NUOVA PROVINCIA E NUOVO CAPOLUOGO?
LA CITTÀ CORIGLIANO-ROSSANO CI CREDE

L’avvento della prossima campagna elettorale amministrativa a Corigliano-Rossano, dovrebbe indurre partiti e aspiranti candidati a riflettere su una serie di tematiche determinanti per il futuro di Corigliano-Rossano e dei territori limitrofi. Il momento è quanto mai propizio per abbracciare tematiche basate su programmi concreti.

Imperativo dovrà essere il superamento di personalismi e scontri di basso profilo. Gli stessi scontri che, storicamente, hanno alimentato disillusione e incultura, radicando il ritardo che la Città sibarita sconta rispetto altri contesti calabresi. Se da un lato le vecchie classi dirigenti non sono state garanzia d’affidabilità, dall’altro le nuove generazioni politiche non sempre sono riuscite a rappresentare innovazione e speranza. Quello che serve, adesso, in questo preciso momento storico, è la promozione e la messa in campo di pensieri innovativi e idee sfidanti che possano rilasciare un vero e proprio rinnovamento culturale, capace di ridare slancio alla Comunità jonica.

È tempo di smetterla con i discorsi di pancia e con un linguaggio fatto da slogan pseudo-moralisti. Tale linguaggio, fatto salvo chi si limita alle battaglie di tastiera per poi prostrarsi all’arrivo dei conquistatori esterni al territorio jonico, ha ormai stancato la maggior parte del corpo elettorale. I tempi sono maturi per adottare una visione del territorio che offra alla città di Corigliano-Rossano e al dirimpettaio territorio jonico una prospettiva di crescita e sviluppo sostenibile.

Vieppiù, le circostanze impongono di pensare a progetti che possano rilasciare benessere riequilibrando scriteriate sperequazioni regionali. Non per ultimo, l’applicazione di azioni volte al riconoscimento della pari dignità territoriale jonica rispetto altri contesti più emancipati in Calabria.

Chiaramente, il focus dell’agenda politica dovrà essere concentrarsi sull’emergenza occupazionale. Quest’ultima, rappresenta una ferita aperta nella comunità di Corigliano-Rossano e dell’Arco Jonico tutto. Bisognerà trovare quei sistemi atti a cauterizzare detta ferita che, altrimenti, rischia di incancrenirsi. Certamente, non si può sperare di risolvere la partita concentrando sforzi e programmi elettorali su questioni come la realizzazione di qualche tratto della statale o una lunetta sui binari della jonica.

Tantomeno, immaginare che la vicenda occupazione possa essere liquidata con l’arrivo di Nuovo Pignone. Significherebbe, invero, spingersi verso un vicolo cieco. È necessario auspicare riflessioni profonde, proponedo all’elettorato progetti che possano riverberare concretamente crescita sociale ed economica.

Per le motivazioni su richiamate, rivolgiamo agli attuali Candidati in campo: il sindaco Stasi, l’on. Straface, il consigliere Salimbeni, l’attivista Piattello e a tutte le forze politiche e civiche che appoggiano e appoggeranno i nominati uomini di punta, una sfida di autodeterminazione per il bene della Città e del territorio tutto.

La chiave di svolta per il futuro di Corigliano-Rossano risiede nell’assunzione di coraggio e lungimiranza da parte della Classe Politica. Dovrà essere perentoria l’adozione di programmi elettorali lungimiranti, affinché si possa trasformare la terza Città della Calabria in un polo attrattivo per gli investimenti e lo sviluppo socio-economico. Programmi che, nella loro stesura, dovranno confermare, anche e soprattutto, la capacità di uomini e partiti di essere scevri da condizionamenti esterni al territorio jonico.

Anche per dimostrare, una volta per tutte, la capacità di autonomia decisionale degli attori protagonisti verso la Città. Senza lasciarsi influenzare e guidare dalle imposte dettature covate nelle segreterie politiche centraliste che, in riva allo Jonio, dettano le agende politiche da diversi decenni.

La proposta di elevare Corigliano-Rossano a Capoluogo di una nuova Provincia, insieme a Crotone, rappresenterebbe un passo fondamentale verso la ristrutturazione politico-amministrativa del nostro territorio. Una provincia demograficamente importante avrebbe accesso diretto alle decisioni politiche regionali, aprendo nuove opportunità di crescita e progresso. Un’idea di sviluppo non contrapposta ai Capoluoghi storici della Regione, ma che si pone lo sfidante obiettivo di riequilibrare un deviato “Sistema Calabria”; incardinando i suoi principi su basi d’equità e giusto dimensionamento demografico e territoriale degli ambiti regionali.

È evidente, quindi, che l’elevazione della Città a Capoluogo rappresenterebbe la vera chiave di svolta per il nostro futuro e, insieme a Crotone, ovviamente, di vero rilancio dell’intero Arco Jonico. Una nuova Provincia con una popolazione di circa 400mila abitanti avrebbe un peso significativo nelle decisioni politiche regionali ed extraregionali.

Non già, quindi, un processo di semplice elevazione a Capoluogo, tra l’altro non suffragato dai numeri di cui la Sibaritide autonomamente dispone. Piuttosto, un progetto di spessore e valore aggiunto rispettoso dei criteri richiesti dalla norma in materia di giusto parametro demografico e territoriale. La storia ha dimostrato quanto inutile sia stata la creazione di piccole Province come Vibo, Crotone, Biella, Verbania, Fermo, ecc. Questi contesti geo-politici, infatti, sono rimasti fuori dalla gestione dei grandi interessi nei relativi contesti regionali. È importante assurgere al richiamato ruolo, ma, ancor più, farlo coaudiuvati da  una demografia importante e dimensionata al resto degli ambiti già consolidati.

