Il sindaco di Bova Marina Zavettieri incontra Occhiuto per realizzare il porto turistico

Realizzare il porto turistico di Bova Marina. È su questo che hanno discusso il sindaco di Bova Marina, Saverio Zavettieri e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Il sito è già presente nel Piano regionale dei trasporti e delle infrastrutture.

«Nell’incontro di ieri – ha reso noto il primo cittadino –, ho chiesto di riprendere questo avviso esplorativo e il Presidente si è dimostrato disponibile riconoscendo la serietà, validità e legittimità della proposta progettuale del Comune di Bova Marina».
«Ha garantito  – ha aggiunto – che vedrà con l’assessore regionale ai Lavori Pubblici con il quale mi sono precedentemente confrontato, anche perché quest’opera si inquadra nel disegno regionale previsto per le fasce costiere sprovviste di porti turistici. Nei prossimi giorni, la Regione verificherà le fonti di finanziamento e la possibilità di recuperare questa manifestazione di interesse oppure intervenire tramite il FSC (fondo di sviluppo di coesione) di prossima definizione».

«Quella del porto di Bova Marina è una storia molto lunga e travagliata che parte negli anni ’70, da una iniziativa del Comune con l’accensione di un mutuo per la progettazione finanziata poi, negli anni ’80, dal Ministero dei Lavori Pubblici – ha spiegato il primo cittadino –. La vocazione turistica c’è sempre stata, ricordiamo che proprio a San Pasquale, fu scoperto un approdo naturale navigabile per almeno 7 Km all’interno».

«Purtroppo, il porto ha avuto un andamento incerto – ha aggiunto – arrivato il finanziamento di 20 miliardi di lire, fatta la gara, assegnati i lavori, realizzata una parte del molo, a causa delle guerre di mafia, i lavori sono stati interrotti negli anni ’90. Negli anni 2000, la Regione ha confermato un finanziamento di 5 mln di euro per la sua realizzazione ma, per varie vicissitudine amministrative-politiche, quel braccio di porto, considerato da qualcuno un ecomostro, è stato eliminato. Ho ripreso con fermezza la questione perché senza un porto turistico, non c’è sviluppo per il territorio».

Il sindaco Zavettieri ha ricordato anche al Presidente Occhiuto che «aveva avanzato uno studio di fattibilità con i Cis (Contratti istituzionali di sviluppo) ma senza buon esito perché da progetti per lo sviluppo sono stati trasformati in progetti per scoprire le bellezze della Regione».
«A fine del 2019 però, è uscito un bando della Regione, una manifestazione di interesse per la realizzazione di nuovi porti di rilevanza economica  regionale e una delle condizioni richieste, era l’inserimento nei siti del Piano regionale dei Trasporti e Bova Marina, insieme ad altri siti, era presente – ha proseguito Zavettieri –. Abbiamo partecipato a questo avviso esplorativo (e in funzione dello sviluppo di tutta l’area, abbiamo allegato un protocollo d’intesa per la costituzione del partenariato del progetto integrato per lo sviluppo dell’Area Grecanica da attuare attraverso la costruzione del porto dell’isola ellenofona sottoscritto da 4 comuni: Bova Marina, Roghudi, Condofuri e Rocca Forte) ma per fine legislatura, il Covid e la prematura scomparsa dell’ex Governatrice Santelli, si è fermato tutto».
Nell’esprimere la propria soddisfazione, il primo cittadino sottolinea anche che «durante l’incontro con Occhiuto, ha avuto modo di verificare l’iter di due grandi opere su cui è impegnata la Regione: l’ospedale di comunità e l’intervento sulle barriere costiere apprezzandone lo stato di avanzamento delle progettazioni esecutive e delle procedure previste». (rrc)

Scalese (Cgil Area Vasta): Porre fine alla precarietà che penalizza giovani e donne

«Bisogna porre fine alla precarietà che penalizza in particolare giovani, donne, in modo particolare nel Mezzogiorno, e che troppo spesso connota la condizione dei migranti». È quanto ha dichiarato Enzo Scalese, che è stato rieletto alla guida della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo.

L’elezione è avvenuta nel corso del II congresso che si è svolto nel teatro della Fondazione Terina, a Lamezia Terme.

«La lotta per la legalità nel lavoro – ha evidenziato – significa battersi contro le mafie, le infiltrazioni mafiose nell’economia sana dei territori, il caporalato, il lavoro nero e grigio. Si deve parlare, quindi, di un nuovo Stato sociale».

Nella relazione, il segretario ha parlato dalle politiche di genere, alla crisi economica in atto; dalla Guerra in Ucraina ad un rinnovato impegno antifascista, senza dimenticare temi sempre attuali come la “questione morale”, la legalità, il “no” all’autonomia differenziata, la vicinanza agli amministratori, ai sindacalisti e a quanti combattono ogni giorno contro la prepotenza criminale.

Lavoro, infrastrutture, sanità tra i punti più sentiti.  «Si è cancellata la centralità e la cultura del lavoro – ha detto ancora Scalese – solo così si può ricostruire quella rappresentanza e partecipazione senza la quale si svilisce la democrazia».

Sul tema della sanità, Scalese ha evidenziato come «in questo contesto metteremo in campo la nostra azione confederale basata su responsabilità e sostegno al mondo del lavoro e ai cittadini, per il rispetto, delle politiche contrattuali e delle rivendicazioni sociali e nella necessità di affermare l’esigibilità dei diritti di cittadinanza».

