L’OPINIONE / Maria Grazia Vittimberga: A Isola C. R. sempre più grave situazione idrica

di MARIA GRAZIA VITTIMBERGA – È sempre più grave la situazione dell’approvvigionamento idrico ad Isola Capo Rizzuto, in modo particolare negli ultimi tre giorni si è verificato un sensibile abbassamento della fornitura di acqua grezza all’impianto di potabilizzazione da parte del Consorzio di Bonifica. Fornitura che si è completamente azzerata nella giornata di lunedì 9 ottobre, e che ha causato una grave situazione su gran parte del territorio.

Il personale di Congesi riferisce che la situazione è critica e anche nei prossimi giorni ci saranno difficoltà enormi, nonostante i tecnici del consorzio di bonifica abbiano comunicato che la fornitura dovrebbe essere ripristinata entro stasera a seguito della sistemazione di una perdita sulla linea “Diretta”.
Quanto sta avvenendo appare sconcertante, anche in previsione del periodo novembre 2023 – gennaio 2024 quando il lago sarà in ristrutturazione. Gli incontri tenutisi presso la cittadella regionale, alla presenza del Commissario Borrello e dei dirigenti Regionali non ci hanno fornito garanzie sufficienti, pur concordando con la necessità dei lavori di manutenzione. Abbiamo già manifestato la nostra forte preoccupazione per i disagi ed i pericoli per l’igiene e la salute pubblica che potrebbero derivarne, pertanto chiediamo che siano presi provvedimenti urgenti, c’è una cittadina di 18 mila abitanti che attende risposte.
In caso contrario, saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per garantire un servizio essenziale alle famiglie. Chiederemo direttamente alla prefettura e alla procura della Repubblica, attraverso denuce per interruzione di pubblico servizio, di prendere provvedimenti immediati. L’acqua è un bene primario. (mgv)
[Maria Grazia Vittimberga è sindaca di Isola Capo Rizzuto]

Crisi idrica, il Consigliere Afflitto: Rivedere convenzione con A2A

Il consigliere regionale del M5S, Francesco Afflitto, ha convocato nei giorni scorsi la Commissione Speciale di Vigilanza per discutere degli atti regionali in riferimento all’emergenza idrica.

«Avviando i lavori di apertura – ha spiegato il consigliere regionale – dopo l’esposizione generale dei fatti quali l’emergenza della crisi che investe la Regione e il territorio crotonese, ho dato la parola al Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Tutela dell’ambiente Ing. Salvatore Siviglia. Lo stesso ha esposto, in ragione della sua già depositata relazione, lo stato dell’arte e soprattutto un riferimento di vincolo di una convenzione registrata nel 1968 e oramai non efficiente ed efficace e dunque obsoleta».
«I fatti emersi hanno riguardato il ruolo, le competenze e le attività delle società A2A e Terna – ha spiegato ancora – e gli interventi di monitoraggio della Regione e la conseguente richiesta di stato di emergenza. Non solo ho potuto appurare i fatti e prenderne atto, ma ho segnalato anche, con dovizia di dettagli le eventuali azioni propositive nel merito: Rivedere la convezione con la società A2A che non rispecchia più le esigenze attuali. Stimolare, a beneficio dei cittadini calabresi, la necessità di reclamare e pretendere investimenti nella nostra regione in virtù dei guadagni sugli introiti regionali».
«Dare vita ad una nuova rete idrica che abbia un doppio uso – ha proseguito – uno per l’acqua potabile e uno per l’uso irriguo. Attivare seri controlli su tutta la rete idrica in riferimento agli allacci abusivi coinvolgendo gli enti locali quali i Comuni e attivare strumenti quali le fototrappole. Attivare controlli trimestrali dei livelli dei bacini artificiali dei laghi (Ampollino, Arvo e Cecita)».
«Avviare il recupero di acqua secondaria che viene utilizzata per la produzione di energia elettrica (turbinata) – ha detto ancora –. Riattivare l’iter burocratico di costruzione dell’invaso progettato nel 1998 a Belvedere Spinello (opera avviata e incompiuta per la rete irrigua della bassa Valle del Neto). Poi, nel rispetto dell’ambiente e della sua promozione, attuare il rimborso delle sole manichette biodegradabili. In ultimo, e non per importanza, creare una campagna di sensibilizzazione verso tutta la categoria degli agricoltori affinchè non vi sia più spreco di acqua ed indurre gli stessi ad utilizzare, all’uopo, nuovi impianti a goccia ed evitare pratiche d’uso comune quali le sbavature, in terreni, addirittura, incolti per poi coltivarli al bisogno».
«Le repliche sia dell’Ing. Siviglia che della consigliera Straface Pasqualina sono state mirate – ha concluso – ad accogliere e a promuovere in tempi brevi le azioni virtuose da praticare per il bene comune e di tutti i cittadini calabresi». (rrc)

