EMERGENZA RIFIUTI: LA CALABRIA È SOLA
A FRONTEGGIARE IL DEGRADO AMBIENTALE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria è unica, ma troppo spesso è lasciata da sola a fronteggiare le emergenze, per questo va sostenuta e aiutata a fronte delle troppe criticità che non investono solo il campo sanitario. Soprattutto, va preservata sul piano ambientale e aiutata a combattere contro i rifiuti che invadono strade, borghi e spiagge.

Nella nostra regione, purtroppo, quella dei rifiuti è un’emergenza spesso ricorrente contro cui cittadini e Comuni devono far fronte. E non bastano gli appelli lanciati dalle istituzioni o le campagne e iniziative di Associazioni per pulire la Calabria. Serve un’azione concreta, un vero e proprio Piano Marshall contro i rifiuti, per porre fine a una vera e propria emergenza di cui non si vede la fine.

Proprio pochi giorni fa, il sindaco di Cariati, Filomena Greco, denunciava come la città fosse invasa dai rifiuti, e che «tutte le soluzioni tampone adottate non servono ad altro se non a complicare la situazione, ad alimentare il disagio e il malcontento dei cittadini».

Mentre proprio nella giornata di giovedì 22 dicembre, a Tropea un esercito di 700 studenti, al grido di «Lavoriamo per noi», hanno raccolto i mozziconi di sigaretta che invadevano il borgo. Una iniziativa del Circolo di Legambiente di Ricadi, che ha permesso di ripulire, completamente, la città dai rifiuti lasciati dagli incivili.

Quella contro i mozziconi di sigaretta, tra l’altro, non è la prima battaglia: FederAnziani Calabria e Federcentri Coordinamento Regionale, da diverso tempo, ha lanciato una importante progetto dal titolo Non esiste un Pianeta B, dedicato proprio alla raccolta dei mozziconi.

Secondo quanto riferito da Diego Tommasi, ex assessore regionale all’Ambiente, «il 26% dei calabresi fuma con una media di 15 sigarette al giorno, per un totale annuo di 2.750.000.000; si stima che il 60% dei fumatori non smaltisca correttamente i mozziconi di sigarette, così una gran quantità di esse invade fiumi, coste e spiagge finendo in mare. Quindi 1 miliardo di mozziconi di sigarette, pari a 300 tonnellate di rifiuto speciale, provocano danni enormi al sistema ambientale calabrese».

«Le cattive abitudini dei fumatori, sono anche associate alla mancanza di strumenti per disfarsi correttamente dei mozziconi eppure una Legge dello Stato, la n° 221 del 28/12/2015, disciplina questa materia, la legge di che trattasi prevede l’installazione nelle strade, nei parchi e nei luoghi ad alta aggregazione sociale di appositi raccoglitori. La legge prevede, inoltre, la possibilità di sanzionare i trasgressori con multe che variano dai 25 a 300 euro», ha spiegato Maria Brunella Stancato, presidente di FederAnziani.

Il progetto, partito da Scalea e che ha permesso la raccolta di ben 22 kg di sigarette. Numeri che non dovrebbero stupire, considerando che, nell’ultima rilevazione di Legambiente, i mozziconi di sigaretta sono al secondo posto dei rifiuti trovati nelle spiagge, ossia l’8,5%. In testa, oggetti e frammenti di plastica (14,7%).

Anche quella della plastica, nella nostra regione, rappresenta una piaga. Su questo fronte, sono tantissime le Associazioni che sono scese in campo per proteggere l’Ambiente. Basti pensare a Plastic Free che organizza, molto spesso, campagne di raccolta della plastica nelle spiagge calabresi. Proprio il 26 dicembre, ne è in programma una a Roccella Jonica, al Largo Colonne Rita Levi Montalcini.

«La Calabria ha, purtroppo, ancora grandi problemi nella gestione del ciclo dei rifiuti che dovrà essere migliorata – ha dichiarato la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – puntando su un deciso incremento non solo della raccolta differenziata in termini percentuali ma soprattutto in termini di qualità della raccolta, per raggiungere nel minor tempo possibile l’obiettivo europeo del 65% di riciclo netto di materiali e per evitare l’avvio di procedure di infrazione a livello comunitario».

«La priorità calabrese – ha proseguito – è quella di programmare e realizzare gli impianti necessari al recupero e riciclo delle frazioni di rifiuto più importanti e strategiche massimizzando il riciclo ed il riuso dei materiali e riducendo al minimo i materiali indifferenziabili. Si tratta di una strada obbligata per uscire, finalmente, da quella logica delle discariche e dei termovalorizzatori ancora così viva nella nostra Regione ma assolutamente contraria ai principi dell’economia circolare e dello sviluppo ecosostenibili».

Che cosa è stato fatto, dunque, dalla Regione? Intanto, è stato approvato il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Un documento «estremamente importante  con il quale vogliamo da una parte rafforzare l’economia circolare – con la riconversione dell’impiantistica di trattamento già esistente sul territorio -, dall’altra prepararci a fronteggiare le emergenze e rendere la Calabria completamente autonoma», ha detto il presidente Occhiuto, nel mese di marzo 2022.