«A partire dal diritto alla salute, che può realizzarsi esclusivamente nel S.S.N., il solo che risponde ai principi di universalità ed eguaglianza e che può rischiare di essere definitivamente compromesso dal nefasto progetto di autonomia differenziata», ha proseguito Scalese, secondo cui va anche «ricercata, con sollecitudine e perizia, ogni soluzione legislativa che guardi alla integrazione dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” con l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini” e alla relativa costituzione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Mater Domini – Pugliese Ciaccio” come una priorità per l’intera regione».

«Il lavoro è la sfida che vogliamo vincere e attraverso cui assicurare alle nuove generazioni un futuro migliore – ha aggiunto Scalese –. Lavoro dignitoso e regolare, di contrasto al fenomeno del caporalato, quello che siamo certi si possa creare mediante un grande piano che faccia della manutenzione del territorio, della mitigazione del rischio idrogeologico, della valorizzazione delle aree interne, della cultura e del paesaggio i pilastri fondanti della strategia di rilancio».

«Attraverso le risorse individuate nelle priorità previste nella piattaforma unitaria sulla” Vertenza Calabria” – ha continuato – va rivendicato con forza il completamento della S.S.106, sia del tratto Sibari-Crotone che di quello Catanzaro-Crotone – prosegue ancora Scalese nella relazione – potenziare l’aeroporto internazionale di Lamezia terme, scalo strategico della Calabria, supportato dagli scali complementari di Crotone e Reggio Calabria».

«Occorre velocizzare i lavori della ferrovia Jonica e dell’elettrificazione dell’intera tratta – ha rilanciato – per togliere dall’isolamento interi territori come l’area di Crotone, che potrebbe trarre beneficio dall’allungamento del Freccia Argento Roma-Sibari, occorre un collegamento diretto dell’aeroporto all’area di Germaneto e alla Cittadella Regionale, università, policlinico attraverso la linea metropolitana di superficie con riattivazione della linea ferroviaria esistente e della sua elettrificazione. Parimenti, bisogna dare un’accelerazione ad importanti infrastrutture di competenza della Regione che riguardano la costruzione dei nuovi Ospedali, a partire da quello di Vibo Valentia, che era già in fase avanzata sui lavori complementari, ma che ha oggi non ha visto la reale cantierizzazione dell’opera».

«Abbiamo davanti un futuro non semplice – ha concluso Scalese – come sempre, con molte avversità, ma che abbiamo, grazie allo stare insieme le potenzialità necessarie per affrontare e portare a termine questa avvincente sfida. Questo è quello che faremo. Lo faremo al massimo delle nostre capacità, con tutto l’impegno necessario per il bene della Cgil, consapevoli che migliaia di uomini e donne della nostra organizzazione e non solo, ripongono giornalmente la speranza di una prospettiva per un futuro migliore».

Nel corso del Congresso, sono stati oltre 20 gli interventi che hanno animato la discussione congressuale, che ha registrato anche la presenza di delegati della Uil e dell’Anpi, oltre che alcuni messaggi come quello della referente di Libera, Elvira Iaccino, e di Legacoop Calabria, Lorenzo Sibio. Tra i presenti anche il consigliere regionale Raffaele Mammoliti, già segretario generale della Cgil Area Vasta.

Ha sottolineato il riacutizzarsi del “senso di solitudine” e delle disuguaglianze, il segretario regionale della Cgil, Angelo Sposato che si è soffermato anche sul «disorientamento del popolo della sinistra». E non c’è niente da meravigliarsi: la destra fa la destra, ma «ci aspettavamo dalla sinistra una riduzione delle diseguaglianze, non l’incremento della frammentazione sociale».

È imprescindibile, quindi «declinare il lavoro, perché è questo che dà dignità ad una persona». Va riproposto il tema dell’adeguamento salariale, del potenziamento delle tutele e del sistema contrattuale, tanto del privato, quando nel pubblico dove comunque bisognerebbe tornare ad assumere. Sposato è tornato anche sui cinque temi della “Vertenza Calabria”, soffermandosi in particolare sulla creazione dello sviluppo sociale partendo dalle aree interne, e da come dalla tutela del territorio e dal contrasto al dissesto possa nascere lavoro di qualità anche per i giovani.

«Ci tocca un lavoro arduo – ha concluso Sposato – dobbiamo aiutare la politica ad avere una visione, una prospettiva di futuro che non sempre si intravede».

Della necessità di potenziare gli organici delle amministrazioni pubbliche, messe in ginocchio dai continui tagli ai trasferimenti statali – perché non basta intercettare finanziamenti del Pnrr ma bisogna poi metterle a frutto progettando – ha parlato anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che ha salutato l’assemblea congressuale proprio soffermandosi sul concetto di Area Vasta. Secondo Mascaro “i sindaci dell’area centrale hanno sottovalutato il concetto di area vasta: rimaniamo schiacciati da un’area forte al nord, e dall’area metropolitana a sud. Se non stiamo attenti rischiamo di essere l’area più debole e fragile. Dobbiamo avere la maturità di far partire una politica diversa di ascolto e concertazione».

Le conclusioni sono state affidate a Tania Scacchetti, segretaria nazionale Cgil che si è soffermata su come è cambiata la rappresentanza nel corso degli anni, sottolineando come «la grande capacità di resilienza dimostrata nella pandemia ha dimostrato che il radicamento del sindacato resta forte, nonostante tutto. La forza della Cgil sta proprio nel senso del collettivo e nella certa idea di libertà e di partecipazione».

Da soggetto che ambisce a cambiare la società, la Cgil, insomma deve affrontare «il senso dei cambiamenti: quelli sociali ed economici, tutte le trasformazioni da quella demografica a quella energetica. Noi – ha concluso – abbiamo un progetto trasformativo e un modello di sindacato fondato su valori imprescindibili, che sono la nostra forza di radicamento. Il lavoro di ricostruzione che dobbiamo fare è molto complesso, e culturale: non possiamo rinunciare a costruire una partecipazione nella politica, e quindi a ricostruire la buona politica». (rcz)

In copertina, Scalese e Sposato

Alta velocità Sa-RC, il Mit accelera: Opera strategica

L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria è un’opera di grande valore strategico. Per questo il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha messo il piede sull’acceleratore per questa importante infrastruttura.

