REGGIO – Il Servizio di accoglienza minori compie 20 anni, Delfino: Orgoglio della città

La struttura di Catona delle “Immacolatine”, che dal 2022 si occupa di soggetti in difficoltà e bambini allontanati dalle famiglie di origine, compie 20 anni. 20 anni di impegno al servizio della comunità, nel segno dell’accoglienza, della solidarietà, della promozione di percorsi educativi rivolti a soggetti in difficoltà, in condizioni di svantaggio socio-economico e di minori allontanati dalle famiglie di origine.

 Un cammino iniziato nel 2002 e che oggi prosegue con rinnovato slancio sul terreno dell’inclusione sociale, affrontando le problematiche del quotidiano e volgendo lo sguardo sempre verso coloro che vivono in condizioni di disagio e marginalità. Un traguardo importante quello raggiunto dalla struttura per minori delle Suore “Immacolatine” di Catona (storico istituto della città di Reggio Calabria fondato nel 1898) che dal 2002 svolge il servizio diurno di pronta accoglienza per minori e giovani dai 0 ai 15 anni in convenzione con il Comune e a supporto del Tribunale minorile, dei servizi sociali territoriali e delle forze dell’ordine, nel quadro di percorsi di accompagnamento alla crescita in regime residenziale.

«Un traguardo che è doveroso sottolineare e celebrare per come merita», afferma l’assessore comunale al Welfare e Politiche della famiglia, Demetrio Delfino, che si è recato in visita presso la struttura di Catona insieme alla responsabile del Servizio minori, Mariagrazia Marcianò, «per testimoniare da vicino – spiega il rappresentante di Palazzo San Giorgio – a nome della città intera, i sentimenti di gratitudine e di profondo apprezzamento che tutta la comunità reggina esprime nei confronti di questa virtuosa e fondamentale realtà del nostro territorio».

«Una struttura – evidenzia l’assessore Delfino – che negli anni si è resa protagonista di esperienze e modelli educativi in grado di cambiare, in positivo, le storie, i destini e i vissuti personali di tantissimi bambini, ragazzi e naturalmente delle loro famiglie. Oggi questo patrimonio socio educativo rappresenta un valore aggiunto irrinunciabile per la nostra città e per la rete dei servizi sociali che ad esso guardano costantemente, quale solido punto di riferimento nello svolgimento delle azioni in materia di politiche per la famiglia».

«Con la responsabile del servizio, Suor Maria Luisa, – evidenzia l’assessore comunale al Welfare – ci siamo confrontati a lungo rispetto alle sfide e alle criticità del presente che sono ancora tante e che, in questi ultimi due anni in modo particolare, sono diventate sempre più difficili e complesse anche a causa dalla crisi pandemica che sconvolge l’umanità e colpisce in modo più duro proprio le fasce più fragili del tessuto sociale, ampliando ed aggravando le sacche di disagio e disuguaglianza».

«Come istituzioni e come comunità educante, siamo tutti chiamati a rilanciare concretamente l’impegno quotidiano a sostegno di queste realtà – conclude l’assessore Delfino – nella piena consapevolezza che solo garantendo diritti e pari opportunità a tutti, a cominciare proprio dai minori, sia davvero possibile costruire una società più equa e giusta». (rrc)

CATONA (RC) – Alla Radice-Alighieri successo per l’incontro con l’autore Giovanni Suraci

La cultura si conferma perno della nostra scuola, nonostante il nuovo incedere della  pandemia, classi in DAD e docenti in quarantena, gli eventi culturali che da sempre  caratterizzano la Radice-Alighieri di Catona, non si arrestano, infatti il 18 dicembre,  presso la sede centrale della scuola secondaria di primo grado, del suddetto Istituto Comprensivo, ha avuto luogo la presentazione della nuova opera letteraria dello scrittore Giovanni Suraci dal titolo Due verità svelate.

L’incontro, si è aperto con l’introduzione della D.S. avv. Simona Sapone che ha presentato gli illustri ospiti, il dottor Elio Stellitano, primario ospedaliero da sempre  attratto dal mondo del sapere e in particolare dalla poesia attento ai problemi che  tormentano il nostro paese e in particolare alle connivenze mafiose che minano le  bellezze dell’Italia rendendola fragile.  

Il dottor Pino Bova, presidente del Circolo culturale Rhegium Julii che si è affermato nel  panorama poetico calabrese e nazionale come una tra le più apprezzate voci della poesia  locale. 

