Sanità: Zuccatelli “rinuncia” all’incarico, il Governo punta sull’ex Rettore Eugenio Gaudio

Se fosse confermata la voce colta all’ora di pranzo a Palazzo Chigi sulla “volontaria” rinuncia di Zuccatelli e la proposta dell’incarico all’ex Rettore di Roma Eugenio Gaudio, sarebbe una vittoria del merito e, finalmente, un gesto di estrema attenzione nei confronti dei calabresi.
Zuccatelli ha già annunciato le sue dimissioni. Si attende il sì di Gaudio. L’ex Rettore della Sapienza (è stata eletta due giorni fa Antonella Polimeni al suo posto, per fine incarico) è un apprezzatissimo medico internista, già preside della Facoltà di Medicina e Farmacia alla Sapienza. Nato a Cosenza nel 1956, è l’uomo giusto al posto giusto.
Zuccatelli ha appena confernato che, su invito del ministro Speranza, ha presentato le sue dimissioni “per rispetto delle Istituzioni”. (s)

NON CI STA “SPERANZA” PER I CALABRESI
MINISTRO SORDO, DIFENDE LA SUA SCELTA

di SANTO STRATI – Per togliere dall’imbarazzo in cui s’è cacciato il ministro della Salute Roberto Speranza c’è solo una via: che il neo-commissario Giuseppe Zuccatelli annunci di voler rinunciare all’incarico “per motivi personali” (ovvero perché glielo impone il partito) e si rimescolano le carte. Sono troppe le sollecitazioni, le critiche e le spinte a suggerire un ripensamento per una decisione troppo affrettata e – come ha detto il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà – «calata dall’alto». Speranza ha “lottizzato” il commissariamento della sanità calabrese decidendo da solo, sordo alla proposta della destra unita di nominare Guido Bertolaso (un nome che sembrava ideale per il ruolo: medico, una grande competenza dell’emergenza, ottime capacità organizzative) e ugualmente insensibile alla “suggestiva” indicazione dei Cinquestelle di Gino Strada, il medico fondatore di Emergency. Anzi più che candidato dei grillini (com’era stato a suo tempo il generale Saverio Cotticelli) Gino Strada è sponsorizzato dal presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, il quale è bravo a criticare le passate lottizzazioni selvagge della Casta salvo poi calcarne il percorso, senza alcun ritegno.

Intendiamoci, Gino Strada è un nome di grande prestigio, un medico che si è fatto le ossa nell’emergenza dei Paesi più disperati, e merita il massimo rispetto e l’apprezzamento di tutto il Paese per il suo impegno umanitario. Ma – come direbbe Di Pietro – che c’azzecca con la Calabria e il disastro sanità? Abituato a edificare ospedali da campo con fango e mattoni, a fare miracoli di medicina generale là dove mancano farmaci, dispositivi e macchinari salvavita, ma con i conti della disgraziata sanità calabrese cosa potrebbe fare? È, purtroppo, il solito copione dei grillini per acchiappare pubblico per il proprio teatrino ormai sempre più deserto (e non a causa del covid): i cinquestelle sono in caduta libera (come Salvini) e in Calabria la grande pattuglia eletta nel 2018 sa già che potrà dimenticarsi di Montecitorio e Palazzo Madama alle prossime politiche. Serve tenere alta l’attenzione, con effetti spettacolari e nomi di grande suggestione, non importa se il buon Gino Strada verrebbe stritolato da bilanci infarcitissimi di svarioni ed errori (spesso voluti per non encomiabili finalità) e noi poveri calabresi ci troveremmo in braghe di tela guardando dove farci curare degnamente in altre regioni, vista l’impossibilità di assistenza a casa nostra. È un atteggiamento che i calabresi non dovranno sostenere e meno che meno subire, denunciando subito il disegno di Morra, il quale è un ligure trapiantato a Cosenza che, evidentemente, non ha per niente a cuore la salute dei calabresi.

