Forestazione, Fai, Flai e Uila Calabria: Anticipare apertura dei cantieri per lavoratori ex legge 15 e 40

Calabria Verde anticipi l’apertura dei cantieri per i lavoratori ex legge 15 e 40. È quanto hanno chiesto i segretari generali regionali Michele Sapia (Fai Cisl), Caterina Vaiti (Flai Cgil) e Pasquale Barbalaco (Uila Uil), ricordando come si tratta di «lavoratori che facevano parte di quel precariato storico e che, con la legge regionale n. 55 del 2023 sono transitati in forza all’azienda regionale Calabria Verde, assunti come operai forestali a tempo determinato e inquadrati nella previdenza agricola».

«Un importante risultato frutto di confronto e attività sindacale – hanno aggiunto – che ha visto in questi ultimi mesi protagonisti il sindacato unitario, federazioni di categoria e confederazioni regionali. Un percorso di stabilizzazione fortemente incoraggiato dal sindacato unitario anche in considerazione delle attività che questi lavoratori andranno a svolgere, a supporto delle varie funzioni e iniziative di tutela del patrimonio forestale, difesa del suolo, sistemazione idraulica forestale. Un po’ di nuova linfa nel settore forestale calabrese che però necessità di un immediato e indispensabile ricambio generazionale con nuova e giovane manodopera». 

«Inoltre, per questi lavoratori – continua la nota dei sindacalisti – abbiamo richiesto e ottenuto che prestassero un numero di giornate minime nel mese di dicembre 2023, per ulteriori tutele previdenziali e prestazioni assistenziali. Dopo allora, questi lavoratori sono rimasti, da mesi, senza salario, a causa della mancata apertura dell’attività dei cantieri, in quanto l’azienda Calabria Verde e ancora in attesa della consegna della fornitura dei dispositivi di protezione individuale (Dpi). Tutto ciò nonostante i lavoratori interessati siano stati assunti lo scorso 19 aprile e abbiano già effettuato, dopo nostre sollecitazioni sindacali, le visite mediche previste per legge». 

«Inoltre – hanno sostenuto i segretari di Fai, Flai, Uila regionali – abbiamo più volte richiesto che l’iter per la fornitura dei Dpi, da parte di Calabria Verde, partisse quanto prima, in modo da avviare le attività di cantiere nei primi giorni di maggio e poter dare alle lavoratrici e lavoratori che attendono con ansia e entusiasmo, la tanto agognata opportunità di svolgere un lavoro contrattualizzato e non più precario». 

«Durante l’incontro e dopo un lungo confronto – hanno comunicato i sindacalisti – l’azienda Calabria Verde ha assicurato che entro il prossimo 24 maggio i lavoratori interessati, dopo la consegna dei Dpi, saranno avviati nelle attività di cantiere. Auspichiamo che sia effettuata quanto prima la consegna dei Dpi, in modo da permettere a queste lavoratrici e lavoratori, che meritano quella dignità e tranquillità lavorativa troppo a lungo ricercata e rimandata, di uscire definitivamente dalla condizione di precariato».   

«Le lavoratrici e i lavoratori – conclude la nota sindacale – non possono più attendere, come non può più attendere, per l’intero comparto della forestazione calabrese, un immediato turn over, per come a più riprese sollecitato alla Regione Calabria». (rcz)

 

Fai, Flai e Uila Calabria: Lavoratori forestali siano al centro della programmazione politica

I segretari Generali regionali di Fai Cisl, Michele Sapia, Flai Cgil, Caterina Vaiti, e Uila Uil, Pasquale Barbalaco, hanno riadito la necessità di uno «sforzo maggiore, in termini di investimenti e programmazione, verso coloro che sono i veri protagonisti del presidio umano del territorio, ovvero i lavoratori idraulico-forestali».