Ed infine lo scrittore dott. Giovanni Suraci, originario di Santo Stefano d’Aspromonte e  reggino d’adozione, dopo la pubblicazione e il successo dell’opera Era fame di vita (Città del sole edizioni, 2016), Giovanni Suraci porta la Calabria, alla 59° edizione del  Premio letterario Campiello con il libro “Due verità svelate” pubblicato dalla casa editrice  “Città del sole”. Il libro oggetto della presentazione contiene un’originale storia  ambientata tra la Calabria e la Lombardia alla fine degli anni ’60.

Due verità svelate, è il  secondo di una trilogia di romanzi che hanno l’obiettivo di evocare il fascino e l’identità  della Calabria, fuori dai canoni negativi che, spesso scontati, segnano purtroppo  l’immagine, mortificando le forze positive del territorio calabrese. 

I relatori con grande entusiasmo hanno parlato dei ricordi della loro infanzia, del loro rapporto con la scuola e dell’importanza pregnante, che essa ha nella formazione della  nuova generazione e della futura classe dirigente, il dottor Stellitano, supportato dalla  proiezione di un suo elaborato in cui illustrava il primo volume della trilogia dei romanzi  di Giovanni Suraci, spiegava, con dovizia di particolari, la storia di Santo Stefano  d’Aspromonte negli anni 60, incuriosendo i ragazzi con le immagini degli antichi  mestieri, della base americana ed altre particolarità.

Gli ospiti, durante la seconda parte  dell’evento, hanno risposto con interesse e passione, agli interrogativi posti dagli alunni  che erano presenti in aula, agli allievi collegati dalle loro aule e da casa poiché in  quarantena per il covid. Il dialogo tra i relatori e il giovane pubblico è stato armonioso e  chiarificatore, gli alunni erano come rapiti dalle parole dello scrittore, dai suoi racconti  carichi di passione e di bellezza, così come la citazione di Fëdor Dostoevskij La bellezza salverà il mondo che proprio i discenti sottolineano al maestro in uno dei tanti loro  quesiti. 

Quesiti articolati e stimolanti, che hanno visto i relatori affrontare gli argomenti più  disparati, dalla loro formazione, alla criminalità organizzata, i rifiuti tossici, alle  prospettive per il futuro, fino ad arrivare alla fuga di cervelli, il tutto edulcorato da un  linguaggio fresco e comprensibile che ha appassionato i discenti, permettendo loro di  mantenere l’attenzione alta fino all’atto conclusivo. 

L’incontro, organizzato da un team di docenti è stato fruttuoso sotto tutti i punti di vista, tante tematiche sono state sviscerate, condotto e moderato da una dirigente scolastica  attenta alla formazione dei suoi allievi a 360 gradi, che ha saputo affrontare la crisi  pandemica senza mai mortificare gli elementi cardini dell’istituzione scolastica, la cultura,  la socializzazione e l’inclusione, non dimenticando l’innovazione tecnologica, infatti  attraverso i mezzi e la strumentazione digitale, di cui l’istituto è dotato e le competenze  di un eccellente animatore digitale, tutti gli alunni hanno avuto la possibilità di  partecipare e interagire, un plauso va a tutti gli attori dell’evento, auspicando che  questo sia il primo di una ricca serie di eventi culturali. (Angela Borrello e Simona Leanza)

CATONA (RC) – La presentazione del libro “La fine del mondo”

Domani pomeriggio, a Catona, alle 18, alla fattoria Urbana, la presentazione del libro La fine del mondo – Storia di un piegato di Simeone Carullo ed edito da Leonida Edizioni.

Dopo i saluti di Antonino Santisi, Presidente dell’Associazione culturale “Il Salotto dei poeti – La Rosa del pozzo”, e dell’editore Domenico Pòlito, prenderanno parte al dibattito Giada Di Pino, redattrice di Leonida Edizioni, il professore dell’Ist. “Spanò Bolani” Alberto Abbratozzato, e Nuccio Barillà, del Direttivo Nazionale di “Legambiente”, con il quale sarà affrontato l’argomento – centrale nel romanzo – dei cambiamenti climatici legati al Global Warming. Modera il giornalista Luca Assumma.