Da allora, ad oggi, sono state fatte tante cose in tema rifiuti. Lo ha spiegato lo stesso Occhiuto nella conferenza di fine anno, ricordando che «abbiamo fatto i salti mortali per evitare di spedire rifiuti all’estero, pagando 320 euro a tonnellata come avveniva in passato».

«Ci siamo riusciti, ma sono pochi gli impianti perché il sistema delle autonomie locali non ha individuato gli impianti per il trattamento dei rifiuti. Per migliorare tutto il sistema – ha concluso – stiamo procedendo per il raddoppio del termovalorizzatore».

Una infrastruttura che è sempre stata definita dal Governatore come un’opera strategica, ma che sta trovando non pochi ostacoli lungo la via. Nonostante ciò, il Governo guidato da Giorgia Meloni ha riconosciuto l’importanza dell’infrastruttura e, adesso, si è solo in attesa che il presidente del Consiglio dei ministri «prenda in mano il dossier», come ha auspicato Occhiuto. (rrm)

 

La sindaca di Cariati Greco: Trovare una soluzione definitiva a emergenza rifiuti

La sindaca di Cariati, Filomena Greco, ha lanciato un appello alla Regione Calabria, affinché si adoperi immediatamente per la soluzione definitiva della questione che non è esclusiva di Cariati ma riguarda tutto il territorio.

«Che saremmo arrivati a Natale con le strade invase dai rifiuti – ha spiegato – era un rischio che avevamo previsto con largo anticipo, ancora prima dell’Immacolata. L’ennesima comunicazione da parte della ditta sull’impossibilità di proseguire con lo stoccaggio e sulla riduzione dei conferimenti, conferma che siamo in piena emergenza e che tutte le soluzioni tampone adottate non servono ad altro se non a complicare la situazione, ad alimentare il disagio ed il malcontento nei cittadini».

«Legati a doppio filo persino alle condizioni meteo che determinano la possibilità di raccolta o meno – ha proseguito – noi amministratori eravamo e restiamo impotenti di fronte alle giustificate rimostranze dei cittadini. La Ekrò ha comunicato che fino alla vigilia di Natale si dovrà dare priorità al conferimento degli scarti di vagliatura della frazione organica da raccolta differenziata; il quantitativo di frazione indifferenziata conferibile in impianto è indicativamente pari a 50 – 6° tonnellate al giorno se le condizioni meteo lo permettono; la linea di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata rimarrà ferma». (rcs)

Il sindaco Filomena Greco: A Cariati boicottaggio nella raccolta dei rifiuti

Il sindaco di Cariati, Filomena Greco, ha denunciato che a Cariati «è in atto un vero e proprio boicottaggio nel e del sistema di raccolta quotidiano, a danno esclusivo della vivibilità e dell’immagine della Città», chiedendo «a tutte le autorità competenti di indagare con urgenza, mettendo in atto tutti provvedimenti per ripristinare ordine, pulizia e legalità».

Il primo cittadino, infatti, ha definito inaccettabile ed insostenibile quanto si sta registrando da giorni nella raccolta rifiuti: «vi sono intere zone cittadine nelle quali, inspiegabilmente, pur essendovene tutte le condizioni, non si raccoglie da tempo con innumerevoli disagi per residenti e turisti ai quali siamo vicini ribadendo massima comprensione, ascolto e disponibilità».

«Nonostante l’interlocuzione quotidiana con gli impianti di raccolta – ha proseguito – ai quali va il nostro ringraziamento per grande disponibilità dimostrata e che continuano a dimostrare, non si riesce a capire per quale motivo le quantità di rifiuti raccolte e conferite sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle concordate dall’Amministrazione Comunale con gli impianti di conferimenti e puntualmente comunicate alla ditta, quantità irrilevanti – questo è il dato più grave – rispetto alla mole di rifiuti accumulatisi nelle settimane scorse a causa del gravissimo disagio causato dalla ditta precedente e sostituita».
«La verità di questa situazione vergognosa verrà a galla ne siamo certi – ha sottolineato –.Abbiamo informato di ciò sia la Prefettura di Cosenza, sia commissario straordinario dell’Autorità rifiuti e risorse idriche Calabria, Bruno Gualtieri, dimostratisi entrambi attenti e disponibilissimi a supportare il nostro comune su questa vicenda strana, assurda e che deve essere indagata, chiarita e risolta con massima celerità».
«Abbiamo chiesto aiuto alle forze dell’ordine affinché effettuino anche loro dei controlli su tutti i passaggi del sistema di raccolta in atto, per individuare – ha concluso – falle o peggio comportamenti dolosi che stanno causando in queste ore danno gravissimi alla cittadinanza alla quale l’Amministrazione Comunale, pur non essendone in alcun modo responsabile – chiosa la Greco – chiede scusa per quanto sta accadendo e subendo». (rcs)

 

CARIATI (CS) – Il sindaco Greco presenta esposto alla Procura per l’emergenza rifiuti

Il sindaco di Cariati, Filomena Greco, ha presentato un esposto alla Procura di Castrovillari per l’emergenza rifiuti provocata dalla chiusura dell’impianto TMB di Bucita e ha rinnovato il suo invito alla Regione «ad intervenire, con i poteri sostitutivi previsti dalla legge regionale 14/2014, nel più breve tempo possibile per scongiurare ogni altro danno, anche economico, ai territori. Il termovalorizzatore di Gioia Tauro al momento è l’unica risposta possibile».