E la sua manovra trova conforto nel documento firmato da numerosi parlamentari e consiglieri comunali del M5S (Bianca Laura Granato, Giuseppe Auddino, Elisa Scutellà, Elisabetta Maria Barbuto, Francesco Sapia, Alessandro Melicchio, Margherita Corrado, Laura Ferrara, Giuseppe Marasco, Michaela Anselmo, Domenico Santoro, Giuseppe Giorno e Milena Gioè) con cui si prendono le distanze dalla nomina di Zuccatelli. «Non possiamo permetterci – si legga nel documento – un’altra figura inadeguata a sovrintendere alla sanità calabrese. Abbiamo chiesto al nostro Capo delegazione, Alfonso Bonafede di rappresentare al Presidente Conte e al ministro Speranza la nostra proposta di revoca della nomina di Zuccatelli con effetto immediato o, tutt’al più, il suo mancato rinnovo con l’entrata in vigore del nuovo Decreto Calabria, che avverrà a giorni. È fondamentale – hanno concluso i portavoce del Movimento 5 Stelle – avere la certezza che la Calabria sia messa questa volta in buone mani. Siamo sicuri che il nuovo decreto potrebbe essere salvifico per la sanità calabrese solo se la sua attuazione sarà affidata alle persone giuste».

Come sceneggiata d’appoggio a Nicola Morra diremmo che è niente male. Peccato che ci faccia tornare alla mente i giorni di maggio dello scorso anno quando la ministra della Salute Giulia Grillo vantava le doti del gen. Cotticelli individuato per “capacità e rigore” e l’attuale viceministro Pier Paolo Sileri a Calabria.Live dichiarava: «Un decreto che cambierà quello che è il futuro dei cittadini e dei pazienti calabresi. Un qualcosa che mancava e finalmente rompe con il passato… servirà più dialogo per far capire la bontà di questo decreto». Lo abbiamo visto e l’indignazione che ha preso indistintamente tutti i calabresi (ma crediamo anche buona parte degli italiani) vedendo la punta di Massimo Giletti domenica sera col gen. Cotticelli ha superato ogni limite. L’ex commissario ha candidamente ammesso di non aver fatto praticamente nulla in questi 18 mesi, salvo la visita ecumenica al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: ma se qualcuno gli ha impedito di fare il suo lavoro, di portare a termine i suoi compiti, perché non è tornato a piazza Matteotti, in Tribunale, a denunciare fatti e persone alla Procura di Catanzaro?

A una cosa, oltre che fa indispettire e incazzare i calabresi, la puntata di Giletti è servita: far capire agli italiani che esiste un’altra sottospecie d’Italia (la Calabria) dove tutto è possibile, dove gli ospedali non vengono più costruiti dopo l’istituzionale posa della prima pietra, dove si licenziano fior di primari e specialisti, dove si chiudono strutture e si cancellano posti letto “per risparmiare” e contenere l’immane debito. Con costi per la collettività che sono mostruosi. Ebbene che serva da monito la nauseante denuncia de l‘Arena di Giletti, perché i calabresi non sono più disponibili a questi giochi di potere sulla propria pelle.