La Fine del mondo – Storia di un piegato narra le vicissitudini di una coppia che, nel contesto di una Reggio pseudodistopica, matura l’idea di fare un figlio. (rrc)

REGGIO – La cerimonia di premiazione del Premio Stesicoro 2020

Sabato 9 ottobre, alla Fattoria Urbana di Catona, alle 18, è in programma la cerimonia di premiazione del Premio Stesicoro 2020, ideato, organizzato e diretto da Oreste Kessel Pace.

Per la poesia, narrativasaggistica, premiati Michele PetullaCarmelo FiorinoRenzo PiccoliFrancesco MazzitelliPasqualina MaioloSara NocellaGiuseppe JacopettaPatrizia PipinoPaolo SidotiArmando PirolliCosimo SframeliAngelo VazzanaGiulia Fera.

I premi alla cultura e alla carriera sono assegnati, invece, a Pino BovaGregorio CoriglianoSaverio VerduciAntonino Santisi.

Partecipano Cosimo Allera, Paolo FalseaEmanuele BertucciPeppe LivotiDomenico CalabriaAntonella CutrupiElio StellitanoTonino PernaMaria Teresa Iannelli.

Durante la cerimonia, infine, sarà possibile visitare la mostra d’arte La rosa nel pozzo(rrc)

Catonateatro, Emozioni – Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti

Domani sera, alle 21.15, all’Arena “Alberto Neri” di Catona, lo spettacolo musicale di Mogol con Emozioni, che nasce per valorizzare e far conoscere da un’inedita prospettiva l’opera di due grandi artisti della musica leggera italiana: Lucio Battisti e Mogol.

Il format è caratterizzato dalla presenza sul palcoscenico del grande autore di testi della musica italiana, Giulio Rapetti in arte Mogol, che accompagnato da un‘orchestra, renderà il concerto/racconto unico nel suo genere. L’evento prevede l’esecuzione di quei brani che descrivono il fortunatissimo sodalizio artistico e umano tra Battisti/Mogol e mette in risalto tutte le sfumature che si nascondono dietro ogni singola canzone.

Durante lo spettacolo, Mogol racconterà i vari aneddoti e gli importanti significati legati ad ogni brano, che immediatamente dopo verranno magistralmente interpretati dall‘orchestra accompagnata dalla splendida voce del solista Gianmarco Carroccia, impressionante la sua somiglianza fisica e vocale con il grande Lucio.

Canzone e narrazione si fondono in una serata dalle forti emozioni in cui è impossibile non lasciarsi trascinare nelle canzoni che tutti conosciamo e cantiamo da sempre: Ancora tu, Acqua azzurra acqua chiara, I giardini di Marzo, Il mio canto libero, Mi ritorni in mente, Un’avventura, Emozioni. (rrc)

Catonateatro, in scena “La scuola delle mogli”

Domani sera, a Catona, alle 21.15, all’Arena “Alberto Neri”, in scena lo spettacolo La scuola delle mogli con la regia di Guglielmo Ferro e con Enrico Guarneri, Rosario Marco Amato, Nadia De luca.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 36esima edizione di Catonateatro, organizzato dalla Polis Cultura e con la direzione artistica di Lillo Chilà.

Attraverso una rilettura in siciliano, attenta a non intaccare la struttura della commedia, i personaggi acquistano una nuova linfa che si inserisce nel solco che la grande tradizione teatrale siciliana ha percorso, anche attraverso la traduzione di un dialetto di classici, dei più grandi drammaturghi di ogni tempo. Un mondo sicuramente a misura di un interprete come Enrico Guarneri che attraverso una vis comica forte ed energica, fa rivivere con slancio il personaggio di Arnolfo. Una scuola delle mogli mediterranea che condivide un meccanismo che qui ripercorre l’improbabile e claustrale educazione che l’anziano Arnolfo pretende di imporre ad Agnese, che intende sposare, per garantirsene la fedeltà.

Si tratta, infatti, oltre che di una traduzione, di una riscrittura ottenuta adoperando i modi di dire e di fare isolani. Il risultato è un testo estremamente efficace che, mantenendo intatta la sua struttura drammaturgica, restituisce il sapore e il colore della commedia originale. (rrc)

CATONA (RC) – Apre il nuovo parco ludico inclusivo nel ricordo di “Fortunato Quattrone”

Sul Lungomare nord di Catona, è stato inaugurato il parco inclusivo “Fortunato Quattrone”, che ospita un’area giochi per i più piccoli, è dotato di giostrine appositamente realizzate per l’utilizzo da parte di bambini con disabilità e si offre dunque alla comunità cittadina come un luogo accogliente e pienamente inclusivo.