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Dobbiamo renderci in parte indipendenti da Sorical

di NICOLA FIORITA – È stata una giornata faticosa e un po’ frustrante, perché sento su di me i disagi di tanti cittadini che devono svolgere le proprie attività di genitori, di operatori commerciali, di dipendenti facendo i conti con la carenza di acqua.

Facciamo un po’ di chiarezza: i margini di intervento del Comune sulla questione idrica sono praticamente nulli. Dipendiamo in tutto e per tutto da Sorical e da una condotta idrica fatiscente. E la cittadinanza deve sapere che non esiste ad oggi nessun progetto comunale per ammodernare la condotta. Nei giorni scorsi la Sorical ci ha comunicato una rottura molto importante che si è verificata nel Comune di Magisano.
Nella serata di mercoledì abbiamo sospeso l’erogazione dell’acqua per poter riempire al massimo i nostri serbatoi, confidando che nella giornata di giovedì si sarebbe proceduto a riparare il danno. La riparazione è avvenuta solo nella serata di giovedì. Questo ha determinato che i serbatoi comunali hanno cominciato a riempirsi soltanto nella prima mattina di venerdì. Abbiamo riaperto i serbatoi in mattinata, sapendo e comunicando alla cittadinanza che ci sarebbero stati dei disagi ma che si sarebbe gradualmente ritornato alla normalità.
A quella che era la situazione prevista si sono aggiunte criticità in quattro scuole cittadine (ma posso dire con orgoglio che nelle altre cinquanta tutto è proceduto regolarmente) legati a disfunzioni specifiche delle autoclavi. In tre di queste scuole siamo intervenuti rapidamente e abbiamo ripristinato la situazione. Solo in una scuola il guasto si è rivelato più significativo e i nostri tecnici non hanno potuto riportare la situazione alla normalità. Durante la tarda mattinata Sorical ci ha comunicato che erano sopraggiunti altri piccoli problemi che hanno determinato un aggravamento sulla situazione sui serbatoi del centro storico, questo ha determinato che l’acqua nel centro storico sia arrivata solo in determinate zone e soltanto in alcune ore.
Siamo certi che domani mattina la situazione sarà definitivamente risolta, a meno che Sorical non ci comunichi altre rotture della condotta.
La vicenda di questi giorni, di questi mesi e di questi anni ci insegna che dobbiamo in tutti i modi renderci almeno in parte indipendenti da Sorical e dobbiamo intervenire sulla condotta idrica, altrimenti saremo sempre soggetti al caso, al destino o alla sfortuna. Per fare questo purtroppo dobbiamo cominciare da zero.
Stiamo lavorando ad un progetto molto importante di riammodernamento della condotta idrica ma purtroppo i tempi non saranno brevi: non giorni, non mesi ma anni. Nel frattempo, come sempre, potremo soltanto gestire l’emergenza: è quello che abbiamo cercato di fare e cercheremo di fare sempre con il massimo impegno. (nf)

CATANZARO – Arcuri: Gestione emergenza idrica non fatta nei migliore dei modi

Il capogruppo di Riformisti-Avanti al Comune di Catanzaro, Giorgio Arcuri, ha evidenziato come «l’emergenza idrica di questi giorni non è stata gestita nel migliore dei modi dall’amministrazione comunale».