Vieppiù, lavorare alla costituzione di un’area metropolitana Crotone-Gallipoli, promuovendo la cooperazione tra i 24 porti presenti nell’area, potrebbe essere una mossa strategica per valorizzare le risorse lungo la baia jonica. Quindi, favorendo la genesi di consorzi turistici-agricoli-industriali tra i Comuni rivieraschi calabro-appulo-lucani che si affacciano sullo specchio d’acqua del golfo di Taranto.

L’illustrato progetto, dovrebbe essere alla base di un concreto e reale programma elettorale e politico da parte di tutti i candidati in campo. Per attuarlo non sarebbero richiesti investimenti finanziari da parte dello Stato. Invero, basterebbero impegno, volontà e coraggio nelle scelte politiche.

È arrivato il momento che la Politica tutta, almeno quella scevra da legami a doppio filo con gli ambienti del centralismo storico, raccolga questa sfida di dignità e rigenerazione sociale.

Una città, Corigliano-Rossano, nata senza una sua anima ben definita, ma alla ricerca di uno scopo preciso: dare una speranza al suo popolo e ai popoli ad essa riconducibili e bisognosi di una guida. Senza la richiamata speranza, la Città jonica, rischia di non avere alcuna certezza del futuro. Vieppiù, perdendo ogni possibilità di disegnare su un foglio bianco e pulito gli obiettivi a cui ambire. Recuperiamo e riscriviamo tutti, pertanto, un rinnovato senso d’appartenenza alla causa  comune.

Tuttavia, per fare questo, bisogna avere una visione. Soprattutto, c’è necessità di uomini e donne capaci e in grado di guardare con passione e fiducia al loro comune interesse: dare alla nuova città concrete prospettive  di sviluppo. Prospettive, invero, mancate ancor prima che il processo di sintesi amministrativa si compiesse; quando, ancora, la Città, oggi unica, si presentava come due anime urbane e territorialmente separate.

Ricombiniamo, infine, processi policentrici che partendo dal cuore della municipalità sibarita si estendano a tutte le Comunità ricadenti nel vasto contesto dell’Arco Jonico sibarita e crotoniate.

In caso contrario, continueremo a vivacchiare ascoltando inutili cantilene dai palchi elettorali, senza mai cogliere appieno le opportunità che il futuro ci offre. (Comitato Magna Graecia)

Dl elezioni, Occhiuto (FI): Partito sostenuto e promosso diritto di voti per studenti fuori sede

Il senatore di Fi, Mario Occhiuto, ha evidenziato come il DL elezioni «è frutto di un lungo e meticoloso lavoro, un impegno che anche Forza Italia ha portato avanti con dedizione e con un profondo ascolto delle esigenze dei cittadini e delle istituzioni che rappresentano la spina dorsale del nostro Paese».

«Abbiamo sostenuto e promosso – ha ricordato – il diritto di voto per gli studenti universitari fuori sede, riconoscendo l’importanza di garantire a tutti i giovani italiani, ovunque si trovino, la possibilità di esercitare il loro diritto più sacro in democrazia. È un primo passo, ma concreto e significativo che mai era stato compiuto. La decisione di estendere le operazioni di voto non solo per le elezioni amministrative ma anche per quelle europee del 2024, è una dimostrazione di sensibilità verso la necessità di favorire una più ampia partecipazione al processo democratico».

«La revisione delle anagrafi e la determinazione della popolazione legale non sono solo tecnicismi burocratici; rappresentano la base per un sistema elettorale equo e trasparente, dove ogni voto ha il suo reale valore. Abbiamo ascoltato le esigenze espresse da Anci e Upi e presentato ordini del giorno che impegnano il governo a circoscrivere con precisione i poteri e le responsabilità dei sindaci e dei presidenti delle province».

«Abbiamo portato avanti emendamenti che aprono la porta a una maggiore inclusione – ha concluso – eliminando barriere di ineleggibilità per coloro che, pur svolgendo funzioni umili, sono l’anima e il cuore pulsante della nostra società. Questo decreto rappresenta una pietra miliare nel nostro percorso verso una democrazia più inclusiva, dinamica e rappresentativa». (rp)

L’OPINIONE / Maria Limardo: Grazie della fiducia, ma non sono disponibile a ricandidatura

di MARIA LIMARDO – Quelli che si stanno per concludere sono stati cinque anni davvero intensi, duri, probanti, ma anche entusiasmanti e ricchi di soddisfazioni. Di certo sono stati anni, per certi versi, singolari, durante i quali non mi sono mai risparmiata e mai ho indietreggiato di un millimetro nonostante bufere giudiziarie, covid, rischio dissesto, esodo del personale e offese gratuite.

Ringrazio il mio partito, Forza Italia, per l’investitura di questi giorni. Però sono stati giorni non facili, nel corso dei quali gli eventi mi hanno indotto a ripensare ciò che è giusto per la coalizione, ma soprattutto ciò che è giusto – mi sia consentito – per me. Sono pronta a fare la mia parte, ma non in qualità di candidato sindaco.

Ho sempre detto che un progetto politico di rilancio di una città ha bisogno di dieci anni per completarsi, un’idea della quale resto convinta: il progetto deve andare avanti, perché ci sono tutte le carte per vincere. A differenza degli altri schieramenti che punteranno su parole e accuse, noi potremo parlare con i fatti.