«Su questi temi, che riguardano la forza lavoro forestale calabrese, attendiamo e sollecitiamo al presidente Roberto Occhiuto e all’assessore Gianluca Gallo, una imminente convocazione. Certamente occorrono droni, pick-up, volontari e ingegneri forestali, ma, a nostro avviso, è fondamentale, investire in nuova manodopera forestale nei cantieri e nelle aree interne», hanno detto i segretari, definendo «segnali positivi per la tutela del patrimonio ambientale calabrese» le recenti previsioni  normative della Regione rispetto alla salvaguardia del territorio boschivo, il contrasto degli incendi e il controllo degli scarichi inquinanti riversati in mare.

«Il settore ha assoluto bisogno – hanno sottolineato Sapia, Vaiti e Barbalaco – di nuova forza lavoro, nuove professionalità e competenze, da formare e qualificare sul campo, individuando una soglia minima del personale da impiegare. La forza lavoro attuale è di 3.700 addetti, con un’età media di 59 anni, un bacino che continua a svuotarsi in una regione fragile e con oltre 610.000 ettari di superficie forestale. Per questo, senza se e senza ma, serve un immediato ricambio generazionale nel settore forestale calabrese per fare prevenzione, riforestazione e messa in sicurezza del territorio». 

«È questo il tema fondamentale – hanno insistito Sapia, Vaiti e Barbalaco – se per l’anno in corso non si procederà a integrare almeno 1000 unità stagionali, si ripresenteranno le stesse criticità e difficoltà organizzative anche per le attività del servizio antincendio boschivo. Ci aspettiamo un vero cambio di passo da parte del Presidente Occhiuto e dell’Assessore Gallo su questi temi, con al centro un percorso pragmatico e chiaro sul tema del ricambio generazionale nel sistema ambientale-forestale calabrese».

«Serve un percorso che veda le parti sindacali, datoriali e istituzionali insieme – hanno evidenziato – per una vera e immediata svolta, un percorso e confronto regionale, che sia strutturale per come socializzato durante la mobilitazione unitaria sul comparto dello scorso maggio 2023 davanti alla Cittadella».

«Inoltre, abbiamo inteso inviare – hanno riferito i Segretari regionali di Fai, Flai, Uila – una comunicazione all’azienda regionale Calabria Verde sull’avvio del Servizio antincendio  boschivo e criticità del servizio Aib emerse l’anno scorso, l’erogazione del premio obiettivo 2023 che tarda ad arrivare, l’avvio dei lavori per il personale della ex legge 15, e maggiore informazione sindacale sull’organizzazione delle attività, riguardanti la sorveglianza idraulica, previste dal protocollo di intesa tra Calabria Verde e Arpacal all’interno del progetto “Mare Pulito».

«È necessario – hanno concluso i sindacalisti – più pragmatismo e azione per un settore strategico in Calabria come quello del sistema ambientale-forestale ponendo la giusta attenzione, senza sterili polemiche, sul lavoro svolto dai lavoratori forestali, di ieri e di oggi, facendo tesoro di quell’esperienza che ha realizzato infrastrutture e boschi, per poi coltivare in Calabria una forestazione moderna, dentro le opportunità della transizione ecologica, con risvolti positivi in termini di sicurezza territoriale per le comunità e opportunità occupazionali, attraverso investimenti, confronto, contrattazione e programmazione». (rcz)

La Regione approva il programma forestale regionale secondo nuova normativa: È la prima in Italia

La Calabria è la prima regione, in Italia, ad essersi adeguata alla nuova normativa nazionale in materia di forestazione, approvando il Programma forestale regionale, predisposto secondo i dettami del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (Tuff).

Il Piano, elaborato in collaborazione con l’Accademia Italiana di Scienze Forestali e approvato dalla Giunta presieduta dal presidente Roberto Occhiuto e su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, avrà validità ventennale e sarà aggiornato su base quinquennale.

È strutturato in più parti interconnesse: alla caratterizzazione del territorio calabrese fa seguito un’analisi – in termini qualitativi e quantitativi – del patrimonio forestale regionale e delle sue peculiarità, anche con riferimento alle Aree protette e ai Siti Natura 2000 di interesse forestale.

