La Regione proroga termini per manifestazione d’interesse per i Distretti del Cibo

Fino al 30 settembre, si possono presentare le domande per il riconoscimento dei Distretti del Cibo, il cui Avviso è rivolto, nello specifico, a dare sostegno ai sistemi produttivi agricoli, agroalimentari e agroindustriali locali, attraverso la progettazione integrata. In seguito agli esiti dell’avviso, la Regione realizzerà la mappatura delle aree idonee alla realizzazione di una rete regionale dei Distretti del cibo.

«Un atto dovuto –ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura e alle Risorse agroalimentari, Gianluca Gallo – considerato che sono pervenute al dipartimento Agricoltura diverse istanze tese a evidenziare criticità e difficoltà riscontrate dagli attori coinvolti nei processi partecipativi sui vari territori, nella fase preparatoria del partenariato socio-economico propedeutica alla candidatura a Distretto del cibo, a causa delle restrizioni determinate dall’emergenza sanitaria da Covid-19».

«L’intenzione di questa amministrazione, attraverso questa proroga dei termini – spiega ancora Gallo – è quella di garantire la più ampia partecipazione possibile e allo stesso tempo quella di favorire un alto livello qualitativo delle proposte di candidatura, in quanto, attraverso la costituzione dei Distretti del cibo, puntiamo a incidere concretamente sullo sviluppo delle nostre aree rurali, sull’incremento occupazionale e l’inclusione sociale».

La costituzione dei Distretti del cibo mira, inoltre, a garantire la sicurezza alimentare ai consumatori, a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, a ridurre lo spreco alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale.

Saranno otto le tipologie di distretti che la Regione procederà a riconoscere: rurali, agroalimentari di qualità, produttivi locali, produttivi locali anche a carattere interregionale, produttivi locali localizzati in aree urbane o periurbane, produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e dall’integrazione fra attività agricole, produttivi locali caratterizzati dalla presenza di attività di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione alimentare e agroindustriale, biodistretti e distretti biologici.

Inoltre, saranno riconosciuti come Distretti del cibo, i distretti rurali e agro-alimentari di qualità già esistenti e iscritti al registro nazionale dei Distretti del cibo presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che dovranno presentare comunque idonea istanza di riconoscimento e relativa documentazione, nel rispetto delle procedure della manifestazione d’interesse, nell’ambito della quale si prevede anche la periodicità almeno biennale della verifica del mantenimento dei requisiti necessari al riconoscimento dell’area a Distretto del cibo. (rcz)

Distretto del Cibo Serre Cosentine, alla Rete dei Comuni di aggiungono Montalto, Lattarico e San Benedetto Ullano

Montalto, Lattarico e San Benedetto Ullano sono entrati a far parte della rete dei Comuni Asus, che hanno aderito al Distretto del Cibo, aggiungendosi a Rende, Cosenza, Castrolibero, Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano, San Vincenzo La Costa, Mendicino, San Fili, Carolei, Cerisano, Domanico, Marano Principato, Dipignano, Zumpano.

«Lla proposta di costruire un sistema locale sostenibile del cibo nell’area delle serre cosentine – ha dichiarato Marcello Manna, sindaco di Rende – si allarga ad altre municipalità, segno che tale opportunità rappresenta una concreta base su cui costruire il nostro futuro. Il distretto è aperto ad altri enti pubblici, alle aziende agricole agroindustriali ed alimentari, al comparto della ristorazione e della ricezione, alle realtà dell’artigianato locale e legato alla tradizione culinaria, alle aziende di produzione di beni e servizi coerenti con le tradizioni e le vocazioni territoriali».

Il primo cittadino ha poi sottolineato come: «soprattutto in questo determinato periodo storico, in cui serve concretezza per ripartire, la promozione di interventi integrati e di supporto allo sviluppo sostenibile significa valorizzare le nostre risorse e meglio sostenere l’economia. Il nostro è un progetto politico che vede non nelle appartenenze, ma nella forza dell’azione comune un approccio che potrà essere da guida anche per altri territori».