Da diversi mesi l’impianto TMB di Corigliano-Rossano non garantisce il normale conferimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) indifferenziati e da più di tre settimane lo stesso risulta praticamente chiuso perché, a dire del gestore e così come trapela dalla stampa, non è possibile conferire gli scarti di lavorazione in discariche e/o trasportarli all’estero.

«Il disservizio – ha spiegato il primo Cittadino – ha travolto anche il Comune di Cariati che nonostante le difficoltà economiche continua a fare di tutto per essere in regola con i pagamenti ed i cui cittadini con grande senso di responsabilità hanno portato la raccolta differenziata al 72%».

«L’Ente – ha sottolineato – subisce pesantemente le conseguenze del continuo mancato servizio, anche in termini economici per le finanze comunali. Ad oggi, a detta del gestore del sito e dell’ano Cosenza, non sussistono prospettive che lascino sperare in una celere soluzione della problematica. Tali interruzioni che ormai perdurano e si ripetono continuamente, sono dovute prevalentemente alle deficienze dell’impiantistica che è di proprietà della Regione Calabria e da una legislazione regionale, in materia di rifiuti, inadeguata». (rcs)

Caos rifiuti a Reggio, il sindaco Falcomatà assicura l’impegno per garantire continuità del servizio

L’obiettivo primario è quello di «non interrompere, nemmeno per un giorno, il servizio di igiene urbana» a Reggio Calabria. È stato chiaro il sindaco Giuseppe Falcomatà, nel corso della conferenza stampa, a Palazzo San Giorgio, per la problematica riguardante la raccolta dei rifiuti.

Presenti, anche, l’assessore comunale all’Ambiente e Ciclo integrato dei rifiuti, Paolo Brunetti, il Direttore generale del Comune, Demetrio Barreca e il dirigente del settore Ambiente, Domenico Richichi.

«Venerdì – ha spiegato il primo cittadino – è emersa una forte preoccupazione in merito al servizio di raccolta dei rifiuti soprattutto per il periodo che va dal 31 ottobre in poi, ma in questi giorni non abbiamo mai smesso di lavorare con i nostri uffici e sempre nel quadro del tavolo di concertazione e condivisione attivo in Prefettura ormai da tempo con tutte le istituzioni preposte, con i sindacati per quanto attiene la tutela dei lavoratori, con l’obiettivo prioritario di non interrompere, nemmeno per un giorno, il servizio di igiene urbana».
«Non è vero – ha poi aggiunto Falcomatà – che il Tar ha ritenuto illegittimo il bando o che abbia redarguito l’amministrazione comunale. Il bando è pienamente legittimo e l’ordinanza del Tar è relativa ad una parte, minima peraltro, dell’offerta di una delle due concorrenti».
«La società vincitrice – ha spiegato – ha fatto un’offerta su una parte del bando, la società non vincitrice ha fatto ricorso rispetto a quella specifica offerta riguardante una singola clausola del bando e il Tar l’ha accolta. Si tratta di una materia che in tante altre situazioni analoghe, per non dire identiche, sono state valutate in modo diverso da altri Tar o comunque poi ribaltate davanti al Consiglio di stato. Con il conforto di questa giurisprudenza, ma soprattutto con la certezza dell’operato portato avanti in questi mesi, noi faremo valere le nostre ragioni nelle altre sedi giurisdizionali di competenza».
Rispetto all’operato della commissione esterna. ha inoltre chiarito il primo cittadino, «è bene ribadire che essa non ha scritto il bando, ma solo valutato le offerte proposte dalle società partecipanti e ha proposto all’ufficio tecnico dell’amministrazione comunale la aggiudicazione. Commissione esterna che in qualche modo è stata necessaria dal momento che il bando è stato scritto e redatto di nostri professionisti, funzionari e dirigenti interni».
«È del tutto evidente – ha proseguito – che per ragioni di opportunità è necessario distinguere sempre bene il controllore dal controllato. Non oso immaginare quante cose si sarebbero dette se la commissione fosse stata composta dalle stesse persone che hanno scritto il bando. In ogni caso invito chiunque a verificare i profili, i percorsi professionali e i curricula dei commissari esterni».
«Chi non ha voglia di interpretare il proprio ruolo di rappresentante delle istituzioni come servitore di questa città – ha poi concluso il sindaco – e soprattutto chi non ha voglia di fare delle proposte utili a uscire da questa situazione, abbia quanto meno la dignità di non confondere i cittadini, di non dire bugie e di lasciare lavorare chi ha a cuore questa città».
Sul sistema di raccolta dei rifiuti è in atto da un anno ormai un percorso di profondo cambiamento, ha evidenziato Brunetti, «che sta coinvolgendo le associazioni e che si avvale del supporto del Conai. Ma è fondamentale che tutti facciano la loro parte a cominciare dal lavoro all’interno della commissione».
«Tuttavia – ha concluso – si ha spesso la netta sensazione che una parte politica faccia il tifo contro, sperando che la città viva sempre un nuovo momento di difficoltà. Noi continuiamo a lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini, per fare in modo che il servizio non subisca neanche un giorno di stop e per uscire fuori e bene da questa situazione». (rrc)