Il quadro conoscitivo comprende anche una disamina sullo stato della pianificazione forestale e del settore nelle sue diverse componenti, nonché sulla gestione dei pascoli. Insieme a questi aspetti è stato fatto il punto sugli usi civici (per i quali è stata dettagliata, per singole province e per comuni, l’attuale consistenza e tipologia); sulla vivaistica forestale e sull’attività di ricerca e sperimentazione svolta dalle Università e dagli Istituti di ricerca. Sulla base degli elementi così ricavati è stata poi eseguita l’analisi Swot del settore forestale in Calabria, evidenziando i relativi punti di forza e di debolezza, le opportunità e le criticità.

«Per come evidente – ha sottolineato l’assessore Gallo – siamo di fronte ad un cambio di passo: se da un lato prosegue l’opera di messa in sicurezza del comparto, duramente provato dai continui tagli finanziari, dall’altro si pone in essere un’attività programmatoria volta a disegnare scenari nuovi, nei quali collocare una risorsa essenziale per la Calabria intera ed il suo avvenire».

Sempre la Giunta regionale ha inoltre fatto proprio il Piano Attuativo Annuale di Forestazione, redatto dall’Azienda Calabria Verde, su indicazioni della Uoa Politiche della Montagna, Foreste, Forestazione e Difesa del Suolo.

Il Piano indica le attività di sviluppo nel settore della Forestazione, nel limite delle risorse previste nel Bilancio regionale (che per l’anno 2024 risultano pari a 156 milioni di euro) e con l’impiego della manodopera forestale, circa 4.000 unità, oggi in capo all’Azienda Calabria Verde e, in minima parte, al Parco naturale regionale delle Serre vibonesi.

Tra gli obbiettivi principali figura la volontà di accrescere ulteriormente il valore delle foreste, attraverso la redazione di piani di gestione forestale estesi a tutto il demanio regionale: la Calabria è una delle Regioni italiane più ricche di boschi, non solo in termini di superficie e di indice di boscosità (43%, a fronte del dato nazionale del 36.7%), ma anche per la varietà di paesaggi forestali, consistenza e accrescimento dei boschi, nonché per il loro ruolo come serbatoi naturali di carbonio, per il contributo significativo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla tutela e salvaguardia del territorio.

Perseguiti, altresì, il fine di ridurre il rischio idrogeologico mediante interventi nell’ambito del bacino idrografico; mitigare il rischio incendi boschivi con interventi di prevenzione diretta e indiretta; rilanciare l’attività vivaistica e faunistica; attivare azioni per salvaguardare le foreste da fenomeni naturali, quali la lotta alla processionaria del pino in Calabria. (rcz)

Forestazione, Cisl e Felsa Cisl Calabria: Fatto primo passo verso stabilizzazione dei precari storici

Il Segretario generale della Cisl calabrese Tonino Russo e il Segretario generale della FeLSA Cisl Calabria Gianni Tripoli, hanno evidenziato come «l’approvazione da parte del Consiglio Regionale del quadro normativo a favore dei precari storici della forestazione, rappresenta per la Cisl un primo grande passo verso la stabilizzazione di quei lavoratori che per anni hanno lavorato in condizioni di precarietà».

«La soddisfazione del nostro sindacato – proseguono – è ancora maggiore in virtù del grande lavoro svolto dalla nostra organizzazione che ha segnato tutte le tappe della difficile vertenza già dal lontano 2010/2011, allorquando si ottenne la costituzione dell’azione D all’interno della Legge Regionale 15/2008, primo vero passo in avanti verso quel lungo e sudato processo di accompagnamento alla fuoriuscita dal bacino del precariato per centinaia di lavoratori».  

«Cosi come assolutamente decisivo – hanno aggiunto Russo e Tripoli – fu l’ingresso del bacino di cui alla L.R. 15/2008, nell’ambito del cosiddetto precariato storico regionale con il riconoscimento normativo di cui alla legge 29/2019. Tale provvedimento legislativo (correttamente novellato grazie all’impegno sollecitato dalla Cisl e mantenuto dalla attuale Giunta regionale), ha costituito una vera e propria svolta per la risoluzione della vertenza facendo fuoruscire dalla invisibilità tutti i lavoratori interessati».