«Il gap di questi anni – ha proseguito Manna – reso ancora più aspro dalla pandemia, deve essere superato attraverso la costruzione di percorsi sinergici che possono portare i nostri comuni a divenire attrattori di crescita. Un maggiore sostegno allo sviluppo rurale integrato e alla promozione di pratiche agricole a basso impatto ambientale che tenga conto delle specificità e dei bisogni dei contesti di riferimento significa sviluppo delle filiere corte e sostegno all’agricoltura locale, aumento dell’occupazione, valorizzazione delle identità». (rcs)

L’Associazione Italiana Coltivatori: Distretti del Cibo grande occasione per la Calabria

Il presidente dell’Associazione Italiana ColtivatoriGiuseppino Santoianni, ha dichiarato che i Distretti del Cibo per la Calabria «sono l’occasione da non sprecare ma cogliere come reale opportunità di valorizzazione delle identità».

Il presidente dell’Associazione italiana coltivatori ha voluto sottolineare il forte «valore strategico di questa iniziativa” che prova ad organizzare i sistemi produttivi agricoli ed agroalimentari locali e promuovere, allo stesso tempo, lo sviluppo delle comunità delle aree rurali, attraverso la tutela della loro identità storica e culturale».

«La Calabria – ha aggiunto – è ricca di gemme alimentari e valenze territoriale agricole che possono giocare un ruolo di primo piano nella ripartenza da tutti auspicata e che, in altri territori del Paese già oggi fa parlare bene di sé in termini di rilancio”. Secondo un recente studio di Intesa Sanpaolo, infatti, nel terzo trimestre del 2020 i distretti agroalimentari italiani hanno realizzato nel complesso oltre 5 miliardi di euro di vendite all’estero, con una crescita del +2,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. Cifre record che, nell’ottica di una progettualità futura per l’agroalimentare calabrese, devono farci pensare e organizzare in maniera certosina la costituzione e la valorizzazione di questi sistemi territoriali che devono permettere, al comparto regionale, di fare quel salto di qualità da tutti auspicato».

Il fattore aggregante, che è sotteso alla presentazione delle domande è anche un elemento «da non tenere in secondo piano. Siamo una terra dalle mille contraddizioni e spesso divisa anche sulle risorse che potrebbero unirci. Pensare insieme, progettare tenendo conto dei fattori aggreganti guardando alla coesione ed inclusione sociale non è di poco conto se si pensa alle ricadute in termini di occupazione e competitività delle realtà locali in un contesto di marketing che guardi non più al ristretto contesto regionale ma alla globalità dei mercati e della promozione integrata».

La ruralità, la matrice storica di alcune esperienze produttive, il biologico come fiore all’occhiello dell’agricoltura regionale, possono essere volano di una «nuova stagione che ci vedrà protagonisti, come associazioni di categoria, al fianco di coloro che avranno la lungimiranza di guardare ai distretti del cibo come valore aggiunto di un sistema qualitativamente alto». (rrm)

Pubblicata la manifestazione d’interesse per i Distretti del Cibo in Calabria

È stata pubblicata la manifestazione d’interesse per il riconoscimento, anche in Calabria, dei Distretti del Cibo, modello individuato dal legislatore nazionale per organizzare i sistemi produttivi agricoli e agroalimentari locali e promuovere, allo stesso tempo, lo sviluppo delle comunità delle aree rurali, attraverso la tutela della loro identità storica e culturale.

«Obiettivo dichiarato: definire, attraverso il procedimento di riconoscimento di matrice regionale, la mappatura delle aree idonee alla realizzazione di una rete regionale dei Distretti, per acquisire – è specificato – informazioni dettagliate sulla loro dimensione territoriale, sulla quantificazione dei fabbisogni di investimento, sulle previsioni delle diverse necessità finanziarie di spesa e sui potenziali impatti strategici dei programmi di intervento».

«Sulla base della normativa vigente, e previa istruttoria valutativa – è scritto ancora – saranno otto le tipologie di distretti che, nello specifico, la Regione procederà a riconoscere: rurali; agroalimentari di qualità; produttivi locali; produttivi locali anche a carattere interregionale; produttivi locali localizzati in aree urbane o periurbane; produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e dall’integrazione fra attività agricole; produttivi locali caratterizzati dalla presenza di attività di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione alimentare e agroindustriale; biodistretti e distretti biologici. Saranno altresì riconosciuti, come Distretti del cibo, i distretti rurali e agro-alimentari di qualità già esistenti e iscritti al registro nazionale dei Distretti del cibo presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che dovranno comunque presentare idonea istanza di riconoscimento e relativa documentazione, nel rispetto delle procedure della manifestazione d’interesse appena indetta, nell’ambito della quale si prevede anche la periodicità almeno biennale della verifica del mantenimento dei requisiti necessari».