«Il ministro – si legge in una nota del Mit – la ritiene un’opera rilevante (anche in ottica del futuro Ponte sullo Stretto) e il dicastero è in stretto contatto con i sindaci campani dell’area interessata dalla prima tranche che riguarderà la realizzazione di 33 km tra Battipaglia e Romagnano (Salerno). Valore 2,7 mld, finanziati con i fondi Pnrr».

«La nuova linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria – conclude la nota – è un investimento ad oggi stimato di circa 22 miliardi di euro ed è parte integrante del Corridoio della rete Ten-t “Scandinavia – Mediterraneo” che collega Palermo a Helsinki. L’opera di grande valore strategico consentirà di sviluppare nuovi traffici viaggiatori e merci lungo l’asse nord-sud del Paese». (rrm)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Governo intervenga concretamente per infrastrutture

I segretari nazionali e regionali di CgilCislUil CalabriaA Maurizio LandiniLuigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno ribadito come «ritengono decisivo per il futuro del Sud che il Governo intervenga concretamente per la riqualificazione e la realizzazione di quelle opere infrastrutturali prioritarie che sono determinanti per la ripartenza economica e la sostenibilità sociale del territorio meridionale».

L’ammodernamento delle infrastrutture, infatti, per i sindacati sono un punto fondamentale per il rilancio del Mezzogiorno e del Paese, per questo hanno chiesto al Governo «di dare continuità alle decisioni assunte dal precedente Esecutivo e prevedere nella legge di bilancio l’intervento previsto per l’opera pubblica denominata Strada statale 106 che, attraverso quanto previsto dal Documento di economia e finanza, è stata definita un’opera strategica con investimenti congrui e finalizzati al completamento dei tratti cantierizzati, alla esecuzione dei restanti e al finanziamento degli studi progettuali dei tratti necessari alla realizzazione di questa infrastruttura su tutto il territorio regionale interessato fino a Reggio Calabria».

«Cgil, Cisl e Uil – hanno concluso – ricordano al Governo che l’ammodernamento e la completa realizzazione della Strada statale 106, un’arteria letale che è stata ribattezzata come famigerata “strada della morte”, rappresenta il punto fondamentale della “Vertenza Calabria” aperta tra Cgil Cisl Uil Calabria e Governo regionale calabrese, sostenuta dalle scriventi, che prevede, tra le altre questioni, la richiesta di adeguamento strutturale e ammodernamento di questa opera strategica». (rcz)

Il presidente Occhiuto: Calabria e Sicilia hanno bisogno anche di altre infrastrutture oltre che del Ponte

«Abbiamo spiegato al ministro Salvini che la Calabria e la Sicilia hanno bisogno anche di altre infrastrutture, oltre al Ponte sullo Stretto», ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3.

«Nella mia Regione, ad esempio – ha spiegato – abbiamo una strada definita ‘della morte’ e si tratta di un’arteria giudicata prioritaria dall’Europa – la Statale 106 Jonica – ma negli anni i vari governi non sono mai riusciti a realizzare gli investimenti necessari per la modernizzazione e la messa in sicurezza. Abbiamo grandi emergenze sul fronte idrico e anche su questo ho chiesto al ministro Salvini un supplemento d’attenzione».

Tornando sul Ponte, il governatore ha auspicato che i lavori «inizino nel 2023 e lo spera soprattutto il ministro Salvini. Io governo una Regione che ha al suo interno il primo porto d’Italia, quello di Gioia Tauro, per cui ho sotto gli occhi quanto importante sia diventato il Mediterraneo».

«Nei prossimi anni – ha spiegato ancora – compreremo l’energia dal Mediterraneo. I Paesi che si affacciano nel nostro mare cresceranno con incrementi del Prodotto interno lordo che saranno di grande utilità anche per le nostre imprese. E allora, se il Mediterraneo è così importante, un’infrastruttura come il Ponte sullo Stretto diventa strategica per dimostrare la volontà dell’Italia di fare della Calabria e delle Regioni del Sud l’hub del Paese e dell’Europa sul Mediterraneo».

Sul tema dei migranti, invece, Occhiuto ha spiegato che «la Rise Above è stata accolta in Calabria, a Reggio, perché la Ong ha operato con il concerto delle autorità competenti. Devo dire, però, che la mia Regione non ha accolto solo questa nave. Dall’inizio dell’anno in Calabria ci sono stati sbarchi che hanno dato ospitalità a 15mila immigrati».

«Ci sono nuove rotte dell’immigrazione che stanno riguardando la Calabria – ha continuato –. C’è un Comune bellissimo, Roccella Jonica, che è stato interessato da numerosi sbarchi. Però non facciamo polemiche sui migranti. La mia è una Regione abituata a subire l’emigrazione. Tanti calabresi nel corso degli anni sono emigrati in altri Paesi del mondo. La Calabria è una Regione accogliente, ma credo che questo sia un processo che vada governato. Quando emigravano gli italiani andavano in Paesi che governavano l’immigrazione. Oggi noi non riusciamo a farlo».

«Sarebbe utile – ha continuato – che ci facessimo sentire un po’ di più in Europa e che tutta la comunità politica fosse più unita. Trovo singolare che addirittura si festeggi quando l’Europa dice no al governo nazionale. Bisogna tifare per l’Italia a prescindere del colore politico dell’esecutivo. Se l’Europa si dimostra solidale se ne avvantaggia il Paese intero, non solo una parte politica».

