EDILIZIA SCOLASTICA, CALABRIA BOCCIATA
TANTI RITARDI E INTERVENTI MAI AVVIATI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Mancanza di programmazione e un atavico e cronico ritardo dominano l’edilizia scolastica in Calabria. Una scuola su tre – non solo in Calabria, ma anche in Sicilia – necessitano di interventi urgenti di manutenzione e, negli ultimi cinque anni, non sono state costruite nuove scuole. Questa è solo una parte della fotografia desolante scattata dal Report Ecosistema Scuola di Legambiente, giunta alla 23esima edizione, perché, mentre «per il Governo la priorità è il Ponte sullo Stretto, a discapito dello stato di salute delle scuole e della mobilità sostenibile, due priorità sui cui sarebbe urgente lavorare».

Insomma, è tutto da rifare e ripensare per l’Associazione, soprattutto nella nostra regione, in cui non ci sono edifici costruiti con i criteri della bioedilizia – anche se a livello nazionale sono soltanto l’1,3% – così come non risultano essere state edificate scuole nuove negli ultimi 5 anni. Eppure, in Calabria ci sono 153 Istituti scolastici con una popolazione scolastica di 24.328 studenti.

Ma avere scuole nuove e innovative sembra essere un miraggio: «ammonta a 6 milioni di euro – ha rilevato Legambiente – l’entità di fondi necessari a singola scuola mediamente. Investimenti che occorre programmare in un medio lungo periodo e che difficilmente si possono trovare nei bilanci ordinari dei Comuni, se non accedendo a fondi nazionali. Nonostante lo stanziamento delle risorse, nella Penisola la realizzazione di nuove scuole è un miraggio: negli ultimi 5 anni è stato dello 0,6%».

«Così come – si legge nel Rapporto – l’attivazione del tempo pieno, mediamente presente nel 33,2% delle classi del Centro-Nord e nella più modesta media del 20% nel Sud e nelle Isole. Preoccupante è lo stato di avanzamento dei progetti riguardanti i piani del Pnrr: asili nido, messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica, estensione del tempo pieno – mense, infrastrutture per lo sport, costruzione di nuove scuole, nell’iter che va dal progetto, alla gara e all’aggiudicazione: in Calabria su 539 progetti per una media di oltre 1 milione e trecentomila euro a progetto sono stati aggiudicati solo per il 28,8%».

A tal riguardo, l’Associazione ha ricordato come «ammontano a 519 milioni di euro i fondi stanziati dal Pnrr per 767 nuove realizzazioni o ampliamenti/potenziamenti di spazi mensa.Sembrano aver fatto richiesta di questo tipo di finanziamenti in maniera importante le regioni del Sud e delle Isole, che attualmente non superano una media di classi a tempo pieno nel 20% dei casi.Un incremento che dovrebbe muovere il basso dato di edifici con mensa scolastica che mediamente al Nord è presente in 3 scuole su 4 mentre nelle Isole, nemmeno nella metà degli edifici».

«Non va dimenticato poi che in Sicilia e Calabria – dove tutti i capoluoghi di provincia, con la sola eccezione di Caltanissetta, sono in area sismica 1 e 2 – mediamente, nel 65% dei casi non è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica. Sul fronte messa in sicurezza, altro osservato speciale è il Centro Italia colpito dal sisma 2016 dove negli ultimi 5 anni – ha denunciato Legambiente – gli edifici in cui sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico sono solo il 3,4%».

«A livello nazionale – viene rilevato nel Report – nel 2022 gli edifici costruiti secondo i principi di bioedilizia rimangono relegati al 1,3% del totale. L’efficientamento energetico, pur affrontato da alcune amministrazioni su un numero consistente di edifici di propria pertinenza,riguarda solo il 12,7 % del totale degli edifici scolastici tra quelli realizzati negli ultimi 5 anni, distribuito in modo piuttosto disomogeneo».

«Questo a fronte di un dato sconfortante rispetto alla pressione del problema energetico: di tutti gli edifici scolastici, solo il 5,4 % si trova in classe A, mentre ben il 73% in classe E, F e G.Nota positiva riguarda invece l’interesse delle amministrazioni (90%) a realizzare comunità energetiche scolastiche – continua la nota –. Le scuole in cui è presente un servizio di mobilità collettiva, fattore che potrebbe migliorare molto la congestione delle nostre città, sono ancora solo un 20,8% per gli scuolabus e il 10,7% per le linee scolastiche. Sempre molto bassi e concentrati al Nord i servizi di pedibus (4,1%) e bicibus (0,2%), che pure potrebbero rappresentare una mobilità non solo sostenibile ma anche più salutare e divertente. Sul fronte sicurezza, gli edifici scolastici posti all’interno di isole pedonale sono l’1,9%, in ZTL il 4%, in Zone 30 il 13,6%, in strade scolastiche il 6,9%».

Dati che dimostrano, ancora una volta, come «i fondi nazionali destinati all’edilizia scolastica risultano essere fortemente penalizzanti per la Calabria», hanno rilevato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria e Stefania Rotella, responsabile Settore Scuola di Legambiente Calabria.

«Si sta, inoltre, verificando un ingente spostamento di risorse, come sta accadendo per il fondo perequativo per superare i gap infrastrutturali del Sud, con 1,1 miliardi sottratti al comparto istruzione e dirottati sul ponte sullo stretto di Messina. Appare evidente l’esigenza – hanno concluso Parretta e Rotella – di agire sulle vere priorità di Calabria e Sicilia, considerando la primaria importanza del sistema Scuola, sia in termini di adeguamento delle infrastrutture a partire dalla basilare verifica di vulnerabilità sismica sino all’efficientamento energetico, all’ incremento di servizi quali ad esempio, impianti per lo sport, mobilità sostenibile, mense biologiche».