«Quella dei Distretti del cibo – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – è una iniziativa di assoluto rilievo per la nostra terra: prenderanno finalmente vita sistemi produttivi territoriali caratterizzati da un forte fattore aggregante e finalizzati alla coesione e all’inclusione sociale, alla crescita dell’occupazione e della competitività delle realtà imprenditoriali locali. La manifestazione d’interesse è un nuovo passo in questa direzione, compiuto come sempre di concerto con le organizzazioni di categoria, i consorzi di tutela, gli enti camerali e gli imprenditori agricoli».

La manifestazione d’interesse è disponibile in versione integrale sul portale www. www.regione.calabria.it, nella sezione dipartimento Agricoltura.

Il termine ultimo fissato per la presentazione delle istanze di riconoscimento è fissato in 90 giorni dalla pubblicazione della manifestazione sul Burc. (rcz)

Acli Terra Cosenza: Distretti del Cibo occasione per le imprese

Il presidente provinciale di Acli Terra CosenzaPierino Fallico, ha dichiarato che «finalmente, anche in Calabria, sta crescendo un modello partenariale che, intanto, ha prodotto i Distretti del Cibo e che sostanzialmente «promuove lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, oltre a favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, a garantire la sicurezza alimentare, a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, a ridurre lo spreco alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari».

«Come non ringraziare lassessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – ha aggiunto – che ha portato a termine tutte le procedure necessarie alla istituzione dei Distretti del Cibo, e che nelle cose approvate ha fatto emergere la buona politica e che diventa fatto concreto produttivo».

Un ruolo di primo piano per dare gambe alla strategia di promozione dei Distretti è stato quello dell’esperto di comunicazione e marketing territoriale, Valerio Caparelli, che da due anni sta offrendo un grande supporto professionale alle azioni informative, sociali e promozionali di Acli Terra.

«Con il suo impegno, portato avanti con grande competenza specialistica, Caparelli ha promosso e fatto conoscere il valore sociale, economico, ambientale e, soprattutto, la qualità e la singolarità dei giacimenti enogastronomici calabresi, che possono ricevere nuova linfa e rilancio proprio dai Distretti del Cibo».

Durante gli incontri organizzati da Acli Terra in Calabria, è stato possibile apprezzare oltremodo il ruolo serio e di passionale dedizione del dirigente Cosimo Cuomo, che da sempre ha creduto e lavorato su questa visione del valore territoriale.

Con l’approvazione delle linee guida, si scende finalmente nei dettagli e si va nella direzione dei territori: su queste, le ACLI Terra si sentono impegnate in tutte le azioni di sostegno e accompagnamento, con quanti spingono e sono favorevoli ad una Calabria dello sviluppo economico e dell’occupazione.

Per l’avvocato Fallico, «la Calabria ha bisogno di persone e associazioni che abbiano il coraggio di scegliere e trovare nella promozione sociale e nella condivisione di progetti un rapporto di servizio con le istituzioni, rigenerando progetti e crearne di nuovi. Dare ascolto ai territori, agli imprenditori, ai giovani, in modo tale che quanto programmato poi diventi una risposta aderente alle reali domande della gente».

Le Acli Terra sono consapevoli del fatto che, con i Distretti del Cibo, si può intravedere una credibile direzione di sviluppo e che la politica diventi finalmente quella buona.

D’altra parte come ci dice il Presidente regionale di Acli Terra Calabria, Pino Campisi, mutuando una frase dall’Enciclica Fratelli Tutti «è molto difficile prospettare qualcosa di grande a lungo termine se non si ottiene che diventi un sogno collettivo».

E Acli Terra vede i Distretti del Cibo proprio come un pezzo importante di un sogno collettivo teso alla crescita e alla sostenibilità di politiche virtuose e produttive. (rcs) 

Al via procedure per individuazione delle aree per i Distretti del Cibo

È stata pubblicata, in pre informativa, la manifestazione d’interesse per individuare le aree da elevare a Distretti del cibo.