Ritengo, infatti, di lasciare una città migliore rispetto a come l’ho ereditata e soprattutto sono orgogliosa di aver rappresentato quel cambio di passo che, seppur oggi non ancora da tutti percepito, è certamente in atto ed ha dato la possibilità di attuare una visione di città completa, strategicamente avanzata rispetto ai prossimi anni.

Sono stata sempre mossa dal desiderio di fare e ottenere il meglio per la mia città, la mia gente, indossando la fascia tricolore con onore e orgoglio.

E questo nonostante i gratuiti attacchi, tanto continui e numerosi quanto spesso infondati e ingenerosi. Sono rimasta al mio posto anche quando avrei voluto lasciare tutto, assolutamente consapevole del mandato affidatomi dagli elettori e dal dovere di portare a compimento atti di fondamentale importanza per la vita dell’ente, per le generazioni future, il bene comune e dunque quello della comunità amministrata, come quelli assunti nell’ultimo consiglio comunale dove, oltre al via libera agli importanti finanziamenti fatti recapitare al Comune di Vibo Valentia, si è formalmente e definitivamente concluso il processo che ha condotto la città fuori dal dissesto e alla conquista dell’agognato risanamento finanziario.

Alla luce di tutto quanto ciò, ringrazio quanti hanno riposto fiducia nella mia persona, ma non sono disponibile ad una ricandidatura. (ml)

[Maria Limardo è sindaco di Vibo Valentia] 

Elezioni a Gerace, Lizzi e Macrì annunciano formalmente l’impegno politico

«In questi giorni di Festa, durante i quali ci richiamiamo al Natale, che è da sempre sinonimo di famiglia, bontà e buoni propositi, io e il mio amico Giuseppe Macrì, abbiamo deciso di annunciare con questo breve video, pubblicamente e formalmente,  il nostro impegno politico per le prossime elezioni comunali». Così Rudi Lizzi e Giuseppe Macrì hanno annunciato il nome della nuova lista civica con la quale correranno per le prossime elezioni comunali nella città di Gerace. Si chiamerà Con voi per Gerace.

Insieme a Lizzi e Macrì c’è un gruppo di persone che uniti hanno voglia di fare bene e sempre meglio per Gerace e soprattutto per i cittadini.

«Il nostro intento con questa lista civica – ha spiegato Lizzi – è di mettere, o meglio rimettere, voi al centro del nostro operato. Perché è per voi, con voi e soprattutto grazie a voi, che noi abbiamo avuto in passato, e ci auspichiamo di avere in futuro, l’onore di amministrare la nostra amata città».

«Oggi sono qui insieme a Rudi – ha detto Macrì – per rinnovare il mio impegno con voi e per voi nella vita politica della nostra città. Da anni, come ben sapete, il mio impegno è rivolto verso di voi cittadini con l’intento di fare bene quello che serve per tutti noi. Mi avete sempre visto al fianco di altre coalizioni nelle passate elezioni politiche degli ultimi 20 anni, oggi mi vedete ad appoggiare Rudi nella sua candidatura a sindaco, questo perché ritengo che politicamente sia arrivato il momento di dare davvero spazio ai giovani, alle nuove idee ed ai nuovi modi di fare politica».

«Non dico con persone nuove  – ha concluso Macrì – perché anche nella nostra lista ci sono e ci saranno persone con esperienza pregressa, ma dico con nuovi punti di vista per dare un respiro diverso alla cosa pubblica».

«Non vogliamo avere la presunzione di non sbagliare – ha detto ancora Lizzi – ma vogliamo  assicurarvi che saremo attenti, vigili e aperti ad ogni vostra segnalazione. Questa lista vuole essere   trasparente, consapevole, coerente e aperta all’ascolto del cittadino. Naturalmente abbiamo dei punti fermi del nostro programma ma il nostro intento è scriverlo con voi ascoltando le vostre reali necessità. Per questo il nostro nome è legato ad un libro e una penna, vogliamo scrivere con voi il  futuro di Gerace».

Questo come annunciato nel video è solo il primo di una serie di video che il gruppo Con Voi Per Gerace farà nei prossimi mesi per informare i cittadini di Gerace sulla futura programmazione del gruppo, dice Lizzi «affinché abbiate tutti gli strumenti utili per scegliere al momento del voto chi realmente ascolta e prende a cuore le vostre esigenze».

Proprio per questo è stato attivato un indirizzo email dedicato convoipergerace@gmail.com

Rosarno ha di nuovo un sindaco, è Pasquale Putrì

di CATERINA RESTUCCIA – Dopo 25 mesi di amministrazione prefettizia con la triade Giannelli, Mancuso e Buda, Palazzo San Giovanni festeggia il nuovo gruppo entrante.

Questa volta è il dottore Pasquale Cutrì a dirigere i prossimi cinque anni di vita amministrativa della cittadina pianigiana, che da anni spera in una vera rinascita.

E mentre in Piazza Duomo erano in tanti i festosi per i risultati della squadra della lista numero 2 “Obiettivo Rosarno”, nelle sedi ufficiali delle liste non vincitrici si rifletteva e si correggeva il tiro sulla fiducia non acquisita. In Piazza Valarioti alla seconda lista più votata, gruppo “Rosarno prima di tutto”, non è mancata la tristezza per uno scarto non elevatissimo, ossia della sola differenza del 9% sul totale vincitore dei voti di fiducia del 45%.

Certamente la scarsezza dell’affluenza ha giocato molto a favore della lista vincitrice, sulla popolazione che avrebbe dovuto votare, ossia dai 12.906 iscritti solo il 54% si è portato alle urne, decidendo così per l’intera città. Dati allarmanti di mancata partecipazione e di poco interesse, che spiegano la stanchezza e la sfiducia di una comunità ampia, ma anche molto articolata socialmente e politicamente.