Ma non è solo la Calabria a essere penalizzata: È l’intero Sud a essere “dimenticato” dalle Istituzioni. Lo dimostrano i dati rilevati per quanto riguarda i servizi scolastici che, «nonostante rappresentino una parte importante per la crescita, la socialità e l’inclusione tra i ragazzi sono poco garantiti nelle scuole del Sud della Penisola. Il tempo pieno è praticato mediamente solo nel 20% delle scuole del Sud e delle Isole, contro una media del 35% delle classi del Centro Nord. Grandi assenti anche le palestre e gli impianti sportivi: nel Sud Italia una scuola su due non ha palestre o impianti sportivi e dove gli impianti sono funzionanti, quelli che sono aperti oltre l’orario scolastico sono a poco più del 40% nelle città del Sud e del 33% nelle Isole, contro l’oltre 60% nei capoluoghi di provincia del Centro-Nord».

«L’investimento complessivo del Pnrr per la costruzione o la ristrutturazione di edifici nuovi o adattati, adibiti a palestre o impianti sportivi – ha ricordato Legambiente – è di circa 350 milioni per 445 progetti, di cui più della metà nelle regioni del Sud e delle Isole che in parte dovrà colmare divari infrastrutturali anche se in realtà sono presenti carenze un po’ in tutta la penisola, con 1 scuola su 2 che non ha la palestra e che vede in un impianto su tre la necessità di manutenzione urgente (al Sud diviene quasi uno su due)».

«A fronte di ciò – ha rilevato Legambiente – se le risorse stanziate con il Pnrr, dovrebbero rappresentare in generale un’importante opportunità per rinnovare in tutta la Penisola la qualità degli edifici e dei servizi scolastici attraverso nuove scuole e più servizi tra cui tempo pieno, palestre, mense e asili nido, ad oggi fatica la messa a terra degli stanziamenti previsti con più del 40% degli interventi bloccati nella fase iniziale di progetto».

Di fronte alla fotografia che emerge, Legambiente ha indirizzato al Governo Meloni e al Ministro dell’Istruzione le sue proposte chiedendo, in primis, di «dare priorità nell’indirizzo dei fondi, compreso il Pnrr, alla messa in sicurezza e adeguamento sismico delle scuole in area sismica 1 e 2 e all’efficientamento energetico degli edifici raggiungendo una diminuzione dei consumi almeno del 50%; di istituire una struttura di governance per la facilitazione all’accesso e alla gestione dei fondi per l’edilizia scolastica da parte degli Enti Locali e di rendere di facile consultazione i dati dell’anagrafe scolastica e dello stato di avanzamento dei fondi e interventi per l’edilizia scolastica».

Per Claudia Cappelletti, responsabile nazionale Scuola di Legambiente, «la transizione ecologica passa anche per l’edilizia scolastica e i relativi servizi, ma oggi questo percorso è fin troppo timido e fatica a decollare come raccontano i dati del nostro Rapporto Ecosistema Scuola».

«Occorre accelerare il passo – ha rilanciato – per evitare che la scuola rimanga indietro e che aumentino ancor di più le disuguaglianze. Le risorse del Pnrr rappresentano un’opportunità importante e preziosa che non deve essere assolutamente sprecata. Quello che ci auguriamo è che l’infrastruttura scolastica e tutto ciò che attiene all’istruzione venga considerato asse strategico per la crescita del Paese, con un costante e ampio investimento in una programmazione che assicuri la capacità di intervento ordinario e straordinario».

«Non dimenticando, in un Paese in cui persistono molti divari – ha concluso – che l’autonomia differenziata non è la risposta ad una tale esigenza di perequazione».

«Dove esistono problemi più acuti di povertà educativa e di carenze di servizi – ha dichiarato Elena Ferrario, presidente di Legambiente scuola e formazione – la scuola non riesce ad essere quel presidio educativo presente e aperto anche in orario extrascolastico, come sarebbe auspicabile. Non basta dare fondi per le strutture murarie, come sta avvenendo nel Pnrr, se su funzioni socialmente strategiche come palestre, mense, asili nido, non si prevedono fondi ulteriori per la loro gestione».

«Il Paese, in sintesi – ha concluso l’Associazione – ha bisogno di scuole innovative, più sicure e inclusive come raccontano anche le buone pratiche, come servizi di mense scolastiche a km zero, “Nidi comunali gratuiti per tutti”, attività di scuolabus e pedibus o laboratori di CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), riguardanti edifici scolastici». (ams)

CATANZARO – Al via i lavori di completamento della Scuola media di Santo Janni

Al via i lavori di completamento della scuola media di Santo Janni. Un intervento reso possibile grazie alla rimodulazione dei fondi di Agenda Urbana che consentirà di ultimare e rendere fruibile un plesso scolastico di importanza strategica per un’ampia fascia della città.