Si tratta di un decisivo passo avanti, nelle procedure per l’attivazione del modello individuato dal legislatore nazionale per organizzare e sostenere i sistemi produttivi agricoli e agroalimentari locali e promuovere, allo stesso tempo, lo sviluppo delle comunità delle aree rurali, attraverso la tutela della loro identità storica e culturale.

«Lo strumento che veniva richiesto a gran voce per colmare ritardi e disparità col resto del Paese – commenta l’assessore Gallo – c’è e inizia a prendere forma, nel solco della concertazione con le organizzazioni di categoria, gli enti camerali e gli imprenditori agroalimentari. I Distretti sono strumento essenziale, indispensabile per la governance dei sistemi rurali, ai fini della tutela e valorizzazione delle progettazioni integrate del territorio distrettuale».

La manifestazione d’interesse, disponibile sul portale istituzionale www.regione.calabria.it, nella sezione dipartimento Agricoltura, potrebbe subire modifiche, che saranno prontamente rese note, se nei dieci giorni a partire dalla data di pubblicazione dovessero pervenire al dipartimento osservazioni tese a migliorare l’avviso pubblico o a suggerire l’opportunità di procedere ad approfondimenti al riguardo.

Successivamente, previa istruttoria valutativa, la Regione procederà a riconoscere otto diverse tipologie di Distretti: rurali; agroalimentari di qualità; produttivi locali; produttivi locali anche a carattere interregionale; produttivi locali localizzati in aree urbane o periurbane; produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e dall’integrazione fra attività agricole; produttivi locali caratterizzati dalla presenza di attività di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione alimentare e agroindustriale; biodistretti e distretti biologici.

Saranno altresì riconosciuti, come Distretti del cibo, i distretti rurali e agro-alimentari di qualità già esistenti e iscritti al registro nazionale dei Distretti del cibo presso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che dovranno comunque presentare idonea istanza di riconoscimento e relativa documentazione, nel rispetto delle procedure della manifestazione d’interesse appena indetta, nell’ambito della quale si prevede anche la periodicità almeno biennale della verifica del mantenimento dei requisiti necessari riconoscimento dell’area a Distretto del cibo.Di seguito il link della pagina in cui è pubblicata la manifestazione di interesse. (rcz)

Irto (PD): La Regione pubblichi i bandi per la realizzazione dei Distretti del Cibo in Calabria

Il consigliere regionale del PdNicola Irto, ha sollecitato la Regione Calabria affinché «avvii la pubblicazione dei bandi utili per la selezione, valutazione e individuazione dei Distretti del Cibo».

La Regione, infatti, è in ritardo nelle procedure per l’avvio dei Distretti, ritenuti strumenti strategici per lo sviluppo del settore agroalimentare.

«Ad oggi – ha proseguito il consigliere regionale – dopo una delibera di giunta annunciata in pompa magna nello scorso mese di settembre, i procedimenti amministrativi necessari per rendere operativi questi strumenti sono ancora fermi al palo. Senza gli adempimenti attuativi, infatti, non è possibile concretizzare nella nostra regione quel modello di sviluppo economico sostenibile che la creazione dei Ddc garantisce in termini di crescita e rilancio delle filiere agroalimentari, nonché di governance dei sistemi rurali».

I Distretti del Cibo consentono, tra l’altro, l’avvio di un circuito di buone pratiche sia per la salvaguardia del settore dell’agroalimentare locale, sia per la sicurezza dei cibi, con produzioni di qualità, con una particolare attenzione alla salvaguardia del territorio verso la diminuzione dell’impatto ambientale e la riduzione degli sprechi.

«In un momento storico in cui l’economia dell’Italia e del Mezzogiorno è  messa in ginocchio dalla pandemia da Covid 19 – ha continuato Irto – questo ritardo colpisce tutte quelle aziende calabresi che ancora non possono costituirsi in filiera e investire sui mercati nazionali e internazionali. E ancora, non consente loro di operare in sinergia per fare crescere l’economia calabrese, soprattutto nelle aree interne afflitte da gravi condizioni di isolamento».