«Davanti a genitori – ha aggiunto – richiamati in fretta e furia dal lavoro, per scappare a scuola – perché i rubinetti sono a secco – e portare a casa i propri figli, ai bar che abbassano le serrande a causa dei serbatoi vuoti, non posso che fare le mie amare osservazioni, nonostante l’impegno assunto in aula a valutazioni serene ed una opposizione costruttiva».

«Che la condotta idrica che serve il Capoluogo di regione sia vetusta, rattoppata e decisamente da rimodernare lo sanno tutti – ha proseguito Arcuri –. Tale condizione la rende soggetta a rotture improvvise,  ma il Comune era informato da ieri del fatto che l’intervento di ripristino sarebbe stato lungo e complicato. La Sorical, infatti, ha spiegato che la rottura era di grossa entità e che sarebbe intervenuta sul tratto di condotta che alimenta i serbatoi di Santa Domenica fino ad avere conseguenze sui comuni vicini. I “bollettini” dello stato della rete idrica sono andati avanti fino a tarda sera».

«Forse – ha aggiunto ancora – sarebbe stato più opportuno firmare una ordinanza per la chiusura delle scuole visto che anche i più distratti erano arrivati alla conclusione che l’acqua stamattina dai rubinetti non avrebbe fatto capolino. Perché non si è  provveduto per tempo a soluzioni alternative? La parola magica resta sempre programmazione. Era necessario accertarsi di avere delle autobotti pronte a riempire le autoclavi di tutte le scuole e sincerarsi che queste fossero funzionanti. Allora sì,  in condizioni di incertezza in merito ai tempi di ripristino della normalizzazione del servizio idrico i genitori avrebbero potuto portare i propri figli a scuola».

«Non si chiede l’ordinanza facile – ha concluso – ma nel dubbio meglio prevedere il peggio e limitare i danni. Il caos vissuto questa mattina, Catanzaro non lo vedeva da tempo». (rcz)

Il sindaco di Cosenza Caruso: Stiamo affrontando emergenza delle perdite idriche

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha evidenziato come «sin dal nostro insediamento, è stato riparato oltre il 75% delle perdite idriche, alcune anche fognarie, sparse sull’intero territorio comunale e presenti da tempo, che ci ha consentito di aumentare sensibilmente l’apporto dell’acqua corrente nelle case dei cosentini».

Il primo cittadino, infatti, ha fatto il punto della situazione sulla problematica con l’assessore alla manutenzione, Francesco De Cicco, e l’assessore al verde pubblico ed ai quartieri, Pasquale Sconosciuto. Nel corso della riunione l’assessore De Cicco ha tenuto, in particolare, a precisare che «in questi primi mesi di amministrazione, sono state ripristinate ben 50 perdite idriche risalenti agli anni passati, operando, contestualmente, sulle nuove che man mano si sono, purtroppo, verificate per via delle cattive condizioni delle tubature. Non ultima quella che ci ha visti impegnati in emergenza nello scorso mese di aprile su Via Cattaneo».

Gli addetti alla manutenzione del Comune, hanno operato, peraltro, per tutto il periodo estivo insieme agli assessori De Cicco e Sconosciuto, atteso l’aumento delle criticità rispetto ai mesi invernali per via delle condizioni termiche che rendono le tubazioni più soggette a possibili rotture. Gli ultimi lavori, in ordine di tempo, sono stati effettuati su due importanti perdite di acqua, una nei pressi di piazza Ogaden e l’altra su via Aldo Moro, che hanno richiesto una grossa mole di lavoro. Al momento, inoltre, si sta valutando la natura, pubblica o privata, della fuoriuscita di alcuni reflui fognari.

«L’intervento su via Aldo Moro – ha affermato, dal canto suo, l’assessore Sconosciuto – è stato portato avanti contemporaneamente al recupero di uno slargo che fa angolo tra la stessa via Aldo Moro e Via Zanotti Bianco. L’area, che si presentava abbandonata a se stessa, piena di erbacce e colma di rifiuti, è stata prontamente ripulita grazie al lavoro delle cooperative, ed in queste ore si sta procedendo alla piantumazione di nuove essenze (Gigli, citronella e thulbaghia) oltre che al posizionamento degli appositi cestini per i rifiuti da passeggio. Mi auguro che i cittadini la mantengano, con senso civico, pulita e ordinata».