Giochi di cui si è reso protagonista assoluto il “meridionale” Speranza (è lucano) il quale sembra ignorare che nel Mezzogiorno le cose più semplici sono sempre più complicate. E ha ritenuto di poter applicare le logiche spartitorie romane anche in Calabria, sulla pelle dei calabresi. Pur rimproverato dal suo compagno Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana («non si può fare così»), preso di mira da tutta l’opposizione e da qualche esponente della sinistra, il ministro Speranza – che ha un cognome adeguato alla situazione ma risulta lui inadeguato all’emergenza covid – ha deciso che Zuccatelli (guarda caso “compagno” di Liberi e Uguali, vicino a Pier Luigi Bersani) è l’uomo giusto al posto giusto. E quando il neo commissario è stato sbertucciato su tutta la rete con il video delle femministe (da lui autorizzato e non rubato a sua insaputa) dove diceva che le mascherine non servono a un c…, non ha trovato di meglio il nostro ministro della Salute che difendere il povero commissario perché «una frase non cancella 30 anni di curriculum». E su questo concordiamo: Zuccatelli non è adatto non perché a fine maggio sosteneva l’inutilità delle mascherine (opinione discutibile, ma pur sempre opinione personale, anche se azzardata e inopportuna se detta da un medico igienista), ma perché è sufficiente guardare cosa ha fatto con la sua gestione a Cosenza (vedi l’INRCA, l’Istituto di ricerca e cura degli Anziani) prima e a Catanzaro poi con i due ospedali cittadini. Basti per tutte la mancata realizzazione dello “Spallanzani del Sud”, ovvero l’ospedale regionale Covid per la cura e la ricerca del coronavirus, che avrebbe trovato posto nell’ex Facoltà di Medicina (Villa Bianca) pronta per l’uso e che il Rettore dell’Università Magna Graecia Giovambattista De Sarro si era impegnato a rendere operativo in poche settimane. Sono passati mesi, mancano posti letto e soprattutto non c’è ancora nella regione un ospedale Covid che Zuccatelli cocciutamente voleva ad ogni costo all’interno delle aule degli specializzandi del Mater Domini, mettendo a rischio contagio studenti, docenti e operatori sanitari che vi lavorano dentro.

La proposta di Bertolaso, giacché è ritenuto un uomo di Berlusconi non poteva essere ovviamente accolta da Speranza o dal governo giallo-rosso, ma Gino Strada è notoriamente fin troppo a sinistra per piacere ai suoi stessi “compagni”. Però, scusate, si continua sempre a parlare di “forestieri”, come se in Calabria non ci fossero fior di scienziati, manager, dirigenti sanitari in grado di affrontare e risolvere il nodo sanità. No, occorre mortificare come sempre questa terra, ma non siamo certi che la cosa questa volta passi senza suscitare sdegno.

In serata il presidente ff Nino Spirlì ha nominato consulente della Giunta per l’emergenza covid il prof. Franco Romeo, un ‘autorità nel campo della cardiochirurgia. Una delle tante eccellenze calabresi che si spendono (gratuitamente) per la propria terra, dove peraltro c’è già un candidato ideale come commissario per la Sanità. I calabresi pensano a Rubens Curia, un medico reggino, virologo, con larga esperienza manageriale proprio nel campo della sanità. Ex di sinistra, già consigliere comunale, oggi indipendente, a capo di un movimento che si batte per la salute dei calabresi (Comunità Competente).

Più di un anno e mezzo fa, a febbraio 2019, lanciando il suo movimento Curia aveva dichiarato: «Ho deciso di avviare una battaglia culturale sulla sanità in una Calabria dai molti paesini sparsi in zone pedemontane dove ogni servizio tende a morire. Senza tutela della salute si incoraggia lo spopolamento dei nostri borghi. Io faccio delle proposte, ci metto la faccia come ho sempre fatto nella mia vita ed invito quella che definisco “Comunità competente” a scendere in campo». Un programma spiegato meglio nel suo libro Manuale per una riforma della Sanità in Calabria, che evidentemente il gen. Cotticelli s’è guardato bene dallo sfogliare. Curia rappresenta la discontinuità e l’esigenza di un progetto, questa volta sì, davvero nuovo per rivoluzionare il comparto salute e garantire benessere e cure in casa propria a tutti i calabresi.