E con grande spirito collaborativo non sono mancate le serene parole dell’avvocato Michele Filippo Italiano, che nel suo messaggio scrive «Congratulazioni al nuovo sindaco di Rosarno, dott. Pasquale Cutrì, al quale formulo i miei più sinceri auguri di buon lavoro per il bene della nostra città».

Sulla stessa linea si sono mosse le espressioni del candidato alla carica di sindaco con la prima lista “Rosarno bene comune” Cosma Ferrarini, che, pur dichiarando apertamente di non essersi aspettato siffatto risultato da quanto ci si auspicava, e augurando longevità alla nuova amministrazione, non tace la soddisfazione di un buon operato dicendo «Abbiamo fatto una bella battaglia con una bellissima squadra, forse una sola cosa: i cittadini non ci hanno capiti, ma prendiamo atto di questo risultato e andiamo avanti nell’auspicio che quanto accaduto sia buono per il nostro paese».

Terminate le corse, concluse le operazioni, in una di quelle che sembra essere stata la tornata elettorale amministrativa più veloce e lampo, su un totale di 6.918 voti validi, 3.180 voti hanno decretato la vittoria del dottor Cutrì quale sindaco di Rosarno. La cittadina, con i numeri nelle urne, riconferma senza troppi fronzoli gli stessi sostegni storici e consolidati sodalizi elettorali, già manifestati ed espressi in altre campagne di bacino provinciale e regionale, ribadendo una certa fiducia, nonostante gli ultimi esiti, verso gli stessi indirizzi e le stesse simpatie politiche. (cr)

Europa verde Calabria: «Un’alleanza eco sociale per il clima e la democrazia»

Sabato scorso, si è riunito il Consiglio Federale Nazionale di Europa Verde che ha approvato, con l’83% dei voti favorevoli, la mozione presentata dal Co Portavoce Angelo Bonelli in vista delle prossime elezioni europee.

Al Cfn hanno preso parte i consiglieri federali calabresi: in rappresentanza regionale Giuseppe Campana, Roberto Caligiuri per la provincia di Catanzaro e Ferruccio Scorza per la provincia di Cosenza; assieme a loro Elisa Romano componente della direzione nazionale.

La mozione “Un’alleanza eco sociale per il clima e la democrazia”, che vedrà un evento pubblico in autunno a Roma, si costituisce su una proposta radicale argomentata su diversi temi quali clima, welfare, modello economico, femminismo e diritti universali della persona che si contrappone a quella delle destre negazioniste che, insieme a Giorgia Meloni, hanno il chiaro progetto di fermare la transizione ecologica per difendere un modello economico e fossile che è la causa della drammatica crisi climatica che ha generato, e genera, malcontento sociale, alimentando conflitti e guerre.

Il documento approvato affronta anche questioni che in questo momento i parlamentari Verdi stanno ponendo al governo Meloni, come quella dei costi delle bollette energetiche per famiglie e imprese che continuano a salire, portando ogni mese molte persone ad entrare nella soglia di povertà a fronte degli extraprofitti energetici, che il governo italiano non vuole tassare. Tutto questo è una dimostrazione di quanto il modello fossile sia dannoso anche per l’economia delle famiglie italiane, ancor più ove si consideri che ad agosto 2022 il gas costava 330 euro/Mwh mentre oggi è a 370 euro/Mwh.

Le prossime elezioni europee, saranno un punto di svolta per il futuro dell’Europa e delle politiche sul clima e sociali e, in forza della positiva esperienza di Alleanza Verdi e Sinistra, si ritiene che occorre lavorare per uno spazio aperto e inclusivo alle tante realtà associative, al civismo, che sappia anche andare oltre, con l’obiettivo di costruire una proposta convincente, credibile e attraente per le prossime elezioni europee del 9 giugno 2024. Una data cruciale per i Verdi Italiani che con Europa Verde, come avvenuto già da diverso tempo in altri paesi con ottime percentuali, saranno impegnati nel costruire un percorso incisivo nelle politiche europee e non un partito unico o a rifondare la sinistra.

Per questo si ritiene fondamentale e strategico rafforzare le politiche di riorganizzazione territoriale del partito focalizzando la discussione anche nella programmazione di altri importanti appuntamenti elettorali quali le amministrative. Su questo punto è intervenuto il coordinatore dell’esecutivo regionale Giuseppe Campana «La mozione, fa anche riferimento ai territori e per quanto riguarda la Calabria stiamo già tracciando la linea dei contenuti citati. A livello regionale, stiamo lavorando per chiudere, a stretto giro, importanti adesioni ad Europa Verde da parte di figure rappresentative delle istituzioni regionali ed altre di reti territoriali ambientaliste e civiche. Stiamo continuando a dialogare, ognuno mantenendo la propria autonomia, certamente con Sinistra Italiana in vista dei prossimi appuntamenti importanti delle amministrative che ci attendono tra qualche mese, come quelle di Corigliano Rossano».

Interviene anche Elisa Romano affermando che «Questa mozione riporta i contenuti di una discussione ampia, pluralista e democratica avvenuta all’interno delle ultime direzioni nazionali. E’ bene continuare a dialogare con quelle forze politiche e quelle reti civiche che ci hanno permesso di ritornare in parlamento e, quindi, di poter dire la nostra come partito». (rcz)

Calabria al voto, sono 41 i Comuni che andranno alle urne domani e lunedì

Comunali in Calabria. Domani e lunedì si vota, infatti, si vota in 41 Comuni suddivisi per le 5 province calabresi.
Si voterà, in particolare, in 7 Comuni della provincia di Catanzaro, 15 della provincia di Cosenza, 3 in provincia di Crotone, 10 in provincia di Reggio Calabria e 6 in provincia di Vibo Valentia.