«Sollecito, perciò – ha concluso – la giunta regionale a procedere, senza ulteriori indugi, a dare seguito alle fasi attuative dei Distretti del cibo, per scongiurare un aggravamento della già difficile condizione della Calabria, sul piano occupazionale e imprenditoriale». (rrc)

Piero Renda (Ass. Imprese Parco Agricolo Calabria): Portare a termine procedura per realizzazione Distretti del Cibo in Calabria

Piero Renda, presidente dell’Associazione di Imprese Parco Agricolo Calabria, ha chiesto al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e al presidente della Commissione Agricoltura, Pietro Molinaro, di portare a termine le procedure affinché si possa dare realmente corso ai Distretti del Cibo.

Tale richiesta, poi, è stata estesa anche alla deputazione nazionale e regionale lametina, ai parlamentari Giuseppe D’IppolitoDomenico Furgiuele e Pietro Raso, ai quali viene chiesta un’assunzione di responsabilità politica per sostenere la creazione dei Distretti del Cibo e favorire la ripresa sociale ed economica della città di Lamezia Terme e di quel circondario che vive una crisi drammatica, sia per la chiusura di centinaia di imprese sia per l’inarrestabile disoccupazione, che non è solo giovanile.

«Come si può avere fiducia nella politica e nei partiti – ha dichiarato Renda – se, dopo un anno di confronto con la società civile e l’assunzione di impegni con il mondo delle imprese e gli enti locali, viene meno quanto condiviso. Questo è quanto si è verificato rispetto agli impegni presi per la nascita dei Distretti del Cibo in Calabria, rispetto a tanti cittadini, imprese, professionisti e comunità locali che si sono attivati per sostenere e convincere l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo nella definizione della normativa. Dopo un anno e oltre di animazione territoriale e confronti istituzionali, è stata approvata la Delibera di Giunta, ma adesso tutto sembra rinviato, se non addirittura dimenticato, con risultati pari quasi a nulla. Manca, infatti, l’approvazione della procedura di evidenza pubblica di valutazione e individuazione, necessaria per l’attuazione delle attività di riconoscimento dei Distretti del Cibo in Calabria».

Alla “politica” viene infatti ricordato che i Distretti, secondo la legislazione nazionale, sono un efficacissimo strumento di «sviluppo territoriale, coesione e inclusione sociale, di salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale».

Il Comprensorio lametino e tutta la Calabria non possono perdere questo treno dello sviluppo, né possono rimanere staccati da quanto avviene invece nelle altre regioni, che giustamente e opportunamente hanno pensato non solo di deliberare ma anche di definire e realizzare i Distretti.

I tempi lunghi su ogni iniziativa che porta sviluppo e crescita mortificano le imprese, a cui viene negata l’opportunità di organizzarsi in rete e crescere; vengono mortificati anche i territori che rimangono lontani e isolati dalle nuove opportunità di sviluppo.

Per Piero Renda, i Distretti in Calabria sono importanti, ed è per tale motivo che occorre rilanciare questo nuovo e competitivo modo di produrre e fare economia, puntando sui mercati nazionali e internazionali.

Da parte della Regione, dovrebbe essere un compito istituzionale unanime quello di approvare i Distretti del Cibo.

Fino ad oggi, non è stato così e rimane una forte e cocente delusione, pensando che anche questo progetto, nato sotto la sana e propositiva spinta di ottimi professionisti, della società civile e delle imprese, ritenuto una speranza di ripartenza e sviluppo, alla fine non vedrà la luce, con il rischio che anche questa volta la Calabria rimanga ancora per lungo tempo nelle oscure profondità di una crisi economica e sociale. (rcz)

Acli Terra Calabria: Avviare procedure di selezione per individuare i Distretti del Cibo

Acli Terra Calabria è soddisfatta dell’istituzione dei Distretti del Cibo e chiede «l’approvazione delle procedure di evidenza pubblica di selezione, valutazione e individuazione, necessarie per l’attuazione delle attività di riconoscimento dei Distretti del Cibo, in coerenza con le norme vigenti, per come stabilito nell’allegato A riguardante le Disposizioni Attuative per il riconoscimento dei Distretti in Calabria».