«Oggi iniziamo a raccogliere i frutti di incessanti trattative e momenti di tensione con le varie giunte regionali – hanno proseguito –che si sono succedute nel tempo. Un lavoro che ha visto la CISL protagonista e soprattutto propositiva non lesinando azioni di protesta ove necessarie». 

«La legge consentirà a coloro che fanno parte del bacino della legge 15/2008, su base volontaria, di essere contrattualizzati a tempo indeterminato presso Azienda Calabria Verde. Nell’esprimere grande soddisfazione per l’approvazione della legge, la Cisl – hanno concluso Russo e Tripoli – ribadisce l’impegno di continuare a lavorare perché si giunga al prosciugamento di tutto il bacino del precariato in Calabria che dia diritto a chi finora ha lavorato senza diritti». (rcz)

Forestazione, passano a Calabria Verde i lavoratori della Legge 15

Con il sì del Consiglio regionale, è stata approvata la proposta di legge – firmatari i consiglieri Comito, Crinò, De Nisi, Gallo, Gelardi, Graziano e Neri – attraverso la quale si punta a garantire stabilità occupazionale ad operatori che passeranno alle dipendenze dell’azienda Calabria Verde.

Si chiude, così, un calvario per centinaia di lavoratori e si apre una pagina nuova per la forestazione calabrese.

«Si tratta di una misura importante, per molti versi storica», ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che oltre ad essere tra i proponenti dell’iniziativa ne ha anche illustrato i contenuti davanti al Parlamento regionale.

«Grazie alla determinazione ed alla lungimiranza del Presidente Occhiuto, insieme al collega delegato al lavoro, Giovanni Calabrese, e con il sostegno di tutta la Giunta – ha aggiunto Gallo – nel confronto costruttivo con i sindacati ed anche con le forze di opposizione in Aula siamo riusciti a tagliare un traguardo che sembrava irraggiungibile, per di più senza gravare sulle finanze regionali».

Nello specifico, grazie alla legge di fresca adozione, a costi invariati per le casse della Regione, sarà possibile trasferire alle dipendenze di Calabria Verde, con contratti a tempo determinato, i lavoratori rientranti nel bacino della Legge 15/2008, circa 514 unità oggi impiegati in alcuni Comuni calabresi e presso l’Ente Parco nazionale del Pollino e da destinare ora allo svolgimento di attività esecutiva di cantieristica forestale, lotta attiva agli incendi boschivi e contrasto al dissesto idrogeologico.

«Si sanano ingiustizie ataviche – ha infine evidenziato l’assessore Gallo –, si offrono soluzioni occupazionali, si tutela il grande patrimonio della forestazione calabrese: un modello virtuoso da replicare per garantire giustizia sociale e sviluppo sostenibile».

Soddisfazione è stata espressa dalla consigliera regionale Pasqualina Straface, ricordando come «quello della  lotta alle sacche di precariato è uno dei punti fondamentali di questa amministrazione regionale a guida Occhiuto che sin dal suo insediamento sta mettendo in campo quante più risorse possibili per andare verso la stabilizzazione dei precari storici calabresi. In questa direzione va la norma approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale che prevede il passaggio a Calabria Verde dei lavoratori rientranti nel bacino delle leggi 40 e 15 e quelli dei consorzi di bonifica».

«È un giorno importante questo per tanti lavoratori che finalmente dal prossimo 1° dicembre transiteranno in Calabria Verde – ha concluso – con tutte le tutele e le garanzie di un inquadramento lavorativo dignitoso. Il nostro impegno nella lotta al precariato continua ad andare avanti senza sosta mettendo in campo ogni strumento a disposizione per dare finalmente stabilità a tanti lavoratori e a tante famiglie calabresi». (rrc)

Forestazione, Sapia (Fai Cisl): «Forestali indispensabili per la prevenzione degli incendi»

Anche quest’anno è stato rinnovato e perfezionato l’accordo regionale che istituisce il premio di produttività, sottoscritto da Dipartimento Forestazione, Enti Gestori e Federazioni sindacali regionali (Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil). Un importante strumento per la gestione e integrazione di altre attività nel servizio di antincendio boschivo regionale e per valorizzare ulteriormente il lavoro forestale.