A Catanzaro sfide elettorali a Cardinale, Curinga, Gasperina, Guardavalle, San Mango d’Aquino, Santa Caterina dello Ionio e Stalettì.

In provincia di Cosenza si vota a Bonifati, Canna, Cariati, Carolei, Casali del Manco, Castrolibero, Maierà, Malito, Mandatoriccio, Marano Marchesato, Paterno Calabro, Piane Crati, San Martino di Finita, Serra d’Aiello e Terravecchia.

Cerenzia, Savelli e Scandale sono le amministrazioni comunali che si rinnovano nel crotonese.

A Reggio Calabria si vota a Bianco, Candidoni, Condofuri, Fiumara, Gioiosa Ionica, Locri, San Pietro di Caridà, Santa Cristina d’Aspromonte, Serrata e Sinopoli.

Dinami, Filandari, Gerocarne, Nardodipace, Parghelia e Sant’Onofrio sono invece i Comuni del vibonese dove si va alle urne. (fc)

PROVINCIA DI CATANZARO
Cardinale
Danilo Staglianò (Si Amo Cardinale)
Salvatore Nicola Salvi (Io Partecipo – Movimento Civico)

Stalettì
Alfonso Mercurio (Libertamente)
Mario Gentile (Stalettì Futura)

Curinga
Elia Carmelo Pallaria (Impegno Comune)
Patrizia Giovanna Maiello (Cittadini al Centro)
Roberto Sorrenti (Oltre)

Gasperina
Domenico Carlo Lomanni (Alleanza per Gasperina)
Gregorio Gallello (Insieme per Gasperina)

Santa Caterina dello Ionio
Francesco Severino (Il Faro)

Guardavalle
Antonio Purri (Patto Civico per Guardavalle)
Giuseppe Caristo (Trasparenza e Partecipazione)

San Mango D’Aquino
Gianmarco Cimino (Futuro Adesso San Mango 2030)
Francesco Trunzo (Impegno e Passione)

PROVINCIA DI COSENZA
Bonifati
Francesco Grosso (Bonifati insieme)
Olimpia De Gregorio (Mediterranea)

Canna
Manuela Radicioni (Alternativa Sociale Italiana Autonoma)(
Sante Cospito (Insieme per Cambiare Canna)
Maria Truncellito (Si Amo Canna)
Paolo Stigliano (Viva Canna)

Cariati
Saverio Greco (L’alternativa c’è)
Cataldo Minò (Insieme)
Mimmo Formaro (Lampare)

Carolei
Francesco Iannucci (Rinascita)
Francesco Rotondaro (Cambiamo insieme Carolei)

Casali del Manco
Francesca Pisani (Casali del Manco 2.0)
Ippolito Morrone (Spazio e futuro)
Stefania Rota (Progetto Casali del Manco)

Castrolibero
Antonella Garritano (Castrolibero nel cuore)
Orlandino Greco (Rinascita Civica)

Maierà
Francesco Antonio Liserre (Amerai Maierà)
Ivano Russo (Insieme si può)

Malito
Mario Francesco De Rosa (4.0)
Luisa Carpino (La torre)
Pierfrancesca Pellegrini (Alternativa sociale)

Mandatoriccio
Vincenzo Leonardo Grispino (Insieme si può)
Egidio Carlino (La fenice)

Marano Marchesato
Eduardo Vivacqua (Insieme per Marano Marchesato)
Domenico Carbone (Libera Mente)

Paterno Calabro
Lucia Papaianni (Paterno al Centro)
Luigi Gagliardi (Paterno Insieme)

Piane Crati
Stefano Borrelli (Piane Crati 2023)

San Martino di Finita
Paolo Calabrese (Uniti per un futuro)
Salvatore De Marco (Consenso comune)

Serra d’Aiello
Antonio Cuglietta (Sosteniamo Serra)
Vincenzo Paradiso (Viviamo Serra)
Vito Antonio Andrioli (Alternativa Sociale Italiana – Serra d’Aiello Autonomia)

Terravecchia
Paolo Pignataro (Progressisti)
Saverio Liguori (Amore vero)

PROVINCIA DI CROTONE
Savelli
Domenico Frontera (L’Alveare Savelli a Lavoro)
Francesco Spina (Ricominciamo)

Cerenzia
Francesco De Paola (Insieme per Cambiare)
Pasquale Arcuri (Vivi Amo Cerenzia)
Salvatore Mascaro (Per Cerenzia)

Scandale
Antonio Barberio (Adesso! Scannale)
Adelina Rizzuto (Civicamente Insieme per Scandale)

PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA
Condofuri
Bruno Maisano (Democrazia È libertà)
Filippo Paino (Si Amo Condofuri)
Tommaso Iaria (Rilanciamo Condofuri)

Fiumara
Michele Filocamo (Amiamo Fiumara)
Vincenzo Pensabene (Fiumara è Viwa)

Sinopoli
Luigi Chiappalone (Lista Arcobaleno)
Vincenzo Caruso (Uniti per Sinopoli)

Santa Caterina D’Aspromonte
Antonio Violi (Rinascita Cristinese)
Salvatore Papalia (Insieme per Santa Caterina d’Aspromonte)
Saverio Caminiti (Guardare Avanti)

Bianco
Giovanni Versace (Insieme per Bianco)
Pasquale Ceratti (Uniti per Bianco)

Locri
Giuseppe Fontana (Tutti per Locri)
Raffaele Sainato (Con Senso Civico per Locri)
Ugo Passafaro (Storia e Progresso per Locri)