Ma Curia è troppo perfetto, troppo competente, troppo indipendente, per piacere a un governo composto da dilettanti allo sbaraglio, incapaci di apprezzare il merito. I calabresi, però, lo ripetiamo, questa volta sono davvero incazzati: i nostri parlamentari sono avvisati e non possono fingere di ignorare le istanze del territorio. Abbiano la forza e la dignità di battere i pugni nei Palazzi del Potere, mettendosi tutti insieme, trasversalmente, dalla parte della Calabria e dei calabresi, per convincere il Parlamento a bocciare il decreto Calabria e avviare l’azzeramento del debito della sanità, condizione sine qua non per poter ripartire in modo serio e garantire cure e servizi assistenziali degni di questo nome. I calabresi, quando si tornerà a votare, sapranno chi ringraziare. (s)

Il presidente Tallini disapprova la nomina di Zuccatelli

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, si è espresso sulla nomina del nuovo commissario alla sanità in Calabria, Giuseppe Zuccatelli, esprimendo disapprovazione.

Il presidente Tallini, infatti, ha ricordato che «Forza Italia aveva suggerito il nome di Guido Bertolaso, l’uomo che è stato capace di gestire le più gravi emergenze nel nostro Paese, ma il Governo ha preferito scegliere un uomo di partito, un negazionista che si è ‘pentito’ solo dopo la sua nomina» e ha voluto ringraziare «sinceramente il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, per avere tentato di fare ragionare questo Governo ottuso e incapace».

«Proponendo Bertolaso – ha aggiunto Tallini – aveva offerto una soluzione alta, la più alta in assoluto, che sarebbe stata inattaccabile. Guido Bertolaso è stato impareggiabile nella gestione della crisi dei rifiuti in Campania, del post terremoto dell’Aquila. Chiamato dai presidenti di Lombardia e Marche, ha realizzato a tempo di record nuovi ospedali e padiglioni anticovid. Da medico, avrebbe ben gestito questa fase drammatica e tirato fuori in pochi mesi la Calabria dal tunnel. Ritengo che come Forza Italia abbiamo dato un contributo positivo, purtroppo rigettato da un Governo che si ritiene autosufficiente».

«Purtroppo – ha concluso il presidente del Consiglio regionale della Calabria – siamo qui a parlare di grande occasione mancata per la Calabria. Colgo l’occasione, per dare atto al segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, di grandissima onestà intellettuale, avendo egli stigmatizzato la scelta compiuta dal ministro Speranza, che è del suo stesso partito. Quando c’è onestà intellettuale, non esistono barriere ideologiche». (rrm)

I parlamentari e consiglieri comunali del M5S prendono distanze dalla nomina di Zuccatelli

I parlamentari e consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, Giuseppe Auddino, Elisa Scutellà, Elisabetta Maria Barbuto, Francesco Sapia, Alessandro Melicchio, Margherita Corrado, Laura Ferrara, Giuseppe Marasco, Michaela Anselmo, Domenico Santoro, Giuseppe Giorno e Milena Gioè hanno preso le distanze «dalla nomina di Giuseppe Zuccatelli come commissario straordinario della sanità calabrese, che ha creato grande imbarazzo tra noi portavoce del Movimento 5 Stelle».

«A seguito dell’uscita del video che lo riprende – hanno dichiarato i portavoce del Movimento – mentre esprime colorite teorie empiriche quasi negazioniste sulle modalità di contagio del virus Covid 19, a una settimana dalla proclamazione della Calabria “zona rossa”, la nomina frettolosa di Zuccatelli si è rivelata inopportuna, un’inaccettabile beffa per i cittadini, costretti a restrizioni sulle attività produttive, sulla frequenza scolastica in presenza, non per il numero dei contagi, ma per una gestione sanitaria inadeguata a cui oggi la politica è chiamata a porre rimedio».

«Dopo le dimissioni del generale Saverio Cotticelli – hanno proseguito – non possiamo permetterci un’altra figura inadeguata a sovrintendere alla sanità calabrese. Nella giornata di ieri abbiamo chiesto al nostro Capo delegazione, Alfonso Bonafede di rappresentare al Presidente Conte e al ministro Speranza la nostra proposta di revoca della nomina di Zuccatelli con effetto immediato o, tutt’al più, il suo mancato rinnovo con l’entrata in vigore del nuovo Decreto Calabria, che avverrà a giorni».