A REGGIO, TUTTI INFURIATI PER I RIFIUTI
QUI UN PROBLEMA, ALTROVE UNA RISORSA

La situazione rifiuti a Reggio Calabria è arrivata al limite: i cittadini sono infuriati, esasperati, non accettano più le rassicurazioni del primo cittadini. Il problema, ormai, è diventato di una cronicità irrisolvibile che la Città dello Stretto non può più sopportare: mentre altrove dai rifiuti si ricavano energia o concime per l’agricoltura, ovvero risorse importanti per il territorio, a Reggio sono solamente una desolante realtà, un nauseabondo problema a cui non si riesce a trovare una soluzione seria e definitiva. Inutile accusare, come ha fatto in molte occasioni, il sindaco Giuseppe Falcomatà i cosiddetti lordazzi (ovvero i cittadini che buttano la spazzatura dove capita) che accatastano rifiuti su rifiuti, incuranti del comportamento incivile che però nessuno sanziona in maniera pesante, quando non incendiano i cumuli di spazzatura, provocando fumi di diossina che non sono certo un toccasana per i polmoni dei residenti.

Sono state annunciate troppe volte le aperture di nuove discariche, si è mandata la spazzatura raccolta in altri siti extraregionali (a costi che fanno paura) ma non si è mai considerata l’idea di trasformare radicalmente la raccolta dei rifiuti in qualcosa di intelligente e utile per la Città. Togliere i cassonetti senza offrire un adeguato servizio di raccolta è stata una scelta infelice: Reggio è l’unica città del mondo dove i i rifiuti nei loro miseri mastelli vengono esposti fuori dei cancelli nei condomini, quasi fossero qualcosa di cui vantarsi. Ci sono professionalità locali in grado di suggerire soluzioni adeguate (vedi quello che è successo a Bagnara Calabra e a Cittanova) ma non vengono nemmeno convocate per ascoltare qualche proposta; c’è l’esempio della Fattoria della Piana, a Candidoni, a poche decine di chilometri dal capoluogo dove è in funzione un termovalorizzatore che trasforma in energia i rifiuti organici e in compost per concimare i campi il resto. Non solo produce energia sufficiente a gestire l’intera fabbrica di latticini e i preziosi allevamenti, ma riesce persino a fornire (a pagamento) energia ad altre zone vicine.

Il problema dei rifiuti non è solo di Reggio, sia ben chiaro, andrà affrontato e risolto a livello regionale e sarà una brutta patata bollente per la nuova Giunta e l’assessore all’Ambiente: bisognerà smettere di dire sempre no a soluzioni di tecnologia e innovazione per il trattamento rifiuti e individuare sistemi di smaltimento (in loco) che siano in grado non solo di assicurare igiene ambientale e pulizia, ma trasformare i rifiuti in ricchezza, come avviene ormai in gran parte del Nord Italia e in quasi tutta l’Europa.

Basta solo uno sbiadito ricordo a far arrabbiare ancora di più i reggini: ai tempi di Falcomatà padre, c’erano autobotti che all’acqua aggiungevano gocce di essenza di bergamotto, per irrorare le strade e renderle profumate. I lavoratori della “nettezza urbana” (non si chiamavano ancora operatori ecologici, titolo che oggi fa ghignare pensando ai disastri ambientali visibili in ogni angolo della città) lavoravano con dedizione e passione e il sindaco Falcomatà (padre) già ai primi esperimenti di “profumare la città” scendeva in vestaglia da casa (alle prime ore del mattino era già tutto splendente) per prendere un caffè con questi lavoratori, che ci tenevano al decoro e alla pulizia della loro città: per loro stessi, per i propri figli, per tutti i cittadini. Non è leggenda, è tutto vero. Ma l’attuale sindaco (Falcomatà figlio) forse non lo ricorda o non ha voglia di ricordarlo, e sa solo chieder scusa ai cittadini. Atteggiamento apprezzabile, ma non sufficiente a placare gli animi. Così si fa montare la rabbia e si fa un danno serio alla città e al suo futuro. Naturalmente, l’opposizione con questa situazione ci va a nozze per attaccare il sindaco, ma al di là dei ripetuti inviti ad andarsene e mollare, occorre precisare, per onestà intellettuale, che non vengono indicazioni, idee e progetti (però stamattina si riuniscono gli esponenti di centrodestra per formulare “proposte e soluzioni”). Gli errori sono vistosi e sotto gli occhi (e il naso) di chi è costretto a vivere in mezzo a montagne di spazzatura, ma ora serve una decisa virata. Certo, gli stop imposti dal Tar, la burocrazia e l’assurdo “impiastro di complicazioni” che sono diventate le gare d’appalto non aiutano, però non possono essere la giustificazione per non aver, fino a oggi, saputo affrontare e risolvere il problema. (s)