L’istituzione dei Distretti dei Cibo, infatti, è stata possibile grazie all’impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e all’approvazione della delibera di Giunta n. 282, che demanda al competente Dipartimento regionale all’Agricoltura la definizione delle procedure per poter intraprendere l’iter amministrativo di riconoscimento, che avverrà con procedure di evidenza pubblica.

Acli Terra Calabria chiede, dunque, di velocizzare la procedura per poter mettere in pratica tutte le azioni favorevoli a quei territori che vogliono sviluppare progetti produttivi e innovativi.

«Crediamo – ha dichiarato Pino Campisi, presidente regionale di Acli Terra Calabria – che sia arrivato il momento – per questo è nata la Delibera di Giunta – di credere in modo deciso e chiaro nel progetto di filiera agroalimentare, quale sistema delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli ed agroalimentari».

«Al fine anche di promuovere, per come è previsto nella normativa nazionale – ha proseguito Campisi – lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, la sicurezza alimentare, oltre a ridurre lo spreco alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale».

«I Distretti, tra l’altro – si legge in una nota – se pensiamo alla desertificazione produttiva che avanza nel Sud Italia, diventano materia sociale-economica-strategica per dare una risposta alle urgenti azioni da intraprendere anche nel dopo pandemia, quale risposta positiva e propulsiva per rafforzare le imprese singole e associate, creare qualità del cibo e nuova occupazione. Dare prospettive di lavoro e creare nuove figure professionali e competenze, in particolare per quei tanti giovani che vogliono fare impresa, riabitare i territori delle aree interne».

«I Distretti – continua la nota – ancor prima di nascere istituzionalmente, quale idea innovativa di sviluppo, hanno già conquistato il merito di coinvolgere nel processo di rete un larghissimo partenariato che ha aderito al progetto e condiviso con idee propositive  il percorso di nascita della Delibera di Giunta, partecipando e condividendo numerosi incontri con l’assessore Gallo».

«Ricordiamo  – ha detto ancora il presidente Campisi – che in questo nuovo cammino di sviluppo hanno aderito Associazioni professionali agricole, Organizzazioni professionali, imprese agricole e artigiane singole e associate; imprese di trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli ed agroalimentari; cooperative di produttori, associazione dei cuochi e ristoratori, enti di ricerca e università; enti e associazioni pubblici e privati, fondazioni enogastronomiche».

«Per questo – ha concluso il presidente di Acli Terra Calabria – chiediamo all’assessore Gallo di dare a breve una risposta positiva a tutto questo mondo relazionale e di filiera che si è attivato per poter creare nuove produzioni e nuovi lavori, tenere alto il brand qualitativo di Calabria”.

A breve, infatti, il Ministero delle Politiche Agricole potrebbe pubblicare il secondo bando nazionale sui Distretti del Cibo.

«Il rischio – si legge ancora in una nota – per chi vorrebbe proporsi è quello di non poter partecipare ai bandi perché qui in Calabria non sono stati ancora costituiti. Possiamo permetterci una cosa del genere, essere ai margini, essere assenti sulle questioni che portano benessere e benefici in questa terra che ha bisogno come l’aria di nuove opportunità di ripresa sociale ed economica?».

«Per confrontarci su tutte queste problematiche – continua la nota – Acli Terra Calabria chiede all’Assessore Gallo di istituire e convocare il Tavolo di Coordinamento Regionale dei Distretti del Cibo, sia con i rappresentanti legali dei Distretti del Cibo esistenti che con i rappresentati legali dei soggetti aderenti al partenariato».

«Acli Terra Calabria conferma, così – conclude la nota – il suo convinto impegno in tutte le sedi politico-istituzionali, perché i Distretti del Cibo non solo siano costituiti sulla carta ma diventino presto realtà di programmazione, co-progettazione e produzione di qualità territoriale, finalizzati a creare sviluppo integrato e lavoro». (rrm)

DIVENTANO REALTÀ I DISTRETTI DEL CIBO
L’IDENTITÀ DEL TERRITORIO CALABRESE

Anche in Calabria diventano realtà i Distretti del Cibo. Un nuovo modello di sviluppo per l’agroalimentare italiano che nasce per fornire, a livello nazionale, ulteriori opportunità e risorse per la crescita e il rilancio sia delle filiere che dei territori nel loro complesso. Uno strumento strategico necessario sopratutto per la Calabria, regione che vanta un ricco patrimonio agroalimentare ed enogastronomico che, attraverso i Distretti del Cibo, potrà organizzare e sostenere i sistemi produttivi agricoli ed agroalimentari locali e promuovere, allo stesso tempo, lo sviluppo delle comunità delle aree rurali, attraverso la tutela della loro identità storica e culturale.