Il presidente della Regione, poi, dicendosi felicissimo dell’importante scoperta dei 24 bronzi a San Casciano dei Bagni in Toscana, che tuttavia viene «dopo quella dei Bronzi di Riace, che rappresentano un primato assoluto e dovrebbero essere un attrattore culturale non soltanto per la mia Regione, ma per tutto il Paese».

« È un peccato che a distanza di 50 anni non lo siano ancora diventati», ha concluso. (rrm)

Occhiuto: Chiederò a Salvini di investire anche sulla SS 106

«Chiederò al ministro Salvini di investire anche sulla Statale Jonica, la SS 106, che è definita purtroppo da vent’anni la strada della morte. Credo che in un Paese civile non ci possa essere una strada che viene definita così», ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a Buongiorno Regione.

Nel suo intervento, Occhiuto ha ricordato di governare una «regione nella quale insiste un porto, quello di Gioia Tauro, che è diventato il primo in Italia, con una movimentazione di 3,6 milioni di container all’anno: un numero superiore a quello che fanno i porti di Genova, Savona e Trieste, sommati tra loro. Questo significa che il Mediterraneo è diventato davvero il luogo centrale degli scambi commerciali».

«Il Mezzogiorno e in particolare la Calabria e la Sicilia – ha ricordato – possono essere l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo, per cui credo che realizzare infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto dimostrerebbe la volontà del governo di investire in questa parte dell’Italia che può divenire una risorsa per tutto il Paese».

«Io sono assai favorevole alla realizzazione di quest’opera – ha concluso – ma è del tutto evidente che insieme al Ponte, vanno fatte anche le altre infrastrutture. In Calabria, ad esempio, abbiamo una sola strada di collegamento con le altre Regioni, l’autostrada A2, e non ho altre direttrici ridondanti». (rrm)

Ugl Calabria: Intervenire con urgenza su infrastrutture per non condannare la Calabria all’isolamento

Il segretario regionale di Ugl Calabria, Ornella Cuzzupi, ha ribadito la necessità di intervenire sulle infrastrutture per non condannare la Calabria all’isolamento.

«La Calabria, terra di rara bellezza, è di fatto una terra di frontiera. Per raggiungere i nostri territori – ha detto Cuzzupi – o per muoversi da essi, occorre affrontare una scommessa con la sorte e le migliori condizioni sono segnate da una mediocrità che mette inquietudine nel 2022. Parliamo di trasporto aereo? Gli aeroporti di Reggio, Lamezia, Crotone sono, di fatto, in uno stato che dire di abbandono è ottimistico anche se, su tale aspetto, cogliamo con speranza quanto annunciato dai vertici regionali in merito al potenziamento delle tratte aeree nazionali attendendone le ricadute».

«Ci rivolgiamo alle Ferrovie? – ha proseguito –. Ma ci rendiamo conto che per raggiungere Roma, Milano, Torino ci vogliono nell’ipotesi migliore dalle 6 alle 12 ore. Le strade? Vogliamo citare la statale 106 jonica con i suoi 490 km d’abbandono o la situazione complessiva delle arterie provinciali? Per non parlare dei collegamenti con la vicina Sicilia caratterizzati da navi, traghetti, aliscafi datati, quasi storici, sulla cui sicurezza e organizzazione del servizio solleviamo diversi dubbi e perplessità. Ecco, questa è la situazione, dati concreti che impongono un preciso indirizzo. Ripeto. O si decide, una volta per tutte, di affermare che si vuole abbandonare, di fatto, la Calabria condannandola ad un inesorabile declino o ci si comporta da Paese civile e si mette urgentemente in atto un piano per il potenziamento delle infrastrutture della regione. Il resto sono solo chiacchiere che offendono un’intera regione e che la gente calabrese non ha più voglia di ascoltare!».

Il Segretario Regionale, unitamente al Direttivo Confederale UGL Calabria, hanno idee chiare in merito agli interventi da adottare: «Non serve ipotizzare scenari avveniristici o iperboliche geometrie. Serve un sano pragmatismo. Partire da quel che si ha e incidere seriamente affinché alla nostra terra sia riconosciuta la pari dignità con le altre. Come possiamo immaginare di creare lavoro, potenziare il turismo, sviluppare le catene produttive del territorio, valorizzare le risorse interne, se poi manca il necessario, quella rete infrastrutturale minima che garantisce la mobilità di uomini e merci?».

«Dunque, quel che chiediamo ancor prima che il nuovo Governo si insedi non è altro che quello che abbiamo già chiesto ai vari candidati non più tardi di poche settimane fa – ha detto ancora –. Mettete la Calabria al centro di un realistico disegno di recupero nel quale il ruolo centrale deve essere svolto dalle infrastrutture».

«Lo stesso Ponte sullo Stretto – ha concluso – deve trovare la naturale definizione nell’ambito della ricostruzione infrastrutturale della regione. Il Governo centrale deve affiancare quello regionale in uno sforzo comune e unico. Anche su questo devono caratterizzarsi i nuovi indirizzi politici usciti dalle urne. Noi ci saremo, pronti a sfidare chiunque per dare alla Calabria un nuovo e più giusto orizzonte». (rcz)

INFRASTRUTTURE: ECCO LE 12 PRIORITÀ
PER UN VERO SVILUPPO DELLA CALABRIA

Strade, ferrovie, Porti e Aeroporti. Sono queste le priorità individuate da Unioncamere Calabria nel Libro Bianco delle priorità infrastrutturali della  Calabria, volto a contribuire a disegnare una strategia di medio-lungo periodo sullo sviluppo infrastrutturale regionale.