Gli attacchi al Sindaco

«Sindaco Falcomatà, lei non si deve permette di dire ai Cittadini che dobbiamo tenere duro e continuare a soffrire per altri mesi». È quanto ha dichiarato Nuccio Pizzimenti, presidente dell’Associazione Cittadini per il Cambiamento, in un duro attacco contro il primo cittadino che, nei giorni scorsi, ha chiesto ai reggini di «tenere duro» a seguito della decisione del Tar di sospendere il bando per l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria. Una decisione, quella del Tar, che rischia di lasciare la città senza qualcuno che gestisca il servizi rifiuti, «un dramma, un disastro assoluto» ha commentato il primo cittadino, che ha sottolineato come si tratta di «una situazione che dobbiamo e vogliamo evitare in tutti i modi.

«Nonostante la buona volontà di Falcomatà a cercare di risolvere la questione cercando di «avere una pronuncia del Consiglio di Stato prima del 15 dicembre», data in cui è fissata l’udienza, questo nuovo “caso” è goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha dimostrato, ancora una volta, l’inadeguatezza della Giunta comunale e di un sindaco che «non assolve neanche ai suoi doveri di Presidente Ato – ha detto Pizzimenti – e che non sa stabilire le priorità, perseverando intenzionalmente nei suoi errori, addossandone poi le conseguenze alla popolazione, a nostro avviso, deve chiedere scusa e rimettere il mandato a causa della incapacità politica, tenendo in debita considerazione anche la sconfitta politica alle ultime elezioni Regionali, che l’hanno visto sconfitto anche con il candidato che ha sostenuto.

«Il sindaco Falcomatà, non può e non deve dire che i Cittadini devono soffrire a causa delle sue scelte sbagliate, poiché va ricordato, che, essi pagano la tasse sui rifiuti, a fronte della quale non ricevono un buon servizio di raccolta e, pertanto, vanno risarciti» ha detto ancora il presidente di Cittadini per il Cambiamento, che ha chiesto di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria su tutto il territorio comunale, e di chiedere l’intervento dell’Esercito per pulire la città.

A chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco, anche il consigliere comunale e Metropolitano Antonino Minicuci, che ha dichiarato che «sono certo che Falcomatà ami Reggio Calabria, e nutra un sentimento di sincero affetto per la città. È arrivato però il momento di dimostrarlo con i fatti: il sindaco prenda atto che è finita, che sta mortificando Reggio Calabria da sette lunghissimi anni».

«Nei mesi scorsi – ha spiegato – io e tutta l’opposizione in consiglio comunale abbiamo condiviso l’invito del sindaco Falcomatà ad una sorta di ‘pacificazione’, fatta di toni più pacati e una maggiore collaborazione per il bene della città. Alla luce di quanto emerso in relazione alla gestione dei rifiuti però, mi appare inevitabile esternare  una grande amarezza, pari solo al disagio nel vedere Reggio Calabria ridotta in queste condizioni, che potrebbero addirittura peggiorare nelle prossime settimane. Il sindaco Falcomatà, in campagna elettorale, aveva rassicurato i reggini, garantendo che avrebbe risolto il problema rifiuti entro il primo novembre del 2020.

«In occasione di uno dei confronti diretti avuti davanti alle telecamere – ha proseguito Minicuci – con parole forti ma eloquenti avevo ricordato a Falcomatà come per anni non si fosse fatto nulla, e che mancavano del tutto le strategie e le competenze per risolvere la problematica rifiuti. Il sindaco però, oltre a puntare l’indice verso la Regione Calabria alla ricerca di colpevoli, si abbandonava alle solite promesse da Pinocchio.

«In occasione di uno dei confronti diretti avuti davanti alle telecamere – ha detto Minicuci – con parole forti ma eloquenti avevo ricordato a Falcomatà come per anni non si fosse fatto nulla, e che mancavano del tutto le strategie e le competenze per risolvere la problematica rifiuti. Il sindaco però, oltre a puntare l’indice verso la Regione Calabria alla ricerca di colpevoli, si abbandonava alle solite promesse da Pinocchio».

A ribadire che «Reggio Calabria non merita  di essere presa a calci, pugni e schiaffi dalla cronica e incorreggibile incapacità amministrativa di un sindaco e dei suoi sodali, leali a lui, sleali nei confronti della città» sono state Angela Marcianò e Filomena Iatì, rispettivamente presidente e consigliere comunale di “Impegno e Identità”, per nulla disposte a raccogliere le sconce lacrime di coccodrillo del primo cittadino.

«Alle gravi disfunzioni amministrative – hanno detto – alle inchieste giudiziarie, alla carenza di erogazione di acqua potabile, alle pessime condizioni del manto stradale, alla mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani protrattasi ormai da tempo, si aggiunge ora questo ennesimo intoppo che potrebbe determinare, per i mesi a venire, un ulteriore, ancor più grave, situazione emergenziale già conclamata nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella nostra città».