«È fondamentale – hanno concluso i portavoce del Movimento 5 Stelle – avere la certezza che la Calabria sia messa questa volta in buone mani. Siamo sicuri che il nuovo decreto potrebbe essere salvifico per la sanità calabrese solo se la sua attuazione sarà affidata alle persone giuste». (rrm)

Molinaro: Zuccatelli non ha i titoli per fare il Direttore Generale di Sanità

Il consigliere regionale della Lega Calabria Pietro Molinaro mette in evidenza, in una nota, che il neo commissario alla Sanità calabrese non aveva titolo per ricevere la nomina. Secondo Molinaro, Zuccatelli non è nell’Elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale nelle Aziende Sanitarie.

«La Sanità della Calabria – ha detto Molinaro –  ha la drammatica necessità che, dopo lo sfascio che ha prodotto Cotticelli, sia guidata da un soggetto qualificato, con competenze e professionalità certificate. Zuccatelli non ha i titoli per fare il Commissario. Il suo è un curriculum da politico non eletto e non da idoneo a dirigere la Sanità in una qualsiasi regione italiana. Pretendo che in Calabria si applichino le leggi dello stato italiano non quelle di casa Speranza, Ministro della sanità, collega di partito del dott. Zuccatelli. Tra le leggi dello stato italiano c’è il decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171 che ha istituito l’Elenco nazionale idonei all’incarico di direttore generale Enti del Servizio Sanitario Nazionale.

È l’elenco a cui, per legge, si deve attingere quando si sceglie il direttore generale di un’azienda sanitaria. Ed è un elenco a cui si accede dimostrando di possedere i titoli necessari a garantire la professionalità e la competenza che serve per gestire un’azienda sanitaria.

Ebbene il dott. Zuccatelli che il Consiglio dei Ministri di ieri sera ha indicato per il ruolo di Commissario per la sanità calabrese non è abilitato all’iscrizione nell’elenco degli idonei. Dunque non può essere nominato! Noi calabresi siamo proprio antipatici al duo Conte-Speranza! Prima hanno tentato di rifilarci  il generale Cotticelli per altri tre anni con la conferma dell’incarico di Commissario avvenuta 3 giorni fa. Poi si sono rimangiati tutto, semplicemente perché una trasmissione televisiva del servizio pubblico, ha messo in piazza le oscenità di Cotticelli che stiamo denunciando da anni, e che il Ministro della Sanità non poteva non conoscere.

Ora il duo Conte-Speranza ci riprova a darci la fregatura! Nominando un abusivo! Già nominato peraltro da Cotticelli prima a Cosenza e poi a Catanzaro. Già questo basterebbe! Zuccatelli non può fare il Commissario per la Sanità calabrese perché non ha i titoli per farlo. C’è bisogno di professionalità e non di compagni di partito che non riescono ad essere eletti a casa loro (Cesena) e sono rifilati a noi per compensarli della fedeltà di partito.

Vogliamo professionalità certificata per la sanità calabrese! E se il duo Conte-Speranza non ci ascolta, faremo di tutto per rappresentare la situazione al Presidente della Repubblica». (rrc)

CONTE LICENZIA VIA TWITTER COTTICELLI
ARRIVA SUBITO ZUCCATELLI, IL SOSTITUTO

di SANTO STRATI – Un lunghissimo Consiglio regionale, con il presidente ff Spirlì che viene convocato dal Consiglio dei ministri alle 21: Conte, con i ministri Speranza  e Gualtieri, vuole nominare in serata il sostituto di Cotticelli. Il parere di Spirlì, ovviamente, non conta nulla, è tutta fuffa per fare scena e parlare così di scelta condivisa. Alle 22 arriva il nome: è Giuseppe Zuccatelli, fino a oggi commissario straordinario delle Aziende ospedaliere Pugliese Ciaccio e Mater Domini. Sul nome di Guido Bertolaso  – un medico con grande esperienza nella prevenzione e nella protezione civile (ha messo su l’ospedale alla Fiera di Milano in tempo record) – avanzato dalla destra nemmeno un sospiro. Qualcuno azzarda il nome di Gino Strada… siamo nel marketing sfrenato, della serie volevamo stupirvi con effetti speciali…