«Riteniamo essenziale – ha affermato Michele Sapia, Segretario Generale della Fai Cisl calabrese – aver condiviso un progetto che potenzia l’attività del servizio Antincendio Boschivo, in una regione prevalentemente montana con uno straordinario patrimonio boschivo, ma colpita da incendi, abbandono e dissesto idrogeologico. Negli ultimi anni l’abbandono delle aree interne e la limitata attività di prevenzione in montagna hanno provocato ingenti danni e forti disagi, in alcuni casi, anche feriti e morti, per come purtroppo accaduto nei giorni scorsi a causa di un forte incendio nel reggino. Ma dovrebbe essere evidente che in un territorio come la Calabria, tra le regioni maggiormente forestate d’Italia, sono indispensabili maggiori attività e investimenti in prevenzione per garantire sicurezza per il territorio e le comunità, come fu fatto egregiamente negli anni Novanta.Per queste ragioni, in un contesto complesso come quello attuale, abbiamo fortemente condiviso l’idea di un percorso regionale a sostegno di un servizio essenziale e di pubblica utilità come quello dell’Aib.

«Già lo scorso anno – prosegue Sapia – il numero degli incendi registrati è significativamente calato rispetto agli anni precedenti, grazie a una immediata partenza, migliore e più efficiente organizzazione del servizio Aib e al lancio del progetto “Previeni Calabria”, che la nostra Federazione regionale ha fortemente voluto divenisse organico e pluriennale. Serve una costante e meticolosa cura e manutenzione del territorio, da garantire attraverso programmazione, risorse umane e finanziarie, che non può essere considerata come costo ma un investimento a lungo termine per la messa in sicurezza della montagna e delle pianure calabresi.
Ecco che è strategico valorizzare il concetto di presidio umano, coniugando al meglio strumenti innovativi e tecnologicamente avanzati con le professionalità e l’esperienza dei lavoratori forestali, che conoscono la montagna e il bosco calabrese. Sarà necessario proseguire, per come convenuto lo scorso 12 maggio a seguito della mobilitazione unitaria regionale a favore del settore forestale calabrese, nel confronto regionale sul tema del ricambio generazionale, proprio come si sta già facendo per altre questioni previste nel cronoprogramma regionale.
Ma il turn over nel settore forestale calabrese rappresenta un punto centrale, senza il quale, visti i considerevoli pensionamenti, tra pochi anni resteranno solo buoni propositi e non si potrà più discutere di servizio AIB, prevenzione, lotta al dissesto idrogeologico e manutenzione del bosco. Un tema, quello del valore del lavoro forestale, che è stato al centro dell’evento nazionale organizzato dalla nostra Federazione “Giornate della Montagna” che quest’anno si è svolto in Calabria a Camigliatello Silano».

«Siamo convinti e lo ripetiamo con determinazione – ha concluso Sapia – che la vera industria in Calabria si chiami “Forestazione 2.0” a cui va restituita centralità, puntando su programmazione, pianificazione e presidio umano, dando il giusto riconoscimento all’importante lavoro svolto dai forestali calabresi, che dovranno essere considerati i protagonisti per affrontare una sfida che interessa tutte le generazioni e che si chiama transizione ambientale». (rcz)

SERVE UNA SVOLTA PER LA FORESTAZIONE
È INDISPENSABILE SUPERARE I RITARDI

di FRANCESCO CANGEMI – In Calabria la strada è ancora lunga per garantire sostenibilità e trasparenza a un comparto strategico come quello boschivo. Tuttavia, piccoli passi sono stati fatti dalla Regione, decidendo di non concedere più deroghe per l’esercizio della Centrale del Mercure.