Gioiosa Ionica
Domenico Depino (Costruire Insieme)
Luca “Giuseppe” Ritorto (Gioiosa Bene Comune)

San Pietro di Caridà
Caterina Gatto (Cambiare si Deve)
Mario Masso (Insieme per il Futuro di San Pietro di Caridà)
Sergio Rosano (Patto per San Pietro di Caridà)

Serrata
Angelo D’Angelis (Viviamo Serrata)
Pasquale Giordano (Risveglio Popolare)

PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
Dinami
Antonino Di Bella (Dinami nel Cuore)
Carmelo Callà (Libera Mente)
Gregorio Ciccone (Le Ali della Libertà)

Filandari
Concettina, Rita, Maria Fuduli (Ancora e Sempre – con e per la Gente)
Enzo Deodato (Uniti per Filandari)
Fortunato Rotella (Filandaresi Uniti per il Cambiamento)

Gerocarne
Luigi Crispo (Per Gerocarne)
Pasquale Vivona (Gerocarne Futura)

Nardodipace
Fabio Tassone (Alleanza democratica)
Romano Loielo (Uniti per Nardodipace)
Samuele Maiolo (Costruiamo il Futuro per Nardodipace)

Parghelia
Daniele Antonello Vasinton (Guardare al Futuro)
Antonio Landro (Parghelia Democratica)

Sant’Onofrio
Antonino Pezzo (Forza Sant’Onofrio)
Giuseppe Alibrandi (Costruiamo il Futuro)
Ottavio Gaetano Bruni (Per il Bene Comune)

L’OPINIONE / Alessandro Crocco: Il nuovo Parlamento discuta su temi e riforme non più procastinabili

di ALESSANDRO CROCCO – L’elezioni politiche dello scorso 25 settembre hanno delineato, con la nomina dei nuovi deputati e senatori, il nuovo Governo italiano. In Nord e Centro America gli eletti che rappresenteranno gli italiani all’estero sono tre: La Marca (PD), al Senato e alla Camera Di Giuseppe (FDI) e Di Sanzo (PD). A loro, come presidente del Comites NYC, gli auguri di buon lavoro, per un ruolo che riteniamo di fondamentale importanza, essendo il tramite e la voce in Parlamento e in Senato per un riconoscimento certo e attivo degli italiani all’estero.

Un ruolo che va senza dubbio rafforzato, rinsaldato per promuovere quel rapporto fiduciario fra le comunità italiane all’estero e la terra di origine, fra chi è partito e chi è rimasto, creando una rete di relazioni che colleghi il resto del mondo all’Italia e ai suoi territori e recuperando voce e diritti. Una riflessione post voto che porta a definire priorità e azioni da mettere in campo con maggiore insistenza e determinazione, per risaldare attraverso i nostri rappresentanti e gli organismi preposti, un legame istituzionale sempre maggiore, così da garantire alle nostre comunità quei servizi e quell’ascolto di cui necessitano e hanno diritto.

Il dibattito politico intorno ad alcuni temi caldi, che solo in parte sono stati presentati nei programmi politici dei diversi schieramenti, deve tornare ad essere preponderante per attuare sia quelle riforme necessarie per il riconoscimento dei diritti degli italiani all’estero, sia quei provvedimenti che sostengano il rinnovamento di molti degli ambiti, degli enti e degli organismi che promuovono e mantengono le relazioni istituzionali e non.

La prima battaglia da condurre è proprio sulla riforma del voto all’estero che manifesta tutta la sua inefficienza e quindi la negazione di poter esercitare un propio diritto. Vanno riviste sia la legge riferita all’Anagrafe e censimento degli italiani all’estero (Aire), che si mostra come uno strumento imperfetto sia perché l’iscrizione pur obbligatoria non viene da tutti effettuata sia per i meccanismi di aggiornamento degli elenchi che rende impossibile il contatto con il cittadino e il ricevimento della cartolina o del plico elettorale in caso di votazioni (che si lega al fenomeno dei cittadini irreperibili all’estero o di cui non si è comunicata la scomparsa), sia quella che disciplina il voto degli italiani all’estero.

Il peso degli italiani estero nel corpo elettorale nazionale oggi è pari a circa il 10,3%, va da sé che ciò influisce nella determinazione del tasso di astensione dal voto, alto soprattutto nelle elezioni regionali e locali che non ne consentono l’esercizio per corrispondenza come invece nelle nazionali, dove la percentuale dei non votanti trova ragione nella farraginosa modalità dell’esercizio stesso del voto. La stessa che da spazio a brogli più volte denunciati!

Un impegno oggettivo, quindi, che i nuovi rappresentanti devono assumersi, guardando, anche, ad una generale riforma degli organismi dai Consolati, al Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), agli stessi Comites. I quali, così come sono strutturati, non rispondono più alle reali esigenze di un mondo, quella della immigrazione, in continua evoluzione e che necessita di una nuova visione e una prospettiva diversa, in quanto rappresentano dei veri e propri organismi di prossimità che hanno ben chiara la realtà in cui si muovono e vivono, sono la vera trade union con le comunità.

In sintesi, queste sono solo alcune delle richieste di discussione che, come presidente del Comites NYC, rivolgo ai neo letti affinché la propria azione politica sia indirizzata, attraverso una fattiva e reale collaborazione tra le parti, a rispondere alle sfide del cambiamento e guidata a conquistare una dignitosa posizione all’interno dei processi di quella nuova globalizzazione che, anche e soprattutto dopo la pandemia, guarda sempre di più alle comunità come valore ed essenza delle azioni e delle scelte. (ac)

[Alessandro Crocco è presidente Comites NYC]

L’EDITORIALE / Filippo Veltri: Il vero nemico del PD è il PD

di FILIPPO VELTRI – «Ci sarebbe da riflettere davvero senza scorciatoie se questo partito ha ancora una funzione e se mai l’ha avuta. Un partito che si dice di sinistra senza esserlo è un non senso, una contraddizione vivente o forse morente».