Nei locali della scuola media, il sindaco Nicola Fiorita ha incontrato la dirigente scolastica, Cinzia Emanuela De Luca, una delegazione di docenti, personale della scuola e genitori per un confronto sulle modalità di esecuzione dei lavori e sugli effetti positivi che essi avranno nella struttura e per gli studenti. Presenti gli assessori Raffaele Scalise e Nunzio Belcaro, i consiglieri comunali Tommaso Serraino, Daniela Palaia e Luigi Levato, il dirigente del settore Grandi Opere, Giovanni Laganà.
Tra i lavori previsti, rientrano l’adeguamento alla più recente normativa in termini di sicurezza, il completamento dei piani superiori, la realizzazione di una scala esterna e dell’ascensore. Particolarmente utile sarà, poi, la creazione di una grande area esterna da destinare allo svolgimento di attività sportive, nonché a parcheggio per tutta la comunità scolastica. I lavori vanno incontro alle richieste di tante famiglie e completeranno una struttura che risultava utilizzabile solo parzialmente.
«Questo importante intervento rappresenta un passo significativo nella nostra visione di miglioramento continuo delle infrastrutture scolastiche della città. Grazie alla nostra scelta di rimodulare dei fondi di Agenda Urbana – ha dichiarato il sindaco Nicola Fiorita – possiamo finalmente ultimare e rendere pienamente fruibile questo plesso scolastico, che è di vitale importanza per la nostra comunità. I lavori previsti sono risposte concrete alle richieste di molte famiglie».
«Questo progetto non solo migliorerà la qualità dell’offerta formativa per i nostri studenti – ha concluso –, ma arricchirà anche l’intera comunità scolastica, fornendo spazi più sicuri e adeguati alle esigenze attuali». (rcz)

Edilizia scolastica, sopralluogo della Metrocity Rc nei centri della Locride

Una delegazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria ha fatto un sopralluogo negli istituti scolastici  dei principali centri dell’area jonica, prendendo contezza delle criticità e delle potenzialità che interessano il comparto scuola.

La delegazione era composta dal sindaco f.f. della Metrocity, Carmelo Versace, e dai consiglieri metropolitani delegati all’Istruzione, all’Ambiente ed al Welfare, Rudi Lizzi, Salvatore Fuda e Domenico Mantegna.

La prima tappa è stata il cantiere del Liceo scientifico “Umberto Zanotti Bianco” di Gioiosa Jonica, ormai pronto alla consegna e sul quale, il consigliere Fuda, nonché sindaco della cittadina, si è detto «particolarmente soddisfatto per i lavori che hanno interessato un’opera attesa da moltissimo tempo dalla cittadinanza e dall’intera comunità scolastica».
«Poche settimane – ha detto Versace – e un altro istituto sarà nella disponibilità di alunni, docenti, personale scolastico e famiglie. Non vediamo l’ora di consegnare un’altra importante infrastruttura che ripaga al meglio l’impegno messo in campo dall’amministrazione metropolitana e dal settore guidato dal dirigente Giuseppe Mezzatesta».
Quindi, è stata la volta del Liceo artistico “Oliveti-Panetta” di Siderno il cui progetto di ammodernamento è in fase esecutiva e prossimo ad andare a gara per, poi, iniziare i lavori entro la fine dell’anno. Nella sede temporanea che ospita le attività didattiche ed i laboratori, il sindaco facente funzioni si è soffermato con la dirigente scolastica Carla Pelagi. Quindi, con i docenti si è anche fatto il punto su alcune migliorie che possano consentire un miglior uso degli spazi all’aperto.
Versace ed i consiglieri Mantegna e Lizzi hanno proseguito il sopralluogo presso il Liceo scientifico “Zaleuco”, dove hanno incontrato la dirigente Carmela Serafino ed il presidente del consiglio d’istituto, Vito Antonio Crinò. Con loro sono stati affrontati piccoli problemi di manutenzione che riguardano l’istituto.
Infine, la delegazione della Città Metropolitana è stata ricevuta al liceo classico locrese “Ivo Oliveti” per verificare, anche in questo caso, questioni relative ad una manutenzione ordinaria.
«Un tour proficuo», l’ha definito il sindaco facente funzioni Carmelo Versace, nel ringraziare lo staff del settore guidato dal dirigente Mezzatesta ed i consiglieri Fuda, Lizzi e Mantegna.
«Abbiamo raccolto – ha detto Versace – dalla viva voce di chi, quotidianamente, opera e lavora all’interno delle nostre scuole, i problemi delle diverse comunità, molti dei quali risolti dalla Città Metropolitana ed altri per i quali abbiamo garantito il consueto massimo impegno».
«Sono soddisfatto – ha proseguito il sindaco metropolitano facente funzioni – perché ho trovato strutture adeguate e, soprattutto, la grande serietà ed abnegazione dei dirigenti, dei docenti e di tutto il personale che accompagna la crescita dei nostri ragazzi spesso in situazioni difficili e complicate».
«Non posso che essere contento – ha concluso Versace – per l’ormai imminente apertura del liceo scientifico “Zanotti Bianco” di Gioiosa Jonica. Ogni scuola, infatti, rappresenta un bene di valore inestimabile per una comunità». (rrc)

EDILIZIA SCOLASTICA: UNA CURA DRASTICA
UN TERZO DEGLI EDIFICI SONO A RISCHIO

di MARIA CRISTINA GULLÌ – Serve una “cura” drastica per l’edilizia scolastica calabrese. Come emerge dal report Ecosistema Scuola di Legambiente, gran parte degli edifici scolastici, soprattutto in Calabria, hanno bisogno di interventi di manutenzione straordinaria.

Dati che evidenziano come «la Scuola in Calabria deve essere una delle priorità assolute perché è la chiave di volta della costruzione della società del futuro. I dati del rapporto Ecosistema Scuola, seppure parziali, che riguardano la Calabria ci rivelano l’urgenza e l’importanza di migliorare le nostre strutture scolastiche ed i relativi servizi», ha dichiarato ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

«La sicurezza, la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici scolastici – ha continuato – costituiscono necessità improrogabili che non possono continuare a tradursi in promesse non mantenute. La Calabria può e deve ripartire dalle storie positive realizzate sui territori dagli amministratori come da alcuni dirigenti scolastici e dai docenti più sensibili come ci raccontano i progetti di educazione ambientale, la raccolta differenziata effettuata nelle nostre Scuole e la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili sugli edifici scolastici».