Emiliano di Ferrara, medico specializzato in Igiene, Zuccatelli sarebbe molto vicino a Bersani (di cui Speranza è espressione con LeU): avrà poteri assoluti  con due sub commissari (una, Maria Crocco, già subcommissario, è la voce che si sente nel video virale di Cotticelli e lo rimprovera di prepararsi prima di rispondere), l’altra dovrebbe essere Iole Fantozzi, attualmente al Gom di Reggio. Previsto uno staff di 25 persone.

Una scelta che, crediamo non farà sorridere i calabresi. Tanto per dirne una, Zuccatelli è quello che ha fatto la guerra al Rettore dell’Università Magna Graecia Giovambattista De Sarro che aveva indicato l’ex Villa Bianca a Catanzaro come unità anticovid. Una struttura immediatamente disponibile, dove oltre che curare si poteva fare ricerca: sarebbe diventato lo Spallanzani calabrese. Zuccatelli ha deciso che era meglio sfrattare gli universitari dal Padiglione C del Mater Domini e organizzare lì la struttura. Il risultato è che già quest’estate Villa Bianca sarebbe stata pronta ad affrontare questa nuova crisi. All’Università, nell’ala del Mater Domini individuata da Zuccatelli, non c’è nulla, se non ci sono seri problemi di separazione degli ambienti e rischio di contagio per gli specializzandi.

Si vedranno nei prossimi giorni le reazioni a questa nomina, che sembra premiare ancora una volta scelte politiche e partitiche. Sicuramente il nuovo commissario ha le competenze amministrative, visto che lo fa di mestiere.   

La mozione finale del Consiglio regionale sarà recapitata al premier Conte (che probabilmente non ci dormirà stanotte…): chiede di trasformare la zona rossa in gialla, ma, per la verità, punta anche al problema numero uno: la proroga del decreto Calabria. Il documento è acqua fresca se non si crea una seria mobilitazione politica per impedire la sua conversione in legge. Basterebbe il buon senso e la considerazione che i dieci anni di commissariamento hanno impoverito l’offerta di assistenza sanitaria ai calabresi. Hanno semplicemente tagliato posti letto e occupazione, solo guardando i numeri e le cifre del risparmio come obiettivo finale: serviva più personale e invece sono state eliminate figure professionali, mandati a casa medici e specialisti, chiusi reparti, etc.

Si è visto come ha funzionato (male) il decreto Calabria, dopo la pomposa presentazione a Reggio, con un apposito Consiglio dei ministri un anno e mezzo fa: la ministra della Salute Giulia Grillo a maggio 2019 vantava la “fulmineità” che il decreto avrebbe offerto per risolvere i tanti problemi della sanità calabrese. È sotto gli occhi di tutti (e con riconosciuta onestà intellettuale numerosi parlamentari pentastellati hanno ammesso di avere commesso un grave errore) i guasti ancora più gravi provocati dal Decreto Sanità Calabria e il successivo incarico di commissario ad acta al generale Saverio Cotticelli. Incarico conferito da quello stesso Giuseppe Conte – il presidente del Consiglio dei ministri – che ieri mattina, via twitter, ha detto che occorreva revocare immediatamente Cotticelli. Allora, affiancato da Salvini e Di Maio alla vicepresidenza di un governo giallo verde che il leader leghista ha poi smontato al Papeete.

Dunque, un governo Conte giallo-verde, con ministro della Salute la pentastellata Giulia Grillo, che nomina Cotticelli e, oggi, un governo giallo-rosso, con ministro della Salute il liberoeuguale Roberto Speranza, che revoca lo stesso incarico confermato –guarda un po’ – appena qualche giorno fa, appena varata la proroga del precedente decreto dallo stesso Speranza. Due ministri della Salute che te li raccomando, almeno per quanto riguarda la salute dei calabresi che, evidentemente, non conta un ciufolo.