«Io penso che non serva un congresso per riconsegnare alle correnti il potere di scegliere l’ennesimo segretario da suicidare dopo qualche tempo. Io penso davvero e non senza dolore che questo PD vada sciolto e rifondato, ucciso e resuscitato, distrutto e ricostruito dalle fondamenta e con coordinate nuove, radicali, pensate e pensanti, futuribili e al passo con le nuove esigenze di giustizia sociale, ambientale, territoriale, di genere e generazionale. Non è una sconfitta come un’altra e stavolta non abbiamo neppure alibi da sventolare».

«È una sconfitta che ha il sapore di Partito socialista francese, di quel partito cioè che intendendo il riformismo come il governo per il governo ha finito per estinguersi. Ecco, io vorrei che per noi ci fosse un altro finale».

Questa lunga riflessione che poniamo oggi in testa a questo editoriale è di un giovane (ma non più giovanissimo) dirigente di quello che una volta era il Pci, poi Pds, Ds e infine PD. Si chiama Luigi Guglielmelli e viene dalla Presila Cosentina, un tempo bacino storico della sinistra calabrese e italiana, lì dove venne ospitato e nascosto Pietro Ingrao negli anni bui del fascismo.

Guglielmelli ha avuto un paio di giorni fa il coraggio di mettere i piedi nel piatto e di dire la cosa forse più vera, quando è già iniziata la folle, ennesima corsa al nuovo toto segretario e anzi ci sono già le prime candidature per sostituire Letta (poveri noi! Non hanno capito nulla!).

Non serve a nulla, infatti, cambiare il settimo segretario in 14 anni (manco la bonanima di Zamparini avrebbe fatto meglio con i suoi allenatori cambiati e riciclati!) se non cambia tutto il contesto! Il PD, questo PD, non serve a nulla, in mano a capicorrente, a Roma e poi in cascata in periferia, che hanno in mente solo la loro autoconservazione. Un partito che in tutti questi anni è sembrato vivere in una bolla, che non si è accorto minimamente di quello che agitava il corpo della società. Che non ha capito perché per troppo tempo ha vissuto al di sopra, in un circuito autoreferenziale dentro il quale non c’erano la vita e i problemi del Paese, ma una loro rappresentazione deformata. 

Ha scritto Pietro Spataro, un altro che viene da lontano e che ha fatto il caporedattore all’Unità (quella vera) e oggi scrive su Strisciarossa, il blog di quel che resta di quel meraviglioso giornale fondato da Antonio Gramsci: « …non si spiega altrimenti l’insistenza su Draghi e sulla sua misteriosa agenda. Avere immaginato che il paese fosse rimasto talmente colpito e indignato per la crisi di quel governo e per l’uscita di scena del grande finanziere da riversare i suoi voti sul Pd, è stato un errore che solo un partito sordo e cieco poteva compiere. Il Problema del Pd è il PD».

Questo è il vero problema.

Aveva ragione Massimo D’Alema (un altro che non si può, però, nemmeno citare pena la forca, a sentire quella sinistra che più sinistra non si può, che non è però mai responsabile di nulla e che il 25 settembre è arrivata all’ iperbolica percentuale dell’ 1 per cento!): quel partito, nato dall’incontro di culture politiche diverse, non ha mai definito la propria identità e si è trasformato nel tempo in una sorta di taxi sul quale si può salire per andare ognuno dove desidera. Nella maggior parte dei casi la destinazione richiesta è stata il governo, il potere: è stata questa la massima aspirazione, a prescindere spesso dai programmi e dagli alleati.

«Questa ‘torsione governista’ è stata – ha scritto Spataro – la rovina del Pd perché lo ha tenuto chiuso dentro le stanze che contano, sempre più distante dal popolo che dice di voler rappresentare e che non sa più chi è. Qual è, infatti, il blocco sociale del Pd? Chi sono i suoi referenti? Dov’è il suo insediamento? Tutte domande a cui è difficile rispondere, perché nemmeno al Nazareno lo sanno, o meglio ognuno lo sa a modo suo. Ma senza identità un partito non esiste. Non è niente, oppure è tutto e il contrario di tutto: si può essere il partito del Jobs Act e quello contro il precariato e contro le disuguaglianze, per fare un solo esempio».

«Insomma,a 14 dalla sua nascita ancora non è chiaro se il Pd è un partito di sinistra, un partito centrista, una nuova Dc, un partito socialdemocratico, un partito liberale. L’idea di voler essere tutto questo insieme costituisce il male oscuro che lo sta corrodendo. Pensare che cambiando di nuovo segretario si possa risolvere ogni problema è una grande illusione. Pensare che Stefano Bonaccini o Elly Schlein o chissà chi altro possa salvare un partito in crisi solo con la sua bella presenza è un’idea completamente sbagliata e fuorviante».