Nel rapporto, giunto alla 22esima edizione, con i dati riferiti al 2021, è stato analizzato lo stato di 5.616 edifici scolastici di 94 capoluoghi di provincia – tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – frequentati da una popolazione di oltre un milione di studenti -rivelando, ancora una volta, il divario esistente tra il Nord ed il Sud e gli inconcepibili ritardi sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici e sull’efficientamento energetico.

Negli ultimi 5 anni (2017-2021), a livello nazionale, il 59,3% degli edifici scolastici ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria. Tuttavia, nel 2021 il 30,6% delle scuole necessita ancora di interventi straordinari. Un dato che al Sud sale al 36,8% (e nelle Isole al 53,8%).

Nella nostra regione preoccupa il quadro che emerge: «i dati sono incompleti – viene riportato – a causa della mancata risposta ad alcune parti dei questionari e si riferiscono alle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. La quasi totalità degli edifici scolastici calabresi delle province esaminate è di proprietà dell’Amministrazione (a Catanzaro 54 edifici su 56, a Cosenza 35 su 35 ed a Vibo Valentia 42 su 45)».

«Nessuno degli edifici nelle province di Catanzaro e Cosenza – si legge – è stato progettato in base alla normativa tecnica di costruzione antisismica; negli ultimi 5 anni sono stati realizzati solo alcuni interventi di adeguamento. Ancora, nessuno degli edifici scolastici calabresi è stato costruito secondo i principi della bioedilizia».

«La verifica di vulnerabilità sismica, così come le indagini diagnostiche sui solai – viene riportato da Legambiente – sono state eseguite solo su una parte degli edifici scolastici. In provincia di Catanzaro, l’unica ad avere fornito i relativi dati, solo 2 edifici scolastici sono in possesso del certificato di agibilità previsto dal Dpr n. 380/2001 e successive modifiche. Tutti gli edifici della provincia considerati sono dotati di certificato di collaudo statico e di certificato di prevenzione incendi. Un dato positivo riguarda le barriere architettoniche: tutti gli edifici delle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia si sono dotati di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche (Dpr n.503/1996 e successive modifiche)».

«Diversi edifici scolastici hanno goduto negli ultimi anni di interventi di manutenzione straordinaria», ha spiegato Legambiente, sottolineando che «solo una parte delle strutture scolastiche esaminate sono servite da un servizio di scuolabus comunale, non esistono servizi di pedibus o percorsi sicuri casa -scuola né servizi di bicibus o contesti collocati in luoghi protetti come Ztl, isole pedonali, zone 30 ( dove la velocità massima consentita è di 30 km/h) con l’eccezione della provincia di Cosenza. Inoltre solo una parte degli edifici scolastici sono dotati di biblioteche per ragazzi, di impianti sportivi e mense».

Risultano gravi i dati relativi all’efficientamento energetico degli edifici scolastici esaminati, operazione ancora più indispensabile dopo i rincari dei prezzi dell’energia che non risparmiano neanche la scuola.

A livello nazionale questi interventi sono stati rivolti solo al 17% degli edifici scolastici ed hanno riguardato interventi parziali ed insufficienti come la sostituzione di caldaie, vetri e serramenti, quindi lavori di isolamento delle coperture e delle pareti esterne. Ad oggi solo il 4,2% delle scuole a livello risulta in classe energetica A, appena il 10,8% nelle prime tre classi energetiche, mentre ben il 74,8% è fermo nelle tre ultime classi energetiche (il 39% in Classe G).

Nessuno degli edifici scolastici della provincia di Catanzaro, l’unica ad avere forniti questi dati, è nelle prima 3 classi energetiche, 3 edifici sono in classe D e ben 53 sono in G l’ultima classe energetica.

«In Calabria – viene rilevato – sono ancora poche le strutture che utilizzano fonti di energia rinnovabile come solare termico e fotovoltaico : 8 edifici in provincia di Catanzaro e 10 in provincia di Cosenza. Una storia calabrese molto positiva per la categoria “Efficienza energetica”, è quella riguardante il Comune di San Nicola da Crissa (VV), in Calabria, dove è nata ed è stata inaugurata in questi giorni la Comunità energetica rinnovabile e solidale “Critaro”, composta dal Comune e 30 famiglie, che vede un sistema di accumulo e pannelli fotovoltaici sopra il tetto della Cittadella scolastica “Domenico Carnovale” (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) che distribuisce energia alle adiacenti case popolari».

È stato rilevato che nel 2021 «aumentano gli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria, soprattutto rispetto al 2019 (ultimo anno prima della pandemia), con maggiori stanziamenti e una maggiore spesa, ad eccezione dei comuni del Centro Italia che vedono una contrazione sia negli investimenti che nella capacità di spesa. Lo stanziamento per la manutenzione straordinaria, a livello nazionale, passa quindi da quasi 28mila euro a edificio del 2019 a circa 34mila euro a edificio del 2021; la spesa effettuata da 15mila a 20mila euro. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, sono stanziati nel 2021 circa 10mila euro a edificio, con una capacità di spesa di 8,4mila euro a edificio (nel 2019 erano stati rispettivamente 7mila e 6,5mila). In particolare, cresce la spesa delle amministrazioni del Sud che passano da 2mila euro a edificio a 7mila euro».