Una decisione che ha raccolto il plauso di Legambiente Calabria che sottolinea come «Occorre cambiare la filiera legno energia per dare garanzie di sostenibilità e di trasparenza a un comparto economico come quello boschivo importante per la nostra Regione. Oggi, invece, la filiera boschiva è, per come hanno accertato diverse indagini della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, in gran parte nelle mani delle cosche e trova nella filiera energetica un punto di interesse economico e criminale. Occorre invertire la tendenza e passare ad un utilizzo sostenibile del patrimonio forestale attraverso la tutela efficace degli ecosistemi, e un uso consapevole delle biomasse per promuovere la nascita di comunità energetiche e sostenere piccoli impianti cogenerativi che favoriscono le economie locali e l’utilizzo delle risorse boschive secondo i principi della gestione forestale sostenibile».

«È una decisione clamorosa – aggiungono da Legambiente Calabria riferendosi al Mercure – importante ed opportuna quella annunciata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che, in sede di approvazione del Piano del Parco nazionale del Pollino, atteso da oltre 30 anni, ha dichiarato che non ci saranno altre deroghe a garanzia dell’esercizio della grande Centrale a Biomasse del Mercure, nel Comune di Laino Borgo.  La centrale del Mercure, lo ricordiamo, ha una potenza di 35 mw ed è inserita in un contesto territoriale estremamente delicato come il Parco nazionale del Pollino e su cui si pongono una serie di questioni estremamente rilevanti e nessun vantaggio concreto, perché contraddice i più elementari criteri di sostenibilità ambientale: produce solo energia elettrica ed è poco efficiente, per funzionare deve essere alimentata con grandi quantità di biomassa, 340-500mila tonn/anno e previsioni di crescita fino a 820mila, proveniente da una distanza di 120 km che è ben superiore ai criteri condivisibili e sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale».

«La Regione Calabria – continua la nota – prende atto dell’incompatibilità dell’impianto con il Parco nazionale, e sebbene avvenga con ritardo dobbiamo sfruttare l’occasione per favorire una profonda riflessione sulla filiera energetica regionale delle biomasse che non è sostenibile, economicamente deficitaria e, anche alla luce delle inchieste della procura distrettuale antimafia di Catanzaro ha dimostrato, socialmente pericolosa perché condizionata dalla criminalità organizzata».

«La Regione Calabria, emettendo un provvedimento che prelude alla chiusura della centrale del Mercure sta andando nella direzione giusta – commenta Anna Parretta presidente di Legambiente Calabria – La nostra associazione ha sempre espresso un giudizio molto critico sulla realizzazione di questa centrale sia per la sua localizzazione, del tutto incongrua, all’interno di un Parco nazionale, sia sulle dimensioni dell’impianto con i conseguenti riflessi in termini di emissioni e consumi. Una centrale vecchia nella sua concezione, oggi inadatta a rispettare gli obiettivi climatici e di tutela delle foreste perché si pone in contrasto con la Strategia Europea che punta a migliorare la qualità delle foreste e delle sue filiere compresa quella energetica. Tra le fonti energetiche rinnovabili, la biomassa forestale per essere realmente sostenibile, deve rispettare il principio di uso a cascata delle risorse agroforestali, provenire da filiere corte, avere riguardo alle emissioni in atmosfera e garantire la salvaguardia della salute delle persone e la tutela dell’ambiente: il contrario della grande centrale del Mercure».

Perseguire gli obiettivi della Strategia Forestale Europea significa anche rispettare gli impegni sottoscritti a livello internazionale dall’Italia in materia di contrasto ai cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, decarbonizzazione dell’economia, commercializzazione del legno e sviluppo socioeconomico. Le biomasse possono essere considerate sostenibili se: esiste una filiera di prossimità e di piccole dimensioni che non implica lunghi viaggi, non provengono da culture dedicate, si tratta di scarti che non troverebbero una miglior sistemazione ed il ritmo di sfruttamento non è superiore al tasso di ricrescita di boschi e foreste.