«Il Pd, infatti, si trova difronte a un bivio. O meglio, si trova in una situazione da anno zero. Se non scioglie i nodi che abbiamo tratteggiato e non riesce a capire finalmente chi è e che cosa vuole, è destinato a consumarsi. Bisognerebbe avere il coraggio e la forza diaprire una discussione seria, anche aspra, come si faceva nei partiti della vituperata prima repubblica. Bisognerebbe avere il coraggio di farla, questa discussione, anche mettendo nel conto una separazione: i moderati-centristi da una parte, i socialdemocratici da un’altra. Meglio dividersi piuttosto che reiterare i compromessi che annichiliscono e rendono impotenti, piuttosto che tenere in piedi un partito indefinito, piuttosto che coltivare, come cantava Francesco Guccini ai tempi della Dc, “una politica che è solo far carriera”».

«I prossimi mesi saranno decisivi. Se il Pd avrà il coraggio di fare questo e di mettersi in discussione, di pensare a nuove idee per nuove aggregazioni, di rinnovare una classe dirigente che si è consumata nei giochetti tattici, di capire qual è la sua “costituzione ideale” e i suoi referenti sociali, di riconquistare un’autonomia politico-culturale consumata nell’inseguimento di “papi stranieri”, allora forse si potrà aprire una nuova stagione. Altrimenti il declino sarà inesorabile. Finirà che il partito che voleva essere pigliatutto (la famosa vocazione maggioritaria) non piglierà più niente».

«Ma sarebbe, sia chiaro, un problema serio non solo per il Pd. Questo processo di ripensamento, infatti, riguarda anche tutti quelli che ancora credono che possa esistere una sinistra del cambiamento nel nostro futuro. Nessuno si senta escluso». (fv)

 

La mancata elezione di rappresentanti al Governo penalizza il territorio della Locride

di ARISTIDE BAVA – Nella Locride si registra una grande delusione per la mancata elezione di qualche rappresentante politico del territorio. In molti pensavano che, almeno il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, ce la potesse fare. Così, purtroppo, non è stato.

Un peccato perché sono in molti a pensare che il momento attuale, per la Locride, è quello più importante per disegnare il suo futuro anche sulla spinta emotiva che sta creando la candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025. Anche se – è bene dirlo – la situazione esistente sul territorio è tutt’altro che positiva e, proprio per questo, una eventuale rappresentanza in Parlamento di uomini della Locride avrebbe potuto contribuire a risolvere qualcuno dei tanti problemi del territorio, ormai abbastanza noti. 

Pochi collegamenti, sistema sanitario in ginocchio, lunga attesa per una 106 che anziché essere arteria di vita continua ad essere arteria di morte , turismo legato a problemi atavici che malgrado gli enormi sforzi che si stanno facendo non riesce a decollare per come dovrebbe. Queste sono tutte cose che pesano negativamente anche se ci sono  quelli, comunque, che, malgrado tutto, credono ancora nella possibilità di un forte rilancio del territorio.

D’altra parte è giusto che sia così. Non bisogna mai perdere tutte le speranze. Si spera quindi che il progetto strutturato per la candidatura possa servire a sollecitare necessarie iniziative per il futuro. Non ci stanchiamo di dire che le potenzialità per un adeguato sviluppo del territorio esistono. La stessa presenza del Porto di Roccella – di cui ancora non si è veramente capita la grande importanza – è una forza aggiunta. Molti pensano anche che il segreto principale  è quello di realizzare una visione d’insieme del territorio per cogliere obiettivi capaci di promuovere a tutto campo il comprensorio. Cosa che sino a questo momento non si è fatta per gli spiacevoli “campanilismi” che spesso hanno bloccato anche iniziative di largo spessore.

Molti dicono che questa sia ormai una fase superata e che, quindi, adesso si può ragionare in maniera diversa e costruttiva. Speriamo.  C’è, poi, chi pensa che la possibilità ottimale sia quella di incrementare il settore turistico forte di grandi potenzialità riconosciute da tutti ma mai sfruttate a dovere. Certamente sono considerazioni attendibili ma intanto sarebbe opportuno  mettere assieme le cose positive e puntare, intanto, a sfruttare quello che è possibile sfruttare non perdendo di vista, però, la necessità di guardare anche al futuro. Resta la necessità, però, che oggi, perché si possa sperare veramente l’auspicato cambio di passo sia doveroso uno sforzo complessivo e, soprattutto, diverso dal solito.

E non guasterebbe se anche le amministrazioni locali e gli stessi rappresentanti della Città Metropolitana e/o della Regione si adeguassero a questa necessità. Anche e soprattutto, nel momento in cui grazie a Locride Capitale della cultura pure i riflettori nazionali sono puntati sul territorio della Locride. È chiaro che qui non bastano il solo mare, il solo sole, i soli monti e i soli borghi antichi  per rilanciare il territorio e la stessa Calabria. Anche se, per fortuna, sono cose che abbiamo e delle quali possiamo vantarci. Ma  bisogna ripartire proprio da quello che abbiamo, per programmare ipotesi progettuali capaci di dare soluzione ai problemi e arricchire le potenzialità del territorio.

Ci spieghiamo meglio: Abbiamo il mare ma bisogna far funzionare i depuratori; abbiamo la montagna ma bisogna rendere agevole i suoi percorsi e ripulirla dell’ammasso di rifiuti che negli ultimi anni sono disseminati dappertutto; abbiamo il sole ma bisogna favorire il buon funzionamento della stagione balneare e allungarne i tempi, abbiamo i borghi antichi  ma bisogna qualificarli e valorizzarli. Senza dimenticare i tesori archeologici e senza dimenticare l’enogastronomia, eccellenze indiscusse del territorio che sono la principale spinta per attrarre turisti e visitatori. Locride Capitale della cultura ci offre qualche possibilità immediata ma questa possibilità deve camminare con i piedi e la capacità degli uomini e, soprattutto, con la loro volontà operativa. Non resta che domandarsi se questa volontà esiste! (ab)