Come il pifferaio magico dei fratelli Grimm, il generale Vannacci riesce a “catturare” i topi, ops i parlamentari di destra delusi da Salvini, Meloni e Tajani: la sua truppa cresce ogni giorno e nessuno dei politologi più accorti riesce a capire questa fascinazione che colpisce inesorabilmente tutta la coalizione e porta via anche personaggi che non ti aspetti. L’ultimo, in ordine di arrivo, è Mimmo Giannetta, consigliere regionale, già capogruppo fino a giovedì sera di Forza Italia in Regione. Giovedì sera l’abbiamo incontrato a Bianco, alla festa per il Maestro orafo Michele Affidato, e ha portato il saluto degli azzurri, nella qualità di capogruppo. Nessuna emozione che facesse intuire il “tradimento” evidentemente già prossimo. È un segnale non proprio positivo, che ha provocato da parte di tutta la coalizione un coro di insulti ben definito.
Giannetta che – come si ricorderà – anni addietro subentrato alla Camera rinunciò al seggio per restare consigliere regionale azzurro, ci riprova alle suppletive del 26-27 settembre di Reggio per il seggio lasciato dall’attuale sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro. Sarà lui il candidato di Vannacci con scarse possibilità di vittoria, ma l’indubbio risultato di sparigliare una coalizione che in Regione ha – sottosotto – qualche attacco d’asma.
Giannetta ha rilasciato una dichiarazione che spiega le ragioni del suo “tradimento”: «Ho servito Forza Italia per oltre vent’anni con orgoglio e lealtà. Non rinnego nulla di quel percorso. Ho avuto un padre politico indimenticabile, Silvio Berlusconi, e ho avuto l’opportunità di lavorare accanto a Jole Santelli e a un presidente della Regione che considero un fuoriclasse, Roberto Occhiuto. A ciascuno riconosco ciò che hanno rappresentato nella mia formazione politica e istituzionale. Ma oggi, in Calabria, Forza Italia non è più la mia casa politica».
Dice Giannetta: «La mia candidatura alla Camera dei Deputati rappresenta una scelta di evoluzione del mio percorso politico. Approdo a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, con la volontà di rappresentare in Parlamento la Calabria e i cittadini calabresi. Lo faccio con l’entusiasmo di chi intraprende un nuovo progetto e, allo stesso tempo, con la maturità di chi ha alle spalle oltre vent’anni di esperienza politica, istituzionale e amministrativa, un forte radicamento e un rapporto quotidiano con il territorio. Sono e resto me stesso. Le persone mi conoscono e mi stimano. Non cambio identità, cambio la piattaforma politica attraverso la quale continuare a rappresentare la Calabria. È certamente una scelta di cambiamento dal passato. Ma non con i valori e con la storia che ho vissuto».
Giannetta dice di sentire «la necessità di aprire una nuova fase. È con questo spirito che entro in Futuro Nazionale, portando con me la mia cultura moderata, liberale e profondamente legata ai valori della Calabria. Mi sposto più a destra rispetto al passato, ma lo faccio senza rinunciare alla mia identità. Resto un moderato, aperto al dialogo, al confronto e alla mediazione».
Duro l’attacco del Presidente della Regione Roberto Occhiuto: «Il mio governo regionale non ha nulla a che spartire con chi sceglie Vannacci. Da questo momento Domenico Giannetta è fuori dalla maggioranza di centrodestra della Regione Calabria. Quanto al generale, gli consiglierei di non fare troppo il gradasso. Vedremo la sera del 28 settembre quale sarà il partito vincitore e quale quello rancido».
E di uguale tenore la nota diramata dai consiglieri regionali dio Forza Italia: «“Il comportamento di Domenico Giannetta è assolutamente vergognoso e rappresenta un vero e proprio insulto nei confronti degli elettori calabresi che lo hanno eletto consigliere regionale nelle file di Forza Italia. Giannetta è tornato in Consiglio regionale grazie all’appartenenza al nostro movimento e al sostegno che tutto il partito regionale gli ha garantito. Siamo, dunque, davvero sconcertati da questa sua scellerata decisione. Siamo pienamente d’accordo con quanto affermato dal presidente Roberto Occhiuto. Per questo manifestiamo esplicitamente la nostra sfiducia nei confronti di Domenico Giannetta: non è più il nostro capogruppo e non fa più parte della maggioranza di centrodestra della Regione Calabria. Chi viene eletto grazie a un partito e alla fiducia dei suoi elettori ha il dovere di rispettare quella scelta e quella comunità politica. Giannetta, con la sua decisione, ha scelto di venir meno a questo impegno, scegliendo addirittura di presentarsi subito, tra qualche settimana, contro il suo ex partito. Davvero incommentabile».
Anche il sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro ha stigmatizzato il passaggio di Giannetta dagli azzurri a Vannacci: «Scegliere di aderire ad un altro partito e, contestualmente, candidarsi alle suppletive di Reggio Calabria contro quello che fino a ieri era il suo partito, non rispecchia i valori di Forza Italia e il nostro modo di essere e di fare politica. Pertanto, mi sento di dire che non siamo noi ad aver perso qualcosa, ma semmai il contrario. Anche perché, oltre ad aver tradito noi, ha soprattutto tradito gli elettori calabresi che appena undici mesi fa lo hanno eletto al Consiglio regionale votando Forza Italia. Lui ha ricambiato questa fiducia cambiando partito e tenendo nascosta una trattativa che mi pare ovvio andasse avanti da tempo, avallando il comportamento del re dei voltagabbana, il generale Vannacci. Ma sono certo che la migliore risposta la daranno i reggini che tra un mese andranno al voto, esprimendo il loro disgusto politico per chi ancora pensa di fare politica con questi metodi. Mi viene da dire, a questo punto, certi soggetti è meglio perderli che trovarli». (s)