Poi, in serata la decisione di Conte di fare in fretta e nominare il sostituto di Cotticelli. Hanno scelto rapidamente con il solito criterio: chiunque purché non calabrese. Nemmeno presa in considerazione l’ipotesi Bertolaso (troppo vicino all’ex cavaliere…), lanciato qualche nome per fare colore (Gino Strada?), l’ok sul “compagno” Zuccatelli è arrivato in un baleno.

In questo anno e mezzo di Cotticelli e company, nessuno si è reso conto – nonostante i tanti allarmi lanciati da medici, scienziati, docenti, dalla società civile – dell’incapacità del commissario? Si è dovuto aspettare una trasmissione televisiva per inorridire di fronte alla acclarata inezia del rispettabilissimo generale, che avrà guidato con onore e soddisfazione i Carabinieri, ma che di sanità non solo non capiva nulla, ma nemmeno si è sforzato di farsi spiegare le tante criticità.

Nel corso del Consiglio regionale è venuta (dal consigliere Raso) l’unica proposta seria da prendere in considerazione e da portare con determinazione davanti al Governo: occorre cancellare il debito della Sanità calabrese e annullare l’esperienza del commissariamento che ha, fino ad oggi, mortificato professionalità e provocato – Dio sa quante – troppe vittime di malasanità, private della necessaria assistenza, quando ancora non c’era l’emergenza covid. Poi, con l’emergenza del coronavirus, solo l’abnegazione e lo sforzo immane di medici e personale sanitario ha evitato ai calabresi ulteriori penalizzazioni e limitato il numero delle vittime.

Ma la seconda ondata della pandemia sta macinando numeri da paura e la sola idea di un nuovo commissariamento con due vice e 25 nuove figure amministrative, fa venire i brividi.

Ci si chiede: con quali presupposti sono stati scelti, via via, i tanti commissari che si sono succeduti in questi dieci anni? Con quale criterio il ministro Speranza pensava di scegliere i tre nuovi paladini della salute calabrese previsti dal nuovo decreto? Lo abbiamo capito ieri sera: il partito prima di tutto. Del resto cosa sa Speranza di sanità, di Calabria e di gestioni sanitarie?

Il ministro – è bene ribadirlo – giusto pochi giorni fa aveva rinnovato la fiducia a Cotticelli, pur rifiutandosi di incontrarlo nonostante le pressanti richieste del generale. Quali sarebbero i presupposti per affidare il nuovo incarico, per perpetrare il commissariamento?

Il senatore calabrese Marco Siclari, interpretando a pieno il pensiero del vicepresidente di Forza Italia AntonioTajani, aveva lanciato l’idea: se proprio si doveva ricorrere a un nuovo commissariamento, affidare l’incarico a Guido Bertolaso. Una figura che non ha bisogno di presentazioni né di curricula da esibire, un professionsita dell’emergenza (è stato a capo della Protezione civile durante l’emergenza terremoto) che, peraltro ha mostra di essere un uomo del “fare”: parla per lui l’ospedale realizzato a tempo di record nei vecchi locali della Fiera di Milano.

Per la sanità calabrese servirebbe un miracolo, permetteteci di scherzare con i santi: san Bertolaso sarebbe il stata forse la soluzione ideale. Ma non l’hanno voluto…

Adesso, in attesa del prossimo show televisivo (Zuccatelli ha un carattere molto focoso e non si trattiene se provocato), i calabresi devono rassegnarsi che a decidere per loro salute ci sia sempre qualcun altro. Ma non è ancora detto: il decreto dev’essere approvato e qui si vedrà quanto valgono i nostri politici. Con qualche imbarazzo, confessiamo, che non riusciamo ad essere ottimisti… ′          (s)