«In crescita nel 2021 – si legge – il servizio di scuolabus che passa da circa il 20% di scuole servite nel 2020 al 24% nel 2021 con importanti incrementi percentuali anche al Sud, dal 15,3% del 2020 all’attuale 31,7% e nelle Isole, dal 12% al 16,6%. Sul fronte mensa scolastica, se a livello nazionale le mense sono presenti nel 75,3% degli edifici scolastici, al Nord le troviamo nell’ 89,8%, al Centro nel 76,8%, al Sud nel 56,2, nelle Isole solo nel 38,3%. Anche in risposta alla crisi economica, il 96,5% dei comuni garantiscono l’accesso al servizio mensa alle famiglie a basso reddito: la percentuale di gratuità più alta rispetto ai beneficiari nelle Isole (27,4%) e al Sud (17,6%), mentre al Centro e al Nord rispettivamente al 10% rispetto ad una media nazionale del 12,2%. Per quanto riguarda le palestre, solo il 51,9% degli edifici scolastici ne è dotato. Spazi che a loro volta solo per il 56,4% restano aperti anche in orario extrascolastico, quindi a beneficio del territorio. Inoltre, ben il 24,4% degli impianti necessita di interventi di riqualificazione urgenti».

Come si può migliorare la situazione dell’edilizia scolastica? Semplice, attraverso le dieci proposte avanzate dall’Associazione al Governo e al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, come appello.

Si tratta di interventi da realizzare in tempi brevi partendo dai territori più fragili e con gap infrastrutturale, per una scuola più sicura, inclusiva, innovativa e meno energivora. Per questo l’associazione chiede più attenzione verso i territori più fragili individuando modalità alternative di affidamento dei fondi attraverso bandi e dando supporto tecnico e amministrativo agli Enti Locali più in difficoltà; attivare processi di amministrazione condivisa sulla base di patti educativi di comunità e definire un sistema complessivo dei servizi essenziali inerenti l’istruzione e procedere al suo progressivo finanziamento, al fine di superare divari territoriali e assenza di servizi e opportunità.

«Il Pnrr può inaugurare una nuova modalità di messa a terra delle risorse, ma non è la soluzione a tutto. Da qui ai prossimi anni – ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – il grande nodo rimane la qualità diffusa delle scuole. I lievi miglioramenti registrati nel 2021 sono troppo lenti e rischiano, in assenza di interventi diffusi e rapidi, di non superare mai il cronico stato di emergenza».

«Il fattore tempo è determinante ora più che mai – ha continuato – per questo è importante avviare un percorso di rinnovamento e messa in sicurezza per la scuola. È questa a nostro avviso la direzione che si dovrebbe intraprendere, come spieghiamo nelle dieci proposte e nell’appello che abbiamo rivolto al ministro dell’Istruzione e all’Esecutivo Meloni».

«Come raccontiamo in Ecosistema Scuola – ha spiegato Claudia Cappelletti, responsabile ufficio scuola Legambiente – sarà fondamentale pensare alla riqualificazione delle nostre scuole come a un cantiere di rigenerazione urbana, sociale e educativa, condividendo il tutto con la comunità locale che si fa comunità educante, per attuare percorsi condivisi attraverso la coprogettazione sia nei servizi che nella riqualificazione e costruzione di nuove scuole». (mcg)

FenealUil Calabria: Rivedere destinazione dei fondi Pnrr per edilizia scolastica

La segretaria generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, ha chiesto di «rivedere la destinazione dei fondi del Pnrr per dotare la Calabria di una edilizia scolastica moderna ed efficiente, prevedere un portale per consentire il controllo sociale sugli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strutture esistenti in regione e sostenere i Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, che troppo spesso hanno enormi difficoltà con le piante organiche».

«Questo – ha spiegato – dovrebbe fare il Governo se davvero ha a cuore il futuro della Calabria e delle sue giovani generazioni che tanto hanno bisogno di poter vivere la loro stagione di crescita scolastica, culturale e sociale in istituti moderni, sicuri ed efficienti. Nella nostra regione sono presenti 2399 edifici scolastici, il 30% degli stessi è ospitato in edifici costruiti non per essere una scuola e successivamente riadattato, metà del patrimonio edilizio scolastico è stato costruito prima dopo il 1976 e molti plessi non hanno il certificato di collaudo, sono costruiti in zone ad alto rischio sismico o non ha accorgimenti per ridurre i consumi energetici».

«In questi anni – ha spiegato Senese – la Regione Calabria ha messo sul tappeto una grande dote economica per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle scuole ma, a gennaio dello scorso anno, la Corte dei conti ha bacchettato le amministrazioni locali calabresi per la lentezza e l’incapacità di gestire e mettere a terra gli investimenti programmati. Un fatto gravissimo che si interseca sulla quasi totale assenza di informazioni sull’avanzamento fisico e il finanziamento delle opere, ritardo quest’ultimo che potrebbe essere sanato – come dicevamo in premessa – attraverso la creazione di un portale che renda trasparente l’operato delle amministrazioni pubbliche».

«Uno studio recente della Cassa depositi e prestiti, poi – ha proseguito – evidenza le carenze strutturali serie che sono presenti su numerosi edifici scolastici. Lo Stato, nel prendere in considerazione questi ritardi, ha scelto di puntare sul Pnrr ed ha destinato oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica, di cui quasi 4 miliardi per la riqualificazione del patrimonio edilizio e 800 milioni per la costruzione di nuove scuole. Ebbene, siamo convinti che quest’ultima cifra sia troppo bassa. Se si vuole cambiare il volto del Mezzogiorno, soprattutto  della Calabria, siamo convinti che sia necessario investire di più sulla costruzione di nuovi edifici scolastici, di scuole moderne dotate di mense, laboratori o palestre».