«Il problema delle perdite idriche a Cosenza è un’emergenza che stiamo affrontando con fermezza, attraverso un impegno quotidiano e costante – ha affermato il sindaco Franz Caruso –. Ciò ci ha consentito, per come dicevo, di migliorare di molto la disponibilità di acqua corrente ai cittadini, soprattutto in alcuni quartieri dove il prezioso liquido negli ultimi mesi scorre per l’intera giornata ed anche nelle ore notturne. E ciò non succedeva da tempo immemore». (rcs)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: In Calabria buttiamo l’acqua a mare

di PIETRO MOLINARO – In Calabria, territorio ricco d’acqua, potremmo essere un’isola felice grazie alle scelte di un secolo fa con la realizzazione dei Laghi Silani e le grandi opere infrastrutturali dell’ex Cassa per il Mezzogiorno che per fortuna, negli ultimi dieci anni, hanno preso in carico gli Agricoltori gestendo i Consorzi di Bonifica.

Nei Dipartimenti Regionali di competenza, forse per il possesso di una previsione meteorologica segreta, guardano con indifferenza e mostrano quasi fastidio alle sollecitazioni dei Consorzi di Bonifica sui rischi economici e di ordine pubblico. Nessuna reazione preventiva del Dipartimento Agricoltura all’esigenza nazionale di dichiarare lo stato di emergenza, silenzio assoluto sul focolaio di protesta ad Isola Capo Rizzuto per lo scarso livello della vasca Sant’Anna e all’appello del Consorzio di Trebisacce sull’impossibilità di garantire l’irrigazione se lasciati soli.

I Consorzi di Bonifica, unici gestori dell’acqua per l’irrigazione, sono lasciati soli e senza “armi” nelle guerre dell’acqua, contro Multinazionali che pagano il prezioso “oro blu” due soldi. Sono altresì a mani nude sul “fronte”, lungo migliaia km, di infrastrutture obsolete. La Calabria produttiva non può ricevere queste colpevoli disattenzioni. (pm)

Emergenza idrica a Vibo, Lo Schiavo (DeMa): Regione deve dare risposte

Il consigliere regionale di De Magistris presidente, Antonio Lo Schiavo, è intervenuto nella seduta straordinaria del Consiglio comunale di Vibo Valentia convocata per discutere della crisi idrica che ha interessato la città e diversi comuni, ribadendo che chiederà al presidente Occhiuto «cosa pensa di fare riguardo alla gestione delle risorse idriche calabresi».

Lo Schiavo, inoltre, chiederà al Governatore «come pensa di mandare avanti il sistema delle acque intese come bene pubblico e collettivo affinché ai cittadini calabresi venga garantita la possibilità di fruire di un servizio essenziale, di qualità adeguata e senza più disagi e difficoltà a carico dei cittadini».

«La questione dell’emergenza idrica nella città di Vibo Valentia – ha spiegato – affonda nel tempo le sue radici ed è particolarmente sentita dall’opinione pubblica. Oggi la discussione, peraltro, si ripropone esattamente nei termini di una mozione che presentai qualche anno fa quando ero consigliere comunale. Il punto, come allora, è capire in che modo ottenere una forma di autonomia quando si verificano le gravi emergenze che ciclicamente riguardano la nostra comunità e non solo».

«Quella idrica – ha detto Lo Schiavo – è un’emergenza che tocca uno dei diritti essenziali della comunità e sul tema dell’acqua non può essere consentita alcuna forma di speculazione privata, come sancito anche da un referendum popolare. Ho presentato un’interrogazione al presidente della Regione per chiedere che s’intervenga sulla ristrutturazione e sul potenziamento dello schema acquedottistico dell’Alaco, perché ritengo che non sia più rinviabile una riflessione sull’adeguatezza di infrastrutture evidentemente desuete e senza manutenzione. Inoltre, ritengo sia oggi indispensabile capire se una società come Sorical, attualmente in liquidazione, sia ancora nelle condizioni di gestire in maniera efficiente ed efficace il sistema».