«Nell’esprimere la nostra soddisfazione per le decisioni prese dal presidente Occhiuto – continua Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente – attendiamo la chiusura effettiva della Centrale del Mercure e di ogni altro grande impianto presente in Regione che abbia caratteristiche simili non rispondenti a criteri di gestione forestale e delle sue filiere effettivamente sostenibili. Ricordiamo che in Calabria sono presenti 4 grandi impianti che utilizzano biomasse solide, sui 32 diffusi su tutto il territorio nazionale, che producono “solo” energia elettrica da biomasse forestali e consumano 1.954.080 tonnellate e vedono la Calabria in testa con l’impiego di oltre un milione di tonnellate di legna (51%). La metà dei consumi di biomasse del nostro Paese sono alimentati da prodotti forestali commercializzati o provenienti dalla Calabria, uno spreco di materia prima e un utilizzo insostenibile dei prodotti forestali e una filiera produttiva inadeguata a sostenere il cambio di passo necessario per raggiungere gli obiettivi di tutela della biodiversità e climatici previsti al 2030».

«Come abbiamo richiesto durante il Forum regionale sulle foreste organizzato nel luglio del 2022 a Cosenza – concludono Parretta e Nicoletti – in Calabria serve una riflessione per superare le contraddizioni ed i ritardi nella pianificazione e gestione forestale, oltre che per sopperire all’assenza di certificazione secondo i principi della gestione forestale sostenibile. Rilanciamo l’invito alla Regione di insediare un Tavolo di filiera del legno con l’obiettivo di una maggiore partecipazione e condivisione tra le istituzioni, il mondo della ricerca e le parti economiche e sociali interessate per attuare la transizione ecologica e la valorizzazione del settore forestale. Occorre superare un sistema di autorizzazione farraginoso e non trasparente che negli anni ha permesso alla criminalità organizzata di infiltrarsi e condizionare un settore economico importante, che nei fatti, alimenta la “monocultura” industriale di produzione di energia da biomasse per le grandi centrali elettriche presenti in Calabria a Cutro, Strongoli, Crotone, Laino Borgo e Cosenza che sono superate perché ambientalmente insostenibili». (fca)

Fai Cisl Calabria: Perplessi su trasformazione di Calabria Verde in Ente Pubblico Economico

Il segretario generale di Fai Cisl Calabria, Michele Sapia e la segretaria di Fp Cisl Calabria, Luciana Giordano, in una missiva inviata al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e al Dirigente del Dipartimento Forestazione, Domenico Pallaria, hanno ribadito «le nostre forti perplessità rispetto all’idea di trasformare l’Azienda regionale Calabria Verde in Ente pubblico economico».

«Vista l’importanza che tale Azienda riveste in una regione come la Calabria a vocazione ambientale – hanno detto – per  le funzioni istituzionali ad essa demandate e al fine di garantire la salvaguardia occupazionale, riteniamo  sia fondamentale individuare il corretto inquadramento giuridico dell’Ente strumentale, teso ad  assicurare servizi di pubblico interesse. Anche alla luce delle esperienze fallimentari già sperimentate in  altri Enti strumentali della Regione Calabria, come nel caso del Corap, che proprio a causa della natura  giuridica privatistica è stato posto in liquidazione coatta amministrativa non potendo ricorrere al  soccorso finanziario pubblico».

«Infine, considerato che l’Ente sub regionale Calabria Verde – hanno spiegato – ad oggi, risulta l’azienda più importante del  territorio calabrese per forza lavoro, con dipendenti ai quali si applicano differenti tipologie contrattuali  (privatistica e pubblica), è indispensabile evitare disfunzioni e instabilità organizzative aziendali e  scorretta applicazione contrattuale. Riteniamo, invece, necessari ulteriori investimenti per garantire la massima efficienza e operatività  amministrativa e organizzativa dell’Ente, tramite un immediato ricambio generazionale negli uffici e nei  cantieri forestali e una piena valorizzazione professionale di tutto il personale». 