«In questi giorni, poi – ha concluso – sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato un bando del Ministero dell’interno che prevede investimenti per la messa in sicurezza delle scuole nei Comuni con meno di 1000 abitanti. Ad ogni comune il Ministero assegna poco. Più di 84 mila euro e l’esecuzione dei lavori deve iniziare entro il 15 maggio del 2022. Questa,  infine, potrebbe rappresentare per i 73 comuni con meno di 1000 abitanti presenti in Calabria una buona occasione, ma la carenza di personale in servizio presso questi enti locali – che deve essere sanata attraverso la stabilizzazione dei precari e l’avvio di una nuova stagione concorsuale – potrebbe, purtroppo, far perdere agli stessi questa irripetibile occasione». (rrm)

REGGIO – Oltre 200 milioni per l’edilizia scolastica

Sono oltre 200 milioni di euro la somma stanziata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria per l’edilizia scolastica di tutto il territorio. Si tratta di un piano di investimenti ambizioso e di lungo respiro, un’azione decisa che ha l’obiettivo di ridisegnare la mappa dell’edilizia scolastica del territorio reggino in chiave moderna, sostenibile e innovativa. Scuole, dunque, nuove, più sicure e finalmente capaci di offrire spazi adeguati per la didattica, la formazione e l’attività sportiva.

Interventi in parte già realizzati e altri in fase di definizione nel quadro di un piano complessivo, i cui dettagli sono stati illustrati a Palazzo “Corrado Alvaro” dal Sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace e dal Dirigente del Settore Edilizia Giuseppe Mezzatesta. 

«Oggi abbiamo illustrato il risultato di un lavoro che nasce da un’attività di pianificazione che l’Ente conduce ormai da tempo. È qualcosa di estremamente concreto che ha dato i suoi frutti già in queste settimane attraverso le inaugurazioni di istituti scolastici e impianti sportivi avvenute nel territorio metropolitano come Locri e Cittanova solo per citarne gli ultimi esempi», ha affermato il Sindaco ff, Versace.

«Tanto altro è ancora in cantiere – ha aggiunto – sempre con l’obiettivo di rendere sempre più confortevoli e sicure le scuole frequentate dai nostri studenti. Non a caso una parte significativa di queste risorse è destinata ad un’approfondita attività di verifica degli istituti scolastici e all’adeguamento degli stessi edifici alle vigenti normative. E tanto lavoro riguarda inoltre la componente, per noi irrinunciabile, dell’impiantistica sportiva poiché troppo spesso in passato si sono costruite scuole senza considerare questo fondamentale tassello».

«Oggi non è più così e le palestre o, in alcuni casi veri e propri impianti sportivi polifunzionali, sono parte integrante dell’edilizia scolastica, rappresentando un punto di riferimento non solo per la comunità degli studenti ma per tutto il territorio, in particolare associazioni e realtà sportive che soffrono proprio la carenza di spazi e strutture adeguate. L’investimento di 200 milioni della Città metropolitana – ha poi concluso Versace – rappresenta anche un fattore di spinta per l’economia e l’occupazione del territorio poiché le opere e i relativi cantieri che stanno sorgendo e che prenderanno il via nei prossimi mesi, determineranno un indotto economico rilevante per il nostro territorio». (rrc)

 

Mai prima d’ora questo Ente aveva progettato e definito un piano di investimenti di questa portata, ha poi spiegato il Dirigente Mezzatesta, “risorse che abbiamo intercettato attraverso il Ministero dell’Istruzione e in minima parte da fondi metropolitani. Ciò significa che abbiamo costruito nel tempo un percorso amministrativo virtuoso che ci vede operare con grande attenzione sui bandi che ci vengono proposti e nel contempo anche sulla capacità di spesa dei fondi. Queste risorse sono poi confluite nel Pnrr quindi noi abbiamo tutte le programmazioni vincolate all’obbligo di appaltare le opere finanziate entro la fine del 2022 e di realizzarle entro maggio 2026. Una sfida enorme ma che pensiamo di poter affrontare in ragione del grande impegno profuso da tutta la struttura e dal personale che opera al suo interno e che oggi, non a caso, abbiamo voluto al nostro fianco per la presentazione di questo piano”.

CALABRIA, S’INVESTE POCO SULLA SCUOLA
TROPPI GLI ISTITUTI ‘VETUSTI’: SONO IL 10%

dalla REDAZIONE ROMANA – La Calabria è indietro anche sulla ‘salute’ degli edifici scolastici: il 10,40% sono ‘vetusti’ e il 3,80% a vincolo idrogeologico. È quanto è emerso dal report di Openpolis sulla Condizione dell’edilizia scolastica e la sfida del Pnrr, che ha fotografato la situazione degli istituti che si sono adeguati dal 2018 in poi alla normativa antisismica e di quelli che, invece, sono ‘vetusti’ o che andrebbero totalmente riqualificati o sostituiti.

Un dato non indifferente, se si considera che «sono oltre 40mila – si legge nel report – gli edifici scolastici statali presenti in Italia. Di questi, 7.161 sono classificabili come vetusti (17,8%), 1.983 si trovano in una zona soggetta a vincoli idrogeologici (4,9%) e 5.117 (12,7%) sono stati progettati o adeguati alla normativa antisismica (quota che sale a 1 su 4 circa nei comuni più a rischio)».

In provincia di Catanzaro la maggior parte delle scuole ha sede nella città capoluogo, che sul territorio comunale ne conta in tutto 59 e a Lamezia Terme dove risiedono 56 istituti, in entrambi i centri si individuano degli edifici che, per essere conformi alle nuove norme antisismiche dovrebbero essere ricostruiti, 10 edifici vetusti si trovano a Catanzaro e 6 a Lamezia.

A Curinga, invece, la situazione è più critica: su 10 scuole, almeno 7 andrebbero ristrutturate in toto. Sempre nella Provincia di Catanzaro, a Sellia  6 edifici su 11 sono vetusti, mentre a Soveria Mannelli sono 4 le scuole, su 7, a essere vetuste.