Un documento che «racconta a l’impalcatura infrastrutturale regionale, la viabilità e il trasporto delle persone e delle merci, mettendo in evidenza l’attuale dotazione e i desiderata a cui le imprese non sono più disposte a rinunciare» e che «non rappresenta una sterile elencazione delle incompiute quanto una doverosa analisi da cui partire per programmare interventi di rilancio puntuali e qualificati da consegnare ai decisori politici per l’assunzione di policy responsabili ed al sistema economico e produttivo per l’attrazione di investimenti», ha detto il presidente di Unioncamere Calabria, Antonino Tramontana.

Il documento è stato presentato di fronte a circa 200 partecipanti, nel corso dell’evento promosso da Unioncamere Calabria e dalle Camere di commercio  calabresi con il supporto tecnico-scientifico di Uniontrasporti nell’ambito del Programma Infrastrutture,  Fondo di Perequazione 2019-2020 di Unioncamere nazionale. 

Tra i macro obiettivi, l’Ente ha individuato tre priorità, ossia: superare la marginalità geografica migliorando i collegamenti “veloci” con il resto del Paese, con l’Europa e il mondo ed il relativo livello di intermodalità: sviluppo dell’Alta Velocità ferroviaria ed efficientamento dei sistemi aeroportuale e portuale; Potenziare la mobilità interna ottimizzando i collegamenti stradali e ferroviari tra le due coste, con i territori più interni e in direzione nord-sud, per permettere l’agevole fruizione del territorio, senza dimenticare la connettività digitale e, infine, puntare a un sistema dei trasporti più sostenibile rafforzando o l’intermodalità e l’integrazione dei servizi, riducendo la dipendenza dal «tutto strada» a favore delle modalità più green (ferrovia e autostrade del mare) ed aumentando il livello di servizio offerto a turisti, residenti e imprese.

«Lo sviluppo economico, politico e sociale di un territorio – ha evidenziatoTramontana – non può prescindere da un adeguato ed evoluto sistema di collegamento infrastrutturale materiale e immateriale. È prioritario riconoscere che la realizzazione di infrastrutture determina una creazione di valore e impatta fortemente sulla crescita economica di un territorio generando, a cascata, ricadute positive per effetti sia diretti che indiretti. Si pensi, ad esempio, all’incremento della produttività degli attori economici che ne usufruiscono, alla promozione della concorrenza e della cooperazione, all’aumento del PIL e non da ultimo alla creazione di posti di lavoro».

Per Tramontana, infatti, «occorre compiere un passo importante, scrivere un’agenda di sviluppo infrastrutturale della Calabria, creare sinergie istituzionali con il Governo regionale, il comparto associativo, le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali, il mondo dell’Università e della Ricerca e mettere a sistema le risorse disponibili. Il sistema camerale regionale, rappresentato da Unioncamere e Camere di commercio calabresi, e supportato dalla società in house Uniontrasporti, detiene un notevole patrimonio di competenze tale da consentirgli di giocare un ruolo di primo piano per lo sviluppo infrastrutturale e per la ripresa dell’economia della regione».

Quella proposta, dunque, è un’analisi lucida «sul potenziale infrastrutturale della Calabria, in ascolto e insieme ai principali portatori d’interesse territoriali, attraverso valutazioni di contesto e attingendo ai fondi d’investimento dedicati, si potrà realmente sostenere e rilanciare la crescita e la competitività del sistema imprenditoriale regionale».

Il documento, infatti, individua 12 opere prioritarie di livello sovraregionale/regionale, ossia: Alta velocità Salerno-Reggio Calabria; Linea jonica Sibari-Melito Porto Salvo e trasversale Lamezia Terme-Catanzaro Lido: adeguamento e velocizzazione; SS 106 Jonica: ammodernamento; A2 Autostrada del Mediterraneo: completamento e messa in sicurezza; Linea Metaponto-Sibari-Bivio Sant’Antonello: potenziamento; Linea Rosarno-S. Ferdinando: adeguamento PRG dei due impianti; Porto di Gioia Tauro: potenziamento; Porto di Gioia Tauro: miglioramento accessibilità stradale; Sistema aeroportuale regionale: potenziamento e miglioramento accessibilità; SS 182 Trasversale delle Serre: completamento; Sviluppo della portualità turistica e commerciale e Ciclovia Magna Grecia: realizzazione tratti mancanti.

Andando a livello locale, il Libro Bianco ne ha individuate 11 di opere prioritarie che, se realizzate, porteranno a un concreto contributo allo sviluppo dei territori. Si tratta della messa in sicurezza della SS 107; del completamento della Strada del medio Savuto-Piano Lago – Marcellinara; del completamento della ss 182 (in località Vibo-Pizzo), svincolo A2 di Sant’Onofrio; messa in sicurezza della Strada Mare-Montagna (SS 522 Tropea–Angitola e SS 110 Angitola-Serra San Bruno);5 Galleria di attraversamento al centro abitato di Vibo Valentia e collegamento Mare; completamento della Pedemontana della piana di Gioia Tauro; completamento della strada Bovalino-Bagnara; la realizzazione del collegamento Gallico-Gambarie; Bonifica siti contaminati (SIN) di Crotone, finalizzata ai lavori di collegamento tra porto vecchio e porto nuovo; ammodernamento e adeguamento SS 504 Mormanno-Scalea e ammodernamento e adeguamento della SS 283 della strada delle Terme Luigiane.

Andando ancora più nel dettaglio e sulle opere che interessano a livello regionale, lo studio propone delle schede in cui viene spiegata l’opera. Parte con l’AV Salerno-Reggio Calabria, indicandola come una infrastruttura di rilevanza internazionale, il cui stato è in «fattibilità tecnico-economica».