Un passo storico, raggiunto dalla Giunta regionale guidata da Jole Santelli che, su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha dato il via libera all’articolato che fissa le norme per dar forma ai Distretti del Cibo. Con tale provvedimento, infatti, si individuano e fissano finalità e tipologie dei Distretti del Cibo, requisiti tecnici e procedure per il loro riconoscimento, ma pure i controlli necessari a verificare il mantenimento dei requisiti e, certo non ultimo, l’iter per l’istituzione del tavolo di coordinamento regionale dei Distretti, con funzioni di indirizzo, orientamento strategico e supporto alle attività di monitoraggio e valutazione degli impatti.

I distretti del Cibo in Calabria

Un passo avanti importante, per «far sì che anche alla Calabria, al pari di altre regioni d’Italia, definisse le modalità utili a giungere al riconoscimento dei Distretti, quale strumento ormai indispensabile per la governance dei sistemi rurali, ai fini della tutela e valorizzazione delle progettazioni integrate del territorio distrettuale» ha spiegato l’assessore Gallo, ribadendo che «può aprirsi adesso una nuova fase, investendo sulle risorse e sulle infinità potenziali, purtroppo in parte inespresse, di cui la nostra terra è ricca».

«Con lo stesso impegno profuso in questi primi mesi di governo – ha concluso Gallo – seguiremo la nuova stagione che si apre, nella consapevolezza che le produzioni agroalimentari possano divenire elemento caratterizzante del futuro della Calabria».

Distretti del Cibo, infatti, sono stati istituiti nel 2017, e nascono per favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorendo l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale e, tra gli obiettivi, ci sono anche la sicurezza alimentare, la diminuzione dell’impatto ambientale delle produzioni e la riduzione dello spreco alimentare. Altro scopo fondamentale è la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.

Un modello dalle grandissime potenzialità, che era stato già individuato dal presidente regionale di Acli Terra Calabria, Pino Campisi, dall’esperto di comunicazione pubblica e marketing territoriale, Valerio Caparelli, e dall’esperto di sviluppo locale, Cosimo Cuomo, che da due anni accompagnano e promuovono questa nuova idea di sviluppo in tutte le province calabresi, costruendo il tessuto relazionale, partenariale e culturale, e che è stato poi rilanciato dal Gal Batir che, nel mese di giugno, aveva rilanciato l’idea del Distretto del Cibo, ribandendo la necessità di tale strumento per «consentire uno sviluppo integrato dei territori rurali e delle produzioni di qualità».

Soddisfazione, per l’approvazione della norma attuativa, è stata espressa da Giorgio Durante, presidente dell’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria, che si è adoperata, insieme ad altri, perché la norma fosse recepita a livello regionale. «Grazie alla nostra attività – ha dichiarato il presidente Durante – si puntano i riflettori su un ricco patrimonio agroalimentare ed enogastronomico, un mondo a nostro parere trainante e coinvolgente, per uno sviluppo integrato e sostenibile della Calabria, che oggi ha uno strumento in più. Non solo e non tanto – ha aggiunto – perché anche il turista ha un palato da soddisfare, quanto per i sedimenti storici, per le sopravvivenze culturali, per le specificità ambientali e geografiche che sono parte integrante della tavola calabrese. Se l’uomo, come affermava Feuerbach – ha concluso il presidente Durante – è ciò che mangia, non v’è dubbio che mangiare calabrese vuol dire cibarsi di buona cultura, sapida storia e sana tradizione, gli ingredienti ci sono tutti, ma vanno solo messi a sistema».

Per la Calabria, dunque, si prospetta una nuova sfida che richiederà una grande sinergia tra Istituzioni e non, per la realizzazione di quei Distretti del Cibo che sono realtà strettamente legate al territorio con un’identità storica omogenea, frutto dell’integrazione fra attività agricole e attività locali, della produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e locali. (rrm)