«Il rischio serio che per mesi si protragga questa situazione emergenziale è la rappresentazione plastica dell’indefinibile modo di gestire le sorti della collettività da parte del sindaco e della sua striminzita cerchia di adepti a Palazzo San Giorgio» hanno proseguito Marcianò e Iatì, sottolineando che «sono mesi che, in un’altalena di dichiarazioni e richiesta di tempo, il sindaco, rivolgendosi alla cittadinanza, ha assicurato una soluzione della problematica».

«Dopo aver preso in giro i reggini con la giuridicamente impossibile internalizzazione del servizio rifiuti – hanno detto ancora – per il tramite di un bando di affidamento del servizio a Castore, siamo arrivati al punto di non ritorno: dal 31 ottobre, data di scadenza dell’ennesima proroga illegittima in capo ad Avr, – è il rilievo mosso con risolutezza dalla docente universitaria e dall’avvocato – le strade continueranno ad essere invase selvaggiamente da distese sterminate di spazzatura».

«Insistiamo – hanno proseguito – sul delicato profilo di illegittimità, sia perché esso è stato da noi denunciato con puntualità alle autorità preposte competenti, oltre che denunziate nell’Aula del Consiglio comunale. Contestazioni al pari di quello che riguarda le proroghe riguardanti il servizio idrico gestito da Idrorhegion. L’internalizzazione dei servizi tanto decantata, pertanto, non ha sortito alcun effetto benefico se non quello del puro annuncio propagandistico- elettorale».

«Questo sfacelo, sono gli avvenimenti a certificarlo – hanno evidenziato – è figlio legittimo di un’Amministrazione Falcomatà, una brigata sbrindellata di sodali addestrati ad obbedire alle ossessioni maniacali del loro nocchiero. Essi, pavidi e conniventi, hanno sempre consentito, senza mai abdicare al loro ruolo compiacente, venissero calpestate le regole elementari della programmazione, basti pensare al contenuto del Dup (Documento Unico di Programmazione) e le basi minime della pianificazione».

«Una città che continua a vivere nell’emergenza che si è celata – hanno detto ancora Marcianò e Iatì – dietro, a loro dire, concordati interventi da parte del Prefetto a cui pure ci siamo rivolti ma senza trovare il supporto che merita una comunità distrutta da fallimenti conclamati di questa portata. Quello stesso Prefetto a cui  Falcomatà ora ricorre elemosinando un contributo atto a scongiurare il peggio che ha creato con le sue stesse mani grondanti lentezze, frutto di incompetenze e inettitudini».

«È questo il quadro peggiore – hanno concluso – nel quale un apparato burocratico amministrativo agisce, anch’esso accondiscendente, nel vuoto di un indirizzo politico qualificato e credibile, con la conseguenza che  tutti i settori si ritrovano oggi ancor più allo sbando con la qualità dei servizi che a Reggio Calabria scava ormai nelle viscere più profonde dello scandalo». 

«Ma quale altro misfatto deve commettere il signor sindaco, affinché capisca che è ora di dimettersi e di lasciare la città nelle mani di qualcuno più esperto, più maturo e soprattutto più capace?» ha chiesto il consigliere comunale di opposizione, di Coraggio Italia, Massimo Ripepi, che ha evidenziato come i giudici del tar abbiano bocciato «i tre super esperti nominati da Falcomatà e costati ai cittadini 30 mila euro».

«Era necessario pagare profumatamente i tecnici in questione, per scegliere una ditta priva delle competenze necessarie e dei mezzi per ottemperare alle richieste del bando stesso?» ha chiesto Ripepi, che ha evidenziato come «non ne possiamo più di subire angherie e atti di arroganza politica perpetrata da amministratori incapaci che, con la presunzione di sapere tutto, abusano della fiducia dei reggini che nel frattempo annegano nel disagio quotidiano. Il sindaco chiede di “soffrire insieme” ma meriterebbe di pagare pegno da solo lasciando il timone di questa città, che di sofferenze ne ha già subite abbastanza» ha concluso. (rrm)

 

Emergenza rifiuti a Reggio, Minicuci: Falcomatà, se vuoi bene a Reggio dimettiti

Il consigliere comunale e metropolitano di Reggio Calabria, Antonino Minicuci, ha invitato il sindaco Giuseppe Falcomatà a rassegnare le dimissioni, a seguito della sospensione, da parte del Tar, del bando per l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria.

Il sindaco, perciò, attraverso Facebook, ha  invitato i cittadini ad avere pazienza, affermando come per diverse settimane il servizio di raccolta dei rifiuti potrebbe essere scoperto.

«Nei mesi scorsi – ha spiegato – io e tutta l’opposizione in consiglio comunale abbiamo condiviso l’invito del sindaco Falcomatà ad una sorta di ‘pacificazione’, fatta di toni più pacati e una maggiore collaborazione per il bene della città. Alla luce di quanto emerso in relazione alla gestione dei rifiuti però, mi appare inevitabile esternare  una grande amarezza, pari solo al disagio nel vedere Reggio Calabria ridotta in queste condizioni, che potrebbero addirittura peggiorare nelle prossime settimane. Il sindaco Falcomatà, in campagna elettorale, aveva rassicurato i reggini, garantendo che avrebbe risolto il problema rifiuti entro il primo novembre del 2020».