«L’intervento programmato prevede la realizzazione di un’infrastruttura in nuova sede, allontanarsi dalle dorsali esistenti, con parametri prestazionali che assicurino lo sviluppo del traffico passeggeri veloce, ma anche il potenziamento del trasporto merci, in adduzione al porto di Gioia Tauro. L’intera linea è stata divisa in 6 lotti funzionali, per un costo complessivo stimato di quasi 26 miliardi, che dipenderà dal tracciato scelto durante la fase di progettazione. In aggiunta, è previsto il raddoppio della linea esistente Cosenza-Paola/S. Lucido (attraverso la nuova galleria Santomarco), finalizzato a potenziare il collegamento tra la linea adriatica e quella jonica, sia per il trasporto passeggeri che merci. Nel PNRR sono previsti finanziamenti per 11,2 mld e la conclusione entro il 2026 della tratta di 35 km tra Battipaglia e Romagnano, in Campania. Per velocizzarne la progettazione e successiva realizzazione è stato individuato un commissario straordinario (Vera Fiorani, RFI). Sulla linea storica è previsto un upgrading infrastrutturale e tecnologico, per un investimento di 400 mln €, completamente disponibili».

Ma quali sono i benefici? Oltre a quello di ridurre di 80 minuti i tempi di percorrenza tra Roma e Reggio, facendolo diventare di 3 ore e 40 minuti, viene evidenziato quello che consentirà di sviluppare nuovi traffici viaggiatori lungo l’asse nord-sud della penisola, a beneficio anche dei collegamenti da e per la Sicilia, accelerando dinamiche di crescita economica, sociale e turistica. Il vantaggio economico misurato in Italia rispetto ai servizi passeggeri ad AV è di circa 1% di Pil di incremento in più all’anno.

Un’altra opera e che è stata oggetto di dibattito, è la statale 106, indicata come opera di rilevanza sovraregionale. L’infrastruttura, che si sviluppa lungo la fascia jonica per 491 km, «necessita di una riqualificazione complessiva a nell’intero tratto calabrese per poter assolvere in sicurezza al ruolo di asse di penetrazione nella regione in direzione nord-sud e per migliorare l’accessibilità dei centri urbani dell’entroterra, in questa parte di territorio in generale poco fornito di infrastrutture adeguate ai tempi e alla domanda».

«Ad oggi – si legge nella scheda – sono in corso di realizzazione i lavori del 3° megalotto, tra Sibari e Roseto Capo Spulico (1.335 mln € finanziati), che dovrebbero essere ultimati entro il 2026. Il tracciato in variante della tratta Crotone-Catanzaro (1.500 mln €), presenta ad oggi il finanziamento di 220 mln € sul Fondo Sviluppo e Coesione per la realizzazione del primo stralcio funzionale (Crotone-Cutro). Il progetto di fattibilità tecnico-economica della tratta Sibari-Crotone, nella prospettiva tendenziale di strada a 4 corsie, risulta completato a febbraio 2022; entro la fine dell’anno è invece prevista la conclusione dello studio progettuale della tratta sino a Reggio Calabria. Altri finanziamenti potrebbero arrivare grazie alla richiesta avanzata di inserimento della parte mancante della SS 106 nella proposta di revisione della Rete Transnazionale dei Trasporti (Ten-t), il cui esito sarà noto ad inizio 2023».

Benefici: miglioramento degli standard di servizio, innalzare il livello di sicurezza con costi e tempi sostenibili, riducendo nel contempo l’impatto ambientale dell’infrastruttura e determinando una ricaduta economica immediata sul territorio.

Per il Porto di Gioia Tauro, opera di rilevanza sovraregionale, il documento ha evidenziato come sia opportuno che le risorse destinate al nodo calabrese vengano spese in fretta, «con una tempestiva realizzazione degli interventi, per giungere quanto prima agli obiettivi prefissati in fase di programmazione, anche in termini di rete Ten-T».

Tra l’altro, nel documento viene evidenziato come il Porto sia destinatario di tre interventi del Pnrr a sostegno del suo sviluppo, che prevedono il completamento della banchina di ponente lato nord; potenziamwnto urbanizzazione dell’area industriale; elettrificazione della banchina Ro-Ro, intervento pilota di Cold Ironing, che punta alla riduzione dell’impatto ambientale sulle attività portuali attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico. Previsti, poi, dall’Autorità di Sistema Portuale altri interventi necessari alla crescita e alla diversificazione delle funzioni del porto.

Sempre sul porto, viene poi ricordato che, sempre col Pnrr, saranno finanziati due interventi stradali ritenuti sostenibili, proprio perché a supporto dell’intermodalità. Si tratta di due opere che andranno a migliorare l’accessibilità stradale del porto di Gioia.

Ma non esiste solo il Porto di Gioia Tauro. «Emerge – viene rilevato nel documento – una scarsa valorizzazione dei porti regionali e importanti carenze dotazionali e funzionali, che ne vanificano le potenzialità. È necessario valorizzare i nodi esistenti e garantire collegamenti efficaci con le infrastrutture terrestri, stradali e ferroviarie».

Il Libro Bianco, dunque, ribadisce che «sia sul fronte commerciale che su quello turistico, servono infrastrutture potenziate, fondali adeguati e collegamenti con l’entroterra validi. Ma soprattutto il mondo economico calabrese chiede una visione integrata e coordinata del sistema portuale, che superi i frazionamenti e la competizione tra nodi vicini e che supporti uno sviluppo sostenibile, economico e sociale del territorio».