Nella Provincia di Cosenza, e in particolare nel capoluogo di Provincia, 10 scuole su 59 dovrebbero essere ristrutturate; a Rende e a Rogliano, la situazione è, invece rosea: a Rende, dove ci sono 34 edifici, nessuno è stato indicato come vetusto, e due sono stati adeguati alle norme sismiche, e a Rogliano, i 9 istituti non sono stati indicati come vetusti e uno è stato ammodernato.

Nei piccoli centri, invece, si registra tutt’altra situazione: a Morano e a Fagnano Castello, su 4 scuole, 3 sono da ristrutturare. Stesso discorso per Praia a Mare: dei 10 edifici, 4 sono stati definiti vetusti, mentre a Rose dei 6 istituti, 3 sono in area soggetta a vincolo idrogeologico, ma 4 sono stati adeguati alle normative.

Crotone, che possiede 57 edifici scolastici,  5 sono stati indicati come vetusti solo 13 sono stati adeguati. Buona performance anche per Cirò Marina, che ha adeguato 7 edifici scolastici su 19.

A Reggio Calabria,  dove c’è il numero più alto di edifici scolastici, ci sono 107 istituti, e di questi 5 sono vetusti e solo 3 sono stati adeguati. A Cittanova, 4 edifici su 8 sono stati ammodernati, mentre a Melito sono 7 le scuole da rifare in toto su 12 e altri 5 istituti a Locri su un totale di 15 scuole presenti. Ottimo, invece, per Motta San Giovanni che ha tutti gli edifici scolastici ammodernati (7), ma 4 di questi sono a vincolo idrogeologico.

Un quadro, quello calabrese, che fa capire quanto sia urgente intervenire sull’edilizia scolastica, in modo da garantire, così, non solo sicurezza agli studenti, ma anche il diritto allo studio.

Nei prossimi anni, infatti, gli edifici scolastici statali «saranno destinatari di risorse importanti. Finalizzate a ridurne l’età media e a renderli ambienti di apprendimento più sicuri ed efficienti. E, soprattutto, intervenendo sui divari che oggi caratterizzano la condizione dell’edilizia scolastica nel nostro paese».

Nel Pnrr 2021, infatti, viene evidenziato come «i progetti relativi ad asili e scuole per l’infanzia, lotta all’abbandono scolastico, edilizia scolastica e contrasto alla povertà educativa hanno un forte impatto al Sud, favorendo un percorso che – in complementarità con la spesa pubblica ordinaria – dovrà portare al rispetto costituzionale dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini dovunque risiedano».

«Il potenziamento del patrimonio edilizio delle scuole incrocia una serie di misure all’interno del Pnrr. In primo luogo, va segnalato l’investimento 1.1, contenente il piano da 800 milioni per la sostituzione di edifici scolastici e di riqualificazione energetica. Un intervento che mira a “sostituire progressivamente il patrimonio scolastico obsoleto”. Con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dal punto di vista sismico, ridurre i consumi energetici e migliorare gli ambienti scolastici» scrive Openpolis.

«Più ampia – prosegue l’Ente – la portata del piano per la messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica (investimento 3.3). Questo si avvale di uno stanziamento da 3,9 miliardi complessivi tra 2021 e 2026, la cui allocazione avrà come obiettivo prioritario le aree svantaggiate del paese. Risorse destinate al miglioramento della classe energetica degli edifici scolastici (per ridurre i consumi e le emissioni di anidride carbonica), nonché all’aumento della sicurezza strutturale delle scuole». (rrm)

 

 

REGGIO – Via libera al Miur per numerosi progetti per l’Edilizia scolastica

Il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e il consigliere metropolitano delegato all’Edilizia Scolastica, Carmelo Versace, hanno reso noto che «molti progetti della Città Metropolitana sono stati approvati dal Miur per il finanziamento degli interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole».

«La circostanza – hanno aggiunto – premia il grande lavoro messo in campo, in questi anni, dalla nostra Amministrazione e dai nostri uffici di settore. Adesso l’iter procederà con l’approvazione della variazione al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2021-2023, così da mettere a frutto e capitalizzare questa importante opportunità per gli istituti scolastici del nostro comprensorio».

«Il Piano – hanno sottolineato – prevede l’adeguamento sismico dell’ITT “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria per il terzo stralcio da 1.850.000 euro e per la nuova costruzione del Liceo Scientifico ed Istituto Industriale II, ultimo stralcio funzionale, da un milione di euro. Nuova sarà anche la realizzazione dell’IPSSAR con annesso Convitto per 4,5 milioni e l’ampliamento, per 500 mila euro, dell’ITI “Milano” di Polistena».

«Altri 3 milioni – hanno proseguito – prevedono l’ampliamento dell’Istituto “Severi” di Gioia Tauro e 520 mila euro sono riservati al completamento dell’Istituto Alberghiero di Condofuri. Insomma, attività capillari, necessarie e mirate, attese dalla comunità scolastica e dai cittadini di ampie porzioni dell’area metropolitana. Quando i capitoli di entrata ed uscita saranno inseriti in bilancio, potremo finalmente registrare un passo in avanti sostanziale e decisivo nel campo dell’ammodernamento e dell’efficientamento del nostro sistema scolastico». (rrc)

 

Edilizia scolastica, firmate le prime convenzioni con i Comuni per i primi 26 milioni di euro

La Regione Calabria ha sottoscritto le convenzioni con i Comuni beneficiari per i primi 26 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica.