I sindacalisti chiudono la lettera dicendosi «disponibili al confronto per ulteriori approfondimenti in merito, ritenendo che la partecipazione, il  confronto preventivo e la capacità di fare rete siano elementi strategici per una vera stagione di  cambiamento a tutela del territorio e delle comunità». (rcz) 

Fai Cisl, Flai Cgil e Uil Uila: In attesa di convocazione sulla riforma della bonifica regionale

«Siamo in attesa di convocazione sulla riforma della bonifica regionale». È quanto hanno dichiarato i segretari regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Michele Sapia, Caterina Vaiti e Pasquale Barbalaco, facendo chiarezza in merito all’articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud.

Inoltre, precisano che «da molto tempo abbiamo sollecitato un cambiamento partecipato per il sistema della bonifica calabrese e, da ultimo, il 1º febbraio e 25 febbraio scorsi abbiamo inviato delle comunicazioni sindacali per richiedere la convocazione di un incontro urgente sull’importante tema della bonifica calabrese, indirizzate al Presidente della Regione, all’Assessore all’Agricoltura, ai Dipartimenti Agricoltura e Forestazione e al Presidente dell’Urbi-Anbi Calabria. Ad oggi registriamo che non è pervenuta alcuna risposta e relativa convocazione in merito». 

«Abbiamo evidenziato in molte occasioni – continua la nota – che, per una vera riforma del sistema consortile calabrese, sarà necessaria una programmazione di lungo periodo, fondata su certezza delle risorse finanziarie e sostenibilità economica, che metta al centro il lavoro, le diverse vocazioni agricole calabresi, ricchezze ambientali e le fragilità della struttura idrografica regionale».

«Pertanto, ribadiamo che è di assoluta importanza – hanno continuato – instradare un confronto istituzionale e pragmatico con le parti interessate, tra cui le Organizzazioni Sindacali di categoria, su una riforma che metta al centro l’importante ruolo dei consorzi di bonifica, l’attività di presidio umano, i servizi all’agricoltura calabrese, la tutela del territorio e delle comunità, la valorizzazione del lavoro e delle professionalità e superamento di varie criticità».

«Ci auguriamo pertanto – conclude la nota unitaria – che la Regione Calabria provveda in tempi certi e brevi a convocare una riunione per conoscere la bozza ufficiale del testo di riforma della bonifica calabrese, un tema che merita meno confusioni anche sui luoghi di lavoro e, soprattutto, più confronto, azioni e investimenti». (rcz)

Forestazione, Bevacqua e Mammoliti (PD): Non si perda tempo e si metta mano a riforma

«Adesso non si perda più tempo e si metta mano ad una riforma complessiva della forestazione in Calabria». È quanto hanno dichiarato i consiglieri regionali del Pd, Mimmo Bevacqua e Raffaele Mammoliti, a margine della mobilitazione in Cittadella regionale indetta dai sindacati di categoria per chiedere interventi urgenti sulla forestazione calabrese.

«Una bella giornata per la nostra Regione – hanno spiegato Bevacqua e Mammoliti – che servirà come punto di partenza per avviare la riforma del comparto della forestazione calabrese che necessita di essere modernizzato e messo nelle condizioni di potere operare al meglio. Abbiamo portato la nostra vicinanza alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori di un comparto prezioso per il futuro della nostra Regione. La tutela del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico sono fondamentali per la sicurezza dei cittadini e per lo sviluppo economico».

«Le richieste che arrivano dai sindacati – hanno aggiunto – come quelle relative al rinnovo generazionale del comparto, all’elaborazione e realizzazione di un piano straordinario di manutenzione del territorio, di prevenzione antincendio e di rimboschimento con la programmazione di nuovi investimenti sono ampiamente condivisibili e vanno sostenute ad ogni livello».

«Serve adesso che il governo regionale cambi atteggiamento – hanno concluso – e proceda ad un confronto costruttivo con  le forze politiche, sociali e sindacali e sappia avviare un’interlocuzione concreta con il governo nazionale. Condividiamo in pieno anche la scelta dei sindacati di coinvolgere Roma per il proseguo delle trattative e l’avvio di una compiuta riforma di sistema». (rcz)