«Nel Piano Operativo Triennale dell’AdSP dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio – viene spiegato – sono previsti progetti per lo sviluppo del porto di Crotone, finalizzati alla riqualificazione dell’area ex Sensi e allo sviluppo della crocieristica. A Vibo Valentia sono stati finanziati i lavori di riqualificazione delle banchine Pola, Buccarelli, Tripoli e Papandrea, mentre è in dirittura di arrivo l’approvazione dell’adeguamento tecnico funzionale del Piano Regolatore Portuale di Corigliano Calabro. Per il porto di Taureana di Palmi è previsto il completamento della banchina di riva e la riqualificazione dell’area portuale. Per i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, ricadenti sotto la circoscrizione dell’AdSP dello Stretto, il PNRR ha previsto finanziamenti per, rispettivamente: l’adeguamento e il risanamento della banchina Margottini; il risanamento strutturale della banchina scivolo 0, la realizzazione di una nuova banchina per i mezzi veloci e di un terminal passeggeri».

A proposito del Sistema aeroportuale regionale, Unioncamere ha evidenziato come «nel 2021 il sistema aeroportuale calabrese ha trasportato circa 2 mln di passeggeri, in calo del 44% rispetto al dato pre-pandemico, ma in crescita del 73% rispetto al 2021. Allo stato attuale, il sistema aeroportuale calabrese risulta scarsamente integrato con il sistema complessivo dei servizi e dei collegamenti interni alla regione. Un fattore cruciale per il rilancio e lo sviluppo di questo sistema è l’aumento dell’accessibilità delle aerostazioni, attraverso collegamenti che integrino i servizi aerei con il trasporto terrestre, in particolare quello ferroviario, per ampliare l’area servita e la qualità dell’esperienza dei utenti. Nel Piano industriale di sviluppo aeroportuale approvato a marzo 2021 dalla società di gestione dei tre scali calabresi (S.A.CAL. spa) è previsto uno sviluppo delle infrastrutture, nonché una trasformazione nel modello di business».

Quali gli interventi? Per Lamezia Terme, è prevista la realizzazione e di un nuovo terminal (costo stimato di 50 mln €, con mix di risorse pubbliche e private), da ricavare nell’area del terminal merci e senza interagire con l’attuale aerostazione; per Reggio Calabria interventi mirati a migliorare e riqualificare le strutture di volo, il terminal, la gestione dei bagagli e la sicurezza; per Crotone, infine, ampliamento dell’aerostazione e costruzione di nuovi hangar presumibilmente da destinare al ricovero di mezzi aerei antincendio.

Interventi che, se saranno portati a termine, porteranno benefici ai cittadini, ai turisti e al sistema economico. Per questo, «è necessario rafforzare – viene evidenziato – le infrastrutture aeroportuali e la loro accessibilità terrestre, anche per favorire nuovi insediamenti produttivi destinati all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie in ottica sostenibile; potenziare i servizi di trasporto delle merci; diversificare l’offerta commerciale, sulla base degli effettivi bacini di utenza dei diversi scali».

Accanto a tutte queste priorità, Unioncamere Calabria, tuttavia, ha ricordato che bisogna monitorare «in maniera costante i manufatti infrastrutturali esistenti (soprattutto quelli datati) e di conseguenza procedere ad una rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle risorse in essere, da effettuare in maniera programmata, innovativa e coordinata, in modo da incidere il meno possibile sulla normale circolazione»; «snellire le procedure di approvazione dei progetti, apportando innovazioni organizzative e autorizzative, eliminando le frammentazione e sovrapposizioni delle responsabilità del sistema pubblico, le possibili controversie e le regole poco chiare per giungere ad una cantierizzazione rapida delle opere».

E, ancora, «completare, in tempi rapidi, le opere già cantierizzate, per superare le difficoltà di circolazione dovute ai cantieri e giungere all’utilizzo del nuovo sistema di trasporto progettato; potenziare i collegamenti dell’ultimo miglio, spesso difficoltosi per le imprese, in termini di tempo, agendo anche con piccole infrastrutture che migliorano le criticità e i colli di bottiglia puntuali; migliorare la sicurezza delle strade e delle ferrovie esistenti, a partire da una buona progettazione, perseguendo standard europei per la gestione efficiente dei servizi di trasporto, come i sistemi di segnalamento ferroviario».

Insomma tutte azioni che, accompagnate da attività di sensibilizzazione, informazioni, confronto e condivisione con il territorio per aumentare la sensibilità e la consapevolezza di cittadini e operatori, sulle problematiche dei trasporti, potrebbe portare a realizzare una Calabria che non è più isolata, ma è il centro del Mediterraneo e del Sud.

SS 106, l’assessore Dolce: Prossimo mese completata progettazione da Sibari a Catanzaro

La Statale 106 «è una delle priorità». È quanto ha ribadito l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Dolce, a margine dell’incontro organizzato da Unioncamere Calabria sulle infrastrutture, specificando che «stiamo lavorando a stretto contatto con l’Anas, l’Ufficio progettazione di Anas affinché «i progetti vadano avanti rapidamente e sono andati avanti rapidamente».

«Nel prossimo mese – ha annunciato Dolce ai giornalisti – tutta la progettazione della parte a nord di Catanzaro, quindi da Sibari a Catanzaro, sarà completata e portata anche al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. È un grosso risultato, così come un grosso risultato è avere un quadro complessivo di tutta la statale 106 che è stato fatto, quindi avere un’idea di come può poi completarsi la statale 106 anche a sud di Catanzaro».

«Quanto ai tempi, noi abbiamo come prima attività il tratto Crotone-Cutro, che – ha proseguito Dolce – è già  stato finanziato come progetto bandiera, e sarà il primo a partire e ad essere sottoposto all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e poi a seguire ci sono le altre. Una volta che c’è la progettazione pronta, saremo in grado di intercettare i finanziamenti che saranno disponibili nel prossimo futuro, speriamo che ce ne siano».