«In occasione di uno dei confronti diretti avuti davanti alle telecamere – ha proseguito – con parole forti ma eloquenti avevo ricordato a Falcomatà come per anni non si fosse fatto nulla, e che mancavano del tutto le strategie e le competenze per risolvere la problematica rifiuti. Il sindaco però, oltre a puntare l’indice verso la Regione Calabria alla ricerca di colpevoli, si abbandonava alle solite promesse da Pinocchio». 

«Triste rivelarsi facile profeta – ha detto ancora Minicuci – dopo dodici mesi ci troviamo in una situazione che non è uguale a quella dell’anno scorso per il semplice fatto che è addirittura peggiore. In questo anno, Falcomatà si è preso tutto il tempo a disposizione per trovare una soluzione, senza accettare consigli utili da parte dell’opposizione».

«Abbiamo chiesto invano un tavolo tecnico politico, abbiamo suggerito – ricorda Minicuci – soluzioni diverse per risolvere il dramma rifiuti. Oggi, dopo aver mostrato una pazienza olimpionica per anni, i reggini devono sentire dal sindaco che bisogna ‘tenere duro’, e che dal 1° novembre non ci sarà alcuna società che si occuperà del servizio di raccolta dei rifiuti». 

«Incredibile – ha detto ancora – come l’amministrazione Falcomatà riesca a scavare in profondità, trovando giorno dopo giorno nuovi abissi di incapacità. Crediamo però che adesso si sia davvero toccato il fondo, frase che abbiamo ripetuto in numerose circostanze in questi 12 mesi solo perché costretti dall’inadeguatezza di questa amministrazione». 

«La politica, così come la vita – ha proseguito – è fatta di scelte coraggiose e proprio per questo difficili. Sono certo che Falcomatà ami Reggio Calabria, e nutra un sentimento di sincero affetto per la città. È arrivato però il momento di dimostrarlo con i fatti: il sindaco prenda atto che è finita, che sta mortificando Reggio Calabria da sette lunghissimi anni, e si dimetta».

«Glielo chiedono con esasperazione tutti i reggini – ha concluso – costretti a vivere in una città completamente ‘al buio’. Esattamente come la zona dello strombazzato Waterfront, soltanto pochi mesi fa inaugurato in pompa magna e oggi luogo avvolto dall’oscurità. Perfetta sintesi e metafora di una città che non vede più la luce da troppo tempo». (rrc)

REGGIO – Emergenza rifiuti, Milia: Sono mesi che chiediamo il commissariamento del settore

Il consigliere comunale di Forza Italia, Fedderico Milia, in merito all’emergenza rifiuti a Reggio Calabria, ha sottolineato come «con la richiesta di tenere duro si è toccato il fondo» e che «sarebbe più dignitoso fare un passo indietro, data la palese incapacità a gestire la cosa pubblica».

«Sono mesi – ha spiegato – che come Forza Italia chiediamo il commissariamento del Settore ambiente del Comune di Reggio Calabria, come già accaduto in altre città e regioni d’Italia con crisi di rifiuti non più gravi di quella che noi stiamo vivendo».

«Di risposte ufficiali – ha aggiunto – non ne abbiamo mai ricevute, abbiamo ricevuto solo qualche predica (al solito) da parte della maggioranza, che ribadiva il nostro essere infantili e non all’altezza di rappresentare i reggini nelle
istituzioni».

«A distanza di 3 mesi da quella richiesta – ha proseguito – la situazione anche se sembrava impossibile é peggiorata e versa nel caos più assoluto, il Sindaco chiede ai reggini di essere uniti e sopportare per qualche mese una eventuale
assenza del servizio di raccolta, cosa che tra l’altro avviene già da diversi anni, senza avere la decenza e la dignità di capire che con questo si è superato il limite e che non gli resta che fare un passo indietro».

«Sarebbe – ha sottolineato – la cosa intanto più dignitosa per lui, per i suoi collaboratori e compagni di maggioranza, ma, soprattutto, permetterebbe alla città di uscire da uno stato di blocco assoluto. Siamo senza fiato, abbiamo fatto decine di azioni forti, di proteste, di richieste, di proposte».

«Cerchiamo di rendere nota all’interno dell’aula – ha detto ancora – l’esasperazione che i reggini ogni giorno vivono, tutto questo però non sortisce alcun effetto. Arrivati a questo punto, ci sono ben pochi commenti da aggiungere, è palese la totale incapacità nel rispondere alle più basilari esigenze della Cittá da parte di questa amministrazione, stanno continuando a persistere solo ed esclusivamente per mantenere una posizione di potere personale a discapito di una intera comunità».

«Ora basta, i reggini non meritano questo scempio» ha concluso. (rrc)

Emergenza rifiuti, Tripodi (FI): Interpellanza urgente per ripulire frazione di Chorio di S. Lorenzo

La deputata di Forza Italia, Maria Tripodi, ha scritto, tramite una interpellanza urgente, al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e ai Ministri di Interni, Ambiente e Salute, Luciana Lamorgese, Andrea Costa e Roberto Speranza, per sapere quali iniziative intendano adottare e quali intendano adottarne «al fine di escludere rischi, anche di tipo infettivo, per la tutela della salute pubblica evitando rischi sanitari alla popolazione residente» di Chorio di San Lorenzo.