Emergenza idrica a Vibo, Lo Schiavo (DeMa presidente): Regione rinnovi il sistema idrico dell’Alaco

Il consigliere regionale di De Magistris Presidente, Antonio Lo Schiavo, ha chiesto alla regione di rinnovare il sistema idrico dell’Alaco, la condotta adduttrice che, a causa di una frana, ha provocato una grave emergenza idrica nella città di Vibo Valentia e in altri Comuni della Provincia.

«Non è più tollerabile che migliaia di cittadini – ha dichiarato Lo Schiavo – possano essere tenuti sotto scacco per giorni e giorni a causa di un evento critico che, seppur in questo caso imponderabile, a mio avviso dimostra la vulnerabilità e l’inadeguatezza di infrastrutture ormai troppo fragili. Le immagini che arrivano dal luogo in cui si è verificata la frana, al netto dell’encomiabile e instancabile impegno profuso dal personale che sta provvedendo al ripristino, non lasciamo spazio a dubbi: si tratta di tubature desuete che da molti anni non vengono sostituite in una rete che da lungo tempo non fruisce di interventi di manutenzione».

«E sono gli stessi vertici della Sorical, peraltro – ha aggiunto – a chiedere che la rete adduttrice che va dal bacino dell’Alaco ai comuni del Vibonese, venga completamente rinnovata e adeguata a standard più attuali. Allo scopo la società ha anche elaborato un progetto che tocca ora alla Regione mettere in cantiere per non disattendere il fondamentale diritto di avere un servizio efficiente invocato da migliaia di cittadini. Ma più complessivamente è arrivato il momento di ripensare la gestione delle risorse idriche della Calabria e che esse tornino completamente sotto il controllo pubblico in una logica orientata da criteri di utilità sociale e non più rivolta al mercato o alla massimizzazione dei profitti».

Per il consigliere Antonio Lo Schiavo inoltre: «Occorre al contempo individuare soluzioni alternative allo schema idrico dell’Alaco se questo si dimostra, come in questo caso, insufficiente o deficitario rispetto alle esigenze della popolazione servita. Penso ad un suo potenziamento e integrazione con quelle infrastrutture idriche incompiute o mai entrate in funzione come la diga sul Metramo che, se attivata, offrirebbe un sostanzioso supporto nell’approvvigionamento idrico nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia».

«Su questi aspetti – ha concluso – sono pronto a battermi con le necessarie azioni in Consiglio regionale cominciando da un’apposita interrogazione consiliare che presenterò in vista della prossima assemblea. Non mancherà mai, quindi, il mio impegno affinché un bene primario come l’acqua sia gestito in maniera più efficiente e socialmente responsabile e disagi come quelli che stanno vivendo i vibonesi non abbiamo più a verificarsi». (rvv)

Crisi idrica, De Magistris al fianco dei sindaci: È giusto pretendere acqua completamente pubblica

Luigi De Magistris, candidato alla Regione Calabria, si è unito alla mobilitazione dei sindaci nel pretendere acqua completamente potabile, in quanto «è inqualificabile che la Regione Calabria, piena di montagne, con l’aria e l’acqua tra le più pulite d’Europa, soffra di assenza endemica della risorsa primaria per l’essere umano».

Un’azione giusta, quindi, quella di «mobilitarsi contro la decennale crisi idrica in Calabria e a sollecitare il prossimo governatore della Regione» per De Magistris che ha, però, ricordato come «solo qualche giorno fa il commissario straordinario di So.Ri.Cal. S.p.A., Cataldo Calabretta, prometteva di escludere tutti i primi cittadini dalla gestione del servizio idrico, usando la tanto attesa riforma regionale per trasformare la stessa So.Ri.Cal. in una “multiutility”, nella quale ancora non si capisce quale ruolo verrebbe a ricoprire Veolia, principale azionista della società».