«Questo, ovviamente – ha rilevato – non dipende da noi: noi stiamo facendo anche un grosso lavoro per ottenere finanziamenti per portare avanti questa opera fondamentale, adesso vediamo con il nuovo governo. È chiaro che stiamo parlando di un’arteria che va da Taranto a Reggio Calabria. Fino a Sibari, con il Megalotto 3 ci siamo arrivati con le quattro corsie, vogliamo arrivare a Reggio Calabria: e su questo stiamo facendo uno sforzo».

L’assessore, poi, ha spiegato che non è solo la Statale 106 a essere al centro dell’azione della Giunta Occhiuto: ci sono anche le infrastrutture fondamentali, l’alta velocità, la ferrovia jonica e i porti. E, proprio sui porti, Dolce si è soffermato sul Porto di Gioia Tauro, ribadendo che «è un’eccellenza dal punto di vista del trasbordo» e che «deve trasformarsi o evolversi come un porto che sia capace di accogliere merci e trasportarle via ferrovia e via gomma nel resto d’Italia e in Europa».

«Su questo ci stiamo impegnando tanto, le Ferrovie stanno sviluppando il gateway – ha spiegato – e già sono partiti diversi treni per le varie destinazioni come Padova e Bologna. Quindi, l’impegno della Giunta Occhiuto e mio personale è quello di realizzare queste opere che sono in parte già progettate o in corso di progettazione avanzata, perché poi il problema della Calabria è riuscire a mettere a terra e realizzare le opere».

«Ci sono interessi diversi – ha concluso – a volte anche contrastanti, interessi locali che magari vanno contro l’interesse generale, e questi interessi – ha rilevato l’assessore regionale – devono trovare una sintesi e una sinergia rispetto agli interessi regionali e poi anche nazionali».

Agostinelli: «Prossime priorità rigassificatore e ampliamento della linea ferroviaria»

Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Jonio, si è detto «favorevole al rigassificatore dentro il porto di Gioia Tauro».

Agostinelli, che ha partecipato al dibattito di Unioncamere Calabria, ha evidenziato che «c’è un progetto già praticamente approvato presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici, prevede un accosto esterno al porto di Gioia Tauro, e una condotta, una pipe line che corre periferica ai terminal per andare nelle aree retroportuali».

«Ci interessa molto – ha spiegato – per il discorso della piastra del freddo, che ci vede condividere questo obiettivo con il governo regionale attuale. Stiamo sistemando delle aree portuali anche per accogliere questa piastra del freddo: sono lavori compresi nel Pnrr, 10 milioni di euro che stiamo progettando, è in piedi la progettazione definitiva».

«Le priorità che abbiamo raggiunto è il gateway ferroviario – ha evidenziato ancora – perché una volta tanto non parliamo di infrastrutture che devono venire ma di infrastrutture già perfettamente realizzate, collaudate e funzionanti. Le prossime priorità sono il rigassificatore e l’ampliamento e il rafforzamento della linea ferroviaria per regalare anche l’alta capacità al porto di Gioia Tauro».

«In questo momento – ha detto Agostinelli – con la politica regionale c’è una perfetta sintonia di visioni, proprio sul rigassificatore la pensiamo esattamente allo stesso modo. Quanto ai collegamenti ferroviari, non dipende dalla politica regionale ma dal Pnrr, da quanto Rfi sarà in grado di progettare e realizzare sulle dorsali tirrenica a jonica per dare l’alta capacità in uscita e in entrata al porto di Gioia Tauro».

«Il porto di Gioia Tauro è l’11esimo Porto del Mediterraneo, in crescita. Anche quest’anno sfioreremo i tre milioni e mezzo di contenitori», ha ricordato Agostinelli, aggiungendo che il Porto può significare il rilancio non solo della Calabria ma dell’intero Meridione».

«Lavorando giorno per giorno – ha concluso – abbiamo coscienza di tanti problemi, da quelli dell’organizzazione del lavoro portuale, alla sicurezza, alla legalità: sono principi che non ci devono abbandonare mai. Il nostro grande problema è la pianificazione delle spese e la programmazione delle spese. Abbiamo delle date limite, come il 2030 per l’elettrificazione delle banchine. Ma non è un problema di fondi, ma di semplificazione di una burocrazia che ci asfissia». (rrm)

Occhiuto: Insieme realizzeremo interventi e progetti che rimarranno nella storia

«Datemi la forza e, insieme, realizzeremo interventi e progetti che rimarranno nella storia». È quanto ha dichiarato il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso di una iniziativa nel Vibonese.

«In Calabria – ha detto Occhiuto in un video su Instagram – abbiamo la stessa quantità di boschi che ha l’Austria, con una enorme differenza: in Austria la forestazione pesa il 6% del prodotto interno lordo; in Calabria, invece, non siamo ancora riusciti a fare forestazione produttiva. L’impegno dev’essere fare forestazione produttiva e anche sviluppare le infrastrutture che servono a collegare i paesi montani».

«Io ci sono da 10 mesi, mi sono insediato il 29 ottobre – ha spiegato – sto ragionando con Anas, ho rifatto tutto il piano delle infrastrutture, datemi forza e vedrete che l’intervento in infrastrutture che faremo in Calabria sarà un intervento che rimarrà nella storia, anche perché credo di avere dimostrato in questi mesi che ho determinazione, autorevolezza nei confronti del governo nazionale».

«Certo – ha concluso Occhiuto – se c’è un governo nazionale amico – come ci sarà – e qualche sottosegretario che mi aiuta anche la trasversale la facciamo più velocemente». (rvv)