Particolare significato assume anche la intitolazione dell’area che ricorda la memoria del piccolo Fortunato Quattrone, bambino venuto a mancare nel 2007, all’età di 13 anni, a causa di una grave malattia, il cui commosso ricordo è ancora forte e presente nella comunità catonese.

Presenti alla cerimonia di inaugurazione gli assessori e i consiglieri comunali che hanno collaborato alla realizzazione di un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà e realizzato grazie ai Patti per il Sud e alle risorse del settore Welfare, messe a disposizione dalla Città Metropolitana, destinate alla realizzazione di aree giochi in zone balneari per persone con disabilità. Presenti anche i genitori di Fortunato Quattrone e la polisportiva amatoriale della Parrocchia di Sant’Aurelio di Arghillà.

Il carattere fortemente inclusivo dell’opera è ulteriormente rafforzato anche dalla predisposizione di una passerella, nelle vicinanze dell’area ludica, che consente l’accesso alla spiaggia alle persone con mobilità ridotta, in piena aderenza agli indirizzi dettati anche dal Piano Comunale di Spiaggia recentemente approvato dall’Amministrazione comunale.

«È stata una grande giornata di festa per Catona ma anche per tutta Reggio – ha detto il presidente del Consiglio comunale Enzo Marra – nel ricordo di Fortunato Quattrone e con l’obiettivo di rilanciare uno spazio all’interno del lungomare, a forte connotazione inclusiva. Un lembo di litorale tenuto in condizioni decorose dall’Antica marineria catonese che ringrazio e che da oggi è al servizio della comunità».

Visibilmente emozionato Mario Quattrone, papà di Fortunato, ha poi ringraziato l’amministrazione comunale e la comunità catonese per aver voluto ricordare un figlio di questo territorio, il cui ricordo a distanza di anni è sempre vivo. «Per noi è stata una grande sorpresa e al tempo stesso un momento di forte emozione».

L’area, oggi recuperata, sarà oggetto di ulteriori interventi e cure, grazie anche al contributo del Consorzio del Basso Ionio Reggino, hanno infine sottolineato gli assessori comunali Irene Calabrò e Paolo Brunetti e il consigliere delegato Massimiliano Merenda, «ed è bello che già tante famiglie e bambini abbiano iniziato a frequentarla, restituendo un’anima a questo luogo e recuperando una socialità all’aperto che il Covid ha loro negato. Si tratta del primo parco inclusivo della nostra città, reso possibile grazie alla proficua collaborazione tra i vari settori, Welfare e Patti per il Sud e la Città metropolitana e poi al supporto fondamentale di Castore e Avr nella manutenzione dell’area. L’auspicio e l’appello che rivolgiamo a tutta la cittadinanza, è quello di salvaguardare e custodire queste opere quali beni comuni che appartengono a tutti noi».

 

 

REGGIO – S’inaugura a Catona il parco ludico inclusivo

Domani sera, a Catona, alle 19, sul Lungomare, s’inaugura il nuovo parco ludico intitolato a Fortunato Quattrone.

Il parco sorge su un’area verde nella zona Tre Fontane, sul tratto litorale della zona nord di Reggio Calabria. Ospiterà diverse giostre per bambini, molte delle quali appositamente realizzate per la fruizione da parte di bambini con disabilità, da cui la definizione di parco ludico “inclusivo”.

Un progetto fortemente voluto dal sindaco Giuseppe Falcomatà e realizzato grazie alla sinergia tra diversi settori del Comune di Reggio Calabria, con la programmazione finanziata con i Patti per il Sud e le risorse del settore Welfare, messe a disposizione dalla Città Metropolitana, destinate alla realizzazione di aree giochi in zone balneari per persone con disabilità.

Il parco, realizzato sul Lungomare di Catona, si trova a pochi passi dalla spiaggia. Adiacente alla nuova area ludica è stata realizzata anche una passerella per l’accesso alla battigia per le persone con mobilità ridotta, cosi come indicato anche nel Piano Comunale di Spiaggia recentemente approvato dall’Amministrazione comunale.

Il nuovo parco ludico inclusivo di Catona sarà intitolato alla memoria del piccolo Fortunato Quattrone, un bambino venuto a mancare nel 2007, all’età di 13 anni, a causa di una grave malattia, ricordato con affetto dai cittadini residenti nella circoscrizione di Catona. Alla sua memoria è intitolata la polisportiva amatoriale della Parrocchia di Sant’Aurelio di Arghillà che prenderà parte all’inaugurazione.