«Deve finire, prima possibile – ha evidenziato – questa gestione privatistica di una S.p.A. che, per quanto possa diventare tutta a gestione pubblica, non dubito che cercherà sempre di puntare al profitto invece di garantire un servizio efficiente e di qualità ai cittadini calabresi. Mentre invece sono lasciati spesso a secco sia i centri urbani come Crotone, che sta soffrendo incredibilmente a causa di disservizi, sia i borghi montani interni, dove è già tanto se l’acqua arriva a settimane alterne. Insomma, una gestione, quella di So.Ri.Cal del tutto fallimentare, e che non si utilizzi la scusa della società in liquidazione da 8 anni».

«Nella mio mandato a Napoli – ha concluso – sono l’unico sindaco d’Italia ad aver applicato il referendum sull’acqua pubblica, garantendo la gestione pubblica al 100%, ho assunto personale e riesco a far pagare ai cittadini tariffe basse, con acqua limpida e pulita e distribuita a tutti. La stessa cosa farò da presidente della Regione Calabria: questa regione sarà la prima in Italia ad avere acqua pubblica, gestita in maniera trasparente, con un’azienda speciale con all’interno lavoratori ed esponenti delle associazioni ambientaliste».

La risposta di Calabretta

Calabretta, commissario della Sorical, in merito alle dichiarazioni di De Magistris, ha detto che «qualcuno consigli al candidato De Magistris di studiare le norme vigenti in Italia prima di fare elucubrazioni senza senso sul servizio idrico».

«L’oramai ex sindaco di Napoli – ha spiegato – mi attribuisce la frase ‘I Comuni saranno eliminati dalla gestione delle risorse idriche, estrapolandola da un ragionamento che è, invece, in linea con quanto ha stabilito il governo e l’Autority (Arera) nella Segnalazione 27 luglio 2021 331/2021/I/idr – Arera».

«È la normativa nazionale ed europea – ha spiegato ancora Calabretta – vieta ai Comuni la gestione diretta del servizio idrico integrato, che va affidata, invece, ad un gestore industriale attraverso procedure di legge: gara competitiva in caso di scelta di forma di gestione privata o mista; diretta se, come in Calabria, si sceglie la forma in-house, compito che spetta dall’Autorità Idrica Calabrese, diretta emanazione dei Comuni. È l’Autorità Idrica Calabrese che in Calabria avrà il compito di affidare il servizio e di pianificare gli investimenti nel settore idrico attraverso il Piano d’ambito. De Magistris continua invece a decantare le virtù di Abc Napoli, trasformata da lui da Spa controllata al 100% dal Comune ad Azienda Speciale, cioè ente pubblico economico, mentendo ai calabresi, generando confusione al pari degli inquinatori di pozzi».

Secondo Calabretta, «l’affidamento in house del servizio idrico a Napoli non rispetta la norma di legge come ha evidenziato più volte l’Autorità idrica Campana, perché la società deve operare in tutto l’Ambito ottimale di Napoli (altri 32 Comuni con il capoluogo) e non solo nella città. E questa è una violazione di legge, e De Magistris nei 10 anni di sindacatura non l’ha rimossa e dovrà essere fatta da altri entro fine anno».

«La stessa Abc Napoli – ha detto ancora Calabretta – ha inviato alla Parlamento una memoria per chiedere nuove norme che regolano le procedure gestionali delle Aziende Speciali perché non è in grado di operare con efficacia ed efficienza. In sostanza Abc Napoli chiede di operare con le norme delle Spa a controllo pubblico».

«Non è un caso, faccio notare a De Megistris – ha argomentato Calabretta – se in Italia la quasi totalità dei gestori del servizio idrico sono società per azioni a controllo pubblico. Circa i profitti sull’acqua, De Magistris racconta un’altra barzelletta, si faccia spiegare dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, perché non ha pubblicizzato Acea e perché il M5S ha abbondato la battaglia demagogica che oggi lui ha rispolverato per la Calabria».

Infine Calabretta fa chiarezza su un punto: «Ricordo, a De Magistris, che l’Assemblea dei soci di Sorical (Regione e Veolià), dal 2004 ad oggi non ha mai distribuito dividenti e quindi gli utili di gestione sono rimasti in azienda, al pari di Abc Napoli. Ricordo anche che nei primi anni di vita di Sorical tra i componenti del Consiglio di Amministrazione c’erano anche i Presidenti protempore delle cinque Province calabresi. Quindi tutte le scelte fatte sono state ampiamente condivise con il pubblico».