Gli interventi di edilizia scolastica, per complessivi 70 milioni di euro, saranno finalizzati all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico degli edifici destinati alle attività didattiche. Scuole più sicure e confortevoli, in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha messo ancora più in evidenza le carenze strutturali e logistiche del patrimonio edilizio destinato all’istruzione.A dicembre 2020, è stato approvato il Piano triennale regionale 2018-2020 in materia di edilizia scolastica, composto da 92 interventi dichiarati ammissibili a finanziamento.

Sono 34 i progetti finanziati con i fondi Miur per l’annualità 2019, per complessivi 44 milioni; altri 17 interventi, pari a 26 milioni, sono finanziati con i fondi ministeriali dell’annualità 2020, mentre altri 19 si avvarranno dei residui della legge di stabilità regionale del 2018.Gli interventi saranno monitorati e censiti con la piattaforma dell’anagrafe scolastica, alla quale la Regione Calabria ha aderito nell’aprile 2020, aggiungendo al processo la necessaria innovazione tecnologica, utile strumento di supporto alle decisioni.

«Il nostro impegno – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo – non finisce qui, perché, dei 92 interventi dichiarati ammissibili, i 22 che, ad oggi, non hanno trovato copertura finanziaria sono stati comunque inseriti all’interno del piano triennale, perché possano essere destinatari dei primi fondi che si renderanno disponibili».

«E, inoltre – ha aggiunto l’assessore – non appena il Miur provvederà ad approvare il nuovo Piano triennale 2021/2023, verrà dato seguito al “bando a sportello” che gli Uffici del settore Edilizia del dipartimento Lavori pubblici hanno già predisposto e che verrà emanato non appena saranno fissati in maniera definitiva dal governo centrale i criteri cui aderire».

«È importante – ha concluso Catalfamo – il sistema di programmazione e di erogazione dei finanziamenti nel campo dell’edilizia scolastica, rivisitato in questi mesi, che sta trovando concreta attuazione con l’avvio del processo di realizzazione degli interventi. L’avvio dei lavori, finalizzati alla sicurezza nelle scuole, darà anche un impulso alla ripartenza dell’economia e delle attività edilizie». (rcz)

REGGIO – 20 milioni di euro per il rilancio dell’edilizia scolastica

Sono 20 milioni di euro la somma con cui la Città Metropolitana di Reggio Calabria finanzierà gli 11 progetti di riqualificazione degli edifici scolastici.

Un vasto e articolato piano di azione, che vede l’ente di Palazzo “Alvaro” impegnato in tutto il territorio attraverso opere di manutenzione straordinaria, efficientamento energetico, messa in sicurezza, realizzazione di nuove costruzioni e cablaggio interno degli edifici scolastici. Lavori pari a circa venti milioni di euro che interesseranno dieci istituti scolastici del territorio metropolitano reggino. 

Questi nel dettaglio gli importi previsti e le scuole interessate dai lavori: *2 milioni* di euro per l’ITC “Ferraris” di Reggio Calabria, *1,8 milioni* per l’ITT “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria, *1,8 milioni* per l’IPSS “Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria, *1,5 milioni* per il liceo artistico “M. Preti” di Reggio Calabria, *1,5 milioni* per il “Rechichi” di Polistena, *1,85 milioni* per l’ITT “Panella-Vallauri” di Reggio Calabria, *1 milione* per il liceo Scientifico e istituto Industriale di Oppido Mamertina, *4,5 milioni* per la realizzazione del nuovo IPSSAR (con annesso Convitto) di Locri, *500mila* per l’ampliamento dell’ITI Milano di Polistena, *3 milioni* per l’ampliamento dell’Istituto “Severi” di Gioia Tauro e *520mila* per l’istituto Alberghiero di Condofuri.

Ad illustrare i dettagli del piano, alla presenza dei dirigenti degli istituti scolastici interessati dagli interventi in programma, sono stati il Consigliere metropolitano con delega all’Edilizia e Programmazione della rete scolastica Istruzione, Università e Ricerca, Carmelo Versace e il dirigente Settore 12 – Edilizia, Arch. Giuseppe Mezzatesta.

«Siamo davvero soddisfatti di questo primo importante traguardo – ha affermato il consigliere Versace – perché stiamo intervenendo nel quadro di una strategia che è frutto del confronto e della concertazione con le scuole e i loro dirigenti. L’ente metropolitano e gli uffici preposti stanno profondendo uno sforzo enorme per portare avanti questi interventi e riuscire così a rispettare i vari cronoprogrammi che ci siamo dati».

«Ora, però – ha aggiunto – serve un impegno ancora maggiore, dobbiamo volare alto e le scuole a nostro avviso devono avere un ruolo attivo e propositivo all’interno delle loro comunità territoriali. Basti pensare al tema dell’impiantistica sportiva e in generale alla fruizione delle strutture da parte del tessuto sociale nell’ambito di percorsi di promozione culturale, educativa e formativa. Gli istituti come punti di riferimento – ha poi concluso Versace – non solo per la didattica e l’istruzione ma anche come luoghi di aggregazione e crescita collettiva e dunque contesti sempre più attrattivi specie per i nostri giovani».

Una prima tranche delle opere è già partita, ha poi spiegato il dirigente Mezzatesta, «mentre la seconda è già stata autorizzata con decreto del Miur e abbraccerà i versanti jonico e tirrenico del territorio. Tutte le fasi procedurali sono già a pieno ritmo e i nostri uffici stanno già organizzandosi per l’affidamento dei servizi e per le successive fasi di appalto dei lavori».

«È una strategia di ampio respiro – ha concluso – che prevede anche la realizzazione di nuovi istituti scolastici, pensiamo ad esempio all’alberghiero di Locri, ma anche all’ampliamento di altri. Sono opere che guardano con particolare attenzione all’adeguamento energetico e sismico, quindi a temi di rilevanza strategica in questo territorio”. (rrc)