Alla cerimonia di inaugurazione sarà presente il sindaco Falcomatà, gli assessori e i consiglieri comunali che hanno collaborato alla realizzazione del progetto. Per la serata inaugurale prevista anche l’animazione per bambini. (rrc)

Catonateatro, in scena “Storia di una Capinera”

Domani sera, a Catona, alle 21.15, all’Arena Alberto Neri, in scena Storia di una Capinera di Giovanni Verga con Nadia De Luca e la regia di Rosario Minardi.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 36esima edizione di Catonateatro, con la direzione artistica di Lillo Chilà.

Quando Giovanni Verga vide una piccola capinera, rinchiusa in gabbia, lasciarsi morire per aver perduto la sua libertà, trasse ispirazione per raccontare la propria “storia di una capinera” che sarà presentata, nel riadattamento teatrale di Rosario Minardi, il 3 agosto nell’ambito del Festival Catonateatro.

Maria, giovane novizia, come un uccellino ferito si vede privata della sua vita e della sua libertà, quando, allontanatasi momentaneamente dal convento a causa di un’epidemia di colera, assapora l’amore verso l’amico di famiglia Nino e per questo motivo viene costretta dalla sua matrigna a tornare tra le sue consorelle e a prendere i voti. Morirà pazza nei sotterranei del convento, dopo il tocco freddo di quelle forbici che le recisero i capelli, con quell’amore in corpo per il suo Nino, che avrà già sposato sua sorella Giuditta, sempre per volere dell’algida matrigna.

“Storia di una capinera” è un romanzo che si snoda nelle lettere che Maria indirizza all’amica fidata Marianna, dove racconta la scoperta di questi suoi nuovi sentimenti per Nino e tutto il suo dolore per aver dovuto rinunciare alla vita.  Nella trasposizione teatrale, la scansione epistolare tra le due diventa azione scenica con personaggi che prendono vita e si muovono all’interno della narrazione e intorno alla protagonista.

E’ a tutti gli effetti una denuncia alla condizione delle donne nella società siciliana dell’800, dove dignità e libertà venivano regolarmente calpestate in un contesto familiare che imponeva loro ogni scelta di vita. Restrizioni che riscontriamo in vicissitudini del nostro tempo che ne dettano la contemporaneità dell’opera. (rrc)

CATONA (RC) – Il libro “Stidduzzu 1908”

Domani pomeriggio, a Catona, alle 17.30, alla Fattoria Urbana, la presentazione del lbro Stidduzzu 1908 – Il figlio delle Stelle di Simone Carullo.

Dopo i saluti di Antonino Santisi, presidente dell’Associazione Culturale “Il Salotto dei Poeti – La Rosa del Pozzo”, intervengono Claudio Cordova, direttore de Il Dispaccio, ing. Erika Polimeni, scrittrice, il dott. Emilio Roccabruna, biologo, l’avv. Cristina Minasi, che leggerà un passo dell’opera. Modera il giornalista Luca Assumma.

Il libro è edito dalla casa editrice Leonida.

Soprannominato così perché trascorreva le sue notti nella contemplazione assorta delle stelle, Stidduzzu per questo stesso fatto venne emarginato e umiliato dai suoi compaesani, gli abitanti di un borgo spezzato in due tra il quartiere marinaro e l’area rurale incapaci di comprendere la profondità del suo animo. Stidduzzu è dunque considerato un pazzo o, più banalmente, lo “scemo del paese” e pertanto il suo monito, il suo grido disperato d’allarme, viene ignorato.

Il romanzo è però ambientato a cavallo del nuovo millennio, infatti ripercorre la storia di Stidduzzu attraverso gli occhi e le azioni di due adolescenti a noi contemporanei, studenti della Scuola Media “Don Bosco”, i quali, introdottisi per gioco in un rudere della campagna pellarese, trovano le lettere che quasi un secolo prima Stidduzzu scriveva alla madre defunta.

I due conducono dunque una rocambolesca indagine, alla stregua di goonies nostrani, guidati dalle parole e dalle allusioni di Stidduzzu, nel tentativo di scoprire chi era il personaggio misterioso, celato dietro un vezzeggiativo così bizzarro, che scriveva alla madre lettere colme di dolore. (rrc)