«Riguardo al processo di pubblicizzazione di Sorical, avviato dalla Regione – ha concluso – è in dirittura d’arrivo. La società uscirà dalla liquidazione e la Regione, nella qualità di unico azionista, è nelle condizioni aprire un confronto a tutto campo con l’Autorità Idrica Calabrese per procedere all’affidamento del servizio idrico secondo le normative nazionali di legge». (rcz)

Emergenza idrica, i sindaci dei Comuni capoluogo diffidano la Sorical

Sergio Abramo, Maria Limardo, Vincenzo Voce e Giuseppe Falcomatà, rispettivamente sindaci di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria, hanno redatto un documento di diffida a Sorical e un appello ai candidati alla presidenza della Regione Calabria per l’emergenza idrica nella regione.

Ciò è avvenuto al termine di una riunione svoltasi a Lamezia Terme, alla presenza di Marcello Manna, presidente di Anci Calabria, che ha sottolineato come «la richiesta più importante è quella di eliminare i ritardi, non sono più tollerabili.  Entro giugno 2022 dovremo avere un gestore unico del settore idrico. Proviamo a far diventare normale questa regione».

Nel documento si legge, tra l’altro, che i sindaci intendono sottoscrivere l’impegno per una mobilitazione unitaria volta a denunciare, nei confronti di Sorical e della Regione Calabria, le gravi e annose criticità in cui versa l’intero ciclo idrico regionale.
La situazione di emergenza, aggiungono i sindaci e i rappresentati di Anci e Upi, che riguarda l’approvvigionamento idrico in tutta la Calabria è degenerata nel corso della stagione estiva, in numerose comunità, nei piccoli e grandi comuni, private di un bene primario anche per intere giornate, senza che siano state messe a disposizione le autobotti per il rifornimento di acqua a richiesta locale, venendo meno gli essenziali doveri di Protezione Civile.

«È evidente – si legge nel documento – che bisogna riscrivere una Carta dei Servizi che permetta ai calabresi di godere pienamente di un bene primario. Con riguardo alla società che gestisce le risorse idriche calabresi manca, allo stato, una progettualità, puntuale e dettagliata, che consenta di porre le basi dal punto di vista tecnico, per la costruzione di un nuovo sistema di acquedotti, che sia, finalmente, efficace ed efficiente».

«Una lacuna, questa – si legge ancora – dovuta anche alla fragilità finanziaria in cui versa Sorical, dovuta ai mancati investimenti da parte della Regione, oltre che dalla impossibilità dei comuni a garantire, con regolarità i pagamenti delle quote loro spettanti. Il dato storico, risalente a decenni addietro è l’assenza del servizio idrico nell’agenda politica della Regione Calabria, Argomento che sarebbe dovuto essere di primario interesse per chi ha governato il nostro territorio».

«Dal punto di vista organizzativo — si legge ancora – è fondamentale superare l’impasse tra Regione e Sorical riguardo l’individuazione del gestore unico, da parte dell’Autorità Idrica Integrata, a cui affidare la gestione del servizio idrico integrato.
Nonostante le diverse sollecitazioni pervenute dai sindaci, persistono gravi ritardi che impediscono di poter far partire un programma di investimenti necessario all’ottimizzazione dei servizi.»

«I problemi della depurazione – hanno proseguito i sottoscrittori – dimostrano che ormai è giunto al collasso l’intero ciclo integrato. Le complesse problematiche che continuano ad attagliare il sistema della depurazione si ripercuotono, con riflessi drammatici, sulla qualità dell’ambiente e dei nostri mari, e provocano ingenti danni per le potenzialità turistiche e l’immagine complessiva del territorio regionale».

«È quasi superfluo – hanno proseguito – denunciare gli elementi di criticità che riguardano la governance di un comparto al centro di interesse della Regione Calabria da diversi decenni. I disagi che quasi tutti i comuni devono affrontare sono dovuti ad una constatata insufficienza strutturale in ragione della quale alcuni comuni presentano gravi deficit fognari – depurativi conclamati con impianti di trattamento».

