 1774 dall’erudito Domenico Alagna, ricorda che gli ebrei furono scacciati solo nel 1577, con l’accusa di aver diffuso la peste. È proprio Domenico Alagna a fornirci informazioni dettagliate sulla localizzazione della Giudecca di Bova, indicata ai margini della città, nel quartiere di Pirgoli (dal greco “torri”), confinata tra due porte che si aprivano rispettivamente a Sud, nelle vicinanze della Torre della Porta, e a Nord nei pressi della Torre Aghios Marini.

«Finalmente – ha dichiarato Gangemi – ci auguriamo di potere di nuovo incontrare tanti curiosi visitatori e nostri appassionati sostenitori, a cui faremo conoscere luoghi nuovi ed interessanti con una visita avvincente e ben raccontata. Ancora non avremo il supporto delle scuole, con i nostri entusiasti Apprendisti Ciceroni: purtroppo le incertezze dovute alla pandemia non ci consentono tuttora di riprendere il nostro bel progetto»

«Ma abbiamo unito tutte le nostre forze – ha aggiunto – per guidare e accogliere i visitatori, anche quest’anno, con la dedizione e la gioia di sempre».

Giornate particolari, nelle quali i volontari si porranno a disposizione dei visitatori, con una particolare attenzione perché le visite si svolgano in sicurezza e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, per accedere sarà obbligatorio il green pass e l’uso della mascherina.

Una interessante installazione di arte contemporanea, realizzata da Antonio Pujia Veneziano, tra il 2019 e il 2020, regala suggestioni su questo antico quartiere, attualmente munito di una pannellistica didattica che consente di ascoltare dal proprio cellulare, in lingua inglese e italiano, la secolare storia degli Ebrei in Calabria.

Antonio Pujia Veneziano ha creato la sua installazione artistica elaborando una serie di ceramiche invetriate e graffite dal titolo Pirgos ceramiche parlanti, all’interno delle quali scorrono frammenti concernenti notizie sugli ebrei a Bova tra la fine del XV e gli inizi del secolo successivo, così come riporta anche una cronaca bovese del Settecento.

Ai cinque tondi l’artista ha aggiunto un altro disco, incastonato sulla parete adiacente l’ingresso secondario di Palazzo Mesiani, costruito alla fine del XVIII secolo sul sito dove era in precedenza insediata la giudecca di Bova. Il soggetto è un particolare della planimetria urbana del quartiere ebraico di Pirgoli raffigurato con l’intento di esaltare la percezione di uno spazio fisico quasi dimenticato, ma un tempo abitato da genti di religione ebraica.
Interessante è inoltre la presenza a Pirgoli di un pozzo, oggi inglobato nella corte di Palazzo Mesiani, elemento indispensabile ai bagni rituali e alla macellazione di carni kosher.

Il Fai Reggio Calabria presenta “La Giudecca di Bova” anche attraverso il suggestivo video realizzato da Stefano Mileto. (rrc)