Tripodi, nella sua interpellanza, ha ricordato che «nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria comprendente comuni come San Lorenzo e frazioni limitrofi come Chorio dove i cittadini, oggettivamente, non vedono riconosciuto il proprio legittimo diritto costituzionalmente garantito della tutela la salute, considerato come fondamentale per l’individuo, nonché un interesse della intera collettività».

«Nonostante il chiaro dettato costituzionale – si legge ancora – permane nel territorio uno stato di grave emergenza sanitaria a causa della permanenza dei rifiuti nei centri abitati, fatto aggravato dall’innalzamento delle temperature e dai roghi che si registrano oramai con cadenza quotidiana, che generano pericoli di tipo infettivo a causa della contaminazione batterica; il territorio è al collasso a causa della conclamata mala gestione del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti».

«I cittadini – prosegue ancora – vedono il proprio territorio letteralmente invaso dalla spazzatura, quindi costretti a convivere con microdiscariche e rifiuti abbandonati ovunque. La condizione rischia di creare un grave problema di sanità pubblica e la salute dei cittadini è messa a serio pericolo; la gestione dei rifiuti nel territorio metropolitano reggino dovrebbe essere efficacemente garantita, di concerto, dall’amministrazione comunale, metropolitana e regionale. Non essendo avvenuto si ritiene necessario intervenire radicalmente per modificare la pericolosa situazione, considerate le evidenti difficoltà e incapacità nell’affrontare e risolvere il problema a livello locale; come detto, all’emergenza igienica si aggiunge quella sanitaria causata dal grande caldo che ha raggiunto picchi altissimi».
«Nella prima metà del mese di agosto – viene spiegato – il territorio è stato interessato da una vasta area anticiclonica di matrice nord-africana, registrando un picco termico di 45,4 gradi centigradi causato anche da incendi che hanno ulteriormente peggiorato la situazione; ad avviso dell’interrogante, l’emergenza sanitaria dovrebbe prevedere un intervento suppletivo dei Ministri interrogati per risolvere la situazione ed anche per verificare se le istituzioni competenti abbiano agito nel rispetto di quanto previsto da leggi e protocolli in situazione di emergenza e pericolo per la salute pubblica quali quelli esistenti nel territorio reggino; se le amministrazioni competenti abbiano adottato le strategie e le soluzioni straordinarie necessarie per fronteggiare tale emergenza».
«Si precisa – conclude – che i rischi segnalati sono stati certificati da studi e analisi effettuati dall’ISS che hanno confermato come in condizioni simili a quelle che si vivono in questo periodo di caldo molto intenso esista un reale pericolo per la salute». (rp)

CROTONE – Emergenza rifiuti, nuova ordinanza del sindaco Voce

Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha emesso una ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica per il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Nello specifico, il sindaco ordina alla società Sovreco di provvedere dal 20 luglio 2021 al 31 luglio 2021 (compreso) – e comunque entro il limite complessivo abbancabile nella discarica di Crotone pari a circa 4.000 tonnellate – allo svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel proprio impianto, ubicato in Crotone- loc. Columbra, di rifiuti non pericolosi individuati e prodotti dall’impianto di trattamento dei rifiuti urbani sito in Crotone alla località Ponticelli a servizio dell’ambito territoriale ottimale.

Alla società Ekrò di provvedere ad effettuare dal 20 luglio al 31 luglio 2021 e comunque entro il limite complessivo abbancabile nella discarica di Crotone pari a circa 4.000 tonnellate – il conferimento degli scarti di lavorazione eccedenti i quantitativi stabiliti dall’Ato 3 Crotone in esecuzione dei provvedimenti emergenziali regionali presso la discarica di Columbra – Crotone di proprietà della società Sovreco s.p.a.

Con questo provvedimento si fronteggia l’emergenza che si è creata in città, a seguito della difficoltà di conferimento.
Intanto, resta ferma la determinazione dei sindaci della provincia: l’ordinanza regionale che prevede il conferimento dei rifiuti di tutta la Calabria nella discarica privata di Crotone va rispedita al mittente. Se dovessero passare i criteri di questa ordinanza i rifiuti della Calabria finirebbero in una discarica per rifiuti speciali, esaurendola e mettendo in ginocchio i comuni della provincia non solo dal punto di vista igienico – sanitario ma anche finanziario.
I costi per lo smaltimento salirebbero alle stelle, i servizi primari sarebbero a rischio, i comuni rischierebbero il dissesto.
Con questo fermo intendimento è proseguita questa mattina, presso l’impianto Sovreco, la mobilitazione che ha visto presenti e compatti i sindaci del territorio. Una prima soluzione all’emergenza, che si è creata, è quella di utilizzare la discarica per rifiuti non pericolosi di Columbra per poter ripulire le strade invase dai rifiuti. (rkr)