«Analizzando nel dettaglio – hanno aggiunto i sottoscrittori – le criticità riscontrate nel servizio idrico in Calabria è evidente, la vetustà delle condotte idriche di gestione Sorical che alimentano gran parte dei serbatoi comunali. Durante tutto l’anno si registrano guasti continui al servizio che vengono fronteggiati solo attraverso continui interventi estemporanei, assolutamente insufficienti a garantire un approvvigionamento idrico adeguato ai bisogni di tutto il territorio regionale. L’assenza totale di programmazione ha come conseguenza l’impossibilità di poter contare su uno specifico piano di manutenzione che consenta di affrontare l’ordinaria e straordinaria manutenzione».

«Sulla base di tali considerazioni i sindaci, l’Anci e l’Upi Calabria – si legge ancora – in rappresentanza di tutti gli ambiti territoriali, si impegnano a diffidare Sorical affinché predisponga, nel più breve tempo possibile, un Piano di gestione del servizio idrico che garantisca un approvvigionamento costante e capillare in tutti i comuni calabresi».

Gli stessi sottoscrittori si appellano ai candidati alla presidenza della Regione al fine di assumere, in via formale, il primo ed improrogabile impegno della futura Giunta a definire un progetto di riqualificazione e riorganizzazione dell’intero ciclo idrico integrato regionale attraverso un investimento adeguato a superare l’emergenza acqua oltre alle attività che devono riguardare tutti gli altri servizi essenziali.

I problemi sul ciclo idrico integrato, concludono i sottoscrittori, e sul sistema dei rifiuti riguardano allo stesso modo tutte le comunità e richiedono un impegno ed un coinvolgimento collegiale dei sindaci. La nostra proposta al futuro governatore è quella di istituire una commissione permanente di cui facciano parte i sindaci dei comuni capoluogo e gli amministratori dei centri più popolosi della Calabria.

«Insieme ai colleghi sindaci – ha dichiarato Falcomatà – abbiamo voluto affrontare i problemi e le questioni più importanti in maniera collegiale ed attraverso una piattaforma unitaria, al di là di tutte le appartenenze geografiche o partitiche, che non devono rappresentare un limite al dialogo e soprattutto alla rappresentanza delle istanze territoriali».

«Siamo qui da sindaci – ha spiegato ancora – da amministratori abituati ad affrontare i problemi personalmente e direttamente, con un approccio pragmatico funzionale alla risoluzione delle questioni. E, in questo senso, trovo che la discussione avviata insieme ai colleghi dei più grandi Comuni calabresi abbia un valore straordinario. Un confronto molto proficuo e concreto, all’insegna dell’unità, che ci ha consentito di stilare un documento che pone all’attenzione di tutti i candidati alla carica di Governatore le problematiche più importanti cui vanno incontro i Comuni e quindi i cittadini calabresi. Questioni che affondano le loro radici molto indietro nel tempo e che sono frutto di una scarsa o addirittura nulla capacità di programmazione da parte della politica regionale».

«In questo senso – ha concluso Falcomatà – chiediamo un’attenzione particolare alle priorità individuate, sulle quali è necessario agire con urgenza per un’attività di riforma, in termini organizzativi e di risorse, soprattutto nella fase della programmazione regionale che ha ovviamente ricadute decisive sui territori».

«Un’estate drammatica, anche Crotone è stata sommersa dai rifiuti. Senza dimenticare la crisi idrica e l’emergenza incendi che fortunatamente ha riguardato solo parzialmente l’area del crotonese. L’incontro di oggi servirà a sensibilizzare il prossimo governatore» ha detto il sindaco Voce.

Per il sindaco di Vibo, Maria Limardo, «i sindaci  non possono essere lasciati solo a fronteggiare emergenze che aspettano da anni soluzioni a livello regionale. Si tratta di problemi che devono essere affrontati e risolti passando necessariamente da un tavolo regionale. Accanto alle risorse del Pnrr, abbiamo l’impellente necessità di superare i problemi atavici e insopportabili che affliggono la Calabria». (rcz)